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Climate Reality Project*: we will change!

Questa settimana accantono il tema della moda sostenibile per raccontarvi un’esperienza vissuta in prima persona, comunque attinente all’impegno del vivere (e vestire) in modo più responsabile.

Si è appena conclusa a Berlino la sessione europea di training di circa 700 nuovi Climate Reality Leader, provenienti da tutto il mondo e pronti a mettere in atto azioni di protezione del nostro pianeta!

L’agenda dei 3 giorni di corso era piena di tavole rotonde e presentazioni molto interessanti sullo stato del nostro pianeta e sulle possibili soluzioni da adottare, con un focus particolare sul passaggio dall’energia fossile alle rinnovabili. Accanto ad Al Gore, altri esperti e leader europei in campo ambientale ci hanno arricchito con i loro interventi.

Nella prima giornata Al Gore ci ha mostrato lo scenario globale, tenendoci increduli incollati alle slide che presentano innumerevoli casi di catastrofi naturali nel mondo, nessun angolo escluso, collegate ai cambiamenti climatici da noi causati. Abbiamo pensato: “E’ l’Apocalisse”. I diluvi e gli eventi di piogge estreme capitano ora 4 volte più frequentemente che negli anni 80. L’accumulo di energia causato dal riscaldamento globale per via dell’inquinamento umano è attualmente equivalente all’esplosione di 400.000 bombe atomiche di Hiroshima ogni giorno per 365 giorni all’anno (fonte: James, Hansen, ex Direttore NASA Goddard Institute for Space Solutions).

Al Gore ci ha spiegato l’impatto significativo dei cambiamenti climatici sull’agricoltura, sul cibo, sulla salute, sulla disponibilità di acqua, sull’equilibrio microbatteriologico, sull’ecosistema.

Ma dopo la presentazione dell’apocalisse, ci ha trasmesso un messaggio di speranza e di responsabilità: ci sono soluzioni per diminuire gli scompensi climatici, in primis il passaggio a fonti rinnovabili di energia.  In questo tutti noi possiamo fare la nostra parte, facendo sentire la nostra voce per spingere il nostro paese all’abbandono dell’energia fossile. Possiamo inoltre impegnarci in uno stile di vita più sostenibile (che è anche l’obiettivo degli amici ecoscienti 😉 ).

Molto interessante e apprezzato dai partecipanti  l’intervento del Coordinatore per l’Ambiente nella Cooperazione allo Sviluppo Grammenos Mastrojeni, presso il ministero degli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale. Nel panel sul tema del collegamento tra migrazione e clima, parlando di montagne, monsoni, desertificazione e temperature impossibili con un discorso intriso di umanità ci ha aiutato a metterci nei panni di chi è costretto a spostarsi per fuggire da condizioni fisiologiche impossibili per la sopravvivenza. Abbiamo capito come il clima non sia solo un fattore che spinga alla migrazione ma come a sua volta ne crei altri, mettendo in moto circoli viziosi in fragili società e contesti di povertà. Risolvere la crisi climatica significa anche risolvere il problema dei flussi migratori.

Il corso ci ha dato l’opportunità di sentire la responsabilità che abbiamo di modificare lo stato di salute del nostro pianeta e di raccogliere le indispensabili energie unendoci in un efficace network per rendere possibile il cambiamento. Seguite le nostre iniziative anche in Italia: we will change!

 

 

*Il Climate Reality Project, fondato e presieduto dal Nobel per la letteratura ed ex Vice Presidente degli Stati Uniti Al Gore, si dedica alle soluzioni globali alla crisi climatica.

 

#ClimateRealityProject #LeadOnClimate

(Articolo pubblicato anche su ecoscienti.org)

 

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