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A 19 anni realizza il sogno di creare un brand sostenibile! Marco Belluzzo ci racconta di Kibou, il suo marchio di abbigliamento ecologico

(Italiano/English below)
“L’industria tessile deve agire in modo responsabile rispettando l’ambiente e il benessere della persona”.
Kibou produce magliette a tinta unita e non solo, polo, camicie e vestiti estivi per ragazze.

Complimenti a Marco per l’idea e il coraggio di iniziare così giovane quest’impresa!

39883581_425133181344873_8060477025481129984_nCom’è nata l’idea?
“Il mio progetto è maturato dallo studio di alcune materie che ho affrontato all’Istituto tecnico di chimica, materiali, biotecnologie e ambiente “Grazia Deledda” di Trieste. Dall’età di 17 anni le mie ricerche mi hanno portato a presentare la mia start up come tesina per l’esame di maturità.
Ho impiegato due anni per concretizzare Kibou e a 19 anni ho deciso di mettermi in gioco: ho iniziato utilizzando il cotone biologico trattato senza pesticidi, i colori all’acqua per le stampe e trovando i fornitori giusti per la mia idea. La mia azienda rispetta l’ambiente in tutta la filiera, imballaggi, marketing e vestiario. Il brand è lo strumento che utilizzo per comunicare “Kibou”, tradotto dal giapponese, significa “speranza”, in tutta la molteplicità di significati che questo termine può comprendere: esso infatti delinea la speranza come un’ideale di libertà, lungimiranza, dignità e audacia. La scelta del nome è stata molto difficile perché la mia intenzione era di trovare un nome significativo in cui qualunque persona interessata potesse rintracciare il messaggio aziendale. Infine per il logo che identifica il brand abbiamo deciso di utilizzare un’aquila che simboleggia la perseveranza e le aspirazioni elevate”.

Quali materiali sono utilizzati?
“Per adesso vendo esclusivamente cotone biologico, trattato senza pesticidi, ma un domani mi piacerebbe riuscire portare il lino e la canapa”.

Dove sono prodotti i capi?
“I miei capi sono prodotti in Bangladesh ma i miei fornitori fanno parte della FAIR WEAR Foundation che effettua monitoraggi a livello di sfruttamento del personale e impatto ambientale sulle fabbriche in India, Bangladesh e Cina. Secondo me conta molto COME viene fatto, no DOVE viene fatto”.

Oltre alle materie prime e alla produzione, in quali altri aspetti poni attenzione all’ambiente?
“Oltre al fatto di avere l’abbigliamento ecologico, io punto che tutta la filiera sia responsabile verso l’ambiente dal marketing, all’imballaggio, alle spedizioni. Per esempio per il marketing ci affidiamo esclusivamente on line quindi NO carta e volantini, gli adesivi che utilizziamo come merchandising provengono da un’azienda che ricicla l’80% della plastica. Invece l’imballaggio cerchiamo di ridurlo all’essenziale e i cartoni che utilizziamo per le spedizioni sono riciclati”.

Ci sono punti nel processo di creazione del tuo abbigliamento che desideri migliorare?
“Le spedizioni: vengono effettuate tramite corriere quindi camion e aerei, ma è un progetto molto ambizioso che non è ancora alla mia portata”.

Dove possiamo acquistare i tuoi capi?
“In questo momento i miei prodotti possono essere comprati esclusivamente on line. Ma stiamo iniziando ad approcciarci con qualche negozio fisico a Trieste”.
https://www.kibouclothing.com

Cosa possiamo dire ai tuoi coetanei per orientarli verso scelte più consapevoli (come quella che proponi) invece di ricercare capi a pochi euro nelle catene fast fashion? 
“Ai miei coetanei posso dire che chi sceglie di gettarsi in questo mondo lo deve fare per inseguire un sogno, un progetto e un messaggio ponderato. Tutto nasce da un pensiero che l’industria tessile deve agire in modo responsabile rispettando l’ambiente e il benessere della persona. Il cambiamento inizia con la consapevolezza che ogni scelta d’acquisto può fare la differenza”.

Grazie Marco, ci dai speranza di un’evoluzione di un’industria più responsabile e rispettosa dell’ambiente e delle persone. Sosteniamo il tuo progetto!

ENGLISH:
“The textile industry should act responsibly in respect of the environment and people wellness”.
Kibou produces t-shirst (plain colours but not only), polo shirts, shirts and summer dresses for girls.
Congratulations, Marco, for the idea and the courage of beginning this business so young!

How do you conceive the idea?
“My project was grown from studying some subjects at the “Grazia Deledda” Technical Institute of chemistry, materials, biotechnology and environment in Trieste.
Since I was 17 years old, my researches have brought me to present my start up as the essay for the high school diploma.
I took 2 years to realise Kibou and at 19 years old I decided to take a challenge: I started using organic cotton treated without pesticides, water colours for printing and finding the right providers for my idea. My company respects the environment along the chain: packaging, marketing and clothes. The brand is the tool I use to communicate “Kibou”, translated from Japanese means “hope”, in all the range of meanings that this word can include: it outlines hope as an ideal of freedom, foresight, dignity and courage. The name choice was very difficult because my intention was to find a meaning name in which any person interested in could find the company message. Moreover, for the logo that identifies the brand we have decided to use an eagle symbolising persistence and high aspiration.

Which materials are used ?
“For now I sell only organic cotton, treated without pesticides, but tomorrow I would like to bring linen and hemp”.

Where are the garments produced?
“My garments are produced in Bangladesh but my providers have joined the FAIR WEAR Foundation that monitors people slavery and the environmental impact of factories in India, Bangladesh and China. In my opinion it means a lot HOW it is produced, not WHERE”.

In addiction to the raw materials and the production, in which aspects do you pay attention to the environment?
“Besides the ecological clothes, I count on the fact that all the chain is responsible towards the environment, from marketing to packaging to deliveries. For example, we entrust the marketing only to the web, so NO paper neither fliers, the stickers we use as merchandising come from a company who recycle the 80% from plastic. While we try to reduce the packaging to the essential and the cardboard for the deliveries is recycled“.

Is there any step of the creation process of your clothing that you wish to improve?
“The deliveries: they are realised through courier, so trucks and planes, but it is a very ambitious project that it is not still at my reach”.

Where can we purchase your clothes?
“My products can be currently purchased only on line. But we are starting to approach some real shops in Trieste.
https://www.kibouclothing.com

What can we say to your same age peers to guide them in the direction of more conscious choices (as the one you propose), instead of looking for items of few euros in the fast fashion chains? 
“To my same age peers I can say that who decides to plunge into this world should do it to follow a dream, a project and a mindful message. Everything starts from a thought that the textile industry should act responsibly with respect of the environment and people wellness. The change begins with the awareness that each purchasing choice can make the difference“.

Thank you Marco, you give us hope of an evolution of a more responsible industry more respectful of the environment and people. We support your project!

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One Comment

  • comprare like instagram

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