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Patagonia entra in politica “a causa delle minacce urgenti e senza precedenti alle nostre terre e acque pubbliche”

(Italiano/English)

Nei suggerimenti per acquisti più responsabili, ci capita di citare Patagonia come marchio impegnato nella diminuzione dell’impatto ambientale dell’industria della moda.
Bisogna riconoscere che Patagonia stia davvero facendo qualcosa sia per migliorare la sostenibilità della loro produzione, sia per diffondere la passione per l’ambiente in particolare attraverso sport all’aperto, sia ancora per inviare messaggi di attenzione alla riduzione di consumi irresponsabili. Non desideriamo fare pubblicità, non è questo l’obiettivo, ma raccontare di quali azioni sia possibile compiere per creare un settore più responsabile e sostenibile.

Non è facile trovare un’azienda perfettamente sostenibile al 100%. Non è semplice neppure non farsi ingannare dai messaggi di marketing, in particolare quelli con finalità di green washing. Dobbiamo dire però che le iniziative proposte dal brand siano davvero apprezzabili.
In ottobre Patagonia ha tenuto un workshop sulla cura dei vestiti e su come effettuare in autonomia alcune piccole riparazioni. “Come singoli consumatori, una delle cose più responsabili che possiamo fare per tutelare il pianeta è prolungare la durata delle cose che già utilizziamo. Il semplice gesto di far durare più a lungo i capi che indossiamo, avendone cura e riparandoli quando necessario, consente di non doverne acquistare di nuovi, evitando così di generare le emissioni di CO², la produzione di scarti e di rifiuti, e il consumo di acqua associati ai cicli produttivi del settore tessile”.
Inoltre ha aperto un temporary shop per celebrare e vendere i propri prodotti usati, riparati e personalizzati. “Realizziamo abbigliamento fatto per durare nel tempo, a volte più di quanto una persona voglia utilizzarlo. La soluzione più responsabile per questi capi inutilizzati è quella di rimetterli a disposizione di persone che li faranno rivivere”. Tutto il ricavato sarà devoluto a Mountain Wilderness Italia, Cittadini per l’Aria onlus, Genitori Antismog e Io non ho paura del lupo.

Ma l’impegno di Patagonia sta andando oltre. Negli Stati Uniti a causa delle minacce urgenti e senza precedenti alle nostre terre e acque pubbliche ha deciso di sostenere due candidati politici che aiuteranno a proteggere le risorse naturali in Nevada e in Montana.  Patagonia afferma di avere solo l’obiettivo di “difendere i milioni di americani che vogliono vedere luoghi selvaggi protetti per le generazioni future”.
Sebbene questa sia la prima volta in cui Patagonia ha approvato candidati specifici, l’azienda ha già espresso l’importanza dell’impegno civico. Patagonia incoraggia dal 2004 i cittadini a votare tenendo in mente il pianeta. Due anni fa chiuse tutti i suoi punti vendita dando un giorno libero retribuito ai suoi dipendenti per andare a votare e farà la stessa per le elezioni quest’anno. L’AD Rose Marcario invita le altre aziende a fare lo stesso, “perché nessun americano dovrebbe scegliere tra una retribuzione e compiere il proprio dovere di cittadino”.

Sembra proprio che Patagonia abbia preso a cuore la salvaguardia dell’ambiente, non solo a parole ma anche con i fatti.
“L’amore dei luoghi meravigliosi e incontaminati del nostro pianeta si traduce in un’attiva partecipazione alla lotta per la loro salvaguardia e per cercare di invertire il precipitoso declino della salute dell’ambiente a livello globale. Devolviamo il nostro tempo, i nostri servizi e almeno l’1% delle nostre vendite a centinaia di gruppi ambientalisti in tutto il mondo che lavorano concretamente per fare la differenza. Siamo consapevoli che la nostra attività aziendale, dall’illuminazione dei punti vendita alla tintura delle magliette, crea un certo margine di inquinamento. Lavoriamo con costanza per ridurre questi danni. Per molti dei nostri capi di abbigliamento abbiamo scelto di utilizzare poliestere riciclato e solo cotone organico invece del cotone coltivato con un uso massiccio di pesticidi”.

Foto: dal sito di Patagonia.

ENGLISH
In our suggestions on more responsible purchases, it happens to us to mention Patagonia as a brand engaged in the reduction of the environmental impact of the fashion industry. We have to admit that Patagonia is really doing something both to improve the sustainability of their production, to spread the passion for the environment (especially through outdoor sports) and to send messages of attention to irresponsible consume decrease. We do not want to make advertising, this is not the purpose but to tell about which actions it is possible to make in order to create a more responsible and sustainable sector.
It is not easy to find a company 100% perfectly sustainable. It is not easy neither not be foolished by marketing messages, especially from the ones with greenwashing purpose. But we have to say that the initiatives proposed by the brand are really appreciable.
In October in Milan, Patagonia held a workshop on clothes caring and on how to make small repairs on your own. “As individual consumers, one of the most responsible thing we can do to protect the planet is to prolong the duration of the things we already use. The simple gesture of making the garments we wear last longer, taking care of them and repairing them when necessary allows to avoid purchasing new ones, not generating CO² emissions, waste and scrap production and water consumptions relevant to production cycles in the textile industry”.
At the beginning of the month, Patagonia also opened a temporary shop to celebrate and sell their used products, repaired and personalised. “We make clothing made to last over time, sometimes more than how long a person wants to use it. The most responsible solution for these unused garments is to put them at the disposal of people who will make them live again”. All proceeds was donated to Mountain Wilderness Italia, Cittadini per l’Aria onlus, Genitori Antismog and Io non ho paura del lupo.

But Patagonia’s commitment is going further. In the United States, because of urgent and unprecedented threats to our lands and public waters the brand has decided to support two political candidates who will help protect natural resources in Nevada and Montana. Patagonia claims to have only the objective of “standing up for the the millions of Americans who want to see protected wild places for future generations”.
Though this is the first time Patagonia has endorsed specific candidates, the company has been vocal about the importance of civic engagement. Patagonia has been encouraging its community to vote with the planet in mind since 2004. Two years ago, Patagonia closed all of its retail stores and gave all employees a paid day off to vote. It plans to do the same on election day this year. The CEO Rose Marcario invites other companies to do the same, “because no American should have to choose between a paycheck and fulfilling his or her duty as a citizen.”

It really seems that Patagonia has taken care of the environment, not only in words but also with the facts.
“The love of the wonderful and unspoiled places of our planet translates into an active participation in the struggle for their protection and to try to reverse the precipitous decline in the health of the environment on a global level. We devote our time, our services and at least 1% of our sales to hundreds of environmental groups around the world who are working to make a difference. We are aware that our business activity, from the lighting of sales points to the t-shirt dyeing, creates a certain amount of pollution. We work constantly to reduce these damages. For many of our garments we have chosen to use recycled polyester and only organic cotton instead of cotton grown with a massive use of pesticides “.

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