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Perché le attuali politiche di responsabilità sociale non funzionano nell’industria dell’abbigliamento? L’ultimo report di ILRF: un’analisi dello status quo e le proposte di efficaci iniziative per il futuro

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“Future of Fashion: Worker-Led Strategies for Corporate Accountability in the Global Apparel Industry” è l’ultimo report pubblicato da International Labor Rights Forum sul fallimento dei programmi di responsabilità sociale del settore abbigliamento. ILRF analizza inoltre le proposte di nuovi modelli di CSR per un futuro diverso dell’industria della moda.

Il report indaga la globalizzazione dell’industria dell’abbigliamento e il suo impatto sui lavoratori. È anche il risultato di una revisione di iniziative per affrontare la questione dei diritti dei lavoratori nella catena di fornitura dell’abbigliamento, in particolare in relazione alle prassi dei brand. L’analisi è svolta tramite interviste a più di venti attivisti per i diritti dei lavoratori, leader sindacali e professionisti nel campo dei diritti dei lavoratori, della responsabilità sociale delle imprese e della responsabilità sociale incentrata sui lavoratori. Si basa inoltre su informazioni condivise dai partecipanti di quindici paesi produttori di abbigliamento.

È chiaro quanto emerge dall’analisi:  i disastri verificatesi nelle aziende sono il risultato inevitabile del fallimento degli audit e delle ispezioni che servono principalmente a proteggere gli interessi e l’immagine dell’azienda. I codici di condotta aziendali, le iniziative multi-stakeholder e i sistemi di monitoraggio aziendale sono ormai vecchi di decenni, ma non hanno portato a miglioramenti significativi per i lavoratori. Negli scenari peggiori, hanno fallito catastroficamente, come quando non hanno rilevato o risolto i problemi che hanno condotto alla morte di lavoratori negli incendi di Ali Enterprises e Tazreen e nel crollo di Rana Plaza. 

L’industria dell’abbigliamento globale è caratterizzata da complesse catene di approvvigionamento globali gestite da grandi marchi e rivenditori multinazionali, in cui la produzione è esternalizzata a centinaia di fabbriche nei paesi in via di sviluppo per trarre vantaggio da bassi salari e debole applicazione della legge sul lavoro.

Vi sono prove significative del fatto che questo approccio è stato in gran parte inefficace nel migliorare le condizioni dei lavoratori e in particolare non ha affrontato i problemi più pervasivi nell’industria: bassi salari e violazione della libertà di associazione e dei diritti di contrattazione collettiva. 

In risposta al fallimento degli approcci attuali al monitoraggio della supply chain – principalmente codici volontari di realizzazione degli audit – i sindacati e altre organizzazioni per i diritti dei lavoratori stanno sperimentando nuovi modelli perché marchi e rivenditori ne assumano davvero la responsabilità. Future of Fashion analizza tre accordi, attualmente in vigore nei settori dell’abbigliamento rispettivamente in Indonesia, Honduras e Bangladesh, esaminando il contesto in cui ciascuno è stato sviluppato e il modo in cui sono state affrontate le carenze del tradizionale approccio CSR. Il rapporto presenta anche una road map per trasformare il futuro del lavoro nell’industria dell’abbigliamento globale attraverso iniziative e azioni guidate dai lavoratori.

Gli accordi esecutivi di marchio (Enforceable brand agreements, EBA) differiscono in modo significativo dai modelli company-led perché cercano di affrontare le caratteristiche della catena di fornitura dell’abbigliamento che sono alla base di scadenti condizioni lavorative e di violazioni dei diritti dei lavoratori: l’assenza di impegni vincolanti e esecutivi, la mancanza di trasparenza, l’esclusione dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali eletti e in che modo le prassi di acquisto dei marchi contribuiscono alle violazioni dei diritti dei lavoratori. 

Secondo l’analisi svolta, il monitoraggio delle fabbriche può funzionare solo se è veramente incentrato sul lavoratore e connesso agli obblighi contrattuali di rispetto dei diritti dei lavoratori, inclusi i diritti alla libertà di associazione e alla contrattazione collettiva.

Nel report è proposto un interessante schema che elabora quattro elementi essenziali necessari per portare avanti un approccio incentrato sul lavoratore e per far progredire i diritti dei lavoratori nel settore dell’abbigliamento globale. Per approfondimenti:  “Future of Fashion: Worker-Led Strategies for Corporate Accountability in the Global Apparel Industry.” 


English: Why does the current corporate social responsibility not work in the garment industry? The latest ILRF report: an analysis of the status quo and the effective initiatives for the future

“Future of Fashion: Worker-Led Strategies for Corporate Accountability in the Global Apparel Industry” is the latest report published by the International Forum on Labor Rights on the failure of social responsibility programs in the garments industry. ILRF also analyzes the proposals for new CSR models for a different future of the fashion industry.

The report investigates the globalisation of the apparel industry and its impact on workers. It is also the result of a review of initiatives to address the issue of workers’ rights in the apparel supply chain, particularly in relation to brands’ practices. The analysis is carried out through interviews with more than 20 workers rights activists, union leaders, and practitioners in the fields of labor rights, corporate social accountability, and worker-driven social responsibility. It is also based on insight shared by participants from 15 garment-producing countries. 

It is clear what emerges from the analysis: the disasters that occurred in the companies are the inevitable result of the failure of the audits and inspections that mainly serve to protect the interests and the image of the companies. Corporate codes of conduct, multi-stakeholder initiatives, and corporate-led factory monitoring systems are now decades old, but they have not led to significant improvements for workers. In the worst-case scenarios, they have failed catastrophically, as when they did not detect or remedy the problems that led to the deaths in the fires at Ali Enterprises and Tazreen, and the collapse of Rana Plaza.

The global apparel industry is characterised by complex global supply chains run by large multinational brands and retailers, where production is outsourced to hundreds of factories in developing countries to take advantage of low wages and weak law enforcement at work.

There is significant evidence that this approach has been largely ineffective in improving the conditions of workers and in particular has not addressed the most pervasive problems in industry: low wages and violation of freedom of association and collective bargaining rights.

In response to the failure of current approaches to supply chain monitoring – mainly voluntary auditing codes – unions and other workers’ rights organizations are experimenting with new models for brands and retailers to take really responsibility for them. Future of Fashion analyzes three agreements, currently in force in the apparel sectors in Indonesia, Honduras and Bangladesh respectively, examining the context in which each was developed and how they address the deficiencies in the traditional CSR approach. The report also presents a road map for transforming the future of work in the global apparel industry through initiatives and actions led by workers.

The Enforceable Brand Agreements (EBA) differ significantly from the company-led models because they try to address the characteristics of the garment supply chain that are at the root of poor working conditions and violations of workers’ rights: the absence of binding and enforceable commitments, the lack of transparency, the exclusion of workers and their elected union representatives and how brands’ procurement practices contribute to violations of labor rights.

According to the analysis carried out, the monitoring of factories can only work if it is really focused on the worker and connected to the contractual obligations to respect the rights of workers, including the rights to freedom of association and collective bargaining.

In the report an interesting scheme is proposed with four essential elements necessary to carry forward a worker-centered approach to advancing labor rights in the global apparel sector. For further information:  “Future of Fashion: Worker-Led Strategies for Corporate Accountability in the Global Apparel Industry.” 

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