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Come lavare in modo ecologico i vestiti affinché durino nel tempo? I consigli efficaci e scientifici di Mammachimica – 1

Italiano/English

Prima parte

Non vedevamo l’ora di condividere con voi questo articolo. Sia perché l’argomento è utile e indispensabile per chi cerca di vestire (e vivere) in modo più sostenibile, sia perché chi ci aiuta nel districarci tra le mille informazioni che si leggono in rete su detersivi, ammorbidente e altri  espedienti per il nostro bucato è una persona esperta, competente e molto simpatica: Sara Alberghini, autrice di Mammachimica. Siamo contenti abbia accettato di collaborare per fare luce sul mondo del bucato ecologico, in cui come dice Mammachimica “l’eco-furbo è sempre in agguato!”.

L’obiettivo? Farci spiegare come far durare di più i vestiti e inquinare meno l’ambiente anche con un’operazione casalinga come il lavaggio. Noi tutti siamo infatti corresponsabili sia dell’elevato consumo di acqua collegato all’industria dell’abbigliamento, sia dell’inquinamento delle acque, con il lavaggio dei nostri abiti.

Dall’intervista sono nati in realtà più articoli, perché con cura e precisione Mammachimica ha risposto ai nostri quesiti e dubbi. Oggi scopriamo insieme chi è e ogni martedì pubblicheremo gli articoli con gli utili e chiari consigli di Sara.

Com’è nata Mammachimica?

“E’ nata nel 2012 dopo il consiglio di un’amica, Gabriella Canova, editor della famiglia Fo. Mi ha sentito parlare di chimica e di rimedi ecologici ma scientifici per pulire casa o fare le lavatrici. Diceva che mi brillavano gli occhi, si vedeva che non potevo tenere tutte quelle informazioni per me, dovevo condividerle. Era stato il mio primo figlio, Emiliano a farmi avvicinare al problema della detergenza ecologica: avevo una responsabilità ulteriore nei suoi confronti e nel futuro dell’ambiente in cui sarebbe vissuto. E avevo pure una laurea che mi consentiva di farlo in maniera scientifica!

La conoscenza poi del forum di Fabrizio Zago, il massimo esperto di detergenza ecologica ma scientifica, mi ha aperto davvero gli occhi.

Così è nata la rubrica Mammachimica sul giornale Cacaonline ed in seguito mio marito ha creato il sito web www.mammachimica.it. Lo scopo era quello di condividere informazioni semplici ed ecologiche in merito alla chimica dei detergenti, cosmetici e mille altre applicazioni nella vita quotidiana, sconosciute alla maggior parte delle persone. Ma su basi rigorosamente scientifiche. Sul web e in TV gira di tutto purtroppo: bufale antiscientifiche e quindi inutili o peggio inquinanti.

La conoscenza è ‘potere’. Se sappiamo il perché ‘chimico’ di un additivo, un ingrediente, una procedura, una certificazione, ecc. allora nessuno potrà prenderci per i fondelli con pubblicità ingannevoli, ‘eco-furbi’ o stupidaggini che girano in rete. E così miglioreremo la nostra vita e l’ambiente o almeno risparmieremo (eliminando gran parte dei detersivi e detergenti che abbiamo in casa)”.

Sei laureata in Chimica Analitica Ambientale. Com’è nata questa passione?

“Fin da bambina ero curiosa del ‘perché’ avvenivano alcune cose: la torta che lievitava in forno, gli occhi che bruciavano in piscina, il tè che cambiava colore se aggiungevi il limone, ecc. Non credevo alle superstizioni e ai dogmi di qualsiasi tipo…volevo prove e spiegazioni certe e dimostrabili”.

“Crescendo, le materie scientifiche e quindi oggettive, sono state sempre quelle che amavo di più. Anche la natura e gli animali erano i miei interessi: ho avuto la fortuna di poter passare tutti i mesi di vacanza da scuola al mare, in una casa in cui i miei genitori facevano l’orto e spesso capitava di salvare animaletti in difficoltà (uccellini caduti dal nido, gattini abbandonati, ecc.). Quando dovetti scegliere la facoltà universitaria ero molto indecisa tra Agraria, Veterinaria, Biologia e Chimica. Alla fine scelsi quest’ultima, in fondo tutto è chimica! L’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, le reazioni all’interno del nostro corpo. E anche i consigli del mio allenatore di nuoto, professore di Chimica alle superiori, contribuirono alla scelta. L’indirizzo Analitico Ambientale era la somma di quello che mi interessava di più: il rigore della chimica e le problematiche ambientali (all’epoca non così note a tutti come ora)”.

Che bella la descrizione di com’è nata la tua passione dalla curiosità di bambina! 

Nel tuo  guardaroba ci sono vestiti che usi da tanti anni?

“Ho tantissimi abiti che uso da tantissimi anni… anche da 20 e per vari motivi. Un po’ perché andare in giro a provar vestiti per me è più una tortura che un piacere. Un po’ perché i miei genitori erano degli anni ’30, hanno vissuto la guerra e le difficoltà di avere anche solo qualcosa da mangiare ogni giorno. La cultura del non sprecare risorse, del riciclo e del far da sé c’è sempre stata a casa nostra, nonostante non ci mancasse mai nulla, anzi! Quando ero piccola molte cose me le faceva mia mamma (maglioncini, vestiti di carnevale, ecc.).

Un vestito che indossi ancora a cui è legato un ricordo particolare?

“È difficile scegliere quello a cui sono più legata. Sono almeno due: i pantaloni neri, comprati per discutere la mia tesi di laurea (ormai circa 20 anni fa) e una maglietta in cotone bianco, fatta all’uncinetto da mia mamma, quando non avevo neanche 18 anni (quindi molto più di 20 anni fa.). Mia mamma non c’è più…ma questi due abiti li uso ancora, sono in ottimo stato e mi stanno perfettamente”.

Iniziamo a introdurre l’argomento bucato, che approfondiremo negli articoli. Quanto frequentemente è necessario lavare i nostri vestiti (parliamo di casi in cui non ci siano macchie o sporco evidente)? Per esempio in un articolo abbiamo parlato del suggerimento di lavare i jeans il meno possibile, meno si lavano e più si conservano (https://dress-ecode.com/2018/11/26/jeans-facciamoli-durare-con-alcuni-piccoli-trucchi/).

“E’ chiaro che ognuno conosce il proprio bucato e lo sporco dei propri indumenti, ma io faccio questa semplice considerazione: quanto possono essere sporchi degli abiti che mi cambio ogni mattina e li indosso dopo (si spera) che mi sono lavata? A meno di non lavorare in miniera o in situazioni di igiene particolare, secondo me in tutti gli altri casi basta davvero un lavaggio a freddo e con poco detersivo per l’intimo e i calzini che cambio tutti giorni. Il resto si lava solo quando effettivamente è sporco o puzza, ma sempre in maniera soft. Se appunto non ci sono macchie particolari (che vanno trattate ovviamente a parte) è inutile sparare alla mosca con il bazooka…e mi riferisco soprattutto all’intimo: molti mi chiedono un rimedio per non far allentare la parte elastica di mutande e reggiseni quando li lavano a 60 gradi o più. Ma scusate, se mi cambio le mutande tutte le mattine e non ho infezioni particolari, non c’è certo bisogno di lavarle a 60 gradi! È quello che distrugge gli elastici!”.

 


English: How to wash (really) our clothes in an ecological way so that they can have a long life? The effective and scientific advices of Mammachimica – 1

Part 1

We could not wait to share this article with you. Both because the topic is useful and essential for those looking to dress (and live) in a more sustainable way, and also because those who help us to unravel the thousands of information that you read on the net on detergents, fabric softener and other tricks for our laundry is an expert, competent and very nice person: Sara Alberghini, author of Mammachimica (‘ChemicalMum’). We are happy to have agreed to collaborate to shed light on the world of ecological laundry, in which as Mammachimica says “the eco-cunning is always lurking!”.

The purpose? Let her explain us how to make clothes last longer and to pollute the environment less even with a home-like operation such as washing. We are all in fact co-responsible for both the high consumption of water connected to the clothing industry, and the pollution of the water, with the washing of our clothes.

From the interview, more articles were born, because with care and precision Mammachimica answered our questions and doubts. Today we will find out who she is, while we will publish the articles with the useful and clear advice of Sara every Tuesday.

How was Mammachimica born?

“She was born in 2012 after the advice of a friend, Gabriella Canova, editor of the Fo family. She heard me talk about chemistry and ecological but scientific remedies to clean the house or do the washing machine laundry. She said that my eyes were shining, that you could see I couldn’t keep all that information for myself, I had to share them. It was my first child, Emiliano, who brought me closer to the problem of ecological cleansing: I had a further responsibility towards him and the future of the environment in which he would live. And I also had a degree that allowed me to do it scientifically!

The knowledge then of the forum of Fabrizio Zago, the top expert of ecological but scientific cleanses, really opened my eyes.

So Mammachimica column was born in the Cacaonline newspaper and later my husband created the website www.mammachimica.it. The aim was to share simple and ecological information about the chemistry of detergents, cosmetics and a thousand other applications in everyday life, unknown to most people. But on strictly scientific grounds. On the web and on TV, everything goes unfortunately: unscientific hoaxes and therefore useless or worse polluting.

Knowledge is ‘power’. If we know the ‘chemical’ reason for an additive, an ingredient, a procedure, a certification, etc. then no one can make a fool of us with misleading advertising, ‘eco-cunning’ or stupidities that run online. And so we will improve our life and the environment or at least save (by eliminating most of the washing products and detergents we have at home)”.

You have a degree in Environmental Analytical Chemistry. How was this passion born?

“Since I was a child I was curious about ‘why’ some things were happening: the cake that leavened in the oven, the eyes that burned in the pool, the tea that changed color if you added the lemon, etc. I did not believe in superstitions and dogmas of any kind… I wanted certain and demonstrable proofs and explanations”.

“Growing up, the scientific and therefore objective subjects were always the ones I loved the most. Nature and animals were also my interests: I was lucky enough to be able to spend all the months of school holidays at the seaside, in a house in which my parents grew the vegetables garden and often happened to save little animals in trouble (birds fallen from the nest, abandoned kittens, etc.). When I had to choose the university faculty I was very undecided between Agriculture, Veterinary, Biology and Chemistry. I chose the latter, basically everything is chemistry! The air we breathe, the water we drink, the reactions inside our body. And even the advice of my swimming coach, professor of Chemistry in high school, contributed to the choice: the Analytical Environmental specialisation was the sum of what interested me most: the rigor of chemistry and environmental problems (at the time not so well known to everyone as now)”.

What a beautiful description of how your passion was born from the curiosity of a child!

Are there in your wardrobe clothes that you have used for many years?

“I have a lot of clothes that I’ve been using for many years… even for 20 and for various reasons. A bit because going around trying clothes for me is more a torture than a pleasure. A bit because my parents were from the’ 30s, they lived through the war and the difficulties of having even just something to eat every day. The culture of not wasting resources, recycling and doing-it-yourself has always been in our house, although we never miss anything, indeed! When I was a child, my mother made me many things (sweaters, carnival clothes, etc.). 

A dress that you still wear to which a particular memory is tied?

“It’s hard to choose the one I’m most attached to – there are at least two: the black trousers, bought to discuss my graduation thesis (now about 20 years ago) and a white cotton shirt, crocheted by my mother, when I was not even 18 years old (so much more than 20 years ago.) My mother is gone… but I still use these two clothes, they are in excellent condition and they fit me perfectly”.

Let’s begin to introduce the laundry topic, which we will deepen in the articles. How frequently is it necessary to wash our clothes (in case there are no stains or obvious dirt)? For example, in an article we talked about the suggestion to wash the jeans as little as possible, the less they wash and the more they last (https://dress-ecode.com/2018/11/26/jeans-facciamoli-durare-con-alcuni-piccoli-trucchi/).

“It is clear that everyone knows their laundry and the dirt of their clothes, but I make this simple consideration: how dirty can be clothes that I change every morning and wear them after (hopefully) I washed? Unless you work in the mine or in situations of particular hygiene, in my opinion in all other cases it is really enough a cold wash and with little detergent for the underwear and socks that change every day. The rest is washed only when it is actually dirty or stinks, but always in a soft way. If there are no particular spots (which must be treated separately) it is useless to shoot the fly with the bazooka… and I refer above all to the underwear: many ask me for a remedy not to loosen the elastic part of underpants and bras when you wash at 60 degrees or more. But sorry, if I change my underwear every morning and I have no special infections, there is certainly no need to wash them at 60 degrees! That’s what destroys the rubber bands!”

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