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Come lavare in modo ecologico i vestiti affinché durino nel tempo? I consigli efficaci e scientifici di Mammachimica – 2

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Riprendiamo i consigli di Mammachimica (www.mammachimica.it), Sara Alberghini, che abbiamo conosciuto nella prima puntata (https://dress-ecode.com/2019/02/18/come-lavare-in-modo-ecologico-i-vestiti-affinche-durino-nel-tempo-i-consigli-efficaci-e-scientifici-di-mammachimica-1/). Esperta in chimica analitica ambientale, condivide per passione informazioni semplici ed ecologiche in merito alla chimica dei detergenti, cosmetici e mille altre applicazioni nella vita quotidiana, sconosciute alla maggior parte delle persone, su basi rigorosamente scientifiche.

Ogni martedì pubblicheremo una puntata, non perdete i consigli nei prossimi articoli!

Detersivo per i panni – cosa deve contenere per pulire davvero?

“Per lavare, cioè togliere lo sporco grasso e non, serve innanzitutto il Tensioattivo, una molecola creata appositamente per inglobare lo sporco e farlo portare via dall’acqua. Il tensioattivo viene potenziato dalle sostanze alcaline, come la soda solvay per esempio. Poi, per non far ingrigire i panni e quindi renderli belli più a lungo, serve una molecola che riduca la durezza dell’acqua e “sottragga” dall’acqua di lavaggio il calcio ed il magnesio, responsabili della precipitazione sui tessuti di sali insolubili e che appunto li renderebbero grigi e duri. Per sbiancare ed igienizzare il bucato serve poi un ossidante. Sono per esempio efficaci ed ecologici quelli a base di ossigeno: il perossido di idrogeno (l’acqua ossigenata, che funziona già in acqua fredda) o il percarbonato di sodio (che però funziona solo sopra i 40 gradi o di più se il detersivo non contiene il TAED, l’attivatore di percarbonato appunto). Infine se il detersivo contiene enzimi certamente sarà un buon prodotto: gli enzimi sono davvero una mano santa nel lavaggio. Il profumo e il colorante invece nel detersivo non servono proprio a nulla: non lavano, quindi inquinano e basta”.

L’efficacia del detersivo è importante non solo per noi, per poter indossare capi davvero puliti, ma anche perché se è funziona bene necessita di temperature più basse e di una quantità di acqua inferiore, giusto?

“Giustissima questa affermazione! Se il detersivo è efficace, cioè lava, e uso degli accorgimenti logici e scientifici (che vedremo più avanti) non c’è certamente bisogno di arrivare alle alte temperature o di rifare la lavatrice (con ulteriore spreco di acqua, energia e aumento dell’inquinamento). E poi ripeto: spesso i capi che mettiamo nella cesta della roba sporca sono “già” mezzi puliti, perché fortunatamente la maggior parte di noi vive in condizioni di igiene e ce li mettiamo dopo esserci lavati!”.

Il bicarbonato da solo pulisce?

“No, assolutamente no. E’ una molecola (interessantissima per molti altri aspetti) che non ha la capacità chimica per pulire da solo“.

E cosa deve contenere un detersivo per far durare le fibre nel tempo? Cosa le rovina e cosa invece le “cura” e preserva?

“Per far durare le fibre nel tempo sicuramente non bisogna eccedere con i detersivi alcalini e potenti (cioè quelli in polvere), non bisogna esagerare quindi con la soda solvay e il percarbonato (in quelli fai da te), non bisogna lavare ad alte temperature (se non necessario ovviamente!) e non bisogna lavare spesso gli abiti se non serve!”.

“Ovviamente molto dipende anche dalla bontà delle fibre stesse: ho tessuti e canovacci che risalgono alla “dote” di mia mamma, quando si è sposata (negli anni ’60) con colori e fibre ancora integre, ma erano altri tempi ed altri tessuti.

Il mio consiglio è di lavare i vestiti colorati a basse temperature e con un detergente liquido, è l’unico modo per preservare i loro colori nel tempo.

La lana va assolutamente lavata a basse temperature e mai con detersivi alcalini (quelli in polvere), ma solo con detergenti specifici oppure, in caso non li abbiate in quel momento in casa, basta un po’ di detersivo piatti o di shampoo o di bagnoschiuma (non in lavatrice che farebbe troppa schiuma però!). E occhio anche alla centrifuga. Anche l’esposizione al sole può essere un problema, sia per la lana sia per i colorati.

Per lavare le fibre naturali sicuramente gli enzimi del tipo “cellulase” sono sconsigliati e non dovrebbero esserci nel detersivo, perché appunto le deteriorano più velocemente.

Non ho conoscenza di molecole che “curano” i tessuti, ma sicuramente l’uso del sequestrante, l’ecologico citrato di sodio per esempio, li preserva, perché diminuisce la deposizione su di essi di sali insolubili di calcio e magnesio che li renderebbe grigi e duri. Inoltre, un ultimo risciacquo con una soluzione di acido citrico, riporta il pH dei tessuti più vicino a quello della nostra pelle (cioè acidulo) soprattutto dopo il lavaggio con un detersivo in polvere alcalino”.

Cosa non deve assolutamente avere il detersivo tra gli ingredienti per non inquinare? E per non rovinare la salute della nostra pelle?

“Innanzitutto voglio premettere che tutti i detersivi per la casa devono sottostare ad un Regolamento Europeo per quanto riguarda la loro biodegradabilità, che è molto più rigido di quello dei cosmetici per esempio. Detto questo, sul mercato ci sono comunque molte differenze tra i prodotti convenzionali e quelli ecologici e purtroppo il problema è anche che le persone poco attente ne usano davvero troppo di detersivo (pensando erroneamente che più ne mettono e più lava).

Il profumo certamente è una sostanza che non serve assolutamente a nulla nel detersivo e potrebbe benissimo non esserci: non lava quindi è perfettamente inutile ma solo inquinante. Davvero non capisco perché permettano ancora di metterlo nelle formulazioni: nei fiumi e laghi sono state ritrovate elevatissime quantità di queste molecolone giganti, pochissimo biodegradabili, usate solo per dare al detersivo il “profumo di montagna” che dura per settimane e settimane… Idem il colorante, a cosa serve?

Altre sostanze che non dovrebbero più esserci nei detersivi, perché facilmente sostituibili con altro, sono le ZEOLITI: usate come sequestranti (in pratica al posto dell’ecologico citrato di sodio che metto io nel detersivo fai da te). Purtroppo sono sostanze insolubili che intasano gli scarichi e, i fanghi derivanti dagli impianti di depurazione che le contengono, inacidiscono poi il terreno su cui verranno versati.

Infine, le sostanze che davvero non sopporto più di tutte e che possono benissimo non essere presenti nel detersivo sono gli SBIANCANTI OTTICI o azzurranti ottici. Queste molecole, oltre ad essere non biodegradabili (quindi pessime per l’ambiente) e potenzialmente allergizzanti (quindi problematiche per la nostra pelle), sono una vera e propria truffa! Gli sbiancanti ottici si appiccicano fortemente ai tessuti e quando vengono colpiti dalla luce, danno l’ “apparenza del bianco”. Ma è solo un “trucco”, un illusione ottica appunto! A me pagare di più per avere il bianco più bianco che invece poi è inquinante e anche “finto” darebbe parecchio fastidio, a voi no?”.


English: How to wash (really) our clothes in an ecological way so that they can have a long life? The effective and scientific advices of Mammachimica – 2

We resume the advices of Mammachimica (www.mammachimica.it), Sara Alberghini, whom we met in the first episode (https://dress-ecode.com/2019/02/18/come-lavare-in-modo-ecologico-i-vestiti-affinche-durino-nel-tempo-i-consigli-efficaci-e-scientifici-di-mammachimica-1/). Expert in environmental analytical chemistry, she shares with passion simple information about detergents, cosmetics and other solutions in everyday life, unknown to most people, on a strictly scientific basis.

Every Tuesday we will publish an episode, do not miss the tips in the next articles!

Detergent for clothes – what does it need to have inside to really clean?

“To wash, that means to remove grease and dirt, you need first the Surfactant, a molecule created specifically to incorporate the dirt and get it away from the water. The surfactant is enhanced by alkaline substances, such as soda solvay, for example. Then, in order to avoid the clothes greying and thus make them beautiful longer, a molecule is needed that reduces the hardness of the water and “subtracts” calcium and magnesium from the washing water, responsible for the precipitation on the tissues of insoluble salts and that precisely would make them grey and hard. To whiten and sanitize the laundry, then an oxidizer is needed. For example, oxygen-based ones are: effective and ecological: hydrogen peroxide (hydrogen peroxide, which already works in cold water) or sodium percarbonate (which however only works above 40 degrees or more if the detergent is not contains the TAED, the percarbonate activator in fact). Finally if a detergent contains enzymes it will certainly be a good product: enzymes are really a holy hand in washing. On the other hand, the perfume and the dye in the detergent do not really help: they do not wash, so they only pollute“.

The effectiveness of the detergent is important not only for us, to be able to wear really clean clothes, but also because if it works well it needs lower temperatures and a lower quantity of water, right?

“This statement is absolutely right! If the detergent is effective, that is it cleans, and I use logical and scientific expedients (which we will see later), there is certainly no need to reach the high temperatures or redo the machine wash (with further waste of water, energy and increase of pollution). And then again: often the garments that we put in the basket of dirty stuff are “already” clean means, because fortunately most of us live in conditions of hygiene and we put them there after being washed!”.

The bicarbonate (baking soda) alone cleans?

“No, absolutely no. It is a molecule (very interesting for many other aspects) that does not have the chemical ability to clean itself“.

And what should a detergent contain to make the fibers last over time? What ruins it and what does it “cure” and preserve?

“In order to make the fibres last over time, it is certainly not necessary to exceed the alkaline and powerful detergents (ie those in powder), so do not exaggerate with the solvay soda and the percarbonate (in the do-it-yourself ones), do not wash at high temperatures (if not necessary of course!) and you do not have to wash clothes often if it’s not necessary!”.

“Of course a lot also depends on the goodness of the fibres themselves: I have fabrics and tea towels that go back to my mother’s “dowry ” when she married (in the ’60s) with colours and fibres still intact, but they were other times and other fabrics.

My advice is to wash clothes coloured at low temperatures and with a liquid detergent, it is the only way to preserve their colours over time.

The wool must absolutely be washed at low temperatures and never with alkaline detergents (powdered ones), but only with specific detergents or, in case you do not have them at home, just a little dish detergent or shampoo or bubble bath (not in the washing machine because it would make too much foam then!). And also watch out the centrifuge! Even sun exposure can be a problem, both for wool and for coloured ones.

To wash the natural fibers, the enzymes of the “cellulase” type are certainly not recommended and should not be in the detergent, because they deteriorate faster.

I have no knowledge of molecules that “cure” the tissues, but certainly the use of the sequestrant, the ecological sodium citrate for example, preserves them, because it reduces the deposition on them of insoluble salts of calcium and magnesium that would make them grey and hard. In addition, a final rinse with a citric acid solution, brings the pH of the tissues closer to that of our skin (ie acid), especially after washing with an alkaline powder detergent .

What does not absolutely have a detergent to contain among the ingredients in order not to pollute? And what not to ruin the health of our skin?

“First of all I want to premise that all household detergents must comply with a European Regulation regarding their biodegradability, which is much stricter than that of cosmetics for example. Having said that, on the market there are still many differences between conventional and ecological products and unfortunately the problem is also that the careless people really use too much detergent (mistakenly thinking that the more they put and the more they clean).

Perfume is certainly a substance that absolutely is not need at all in the detergent and it could very well not be there: it does not clean so it is perfectly useless but only polluting. I really do not understand why they still allow it to be put into formulations: in rivers and lakes have been found very high amounts of these giant molecules, very little biodegradable, used only to give the “mountain scent” that lasts for weeks and weeks… The same for the dye , what’s the use?

Other substances that should no longer be present in detergents, because they can easily be replaced with others, are the ZEOLITES: used as sequestrants (basically instead of the ecological sodium citrate that I put in do-it-yourself detergent). Unfortunately, they are insoluble substances that clog the drains and, the sludge deriving from the purification plants that contain them, then acidify the soil on which they will be poured.

Finally, the substances that I really can not stand any more and that may surely not be present in the detergent are the OPTICAL BRIGHTENERS. These molecules, in addition to being non-biodegradable (therefore very bad for the environment) and potentially allergenic (therefore problematic for our skin), are a real scam! The optical whiteners stick to the tissues strongly and when they are hit by the light, they give the “appearance of the white”. But it is only a “trick”, an optical illusion indeed! To me, paying more to have white whiter than it is polluting and even “fake” would annoying me, and to you?“.

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