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Come lavare in modo ecologico i vestiti affinché durino nel tempo? I consigli efficaci e scientifici di Mammachimica – 3

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Eccoci alla terza puntata dei consigli di Mammachimica (www.mammachimica.it), Sara Alberghini, che abbiamo conosciuto qui: come-lavare-in-modo-ecologico-i-vestiti-affinche-durino-nel-tempo-i-consigli-efficaci-e-scientifici-di-mammachimica-1/. Esperta in chimica analitica ambientale, condivide per passione informazioni semplici ed ecologiche in merito alla chimica dei detergenti, cosmetici e mille altre applicazioni nella vita quotidiana, sconosciute alla maggior parte delle persone, su basi rigorosamente scientifiche.

Se vi siete persi la seconda parte: come-lavare-in-modo-ecologico-i-vestiti-affinche-durino-nel-tempo-i-consigli-efficaci-e-scientifici-di-mammachimica-2/

Ogni martedì pubblicheremo una puntata, non perdete i consigli nei prossimi articoli!

Si possono togliere le macchie senza prodotti tossici?

Assolutamente sì, basta un po’ di buon senso e di chimica…

Per le macchie di unto o grasso basta pretrattare con una sostanza sgrassante, come il sapone tipo marsiglia o qualche goccia di detersivo piatti o di sgrassatore (http://www.mammachimica.it/fai-da-te-2/spruzzino-sgrassatore/).

Se sono macchie colorate e ossidabili (tipo erba o caffè) basta un detergente a base di acqua ossigenata ( http://www.mammachimica.it/fai-da-te-2/detergente-smacchiatore-igienizzante/) o una pappetta fatta con il percarbonato. Se sono macchie di sangue servono tutte e due (sgrassante e sbiancante) e acqua fredda. Certamente per ogni macchia sarebbe meglio agire quando sono “patacche fresche” e non dopo averle magari “cotte” in lavatrice con lavaggi ad elevate temperature. Ma il rimedio davvero più ecologico di tutti è stendere i panni al SOLE, che igienizza e sbianca. Molte sostanze responsabili del colore sono foto-labili e si attenueranno fino a sparire se esposte ai raggi UV. Per esempio, così vanno sicuramente via le macchie di pomodoro (che contiene il foto-labile licopene) o quelle di pupù sui body dei neonati (perché le feci contengono la bilirubina, responsabile del colore e anch’essa foto-labile). Provate a stendere al sole la tovaglia in cui, nonostante il lavaggio e il pretrattamento, sono rimaste le molte tracce di sugo dopo il pranzo dei bimbi… spariranno. Non è magia, è foto-chimica!

Le noci del sapone funzionano?

Assolutamente non funzionano. Ci sono i test di lavaggio che lo provano scientificamente. Sono noci costose, lavano come l’acqua calda e soprattutto hanno un aggravante: sono inquinanti, davvero un disastro! Ne abbiamo parlato qui: Noci del sapone

La palla per lavare?

Purtroppo anche la palla lavante è una bufala… ne escono ogni anno con nomi diversi, con improbabili sostanze contenute, colori e forme bizzarre, ma sono tutte delle vere e sole “balle”.

E il sacchettino di magnesio purificato che “sostituisce completamente il tradizionale detersivo”?

Sul loro sito scrivono che potrebbe essere necessaria mezza dose di detersivo e che le macchie vanno pretrattate. Insomma, il discorso è sempre lo stesso: spesso mettiamo in lavatrice abiti praticamente puliti o sporchi di sostanze idrosolubili (polvere o sudore), allora certo che serve pochissimo detersivo e anche questa bustina forse può bastare!
Vorrei vedere “test di lavaggio certificati” che stabiliscano scientificamente se davvero questo sacchetto lava, usando procedure corrette, macchie e tessuti certificati, comparazione con un detersivo normale in lavatrice normale.
Fabrizio Zago per esempio è sempre disponibile a farli… chissà se i creatori del sacchetto sono disposti a sottoporlo al test”.

A mano o in lavatrice, chissà cosa è più sostenibile e più efficace… Forse un passaggio a mano e poi in lavatrice a basse temperature?

Per stabilire la sostenibilità effettiva e scientifica di un processo esistono gli LCA (Life Cycle Assessement) ovvero l’analisi dell’intero ciclo di vita dell’oggetto (“dalla culla alla tomba”). Sono studi costosi e complessi che fanno solo dei laboratori accreditati ed attrezzati e se servono (esempio per verificare se un detergente può rientrare nella certificazione Ecolabel).

Posso però dire che per le macchie è sempre necessario un pretrattamento a mano e poi il solito lavaggio lavatrice. Con le lavatrice moderne, proprio perché devono raggiungere la dicitura A+, risciacquano con una lacrima di acqua… quindi spesso è necessario (purtroppo) un ulteriore risciacquo finale per eliminare tutti i residui di detersivo dai vestiti.

Per indumenti delicati o a cui teniamo di più (esempio la maglietta in cotone all’uncinetto di cui sopra) basta solo il lavaggio a mano con poco detersivo.

Per igienizzare i capi come si può fare? È necessario o solo in alcuni casi? 

Premetto che igienizzare tutto potrebbe essere controproducente: sicuramente i primi a sparire sarebbero i germi “buoni” o innocui, che lascerebbero uno spazio più vasto a quelli “cattivi” o patogeni e che di conseguenza prolifererebbero in quantità maggiore, perché appunto avrebbero campo libero.

Comunque, nel caso serva un’igienizzazione più profonda è ottima la Candeggina Delicata (http://www.mammachimica.it/fai-da-te-2/candeggina-delicata/). È a base di acqua ossigenata, una molecola davvero super ecologica: quando agisce si decompone in acqua e ossigeno, trovate qualcosa di più ecologico? È efficace anche in acqua fredda, quindi perfetta per i colorati. Per tessuti resistenti (come lenzuola, asciugamani, canovacci, ecc.) è perfetto il Percarbonato di Sodio. Anche lui molto ecologico: è una molecola di carbonato di sodio (soda solvay) su cui viene fatta cristallizzare una molecola di acqua ossigenata. Però è efficace dai 40° in su e raggiunge il top dopo i 60°.

Per mia esperienza personale, mi sono accorta che lavare federe e asciugamani a 60°, con un buon detersivo in polvere a base di percarbonato, contribuisce a non far aumentare il sebo umano sulle fibre e quindi far durare di più i capi.

Infine, come già detto, stendere al sole igienizza e sbianca.

Come possiamo sbiancare i tessuti ecologicamente? 

Anche in questo caso ci viene in aiuto la candeggina delicata a base di acqua ossigenata e il percarbonato: basta un ammollo. La candeggina delicata funziona a freddo e va bene per i delicati e colorati. Il percarbonato deve essere sciolto in acqua calda ed è preferibile solo per capi bianchi o colorati resistenti.

Quindi la candeggina che si compra al supermercato può essere sostituita (http://www.mammachimica.it/fai-da-te-2/candeggina-delicata/), visto che è inquinante, giusto?

Sì, la candeggina tradizionale, a base di ipoclorito di sodio è molto inquinante: se ci fate caso è una dei pochi detergenti per la casa che nella sua etichetta ha il simbolo del pesce morto e dell’albero rinsecchito… più esplicito di così! L’ipoclorito di sodio è una molecola economica e super efficace. E’ un “ossidante” ovvero funziona liberando ossigeno e grazie a questo sbianca, uccide i germi ecc. L’unico inconveniente è il suo elevato impatto ambientale, infatti può generare dei composti clororganici molto pericolosi (sono sostanze organiche che si si arricchiscono di un atomo di cloro). Anche a diluizioni molto elevate questa sostanza genera questi composti che si ritrovano anche nelle candeggine commerciali. Potete tranquillamente sostituirla con due altri ossidanti ma ecologici di cui abbiamo già parlato: la Candeggina Delicata a base di acqua ossigenata o il percarbonato, a seconda di cosa dovete igienizzare o sbiancare.


English: How to wash (really) our clothes in an ecological way so that they can have a long life? The effective and scientific advices of Mammachimica – 3

Here we are at the third episode of the advice of Mammachimica (www.mammachimica.it), Sara Alberghini, that we have met here: come-lavare-in-modo-ecologico-i-vestiti-affinche-durino-nel-tempo-i-consigli-efficaci-e-scientifici-di-mammachimica-1/. Expert in environmental analytical chemistry, she shares with passion simple and ecological information about detergents, cosmetics and a thousand other applications in everyday life, unknown to most people, on a strictly scientific basis.

If you missed the second part: come-lavare-in-modo-ecologico-i-vestiti-affinche-durino-nel-tempo-i-consigli-efficaci-e-scientifici-di-mammachimica-2/

Every Tuesday we will publish an episode, do not miss the tips in the next articles!

Can the stains be removed without toxic products?

Absolutely yes, just a little common sense and chemistry…

For oiled or greasy stains, just pre-treat with a degreasing agent, such as marseille soap or a few drops of dishwashing detergent or degreaser (http://www.mammachimica.it/fai-da-te-2/spruzzino-sgrassatore/).

If the stains are coloured and oxidisable (like grass or coffee), a detergent based on hydrogen peroxide is enough (http://www.mammachimica.it/fai-da-te-2/detergente-smacchiatore-igienizzante/) or a mush made with the percarbonate. If they are blood stains you need both (degreasing and whitening) and cold water. Certainly for each stain it would be better to act when they are “fresh marks” and not after having them “cooked” in washing machine with high temperature washes. But the really most ecological remedy of all is to spread the clothes in the SUN, which sanitizes and bleaches. Many substances responsible for colour are photo-labile and will fade to disappear when exposed to UV rays. For example, so surely go the tomato stains (which contains the photo-labile lycopene) or those of poopy on the body of newborns (because the faeces contain bilirubin, responsible for colour and also photo-labile). Try to spread the tablecloth in the sun in which, despite the washing and pretreatment, have remained the many traces of sauce after the lunch of the children… they will disappear. It’s not magic, it’s photo-chemistry!

Do the soap nuts work?

Absolutely they do not work. There are washing tests that prove it scientifically. They are expensive nuts, they wash like hot water and above all they have an aggravating factor: they are polluting, really a disaster! We talked about it here: Noci del sapone

And the washing ball?

Unfortunately, the washing ball is a hoax… they come out every year with different names, with improbable contained substances, colours and bizarre shapes, but they are all only true “rubbish”.

And the purified magnesium bag that “completely replaces traditional detergent”?

On their website they write that a half dose of detergent may be needed and stains should be pre-treated. In short, the argument is always the same: we often put clothes in the washing machine practically clean or dirty of water-soluble substances (dust or sweat). Then of course that very little detergent is needed and even this bag may be enough! I would like to see “certified washing tests” that establish scientifically if this bag really washes, using correct procedures, stains and certified fabrics, a comparison with a normal detergent in a normal washing machine. Fabrizio Zago for example is always available to make the tests… I wonder if the creators of the bag are willing to submit it to the test”.

By hand or in the washing machine, who knows what is more sustainable and more effective… Maybe a step by hand and then a machine wash at low temperatures?

To establish the effective and scientific sustainability of a process there are LCA (Life Cycle Assessement) or the analysis of the entire life cycle of the object (“from the cradle to the grave”). They are expensive and complex studies that make only accredited and equipped laboratories and if needed (for example, to check if a detergent can be included in the Ecolabel certification).

But I can say that for the stains it is always necessary a pre-treatment by hand and then the usual machine washing. With modern washing machines, just because they have to reach the lettering A+, they rinse with a tear of water… so often it is necessary (unfortunately) a further final rinse to eliminate all residual detergent from clothes.

For delicate garments or to which we care more (for example the crochet cotton t-shirt above) only hand washing with a little detergent is sufficient.

How can we sanitise the garments? Is it necessary or only in certain cases?

I start by saying that sanitising everything could be counterproductive: certainly the first to disappear would be the germs “good” or harmless, which would leave a larger space to those “bad” or pathogenic and that would consequently proliferate in greater quantities, because they would have free field.

However, in the case a deeper sanitation is needed, Delicate Bleach is excellent (http://www.mammachimica.it/fai-da-te-2/candeggina-delicata/). It is based on hydrogen peroxide, a really super ecological molecule: when it acts, it decomposes in water and oxygen, can you find something more ecological? It is also effective in cold water, so perfect for coloured. For resistant fabrics (such as sheets, towels, tea towels, etc.) Sodium Percarbonate is perfect. It is also very ecological: it is a sodium carbonate molecule (soda solvay) on which a molecule of hydrogen peroxide is crystallised. But it is effective from 40° up and reaches the top after 60°.

In my personal experience, I realized that washing 60° pillowcases and towels, with a good powdered detergent based on percarbonate, helps to avoid increasing the human sebum on the fibres and therefore make the garments last longer.

Finally, as already mentioned, hanging in the sun sanitises and bleaches.

How can we whiten fabrics ecologically?

Also in this case, the delicate bleach based on hydrogen peroxide and the percarbonate help us: just soaking. The delicate bleach works cold and is good for the delicate and coloured. The percarbonate must be dissolved in hot water and is preferable only for resistant white or coloured garments.

So the bleach that you buy at the supermarket can be replaced (http://www.mammachimica.it/fai-da-te-2/candeggina-delicata/), since it is polluting, right?

Yes, the traditional bleach, based on sodium hypochlorite is very polluting: if you notice, it is one of the few household cleaners that in its label has the symbol of a dead fish and the dried-up tree… more explicit than that! Sodium hypochlorite is an economic and super-effective molecule. It is an “oxidant” that is, it works by releasing oxygen and thanks to this it bleaches, kills germs, etc. The only drawback is its high environmental impact, in fact it can generate very dangerous chlororganic compounds (they are organic substances that are enriched with a chlorine atom). Even at very high dilutions this substance generates these compounds that are also found in commercial bleaches. You can easily replace it with two other oxidants but ecological that we have already talked about: the Delicate Bleach based on hydrogen peroxide or the percarbonate, depending on what you need to sanitise or whiten.

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