DYT/Fai da te,  Environment/Ambiente,  Fabrics/Tessuti,  Responsible life / Stile di vita resp.

Come lavare in modo ecologico i vestiti affinché durino nel tempo? I consigli efficaci e scientifici di Mammachimica – 4

Italiano/English

Quarta puntata dei consigli di Mammachimica (www.mammachimica.it), Sara Alberghini, che abbiamo conosciuto qui: come-lavare-in-modo-ecologico-i-vestiti-affinche-durino-nel-tempo-i-consigli-efficaci-e-scientifici-di-mammachimica-1/. Esperta in chimica analitica ambientale, condivide per passione informazioni semplici ed ecologiche in merito alla chimica dei detergenti, cosmetici e mille altre applicazioni nella vita quotidiana, sconosciute alla maggior parte delle persone, su basi rigorosamente scientifiche.

Vi siete persi le puntate precedenti? Qui la 2a parte/  Qui la 3a parte

Ammorbidente: sì o no? Perché? Un po’ come per il detersivo (lo abbiamo visto nella puntata precedente), cosa deve contenere e cosa no (per non inquinare né rovinare la salute della nostra pelle?

“La funzione dell’ammorbidente è duplice: contiene sostanze ‘antistatiche’, che riducono cioè le cariche elettrostatiche tra le fibre e conferiscono piacevolezza al tatto (un mero effetto ‘cosmetico’).

L’altra funzione è dovuta alla sua acidità, che neutralizza l’alcalinità del bucato dovuta al detersivo, riportando i tessuti ad un pH più simile a quello della pelle (questo molto più utile a mio parere!).

La maggior parte degli ammorbidenti tradizionali però, sono problematici soprattutto perché, oltre a essere formulati con sostanze antistatiche poco sostenibili, contengono anche troppo profumo. Come già scritto più volte, il profumo non serve assolutamente a nulla nel lavaggio ed inoltre è dovuto a molecole molto inquinanti perché persistenti nell’ambiente. Per far si che questo profumo duri a lungo, vi rendete conto da soli che sui capi saranno appiccicate queste grosse molecole, spesso allergizzanti, che però poi staranno a contatto con la vostra pelle per ore.

Forse nessuno ha mai letto cosa c’è scritto sull’etichetta di un ammorbidente. Vi copio e incollo quello che è scritto su quella di un notissimo prodotto e poi non so se avrete ancora coraggio di usarlo:

“Contiene tetramethylacetyloctahydronaphthalenes. Può provocare una reazione allergica.
Non usare mai il prodotto direttamente sulla biancheria, non travasare mai in bottiglie per alimenti.
ATTENZIONE: gli ammorbidenti liquidi possono aumentare l’infiammabilità dei tessuti, usare più prodotto di quanto consigliato può aumentare questo effetto.
EVITARE di usare il prodotto in questi casi: sui pigiami dei bambini, sui capi etichettati come non infiammabili, sui capi in fibre soffici (come lana, velluto, ciniglia e spugna)”.

Ho fatto un post apposito su Facebook dove potete vedere la foto dell’etichetta se non ci credete… in pratica scrivono di NON usarlo sui pigiami per i bambini (perché evidentemente alla loro pelle ‘sta roba non fa bene) e addirittura NON usarlo sulla spugna… ma come! Fanno sempre la pubblicità con gli asciugamani e poi mi scrivono di non usarlo?!?! (evidentemente anche in questo caso andrebbe a contatto con la pelle e proprio non va bene)”.

Impressionante… Allora cosa possiamo utilizzare? L’aceto, sì o no? L’acido citrico è meglio? Rovinano la lavatrice a lungo andare?

“Il mio consiglio è cercare degli ammorbidenti ecologici (davvero) oppure sostituirli con una soluzione di acido citrico, che non ammorbidisce, ma ha la funzione di neutralizzare le fibre (http://www.mammachimica.it/fai-da-te-2/anticalcare-ammorbidente-brillantante/).

L’aceto assolutamente no!!!! Molto meglio una soluzione di acido citrico. E’ vero che chimicamente è un acido, contiene acido acetico, quindi avrebbe la stessa funzione dell’acido citrico. Però le molecole sono diverse ed hanno caratteristiche diverse: in chimica anche un solo atomo di differenza può rendere due molecole diversissime!

Innanzitutto l’acido acetico è molto più corrosivo del citrico e vi rovinerebbe la lavatrice. Viene usato per testare la corrosione degli acciai e ci sono dati scientifici che provano la presenza di metalli pesanti contenuti nell’acqua di scarico di lavatrici in cui è stato aggiunto aceto come ammorbidente.

Inoltre l’aceto è 53 volte più inquinante dell’acido citrico: ci sono i calcoli scientifici, li potete leggere qui http://www.mammachimica.it/le-cose-da-non-fare/. L’aceto viene trasportato il bottiglie di vetro, pesanti, e che quindi influiscono sull’inquinamento veicolare; infine l’aceto è un alimento… sprecarlo così non mi sembra etico.

Cosa è possibile fare perché i capi profumino? Con i prodotti chimici tradizionali, le mie lenzuola profumavano a distanza di mesi… Non è così con i prodotti fatti in casa… Consigli?

“Nei detersivi e negli ammorbidenti commerciali tradizionali vengono inserite molecole apposite, molto spesso inquinanti ed allergizzanti, che si fissano sui tessuti, come già spiegato. Nelle mie preparazioni casalinghe non uso profumo sia perché, come già spiegato, non serve a nulla, sia perché, anche volendo, dovrei acquistarli appositamente (e non so nemmeno dove e in che quantità).

Mettere semplicemente degli oli essenziali all’interno del detersivo fai da te non funzionerebbe per due motivi scientifici:
1) innanzitutto sprecherete il prezioso olio essenziale puro, perché i detersivi sono soluzioni acquose e, come sanno anche i bambini, acqua e olio non si mescolano assieme. Quindi le gocce che metterete nel flacone galleggeranno sulla superficie e al primo prelievo del detergente le verserete tutte assieme.
2) queste gocce, che verserete con il detersivo, non profumeranno i panni, perché non hanno i ‘fissativi’, come invece avviene per i detersivi commerciali, e quindi non si appiccicheranno ai tessuti. Gli oe (oli essenziali) sono molto volatili ed il resto andrà dritto dritto giù per lo scarico.

Un rimedio ecologico è mettere qualche goccia di profumo o di olio essenziale preferito su un pezzettino di carta da lasciare nei cassetti“.


English: How to wash (really) our clothes in an ecological way so that they can have a long life? The effective and scientific advices of Mammachimica – 4

Forth episode of the advice of Mammachimica (www.mammachimica.it), Sara Alberghini, that we have met here: come-lavare-in-modo-ecologico-i-vestiti-affinche-durino-nel-tempo-i-consigli-efficaci-e-scientifici-di-mammachimica-1/. Expert in environmental analytical chemistry, she shares with passion simple and ecological information about detergents, cosmetics and a thousand other applications in everyday life, unknown to most people, on a strictly scientific basis.

If you missed the previous episodes: Here the 2nd part/  Here the 3rd one

Softener: yes or no? Why? As for the detergent (we saw it in the previous episode), what should it contain and what shouldn’t?

“The function of the softener is twofold: it contains ‘antistatic’ substances, that reduce the electrostatic charges between the fibres and give a pleasant touch (a mere ‘cosmetic’ effect).

The other function is due to its acidity, which neutralises the alkalinity of the laundry to the detergent, bringing my fabrics back to a pH more similar to that of the skin (this is much more useful in my opinion!).

Most of the traditional softeners, however, are problematic mainly because, in addition to being formulated with anti-static substances that are not very sustainable, they also contain too much fragrance. As already written several times, the perfume is absolutely useless in washing and comes from very polluting molecules because they persist in the environment. To ensure that this scent lasts a long time, you realize on your own that these large molecules will be stuck on the garments, often allergizing, but will then be in contact with your skin for hours.

Perhaps no one has ever read what is written on the label of a fabric softener. I copy and paste for you what is written on that of a well-known product and then I do not know if you still have the courage to use it:

“Contains tetramethylacetyloctahydronaphthalenes. May cause an allergic reaction.
Never use the product directly on the laundry, never pour it into food bottles.
ATTENTION: liquid softeners can increase the flammability of fabrics, using more product than recommended can increase this effect.
AVOID using the product in these cases: on children’s pajamas, on garments labeled as non-flammable, on garments in soft fibres (such as wool, velvet, chenille and terry)”.

I wrote a dedicated post on Facebook where you can see the photo of the label, if you do not believe… in practice they write NOT to use it on pajamas for children (because evidently for their skin this stuff is not good) and even NOT to use it on the terry towel… but, what? They always advertise with towels and then they write me not to use it?!?! (evidently also in this case it would come into contact with the skin and this is just not good)”.

Shocking… So what can we use? Vinegar, yes or no? Is citric acid better? Do they ruin the washing machine in the long run?

“My advice is to look for (really) ecological softeners or to replace them with a solution of citric acid, which does not soften, but has the function of neutralising the fibres (http://www.mammachimica.it/fai-da-te-2/anticalcare-ammorbidente-brillantante/).

The vinegar, absolutely not !!!! A citric acid solution is much better. It is true that vinegar chemically is an acid, it contains acetic acid, so it would have the same function as citric acid. But the molecules are different and have different characteristics: in chemistry even one atom of difference can make two very different molecules!

Firstly, acetic acid is much more corrosive than citric and would ruin your washing machine. It is used to test the corrosion of steels and there are scientific data that prove the presence of heavy metals contained in the waste water of washing machines in which vinegar was added as a fabric softener.

In addition, vinegar is 53 times more polluting than citric acid: there are scientific calculations, you can read them here http://www.mammachimica.it/le-cose-da-non-fare/. The vinegar is transported in heavy glass bottles, and that therefore influences the vehicular pollution; finally vinegar is a food… wasting it does not seem ethical“.

What can we do to make the garments smell? With traditional chemicals, my bed sheets smelled “good” after months… Not so with homemade products… Any advice?

“In the traditional detergents and commercial softeners special molecules are inserted, very often polluting and allergenic, which are fixed on the tissues, as already said. In my home preparations I do not use perfume, both because as already explained it is useless, and because, even if I would like to, I should buy them on purpose (and I do not even know where and in what amount).

Simply putting essential oils into do-it-yourself detergent would not work for two scientific reasons:
1) first of all you will waste the precious pure essential oil, because detergents are watery solutions and, as children also know, water and oil do not mix together. Then the drops that you put in the bottle will float on the surface and at the first withdrawal of the detergent you will pour them all together.
2) these drops, which you will pour with the detergent, will not smell the clothes, because they do not have ‘fixatives’, as it happens for commercial detergents, and therefore they will not stick to the fabrics. The oe (essential oils) are very volatile and the rest will go straight down the drain.

An ecological remedy is to put a few drops of perfume or favorite essential oil on a piece of paper to be left in the drawers“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *