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Bushbells: vestiti colorati e “felici” per un bel progetto educativo sostenibile

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Quando ho visto per la prima volta il video di Bushbells, ho notato subito l’impegno che questo piccolo progetto mette nel cercare di inglobare il maggior numero possibile di Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Ho incontrato la proprietario e co-fondatrice di Bushbells, Jax Comyn, alla cerimonia Be The Change Awards 2019. Be The Change è un’iniziativa nata come collaborazione tra il marchio di abbigliamento etico Where Does It Come From? di Jo Salter e della comunità online Ethical Hour di Sian Conway (per leggere riguardo l’evento Storie di marchi che decidono di fare la differenza). Bushbells era uno dei marchi finalisti del premio.

Parlando con Jax, si può percepire la sua passione e motivazione a fornire un’educazione continua a una piccola comunità costiera a Watamu, in Kenya. Mi racconta che l’intera filosofia di Bushbells è nata per cercare di aiutare un amico, Sammy, che era rimasto vedovo con figli piccoli da mantenere, oltre ad aiutare un altro ambientalista a costruire la sua scuola. Jax e la sua squadra di Bushbells in Inghilterra, vendono indumenti in cotone kikoy che Sammy e il suo team producono in Kenya. I profitti derivanti da queste vendite finanziano i progetti educativi. Contraddistinguono il marchio i tessuti di cotone kikoy dai colori vivaci,  trasformati in pull-on (pantaloni senza bottoni/cerniera) che possono essere indossati all’interno, all’esterno, in spiaggia. Sono vestiti comodi, per il relax, allegri e si sa che con l’acquisto si sta aiutando direttamente un piccolo gruppo di lavoratori.

Con il loro successo, hanno completato la prima scuola Bushbells (omonima) nel 2014 e una seconda scuola Bluebells, che è a più della metà della costruzione. Quali aspetti sostenibili ed etici includono? Nella scuola:

  • Utilizzano luce ad energia solare.
  • Compostano.
  • Hanno un pozzo con pompa a energia solare.
  • Piantano alberi.
  • Hanno avviato un orto nella scuola così gli alunni seguono la crescita degli ortaggi.
  • Riciclano. Anche le finestre provengono da materiali riciclati (vetro dalle bottiglie).
  • Riusano gli scarti di tessuti dalla produzione dei vestiti, per esempio per realizzare corde per saltare e cuscini per la scuola.
  •  Riutilizzano i tessuti rimanenti dai vestiti che creano (per fare corde per saltare e cuscini per la scuola).
  • Gli alunni sono coinvolti in progetti educativi per insegnare loro a ridurre l’inquinamento dalla plastica e la pulizia della spiaggia. Ogni anno gli studenti partecipano al World Beach Clean Up Day e solitamente ottengono il primo premio dal comune di Watamu, dato che sono tutti così entusiasti. Quest’anno sono stati i primi a salire bordo del viaggio inaugurale di Flipiflopi, un’imbarcazione realizzata completamente in plastica e infradito riciclate. Bushbells collabora anche a stretto contatto con organizzazioni locali come Watamu Marine Association (che ha un impianto di riciclo della plastica) e Ocean Trust. Lavorano tutti insieme per mantenere questa bellissima parte del mondo e “Watamu” significa letteralmente “acque dolci”, mi dice Jax.

I profitti delle vendite di Bushbells aiutano a continuare a fornire la colazione a 85 studenti al giorno, oltre a offrire 11 borse di studio a bambini che ne hanno necessità per andare a scuola. Inoltre, vengono acquistati nuovi libri di studio e le aule vengono costruite se necessario. Una nuova piccola biblioteca e un’altra classe sono state completate quest’anno.

Amano avere persone che fanno volontariato nella scuola – il che a sua volta offre ai volontari un’esperienza preziosa di questo piccolo progetto comunitario nelle aree più povere.

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite coinvolti in questa iniziativa? 1, 2, 3, 4, 7, 12, 14 e 15. Un gran numero!

Questo progetto è in corso da poco più di 10 anni. Sammy e il suo team di sarti ora sono in 4, più Enoch, addetto alla lavorazione e riparazione della pelle che produce cinture e collari. “È un’attività molto piccola e molto diretta, vendiamo una cintura, ne ordiniamo un’altra”, afferma Jax. “Probabilmente potremmo costruire più aule più velocemente se avessimo una squadra di sarti più numerosa per fare più vestiti da vendere, ma piano piano, non c’è fretta e non stiamo cercando di competere con i capi di abbigliamento di grandi marche. Siamo orgogliosi di sapere ‘chi fatto i vestiti’ e da dove vengono esattamente”. Jax aggiunge anche quanto sia orgogliosa di sua madre, “Mama Anna”, di quasi 80 anni, e del meraviglioso lavoro che fa per garantire il buon funzionamento dei progetti. “I sarti sono i veri eroi – così devoti, così leali, lavorano così duramente. Puoi vedere i loro adorabili volti sorridenti (Lilian, Ruth and Rehema e il maestro sarto Sammy) tutti sul nostro sito o pagine di instagram”.

Abbiamo chiesto a Jax le sfide che devono affrontare. Ammette di avere molti concorrenti che vendono prodotti simili. Ma assicura che andrà avanti, poiché sa che il suo lavoro è buono e i frutti delle sue fatiche sono i sorridenti bambini che ricevono un’istruzione di prima categoria. “Questa è la forza trainante quando le cose sembrano diventare difficili!”. E l’altra sfida è assicurare il futuro ai sarti: “Io e mia madre sentiamo che stiamo diventando troppo grandi per proseguire, ma rimango ottimista sul fatto che si presenteranno le giuste opportunità”. Più sotto il video del progetto e le foto dei loro felici. Grazie Jax (e sua madre) per l’impegno in questo progetto.

Più sotto il video del progetto e le foto dei prodotti.

Link al sito


English – Bushbells: colourful and “happy” clothes for a great educational sustainable project

When I first viewed the entry from Bushbells I immediately noticed the commitment this little project makes in trying to address as many of the UN Sustainable Development goals as possible.  I met the owner and co-founder of Bushbells, Jax Comyn, at the Be The Change Awards 2019.  Be The Change is an initiative born as a collaboration between the ethical clothing brand Where Does It Come From? of Jo Salter  and the online community Ethical Hour of Sian Conway (you can read here about the event Stories of brands that decide to make the difference).  Bushbells was one of the finalist brands of the award. 
Talking to Jax, you can see her passion and drive to provide ongoing education for a small coastal community in Watamu, Kenya.  She told me that the whole ethos of Bushbells was born out of trying to help a friend Sammy, who’d been widowed and had young children to support, as well as help another environmentalist  build his school.  Jax and her Bushbells team in England, sell the beautiful kikoy cotton clothes that Sammy and his team make in Kenya, and profits from these sales provide the funding for the educational projects.  
The brand’s signature are the brightly coloured kikoy cottons, that are made into pull-ons which can be worn ‘inside, outside, beachside, fireside. They’re comfortable, relaxed, happy clothes and you know that with your purchase you are directly helping a small team of workers. 
With their success, they completed their first school (and namesake) Bushbells in 2014, and a second, sister school, Bluebells,  is more than half way through construction.  Which sustainable and ethical aspects they embrace? At the school: 

  • They use solar-powered light.
  • They compost.
  • They have a well with a solar-powered pump (literally just completed two week’s ago from kind funding).
  • They plant trees.
  • They have a vegetable garden in the school where pupils can see vegetables growing.
  • They recycle. Even the windows come from recycled materials (glass from bottles).
  • They reuse left-over fabrics from the clothes they make (to make skipping ropes and cushions for the school).
  • Pupils are taken on educational projects to teach them about  reducing plastic pollution and beach clean-ups.  Every year the pupils from the school take part in the ‘world wide beach clean up day’ and usually win first prize from Watamu,  as they are all so keen. This year, they were first on-board the maiden voyage of Flipiflopi, a dhow made completely out of recycled plastic and recycled flip-flops. Bushbells also collaborates closely  with local organizations such as Watamu Marine Association (which has a plastic recycling plant) and Ocean Trust.   They all work together to maintain this beautiful part of the world, and ‘Watamu’ literally means ‘sweet waters’, Jax tells me.

The profits from Bushbells sales helps them continue to provide a breakfast club for 85 students daily, as well as provide 11 bursaries for children who need them to go to school. In addition new curriculum books are purchased and classrooms built if needed. A new lock up library and another classroom were completed in the new year. They love having people to volunteer at the school – which in turn gives the volunteers valuable experience first hand of this little community project in the poorest of areas.
The UN Sustainable Development goals involved in this initiative? 1, 2, 3, 4, 7, 12, 14 and 15. A stunning number!

This project has been going for just over 10 years. Sammy and his team of tailors now number 4, plus Enoch, the leather worker who makes belts and collars. “It’s very small and very direct. We sell a belt. We order another”, says Jax. “We could probably build more classrooms faster if we had bigger teams of tailors to make more clothes to sell, but slowly slowly. There is no rush, and we are not trying to compete with big branded clothing. We are proud to know ‘who made your clothes’ and to know exactly where they come from”. Jax also adds how proud she is of her mother ‘Mama Anna’ who is nearly 80, and the wonderful job she does to ensure all the smooth running of the projects. “The tailors are the real heroes – so dedicated, so loyal, they work so hard. You can see their lovely smiling faces (Lilian, Ruth and Rehema and Master tailor Sammy) all on our website or instagram pages”.

We asked Jax about the challenges they face. She admits that she has many competitors who sell similar products. But she will carry on, as she knows the good her work does and the fruits of her labours are the happy smiling children receiving a first class education. “This is the driving force when things seem to get tough!”. And the other challenge is to secure the future for the tailors: “I and my mother feel we are getting too old to carry on! But I remain optimistic that the right opportunities will present themselves”.
Thank you Jax (and thank you to her mother too) for all the efforts you make for this project.

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