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La passione sostenibile per la qualità d’altri tempi e il progetto di riuso chic con The Bridge: Francesca racconta Vintag, l’app per chi ama il fascino senza tempo del passato

Italiano/For English see below

Abbiamo scritto di Vintag, l’app dedicata allo shopping di oggetti del passato, in occasione dell’annuncio dell’entrata di Piquadro come investitore  (Piquadro-investe-in-Vintag-). Acquistare abbigliamento, accessori e altri articoli vintage è una soluzione responsabile che consente di recuperare ciò che qualcuno non utilizza più e di trovare oggetti di qualità, con quel fascino speciale del tempo trascorso e della storia che li caratterizza. Ricordo l’acquisto di un cappellino anni ’40 da una signora di Bologna, diventata successivamente una cara amica, perché nello scambio di mail prima di comprare le chiesi per favore di raccontarmi qualcosa dell’articolo. Nel pacchetto mi inviò una lettera scritta a mano, in cui raccontava chi lo aveva indossato, quando era stato comprato e dove, perché ora lei aveva deciso di venderlo… Una lettera piena di emozioni e sentimenti, che rendono ancora più caro e di valore l’acquisto – cosa che non capita comprando nuovi oggetti prodotti in serie a milioni!

Incontriamo la fondatrice di Vintag, Francesca Tonelli, per saperne di più di questa interessante applicazione tutta italiana (la società è stata creata nel 2016 a Bologna da 9 soci). 

Perché hai deciso di creare Vintag?
Vintag è nata dalla mia passione per il vintage e dall’idea che oggi come oggi non si possano disperdere le eccellenze del nostro passato.
Nel 2013 durante un trasloco, ho trovato un vecchio baule della mia nonna in cui aveva raccolto i suoi vestiti più belli, insieme a scarpe, fotografie e accessori.
Ho iniziato a studiare e appassionarmi alla storia che questi oggetti portavano con sè, a cercare più informazioni su alcuni vestiti che avevo trovato e provavo a contestualizzare il tutto.
Durante le mie ricerche facevo tantissima fatica a trovare le notizie che mi interessavano perché il vintage spesso veniva (e viene tuttora) confuso con il second-hand. Parlando con altre persone appassionate come me ho perciò capito che mancava un posto, un marketplace, una
community dedicata solo al vintage autentico. E poi c’è tutto il tema della sostenibilità: dare una seconda (terza, quarta…) vita ad un vecchio oggetto è etico perché riduce gli sprechi e l’inquinamento da nuove produzioni.

Cosa possiamo trovare nell’app?
Su Vintag si trova di tutto, purchè sia vintage (quindi che abbia almeno 20 anni) o iconico. Sicuramente le categorie più importanti sono l’abbigliamento, il design e il collezionismo, quindi passiamo dalle borse iconiche di Chanel alle lampade di design di Achille e Pier Giacomo Castiglioni.

Qualsiasi oggetto può essere venduto o c’è una verifica da parte vostra prima della pubblicazione?
Vintag è social, quindi la pubblicazione degli oggetti è immediata.
Esiste però un team tecnico che più volte al giorno controlla che gli oggetti in vendita rispettino il nostro regolamento. Se riteniamo che l’oggetto non sia vintage o iconico contattiamo il venditore spiegando cosa si può vendere su Vintag e nel caso procediamo ad eliminare il post.
Abbiamo un filo diretto con tutti gli utenti, può capitare di sbagliare quindi cerchiamo sempre di spiegare cosa si intende con vintage.
Stessa cosa anche per i fake: se abbiamo qualche dubbio su una borsa o un oggetto di lusso, contattiamo il venditore e cerchiamo di capire se si tratta di contraffazione oppure no, anche grazie alla collaborazione con il gruppo WG consulenze. In caso di fake eliminiamo immediatamente l’oggetto dalla vendita.

Quante persone utilizzano Vintag al momento? Solo in Italia o anche all’estero?
Ad oggi contiamo oltre 23mila utenti attivi, la maggior parte in Italia ma grazie al passaparola e ai social contiamo già diverse centinaia di utenti da tutto il mondo che hanno già iniziato a comprare e vendere.

Hai sempre acquistato vintage e/o usato? Se sì dove? Hai un negozio (fisico) preferito?
Fin da piccola i miei genitori scambiavano i vestiti miei e di mio fratello con i cugini. Non mi è mai piaciuto buttare le cose soprattutto se capisco che possono avere ancora qualcosa da raccontare.
Per quanto riguarda i negozi fisici, sicuramente a Bologna posso consigliare Rossi Selected Vintage nel settore luxury. Tutto il resto lo compro su Vintag o nei mercatini in giro per l’Italia.

Cosa ti piace di più del vintage?
Ci sono vari aspetti che mi piacciono. Per quanto riguarda l’abbigliamento mi piace il fatto di poter indossare qualcosa che è stato creato o indossato da qualcun altro molti anni prima, mi dà la possibilità di poter continuare a raccontare una storia e poterla reinventare. Mixare poi il nuovo con un pezzo del passato ti dà la possibilità di avere sempre look unici.
Con il vintage è anche possibile acquistare un pezzo iconico ad un prezzo sicuramente inferiore rispetto al nuovo, senza considerare il fatto che acquistando vintage non si producono nuovi oggetti e quindi zero sprechi e zero inquinamento.
Stessa cosa vale per l’arredamento: comprare un mobile antico aiuta a crea un ambiente unico sicuramente diverso rispetto a tutto ciò che ormai siamo abituati a vedere.

In occasione della giornata della terra Vintag ha lanciato un’iniziativa in cui si parla di economica circolare, ci racconti di cosa si tratta? Com’è nata questa idea?
La Giornata della Terra, celebrata il 22 aprile per promuovere la salvaguardia del nostro pianeta, è la più grande manifestazione internazionale dedicata all’ambiente con un miliardo di persone coinvolte in 192 paesi e Vintag ha deciso di unirsi a tutti i cittadini del mondo che amano e desiderano proteggere la Terra. Lo abbiamo fatto coinvolgendo i nostri utenti e un brand iconico e di grande pregio come The Bridge.
In sintesi fino al 31 maggio The Bridge regala il restauro a chi acquista le sue borse su Vintag e, a chi le vende, un buono sconto del 20% per l’acquisto di un nuovo prodotto: un’iniziativa che sposa la moderna filosofia dell’Economia Circolare, basata sui concetti di riciclo e riuso.

Perché hai a cuore il tema ambientale? Quando e come è iniziata questa attenzione all’ambiente?
Da sempre sono convinta che il vintage sia etico e sostenibile.
Sicuramente niente è più “green” del prolungare la durata di utilizzo e del dare una seconda possibilità a un oggetto che qualcun altro non usa più. Vintage è sinonimo di meno oggetti nuovi da produrre e dunque meno sprechi e inquinamento.
L’anima green del marchio The Bridge, di proprietà del Gruppo Piquadro
(che possiede anche Lancel) neo socio di Vintag,  ispirato alla cultura bohemian della gioventù degli Anni Settanta, sposa i concetti di sostenibilità ed eticità alla base di Vintag, il luogo di incontro di collezionisti, artisti, designer, stilisti, creativi o semplicemente uomini e donne che, nella ricerca di stile e qualità di tempi passati, prolungano la durata di utilizzo degli oggetti.

Un gesto in più di attenzione all’ambiente da parte di Vintag che vuoi raccontarci?
Ci tengo a sottolineare che Vintag ha appena firmato un accordo per trasferire tutti i suoi dati nell’unico Data Center a emissioni zero del sud Europa. Abbiamo abbandonato i vari Amazon, Aruba ecc, altamente inquinanti per continuare a dare il nostro contributo in ottica green scegliendo una realtà tutta italiana di grande qualità che si chiama Exe.it.

3 pezzi speciali in vendita al momento su Vintag?
Solo 3? Impossibile scegliere! Su Vintag sono pubblicati oltre 70.000 oggetti, dalla Vespa al Game Boy originale degli anni ‘80, passando per le macchine da scrivere Olivetti ai vestiti di Fendi.
Consiglio a tutti di scaricare gratuitamente l’app per fare un tuffo nel passato di qualità!

Link al sito: Vintag


English – The sustainable passion for the old-fashioned quality and the chic reuse project with The Bridge: Francesca tells about Vintag, the app for those who love the timeless charm of the past

We wrote about Vintag, the app dedicated to shopping for objects from the past, on the occasion of the announcement of Piquadro’s entry as investor (Piquadro-investe-in-Vintag-). Buying clothing, accessories and other vintage items is a responsible solution that allows you to recover what someone is no longer using and to find quality objects, with that special charm of the past and the history that characterizes them. I remember buying a ’40s hat from a lady from Bologna, who later became a dear friend, because in the exchange of emails before buying I asked her to please tell me something about the item. In the package she sent me a handwritten letter, in which she told about who had worn it, when it was bought and where, why  she had decided to sell it… A letter full of emotions and feelings, which make the purchase even more special and valuable – something that does not happen by buying new mass-produced items in million copies!

We meet the founder of Vintag, Francesca Tonelli, to learn more about this all-Italian app (the company was created in 2016 in Bologna by 9 members).

Why did you decide to create Vintag?
Vintag was born from my passion for vintage and from the idea that nowadays we cannot disperse the excellence of our past.
In 2013 during a move, I found an old trunk of my grandmother where she had collected her most beautiful clothes, along with shoes, photographs and accessories.
I started to study and get passionate about the story that these objects brought with them, to look for more information on some clothes that I had found and I tried to contextualize the whole.
During my research I was struggling to find the news that interested me because vintage was often (and still is) confused with second-hand. Speaking with other passionate people like me I therefore realised that there was no place, a marketplace, one community dedicated only to authentic vintage. And then there is the whole theme of sustainability: giving a second (third, fourth …) life to an old object is ethical because it reduces waste and pollution from new productions.

What can we find in the app?
On Vintag you can find everything, as long as it’s vintage (so it’s at least 20 years old) or iconic. Certainly the most important categories are clothing, design and collectibles, so we move from Chanel’s iconic bags to design lamps by Achille and Pier Giacomo Castiglioni.

Any object can be sold or is there a verification from you all before publication?
Vintag is social, so the publication of objects is immediate.
However, there is a technical team that checks several times a day that the items on sale respect our regulations. If we believe that the object is not vintage or iconic, we contact the seller explaining what can be sold on Vintag and if we proceed to eliminate the post.
We have a direct line to all users, it can happen to make mistakes so we always try to explain what is meant by vintage.
Same thing also for fakes: if we have any doubts about a bag or a luxury item, we contact the seller and try to understand if it is a counterfeit or not, also thanks to the collaboration with the WG consulting group. In the case of fake we immediately eliminate the object from the sale.

How many people use Vintag at the moment? Only in Italy or even abroad?
Today we have over 23 thousand active users, most of them in Italy, but thanks to word of mouth and social media we already have several hundred users from all over the world who have already started buying and selling.

Have you always bought vintage and/or second-hand? If yes where? Do you have a favorite (physical) store?
Even as a child my parents exchanged my clothes and my brother’s ones with their cousins. I’ve never liked to throw things away especially if I understand that they can still have something to tell.
As for physical stores, I can definitely recommend Rossi Selected Vintage in the luxury sector in Bologna. Everything else I buy is on Vintag or in the markets around Italy.

What do you like most about vintage?
There are various aspects that I like. As for clothing, I like the fact of being able to wear something that was created or worn by someone else many years before, giving me the possibility of being able to continue telling a story and being able to reinvent it. Then mixing the new with a piece from the past gives you the chance to always have unique looks.
With vintage it is also possible to buy an iconic piece at a price definitely lower than the new, without considering the fact that buying vintage does not produce new objects and therefore zero waste and zero pollution.
The same thing applies to furnishing: buying an antique piece of furniture helps create a unique space that is certainly different from everything we are used to seeing.

On the occasion of Earth Day, Vintag has launched an initiative that talks about circular economy, can you tell us what it is? How did this idea come about?
Earth Day, celebrated April 22 to promote the preservation of our planet, is the largest international event dedicated to the environment with a billion people involved in 192 countries and Vintag has decided to join all the citizens of the world who love and they want to protect the Earth. We did it by involving our users and an iconic brand of great value like The Bridge.
In summary, until May 31 The Bridge offers restoration to those who buy their bags on Vintag and, to those who sell them, a 20% discount voucher for the purchase of a new product: an initiative that marries the modern philosophy of Circular Economy, based on the concepts of recycling and reuse.

Why do you care about the environmental issue? When and how did this attention to the environment begin?
I have always been convinced that vintage is ethical and sustainable.
Surely nothing is more “green” than extending the duration of use and giving a second chance to an object that someone else no longer uses. Vintage is synonymous with fewer new objects to produce and therefore less waste and pollution.
The green soul of The Bridge brand, owned by the Piquadro Group
(who also owns Lancel) new member of Vintag, inspired by the bohemian youth culture of the Seventies, marries the concepts of sustainability and ethics at the base of Vintag, the meeting place of collectors, artists, designers, stylists, creatives or simply men and women who, in the search for style and quality of past times, prolong the duration of use of the objects.

An extra gesture of attention to the environment by Vintag that you want to tell us about?
I want to emphasize that Vintag has just signed an agreement to transfer all its data to the only zero-emission data center in southern Europe. We have abandoned the various Amazon, Aruba etc., highly polluting to continue to make our contribution in a green perspective by choosing a high-quality Italian company called Exe.it.

3 special pieces currently on sale on Vintag?
Only 3? Impossible to choose! More than 70,000 objects are published on Vintag, from the Vespa to the original Game Boy of the 80s, passing through Olivetti typewriters to Fendi clothes.
I recommend everyone to download the app for free to take a dip in the past of quality!

Link to website: Vintag

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