Dress ECOde's lifestyle,  Environment/Ambiente,  Fabrics/Tessuti,  Responsible life / Stile di vita resp.,  Vita da Dress ECOde

Alice, Francois e Nina: il racconto (e due video) dell’esperienza con i pannolini lavabili!

Italiano/English below pictures

Vi raccontiamo l’esperienza di Alice (e Nina, due mesi) con i pannolini lavabili: come si trova(no), le ragioni della scelta, i dubbi, i materiali, come si utilizzano, come si lavano… E anche due video per vedere passo, passo prima Alice mentre cambia a Nina il pannolino e poi il papà Francois 🙂

Perché parliamo di pannolini? Per l’impatto che hanno sull’ambiente. “L’ultimo rapporto dell’Ispra sui rifiuti urbani 2017 (pagina 78) ha stimato la composizione merceologica media dei rifiuti nel periodo 2008-2016, evidenziando come il 3,7 per cento sia costituito da pannolini e altri materiali assorbenti. Considerando la produzione annua di rifiuti urbani in circa 30 milioni di tonnellate, si può quantificare in oltre 1 milione e 100.000 tonnellate l’ammontare della categoria di rifiuti predetta. I pannolini usa e getta per neonati e infanti assommano a circa 6.000 in numero e al peso di 1 tonnellata in 2,5-3 anni di vita. Si possono ipotizzare in Italia 2,2 miliardi di pannolini all’anno oltre 150 mila tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno dai soli pannolini usa e getta” (da Atto Camera C.4/18396 4-18396 ).

“Contengono plastica, cloro (per sbiancare la cellulosa) e gel ultra assorbenti, che oltre a irritare e  surriscaldare la pelle del bimbo, sono molto inquinanti al momento dello smaltimento. Se inceneriti producono sostanze nocive (tra cui diossina), nanoparticelle, ceneri da smaltire e contribuiscono al riscaldamento globale” (fonte: Il Fatto Quotidiano, 25 aprile 2016).

Nina è una bimba “Dress Ecode”! La sua mamma Alice (e il suo papà Francois) è molto attenta alle tematiche ambientali e sociali e fin da quando la piccola era nella pancia ha condiviso con noi idee su come affrontare alcuni aspetti ecologici. Nel nostro scambio di foto e notizie, vivono lontano, in Australia, il tema è “Piccoli Dress Ecode crescono!”, anche con la nonna Antonella 🙂 

Ciao Alice, abbiamo alcune domande per te sui pannolini lavabili.

“Una premessa: la nascita di un figlio è già di per sé un totale sconvolgimento. Ci sono tantissime cose da imparare, tante sfide, tante pressioni e soprattutto tanta stanchezza! Nonostante io sia una convinta ecologista, in gravidanza mi ero ripromessa che tutte le cose che avrei voluto fare (parto naturale, allattamento al seno, pannolini lavabili, parlare a Nina in italiano, ecc.) le avrei fatte soltanto se ce ne fossero state le condizioni e non mi avessero creato particolare stress. Non avevo alcuna intenzione di spingermi oltre i miei limiti e di crearmi frustrazioni in un momento alquanto delicato e difficile.
Per i pannolini lavabili è stato così. Ho iniziato con gli usa e getta e dopo qualche settimana, quando mi ero ripresa dal parto e avevo ben avviato l’allattamento al seno, ho provato con i lavabili. Mi è risultato piuttosto facile e dunque ho deciso di continuare”.

Perché li utilizzi?

“Li uso perché sono sempre stata un’amante della natura e negli ultimi anni mi sono resa sempre più conto del drastico impatto che le nostre scelte di vita quotidiane, in particolare nel nostro modo di acquistare e ‘consumare’, hanno sull’ambiente. Lo scorso anno ho partecipato a un corso sulla gestione dei rifiuti e di sensibilizzazione al riciclaggio, organizzato dal comune in cui abito. Durante il corso è emerso che, in Australia (paese in cui vivo), ogni giorno ben 3,75 milioni di pannolini usa e getta finiscono in discarica. Considerando che un pannolino impiega tra i 200 ed i 500 anni a decomporsi, mi sembra evidente che il ricorso agli usa e getta non contribuisca di certo a creare quel mondo migliore, più sano e pulito, in cui vorrei vivesse mia figlia“.

In che materiale sono prodotti?

“Ci sono tantissimi tipi di pannolini lavabili sul mercato, fatti di tanti materiali diversi.
Per aiutarti a capire (perché all’inizio è davvero complicato orientarsi), puoi dare un’occhiata allo schema di questa pagina Tipologie pannolini lavabili).

Il mio ‘parco pannolini’ è composto da:
– 4 cover  in TPU (poliuretano termoplastico)
– 12 inserti prefold in cotone grezzo in misura small e 6 medium 
– 10 pannolini pocket di cui la parte esterna è in PUL (poliuretano laminato) e la parte interna in pile di carbone di bambù bianco con 7 inserti in microfibra e bambù e 4 inserti 55% canapa 45% cotone biologico.
Li ho presi tutti second-hand per avere un minore impatto sull’ambiente e sul portafogli“.

Come si usano?

“I prefold sono rettangoli formati da diversi strati di cotone sovrapposto con una stratificazione più spessa nella parte centrale. Si usano piegandoli in tre, adattandoli intorno al corpo del bambino, allargando gli angoli della parte posteriore per unirli a quelli della parte anteriore e fermandoli con un gancino, detto snappy. Una volta fermati, vanno racchiusi nella cover esterna impermeabile in TPU. Questi sono quelli un po’ più complicati perché bisogna imparare a fare la piegatura, ma con qualche tutorial su youtube ed un po’ di pratica diventa ben presto automatico.
I pocket sembrano proprio dei pannolini usa e getta, ma hanno delle clip per adattarsi alla crescita del bambino e si usano inserendo nella tasca gli inserti, che sono strisce assorbenti. Personalmente però, per una questione di praticità nel lavaggio, preferisco lasciare l’inserto all’esterno della tasca. Talvolta, avendo pochi pannolini al momento, uso i prefold piccoli come inserti per i pannolini pocket. Durante la notte, utilizzo due inserti invece che uno”.

Come li lavi?

“Inizialmente ho provato a seguire una pagina facebook in inglese, ma era davvero complicata e mi stavo scoraggiando, così ho deciso di provare a lavarli con i prodotti che uso di solito, ovvero col percarbonato, l’acido citrico e l’olio essenziale di eucalipto.
Quando sono sporchi li metto in un cestino aperto in lavanderia. Metto gli inserti a parte e le cover con il resto dei panni della bimba.
Se i pannolini sono sporchi di popò li sciacquo con del sapone di Marsiglia, li strizzo bene e poi li metto nella cesta. Mia figlia ha due mesi e la sua popò è molto liquida, dunque riesco a sciacquare direttamente nel lavandino della lavanderia con il doccino, quando più avanti sarà più solida, ho letto che bisognerà prima scrollarla nel water.
In genere lavo gli inserti con un lavaggio più lungo (la mia lavatrice ha un programma a 60 gradi di 2 ore) e le cover, che di solito si sporcano meno, insieme agli altri vestiti di mia figlia con un programma corto a 30 gradi per preservarne il più a lungo possibile gli elastici e i colori delle fantasie. Poi stendo tutto all’aperto al sole, finché il tempo me lo permette. Credo che con l’avvento dell’inverno (essendo agli antipodi le stagioni sono al contrario) i tempi di asciugatura degli inserti saranno più lunghi quindi sto pensando di procurarmene degli altri.
Al momento, con la quantità di pannolini che ho, faccio una lavatrice ogni due giorni. Con un maggior numero di pannolini probabilmente diminuirebbe la frequenza dei lavaggi.
Fino ad ora mi ritengo soddisfatta del risultato, ma non sono sicura che questa sia la prassi migliore”.

La fase del lavaggio è importante anche per rendere effettivamente ecologica la scelta rispetto all’usa e getta. Sicuramente infatti portano ad una netta riduzione dei rifiuti (da quasi una tonnellata a pochi chilogrammi), ma è necessario prestare attenzione al consumo di acqua ed energia per il lavaggio e l’asciugatura dei pannolini. Qui qualche consiglio: Altroconsumo – Pannolini lavabili

Quanti ne usi più o meno al giorno?

“Direi circa 7 al giorno, ma spesso si sporca solo l’inserto per cui si può conservare la cover per più di un cambio pannolino e mettere a lavare solo l’inserto”.

Ti trovi bene? È complicato utilizzarli?

Mi trovo molto bene! La pelle di mia figlia è rimasta bella rosea, senza alcuna irritazione, i pannolini sono bellissimi e alla fine del giorno, quando vedo che il bidone per i rifiuti vicino al fasciatoio è vuoto, provo un’enorme soddisfazione!
È stato molto più complicato scegliere quali acquistare che utilizzarli. Ho trovato molto difficile orientarmi nella scelta dei pannolini. Bisogna districarsi tra tante tipologie e tanti materiali diversi e le pagine facebook che ho consultato utilizzano un lessico specifico che risulta totalmente incomprensibile per un neofita.
Come dicevo prima, i prefold possono risultare un po’ più complicati perché è necessario imparare a piegarli, ma una volta appresa la tecnica diventa tutto molto automatico e veloce”.

Ti porta via molto tempo?

“Non direi che mi porti via molto tempo. Forse la differenza maggiore rispetto agli usa e getta è il risciacquo a mano dei pannolini sporchi di popo’. Fortunatamente capita di doverlo fare una o al massimo due volte in un giorno”.

Un pregio e un difetto?

Solo un pregio? Ce ne sono tantissimi! Sono belli, delicati sulla pelle, economici nel lungo periodo ed ecologici.
Difetto: richiedono un po’ di studio iniziale (per capire quali tipi acquistare) e di organizzazione degli spazi per lo stoccaggio dei pannolini sporchi.

Li consiglieresti ad altre mamme?

“Sicuramente sì, li consiglierei a mamme, papà, nonni, asili…! Tuttavia ritengo che per incentivare l’uso dei pannolini lavabili sarebbe utile avere delle agevolazioni economiche per l’acquisto (mi sembra che alcuni Comuni li offrano già, ma dovrebbe essere una cosa più generalizzata e non a discrezione del singolo Comune) e dei ‘corsi’ sull’utilizzo dei lavabili con presentazione delle tipologie e istruzioni sull’uso, sullo stoccaggio e sul lavaggio, magari organizzati dagli ospedali e inseriti come opzione tra gli incontri dei corsi pre-parto. Infatti credo che vi siano molti preconcetti sui lavabili: che siano complicati, che diano fastidio al bambino, che siano troppo cari… Tutte idee che possono essere sfatate grazie a una maggiore sensibilizzazione sull’argomento. Ma non ci si può attendere che questo parta dalle singole persone, non tutti sono sensibili a queste tematiche, dovrebbe essere qualcosa organizzato a livello istituzionale. Tutti dovrebbero avere l’opportunità di provare e in seguito scegliere se utilizzare gli usa e getta o i lavabili”.

E in famiglia come va con questa scelta?

“Oltre a me, anche il mio compagno e mia mamma cambiano i pannolini di Nina ed entrambi erano inizialmente scettici se non addirittura contrari all’uso dei pannolini lavabili.
Essendo io cocciuta e avendo visto con i miei occhi che esistevano mamme che utilizzavano i lavabili senza problemi e anzi con gran soddisfazione, ho iniziato ad usarli, senza però imporre loro la mia scelta e lasciandoli liberi di utilizzare gli usa e getta.
All’inizio mi osservavano con un misto di scetticismo e curiosità, ma dopo i primi cambi è scattato lo spirito di competizione. Sia il mio compagno sia mia mamma hanno iniziato a sperimentare coi lavabili facendo a gara a chi faceva la piega migliore e segretamente compiacendosi se la piega non perfettamente fatta da qualcun altro provocava una perdita di pipì. Di recente ho addirittura beccato mia mamma a scegliere i vestiti da mettere a Nina in base al colore e alla fantasia del pannolino lavabile che ha indosso in quel momento” 🙂

Nella scelta dei materiali, suggeriamo di preferire tessuti biologici (anche il cotone biologico va bene), non sbiancati, meglio se con certificazioni GOTS e OEKO-TEX, e prodotto localmente, in modo da limitare l’inquinamento da pesticidi, sostanze chimiche e da trasporto. La scelta second-hand di Alice è ancora meglio.

Grazie Alice, Francois e Nina per questa attenzione all’ambiente e per aver raccontato un’utile esperienza!


English – Alice, Francois and Nina: the story (and two videos) of the experience with washable diapers!

We tell you about the experience of Alice (and Nina, two-month-old) with washable diapers: how she (they) like(s) them, the reasons for the choice, the doubts, the materials, how to use them, how to wash them… And also two videos to see step by step first Alice while she changes Nina’s diaper, and then her father Francois 🙂

Why are we talking about diapers? Because of the impact they have on the environment. “ISPRA’s latest report (in Italy) on urban waste 2017 (page 78) estimated the average composition of waste in the 2008-2016 period, highlighting how 3.7 percent is made up of diapers and other absorbent materials. Considering the annual production of urban waste in about 30 million tons, the amount of the aforementioned waste category can be quantified in over 1 million and 100,000 tons. Disposable diapers for newborns and infants amount to around 6,000 in number, and  1 ton in weight, during the first 2.5-3 years of life. One can hypothesize in Italy 2.2 billion diapers per year, over 150 thousand tons of waste produced each year by disposable diapers only” (from Atto Camera C.4/18396 4-18396).

“They contain plastic, chlorine (to whiten cellulose) and ultra absorbent gels, which in addition to irritate and overheat the baby’s skin are very polluting at the time of disposal. If incinerated, they produce harmful substances (including dioxin), nanoparticles, ashes to be disposed of and contribute to global warming” (source: Il Fatto Quotidiano, 25 April 2016).

Nina is a little “Dress Ecode” girl! Her mother Alice (and her father Francois) is very caring about environmental and social issues and since the baby was in the belly she has shared with us ideas on how to deal with some ecological aspects. In our exchange of photos and news, they live far away, in Australia, the theme is “Little Dress Ecodes grow!”, also with the grandmother Antonella 🙂

Hi Alice, we have some questions for you about washable diapers.

“A premise: the birth of a child is in itself a total turmoil. There are so many things to learn, so many challenges, so much pressure and above all so much tiredness! Although I am a convinced ecologist, during pregnancy I had promised myself that all the things I wanted to do (natural childbirth, breastfeeding, washable diapers, talking to Nina in Italian, etc.) I would have made only if there had been conditions and no particular stress had been created for me. I had no intention of pushing myself beyond my limits and creating frustrations in a very delicate and difficult moment.
This was the case for washable diapers. I started with disposables and after a few weeks, when I had recovered from the birth and had started breastfeeding, I tried with washable. It turned out to be pretty easy, so I decided to continue”.

Why do you use them?

“I use them because I have always been a lover of nature and in the last few years I have become increasingly aware of the drastic impact that our daily life choices, particularly our way of buying and ‘consuming’, have on the environment. Last year I attended a course on waste management and recycling awareness, organized by the municipality where I live. During the course it emerged that in Australia (the country where I live) as many as 3.75 million disposable diapers end up in landfills every day. Considering that a diaper takes between 200 and 500 years to decompose, it seems clear to me that the use of disposables certainly does not contribute to creating that better, healthier and cleaner world in which I would like my daughter to live“.

What material are they produced from?

“There are so many types of washable diapers on the market, made from many different materials.
To help you understand (because at the beginning it is really complicated to orient yourself), you can take a look at the diagram on this page Tipologie pannolini lavabili.

My ‘diaper fleet’ is composed of:
– 4 TPU covers (thermoplastic polyurethane)
– 12 prefold inserts in raw cotton in small size and 6 in medium
– 10 pocket diapers whose outer part is in PUL (laminated polyurethane) and the inner part in white bamboo charcoal fleece with 7 microfibre and bamboo inserts and 4 inserts made of 55% hemp 45% organic cotton.
I took them all second-hand to have less impact on the environment and on my wallet“.

How do you use them?

“The prefolds are rectangles formed by several layers of cotton overlaid with a thicker stratification in the central part. They are used by folding them in three, adapting them around the body of the child, widening the corners of the back part to join them to those of the front part and securing them with a little hook, called snappy. Once secured, they must be contained in the waterproof TPU outer cover. These are the ones a bit more complicated because you have to learn how to fold, but with a few tutorials on youtube and a little practice it soon becomes automatic.
The pocket diapers look like the disposable ones, but they have clips to adapt to the growth of the child and are used by positioning the inserts into the pocket, which are absorbent strips. Personally, however, as a matter of practicality in washing I prefer to leave the insert outside the pocket. Sometimes, having few diapers at the moment, I use small prefolds as inserts for pocket diapers. During the night, I use two inserts instead of one”.

How do you wash them?

“Initially I tried to follow a facebook page in English, but it was really complicated and I was getting discouraged, so I decided to try washing them with the products I usually use, that is with percarbonate, citric acid and the essential oil of eucalyptus.
When they are dirty, I put them in an open laundry basket. I put the inserts apart and the covers with the rest of the baby’s clothes.
If the diapers are dirty with poop I rinse them with Marseille soap, squeeze them well and then put them in the basket. My daughter has two months and her poop is very liquid, so I can rinse directly in the sink of the laundry with the hand shower, when later it will be more solid I read that we must first shake it in the toilet.
I usually wash the inserts with a longer wash (my washing machine has a 60-degree 2-hour program) and the covers, which usually get less dirty, along with my daughter’s other clothes with a short 30-degree program for to preserve the elastic and the colors of the patterns for as long as possible. Then I lay everything out in the sun, as long as weather permits. I believe that with the advent of winter (being antipodean, the seasons are opposite) the drying time of the inserts will be longer, so I’m thinking of getting some more.
At the moment, with the amount of diapers I have, I make a washing machine every two days. With a greater number of diapers it would probably decrease the frequency of washing.
So far I am satisfied with the result, but I’m not sure this is the best practice”.

The washing phase is also important to make the choice really ecological compared to the disposable one. Indeed, washable diapers lead to a net reduction in waste (from almost a ton to a few kilograms), but attention must be paid to the consumption of water and energy for washing and drying diapers. Here are some tips: Altroconsumo – Washable diapers

How many do you use more or less a day?

“I would say about 7 a day, but often only the insert gets dirty, so you can keep the cover for more than one diaper change and only wash the insert”.

How do you like them? Is it complicated to use them?

I am very happy with them! My daughter’s skin remains pretty rosy, without any irritation, the diapers are beautiful and at the end of the day, when I see that the waste bin near the changing table is empty, I feel a huge satisfaction!
It was much more complicated to choose which ones to buy than to use them. I found it very difficult to orient myself in choosing diapers. You have to deal with many types and many different materials, and the facebook pages I consulted use a specific lexicon that is totally incomprehensible for a beginner.
As I said before, prefolds can be a bit more complicated because you need to learn how to fold them, but once you’ve learned the technique it becomes very automatic and fast”.

Does it take you a long time?

“I wouldn’t say it takes me a long time. Perhaps the biggest difference compared to disposables is the rinsing of dirty poop nappies by hand. Fortunately it happens to have to do it once or at the most twice in one day”.

strength and a weakness?

Just one advantage? There are so many! They are beautiful, delicate on the skin, economical in the long run and ecological.
Disadvantage: they require a little initial study (to understand which types to buy) and to organize spaces for the storage of dirty diapers.

Would you recommend them to other mothers?

“Surely yes, I would recommend them to mothers, dads, grandparents, kindergartens…! However, I believe that to encourage the use of washable diapers it would be useful to have some financial advantages for the purchase (it seems to me that some Municipalities already offer them, but it should be something more generalised and not at the discretion of the single Municipality) and of the ‘courses’ on the use of washable materials with presentation of the types and instructions on use, storage and washing, perhaps organised by the hospitals and included as an option between pre-birth training courses. In fact, I believe that there are many preconceptions about washable materials: that they are complicated, that they bother the child, that they are too expensive… All ideas that can be debunked thanks to greater awareness on the subject. But we cannot expect this to start from individuals, not everyone is sensitive to these issues, it should be something organized at an institutional level. Everyone should have the opportunity to try and then choose whether to use disposable or washable options”.

And how is it going in your family with this choice?

“In addition to me, my partner and my mother also change Nina’s diapers and both were initially skeptical or even opposed to the use of washable diapers.
Since I am stubborn and having seen with my own eyes that there were mothers who used washable products without problems and indeed with great satisfaction, I started using them, without however imposing my choice on them and leaving them free to use disposables.
At first they watched me with a mixture of skepticism and curiosity, but after the first changes the spirit of competition started. Both my partner and my mother started experimenting with washable by competing with those who made the best turn, and secretly rejoicing if the not perfectly formed fold by someone else caused a loss of pee. Recently I even caught my mom choosing clothes to put on Nina based on the color and pattern of the washable diaper she was wearing at the time”. 🙂

In the choice of materials, we suggest to prefer organic fabrics (even organic cotton is fine), not bleached, preferably with GOTS and OEKO-TEX certifications, and locally produced, so as to limit pollution by pesticides, chemicals and transport. Alice’s second-hand choice is even better.

Thanks Alice, Francois and Nina for this attention to the environment and for telling an useful experience!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *