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Per fermare l’uso di pellicce e pelli esotiche nelle aziende di moda, PETA adotta una nuova tattica

Italiano/English below

Da 25 anni PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), l’organizzazione impegnata nella difesa dei diritti degli animali, porta avanti campagne contro l’utilizzo delle pellicce, protestando con cartelli al di fuori dei negozi delle aziende che le vendono o saltando sulle passerelle durante le sfilate di moda. Ultimamente ha trovato un nuovo modo per poter far sentire la sua voce: acquisire titoli azionari su scala ridotta.

Nel 2015 PETA ha acquisito una singola azione di Hermès del valore di $360. Nel 2016 ha annunciato di aver acquisito una quota unica delle azioni di LVMH Moët Hennessy (Louis Vuitton, Dior, Givenchy, Loewe, Fendi, Marc Jacobs e altri marchi), per un valore di $334.

Ha continuato a effettuare analoghi acquisti di singole azioni in Prada, Canada Goose e circa 80 altre aziende di moda e non come SeaWorld, McDonald’s e Kraft Foods.

Questa tattica consente ai rappresentanti di PETA di accedere alle riunioni annuali degli azionisti delle società. “Dà a PETA un nuovo forum in cui presentare le ricerche che facciamo ai dirigenti aziendali, ai loro azionisti e al pubblico”, afferma Ashley Byrne, specialista campagne per PETA.

In maggio 2017 per esempio, un rappresentante di PETA ha affrontato l’amministratore delegato di Hermès durante l’assemblea generale annuale della società, facendo pressione al CEO Axel Dumas sul fatto che Hermès pianificasse di smettere di usare pelli esotiche, comprese quelle degli struzzi.

In aprile 2017, in occasione dell’assemblea azionaria di LVMH, i rappresentanti di PETA si sono visti rifiutare l’accesso alla riunione. PETA ha quindi minacciato il colosso aziendale di agire in giudizio dopo essere stato tenuto fuori dalla riunione. Nel frattempo, LVMH si è rifiutata di cambiare idea sull’uso di pelli di animali e pellicce, ma PETA continua la battaglia: “Dalle manifestazioni in strada ai discorsi in sala riunioni, PETA spingerà LVMH a smettere di vendere qualsiasi borsa, cinturino o scarpa fatta con la pelle di un rettile”, ha dichiarato il presidente PETA Ingrid Newkirk.

Da poche settimane Prada ha annunciato che dal prossimo anno non utilizzerà più pellicce. Il vicepresidente senior di PETA, Dan Mathews, ha dichiarato: “Per anni, PETA ha spinto Prada a rifiutare la crudeltà dall’interno – come azionista agli incontri annuali della compagnia. Questo segue oltre un decennio di proteste da parte di PETA e dei nostri affiliati – tra cui intervenire sulle passerelle e organizzare dimostrazioni di strada – invitando il marchio a rinunciare alle pelli. La sua decisione di bandire la pelliccia è un trionfo per animali e attivisti. Ora esortiamo il marchio a seguire le orme compassionevoli di Chanel rimuovendo anche pelli esotiche ottenute crudelmente – tra cui coccodrillo, lucertola e pelli di serpente – dalle collezioni future”.

Oltre ai tradizionali modi adottati dall’organizzazione da sempre, funzionerà questa nuova tattica? Cosa ne pensate?

Per saperne di più sulle pelli esotiche: https://www.peta.org/issues/animals-used-for-clothing/exotic-skins-animals/

Attenzione, immagini forti nel video!

English – In order to stop the use of furs and exotic skins in fashion companies, PETA has adopted a new tactic

For 25 years, PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), the organisation engaged in defending the rights of the animals, has been campaigning against the use of fur, protesting with signs outside the shops of the companies that sell them or crashing on the runaway of fashion shows. Lately they have found a new way to make their voice heard: to acquire stocks on a small scale.

In 2015, PETA acquired a single Hermès share worth $360. In 2016 they announced that they had acquired a single share in LVMH Moët Hennessy (Louis Vuitton, Dior, Givenchy, Loewe, Fendi, Marc Jacobs and other brands), for a value of $334.

They have continued to make similar purchases of individual shares in Prada, Canada Goose and about 80 other fashion companies and not fashion ones like SeaWorld, McDonald’s and Kraft Foods. This tactic allows PETA representatives to access company shareholders’ annual meetings. “It gives PETA a new forum in which to present the research we’ve done to company executives, their shareholders and the public” says Ashley Byrne, campaign specialist for PETA.

In May 2017, for example, a PETA representative confronted Hermès’ CEO during the company’s annual general meeting, putting pressure on CEO Axel Dumas to make Hermès plan to stop using exotic skins, including ostrich skins.

In April 2017, PETA representatives were refused access at the LVMH shareholders’ meeting. PETA then threatened the corporate giant to sue after being kept out of the meeting. Meanwhile, LVMH refused to change its mind about the use of animal and fur skins, but PETA continues the battle: “From demonstrating on the street to speaking up in the boardroom, PETA will push LVMH to stop selling any bag, watchband, or shoe made from a reptile’s skin”, said PETA president Ingrid Newkirk.

Prada has announced a few weeks ago that it will no longer use furs next year. PETA senior vice president Dan Mathews said: “For years, PETA has pushed Prada to reject cruelty from the inside – as a shareholder at the company’s annual meetings. This follows over a decade of protests by PETA and our affiliates – including crashing catwalks and organizing street demonstrations – calling on the label to shed its skins. Its decision to ban fur is a triumph for animals and activists. We now urge the brand to follow in Chanel‘s compassionate footsteps by also removing cruelly obtained exotic skins – including crocodile, lizard, and snake skins – from future collections”.

Besides the traditional ways the organization has always adopted, will this new tactic work? What do you think?

To know more about exotic skins:  https://www.peta.org/issues/animals-used-for-clothing/exotic-skins-animals/

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