Dress ECOde's lifestyle,  DYT/Fai da te,  Minimalism,  Responsible life / Stile di vita resp.,  Vita da Dress ECOde

Mamme (e papà) green senza stress? Elisa, mamma ecologica, ci racconta cosa riesce a fare

Italiano/English below

Vivere in modo green al momento non sembra sempre semplice e tanti genitori si chiedono come poter essere più ecologici nella vita familiare. Ci sono molte mamme e papà che si impegnano nel quotidiano, anche tra i lettori di Dress Ecode. Elisa Ripamonti per noi è una “mamma green” e ci racconta cosa riesce a fare in famiglia per ridurre l’impatto sull’ambiente.

“A me pare non molto, perché vivo solo il mio quotidiano nel modo che mi sembra il migliore, ma agli occhi degli altri sembra che un po’ ecologica lo sia. Essere mamma comporta delle sfide quotidiane che vanno ben oltre la gestione materiale dei propri figli, ma comprendono sfide educative e valoriali di grande impatto”.

Come hai iniziato, Elisa?

“Ho iniziato ad avere uno stile cosiddetto ‘eco’ senza neanche accorgermene, o meglio, per motivazioni più che ecologiche legate alle mie esperienze di vita pregresse. Appena aperto il fontanile di Monza San Fruttuoso, quartiere in cui abito, ho subito fatto la tessera, perché? Perché l’acqua costava meno e la fatica rispetto all’andare al supermercato era quasi inferiore: al fontanile prendevo anche 30/50 litri d’acqua alla volta, al supermercato per eguagliare avrei speso molto di più e mi sarei riempita il carrello. Solo molti anni dopo è arrivato il senso del vetro contro plastica e ora non lo abbandonerei più. Se si parla di acqua naturale, la beviamo anche tranquillamente dal rubinetto, ma per la frizzante abbiamo scartato il gasatore e preferito il fontanile. E via via le azioni quotidiane e familiari sono diventate sempre di più”.

Ce ne racconti qualcuna?

“L’utilizzo di pannolini lavabili per i figli e il ricorso all’usato per tutti gli accessori di prima necessità, dal lettino alla culla, sia come passaggio tra amici, sia attraverso le varie liste di scambio e baratto DESBri (Distretto di Economia Solidale in Brianza). I vestiti dei miei figli sono tutti rigorosamente di secondamano: ho amiche con figli/e più grandi dei miei che mi passano regolarmente abbigliamento e scarpe, alcune cose le ho prese sempre grazie alla rete DESBri e poi a mia volta anche io rimetto in circolo passando ad altre famiglie. Prima di avere il secondo figlio tenevo tutto, poi è arrivato un maschio, quindi ho iniziato a dar via le cose da bambina, con la certezza che in caso di necessità le cose sarebbero tornate.

Il valore della condivisione mi è sempre appartenuto, di famiglia, grazie alle diverse esperienza fatte, compresa quella di scoutismo o servizio in un istituto per disabili, fino al vivere ogni giorno a contatto con la natura. Una natura ‘funzionale’ più che selvaggia, ma che da sempre mi ha insegnato il valore della cura, della crescita, del rispetto… un orto di famiglia (che ancora mio padre porta avanti), animali da cortile e il nostro giocare liberi, ma anche la fiducia che ci veniva accordata nella semina e nella raccolta, pur nel gioco e nell’assecondare il nostro essere bambini, e questo respirano ora i miei figli”.

Autoproduci?

“Alla condivisione si è aggiunta negli anni di crescita una grande passione per la scoperta e il fare che mi hanno sempre portato a sperimentare qualcosa di nuovo, a cercare il semplice e il possibile, nel mio lavoro di educatrice per disabili prima e di insegnante di sostegno ora. Per cui sono giunta a trovare sempre nuove strade e cose da fare insieme pensando al fattibile per tutti, oltre che genuino, autoproducendo in cucina: dal lievito madre allo yogurt fatto in casa, alle barrette di cereali, al formaggio, alla pasta fresca ripiena e non, alla passata di pomodoro raccolto nell’orto e ai preparati per minestra con le nostre verdure che mi durano quasi tutto l’inverno, ai ghiaccioli fatti a partire dalla frutta vera con conseguente conservazione di marmellate e succhi di frutta dati dagli ‘avanzi’. Già, ai miei figli non manca nulla, loro fanno merenda tutti i giorni solo che quando mi sono resa conto che con il grande consumo di ghiaccioli, succhi di frutta e yogurt, torte, ecc. producevamo un mare di immondizia e in più spendevamo un bel po’ di soldi, ho iniziato a farli con loro”.

A questo punto di solito ti chiedono: “Eh ma il tempo? Dove lo trovi?”

“Già perché lo stupore più grande è: ‘Ma dove trovi il tempo?’. Se coinvolgi i bambini (attualmente i miei figli hanno 3 e 6 anni) ci metti più tempo, ma dài loro del tempo di qualità, oltre che insegnare loro, implicitamente, molte competenze di autonomia e procedurali. In più ovviamente togli tutti i conservanti che i processi industriali sono costretti ad inserire”.

E per le feste cosa fai?

“Anche le feste di compleanno sono diventate per noi un’occasione di stile zero waste: alle feste altrui andiamo con i nostri bicchieri, piatti, posate e tovaglioli lavabili. Ammetto, all’inizio mi vergognavo e dicevo di farlo per permettere al piccolo di non bere e mangiare dai piatti altrui, ma ora dico semplicemente la verità e questo stupisce, a me però non costa nulla, mentre al pianeta risparmio rifiuti inutili. Quest’anno mia figlia grande mi ha chiesto di fare la festa in casa ed è stata una grande occasione di divertimento, tutto il più possibile zero waste: giochi a tema fate e folletti con tutto preparato in casa, non abbiamo quasi prodotto rifiuti, e anche il regalino finale che ora si usa dare agli invitati sono stati vasetti fatti riutilizzando bottiglie di plastica (che ho dovuto chiedere ad amici, perché noi non ne usiamo), dove abbiamo seminato basilico che loro dovevano far crescere e poi usare in casa! Mentre l’anno scorso per la festa al nido del piccolo ho preparato gavettoni riutilizzabili in ciniglia seguendo un tutorial su youtube”.

Ci racconti cosa hai preparato quest’anno per la festa di tua figlia?

“Quest’anno mia figlia maggiore mi ha chiesto per la prima volta la festa con gli amici (ultimo anno di materna). Di solito abbiamo sempre festeggiato in famiglia e a scuola portando torta o simili. Quando mi ha chiesto la festa in casa abbiamo iniziato subito a pensare ad una tematica, che è stato fate e folletti e da lì abbiamo inventato giochi, caccia al tesoro, tiro al canestro: un gran successo! Ho preparato i dolci in casa: crostatine dei folletti (con marmellata di mirtilli), succo di fate (con sciroppo di mirtilli) e degli elfi (con sciroppo di sambuco), focacce, pizzette, pop corn fatti in casa (semi acquistati sfusi) e ovviamente stoviglie riutilizzabili, solo per i tovaglioli ho usato questa volta quelli usa-e-getta perché non ne avevo abbastanza di stoffa. Un successone e alla fine gli invitati sono andati via con vasetti di basilico del bosco (da far crescere, noi avevamo solo seminato) messi in bottiglie di plastica dipinte a mo’ di casette delle fate e degli elfi”.

Cosa scegli come regali ad amici e colleghi? Qualche idea?

“Quando scelgo di fare dei regali, se posso mi oriento su qualcosa zero waste, ma è comunque abbastanza complicato, perché al di là delle cose ‘generiche’ come borracce o borse che possono essere accettate, alcuni prodotti sono molto specifici e non voglio comunque sprecare soldi né risorse per uno shampoo solido che magari viene buttato. Se posso scelgo di regalare laboratori da seguire, biglietti di teatro o cinema, ingresso ai parchi... E chiedo lo stesso per me o i miei figli: quest’anno abbiamo ricevuto l’ingresso a due parchi di divertimento e due musical, più ovviamente qualche gioco, non posso tralasciare il loro essere bambini. Comunque anche i giochi, quando i bimbi hanno passato l’età, vanno ad altre famiglie o scuole o servizi educativi. Quest’anno i miei colleghi e amici mi hanno regalato una serata all’Escape Room (escapersmilano.it) e un colafritto (visto su un sito zero waste in un post di una ragazza napoletana), sono stata felicissima! Anche mio marito mi ha regalato un laboratorio da frequentare e ho ricevuto dei vestiti sostenibili dal sito Wearethought“.

Per le gite come vi organizzate?

Beeswrap fatti in casa (qui alcune ricette), sacchetti porta panini al posto della pellicola, borracce, bicchieri telescopici, cannucce non usa-e-getta e poi i porta succhi riutilizzabili che riempiamo ad ogni occasione”.

Per l’igiene personale?

Saponette solide fatte in casa, cotton fioc riutilizzabili, coppetta mestruale per me, crema mani fatta in casa e anche dentifricio, lo spazzolino di bambù o con testine intercambiabili, deodorante fatto in casa e il sacchetto che raccoglie le microfibre in lavatrice (sacchetto microfibre)”.

Per la pulizia della casa?

Sapone per i piatti, detersivi eco e ricaricabili alla spina. Ora con l’aiuto dell’akunandzilo sto iniziando ad autoprodurre anche sapone liquido, ma sono proprio alle prime armi”.

E con la spesa cosa hai scelto di fare?

“Scelgo la spesa sfusa, nei pochi negozi che lo consentono: frutta e verdura dall’ortolano, coi miei sacchetti (a volte anche al supermercato, sempre coi miei sacchetti e non importa se pago lo stesso il centesimo), dal macellaio coi miei contenitori e così anche legumi, riso, cous cous…questo è un filino più difficile, a causa degli orari dei piccoli negozi rispetto ai supermercati e inizialmente sembrava tutto più costoso, ma in realtà ora la nostra dieta è molto molto più varia e fantasiosa e il costo più o meno simile, ma la qualità si sente!”.

Per la cancelleria come fai?

“Per la questione studio e appunti, con un bel po’ di fatica sto cercando di scaricarmi libri sul kindle, per scrivere utilizzo i quaderni correctbook, sono magnifici e li suggerirei a chiunque. Nascono da un progetto olandese, l’unico neo è infatti la spedizione dall’Olanda, ma credo cmq che importante siano anche lo scopo e la frequenza con cui si utilizzano le spedizioni, e la scelta comunque di certi siti al posto di altri (insomma, la perfezione è ben lontana). Sono quaderni a buchi, a cui si possono quindi aggiungere fogli, fatti come le lavagnette bianche si possono quindi cancellare e riscrivere all’infinito. Ho il formato da borsetta per la lista della spesa o cose simili, un quaderno A3 e un A4, per report alle riunioni, appunti, esercizi, prove di brutta. Inoltre ho penne stilografiche a stantuffo per quando devo compilare documenti o firmare o scrivere a mano”.

Un consiglio alle mamme e papà che desiderano iniziare questo cammino, ma temono le sfide tra cui la mancanza di tempo?

Suggerisco di non partire volendo fare tutto, ma scegliere un campo che si ritiene ‘più facile’ e dove si possono fare più sforzi. Per esempio, io sono partita dal bagno, perché tanti erano gli accorgimenti fattibili senza fare fatica, dalla carta igienica in carta riciclata allo spazzolino. Riguardo il tempo non so, alla fine per cucinare in casa o autoprodurre può bastare anche solo una mezz’ora: mica serve un menù subito da ristorante, a quello ci si arriva col tempo! Di sicuro avere qualcuno che fa con te aiuta, ma i piccoli gruppi di amici e amiche che autoproducono si possono facilmente creare!”.

Elisa è disponibile a dare consigli e condividere la sua esperienza di mamma green. Potete scrivere a contact_us@dressecode.it indicando nell’oggetto della mail “Per Elisa”.


English – Green mums and dads without stress? Elisa, eco mum, tells us what she is able to do

Living green at the moment does not always seem easy and many parents wonder how to be more environmentally friendly in family life. There are many mothers and fathers who engage in everyday life, also among the readers of Dress Ecode. Elisa Ripamonti for us is a “green mum” and tells us what she can do in the family to reduce the impact on the environment.

“It doesn’t seem much to me, because I only live my daily life in the way that seems to me the best, but in the eyes of others it seems a bit ecological. Being a mother involves daily challenges that go far beyond the material management of one’s children, but include educational and value challenges of great impact”.

How did you start, Elisa?

“I started having a so-called ‘eco’ style without even realising it, or rather for more than ecological reasons related to my previous life experiences. As soon as the drinking fountain opened at Monza San Fruttuoso, a neighborhood where I live, I immediately made the card, why? Because the water cost less and the effort compared to going to the supermarket was almost inferior: at the fountain I also took 30/50 liters of water at a time, at the supermarket for the same quantity I would have spent a lot more and I would have filled the trolley. Only many years later the sense of glass versus plastic arrived and now I would never abandon it. If we talk about natural water, we also drink it quietly from the tap, but for the sparkling we have discarded the carbonation device and preferred the fountain. And gradually the daily and family actions have become more and more”.

Can you tell us some of them?

“The use of washable diapers for children and of used accessories for all basic necessities, from cot to cradle, both as a passage between friends, and through the various exchange lists and swapping DESBri (District of Economic Solidarity in Brianza). My kids’ clothes are all strictly second-hand: I have friends with children who are older than mine, who regularly wear clothes and shoes, and I have always taken some things thanks to the DESBri network and then in turn I also go back to the circle by passing to other families. Before having the second child I kept everything, then a boy arrived, so I started giving girl things away, with the certainty that things would come back if necessary.

The value of sharing has always belonged to me, as a family, thanks to the various experiences I have had, including scouting or service in an institution for the disabled, up to living every day in contact with nature. A ‘functional’ nature rather than wild, but which has always taught me the value of care, growth, respect… a family garden (which my father still carries on), farmyard animals and our free play, but also the trust that was given to us in sowing and in harvesting, even in the game and in supporting our being children, and this is what my children now breathe”.

Do you DIY?

 “Sharing has been added over the years of growth to a great passion for discovery and doing that have always led me to experiment something new, to look for the simple and the possible, in my work as a teacher for disabled people first and a teacher of support now. So I have come to always find new ways and things to do together thinking about the feasible for everyone, as well as genuine, homemaking in the kitchen: from sourdough, to yogurt, cereal bars, cheese, pasta fresh stuffed or not, tomato sauce picked in the garden and mixes for soup with our vegetables that last me almost all winter, popsicles made from real fruit with consequent preservation of jams and fruit juices from the ‘leftovers’. Yeah, my kids don’t miss anything, they make a snack every day, only when I realised that with the great consumption of popsicles, fruit juices and yoghurts, cakes, etc. we were producing a sea of ​​garbage and in addition we spent a lot of money, I started homemaking with them”.

At this point they usually ask you: “Eh but the time? How do you make it?”

“Yes, because the greatest wonder is: “But how do you make the time?”. If you involve children (currently my children are 3 and 6 years old) it takes more time, but it gives them quality time, as well as implicitly teaching them many autonomous and procedural skills. In addition, of course, you take away all the preservatives that industrial processes are forced to insert”.

And what do you do for the parties?

“Even birthday parties have become an opportunity for zero waste style: at other people’s parties we go with our washable glasses, plates, cutlery and napkins. I admit, at the beginning I was ashamed and I said to do it to allow the child not to drink and eat from other people’s dishes, but now I simply say the truth and this amazes me, but it costs me nothing, while saving planetary waste to the planet. This year my older daughter asked me to have a party at home and it was a great opportunity to have fun, all zero waste as much as possible: fairies and elves themed games with everything prepared at home, we almost didn’t produce waste, and even the final little gift that is now used to give to the guests were jars, made by reusing plastic bottles (which I had to ask friends, because we don’t use them), where we sowed basil that they had to grow and then use at home! While last year for the nursery party of my little son I prepared re-usable chenille water balloons following a tutorial on youtube”.

Can you tell us what you prepared for your daughter’s party this year?

“This year my eldest daughter asked me for the first time a party with her friends (last year of kindergarten). Usually we have always celebrated with family and school bringing cake or similar. When she asked me for a party at home we immediately started thinking about a theme, which was fairies and elves and from there we invented games, treasure hunts, shot for the basket: a great success! I prepared the desserts at home: tarts of the elves (with blueberry jam), fairy juice (with blueberry syrup) and elves (with elderberry syrup), focaccia, pizzas, homemade popcorn (seeds purchased in bulk) and of course reusable crockery, only for the napkins I used the disposable ones this time because I didn’t have enough of them made of fabric. A great success and in the end the guests left with jars of basil from the forest (to be grown, we had only sown) put in plastic bottles painted as houses for fairies and elves”.

What do you choose as gifts for friends and colleagues? Some idea?

“When I choose to make gifts, if possible I find anything zero waste, but it’s still quite complicated, because beyond the ‘generic’ things like water bottles or bags that can be accepted, some products are very specific and I don’t want anyway waste money or resources on a solid shampoo that might be thrown away. If I can, I choose to give as presents workshops to follow, theater or cinema tickets, entrances to the parks… And I ask the same for me or my children: this year we received the entrance to two amusement parks and two musicals, in addiction obviously to some games, I can’t overlook their being children. However even the games, when the children have passed the age, go to other families or schools or educational services. This year my colleagues and friends gave me an evening at the Escape Room (escapersmilano.it) and a ‘colafritto’* seen in a post by a girl from Naples on a zero waste page, I was so happy! My husband also gave me a workshop to attend and I received some sustainable clothes from the Wearethought website”. 

*Colafritto is a cooking tool to drain the grease off of fried foods.

What do you do when going on trips?

“Homemade beeswraps (some receipts here), sandwich bags instead of plastic wrap, water-bottles, telescopic glasses, non-disposable straws and then the reusable juice packaging bags that we fill at every occasion”.

For personal care?

Homemade solid soaps, reusable cotton swabs, a menstrual cup for me, homemade hand cream and toothpaste, a bamboo toothbrush or with interchangeable heads, a homemade deodorant and a bag that collects microfibres in the washing machine (microfibre bag)”.

For home cleaning?

Dish soap and eco bulk detergents. Now with the help of akunandzilo I’m starting to also produce liquid soap, but I’m just a beginner”.

And with the grocery shopping, what did you choose to do?

“I choose the bulk shopping, in the few shops that allow it: fruit and vegetables from the greengrocer with my bags (sometimes even in the supermarket, always with my bags and it doesn’t matter if I pay the penny for their bags), going to the butcher with my containers and so also  for legumes, rice, cous cous… This is a little bit more difficult, due to the opening hours of the small shops compared to the ones of the supermarkets, and initially everything seemed more expensive, but in reality now our diet is much much more varied and creative, and the cost is more or less similar, but you can see the quality!”.

What do you choose as stationery?

 “For the question of study and notes, with a lot of effort I am trying to download books on Kindle device, to write I use the correctbook notebooks, they are magnificent and I would suggest them to anyone. They are born from a Dutch project, the only negative side is in fact the delivery from Holland, but I think anyway that the purpose and frequency with which shipments are used are also important, and the choice of certain sites instead of others (in short,  perfection is far away). They are notebooks with holes, to which you can then add sheets, they are like the white boards so they can therefore be deleted and rewritten to infinity. I have the size of a purse for the shopping list or similar, an A3 and an A4 notebook, for reports at meetings, notes, exercises, draft tests. I also have piston fountain pens for when I have to fill out documents or sign or write by hand”. 

An advice to mothers and fathers who want to start this journey but are afraid of challenges, including lack of time?

I suggest not starting by wanting to do everything, but choosing a field that is considered ‘easier’ and where more effort can be made. For example, I started with the bathroom because there were so many feasible tricks, from toilet paper made from recycled paper to the toothbrush. Regarding the time I don’t know, in the end it can take just half an hour to cook at home or handmade: not just a restaurant menu right away, you can get there in time! Certainly, having someone who works with you helps, but the small groups of friends and friends who homemake can easily be created!”.

Elisa is avaliable to share suggestions and her experience as a green mum. You can send an e-mail to contact_us@dressecode.it, entering “To Elisa” in the object of the e-mail. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *