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Rilegno: il laboratorio di magia dove Antonella Costantini trasforma scarti in meraviglie

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unknown.tiff Puoi ascoltare qui l’articolo: Rilegno, Laboratorio di Magia

Una pizza che è la più buona di Roma seguita da un tiramisù, un’amica di eventi in bicicletta, una storia di riciclo e la magia del legno: cosa chiedere di più da un’intervista? Incontro a cena Antonella (Costantini), architetto che sogna di occuparsi di scenografia, magari in teatro, e sappiamo creerebbe speciali ambientazioni da lasciare a bocca aperta. È creativa, acuta, piena di immaginazione e gusto estetico. Mi cucì anni fa un bellissimo papillon, utilizzando le rimanenze del tessuto dell’abito da sposa di sua mamma. Non poteva che riuscire a trasformare pezzi di legno buttati e pallet rovinati in qualcosa di magico!

Antonella disegna figure meravigliose su tavole di legno recuperato, poi scartavetra, pialla, taglia, incastra, colora. Nel suo laboratorio chiude il mondo fuori e ridona vita agli scarti. Dalle sue mani nascono super eroi, pesci, capitani, razzi, ciclisti, fiori, gatti, cactus, personaggi e tutto ciò che le forme del legno la ispirano. Sono da appendere, da appoggiare o da attaccare quelli che inglobano una calamita.

Come hai iniziato l’avventura di Rilegno?

“Ero in vacanza, era il 20 agosto 2016 ed era il compleanno di mia sorella ma non avevo soldi per farle un regalo. Avevamo visto in un negozio un pesce di legno che a mia sorella piaceva, allora mi è venuta l’idea di farle un regalo con le mie mani. Non avevo un lavoro, ma avevo tempo. Così è nata la balena con Pinocchio dentro. Mi è piaciuto talmente tanto trasformare un’idea in qualcosa di materiale che non ho più smesso“.

Bellissimo! Ma come hai cominciato materialmente? Sapevi già tagliare il legno e dargli forma?

“No, non sapevo fare nulla. Ho chiesto a mio padre di usare i suoi attrezzi che tiene in cantina e qualche consiglio. Ho preso il seghetto alternativo, la sega a mano, la scartavetratrice, il morsetto e mi sono messa al lavoro. Papà mi ha dato il seghetto dicendomi ‘Si fa così. Fai piano che si rompe la lama’. Ne ho rotte 4 o 5! Ho imparato con l’esperienza“. 

Quali materiali utilizzi per le tue creazioni? Da dove vengono?

“Non compro mai il legno, il primo lavoro è nato così. Non ha senso comprare qualcosa per distruggere. Trovo il legno per strada. Cerco tavole con lo spessore giusto. Quando trovo un pezzo con venature bellissime, lo lascio lì anche per 6-7 mesi senza farci nulla, in attesa di essere trasformato in qualcosa. Il Capitano per esempio è nato perché dopo i Ciclisti volevo fare una serie di personaggi. Scarabocchiando è venuto fuori, ma non sapevo come disegnare l’occhio. A un certo punto è comparso un pezzo di legno che aveva una macchia bella, quello è diventato l’occhio!  Trovo i materiali vicino ai secchi dei rifiuti. Ne trovi talmente tanti, di qualsiasi forma e legno: abete, pino, ogni tanto se sono fortunata trovo i cubetti in faggio che sono i più belli, hanno venature pazzesche anche se non profumano come l’abete. Vecchie finestre buttate, infissi, sottomisure recuperate dai cantieri, tavole di legno gettate in un mucchio a un certo punto diventano un oggetto. Utilizzo anche ferramenta: vecchi chiavistelli, chiavi, maniglie. E poi rotoli di carta per disegnare, matitone, colori e colla vinilica”. 

Da dove trai ispirazione?

“Vedo qualcosa che mi piace, magari non c’entra niente con il legno e mi viene l’idea. Proprio perché è qualcosa di esperienzale mi diverte capire se in legno quella cosa si può fare, così come l’ho vista. Realizzo un pezzo unico, non lavoro più ‘in serie’. Dopo l’esperienza dei mercatini in cui dovevo preparare tanti pezzi simili, ho deciso di no. Vedo una sagoma che mi piace in stoffa, un elemento d’arredo, provo a riprodurre in legno e diventano un altro oggetto. Le ultime cose che ho fatto mi piacciono talmente tanto che fatico a venderle e lasciarle andare…”.

E i super eroi? Come sono nati?

“Avevo trovato il legno di alcune finestre, si lavorava molto bene. Dovevo andare a cena da mia cugina e mia sorella Marta mi chiede: ‘Perché non fai qualcosa per Leonardo?’, che è mio nipote. ‘In mezza giornata cosa vuoi che faccia?’, le ho risposto ma poi ho cominciato a tagliare pezzi. Ed è uscito un super eroe! Ho preso una scatola e l’ho inserito smontato. Leo apre il pacco, vede i pezzi e dice subito ‘Iron Man!”. In 5 secondi l’ha montato. 7 incastri ma un bimbo di 2-3 anni che monta da solo qualcosa è una soddisfazione… Successivamente ho creato Spiderman, Capitan America e Batman. Per quest’ultimo ho realizzato una scatola speciale. Non ne ho più creati perché sono difficili da tenere nel tempo montati perfettamente, il legno in pallet si modifica, si asciuga, cambia forma”.

C’è qualche sfida che ti trovi ad affrontare proponendo creazioni artigianali?

“Non è semplice riuscire a vendere pezzi di artigianato. Ho provato a passare per i negozi di design, offrono poco perché vendono pezzi magari fatti industrialmente in serie. Mi sono sentita dire una volta ‘Ma cosa ti importa di fare le cose a mano? Tu fai il disegno, lo mandi in Cina, te ne fanno mille, lo vendi a meno e fai tanti soldi!’. Così sembra artigianale ma non lo è… No! Il lavoro fatto a mano è ciò che mi dà soddisfazione. Proviene dalla manualità di mio papa e di mio nonno. E dall’insegnante di educazione artistica che avevo alle medie: è stato importantissimo, mi ha fatto usare le mani e ho capito che si poteva fare. Mi dispiace che le persone non si rendano conto di che cosa sono fatte le cose. Mi è capitato una volta a un mercatino, si sono avvicinati dei bambini incuriositi dagli oggetti che avevo creato e i genitori mi hanno chiesto ‘Di cosa sono fatti?’, dopo averli presi in mano e nonostante il cartello ‘Rilegno’… Continuo per la curiosità dei bambini, per i loro occhi che si illuminano quando vedono una cosa che li attira. Mi fa tanto piacere quando sono le mie creazioni a incuriosirli, è questo che mi fa andar avanti“. 

Partecipi a fiere e mercatini?

“Scelgo pochi eventi, non mi importa di vendere, di guadagnarci sopra ma solo che qualcuno compri qualcosa che davvero vuole tenere a casa. Le fiere sono belle per il clima che si crea con altri artigiani e ti viene voglia di fare di più. È come fare un viaggio in un altro mondo, gira tutto intorno alla creatività”. 

La balena, Wall-E, l’astronauta,  le kokeshi, i Ciclisti sono tra i miei preferiti ma è davvero difficile scegliere le foto da mostrarvi qui (per questo vi consiglio di dare un’occhiata al suo account su Instagram e su Facebook). Tra i suoi oggetti mi perdo e sogno a occhi aperti. E poi c’è il faro, che Antonella ha costruito per me qualche anno fa. Non è un faro qualsiasi. È quello di Peggy’s Point, Canada, con quei colori. È lì sulla finestra nella camera da letto, con la barchetta che tra le onde ha ancorato in porto seguendo la sua luce.

Link:

FB: Rilegnolaboratoriodimagia Facebook  

IG: Rilegno_laboratorio_di_magia Instagram

“Un lavoro comincia dall’ispirazione. 

Era da tempo che volevo realizzare un faro ma non riuscivo a concepire l’idea che fosse la riproduzione spasmodica dei fari da souvenir estivi.

Poi è arrivata lei, una ragazza con la A. maiuscola che mi ha detto: ‘Ho sempre adorato i fari’ e mi ha spiegato che era bello pensare al faro come simbolo della vita come approdo sicuro, di speranza e di sogni riposti in un cassetto manco troppo chiuso.

Il fatto è che A. adesso ha una barchetta a vela e deve a tutti i costi approdare, lei ancora non lo sa ma c’è anche un piccolo molo che la attende per ancorare il suo navigare.

Ecco signorina A. questo è il nostro faro a metà (tu lo sogni e io lo realizzo sognando) ed è il più bello che io potrò mai realizzare per nessun altro”.

 


English – Rilegno: the magic laboratory where Antonella Costantini transforms waste into wonders

A pizza that is the best in Rome followed by a tiramisu, a friend of cycling events, a story of recycling and the magic of wood: what more could you ask for from an interview? At dinner I meet Antonella (Costantini), an architect who dreams of dealing with set design, perhaps in the theater, and we know she would create special settings to be amazed. It is creative, acute, full of imagination and aesthetic taste. Years ago she sewed a beautiful bow tie for me, using the fabric scraps of her mom’s wedding dress. She could only manage to turn thrown pieces of wood and damaged pallets into something magical!

Antonella draws marvelous figures on reclaimed wooden boards, then she sands, planes, cuts, fits, paints. In her laboratory she closes the world outside and gives life back to waste. From her hands are born super heroes, fish, captains, rockets, cyclists, flowers, cats, cacti, characters and all that the shapes of wood inspire her. They can be hung, placed or attached with a magnet.

How did you start the adventure of Rilegno?

“I was on vacation, it was the 20th of August 2016, my sister’s birthday, but I had no money to give her a gift. We had seen a wooden fish in a shop that my sister liked, so I had the idea of ​​giving her a gift with my hands. I didn’t have a job, but I had time. Thus was born the whale with Pinocchio inside. I liked it so much to turn an idea into something material that I never stopped“.

Very beautifull! But how did you start materially? Did you already know how to cut wood and shape it?

“No, I didn’t know how to do anything. I asked my father to use his tools he keeps in the cellar and some advice. I took the jig saw, the hand saw, the sander, the clamp and went to work. Dad gave me the hacksaw saying ‘This is how to do. Be careful that the blade breaks”, I have broken 4 or 5 of them! I’ve learned through experience“.

What materials do you use for your creations? Where do they come from?

“I never buy wood, the first craft was born like this. There is no point in buying something to destroy it. I find wood on the street. I am looking for boards with the right thickness. When I find a piece with beautiful veins, I leave it there even for 6-7 months without doing anything, waiting to be transformed into something. For example, the Captain was born because after the Cyclists I wanted to make a series of characters. Scribbling, it came out but I didn’t know how to draw the eye. At a certain point a piece of wood appeared that had a beautiful stain, that one became the eye! I find the materials near the garbage pails. You find so many, of any shape and wood: fir, pine, occasionally if I am lucky I find the beech cubes that are the most beautiful ones, they have crazy veins, even if they do not smell like fir. Old thrown windows, frames, sub-measures recovered from construction sites, wooden cubes thrown in a pile at some point become an object. I also use hardware: old bolts, keys, handles. And then rolls of paper to draw, a big pencil, colors and vinyl glue”.

Where do you get your inspiration from?

“I see something I like, maybe it has nothing to do with wood and I get the idea. Precisely because it is something experiential it amuses me to understand if that thing can be done in wood as I saw it. I make a unique piece, I no longer work ‘in series’. After the experience of the markets where I had to prepare many similar pieces, I decided not. I see a shape that I like in fabric, a piece of furniture, I try to reproduce it in wood and they become another object. I like the last things I did so much that I struggle to sell them and let them go… “.

And the super heroes? How were they born?

“I had found the wood of some windows, it could be worked very well. I had to go to dinner with my cousin and my sister Marta asks me: ‘Why don’t you do something for Leonardo?’, who is my nephew. ‘In half a day what do you want me to do?’, I replied but then I started cutting pieces. And a super hero has come out! I took a box and inserted it unassembled. Leo opens the package, sees the pieces and immediately says ‘Iron Man!’. In 5 seconds he mounted it. 7 joints but a 2-3 year old boy who mounts something on his own is a satisfaction… Later I created Spiderman, Captain America and Batman. For the latter, I made a special box. I no longer created them because they are difficult to keep perfectly assembled over time, the pallet wood changes, dries, modifies its shape”.

Is there any challenge that you face by proposing handmade creations?

“It is not easy to be able to sell pieces of craftsmanship. I tried to go through the design stores, they offer little because they sell pieces that may be industrially made in series. Someone said to me: ‘But what do you care about doing things by hand? You do the drawing, send it to China, make it a thousand, sell it for less and make a lot of money!’. So it seems artisanal but it is not… No! Handmade work is what gives me satisfaction. It comes from the manual skills of my dad and my grandfather. And from the teacher of art education I had in middle school: it was very important, he made me use my hands and I understood that it could be done. I’m sorry that people don’t realize what things are made of. It happened to me once at a market, children intrigued by the objects I had created approached and the parents asked me ‘What are they made of?’, after picking them up and despite the sign ‘Rilegno’… I continue for the curiosity of children, for their eyes that light up when they see something that attracts them. It makes me so happy when my creations intrigue them, that’s what keeps me going“.

Do you participate in fairs and markets?

“I choose a few events, I don’t care to sell, to earn on it but only for someone to buy something he/she really wants to keep at home. The fairs are beautiful for the climate that is created with other craftsmen and you want to do more. It’s like taking a trip to another world, it’s all about creativity”.

The whale, Wall-E, the astronaut, the kokeshi, the Cyclists are among my favorites but it is really difficult to choose the photos to show you here (for this reason I recommend you take a look at her account on Instagram and on Facebook). Among her objects I get lost and daydream. And then there is the lighthouse, which Antonella built for me a few years ago. It is not just any lighthouse. It is that of Peggy’s Point, Canada, with those colors. It is there on the window in the bedroom, with the boat that anchored among the waves in the port following its light.

Link:

FB: Rilegnolaboratoriodimagia Facebook  

IG: Rilegno_laboratorio_di_magia Instagram

“A work begins with inspiration.

It was a long time since I wanted to make a lighthouse but I could not conceive the idea that it was the spasmodic reproduction of the headlights from summer souvenirs.

Then she came, a girl with a capital A. She said to me: ‘I have always loved headlights’ and explained to me that it was nice to think of the lighthouse as a symbol of life as a safe haven, of hope and dreams placed in a drawer not too closed.

The fact is that A. now has a little sailing boat and must at all costs land, it still does not know it but there is also a small pier waiting for it to anchor its sailing.

Here is Miss A. this is our half lighthouse (you dream it and I make it dreaming) and it is the most beautiful that I can ever make for anyone else”.

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