Moda sostenibile bellezza
Cosmetic,  Fashion/Moda,  Responsible life / Stile di vita resp.

Riscopriamo la nostra bellezza per un approccio più responsabile alla moda – 1a puntata

Italiano/English below

unknown.tiff Puoi ascoltare qui l’articolo: Prima puntata

La prima puntata del percorso con l’image coach Jessica Pellegrino tocca il tema delle motivazioni per cui acquistiamo vestiti. Prima di capire quali colori, stili, forme siano più indicate per valorizzare la nostra immagine, è importante iniziare dalle fondamenta comprendendo i meccanismi che portano a comprare (troppi) abiti che non ci fanno sentire a nostro agio, che buttiamo o lasciamo inutilizzati nell’armadio con insoddisfazione o frustrazione. Jessica ci aiuta a capire questi meccanismi, spiegandoci come sia possibile disattivarli per arrivare a creare un guardaroba che ci consenta di vestire felicemente, abbracciando una moda più slow. Se hai perso la puntata introduttiva, puoi leggerla qui: Riscopriamo la bellezza – 0

In ogni puntata troverai: le spiegazioni e i consigli di Jessica; suggerimenti riguardo libri, film o serie tv sull’argomento; esercizi da provare. Se hai domande o curiosità, clicca il bottone qui sotto per inviarcele. Buona lettura!

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Ciao Jessica, eccoci alla prima puntata di questo percorso insieme. Perché secondo te compriamo abiti, inteso oltre il necessario?

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“Abbiamo la tendenza di acquistare perché fondamentalmente stiamo acquistando un sogno, un’aspettativa, del tempo, non solo nell’ambito degli abiti.
Un esempio molto pratico può essere quando compriamo libri o DVD (anche se sono passati un po’ di moda): è come se in qualche modo stessimo acquistando il tempo per poterci dedicare a quella cosa in particolare, che sia la lettura di un libro o la visione di un film. Nel caso degli abiti andiamo ad acquistare del tempo per poterci concedere qualcosa e soprattutto andiamo ad acquistare un sogno. Significa che noi abbiamo delle aspettative verso i vestiti. Magari vorremmo sentirci più femminili o più adulte oppure vederci più giovani o più eleganti e curate. Il nostro sogno può essere quello di vederci in un certo modo, secondo il nostro ideale di bellezza che molto spesso coincide con quello che vediamo al di fuori. Questi input che riceviamo all’esterno possono essere: la collega ben vestita, l’influencer che ammiriamo, ciò che vediamo nelle riviste o in televisione. Abbiamo un ideale specifico legato a quello che vorremmo essere e a quello che ci piace. Questo gusto personale è influenzato da ciò che vediamo all’esterno e quindi creiamo i nostri ideali di bellezza, che corrispondono secondo noi a un determinato capo, un colore o un accessorio.
Può essere utile, ma il punto è che se non conosciamo noi stesse andiamo ad acquistare sulla base di quello che vediamo fuori, senza tener conto di quello che abbiamo noi e delle nostre caratteristiche. Acquistiamo tanti vestiti perché fondamentalmente non abbiamo ancora trovato quell’abito preciso che rispecchia non solo il nostro ideale, ma anche noi stesse, che ci fa guardare allo specchio sentendoci valorizzate come vorremmo. Per questo motivo arriva un senso di frustrazione a volte, perché acquistiamo senza essere consapevoli di quello che in realtà ci serve. E diventa un circolo vizioso da cui difficilmente riusciamo a uscire, soprattutto diventa un’abitudine: non facciamo più caso al fatto che stiamo acquistando per abitudine e non per necessità, non intesa come bisogno primario di coprirsi ma come bisogno di valorizzare se stessi. È solo con consapevolezza che si fanno invece acquisti più mirati“.

Cosa mi spinge a comprare ciò che non mi serve? Qual è il meccanismo che aziona questo comportamento dentro di me?

Acquisto ciò che non mi serve proprio perché non so esattamente che cosa mi serve. Noi siamo un insieme di elementi che compongono la nostra personalità. Abbiamo delle caratteristiche fisiche, alcune che vogliamo valorizzare, altre che magari non vogliamo valorizzare, è una scelta ed è importante non siano viste come difetti. Abbiamo anche un gusto da esaltare, ma soprattutto abbiamo una personalità da mostrare. Se questa personalità non emerge attraverso ciò che indossiamo, rischiamo di non sentirci a nostro agio pur valorizzando l’aspetto esteriore, perché c’è qualcosa che va a cozzare con quello che stiamo indossando.
Questo attrito che si crea tra la nostra personalità, quindi anche il nostro gusto personale, e quello che indossiamo non ci fa sentire adeguate. Come dicevo nella risposta alla prima domanda, questi meccanismi ci fanno acquistare in modo inconsapevole. Quello che ci spinge a comprare ciò che non ci serve è proprio il non essere consapevoli delle nostre caratteristiche, del nostro gusto personale e della nostra personalità. Non si crea una sorta di squadra tra questi tre elementi che fanno parte di noi, non si trova il connubio perfetto per sentirci valorizzate e soprattutto sentirci belle. Questo ci porta inevitabilmente a sentirci noi inadeguate perché non capiamo questo meccanismo. Oltre a creare un acquisto compulsivo, crea anche un forte calo di autostima che si ripercuote ovviamente non solo in quello che indossiamo, ma anche in quello che pensiamo di noi e di riflesso anche quello che penseranno gli altri”.

Magari riusciamo a resistere durante l’anno, poi arrivano i saldi… E compriamo di tutto, perché?

image coach fast fashion“Entra anche in gioco secondo me un meccanismo di ‘affare’: quando ritroviamo capi che prima avevano un prezzo e ora sono scontati, è come se fosse un’occasione imperdibile, perché una volta passato quel momento non accadrà più. Ho visto quel capo che mi piace tanto e lo voglio acquistare, so che se mi prendo del tempo per ripensarci poi viene esaurito e quindi non ho più la possibilità di accaparrarmelo, diventa una sorta di morbosità, nel volere quella cosa perché sai che altrimenti diventa proibita. Se dentro di noi stiamo facendo un affare giustifichiamo questo acquisto, oltre al capo in sé abbiamo il vantaggio di averlo pagato meno.
Secondo me si innesca per il semplice fatto che nasce dal bisogno profondo di volerci vedere belle davanti allo specchio, ma di non avere ancora gli elementi per sapere come fare. Perché nel momento in cui analizzo il mio guardaroba e vedo che cosa già all’interno mi valorizza, per colore, per figura e per stile, allora so se mi manca qualcosa da integrare. Non parlo di quanti pezzi dobbiamo avere nel guardaroba, che secondo me rimane un aspetto soggettivo. L’importante è che quello che c’è all’interno siano cose che noi utilizziamo“.

Compriamo tanto ma alla fine mettiamo sempre le stesse cose e la maggior parte degli acquisti resta nell’armadio, Jessica secondo te perché ci accade?

“Perché quegli abiti purtroppo non sono per noi, non ci rappresentano magari per stile, per figura o per colore, c’è qualcosa all’interno che non ci valorizza come dovrebbe e non ci piace, oppure rispecchia le nostre caratteristiche ma non ci fa sentire a nostro agio.
La domanda da farsi è ‘perché non sto indossando quel capo?’. Perché guardandomi allo specchio non mi valorizza? Perché mi vergognerei ad uscire? Bisogna andare alle motivazioni più profonde, per questo faccio anche coaching con il mio percorso Strong. Andiamo a lavorare sull’immagine interiore, su tutti quei meccanismi e convinzioni che noi abbiamo di fondo e che ci portano a non valorizzarci.
Per esempio, molte volte si parte da una convinzione come ‘nella mia città la gente non si veste in modo così particolare, sono tutti vestiti molto semplici e quindi indossando quella cosa particolare mi sento osservata’. Una risposta del genere può sembrare banale ma in realtà nasconde molto altro dietro. Posso garantirvi che ogni volta c’è una motivazione latente diversa. Questa frase me la sono sentita dire un sacco di volte, e me la sono detta anche io devo dire la verità, però le motivazioni che ci spingono a raccontarci questa cosa sono una diversa dall’altra.
Emergono aspetti dove non ci sentiamo a nostro agio e andiamo a capire il perché“.

Sono meccanismi duraturi e inscalfibili oppure è possibile cambiare? Possiamo fare qualcosa per migliorare anche solo un po’ o dobbiamo rassegnarci?

image coach fast fashion“Rispondo in maniera molto ferma e convinta che sì, è possibile cambiare! Però come per ogni cosa noi dobbiamo concederci il tempo per guardare alla nostra evoluzione. Tutte abbiamo vissuto un’esperienza di cambiamento, che può essere legata alla nostra crescita personale o ad altri aspetti della nostra vita. Nel momento in cui scatta dentro di noi quella voglia di cambiamento, abbiamo creato un percorso e stiamo facendo un passo verso l’inizio. Per questo sottolineo tanto l’importanza del coaching. Posso mostrarti in che modo puoi valorizzarti e farti vedere in quanti modi possibili puoi raggiungere i tuoi obiettivi di stile, posso crearti un guardaroba funzionale per il tuo stile di vita, le tue abitudini, la tua personalità, i tuoi colori e le tue caratteristiche fisiche, ma se non andiamo a lavorare su quello che c’è di latente avrai un armadio perfetto però ancora senza avere niente da mettere. Perché non riuscirai a utilizzare tutti quei vestiti o comunque non saprai esattamente come fare.
Nel momento in cui decidiamo di attuare questo cambiamento, non possiamo pensare di fare questo passaggio dall’oggi al domani”.

Ci fai un esempio di un miglioramento possibile?

“Un esempio molto semplice riguarda l’armocromia. Quando ho fatto l’analisi armocromatica mi hanno assegnato una palette colore e inserita nella stagione ‘inverno freddo’. Avevo tanti capi che non andavano bene, perché erano più colori caldi, quindi nella mia testa volevo toglierli tutti e ricomprare nel modo giusto. Non era però possibile, perché hai un guardaroba costruito negli anni e per quanto tu possa fare decluttering e attenzione periodica ai capi che utilizzi/non utilizzi non puoi integrare tutti i colori nella tua palette cromatica subito. La consapevolezza in questo caso è cercare di capire quali colori all’interno del nostro guardaroba sono nella nostra palette e quali non lo sono. Guarderemo questi ultimi uno per uno, per capire se li utilizziamo. Se sì, cerchiamo di trovare gli abbinamenti con colori che siano in palette, cerchiamo di mettere qualcosa vicino al viso che esalti il nostro valore, la nostra bellezza, un accessorio come un orecchino, un foulard o una collana. Se invece sono capi che non utilizziamo, li eliminiamo senza alcuna remora. Poi man mano che i tuoi capi non vanno più bene, perché per esempio si rovinano, li elimini acquistando qualcosa in palette.
Questo è un esempio di come posso aiutare gradualmente le persone, perché io stessa per prima ci sono passata“.

In cosa ci aiuta il coaching in questo caso?

“Con il coaching porto la persona a crearsi da sé delle abitudini che possono aiutarla ad integrare un passo alla volta nel percorso che faremo insieme. Partiamo dalle abitudini che vuole cambiare fino ad arrivare all’obiettivo.
image coach fast fashionPer esempio, se si desidera arrivare a integrare i capi non utilizzati, si fa un passo alla volta, ci sono esercizi precisi per aiutare a vedersi in modo diverso senza stravolgere completamente dall’oggi al domani l’attuale. La persona inizia ad abituarsi un pezzettino alla volta, piano piano. Un passo alla volta si sale la montagna. Se dal basso della pianura guardiamo la cima, scalare l’Everest ci sembra un obiettivo impossibile. Eppure se facciamo un pezzettino alla volta guardando ai piccoli step che ci creiamo per raggiungere la cima, quando arriveremo là sopra vedremo tutto il panorama: ci renderemo conto di quanta strada abbiamo fatto e soprattutto di quanto ne sia valsa la pena”.

Shopping compulsivo, shopping addiction e “binge shopping”: come faccio a capire se mi sto spingendo oltre?

“Lo capiamo dal nostro armadio: quando vedo che è strapieno di cose, non ho avuto ancora l’occasione di utilizzare tutti quei capi e penso di non avere nulla da mettere. Guardare il nostro guardaroba ci aiuta a capire che tipo di abitudini di acquisto abbiamo. Se ci sono capi di cui non ricordiamo nemmeno l’esistenza è già un segnale. Anche se facciamo decluttering spesso, vuol dire che stiamo eliminando spesso capi che sono magari nuovi. Ce ne accorgiamo anche quando ci rendiamo conto di aver fatto uno shopping dettato dall’istinto momentaneo di compensare un bisogno, perché molto spesso l’acquisto serve anche a compensare un bisogno latente che arriva da altri ambiti. Ho bisogno magari di sentirmi amata, di sentirmi accettata, di farmi notare, di sentirmi come gli altri, sono tante le sfaccettature per cui decidiamo di acquistare. È per questo che rimarco ancora il concetto dell’importanza del coaching per lavorare sull’immagine interiore”.

Tu acquistavi tanto? Se sì, sei riuscita a cambiare?

“Arrivo da un vissuto dove ho perso molto peso, come dicevo già nella scorsa puntata, e questo mi ha portato ovviamente ad acquistare un sacco di capi. Mi sono sbizzarrita, perché quando porti una taglia 40-42 e non sei abituata perché avevi una taglia molto molto più grande, ti porta a volerti sbizzarrire. Avevo questa abitudine, il sabato mattina all’apertura dei centri commerciali andavo a farmi un giro da sola. Compravo un po’ di cose nuove, mi coccolavo: per me quello era diventato il mio comfort, la mia coccola.

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Può anche andar bene, però se fatto in maniera consapevole e soprattutto non nella quantità in cui lo facevo io, mi sono trovata ad acquistare tanto. Prima ero un’impiegata amministrativa per una ditta individuale, avevo una forte pressione lavorativa e soprattutto ero sottopagata e non venivo considerata dal mio titolare, mi trattava male, mi umiliava davanti alle persone. Avevo creato un meccanismo dentro di me, per cui non rispondevo, perché mi dicevo ‘Se uso il mio carattere come faccio di solito e ribatto a quello che mi viene detto per far valere le mie ragioni, vengo licenziata’. Racconto tutto questo perché ho scoperto tramite il coaching le dinamiche di acquisto che mi ero creata: questa frustrazione lavorativa, questo mio non parlare e lasciare che gli altri mi difendessero. Mi difendevano persone che lavoravano per l’azienda e vedevano questa ingiustizia. Però il problema è che non mi difendevo io da sola e soprattutto non chiedevo aiuto. Questa insoddisfazione mi ha portato a voler compensarla con l’acquisto. Avevo tanti capi e armadi pieni e strapieni di cose, molte delle quali non ricordavo magari neanche di aver acquistato. Era diventato proprio un conforto che io mi creavo anziché affrontare la situazione come andava affrontata. Sono riuscita a cambiare iniziando questo percorso di consulenza di immagine e poi ho iniziato a essere io quella professionista, sono stata scelta da chi aveva tenuto il corso all’epoca e mi sono lanciata. È diventata la mia professione e ne sono molto felice, perché ho uno scopo ben preciso: aiutare le donne. Mi sono creata io un metodo per lavorare sulla propria immagine integrando appunto il coaching, attualmente non esiste in Italia o all’estero. Mi piace il fatto che sia esclusivo e diverso da quel che si vede in giro”.

Libri, film, serie tv che Jessica consiglia
  • You are what you wear (serie)
  • Per restare più sul frivolo, per ricordarci che questo amore che abbiamo per gli abiti può essere un amore folle ma può essere anche consapevole e quindi non per forza malato e ossessivo, Sex and the City (serie)
  • Bold Type (serie)
  • Making the cut (serie)
  • Il diavolo veste Prada (film)
Due esercizi per osservare il tuo armadio:
  1. Gira i tuoi vestiti alla rovescia nell’armadio. Man mano che li usi, rimettili sul dritto. Dopo 6 mesi verifica quanti sono ancora alla rovescia.
  2. Scrivi una lista di ciò che hai acquistato di abbigliamento negli ultimi 6 mesi. Quante maglie? Quanti pantaloni? Quante gonne? Quanti abiti? Quante scarpe?

(Foto: Drew Graham, Alexander Kovacs, Artem Beliaikin, Aaron Burden, Michael Cummins da Unsplash)

Dove puoi trovare Jessica Pellegrino:

– Corsi https://jpacademy.teachable.com/?affcode=173147_5izhjbfb
– Sito https://www.jessicapellegrino.com/
– FB https://www.facebook.com/jessicapellegrinoimagestylist/
– IG https://www.instagram.com/jessicapellegrinoimagestylist/
– YouTube www.youtube.com/channel/UCQpRucUm1V0BE5b7Yk5vhEw?
– Spreaker https://www.spreaker.com/user/jessicapellegrino

Jessica Pellegrino

English – Rediscover your beauty for a more responsible approach to fashion – First episode

The first episode of the journey with the image coach Jessica Pellegrino touches on the theme of the reasons why we buy clothes. Before understanding which colors, styles, shapes are most suitable to enhance our image, it is important to start from the foundations by understanding the mechanisms that lead to buying (too many) clothes that do not make us feel at ease, that we throw or leave unused in the closet with dissatisfaction or frustration. Jessica helps us understand these mechanisms, explaining how it is possible to deactivate them to create a wardrobe that allows us to dress happily, choosing a slower fashion. If you missed the introductory episode, you can read it here: Rediscover your beauty – 0

In each episode you will find: Jessica’s explanations and advice; her suggestions regarding books, films or TV series on the subject; an exercise to try. If you have questions or curiosities, click the Botton below to send them to us. Enjoy the reading!

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Hi Jessica, here we are at the first episode of this journey together. Why do you think we buy clothes, understood beyond what is necessary?

“We have a tendency to buy because basically we are buying a dream, an expectation, time, not only in the context of clothes.
A very practical example can be when we buy books or DVDs (even if they have gone out of fashion): it is as if we were somehow buying the time to be able to dedicate ourselves to that particular thing, whether it is reading a book or watching a movie. In the case of clothes we are going to buy some time to be able to give ourselves something and above all we are going to buy a dream. It means that we have expectations for clothes. Maybe we would like to feel more feminine or more adult or to see ourselves younger or more elegant and an orderly appearance. Our dream may be to see ourselves in a certain way, according to our ideal of beauty which very often coincides with what we see outside. These inputs that we receive externally can be: the well-dressed colleague, the influencer we admire, what we see in magazines or on television. We have a specific ideal linked to what we would like to be and what we like. This personal taste is influenced by what we see outside and therefore we create our beauty ideals, which in our opinion correspond to a certain garment, a color or an accessory. It may be useful, but the point is that if we do not know ourselves, we go to buy on the basis of what we see outside, regardless of what we have and our characteristics. We buy many clothes because basically we have not yet found that precise dress that reflects not only our ideal, but also ourselves, which makes us look in the mirror feeling valued as we would like. For this reason, a sense of frustration sometimes comes, because we buy without being aware of what we actually need. And it becomes a vicious circle from which we can hardly get out, above all it becomes a habit: we no longer pay attention to the fact that we are buying out of habit and not out of necessity, not intended as a primary need to cover ourselves but as a need to enhance oneself. With awareness, more targeted purchases are made“.

What drives me to buy what I don’t need? What is the mechanism that activates this behaviour inside me?

I buy what I don’t need because I don’t know exactly what I need. We are a set of elements that make up our personality. We have physical characteristics, some that we want to enhance, others that maybe we don’t want to enhance, it is a choice and it is important that they are not seen as defects. We also have a taste to accent, but above all we have a personality to show. If this personality does not emerge through what we wear, we risk not feeling comfortable while enhancing the external appearance, because there is something that collides with what we are wearing.
This friction that is created between our personality, therefore also our personal taste, and what we wear does not make us feel adequate. As I said in the answer to the first question, these mechanisms make us buy unconsciously. What drives us to buy what we don’t need is not being aware of our characteristics, our personal taste and our personality. You don’t create a sort of team between these three elements that are part of us, you don’t find the perfect combination to feel valued and above all feel beautiful. This inevitably leads us to feel inadequate because we don’t understand this mechanism. In addition to creating a compulsive purchase, it also creates a strong drop in self-esteem which obviously affects not only what we wear, but also what we think of us and consequently also what others will think”.

Maybe we can resist during the year, then the sales come … And we buy everything, why?

“In my opinion, a ‘bargain’ mechanism also comes into play: when we find items that previously had a price and are now discounted, it is as if it were an unmissable opportunity, because once that time has passed, that moment will never happen again. I have seen that garment that I like so much and I want to buy it, I know that if I take time to think about it then it is sold out and therefore I no longer have the chance to grab it. It becomes a sort of morbidity, in wanting that thing because you know that otherwise it becomes prohibited. If we are making a deal within us, we justify this purchase, in addition to the garment itself, we have the advantage of having paid less.
In my opinion, it is triggered by the simple fact that it arises from the deep need to want to see ourselves beautiful in front of the mirror, but not yet having the elements to know how to do it. Because when I analyze my wardrobe and see what already enhances me inside, by color, figure and style, then I know if I am missing something to integrate. I’m not talking about how many pieces we must have in the wardrobe, which in my opinion remains a subjective aspect. The important thing is that what is inside are things that we use“.

I buy a lot but in the end I always put the same things and most of the purchases remain in the closet, why?

“Because unfortunately those clothes are not for us, perhaps they do not represent us by style, figure or color, there is something inside that does not enhance us as we should and we do not like, or reflects our characteristics but does not make us feel at ease.
The question to ask is ‘why am I not wearing that garment?’. Why doesn’t  enhance me when I look at me in the mirror? Because I would be ashamed to go out? You have to go to the deepest motivations, that’s why I also coach with my Strong path. We work on the inner image, on all those mechanisms and beliefs that we have at heart and that lead us not to value ourselves.
For example, many times we start from a belief that ‘in my city people don’t dress in such a particular way, they dress with all very simple clothes and therefore wearing that particular thing I feel observed’. Such an answer may seem trivial but in reality it hides much more inside. I can guarantee you that every time there is a different latent motivation. I’ve heard this phrase a lot of times, and I’ve said it to myself too, I have to tell the truth, but the reasons that drive us to tell us this thing are different from each other. Aspects emerge where we do not feel comfortable and go to understand why“.

Are they long lasting and unshakeable mechanisms or is it possible to change? Can we do something to improve even just a little or do we have to resign ourselves?

“I answer very firmly and sure that yes, it is possible to change! But as with everything, we must take the time to look at our evolution. We have all lived through an experience of change, which can be linked to our personal growth or to other aspects of our life. The moment that desire for change takes place within us, we have created a path and are taking a step towards the beginning. This is why I emphasize the importance of coaching. I can show you how you can enhance yourself and show you how many ways you can achieve your style goals, I can create a functional wardrobe for your lifestyle, your habits, your personality, your colours and your physical characteristics , but if we do not go to work on what is latent you will have a perfect wardrobe but still without having anything to dress. Because you will not be able to use all those clothes or in any case you will not know exactly how to do it.
The moment we decide to implement this change, we cannot think of making this transition overnight”.

Can you give us an example of a possible improvement?

“A very simple example concerns armocromia. When I did the achromatic analysis, they assigned me a color palette and inserted in the ‘cold winter’ season. I had many garments that didn’t go well, because they were more warm colors, so in my head I wanted to take them all off and buy them in the right way. It was not possible, however, because you have a wardrobe built over the years. And as much as you can declutter and periodically pay attention to the items you use/don’t use, you cannot integrate all the colours in your color palette right away. The awareness in this case is to try to understand which colours in our wardrobe are in our palette and which are not. We will look at the latter one by one, to understand if we use them. If yes, we try to find the combinations with colors that are in the palette, we try to put something close to the face that enhances our value, our beauty, an accessory such as an earring, a scarf or a necklace. If, on the other hand, they are garments that we do not use, we eliminate them without any hesitation. Then as your clothes no longer go well, because for example they were ruined, you eliminate them by buying something in pallets.
This is an example of how I can help people gradually, because I lived through this first“.

How does coaching help us in this case?

“With coaching I bring the person to create his/her own habits that can help him/her integrate one step at a time in the path we will take together. Let’s start with the habits she wants to change until she reaches the goal.
For example, if you want to integrate unused garments, you go one step at a time, there are precise exercises to help you see yourself in a different way without completely disrupting overnight the current. The person begins to get used to a little bit at a time, slowly. One step at a time you climb the mountain. If we look at the top from the bottom of the plain, climbing Everest seems like an impossible goal. Yet if we take a small piece at a time looking at the small steps that we create to reach the top, when we get there we will see the whole panorama: we will realize how far we have gone and above all how much it was worth it”.

Compulsive shopping, shopping addiction and “binge shopping”: how can I understand if I am crossing the line?

“We understand it from our closet: when I see that it is full of things, I have not yet had the opportunity to use all those clothes and I think I have nothing to put on. Looking at our wardrobe helps us understand what kind of shopping habits we have. If there are garments that we don’t even remember the existence, this is already a signal. Even if we do decluttering often, it means that we are often eliminating garments that are perhaps new. We also become aware of this when we realize that we have made a shopping dictated by the momentary instinct to compensate for a need, because very often the purchase also serves to compensate for a latent need that comes from other areas. Maybe I need to feel loved, to feel accepted, to be noticed, to feel like the others, there are many facets for which we decide to buy. This is why I still emphasize the concept of the importance of coaching to work on the inner image”.

Did you buy a lot? Were you able to change?

“I come from a past where I lost a lot of weight, as I said already in the last episode, and this obviously led me to buy a lot of clothes. I have indulged my self, because when you wear a size 40-42 and you are not used to it because you had a much much larger size, it leads you to want to indulge yourself. I had this habit, on Saturday morning when the shopping centers opened I went for a ride alone. I bought some new things, I pampered myself: for me that had become my comfort, my pampering.

It may also be fine, but if done consciously and especially not in the quantity in which I did it. I found myself buying a lot. Before I was an administrative employee for a sole proprietorship, I had a strong work pressure and above all I was underpaid and I was not considered by my owner, he treated me badly, humiliated me in front of people. I had created a mechanism inside me, for which I did not respond, because I said to myself: ‘If I use my character as I usually do and I reply to what I am told to assert my reasons, I will be fired’. I tell all this because I discovered through coaching the purchasing dynamics that I had created: this frustration at work, this my not speaking and letting others defend me. People who worked for the company defended me and saw this injustice. But the problem is that I didn’t defend myself and above all I didn’t ask for help. This dissatisfaction led me to want to compensate it with the purchases. I had many clothes and wardrobes full and overfull of things, many of which I didn’t even remember buying. It had become a comfort that I created instead of facing the situation as it had to be faced. I managed to change by starting this path of image consultancy and then I started to be the professional one, I was chosen by those who had held the course at the time and I launched myself. It has become my profession and I am very happy about it, because I have a specific purpose: to help people. I created a method for working on your image by integrating coaching, currently it does not exist in Italy or abroad. I like the fact that it is exclusive and different from what you see around”.

Books, film, tv series suggested by Jessica:
  • You are what you wear (series)
  • To stay more frivolous, to remind us that this love we have for clothes can be a crazy love but it can also be aware and therefore not necessarily sick and obsessive, Sex and the City (series)
  • Bold Type (series)
  • Making the cut (series)
  • The devil wears Prada (movie)
Two exercises to observe your closet:
  1. Turn your clothes back side in the closet. As you use them, put them back on the front side. After 6 months, check how many are still upside down.
  2. Write a list of the clothes you have bought in the past 6 months. How many tops? How many pants? How many skirts? How many dresses? How many shoes?
Where you can find Jessica Pellegrino:

– Courses https://jpacademy.teachable.com/?affcode=173147_5izhjbfb
– Website https://www.jessicapellegrino.com/
– FB https://www.facebook.com/jessicapellegrinoimagestylist/
– IG https://www.instagram.com/jessicapellegrinoimagestylist/
– YouTube www.youtube.com/channel/UCQpRucUm1V0BE5b7Yk5vhEw?
– Spreaker https://www.spreaker.com/user/jessicapellegrino

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