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Vita da Dress ECOde: sull’onda dell’articolo riguardo al Sashiko

Italiano/English below

unknown.tiff Puoi ascoltare qui l’episodio: Vita da Dress ECOde – Sashiko

Scrivendo l’articolo (che puoi trovare qui) sull’antica tecnica del Sashiko adottata dalle moderne pratiche di moda sostenibile, avevo deciso di provare in prima persona ad applicarla. Improvvisamente si è infatti accesa una lampadina e mi è sembrata l’idea perfetta per quei jeans chiari accantonati nell’armadio da 10 (15?) anni, in qualche lavaggio sbiaditi vicino al ginocchio. Capita anche a te di non accettare di rinunciare a un capo a cui tieni? Il modello, il colore, il tessuto jeans leggero, mi piacevano troppo per rassegnarmi a non indossarli più. Sono rimasti lì in attesa di un’idea. Ed è arrivato il Sashiko.

Perché non provare? L’alternativa sarebbe stata mantenerli inutilmente nel guardaroba. Su quell’azzurro rilassante, le punte di bianco erano un richiamo alle onde del mare. Così nelle serate di blocco forzato per il Covid-19, pian piano ha preso forma uno scorcio di mare, affiancando punto dopo punto, filo dopo filo, tre sfumature di blu. 

Chiedo scusa agli esperti maestri presenti e passati di Sashiko per l’imperfezione, per la rozzezza dei punti e le geometrie sgangherate, abbozzate a mano con imprecisione. Il desiderio di arrivare alla fine e di recuperare finalmente quei pantaloni mi ha tenuto compagnia nelle serate casalinghe, con un po’ di suggestione immedesimandomi nelle antiche riparatrici di indumenti lisi che nelle buie sere d’inverno pazientemente muovevano il tessuto intorno all’ago da ricamo. 

Ora sono pronti per la stagione di onde, mare e pesciolini sott’acqua.


English – Dress ECOde’s lifestyle: on the wave of the article about Sashiko

By writing the article (which you can find here) on the ancient Sashiko technique adopted by modern sustainable fashion practices, I decided to try it firsthand. Suddenly it all clicked and it seemed to me the perfect idea for those light jeans set aside in the closet for 10 (15?) years, in some washing faded near the knee area. Does it also happen to you to not accept to give up on a garment you care about? The model, the color, the light denim fabric, I liked too much to resign myself to not wearing them anymore. They stood there waiting for an idea. And Sashiko has arrived.

Why not try it? The alternative would have been to keep them unnecessarily in the wardrobe. On that relaxing blue, the white points were a reference to the waves of the sea. So on the evenings of forced lockdown for Covid-19, a glimpse of the sea slowly took shape, placing side by side three shades of blue point after point, thread after thread.

I apologize to experienced current and past Sashiko masters, for the imperfection, for the roughness of the stitches and the unrefined geometries, sketched by hand with inaccuracy. The desire to arrive to the end and finally recover those trousers stayed with me in the home evenings, with a bit of suggestion identifying myself in the old repairers of threadbare clothes who on the dark winter evenings patiently moved the fabric around the embroidery needle.

Now they are ready for the season of waves, sea and underwater minnows.

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