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Brand in focus – Gli abiti per bambini colorati, pop e moderni di Bananamama

Italiano/English below

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Puoi ascoltare qui l’articolo: Bananamama (Brand in focus)

Brand in focus è un ciclo di interviste realizzate per Sfashion-net*, nostro partner nella diffusione di una moda alternativa al fast fashion. Per loro intervistiamo Elisa Cardinali di Bananamama: “Sono le mani e la testa dietro Bananamama“. Abbiamo scelto di raccontare la storia di questo marchio per bambini perché ci sono piaciuti l’attenzione ai materiali utilizzati e  i colorati e divertenti motivi dei capi. Ti lasciamo scoprire nell’intervista la filosofia, la storia e i materiali di questo marchio.

Ciao Elisa, ci sono piaciuti molto gli abiti che crei, quale tipo di capi hai deciso di realizzare?

“Con la mia piccola micro-impresa mi sono concentrata sul realizzare abiti dal taglio basic che con piccoli accorgimenti possono essere utilizzati per periodi più lunghi rispetto ai classici vestiti dal fitting usa-e-getta“.

Bananamama sceglie con molta attenzione i tessuti, abbiamo visto che sono biologici certificati GOTS. Com’è nato il tuo brand e perché questa scelta?

Bananamama nasce dall’unione di due esigenze: quella di divertirmi e quella di creare per la mia ‘lil monkey’ (ossia mia figlia!) abiti che non fossero troppo rosa-cuore-amore e scintillii, ma neanche che la facessero apparire una ‘piccola donna’. La mia passione verso la macchina da cucire ha probabilmente avuto inizio quando da bambina giocavo a Giralamoda (fantastico gioco anni ’80 per creare disegni di modelli e abbinare vestiti) e schifavo i pattern coi fiori.
Ho iniziato con il cotone biologico certificato GOTS per semplice esigenza, non è stata una scelta dettata da etica ecologista o altro. Mia figlia aveva la dermatite, non si trovava una soluzione. Erano i tessuti. E allora in maniera molto normale, come farebbe ognuno di noi, mi sono messa a far ricerca. Sul sito di Greenpeace ho trovato degli studi scientifici legati ai coloranti industriali e alle componenti di alcune fibre sintetiche che rilasciano sostanze nocive sulla pelle. I marchi di abbigliamento per bambini coinvolti in uso di sostanze nocive mi hanno lasciata completamente disarmata. Era un mondo che non conoscevo e per me assolutamente inesplorato.
Qualche tempo dopo, in una catena di low cost e fast fashion, mi ritrovo tra le mani un cartellino, che ho pubblicato su Instagram il 2 AGOSTO 2017.
Ah, la memoria digitale, quale fantasmagorica invenzione!
La nota catena di abbigliamento avvisava in tutte le lingue del mondo di fare attenzione: un bel pittogramma mostrava in modo inequivocabile che il capo in questione avrebbe potuto macchiare il divano. IL DIVANO? SIAMO SERI?
Ecco. Questo è il motivo per cui scelgo GOTS. Perché fortunatamente in Europa abbiamo delle normative che ci tutelano, dei criteri riguardo la tutela di alcuni principi che NON DEVONO ESSERE CONSIDERATI UN LUSSO“.

Elisa, cosa ti ha ispirato a scegliere questo tipo di design per creare abbigliamento per bambini?

“La scelta del cotone biologico è stata la scelta naturale del mio stile di vita di tutti i giorni: uno sguardo pop e moderno che sia completamente rispettoso dell’ambiente, soprattutto dopo aver dovuto affrontare pesanti dermatiti della sopracitata ‘lil monkey’: questo problema faceva a pugni con la mia totale avversione del beige sui bimbi. Questo mi ha spinta a ricercare… e poi la folgorazione per le fabbriche di tessuti nordeuropee! Questi tessuti hanno unito il mio desiderio di creare un connubio tra eco & cool: sono colorati, biologici, hanno disegni divertenti e sono perfetti per i più piccoli“.

Qual è secondo te l’aspetto più importante di Bananamama?

Bananamama è un modo di esprimermi e un augurio che faccio ai piccoli: ‘VESTITEVI E DIVERTITEVI’ senza dimenticare mai di rispettare il posto in cui viviamo! LOVE EARTH & HAVE FUN‘. Con i vestiti per bambini voglio dare un segnale, far prendere forma alla visione del mondo che vorrei. Per disegnare il mondo come piace a me, bisogna ripartire dalle basi, dando consapevolezza a ogni gesto che accompagnerà i cittadini del futuro”.

È un messaggio molto bello, Elisa. Non possiamo che trovarci d’accordo con te, il nostro slogan è “Vestire felicemente green ed etico”! Riguardo alla sostenibilità, in quali aspetti Bananamama si impegna?

Per me la sostenibilità ecologica è la base di tutta la ricerca che faccio. Sono consapevole del grande dispendio di acqua prodotto dalla lavorazione del cotone. Riduco la quantità di materiali che diverranno futura spazzatura creando e pensando dei modelli che durino nel tempo e non siano il classico usa-e-getta dei vestiti per bambini, utilizzando cotoni che, oltre a essere assolutamente sicuri per la pelle dei bambini, resistono ottimamente agli innumerevoli cicli di lavaggio che qualsiasi capo per bambini subisce.
Utilizzo da sempre packaging compostabili per i market e da questo inverno, quindi per la collezione in uscita, i cotoni biologici verranno affiancati a tessuti di origine naturale di rimanenze del made in Italy, così da dare una nuova visione a quello che per i grandi brand può essere considerato scarto”.

2 prodotti del tuo brand che hanno un significato speciale per te: quali sono e perché?

“Il vestito smanicato è un modello su cui ho lavorato tanto e che amo molto. Sono riuscita a creare un modello che l’anno successivo, tenendo conto della crescita rapidissima che hanno i bambini, possa essere utilizzato come canotta senza problemi né di busto né di giromanica.
Poi le felpe girocollo. Sono in assoluto il mio capo preferito, un taglio ultra lineare che mi permette di sbizzarrirmi con stampe e abbinamenti cromatici azzardati, come ad esempio le mie felpe ispirate alla meravigliosa Yayoi Kusama”.

 

Elisa, cosa ne pensi del fare rete con altre micro-imprese?

“Riguardo alla possibilità di fare rete tra micro-imprese il mio pensiero è molto chiaro. Ci deve essere necessariamente una visione comune, una sorta di scintilla e non intendere la rete come un mutualistico gruppo di autoaiuto. Fare impresa e ‘tenere botta’ in questo periodo richiede uno sforzo di visione che va oltre, soprattutto se si è micro”.

Sito: https://www.bananamama.it/

Facebook: https://www.facebook.com/labananamama/

Instagram: https://www.instagram.com/labananamama/

* Sfashion-net è un portale che raccoglie brand, progetti e micro imprese della moda critica, con lo scopo di dare loro visibilità, di diffondere in maniera concreta un’alternativa reale al consumo del fast fashion e di creare una rete, una community coesa e attiva di realtà che, pur restando indipendenti fra loro, possano conoscersi, entrare in contatto, sviluppare strategie e progetti condivisi. Inoltre i brand possono fruire di consulenze, formazione e servizi dedicati alla loro tipologia di impresa.


English – Brand in focus – Bananamama’s colorful, pop and modern children clothes

Brand in focus is a series of interviews made for Sfashion-net*, our partner in the diffusion of an alternative to fast fashion. For them we interview Elisa Cardinali of Bananamama: “I’m the hands and the head behind Bananmama“. We chose to tell the story of this Italian brand of sustainable children’s clothing because we liked the attention to the materials used and the colorful and fun patterns of the garments. We let you discover the philosophy, history and materials of this brand in the interview.

Hi Elisa, we really like the clothes you create, what kind of garments have you decided to make?

“With my small micro-business I concentrated on making basic cut clothes that with small tricks can be used for longer periods than the classic disposable fitting clothes”.

Bananamama chooses the fabrics very carefully, we have seen that they are GOTS certified and organic. How was your brand born and why this choice?

Bananamama was born from the union of two needs: that of having fun and that of creating for my ‘lil monkey’ (that is my daughter!) clothes that were not too pink-heart-love and sparkles, but not even that made her appear a ‘little woman’. My passion for the sewing machine probably began when as a child I played Giralamoda (a fantastic 1980s game for creating pattern designs and matching clothes) and I disliked patterns with flowers.
I started with GOTS certified organic cotton for simple need, it was not a choice dictated by ecological ethics or anything else. My daughter had dermatitis, no solution could be found. It was the fabrics. And then in a very normal way, as any of us would do, I started doing research. On the Greenpeace website I found scientific studies related to industrial dyes and the components of some synthetic fibers that release harmful substances on the skin. The children’s clothing brands involved in the use of harmful substances have left me completely unarmed. It was a world I did not know and for me absolutely unexplored.
Some time later, in a low cost and fast fashion retailer, I find myself holding a tag, which I posted on Instagram on 2 August 2017.
Ah, digital memory, what a phantasmagoric invention!
The well-known clothing retailer warned in all languages ​​of the world to be careful: a nice pictogram showed unequivocally that the garment in question could stain the couch. THE COUCH? ARE WE SERIOUS?
Here it is. This is why I choose GOTS. Fortunately, in Europe we have regulations that protect us, criteria regarding the protection of some principles that SHOULD NOT BE CONSIDERED A LUXURY“.

Elisa, what inspired you to choose this type of design to create children’s clothing?

“The choice of organic cotton was the natural choice of my everyday lifestyle a pop and modern look that is completely respectful of the environment, especially after having had to face heavy dermatitis of the aforementioned ‘lil monkey: this problem was a punches with my total aversion to beige on babies. This prompted me to research… and then the shock of the North European fabric factories! These fabrics have united my desire to create a combination of eco & cool: they are colourful, organic, have fun designs and are perfect for the little ones“.

What do you think is the most important aspect of Bananamama?

“Bananamama is a way of expressing myself and a wish I give to the little ones: ‘DRESS AND HAVE FUN’ without ever forgetting to respect the place we live in! LOVE EARTH & HAVE FUN’. With children’s clothes I want to give a signal, to make the vision of the world I want to take shape. To design the world as I like it, we need to start from the basics, giving awareness to every gesture that will accompany the citizens of the future”.

It’s a very nice message, Elisa. We can only agree with you, our slogan is “Dress happily green and ethical”! Regarding sustainability, in which aspects does Bananamama commit itself?

For me ecological sustainability is the basis of all the research I do. I am aware of the large waste of water produced by the processing of cotton. I reduce the amount of materials that will become future garbage by creating and thinking of models that last over time and are not the classic disposable clothing for children, using cottons that, in addition to being absolutely safe for children’s skin, are extremely resistant to countless cycles of washing that any children’s garment undergoes.
I have always used compostable packaging for the markets and from this winter, therefore for the upcoming collection, organic cottons will be combined with fabrics of natural origin from made in Italy leftover, so as to give a new vision to what for the big brands it can be considered waste”.

2 products of your brand that have a special meaning for you: what are they and why?

“The sleeveless dress is a model that I have worked on a lot and that I love very much. I was able to create a model that the following year, taking into account the very rapid growth that children have, can be used as a tank top without torso or armhole problems.
Then the crewneck sweatshirts. They are by far my favorite garment, an ultra linear cut that allows me to indulge myself with daring prints and color combinations such as my sweatshirts inspired by the wonderful Yayoi Kusama”.

Elisa, what do you think about networking with other micro-enterprises?

“My thoughts are very clear about the possibility of networking between micro-enterprises. There must necessarily be a common vision, a kind of spark and not understand the network as a mutualistic self-help group. Doing business and ‘holding on’ in this period requires an effort of vision that goes beyond, especially if you are micro”.

Website: https://www.bananamama.it/

Facebook: https://www.facebook.com/labananamama/

Instagram: https://www.instagram.com/labananamama/

* Sfashion-net is a portal that brings together brands, projects and micro-enterprises of critical fashion, with the aim of giving them visibility, of spreading a real alternative to fast fashion consumption and of creating a network, a cohesive and active community in realities that, while remaining independent from each other, can get to know each other, come into contact, develop shared strategies and projects. Furthermore, brands can benefit from consultancy, training and services dedicated to their type of business.

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