Artigianato,  Circular economy,  Companies / Aziende,  Dove acquistare,  Fashion/Moda,  Handicraft,  Recycling/Riciclo,  Upcycling/Riuso

Le sneakers di Peterson+Stoop: la riparazione diventa alta moda

Puoi ascoltare qui l’articolo: Peterson+Stoop

L’incontro con il brand di calzature Peterson+Stoop ci ha fatto riflettere su un aspetto molto importante dello spreco nell’industria della moda. In Italia si prevede che il mercato delle sneakers crescerà oltre il 3,4% tra il 2020 e il 2025. Secondo un report dell’istituto di ricerca Eurispes, il 37% degli italiani acquista un nuovo paio di calzature ogni 3 mesi: numeri notevoli che ci fanno capire quanto sia rilevante parlare di produzione e consumo di scarpe in un’ottica sostenibile.

Oltre alle calzature che vanno a finire nelle discariche alla fine del ciclo di vita, durante la fase della concia l’industria calzaturiera produce scarti significativi. In particolare:

  • polvere, sfridi e ritagli di pelle, cuoio, materiali polimerici e tessuti;
  • collanti e solventi;
  • imballaggi (scatolame e bidoni), in parte pericolosi perché utilizzati per il contenimento di sostanze chimiche.

La storia di Peterson+Stoop, marchio olandese tutto al femminile fondato da Jarah Stoop e Jelske Peterson, si basa proprio sul concetto di ridare una nuova esistenza alle sneakers buttate, non solo salvandole dalla discarica ma accrescendone il valore. Trovano infatti una seconda vita nel settore dell’alta moda calzaturiera, grazie all’applicazione di suole in gomma TPU riciclabile e a un nuovo design fatto di pelle vegana e sughero.

Abbiamo intervistato Jelske durante un piccolo momento di pausa dal suo lavoro, nello studio a ridosso del porto di Amsterdam.

Partiamo dal principio della vostra storia, quando e dove vi siete conosciute tu e Jarah?

“Ci siamo conosciute nella scuola d’arte di Amsterdam. Jarah era al terzo anno ed era seduta al comitato per i nuovi arrivati. Grazie a lei, e ad altre persone del comitato, sono entrata nella scuola”.

Com’è iniziato il vostro progetto? Da cosa è cominciato e qual è stata la vostra visione?

“Dopo aver finito la scuola, e dopo che Jarah si è laureata al Royal College of Art di Londra, abbiamo deciso di condividere uno studio in cui potessimo lavorare ai nostri progetti individuali. Ovviamente abbiamo parlato molto dei nostri obiettivi lavorativi e carriera in generale. Dopo avere lavorato insieme a un incarico per Heineken, in cui abbiamo progettato e prodotto una scarpa per l’azienda, abbiamo deciso di unire le forze perché abbiamo capito da subito che collaborare tra noi avveniva in modo molto naturale”.

Da dove avete tratto l’ispirazione per questa vostra idea?

“Abbiamo preso ispirazione dalle pratiche calzaturiere artigianali olandesi. Ho lavorato per un calzolaio di fascia alta per 7 anni, sono stata molto influenzata dal lavoro svolto lì e ho deciso di portarlo in questo progetto con Jarah. Mi sono posta domande come ‘Dove una scarpa tende a rompersi più spesso? Come posso creare e progettare una calzatura che risolva questo problema?”.

Quali sono i materiali e i tessuti che utilizzate per la creazione delle scarpe? 

“Utilizziamo solamente pelle vegana, che viene conciata senza l’utilizzo di materiali chimici. Con il supporto del Worth Project (contest che dà annualmente sussidi ai migliori design innovativi in Europa) e della Commissione Europea, siamo riuscite a creare le nostre suole in collaborazione con una fabbrica spagnola. Le producono per noi in gomma TPU, un materiale completamente riciclabile“.

 

Dove trovate le scorte di sneakers necessarie per soddisfare la domanda dei clienti?

“Le nostre scarpe usate provengono principalmente da un centro di smistamento in Polonia, ma compriamo anche da siti di abbigliamento vintage e di seconda mano come Vinted”.

Dove state riscontrando maggior successo e interesse?

“Da quando abbiamo iniziato nel 2018, il Giappone è decisamente il mercato dove stiamo riscontrando il più grande successo per le nostre scarpe. Realizziamo quasi l’80% della nostra vendita all’ingrosso a Tokyo”.

Quali sono gli aspetti sostenibili che supportate maggiormente?

“La riparazione. Jarah e io crediamo fortemente che se un prodotto viene creato in modo tale da essere riparabile, allora può durare una vita, e questo lo rende sostenibile”.

Qual è la cosa più facile e la più difficile del vostro lavoro?

“Sicuramente una delle cose più facili del nostro lavoro, dato che è anche la nostra passione e ideologia, è quella di continuare a lavorare con resilienza. La cosa più difficile invece, data la situazione mondiale attuale e le continue sfide dell’artigianato, è quella di continuare a lavorare e ad aver lavoro!

Cosa c’è nel futuro del vostro brand?

“Speriamo la crescita! Il problema principale che abbiamo in questo momento è quello di trovare più fonti per reperire scarpe di seconda mano, così da espanderci più velocemente e diffondere la nostra presenza nel mondo nel lungo termine”.

Riccardo Zazzini

Sito: https://petersonstoop.com

Instagram: https://www.instagram.com/petersonstoop/

Facebook: https://www.facebook.com/peterson.stoop.design

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

dodici − 5 =