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Vita da Dress Ecode – App collegate alla sostenibilità: cibo e dating

Puoi ascoltare qui l’articolo: Cibo e Dating

Le app ci accompagnano ormai nelle attività quotidiane più disparate. Oltre a quelle dedicate al vintage e second-hand che spesso menzioniamo, ti racconto com’è andata con gli strumenti digitali legati alla sostenibilità che sto provando personalmente. Inizio da due applicazioni: una utile alla riduzione degli sprechi di cibo, l’altra per conoscere e uscire con vegetariani o vegani.

Too Good To Go – Salviamo il cibo invenduto e il portafoglio!

Da tempo utilizzo quest’app, insieme a un’altra concorrente diffusa all’estero, per contribuire alla riduzione dello spreco alimentare. L’idea è di mettere in contatto gli utenti con gli esercizi commerciali che offrono prodotti rimasti invenduti, in modo da evitare che il cibo sia sprecato. Da una parte i clienti ricevono alimenti da locali e negozi preferiti a un prezzo più contenuto, dall’altro i negozianti coinvolgono nuovi clienti ed evitano costi di smaltimento, contribuendo alla riduzione di rifiuti alimentari.

Si scarica l’app, si effettua l’iscrizione gratuita e si inizia a scorrere le disponibilità di cibo selezionando quartiere, tipologia di prodotto (pasti pronti, alimentari, prodotti da forno), fascia oraria di disponibilità (pranzo/cena) e altri criteri come la disponibilità immediata o l’imminente chiusura della finestra temporale per il ritiro.

Ho avuto ottime esperienze (a Milano in un forno e in una gelateria a Roma) e un po’ meno fortuna con qualche esercizio in territorio romano dove i negozi aderenti sono arrivati da poco a 1.000, con delusione per la qualità e la quantità di cibo da ritirare. L’app funziona benissimo, è semplice, immediata.

Ho avuto però in alcuni casi la sensazione di un possibile fraintendimento da parte di qualche ristoratore: la finalità di Too Good To Go è di salvare dai rifiuti l’eccedenza, tutto ciò che è prossimo alla scadenza in chiusura del locale e non può essere venduto a breve. Non è esclusivamente uno strumento per promuovere la propria attività oppure per applicare sconti a nuovi clienti… In un caso purtroppo ho trovato anche cibo che, per ragioni su cui sorvolo, era proprio da buttare. In altri, la delusione di trovare poche cose e a prezzo quasi pari al listino e il dubbio di non aver davvero contribuito a salvare qualcosa in procinto di essere buttato. Su questo speriamo che il team di Too Good To Go possa trovare il modo di orientare al meglio gli esercizi commerciali che aderiscono.

Per il resto, credo che sia un valido strumento di grande utilità per la lotta allo spreco! Nel caso per esempio del forno di Milano, la quantità di cibo delizioso era davvero incredibile e si capiva chiaramente si trattava di panini, focaccine, pizzette, rustici farciti che il giorno dopo non avrebbero potuto ricollocare in vetrina. Anche il gelato assaggiato ultimamente era buonissimo, con un prezzo competitivo rispetto al prodotto normalmente venduto.

Provare non costa nulla, ti invito a scaricarla! Fammi sapere come ti trovi così da condividerlo con altri lettori.

(Foto: Too Good To Go)

 

 

Veggly – Il dating digitale per vegetariani e vegani (ma non solo)

Qualche mese fa ho letto un articolo che annunciava l’arrivo in Italia di una nuova app per dating, dedicata a vegani e vegetariani. “Funzionerà per conoscere persone con un intento affine, più attenzione all’ambiente e agli animali e una maggiore sensibilità verso le tematiche sostenibili?”, mi sono chiesta. Sarebbe stato bello scrivere di uno strumento in più per creare nuove relazioni sociali in tempi di distanziamento e distanze fisiche.

Premetto che non ho mai utilizzato un’app di dating. Non ho quindi possibilità di fare un confronto diretto con simili strumenti, ma ho potuto raccogliere feedback da parte di chi ne fa uso abitualmente.

Veggly funziona così: ti iscrivi, carichi le tue foto, inserisci una tua descrizione indicando se sei vegan, vegetariano o se “ci stai provando” (nel senso di provare a diventare veg!) e il lavoro che svolgi. Puoi scegliere la versione gratuita o a pagamento. Scorrendo le foto, se ti piace qualcuno invii un like. Se ricambia, scatta il match, la combinazione, e potete iniziare a chattare. Niente foto, niente vocali. Solo messaggi.

Non ho mai inviato un like per prima, ma forse per l’articolo avrei dovuto provare. Ci sono quelli che ti mandano un like, ricambi e poi non ti scrivono nulla. Non li ho capiti. Anche se può capitare di pigiare “like” per sbaglio (mi è successo con uno per niente affine!).

In questi mesi mi sono imbattuta nei casi umani più strani. Nel profilo ho indicato la professione lavorativa, l’età e gli interessi convergenti sulla natura, l’ambiente, i viaggi e, dopo un primo periodo di totale inesperienza, ho specificato in modo chiaro che non ero “una persona da Tinder” e avrei risposto per conoscere persone con interessi simili, con un nome vero e una foto personale (nota per i gestori di Veggly: ma perché l’età? Perché non un range di anni per esempio? È proprio necessario che compaia accanto al nome? Pietà!).

Confidando in una sorta di selezione naturale visto il nome e il target dell’app grazie a quanto scritto nella bio, mi sono ritrovata a essere contattata da:

  • Due ingegneri dell’industria petrolifera
  • Decine di persone senza foto se non di un gattino, tramonto, piatto vegano, ecc.
  • Un ragazzo che per la prima volta ha sentito parlare di professioni legate alla sostenibilità
  • Parecchi uomini delusi dalla risposta alla domanda “Cosa cerchi qui su Veggly?” (“Vorrei conoscere persone con interessi simili”)
  • Per lo più ragazzi giovani (tra i 25 e 30 anni)
  • Un misogino

E poi una serie di casi che potrebbero essere quasi patologici.

Mi sono chiesta e mi chiedo: cliccano a caso su “mi piace” fermandosi alla foto, senza leggere la bio? Neppure quanto scritto nel campo in alto in evidenza “Lavoro”? Seguendo questo criterio per scremare, non ho risposto a chi cambiava nome ogni giorno o a chi ha scelto di chiamarsi “Roma” per non rivelare l’identità (oltre a evitare quelli con la foto profilo insieme alla fidanzata).

Potrei scrivere fiumi di parole solo sugli incipit delle conversazioni, sui primi approcci. “Che bella signora, tuttavia nel mio particolare modo di vedere sono le donne&capitalismo che stanno distruggendo il pianeta”. Già con “signora” ti poni a muso duro, come se non fosse abbastanza distruggi la missione professionale e privata che ti ho rivelato nella bio, mostrando un lieve risentimento maschilista! Almeno hai letto la bio. Ma perché allora contattarmi??

Pochi hanno pazienza. In un mondo di fast fashion e fast food, anche il dating è fast. Al primo messaggio già si fiondano per incontrarsi, avere il numero di telefono (l’insistenza da parte di uno al primo contatto è stata estenuante), videochiamarsi, fidanzarsi, trasferirsi da te e qualcuno pure già separarsi, facendo tutto da solo perché tu magari, non avendo attivato le notifiche, quel giorno non hai proprio avuto tempo di entrare nell’app.

Mi sono ritrovata a raccontare a un ventenne di quell’emozione che da adolescente vivevo in attesa di trovare nella cassetta della posta una lettera. Una risposta tanto attesa, per cui a volte le parole impresse sulla carta trovavano riscontro anche dopo mesi, se il corrispondente era un po’ pigro e le Poste non ti regalavano inghippi. Ricordo ancora gli istanti in cui giravo la piccola chiave della cassetta e trovavo lì distesa, dopo km di viaggio, un rettangolo di carta a volte impiastricciato, a volte profumato, a volte accartocciato. Ci sono stati momenti in cui ho strappato la busta all’istante, altri in cui ho atteso di essere in silenzio in mezzo al campo sotto casa portando a spasso il cane o di essere raggomitolata sul letto in solitudine.

Quelle emozioni, le ricordo ancora.

Perciò aprire un’app e trovare una serie di messaggi consecutivi incalzanti, o in qualche caso addirittura deliranti, perché non hai risposto tempestivamente è un piccolo shock. Sono stata bloccata da un paio di persone:

  • da uno perché non ho voluto condividere il numero di telefono e chattare su Whatsapp al primo contatto. Il consiglio è di tutelarsi e scambiare un recapito telefonico solo dopo essersi conosciuti. Meglio interagire prima su Instagram.
  • da un ragazzo di Bucharest, perché insistendo già al primo contatto di vederci per un video dating (ma cos’è?) ho mostrato qualche perplessità proponendo di scriverci almeno qualche messaggio prima. Dopo due parole parlava già di massaggi. Quando ho chiesto cosa fosse un video dating: “Why to spoil the fun before it?”. Le perplessità a questo punto sono solo aumentate!  E a nulla sono valse le sue non richieste rassicurazioni: “I don’t even go for the back touch. So no need to get worried”. Proseguendo con un fastidioso e inopportuno flirtare così a freddo in un bombardamento di messaggi.
  • da un altro ragazzo ancora, perché non rispondevo immediatamente. Per poi dopo un po’ ricomparire scusandosi per il teatrino. E fermare da lì a poco ogni conversazione perché hai spiegato che preferisci partire da un’amicizia. “Onestamente mi dispiace troncare così ma parlare su quest’app una volta alla settimana lo trovo un po’ triste (ndr: stiamo parlando di neanche un mese di conoscenza). Se invece pensi che da questa amicizia possa nascere qualcosa di più intimo dimmelo. Io per come sono fatto cerco di vivere la sessualità in modo più aperto e libero, infatti ho voluto mettere in chiaro le cose per correttezza”. Se non fosse stato per tutti i cambi di nome, che alla fine non capivo più con chi stavo parlando, e per il teatrino abbastanza aggressivo per una risposta tardiva, quasi avrei apprezzato la franchezza. Meglio di un altro, che carinamente scriveva messaggi con costanza per poi inaspettatamente interrompere la scrittura dopo aver risposto alla domanda “Ma tu che cerchi di preciso su questa chat?” (eppure nella bio l’ho scritto!).

In realtà anche un altro ragazzo mi ha bloccata. Uno dei pochi con cui le conversazioni scritte erano piacevoli. La maggior parte dei messaggi sono mancati dialoghi che languono. Più di “Di dove sei?”, “Cosa stai facendo?”, “Hey!”, “Ti puoi spostare da Roma?” “Hai mai visitato un canile?”. Difficile leggere qualcosa di coinvolgente e originale. Lui invece mi aveva colpito. Fino a quando mi ha chiesto di seguirci su Instagram. Sono andata a vedere il suo profilo e di getto ho domandato: “Come mai hai centinaia di follower e tu non segui neanche una persona?”. Non gli piaceva nessuno, non reputava nessuno degno di essere seguito, questo il sunto di una risposta data con una certa spocchia e prepotenza. Giusto il tempo di mostrare stupore e scrivere che probabilmente allora neppure il mio profilo è un gran prodotto artistico e mi ha bloccata.

L’app di per sé funziona. Mi sfugge la differenza con simili alternative, anche perché non è necessario essere vegani o vegetariani. Per definizione in Italia le app di dating sono per incontri veloci e un po’ leggeri. Ho voluto sperimentare, per raccontarlo qui, se un focus comune come l’amore per gli animali e l’ambiente aprisse uno spiraglio a un target diverso.

Trovo bello l’obiettivo di Veggly e la possibilità di raggiungere persone in tutto il mondo. Sono riuscita a conoscere un ragazzo fuori dall’Italia con tanti punti in comune scoperti in piacevoli conversazioni e con un’interessante esperienza nel settore della moda, magari nascerà una collaborazione professionale (mantengo il riserbo sulle conversazioni con lui). Resta la tristezza di scorrere con un dito foto di sconosciuti, “questo sì, questo no”, escludendo – forse – statisticamente un po’ troppo e la delusione di non aver ampliato la cerchia di amici con simili interessi. Arriverà da Veggly qualcosa di innovativo? Nel frattempo, non so ancora per quanto, forse continuo a indagare.

Se ti interessano le app, abbiamo scritto con Giulia di un tool digitale per organizzare il nostro armadio.

Ps Ringrazio Serena Tringali, perché in una stanza di Club House in cui sono sono entrata creando scompiglio per raccogliere informazioni sulle app di dating  ha virato l’argomento del gruppo per  darmi spunti interessanti.

(Foto: Veggly; Pratik Gutpa)

 

 

 

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