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L’antico Egitto e la sostenibilità: con l’archeologa Marta alla scoperta dei tessuti del passato

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I tessuti hanno avuto un ruolo molto importante nell’antico Egitto: venivano impiegati per realizzare capi d’abbigliamento come tuniche e mantelli, ma anche biancheria da letto, tende e rivestimenti per arredi domestici. Le stoffe avevano anche un uso funerario: erano usate come sudari per i defunti e venivano lasciate all’interno delle tombe come parte del corredo funerario. Inoltre, i tessuti venivano offerti agli dei nei templi e usati come valuta di scambio (in Egitto non si usava la moneta): spesso facevano parte del pagamento del salario di un operaio. Pertanto, sebbene le attestazioni giunte fino a noi siano poche, è possibile affermare che nell’antico Egitto le stoffe erano presenti in tutti i contesti (palaziale, domestico, templare e funerario) e, per questo, prodotte in grandi quantità.

Ma quali erano i tessuti preferiti? Sicuramente il lino e la lana, a cui vanno aggiunti la canapa e il cotone e, in ultimo, anche la seta.

Il lino era il più usato per la sua versatilità: i suoi semi erano commestibili e, se spremuti, producevano un olio che veniva usato sia in cucina sia come combustibile per l’illuminazione. Allo stesso tempo, le fibre erano impiegate per realizzare stuoie e oggetti in vimini. Tuttavia, non era possibile estrarre dalla medesima pianta sia le fibre che i semi, quindi, già in fase di coltivazione, bisognava destinare la pianta ad un uso specifico e trattarla di conseguenza.
I tessuti in lino avevano il vantaggio di essere facili da pulire e sbiancare senza richiedere trattamenti chimici, ma erano estremamente difficili da tingere, perché i coloranti penetravano con difficoltà nelle fibre e, di conseguenza, sbiadivano rapidamente con i lavaggi. Per questo, nell’antico Egitto, i tessuti in lino venivano generalmente sbiancati anziché tinti, sebbene durante un determinato periodo, noto come Nuovo Regno (1500 – 1000 a.C. ca.), siano attestati anche tessuti colorati.
Per il tipo di colorazione e i coloranti impiegati, le informazioni più numerose derivano dai contesti funerari: molto usato era il colore rosso (colore apotropaico e simbolo di rinascita), che veniva tinto impiegando minerali e fiori (soprattutto l’ocra e il fiore di cartamo).
Il lino è stata la prima fibra ad essere utilizzata in Egitto per la produzione di tessuti, seguita dalla lana. Tuttavia, il fatto che non sia attestato nella sua forma selvatica, ha spinto a supporre una sua importazione dall’Asia in una fase molto precoce: resti di fibre di lino sono, infatti, attestati in Egitto almeno dal V millennio a.C. Inoltre, nelle fasi precedenti, gli egiziani sembrano aver sperimentato tutte le fibre vegetali e animali disponibili, tra cui il papiro, la palma e lo sparto, ma l’ampia coltivazione e l’uso del lino hanno ridotto queste altre coltivazioni ad un ruolo secondario: non essendo adeguate alla realizzazione di tessuti, sono state destinate in prevalenza alla produzione di oggetti in vimini, stuoie e cordoni.

La canapa, che può crescere tre volte più alta delle piante di lino e produce fibre più grossolane, era un’altra fibra vegetale molto importante per la produzione tessile dell’antico Egitto: solitamente veniva impiegata per realizzare corde, sacchi e vele piuttosto che indumenti ma, in alcuni casi, poteva essere combinata con il lino per rafforzare il filato.
Fino ad ora non sono stati eseguiti studi specifici sulla coltivazione della canapa né sul suo utilizzo in Egitto, ma la sua storia probabilmente è parallela a quella del lino, dal momento che è stata individuata in alcuni tessuti già a partire dall’Epoca Predinastica (4500 – 3500 a.C. ca.).

Altro tessuto molto diffuso era la lana, fibra naturale ottenuta da ovini, conigli, camelidi e lama. A differenza del lino, veniva tinta con più facilità, oltre ad essere anche naturalmente disponibile in vari colori.
Non è ancora chiaro a quando risalga il primo utilizzo della lana come materiale tessile, ma sicuramente fu un risultato dell’addomesticamento delle pecore, avvenuto durante il Neolitico (V millennio a.C.). Questo conferma che la lana ha avuto certamente una lunga storia, come dimostrano anche i ritrovamenti in contesti archeologici risalenti alle prime dinastie (IV millennio a.C.).
Lo storico Erodoto scrive che la lana era considerata impura dagli antichi egizi, ma questa prescrizione riguardava probabilmente solo la classe sacerdotale e i contesti funerari, non la sfera della vita quotidiana.

cotone

La prima notizia del cotone, altro tessuto attestato in antico Egitto, è generalmente considerata un’iscrizione rinvenuta nel Vicino Oriente Antico e attribuita al re Sennacherib (705 – 681 a.C.) in cui il sovrano afferma di aver piantato a Ninive «alberi portatori di lana». Tuttavia, il cotone era sicuramente conosciuto e utilizzato anche prima di tale data, dal momento che è stato individuato all’interno di alcuni indumenti rinvenuti nelle tombe delle regine assire a Nimrud risalenti all’VIII secolo, e probabilmente era giunto fino a qui da Babilonia. Nell’antico Egitto, il cotone non è attestato fino al I secolo d.C., sebbene alcune specie di piante di cotone siano originarie della Nubia: questa contraddizione rimane ancora inspiegata.

 

 

Ultimo tessuto da citare è la seta, che risulta attestata in Egitto solo in epoca molto tarda e per cui risulta difficile stabilire una precisa data di comparsa. Infatti, poiché la realizzazione della stoffa in seta non richiede l’uso di strumenti diversi da quelli impiegati per lana e lino, la documentazione archeologica non riesce a fornire informazioni chiare sull’inizio della produzione di seta. Attestazioni che la seta fosse conosciuta in Grecia e nell’Europa occidentale si hanno solo dalla seconda metà del V secolo a.C., mentre questo tessuto sembra comparire in Egitto solo dopo il V secolo d.C.: potrebbe sembrare strano, ma bisogna considerare che l’antico Egitto fu sempre piuttosto chiuso alle tendenze esterne ed è quindi possibile che per molto tempo la seta sia circolata nel Mediterraneo senza penetrare nel mercato egiziano.

Come si è visto, l’antico Egitto non vantava una grande varietà di tessuti impiegati: per la maggior parte, si faceva uso di lana e lino, inserendo una piccola percentuale di canapa se la fibra doveva essere irrobustita, mentre solo in tempi più tardi si sono diffusi il cotone e, per ultima, la seta.

Marta Fornasari

Per approfondire:
Spinazzi-Lucchesi, The Unwound Yarn. Birth and Development of Textile Tools Between Levant and Egypt, Venezia 2018.

Foto: Leonardo Ramos, Kazuend, Jamie Edwards, Vince Ceras, Amber Martin, Butterflyarc.

 

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