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Nascondere ritocchi con Photoshop sarà illegale per brand e influencer, in Norvegia ma non solo

 Puoi ascoltare qui l’articolo: Photoshop

 

In Francia è entrata in vigore, in gennaio del 2017, una normativa con l’obiettivo di incoraggiare annunci pubblicitari più socialmente responsabili ed evitare l’uso di immagini di corpi artificialmente sottili di modelle, la cui visione può indurre disturbi alimentari tra gli adolescenti. L’articolo L. 2133-2 del Codice francese della sanità pubblica (FPHC) prevede che “le fotografie a fini commerciali di modelli il cui aspetto fisico è stato alterato da un software di elaborazione delle immagini, al fine di snellire o ispessire la figura, deve essere accompagnata dalla dicitura photographie retouchée”. In modo simile, il Regno Unito sta per introdurre una nuova legge che richiederebbe di etichettare esplicitamente le immagini digitalmente alterate. In Norvegia le modifiche alla legge 9 gennaio 2009 n.2, sul controllo del marketing e delle condizioni contrattuali, rendono in questi giorni obbligatorio per gli influencer e gli inserzionisti dichiarare se le immagini siano state ritoccate o se utilizzino filtri, nel tentativo di far fronte alla pressione sociale sulla perfezione del corpo.

In particolare, alla normativa sono apportate le seguenti modifiche:

§ 2 secondo comma:
“L’inserzionista e la persona che progetta l’annuncio devono inoltre garantire che l’annuncio in cui la forma, le dimensioni o la pelle di un corpo siano state modificate mediante ritocchi o altre manipolazioni sia contrassegnato. Il Ministero prevede nei regolamenti ulteriori disposizioni sulle modalità di contrassegno dell’annuncio e sulle deroghe all’obbligo di contrassegno”.

§ 21 lettera b :
“gioca sull’insicurezza sociale, sulla cattiva coscienza, sulla bassa autostima o contribuisce alla pressione corporea”.

§ 35, secondo comma:
“La verifica di cui all’articolo 2, secondo comma, primo periodo, si svolge tuttavia sulla base di considerazioni di parità tra i sessi, con particolare riguardo al modo in cui le donne sono rappresentate”.

Rankin

La normativa sarà applicata a tutte le principali piattaforme di social media tra cui Instagram, Snapchat e TikTok ed entrerà in vigore come indicato dal monarca norvegese. Le violazioni includono multe crescenti e, in alcuni casi estremi, la reclusione.

Sarà necessario indicare se “la forma, le dimensioni o la pelle di un corpo sono state modificate mediante ritocchi o altre manipolazioni”. È l’ultimo sviluppo, dopo anni di advocacy da parte di gruppi giovanili e del Ministero norvegese per l’infanzia e la famiglia, che chiedono misure più severe per affrontare le crescenti preoccupazioni sull’immagine corporea e sulla salute mentale. Le modifiche alla normativa nascono dalla preoccupazione per una cultura che favorisce insicurezza e bassa autostima: più della metà delle ragazze del decimo anno di scuola a Oslo combattono con la loro salute mentale e l’anoressia è la terza causa di morte più comune tra le ragazze.

“I giovani sono esposti a una forte pressione per avere un bell’aspetto attraverso, tra le altre cose, la pubblicità e i social media, e i modelli che vengono mostrati sono spesso ritoccati digitalmente. Questo espone i giovani a un ideale di bellezza impossibile da raggiungere“, ha affermato il dipartimento nella sua proposta.

Già nel 2016 la Norvegia aveva manifestato attenzione al tema

Trondheim, una delle maggiori città del paese, aveva preso posizione contro le immagini corporee manipolate nella pubblicità per le strade della città. Decise infatti di vietare tutti gli annunci pubblicati che potessero contribuire a una visione negativa del proprio corpo tra i residenti.

“Dal momento che è una pressione completamente irrealistica se [le immagini] vengono manipolate … crea una pressione che nessuno può sopportare. Se siamo in grado di sbarazzarcene almeno in parte, vogliamo farlo”.
Consigliere comunale di Trondheim Ottar Michelsen

Il ritocco delle fotografie è un fenomeno non prettamente esclusivo della rete

Nelle riviste patinate è una prassi che ognuno di noi avrà avuto modo di vedere negli anni. Uno snellimento dei fianchi, l’eliminazione di smagliature e cellulite, lo stiramento delle rughe, la scomparsa delle occhiaie e tanti altri accorgimenti per mostrare corpi sempre perfetti e giovani. Suscitando in chi guarda una sensazione di inadeguatezza, un desiderio di essere diversi da ciò che si è e un inseguimento senza fine della perfezione.

Gli standard di bellezza idealizzati non sono una novità dei nostri giorni, ma esistono da secoli rappresentazioni del corpo ideale per il consumo pubblico. Come però afferma Michelsen, “la pressione sui giovani su come dovrebbe essere l’immagine del corpo, penso sia molto più forte ora di quanto non fosse in passato. Colpisce tutta la società. Quando vediamo che i giovani, gli adolescenti, sono disposti a fare un intervento di chirurgia plastica per assomigliare di più a queste immagini, penso che sia ora di tirare un freno”.

Rankin
Pinterest, Getty Images, Instagram e Tik Tok

Per tutelare la salute mentale e il benessere degli utenti, anche alcuni social sono intervenuti in questa direzione. All’inizio del 2021, Pinterest è stata la prima piattaforma a eliminare la pubblicità di prodotti per la perdita di peso, pillole e integratori per sopprimere l’appetito, immagini prima e dopo la perdita di peso, body shaming e affermazioni di risultati cosmetici non realistici.  “In tutto il mondo, persone di tutte le età stanno affrontando sfide legate all’immagine corporea e alla salute mentale, in particolare quando emergiamo dalla pandemia di COVID-19 e diamo il via alla stagione estiva”, ha affermato Pinterest in un post sul blog.

Nel 2017 Getty Images ha annunciato di non accettare più fotografie photoshoppate per far sembrare i modelli più sottili o più larghi. In un’e-mail che spiega la nuova politica, Getty annuncia la modifica delle linee guida sui requisiti per la presentazione delle competenze creative, essenzialmente linee guida per i collaboratori freelance, per tutti i contenuti creativi al fine di vietare il ritocco del corpo.

Nel 2019, Instagram ha limitato i post che promuovono prodotti per la perdita di peso in modo che i minori non potessero vederli. Ha inoltre rimosso i contenuti che pubblicizzavano “dichiarazioni miracolose su determinati prodotti dietetici o dimagranti”.

Tik Tok ha rinnovato le sue politiche finalizzate a limitare gli annunci che non si allineano con “l’esperienza positiva, inclusiva e sicura per cui ci impegniamo su Tik Tok”. L’app ha vietato la pubblicità di integratori per la perdita di peso e ha aumentato le restrizioni sugli annunci che promuovono “un’immagine corporea dannosa o negativa”.

La modifica delle immagini per raggiungere la perfezione estetica è ormai un comportamento diffuso sulla rete

Al punto da rendere poco o del tutto riconoscibili le persone in caso di incontri dal vivo. Non solo infatti influencer, ma anche utenti nei profili personali o in app per incontri ricorrono a eccessive alterazioni della propria immagine digitale. Sempre più spesso si sentono racconti di chi passando da una conoscenza virtuale a una reale è rimasto deluso. A volte è questione solo di aver dato troppa importanza all’estetica, ma altre il punto è invece la sensazione di essere stati ingannati e di scarsa sincerità da parte dell’altra persona.

Non stiamo parlando di piccoli aggiustamenti a esposizione, contrasto, dimensioni di una foto (a chi di noi non è mai capitato di intervenire tecnicamente su una foto?), ma di vere e proprie manipolazioni al punto da non consentire di ricondurre la persona dal vivo all’immagine on line con tutti i suoi pregi e difetti (non è molto meglio quando invece qualcuno ci conosce di persona ed esclama “sei meglio dal vivo!”?).

Il documentario di Netflix The Social Dilemma ha rivelato che i suicidi di ragazze pre-adolescenti negli Stati Uniti sono aumentati vertiginosamente del 150% e una delle ragioni principali è l’incremento dell’uso di immagini irrealistiche sui social media. Case24, un’azienda di custodie per telefoni,  ha condotto uno studio analizzando le abitudini di editing degli inglesi prima di caricare un’immagine sui social media: 71% delle persone modifica i selfie che pubblica.

Nel 2019 il fotografo Rankin ha realizzato la serie di scatti Selfie Harm in cui ha fotografato 14 adolescenti e consegnato loro l’immagine da modificare e filtrare, finché non la considerassero “pronta per i social media”, giustapponendoli alle versioni non ritoccate. Rankin ha constatato che i partecipanti stessi preferivano gli originali, ma facevano quello che avevano visto fare dai loro coetanei. Le foto sono parte di una mostra e di un pannello chiamato “Visual Diet”, un’iniziativa lanciata da M&C Saatchi , Rankin e MTArt Agency che esplora l’impatto delle immagini sulla nostra salute mentale.

“Questa è una nuova realtà migliorata, un mondo in cui gli adolescenti (o anche i bambini più piccoli) possono modificarsi digitalmente in pochi secondi. Mescola questa tecnologia prontamente disponibile con le celebrità e gli influencer che sfoggiano forme impossibili con volti impossibili e abbiamo un ricetta per il disastro”.

Rankin

Stiamo diventando sempre più ossessionati dall’estetica, sperimentando con maggior frequenza disturbi di salute mentali, bassa autostima o comportamenti patologici rispetto al passato, soprattutto tra i giovani? Il discorso sulle immagini è davvero ampio e complesso, sarebbero tante le cose da dire e torneremo a parlare di questo tema, perché una moda più responsabile passa anche attraverso il dare voce a messaggi positivi. Come quello di un sano rapporto con il nostro corpo e l’accettazione dell’impossibilità della perfezione.

 

Foto: Antoine Beauvillain (cover); altre foto, da Selfie Harm, Rankin.

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