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    H&M citata per marketing ingannevole: dati falsi e fuorvianti

    Grazie a un’azione collettiva contro H&M, questa volta è negli Stati Uniti che si indaga sulla veridicità delle informazioni sulla sostenibilità comunicate dal colosso svedese. Il 22 luglio scorso, Chelsea Commodore ha intentato una causa in un tribunale federale di New York sostenendo che H&M stia mettendo in atto pratiche e pubblicità ingannevoli “approfittando dell’interesse dei consumatori” nella sostenibilità e nei prodotti che “non danneggiano l’ambiente”. Secondo Commodore, un consumatore potrebbe ragionevolmente credere a tali affermazioni, in particolare considerando che H&M è un’azienda riconosciuta a livello nazionale. Il marchio fast fashion è accusato di “cercare di differenziarsi dagli altri prodotti di moda con il greenwashing”. Pratica ritenuta sleale, secondo Chelsea, perché…

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    5 brand più sostenibili di intimo per uomo

    Scegliere in modo più sostenibile l’intimo per uomo può non essere semplice. La maggior parte dei nostri articoli si concentra su come vestire in modo più green ed etico, sui materiali, sulla produzione e altri processi aziendali, su un consumo più consapevole. Ci piace raccontare anche di brand e negozi dove trovare capi nuovi, per semplificare la vita quando è necessario acquistarli. L’intimo non è una tipologia di indumenti per cui possiamo facilmente attingere dal mondo second-hand. Per questo ti indichiamo 5 brand più sostenibili per uomo che puoi considerare se cerchi questi capi. MANIERE ITALIANE Intimo, mare e sport “Abbiamo deciso di creare un prodotto che non riuscivamo a trovare:…

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    H&M e Norrøna: l’avvertimento dell’autorità norvegese per rischio di marketing ingannevole

    H&M e Norrøna hanno ricevuto un avvertimento dall’Autorità norvegese per i consumatori (CA), organo amministrativo indipendente incaricato di vigilare sul mercato per far rispettare le leggi a tutela degli acquirenti. Il 16 giugno scorso la CA ha inviato una lettera a Norrøna, H&M e Sustainable Apparel Coalition (fornitore dell’indice Higg Material Sustainability – MS) per far presente che i benefici ambientali dichiarati nelle campagne di marketing e collegati all’indice Higg devono essere veri e non esagerati. L’industria tessile deve essere consapevole che la commercializzazione dei benefici ambientali, che si basa sull’indice MS di settore, può essere facilmente considerata ingannevole e illegale. Quando l’industria dell’abbigliamento e altri settori utilizzano affermazioni ambientali nel…

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    Le sneakers “da buttare” dividono il mondo della moda

    Le Paris sneakers “da buttare” di Balenciaga scatenano opinioni contrastanti: c’è chi le critica aspramente e chi invece riconosce il valore creativo. Clicca sul video per scoprire perché:   Abbiamo chiesto ai lettori di condividere la loro opinione sulle Paris sneakers. Lavinia De Nero Papa, consulente d’immagine Penso sia solo arte o mezzo di comunicazione? Quante volte abbiamo visto la personalizzazione di oggetti di moda da parte degli artisti. Ricordi Louis Vuitton? Nel mio distretto c’è un artigiano famoso che faceva le scarpe di fossa. Le interrava per diverso tempo e dopo risultavano invecchiate a usurate. Non ti dirò il prezzo. Solo che ora a noi risulta assurdo. Per una…

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    Primark: più cotone sostenibile vuol dire sostenibilità?

    Più cotone sostenibile indica automaticamente la sostenibilità di un brand? Primark comunica i passi avanti del programma Sustainable Cotton e non si fa altro che parlare di sostenibilità dopo il lancio della linea Primark Cares. Il rivenditore irlandese di moda, proprietà di Associated British Foods (ABF), dichiara di avere come obiettivo che i capi durino di più, per ridurre l’impatto dell’attività dell’azienda sul pianeta e per migliorare la vita delle persone che realizzano i prodotti. Nella sezione dedicata alla sostenibilità, tra attenzione all’ambiente e impegno verso le persone la moltitudine di messaggi virtuosi colpisce il lettore. È davvero così se analizziamo più attentamente i dati? Perché la vendita della felpa in…

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    UE: “Vogliamo far uscire di moda il fast fashion”

    Il 30 marzo 2022 la Commissione Europea ha reso pubblica la Strategia per il Tessile Sostenibile e Circolare, tanto attesa per condurre l’industria della moda verso la sostenibilità ripulendola dai lati oscuri. Puoi ascoltare qui l’articolo: Strategia Tessile EU Il consumo di tessili in Europa ha il quarto maggiore impatto sull’ambiente e sui cambiamenti climatici, dopo cibo, alloggio e mobilità. La strategia attua così gli impegni presi nell’ambito del Green Deal europeo (#EUGreenDeal) e del nuovo piano d’azione per l’economia circolare. L’UE inizia infatti a definire i criteri di fine vita dei rifiuti tessili utilizzati non solo come abbigliamento, ma anche per la casa, le automobili, le apparecchiature mediche, gli…

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    Amazon lancia il brand sostenibile Amazon Aware

    Puoi ascoltare qui l’articolo: Amazon Aware   Il gigante del commercio online ha presentato Amazon Aware, un nuovo brand sostenibile di moda, casa e bellezza conveniente e a emissioni zero. “I clienti vogliono fare acquisti in modo più consapevole; vogliamo renderlo più facile”, spiegano sul sito. “Amazon Aware è una linea essenziale per l’abbigliamento quotidiano, la casa, la bellezza e altro ancora, il tutto con certificazioni di terze parti presenti nel nostro programma Climate Pledge Friendly”. Sostenibile perché? I prodotti sono certificati come “a emissioni zero”. Climate Partner, un’azienda conforme al protocollo GHG (Greenhouse Gas), calcola l’impronta di carbonio considerando le emissioni lungo il ciclo di vita del prodotto. A supporto dell’impegno…

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    I brand della moda collegati alla deforestazione in Amazzonia

     Puoi ascoltare qui l’articolo: Brand e deforestazione   Stand.Earth ha recentemente pubblicato una ricerca sul legame tra il settore della moda e la distruzione della foresta amazzonica. Utilizzando i dati pubblici e governativi, l’indagine mostra come l’approvvigionamento di pelle dei marchi fashion rappresenti un rischio climatico esistenziale per il mondo, la foresta pluviale amazzonica e le comunità indigene.   L’allevamento di bestiame è collegato alla disponibilità di foreste. Uno studio del World Resources Institute ha rilevato che dal 2001 al 2015 l’industria del bestiame è responsabile del 36% della perdita di copertura arborea a livello globale. Gli allevamenti di bestiame hanno sostituito quasi il doppio della superficie forestale rispetto a tutti…

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    La nausea della sostenibilità: sintomi, cause e rimedi

    Puoi ascoltare qui l’articolo: Nausea della sostenibilità   Dalla nascita di Dress Ecode questa è la prima pausa così lunga dagli articoli. Non è solo per gli impegni che si susseguono, né per una perdita di motivazione. Se c’è una cosa in cui continuo fortemente a credere è nella necessità di condurre una vita più responsabile, con attenzione alle persone, alle risorse utilizzate, alla natura. È qualcos’altro, che pian piano ha contributo a un arresto. Ho la nausea della sostenibilità. Le cause? Abusi, leggerezza, debole competenza. Nausea non del concetto che evoca, né dell’applicazione pratica nella vita, bensì della parola. Negli ultimi mesi è arrivata a circondarmi ovunque. Un po’…

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    Shein: le false dichiarazioni sulle fabbriche del marchio ultra-fast-fashion

    Puoi ascoltare qui l’articolo: Shein   Shein (Zoetop Business Co Ltd) è un rivenditore online molto in voga, soprattutto tra i giovani, perché offre capi di moda a prezzi contenuti. Possiamo acquistare un outfit completo con meno di 30 dollari. Chi paga però al nostro posto? Uno dei problemi del fast fashion, di cui abbiamo scritto molte volte, è che nella maggior parte dei casi il prezzo così basso è frutto di mancato riconoscimento di un salario equo e di condizioni di lavoro appropriate ai lavoratori coinvolti nella produzione dei capi. Per questo motivo i consumatori chiedono sempre di più trasparenza sulla filiera produttiva. Shein propone decine di migliaia di stili,…