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	<title>Nature &#8211; Dress Ecode</title>
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	<description>Come vestire sostenibile/ How to dress happily green and fair</description>
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		<title>Dai retroscena del lavoro nel fast fashion al desiderio di una moda più lenta ed etica: Manuela racconta The Casual Twinkle</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 08:21:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dalle aziende di moda tradizionale e di fast fashion alla propria piattaforma che propone capi più sostenibili, incontriamo Manuela Valta che ci racconta dei retroscena delle aziende di moda veloce, di come scegliere meglio i capi per i nostri bambini e bambine e ci parla della natura, di montagna, di viaggi lontani e dalla sua esperienza di mamma single. Entriamo nel mondo di The Casual Twinkle. Ascolta qui la puntata live del podcast su Speaker , Apple Podcasts o su Spotify: Ciao Manuela, sono anni che ci rincorriamo! &#8220;Non so da quant&#8217;è che lo diciamo, sì, è un piacere collaborare insieme. Ci siamo davvero tanto cercate, ma soprattutto ci piace parlare di moda e di sostenibilità&#8221;. Partiamo da una chiacchierata nel podcast! Mi incuriosisce come da ricercatrice di marketing tu sia poi arrivata a lanciare una piattaforma digitale per promuovere uno stile di vita sostenibile e dove si possono trovare capi, calzature, accessori che sono in linea con questo stile. Che cosa ti ha fatto avvicinare a una moda più responsabile venendo appunto dalla ricerca nel marketing? &#8220;Veramente il percorso è durato molto negli anni, mi sono avvicinata alla moda sostenibile. Sia in quanto ricercatrice quindi con grande esperienza di entrare nel merito, ho fatto un dottorato (sai bene cos&#8217;è entrare nel merito e nella profondità del perché e del come, porsi determinate domande su produzione, materiali, design). Sia in quanto consumatore, perché alla fine tutti noi siamo consumatori. Nello specifico dal 2008 faccio ricerche di marketing e mi concentro sulla valorizzazione dei brand e sulla catena di valore, quindi tutto il tragitto di un prodotto, dalla creazione al suo smaltimento e al suo consumo nell&#8217;industria della moda. Nello stesso tempo mi sono specializzata nella percezione che abbiamo noi consumatori sui brand, più di tutto nell&#8217;ambito del lusso, ma anche nel fashion, anzi, la mia prima esperienza è stata nel fast fashion. Guardo molto la componente emotiva, ciò che porta alle persone&#8221;. Fast Fashion&#8230; raccontaci qualcosa di più, Manuela. &#8220;All&#8217;inizio i modelli vincenti erano quelli che portavano al gruppo Inditex, quindi a Zara. Il gruppo Inditex è nato proprio per la velocità con cui proponevano collezione dopo collezione. Avevano e hanno un&#8217;ottima logistica integrata, quindi vuol dire nel momento in cui le cose vengono realizzate, prodotte e spedite al cliente è un processo veramente rapido.  Tendenzialmente avviene tutto nella loro sede alla Coruña, in Spagna, però la produzione avviene in tanti posti, in Cina, in India e in Marocco e poi portano tutte le cose nella loro sede. Cosa succede? Quando per la mia tesi di specialistica, quindi tantissimi anni fa, 2008-2009, ho studiato queste cose, sono andata proprio nella loro sede della Coruña a intervistare una manager. Lei stessa mi ha raccontato come questi capi, provenienti da paesi diversi, erano anche di qualità e di lavorazioni diverse. I migliori di tutti sono in Spagna, Portogallo e Marocco, perché la chiave di tutto era che in questi paesi la produzione era molto più controllata e sono molto più vicine a loro, sono paesi europei. La qualità dei tessuti era molto più alta. Da una parte ho detto &#8216;Wow, che bello, una super logistica, un ottimo sistema?, dall&#8217;altra mi lasciava qualche perplessità. Ho iniziato a pensare: &#8216;Ma scusami, quindi loro stessi dicono che ci sono dei prodotti A e dei prodotti B, una produzione A una produzione B. Quindi, qualità, provenienza, affidabilità della produzione dove sono se produciamo in Cina, in Turchia, in India?&#8217; Tanto meno in quegli anni si parlava di ambiente, di persone, di etica. Era proprio tutto concentrato sulla produzione, produrre il più possibile. Questa è stata la mia origine, più andavo a indagare e più mi facevo ulteriori domande. Questo ha toccato la mia mente di consumatrice. Ogni volta che facevo un acquisto ho iniziato a vedere l&#8217;etichetta, se andavo da Zara perché comunque visitavo molto spesso i loro negozi in tutto il mondo e in quel periodo in Spagna, giravo, controllavo provenienza, composizione. Tante volte non mi guardavano bene, come non mi guardano tutt&#8217;ora!&#8221; Ne so qualcosa di questa stranezza, guarda! Diventa poi un gesto automatico, ma necessario. Come quando si leggono gli ingredienti nei prodotti alimentari. Ma cosa è cambiato allora, Manuela nel tuo modo di acquistare abbigliamento una volta che sei venuta a conoscenza di tutte queste cose che ci stai raccontando? E chissà quante altre ne hai viste e sei venuto a sapere. &#8220;Sicuramente se acquisto dalle grandi catene del fashion, cerco di escludere il Made in China e in India, proprio perché non non ho quella sensazione di conoscenza che magari puoi avere su altri tipi di produzioni che sono più simili alla nostra. In Italia sai magari in certi posti dove viene prodotto meglio, c&#8217;è più comunicazione, più integrata. Prediligo sempre più spesso la qualità. Quando vedo prezzi troppo bassi, scarto perché purtroppo so cosa c&#8217;è dietro. Nello stesso tempo, preferisco tessuti morbidi, naturali. Ho eliminato poliesteri, sia per me sia per la produzione per The Casual Twinkle.  Cerco di acquistare il Made in Italy anche online. Ci sono siti online dove ti spiegano che è Made in Italy, cerco di prendere quello. Ovvio che poi sappiamo che Made in Italy è l&#8217;ultima fase del processo o il processo intero. Quindi cerco di seguire i brand attendibili, che dialogano con noi consumatori in merito alla qualità, alla produzione a 360°&#8221;. L&#8217;attenzione alla qualità, i tessuti, la provenienza: Manuela, e lo stile? &#8220;Si intreccia sempre con l&#8217;attenzione che pongo al vestire col mio stile, che è molto semplice ed elegante, molto curato. Non mi piace avere dei tagli che non danno nessun perché al corpo, come non mi piace mettere un tessuto rigido. Adoro sentirmi bene con me stessa, in armonia con il mio corpo, ma allo stesso tempo penso che il corpo di una donna meriti anche sensualità, morbidezza. Ognuno di noi ha un corpo diverso che va esaltato. Purtroppo tante volte capi a costo basso o tessuti duri non sono fatti per risaltare le forme del corpo. Secondo me la moda responsabile è anche una moda che ricerca dei capi che non coinvolgano solo per la bellezza estetica, ma anche per un certo tipo di stile e di taglio. Un&#8217;altra cosa, diciamo che ci sono delle dinamiche che mi rendono sempre più sensibile all&#8217;utilizzo di pratiche ambientali, sociali ed etiche positive. Una volta non veniva considerato. Adesso mi rendo conto che sto meglio se indosso qualcosa che sinceramente è fatto bene, non solo bene per me, ma è fatto bene anche per chi lavora. Non mi sento bene se so che un capo è stato fatto facendo del male a un lavoratore, come purtroppo sappiamo bene noi esperti di moda e anche un po&#8217; tutti ormai&#8221;. Hai raccontato di diversi aspetti che ti hanno fatto pensare, riflettere. Manuela, nella tua esperienza nella moda tradizionale, qual è l&#8217;aspetto che più ti ha colpito e che ti ha fatto poi dire basta con questo tipo di moda? &#8220;Guarda, allora Arianna, sicuramente da quando ho iniziato a vestire mia figlia è stata un po&#8217; una chiave che mi ha sollevato, perché sai fino a che pensi a te stessa, hai meccanismi che ormai hai messo in atto, quando devi vestire qualcun altro, come una mamma i propri figli&#8230; Ho iniziato a cercare di utilizzare la stessa concezione che uso per me ma, ahimè, quello che ho trovato sono stati capi di bassissima qualità, pratiche dietro che tu puoi sapere perché realmente il costo è proprio basso. Sai, mentre per noi abbiamo tutti gli armadi pieni, quindi possiamo creare, comporre, fare, per i bambini necessariamente ho dovuto comprare nuovo. Devo dire che affacciandomi al mondo dei bambini, sinceramente ho visto che loro sono un po&#8217; il primo frutto di una moda poco consapevole, nel senso che a parte il prezzo c&#8217;è proprio un concetto culturale: i bambini crescono, quindi non bisogna vestirli con capi che costano. No! Dico sicuramente no, perché non è che perché crescono, si meritano di essere vestiti che non hanno dei tagli, con dei poliesteri&#8230;Tante volte magari ti capita di ricevere un vestitino che è apparentemente bellissimo, ma poi lo metti e dici &#8216;Ma no, ma mia figlia non può stare con questo&#8217;. Recentemente ho visto un vestitino in un mercatino in poliestere con dei limoni, ha caldo no? C&#8217;è tutta una cultura dietro a cui sicuramente tengo tantissimo. C&#8217;è il concetto &#8216;non spendo per mio figlio e poi compro tantissime cose, 3X2 oppure i saldi&#8217;. Queste cose che già costano 5 €, le prendo a 3 €. Alla fine è una spesa notevole perché ci si riempie l&#8217;armadio di cose a basso costo e senza grande perché. Perché a mia figlia? Quando uno deve gestire i figli, cerca di fare il meglio. Se per te cerchi di fare bene, per i figli che sono il il tuo prolungamento cerchi di fare ancora meglio. Non mi andava assolutamente di vestirli con una moda tradizionale che faccia male sia loro sia anche a chi produce, all&#8217;ambiente, perché questi vestiti per bambini distruggono l&#8217;ecosistema&#8221;. Quindi è per questo che hai deciso di creare The Casual Twinkle? E cosa hai scelto di proporre sulla piattaforma? &#8220;Sì, sì, assolutamente. Tengo tantissimo, come dicevo poco fa, all&#8217;educazione dei miei figli, nel senso proprio di una cultura rispettosa e positiva verso ciò che fa parte di loro, quindi di ciò che come noi mamme, noi donne mettiamo sulla nostra pelle, così anche su di loro, anche di quello che è intorno a loro. Purtroppo e per fortuna i vestiti sono la prima essenza, non è solo apparenza. Noi italiani viviamo in un paese stupendo, fatto sia di meraviglie naturali sia di una cultura della moda incredibile. È in qualche modo un peccato vestirli di grandi marchi che non ci appartengono, poco attenti all&#8217;ambiente e privi di stile. Sicuramente la mia più grande volontà che ha fatto scattare questo è proprio che i bambini, i miei figli ma anche le future generazioni, possano crescere con dei valori, che siano sensibili al mondo e alle persone. I capi di abbigliamento, sembra banale o magari uno non ci pensa, però fanno anche questo. Lo vedo a distanza di anni, già da mia figlia più grande, è comunque abituata a questa cultura, inizia a capire, io le spiego. Soprattutto vestendo cose belle, mi chiede di indossarle di nuovo. Fino a 4 o 5 anni magari non capiscono, poi a 6-7 anni, iniziano a farsi anche loro una cultura, un&#8217;abitudine di come li abbiamo cresciuti. Quindi, nella mia boutique online ho scelto di dare proprio spazio principale alla moda bambino, di creare dei Total look composti non solo da capi ma anche da calzature e accessori che sono casual ed eleganti. Perché casual eleganti? A parte che è un po&#8217; il mio stile, però poi ho cercato di pensare ai bambini, comunque devono essere vestiti comodi, devono potersi muovere, perché sono continuamente in movimento. Lo stile per me è qualcosa che fa parte di un&#8217;essenza del vestire. Ecco, ho desiderato tantissimo che ci fosse un&#8217;armonia con la natura. L&#8217;armonia di The Casual Twinkle abbraccia solidi principi che sono a livello ambientale, sociale ed etico. Proprio da esperta di marketing, volevo che l&#8217;intero processo, dal design all&#8217;utilizzo del capo, fosse tracciabile e controllato. Cosa vuol dire? Che la catena di produzione, questa che ho raccontato prima di Zara, che andava in India, poi tornava alla Coruña in Spagna, poi veniva da noi in Italia o ritornava in India o in Turchia, ho desiderato che questo che fosse il più breve possibile. Ci sono io che offro i prodotti, c&#8217;è il consumatore che li utilizza e dietro di me c&#8217;è soltanto il brand che pone il marchio e che li produce. C&#8217;è un unico caso, quello di un brand danese che produce in Bolivia, ma una delle due fondatrici è boliviana, è come il prolungamento di questo brand. Inoltre è fondamentale per me che ci sia una ricerca dietro a ogni cosa: dietro a ogni brand che propongo c&#8217;è una grandissima selezione di...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle aziende di moda tradizionale e di fast fashion alla propria piattaforma che propone capi più sostenibili, incontriamo Manuela Valta che ci racconta dei retroscena delle aziende di moda veloce, di come scegliere meglio i capi per i nostri bambini e bambine e ci parla della natura, di montagna, di viaggi lontani e dalla sua esperienza di mamma single. Entriamo nel mondo di The Casual Twinkle.</p>
<p>Ascolta qui la puntata live del <a href="https://www.spreaker.com/episode/57454351">podcast su Speaker</a> , <a href="https://podcasts.apple.com/it/podcast/pop-up-green/id1492683642">Apple Podcasts</a> o su Spotify:</p>
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<h5><span style="color: #e7b928;">Ciao Manuela, sono anni che ci rincorriamo!</span></h5>
<p>&#8220;Non so da quant&#8217;è che lo diciamo, sì, è un piacere collaborare insieme. Ci siamo davvero tanto cercate, ma soprattutto ci piace parlare di moda e di sostenibilità&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Partiamo da una chiacchierata nel podcast! Mi incuriosisce come da ricercatrice di marketing tu sia poi arrivata a lanciare una piattaforma digitale per promuovere uno stile di vita sostenibile e dove si possono trovare capi, calzature, accessori che sono in linea con questo stile. Che cosa ti ha fatto avvicinare a una moda più responsabile venendo appunto dalla ricerca nel marketing?</span></h5>
<p>&#8220;Veramente il percorso è durato molto negli anni, mi sono avvicinata alla moda sostenibile. Sia in quanto ricercatrice quindi con grande esperienza di entrare nel merito, ho fatto un dottorato (sai bene cos&#8217;è entrare nel merito e nella profondità del perché e del come, porsi determinate domande su produzione, materiali, design). Sia in quanto consumatore, perché alla fine tutti noi siamo consumatori. Nello specifico dal 2008 faccio ricerche di marketing e mi concentro sulla valorizzazione dei brand e sulla catena di valore, quindi tutto il tragitto di un prodotto, dalla creazione al suo smaltimento e al suo consumo nell&#8217;industria della moda. Nello stesso tempo mi sono specializzata nella percezione che abbiamo noi consumatori sui brand, più di tutto nell&#8217;ambito del lusso, ma anche nel fashion, anzi, la mia prima esperienza è stata nel fast fashion. Guardo molto la componente emotiva, ciò che porta alle persone&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Fast Fashion&#8230; raccontaci qualcosa di più, Manuela.</span></h5>
<p>&#8220;<strong>All&#8217;inizio i modelli vincenti erano quelli che portavano al gruppo Inditex, quindi a Zara</strong>. Il gruppo Inditex è nato proprio per la velocità con cui proponevano collezione dopo collezione. Avevano e hanno un&#8217;ottima logistica integrata, quindi vuol dire nel momento in cui le cose vengono realizzate, prodotte e spedite al cliente è un processo veramente rapido.  Tendenzialmente avviene tutto nella loro sede alla Coruña, in Spagna, però la produzione avviene in tanti posti, in Cina, in India e in Marocco e poi portano tutte le cose nella loro sede. Cosa succede? Quando per la mia tesi di specialistica, quindi tantissimi anni fa, 2008-2009, ho studiato queste cose, sono andata proprio nella loro sede della Coruña a intervistare una manager. Lei stessa mi ha raccontato come questi capi, provenienti da paesi diversi, erano anche di qualità e di lavorazioni diverse. I migliori di tutti sono in Spagna, Portogallo e Marocco, perché la chiave di tutto era che in questi paesi la produzione era molto più controllata e sono molto più vicine a loro, sono paesi europei. La qualità dei tessuti era molto più alta. Da una parte ho detto &#8216;Wow, che bello, una super logistica, un ottimo sistema?, dall&#8217;altra mi lasciava qualche perplessità. Ho iniziato a pensare:</p>
<blockquote><p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-17219 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-01.jpg" alt="" width="318" height="477" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-01.jpg 683w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-01-200x300.jpg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-01-600x900.jpg 600w" sizes="(max-width: 318px) 100vw, 318px" />&#8216;Ma scusami, quindi loro stessi dicono che ci sono dei prodotti A e dei prodotti B, una produzione A una produzione B. Quindi, qualità, provenienza, affidabilità della produzione dove sono se produciamo in Cina, in Turchia, in India?&#8217;</p></blockquote>
<p>Tanto meno in quegli anni si parlava di ambiente, di persone, di etica. <strong>Era proprio tutto concentrato sulla produzione, produrre il più possibile.</strong></p>
<p>Questa è stata la mia origine, più andavo a indagare e più mi facevo ulteriori domande. Questo ha toccato la mia mente di consumatrice. Ogni volta che facevo un acquisto ho iniziato a vedere l&#8217;etichetta, se andavo da Zara perché comunque visitavo molto spesso i loro negozi in tutto il mondo e in quel periodo in Spagna, giravo, controllavo provenienza, composizione. Tante volte non mi guardavano bene, come non mi guardano tutt&#8217;ora!&#8221;</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Ne so qualcosa di questa stranezza, guarda! Diventa poi un gesto automatico, ma necessario. Come quando si leggono gli ingredienti nei prodotti alimentari. Ma cosa è cambiato allora, Manuela nel tuo modo di acquistare abbigliamento una volta che sei venuta a conoscenza di tutte queste cose che ci stai raccontando? E chissà quante altre ne hai viste e sei venuto a sapere.</span></h5>
<p>&#8220;Sicuramente se acquisto dalle grandi catene del fashion, <strong>cerco di escludere il Made in China e in India,</strong> proprio perché non non ho quella sensazione di conoscenza che magari puoi avere su altri tipi di produzioni che sono più simili alla nostra. In Italia sai magari in certi posti dove viene prodotto meglio, c&#8217;è più comunicazione, più integrata. Prediligo sempre più spesso la qualità. <strong>Quando vedo prezzi troppo bassi, scarto perché purtroppo so cosa c&#8217;è dietro.</strong> Nello stesso tempo, preferisco tessuti morbidi, naturali. Ho eliminato poliesteri, sia per me sia per la produzione per The Casual Twinkle.  Cerco di acquistare il Made in Italy anche online. Ci sono siti online dove ti spiegano che è Made in Italy, cerco di prendere quello. Ovvio che poi sappiamo che Made in Italy è l&#8217;ultima fase del processo o il processo intero. Quindi cerco di seguire i brand attendibili, che dialogano con noi consumatori in merito alla qualità, alla produzione a 360°&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">L&#8217;attenzione alla qualità, i tessuti, la provenienza: Manuela, e lo stile?</span></h5>
<p>&#8220;Si intreccia sempre con l&#8217;attenzione che pongo al vestire col mio stile, che è molto semplice ed elegante, molto curato. Non mi piace avere dei tagli che non danno nessun perché al corpo, come non mi piace mettere un tessuto rigido. Adoro sentirmi bene con me stessa, in armonia con il mio corpo, ma allo stesso tempo penso che il corpo di una donna meriti anche sensualità, morbidezza. Ognuno di noi ha un corpo diverso che va esaltato. Purtroppo tante volte capi a costo basso o tessuti duri non sono fatti per risaltare le forme del corpo. <strong>Secondo me la moda responsabile è anche una moda che ricerca dei capi che non coinvolgano solo per la bellezza estetica, ma anche per un certo tipo di stile e di taglio.</strong> Un&#8217;altra cosa, diciamo che ci sono delle dinamiche che mi rendono sempre più sensibile all&#8217;utilizzo di pratiche ambientali, sociali ed etiche positive. Una volta non veniva considerato. Adesso mi rendo conto che sto meglio se indosso qualcosa che sinceramente è fatto bene, non solo bene per me, ma è fatto bene anche per chi lavora. Non mi sento bene se so che un capo è stato fatto facendo del male a un lavoratore, come purtroppo sappiamo bene noi esperti di moda e anche un po&#8217; tutti ormai&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Hai raccontato di diversi aspetti che ti hanno fatto pensare, riflettere. Manuela, nella tua esperienza nella moda tradizionale, qual è l&#8217;aspetto che più ti ha colpito e che ti ha fatto poi dire basta con questo tipo di moda?</span></h5>
<p>&#8220;Guarda, allora Arianna, sicuramente da quando ho iniziato a vestire mia figlia è stata un po&#8217; una chiave che mi ha sollevato, perché sai fino a che pensi a te stessa, hai meccanismi che ormai hai messo in atto, quando devi vestire qualcun altro, come una mamma i propri figli&#8230; Ho iniziato a cercare di utilizzare la stessa concezione che uso per me ma, ahimè, quello che ho trovato sono stati capi di bassissima qualità, pratiche dietro che tu puoi sapere perché realmente il costo è proprio basso. Sai, mentre per noi abbiamo tutti gli armadi pieni, quindi possiamo creare, comporre, fare, per i bambini necessariamente ho dovuto comprare nuovo. <strong>Devo dire che affacciandomi al mondo dei bambini, sinceramente ho visto che loro sono un po&#8217; il primo frutto di una moda poco consapevole</strong>, nel senso che a parte il prezzo c&#8217;è proprio un concetto culturale: <strong>i bambini crescono, quindi non bisogna vestirli con capi che costano</strong>.<img decoding="async" class=" wp-image-17235 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-scaled.jpg" alt="" width="318" height="475" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-scaled.jpg 1709w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-200x300.jpg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-1367x2048.jpg 1367w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-1160x1738.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-600x899.jpg 600w" sizes="(max-width: 318px) 100vw, 318px" /></p>
<p>No! Dico sicuramente no, perché non è che perché crescono, si meritano di essere vestiti che non hanno dei tagli, con dei poliesteri&#8230;Tante volte magari ti capita di ricevere un vestitino che è apparentemente bellissimo, ma poi lo metti e dici &#8216;Ma no, ma mia figlia non può stare con questo&#8217;. Recentemente ho visto un vestitino in un mercatino in poliestere con dei limoni, ha caldo no? C&#8217;è tutta una cultura dietro a cui sicuramente tengo tantissimo. C&#8217;è il concetto &#8216;non spendo per mio figlio e poi compro tantissime cose, 3X2 oppure i saldi&#8217;. Queste cose che già costano 5 €, le prendo a 3 €. <strong>Alla fine è una spesa notevole perché ci si riempie l&#8217;armadio di cose a basso costo e senza grande perché.</strong> Perché a mia figlia? Quando uno deve gestire i figli, cerca di fare il meglio. Se per te cerchi di fare bene, per i figli che sono il il tuo prolungamento cerchi di fare ancora meglio. Non mi andava assolutamente di vestirli con una moda tradizionale che faccia male sia loro sia anche a chi produce, all&#8217;ambiente, perché questi vestiti per bambini distruggono l&#8217;ecosistema&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img decoding="async" class="wp-image-17221 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12.jpg" alt="" width="360" height="360" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12.jpg 1400w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-1024x1024.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-768x768.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-1160x1160.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-75x75.jpg 75w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-1320x1320.jpg 1320w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-600x600.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /><span style="color: #e7b928;">Quindi è per questo che hai deciso di creare The Casual Twinkle? E cosa hai scelto di proporre sulla piattaforma?</span></span></h5>
<p>&#8220;Sì, sì, assolutamente. Tengo tantissimo, come dicevo poco fa, all&#8217;educazione dei miei figli, nel senso proprio di una cultura rispettosa e positiva verso ciò che fa parte di loro, quindi di ciò che come noi mamme, noi donne mettiamo sulla nostra pelle, così anche su di loro, anche di quello che è intorno a loro. Purtroppo e per fortuna i vestiti sono la prima essenza, non è solo apparenza. Noi italiani viviamo in un paese stupendo, fatto sia di meraviglie naturali sia di una cultura della moda incredibile. <strong>È in qualche modo un peccato vestirli di grandi marchi che non ci appartengono, poco attenti all&#8217;ambiente e privi di stile.</strong></p>
<p>Sicuramente la mia più grande volontà che ha fatto scattare questo è proprio che i bambini, i miei figli ma anche le future generazioni, possano crescere con dei valori, che siano sensibili al mondo e alle persone. I capi di abbigliamento, sembra banale o magari uno non ci pensa, però fanno anche questo. Lo vedo a distanza di anni, già da <strong>mia figlia più grande, è comunque abituata a questa cultura, inizia a capire, io le spiego</strong>. Soprattutto vestendo cose belle, mi chiede di indossarle di nuovo. Fino a 4 o 5 anni magari non capiscono, poi a 6-7 anni, iniziano a farsi anche loro una cultura, un&#8217;abitudine di come li abbiamo cresciuti. Quindi, nella mia boutique online ho scelto di dare proprio spazio principale alla moda bambino, di creare dei Total look composti non solo da capi ma anche da calzature e accessori che sono casual ed eleganti.</p>
<p>Perché casual eleganti? A parte che è un po&#8217; il mio stile, però poi ho cercato di pensare ai bambini, comunque devono essere vestiti comodi, devono potersi muovere, perché sono continuamente in movimento. Lo stile per me è qualcosa che fa parte di un&#8217;essenza del vestire. Ecco, ho desiderato tantissimo che ci fosse un&#8217;armonia con la natura. L&#8217;armonia di The Casual Twinkle abbraccia solidi principi che sono a livello ambientale, sociale ed etico. <strong>Proprio da esperta di marketing, volevo che l&#8217;intero processo, dal design all&#8217;utilizzo del capo, fosse tracciabile e controllato.</strong></p>
<p>Cosa vuol dire? Che la catena di produzione, questa che ho raccontato prima di Zara, che andava in India, poi tornava alla Coruña in Spagna, poi veniva da noi in Italia o ritornava in India o in Turchia, ho desiderato che questo che fosse il più breve possibile. Ci sono io che offro i prodotti, c&#8217;è il consumatore che li utilizza e dietro di me c&#8217;è soltanto il brand che pone il marchio e che li produce. C&#8217;è un unico caso, quello di un brand danese che produce in Bolivia, ma una delle due fondatrici è boliviana, è come il prolungamento di questo brand. Inoltre è fondamentale per me che ci sia una ricerca dietro a ogni cosa: dietro a ogni brand che propongo c&#8217;è una grandissima selezione di capi esclusivi unici, realizzati con prodotti naturali e per esempio per donna sono tutti realizzati in Italia e in upcycling, quindi evitando ulteriori sprechi. Questo è il filone che viene sempre ritrovato in The Casual Twinkle: utilizzo di materiali naturali, sostegno alle persone, sostegno all&#8217;ambiente, non sprechi, proprio partendo dal design&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17223 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02.jpg" alt="" width="662" height="442" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02.jpg 1300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02-300x200.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02-1024x684.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02-768x513.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02-1160x775.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02-600x401.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 662px) 100vw, 662px" /></span></h5>
<h5><span style="color: #e7b928;">Per i bambini cosa troviamo sulla piattaforma?</span></h5>
<p>&#8220;Per i bambini, abbiamo delle polo, camicie, felpe che sono ricamate a mano a Treviso, quindi qui vicino. Ho visto come fanno questi ricami a mano e ti innamori subito perché ci mettono una passione, una cura, una precisione e non hanno nessun tipo di strumento se non la mano che ricama ed è un qualcosa di incredibile. Poi ci sono anche gli abiti, i pantaloni, i pagliaccetti. Tutti questi hanno cashmere, lino o cotone e tutto di altissima qualità, rientriamo in schemi di tutela dei prodotti, sono tutti certificati. Non ho le certificazioni ma i miei fornitori le hanno proprio per dare una continuità e tutelare sia il consumatore sia chi lavora, che sta facendo realmente un lavoro utile anche l&#8217;ambiente&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">E per i più piccoli?</span></h5>
<p>&#8220;Ci sono dei body, delle salopette, dei pagliaccetti, ricamati a mano in velluto, sono veramente stupendi. A completare il look ci sono le scarpe: stivaletti, sneakers, sandali, tutto quello che ti viene in mente di scarpe per bambino. Questi sono prodotti artigianalmente in Portogallo da un brand danese che è pioniere della sostenibilità. Dal 2005 pensa che cercano le migliori soluzioni per i piedi bambini, perché uno pensa che il piede del bambino, anzi magari uno non ci pensa, è veramente tanto delicato e ha bisogno del giusto supporto in ogni fase di crescita. Queste scarpe sono realizzate tutte in pelle. Qualcuno ha anche conciata al vegetale, senza agenti chimici e tutte con sostanze e componenti chimiche non tossiche. Poi per la stagione invernale abbiamo questa collezione di cui parlavo prima di provenienza dalla Bolivia, che sono delle maglie dei capi in alpaca. La particolarità è che sono innanzitutto realizzati a mano in Bolivia, ma soprattutto sono 100% in alpaca. Infatti non so se qualcuno guarda mai, io, tu sì perché me l&#8217;hai detto, le etichette: raramente troviamo 100% lana, figurarsi alpaca. Perché l&#8217;alpaca? È estremamente morbida e ha delle proprietà che sono termoregolanti ed è una specie di fibra. Questi piccoli peletti di alpaca vengono tutti composti insieme e creano veramente una qualità, una morbidezza che è simile al cashmere. Questo brand, per esempio supporta lo sviluppo sostenibile degli allevatori e delle loro famiglie, anche l&#8217;istruzione dei loro figli&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Oltre all&#8217;abbigliamento per bambini, dicevi che ci sono anche capi da donna, anche per le mamme.</span></h5>
<p>&#8220;Lingerie, active wear, costumi da bagno, tshirt. Hai presente quella t-shirt che tutti noi, o almeno io, ho sempre voluto morbida, che caschi bene, che risalti le forme del corpo, che non caschi tipo lunga come una t-shirt, nel senso la usiamo con la gonna, la usiamo sotto la giacca, la possiamo usare coi jeans, con gli stivali e risalta il corpo. Tutti gli altri pezzi risaltano la sensualità, le forme del corpo. The Casual Twinkle propone artigianalità, stile, dettagli, comodità. Proprio per il mio desiderio di avere delle collezioni che siano versatili, si possono utilizzare in più occasioni, componendo anche con pochi pezzi che durano nel tempo, per esempio le maglie di alpaca sono indistruttibili, sono incredibili, ma così come sono le polo, puoi fare quanti lavarci vuoi che il cotone rimane integro. Facciamo del bene ai nostri bambini e a noi e a chi li produce&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-17238 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-03-e1698676556304.jpg" alt="" width="599" height="398" /><span style="color: #e7b928;">Perché questo nome? Manuela, toglimi la curiosità.</span></span></h5>
<p>&#8220;È un nome pieno di metafore ed è un&#8217;essenza molto dolce. Casual è lo stile di vita, casual ma elegante. È anche un modo di porsi alla vita: quando capitano avvenimenti casuali un po&#8217; nella nostra vita, dove magari siamo felici, magari siamo appesantiti, però in questo modo casual troviamo una specie di spensieratezza, una gioia di vivere. Twinkle invece vuol dire sberluccichio ed è la scintilla di questi momenti, è un bagliore che ci illumina, lo sberluccichio delle Stelle e il luccichio dei raggi del sole. Avete presente quando il sole riflette i raggi, oppure quando la luna riflette il suo essere sul mare? Sono di Trieste, quindi sberluccichio sul mare dei raggi del Sole e della luna. Mi ha appassionato. Inoltre Twinkle ricorda anche la ninna nanna per bambini <em>Twinkle, twinkle little star</em>,  che ogni mamma conosce, è una dolcezza per i bambini. È uno stile sensibile alla nostra vita, dove siamo noi a dare senso alle nostre scelte con la nostra volontà, siamo noi a cogliere quella scintilla che è dentro di noi e questo proprio nel mondo della moda è importantissimo. <strong>Come la moda in qualche modo è caduta, ci ha spinto a comprare e comprare sempre di più, noi possiamo dire basta in un modo di vestirsi casual elegante, decidiamo di brillare e di riemergere anche nel mondo della moda.</strong> Vuole essere un richiamo alla natura pieno di fascino, ma anche un&#8217;eleganza e comodità, appunto uno stile raffinato, curato. Non è solo un brand, è anche qualcosa di più, è un avvicinarsi a una cultura umana. Lo sai, ho anche un blog dove racconto di esperienze di vita vissuta da mamma, dei pensieri, dei viaggi, in un&#8217;ottica consapevole. Propongo sia le mie collezioni, sia altri brand che conosciuto. È proprio un essere casuale e felici&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Quali aspetti della sostenibilità caratterizzano i capi che proponi, Manuela?</span></h5>
<p>&#8220;In merito ai capi e alle calzature, come ti raccontavo prima, sono tutti sostenibili, è un po&#8217; la grande particolarità della piattaforma, a livello sociale, ambientale, etico. I<strong>n un unico posto ci sono pochi, selezionatissimi brand. Per donna è tutto in upcycling, tessuti rigenerati di altissima qualità.</strong> I prodotti sono a chilometro zero, non vengono impiegate nuove risorse per produrre i tessuti, perché ci si avvale di quello che esiste già, proprio seguendo il concetto di upcycling e riduciamo gli scarti dell&#8217;industria della moda. La nostra boutique abbraccia il design circolare, cioè sia nella fase creativa sia nella progettazione, vengono tenuti in considerazione le risorse e tutti i materiali utilizzati e chi realizza questi prodotti. In un&#8217;ottica in armonia con la natura. Per esempio nella produzione dei capi in alpaca, vengono utilizzate le coccinelle come pesticida naturale, mi sono innamorata di questo concetto. Diamo ampissimo spazio a tecniche artigianali come il ricamo, oppure tutti i brand realizzano i propri prodotti a mano. Questo per me è sorprendente, anche perché il design è innovativo, mentre le tecniche vengono da varie tradizioni tessili a poco a poco migliorate negli anni&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">C&#8217;è un articolo per bambini che consigli di più? E se sì, perché?</span></h5>
<p>&#8220;Questa è una bella domanda! Come si sarà capito, adoro i capi in alpaca. Le maglie sono calde, sono termoregolanti, sono morbide. Con una maglia di alpaca ti fai tranquillamente la stagione intera, ma non solo invernale, anche i primi tempi freddi d&#8217;autunno o primavera, la primavera matta di quest&#8217;anno. Anche per i bambini piccoli. Non pensavo, ma ho i tester che sono i miei figli, l&#8217;ho provata anche sul piccolo e usata tantissimo, stringono e i bambini hanno bisogno di sentirsi coccolati. Hanno bisogno di colore, di essere avvolti. Consiglio anche le polo, gli abiti ricamati, i pagliaccetti. Scusami, è difficile veramente come domanda! Tengo tantissimo al Made in Italy, perché sono artigianali, perché ho visto questa azienda, vado spesso a trovarli. Sono veramente incredibili, hanno una cura, una passione nello scegliere i tessuti. Insieme, creiamo delle collezioni veramente stupende. E poi le scarpe: stivaletti per bambino/bambina hanno pelle morbida, sono termoregolanti, veramente tutti fatti per sostenere il piede&#8221;.</p>

<a href='https://dress-ecode.com/dai-retroscena-del-lavoro-nel-fast-fashion-al-desiderio-di-una-moda-piu-lenta-ed-etica-manuela-racconta-the-casual-twinkle/salopette-blu-body-bambino-dettaglio-grande/'><img loading="lazy" decoding="async" width="550" height="825" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-04.jpg" class="attachment-full size-full" alt="" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-04.jpg 550w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-04-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a>
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<h5></h5>
<h5><span style="color: #e7b928;">Hai menzionato prima il tuo blog, che seguo da un po&#8217; di tempo con delle belle immagini che parlano di luoghi, di esperienze nella natura. Pensi che anche questo legame con il mondo naturale abbia influito sulla tua scelta di uscire dalla moda tradizionale, e di preferire di creare qualcosa che avesse a che fare con brand più legati alla sostenibilità?</span></h5>
<p>&#8220;Con questa domanda fai bingo! Sono nata a Trieste, una città affacciata sul mare, che è però un altipiano verdeggiante, cioè c&#8217;è una collina immensa composta da verde, boschi. Quindi da una parte ho sempre visto il tramonto sul mare, dall&#8217;altra invece in 5 minuti sono in mezzo a boschi profumati. Sono molto sportiva, da sempre pratico attività all&#8217;aperto, in riva al mare, nuoto, oppure tra i boschi a correre, porto il cane, i bambini. I miei genitori hanno educato me e mio fratello alla montagna, nel senso siamo andati tantissimo in tutte le stagioni in montagna. Pensa che varie volte ho vissuto in città anche molto carine a Long Beach, in California, vicino a Los Angeles, a Madrid, a Vienna, Oxford, tra studio e lavoro, ho girato un po&#8217;. Ogni volta il richiamo del mio mondo naturale mi ha sempre riportata a casa. Questo per me è stato determinante nel creare il mio cammino, ed è una sensibilità che ho maturato e continuo a maturare, a vivere. C&#8217;è stato un po&#8217; la scintilla, a proposito di Twinkle, che ha fatto costruire i pezzi di The Casual Twinkle&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Ci racconti di qualche posto speciale che hai visto che ti ha fatto riflettere o ispirato sull&#8217;impatto che abbiamo sulla natura?</span></h5>
<p>&#8220;Sì certo, Arianna. <strong>Trieste è sicuramente una fonte di ispirazione costante, il cielo assume dei colori incredibili. Penso proprio per l&#8217;aria leggera, in qualche modo che c&#8217;è appunto tra il mare, i monti, i boschi.</strong> Sicuramente la montagna, un luogo che mi dona pace, serenità, sulle Dolomiti, di solito  vado lì. Mi sembra che ogni cosa sia in armonia con se stessa e con le cose intorno. Proprio l&#8217;altro weekend eravamo in montagna, ho visto un tramonto sui monti dal balconcino di questo appartamento dove stavamo, pieno di gerani e di fiori. E aveva da poco piovuto, stava spuntando l&#8217;ultimo sole che colorava di verde acceso i prati di fronte. C&#8217;era anche un ruscello vicino, si sente il rumore dell&#8217;acqua che scorre. Scenari come questi che ti prendono al 100% mente corpo e mi fanno pensare che ci sia un senso di completezza, molto spesso che si può raggiungere anche con poche cose, quasi come se non si necessitasse nient&#8217;altro. Soprattutto d&#8217;estate, c&#8217;è quando cammino in vetta una maestosità della natura che mi affascina e che mi sembra un regalo che la natura fa a noi. Al tempo stesso, però, sappiamo che la natura è molto fragile. Basta vedere come stanno cambiando il meteo, la morfologia del territorio. Ero in montagna, eravamo vicino alla Marmolada, a occhio nudo vedi, io mi ricordo com&#8217;era una volta. Vedi i progressi all&#8217;indietro che sta facendo, quanto si sta sciogliendo, è anche crollato quel pezzo. Ho provato un po&#8217; anche a spiegare a mia figlia, a ricordare questa cosa. <strong>Penso che la natura sia una grande ispirazione, ma anche mi fa riflettere sul fatto che dobbiamo sicuramente proteggerla</strong>&#8220;.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-17225 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-20.jpg" alt="" width="385" height="576" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-20.jpg 683w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-20-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 385px) 100vw, 385px" /><span style="color: #e7b928;">Da mamma single con spirito di avventura, come hai vissuto queste esperienze con tua figlia? Dove siete andate? Difficoltà e bellezza del viaggiare con lei?</span></span></h5>
<p>&#8220;Sì, Arianna, sai una volta una mia amica mi ha chiesto qual è la cosa più difficile nell&#8217;essere una mamma single e quasi senza pensarci le ho detto &#8216;condividere le esperienze che ho vissuto insieme a mia figlia con qualcun altro&#8217;, ma in questo caso, ovviamente, col papà. Ecco, per me questa è stata sempre una difficoltà, perché sono comunque molto espansiva in certe cose, nelle avventure, negli avvenimenti belli. Mi piace raccontare, confrontarmi. Siamo stati in montagna e ho camminato tra le vette con tutti i meteo, sempre facendo attenzione alle condizioni. Sono diventata bravissima e conosco tutte le condizioni meteo sempre. <strong>Conosco quanto tempo ci sto, calcolo i tempi, i ritmi, l&#8217;abbigliamento sempre in più per cambiare nel caso ci si bagni</strong>. Sono le piccole avventure di quando sei da solo, perché devi essere preparato ad ogni evenienza. Poi anche con lei in spalla nello zaino, quando ha iniziato a camminare. Non mi sono mai arresa. Anche ciò che piaceva a me, magari un po&#8217; insegnavo a lei, un po&#8217; comunque effettivamente facevo contenta anche me stessa&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Dove siete andate?</span></h5>
<p>&#8220;Siamo andate nei Paesi Baschi, sono andate a trovare un&#8217;amica, poi siamo state qualche giorno da sole. <strong>L&#8217;ho portata in Lapponia, nell&#8217;Artico. Ecco è stato il viaggio forse che mi ha fatto capire quanto alla fine posso contare anche su me stessa, sulle mie forze. Sono viaggi magari impegnativi dove dormi poco, devi organizzare. Però tutto questo mi ha aperto un cuore, la mente.</strong> Viaggi con una piccola creatura che devi crescere e difendere, proteggere, insegnare. Sei solo con un bambino, non ti stai confrontando con un adulto, devi trovare anche il modo per te che sia uno svago, che non sia una fatica. Devo dirti la verità, alla fine tutti questi sforzi, soprattutto lo sforzo fisico in certi momenti, è sempre stato ripagato da complicità, estrema serenità. Ci siamo raccontate tutti i tipi di storie possibili immaginabili. Abbiamo riso come matte, certi momenti arrabbiate non ci parlavamo più. Adesso c&#8217;è anche il fratellino di 2 anni, siamo una specie di armonia totale e senza confini, è molto piacevole. Da mamma, speri sempre di crescere dei bambini sereni, sensibili, nel mio caso anche con una cultura positiva perché mi rendo conto che un po&#8217; uno switch mentale. Ce l&#8217;ho e mi piacerebbe insegnarlo. Spero che con queste avventure, un po&#8217; matte, mi rendo conto, un po&#8217; fuori dagli schemi, i figli possano sia avere un modo rispettoso verso se stessi, nel raggiungere i propri obiettivi, le proprie mete, sia vivere in armonia anche con il mondo che li circonda&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Che belli questi viaggi, Manuela, soprattutto quello in Lapponia. Avevo visto le foto chissà come deve essere stato emozionante anche con la tua bimba fare questo viaggio! C&#8217;è qualcosa che vuoi dire, qualche consiglio che vuoi dare alle mamme per scegliere i capi dei loro bimbi e delle loro bimbe?</span></h5>
<p>&#8220;Sì, ti ringrazio per questa domanda. <strong>Consiglio di prendere pochi capi, magari leggermente in crescita e che siano versatili. Questo cosa vuol dire? Di pensare alla stagione, non all&#8217;evento, di pensare alla maglia per l&#8217;inverno, alla scarpa calda o quella per la pioggia. Di non pensare a quella festa, quel matrimonio, perché quelli sono dei casi unici.</strong> Dobbiamo comunque prendere dei capi per bambini che siano duraturi. Quindi, spendere secondo me un pochino di più per le cose che abbiano bei tagli, un bello stile, che non solo sembrano belli ma che lo siano realmente. Se c&#8217;è in mezzo il discorso sostenibile, non possono costare poco, perché purtroppo se costano poco in automatico vuol dire che non sono sostenibili. Spendete di più per un capo singolo piuttosto che comprare tanti capi che sembrano belli ma cascano senza forma e valgono poco. Magari di diffidare un po&#8217; dalle grandi catene, nel senso che tante città sono bombardate dalle grandi catene. Di cercare il brand particolare e purtroppo questi si trovano online, non perché io sono online, ma c&#8221;è molta più scelta molto spesso. E di fidarsi del brand, nel senso di vedere la pagina prodotto, cosa racconta. Perché molto spesso tanti si dicono sostenibili, ma non lo sono&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Secondo te cosa bisogna guardare nella pagina per capire se sono più sostenibili?</span></h5>
<p>&#8220;Guardi un po&#8217; la descrizione del brand e un po&#8217; anche la storia, se c&#8217;è la pagina sostenibilità, che non siano cose dette per dire, ma che siano veramente sentite, che ci siano foto di produzione. Oppure anche che <strong>nella pagina prodotto sia ben descritta, una bella guida taglie, una bella presentazione del prodotto, ma proprio bella, che ti narri la storia di quel prodotto.</strong> Molto spesso c&#8217;è scritto fatto &#8216;in EU&#8217;, Unione Europea. Dove? Come? Un po&#8217; noi consumatore dobbiamo sempre porci delle domande, anche se non siamo tecnici, ma una storia ogni capo c&#8217;è l&#8217;ha, ogni brand ce l&#8217;ha. Inoltre, penso che <strong>vestire i bambini con qualche taglia in più non fa male.</strong> Effettivamente loro crescono e i prodotti costano soprattutto se come dicevamo sono fatti bene. Senza problemi, a un bambino, una bambina che veste 116 si può prendere 128. Diciamo che dall&#8217;anno mezzo in su comunque i bambini hanno una crescita costante. Qualche centimetro in più, a meno che non deve essere una maglia stretta sul collo, un girocollo se lo prendi un po&#8217; più largo non è che ti è largo, se i capi sono fatti bene. Non pensate che prendendo capi che costano di più alla fine andate a spendere veramente di più, perché avete delle cose essenziali. Non riempirsi gli armadi: come non dobbiamo riempirci i nostri, così non dobbiamo riempire gli armadi nei nostri bambini. E fare molta attenzione alle scarpe. Sono fondamentali. Misurate sempre il piedino e calcolate 1 cm in più. Soprattutto, una volta mi ricordo una fisiatra mi ha detto &#8216;Sai, i primi anni i bambini hanno un piede veramente delicato e hanno bisogno di un supporto&#8217;. Qua è stata appunto una di quelle &#8216;casual twinkle&#8217;, come li chiamo io. Effettivamente mi hanno fatto comporre il pezzo, sono veramente dei consigli che do sulle scarpe. Sono essenziali per i bambini.</p>
<p><strong>Fate gli acquisti con amore. Non solo verso se stessi, che il bambino sia bello, ma anche per i capi che si comprano, che facciano del bene perché il pianeta è così bello, ma è anche così fragile</strong>&#8220;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Grazie Manuela per aver raccontato dei capi, soprattutto per bambini, per aver dato i consigli e anche per averci fatto immaginare le tue avventure con la tua bimba e adesso anche con il tuo bimbo! La prossima volta speriamo di incontrarci in mezzo alla natura per un altro episodio. Chissà, magari qualcos&#8217;altro insieme. Grazie per averci raccontato della tua esperienza e del tuo progetto.</span></h5>
<p>&#8220;Grazie Arianna, grazie a te è stato un piacere fare questa chiacchierata, è sicuramente un&#8217;ottima idea di creare un episodio in mezzo alla natura. E speriamo di incontrarci presto perché ci parliamo tanto in vari modi, ma non siamo mai riuscite a vederci di persona. Complimenti ancora per l&#8217;ottimo lavoro che svolgi e la passione che ci metti. A presto!&#8221;</p>
<p>The Casual Twinkle &gt; <a href="https://www.thecasualtwinkle.com/">Sito web</a>; <a href="https://www.instagram.com/thecasualtwinkle">Instagram</a>; <a href="https://www.facebook.com/thecasualtwinkle">Facebook</a>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-16731" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/06/Aiutaci-a-diffondere-una-moda-piu-sostenibile-condividi-i-nostri-articoli-3.gif" alt="" width="700" height="100" /></p>
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		<title>Che eco-ansia! 10 rimedi per alleggerirla</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2021 10:21:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Environment/Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Eco-ansia &#160; Tra diluvi, incendi, siccità, uragani, inquinamento, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello dei mari… C&#8217;è qualcuno, sensibile all&#8217;argomento sostenibilità, che non senta un po’ di eco-ansia? Soprattutto in seguito alla pubblicazione dell&#8217;ultimo rapporto IPCC durante quest&#8217;estate, i post, i commenti e le richieste di consigli sempre più frequentemente hanno riguardato la preoccupazione per lo scenario futuro che si prospetta in termini di sopravvivenza del genere umano. L&#8217;IPCC Costituito nel 1988, è l&#8217;organismo internazionale delle Nazioni Unite per la valutazione dei cambiamenti climatici. Nell&#8217;ultimo rapporto pubblicato, 234 scienziati hanno sintetizzato 14,000 documenti di ricerca. Non ci sono più dubbi sulla crisi climatica. È inequivocabile che l’influenza umana abbia riscaldato l’atmosfera, l’oceano e le terre emerse. Le evidenze lo confermano (fonte: IPCC 2021): L’influenza umana è la causa principale del ritiro dei ghiacciai a livello globale dagli anni ’90 e ha contribuito allo scioglimento superficiale osservato della calotta glaciale della Groenlandia negli ultimi due decenni. L’influenza umana ha riscaldato il clima a un ritmo (velocità) senza precedenti negli ultimi 2000 anni. Gli estremi di caldo (incluse le ondate di calore) sono diventati più frequenti e più intensi nella maggior parte delle terre emerse a partire dagli anni ’50 del XX secolo. La temperatura superficiale globale è aumentata più velocemente a partire dal 1970 che in qualsiasi altro periodo di 50 anni degli ultimi 2000 anni. Il livello medio globale del mare continuerà ad aumentare nel corso del XXI secolo (le ipotesi sono tra +0,28 e +1,01 metri). L’oceano si è riscaldato più velocemente nell’ultimo secolo che dalla fine dell’ultima deglaciazione (circa 11.000 anni fa). Nel 2019, le concentrazioni atmosferiche di CO2 erano le più alte degli ultimi 2 milioni di anni. Il riscaldamento globale di 1,5°C e 2°C sarà superato durante il corso del XXI secolo a meno che non si verifichino nei prossimi decenni profonde riduzioni delle emissioni di CO2 e di altri gas serra. Sono solo alcuni dei punti emersi dal rapporto: ti è salita l&#8217;eco-ansia? Cos&#8217;è? Si tratta di un impatto psicologico indiretto del cambiamento climatico. È &#8220;una reazione su larga scala allo stato degli ecosistemi planetari&#8221; (Pihkala, 2020). Secondo l’American Pshychological Association (2017) è &#8220;una paura cronica dei disastri ambientali. Una fonte di stress causato dal guardare il lento e apparentemente irrevocabile impatto del cambiamento climatico, e preoccuparsi del futuro di se stessi, dei bambini e delle ultime generazioni” (Clayton et. al., 2017). Come si manifesta? I sintomi riferiti sono paura esistenziale, senso di colpa o vergogna per la propria impronta ambientale, depressione, ansia, panico, nervosismo, sensazione di essere senza speranza, irritabilità, debolezza, sbalzi d&#8217;umore, esaurimento, insonnia, pensieri ossessivi. Chi riguarda? Riguarda tutti, anche giovani e bambini. L&#8217;American Psychological Association (2020) ha rilevato che per il 47% degli americani di età compresa tra 18 e 34 anni lo stress del cambiamento climatico ha avuto un impatto sulla vita quotidiana. I giovani sperimentano attraverso la tecnologia moderna una maggiore esposizione a realtà climatiche inquietanti e ansiogene (Li, 2015). L&#8217;associazione di beneficenza Place2Be afferma che sia più accentuata tra i giovani: da uno studio emerge che 4 bambini su 5 tra i 10 e i 12 anni hanno espresso sentimenti di paura, tristezza, rabbia per i problemi ambientali. Come reagiamo all&#8217;ansia climatica? Le risposte psicologiche possono essere (Coppola, 2021): disadattive. Per molte persone, il costo mentale di pensare e sperimentare la realtà di un clima che cambia è quasi troppo da sopportare. Di conseguenza, una risposta comune è rifiutare questa realtà. Una risposta disadattiva è caratterizzata dallo spegnimento attraverso la negazione, la scissione e il disconoscimento (Doherty, 2011; Lewis, 2019). adattive. Altre persone coltivano vari effetti di auto-conservazione come resilienza, speranza costruttiva, sintonizzazione, risonanza cognitiva e autoefficacia. Pihkala (2019) afferma che bisogna essere in grado di adattarsi di fronte all&#8217;ansia piuttosto che essere schiacciati. Come possiamo rispondere in modo adattivo? Abbiamo raccolto alcuni suggerimenti per reagire all&#8217;eco-ansia in modo più costruttivo e resiliente. In casi di livelli elevati o situazioni patologiche ovviamente è necessario il supporto di uno specialista, negli altri casi possiamo adottare alcuni accorgimenti. &#160; &#160; &#160; &#160; 10 rimedi Migliorare lo stato d&#8217;animo Connettiti con la natura. Coltiva piante e alberi in terrazzo, balcone, giardino. Medita. Disconnettiti da internet. Prendersi cura di sé attraverso abitudini sane è uno dei rimedi consigliati dall&#8217;American Psychological Association. Informarsi meglio Scegli accuratamente le fonti d&#8217;informazione. Evita chi espone con toni disastrosi, senza proporre azioni che possono essere messe in pratica. Verifica sempre ciò che leggi! Spesso i media rincorrono titoli sensazionalistici. Riduci il tempo in mezzo a notizie negative. È importante essere aggiornati, ma non esagerare. Zero Waste Goods dà un consiglio secondo noi molto valido: se leggi una storia negativa, scrivi un messaggio da “portare a casa” e un cambiamento che vuoi mettere in atto come risposta a quanto letto. Cerca storie positive per far entrare nella tua prospettiva il fatto che nel mondo accadono anche tante cose positive. L&#8217;azione come antidoto (Coppola 2021) Valuta il tuo impatto ambientale e osserva come puoi miglioralo cambiando alcune abitudini (diminuire plastica, ridurre rifiuti, acquistare localmente, adottare un&#8217;alimentazione a base vegetale, ecc.). Puoi seguire i consigli del nostro sito, per esempio, per limitare il tuo impatto attraverso la scelta dei vestiti. Oppure utilizzare un&#8217;app come AWorld. Trova il tuo ruolo, pensa qual è il modo migliore con cui puoi mettere a frutto le tue capacità per contribuire positivamente. Non possiamo fare TUTTO, ma possiamo fare qualcosa. Anche attraverso le nostre scelte politiche e di acquisto. La forza del gruppo Unisciti ad altri gruppi, per esempio di volontariato. Spesso l’eco-ansia è vissuta in solitudine. Una tesi di ricerca condotta presso l&#8217;Università del Vermont (Coppola, 2021) ha rivelato come l&#8217;azione attraverso il coinvolgimento in organizzazioni ambientali serva da antidoto per l&#8217;eco-ansia tra i membri della &#8220;Climate Generation&#8221; (sono stati intervistati giovani dai 18 ai 21 anni, reclutati da sei organizzazioni ambientaliste dell&#8217;UVM). Scegli una realtà che opera vicino a te per contribuire in modo positivo alla comunità locale. Condividi la tua esperienza con altri e costruisci forti reti sociali (American Psychological Association). Su Clubhouse ci troviamo settimanalmente per fare rete, confrontarci e sostenerci tra persone che hanno a cuore la sostenibilità (Club Sostenibilità). Cerca di essere un esempio per gli altri (ricordando che non è necessario essere perfetti!). Foto: Omid Armin (cover); Fransiskus Filibert; Dress ECOde. &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png" alt="" width="30" height="28" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png 3840w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 30px) 100vw, 30px" />Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/46665097">Eco-ansia</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra diluvi, incendi, siccità, uragani, inquinamento, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello dei mari… C&#8217;è qualcuno, sensibile all&#8217;argomento sostenibilità, che non senta un po’ di eco-ansia?</p>
<p>Soprattutto in seguito alla pubblicazione dell&#8217;ultimo rapporto IPCC durante quest&#8217;estate, i post, i commenti e le richieste di consigli sempre più frequentemente hanno riguardato la preoccupazione per lo scenario futuro che si prospetta in termini di sopravvivenza del genere umano.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">L&#8217;IPCC</span></h5>
<p>Costituito nel 1988, è l&#8217;organismo internazionale delle Nazioni Unite per la valutazione dei cambiamenti climatici. Nell&#8217;ultimo rapporto pubblicato, 234 scienziati hanno sintetizzato 14,000 documenti di ricerca. Non ci sono più dubbi sulla crisi climatica. È inequivocabile che l’influenza umana abbia riscaldato l’atmosfera, l’oceano e le terre emerse. Le evidenze lo confermano (fonte: IPCC 2021):</p>
<ul>
<li>L’influenza umana è la causa principale del ritiro dei ghiacciai a livello globale dagli anni ’90 e ha contribuito allo scioglimento superficiale osservato della calotta glaciale della Groenlandia negli ultimi due decenni.</li>
<li>L’influenza umana ha riscaldato il clima a un ritmo (velocità) senza precedenti negli ultimi 2000 anni.</li>
<li>Gli estremi di caldo (incluse le ondate di calore) sono diventati più frequenti e più intensi nella maggior parte delle terre emerse a partire dagli anni ’50 del XX secolo.</li>
<li>La temperatura superficiale globale è aumentata più velocemente a partire dal 1970 che in qualsiasi altro periodo di 50 anni degli ultimi 2000 anni.</li>
<li>Il livello medio globale del mare continuerà ad aumentare nel corso del XXI secolo (le ipotesi sono tra +0,28 e +1,01 metri).</li>
<li>L’oceano si è riscaldato più velocemente nell’ultimo secolo che dalla fine dell’ultima deglaciazione (circa 11.000 anni fa).</li>
<li>Nel 2019, le concentrazioni atmosferiche di CO<sub>2</sub> erano le più alte degli ultimi 2 milioni di anni.</li>
<li>Il riscaldamento globale di 1,5°C e 2°C sarà superato durante il corso del XXI secolo a meno che non si verifichino nei prossimi decenni profonde riduzioni delle emissioni di CO2 e di altri gas serra.</li>
</ul>
<p>Sono solo alcuni dei punti emersi dal rapporto: ti è salita l&#8217;eco-ansia?</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-15265 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/fransiskus-filbert-mangundap-f_0nTK31xjs-unsplash-scaled.jpg" alt="" width="429" height="570" />Cos&#8217;è?</span></h5>
<p>Si tratta di un impatto psicologico indiretto del cambiamento climatico. È &#8220;una reazione su larga scala allo stato degli ecosistemi planetari&#8221; (Pihkala, 2020). Secondo l’American Pshychological Association (2017) è &#8220;una paura cronica dei disastri ambientali. Una fonte di stress causato dal guardare il lento e apparentemente irrevocabile impatto del cambiamento climatico, e preoccuparsi del futuro di se stessi, dei bambini e delle ultime generazioni” (Clayton et. al., 2017).</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Come si manifesta?</span></h5>
<p>I sintomi riferiti sono paura esistenziale, senso di colpa o vergogna per la propria impronta ambientale, depressione, ansia, panico, nervosismo, sensazione di essere senza speranza, irritabilità, debolezza, sbalzi d&#8217;umore, esaurimento, insonnia, pensieri ossessivi.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Chi riguarda?</span></h5>
<p>Riguarda tutti, anche giovani e bambini. L&#8217;American Psychological Association (2020) ha rilevato che per il 47% degli americani di età compresa tra 18 e 34 anni lo stress del cambiamento climatico ha avuto un impatto sulla vita quotidiana. I giovani sperimentano attraverso la tecnologia moderna una maggiore esposizione a realtà climatiche inquietanti e ansiogene (Li, 2015).</p>
<p>L&#8217;associazione di beneficenza Place2Be afferma che sia più accentuata tra i giovani: da uno studio emerge che 4 bambini su 5 tra i 10 e i 12 anni hanno espresso sentimenti di paura, tristezza, rabbia per i problemi ambientali.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Come reagiamo all&#8217;ansia climatica?</span></h5>
<p>Le risposte psicologiche possono essere (Coppola, 2021):</p>
<ul>
<li><strong>disadattive</strong>. Per molte persone, il costo mentale di pensare e sperimentare la realtà di un clima che cambia è quasi troppo da sopportare. Di conseguenza, una risposta comune è rifiutare questa realtà. Una risposta disadattiva è caratterizzata dallo spegnimento attraverso la negazione, la scissione e il disconoscimento (Doherty, 2011; Lewis, 2019).</li>
<li><strong>adattive.</strong> Altre persone coltivano vari effetti di auto-conservazione come resilienza, speranza costruttiva, sintonizzazione, risonanza cognitiva e autoefficacia. Pihkala (2019) afferma che bisogna essere in grado di adattarsi di fronte all&#8217;ansia piuttosto che essere schiacciati.</li>
</ul>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Come possiamo rispondere in modo adattivo?</span></h5>
<p><a href="https://dressecode.thinkific.com/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-14632" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/05/cover.jpg" alt="Corso moda sostenibile" width="406" height="305" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/05/cover.jpg 943w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/05/cover-600x449.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/05/cover-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/05/cover-768x575.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 406px) 100vw, 406px" /></a>Abbiamo raccolto alcuni suggerimenti per reagire all&#8217;eco-ansia in modo più costruttivo e resiliente. In casi di livelli elevati o situazioni patologiche ovviamente è necessario il supporto di uno specialista, negli altri casi possiamo adottare alcuni accorgimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">10 rimedi</span></h5>
<ul>
<li><strong>Migliorare lo stato d&#8217;animo</strong></li>
</ul>
<ol>
<li>Connettiti con la natura. Coltiva piante e alberi in terrazzo, balcone, giardino.</li>
<li>Medita.</li>
<li>Disconnettiti da internet.</li>
</ol>
<p>Prendersi cura di sé attraverso abitudini sane è uno dei rimedi consigliati dall&#8217;American Psychological Association.</p>
<ul>
<li><strong>Informarsi meglio</strong></li>
</ul>
<ol>
<li>Scegli accuratamente le fonti d&#8217;informazione. Evita chi espone con toni disastrosi, senza proporre azioni che possono essere messe in pratica. Verifica sempre ciò che leggi! Spesso i media rincorrono titoli sensazionalistici.</li>
<li>Riduci il tempo in mezzo a notizie negative. È importante essere aggiornati, ma non esagerare. Zero Waste Goods dà un consiglio secondo noi molto valido: se leggi una storia negativa, scrivi un messaggio da “portare a casa” e un cambiamento che vuoi mettere in atto come risposta a quanto letto. Cerca storie positive per far entrare nella tua prospettiva il fatto che nel mondo accadono anche tante cose positive.</li>
</ol>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15280 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_4112.jpg" alt="" width="770" height="553" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_4112.jpg 1600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_4112-600x431.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_4112-300x215.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_4112-1024x735.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_4112-768x552.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_4112-1536x1103.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG_4112-1160x833.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 770px) 100vw, 770px" /></p>
<ul>
<li><strong>L&#8217;azione come antidoto </strong>(Coppola 2021)</li>
</ul>
<ol>
<li>Valuta il tuo impatto ambientale e osserva come puoi miglioralo cambiando alcune abitudini (diminuire plastica, ridurre rifiuti, acquistare localmente, adottare un&#8217;alimentazione a base vegetale, ecc.). Puoi seguire i consigli del nostro sito, per esempio, per limitare il tuo impatto attraverso la <a href="https://mailchi.mp/13e230d112c6/inizia-da-qui">scelta dei vestiti.</a> Oppure utilizzare un&#8217;app come <a href="https://aworld.org">AWorld</a>.</li>
<li>Trova il tuo ruolo, pensa qual è il modo migliore con cui puoi mettere a frutto le tue capacità per contribuire positivamente. Non possiamo fare TUTTO, ma possiamo fare qualcosa. Anche attraverso le nostre scelte politiche e di acquisto.</li>
</ol>
<ul>
<li><strong>La forza del gruppo</strong></li>
</ul>
<ol>
<li>Unisciti ad altri gruppi, per esempio di volontariato. Spesso l’eco-ansia è vissuta in solitudine. Una tesi di ricerca condotta presso l&#8217;Università del Vermont (Coppola, 2021) ha rivelato come l&#8217;azione attraverso il coinvolgimento in organizzazioni ambientali serva da antidoto per l&#8217;eco-ansia tra i membri della &#8220;Climate Generation&#8221; (sono stati intervistati giovani dai 18 ai 21 anni, reclutati da sei organizzazioni ambientaliste dell&#8217;UVM).<br />
Scegli una realtà che opera vicino a te per contribuire in modo positivo alla comunità locale.</li>
<li>Condividi la tua esperienza con altri e costruisci forti reti sociali (American Psychological Association). Su Clubhouse ci troviamo settimanalmente per fare rete, confrontarci e sostenerci tra persone che hanno a cuore la sostenibilità (Club Sostenibilità).</li>
<li>Cerca di essere un esempio per gli altri (ricordando che non è necessario essere perfetti!).</li>
</ol>
<p>Foto: Omid Armin (cover); Fransiskus Filibert; Dress ECOde.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Spotify Embed: Che eco-ansia! 10 rimedi per alleggerirla" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/episode/4OR8AHEvkIwVq3wKJqiltg?si=GP_6cYPTRrKezmWiuanjpA&#038;dl_branch=1"></iframe></p>
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		<title>Umanità e natura: comportamenti delle piante e relazione tra i due mondi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 May 2021 08:50:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Climate change]]></category>
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					<description><![CDATA[All&#8217;interno del club Sostenibilità su Clubhouse (con Carlotta Redaelli e Stefano Caldirola), abbiamo intavolato un meraviglioso confronto sulla convivenza tra piante, animali e uomo. Un ciclo di incontri on line dove, dall&#8217;osservazione del rapporto tra umanità e mondo animale e vegetale, nascono riflessioni che toccano il nostro modo di pensare, di vivere, di lavorare e anche di approcciarci alla sostenibilità. Noi e la natura. Qual è il nostro posto? Ha un senso ritenerci al centro o addirittura sovrani? Possiamo imparare qualcosa dal mondo vegetale? Come interagiscono i tre tipi di intelligenza (vegetale, animale e umana)? Un panel di speaker: &#8211; Stella Saladino, Plants Inspirational Coaching &#8211; Jinane Kafrouny, Regency Event Group, Creative Director &#8211; Paolo Nassi, Regency Event Group, Founder &#38; CEO &#8211; Claudio Acace, QPX che vi incanterà con riflessioni, racconti e nozioni scientifiche per scoprire il meraviglioso mondo delle piante e lasciarci ispirare. Ci raccontano di piante che risolvono problemi o che si avvicinano a oggetti, di manipolazioni tra mondo vegetale e animale, del rapporto con la natura nelle diverse nazioni, della presenza dell&#8217;uomo su questo pianeta, di un futuro in cui piante, essere umano e tecnologia potrebbero unirsi. Non perdere gli incontri dedicati ai sorprendenti comportamenti delle piante da cui trarre ispirazione. Il prossimo sarà il 17 giugno 2021. Puoi ascoltare il panel su ApplePodcasts,  Spreaker e su Spotify 👇 &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto">All&#8217;interno del club Sostenibilità su Clubhouse (con Carlotta Redaelli e Stefano Caldirola), abbiamo intavolato un meraviglioso confronto sulla convivenza tra piante, animali e uo<a href="https://mailchi.mp/13e230d112c6/inizia-da-qui"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-13606 size-medium alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-300x127.jpg" alt="" width="300" height="127" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-300x127.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-600x253.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-1024x432.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-768x324.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-1160x489.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui.jpg 1403w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>mo.</div>
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<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto"><strong>Un ciclo di incontri on line dove, dall&#8217;osservazione del rapporto tra umanità e mondo animale e vegetale, nascono riflessioni che toccano <span class="JsGRdQ"> il nostro modo di pensare, di vivere, di lavorare e anche di approcciarci alla sostenibilità. </span></strong></div>
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<div dir="auto">Noi e la natura. Qual è il nostro posto? Ha un senso ritenerci al centro o addirittura sovrani?</div>
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<div dir="auto">Un panel di speaker:</div>
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<div dir="auto">&#8211; <a href="https://www.instagram.com/saladino_stella/?hl=it">Stella Saladino</a>, Plants Inspirational Coaching</div>
<div dir="auto">&#8211; <a href="https://www.instagram.com/jinanekafrouny/?hl=it">Jinane Kafrouny</a>, Regency Event Group, Creative Director</div>
<div dir="auto">&#8211; <a href="https://www.instagram.com/paolo_nassi/?hl=it">Paolo Nassi</a>, <span class="JsGRdQ">Regency Event Group, Founder &amp; CEO</span></div>
<div dir="auto">&#8211; <a href="https://www.instagram.com/claudioacace/?hl=it">Claudio Acace</a>, QPX</div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div dir="auto">che vi incanterà con riflessioni, racconti e nozioni scientifiche per scoprire il meraviglioso mondo delle piante e lasciarci ispirare.</div>
<div dir="auto"><strong><a href="https://dressecode.thinkific.com/" rel="https://dressecode.thinkific.com/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-14582 size-full" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/05/Untitled-design-1.gif" alt="Moda sostenibile" width="234" height="60" /></a>Ci raccontano di piante che risolvono problemi o che si avvicinano a oggetti, di manipolazioni tra mondo vegetale e animale, del rapporto con la natura nelle diverse nazioni, della presenza dell&#8217;uomo su questo pianeta, di un futuro in cui piante, essere umano e tecnologia potrebbero unirsi.</strong></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><span class="JsGRdQ">Non perdere <a href="https://vimeo.com/553642000">gli incontri</a> dedicati ai sorprendenti comportamenti delle piante da cui trarre ispirazione. Il prossimo sarà il <strong>17 giugno 2021</strong>.</span></div>
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<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><a href="https://www.spreaker.com/episode/44965727"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png" alt="" width="30" height="28" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png 3840w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 30px) 100vw, 30px" /></a>Puoi ascoltare il panel su ApplePodcasts, <a href="https://www.spreaker.com/episode/44965727"> Spreaker</a> e su Spotify <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f447.png" alt="👇" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></div>
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<p><iframe loading="lazy" title="Spotify Embed: Umanità e natura: comportamenti delle piante e relazione tra i due mondi" width="100%" height="232" allowtransparency="true" frameborder="0" allow="encrypted-media" src="https://open.spotify.com/embed-podcast/episode/6fZxOZ9VfI7H7G5siCaB5n?si=7U09HAifRj-ln_AIQRPPWA"></iframe></p>
<div dir="auto"></div>
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		<title>Fake news del clima &#8211; Tra raggiri e cherry picking alla ricerca della verità con Serena Giacomin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2021 10:08:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Fake news]]></category>
		<category><![CDATA[Meteorologia]]></category>
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					<description><![CDATA[Puoi ascoltare qui l&#8217;intervista Live: Fake news del clima &#160; All’interno del club Sostenibilità in Clubhouse, abbiamo intervistato Serena Giacomin, meteorologa, climatologa e Presidente di Italian Climate Network. Grazie a Carlotta Redaelli, abbiamo posto a Serena alcune domande sull’informazione disponibile riguardo a meteo e cambiamenti climatici, per capire quali siano le bufale che circolano sull’argomento. Come la fake news in cui è cascato anche il premio Nobel Rubbia! La conversazione ci ha portato a toccare anche altri temi come la differenza tra meteorologia e climatologia, il negazionismo, le modalità migliori per parlare di cambiamenti climatici, oltre al libro “Pinguini all’equatore” scritto da Serena con Luca Perri e ai progetti realizzati nelle scuole. Ringraziamo Serena per la disponibilità e l’interessante chiacchierata. Quello dei cambiamenti climatici è un tema difficile da capire, senza un&#8217;adeguata preparazione scientifica. È percepito male, avvertito come lontano nel tempo e nello spazio, collegato al concetto di rinuncia, portando alcuni alla negazione. Serena ci guida invece a osservarlo  in un’altra prospettiva, piacevole, ironica, più leggera, chiara e in termini di vantaggio, comfort e miglioramento della nostra vita. Buon ascolto! Traccia: &#8211; Presentazione di Serena &#8211; 3:13 Differenza tra meteorologia e climatologia &#8211; 6:32 La qualità delle informazioni su meteo e clima nei media &#8211; 12:31 Fake news più diffuse &#8211; 18:00 Bufale e comunicazione dei cambiamenti climatici &#8211; 24:20 Negazionisti e cherry picking &#8211; 25:45 Situazione reale con riferimento a cambiamenti climatici e concause &#8211; 30:35 Cambiare narrazione del cambiamento climatico &#8211; 37:50 Le priorità su cui intervenire: azioni di mitigazione e adattamento &#8211; 41:10 Cosa può fare ognuno di noi &#8211; 45:00 La responsabilità antropica nel cambiamento climatico e il “bigino del negazionista” &#8211; 52:43 Come bloccare i negazionisti? &#8211; 55:30 La fiducia nella scienza &#8211; 58:15 La relazione tra emergenza sanitaria ed emergenza climatica &#8211; 1:01:00 Domande dal pubblico Foto: dal profilo di Serena Giacomin &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png" alt="" width="30" height="28" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png 3840w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 30px) 100vw, 30px" />Puoi ascoltare qui l&#8217;intervista Live: <a href="https://www.spreaker.com/episode/44506851">Fake news del clima</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>All’interno del club Sostenibilità in Clubhouse, abbiamo intervistato Serena Giacomin, meteorologa, climatologa e Presidente di <a href="https://www.italiaclima.org">Italian Climate Network</a>.<br />
Grazie a Carlotta Redaelli, abbiamo posto a Serena alcune domande sull’informazione disponibile riguardo a meteo e cambiamenti climatici, per capire quali siano le bufale che circolano sull’argomento. Come la fake news in cui è cascato anche il premio Nobel Rubbia!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14568 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/IMG_5442.jpg" alt="" width="460" height="281" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/IMG_5442.jpg 460w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/IMG_5442-300x183.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px" />La conversazione ci ha portato a toccare anche altri temi come la differenza tra meteorologia e climatologia, il negazionismo, le modalità migliori per parlare di cambiamenti climatici, oltre al libro “Pinguini all’equatore” scritto da Serena con Luca Perri e ai progetti realizzati nelle scuole.</p>
<p>Ringraziamo Serena per la disponibilità e l’interessante chiacchierata. Quello dei cambiamenti climatici è un tema difficile da capire, senza un&#8217;adeguata preparazione scientifica. È percepito male, avvertito come lontano nel tempo e nello spazio, collegato al concetto di rinuncia, portando alcuni alla negazione. Serena ci guida invece a osservarlo  in un’altra prospettiva, piacevole, ironica, più leggera, chiara e in termini di vantaggio, comfort e miglioramento della nostra vita.</p>
<p>Buon ascolto!</p>
<p>Traccia:<br />
&#8211; Presentazione di Serena<br />
&#8211; 3:13 Differenza tra meteorologia e climatologia<br />
&#8211; 6:32 La qualità delle informazioni su meteo e clima nei media<br />
&#8211; 12:31 Fake news più diffuse<br />
&#8211; 18:00 Bufale e comunicazione dei cambiamenti climatici<br />
&#8211; 24:20 Negazionisti e cherry picking<br />
&#8211; 25:45 Situazione reale con riferimento a cambiamenti climatici e concause<br />
&#8211; 30:35 Cambiare narrazione del cambiamento climatico<br />
&#8211; 37:50 Le priorità su cui intervenire: azioni di mitigazione e adattamento<br />
&#8211; 41:10 Cosa può fare ognuno di noi<br />
&#8211; 45:00 La responsabilità antropica nel cambiamento climatico e il “bigino del negazionista”<br />
&#8211; 52:43 Come bloccare i negazionisti?<br />
&#8211; 55:30 La fiducia nella scienza<br />
&#8211; 58:15 La relazione tra emergenza sanitaria ed emergenza climatica<br />
&#8211; 1:01:00 Domande dal pubblico</p>
<p><em>Foto: dal profilo di <a href="https://www.instagram.com/serenagiacomin/?hl=it">Serena Giacomin</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Spotify Embed: Fake news del clima – Tra raggiri e cherry picking alla ricerca della verità con Serena Giacomin" width="100%" height="232" allowtransparency="true" frameborder="0" allow="encrypted-media" src="https://open.spotify.com/embed-podcast/episode/35KyCRlKuJXaHOajI8yW4o?si=qDNqHzC3S6GahSQzLeggrA"></iframe></p>
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		<title>La Terra vista dallo spazio incontra il design modulare: con SEMINA indossiamo geometrie agricole e una moda più responsabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2021 09:51:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Dove acquistare]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: SEMINA Dalla collaborazione tra due brand, Biclot e earthncycle, nasce l&#8217;originale collezione SEMINA, che coniuga capi modulari dalle linee pulite ed eleganti alla visione della nostra Terra attraverso l&#8217;occhio dei satelliti nello spazio. Il design e la grafica di SEMINA raccontano dell&#8217;interazione naturale-artificiale, tra moda e agricoltura. Due mondi uniti in una collezione unica per trasmettere consapevolezza e responsabilità nelle scelte di produzione e di consumo. È frutto dell&#8217;incontro tra Chiara e Mariangela. Chiara si definisce una mente caotica e creativa, appassionata di design in tutte le sue forme: &#8220;Lo ritrovo nell’architettura per lavoro, nella moda per passione, nella natura per sua innegabile bellezza&#8221;. Mariangela ha mille interessi e una grande passione per il nostro pianeta. &#8220;Esploro per lavoro le potenzialità informative dei dati da satellite guidata da spirito socratico (&#8216;so di non sapere&#8217;). La bellezza, nel senso più ampio del termine, è l’utopia che mi guida&#8221;. Le incontriamo in occasione di un&#8217;esposizione temporanea della loro collezione presso Nora-P a Monti, quartiere romano. Ciao Chiara, ciao Mariangela. Ci raccontate come vi siete incontrate e com&#8217;è iniziata la vostra collaborazione? &#8220;L’incontro è avvenuto online. Abbiamo scoperto i nostri rispettivi progetti e subito intuito il filo comune nell’apparente diversità. Uno sguardo dall’alto dei satelliti in orbita quello di @earthncycle, e uno sguardo ravvicinato, immerso nell’urbanità di Roma, quello di @biclot. Entrambe guardiamo alle donne contemporanee, che fanno scelte attente e consapevoli, che aspirano a un’eleganza ricca di senso che non si perde nel tempo&#8220;. Com&#8217;è nato il brand SEMINA? &#8220;SEMINA è nato… da un perfetto incastro di geometrie! Mentre l&#8217;una (Mariangela) restava affascinata dalla diversità geometrica dei paesaggi agricoli visti dall’alto, l&#8217;altra (Chiara) aveva in mente il design di una capsule modulare essenziale, lineare ed elegante. Triangoli, cerchi, rettangoli, rombi agricoli hanno cominciato a dialogare con linee parallele e perpendicolari&#8221;. Quali obiettivi avevate? Cosa vi ha ispirato? &#8220;Con questa collezione vogliamo raccontare l’importanza della biodiversità nel contesto della sostenibilità, partendo dal tema agricolo. Si tratta di una biodiversità declinata in senso lato: &#8211; la scelta delle fibre &#8211; il racconto delle diversità culturali, storiche e naturali nascoste nelle geometrie agricole scelte come temi grafici &#8211; la varietà di gusto estetico di chi sceglie di indossare i capi SEMINA in una precisa combinazione piuttosto che un’altra, secondo l’umore e il contesto. Siamo partite dalla visione satellitare di immense distese agricole disegnate dall’uomo per arrivare alla donna che comporrà il suo capo. Azioni che partono dalla stessa matrice, la volontà umana, che in questo caso cerchiamo di ispirare per intraprendere una scelta consapevole e personale&#8221;. Parliamo dei materiali. Ci raccontate che tipo di tessuti avete scelto e perché? Bambù, menta, apocynum, latte, crabyon e lana rigenerata, giusto? &#8220;Certo! I tessuti scelti hanno volutamente una composizione variegata, che include tutte le fibre citate, anche in combinazione con fibre più diffuse (quale il cotone organico). È nostra convinzione che, qualunque sia la fibra, non si possa essere sostenibili basandosi su un’unica scelta. La sostenibilità è a nostro avviso un equilibrio che si raggiunge attraverso la giusta combinazione di elementi variegati. Un po&#8217; come una dieta corretta e salutare! Peraltro, come quando introducendo alimenti e tecniche di cottura inusuali nella nostra dieta si hanno piacevoli sorprese per il nostro gusto e la nostra salute, anche l’esplorare nuove fibre ci ha portato a scoprire tessuti la cui piacevolezza sulla pelle non ha eguali!&#8221;. Dove, come e da chi sono realizzati i capi di SEMINA? &#8220;I tessuti sono prodotti in Italia, da un’azienda che lavora unicamente con fibre più sostenibili, dunque che non concorrono a un ulteriore impoverimento di risorse del pianeta non rigenerabili, che non utilizzano prodotti nocivi per l’ambiente e la nostra salute, ma che valorizzano l’utilizzo di prodotti di scarto (come nel caso del latte e del crabyon), la scelta di risorse dagli utilizzi in molteplici campi (come per la menta, l’apocynum e il bambù), e la rigenerazione di scarti tessili che andrebbero altrimenti in discarica (come nel caso della lana rigenerata). Abbiamo posto grande attenzione alla provenienza locale dei tessuti, così come alla localizzazione geografica dell’intera catena produttiva (la stampa digitale, l’incisione laser e la confezione dei capi). Tutto si svolge in territorio italiano, con un impatto minimo dei trasporti (abbiamo stimato meno dell’1% dell’impatto dei trasporti sui costi – un buon indicatore dell’approccio che guarda al ‘km 0’)&#8221;. Da quali capi è composta la collezione? &#8220;Ci sono 4 capi base: una giacca kimono in flanella di lana nera, un abito, un top e un pantalone in bambù satinato nero o in apocynum grigio avio. Ciascun capo è acquistabile separatamente, e può essere personalizzato attraverso l’applicazione (con il semplice clic di bottoni automatici nascosti) di pannelli decorativi di varia composizione e lunghezza stampati con le grafiche agricole, declinate in cinque tonalità di colore. I colori sono ispirati all’orto, e includono il blu-cavolo nero, l’arancio-carota di Parigi, il verde-cavolo romanesco, il viola-cavolo riccio e il rosso-carota Kintoky&#8221;. Ci raccontate gli aspetti ambientali richiamati da SEMINA? &#8220;SEMINA prende spunto da 5 aree geografiche (in Europa, America e Africa) e non racconta solo di &#8216;problemi ambientali&#8217;. Vuole piuttosto far riflettere su come abbiamo, nella storia, e a diverse latitudini e longitudini, affrontato le situazioni. Raccontiamo, per esempio, che la bellissima geometria con i triangoli inscritti in rombi dei vasti campi agricoli boliviani cela una deforestazione massiccia e rapida che fa posto a logoranti monocolture, ma anche che l’ingegno umano ben utilizzato ha trasformato, attraverso un’imponente opera idraulica, la terza al mondo per importanza e dimensioni, il lago del Fucino e le sue distruttive inondazioni in una rigogliosa piana agricola da cui provengono tante delle nostre verdure IGP&#8221;. Secondo voi, la moda può essere un mezzo efficace per veicolare messaggi di attenzione all’ambiente? Il mercato, noi consumatori, siamo pronti ad accoglierli? &#8220;Siamo assolutamente convinte dell’enorme potere della moda come mezzo per veicolare messaggi, e quello di offrire spunti di riflessione per modificare il nostro rapporto con l’ambiente (e tutti coloro che abitano questa casa comune) è il nostro obiettivo primo. Non è facile comunicare e farsi sentire in un mondo così &#8216;chiassoso&#8217; come il nostro. È un percorso di continua ricerca dell’attenzione necessaria all’ascolto. È anche un processo di educazione a guardare oltre la facciata, a comprendere l’intera architettura (per dirla con il linguaggio di Chiara) quando scegliamo cosa indossare. Siamo fiduciose, sono sempre più numerose le voci che vogliono farsi portatrici di questo genere di messaggi e si riuscirà a far breccia!&#8221; Chiara, cosa ami dei capi modulari? &#8220;La progettazione dei capi modulari è sicuramente l’aspetto che mi affascina, scomporre qualcosa di semplice, riconoscibile e trovare in quelle forme molteplici accoppiamenti. Varianti che non dipendono soltanto da una sola mente; mi piace pensare che chi indosserà il capo si possa sentire partecipe di un processo creativo, possa esprimere al meglio la propria personalità , i propri gusti e le proprie esigenze. Non farsi soggiogare dall’abito (alla moda), piuttosto renderlo unico&#8220;. Mariangela, qual è la cosa più preoccupante che hai visto dalle foto dallo spazio? E la cosa invece più bella? &#8220;Non è facile, ogni immagine può raccontare storie incredibili a chi guarda oltre, e non solo con gli occhi. Scelgo però di rispondere con due immagini dall’alto, emblemi, rispettivamente, degli effetti della separazione e della cooperazione. La prima è una vista dalla stazione spaziale internazionale di una lunga, nettissima linea luminosa che taglia, per circa 3.300km, il buio dei territori indiano e pakistano. Circa 150.000 lampade per illuminare a giorno uno dei confini più contestati al mondo, origine di numerose guerre e conflitti. La seconda è una vista da satellite che ci fa guardare direttamente sotto la superficie delle acque più trasparenti del pianeta, quelle delle Bahamas. A far da contraltare alla storia di separazione dolorosa del confine conteso, un luminoso esempio di cooperazione. Per più di cento milioni di anni (si pensa a partire dall’era giurassica), il lavoro congiunto della &#8216;fabbrica&#8217;, l’insieme di ambiente sedimentario, organismi e processi di precipitazione ha depositato il calcare che dà forma alle pieghe della piattaforma carbonatica sottomarina dell’arcipelago. Un plissé, per tornare ai nostri amati tessuti, senza eguali!&#8221;. Avete in progetto altre collezioni insieme? &#8220;Le idee sono sempre in movimento, ci vogliamo però prendere il tempo per esplicitare al meglio questa collezione, che riteniamo essere ricca di contenuti e spunti e non vorremmo passasse in fretta solo per essere in linea con le dinamiche di moda che conosciamo. Anche questo è sostenibilità&#8221;. Il progetto di Mariangela e Chiara è unico e interessante. Ho seguito con curiosità il progetto fin dagli albori: l&#8217;impegno nel considerare in ogni dettaglio l&#8217;impatto ambientale e sociale e il messaggio di riflessione sull&#8217;interazione tra noi e il pianeta che ci ospita mi hanno affascinata. Puoi scoprire di più qui: Sito: https://biclot-earthncycle.myshopify.com/en Instagram: @biclotdesign; @earthncycle]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png" alt="https://www.spreaker.com/episode/43416225" width="30" height="28" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png 3840w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 30px) 100vw, 30px" />Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/43416225">SEMINA</a></p>
<p>Dalla collaborazione tra due brand, Biclot e earthncycle, nasce l&#8217;originale collezione SEMINA, che coniuga <strong>capi modulari</strong> dalle linee pulite ed eleganti alla <strong>visione della nostra Terra</strong> attraverso l&#8217;occhio dei satelliti nello spazio. Il design e la grafica di SEMINA raccontano dell&#8217;<strong>interazione naturale-artificiale, tra moda e agricoltura</strong>. Due mondi uniti in una collezione unica per trasmettere consapevolezza e responsabilità nelle scelte di produzione e di consumo. È frutto dell&#8217;incontro tra <strong>Chiara e Mariangela</strong>. Chiara si definisce una mente caotica e creativa, appassionata di <strong>design</strong> in tutte le sue forme: &#8220;Lo ritrovo nell’architettura per lavoro, nella moda per passione, nella natura per sua innegabile bellezza&#8221;.</p>
<p>Mariangela ha mille interessi e una grande <strong>passione per il nostro pianeta</strong>. &#8220;Esploro per lavoro le potenzialità informative dei dati da satellite guidata da spirito socratico (&#8216;so di non sapere&#8217;). La bellezza, nel senso più ampio del termine, è l’utopia che mi guida&#8221;.</p>
<p>Le incontriamo in occasione di un&#8217;esposizione temporanea della loro collezione presso Nora-P a Monti, quartiere romano.</p>
<h6><span style="color: #79876e;"><br />
Ciao Chiara, ciao Mariangela. Ci raccontate come vi siete incontrate e com&#8217;è iniziata la vostra collaborazione?</span></h6>
<p>&#8220;L’incontro è avvenuto online. Abbiamo scoperto i nostri rispettivi progetti e subito intuito il filo comune nell’apparente diversità. <strong>Uno sguardo dall’alto dei satelliti in orbita quello di @earthncycle, e uno sguardo ravvicinato, immerso nell’urbanità di Roma, quello di @biclot.</strong> Entrambe guardiamo alle donne contemporanee, che fanno scelte attente e consapevoli, che aspirano a <strong>un’eleganza ricca di senso che non si perde nel tempo</strong>&#8220;.</p>
<h6><span style="color: #79876e;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14206 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/IMG_1758-copy.jpg" alt="" width="579" height="434" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/IMG_1758-copy.jpg 1200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/IMG_1758-copy-600x450.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/IMG_1758-copy-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/IMG_1758-copy-1024x768.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/IMG_1758-copy-768x576.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/IMG_1758-copy-1160x870.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 579px) 100vw, 579px" />Com&#8217;è nato il brand SEMINA?</span></h6>
<p>&#8220;SEMINA è nato… da un perfetto <strong>incastro di geometrie</strong>!<br />
Mentre l&#8217;una (Mariangela) restava affascinata dalla diversità geometrica dei paesaggi agricoli visti dall’alto, l&#8217;altra (Chiara) aveva in mente il design di una <em>capsule</em> modulare essenziale, lineare ed elegante. Triangoli, cerchi, rettangoli, rombi agricoli hanno cominciato a dialogare con linee parallele e perpendicolari&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #79876e;">Quali obiettivi avevate? Cosa vi ha ispirato?</span></h6>
<p>&#8220;Con questa collezione vogliamo raccontare l<strong>’importanza della biodiversità nel contesto della sostenibilità, partendo dal tema agricolo</strong>.<br />
Si tratta di una biodiversità declinata in senso lato:<br />
&#8211; la scelta delle fibre<br />
&#8211; il racconto delle diversità culturali, storiche e naturali nascoste nelle geometrie agricole scelte come temi grafici<br />
&#8211; la varietà di gusto estetico di chi sceglie di indossare i capi SEMINA in una precisa combinazione piuttosto che un’altra, secondo l’umore e il contesto.</p>
<p>Siamo partite dalla <strong>visione satellitare di immense distese agricole</strong> disegnate dall’uomo per arrivare alla <strong>donna che comporrà il suo capo</strong>. Azioni che partono dalla stessa matrice, la volontà umana, che in questo caso cerchiamo di ispirare per intraprendere una scelta consapevole e personale&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #79876e;">Parliamo dei materiali. Ci raccontate che tipo di tessuti avete scelto e perché? Bambù, menta, apocynum, latte, crabyon e lana rigenerata, giusto?</span></h6>
<p>&#8220;Certo! I tessuti scelti hanno volutamente una composizione variegata, che include tutte le fibre citate, anche in combinazione con fibre più diffuse (quale il cotone organico). È nostra convinzione che, qualunque sia la fibra, non si possa essere sostenibili basandosi su un’unica scelta. <strong>La sostenibilità è a nostro avviso un equilibrio che si raggiunge attraverso la giusta combinazione di elementi variegati. Un po&#8217; come una dieta corretta e salutare</strong>!<br />
Peraltro, come quando introducendo alimenti e tecniche di cottura inusuali nella nostra dieta si hanno piacevoli sorprese per il nostro gusto e la nostra salute, anche l’esplorare nuove fibre ci ha portato a scoprire tessuti la cui piacevolezza sulla pelle non ha eguali!&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #79876e;">Dove, come e da chi sono realizzati i capi di SEMINA?</span></h6>
<p>&#8220;<strong>I tessuti sono prodotti in Italia</strong>, da un’azienda che lavora <strong>unicamente con fibre più sostenibili</strong>, dunque che non concorrono a un ulteriore impoverimento di risorse del pianeta non rigenerabili, che non utilizzano prodotti nocivi per l’ambiente e la nostra salute, ma che valorizzano l’utilizzo di prodotti di scarto (come nel caso del latte e del crabyon), la scelta di risorse dagli utilizzi in molteplici campi (come per la menta, l’apocynum e il bambù), e la rigenerazione di scarti tessili che andrebbero altrimenti in discarica (come nel caso della lana rigenerata).<br />
Abbiamo posto grande attenzione alla <strong>provenienza locale dei tessuti, così come alla localizzazione geografica dell’intera catena produttiva</strong> (la stampa digitale, l’incisione laser e la confezione dei capi).</p>
<p>Tutto si svolge <strong>in territorio italiano, con un impatto minimo dei trasporti</strong> (abbiamo stimato meno dell’1% dell’impatto dei trasporti sui costi – un buon indicatore dell’approccio che guarda al ‘km 0’)&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #79876e;"><a href="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/IMG_1745.heic"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14209" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/IMG_1745.heic" alt="" /></a> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-14211" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/IMG_1745-scaled.jpg" alt="moda sostenibile SEMINA" width="463" height="509" />Da quali capi è composta la collezione?</span></h6>
<p>&#8220;Ci sono 4 capi base: una <strong>giacca kimono</strong> in flanella di lana nera, un <strong>abito</strong>, un <strong>top</strong> e un <strong>pantalone</strong> in bambù satinato nero o in apocynum grigio avio. Ciascun capo è acquistabile separatamente, e <strong>può essere personalizzato attraverso l’applicazione (con il semplice clic di bottoni automatici nascosti) di pannelli decorativi di varia composizione e lunghezza stampati con le grafiche agricole</strong>, declinate in cinque tonalità di colore. I colori sono ispirati all’orto, e includono il blu-cavolo nero, l’arancio-carota di Parigi, il verde-cavolo romanesco, il viola-cavolo riccio e il rosso-carota Kintoky&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #79876e;">Ci raccontate gli aspetti ambientali richiamati da SEMINA?</span></h6>
<p>&#8220;<strong>SEMINA prende spunto da 5 aree geografiche</strong> (in Europa, America e Africa) e non racconta solo di &#8216;problemi ambientali&#8217;. Vuole piuttosto <strong>far riflettere su come abbiamo, nella storia, e a diverse latitudini e longitudini, affrontato le situazioni</strong>.</p>
<p>Raccontiamo, per esempio, che la bellissima geometria con i triangoli inscritti in rombi dei vasti campi agricoli boliviani cela una deforestazione massiccia e rapida che fa posto a logoranti monocolture, ma anche che l’ingegno umano ben utilizzato ha trasformato, attraverso un’imponente opera idraulica, la terza al mondo per importanza e dimensioni, il lago del Fucino e le sue distruttive inondazioni in una rigogliosa piana agricola da cui provengono tante delle nostre verdure IGP&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #79876e;">Secondo voi, la moda può essere un mezzo efficace per veicolare messaggi di attenzione all’ambiente? Il mercato, noi consumatori, siamo pronti ad accoglierli?</span></h6>
<p>&#8220;Siamo assolutamente convinte dell’<strong>enorme potere della moda come mezzo per veicolare messaggi</strong>, e quello di offrire spunti di riflessione per modificare il nostro rapporto con l’ambiente (e tutti coloro che abitano questa casa comune) è il nostro obiettivo primo. <strong>Non è facile comunicare e farsi sentire in un mondo così &#8216;chiassoso&#8217; come il nostro.</strong> È un percorso di continua ricerca dell’attenzione necessaria all’ascolto. È anche un processo di educazione a guardare oltre la facciata, a comprendere l’intera architettura (per dirla con il linguaggio di Chiara) quando scegliamo cosa indossare. Siamo fiduciose, sono sempre più numerose le voci che vogliono farsi portatrici di questo genere di messaggi e si riuscirà a far breccia!&#8221;</p>
<h6><span style="color: #79876e;">Chiara, cosa ami dei capi modulari?</span></h6>
<p>&#8220;<strong>La progettazione</strong> dei capi modulari è sicuramente l’aspetto che mi affascina, scomporre qualcosa di semplice, riconoscibile e <strong>trovare in quelle forme molteplici accoppiamenti</strong>.<br />
Varianti che non dipendono soltanto da una sola mente; mi piace pensare che chi indosserà il capo si possa sentire partecipe di un processo creativo, possa esprimere al meglio la propria personalità , i propri gusti e le proprie esigenze. <strong>Non farsi soggiogare dall’abito (alla moda), piuttosto renderlo unico</strong>&#8220;.</p>
<h6><span style="color: #79876e;">Mariangela, qual è la cosa più preoccupante che hai visto dalle foto dallo spazio? E la cosa invece più bella?</span></h6>
<p>&#8220;<strong>Non è facile, ogni immagine può raccontare storie incredibili</strong> a chi guarda oltre, e non solo con gli occhi. Scelgo però di rispondere con due immagini dall’alto, emblemi, rispettivamente, degli effetti della separazione e della cooperazione.<br />
La prima è <strong>una vista dalla stazione spaziale internazionale di una lunga, nettissima linea luminosa che taglia, per circa 3.300km, il buio dei territori indiano e pakistano</strong>. Circa 150.000 lampade per illuminare a giorno uno dei confini più contestati al mondo, origine di numerose guerre e conflitti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-14213 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/ISS045-E-27869.jpg" alt="" width="753" height="501" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/ISS045-E-27869.jpg 1183w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/ISS045-E-27869-600x399.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/ISS045-E-27869-300x200.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/ISS045-E-27869-1024x681.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/ISS045-E-27869-768x511.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/ISS045-E-27869-1160x772.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 753px) 100vw, 753px" /><br />
La seconda è <strong>una vista da satellite che ci fa guardare direttamente sotto la superficie delle acque più trasparenti del pianeta, quelle delle Bahamas</strong>. A far da contraltare alla storia di separazione dolorosa del confine conteso, un luminoso esempio di cooperazione. Per più di cento milioni di anni (si pensa a partire dall’era giurassica), il lavoro congiunto della &#8216;fabbrica&#8217;, l’insieme di ambiente sedimentario, organismi e processi di precipitazione ha depositato il calcare che dà forma alle pieghe della piattaforma carbonatica sottomarina dell’arcipelago. Un plissé, per tornare ai nostri amati tessuti, senza eguali!&#8221;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-14215 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/bahamas.jpg" alt="" width="752" height="500" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/bahamas.jpg 1183w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/bahamas-600x399.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/bahamas-300x200.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/bahamas-1024x681.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/bahamas-768x511.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/bahamas-1160x772.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 752px) 100vw, 752px" /></p>
<h6><span style="color: #79876e;">Avete in progetto altre collezioni insieme?</span></h6>
<p>&#8220;Le idee sono sempre in movimento, ci vogliamo però prendere il tempo per esplicitare al meglio questa collezione, che riteniamo essere ricca di contenuti e spunti e<strong> non vorremmo passasse in fretta solo per essere in linea con le dinamiche di moda che conosciamo</strong>. Anche questo è sostenibilità&#8221;.</p>
<p>Il progetto di Mariangela e Chiara è unico e interessante. Ho seguito con curiosità il progetto fin dagli albori: l&#8217;impegno nel considerare in ogni dettaglio l&#8217;impatto ambientale e sociale e il messaggio di riflessione sull&#8217;interazione tra noi e il pianeta che ci ospita mi hanno affascinata.</p>
<p>Puoi scoprire di più qui:</p>
<p>Sito: <a href="https://biclot-earthncycle.myshopify.com/en">https://biclot-earthncycle.myshopify.com/en</a></p>
<p>Instagram: <a title="https://www.instagram.com/biclotdesign/" href="https://www.instagram.com/biclotdesign/" aria-describedby="a11y-external-message">@biclotdesign</a>; <a title="https://www.instagram.com/earthncycle/" href="https://www.instagram.com/earthncycle/" aria-describedby="a11y-external-message">@earthncycle</a></p>

<a href='https://dress-ecode.com/la-terra-vista-dallo-spazio-incontra-il-design-modulare-con-semina-indossiamo-geometrie-agricole-e-una-moda-piu-responsabile/_m0a5599-2/'><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/M0A5599-1-683x1024.jpg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/M0A5599-1-683x1024.jpg 683w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/M0A5599-1-600x900.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/M0A5599-1-200x300.jpg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/M0A5599-1-768x1152.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/M0A5599-1-1024x1536.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/M0A5599-1-1160x1740.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/M0A5599-1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></a>
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<p><iframe loading="lazy" title="Spotify Embed: La Terra vista dallo spazio incontra il design modulare: con SEMINA indossiamo geometrie agricole e una moda più responsabile" width="100%" height="232" allowtransparency="true" frameborder="0" allow="encrypted-media" src="https://open.spotify.com/embed-podcast/episode/5KW58QEpg1u17kftQfGObD?si=kiMWLRWAT9mwIogx01QPVg"></iframe></p>
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		<title>Consigli di lettura: libri per viaggiare tra natura, ambiente, sostenibilità e moda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2021 18:34:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Environment/Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Guide di Dress ECOde]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo creato una guida in cui raccontiamo di libri letti personalmente sulla natura e l’ecologia. Non si tratta solo di testi che riguardano esplicitamente la moda sostenibile. Perché la scelta di proporre letture sui temi più ampi dell’ambiente e della sostenibilità? Perché c’è un legame forte tra il cammino verso un modo di vestire più green ed etico e la consapevolezza del nostro rapporto con la natura. Rispettiamo infatti più facilmente ciò che conosciamo. Le letture che suggeriamo riguardano testi che spingono a prendere contatto con il mondo animale e vegetale, a guardare dentro le nostre vite mettendoci in relazione con l’ambiente, a trovare la forza per percorrere una strada a volte non semplice, a scoprire alternative di consumo e produzione meno devastanti e, non da ultimo, che ci portano a sognare o a inebriarci di poesia scorrendo piacevolmente le pagine. La guida sarà aggiornata nel tempo. Conosci libri da consigliare? Vuoi presentare un libro che hai letto? Invia la tua recensione: la pubblicheremo con il tuo nome nella guida! Scrivici a: contact_us@dressecode.it La guida con i consigli di lettura fa parte delle guide che dedichiamo ai nostri lettori affezionati, come quella ai regali più sostenibili. Scegli di adottare un Dress Ecode e potrai trovarle nel kit introduttivo &#62;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo creato una guida in cui raccontiamo di libri letti personalmente sulla natura e l’ecologia. Non si tratta solo di testi che riguardano esplicitamente la moda sostenibile.</p>
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<div class="column">
<p>Perché la scelta di proporre letture sui temi più ampi dell’ambiente e della sostenibilità?</p>
<p>Perché c’è un legame forte tra il cammino verso un modo di vestire più green ed etico e la consapevolezza del nostro rapporto con la natura.</p>
<p>Rispettiamo infatti più facilmente ciò che conosciamo.</p>
<p>Le letture che suggeriamo riguardano testi che spingono a prendere contatto con il mondo animale e vegetale, a guardare dentro le nostre vite mettendoci in relazione con l’ambiente, a trovare la forza per percorrere una strada a volte non semplice, a scoprire alternative di consumo e produzione meno devastanti e, non da ultimo, che ci portano a sognare o a inebriarci di poesia scorrendo piacevolmente le pagine.</p>
<p>La guida sarà aggiornata nel tempo.</p>
<p><span style="color: #ac5e6e;"><strong>Conosci libri da consigliare?</strong></span><br />
<span style="color: #ac5e6e;"><strong>Vuoi presentare un libro che hai letto?</strong></span></p>
<p>Invia la tua recensione: <strong>la pubblicheremo con il tuo nome nella guida!</strong> Scrivici a: <a href="mailto:contact_us@dressecode.it">contact_us@dressecode.it</a></p>
<p>La guida con i consigli di lettura fa parte delle guide che dedichiamo ai nostri lettori affezionati, come quella ai <a href="https://dress-ecode.com/2020/12/11/speciale-idee-per-regali-piu-sostenibili-come-fare-doni-in-modo-piu-responsabile-e-piacevole/">regali più sostenibili</a>. Scegli di adottare un Dress <strong><span style="color: #acc0a5;"><em>Eco</em></span></strong>de e potrai trovarle nel <a href="https://mailchi.mp/7566031f7aaa/ovlx96ee61">kit introduttivo &gt;</a></p>
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		<title>L’impatto ambientale del rumore umano: in 10 anni non esisterà più il silenzio. Ascolta l’uomo che sta salvando la voce della natura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2020 09:13:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Environment/Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
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		<category><![CDATA[I suoni della natura]]></category>
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					<description><![CDATA[Italiano/English below Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Non esisterà più il silenzio  Non si parla molto dell&#8217;impatto del rumore. Quando è stata l&#8217;ultima volta in cui hai sperimentato il silenzio assoluto cogliendo solo i suoni della natura? Senza sentire auto, moto, bus, camion, motorini, aerei, treni, tram, tagliaerba, aspirafoglie, clacson, macchinari al lavoro. I momenti di silenzio sembrano sempre più rari. Durante il blocco a causa del Covid-19, abbiamo notato l’assenza dei rumori quotidiani della città, per riscoprire per esempio il canto degli uccellini. Ci hai fatto caso? Quando capito vicino a una fonte d’acqua, mi piace registrare come memo vocale il suono delle onde o lo scroscio di una cascata.  Se scende la pioggia tendo l’orecchio per cogliere il rumore delle gocce sulle foglie degli alberi. In un rifugio al mare d’inverno registro le voci degli uccellini che senza sosta cinguettano dal mattino alla sera, ognuno con il suo canto diverso, per risentirlo nei momenti di nostalgia della natura. C’è un uomo che da oltre 35 anni fa qualcosa di molto più straordinario. Gordon Hempton è un ecologo acustico, registra paesaggi sonori naturali in tutto il mondo, soprattutto in luoghi meno densamente popolati. Un giorno si addormentò sull&#8217;erba, durante una tempesta e sotto la pioggia rimase affascinato dai suoni della natura. Così iniziò a tenerne traccia. &#8220;È stata la prima volta in cui ho sperimentato il vero ascolto&#8221;.Gordon ci avverte che il silenzio si sta estinguendo.Per questo registra suoni che la gente si dimentica di ascoltare. Ha fatto il giro del globo 3 volte in questi anni, alla ricerca dei suoni più rari che possono essere pienamente apprezzati solo in assenza di rumore artificiale. “La terra è un jukebox alimentato a energia solare. Il silenzio non è l’assenza di ogni rumore. È la completa assenza di tutte le vibrazioni meccaniche udibili, lasciando solo i suoni della natura al suo massimo naturale. Il silenzio è la presenza di tutto, indisturbato”. Il suo intento è di renderci veri ascoltatori dell’ambiente, di farci amare la natura e di proteggerla, dandoci la possibilità di ascoltare il sorgere del sole intorno al globo, la neve che si scioglie, le balene che cantano, la pioggia che scende, le ali di farfalla che fluttuano, i canti dei coyote, le cascate che si infrangono, il canto degli uccelli. Perché rischiamo di perdere l’esistenza di luoghi non influenzati dall’attività umana. “In 10 anni non sarà rimasto più un solo posto silenzioso se non agiamo”. Gordon afferma che, durante il giorno, l&#8217;intervallo medio senza rumore nelle aree selvagge si è ridotto a meno di cinque minuti. Nel suo libro racconta del viaggio attraverso gli Stati Uniti su un furgone del 1964, registrando suoni fino allo stato di Washington DC, dove incontra politici e funzionari per fare pressione sulla conservazione del silenzio naturale.&#160; Da dove proviene il rumore? Le sorgenti possono essere posizionate all’interno degli ambienti, come per esempio gli elettrodomestici ed i condizionatori d’aria, oppure poste all’esterno dell’edificio. Le sorgenti esterne possono a loro volta essere raggruppate in tre principali categorie (fonte Arpa): – attività produttive;– cantieri temporanei edili e stradali;– mezzi di trasporto stradale, ferroviario, aereo (traffico). Gordon ha perso l‘udito da un orecchio e qualche anno fa ha rischiato di diventare del tutto sordo. Un paradosso per chi cerca di salvare il silenzio. One Square Inch of Silence&#160;è il progetto di ricerca indipendente che porta avanti per difendere il posto probabilmente più tranquillo e tra i più incontaminati degli Stati Uniti, nella foresta pluviale di Hoh del Parco nazionale di Olympic. &#8220;Quando durante le registrazioni sento un rumore artificiale che disturba, individuo il luogo della fonte, invio una lettera e chiedo la conformità alla normativa&#8221;. Perdere il silenzio vuol dire anche causare un danno alla nostra salute. “Il rumore viene individuato dai sondaggi come una delle più rilevanti cause del peggioramento della qualità della vita ed è ormai riconosciuto come uno dei principali problemi ambientali; pur essendo talora ritenuto meno rilevante rispetto ad altre forme di inquinamento come l’inquinamento atmosferico o delle acque, il rumore suscita sempre più reazioni negative nella popolazione esposta” (fonte: arpa veneto). Troppo rumore può mandare i nostri corpi in iperattività, attivando continuamente gli ormoni dello stress. L&#8217;esposizione ripetuta, oltre alle conseguenze dirette sull’apparato uditivo, può dar luogo a effetti come il disturbo del sonno e del riposo, l’interferenza sulla comunicazione verbale e sull’apprendimento, effetti psicofisiologici, sulla salute mentale e sulle prestazioni, non solo un fastidio genericamente inteso. Il rumore riduce benessere, qualità della vita e salute mentale.Al contrario il silenzio è salutare. Gordon racconta in un’intervista a Newsweek: &#8220;Troppo silenzio ti farà impazzire in pochissimo tempo se stai parlando di passare il tempo da solo in una camera anecoica. Questo fatto è ben provato. Ma in natura, sperimentare troppo silenzio naturale non ti farà impazzire, anzi, potrebbe renderti sano di mente. Studi recenti hanno dimostrato che l&#8217;esperienza della natura può essere efficace quanto i farmaci nel trattamento dell&#8217;autismo, ad esempio”. “È nostro diritto dalla nascita ascoltare, in silenzio e indisturbati, l&#8217;ambiente naturale e ricavarne qualsiasi significato. Ascoltando il silenzio naturale, ci sentiamo collegati alla terra, al nostro passato evolutivo e a noi stessi”. A partire già da queste vacanze, possiamo riscoprire il nostro diritto di ascoltare i suoni naturali. Mettiamoci alla ricerca di luoghi lontani dai rumori urbani, avendo cura di minimizzare l&#8217;impatto del nostro passaggio soprattutto nei posti più incontaminati. Ascoltiamo le meravigliose registrazioni di Gordon, che ci faranno viaggiare nel mondo scoprendo nuovi suoni. Cosa c’entra il silenzio con la moda sostenibile? Desideriamo raccontare di tutto ciò che incrementa il nostro amore per la natura, perché ci aiuta a rendere più forte la motivazione a preservarla. Anche con la scelta di ciò che indossiamo. “La natura è musica. Ci innamoreremo o non ci innamoreremo di nuovo del pianeta Terra?” Registrazioni: https://www.soundtracker.comFilm: http://www.soundtrackerthemovie.com/ST/Home.htmlLibro: https://www.simonandschuster.com/authors/Gordon-Hempton/45345383 English &#8211; The environmental impact of human noise: silence will no longer exist in 10 years. Listen to the man who is saving the voice of nature! There is not much talk about the impact of noise. When was the last time you experienced absolute silence capturing only the sounds of nature?Without hearing cars, motorcycles, buses, trucks, mopeds, airplanes, trains, trams, lawn mowers, leaf vacuums, horns, machinery at work. Moments of silence seem increasingly rare. During the Covid-19 lockdown, we noticed the absence of the daily noises of the city, to rediscover, for example, the birds singing. Did you notice it? When I end up near a source of water, I like to record the sound of waves or the sound of a waterfall as a voice memo. If the rain falls, I strain my ears to catch the sound of the drops on the leaves of the trees. In a shelter by the sea in winter, I record the voices of the birds that chirp from morning to night, each one with his different song, to listen to it in moments of nostalgia for nature. There is a man who has done something much more extraordinary for over 35 years. Gordon Hempton is an acoustic ecologist, he records natural soundscapes all over the world, especially in less densely populated places. One day he fell asleep on the grass, during a storm and in the rain he was fascinated by the sounds of nature. So he started keeping track of it. &#8220;This was the first time I experienced true listening&#8221;.Gordon warns us that silence is extinguishing.This is why he records sounds that people forget to hear. He has traveled around the globe 3 times in these years, in search of the rarest sounds that can be fully appreciated only in the absence of artificial noise. “Earth is a solar-powered jukebox. Silence is not noiselessness. It is the complete absence of all audible mechanical vibrations, leaving only the sounds of nature at her most natural. Silence is the presence of everything, undisturbed&#8221;. His intent is to make us true listeners of the environment, to make us love nature and to protect it, giving us the opportunity to listen to the sunrise around the globe, the snow that melts, the whales that sing, the rain that falls, fluttering butterfly wings, coyote songs, crashing waterfalls, birdsong. Because we risk losing the existence of places not influenced by human activity. &#8220;In 10 years there will no longer be a single silent place if we do not act&#8221;. Gordon says that during the day, the average noiseless interval in the wild areas has decreased to less than five minutes. In his book he tells of the journey across the United States in a 1964 bus, recording sounds up to the state of Washington DC, where he meets politicians and officials to put pressure on the preservation of natural silence. Where does the noise come from? The sources can be positioned inside the rooms, such as for example appliances and air conditioners, or placed outside the building. The external sources can in turn be grouped into three main categories (fonte Arpa): &#8211; productive activities;&#8211; temporary construction and road construction sites;&#8211; means of road, rail, air transport (traffic). Gordon lost his hearing in one ear and a few years ago risked becoming completely deaf. A paradox for who is engaged in saving silence. One Square Inch of Silence is the independent research project that he carries on to defend the probably most peaceful and among the most pristine places in the United States, in the Hoh rainforest of the Olympic National Park. During the sound recording, &#8220;when I hear an artificial noise that disturbs, I identify the source, I send a letter and ask for compliance&#8221;. Losing silence also means a damage to our health. “Noise is identified by surveys as one of the most significant causes of the deterioration of the quality of life and is now recognized as one of the main environmental problems; although it is sometimes considered less relevant than other forms of pollution such as air or water pollution, the noise provokes more and more negative reactions in the exposed population&#8221; (source: arpa veneto). Too much noise can send our bodies in overdrive, continuously activating stress hormones. Repeated exposure, in addition to the direct consequences on the auditory system, can give rise to effects such as sleep and rest disturbance, interference on verbal communication and learning, psychophysiological effects, mental health and performance, not only a nuisance generally understood. Noise reduces well-being, quality of life and mental health. On the contrary, silence is healthy. Gordon said in an interview with Newsweek: &#8220;Too much silence will drive you mad in no time at all if you are talking about spending time alone in an anechoic chamber. That fact is well established. But in nature, experiencing too much natural silence will not drive you mad—in fact, it might make you sane. Recent studies have shown that nature experience can be as effective as medication in the treatment of autism, for example&#8221;. &#8220;It is our birthright to listen, quietly and undisturbed, to the natural environment and take whatever meanings we may from it. By listening to natural silence, we feel connected to the land, to our evolutionary past, and to ourselves&#8221;. Starting from this vacation, we can rediscover our right to listen to natural sounds. Start looking for places far from urban noise, paying attention to minimize the impact of our passage, especially in the most unpolluted places. &#160;Listen to the wonderful recordings of Gordon, which will make you travel the world discovering new sounds. What does silence have to do with sustainable fashion? We would like to write about everything that increases our love for nature, because it helps us to strengthen the motivation to preserve it. Even with the choice of what we wear. “Nature is music. Will we or will we not fall back in love with planet Earth?” Sound tracker: https://www.soundtracker.comMovie: http://www.soundtrackerthemovie.com/ST/Home.htmlBook: https://www.simonandschuster.com/authors/Gordon-Hempton/45345383 Photos: Boba Jovanovic, Scott Umstattd, Jacek Smoter]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft" src="data:image/tiff;base64,TU0AKgAABEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAFgAAACwAAAAgAAAABQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZAAAAiwAAAOAAAAD/AAAA/wAAAP8AAADzAAAArAAAADYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAWwAAAPIAAAD/AAAAzAAAAIUAAABrAAAAdgAAAKcAAADxAAAA/gAAAIcAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGIAAAD/AAAA6AAAAEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA4AAACHAAAA/AAAAIcAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAjAAAA9wAAAPIAAAAqAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABXAAAA/AAAADMAAAAAAAAAAAAAAJUAAAD/AAAAfQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACYAAAAoAAAAAAAAAAAAAAA3gAAAP8AAAAlAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAC4AAADiAAAAAAAAAAAAAAD6AAAA/wAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABQAAAPsAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAACAAAA/wAAAP8AAAD1AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA9gAAAAAAAAD/AAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA+wAAAPoAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAD7AAAAAAAAAAAAAABFAAAAPgAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/gAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAQAQAAAwAAAAEAEQAAAQEAAwAAAAEAEAAAAQIAAwAAAAQAAAUOAQMAAwAAAAEAAQAAAQYAAwAAAAEAAgAAAQoAAwAAAAEAAQAAAREABAAAAAEAAAAIARIAAwAAAAEAAQAAARUAAwAAAAEABAAAARYAAwAAAAEAEAAAARcABAAAAAEAAARAARwAAwAAAAEAAQAAASgAAwAAAAEAAgAAAVIAAwAAAAEAAgAAAVMAAwAAAAQAAAUWh3MABwAAAiQAAAUeAAAAAAAIAAgACAAIAAEAAQABAAEAAAIkYXBwbAQAAABtbnRyUkdCIFhZWiAH4QAHAAcADQAWACBhY3NwQVBQTAAAAABBUFBMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA9tYAAQAAAADTLWFwcGzKGpWCJX8QTTiZE9XR6hWCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAApkZXNjAAAA/AAAAGVjcHJ0AAABZAAAACN3dHB0AAABiAAAABRyWFlaAAABnAAAABRnWFlaAAABsAAAABRiWFlaAAABxAAAABRyVFJDAAAB2AAAACBjaGFkAAAB+AAAACxiVFJDAAAB2AAAACBnVFJDAAAB2AAAACBkZXNjAAAAAAAAAAtEaXNwbGF5IFAzAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHRleHQAAAAAQ29weXJpZ2h0IEFwcGxlIEluYy4sIDIwMTcAAFhZWiAAAAAAAADzUQABAAAAARbMWFlaIAAAAAAAAIPfAAA9v////7tYWVogAAAAAAAASr8AALE3AAAKuVhZWiAAAAAAAAAoOAAAEQsAAMi5cGFyYQAAAAAAAwAAAAJmZgAA8qcAAA1ZAAAT0AAACltzZjMyAAAAAAABDEIAAAXe///zJgAAB5MAAP2Q///7ov///aMAAAPcAADAbg==" alt="unknown.tiff" /></p>
<p>Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/40165558">Non esisterà più il silenzio</a> </p>
<p>Non si parla molto dell&#8217;impatto del rumore. Quando è stata l&#8217;ultima volta in cui hai sperimentato il silenzio assoluto cogliendo solo i suoni della natura? <br />Senza sentire auto, moto, bus, camion, motorini, aerei, treni, tram, tagliaerba, aspirafoglie, clacson, macchinari al lavoro. I momenti di silenzio sembrano sempre più rari.</p>
<p>Durante il blocco a causa del Covid-19, abbiamo notato l’assenza dei rumori quotidiani della città, per riscoprire per esempio il canto degli uccellini. Ci hai fatto caso?</p>
<p>Quando capito vicino a una fonte d’acqua, mi piace registrare come memo vocale il suono delle onde o lo scroscio di una cascata. </p>


<figure class="wp-block-embed-vimeo wp-block-embed is-type-video is-provider-vimeo wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Suoni della natura" src="https://player.vimeo.com/video/445155808?dnt=1&amp;app_id=122963" width="960" height="540" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>


<p>Se scende la pioggia tendo l’orecchio per cogliere il rumore delle gocce sulle foglie degli alberi. In un rifugio al mare d’inverno registro le voci degli uccellini che senza sosta cinguettano dal mattino alla sera, ognuno con il suo canto diverso, per risentirlo nei momenti di nostalgia della natura.</p>

<a href='https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/Eremo-al-mare.mp3'>Eremo - al mare</a>

<p><strong>C’è un uomo che da oltre 35 anni fa qualcosa di molto più straordinario</strong>.</p>
<p>Gordon Hempton è un ecologo acustico, registra paesaggi sonori naturali in tutto il mondo, soprattutto in luoghi meno densamente popolati. Un giorno si addormentò sull&#8217;erba, durante una tempesta e sotto la pioggia rimase affascinato dai suoni della natura. Così iniziò a tenerne traccia. &#8220;È stata la prima volta in cui ho sperimentato il vero ascolto&#8221;.<br /><strong>Gordon ci avverte che il silenzio si sta estinguendo.</strong><br />Per questo registra suoni che la gente si dimentica di ascoltare. Ha fatto il giro del globo 3 volte in questi anni, alla ricerca dei suoni più rari che possono essere pienamente apprezzati solo in assenza di rumore artificiale.</p>


<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“La terra è un jukebox alimentato a energia solare.</p><p>Il silenzio non è l’assenza di ogni rumore. È la completa assenza di tutte le vibrazioni meccaniche udibili, lasciando solo i suoni della natura al suo massimo naturale. Il silenzio è la presenza di tutto, indisturbato”.</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://mailchi.mp/ce9030a375af/dress-ecode"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/bottone-1-1.png" alt="" class="wp-image-9762" width="245" height="113" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/bottone-1-1.png 703w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/bottone-1-1-600x278.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/bottone-1-1-300x139.png 300w" sizes="auto, (max-width: 245px) 100vw, 245px" /></a></figure></div>


<p>Il suo intento è di <strong>renderci veri ascoltatori dell’ambiente</strong>, di <strong>farci amare la natura</strong> e di <strong>proteggerla,</strong> dandoci la possibilità di ascoltare il sorgere del sole intorno al globo, la neve che si scioglie, le balene che cantano, la pioggia che scende, le ali di farfalla che fluttuano, i canti dei coyote, le cascate che si infrangono, il canto degli uccelli. Perché rischiamo di perdere l’esistenza di luoghi non influenzati dall’attività umana.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">“In 10 anni non sarà rimasto più un solo posto silenzioso se non agiamo”.</span></h6>
<p>Gordon afferma che, <strong>durante il giorno, l&#8217;intervallo medio senza <br>rumore nelle aree selvagge si è ridotto a meno di cinque minuti</strong>. <br><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-9771 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/scott-umstattd-iSTs6Lcu-Ek-unsplash-300x200.jpg" alt="" width="374" height="249" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/scott-umstattd-iSTs6Lcu-Ek-unsplash-300x200.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/scott-umstattd-iSTs6Lcu-Ek-unsplash-scaled-600x400.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/scott-umstattd-iSTs6Lcu-Ek-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/scott-umstattd-iSTs6Lcu-Ek-unsplash-768x512.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/scott-umstattd-iSTs6Lcu-Ek-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/scott-umstattd-iSTs6Lcu-Ek-unsplash-2048x1365.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/scott-umstattd-iSTs6Lcu-Ek-unsplash-1160x773.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 374px) 100vw, 374px" />Nel suo libro racconta del viaggio attraverso gli Stati Uniti su un furgone del 1964, registrando suoni fino allo stato di Washington DC, dove incontra politici e funzionari per fare pressione sulla conservazione del silenzio naturale.&nbsp;</p>
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<p>Da dove proviene il rumore? Le sorgenti possono essere posizionate all’interno degli ambienti, come per esempio gli elettrodomestici ed i condizionatori d’aria, oppure poste all’esterno dell’edificio. Le sorgenti esterne possono a loro volta essere raggruppate in tre principali categorie (fonte Arpa):</p>
<p>– attività produttive;<br>– cantieri temporanei edili e stradali;<br>– mezzi di trasporto stradale, ferroviario, aereo (traffico).</p>
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<p>Gordon ha perso l‘udito da un orecchio e qualche anno fa ha rischiato di diventare del tutto sordo. Un paradosso per chi cerca di salvare il silenzio. <a href="https://onesquareinch.org">One Square Inch of Silence</a>&nbsp;è il progetto di ricerca indipendente che porta avanti per difendere il posto probabilmente più tranquillo e tra i più incontaminati degli Stati Uniti, nella foresta pluviale di Hoh del Parco nazionale di Olympic.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">&#8220;Quando durante le registrazioni sento un rumore artificiale che disturba, individuo il luogo della fonte, invio una lettera e chiedo la conformità alla normativa&#8221;.</span></h6>
<p>Perdere il silenzio vuol dire anche causare un danno alla nostra salute. “Il rumore viene individuato dai sondaggi come una delle più rilevanti cause del peggioramento della qualità della vita ed è ormai riconosciuto come uno dei principali problemi ambientali; <strong>pur essendo talora ritenuto meno rilevante rispetto ad altre forme di inquinamento come l’inquinamento atmosferico o delle acque, il rumore suscita sempre più reazioni negative nella popolazione esposta</strong>” (fonte: <a href="https://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/agenti-fisici/file-e-allegati/AGF_2000_16.pdf">arpa veneto</a>). <br>Troppo rumore può mandare i nostri corpi in iperattività, attivando continuamente gli ormoni dello stress. L&#8217;esposizione ripetuta, oltre alle conseguenze dirette sull’apparato uditivo, può dar luogo a effetti come il disturbo del sonno e del riposo, l’interferenza sulla comunicazione verbale e sull’apprendimento, effetti psicofisiologici, sulla salute mentale e sulle prestazioni, non solo un fastidio genericamente inteso. <strong>Il rumore riduce benessere, qualità della vita e salute mentale.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright  wp-image-9775" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/jacek-smoter-guhKZly2fVM-unsplash-300x200.jpg" alt="" width="450" height="301" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/jacek-smoter-guhKZly2fVM-unsplash-300x200.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/jacek-smoter-guhKZly2fVM-unsplash-scaled-600x400.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/jacek-smoter-guhKZly2fVM-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/jacek-smoter-guhKZly2fVM-unsplash-768x512.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/jacek-smoter-guhKZly2fVM-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/jacek-smoter-guhKZly2fVM-unsplash-2048x1365.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/jacek-smoter-guhKZly2fVM-unsplash-1160x773.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></strong><br><strong>Al contrario il silenzio è salutare</strong>. Gordon racconta in un’intervista a <em>Newsweek</em>: &#8220;Troppo silenzio ti farà impazzire in pochissimo tempo se stai parlando di passare il tempo da solo in una camera anecoica. Questo fatto è ben provato. Ma <strong>in natura, sperimentare troppo silenzio naturale non ti farà impazzire, anzi, potrebbe renderti sano di mente</strong>. Studi recenti hanno dimostrato che l&#8217;esperienza della natura può essere efficace quanto i farmaci nel trattamento dell&#8217;autismo, ad esempio”.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">“È nostro diritto dalla nascita ascoltare, in silenzio e indisturbati, l&#8217;ambiente naturale e ricavarne qualsiasi significato. Ascoltando il silenzio naturale, ci sentiamo collegati alla terra, al nostro passato evolutivo e a noi stessi”.</span></h6>
<p>A partire già da queste vacanze, possiamo riscoprire il nostro diritto di ascoltare i suoni naturali. Mettiamoci alla ricerca di luoghi lontani dai rumori urbani, avendo cura di minimizzare l&#8217;impatto del nostro passaggio soprattutto nei posti più incontaminati. Ascoltiamo le meravigliose registrazioni di Gordon, che ci faranno viaggiare nel mondo scoprendo nuovi suoni.</p>
<p>Cosa c’entra il silenzio con la moda sostenibile? Desideriamo raccontare di tutto ciò che incrementa il nostro amore per la natura, perché ci aiuta a rendere più forte la motivazione a preservarla. Anche con la scelta di ciò che indossiamo.</p>


<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“La natura è musica.</p><p>Ci innamoreremo o non ci innamoreremo di nuovo del pianeta Terra?”</p></blockquote>


<p>Registrazioni: <a href="https://www.soundtracker.com">https://www.soundtracker.com</a><br>Film: <a href="http://www.soundtrackerthemovie.com/ST/Home.html">http://www.soundtrackerthemovie.com/ST/Home.html</a><br>Libro: <a href="https://www.simonandschuster.com/authors/Gordon-Hempton/45345383">https://www.simonandschuster.com/authors/Gordon-Hempton/45345383</a></p>


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<h5>English &#8211; The environmental impact of human noise: silence will no longer exist in 10 years. Listen to the man who is saving the voice of nature!</h5>
<p>There is not much talk about the impact of noise. When was the last time you experienced absolute silence capturing only the sounds of nature?<br>Without hearing cars, motorcycles, buses, trucks, mopeds, airplanes, trains, trams, lawn mowers, leaf vacuums, horns, machinery at work. Moments of silence seem increasingly rare.</p>
<p>During the Covid-19 lockdown, we noticed the absence of the daily noises of the city, to rediscover, for example, the birds singing. Did you notice it?</p>
<p>When I end up near a source of water, I like to record the sound of waves or the sound of a waterfall as a voice memo. If the rain falls, I strain my ears to catch the sound of the drops on the leaves of the trees. In a shelter by the sea in winter, I record the voices of the birds that chirp from morning to night, each one with his different song, to listen to it in moments of nostalgia for nature. <strong>There is a man who has done something much more extraordinary for over 35 years</strong>.</p>
<p>Gordon Hempton is an acoustic ecologist, he records natural soundscapes all over the world, especially in less densely populated places. One day he fell asleep on the grass, during a storm and in the rain he was fascinated by the sounds of nature. So he started keeping track of it. &#8220;This was the first time I experienced true listening&#8221;.<br>Gordon warns us that silence is extinguishing.<br>This is why he records sounds that people forget to hear. He has traveled around the globe 3 times in these years, in search of the rarest sounds that can be fully appreciated only in the absence of artificial noise.</p>


<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Earth is a solar-powered jukebox. </p><p>Silence is not noiselessness. It is the complete absence of all audible mechanical vibrations, leaving only the sounds of nature at her most natural. Silence is the presence of everything, undisturbed&#8221;.</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://mailchi.mp/ce9030a375af/dress-ecode"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/Botton-1-Eng.png" alt="" class="wp-image-9766" width="269" height="109" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/Botton-1-Eng.png 943w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/Botton-1-Eng-600x242.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/Botton-1-Eng-300x121.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/Botton-1-Eng-768x310.png 768w" sizes="auto, (max-width: 269px) 100vw, 269px" /></a></figure></div>


<p>His intent is to make us true listeners of the environment, to make us love nature and to protect it, giving us the opportunity to listen to the sunrise around the globe, the snow that melts, the whales that sing, the rain that falls, fluttering butterfly wings, coyote songs, crashing waterfalls, birdsong. Because we risk losing the existence of places not influenced by human activity.</p>
<h6>&#8220;In 10 years there will no longer be a single silent place if we do not act&#8221;.</h6>
<p>Gordon says that during the day, the average noiseless interval in the wild areas has decreased to less than five minutes. <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-9771 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/scott-umstattd-iSTs6Lcu-Ek-unsplash-300x200.jpg" alt="" width="375" height="250" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/scott-umstattd-iSTs6Lcu-Ek-unsplash-300x200.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/scott-umstattd-iSTs6Lcu-Ek-unsplash-scaled-600x400.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/scott-umstattd-iSTs6Lcu-Ek-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/scott-umstattd-iSTs6Lcu-Ek-unsplash-768x512.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/scott-umstattd-iSTs6Lcu-Ek-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/scott-umstattd-iSTs6Lcu-Ek-unsplash-2048x1365.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/scott-umstattd-iSTs6Lcu-Ek-unsplash-1160x773.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 375px) 100vw, 375px" />In his book he tells of the journey across the United States in a 1964 bus, recording sounds up to the state of Washington DC, where he meets politicians and officials to put pressure on the preservation of natural silence.</p>
<p>Where does the noise come from? The sources can be positioned inside the rooms, such as for example appliances and air conditioners, or placed outside the building. The external sources can in turn be grouped into three main categories (fonte Arpa):</p>
<p>&#8211; productive activities;<br>&#8211; temporary construction and road construction sites;<br>&#8211; means of road, rail, air transport (traffic).</p>
<p>Gordon lost his hearing in one ear and a few years ago risked becoming completely deaf. A paradox for who is engaged in saving silence. <a href="https://onesquareinch.org">One Square Inch of Silence</a> is the independent research project that he carries on to defend the probably most peaceful and among the most pristine places in the United States, in the Hoh rainforest of the Olympic National Park.</p>
<p>During the sound recording, &#8220;when I hear an artificial noise that disturbs, I identify the source, I send a letter and ask for compliance&#8221;.</p>
<p>Losing silence also means a damage to our health. “Noise is identified by surveys as one of the most significant causes of the deterioration of the quality of life and is now recognized as one of the main environmental problems; although it is sometimes considered less relevant than other forms of pollution such as air or water pollution, the noise provokes more and more negative reactions in the exposed population&#8221; (source: <a href="https://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/agenti-fisici/file-e-allegati/AGF_2000_16.pdf">arpa veneto</a>).</p>
<p>Too much noise can send our bodies in overdrive, continuously activating stress hormones. Repeated exposure, in addition to the direct consequences on the auditory system, can give rise to effects such as sleep and rest disturbance, interference on verbal communication and learning, psychophysiological effects, mental health and performance, not only a nuisance generally understood. Noise reduces well-being, quality of life and mental health. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright  wp-image-9775" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/jacek-smoter-guhKZly2fVM-unsplash-300x200.jpg" alt="" width="450" height="300" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/jacek-smoter-guhKZly2fVM-unsplash-300x200.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/jacek-smoter-guhKZly2fVM-unsplash-scaled-600x400.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/jacek-smoter-guhKZly2fVM-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/jacek-smoter-guhKZly2fVM-unsplash-768x512.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/jacek-smoter-guhKZly2fVM-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/jacek-smoter-guhKZly2fVM-unsplash-2048x1365.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/jacek-smoter-guhKZly2fVM-unsplash-1160x773.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /><br>On the contrary, silence is healthy. Gordon said in an interview with Newsweek: &#8220;Too much silence will drive you mad in no time at all if you are talking about spending time alone in an anechoic chamber. That fact is well established. But in nature, experiencing too much natural silence will not drive you mad—in fact, it might make you sane. Recent studies have shown that nature experience can be as effective as medication in the treatment of autism, for example&#8221;.</p>
<p>&#8220;It is our birthright to listen, quietly and undisturbed, to the natural environment and take whatever meanings we may from it. By listening to natural silence, we feel connected to the land, to our evolutionary past, and to ourselves&#8221;.</p>
<p>Starting from this vacation, we can rediscover our right to listen to natural sounds. Start looking for places far from urban noise, paying attention to minimize the impact of our passage, especially in the most unpolluted places. &nbsp;Listen to the wonderful recordings of Gordon, which will make you travel the world discovering new sounds.</p>
<p>What does silence have to do with sustainable fashion? We would like to write about everything that increases our love for nature, because it helps us to strengthen the motivation to preserve it. Even with the choice of what we wear.</p>


<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Nature is music.</p><p>Will we or will we not fall back in love with planet Earth?”</p></blockquote>


<p>Sound tracker: <a href="https://www.soundtracker.com">https://www.soundtracker.com</a><br>Movie: <a href="http://www.soundtrackerthemovie.com/ST/Home.html">http://www.soundtrackerthemovie.com/ST/Home.html</a><br>Book: <a href="https://www.simonandschuster.com/authors/Gordon-Hempton/45345383">https://www.simonandschuster.com/authors/Gordon-Hempton/45345383</a></p>


<p>Photos: Boba Jovanovic, Scott Umstattd, Jacek Smoter</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Come stai?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2020 09:27:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dress ECOde's lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[Vita da Dress ECOde]]></category>
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		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>
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					<description><![CDATA[Italiano/English below Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Come stai? Se anche tu in questo momento ti senti confuso, impaurito, sperduto nell’incertezza. Anche per me, che scrivo da questa pagina, è così. Mi è molto difficile comunicarti qualcosa in articoli o post, perché ogni argomento sembra inopportuno. Oggi pensavo proprio a quanto i vestiti sembrino inutili in questi giorni. Non solo perché stiamo in casa, dove ci accorgiamo che alla fine non è necessario un armadio pieno di abiti, ma anche perché le priorità ora sono altre. A casa si possono fare tante cose. Per concentrarmi sulla migliore sopravvivenza possibile leggo, cucino, autoproduco, cucio, rimoderno vestiti, guardo film, ascolto podcast, seguo corsi, provo a pasticciare con gli acquerelli, cerco di scrivere nonostante senta macigni sulle mani e la testa pesante per le preoccupazioni. Riparo i vestiti e li modifico, metto da parte quelli che non utilizzo più. Le cose che facevo prima. Senza la serenità di prima. Ma continuo a farle e provo a sperimentarne di nuove, sperando siano uno spunto per qualcun altro in questo momento e anche un’ancora per me in questo naufragio (nota: non vi scrivo tutto ciò con leggerezza nella situazione ottimale di una quarantena passata in famiglia, in una villa con piscina, con un lavoro sicuro, la certezza economica, la salute garantita). Volentieri se può interessarti condividerò queste attività. Molti stanno riscoprendo la bellezza del far da sé pane, pasta, dolci, l’autoproduzione non solo in cucina ma anche in altri ambiti. Qualcuno sta riflettendo sullo stile di vita che aveva prima di tutto ciò. Gli animali tornano in città (era il post che avremmo voluto pubblicare oggi), la natura ci sembra più vicina o se siamo chiusi in appartamento in città ci sembra più preziosa. Avremmo voluto vedere tutto questo ma in altre condizioni, per altre motivazioni. Perché rallegrarci per il ritorno degli animali tra noi o per l’aria pulita (che sono cose per cui ci battiamo) o per il “risveglio” di qualcuno ci sembra in questo istante fuori luogo. Per quanto sia meraviglioso ritrovarsi la natura che riduce le distanze o vedere un maggior numero di persone considerare un consumo più responsabile, ogni gioia è smorzata dal dolore della perdita di vite umane e dalla fatica di chi sta lavorando fino allo sfinimento toccando con mano la causa di questo periodo destabilizzante. Non è il momento di toni forti sui temi della sostenibilità, per noi in realtà non lo è mai stato. Sono convinta della maggiore efficacia dell’esempio rispetto alle parole urlate, questo è il modo di parlarvi che abbiamo scelto fin dall’inizio (perdendo ogni tanto però, lo ammetto, la pazienza davanti a tematiche sociali che fanno arrabbiare). Non è il momento di farla facile, perché non lo è. Quando costa la vita di altre persone non si può farla facile. Non è il momento di far finta di nulla, proponendo articoli come se niente fosse, come se il mondo fosse rimasto lo stesso. Non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia. Non è il momento di stare del tutto zitti, perché non desidero voltare le spalle ma esserci in questo frangente e cercare in qualche modo di aiutare, sostenere, ascoltare e informare. Non è il momento di bombardare anche noi con notizie e indicazioni su quanto sta accadendo, sulla diffusione del virus, sulle misure prese. Non lo è perché ci sono già tanti che lo stanno facendo, non siamo competenti e non è la missione di questo sito. Ed è proprio con in mente questa missione che desidero proseguire (https://dress-ecode.com/perche-why-ethos/), dagli insegnamenti di mia nonna che non c’è più, icona del moderno zero waste (è lei che compare nella foto del nostro manifesto). “Ci impegniamo a vivere nel rispetto delle persone, degli animali e dell’ambiente, con l’obiettivo di contribuire a creare un mondo in cui convivere meglio”: per questo abbiamo iniziato quest’avventura in un momento critico di fermo anni fa e proviamo a continuare a scrivere e ad esserci con questo obiettivo. Ho scelto uno stile di vita che cerchi il rispetto delle persone, degli animali e della natura e rispetto in questo momento vuol dire per me anche tutto questo che sto condividendo con te. Desidero aiutare a creare un mondo in cui convivere meglio. Se c’è qualcosa che hai piacere ora di leggere o qualcosa di cui vorresti sapere di più o qualcosa che possiamo fare nel nostro piccolo o qualcosa che vuoi raccontarci (anche solo come stai) per favore scrivici. contact_us@dressecode.it English &#8211; How are you? If you are feeling confused, afraid, lost in uncertainty right now. Also for me, writing from this page, it is like that. It&#8217;s very difficult to communicate something to you in articles or posts, because each topic seems inappropriate. Today I was thinking just how useless clothes seem these days. Not only because we are at home, where we realize that in the end a wardrobe full of clothes is not needed, but also because the priorities are now different. At home you can do many things. To focus on the best possible survival I read, cook, self-produce, sew, refashion clothes, watch movies, listen to podcasts, attend courses, try to mess with watercolors, I try to write despite feeling boulders on my hands and a head heavy with worries. I repair clothes and change them, put aside those that I no longer use. The things I used to do before. Without the serenity of before. But I continue to do them and I try to experiment with new ones, hoping they are a starting point for someone else&#8217;s inspiration at this moment and also an anchor for me in this shipwreck (note: I do not write all this lightly in the optimal situation of a quarantine spent in the family, in a villa with the swimming pool, with a safe work, economic certainty, a guaranteed health). If you are interested I will happily share these activities. Many are rediscovering the beauty of making bread, pasta, cakes, self-production not only in the kitchen but also in other areas. Someone is reflecting on the lifestyle he/she had before all this. Animals return to the city (it was the post we wanted to publish today), nature seems closer to us or if we are barricaded in a city apartment nature seems more precious. We would have liked to see all this but in other conditions, for other reasons. Because to rejoice at the return of the animals to us or the clean air (which are things we strive for) or the &#8220;awakening&#8221; of someone seems to us at this moment out of place. As wonderful as it is to find nature that reduces distances or to see a greater number of people consider more responsible consumption, every joy is dampened by the pain of the loss of human lives and by the fatigue of those who are working to exhaustion, touching with their hands the cause of this destabilising period. This is not the time for strong tones on sustainability issues, for us it never really was. I believe in the greater effectiveness of the example compared to the shouted words, this is the way of speaking that we have chosen from the beginning (losing occasionally, however, I admit, patience in front of social issues that make me angry). This is not the time to make it easy, because it is not. When it costs other people&#8217;s lives it can&#8217;t be easy. This is not the time to pretend nothing, offering articles as if nothing had happened, as if the world had remained the same. We can&#8217;t hide our heads in the sand. This is not the time to be completely silent, because I don&#8217;t want to turn my back but be there at this juncture and try in some way to help, support, listen and inform. It is not the time for us too to bomb with news and indications on what is happening, on the spread of the virus, on the measures taken. It is not because there are already many who are doing it, we are not competent and it is not the mission of this site. And it is precisely with this mission in mind that I wish to continue (https://dress-ecode.com/perche-why-ethos/), from the teachings of my grandmother that is no longer there, an icon of modern zero waste (she is that appears in the photo of our poster). &#8220;We are committed to living with respect for people, animals and the environment, with the aim of helping to create a world in which to live better&#8221;: this is why we started this adventure in a critical moment of standstill years ago and we try to continue writing and being there with this goal. I have chosen a lifestyle that seeks respect for people, animals and nature and respect at this moment also means for me all this that I am sharing with you. I want to help create a world in which to live better. If there is something you would like to read now or something you would like to know more about or something we can do in our own small way or something you want to tell us (even just how you are) please write to us. contact_us@dressecode.it]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below</p>
<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/24648936"><img decoding="async" class="alignleft" src="data:image/tiff;base64,TU0AKgAABEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAFgAAACwAAAAgAAAABQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZAAAAiwAAAOAAAAD/AAAA/wAAAP8AAADzAAAArAAAADYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAWwAAAPIAAAD/AAAAzAAAAIUAAABrAAAAdgAAAKcAAADxAAAA/gAAAIcAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGIAAAD/AAAA6AAAAEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA4AAACHAAAA/AAAAIcAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAjAAAA9wAAAPIAAAAqAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABXAAAA/AAAADMAAAAAAAAAAAAAAJUAAAD/AAAAfQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACYAAAAoAAAAAAAAAAAAAAA3gAAAP8AAAAlAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAC4AAADiAAAAAAAAAAAAAAD6AAAA/wAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABQAAAPsAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAACAAAA/wAAAP8AAAD1AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA9gAAAAAAAAD/AAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA+wAAAPoAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAD7AAAAAAAAAAAAAABFAAAAPgAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/gAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAQAQAAAwAAAAEAEQAAAQEAAwAAAAEAEAAAAQIAAwAAAAQAAAUOAQMAAwAAAAEAAQAAAQYAAwAAAAEAAgAAAQoAAwAAAAEAAQAAAREABAAAAAEAAAAIARIAAwAAAAEAAQAAARUAAwAAAAEABAAAARYAAwAAAAEAEAAAARcABAAAAAEAAARAARwAAwAAAAEAAQAAASgAAwAAAAEAAgAAAVIAAwAAAAEAAgAAAVMAAwAAAAQAAAUWh3MABwAAAiQAAAUeAAAAAAAIAAgACAAIAAEAAQABAAEAAAIkYXBwbAQAAABtbnRyUkdCIFhZWiAH4QAHAAcADQAWACBhY3NwQVBQTAAAAABBUFBMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA9tYAAQAAAADTLWFwcGzKGpWCJX8QTTiZE9XR6hWCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAApkZXNjAAAA/AAAAGVjcHJ0AAABZAAAACN3dHB0AAABiAAAABRyWFlaAAABnAAAABRnWFlaAAABsAAAABRiWFlaAAABxAAAABRyVFJDAAAB2AAAACBjaGFkAAAB+AAAACxiVFJDAAAB2AAAACBnVFJDAAAB2AAAACBkZXNjAAAAAAAAAAtEaXNwbGF5IFAzAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHRleHQAAAAAQ29weXJpZ2h0IEFwcGxlIEluYy4sIDIwMTcAAFhZWiAAAAAAAADzUQABAAAAARbMWFlaIAAAAAAAAIPfAAA9v////7tYWVogAAAAAAAASr8AALE3AAAKuVhZWiAAAAAAAAAoOAAAEQsAAMi5cGFyYQAAAAAAAwAAAAJmZgAA8qcAAA1ZAAAT0AAACltzZjMyAAAAAAABDEIAAAXe///zJgAAB5MAAP2Q///7ov///aMAAAPcAADAbg==" alt="unknown.tiff" /></a></p>
<div id="js_7" class="_5pbx userContent _3576" data-testid="post_message" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}">
<p>Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/24648936">Come stai?</a></p>
<p>Se anche tu in questo momento ti senti confuso, impaurito, sperduto nell’incertezza. Anche per me, che scrivo da questa pagina, è così. Mi è molto difficile comunicarti qualcosa in articoli o post, perché ogni argomento sembra inopportuno.<br />
Oggi pensavo proprio a quanto i vestiti sembrino inutili in questi giorni. Non solo perché stiamo in casa, dove ci accorgiamo che alla fine non è necessario un armadio pieno di abiti, ma anche perché le priorità ora sono altre.<br />
A casa si possono fare tante cose. Per concentrarmi sulla migliore sopravvivenza possibile leggo, cucino, autoproduco, cucio, rimoderno vestiti, guardo film, ascolto podcast, seguo corsi, provo a pasticciare con gli acquerelli, cerco di scrivere nonostante senta macigni sulle mani e la testa pesante per le preoccupazioni. Riparo i vestiti e li modifico, metto da parte quelli che non utilizzo più. Le cose che facevo prima. Senza la serenità di prima. Ma continuo a farle e provo a sperimentarne di nuove, sperando siano uno spunto per qualcun altro in questo momento e anche un’ancora per me in questo naufragio (nota: non vi scrivo tutto ciò con leggerezza nella situazione ottimale di una quarantena passata in famiglia, in una villa con piscina, con un lavoro sicuro, la certezza economica, la salute garantita). Volentieri se può interessarti condividerò queste attività.</p>
<p>Molti stanno riscoprendo la bellezza del far da sé pane, pasta, dolci, l’autoproduzione non solo in cucina ma anche in altri ambiti. Qualcuno sta riflettendo sullo stile di vita che aveva prima di tutto ciò. Gli animali tornano in città (era il post che avremmo voluto pubblicare oggi), la natura ci sembra più vicina o se siamo chiusi in appartamento in città ci sembra più preziosa. <strong>Avremmo voluto vedere tutto questo ma in altre condizioni, per altre motivazioni. Perché rallegrarci per il ritorno degli animali tra noi o per l’aria pulita (che sono cose per cui ci battiamo) o per il “risveglio” di qualcuno ci sembra in questo istante fuori luogo.</strong> Per quanto sia meraviglioso ritrovarsi la natura che riduce le distanze o vedere un maggior numero di persone considerare un consumo più responsabile, ogni gioia è smorzata dal dolore della perdita di vite umane e dalla fatica di chi sta lavorando fino allo sfinimento toccando con mano la causa di questo periodo destabilizzante.</p>
<p>Non è il momento di toni forti sui temi della sostenibilità, per noi in realtà non lo è mai stato. Sono convinta della maggiore efficacia dell’esempio rispetto alle parole urlate, questo è il modo di parlarvi che abbiamo scelto fin dall’inizio (perdendo ogni tanto però, lo ammetto, la pazienza davanti a tematiche sociali che fanno arrabbiare).<br />
Non è il momento di farla facile, perché non lo è. Quando costa la vita di altre persone non si può farla facile.<br />
Non è il momento di far finta di nulla, proponendo articoli come se niente fosse, come se il mondo fosse rimasto lo stesso. Non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia.<br />
Non è il momento di stare del tutto zitti, perché <strong>non desidero voltare le spalle ma esserci in questo frangente e cercare in qualche modo di aiutare, sostenere, ascoltare e informare</strong>.<br />
Non è il momento di bombardare anche noi con notizie e indicazioni su quanto sta accadendo, sulla diffusione del virus, sulle misure prese. Non lo è perché ci sono già tanti che lo stanno facendo, non siamo competenti e non è la missione di questo sito.</p>
<p><strong>Ed è proprio con in mente questa missione che desidero proseguire</strong> (<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fdress-ecode.com%2Fperche-why-ethos%2F%3Ffbclid%3DIwAR332cbz6dDCLhFo4-eT9WcF-RhDSo9Vkcg6HD1e5ISrvV3gbFj-pdODsNE&amp;h=AT1iTAkCNd0VyVIN-zE01Wd0a1cJMa5Kq4VmX4fcxsbu81_07nk7np8kENR4GKlA6pAuHvoZupmHdIv5qlLmRDhSOio6A0owhSYTGCRbDavWosYMYERLuyxTVPoipMA1ZSkmKwIRsvqxm3IGkxP4DMi17eohF_Y-LlsZHrfJUvP6-n5B0yiZK10_jtRKXi1BhAHu8VvjJV68YDedAC77F93taQQFHT0Xd-yiLyeM6rAt3sfJsq-YXISUM9kMfkHI7mRZR4ldZIl03k60CTHcCeTxgDSxjwy8qsx7aSZpVjM4WiercXUDXMnx2Y9_9BSYU-6qb7R3LhaLKJ1oRXut4SUlCO4-mOD_0AWFNJY3yYs1-4bSPr0mFgNitPQSbVVrHaak3ob3p_3yk9dSoOqRZAfybLOSGUC_rn1LwFmhQuBkjMsWXDGYwzhe-luLbGw5WlbUYw2VLWhk4uTq8ucED7m3fnMsAVWNC7Ixo5IcCfV5S-Ibm7agC91NzrsBqVNTnGxXxbNtbvBVNsZ-_RWiBQ388PAMihIvVqSmcOAcx8frbH2Izauj02SUNFZb67Cmsbq55r3X8PwNnW-KA7NG66WqEqVYoGj0Q0J_V3mXNCx0M57bav2Se_qHZSwtJYolCSg" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}" data-lynx-mode="origin">https://dress-ecode.com/perche-why-ethos/</a>), dagli insegnamenti di mia nonna che non c’è più, icona del moderno zero waste (è lei che compare nella foto del nostro manifesto). “Ci impegniamo a vivere nel rispetto delle persone, degli animali e dell’ambiente, con l’obiettivo di contribuire a creare un mondo in cui convivere meglio”: per questo abbiamo iniziato quest’avventura in un momento critico di fermo anni fa e proviamo a continuare a scrivere e ad esserci con questo obiettivo.<br />
Ho scelto uno stile di vita che cerchi il rispetto delle persone, degli animali e della natura e rispetto in questo momento vuol dire per me anche tutto questo che sto condividendo con te.<br />
<strong>Desidero aiutare a creare un mondo in cui convivere meglio.</strong><br />
Se c’è qualcosa che hai piacere ora di leggere o qualcosa di cui vorresti sapere di più o qualcosa che possiamo fare nel nostro piccolo o qualcosa che vuoi raccontarci (anche solo come stai) per favore scrivici.</p>
<p><a href="mailto:contact_us@dressecode.it">contact_us@dressecode.it</a></p>
</div>
<hr />
<h5><em>English</em><span style="color: #acc0a5;"> &#8211; How are you?</span></h5>
<p>If you are feeling confused, afraid, lost in uncertainty right now. Also for me, writing from this page, it is like that. It&#8217;s very difficult to communicate something to you in articles or posts, because each topic seems inappropriate.<br />
Today I was thinking just how useless clothes seem these days. Not only because we are at home, where we realize that in the end a wardrobe full of clothes is not needed, but also because the priorities are now different.<br />
At home you can do many things. To focus on the best possible survival I read, cook, self-produce, sew, refashion clothes, watch movies, listen to podcasts, attend courses, try to mess with watercolors, I try to write despite feeling boulders on my hands and a head heavy with worries. I repair clothes and change them, put aside those that I no longer use. The things I used to do before. Without the serenity of before. But I continue to do them and I try to experiment with new ones, hoping they are a starting point for someone else&#8217;s inspiration at this moment and also an anchor for me in this shipwreck (note: I do not write all this lightly in the optimal situation of a quarantine spent in the family, in a villa with the swimming pool, with a safe work, economic certainty, a guaranteed health). If you are interested I will happily share these activities.</p>
<p>Many are rediscovering the beauty of making bread, pasta, cakes, self-production not only in the kitchen but also in other areas. Someone is reflecting on the lifestyle he/she had before all this. Animals return to the city (it was the post we wanted to publish today), nature seems closer to us or if we are barricaded in a city apartment nature seems more precious. <strong>We would have liked to see all this but in other conditions, for other reasons. Because to rejoice at the return of the animals to us or the clean air (which are things we strive for) or the &#8220;awakening&#8221; of someone seems to us at this moment out of place.</strong> As wonderful as it is to find nature that reduces distances or to see a greater number of people consider more responsible consumption, every joy is dampened by the pain of the loss of human lives and by the fatigue of those who are working to exhaustion, touching with their hands the cause of this destabilising period.</p>
<p>This is not the time for strong tones on sustainability issues, for us it never really was. I believe in the greater effectiveness of the example compared to the shouted words, this is the way of speaking that we have chosen from the beginning (losing occasionally, however, I admit, patience in front of social issues that make me angry).<br />
This is not the time to make it easy, because it is not. When it costs other people&#8217;s lives it can&#8217;t be easy.<br />
This is not the time to pretend nothing, offering articles as if nothing had happened, as if the world had remained the same. We can&#8217;t hide our heads in the sand.<br />
This is not the time to be completely silent, because<strong> I don&#8217;t want to turn my back but be there at this juncture and try in some way to help, support, listen and inform.</strong><br />
It is not the time for us too to bomb with news and indications on what is happening, on the spread of the virus, on the measures taken. It is not because there are already many who are doing it, we are not competent and it is not the mission of this site.</p>
<p><strong>And it is precisely with this mission in mind that I wish to continue</strong> (<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fdress-ecode.com%2Fperche-why-ethos%2F%3Ffbclid%3DIwAR332cbz6dDCLhFo4-eT9WcF-RhDSo9Vkcg6HD1e5ISrvV3gbFj-pdODsNE&amp;h=AT1iTAkCNd0VyVIN-zE01Wd0a1cJMa5Kq4VmX4fcxsbu81_07nk7np8kENR4GKlA6pAuHvoZupmHdIv5qlLmRDhSOio6A0owhSYTGCRbDavWosYMYERLuyxTVPoipMA1ZSkmKwIRsvqxm3IGkxP4DMi17eohF_Y-LlsZHrfJUvP6-n5B0yiZK10_jtRKXi1BhAHu8VvjJV68YDedAC77F93taQQFHT0Xd-yiLyeM6rAt3sfJsq-YXISUM9kMfkHI7mRZR4ldZIl03k60CTHcCeTxgDSxjwy8qsx7aSZpVjM4WiercXUDXMnx2Y9_9BSYU-6qb7R3LhaLKJ1oRXut4SUlCO4-mOD_0AWFNJY3yYs1-4bSPr0mFgNitPQSbVVrHaak3ob3p_3yk9dSoOqRZAfybLOSGUC_rn1LwFmhQuBkjMsWXDGYwzhe-luLbGw5WlbUYw2VLWhk4uTq8ucED7m3fnMsAVWNC7Ixo5IcCfV5S-Ibm7agC91NzrsBqVNTnGxXxbNtbvBVNsZ-_RWiBQ388PAMihIvVqSmcOAcx8frbH2Izauj02SUNFZb67Cmsbq55r3X8PwNnW-KA7NG66WqEqVYoGj0Q0J_V3mXNCx0M57bav2Se_qHZSwtJYolCSg" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}" data-lynx-mode="origin">https://dress-ecode.com/perche-why-ethos/</a>), from the teachings of my grandmother that is no longer there, an icon of modern zero waste (she is that appears in the photo of our poster). &#8220;We are committed to living with respect for people, animals and the environment, with the aim of helping to create a world in which to live better&#8221;: this is why we started this adventure in a critical moment of standstill years ago and we try to continue writing and being there with this goal.<br />
I have chosen a lifestyle that seeks respect for people, animals and nature and respect at this moment also means for me all this that I am sharing with you.<br />
<strong>I want to help create a world in which to live better.</strong><br />
If there is something you would like to read now or something you would like to know more about or something we can do in our own small way or something you want to tell us (even just how you are) please write to us.</p>
<p><a href="mailto:contact_us@dressecode.it">contact_us@dressecode.it</a></p>
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		<title>Vita da Dress ECOde &#8211; 20 libri per ispirare i ragazzi ad amare la natura</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 12:34:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Dress ECOde's lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Environment/Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Events]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
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		<category><![CDATA[Ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[Italiano/English below &#160;Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: 20-libri-per-ragazzi É da un po’ di tempo che desidero scrivere questo articolo, rimandando a un (breve) momento di riposo festivo, finalmente trovato! In novembre l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore G. Curcio di Ispica (Ragusa), mi ha accolto calorosamente per ascoltare la storia della spedizione per ripulire le coste norvegesi dai rifiuti, proprio dove è stata ritrovata la balena del documentario di Sky24 A plastic whale. Più di 100 alunni presenti all&#8217;incontro! Aspettavamo meno classi, ma man mano che si spargeva nei corridoi la notizia del racconto di questa balena, si aggiungevano ragazzi interessati. E c’è anche chi ha voluto sapere riguardo la moda sostenibile! Dopo la presentazione, un’insegnante mi ha chiesto aiuto nel trovare libri che sensibilizzino sui temi ambientali, di narrativa e adatti a ragazzi delle superiori. Non libri esplicitamente didattici ma romanzi, in cui il racconto inviti all&#8217;amore per la natura. Così mi sono trovata a costruire una piccola lista di letture consigliate, pensando a diversi tipi di gusti letterari. La condivido qui perché possa essere utile anche ai lettori di Dress Ecode. Le mie fiabe africane &#8211; Nelson Mandela L&#8217;uomo che piantava gli alberi &#8211; Jean Giorno La ragazza sull&#8217;albero &#8211; Julia Butterfly Hill Tu sei il mio mondo &#8211; Timothee de Fombelle L’isola di Arcangelo &#8211; Mattia Luisa&#160; Il mondo di Anna &#8211;&#160;Gaarder Jostein Margherita Dolcevita &#8211; Stefano Benni Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare &#8211; Luis Sepulveda Anthill &#8211; Edward O. Wilson&#160; Il passaggio dell’orso &#8211;&#160;Giuseppe Festa Walden ovvero vita nei boschi &#8211; Henry David Thoreau Il barone&#160;rampante &#8211; Italo Calvino Il richiamo della foresta &#8211; Jack London 25 grammi di felicità &#8211;&#160;Massimo Vacchetta, Antonella Tomaselli Il gabbiano Jonathan Livingstone &#8211; Richard Bach Il mondo senza di noi &#8211; Alan Weisman L’evoluzione di Calpurnia &#8211; Jaqueline Kelly Il cane, il lupo e Dio &#8211; Folco Terzani Il bacio della Dea Montagna &#8211; Marco Bosonetto Pensare come una montagna – A sand county almanac &#8211; Aldo Leopold Che ne dite? Avete altri titoli di narrativa per ragazzi da suggerire? Buona lettura! Foto di copertina:&#160;Laura Kapfer on Unsplash English &#8211; Dress ECOde&#8217;s lifestyle: 20 books to inspire boys and girls to love nature It&#8217;s some time I would like to write this article, postponing to a (short) moment of holiday rest, finally found! In November, the Higher Education Institute G. Curcio of Ispica (Ragusa) welcomed me warmly to hear the story of the expedition to clean up the Norwegian coast from waste, just where the whale of the Sky24 documentary A plastic whale was found. More than 100 students were at the meeting! We expected fewer classes, but as the news of this whale&#8217;s story spread in the corridors, interested students joined. And there were also those who wanted to know about sustainable fashion! After the presentation, a teacher asked me for help in finding books that raise awareness on environmental issues, of narrative literature and suitable for high school students. Not explicitly didactic books but novels, in which the story invites to love nature. So I found myself building a small list of recommended books, thinking about different types of literary tastes. I share it here because it can also be useful to readers of Dress Ecode. Favorite African Folktales &#8211; Nelson Mandela The man who planted trees &#8211; Jean Giorno The legacy of Luna &#8211; Julia Butterfly Hill Celeste, My Planet &#8211; Timothee de Fombelle Archangel&#8217;s Island &#8211; Mattia Luisa The world according to Anna &#8211; Gaarder Jostein Margherita Dolcevita &#8211; Stefano Benni The Story of A Seagull and The Cat Who Taught Her To Fly &#8211; Luis Sepulveda Anthill &#8211; Edward O. Wilson Il passaggio dell&#8217;orso &#8211; Giuseppe Festa Walden; or, Life in the Woods &#8211; Henry David Thoreau The Baron in the Trees &#8211; Italo Calvino The Call of the Wild &#8211; Jack London 25 grams of happiness &#8211; Massimo Vacchetta, Antonella Tomaselli Jonathan Livingston Seagull: A Story &#8211; Richard Bach The world without us &#8211; Alan Weisman The evolution of Calpurnia Tate &#8211; Jaqueline Kelly The dog, the wolf and God &#8211; Folco Terzani The kiss of the Mountain Goddess &#8211; Marco Bosonetto A sand county almanac &#8211; Aldo Leopold What do you think? Do you have any other children&#8217;s fiction titles to suggest? Enjoy the reading! Cover photo by Laura Kapfer on Unsplash]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below</p>
<p><a href="https://www.spreaker.com/user/dressecode/20-libri-per-ragazzi-04-01-2020-20-48"><img decoding="async" class="alignleft" src="data:image/tiff;base64,TU0AKgAABEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAFgAAACwAAAAgAAAABQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZAAAAiwAAAOAAAAD/AAAA/wAAAP8AAADzAAAArAAAADYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAWwAAAPIAAAD/AAAAzAAAAIUAAABrAAAAdgAAAKcAAADxAAAA/gAAAIcAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGIAAAD/AAAA6AAAAEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA4AAACHAAAA/AAAAIcAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAjAAAA9wAAAPIAAAAqAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABXAAAA/AAAADMAAAAAAAAAAAAAAJUAAAD/AAAAfQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACYAAAAoAAAAAAAAAAAAAAA3gAAAP8AAAAlAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAC4AAADiAAAAAAAAAAAAAAD6AAAA/wAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABQAAAPsAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAACAAAA/wAAAP8AAAD1AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA9gAAAAAAAAD/AAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA+wAAAPoAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAD7AAAAAAAAAAAAAABFAAAAPgAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/gAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAQAQAAAwAAAAEAEQAAAQEAAwAAAAEAEAAAAQIAAwAAAAQAAAUOAQMAAwAAAAEAAQAAAQYAAwAAAAEAAgAAAQoAAwAAAAEAAQAAAREABAAAAAEAAAAIARIAAwAAAAEAAQAAARUAAwAAAAEABAAAARYAAwAAAAEAEAAAARcABAAAAAEAAARAARwAAwAAAAEAAQAAASgAAwAAAAEAAgAAAVIAAwAAAAEAAgAAAVMAAwAAAAQAAAUWh3MABwAAAiQAAAUeAAAAAAAIAAgACAAIAAEAAQABAAEAAAIkYXBwbAQAAABtbnRyUkdCIFhZWiAH4QAHAAcADQAWACBhY3NwQVBQTAAAAABBUFBMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA9tYAAQAAAADTLWFwcGzKGpWCJX8QTTiZE9XR6hWCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAApkZXNjAAAA/AAAAGVjcHJ0AAABZAAAACN3dHB0AAABiAAAABRyWFlaAAABnAAAABRnWFlaAAABsAAAABRiWFlaAAABxAAAABRyVFJDAAAB2AAAACBjaGFkAAAB+AAAACxiVFJDAAAB2AAAACBnVFJDAAAB2AAAACBkZXNjAAAAAAAAAAtEaXNwbGF5IFAzAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHRleHQAAAAAQ29weXJpZ2h0IEFwcGxlIEluYy4sIDIwMTcAAFhZWiAAAAAAAADzUQABAAAAARbMWFlaIAAAAAAAAIPfAAA9v////7tYWVogAAAAAAAASr8AALE3AAAKuVhZWiAAAAAAAAAoOAAAEQsAAMi5cGFyYQAAAAAAAwAAAAJmZgAA8qcAAA1ZAAAT0AAACltzZjMyAAAAAAABDEIAAAXe///zJgAAB5MAAP2Q///7ov///aMAAAPcAADAbg==" alt="unknown.tiff"></a>&nbsp;Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/user/dressecode/20-libri-per-ragazzi-04-01-2020-20-48">20-libri-per-ragazzi</a></p>
<p>É da un po’ di tempo che desidero scrivere questo articolo, rimandando a un (breve) momento di riposo festivo, finalmente trovato!</p>
<p>In novembre l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore G. Curcio di Ispica (Ragusa), mi ha accolto calorosamente per ascoltare la storia della spedizione per ripulire le coste norvegesi dai rifiuti, proprio dove è stata ritrovata la balena del documentario di Sky24 <a href="https://news.sky.com/video/documentary-a-plastic-whale-10924827"><em>A plastic whale</em></a>. Più di 100 alunni presenti all&#8217;incontro! Aspettavamo meno classi, ma man mano che si spargeva nei corridoi la notizia del racconto di questa balena, si aggiungevano ragazzi interessati. E c’è anche chi ha voluto sapere riguardo la moda sostenibile!</p>
<h6><span style="color: #f08a78;">Dopo la presentazione, un’insegnante mi ha chiesto aiuto nel trovare libri che sensibilizzino sui temi ambientali, di narrativa e adatti a ragazzi delle superiori. Non libri esplicitamente didattici ma romanzi, in cui il racconto inviti all&#8217;amore per la natura.</span></h6>
<p>Così mi sono trovata a costruire una piccola lista di letture consigliate, pensando a diversi tipi di gusti letterari. La condivido qui perché possa essere utile anche ai lettori di Dress <strong><span style="color: #acc0a5;"><em>Eco</em></span></strong>de.</p>
<ul>
<li><span style="color: #9aad93;"><strong>Le mie fiabe africane</strong></span> &#8211; Nelson Mandela</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">L&#8217;uomo che piantava gli alberi</span></strong> &#8211; Jean Giorno</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">La ragazza sull&#8217;albero</span></strong> &#8211; Julia Butterfly Hill</li>
<li><span style="color: #9aad93;"><strong>Tu sei il mio mondo</strong></span> &#8211; Timothee de Fombelle</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">L’isola di Arcangelo</span></strong> &#8211; Mattia Luisa<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">Il mondo di Anna</span></strong> &#8211;&nbsp;Gaarder Jostein</li>
<li><span style="color: #9aad93;"><strong>Margherita Dolcevita</strong></span> &#8211; Stefano Benni</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare</span></strong> &#8211; Luis Sepulveda</li>
<li><span style="color: #9aad93;"><strong>Anthill</strong></span> &#8211; Edward O. Wilson&nbsp;</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">Il passaggio dell’orso</span></strong> &#8211;&nbsp;Giuseppe Festa</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">Walden ovvero vita nei boschi</span></strong> &#8211; Henry David Thoreau</li>
<li><span style="color: #9aad93;"><strong>Il barone&nbsp;rampante</strong></span> &#8211; Italo Calvino</li>
<li><span style="color: #9aad93;"><strong>Il richiamo della foresta</strong> </span>&#8211; Jack London</li>
<li><span style="color: #9aad93;"><strong>25 grammi di felicità</strong></span> &#8211;&nbsp;Massimo Vacchetta, Antonella Tomaselli</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">I</span><span style="color: #9aad93;"><strong>l</strong> gabbiano Jonathan Livingstone</span></strong> &#8211; Richard Bach</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">Il mondo senza di noi</span></strong> &#8211; Alan Weisman</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">L’evoluzione di Calpurnia</span></strong> &#8211; Jaqueline Kelly</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">Il cane, il lupo e Dio</span></strong> &#8211; Folco Terzani</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">Il bacio della Dea Montagna</span></strong> &#8211; Marco Bosonetto</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">Pensare come una montagna – A sand county almanac</span></strong> &#8211; Aldo Leopold</li>
</ul>
<p>Che ne dite? Avete altri titoli di narrativa per ragazzi da suggerire?</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p>Foto di copertina:&nbsp;<a href="https://unsplash.com/@kapfii?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Laura Kapfer</a> on <a href="https://unsplash.com/s/photos/books?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p>
<p></p>


<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/01/17D706A4-8E8C-437F-8684-0CAD7D6851C6-1024x1024.jpg" alt="" data-id="6510" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/01/17D706A4-8E8C-437F-8684-0CAD7D6851C6.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6510" class="wp-image-6510" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/01/17D706A4-8E8C-437F-8684-0CAD7D6851C6-1024x1024.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/01/17D706A4-8E8C-437F-8684-0CAD7D6851C6-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/01/17D706A4-8E8C-437F-8684-0CAD7D6851C6-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/01/17D706A4-8E8C-437F-8684-0CAD7D6851C6-600x600.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/01/17D706A4-8E8C-437F-8684-0CAD7D6851C6-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/01/17D706A4-8E8C-437F-8684-0CAD7D6851C6-768x768.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/01/17D706A4-8E8C-437F-8684-0CAD7D6851C6-1160x1160.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/01/17D706A4-8E8C-437F-8684-0CAD7D6851C6-75x75.jpg 75w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/01/17D706A4-8E8C-437F-8684-0CAD7D6851C6.jpg 1218w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://mailchi.mp/3a40f815404c/1xwfzz0rr5"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/06/7ad04e5f-5533-4703-aa65-8d9b37c21de8-709x1024.jpg" alt="" class="wp-image-8782" width="281" height="405" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/06/7ad04e5f-5533-4703-aa65-8d9b37c21de8-709x1024.jpg 709w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/06/7ad04e5f-5533-4703-aa65-8d9b37c21de8-600x867.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/06/7ad04e5f-5533-4703-aa65-8d9b37c21de8-208x300.jpg 208w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/06/7ad04e5f-5533-4703-aa65-8d9b37c21de8.jpg 720w" sizes="auto, (max-width: 281px) 100vw, 281px" /></a></figure></div>


<hr />
<h5><em><strong>English</strong> </em><span style="color: #acc0a5;">&#8211; Dress ECOde&#8217;s lifestyle: 20 books to inspire boys and girls to love nature</span></h5>
<p>It&#8217;s some time I would like to write this article, postponing to a (short) moment of holiday rest, finally found!</p>
<p>In November, the Higher Education Institute G. Curcio of Ispica (Ragusa) welcomed me warmly to hear the story of the expedition to clean up the Norwegian coast from waste, just where the whale of the Sky24 documentary <a href="https://news.sky.com/video/documentary-a-plastic-whale-10924827"><em>A plastic whale</em></a> was found. More than 100 students were at the meeting! We expected fewer classes, but as the news of this whale&#8217;s story spread in the corridors, interested students joined. And there were also those who wanted to know about sustainable fashion!</p>
<h6><span style="color: #f08a78;">After the presentation, a teacher asked me for help in finding books that raise awareness on environmental issues, of narrative literature and suitable for high school students. Not explicitly didactic books but novels, in which the story invites to love nature.</span></h6>
<p>So I found myself building a small list of recommended books, thinking about different types of literary tastes. I share it here because it can also be useful to readers of Dress <span style="color: #acc0a5;"><strong><em>Eco</em></strong></span>de.</p>
<ul>
<li><span style="color: #9aad93;"><strong>Favorite African Folktales</strong></span> &#8211; Nelson Mandela</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">The man who planted trees</span></strong> &#8211; Jean Giorno</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">The legacy of Luna</span></strong> &#8211; Julia Butterfly Hill</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">Celeste, My Planet</span></strong> &#8211; Timothee de Fombelle</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">Archangel&#8217;s Island</span></strong> &#8211; Mattia Luisa</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">The world according to Anna</span></strong> &#8211; Gaarder Jostein</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">Margherita Dolcevita</span></strong> &#8211; Stefano Benni</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">The Story of A Seagull and The Cat Who Taught Her To Fly</span> </strong>&#8211; Luis Sepulveda</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">Anthill</span></strong> &#8211; Edward O. Wilson</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">I</span><span style="color: #9aad93;">l passaggio dell&#8217;orso</span></strong> &#8211; Giuseppe Festa</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">Walden; or, Life in the Woods</span></strong> &#8211; Henry David Thoreau</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">The Baron in the Trees</span></strong> &#8211; Italo Calvino</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">The Call of the Wild</span></strong> &#8211; Jack London</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">25 grams of happiness</span></strong> &#8211; Massimo Vacchetta, Antonella Tomaselli</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">Jonathan Livingston Seagull: A Story</span></strong> &#8211; Richard Bach</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">The world without us</span></strong> &#8211; Alan Weisman</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">The evolution of Calpurnia Tate</span> </strong>&#8211; Jaqueline Kelly</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">The dog, the wolf and God</span></strong> &#8211; Folco Terzani</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">The kiss of the Mountain Goddess</span></strong> &#8211; Marco Bosonetto</li>
<li><strong><span style="color: #9aad93;">A sand county almanac</span></strong> &#8211; Aldo Leopold</li>
</ul>
<p>What do you think? Do you have any other children&#8217;s fiction titles to suggest?</p>
<p>Enjoy the reading!</p>
<p>Cover photo by <a href="https://unsplash.com/@kapfii?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Laura Kapfer</a> on <a href="https://unsplash.com/s/photos/books?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Nasce Audio-à-porter, il podcast di audioarticoli sulla moda sostenibile. E parte un contest a cui puoi partecipare per essere protagonista!</title>
		<link>https://dress-ecode.com/nasce-audio-a-porter-il-poadcast-di-audioarticoli-sulla-moda-sostenibile-e-parte-un-contest-a-cui-puoi-partecipare-per-essere-protagonista/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 13:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Circular economy]]></category>
		<category><![CDATA[Climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Dress ECOde's lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Environment/Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrics/Tessuti]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
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		<category><![CDATA[Recycling/Riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[Responsible life / Stile di vita resp.]]></category>
		<category><![CDATA[Vintage/Second-hand]]></category>
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					<description><![CDATA[Italiano/English below  Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Audio-à-porter &#8211; Lancio e contest! &#62;&#62;&#62; Il podcast ha cambiato nome! Ora si chiama Pop-up Green, moda e sostenibilità L’idea nasce una sera, dopo una piacevole cena, facendo partire la ricerca di un nome appropriato relativo alla moda e alla possibilità di articoli pronti da ascoltare. Audio-à-porter è un progetto iniziato più di due mesi fa, pensando a chi dice che non ha tempo di leggere notizie e a chi desidera ascoltare e intanto informarsi mentre è in palestra, cammina, corre, si allena, viaggia, è sui mezzi di trasporto, cucina, si occupa delle faccende domestiche o nei momenti di relax. Abbiamo cominciato a inserire in ogni articolo la possibilità di ascoltarlo invece di leggerlo, semplicemente cliccando sul nome dell’episodio in verde accanto al simbolo delle cuffie: Al momento sono caricati circa 20 episodi, pian piano estenderemo ai principali articoli pubblicati fino a oggi (più di 150), oltre d’ora in poi ai nuovi. Se desiderate solo ascoltare, potete accedere direttamente al canale podcast da Spreaker, You Tube, Spotify, Soundcloud, Apple Podcast e a breve Google Podcast. Il nuovo canale è gratuito e ci piacerebbe trovare uno sponsor, che sia sulla nostra lunghezza d’onda, per poter consentire di continuare a offrire i contenuti senza chiedere nessun contributo agli ascoltatori. In occasione del lancio, per voi un contest dedicato! Entro venerdì 28 febbraio 2020, scrivici la tua storia sull’abbigliamento sostenibile: quello che fai per essere più green ed etico nella scelta dei tuoi vestiti, un episodio della tua vita relativo alla moda sostenibile, il racconto di un capo vintage o di famiglia per te speciale. Sceglieremo la storia più bella e scriveremo un articolo su di te, intervistandoti di persona con una piccola sorpresa se ne avrai il piacere, raccontando di te anche su Audio-à-porter. Diventa protagonista dell’impegno per una moda più attenta alle persone e all’ambiente!  Invia la tua storia a: contact_us@dressecode.it Desideriamo portarti, in maniera garbata, le notizie sulla moda sostenibile e i suggerimenti su come vestire in modo più green ed etico. Buon ascolto! English &#8211; Audio-à-porter is born, the podcast of audio articles on sustainable fashion. And a contest is starting: you can participate to be a protagonist! The idea was born one evening, after a pleasant dinner, starting the search for an appropriate name related to fashion and the possibility of ready-to-listen articles. Audio-à-porter is a project started more than two months ago, thinking of those who say they do not have time to read news and who wish to listen and in the meantime be informed while in the gym, walking, running, training, traveling, and on the means of transport, cooking, takes care of household chores or in moments of relaxation. We began to include in each article the possibility of listening to it instead of reading it, simply by clicking on the name of the episode in green next to the headphones symbol: At the moment about 20 episodes are uploaded, slowly we will extend to the main articles published so far (more than 150), from now on to new ones too. If you only want to listen, you can directly access the podcast channel from Spreaker, You Tube, Spotify, Soundcloud, Apple Podcast and soon Google Podcast. The new channel is free and we would like to find a sponsor, who is on our wavelength, to be able to continue offering content without asking any listeners for any contribution. On the occasion of the launch, a dedicated contest for you! By Friday 28 February 2020, write your story about sustainable clothing: what you do to be greener and more ethical in choosing your clothes, an episode of your life related to sustainable fashion, the story of a vintage or family garment that is special for you. We will choose the most beautiful story and write an article about you, interviewing you in person with a little surprise if you have the pleasure, telling you about yourself on Audio-à-porter. Become the protagonist of the commitment to a fashion that cares more for people and the environment! Send your story to: contact_us@dressecode.it We want to bring you, in a polite way, the news on sustainable fashion and suggestions on how to dress in a greener and ethical way. Enjoy listening! &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft" src="data:image/tiff;base64,TU0AKgAABEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAFgAAACwAAAAgAAAABQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZAAAAiwAAAOAAAAD/AAAA/wAAAP8AAADzAAAArAAAADYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAWwAAAPIAAAD/AAAAzAAAAIUAAABrAAAAdgAAAKcAAADxAAAA/gAAAIcAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGIAAAD/AAAA6AAAAEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA4AAACHAAAA/AAAAIcAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAjAAAA9wAAAPIAAAAqAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABXAAAA/AAAADMAAAAAAAAAAAAAAJUAAAD/AAAAfQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACYAAAAoAAAAAAAAAAAAAAA3gAAAP8AAAAlAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAC4AAADiAAAAAAAAAAAAAAD6AAAA/wAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABQAAAPsAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAACAAAA/wAAAP8AAAD1AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA9gAAAAAAAAD/AAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA+wAAAPoAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAD7AAAAAAAAAAAAAABFAAAAPgAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/gAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAQAQAAAwAAAAEAEQAAAQEAAwAAAAEAEAAAAQIAAwAAAAQAAAUOAQMAAwAAAAEAAQAAAQYAAwAAAAEAAgAAAQoAAwAAAAEAAQAAAREABAAAAAEAAAAIARIAAwAAAAEAAQAAARUAAwAAAAEABAAAARYAAwAAAAEAEAAAARcABAAAAAEAAARAARwAAwAAAAEAAQAAASgAAwAAAAEAAgAAAVIAAwAAAAEAAgAAAVMAAwAAAAQAAAUWh3MABwAAAiQAAAUeAAAAAAAIAAgACAAIAAEAAQABAAEAAAIkYXBwbAQAAABtbnRyUkdCIFhZWiAH4QAHAAcADQAWACBhY3NwQVBQTAAAAABBUFBMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA9tYAAQAAAADTLWFwcGzKGpWCJX8QTTiZE9XR6hWCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAApkZXNjAAAA/AAAAGVjcHJ0AAABZAAAACN3dHB0AAABiAAAABRyWFlaAAABnAAAABRnWFlaAAABsAAAABRiWFlaAAABxAAAABRyVFJDAAAB2AAAACBjaGFkAAAB+AAAACxiVFJDAAAB2AAAACBnVFJDAAAB2AAAACBkZXNjAAAAAAAAAAtEaXNwbGF5IFAzAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHRleHQAAAAAQ29weXJpZ2h0IEFwcGxlIEluYy4sIDIwMTcAAFhZWiAAAAAAAADzUQABAAAAARbMWFlaIAAAAAAAAIPfAAA9v////7tYWVogAAAAAAAASr8AALE3AAAKuVhZWiAAAAAAAAAoOAAAEQsAAMi5cGFyYQAAAAAAAwAAAAJmZgAA8qcAAA1ZAAAT0AAACltzZjMyAAAAAAABDEIAAAXe///zJgAAB5MAAP2Q///7ov///aMAAAPcAADAbg==" alt="unknown.tiff" /> Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Audio-à-porter &#8211; <a href="https://www.spreaker.com/episode/21190630">Lancio e contest!</a> &gt;&gt;&gt; Il podcast ha cambiato nome! Ora si chiama <a href="https://pop-upgreen.com">Pop-up Green, moda e sostenibilità</a></p>
<p>L’idea nasce una sera, dopo una piacevole cena, facendo partire la ricerca di un nome appropriato relativo alla moda e alla possibilità di articoli pronti da ascoltare.</p>
<p><strong>Audio-à-porter</strong> è un progetto iniziato più di due mesi fa, pensando a chi dice che non ha tempo di leggere notizie e a chi desidera ascoltare e intanto informarsi mentre è in palestra, cammina, corre, si allena, viaggia, è sui mezzi di trasporto, cucina, si occupa delle faccende domestiche o nei momenti di relax.</p>
<p>Abbiamo cominciato a inserire in ogni articolo la possibilità di ascoltarlo invece di leggerlo, semplicemente cliccando sul nome dell’episodio in verde accanto al simbolo delle cuffie:</p>

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<p>Se desiderate solo ascoltare, potete accedere<strong> direttamente al canale podcast</strong> da <a href="https://www.spreaker.com/show/audio-a-porter">Spreaker</a>, <a href="https://www.youtube.com/channel/UCdD3BDrEOZE6ie2PfHT1t1Q">You Tube</a>, <a href="spotify:show:1JuJ77FckpZegopgkxIcFZ">Spotify, </a><a href="https://soundcloud.com/dress-ecode">Soundcloud, </a><a href="https://podcasts.apple.com/it/podcast/audio-à-porter/id1492683642">Apple Podcast</a> e a breve Google Podcast.</p>
<p>Il nuovo canale è gratuito e <strong>ci piacerebbe trovare uno sponsor</strong>, che sia sulla nostra lunghezza d’onda, per poter consentire di continuare a offrire i contenuti senza chiedere nessun contributo agli ascoltatori.</p>
<p>In occasione del lancio, <strong>per voi un contest dedicato</strong>! <strong>Entro venerdì 28 febbraio 2020</strong>, scrivici la tua storia sull’abbigliamento sostenibile: quello che fai per essere più green ed etico nella scelta dei tuoi vestiti, un episodio della tua vita relativo alla moda sostenibile, il racconto di un capo vintage o di famiglia per te speciale. Sceglieremo la storia più bella e scriveremo un articolo su di te, intervistandoti di persona con una piccola sorpresa se ne avrai il piacere, raccontando di te anche su Audio-à-porter.</p>
<p><strong>Diventa protagonista dell’impegno per una moda più attenta alle persone e all’ambiente!<span class="Apple-converted-space"> </span></strong></p>
<p>Invia la tua storia a: <a href="mailto:contact_us@dressecode.it">contact_us@dressecode.it</a></p>
<p>Desideriamo portarti, in maniera garbata, le notizie sulla moda sostenibile e i suggerimenti su come vestire in modo più green ed etico. Buon ascolto!</p>
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<h5><span style="color: #acc0a5;">English &#8211; Audio-à-porter is born, the podcast of audio articles on sustainable fashion. And a contest is starting: you can participate to be a protagonist!</span></h5>
<p>The idea was born one evening, after a pleasant dinner, starting the search for an appropriate name related to fashion and the possibility of ready-to-listen articles.</p>
<p><strong>Audio-à-porter</strong> is a project started more than two months ago, thinking of those who say they do not have time to read news and who wish to listen and in the meantime be informed while in the gym, walking, running, training, traveling, and on the means of transport, cooking, takes care of household chores or in moments of relaxation.</p>
<p>We began to include in each article the possibility of listening to it instead of reading it, simply by clicking on the name of the episode in green next to the headphones symbol:</p>

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<p>If you only want to listen, <strong>you can directly access the podcast channel</strong> from <a href="https://www.spreaker.com/show/audio-a-porter">Spreaker</a>, <a href="https://www.youtube.com/channel/UCdD3BDrEOZE6ie2PfHT1t1Q">You Tube</a>, <a href="spotify:show:1JuJ77FckpZegopgkxIcFZ">Spotify</a>, <a href="https://soundcloud.com/dress-ecode">Soundcloud,</a> <a href="https://podcasts.apple.com/it/podcast/audio-à-porter/id1492683642">Apple Podcast</a> and soon Google Podcast.</p>
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<p>On the occasion of the launch, <strong>a dedicated contest for you! By Friday 28 February 2020</strong>, write your story about sustainable clothing: what you do to be greener and more ethical in choosing your clothes, an episode of your life related to sustainable fashion, the story of a vintage or family garment that is special for you. We will choose the most beautiful story and write an article about you, interviewing you in person with a little surprise if you have the pleasure, telling you about yourself on Audio-à-porter.</p>
<p><strong>Become the protagonist of the commitment to a fashion that cares more for people and the environment!</strong></p>
<p>Send your story to: <a href="mailto:contact_us@dressecode.it">contact_us@dressecode.it</a></p>
<p>We want to bring you, in a polite way, the news on sustainable fashion and suggestions on how to dress in a greener and ethical way. Enjoy listening!</p>
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