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15 miliardi di euro di cibo sprecato in Italia, 12 nelle nostre case: i dati Waste Watcher nella 6a Giornata Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare

Ieri alla FAO gli ultimi dati del rapporto sullo spreco alimentare in Italia sono stati presentati dal progetto 60 Sei ZERO dell’Università di Bologna – Dipartimento Scienze e Tecnologie Agroalimentari con il Ministero dell’Ambiente e la campagna Spreco Zero dello spin off Last Minute Market. I saluti della FAO sono stati portati dal Vice Direttore Generale Daniel Gustafson, che ha evidenziato la centralità della questione spreco in rapporto alla sostenibilità agroalimentare e ambientale. Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero e presidente di Last Minute Market,  e Luca Falasconi, Coordinatore della Giornata Nazionale dello spreco alimentare, hanno commentato i dati presentati da Maurizio Pessato, presidente Swg.

Massimo Cirri, di Radio2 Rai Caterpillar, ci ha guidati nelle storie di buone pratiche (qui il link dove leggerle Storie di buone pratiche).

La percezione dello spreco di cibo è in testa, superando da 5 anni quella di altri sprechi. Il settore alimentare è quello in cui sembra di buttare di più per il 74% degli italiani. Mentre lo spreco idrico segue per il 48%, quindi gli sprechi legati a mobilità (25%) ed energie elettrica (22%). Meno evidenti gli sprechi di denaro (18%) e tempo (13%).

4/5 dello spreco (12 miliardi di euro) viene dalla nostre case ma non ne abbiamo percezione: dallo studio emerge che secondo gli italiani sono il commercio (negozi e grande distribuzione) e il settore pubblico la principale fonte di spreco.

Quasi la metà (48%) dichiara di buttare raramente il cibo, il 16% una volta al mese. Il dato è in miglioramento rispetto al passato, ma resta per più di un terzo (36%) un’abitudine frequente.

Secondo la nostra percezione, gettiamo 600 grammi di cibo ogni settimana, pari a un valore di 28 euro al mese.

In cima alla lista dei rimedi antispreco più utilizzati, la verifica in dispensa di ciò che serve davvero (65%), congelare i cibi che non possiamo mangiare a breve (61%), attenzione alle quantità quando si cucina (54%), controllo dell’edibilità degli alimenti scaduti prima di buttarli (52%), riutilizzo degli avanzi per nuove ricette (48%). Un terzo porta a casa già che resta dai pasti al ristorante. 

Cosa si dovrebbe fare secondo gli italiani? La maggior parte (72%) chiede di puntare sull’educazione alimentare. Falasconi spiega che non solo si tratta di formare e sensibilizzare nelle scuole, ma anche all’interno delle famiglie. Secondo Segrè stiamo perdendo l’abitudine di ricorrere alla preparazione di una lista della spesa ragionata prima di fare acquisti, importante e semplice strumento per evitare lo spreco. “La strada per raggiungere lo spreco zero è lunga ma l’importante è iniziare a camminare”.

Il testimonial della campagna 2018, Giobbe Covatta, ricorda come fu colpito in gioventù dalle ruspe che distruggono l’eccedenza di arance. “Vengo da una generazione dove quando cascava il pane per terra, mamma lo raccoglieva, ci soffiava sopra e lo rimetteva nel cestino del pane”. Con la sua comicità racconta delle ricette di riciclo proposte dai super chef con gli avanzi 🙂

Neri Marcorè, presentandosi come nuovo testimonial della compagna per il 2019, ha chiuso la giornata.

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