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Dress ECOde lifestyle: This is not a normal jacket repair! A very personal story

Italiano/English below

Mi piace modificare, riparare, reinventare, recuperare indumenti, soprattutto se hanno una storia, un valore sentimentale, un significato affettivo o se sono molto amati da chi li possiede. Quando poi è di qualcuno davvero tanto vicino a te e quel capo, dopo parecchi anni, quasi identifica per te quella persona, la sua riparazione si carica di un gran significato.

Mi piace il lato creativo, far funzionare il cervello per trovare una soluzione, immaginare. Mi piace il momento in cui arriva nella testa l’idea giusta.

Oggi vi racconto la storia del recupero di una giacca. Di sé per non ha nulla di speciale, è una giacca da uomo come un’altra, tra il blu e il nero, calda, comoda, sportiva. Questa giacca però identifica per me mio fratello.

La comprò una ventina di anni fa. Quando era un ragazzino. Sì, una ventina. Alla nuova generazione sembrerà una cosa da alieni, tranne per quelli che hanno sentito parlare di minimalismo tra le tendenze attuali. Ma, prima dell’avvento del minimalismo come definito modernamente, mio fratello era già super minimal, soprattutto per l’abbigliamento (sui libri a casa nostra invece il “massimalismo” ha sempre prevalso 🙂 ).

Con quella giacca lo vedevo uscire di casa, pedalare sulla sua bicicletta anche quando fuori si gelava, portare a spasso la nostra cagnolina, andare a scuola. Chissà quante ne ha viste quella giacca! Se ne è andata anche in giro per il mondo. Sempre quella giacca. E nulla contavano le parole di mamma quando gli proponeva nel tempo di comprarne un’altra. Un po’ come l’orsetto che teneva sempre con sé, un po’ come la coperta di Linus, quella giacca sembrava dargli protezione e conforto, era una certezza. Capita di sentirsi bene con qualcosa addosso, un indumento che ci fa sentire a nostro agio, che ci avvolge, che ci rilassa, capisco il suo affezionarsi a quella giacca.

Vent’anni. A un certo punto, per quanto resistente e di buoni materiali, ha dato segni di cedimento. Di questo però non me ne sono accorta, perché in vent’anni di cose ne sono successe tante, tra cui siamo andati a vivere in due città diverse. Me ne sono resa conto qualche mese fa, quando con tenerezza mia cognata mostrandola mi ha chiesto: “Senti, non è che per caso si può fare qualcosa per recuperarla?”. Avevano già provato da chi si occupa di riparazioni ma senza successo… Come l’ho vista ho detto sì, potevo forse non provare ad aggiustare proprio quella giacca? 

Dei polsini è rimasto uno sfilacciamento. Qua e là la stoffa si è un pochino aperta (di pochi millimetri). La cerniera non funziona più, come capita spesso nelle giacche a vento. Comunque vorrei scrivere alla North Sails, perché non si può dire il materiale non sia buono, vista la durata.

“Non si possono scucire i polsini, ma si può cucire sopra”, penso guardandola. Grazie alla solita merceria, con un tessuto elastico provo a risolvere il problema. Il cambio della cerniera è invece più semplice, grazie a tanti tutorial on line, ma questa volta ho chiesto aiuto a una piccola sartoria vicino casa perché non riuscivo in quel momento a utilizzare le mani per un lavoro che richiede un pochino di forza e pazienza. Pian piano invece ho ricucito le piccole aperture. Mentre lavoravo sulla giacca, pensavo proprio a come un capo possa riempirsi di significati e ricordi. Alla fine è solo un pezzo di tessuto, ma acquista un valore enorme, soprattutto nel tempo. Non so se capita anche voi. Se avete una storia sul tema fatemi sapere.

Vi mostro più sotto le foto del prima e dopo. La faccia di mio fratello quando gliel’ho portata riparata? Indescrivibile. Mentre mia cognata e io siamo andate avanti a chiacchierare, è sparito di là in camera a provarla e riprovarla, rimirandola. Le soddisfazioni del recupero di indumenti amati!

(Più sotto le foto)


English – Dress ECOde lifestyle: This is not a normal jacket repair! A very personal story

I like changing, repairing, reinventing, recovering clothes, especially if they have a history, a sentimental value, an emotional meaning or if they are very loved by those who own them. Then when it comes from someone really close to you and that garment, after several years, almost identifies that person for you, its repair is charged with a great meaning. I like the creative side, to make the brain work to find a solution and to imagine. I like the moment when the right idea comes into your head.

Today I tell you the story of the recovery of a jacket. In and of itself he has nothing special, he is a men’s jacket like any other, between blue and black, warm, comfortable, sporty. But this jacket identifies my brother for me.

He bought it twenty years ago. When he was a kid. Yes, twenty. To the new generation will seem an alien thing, except for those who have heard of minimalism among current trends. But, before the advent of minimalism as modernly defined, my brother was already super minimal, especially for clothing (on the books at home instead of the “maximalism” has always prevailed 🙂 ).

With that jacket I could see him leaving the house, riding his bicycle even when it was freezing outside, walking our little dog, going to school. Who knows how many things that jacket saw! It has also gone around the world. Always that jacket. And Mom’s words didn’t count when she proposed him to buy another over time. A bit like the little bear he always kept with him, a bit like Linus’s blanket, that jacket seemed to give him protection and comfort, it is a certainty. It happens to feel good with something on, a garment that makes us feel at ease, that wraps us up, that relaxes us, I can understand his attachment to that jacket.

Twenty years. At some point, however strong and with good materials, it gave signs of strain. But I did not notice this, because in twenty years many things have happened, among which we went to live in two different cities. I realised a few months ago, when my sister-in-law sweetly showed her and asked me: “Listen, isn’t it just by chance that something can be done to recover it?”. They had already tried by those who deal with repairs but without success… As I saw it I said yes, could I not try to fix that jacket?

Almost an unravelling is left of the cuffs. Here and there the fabric is slightly open (a few millimeters). The zipper no longer works, as often happens in anoraks. However I would like to write to the North Sails, because it cannot be said the material is not good, given the duration.

“You can’t unstitch the cuffs, but you can sew them on”, I think looking at it. Thanks to the usual haberdashery, with an elastic fabric I try to solve the problem. The change of the zipper is instead easier, thanks to many online tutorials, but this time I asked for help from a small tailor’s shop near my house because at that moment I could not use my hands for a job that requires a little strength and patience. Slowly instead I sewed up the small openings. While working on the jacket, I was thinking about how a garment can be filled with meanings and memories. In the end it is just a piece of fabric, but it acquires enormous value, especially over time. I don’t know if it happens to you too. If you have a story on the subject let me know.

I show you below the photos of the before and after. My brother’s face when I took it repaired? Indescribable. While my sister-in-law and I went on chatting, she disappeared into their bedroom to try it and try it again, gazing at it. The satisfactions of recovering beloved clothing!

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