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Brand in focus – From Molise, Filotrama: slow clothing with fabrics of the past and handmade stitches

Italiano/English below

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Puoi ascoltare qui l’articolo: Filotrama

Brand in focus è un ciclo di interviste realizzate per Sfashion-net*, nostro partner nella diffusione di una moda alternativa al fast fashion. Per loro intervistiamo Michela e Gloria di Filotrama, brand di abbigliamento artigianale nato in Molise. Abbiamo scelto di raccontarti della storia e delle creazioni di Filotrama per l’impegno in una moda slow, per la scelta preferibilmente di fornitori locali che producono tessuti come una volta e per le tante piccole attenzioni agli aspetti green.

 

Ciao Michela, ci racconti chi siete e di cosa vi occupate per Filotrama?

“Siamo Michela e Gloria, cugine e amiche da sempre, ci occupiamo di tutto a 4 mani e 2 teste: di progettazione, ricerca, contatti fornitori, tessuti, relazioni con i clienti me ne occupo io, Gloria segue la modellistica e la realizzazione dei capi”.

Quali capi realizzate e quali materiali scegliete per le vostre creazioni?

“Lavoriamo su capi senza tempo fatti di tessuti alti da uomo e solo in fibre naturali. Lavoriamo principalmente lana, cashmere, lino e cotone. Abbiamo scelto di non lavorare su collezioni stagionali, ma di portare avanti capi continuativi ai quali andiamo a integrare periodicamente nuovi modelli, che non vanno a sostituire quelli già esistenti ma piuttosto diventano parte di un progetto più ampio: quello di garantire un abbigliamento comfort, nelle varie classi di prodotto, a donne che vogliono vestire coscienziosamente e apprezzano il valore di un prodotto artigianale che è fuori dai trend del momento”.

Quando e come avete deciso di iniziare questa attività? Cosa vi ha ispirato?

“E’ sempre stato il mio obiettivo, fare esperienza in aziende e poi tornare a casa e dare vita al mio modo di concepire l’abbigliamento. Quando sono tornata a casa, dopo anni fuori, ho ritrovato una lettera di me ventenne in cui mi auguravo di fare tutto quello che sto facendo ora, avevo dimenticato quelle parole scritte ma, evidentemente, mi sono sempre rimaste dentro; questo, unito al fatto che, dopo tanti anni in azienda, sia io che Gloria avevamo perso la spinta verso questo mondo. Ci siamo dette: ‘Ok… è il momento di provare’. E, con tanta incoscienza, abbiamo lasciato i nostri lavori sicuri per occuparci del nostro progetto. Siamo partite a fine 2018 con un progetto di crowdfunding che ci ha permesso di aprire la partita iva e di iniziare a pensare seriamente alla nostra attività”.

Qual è l’aspetto secondo voi più importante del vostro brand?

La lentezza intesa come tempi umani per lavorare. I prodotti artigianali vanno curati, ogni capo si porta dietro un po’ di noi ed è questo il valore aggiunto, e per lavorare in questo modo non si può andare di fretta, non si può avere l’ansia del tempo”.

2 prodotti del tuo brand che hanno un significato speciale per voi: quali sono e perché?

“Su tutti il pantalone VENAFRO, che è il primo modello studiato. Ricordo le settimane che abbiamo passato a indossare i prototipi e a quanti ne abbiamo ‘sdifettato’ e buttato prima di arrivare a quello che avevamo in mente. Ed è il modello che tutte le nostre clienti hanno in armadio.
L’ altro è la giacca BONEFRO, che ha dato inizio al nostro progetto di svecchiare l’idea classica e ingessata del tailleur e rendere i completi attuali. Ora le clienti li scelgono e si sentono ‘in tuta’.

A quali aspetti della sostenibilità il tuo brand presta attenzione? Abbiamo visto la scelta di acquistare i tessuti da realtà del territorio, per contribuire alla loro sopravvivenza, di ritmi slow di creazione dei capi (“la velocità non è amica dell’artigianalità”), di valorizzazione delle abilità artigianali. Ci sono altri aspetti legati alla sostenibilità in cui vi impegnate?

Dalle nostre mamme e dalla nonna abbiamo ereditato l’insegnamento di non buttare via nulla e recuperare il più possibile. È questo il principio che mettiamo in atto nel nostro progetto. Cerchiamo di essere sostenibili appunto riprendendo un vecchio principio. In questo modo realizziamo parte del packaging, recuperando i ritagli dei tessuti per realizzare bustine che accompagnano i capi. Abbiamo smaltito tanto materiale che era rimasto dalla chiusura dell’attività della mia mamma, adattandolo alle nostre esigenze e, ora che abbiamo finito le scorte, stiamo utilizzando carta ecologica. Chiediamo ai fornitori di regalarci materiali che hanno in magazzino per tenere in ordine i tessuti, evitando così di immettere sul mercato altro materiale; cerchiamo di recuperare e riciclare il più possibile. Stesso concetto per i tessuti: sono tutti di altissima qualità ma sono già esistenti, arrivano da grandi produttori italiani, le aziende storiche di una volta, e noi li ricompriamo da piccoli rivenditori, scegliendo tra quello che c’è”.

Pensate di introdurre in futuro anche altri aspetti legati alla sostenibilità?

“Cerchiamo sempre di migliorarci. Per dire, anche nella scelta dei bottoni: abbiamo cercato e, alla fine, abbiamo scelto di utilizzare solo bottoni in materie naturali. Oppure con i componenti che vanno a definire il capo: cerchiamo sempre di impegnarci a lavorare con aziende italiane e di piccole dimensioni, per noi anche questa è sostenibilità. In futuro, magari, riusciremo ad avere tracciabilità di tutti i tessuti che lavoriamo, ma questo implica uno sforzo economico e organizzativo che non siamo ancora in grado di sostenere. Ogni cosa ha il tempo giusto.
Ci tengo a precisare che attualmente ci riforniamo ancora dai nostri negozi storici al dettaglio ma, avendo bisogno di quantità maggiori che non riescono a garantirci, ci siamo spostate alla ricerca di nuovi fornitori anche in altre regioni italiane”.

Una domanda a cui probabilmente rispondete spesso. Perché avete scelto di proporre i vostri capi in taglia unica?

“Ho passato un periodo in cui ero aumentata di peso e, abituata alla mia taglia, ogni volta che entravo in un negozio ne uscivo demotivata. Inoltre, lavorando tanti anni in aziende di abbigliamento, quando andavo a fare shopping con amiche che si occupavano di altro, mi rendevo conto della confusione che il fast fashion negli anni ha generato sulle taglie.
Ed ecco che siamo arrivate all’idea di pensare a un abbigliamento che non ti facesse sentire in colpa per qualche kg in più e che ci permettesse di far prendere coscienza a chi sceglie i nostri capi della taglia reale. Proprio, per assurdo, andando ad indossare la taglia unica. A ogni cliente chiediamo le misure e, nella maggior parte dei casi, l’idea di taglia che sono convinte di avere non corrisponde a realtà. E ci ringraziano di aver scelto questo metodo di lavoro e di non sentirsi incastrate in una misura.
L’obiettivo è quello di non dover essere catalogate in una taglia che, nel 90% dei casi, non corrisponde alle misure reali.
A questo proposito, studiare modelli in taglia unica non è semplice o sbrigativo come ci è stato detto, per fortuna solamente da un paio di persone che non hanno mai nemmeno provato un nostro capo. Progettare un capo in taglia unica, con lo scopo di vestire e far sentire BENE più persone possibili, è tutto tranne che facile. Perché in un capo bisogna racchiudere lo studio, le proporzioni e la vestibilità che, solitamente, si trovano in 5 taglie. Ecco perché non facciamo collezioni stagionali. Dietro ogni modello ci sono settimane di studio, cartamodelli e prove fallite e non avrebbe senso buttarli e ripartire da zero ogni 6 mesi.  Non rientra nel nostro modo di vivere l’artigianato e l’abbigliamento”.

Cosa ne pensate del fare rete con altre microimprese?

“Credo che sia l’unico modo per sopravvivere, non c’è un’altra via. Nascondersi e restare nel proprio non ha senso!“.

Sito: Filotrama

Facebook: https://www.facebook.com/filotrama/

Instagram: https://www.instagram.com/filotrama/?hl=it

* Sfashion-net è un portale che raccoglie brand, progetti e micro imprese della moda critica, con lo scopo di dare loro visibilità, di diffondere in maniera concreta un’alternativa reale al consumo del fast fashion e di creare una rete, una community coesa e attiva di realtà che, pur restando indipendenti fra loro, possano conoscersi, entrare in contatto, sviluppare strategie e progetti condivisi. Inoltre i brand possono fruire di consulenze, formazione e servizi dedicati alla loro tipologia di impresa.


English – Brand in focus – From Molise, Filotrama: slow clothing with fabrics of the past and handmade stitches

Brand in focus is a series of interviews made for Sfashion-net*, our partner in the diffusion of an alternative to fast fashion. For them we interviewed Michela and Gloria of Filotrama, an artisan clothing brand born in Molise. We have chosen to tell you about the history and creations of Filotrama for its commitment to slow fashion, preferably for the choice of local suppliers who produce fabrics as they once were produced and for the many small attentions to green aspects.

Hi Michela, can you tell us who you are and what do you do for Filotrama?

“We are Michela and Gloria, cousins and friends since ever. We take care of everything with 4 hands and 2 heads: I take care of design, research, supplier contacts, fabrics, customer relations, while Gloria follows the modelling and the creation of garments.”.

Which garments do you make and which materials do you choose for your creations?

“We work on timeless garments made of men’s tall fabrics and only natural fibers. We mainly work with wool, cashmere, linen and cotton. We have chosen not to work on seasonal collections but to carry on continuous garments to which we periodically integrate new models, which do not replace the existing ones but rather become part of a larger project: that of guaranteeing comfort clothing, in the various product classes, to women who want to dress conscientiously and appreciate the value of an artisan product that is out of the current trends”.

When and how did you decide to start this business? What inspired you?

“It has always been my goal, to gain experience in companies and then go home and give life to my way of conceiving clothing. When I returned home, after years out, I found a letter from me in my twenties in which I wished to do everything I am doing now, I had forgotten those written words but, evidently, they have always remained inside me; this, combined with the fact that, after so many years in the company, both Gloria and I had lost the drive towards this world. We said to ourselves: ‘Ok… it’s time to try’. And, with so much recklessness, we left our jobs safe to take care of our project. We started at the end of 2018 with a crowdfunding project that allowed us to open the VAT number and start thinking seriously about our business”.

What do you think is the most important aspect of your brand?

Slowness intended as human times to work. Handicraft products must be taken care of, each garment carries a little of us and this is the added value, and to work in this way you cannot be in a hurry, you cannot be anxious about time”.

2 products of your brand that have special meaning for you: what are they and why?

“Above all, the VENAFRO trousers, which are the first model studied. I remember the weeks we spent wearing prototypes and how many we corrected and thrown away before getting to what we had in mind. And it is the model that all our customers have in their closet.
The other is the BONEFRO jacket, which started our project of rejuvenating the classic and plastered idea of the suit and making the suits current. Now customers choose them and feel ‘in tracksuit’.

What aspects of sustainability does your brand pay attention to? We have seen the choice of purchasing fabrics from local realities, to contribute to their survival, of slow rhythms of garment creation (“speed is not a friend of craftsmanship”), of enhancement of craftsmanship. Are there other aspects related to sustainability that you are committed to?

From our mothers and grandmother we have inherited the teaching of not throwing anything away and recovering as much as possible. This is the principle we implement in our project. We try to be sustainable by taking up an old principle. In this way we create part of the packaging, recovering the scraps of the fabrics to make sachets that accompany the garments. We have disposed of a lot of material that was left over from the closure of my mother’s business, adapting it to our needs and, now that we have run out of stocks, we are using ecological paper. We ask suppliers to give us materials they have in stock to keep the fabrics in order, thus avoiding placing other material on the market; we try to recover and recycle as much as possible. Same concept for the fabrics: they are all of the highest quality but they already exist, they come from large Italian producers, the historic companies of the past, and we buy them back from small retailers, choosing from what is there”.

Do you plan to introduce other aspects related to sustainability in the future?

“We always try to improve ourselves. To say, even in the choice of buttons: we tried and, in the end, we chose to use only buttons in natural materials. Or with the components that define the garment: we always try to commit ourselves to working with Italian and small companies, for us this too is sustainability. In the future, perhaps, we will be able to have traceability of all the fabrics we work, but this implies an economic and organizational effort that we are not yet able to sustain. Everything has the right time.
I would like to clarify that currently we still supply ourselves from our historic retail stores but, as we need larger quantities that they cannot guarantee, we have moved in search of new suppliers also in other Italian regions”.

A question you probably answer often. Why did you choose to offer your garments in one size?

“I went through a period in which I gained weight and, used to my size, every time I walked into a store I was unmotivated. Moreover, working for many years in clothing companies, when I went shopping with friends who took care of other things, I realized the confusion that fast fashion has generated over the years on sizes. And here we came to the idea of ​​thinking about clothing that would not make you feel guilty for a few extra kilos and that would allow us to make those who choose our garments become aware of their real size. Just, absurdly, going to wear one size. We ask each customer for measurements and, in most cases, the idea of ​​size that they are convinced they have does not correspond to reality. And they thank us for choosing this working method and for not feeling stuck in one measure.
The goal is not to have to be cataloged in a size that, in 90% of cases, does not correspond to real measurements.
In this regard, studying one-size-fits-all models is not as simple or hasty as we have been told, fortunately only by a couple of people who have never even tried one of our garments. Designing a one-size-fits-all garment, with the aim of dressing and making as many people feel GOOD as possible, is anything but easy. Because in a garment it is necessary to enclose the study, the proportions and the wearability which, usually, are found in 5 sizes. That’s why we don’t do seasonal collections. Behind each model there are weeks of study, patterns and failed tests and it would make no sense to throw them away and start from scratch every 6 months. Crafts and clothing are not part of our way of living”.

What do you think of networking with other micro-enterprises?

“I think it is the only way to survive, there is no other way. Hiding and staying in your own makes no sense!“.

Website: Filotrama

Facebook: https://www.facebook.com/filotrama/

Instagram: https://www.instagram.com/filotrama/?hl=it

*Sfashion-net is a portal that brings together brands, projects and micro-enterprises of critical fashion, with the aim of giving them visibility, of spreading a real alternative to fast fashion consumption and of creating a network, a cohesive and active community in realities that, while remaining independent from each other, can get to know each other, come into contact, develop shared strategies and projects. Furthermore, brands can benefit from consultancy, training and services dedicated to their type of business.

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