{"id":243,"date":"2018-08-02T14:04:18","date_gmt":"2018-08-02T14:04:18","guid":{"rendered":"https:\/\/dressecode.wordpress.com\/?p=243"},"modified":"2019-04-08T11:03:28","modified_gmt":"2019-04-08T10:03:28","slug":"6-materiali-insoliti-per-i-nostri-vestiti-dagli-scarti-di-altre-produzioni-viva-i-designer-coraggiosi-e-creativi-e-i-consumatori-responsabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dress-ecode.com\/en\/6-materiali-insoliti-per-i-nostri-vestiti-dagli-scarti-di-altre-produzioni-viva-i-designer-coraggiosi-e-creativi-e-i-consumatori-responsabili\/","title":{"rendered":"6 materiali insoliti per i nostri vestiti dagli scarti di altre produzioni: viva i designer coraggiosi e creativi e i consumatori responsabili!"},"content":{"rendered":"<p>Da quando ho iniziato il cammino verso una maggiore attenzione all\u2019impatto del mio stile di vita su persone e ambiente, ho scoperto un mondo di materie prime alternative utilizzabili per i nostri vestiti. Cotone, lana e materiali sintetici fino ad allora mi erano sempre sembrate, in modo scontato, gli unici materiali, non ponendomi in realt\u00e0 molte domande su come gli indumenti fossero fabbricati e fermandomi superficialmente all\u2019estetica.<br \/>\nSe da una parte mi accorgo della responsabilit\u00e0 come consumatore quando acquisto, dall\u2019altra ho realizzato quanto anche i designer in questo momento storico siano determinanti nel trasformare la moda in un settore pi\u00f9 responsabile e sostenibile. <strong>Sembra che circa l\u201980% dell\u2019impatto ambientale sia infatti definito al momento della creazione di un prodotto!<\/strong> <strong>La responsabilit\u00e0 dei designer non \u00e8 da poco, il loro coraggio e la loro creativit\u00e0 sono fondamentali per cambiare le cose.<\/strong> Volentieri quindi vi racconto di questi designer creativi e coraggiosi, di quelli che non prendono un tessuto per buono perdendo il contatto con la natura da cui deriva e con il produttore ma cercano, indagano, studiano, creano relazioni con chi produce la loro materia prima.<br \/>\nLe possibilit\u00e0 sono ampie e in via di sviluppo, grazie a tanti centri di ricerca e a molti innovatori che si stanno dedicando all\u2019utilizzo di materie prime alternative, studiando le soluzioni a minor impatto ambientale. In fondo <strong>la variet\u00e0 potrebbe essere la soluzione pi\u00f9 sostenibile:<\/strong> un armadio in cui riusciamo a bilanciare i nostri capi in base alla loro composizione pu\u00f2 contribuire a evitare un eccessivo ricorso a uno solo dei materiali disponibili.<br \/>\nA Biella abbiamo la Cittadellarte, il polo artistico di Michelangelo Pistoletto che include un laboratorio in cui nell\u2019area moda ci si prefigge di \u201cprodurre un cambiamento etico e sostenibile, agendo sia su scala globale che locale\u201d. \u201cCittadellarte \u00e8 un grande laboratorio, un generatore di energia creativa, che sviluppa processi di trasformazione responsabile nei diversi settori del tessuto sociale: cultura, produzione, economia e politica\u201d.<br \/>\n<strong>\u00c8 affascinante come gli scarti di qualcuno possano diventare una risorsa per qualcun altro.<\/strong><br \/>\nCotone, lana e materiali sintetici: esiste altro? S\u00ec! Oltre a quelle che abbiamo visto negli appuntamenti del gioved\u00ec con la rubrica di moda sostenibile (bamb\u00f9, lino, alcuni materiali riciclati, cotone biologico) <strong>ecco alcune alternative curiose e interessanti<\/strong>:<\/p>\n<p>A) <strong>Dal legno.<\/strong><br \/>\n\u00c8 di pochi giorni fa la notizia del nuovo video dell\u2019attrice Michelle Yeoh, ambasciatrice delle Nazioni Unite, su come la scelta di vestire sostenibile non comporti rinunce. \u201c<strong>Made in Forests<\/strong>\u201d racconta del suo abito realizzato dal designer Tiziano Guardini, che nella Cittadellarte lo ha creato con un tessuto dalle fibre a base di legno proveniente da foreste sostenibili, il Tencel. Tiziano utilizza tessuti naturali e materiali ecosostenibili per creare abiti di lusso (seta cruelty free, ricami creati da radici di liquirizia o con vecchi cd lacerati, plastica e reti da pesca recuperate, corteccia di pino, rami di ulivo, spighe di grano, ecc.). \u201cECOuture. Rispetto e Sperimentazione. Questa \u00e8 in sintesi la filosofia di Tiziano Guardini, brand attento da sempre alla Ricerca in tutte le sue forme. Ricerca di materiali, di lavorazioni, di forma e contenuti, ricerca etica ed estetica\u201d.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.tizianoguardini.com\">https:\/\/www.tizianoguardini.com<\/a><\/p>\n<p>In Francia, <strong>Do you green<\/strong> produce intimo biologico&nbsp; dalla fibra di pino, derivata da foreste sostenibili francesi.<br \/>\nNessun prodotto chimico tossico \u00e8 impiegato, neppure nel processo di trasformazione.<br \/>\nI prodotti sono incartati nei fogli utilizzati per disegnare gli schizzi delle nuove collezioni e spediti in altri paesi via nave.<br \/>\nAdoro questo marchio!<br \/>\nPer uomo e donna.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.doyougreen.com\/en\/behind-doyougreen\/\">https:\/\/www.doyougreen.com\/en\/behind-doyougreen\/<\/a><\/p>\n<p>B) <strong>Dall\u2019arancia.<\/strong><br \/>\n<strong>Orange Fiber<\/strong> produce in Italia per il settore moda lusso tessuti sostenibili dai sottoprodotti agrumicoli , che altrimenti andrebbero smaltiti, con costi per l\u2019industria del succo di agrumi e per l\u2019ambiente. \u201cDall\u2019aspetto serico, del tutto simile alla seta, pu\u00f2 essere stampato e colorato come i tessuti tradizionali, opaco o lucido, usato insieme ad altri filati \u2013 come il cotone o la seta \u2013 o in purezza\u201d.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/orangefiber.it\">http:\/\/orangefiber.it<\/a><\/p>\n<p>C) <strong>Dagli scarti del latte<\/strong>, Antonella Bellino e il suo team creano un tessuto morbido, resistente e idratante (sembra che si prenda cura della pelle idratandola) attraverso un processo di riciclo ecologico che trasforma la caseina in fibra. Due di latte \u00e8 un brand italiano che vi stupir\u00e0 con le sue collezioni in tessuti dai nomi&nbsp;<strong>\u201clatte intero\u201c, \u201clatte parzialmente scremato\u201c, \u201ccrema di latte\u201d e \u201clatte di riso\u201c.<\/strong><br \/>\nChe ne dite di una t-shirt a manica corta fatta di latte parzialmente scremato?<br \/>\nPer donna e bambino.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.duedilatte.it\">http:\/\/www.duedilatte.it<\/a><\/p>\n<p>D) <strong>Dagli scarti della soia<\/strong>, cinque giovani indonesiane (<strong>Soya Couture<\/strong>) hanno trovato il modo di realizzare un tessuto simile alla pelle, evitando quindi lo smaltimento di quanto inutilizzato da uno degli alimenti pi\u00f9 consumati nel paese sudest asiatico. Un processo molto semplice e a basso impatto ambientale che consente di creare un materiale adatto per l\u2019abbigliamento e per le calzature.<br \/>\nEcco qui il loro video:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ZOhNM2Y2Auc\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ZOhNM2Y2Auc<\/a><\/p>\n<p>E)<strong> Dall\u2019uva.<\/strong><br \/>\n<strong>Wineleather<\/strong>, ancora un\u2019idea Italiana, \u00e8 il primo tessuto creato al 100% dal vino. Prodotto da Vegea a Rovereto dagli scarti della produzione del vino, \u00e8 simile alla pelle e trova impiego nell\u2019abbigliamento e nell\u2019industria automobilistica. Nel processo produttivo non sono utilizzate sostante tossiche n\u00e9 inquinanti, n\u00e9 \u00e8 consumata acqua.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.vegeacompany.com\/en\/\">https:\/\/www.vegeacompany.com\/en\/<\/a><\/p>\n<p>F) <strong>Dai funghi,<\/strong> <strong>Muskin<\/strong> \u00e8 una pelle vegetale ricavata dagli estratti della parte superiore. Il processo di trasformazione \u00e8 del tutto naturale, non impiega quindi sostanze chimiche tossiche. \u00c8 un materiale igienico, morbido, assorbente, adatto per creare abiti e scarpe. Un\u2019altra dimostrazione della creativit\u00e0 italiana (Muskin \u00e8 un\u2019invenzione di Grado Zero Espace, di Montelupo Fiorentino).<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gradozero.eu\/gzenew\/index.php?pg=consultants&amp;lang=it\">http:\/\/www.gradozero.eu\/gzenew\/index.php?pg=consultants&amp;lang=it<\/a><\/p>\n<p>Non vi sembrano idee geniali? Sono solo alcuni degli esempi di materiali sostenibili e vi racconteremo di altre scoperte.<br \/>\nCosa possiamo fare nel nostro \u201cpiccolo\u201d? <strong>Invitare designer a usare materiali sostenibili o se siamo designer sentire la responsabilit\u00e0 del nostro bellissimo lavoro<\/strong>. E nel nostro armadio bilanciare il ricorso alle diverse fibre!<\/p>\n<p>Articolo pubblicato anche su ecoscienti.org<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando ho iniziato il cammino verso una maggiore attenzione all\u2019impatto del mio stile di vita su persone e ambiente, ho scoperto un mondo di materie prime alternative utilizzabili per i nostri vestiti. Cotone, lana e materiali sintetici fino ad allora mi erano sempre sembrate, in modo scontato, gli unici materiali, non ponendomi in realt\u00e0 molte domande su come gli indumenti fossero fabbricati e fermandomi superficialmente all\u2019estetica. Se da una parte mi accorgo della responsabilit\u00e0 come consumatore quando acquisto, dall\u2019altra ho realizzato quanto anche i designer in questo momento storico siano determinanti nel trasformare la moda in un settore pi\u00f9 responsabile e sostenibile. Sembra che circa l\u201980% dell\u2019impatto ambientale sia infatti definito al momento della creazione di un prodotto! La responsabilit\u00e0 dei designer non \u00e8 da poco, il loro coraggio e la loro creativit\u00e0 sono fondamentali per cambiare le cose. Volentieri quindi vi racconto di questi designer creativi e coraggiosi, di quelli che non prendono un tessuto per buono perdendo il contatto con la natura da cui deriva e con il produttore ma cercano, indagano, studiano, creano relazioni con chi produce la loro materia prima. Le possibilit\u00e0 sono ampie e in via di sviluppo, grazie a tanti centri di ricerca e a molti innovatori che si stanno dedicando all\u2019utilizzo di materie prime alternative, studiando le soluzioni a minor impatto ambientale. In fondo la variet\u00e0 potrebbe essere la soluzione pi\u00f9 sostenibile: un armadio in cui riusciamo a bilanciare i nostri capi in base alla loro composizione pu\u00f2 contribuire a evitare un eccessivo ricorso a uno solo dei materiali disponibili. A Biella abbiamo la Cittadellarte, il polo artistico di Michelangelo Pistoletto che include un laboratorio in cui nell\u2019area moda ci si prefigge di \u201cprodurre un cambiamento etico e sostenibile, agendo sia su scala globale che locale\u201d. \u201cCittadellarte \u00e8 un grande laboratorio, un generatore di energia creativa, che sviluppa processi di trasformazione responsabile nei diversi settori del tessuto sociale: cultura, produzione, economia e politica\u201d. \u00c8 affascinante come gli scarti di qualcuno possano diventare una risorsa per qualcun altro. Cotone, lana e materiali sintetici: esiste altro? S\u00ec! Oltre a quelle che abbiamo visto negli appuntamenti del gioved\u00ec con la rubrica di moda sostenibile (bamb\u00f9, lino, alcuni materiali riciclati, cotone biologico) ecco alcune alternative curiose e interessanti: A) Dal legno. \u00c8 di pochi giorni fa la notizia del nuovo video dell\u2019attrice Michelle Yeoh, ambasciatrice delle Nazioni Unite, su come la scelta di vestire sostenibile non comporti rinunce. \u201cMade in Forests\u201d racconta del suo abito realizzato dal designer Tiziano Guardini, che nella Cittadellarte lo ha creato con un tessuto dalle fibre a base di legno proveniente da foreste sostenibili, il Tencel. Tiziano utilizza tessuti naturali e materiali ecosostenibili per creare abiti di lusso (seta cruelty free, ricami creati da radici di liquirizia o con vecchi cd lacerati, plastica e reti da pesca recuperate, corteccia di pino, rami di ulivo, spighe di grano, ecc.). \u201cECOuture. Rispetto e Sperimentazione. Questa \u00e8 in sintesi la filosofia di Tiziano Guardini, brand attento da sempre alla Ricerca in tutte le sue forme. Ricerca di materiali, di lavorazioni, di forma e contenuti, ricerca etica ed estetica\u201d. https:\/\/www.tizianoguardini.com In Francia, Do you green produce intimo biologico&nbsp; dalla fibra di pino, derivata da foreste sostenibili francesi. Nessun prodotto chimico tossico \u00e8 impiegato, neppure nel processo di trasformazione. I prodotti sono incartati nei fogli utilizzati per disegnare gli schizzi delle nuove collezioni e spediti in altri paesi via nave. Adoro questo marchio! Per uomo e donna. https:\/\/www.doyougreen.com\/en\/behind-doyougreen\/ B) Dall\u2019arancia. Orange Fiber produce in Italia per il settore moda lusso tessuti sostenibili dai sottoprodotti agrumicoli , che altrimenti andrebbero smaltiti, con costi per l\u2019industria del succo di agrumi e per l\u2019ambiente. \u201cDall\u2019aspetto serico, del tutto simile alla seta, pu\u00f2 essere stampato e colorato come i tessuti tradizionali, opaco o lucido, usato insieme ad altri filati \u2013 come il cotone o la seta \u2013 o in purezza\u201d. http:\/\/orangefiber.it C) Dagli scarti del latte, Antonella Bellino e il suo team creano un tessuto morbido, resistente e idratante (sembra che si prenda cura della pelle idratandola) attraverso un processo di riciclo ecologico che trasforma la caseina in fibra. Due di latte \u00e8 un brand italiano che vi stupir\u00e0 con le sue collezioni in tessuti dai nomi&nbsp;\u201clatte intero\u201c, \u201clatte parzialmente scremato\u201c, \u201ccrema di latte\u201d e \u201clatte di riso\u201c. Che ne dite di una t-shirt a manica corta fatta di latte parzialmente scremato? Per donna e bambino. http:\/\/www.duedilatte.it D) Dagli scarti della soia, cinque giovani indonesiane (Soya Couture) hanno trovato il modo di realizzare un tessuto simile alla pelle, evitando quindi lo smaltimento di quanto inutilizzato da uno degli alimenti pi\u00f9 consumati nel paese sudest asiatico. Un processo molto semplice e a basso impatto ambientale che consente di creare un materiale adatto per l\u2019abbigliamento e per le calzature. Ecco qui il loro video: https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ZOhNM2Y2Auc E) Dall\u2019uva. Wineleather, ancora un\u2019idea Italiana, \u00e8 il primo tessuto creato al 100% dal vino. Prodotto da Vegea a Rovereto dagli scarti della produzione del vino, \u00e8 simile alla pelle e trova impiego nell\u2019abbigliamento e nell\u2019industria automobilistica. Nel processo produttivo non sono utilizzate sostante tossiche n\u00e9 inquinanti, n\u00e9 \u00e8 consumata acqua. https:\/\/www.vegeacompany.com\/en\/ F) Dai funghi, Muskin \u00e8 una pelle vegetale ricavata dagli estratti della parte superiore. Il processo di trasformazione \u00e8 del tutto naturale, non impiega quindi sostanze chimiche tossiche. \u00c8 un materiale igienico, morbido, assorbente, adatto per creare abiti e scarpe. Un\u2019altra dimostrazione della creativit\u00e0 italiana (Muskin \u00e8 un\u2019invenzione di Grado Zero Espace, di Montelupo Fiorentino). http:\/\/www.gradozero.eu\/gzenew\/index.php?pg=consultants&amp;lang=it Non vi sembrano idee geniali? Sono solo alcuni degli esempi di materiali sostenibili e vi racconteremo di altre scoperte. Cosa possiamo fare nel nostro \u201cpiccolo\u201d? Invitare designer a usare materiali sostenibili o se siamo designer sentire la responsabilit\u00e0 del nostro bellissimo lavoro. 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Articolo pubblicato anche su ecoscienti.org &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":244,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,321,10,11,15],"tags":[55,81,92,97,105,121,160,171,173,256,268,270,401,517],"class_list":["post-243","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-companies-aziende","category-dove-acquistare","category-fabrics-tessuti","category-fashion-moda","category-responsible-life-stile-di-vita-responsabile","tag-cittadellarte","tag-designer-responsabili","tag-eco-fabrics","tag-environment","tag-fair","tag-green","tag-materiali-alternativi","tag-moda-responsabile","tag-moda-sostenibile","tag-sustainable-fashion","tag-tessuti-ecologici","tag-tizianoguardini","tag-zero-waste","tag-zero-waste-design","post_format-post-format-image"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/dress-ecode.com\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/per-articolo-su-materiali-001.jpeg","acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dress-ecode.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/243","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dress-ecode.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dress-ecode.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dress-ecode.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dress-ecode.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=243"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/dress-ecode.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/243\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dress-ecode.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/244"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dress-ecode.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=243"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dress-ecode.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=243"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dress-ecode.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=243"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}