<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>alpaca &#8211; Dress Ecode</title>
	<atom:link href="https://dress-ecode.com/tag/alpaca/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://dress-ecode.com</link>
	<description>Come vestire sostenibile/ How to dress happily green and fair</description>
	<lastBuildDate>Tue, 31 Oct 2023 08:52:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>

<image>
	<url>https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/cropped-Dress-ECOde-1-2-32x32.png</url>
	<title>alpaca &#8211; Dress Ecode</title>
	<link>https://dress-ecode.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">222301655</site>	<item>
		<title>Dai retroscena del lavoro nel fast fashion al desiderio di una moda più lenta ed etica: Manuela racconta The Casual Twinkle</title>
		<link>https://dress-ecode.com/dai-retroscena-del-lavoro-nel-fast-fashion-al-desiderio-di-una-moda-piu-lenta-ed-etica-manuela-racconta-the-casual-twinkle/</link>
					<comments>https://dress-ecode.com/dai-retroscena-del-lavoro-nel-fast-fashion-al-desiderio-di-una-moda-piu-lenta-ed-etica-manuela-racconta-the-casual-twinkle/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 08:21:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Dove acquistare]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[Travel/Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[alpaca]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Bimbi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://dress-ecode.com/?p=17206</guid>

					<description><![CDATA[Dalle aziende di moda tradizionale e di fast fashion alla propria piattaforma che propone capi più sostenibili, incontriamo Manuela Valta che ci racconta dei retroscena delle aziende di moda veloce, di come scegliere meglio i capi per i nostri bambini e bambine e ci parla della natura, di montagna, di viaggi lontani e dalla sua esperienza di mamma single. Entriamo nel mondo di The Casual Twinkle. Ascolta qui la puntata live del podcast su Speaker , Apple Podcasts o su Spotify: Ciao Manuela, sono anni che ci rincorriamo! &#8220;Non so da quant&#8217;è che lo diciamo, sì, è un piacere collaborare insieme. Ci siamo davvero tanto cercate, ma soprattutto ci piace parlare di moda e di sostenibilità&#8221;. Partiamo da una chiacchierata nel podcast! Mi incuriosisce come da ricercatrice di marketing tu sia poi arrivata a lanciare una piattaforma digitale per promuovere uno stile di vita sostenibile e dove si possono trovare capi, calzature, accessori che sono in linea con questo stile. Che cosa ti ha fatto avvicinare a una moda più responsabile venendo appunto dalla ricerca nel marketing? &#8220;Veramente il percorso è durato molto negli anni, mi sono avvicinata alla moda sostenibile. Sia in quanto ricercatrice quindi con grande esperienza di entrare nel merito, ho fatto un dottorato (sai bene cos&#8217;è entrare nel merito e nella profondità del perché e del come, porsi determinate domande su produzione, materiali, design). Sia in quanto consumatore, perché alla fine tutti noi siamo consumatori. Nello specifico dal 2008 faccio ricerche di marketing e mi concentro sulla valorizzazione dei brand e sulla catena di valore, quindi tutto il tragitto di un prodotto, dalla creazione al suo smaltimento e al suo consumo nell&#8217;industria della moda. Nello stesso tempo mi sono specializzata nella percezione che abbiamo noi consumatori sui brand, più di tutto nell&#8217;ambito del lusso, ma anche nel fashion, anzi, la mia prima esperienza è stata nel fast fashion. Guardo molto la componente emotiva, ciò che porta alle persone&#8221;. Fast Fashion&#8230; raccontaci qualcosa di più, Manuela. &#8220;All&#8217;inizio i modelli vincenti erano quelli che portavano al gruppo Inditex, quindi a Zara. Il gruppo Inditex è nato proprio per la velocità con cui proponevano collezione dopo collezione. Avevano e hanno un&#8217;ottima logistica integrata, quindi vuol dire nel momento in cui le cose vengono realizzate, prodotte e spedite al cliente è un processo veramente rapido.  Tendenzialmente avviene tutto nella loro sede alla Coruña, in Spagna, però la produzione avviene in tanti posti, in Cina, in India e in Marocco e poi portano tutte le cose nella loro sede. Cosa succede? Quando per la mia tesi di specialistica, quindi tantissimi anni fa, 2008-2009, ho studiato queste cose, sono andata proprio nella loro sede della Coruña a intervistare una manager. Lei stessa mi ha raccontato come questi capi, provenienti da paesi diversi, erano anche di qualità e di lavorazioni diverse. I migliori di tutti sono in Spagna, Portogallo e Marocco, perché la chiave di tutto era che in questi paesi la produzione era molto più controllata e sono molto più vicine a loro, sono paesi europei. La qualità dei tessuti era molto più alta. Da una parte ho detto &#8216;Wow, che bello, una super logistica, un ottimo sistema?, dall&#8217;altra mi lasciava qualche perplessità. Ho iniziato a pensare: &#8216;Ma scusami, quindi loro stessi dicono che ci sono dei prodotti A e dei prodotti B, una produzione A una produzione B. Quindi, qualità, provenienza, affidabilità della produzione dove sono se produciamo in Cina, in Turchia, in India?&#8217; Tanto meno in quegli anni si parlava di ambiente, di persone, di etica. Era proprio tutto concentrato sulla produzione, produrre il più possibile. Questa è stata la mia origine, più andavo a indagare e più mi facevo ulteriori domande. Questo ha toccato la mia mente di consumatrice. Ogni volta che facevo un acquisto ho iniziato a vedere l&#8217;etichetta, se andavo da Zara perché comunque visitavo molto spesso i loro negozi in tutto il mondo e in quel periodo in Spagna, giravo, controllavo provenienza, composizione. Tante volte non mi guardavano bene, come non mi guardano tutt&#8217;ora!&#8221; Ne so qualcosa di questa stranezza, guarda! Diventa poi un gesto automatico, ma necessario. Come quando si leggono gli ingredienti nei prodotti alimentari. Ma cosa è cambiato allora, Manuela nel tuo modo di acquistare abbigliamento una volta che sei venuta a conoscenza di tutte queste cose che ci stai raccontando? E chissà quante altre ne hai viste e sei venuto a sapere. &#8220;Sicuramente se acquisto dalle grandi catene del fashion, cerco di escludere il Made in China e in India, proprio perché non non ho quella sensazione di conoscenza che magari puoi avere su altri tipi di produzioni che sono più simili alla nostra. In Italia sai magari in certi posti dove viene prodotto meglio, c&#8217;è più comunicazione, più integrata. Prediligo sempre più spesso la qualità. Quando vedo prezzi troppo bassi, scarto perché purtroppo so cosa c&#8217;è dietro. Nello stesso tempo, preferisco tessuti morbidi, naturali. Ho eliminato poliesteri, sia per me sia per la produzione per The Casual Twinkle.  Cerco di acquistare il Made in Italy anche online. Ci sono siti online dove ti spiegano che è Made in Italy, cerco di prendere quello. Ovvio che poi sappiamo che Made in Italy è l&#8217;ultima fase del processo o il processo intero. Quindi cerco di seguire i brand attendibili, che dialogano con noi consumatori in merito alla qualità, alla produzione a 360°&#8221;. L&#8217;attenzione alla qualità, i tessuti, la provenienza: Manuela, e lo stile? &#8220;Si intreccia sempre con l&#8217;attenzione che pongo al vestire col mio stile, che è molto semplice ed elegante, molto curato. Non mi piace avere dei tagli che non danno nessun perché al corpo, come non mi piace mettere un tessuto rigido. Adoro sentirmi bene con me stessa, in armonia con il mio corpo, ma allo stesso tempo penso che il corpo di una donna meriti anche sensualità, morbidezza. Ognuno di noi ha un corpo diverso che va esaltato. Purtroppo tante volte capi a costo basso o tessuti duri non sono fatti per risaltare le forme del corpo. Secondo me la moda responsabile è anche una moda che ricerca dei capi che non coinvolgano solo per la bellezza estetica, ma anche per un certo tipo di stile e di taglio. Un&#8217;altra cosa, diciamo che ci sono delle dinamiche che mi rendono sempre più sensibile all&#8217;utilizzo di pratiche ambientali, sociali ed etiche positive. Una volta non veniva considerato. Adesso mi rendo conto che sto meglio se indosso qualcosa che sinceramente è fatto bene, non solo bene per me, ma è fatto bene anche per chi lavora. Non mi sento bene se so che un capo è stato fatto facendo del male a un lavoratore, come purtroppo sappiamo bene noi esperti di moda e anche un po&#8217; tutti ormai&#8221;. Hai raccontato di diversi aspetti che ti hanno fatto pensare, riflettere. Manuela, nella tua esperienza nella moda tradizionale, qual è l&#8217;aspetto che più ti ha colpito e che ti ha fatto poi dire basta con questo tipo di moda? &#8220;Guarda, allora Arianna, sicuramente da quando ho iniziato a vestire mia figlia è stata un po&#8217; una chiave che mi ha sollevato, perché sai fino a che pensi a te stessa, hai meccanismi che ormai hai messo in atto, quando devi vestire qualcun altro, come una mamma i propri figli&#8230; Ho iniziato a cercare di utilizzare la stessa concezione che uso per me ma, ahimè, quello che ho trovato sono stati capi di bassissima qualità, pratiche dietro che tu puoi sapere perché realmente il costo è proprio basso. Sai, mentre per noi abbiamo tutti gli armadi pieni, quindi possiamo creare, comporre, fare, per i bambini necessariamente ho dovuto comprare nuovo. Devo dire che affacciandomi al mondo dei bambini, sinceramente ho visto che loro sono un po&#8217; il primo frutto di una moda poco consapevole, nel senso che a parte il prezzo c&#8217;è proprio un concetto culturale: i bambini crescono, quindi non bisogna vestirli con capi che costano. No! Dico sicuramente no, perché non è che perché crescono, si meritano di essere vestiti che non hanno dei tagli, con dei poliesteri&#8230;Tante volte magari ti capita di ricevere un vestitino che è apparentemente bellissimo, ma poi lo metti e dici &#8216;Ma no, ma mia figlia non può stare con questo&#8217;. Recentemente ho visto un vestitino in un mercatino in poliestere con dei limoni, ha caldo no? C&#8217;è tutta una cultura dietro a cui sicuramente tengo tantissimo. C&#8217;è il concetto &#8216;non spendo per mio figlio e poi compro tantissime cose, 3X2 oppure i saldi&#8217;. Queste cose che già costano 5 €, le prendo a 3 €. Alla fine è una spesa notevole perché ci si riempie l&#8217;armadio di cose a basso costo e senza grande perché. Perché a mia figlia? Quando uno deve gestire i figli, cerca di fare il meglio. Se per te cerchi di fare bene, per i figli che sono il il tuo prolungamento cerchi di fare ancora meglio. Non mi andava assolutamente di vestirli con una moda tradizionale che faccia male sia loro sia anche a chi produce, all&#8217;ambiente, perché questi vestiti per bambini distruggono l&#8217;ecosistema&#8221;. Quindi è per questo che hai deciso di creare The Casual Twinkle? E cosa hai scelto di proporre sulla piattaforma? &#8220;Sì, sì, assolutamente. Tengo tantissimo, come dicevo poco fa, all&#8217;educazione dei miei figli, nel senso proprio di una cultura rispettosa e positiva verso ciò che fa parte di loro, quindi di ciò che come noi mamme, noi donne mettiamo sulla nostra pelle, così anche su di loro, anche di quello che è intorno a loro. Purtroppo e per fortuna i vestiti sono la prima essenza, non è solo apparenza. Noi italiani viviamo in un paese stupendo, fatto sia di meraviglie naturali sia di una cultura della moda incredibile. È in qualche modo un peccato vestirli di grandi marchi che non ci appartengono, poco attenti all&#8217;ambiente e privi di stile. Sicuramente la mia più grande volontà che ha fatto scattare questo è proprio che i bambini, i miei figli ma anche le future generazioni, possano crescere con dei valori, che siano sensibili al mondo e alle persone. I capi di abbigliamento, sembra banale o magari uno non ci pensa, però fanno anche questo. Lo vedo a distanza di anni, già da mia figlia più grande, è comunque abituata a questa cultura, inizia a capire, io le spiego. Soprattutto vestendo cose belle, mi chiede di indossarle di nuovo. Fino a 4 o 5 anni magari non capiscono, poi a 6-7 anni, iniziano a farsi anche loro una cultura, un&#8217;abitudine di come li abbiamo cresciuti. Quindi, nella mia boutique online ho scelto di dare proprio spazio principale alla moda bambino, di creare dei Total look composti non solo da capi ma anche da calzature e accessori che sono casual ed eleganti. Perché casual eleganti? A parte che è un po&#8217; il mio stile, però poi ho cercato di pensare ai bambini, comunque devono essere vestiti comodi, devono potersi muovere, perché sono continuamente in movimento. Lo stile per me è qualcosa che fa parte di un&#8217;essenza del vestire. Ecco, ho desiderato tantissimo che ci fosse un&#8217;armonia con la natura. L&#8217;armonia di The Casual Twinkle abbraccia solidi principi che sono a livello ambientale, sociale ed etico. Proprio da esperta di marketing, volevo che l&#8217;intero processo, dal design all&#8217;utilizzo del capo, fosse tracciabile e controllato. Cosa vuol dire? Che la catena di produzione, questa che ho raccontato prima di Zara, che andava in India, poi tornava alla Coruña in Spagna, poi veniva da noi in Italia o ritornava in India o in Turchia, ho desiderato che questo che fosse il più breve possibile. Ci sono io che offro i prodotti, c&#8217;è il consumatore che li utilizza e dietro di me c&#8217;è soltanto il brand che pone il marchio e che li produce. C&#8217;è un unico caso, quello di un brand danese che produce in Bolivia, ma una delle due fondatrici è boliviana, è come il prolungamento di questo brand. Inoltre è fondamentale per me che ci sia una ricerca dietro a ogni cosa: dietro a ogni brand che propongo c&#8217;è una grandissima selezione di...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle aziende di moda tradizionale e di fast fashion alla propria piattaforma che propone capi più sostenibili, incontriamo Manuela Valta che ci racconta dei retroscena delle aziende di moda veloce, di come scegliere meglio i capi per i nostri bambini e bambine e ci parla della natura, di montagna, di viaggi lontani e dalla sua esperienza di mamma single. Entriamo nel mondo di The Casual Twinkle.</p>
<p>Ascolta qui la puntata live del <a href="https://www.spreaker.com/episode/57454351">podcast su Speaker</a> , <a href="https://podcasts.apple.com/it/podcast/pop-up-green/id1492683642">Apple Podcasts</a> o su Spotify:</p>
<p><iframe title="Spotify Embed: LIVE! Dai retroscena del lavoro nel fast fashion al desiderio di una moda più lenta ed etica: Manuela racconta The Casual Twinkle" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/1bFJrqp6dWX8npaYV3w4IF?si=d39c0d5010954a7b&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Ciao Manuela, sono anni che ci rincorriamo!</span></h5>
<p>&#8220;Non so da quant&#8217;è che lo diciamo, sì, è un piacere collaborare insieme. Ci siamo davvero tanto cercate, ma soprattutto ci piace parlare di moda e di sostenibilità&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Partiamo da una chiacchierata nel podcast! Mi incuriosisce come da ricercatrice di marketing tu sia poi arrivata a lanciare una piattaforma digitale per promuovere uno stile di vita sostenibile e dove si possono trovare capi, calzature, accessori che sono in linea con questo stile. Che cosa ti ha fatto avvicinare a una moda più responsabile venendo appunto dalla ricerca nel marketing?</span></h5>
<p>&#8220;Veramente il percorso è durato molto negli anni, mi sono avvicinata alla moda sostenibile. Sia in quanto ricercatrice quindi con grande esperienza di entrare nel merito, ho fatto un dottorato (sai bene cos&#8217;è entrare nel merito e nella profondità del perché e del come, porsi determinate domande su produzione, materiali, design). Sia in quanto consumatore, perché alla fine tutti noi siamo consumatori. Nello specifico dal 2008 faccio ricerche di marketing e mi concentro sulla valorizzazione dei brand e sulla catena di valore, quindi tutto il tragitto di un prodotto, dalla creazione al suo smaltimento e al suo consumo nell&#8217;industria della moda. Nello stesso tempo mi sono specializzata nella percezione che abbiamo noi consumatori sui brand, più di tutto nell&#8217;ambito del lusso, ma anche nel fashion, anzi, la mia prima esperienza è stata nel fast fashion. Guardo molto la componente emotiva, ciò che porta alle persone&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Fast Fashion&#8230; raccontaci qualcosa di più, Manuela.</span></h5>
<p>&#8220;<strong>All&#8217;inizio i modelli vincenti erano quelli che portavano al gruppo Inditex, quindi a Zara</strong>. Il gruppo Inditex è nato proprio per la velocità con cui proponevano collezione dopo collezione. Avevano e hanno un&#8217;ottima logistica integrata, quindi vuol dire nel momento in cui le cose vengono realizzate, prodotte e spedite al cliente è un processo veramente rapido.  Tendenzialmente avviene tutto nella loro sede alla Coruña, in Spagna, però la produzione avviene in tanti posti, in Cina, in India e in Marocco e poi portano tutte le cose nella loro sede. Cosa succede? Quando per la mia tesi di specialistica, quindi tantissimi anni fa, 2008-2009, ho studiato queste cose, sono andata proprio nella loro sede della Coruña a intervistare una manager. Lei stessa mi ha raccontato come questi capi, provenienti da paesi diversi, erano anche di qualità e di lavorazioni diverse. I migliori di tutti sono in Spagna, Portogallo e Marocco, perché la chiave di tutto era che in questi paesi la produzione era molto più controllata e sono molto più vicine a loro, sono paesi europei. La qualità dei tessuti era molto più alta. Da una parte ho detto &#8216;Wow, che bello, una super logistica, un ottimo sistema?, dall&#8217;altra mi lasciava qualche perplessità. Ho iniziato a pensare:</p>
<blockquote><p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-17219 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-01.jpg" alt="" width="318" height="477" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-01.jpg 683w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-01-200x300.jpg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-01-600x900.jpg 600w" sizes="(max-width: 318px) 100vw, 318px" />&#8216;Ma scusami, quindi loro stessi dicono che ci sono dei prodotti A e dei prodotti B, una produzione A una produzione B. Quindi, qualità, provenienza, affidabilità della produzione dove sono se produciamo in Cina, in Turchia, in India?&#8217;</p></blockquote>
<p>Tanto meno in quegli anni si parlava di ambiente, di persone, di etica. <strong>Era proprio tutto concentrato sulla produzione, produrre il più possibile.</strong></p>
<p>Questa è stata la mia origine, più andavo a indagare e più mi facevo ulteriori domande. Questo ha toccato la mia mente di consumatrice. Ogni volta che facevo un acquisto ho iniziato a vedere l&#8217;etichetta, se andavo da Zara perché comunque visitavo molto spesso i loro negozi in tutto il mondo e in quel periodo in Spagna, giravo, controllavo provenienza, composizione. Tante volte non mi guardavano bene, come non mi guardano tutt&#8217;ora!&#8221;</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Ne so qualcosa di questa stranezza, guarda! Diventa poi un gesto automatico, ma necessario. Come quando si leggono gli ingredienti nei prodotti alimentari. Ma cosa è cambiato allora, Manuela nel tuo modo di acquistare abbigliamento una volta che sei venuta a conoscenza di tutte queste cose che ci stai raccontando? E chissà quante altre ne hai viste e sei venuto a sapere.</span></h5>
<p>&#8220;Sicuramente se acquisto dalle grandi catene del fashion, <strong>cerco di escludere il Made in China e in India,</strong> proprio perché non non ho quella sensazione di conoscenza che magari puoi avere su altri tipi di produzioni che sono più simili alla nostra. In Italia sai magari in certi posti dove viene prodotto meglio, c&#8217;è più comunicazione, più integrata. Prediligo sempre più spesso la qualità. <strong>Quando vedo prezzi troppo bassi, scarto perché purtroppo so cosa c&#8217;è dietro.</strong> Nello stesso tempo, preferisco tessuti morbidi, naturali. Ho eliminato poliesteri, sia per me sia per la produzione per The Casual Twinkle.  Cerco di acquistare il Made in Italy anche online. Ci sono siti online dove ti spiegano che è Made in Italy, cerco di prendere quello. Ovvio che poi sappiamo che Made in Italy è l&#8217;ultima fase del processo o il processo intero. Quindi cerco di seguire i brand attendibili, che dialogano con noi consumatori in merito alla qualità, alla produzione a 360°&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">L&#8217;attenzione alla qualità, i tessuti, la provenienza: Manuela, e lo stile?</span></h5>
<p>&#8220;Si intreccia sempre con l&#8217;attenzione che pongo al vestire col mio stile, che è molto semplice ed elegante, molto curato. Non mi piace avere dei tagli che non danno nessun perché al corpo, come non mi piace mettere un tessuto rigido. Adoro sentirmi bene con me stessa, in armonia con il mio corpo, ma allo stesso tempo penso che il corpo di una donna meriti anche sensualità, morbidezza. Ognuno di noi ha un corpo diverso che va esaltato. Purtroppo tante volte capi a costo basso o tessuti duri non sono fatti per risaltare le forme del corpo. <strong>Secondo me la moda responsabile è anche una moda che ricerca dei capi che non coinvolgano solo per la bellezza estetica, ma anche per un certo tipo di stile e di taglio.</strong> Un&#8217;altra cosa, diciamo che ci sono delle dinamiche che mi rendono sempre più sensibile all&#8217;utilizzo di pratiche ambientali, sociali ed etiche positive. Una volta non veniva considerato. Adesso mi rendo conto che sto meglio se indosso qualcosa che sinceramente è fatto bene, non solo bene per me, ma è fatto bene anche per chi lavora. Non mi sento bene se so che un capo è stato fatto facendo del male a un lavoratore, come purtroppo sappiamo bene noi esperti di moda e anche un po&#8217; tutti ormai&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Hai raccontato di diversi aspetti che ti hanno fatto pensare, riflettere. Manuela, nella tua esperienza nella moda tradizionale, qual è l&#8217;aspetto che più ti ha colpito e che ti ha fatto poi dire basta con questo tipo di moda?</span></h5>
<p>&#8220;Guarda, allora Arianna, sicuramente da quando ho iniziato a vestire mia figlia è stata un po&#8217; una chiave che mi ha sollevato, perché sai fino a che pensi a te stessa, hai meccanismi che ormai hai messo in atto, quando devi vestire qualcun altro, come una mamma i propri figli&#8230; Ho iniziato a cercare di utilizzare la stessa concezione che uso per me ma, ahimè, quello che ho trovato sono stati capi di bassissima qualità, pratiche dietro che tu puoi sapere perché realmente il costo è proprio basso. Sai, mentre per noi abbiamo tutti gli armadi pieni, quindi possiamo creare, comporre, fare, per i bambini necessariamente ho dovuto comprare nuovo. <strong>Devo dire che affacciandomi al mondo dei bambini, sinceramente ho visto che loro sono un po&#8217; il primo frutto di una moda poco consapevole</strong>, nel senso che a parte il prezzo c&#8217;è proprio un concetto culturale: <strong>i bambini crescono, quindi non bisogna vestirli con capi che costano</strong>.<img decoding="async" class=" wp-image-17235 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-scaled.jpg" alt="" width="318" height="475" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-scaled.jpg 1709w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-200x300.jpg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-1367x2048.jpg 1367w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-1160x1738.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-600x899.jpg 600w" sizes="(max-width: 318px) 100vw, 318px" /></p>
<p>No! Dico sicuramente no, perché non è che perché crescono, si meritano di essere vestiti che non hanno dei tagli, con dei poliesteri&#8230;Tante volte magari ti capita di ricevere un vestitino che è apparentemente bellissimo, ma poi lo metti e dici &#8216;Ma no, ma mia figlia non può stare con questo&#8217;. Recentemente ho visto un vestitino in un mercatino in poliestere con dei limoni, ha caldo no? C&#8217;è tutta una cultura dietro a cui sicuramente tengo tantissimo. C&#8217;è il concetto &#8216;non spendo per mio figlio e poi compro tantissime cose, 3X2 oppure i saldi&#8217;. Queste cose che già costano 5 €, le prendo a 3 €. <strong>Alla fine è una spesa notevole perché ci si riempie l&#8217;armadio di cose a basso costo e senza grande perché.</strong> Perché a mia figlia? Quando uno deve gestire i figli, cerca di fare il meglio. Se per te cerchi di fare bene, per i figli che sono il il tuo prolungamento cerchi di fare ancora meglio. Non mi andava assolutamente di vestirli con una moda tradizionale che faccia male sia loro sia anche a chi produce, all&#8217;ambiente, perché questi vestiti per bambini distruggono l&#8217;ecosistema&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img decoding="async" class="wp-image-17221 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12.jpg" alt="" width="360" height="360" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12.jpg 1400w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-1024x1024.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-768x768.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-1160x1160.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-75x75.jpg 75w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-1320x1320.jpg 1320w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-600x600.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /><span style="color: #e7b928;">Quindi è per questo che hai deciso di creare The Casual Twinkle? E cosa hai scelto di proporre sulla piattaforma?</span></span></h5>
<p>&#8220;Sì, sì, assolutamente. Tengo tantissimo, come dicevo poco fa, all&#8217;educazione dei miei figli, nel senso proprio di una cultura rispettosa e positiva verso ciò che fa parte di loro, quindi di ciò che come noi mamme, noi donne mettiamo sulla nostra pelle, così anche su di loro, anche di quello che è intorno a loro. Purtroppo e per fortuna i vestiti sono la prima essenza, non è solo apparenza. Noi italiani viviamo in un paese stupendo, fatto sia di meraviglie naturali sia di una cultura della moda incredibile. <strong>È in qualche modo un peccato vestirli di grandi marchi che non ci appartengono, poco attenti all&#8217;ambiente e privi di stile.</strong></p>
<p>Sicuramente la mia più grande volontà che ha fatto scattare questo è proprio che i bambini, i miei figli ma anche le future generazioni, possano crescere con dei valori, che siano sensibili al mondo e alle persone. I capi di abbigliamento, sembra banale o magari uno non ci pensa, però fanno anche questo. Lo vedo a distanza di anni, già da <strong>mia figlia più grande, è comunque abituata a questa cultura, inizia a capire, io le spiego</strong>. Soprattutto vestendo cose belle, mi chiede di indossarle di nuovo. Fino a 4 o 5 anni magari non capiscono, poi a 6-7 anni, iniziano a farsi anche loro una cultura, un&#8217;abitudine di come li abbiamo cresciuti. Quindi, nella mia boutique online ho scelto di dare proprio spazio principale alla moda bambino, di creare dei Total look composti non solo da capi ma anche da calzature e accessori che sono casual ed eleganti.</p>
<p>Perché casual eleganti? A parte che è un po&#8217; il mio stile, però poi ho cercato di pensare ai bambini, comunque devono essere vestiti comodi, devono potersi muovere, perché sono continuamente in movimento. Lo stile per me è qualcosa che fa parte di un&#8217;essenza del vestire. Ecco, ho desiderato tantissimo che ci fosse un&#8217;armonia con la natura. L&#8217;armonia di The Casual Twinkle abbraccia solidi principi che sono a livello ambientale, sociale ed etico. <strong>Proprio da esperta di marketing, volevo che l&#8217;intero processo, dal design all&#8217;utilizzo del capo, fosse tracciabile e controllato.</strong></p>
<p>Cosa vuol dire? Che la catena di produzione, questa che ho raccontato prima di Zara, che andava in India, poi tornava alla Coruña in Spagna, poi veniva da noi in Italia o ritornava in India o in Turchia, ho desiderato che questo che fosse il più breve possibile. Ci sono io che offro i prodotti, c&#8217;è il consumatore che li utilizza e dietro di me c&#8217;è soltanto il brand che pone il marchio e che li produce. C&#8217;è un unico caso, quello di un brand danese che produce in Bolivia, ma una delle due fondatrici è boliviana, è come il prolungamento di questo brand. Inoltre è fondamentale per me che ci sia una ricerca dietro a ogni cosa: dietro a ogni brand che propongo c&#8217;è una grandissima selezione di capi esclusivi unici, realizzati con prodotti naturali e per esempio per donna sono tutti realizzati in Italia e in upcycling, quindi evitando ulteriori sprechi. Questo è il filone che viene sempre ritrovato in The Casual Twinkle: utilizzo di materiali naturali, sostegno alle persone, sostegno all&#8217;ambiente, non sprechi, proprio partendo dal design&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17223 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02.jpg" alt="" width="662" height="442" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02.jpg 1300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02-300x200.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02-1024x684.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02-768x513.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02-1160x775.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02-600x401.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 662px) 100vw, 662px" /></span></h5>
<h5><span style="color: #e7b928;">Per i bambini cosa troviamo sulla piattaforma?</span></h5>
<p>&#8220;Per i bambini, abbiamo delle polo, camicie, felpe che sono ricamate a mano a Treviso, quindi qui vicino. Ho visto come fanno questi ricami a mano e ti innamori subito perché ci mettono una passione, una cura, una precisione e non hanno nessun tipo di strumento se non la mano che ricama ed è un qualcosa di incredibile. Poi ci sono anche gli abiti, i pantaloni, i pagliaccetti. Tutti questi hanno cashmere, lino o cotone e tutto di altissima qualità, rientriamo in schemi di tutela dei prodotti, sono tutti certificati. Non ho le certificazioni ma i miei fornitori le hanno proprio per dare una continuità e tutelare sia il consumatore sia chi lavora, che sta facendo realmente un lavoro utile anche l&#8217;ambiente&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">E per i più piccoli?</span></h5>
<p>&#8220;Ci sono dei body, delle salopette, dei pagliaccetti, ricamati a mano in velluto, sono veramente stupendi. A completare il look ci sono le scarpe: stivaletti, sneakers, sandali, tutto quello che ti viene in mente di scarpe per bambino. Questi sono prodotti artigianalmente in Portogallo da un brand danese che è pioniere della sostenibilità. Dal 2005 pensa che cercano le migliori soluzioni per i piedi bambini, perché uno pensa che il piede del bambino, anzi magari uno non ci pensa, è veramente tanto delicato e ha bisogno del giusto supporto in ogni fase di crescita. Queste scarpe sono realizzate tutte in pelle. Qualcuno ha anche conciata al vegetale, senza agenti chimici e tutte con sostanze e componenti chimiche non tossiche. Poi per la stagione invernale abbiamo questa collezione di cui parlavo prima di provenienza dalla Bolivia, che sono delle maglie dei capi in alpaca. La particolarità è che sono innanzitutto realizzati a mano in Bolivia, ma soprattutto sono 100% in alpaca. Infatti non so se qualcuno guarda mai, io, tu sì perché me l&#8217;hai detto, le etichette: raramente troviamo 100% lana, figurarsi alpaca. Perché l&#8217;alpaca? È estremamente morbida e ha delle proprietà che sono termoregolanti ed è una specie di fibra. Questi piccoli peletti di alpaca vengono tutti composti insieme e creano veramente una qualità, una morbidezza che è simile al cashmere. Questo brand, per esempio supporta lo sviluppo sostenibile degli allevatori e delle loro famiglie, anche l&#8217;istruzione dei loro figli&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Oltre all&#8217;abbigliamento per bambini, dicevi che ci sono anche capi da donna, anche per le mamme.</span></h5>
<p>&#8220;Lingerie, active wear, costumi da bagno, tshirt. Hai presente quella t-shirt che tutti noi, o almeno io, ho sempre voluto morbida, che caschi bene, che risalti le forme del corpo, che non caschi tipo lunga come una t-shirt, nel senso la usiamo con la gonna, la usiamo sotto la giacca, la possiamo usare coi jeans, con gli stivali e risalta il corpo. Tutti gli altri pezzi risaltano la sensualità, le forme del corpo. The Casual Twinkle propone artigianalità, stile, dettagli, comodità. Proprio per il mio desiderio di avere delle collezioni che siano versatili, si possono utilizzare in più occasioni, componendo anche con pochi pezzi che durano nel tempo, per esempio le maglie di alpaca sono indistruttibili, sono incredibili, ma così come sono le polo, puoi fare quanti lavarci vuoi che il cotone rimane integro. Facciamo del bene ai nostri bambini e a noi e a chi li produce&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-17238 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-03-e1698676556304.jpg" alt="" width="599" height="398" /><span style="color: #e7b928;">Perché questo nome? Manuela, toglimi la curiosità.</span></span></h5>
<p>&#8220;È un nome pieno di metafore ed è un&#8217;essenza molto dolce. Casual è lo stile di vita, casual ma elegante. È anche un modo di porsi alla vita: quando capitano avvenimenti casuali un po&#8217; nella nostra vita, dove magari siamo felici, magari siamo appesantiti, però in questo modo casual troviamo una specie di spensieratezza, una gioia di vivere. Twinkle invece vuol dire sberluccichio ed è la scintilla di questi momenti, è un bagliore che ci illumina, lo sberluccichio delle Stelle e il luccichio dei raggi del sole. Avete presente quando il sole riflette i raggi, oppure quando la luna riflette il suo essere sul mare? Sono di Trieste, quindi sberluccichio sul mare dei raggi del Sole e della luna. Mi ha appassionato. Inoltre Twinkle ricorda anche la ninna nanna per bambini <em>Twinkle, twinkle little star</em>,  che ogni mamma conosce, è una dolcezza per i bambini. È uno stile sensibile alla nostra vita, dove siamo noi a dare senso alle nostre scelte con la nostra volontà, siamo noi a cogliere quella scintilla che è dentro di noi e questo proprio nel mondo della moda è importantissimo. <strong>Come la moda in qualche modo è caduta, ci ha spinto a comprare e comprare sempre di più, noi possiamo dire basta in un modo di vestirsi casual elegante, decidiamo di brillare e di riemergere anche nel mondo della moda.</strong> Vuole essere un richiamo alla natura pieno di fascino, ma anche un&#8217;eleganza e comodità, appunto uno stile raffinato, curato. Non è solo un brand, è anche qualcosa di più, è un avvicinarsi a una cultura umana. Lo sai, ho anche un blog dove racconto di esperienze di vita vissuta da mamma, dei pensieri, dei viaggi, in un&#8217;ottica consapevole. Propongo sia le mie collezioni, sia altri brand che conosciuto. È proprio un essere casuale e felici&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Quali aspetti della sostenibilità caratterizzano i capi che proponi, Manuela?</span></h5>
<p>&#8220;In merito ai capi e alle calzature, come ti raccontavo prima, sono tutti sostenibili, è un po&#8217; la grande particolarità della piattaforma, a livello sociale, ambientale, etico. I<strong>n un unico posto ci sono pochi, selezionatissimi brand. Per donna è tutto in upcycling, tessuti rigenerati di altissima qualità.</strong> I prodotti sono a chilometro zero, non vengono impiegate nuove risorse per produrre i tessuti, perché ci si avvale di quello che esiste già, proprio seguendo il concetto di upcycling e riduciamo gli scarti dell&#8217;industria della moda. La nostra boutique abbraccia il design circolare, cioè sia nella fase creativa sia nella progettazione, vengono tenuti in considerazione le risorse e tutti i materiali utilizzati e chi realizza questi prodotti. In un&#8217;ottica in armonia con la natura. Per esempio nella produzione dei capi in alpaca, vengono utilizzate le coccinelle come pesticida naturale, mi sono innamorata di questo concetto. Diamo ampissimo spazio a tecniche artigianali come il ricamo, oppure tutti i brand realizzano i propri prodotti a mano. Questo per me è sorprendente, anche perché il design è innovativo, mentre le tecniche vengono da varie tradizioni tessili a poco a poco migliorate negli anni&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">C&#8217;è un articolo per bambini che consigli di più? E se sì, perché?</span></h5>
<p>&#8220;Questa è una bella domanda! Come si sarà capito, adoro i capi in alpaca. Le maglie sono calde, sono termoregolanti, sono morbide. Con una maglia di alpaca ti fai tranquillamente la stagione intera, ma non solo invernale, anche i primi tempi freddi d&#8217;autunno o primavera, la primavera matta di quest&#8217;anno. Anche per i bambini piccoli. Non pensavo, ma ho i tester che sono i miei figli, l&#8217;ho provata anche sul piccolo e usata tantissimo, stringono e i bambini hanno bisogno di sentirsi coccolati. Hanno bisogno di colore, di essere avvolti. Consiglio anche le polo, gli abiti ricamati, i pagliaccetti. Scusami, è difficile veramente come domanda! Tengo tantissimo al Made in Italy, perché sono artigianali, perché ho visto questa azienda, vado spesso a trovarli. Sono veramente incredibili, hanno una cura, una passione nello scegliere i tessuti. Insieme, creiamo delle collezioni veramente stupende. E poi le scarpe: stivaletti per bambino/bambina hanno pelle morbida, sono termoregolanti, veramente tutti fatti per sostenere il piede&#8221;.</p>

<a href='https://dress-ecode.com/dai-retroscena-del-lavoro-nel-fast-fashion-al-desiderio-di-una-moda-piu-lenta-ed-etica-manuela-racconta-the-casual-twinkle/salopette-blu-body-bambino-dettaglio-grande/'><img loading="lazy" decoding="async" width="550" height="825" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-04.jpg" class="attachment-full size-full" alt="" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-04.jpg 550w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-04-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a>
<a href='https://dress-ecode.com/dai-retroscena-del-lavoro-nel-fast-fashion-al-desiderio-di-una-moda-piu-lenta-ed-etica-manuela-racconta-the-casual-twinkle/sostenibilita-bisgaard-italia-bambini-sandali-bambino-calzature-artigianali/'><img loading="lazy" decoding="async" width="550" height="825" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-17-e1698676085568.jpg" class="attachment-full size-full" alt="" /></a>
<a href='https://dress-ecode.com/dai-retroscena-del-lavoro-nel-fast-fashion-al-desiderio-di-una-moda-piu-lenta-ed-etica-manuela-racconta-the-casual-twinkle/tct-14/'><img loading="lazy" decoding="async" width="551" height="825" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-14-e1698675988222.jpeg" class="attachment-full size-full" alt="" /></a>
<a href='https://dress-ecode.com/dai-retroscena-del-lavoro-nel-fast-fashion-al-desiderio-di-una-moda-piu-lenta-ed-etica-manuela-racconta-the-casual-twinkle/tct-16/'><img loading="lazy" decoding="async" width="550" height="825" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-16-e1698676098869.jpg" class="attachment-full size-full" alt="" /></a>

<h5></h5>
<h5><span style="color: #e7b928;">Hai menzionato prima il tuo blog, che seguo da un po&#8217; di tempo con delle belle immagini che parlano di luoghi, di esperienze nella natura. Pensi che anche questo legame con il mondo naturale abbia influito sulla tua scelta di uscire dalla moda tradizionale, e di preferire di creare qualcosa che avesse a che fare con brand più legati alla sostenibilità?</span></h5>
<p>&#8220;Con questa domanda fai bingo! Sono nata a Trieste, una città affacciata sul mare, che è però un altipiano verdeggiante, cioè c&#8217;è una collina immensa composta da verde, boschi. Quindi da una parte ho sempre visto il tramonto sul mare, dall&#8217;altra invece in 5 minuti sono in mezzo a boschi profumati. Sono molto sportiva, da sempre pratico attività all&#8217;aperto, in riva al mare, nuoto, oppure tra i boschi a correre, porto il cane, i bambini. I miei genitori hanno educato me e mio fratello alla montagna, nel senso siamo andati tantissimo in tutte le stagioni in montagna. Pensa che varie volte ho vissuto in città anche molto carine a Long Beach, in California, vicino a Los Angeles, a Madrid, a Vienna, Oxford, tra studio e lavoro, ho girato un po&#8217;. Ogni volta il richiamo del mio mondo naturale mi ha sempre riportata a casa. Questo per me è stato determinante nel creare il mio cammino, ed è una sensibilità che ho maturato e continuo a maturare, a vivere. C&#8217;è stato un po&#8217; la scintilla, a proposito di Twinkle, che ha fatto costruire i pezzi di The Casual Twinkle&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Ci racconti di qualche posto speciale che hai visto che ti ha fatto riflettere o ispirato sull&#8217;impatto che abbiamo sulla natura?</span></h5>
<p>&#8220;Sì certo, Arianna. <strong>Trieste è sicuramente una fonte di ispirazione costante, il cielo assume dei colori incredibili. Penso proprio per l&#8217;aria leggera, in qualche modo che c&#8217;è appunto tra il mare, i monti, i boschi.</strong> Sicuramente la montagna, un luogo che mi dona pace, serenità, sulle Dolomiti, di solito  vado lì. Mi sembra che ogni cosa sia in armonia con se stessa e con le cose intorno. Proprio l&#8217;altro weekend eravamo in montagna, ho visto un tramonto sui monti dal balconcino di questo appartamento dove stavamo, pieno di gerani e di fiori. E aveva da poco piovuto, stava spuntando l&#8217;ultimo sole che colorava di verde acceso i prati di fronte. C&#8217;era anche un ruscello vicino, si sente il rumore dell&#8217;acqua che scorre. Scenari come questi che ti prendono al 100% mente corpo e mi fanno pensare che ci sia un senso di completezza, molto spesso che si può raggiungere anche con poche cose, quasi come se non si necessitasse nient&#8217;altro. Soprattutto d&#8217;estate, c&#8217;è quando cammino in vetta una maestosità della natura che mi affascina e che mi sembra un regalo che la natura fa a noi. Al tempo stesso, però, sappiamo che la natura è molto fragile. Basta vedere come stanno cambiando il meteo, la morfologia del territorio. Ero in montagna, eravamo vicino alla Marmolada, a occhio nudo vedi, io mi ricordo com&#8217;era una volta. Vedi i progressi all&#8217;indietro che sta facendo, quanto si sta sciogliendo, è anche crollato quel pezzo. Ho provato un po&#8217; anche a spiegare a mia figlia, a ricordare questa cosa. <strong>Penso che la natura sia una grande ispirazione, ma anche mi fa riflettere sul fatto che dobbiamo sicuramente proteggerla</strong>&#8220;.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-17225 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-20.jpg" alt="" width="385" height="576" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-20.jpg 683w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-20-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 385px) 100vw, 385px" /><span style="color: #e7b928;">Da mamma single con spirito di avventura, come hai vissuto queste esperienze con tua figlia? Dove siete andate? Difficoltà e bellezza del viaggiare con lei?</span></span></h5>
<p>&#8220;Sì, Arianna, sai una volta una mia amica mi ha chiesto qual è la cosa più difficile nell&#8217;essere una mamma single e quasi senza pensarci le ho detto &#8216;condividere le esperienze che ho vissuto insieme a mia figlia con qualcun altro&#8217;, ma in questo caso, ovviamente, col papà. Ecco, per me questa è stata sempre una difficoltà, perché sono comunque molto espansiva in certe cose, nelle avventure, negli avvenimenti belli. Mi piace raccontare, confrontarmi. Siamo stati in montagna e ho camminato tra le vette con tutti i meteo, sempre facendo attenzione alle condizioni. Sono diventata bravissima e conosco tutte le condizioni meteo sempre. <strong>Conosco quanto tempo ci sto, calcolo i tempi, i ritmi, l&#8217;abbigliamento sempre in più per cambiare nel caso ci si bagni</strong>. Sono le piccole avventure di quando sei da solo, perché devi essere preparato ad ogni evenienza. Poi anche con lei in spalla nello zaino, quando ha iniziato a camminare. Non mi sono mai arresa. Anche ciò che piaceva a me, magari un po&#8217; insegnavo a lei, un po&#8217; comunque effettivamente facevo contenta anche me stessa&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Dove siete andate?</span></h5>
<p>&#8220;Siamo andate nei Paesi Baschi, sono andate a trovare un&#8217;amica, poi siamo state qualche giorno da sole. <strong>L&#8217;ho portata in Lapponia, nell&#8217;Artico. Ecco è stato il viaggio forse che mi ha fatto capire quanto alla fine posso contare anche su me stessa, sulle mie forze. Sono viaggi magari impegnativi dove dormi poco, devi organizzare. Però tutto questo mi ha aperto un cuore, la mente.</strong> Viaggi con una piccola creatura che devi crescere e difendere, proteggere, insegnare. Sei solo con un bambino, non ti stai confrontando con un adulto, devi trovare anche il modo per te che sia uno svago, che non sia una fatica. Devo dirti la verità, alla fine tutti questi sforzi, soprattutto lo sforzo fisico in certi momenti, è sempre stato ripagato da complicità, estrema serenità. Ci siamo raccontate tutti i tipi di storie possibili immaginabili. Abbiamo riso come matte, certi momenti arrabbiate non ci parlavamo più. Adesso c&#8217;è anche il fratellino di 2 anni, siamo una specie di armonia totale e senza confini, è molto piacevole. Da mamma, speri sempre di crescere dei bambini sereni, sensibili, nel mio caso anche con una cultura positiva perché mi rendo conto che un po&#8217; uno switch mentale. Ce l&#8217;ho e mi piacerebbe insegnarlo. Spero che con queste avventure, un po&#8217; matte, mi rendo conto, un po&#8217; fuori dagli schemi, i figli possano sia avere un modo rispettoso verso se stessi, nel raggiungere i propri obiettivi, le proprie mete, sia vivere in armonia anche con il mondo che li circonda&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Che belli questi viaggi, Manuela, soprattutto quello in Lapponia. Avevo visto le foto chissà come deve essere stato emozionante anche con la tua bimba fare questo viaggio! C&#8217;è qualcosa che vuoi dire, qualche consiglio che vuoi dare alle mamme per scegliere i capi dei loro bimbi e delle loro bimbe?</span></h5>
<p>&#8220;Sì, ti ringrazio per questa domanda. <strong>Consiglio di prendere pochi capi, magari leggermente in crescita e che siano versatili. Questo cosa vuol dire? Di pensare alla stagione, non all&#8217;evento, di pensare alla maglia per l&#8217;inverno, alla scarpa calda o quella per la pioggia. Di non pensare a quella festa, quel matrimonio, perché quelli sono dei casi unici.</strong> Dobbiamo comunque prendere dei capi per bambini che siano duraturi. Quindi, spendere secondo me un pochino di più per le cose che abbiano bei tagli, un bello stile, che non solo sembrano belli ma che lo siano realmente. Se c&#8217;è in mezzo il discorso sostenibile, non possono costare poco, perché purtroppo se costano poco in automatico vuol dire che non sono sostenibili. Spendete di più per un capo singolo piuttosto che comprare tanti capi che sembrano belli ma cascano senza forma e valgono poco. Magari di diffidare un po&#8217; dalle grandi catene, nel senso che tante città sono bombardate dalle grandi catene. Di cercare il brand particolare e purtroppo questi si trovano online, non perché io sono online, ma c&#8221;è molta più scelta molto spesso. E di fidarsi del brand, nel senso di vedere la pagina prodotto, cosa racconta. Perché molto spesso tanti si dicono sostenibili, ma non lo sono&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Secondo te cosa bisogna guardare nella pagina per capire se sono più sostenibili?</span></h5>
<p>&#8220;Guardi un po&#8217; la descrizione del brand e un po&#8217; anche la storia, se c&#8217;è la pagina sostenibilità, che non siano cose dette per dire, ma che siano veramente sentite, che ci siano foto di produzione. Oppure anche che <strong>nella pagina prodotto sia ben descritta, una bella guida taglie, una bella presentazione del prodotto, ma proprio bella, che ti narri la storia di quel prodotto.</strong> Molto spesso c&#8217;è scritto fatto &#8216;in EU&#8217;, Unione Europea. Dove? Come? Un po&#8217; noi consumatore dobbiamo sempre porci delle domande, anche se non siamo tecnici, ma una storia ogni capo c&#8217;è l&#8217;ha, ogni brand ce l&#8217;ha. Inoltre, penso che <strong>vestire i bambini con qualche taglia in più non fa male.</strong> Effettivamente loro crescono e i prodotti costano soprattutto se come dicevamo sono fatti bene. Senza problemi, a un bambino, una bambina che veste 116 si può prendere 128. Diciamo che dall&#8217;anno mezzo in su comunque i bambini hanno una crescita costante. Qualche centimetro in più, a meno che non deve essere una maglia stretta sul collo, un girocollo se lo prendi un po&#8217; più largo non è che ti è largo, se i capi sono fatti bene. Non pensate che prendendo capi che costano di più alla fine andate a spendere veramente di più, perché avete delle cose essenziali. Non riempirsi gli armadi: come non dobbiamo riempirci i nostri, così non dobbiamo riempire gli armadi nei nostri bambini. E fare molta attenzione alle scarpe. Sono fondamentali. Misurate sempre il piedino e calcolate 1 cm in più. Soprattutto, una volta mi ricordo una fisiatra mi ha detto &#8216;Sai, i primi anni i bambini hanno un piede veramente delicato e hanno bisogno di un supporto&#8217;. Qua è stata appunto una di quelle &#8216;casual twinkle&#8217;, come li chiamo io. Effettivamente mi hanno fatto comporre il pezzo, sono veramente dei consigli che do sulle scarpe. Sono essenziali per i bambini.</p>
<p><strong>Fate gli acquisti con amore. Non solo verso se stessi, che il bambino sia bello, ma anche per i capi che si comprano, che facciano del bene perché il pianeta è così bello, ma è anche così fragile</strong>&#8220;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Grazie Manuela per aver raccontato dei capi, soprattutto per bambini, per aver dato i consigli e anche per averci fatto immaginare le tue avventure con la tua bimba e adesso anche con il tuo bimbo! La prossima volta speriamo di incontrarci in mezzo alla natura per un altro episodio. Chissà, magari qualcos&#8217;altro insieme. Grazie per averci raccontato della tua esperienza e del tuo progetto.</span></h5>
<p>&#8220;Grazie Arianna, grazie a te è stato un piacere fare questa chiacchierata, è sicuramente un&#8217;ottima idea di creare un episodio in mezzo alla natura. E speriamo di incontrarci presto perché ci parliamo tanto in vari modi, ma non siamo mai riuscite a vederci di persona. Complimenti ancora per l&#8217;ottimo lavoro che svolgi e la passione che ci metti. A presto!&#8221;</p>
<p>The Casual Twinkle &gt; <a href="https://www.thecasualtwinkle.com/">Sito web</a>; <a href="https://www.instagram.com/thecasualtwinkle">Instagram</a>; <a href="https://www.facebook.com/thecasualtwinkle">Facebook</a>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-16731" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/06/Aiutaci-a-diffondere-una-moda-piu-sostenibile-condividi-i-nostri-articoli-3.gif" alt="" width="700" height="100" /></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://dress-ecode.com/dai-retroscena-del-lavoro-nel-fast-fashion-al-desiderio-di-una-moda-piu-lenta-ed-etica-manuela-racconta-the-casual-twinkle/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">17206</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Una storia tutta italiana &#8211; Incontriamo Maeko per scoprire i tessuti sostenibili e il loro ambizioso progetto</title>
		<link>https://dress-ecode.com/una-storia-tutta-italiana-incontriamo-maeko-per-scoprire-i-tessuti-sostenibili-e-il-loro-ambizioso-progetto/</link>
					<comments>https://dress-ecode.com/una-storia-tutta-italiana-incontriamo-maeko-per-scoprire-i-tessuti-sostenibili-e-il-loro-ambizioso-progetto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 09:34:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Dove acquistare]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrics/Tessuti]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
		<category><![CDATA[alpaca]]></category>
		<category><![CDATA[canapa]]></category>
		<category><![CDATA[hemp]]></category>
		<category><![CDATA[lana]]></category>
		<category><![CDATA[Maeko]]></category>
		<category><![CDATA[moda sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[sustainable fabrics]]></category>
		<category><![CDATA[sustainable fashion]]></category>
		<category><![CDATA[tessitura]]></category>
		<category><![CDATA[tessuti sostenibili]]></category>
		<category><![CDATA[weaving]]></category>
		<category><![CDATA[wool]]></category>
		<category><![CDATA[yak]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://dress-ecode.com/?p=5933</guid>

					<description><![CDATA[Italiano/English below pictures  Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Audio-à-porter &#8211; Maeko Incontro Cinzia (Vismara) negli uffici di Maeko a Milano, sede della vulcanica attività di questa azienda tessile tutta italiana. Resto subito travolta dall&#8217;energia e dall&#8217;entusiasmo che lei e il marito Mauro (Vismara) pongono in questo progetto in cui credono molto, a costo di andare contro tendenza nell&#8217;attuale contesto industriale. Maeko produce dal 1998 tessuti naturali di alta qualità a filiera controllata, impegnandosi  nello sviluppo di un’economia sostenibile rispettosa dell’ambiente e dell’individuo. Etro, Vivienne Westwood, Ferragamo sono alcuni dei marchi che utilizzano i tessuti di Maeko per le loro creazioni. Canapa, ortica, soia, crabyon, bambù, lino, cotone biologico, seta tousac, filato di latte, lana di yak, lane di pecora, alpaca e capra italiane: gli occhi scintillano tra rotoli e campioni di questi meravigliosi tessuti, impossibile resistere alla tentazione di toccare con mano la morbidezza di gomitoli e stoppini (sottili bande di fibra tessile). La canapa qui è la regina, a lei dedicano una festa speciale ogni anno, da lei tutto è iniziato quando ha colpito con la sua bellezza Mauro e lo ha spinto verso un nuovo percorso professionale (era osteopata), affascinato dai tessuti indossati dalle persone provenienti dall&#8217;Oriente che incontrava. È con la canapa che comincia l&#8217;avventura sostenibile di Maeko, dalla ricerca dei filati orientali, perché nei pochi paesi dell’est europeo in cui sono disponibili sono più grossolani. Abbiamo infatti perso, soprattutto in Italia, macchinari, conoscenze e abilità che una volta ci facevano eccellere nella produzione di filati di canapa, oltre che nella coltivazione della canapa stessa a uso tessile, mi spiega Cinzia. Non si fermano alla produzione di tessuti e qualche anno fa acquistano una piccola e ben avviata tintoria industriale a Bregnano (Como), per fornire anche tutti i servizi tintoriali necessari per completare i processi utili alla produzione di tessuti finiti. Dal 1998 la tessitura rientra nelle attività di Maeko, con l’affitto di telai, e da allora non si sono mai fermati. &#8220;Era un momento tristissimo per il settore, abbiamo rimesso i telai a funzionare per la tessitura della canapa e da quasi vent&#8217;anni lavorano per Maeko&#8221;, dice Cinzia. Nel 2014 parte il progetto ambizioso RIFILOC, volto alla produzione del filato di canapa: insieme a due soci, l&#8217;agronomo Alessandro Mondello e l&#8217;agricoltore Andrea Cocca, Maeko aspira con passione e determinazione a far ripartire la storica produzione di canapa per uso tessile in Italia. A San Mauro Pascoli è infatti avviata la coltivazione biologica di circa 40 ettari di questa pianta e in parte di ortica. In un instancabile vortice di energie e con un enorme entusiasmo nei progetti in cui credono fortemente, quest&#8217;anno compiono un passo ulteriore: hanno acquistato un&#8217;azienda di filatura a Biella. L&#8217;idea è di impegnarsi in una filiera produttiva integrata con cura, trasparente, avendo tutto in casa (al momento acquistano fibre da filare anche dall&#8217;esterno), dalla coltivazione alla fibra al filato al tessuto alla tintura, &#8220;per garantire un&#8217;agricoltura consapevole, una tessitura cosciente e capace in un prodotto completamente Made in Italy&#8221;, racconta Cinzia. &#8220;Ma l&#8217;acquisto aveva anche l&#8217;obiettivo di salvare l&#8217;attività portata avanti con maestria da una famiglia che da due generazioni vi lavora come se fosse un&#8217;oreficeria&#8221;, consentendo così al personale e al figlio del proprietario di continuare a lavorare senza interrompere la tradizione familiare. Dalla cardatura delle lane nascono nastri, nastri fiammati, nastri con bottoni. Dalla ripettinatura, effettuata in un laboratorio esterno, sono creati prodotti come agugliati e stoppini, ma anche alcuni sottoprodotti tra cui imbottiti, isolanti e concime biologico, &#8220;ottenuto dal gruppo Giovani ingegneri torinesi, sciogliendo gli scarti inutilizzabili e sporchi della lana in una gigantesca pentola a pressione&#8221;, descrive Cinzia. &#8220;Non si butta via niente!&#8221;, esclamo. &#8220;Non c&#8217;è niente da buttare!&#8221;, mi corregge. Dalla filatura pettinata delle altre fibre nascono filati vegetali, animali e artificiali (per esempio dal nylon o dal poliestere riciclato usato nella mischia intima). Ogni tessuto riporta la precisa composizione, indicando anche percentuali minime (3-4%) di poliestere riciclato in ottica di totale trasparenza. &#8220;Non c&#8217;era niente, anni fa su questo tavolo su cui stiamo parlando non avevamo nulla, solo dei pezzetti di tessuto e oggi possiamo acquistare un&#8217;azienda di filatura, salvandola. In tutte le cose che facciamo ci crediamo, a costo di rimanere in mutande. Abbiamo lo stesso coraggio e la stessa determinazione del primo giorno. E anche la stessa incoscienza!&#8220;, mi spiega con orgoglio Cinzia, guardando intorno ciò che hanno creato. Quando le chiedo se ci sono altre novità in vista, mi risponde a ragione: &#8220;Più di così?&#8221;, ma la guardo e capisco che non si fermano mai. Sono infatti alla ricerca di soci, disposti a imparare riguardo tutto il processo, dall&#8217;inizio alla fine, entrando a far parte come un tassello che completa il mosaico intero, &#8220;dove tutti gli attori hanno uguale importanza e fanno parte dello stesso progetto&#8221;, precisa Cinzia. In questo momento cercano anche allevatori di animali da lana, in particolare in Sardegna, da aggiungere a quelli con cui già lavorano in diverse zone d&#8217;Italia (Val d&#8217;Aosta, Lombardia, Toscana, Marche e Puglia), che dovranno garantire precisi criteri di tosatura, di cernita della lana e anche di alimentazione degli animali. La sua straordinaria energia mi ha contagiata, non solo attraverso il racconto dell&#8217;impegno di Maeko e l&#8217;affascinante descrizione dei filati, ma anche coinvolgendomi in un interessante confronto su altri temi: con lei parli di tutto, di episodi di vita, di cibo, di viaggi. Accanto a noi Giovanna, amica e compagna di lavoro di Cinzia da tanto tempo, lavora senza sosta preparando con cura i campioni da spedire. Grazie per l&#8217;accoglienza e seguiremo i vostri progetti! Link: https://www.maekotessuti.com English &#8211; A whole Italian story: We met Maeko to find out more on sustainable fabrics and their ambitious project I met Cinzia (Vismara) in the offices of Maeko in Milan, headquarter of the volcanic activity of this whole Italian textile company. I am immediately overwhelmed by the energy and enthusiasm that she and her husband Mauro (Vismara) place in this project in which they believe a lot, at the cost of going against the trend in the current industrial context. Maeko has been producing high quality natural fabrics with a controlled supply chain since 1998, engaging in the development of a sustainable economy that respects the environment and the individual. Etro, Vivienne Westwood, Ferragamo are some of the brands that use Maeko fabrics for their creations. Hemp, nettle, soy, crabyon, bamboo, linen, organic cotton, tousac silk, milk yarn, yak, Italian sheep, alpaca and goat wool: the eyes sparkle between rolls and samples of these wonderful fabrics, it&#8217;s impossible to resist the temptation to touch the softness of wool balls and roving (thin bands of textile fiber). The hemp here is the queen, they dedicate a special party to her every year, from her it all started when she struck Mauro with her beauty and pushed him towards a new professional path (he was an osteopath), fascinated by the fabrics worn by people coming from the East he met. It is with hemp that the sustainable adventure of Maeko begins, from the search for oriental yarns, because in the few Eastern European countries in which they are available they are rougher. In fact we have lost, especially in Italy, machinery, knowledge and skills that once made us excel in the production of hemp yarns, as well as in the cultivation of hemp itself for textile use, Cinzia explains. They did not stop at the production of fabrics and a few years ago they bought a small and well-established industrial dye-works in Bregnano (Como), in order to provide also all the dyeing services necessary to complete the processes useful for the production of finished fabrics. Since 1998, weaving is part of Maeko&#8217;s activities, with the rental of looms, and since then they have never stopped. &#8220;It was a very sad moment for the sector, we put the looms back to work for weaving hemp and for almost twenty years they have been working for Maeko,&#8221; says Cinzia. In 2014, the ambitious project RIFILOC, aimed at the production of hemp yarn, starts: together with two partners, the agronomist Alessandro Mondello and the farmer Andrea Cocca, Maeko aspires with passion and determination to restart the historical production of hemp for textile use in Italy. In San Mauro Pascoli the biological cultivation of about 40 hectares of this plant and partly of nettle has started. In a tireless whirlwind of energies and with enormous enthusiasm in the projects in which they strongly believe, this year they took a further step: they bought a spinning company in Biella. The idea is to engage in a carefully integrated, transparent production chain, having everything internally (at the moment they buy fibers to be spun also from the outside), from cultivation to fiber to yarn to fabric to dyeing, &#8220;To ensure an aware agriculture, and a conscious and capable weaving in a completely Made in Italy product&#8221;, says Cinzia. &#8220;But the purchase also had the objective of saving the activity carried out with mastery by a family, that for two generations has been working there as if it were a goldsmith&#8221;, thus allowing the owner&#8217;s personnel and his son to continue working without interrupting the family tradition. Ribbons, slub ribbons and ribbons with buttons are born from wool carding. From recombing, carried out in an external laboratory, products such as needle-punched felt and wool roving are created, but also some by-products including padded and insulating materials and also biological fertilizer, &#8220;Obtained by the group Giovani ingegneri torinesi (Young Turin engineers), by dissolving unusable and dirty wool waste in a giant pressure cooker&#8221;, describes Cinzia. &#8220;Nothing is thrown away!&#8221;, I exclaim. &#8220;There&#8217;s nothing to throw away!&#8221;, she corrects me. From the combed spinning of the other fibres, vegetable, animal and artificial (for example from nylon or recycled polyester used in intimate mixes) yarns are born. Each fabric has the precise composition, also indicating minimum percentages (3-4%) of recycled polyester with a view to total transparency. &#8220;There was nothing, years ago on this table we are talking beside, we had nothing, only bits of fabric and today we can buy a spinning company, rescuing it. In all the things we do we believe in it, at the cost of losing our shirt. We have the same courage and the same determination as the first day. And also the same thoughtlessness!&#8220;, Cinzia proudly explains, looking around at what they have created. When I ask her if there are other news arriving, she rightly replies: &#8220;More than this?&#8221;, but I look at her and I understand that they never stop. They are in fact looking for partners, willing to learn about the whole process, from the beginning to the end, joining as a piece that completes the entire mosaic, &#8220;Where all the actors have equal importance and are part of the same project&#8221;, specifies Cinzia. At this moment they are also looking for breeders of wool animals, particularly in Sardinia, to be added to those with whom they already work in different areas of Italy (Val d&#8217;Aosta, Lombardy, Tuscany, Marche and Puglia), which will have to guarantee precise criteria of shearing, sorting of wool and also feeding of animals. Her extraordinary energy has infected me, not only through the story of Maeko&#8217;s commitment and the fascinating description of the yarns, but also by involving me in an interesting comparison on other topics: with her you talk about everything, about life episodes, about food , of travel. Alongside us, Giovanna, Cinzia&#8217;s friend and colleague for a long time, is tirelessly working preparing carefully the samples to be sent.&#160;Thanks for the welcome and we will follow your projects! Link: https://www.maekotessuti.com (Pictures: from Maeko&#8217;s Instagram profile)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below pictures</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft" src="data:image/tiff;base64,TU0AKgAABEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAFgAAACwAAAAgAAAABQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZAAAAiwAAAOAAAAD/AAAA/wAAAP8AAADzAAAArAAAADYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAWwAAAPIAAAD/AAAAzAAAAIUAAABrAAAAdgAAAKcAAADxAAAA/gAAAIcAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGIAAAD/AAAA6AAAAEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA4AAACHAAAA/AAAAIcAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAjAAAA9wAAAPIAAAAqAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABXAAAA/AAAADMAAAAAAAAAAAAAAJUAAAD/AAAAfQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACYAAAAoAAAAAAAAAAAAAAA3gAAAP8AAAAlAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAC4AAADiAAAAAAAAAAAAAAD6AAAA/wAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABQAAAPsAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAACAAAA/wAAAP8AAAD1AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA9gAAAAAAAAD/AAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA+wAAAPoAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAD7AAAAAAAAAAAAAABFAAAAPgAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/gAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAQAQAAAwAAAAEAEQAAAQEAAwAAAAEAEAAAAQIAAwAAAAQAAAUOAQMAAwAAAAEAAQAAAQYAAwAAAAEAAgAAAQoAAwAAAAEAAQAAAREABAAAAAEAAAAIARIAAwAAAAEAAQAAARUAAwAAAAEABAAAARYAAwAAAAEAEAAAARcABAAAAAEAAARAARwAAwAAAAEAAQAAASgAAwAAAAEAAgAAAVIAAwAAAAEAAgAAAVMAAwAAAAQAAAUWh3MABwAAAiQAAAUeAAAAAAAIAAgACAAIAAEAAQABAAEAAAIkYXBwbAQAAABtbnRyUkdCIFhZWiAH4QAHAAcADQAWACBhY3NwQVBQTAAAAABBUFBMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA9tYAAQAAAADTLWFwcGzKGpWCJX8QTTiZE9XR6hWCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAApkZXNjAAAA/AAAAGVjcHJ0AAABZAAAACN3dHB0AAABiAAAABRyWFlaAAABnAAAABRnWFlaAAABsAAAABRiWFlaAAABxAAAABRyVFJDAAAB2AAAACBjaGFkAAAB+AAAACxiVFJDAAAB2AAAACBnVFJDAAAB2AAAACBkZXNjAAAAAAAAAAtEaXNwbGF5IFAzAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHRleHQAAAAAQ29weXJpZ2h0IEFwcGxlIEluYy4sIDIwMTcAAFhZWiAAAAAAAADzUQABAAAAARbMWFlaIAAAAAAAAIPfAAA9v////7tYWVogAAAAAAAASr8AALE3AAAKuVhZWiAAAAAAAAAoOAAAEQsAAMi5cGFyYQAAAAAAAwAAAAJmZgAA8qcAAA1ZAAAT0AAACltzZjMyAAAAAAABDEIAAAXe///zJgAAB5MAAP2Q///7ov///aMAAAPcAADAbg==" /> Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/21106415">Audio-à-porter &#8211; Maeko</a></p>
<p>Incontro Cinzia (Vismara) negli uffici di Maeko a Milano, sede della <strong><span style="color: #acc0a5;">vulcanica attività di questa azienda tessile tutta italiana</span></strong>. Resto subito travolta dall&#8217;energia e dall&#8217;entusiasmo che lei e il marito Mauro (Vismara) pongono in questo progetto in cui credono molto, a costo di andare contro tendenza nell&#8217;attuale contesto industriale.</p>
<p>Maeko produce dal 1998 <strong>tessuti naturali di alta qualità a filiera controllata, impegnandosi  nello sviluppo di un’economia sostenibile rispettosa dell’ambiente e dell’individuo</strong>. Etro, Vivienne Westwood, Ferragamo sono alcuni dei marchi che utilizzano i tessuti di Maeko per le loro creazioni. <strong>Canapa, ortica, soia, crabyon, bambù, lino, cotone biologico, seta tousac, filato di latte, lana di yak, lane di pecora, alpaca e capra italiane</strong>: gli occhi scintillano tra rotoli e campioni di questi meravigliosi tessuti, impossibile resistere alla tentazione di toccare con mano la morbidezza di gomitoli e stoppini (sottili bande di fibra tessile). <span style="color: #acc0a5;"><strong>La canapa qui è la regina</strong></span>, a lei dedicano una festa speciale ogni anno, <strong><span style="color: #acc0a5;">da lei tutto è iniziato</span></strong> quando ha colpito con la sua bellezza Mauro e lo ha spinto verso un nuovo percorso professionale (era osteopata), affascinato dai tessuti indossati dalle persone provenienti dall&#8217;Oriente che incontrava. È con la canapa che comincia l&#8217;avventura sostenibile di Maeko, dalla ricerca dei filati orientali, perché nei pochi paesi dell’est europeo in cui sono disponibili sono più grossolani. Abbiamo infatti perso, soprattutto in Italia, macchinari, conoscenze e abilità che una volta ci facevano eccellere nella produzione di filati di canapa, oltre che nella coltivazione della canapa stessa a uso tessile, mi spiega Cinzia.</p>
<p>Non si fermano alla produzione di tessuti e qualche anno fa acquistano una piccola e ben avviata <strong>tintoria industriale</strong> a Bregnano (Como), per fornire anche tutti i <span style="font-size: inherit;">servizi tintoriali necessari per completare i processi utili alla produzione di tessuti finiti.</span></p>
<p>Dal 1998 la <strong>tessitura</strong> rientra nelle attività di Maeko, con l’affitto di telai, e da allora non si sono mai fermati. &#8220;Era un momento tristissimo per il settore, abbiamo rimesso i telai a funzionare per la tessitura della canapa e da quasi vent&#8217;anni lavorano per Maeko&#8221;, dice Cinzia.</p>
<p>Nel 2014 parte il progetto ambizioso <strong>RIFILOC</strong>, volto alla produzione del filato di canapa: insieme a due soci, l&#8217;agronomo Alessandro Mondello e l&#8217;agricoltore Andrea Cocca, <strong><span style="color: #acc0a5;">Maeko aspira con passione e determinazione a far ripartire la storica produzione di canapa per uso tessile in Italia</span></strong>. A San Mauro Pascoli è infatti avviata la coltivazione biologica di circa 40 ettari di questa pianta e in parte di ortica.</p>
<p>In un instancabile vortice di energie e con un enorme entusiasmo nei progetti in cui credono fortemente, <strong><span style="color: #acc0a5;">quest&#8217;anno compiono un passo ulteriore: hanno acquistato un&#8217;azienda di filatura a Biella</span></strong>. L&#8217;idea è di impegnarsi in una filiera produttiva integrata con cura, trasparente, avendo tutto in casa (al momento acquistano fibre da filare anche dall&#8217;esterno), dalla coltivazione alla fibra al filato al tessuto alla tintura, &#8220;per garantire un&#8217;agricoltura consapevole, una tessitura cosciente e capace in un prodotto completamente Made in Italy&#8221;, racconta Cinzia. &#8220;Ma l&#8217;acquisto aveva anche l&#8217;obiettivo di salvare l&#8217;attività portata avanti con maestria da una famiglia che da due generazioni vi lavora come se fosse un&#8217;oreficeria&#8221;, consentendo così al personale e al figlio del proprietario di continuare a lavorare senza interrompere la tradizione familiare.</p>
<p>Dalla cardatura delle lane nascono nastri, nastri fiammati, nastri con bottoni. Dalla ripettinatura, effettuata in un laboratorio esterno, sono creati prodotti come agugliati e stoppini, ma anche alcuni sottoprodotti tra cui imbottiti, isolanti e concime biologico, &#8220;ottenuto dal gruppo <em>Giovani ingegneri torinesi</em>, sciogliendo gli scarti inutilizzabili e sporchi della lana in una gigantesca pentola a pressione&#8221;, descrive Cinzia. &#8220;Non si butta via niente!&#8221;, esclamo. &#8220;Non c&#8217;è niente da buttare!&#8221;, mi corregge. Dalla filatura pettinata delle altre fibre nascono filati vegetali, animali e artificiali (per esempio dal nylon o dal poliestere riciclato usato nella mischia intima). Ogni tessuto riporta la precisa composizione, indicando anche percentuali minime (3-4%) di poliestere riciclato in ottica di totale trasparenza.</p>
<p>&#8220;Non c&#8217;era niente, anni fa su questo tavolo su cui stiamo parlando non avevamo nulla, solo dei pezzetti di tessuto e oggi possiamo acquistare un&#8217;azienda di filatura, salvandola. In tutte le cose che facciamo ci crediamo, a costo di rimanere in mutande. <strong><span style="color: #acc0a5;">A</span><span style="color: #acc0a5;">bbiamo lo stesso coraggio e la stessa determinazione del primo giorno. E anche la stessa incoscienza!</span></strong>&#8220;, mi spiega con orgoglio Cinzia, guardando intorno ciò che hanno creato. Quando le chiedo se ci sono <strong>altre novità in vista</strong>, mi risponde a ragione: &#8220;Più di così?&#8221;, ma la guardo e capisco che non si fermano mai. Sono infatti alla ricerca di soci, disposti a imparare riguardo tutto il processo, dall&#8217;inizio alla fine, entrando a far parte come un tassello che completa il mosaico intero, &#8220;dove tutti gli attori hanno uguale importanza e fanno parte dello stesso progetto&#8221;, precisa Cinzia. In questo momento cercano anche allevatori di animali da lana, in particolare in Sardegna, da aggiungere a quelli con cui già lavorano in diverse zone d&#8217;Italia (Val d&#8217;Aosta, Lombardia, Toscana, Marche e Puglia), che dovranno garantire precisi criteri di tosatura, di cernita della lana e anche di alimentazione degli animali.</p>
<p>La sua straordinaria energia mi ha contagiata, non solo attraverso il racconto dell&#8217;impegno di Maeko e l&#8217;affascinante descrizione dei filati, ma anche coinvolgendomi in un interessante confronto su altri temi: con lei parli di tutto, di episodi di vita, di cibo, di viaggi. Accanto a noi Giovanna, amica e compagna di lavoro di Cinzia da tanto tempo, lavora senza sosta preparando con cura i campioni da spedire. <span style="color: #acc0a5;"><strong>Grazie per l&#8217;accoglienza e seguiremo i vostri progetti!</strong></span></p>
<p>Link: <a href="https://www.maekotessuti.com">https://www.maekotessuti.com</a></p>


<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="749" height="632" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8117.jpg" alt="" data-id="6042" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6042" class="wp-image-6042" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8117.jpg 749w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8117-600x506.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8117-300x253.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 749px) 100vw, 749px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">I semi di canapa</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="757" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119.jpg" alt="" data-id="6043" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6043" class="wp-image-6043" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119-600x606.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119-297x300.jpg 297w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Lo stoppino</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="931" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8118.jpg" alt="" data-id="6044" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8118.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6044" class="wp-image-6044" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8118.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8118-600x745.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8118-242x300.jpg 242w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="749" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128.jpg" alt="" data-id="6046" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6046" class="wp-image-6046" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128-600x599.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="749" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123.jpg" alt="" data-id="6047" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6047" class="wp-image-6047" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123-600x599.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="665" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8124.jpg" alt="" data-id="6045" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6045" class="wp-image-6045" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8124.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8124-600x532.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8124-300x266.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="765" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8122.jpg" alt="" data-id="6048" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6048" class="wp-image-6048" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8122.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8122-600x612.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8122-294x300.jpg 294w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="683" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8120.jpg" alt="" data-id="6049" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6049" class="wp-image-6049" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8120.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8120-600x546.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8120-300x273.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="933" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8125.jpg" alt="" data-id="6050" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6050" class="wp-image-6050" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8125.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8125-600x746.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8125-241x300.jpg 241w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-1024x768.jpg" alt="" data-id="6052" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6052" class="wp-image-6052" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-1024x768.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-scaled-600x450.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-768x576.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-1536x1152.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-2048x1536.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-1160x870.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Giovanna prepara i campioni di tessuto</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="936" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8126.jpg" alt="" data-id="6053" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8126.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6053" class="wp-image-6053" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8126.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8126-600x749.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8126-240x300.jpg 240w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li></ul></figure>


<hr>
<h5><span style="color: #acc0a5;">English &#8211; A whole Italian story: We met Maeko to find out more on sustainable fabrics and their ambitious project</span></h5>
<p>I met Cinzia (Vismara) in the offices of Maeko in Milan, headquarter of the <span style="color: #acc0a5;"><strong>volcanic activity of this whole Italian textile company</strong></span>. I am immediately overwhelmed by the energy and enthusiasm that she and her husband Mauro (Vismara) place in this project in which they believe a lot, at the cost of going against the trend in the current industrial context.</p>
<p>Maeko has been producing <strong>high quality natural fabrics with a controlled supply chain since 1998, engaging in the development of a sustainable economy that respects the environment and the individual.</strong> Etro, Vivienne Westwood, Ferragamo are some of the brands that use Maeko fabrics for their creations. <strong>Hemp, nettle, soy, crabyon, bamboo, linen, organic cotton, tousac silk, milk yarn, yak, Italian sheep, alpaca and goat wool</strong>: the eyes sparkle between rolls and samples of these wonderful fabrics, it&#8217;s impossible to resist the temptation to touch the softness of wool balls and roving (thin bands of textile fiber). <strong><span style="color: #acc0a5;">The hemp here is the queen</span></strong>, they dedicate a special party to her every year, <strong><span style="color: #acc0a5;">from her it all started</span></strong> when she struck Mauro with her beauty and pushed him towards a new professional path (he was an osteopath), fascinated by the fabrics worn by people coming from the East he met. It is with hemp that the sustainable adventure of Maeko begins, from the search for oriental yarns, because in the few Eastern European countries in which they are available they are rougher. In fact we have lost, especially in Italy, machinery, knowledge and skills that once made us excel in the production of hemp yarns, as well as in the cultivation of hemp itself for textile use, Cinzia explains.</p>
<p>They did not stop at the production of fabrics and a few years ago they bought a small and well-established <strong>industrial dye-works</strong> in Bregnano (Como), in order to provide also all the dyeing services necessary to complete the processes useful for the production of finished fabrics.</p>
<p>Since 1998, <strong>weaving</strong> is part of Maeko&#8217;s activities, with the rental of looms, and since then they have never stopped. &#8220;It was a very sad moment for the sector, we put the looms back to work for weaving hemp and for almost twenty years they have been working for Maeko,&#8221; says Cinzia.</p>
<p>In 2014, the ambitious project <strong>RIFILOC</strong>, aimed at the production of hemp yarn, starts: together with two partners, the agronomist Alessandro Mondello and the farmer Andrea Cocca, <span style="color: #acc0a5;"><strong>Maeko aspires with passion and determination to restart the historical production of hemp for textile use in Italy</strong></span>. In San Mauro Pascoli the biological cultivation of about 40 hectares of this plant and partly of nettle has started.</p>
<p>In a tireless whirlwind of energies and with enormous enthusiasm in the projects in which they strongly believe, <strong><span style="color: #acc0a5;">this year they took a further step: they bought a spinning company in Biella</span></strong>. The idea is to engage in a carefully integrated, transparent production chain, having everything internally (at the moment they buy fibers to be spun also from the outside), from cultivation to fiber to yarn to fabric to dyeing, &#8220;To ensure an aware agriculture, and a conscious and capable weaving in a completely Made in Italy product&#8221;, says Cinzia. &#8220;But the purchase also had the objective of saving the activity carried out with mastery by a family, that for two generations has been working there as if it were a goldsmith&#8221;, thus allowing the owner&#8217;s personnel and his son to continue working without interrupting the family tradition.</p>
<p>Ribbons, slub ribbons and ribbons with buttons are born from wool carding. From recombing, carried out in an external laboratory, products such as needle-punched felt and wool roving are created, but also some by-products including padded and insulating materials and also biological fertilizer, &#8220;Obtained by the group <em>Giovani ingegneri torinesi</em> (Young Turin engineers), by dissolving unusable and dirty wool waste in a giant pressure cooker&#8221;, describes Cinzia. &#8220;Nothing is thrown away!&#8221;, I exclaim. &#8220;There&#8217;s nothing to throw away!&#8221;, she corrects me. From the combed spinning of the other fibres, vegetable, animal and artificial (for example from nylon or recycled polyester used in intimate mixes) yarns are born. Each fabric has the precise composition, also indicating minimum percentages (3-4%) of recycled polyester with a view to total transparency.</p>
<p>&#8220;There was nothing, years ago on this table we are talking beside, we had nothing, only bits of fabric and today we can buy a spinning company, rescuing it. In all the things we do we believe in it, at the cost of losing our shirt. <span style="color: #acc0a5;"><strong>We have the same courage and the same determination as the first day.</strong> <strong>And also the same thoughtlessness!</strong></span>&#8220;, Cinzia proudly explains, looking around at what they have created. When I ask her if there are <strong>other news arriving</strong>, she rightly replies: &#8220;More than this?&#8221;, but I look at her and I understand that they never stop. They are in fact looking for partners, willing to learn about the whole process, from the beginning to the end, joining as a piece that completes the entire mosaic, &#8220;Where all the actors have equal importance and are part of the same project&#8221;, specifies Cinzia. At this moment they are also looking for breeders of wool animals, particularly in Sardinia, to be added to those with whom they already work in different areas of Italy (Val d&#8217;Aosta, Lombardy, Tuscany, Marche and Puglia), which will have to guarantee precise criteria of shearing, sorting of wool and also feeding of animals. Her extraordinary energy has infected me, not only through the story of Maeko&#8217;s commitment and the fascinating description of the yarns, but also by involving me in an interesting comparison on other topics: with her you talk about everything, about life episodes, about food , of travel. Alongside us, Giovanna, Cinzia&#8217;s friend and colleague for a long time, is tirelessly working preparing carefully the samples to be sent.&nbsp;<span style="color: #acc0a5;"><strong>Thanks for the welcome and we will follow your projects!</strong></span></p>
<p>Link: <a href="https://www.maekotessuti.com">https://www.maekotessuti.com</a></p>
<p>(Pictures: from Maeko&#8217;s Instagram profile)</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://dress-ecode.com/una-storia-tutta-italiana-incontriamo-maeko-per-scoprire-i-tessuti-sostenibili-e-il-loro-ambizioso-progetto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5933</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Gli alpaca, la loro lana e i prodotti naturali: intervista alle allevatrici Ladina e Simona (2a puntata)</title>
		<link>https://dress-ecode.com/gli-alpaca-la-loro-lana-e-i-prodotti-naturali-intervista-alle-allevatrici-ladina-e-simona-2a-puntata/</link>
					<comments>https://dress-ecode.com/gli-alpaca-la-loro-lana-e-i-prodotti-naturali-intervista-alle-allevatrici-ladina-e-simona-2a-puntata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 07:38:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Dove acquistare]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrics/Tessuti]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Handicraft]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[alpaca]]></category>
		<category><![CDATA[caspoggio]]></category>
		<category><![CDATA[fattorie didattiche]]></category>
		<category><![CDATA[gomitoli]]></category>
		<category><![CDATA[lana]]></category>
		<category><![CDATA[moda lenta]]></category>
		<category><![CDATA[moda sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[piumoni sostenibili]]></category>
		<category><![CDATA[slow fashion]]></category>
		<category><![CDATA[sustainable duvets]]></category>
		<category><![CDATA[sustainable fashion]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
		<category><![CDATA[valmalenco]]></category>
		<category><![CDATA[wool]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://dress-ecode.com/?p=5368</guid>

					<description><![CDATA[Italiano/English below the video Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Audio-à-porter &#8211; Alpaca, Ladina e Simona 2 -Seconda puntata- Proseguiamo con l&#8217;intervista a Ladina, di Alpacas la Foppa, nella splendida cornice delle montagne della Valmalenco. Se avete perso la prima parte, dove abbiamo raccontato delle peculiarità degli alpaca, potete leggerla qui: Prima Puntata Desideriamo mostrarvi quali prodotti in lana di alpaca propongono: in un video (che trovate più sotto) Simona e Ladina ci spiegano quanto e perché queste creazioni siano preziose e pregiate. Desideriamo anche affrontare con l&#8217;allevatrice Ladina il tema dell&#8217;impatto della tosatura sugli animali. Qui gli alpaca vivono serenamente e accuditi con grande amore da lei e la figlia Simona.  Vieniamo alla domanda spinosa sulla tosatura: quanto è invasivo il procedimento per tosare la lana? Quanto causa sofferenza? È abbastanza invasivo, non si può dire che sia gradevole per l&#8217;animale. Perché per garantire la loro incolumità dobbiamo legarli, in modo che non si facciano male mentre tosiamo. Proprio perché come dicevamo sono animali preda, essere legati è l&#8217;ultima cosa che desiderano, perché pensano: &#8216;Se arriva un predatore, come faccio a scappare?&#8217;. La tosatura invece non causa dolore. Piano piano con attenzione e molto accuratamente (anche per non sprecare neanche un pochino di lana) con una macchinetta, così come noi tagliamo i capelli, tosiamo gli alpaca in primavera per non far sentire loro il caldo estivo. Con l&#8217;amore che avete per questi animali, immagino con quale premura e accortezza passiate la macchinetta per non far male in alcun modo! Dopo la tosatura cosa accade? Spediamo la lana in Francia, perché in Italia non troviamo un produttore che si occupi, per piccole quantità di ogni tipo di tinta separatamente, di: lavarla, asciugarla, cardarla e filarla in modo ottimale così da ottenere soffici gomitoli. Lasciamo la lana del suo colore originale, tingiamo solo quella di Rodrigo naturalmente (con un prodotto di derivazione organica). Quindi i gomitoli marroni, neri e bianchi hanno proprio la tonalità del pelo degli alpaca da cui è presa la lana. Non viene usata nessuna sostanza chimica per frantumare le fibre e rendere il filato morbido, è soffice per natura. Cosa troviamo qui ad Alpacas la Foppa? Le fattorie didattiche. Ne organizziamo di due tipi: per le scuole, con spiegazione della lana dalla tosa alla tintura naturale (con i fiori) e facciamo il feltro da portare in classe; d&#8217;estate per le famiglie, secondo un calendario stabilito (2 giorni alla settimana con l&#8217;uscita con gli alpaca, 2 giorni invece il laboratorio su un tema scelto ogni anno, come la lana, il formaggio, la tintura, i semi delle piante). L&#8217;argomento principale è la natura e utilizziamo sempre la lana nei lavoretti con i bimbi. La vendita di prodotti. In negozio o contattandoci via mail. Dalla nostra lana nascono articoli, che facciamo realizzare, come: piumoni, in cotone naturale e imbottiti con la lana di alpaca (Nda: sono sofficissimi, abbastanza sottili ma caldi!).  cappelli, scaladacolli, guanti, sciarpe, fasce e calze fatti a maglia. creazioni all&#8217;uncinetto, come i piccoli alpaca; dagli scarti della produzione a maglia, sono riprodotti ognuno con la propria lana. Per esempio, Fernando con la sua bella e lucente lana nera. solette per scarpe, in feltro di lana d&#8217;alpaca e cuoio. babbucce, cappellini e copertine per i bimbi. E soprattutto i filati! I gomitoli dalla lana dei nostri &#8216;ragazzi&#8217;. &#8216;La fibra d’alpaca tiene 7 volte più caldo rispetto alla comune lana di pecora, questo perché ogni singola fibra al suo interno è vuota, quindi fa da isolante termico. Inoltre, è elastica, più morbida ma anche più resistente della lana merinos e cashmere. La fibra d’alpaca non contiene lanolina, quindi non provoca quella fastidiosa sensazione di prurito e non crea reazioni allergiche&#8217; (dal sito alpacaslafoppa.com). Ecco qualche foto dei prodotti. Più sotto continuiamo il racconto su cos&#8217;altro sia possibile trovare qui. Workshop di tintura e filatura. &#160;Ladina ha la passione della tintura naturale, fa molte ricerche e sperimenta. Iperico, calendula, ortica e salvia per ottenere bellissime tinte. Inoltre con pazienza mostra come filare la lana. Da lei qualche tempo fa ho seguito questo corso, interessante e divertente!&#160; Se andate a trovare Simona e Ladina, raccontate di conoscere Dress Ecode! English &#8211; The alpacas, their wool and the natural products: interview to the breeders Ladina and Simona (2nd episode) We continue the interview with Ladina, from Alpacas la Foppa, in the marvellous setting of the Valmalenco mountains. If you have missed the first part, where we told about the peculiarities of the alpacas, you can read it here: First Episode We would like to show you which alpaca wool products they offer: in a video (which you can find above) Simona and Ladina explain to us how much and why these creations are precious and refined. We also would like to discuss the impact of shearing on animals with the breeder Ladina. Here the alpacas live serenely and cared for with great love by her and her daughter Simona. We come to the thorny question on shearing: how invasive is the process for shearing wool? How much does it produce suffering? It is quite invasive, it cannot be said to be pleasant to the animal. Because to guarantee their safety we must tie them up, so that they do not hurt themselves while we shear. Precisely because, as we said, they are prey animals, being tied up is the last thing they want, because they think: &#8220;If a predator arrives, how can I escape?&#8221;. Shearing does not cause pain. Slowly, accurately and very carefully (also so as not to waste even a little bit of wool) with an electric razor just as we cut our hair, we shear the alpacas in spring so as not to make them feel the summer heat. With the love you have for these animals, I imagine with what care and attention you use the electric razor so as not to hurt in any way! What happens after shearing? We ship wool in France, because in Italy we do not find a manufacturer that takes care of small quantities of each type of dye separately: washing, drying, carding and spinning it optimally so as to obtain soft balls. We keep the wool of its original color, we dye only that of Rodrigo naturally (with a product of organic derivation). So the brown, black and white wool balls have just the shade of the alpaca hair from which the wool is taken. No chemical substance is used to crush the fibres and make the yarn soft, it is soft by nature. What do we find here in Alpacas la Foppa? Educational farms. We organize two types: for schools, with explanation of the wool from the shear to the natural dye (with flowers) and we make the felt to be brought to class; in summer for families, according to a set timetable (2 days a week with the alpaca walk, 2 days instead the workshop on a theme chosen each year, such as wool, cheese, dying, plant seeds ). The main topic is nature and we always use wool in our chores with children. Product sales. In the store or by contacting us via email. We offer articles from our wool, which we make them handmade crafted, such as: duvets, in natural cotton and stuffed with alpaca wool (Nda: they are very soft, quite thin but so warm!). hats, neck-warmers, gloves, scarves, headbands and knitted stockings. crochet creations, such as small alpacas; from the scraps of knitted production, each one is reproduced with its own wool. For example, Fernando with his beautiful and shiny black wool. shoe insoles, in alpaca wool and leather felt. slippers, hats and little covers for children. And above all the yarns! The balls of wool from our &#8216;kids&#8217;. &#8216;The alpaca fiber holds 7 times warmer than the common sheep&#8217;s wool, this because every single fiber inside is empty, so it acts as a thermal insulator. Moreover, it is elastic, softer but also more resistant than merino wool and cashmere. The alpaca fiber does not contain lanolin, therefore it does not cause that annoying sensation of itching and does not create allergic reactions&#8217; (from the site alpacaslafoppa.com). Dyeing and spinning workshop. Ladina has a passion for natural dyeing, she does a lot of research and experiments. St. John&#8217;s wort, calendula, nettle and sage to obtain beautiful colours. She also patiently shows how to spin the wool. With her some time ago I followed this course, interesting and fun! If you go to visit Simona and Ladina, tell them you know Dress Ecode!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below the video</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft" src="data:image/tiff;base64,TU0AKgAABEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAFgAAACwAAAAgAAAABQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZAAAAiwAAAOAAAAD/AAAA/wAAAP8AAADzAAAArAAAADYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAWwAAAPIAAAD/AAAAzAAAAIUAAABrAAAAdgAAAKcAAADxAAAA/gAAAIcAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGIAAAD/AAAA6AAAAEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA4AAACHAAAA/AAAAIcAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAjAAAA9wAAAPIAAAAqAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABXAAAA/AAAADMAAAAAAAAAAAAAAJUAAAD/AAAAfQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACYAAAAoAAAAAAAAAAAAAAA3gAAAP8AAAAlAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAC4AAADiAAAAAAAAAAAAAAD6AAAA/wAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABQAAAPsAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAACAAAA/wAAAP8AAAD1AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA9gAAAAAAAAD/AAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA+wAAAPoAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAD7AAAAAAAAAAAAAABFAAAAPgAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/gAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAQAQAAAwAAAAEAEQAAAQEAAwAAAAEAEAAAAQIAAwAAAAQAAAUOAQMAAwAAAAEAAQAAAQYAAwAAAAEAAgAAAQoAAwAAAAEAAQAAAREABAAAAAEAAAAIARIAAwAAAAEAAQAAARUAAwAAAAEABAAAARYAAwAAAAEAEAAAARcABAAAAAEAAARAARwAAwAAAAEAAQAAASgAAwAAAAEAAgAAAVIAAwAAAAEAAgAAAVMAAwAAAAQAAAUWh3MABwAAAiQAAAUeAAAAAAAIAAgACAAIAAEAAQABAAEAAAIkYXBwbAQAAABtbnRyUkdCIFhZWiAH4QAHAAcADQAWACBhY3NwQVBQTAAAAABBUFBMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA9tYAAQAAAADTLWFwcGzKGpWCJX8QTTiZE9XR6hWCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAApkZXNjAAAA/AAAAGVjcHJ0AAABZAAAACN3dHB0AAABiAAAABRyWFlaAAABnAAAABRnWFlaAAABsAAAABRiWFlaAAABxAAAABRyVFJDAAAB2AAAACBjaGFkAAAB+AAAACxiVFJDAAAB2AAAACBnVFJDAAAB2AAAACBkZXNjAAAAAAAAAAtEaXNwbGF5IFAzAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHRleHQAAAAAQ29weXJpZ2h0IEFwcGxlIEluYy4sIDIwMTcAAFhZWiAAAAAAAADzUQABAAAAARbMWFlaIAAAAAAAAIPfAAA9v////7tYWVogAAAAAAAASr8AALE3AAAKuVhZWiAAAAAAAAAoOAAAEQsAAMi5cGFyYQAAAAAAAwAAAAJmZgAA8qcAAA1ZAAAT0AAACltzZjMyAAAAAAABDEIAAAXe///zJgAAB5MAAP2Q///7ov///aMAAAPcAADAbg==" />Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/21080018">Audio-à-porter &#8211; Alpaca, Ladina e Simona 2</a></p>
<p><em>-Seconda puntata-</em> Proseguiamo con l&#8217;intervista a Ladina, di <a href="http://www.alpacaslafoppa.com">Alpacas la Foppa</a>, nella splendida cornice delle montagne della Valmalenco. Se avete perso la prima parte, dove abbiamo raccontato delle peculiarità degli alpaca, potete leggerla qui: <a href="https://dress-ecode.com/2019/09/25/gli-alpaca-la-loro-lana-e-i-prodotti-naturali-intervista-alle-allevatrici-ladina-e-simona/">Prima Puntata</a></p>
<p>Desideriamo mostrarvi <strong>quali prodotti in lana di alpaca propongono: </strong>in un <strong>video</strong> (che trovate più sotto) Simona e Ladina ci spiegano quanto e perché queste creazioni siano preziose e pregiate. Desideriamo anche affrontare con l&#8217;allevatrice Ladina<strong> il tema dell&#8217;impatto della tosatura sugli animali</strong>. Qui gli alpaca vivono serenamente e accuditi con grande amore da lei e la figlia Simona. </p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Vieniamo alla domanda spinosa sulla tosatura: quanto è invasivo il procedimento per tosare la lana? Quanto causa sofferenza?</strong></span></p>
<p>È abbastanza invasivo, non si può dire che sia gradevole per l&#8217;animale. Perché per garantire la loro incolumità dobbiamo legarli, in modo che non si facciano male mentre tosiamo. Proprio perché come dicevamo sono animali preda, essere legati è l&#8217;ultima cosa che desiderano, perché pensano: &#8216;Se arriva un predatore, come faccio a scappare?&#8217;. La tosatura invece non causa dolore. Piano piano con attenzione e molto accuratamente (anche per non sprecare neanche un pochino di lana) con una macchinetta, così come noi tagliamo i capelli, tosiamo gli alpaca in primavera per non far sentire loro il caldo estivo.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Con l&#8217;amore che avete per questi animali, immagino con quale premura e accortezza passiate la macchinetta per non far male in alcun modo! Dopo la tosatura cosa accade?</strong></span></p>
<p>Spediamo la lana in Francia, perché in Italia non troviamo un produttore che si occupi, per piccole quantità di ogni tipo di tinta separatamente, di: lavarla, asciugarla, cardarla e filarla in modo ottimale così da ottenere soffici gomitoli. Lasciamo la lana del suo colore originale, tingiamo solo quella di Rodrigo naturalmente (con un prodotto di derivazione organica). Quindi <strong>i gomitoli marroni, neri e bianchi hanno proprio la tonalità del pelo degli alpaca da cui è presa la lana. Non viene usata nessuna sostanza chimica per frantumare le fibre e rendere il filato morbido, è soffice per natura</strong>.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Cosa troviamo qui ad Alpacas la Foppa?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: inherit;"><strong>Le fattorie didattiche</strong>. Ne organizziamo di due tipi: per le scuole, con spiegazione della lana dalla tosa alla tintura naturale (con i fiori) e facciamo il feltro da portare in classe; d&#8217;estate per le famiglie, secondo un calendario stabilito (2 giorni alla settimana con l&#8217;uscita con gli alpaca, 2 giorni invece il laboratorio su un tema scelto ogni anno, come la lana, il formaggio, la tintura, i semi delle piante). L&#8217;argomento principale è la natura e utilizziamo sempre la lana nei lavoretti con i bimbi.</span></p>
<p><strong>La vendita di prodotti.</strong> In negozio o contattandoci via mail. Dalla nostra lana nascono articoli, che facciamo realizzare, come:</p>
<ul>
<li>piumoni, in cotone naturale e imbottiti con la lana di alpaca (<em>Nda</em>: <em>sono sofficissimi, abbastanza sottili ma caldi!</em>). </li>
<li>cappelli, scaladacolli, guanti, sciarpe, fasce e calze fatti a maglia.</li>
<li>creazioni all&#8217;uncinetto, come i piccoli alpaca; dagli scarti della produzione a maglia, sono riprodotti ognuno con la propria lana. Per esempio, Fernando con la sua bella e lucente lana nera.</li>
<li>solette per scarpe, in feltro di lana d&#8217;alpaca e cuoio.</li>
<li>babbucce, cappellini e copertine per i bimbi.</li>
</ul>
<p>E soprattutto i filati! <strong>I gomitoli dalla lana</strong> dei nostri &#8216;ragazzi&#8217;.</p>
<p>&#8216;La fibra d’alpaca tiene <strong>7 volte più caldo</strong> rispetto alla comune lana di pecora, questo perché ogni singola fibra al suo interno è vuota, quindi fa da <strong>isolante termico</strong>. Inoltre, è <strong>elastica, più morbida ma anche più resistente della lana merinos e cashmere</strong>. La fibra d’alpaca <strong>non contiene lanolina,</strong> quindi non provoca quella fastidiosa sensazione di prurito e non crea reazioni allergiche&#8217; (dal sito <a href="http://www.alpacaslafoppa.com/index.php/la-fibra-dalpaca/">alpacaslafoppa.com</a>).</p>
<p><span style="color: #000000;">Ecco qualche foto dei prodotti. Più sotto continuiamo il racconto su cos&#8217;altro sia possibile trovare qui.</span></p>


<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="679" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7548-1-1024x679.jpg" alt="" data-id="5493" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5493" class="wp-image-5493" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7548-1-1024x679.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7548-1-600x398.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7548-1-300x199.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7548-1-768x510.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7548-1-1160x770.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">I bellissimi piumoni in cotone imbottiti con lana di alpaca</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="998" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7550-1-1024x998.jpg" alt="" data-id="5494" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5494" class="wp-image-5494" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7550-1-1024x998.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7550-1-600x585.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7550-1-300x292.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7550-1-768x748.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7550-1-1160x1131.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7550-1.jpg 1338w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="977" height="1024" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7554-1-977x1024.jpg" alt="" data-id="5496" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5496" class="wp-image-5496" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7554-1-977x1024.jpg 977w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7554-1-600x629.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7554-1-286x300.jpg 286w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7554-1-768x805.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7554-1-1160x1216.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7554-1.jpg 1781w" sizes="auto, (max-width: 977px) 100vw, 977px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Il lucente filato di Fernando, rappresentato in miniatura con la sua stessa lana</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="837" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7555-2-1024x837.jpg" alt="" data-id="5502" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5502" class="wp-image-5502" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7555-2-1024x837.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7555-2-600x491.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7555-2-300x245.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7555-2-768x628.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7555-2-1160x948.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="994" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7557-2-1024x994.jpg" alt="" data-id="5503" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5503" class="wp-image-5503" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7557-2-1024x994.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7557-2-600x582.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7557-2-300x291.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7557-2-768x745.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7557-2-1160x1126.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Lonquimai e la sua lana <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="914" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7564-1-1024x914.jpg" alt="" data-id="5504" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5504" class="wp-image-5504" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7564-1-1024x914.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7564-1-600x535.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7564-1-300x268.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7564-1-768x685.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7564-1-1160x1035.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Caldi guanti e cappellini</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="994" height="1024" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7565-1-994x1024.jpg" alt="" data-id="5505" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5505" class="wp-image-5505" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7565-1-994x1024.jpg 994w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7565-1-600x618.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7565-1-291x300.jpg 291w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7565-1-768x791.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7565-1-1160x1195.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 994px) 100vw, 994px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="987" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7568-1024x987.jpg" alt="" data-id="5506" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5506" class="wp-image-5506" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7568-1024x987.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7568-600x579.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7568-300x289.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7568-768x741.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7568-1160x1119.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Calze e solette per le scarpe, per tenere al caldo i nostri piedi</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="954" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7570-1024x954.jpg" alt="" data-id="5507" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5507" class="wp-image-5507" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7570-1024x954.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7570-600x559.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7570-300x279.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7570-768x715.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7570-1160x1080.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">I gomitoli di lana</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="849" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7571-1024x849.jpg" alt="" data-id="5508" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5508" class="wp-image-5508" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7571-1024x849.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7571-600x497.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7571-300x249.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7571-768x637.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7571-1160x961.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>


<p><strong>Workshop di tintura e filatura.</strong> &nbsp;Ladina ha la passione della tintura naturale, fa molte ricerche e sperimenta. Iperico, calendula, ortica e salvia per ottenere bellissime tinte. Inoltre con pazienza mostra come filare la lana. Da lei qualche tempo fa ho seguito questo corso, interessante e divertente!&nbsp;</p>
<p>Se andate a trovare Simona e Ladina, raccontate di conoscere Dress <span style="color: #acc0a5;"><strong><em>Eco</em></strong></span>de!</p>


<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1216-1024x768.jpg" alt="" data-id="5478" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5478" class="wp-image-5478" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1216-1024x768.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1216-600x450.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1216-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1216-768x576.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1216-1160x870.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="902" height="1024" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1260-902x1024.jpg" alt="" data-id="5477" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5477" class="wp-image-5477" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1260-902x1024.jpg 902w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1260-600x681.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1260-264x300.jpg 264w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1260-768x872.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1260-1160x1317.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 902px) 100vw, 902px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1312-1024x768.jpg" alt="" data-id="5480" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5480" class="wp-image-5480" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1312-1024x768.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1312-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1312-768x576.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1312-1160x870.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-embed-vimeo aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-vimeo wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Gli alpaca, la loro lana e i prodotti naturali: intervista alle allevatrici Ladina e Simona" src="https://player.vimeo.com/video/363265143?dnt=1&amp;app_id=122963" width="640" height="360" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>


<hr>
<h5><span style="color: #acc0a5;">English &#8211; The alpacas, their wool and the natural products: interview to the breeders Ladina and Simona (2nd episode)</span></h5>
<p>We continue the interview with Ladina, from <a href="http://www.alpacaslafoppa.com">Alpacas la Foppa</a>, in the marvellous setting of the Valmalenco mountains. If you have missed the first part, where we told about the peculiarities of the alpacas, you can read it here: <a href="https://dress-ecode.com/2019/09/25/gli-alpaca-la-loro-lana-e-i-prodotti-naturali-intervista-alle-allevatrici-ladina-e-simona/">First Episode</a></p>
<p>We would like to show you <strong>which alpaca wool products they offer</strong>: in a <strong>video</strong> (which you can find above) Simona and Ladina explain to us how much and why these creations are precious and refined. We also would like to discuss <strong>the impact of shearing on animals</strong> with the breeder Ladina. Here the alpacas live serenely and cared for with great love by her and her daughter Simona.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>We come to the thorny question on shearing: how invasive is the process for shearing wool? How much does it produce suffering?</strong></span></p>
<p>It is quite invasive, it cannot be said to be pleasant to the animal. Because to guarantee their safety we must tie them up, so that they do not hurt themselves while we shear. Precisely because, as we said, they are prey animals, being tied up is the last thing they want, because they think: &#8220;If a predator arrives, how can I escape?&#8221;. Shearing does not cause pain. Slowly, accurately and very carefully (also so as not to waste even a little bit of wool) with an electric razor just as we cut our hair, we shear the alpacas in spring so as not to make them feel the summer heat.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>With the love you have for these animals, I imagine with what care and attention you use the electric razor so as not to hurt in any way! What happens after shearing?</strong></span></p>
<p>We ship wool in France, because in Italy we do not find a manufacturer that takes care of small quantities of each type of dye separately: washing, drying, carding and spinning it optimally so as to obtain soft balls. We keep the wool of its original color, we dye only that of Rodrigo naturally (with a product of organic derivation). <strong>So the brown, black and white wool balls have just the shade of the alpaca hair from which the wool is taken. No chemical substance is used to crush the fibres and make the yarn soft, it is soft by nature</strong>.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>What do we find here in Alpacas la Foppa?</strong></span></p>
<p><strong>Educational farms</strong>. We organize two types: for schools, with explanation of the wool from the shear to the natural dye (with flowers) and we make the felt to be brought to class; in summer for families, according to a set timetable (2 days a week with the alpaca walk, 2 days instead the workshop on a theme chosen each year, such as wool, cheese, dying, plant seeds ). The main topic is nature and we always use wool in our chores with children.</p>
<p><strong>Product sales</strong>. In the store or by contacting us via email. We offer articles from our wool, which we make them handmade crafted, such as:</p>
<ul>
<li>duvets, in natural cotton and stuffed with alpaca wool (<em>Nda: they are very soft, quite thin but so warm!</em>).</li>
<li>hats, neck-warmers, gloves, scarves, headbands and knitted stockings.</li>
<li>crochet creations, such as small alpacas; from the scraps of knitted production, each one is reproduced with its own wool. For example, Fernando with his beautiful and shiny black wool.</li>
<li>shoe insoles, in alpaca wool and leather felt.</li>
<li>slippers, hats and little covers for children.</li>
</ul>
<p>And above all the yarns! <strong>The balls of wool </strong>from our &#8216;kids&#8217;.</p>
<p>&#8216;The alpaca fiber holds <strong>7 times warmer</strong> than the common sheep&#8217;s wool, this because every single fiber inside is empty, so it acts as a <strong>thermal insulator</strong>. Moreover, it is <strong>elastic, softer but also more resistant than merino wool and cashmere</strong>. The alpaca fiber <strong>does not contain lanolin</strong>, therefore it does not cause that annoying sensation of itching and does not create allergic reactions&#8217; (from the site <a href="http://www.alpacaslafoppa.com/index.php/la-fibra-dalpaca/">alpacaslafoppa.com</a>).</p>
<p><strong>Dyeing and spinning workshop</strong>. Ladina has a passion for natural dyeing, she does a lot of research and experiments. St. John&#8217;s wort, calendula, nettle and sage to obtain beautiful colours. She also patiently shows how to spin the wool. With her some time ago I followed this course, interesting and fun!</p>
<p>If you go to visit Simona and Ladina, tell them you know Dress <span style="color: #acc0a5;"><strong><em>Eco</em></strong></span>de!</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://dress-ecode.com/gli-alpaca-la-loro-lana-e-i-prodotti-naturali-intervista-alle-allevatrici-ladina-e-simona-2a-puntata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5368</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Gli alpaca, la loro lana e i prodotti naturali: intervista alle allevatrici Ladina e Simona</title>
		<link>https://dress-ecode.com/gli-alpaca-la-loro-lana-e-i-prodotti-naturali-intervista-alle-allevatrici-ladina-e-simona/</link>
					<comments>https://dress-ecode.com/gli-alpaca-la-loro-lana-e-i-prodotti-naturali-intervista-alle-allevatrici-ladina-e-simona/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 06:29:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Dove acquistare]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrics/Tessuti]]></category>
		<category><![CDATA[Handicraft]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[Travel/Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[alpaca]]></category>
		<category><![CDATA[lana]]></category>
		<category><![CDATA[valmalenco]]></category>
		<category><![CDATA[wool]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://dress-ecode.com/?p=5321</guid>

					<description><![CDATA[Italiano/English below pictures Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Audio-à-porter &#8211; Alpaca, Ladina e Simona 1 Circondata dalle montagne della Valmalenco con le punte innevate, accerchiata dalla natura e dai fiori della padrona di casa, siedo al sole nel giardino di Ladina, allevatrice di alpaca, davanti alla veranda del suo laboratorio. Sono di nuovo in questo posto speciale, dopo aver frequentato qualche anno fa un corso di filatura e tintura naturale della lana, per scrivere di Ladina, sua figlia Simona e dei loro &#8220;ragazzi&#8221;. Così sono affettuosamente nominati infatti i veri padroni di casa di Alpacas la Foppa, quando non vengono chiamati uno a uno per nome: di fianco all&#8217;abitazione e al negozio, in una stalla e due ampi recinti, vivono 12 alpaca, accanto a capre e pecore. Qui regna un amore smisurato per queste simpatiche creature. Tutto ruota intorno al loro benessere. Al punto che se chiamate e insistete per vederli in orari o giornate o periodi non previsti, Ladina vi dirà fermamente che non è possibile se comporta un disagio, uno sforzo o un affaticamento per i suoi &#8220;ragazzi&#8221;. &#8220;Prima il benessere degli animali, poi i capricci&#8221;, mi spiega con una risolutezza che nasconde amorevole tenerezza per gli alpaca. Nella prima puntata su questo posto incantevole, vi raccontiamo dei protagonisti, gli alpaca. Non perdete la seconda puntata, in cui parleremo della lana che proviene da questi animali, affrontando lo spinoso tema &#8220;è una tortura o non è una tortura per l&#8217;animale?&#8221;. Vi racconteremo anche dei gomitoli e delle creazioni che si possono acquistare da Ladina e Simona, le ascolteremo parlarne in un video! Partiamo da dove la lana ha origine: gli animali. Come avete iniziato ad allevare alpaca?  Abbiamo visto un servizio di Melaverde su questi animali, ci siamo incuriositi e abbiamo iniziato a cercare informazioni su internet riguardo gli allevamenti. Siamo andate a visitarne, per saperne di più. Quando li abbiamo visti da subito ce ne siamo innamorati! Abbiamo cominciato nel 2010 con tre alpaca: Kelita, Rodrigo e Fernando.  Vi eravate documentate su questi splendidi animali? Sì, ho letto un libro, ho cercato su internet, mi sono abbonata alla rivista Lamas. Fonti per lo più straniere (tedesche o americane) perché in Italia si trova poco. Mi ha aiutato molto un libro di un&#8217;autrice americana che ha sviluppato un metodo di approccio agli alpaca molto valido, che rispetta tanto il loro mondo, il loro modo di pensare, la comprensione dei loro movimenti. Sono aspetti importanti da capire prima di agire e avere a che fare con loro. Capire gli alpaca è cruciale, perché non parliamo di semplici animali domestici, hanno caratteri ben particolari! Sì, esatto. Sono tanto curiosi e allo stesso tempo riservati. È proprio questa riservatezza che va compresa! Bisogna capire che non amano il contatto fisico. Quindi non possiamo venire qui e fiondarci ad accarezzarli rincorrendoli, giusto? Proprio no&#8230; Hanno questa esigenza di non voler sempre essere toccati, accarezzati, portati in giro. Sono animali molto, molto intelligenti. Hanno il loro modo di esprimersi e capiscono ciò che vuoi da loro. Se entro nel recinto a mani vuote, mi guardano, mi studiano: &#8220;Viene solo a vedere, viene a trovarci&#8221;. Se entro con la cavezza (un accessorio che con la longhina serve per condurre gli animali), capiscono che è ora di fare un giro e si comportano in modo molto diverso.  Si fanno capire anche con i versi, a proposito come si chiama il verso dell&#8217;alpaca? Humming!  È la loro modalità di comunicare tra di loro e pure con noi. Anche con il movimento delle orecchie &#8220;parlano&#8221; o con il modo di inclinare la testa. È diverso dal linguaggio per esempio di un cane o di un gatto. Bisogna comprendere una cosa: l&#8217;alpaca nella natura è una preda. Per cui quando entriamo nel recinto ci vedono come predatori. Se entra un estraneo si chiedono: &#8220;Viene in pace o è un potenziale aggressore?&#8221;. Lì entra in gioco il loro linguaggio corporeo.  Quando allora ci accompagnano nelle passeggiate per loro è una sofferenza? No, se vedessi una sofferenza per loro non li farei uscire. Lasciamo che siano loro ad avvicinarsi per la passeggiata. È capitato di lasciarne a casa uno. Quando arrivo con le cavezzine e vedono schierate alcune persone, capiscono subito che è ora di uscire. Se non volessero passeggiare, non si lascerebbero prendere e per prima non li forzerei. Stabiliamo orari e giornate proprio per rispettare il loro benessere. In luglio e agosto, definiamo un calendario di visite prestabilite (3 giorni alla settimana, di cui 2 qui al laboratorio con attività di fattoria didattica per i bambini e 1 di gita sui sentieri verso gli alpeggi). Negli altri mesi solo nei week-end o su richiesta. Da novembre poi prevediamo un periodo di riposo, per lasciare che gli alpaca vivano in tranquillità la loro vita naturale, che pascolino, mangino e dormano serenamente. Quando mi trovo davanti a chi insiste molto per farli uscire dal recinto in momenti inopportuni per gli animali, senza comprendere le motivazioni, penso: &#8220;Non è un circo&#8230; né uno zoo&#8230;&#8221;. Purtroppo ultimamente è diventata un po&#8217; una moda, quella dell&#8217;alpaca. Mi hanno telefonato per chiedermi di comprarne uno da tenere in casa&#8230; Non è un peluche, non è un animale da compagnia. Sono stata contattata anche per averne uno per fare una pubblicità, ma abbiamo detto no perché voleva dire un grande disagio per l&#8217;animale, sia nel trasporto sia nel luogo chiuso in cui volevano girare&#8221;. Gli alpaca, Ladina, mi sembra che ci aiutino a capire una grande lezione sulla natura: dobbiamo avvicinarci con rispetto, non volendo dominarla, come spesso facciamo. Questi animali, con il loro peculiare carattere, ci invitano a comprendere le esigenze naturali. Se li amiamo, li rispettiamo. Giusto? Sì, per esempio ci insegnano osservando la loro scarsa propensione a farsi accarezzare. Nelle passeggiate, avvisiamo di non toccarli senza avere accortezza: poche volte e solo sul collo. Quando camminano non desiderano essere toccati, meglio nelle soste. Non gradiscono il contatto fisico, neppure tra di loro, tranne tra mamma e cuccioli. La mamma alpaca è molto protettiva, il piccolo diventa la sua ombra fino a 8-10 mesi. Altrimenti, tra adulti, non si sdraiano neppure uno accanto all&#8217;altro e, se durante il trekking si sfiorano per caso camminando, si sputano! (Lo sputo è segno di disappunto o di difesa). Sorrido, perché li capisco e penso che un po&#8217; mi sento un alpaca (non per lo sputo), quando mi trovo nelle ore di punta in metropolitana o sul bus! Un&#8217;altra curiosità che possiamo raccontare è la dinamica tra i maschi del gruppo.  Sì, Sancho è al momento il capo branco, un alpaca nel pieno della gioventù, sopra i tre anni, con un carattere forte. Fernando, che ha 15 anni, non vorrebbe mai essere capo branco perché ama stare per i fatti suoi. Yavari e Misky invece cercano di prendere il posto di Sancho, scontrandosi per avere la leadership. Un momento di tenerezza tra loro da raccontarci? Tra le femmine, Kelita ha alcuni problemi alla cute per cui ha bisogno di creme e gocce. Quando le metto le gocce, Lonquimai viene a controllare, mette il naso nel vasetto per verificare cos&#8217;è, segue tutto! Ecco chi sono i 12 alpaca! I miei preferiti sono la coppia di fidanzati Yuma &#8211; Lonquimai. -fine prima puntata- English &#8211; The alpacas, their wool and the natural products: interview to the breeders Ladina and Simona Surrounded by the mountains of the Valmalenco with snow-capped peaks, in the middle of nature and the flowers of the lady of the house, I sit in the sun in the garden of Ladina, an alpaca breeder, in front of the veranda of her laboratory. I am again in this special place, having attended a course in spinning and natural wool dyeing a few years ago, to write about Ladina, her daughter Simona and their &#8220;kids&#8221;. In this way indeed the real hosts of Alpacas la Foppa are affectionately named, when they are not called one by one by first name: next to the house and the shop, in a stable and two large enclosures, 12 alpacas live, next to goats and sheep. Here a boundless love for these funny creatures reigns. Everything revolves around their well-being. To the point that if you call and insist on seeing them at unexpected times or days or periods, Ladina will firmly tell you that it is not possible if it involves an inconvenience, an effort or a fatigue for her &#8220;kids&#8221;. &#8220;First the welfare of the animals, then the whims&#8221;, she explains to me with a resoluteness that hides loving tenderness for the alpacas. In the first episode on this enchanting place, we tell you about the protagonists, the alpacas. Do not miss the second episode, in which we will talk about the wool that comes from the alpacas, facing the thorny theme &#8220;is it torture or is it not torture for the animal?&#8221;. We will also tell you about the balls of wool and the creations that you can buy from Ladina and Simona, we will listen to them talking about it in a video! Let&#8217;s begin from where the wool originates: the animals. How did you start raising alpacas? We saw a report of Melaverde on these animals, we were curious and we started looking for information on the internet about the farms. We went to visit them, to learn more. When we saw those animals, we fell immediately in love with them! We started in 2010 with three alpacas: Kelita, Rodrigo and Fernando. Did you read up on these beautiful animals? Yes, I read a book, I searched the internet, I subscribed to Lamas magazine. Mostly from foreign sources (German or American) because there is little in Italy. A book by an American author who developed a very valid method of approach to alpacas, which respects both their world, their way of thinking, understanding of their movements helped me a lot. These are important aspects to comprehend before acting and dealing with these animals. Understanding alpacas is crucial, because we are not talking about simple pets, they have very special characters! Yes exactly. They are so curious and at the same time reserved. It is precisely this confidentiality that must be understood! We must understand that they do not like physical contact. So we can&#8217;t come here and rush to stroke them, running after them, right? Not really&#8230; They have this need to not always want to be touched, caressed, carried around. They are very, very intelligent animals. They have their own way of expressing themselves and they understand what you want from them. If I enter the enclosure with empty hands, they look at me, they study me: &#8220;She comes alone to see, she comes to visit us&#8221;. If I enter with the cavezza (an accessory that, with the lead, serves to lead the animals), they understand that it is time to walk around and behave very differently. They make themselves understood even with verses. By the way, what does an alpaca&#8217;s call sound like? Humming! It is their way of communicating with each other and also with us. Even with the movement of the ears &#8220;they talk&#8221; or with the way they recline the head. It is different from the language of a dog or cat, for example. We must understand one thing: the alpaca in nature is a prey. So when we enter the fence they see us as predators. If a stranger enters, they ask themselves, &#8220;Is he/she at peace or is he/she a potential aggressor?&#8221;. Their body language comes into play there. When they accompany us on walks, is it then a pain for them? No, if I saw a suffering for them I would not let them out. We let them get closer to us for the walk. It happened to me to leave one at home. When I arrive with the little &#8220;cavezza&#8221; and they see some people lined up, they immediately understand that it&#8217;s time to go out. If they didn&#8217;t want to walk, they wouldn&#8217;t let themselves be caught and...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below pictures</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft" src="data:image/tiff;base64,TU0AKgAABEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAFgAAACwAAAAgAAAABQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZAAAAiwAAAOAAAAD/AAAA/wAAAP8AAADzAAAArAAAADYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAWwAAAPIAAAD/AAAAzAAAAIUAAABrAAAAdgAAAKcAAADxAAAA/gAAAIcAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGIAAAD/AAAA6AAAAEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA4AAACHAAAA/AAAAIcAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAjAAAA9wAAAPIAAAAqAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABXAAAA/AAAADMAAAAAAAAAAAAAAJUAAAD/AAAAfQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACYAAAAoAAAAAAAAAAAAAAA3gAAAP8AAAAlAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAC4AAADiAAAAAAAAAAAAAAD6AAAA/wAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABQAAAPsAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAACAAAA/wAAAP8AAAD1AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA9gAAAAAAAAD/AAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA+wAAAPoAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAD7AAAAAAAAAAAAAABFAAAAPgAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/gAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAQAQAAAwAAAAEAEQAAAQEAAwAAAAEAEAAAAQIAAwAAAAQAAAUOAQMAAwAAAAEAAQAAAQYAAwAAAAEAAgAAAQoAAwAAAAEAAQAAAREABAAAAAEAAAAIARIAAwAAAAEAAQAAARUAAwAAAAEABAAAARYAAwAAAAEAEAAAARcABAAAAAEAAARAARwAAwAAAAEAAQAAASgAAwAAAAEAAgAAAVIAAwAAAAEAAgAAAVMAAwAAAAQAAAUWh3MABwAAAiQAAAUeAAAAAAAIAAgACAAIAAEAAQABAAEAAAIkYXBwbAQAAABtbnRyUkdCIFhZWiAH4QAHAAcADQAWACBhY3NwQVBQTAAAAABBUFBMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA9tYAAQAAAADTLWFwcGzKGpWCJX8QTTiZE9XR6hWCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAApkZXNjAAAA/AAAAGVjcHJ0AAABZAAAACN3dHB0AAABiAAAABRyWFlaAAABnAAAABRnWFlaAAABsAAAABRiWFlaAAABxAAAABRyVFJDAAAB2AAAACBjaGFkAAAB+AAAACxiVFJDAAAB2AAAACBnVFJDAAAB2AAAACBkZXNjAAAAAAAAAAtEaXNwbGF5IFAzAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHRleHQAAAAAQ29weXJpZ2h0IEFwcGxlIEluYy4sIDIwMTcAAFhZWiAAAAAAAADzUQABAAAAARbMWFlaIAAAAAAAAIPfAAA9v////7tYWVogAAAAAAAASr8AALE3AAAKuVhZWiAAAAAAAAAoOAAAEQsAAMi5cGFyYQAAAAAAAwAAAAJmZgAA8qcAAA1ZAAAT0AAACltzZjMyAAAAAAABDEIAAAXe///zJgAAB5MAAP2Q///7ov///aMAAAPcAADAbg==" />Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/21078700">Audio-à-porter &#8211; Alpaca, Ladina e Simona 1</a></p>
<p>Circondata dalle montagne della Valmalenco con le punte innevate, accerchiata dalla natura e dai fiori della padrona di casa, siedo al sole nel giardino di Ladina, allevatrice di alpaca, davanti alla veranda del suo laboratorio. Sono di nuovo in questo posto speciale, dopo aver frequentato qualche anno fa un corso di filatura e tintura naturale della lana, per scrivere di Ladina, sua figlia Simona e dei loro &#8220;ragazzi&#8221;. Così sono affettuosamente nominati infatti i veri padroni di casa di <a href="http://www.alpacaslafoppa.com">Alpacas la Foppa</a>, quando non vengono chiamati uno a uno per nome: di fianco all&#8217;abitazione e al negozio, in una stalla e due ampi recinti, vivono 12 alpaca, accanto a capre e pecore. <strong>Qui regna un amore smisurato per queste simpatiche creature. Tutto ruota intorno al loro benessere.</strong> Al punto che se chiamate e insistete per vederli in orari o giornate o periodi non previsti, Ladina vi dirà fermamente che non è possibile se comporta un disagio, uno sforzo o un affaticamento per i suoi &#8220;ragazzi&#8221;. &#8220;Prima il benessere degli animali, poi i capricci&#8221;, mi spiega con una risolutezza che nasconde amorevole tenerezza per gli alpaca.</p>
<p>Nella prima puntata su questo posto incantevole, vi raccontiamo dei protagonisti, gli alpaca. <strong>Non perdete la seconda puntata</strong>, in cui parleremo della lana che proviene da questi animali, affrontando lo spinoso tema &#8220;è una tortura o non è una tortura per l&#8217;animale?&#8221;. Vi racconteremo anche dei gomitoli e delle creazioni che si possono acquistare da Ladina e Simona, le ascolteremo parlarne in un video!</p>
<p>Partiamo da dove la lana ha origine: gli animali.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Come avete iniziato ad allevare alpaca? </strong></span></p>
<p>Abbiamo visto un servizio di <em>Melaverde</em> su questi animali, ci siamo incuriositi e abbiamo iniziato a cercare informazioni su internet riguardo gli allevamenti. Siamo andate a visitarne, per saperne di più. Quando li abbiamo visti da subito ce ne siamo innamorati! Abbiamo cominciato nel 2010 con tre alpaca: Kelita, Rodrigo e Fernando. </p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Vi eravate documentate su questi splendidi animali?</strong></span></p>
<p>Sì, ho letto un libro, ho cercato su internet, mi sono abbonata alla rivista Lamas. Fonti per lo più straniere (tedesche o americane) perché in Italia si trova poco. Mi ha aiutato molto un libro di un&#8217;autrice americana che ha sviluppato un metodo di approccio agli alpaca molto valido, che rispetta tanto il loro mondo, il loro modo di pensare, la comprensione dei loro movimenti. Sono aspetti importanti da capire prima di agire e avere a che fare con loro.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Capire gli alpaca è cruciale, perché non parliamo di semplici animali domestici, hanno caratteri ben particolari!</strong></span></p>
<p>Sì, esatto. Sono tanto curiosi e allo stesso tempo riservati. È proprio questa riservatezza che va compresa! Bisogna capire che non amano il contatto fisico.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Quindi non possiamo venire qui e fiondarci ad accarezzarli rincorrendoli, giusto?</strong></span></p>
<p>Proprio no&#8230; Hanno questa esigenza di non voler sempre essere toccati, accarezzati, portati in giro. Sono animali molto, molto intelligenti. Hanno il loro modo di esprimersi e capiscono ciò che vuoi da loro. Se entro nel recinto a mani vuote, mi guardano, mi studiano: &#8220;Viene solo a vedere, viene a trovarci&#8221;. Se entro con la <em>cavezza</em> (un accessorio che con la longhina serve per condurre gli animali), capiscono che è ora di fare un giro e si comportano in modo molto diverso. </p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Si fanno capire anche con i versi, a proposito come si chiama il verso dell&#8217;alpaca?</strong></span></p>
<p><em>Humming!</em>  È la loro modalità di comunicare tra di loro e pure con noi. Anche con il movimento delle orecchie &#8220;parlano&#8221; o con il modo di inclinare la testa. È diverso dal linguaggio per esempio di un cane o di un gatto. Bisogna comprendere una cosa: l&#8217;alpaca nella natura è una preda. Per cui quando entriamo nel recinto ci vedono come predatori. Se entra un estraneo si chiedono: &#8220;Viene in pace o è un potenziale aggressore?&#8221;. Lì entra in gioco il loro linguaggio corporeo. </p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Quando allora ci accompagnano nelle passeggiate per loro è una sofferenza?</strong></span></p>
<p>No, se vedessi una sofferenza per loro non li farei uscire. Lasciamo che siano loro ad avvicinarsi per la passeggiata. È capitato di lasciarne a casa uno. Quando arrivo con le cavezzine e vedono schierate alcune persone, capiscono subito che è ora di uscire. Se non volessero passeggiare, non si lascerebbero prendere e per prima non li forzerei. Stabiliamo orari e giornate proprio per rispettare il loro benessere. In luglio e agosto, definiamo un calendario di visite prestabilite (3 giorni alla settimana, di cui 2 qui al laboratorio con attività di fattoria didattica per i bambini e 1 di gita sui sentieri verso gli alpeggi). Negli altri mesi solo nei week-end o su richiesta. <strong>Da novembre poi prevediamo un periodo di riposo, per lasciare che gli alpaca vivano in tranquillità la loro vita naturale, che pascolino, mangino e dormano serenamente.</strong> Quando mi trovo davanti a chi insiste molto per farli uscire dal recinto in momenti inopportuni per gli animali, senza comprendere le motivazioni, penso: &#8220;Non è un circo&#8230; né uno zoo&#8230;&#8221;. <strong>Purtroppo ultimamente è diventata un po&#8217; una moda, quella dell&#8217;alpaca.</strong> Mi hanno telefonato per chiedermi di comprarne uno da tenere in casa&#8230; <strong>Non è un peluche, non è un animale da compagnia</strong>. Sono stata contattata anche per averne uno per fare una pubblicità, ma abbiamo detto no perché voleva dire un grande disagio per l&#8217;animale, sia nel trasporto sia nel luogo chiuso in cui volevano girare&#8221;.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Gli alpaca, Ladina, mi sembra che ci aiutino a capire una grande lezione sulla natura: dobbiamo avvicinarci con rispetto, non volendo dominarla, come spesso facciamo. Questi animali, con il loro peculiare carattere, ci invitano a comprendere le esigenze naturali. Se li amiamo, li rispettiamo. Giusto?</strong></span></p>
<p>Sì, per esempio ci insegnano osservando la loro scarsa propensione a farsi accarezzare. Nelle passeggiate, avvisiamo di non toccarli senza avere accortezza: poche volte e solo sul collo. Quando camminano non desiderano essere toccati, meglio nelle soste. Non gradiscono il contatto fisico, neppure tra di loro, tranne tra mamma e cuccioli. La mamma alpaca è molto protettiva, il piccolo diventa la sua ombra fino a 8-10 mesi. Altrimenti, tra adulti, non si sdraiano neppure uno accanto all&#8217;altro e, se durante il trekking si sfiorano per caso camminando, si sputano! (Lo sputo è segno di disappunto o di difesa).</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Sorrido, perché li capisco e penso che un po&#8217; mi sento un alpaca (non per lo sputo), quando mi trovo nelle ore di punta in metropolitana o sul bus! Un&#8217;altra curiosità che possiamo raccontare è la dinamica tra i maschi del gruppo. </strong></span></p>
<p>Sì, Sancho è al momento il capo branco, un alpaca nel pieno della gioventù, sopra i tre anni, con un carattere forte. Fernando, che ha 15 anni, non vorrebbe mai essere capo branco perché ama stare per i fatti suoi. Yavari e Misky invece cercano di prendere il posto di Sancho, scontrandosi per avere la leadership.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Un momento di tenerezza tra loro da raccontarci?</strong></span></p>
<p>Tra le femmine, Kelita ha alcuni problemi alla cute per cui ha bisogno di creme e gocce. Quando le metto le gocce, Lonquimai viene a controllare, mette il naso nel vasetto per verificare cos&#8217;è, segue tutto!</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Ecco chi sono i 12 alpaca! I miei preferiti sono la coppia di fidanzati Yuma &#8211; Lonquimai.</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><em>-fine prima puntata-</em></p>


<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="540" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/Alpacas-la-Foppa.jpg" alt="" data-id="5454" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5454" class="wp-image-5454" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/Alpacas-la-Foppa.jpg 720w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/Alpacas-la-Foppa-600x450.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/Alpacas-la-Foppa-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="911" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7576-1024x911.jpg" alt="" data-id="5459" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5459" class="wp-image-5459" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7576-1024x911.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7576-600x534.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7576-300x267.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7576-768x683.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7576-1160x1032.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="749" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7509-1024x749.jpg" alt="" data-id="5362" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5362" class="wp-image-5362" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7509-1024x749.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7509-600x439.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7509-300x219.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7509-768x562.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7509-1160x849.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="974" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7496-1024x974.jpg" alt="" data-id="5363" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5363" class="wp-image-5363" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7496-1024x974.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7496-600x571.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7496-300x285.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7496-768x731.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7496-1160x1104.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7496.jpg 1750w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="982" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7488-1024x982.jpg" alt="" data-id="5364" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5364" class="wp-image-5364" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7488-1024x982.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7488-600x575.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7488-300x288.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7488-768x736.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_7488-1160x1112.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="905" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1269-1024x905.jpg" alt="" data-id="5365" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5365" class="wp-image-5365" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1269-1024x905.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1269-600x530.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1269-300x265.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1269-768x679.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1269-1160x1025.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="853" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1311-1024x853.jpg" alt="" data-id="5456" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5456" class="wp-image-5456" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1311-1024x853.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1311-600x500.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1311-300x250.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1311-768x640.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1311-1160x967.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="853" height="893" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1306-1.jpg" alt="" data-id="5457" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=5457" class="wp-image-5457" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1306-1.jpg 853w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1306-1-600x628.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1306-1-287x300.jpg 287w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1306-1-768x804.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 853px) 100vw, 853px" /></figure></li></ul></figure>


<hr>
<h5><span style="color: #acc0a5;">English &#8211; The alpacas, their wool and the natural products: interview to the breeders Ladina and Simona</span></h5>
<p>Surrounded by the mountains of the Valmalenco with snow-capped peaks, in the middle of nature and the flowers of the lady of the house, I sit in the sun in the garden of Ladina, an alpaca breeder, in front of the veranda of her laboratory. I am again in this special place, having attended a course in spinning and natural wool dyeing a few years ago, to write about Ladina, her daughter Simona and their &#8220;kids&#8221;. In this way indeed the real hosts of <a href="http://www.alpacaslafoppa.com">Alpacas la Foppa</a> are affectionately named, when they are not called one by one by first name: next to the house and the shop, in a stable and two large enclosures, 12 alpacas live, next to goats and sheep. <strong>Here a boundless love for these funny creatures reigns. Everything revolves around their well-being.</strong> To the point that if you call and insist on seeing them at unexpected times or days or periods, Ladina will firmly tell you that it is not possible if it involves an inconvenience, an effort or a fatigue for her &#8220;kids&#8221;. &#8220;First the welfare of the animals, then the whims&#8221;, she explains to me with a resoluteness that hides loving tenderness for the alpacas.</p>
<p>In the first episode on this enchanting place, we tell you about the protagonists, the alpacas. <strong>Do not miss the second episode</strong>, in which we will talk about the wool that comes from the alpacas, facing the thorny theme &#8220;is it torture or is it not torture for the animal?&#8221;. We will also tell you about the balls of wool and the creations that you can buy from Ladina and Simona, we will listen to them talking about it in a video!</p>
<p>Let&#8217;s begin from where the wool originates: the animals.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>How did you start raising alpacas?</strong></span></p>
<p>We saw a report of <em>Melaverde</em> on these animals, we were curious and we started looking for information on the internet about the farms. We went to visit them, to learn more. When we saw those animals, we fell immediately in love with them! We started in 2010 with three alpacas: Kelita, Rodrigo and Fernando.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Did you read up on these beautiful animals?</strong></span></p>
<p>Yes, I read a book, I searched the internet, I subscribed to Lamas magazine. Mostly from foreign sources (German or American) because there is little in Italy. A book by an American author who developed a very valid method of approach to alpacas, which respects both their world, their way of thinking, understanding of their movements helped me a lot. These are important aspects to comprehend before acting and dealing with these animals.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Understanding alpacas is crucial, because we are not talking about simple pets, they have very special characters!</strong></span></p>
<p>Yes exactly. They are so curious and at the same time reserved. It is precisely this confidentiality that must be understood! We must understand that they do not like physical contact.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>So we can&#8217;t come here and rush to stroke them, running after them, right?</strong></span></p>
<p>Not really&#8230; They have this need to not always want to be touched, caressed, carried around. They are very, very intelligent animals. They have their own way of expressing themselves and they understand what you want from them. If I enter the enclosure with empty hands, they look at me, they study me: &#8220;She comes alone to see, she comes to visit us&#8221;. If I enter with the <em>cavezza</em> (an accessory that, with the lead, serves to lead the animals), they understand that it is time to walk around and behave very differently.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>They make themselves understood even with verses. By the way, what does an alpaca&#8217;s call sound like?</strong></span></p>
<p><em>Humming</em>! It is their way of communicating with each other and also with us. Even with the movement of the ears &#8220;they talk&#8221; or with the way they recline the head. It is different from the language of a dog or cat, for example. We must understand one thing: the alpaca in nature is a prey. So when we enter the fence they see us as predators. If a stranger enters, they ask themselves, &#8220;Is he/she at peace or is he/she a potential aggressor?&#8221;. Their body language comes into play there.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>When they accompany us on walks, is it then a pain for them?</strong></span></p>
<p>No, if I saw a suffering for them I would not let them out. We let them get closer to us for the walk. It happened to me to leave one at home. When I arrive with the little <em>&#8220;cavezza&#8221;</em> and they see some people lined up, they immediately understand that it&#8217;s time to go out. If they didn&#8217;t want to walk, they wouldn&#8217;t let themselves be caught and I wouldn&#8217;t force them first. We set schedules and days just to respect their well-being. In July and August, we define a schedule of pre-arranged visits (3 days a week, of which 2 here at the laboratory with educational farm activities for children and 1 excursion on the paths to the mountain pastures). In the other months only on weekends or on request. <strong>From November onwards we expect a period of rest, to let the alpacas live their natural life in peace, graze, eat and sleep peacefully.</strong> When I&#8217;m in front of those who insist a lot to get them out of the fence at inappropriate times for animals, without understanding the reasons, I think: &#8220;It&#8217;s not a circus&#8230; nor a zoo&#8230;&#8221;. <strong>Unfortunately, alpaca has become a fashion trend lately.</strong> They phoned me to ask to buy one of them to keep it at home&#8230; <strong>It&#8217;s not a stuffed animal, it&#8217;s not a pet</strong>. I was also contacted to borrow one for an advertisement, but we said no because it meant a great inconvenience to the animal, both in transport and in the enclosed place where they wanted to shoot&#8221;.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>The alpacas, Ladina, seem to me to help us understand a great lesson on nature: we must approach it with respect, not wanting to dominate it, as we often do. These animals, with their peculiar character, invite us to understand natural needs. If we love them, we respect them. Right?</strong></span></p>
<p>Yes, for example, they teach us by observing their low propensity to be caressed. In walks, we advise not to touch them without being careful: a few times and only on the neck. When they walk they do not want to be touched, better at the stops. They don&#8217;t like physical contact, even between them, except between mum and puppies. The alpaca mother is very protective, the baby becomes her shadow up to 8-10 months. Otherwise, between adults, they don&#8217;t even lie down next to each other, and if during the trek they touch by chance walking they spit! (Spit is a sign of disappointment or defense).</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>I smile, because I understand them and I think a little I feel like an alpaca (not for spitting), when I am in the rush hours on the subway or on the bus! Another curiosity that we can tell is the dynamics between the males of the group.</strong></span></p>
<p>Yes, Sancho is currently the leader of the herd, an alpaca in the midst of youth, over three years old, with a strong character. Fernando, who is 15 years old, would never want to be a leader because he loves being on his own. Yavari and Misky instead try to take Sancho&#8217;s place, clashing for leadership.</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>A moment of tenderness between them to tell us?</strong></span></p>
<p>Among females, Kelita has some skin problems so she needs creams and drops. When I put the drops in, Lonquimai comes to check, puts her nose in the jar to see what it is, she controls everything!</p>
<p><strong><span style="color: #acc0a5;">Here it is who the 12 alpacas are! My favorites are the engaged couple Yuma &#8211; Lonquimai.</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>-end of the first episode-</em></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://dress-ecode.com/gli-alpaca-la-loro-lana-e-i-prodotti-naturali-intervista-alle-allevatrici-ladina-e-simona/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5321</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
