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	<title>brand in focus &#8211; Dress Ecode</title>
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	<description>Come vestire sostenibile/ How to dress happily green and fair</description>
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	<title>brand in focus &#8211; Dress Ecode</title>
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		<title>&#8220;Ciò che per alcuni è scarto, per me è oro&#8221;: Giulia Boccafogli racconta i suoi gioielli contemporanei</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2020 09:44:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Giulia Boccafogli &#160; Brand in focus è un ciclo di interviste realizzate per Sfashion-net*, nostro partner nella diffusione di una moda alternativa al fast fashion. Per loro intervistiamo Giulia Boccafogli, architetto e creatrice di gioielli contemporanei realizzati a mano recuperando pelli pregiate. Abbiamo deciso di raccontare la storia di Giulia e delle sue creazioni per la sua scelta di utilizzare materiali di recupero e per il design moderno, elegante e originale dei suoi gioielli, i &#8216;Giulielli&#8217;. Ciao Giulia, ci racconti quali prodotti realizza il tuo brand e chi c&#8217;è dietro? &#8220;Sono un architetto che a un certo punto si è innamorata del fare gioielli e da ormai parecchio tempo, questo è diventato il mio mestiere. Al centro del mio lavoro ci sono la grande ricerca formale e tecnica, finalizzate a dar vita a un prodotto originale e personale, l’accuratezza artigianale e la scelta etica di approvvigionamento della materia prima. Uso pellami italiani esclusivamente di recupero. Ciò che per alcuni è scarto, per me è oro. Lavoro da sola ma mi avvalgo di alcuni collaboratori esterni per alcune lavorazioni o aspetti del mio mestiere come, ad esempio, l’immagine&#8221;. Perché hai deciso di dare avvio alla creazione di gioielli per il tuo brand? Cosa ti ha ispirata? &#8220;Non ho deciso. E’ capitato. Piano piano si è insinuata nella mia quotidianità e da passione è diventata amore. Poiché questo non capita spesso, ad un certo punto ho capito che dovevo assecondare tutto ciò, dedicandovi tempo di qualità. Nel 2013 ho chiuso l’attività di architetto e da allora mi dedico esclusivamente ai miei &#8216;Giulielli&#8217;. Loro nascono così:  dopo aver lungamente abitato la mia fantasia un po’ bizzarra, vengono razionalizzati, progettati e poi lavorati artigianalmente. Mi ispirano molte cose, non amo mettermi limiti in questo senso, tuttavia sicuramente l’arte, la musica, la letteratura, il cinema e la mitologia, rappresentano sorgenti molto gradite e così anche il tema del viaggio&#8221;. Quando e come hai cominciato a realizzare gioielli? &#8220;L’inizio è, come per molti, da ricercare nell’adolescenza, quando creare piccoli gioielli era realmente solo un passatempo. Poi come dicevo prima, è capitato che, diventando sempre più brava, e grazie alla comparsa di internet, tra il 2004 e il 2005, ho iniziato a raccontare questa mia passione su un blog, che in poco tempo è diventato piuttosto seguito. Questo mi ha aperto diverse porte e anche gli occhi. Poi le cose sono andate avanti veloci e adesso a 40 anni sono qui&#8221;. Giulia, qual è l’aspetto secondo te più importante del tuo brand? &#8220;Sicuramente la ricerca. Da sempre mi sono impegnata a cercare di dar forma a gioielli originali, nuovi, che potessero diventare riconoscibili nel tempo. Sono ossessionata da questo aspetto. Il mio non è un prodotto fortemente commerciale: il gioiello in pelle è una nicchia nella nicchia del gioiello contemporaneo. Se perdessi questo aspetto, quindi, il mio lavoro non avrebbe più senso&#8221;. Ci indichi 2 &#8216;Giulielli&#8217; che hanno un significato speciale per te? &#8220;Dovendone citare solo due direi i miei Jabot, perché rappresentano l’inizio di una nuova strada, il momento esatto in cui ho deciso di specializzarmi nella lavorazione della pelle. In particolare gli jabot sono tra i pezzi in cui l’uso esclusivo di scarti è maggiormente chiaro. Poi probabilmente Sciamano, perché in un certo modo rappresenta l’inizio di un nuovo percorso di ricerca tecnica e un’immagine più sofisticata, un pezzo che mi ha aperto la testa per tante altre linee&#8221;. A quali aspetti della sostenibilità il tuo brand presta attenzione? Abbiamo visto l’utilizzo di pellami esclusivamente di recupero, perché questa scelta? Ci sono altri aspetti legati alla sostenibilità in cui ti impegni o che prevedi di includere? &#8220;Sicuramente l’approvvigionamento della materia prima, l’esclusivo uso di pellami di recupero, è l’aspetto a cui tengo di più. Quando decisi di specializzarmi, scegliendo questa materia, mi resi conto da subito che vi sarebbero state implicazioni di tipo etico. La pelle è un materiale preziosissimo, anche e soprattutto per la sua derivazione. Nel lavoro artigiano, come in tanti altri lavori individuali, vi è sostenibilità se le attenzioni che abbiamo e i gesti che facciamo sono in quella direzione giorno dopo giorno già come individui. Naturalmente il mio impegno è massimo e sto cercando di apportare miglioramenti in tutti i settori. Il packaging è già tutto realizzato in materiali naturali e riciclabili da tempo (sto solo finendo di smaltire alcune scorte di nastro adesivo da imballaggio). La quasi totalità dei miei fornitori è italiana, fatto salvo per alcune minuterie di importazione. Non uso nessun tipo di macchinario, a parte un piccolo trapano da orafo, che uso per limare e lucidare alcune parti in metallo. Inoltre, cerco di essere sempre gentile e disponibile, anche quando ho una giornata storta, perché secondo me anche questo fa la differenza&#8220;. Cosa ne pensi del fare rete con altre microimprese? &#8220;Trovo che sia di vitale importanza e che sia fondamentale trovare realtà affini soprattutto umanamente. Fare rete, aiutarsi, mettere a disposizione le proprie competenze per una crescita settoriale è bellissimo ma anche molto complesso: è facile perdere di vista il proprio obiettivo se non si è all’interno di un collettivo che sposa i medesimi valori e le stesse speranze&#8220;. Sito: www.giuliaboccafogli.it Facebook: https://www.facebook.com/GiuliaBoccafogliJewelry Instagram: https://www.instagram.com/giuliaboccafogli_jewels/ * Sfashion-net è un portale che raccoglie brand, progetti e micro imprese della moda critica, con lo scopo di dare loro visibilità, di diffondere in maniera concreta un’alternativa reale al consumo del fast fashion e di creare una rete, una community coesa e attiva di realtà che, pur restando indipendenti fra loro, possano conoscersi, entrare in contatto, sviluppare strategie e progetti condivisi. Inoltre i brand possono fruire di consulenze, formazione e servizi dedicati alla loro tipologia di impresa.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png" alt="" width="35" height="32" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="(max-width: 35px) 100vw, 35px" /> Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/user/dressecode/giulia-boccafogli-04-11-2020-21-38">Giulia Boccafogli</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ac5e6e;"><em><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-13515" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/boccafogli-150x150.png" alt="" width="148" height="148" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/boccafogli-150x150.png 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/boccafogli-300x300.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/boccafogli-100x100.png 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/boccafogli-600x601.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/boccafogli-768x769.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/boccafogli-75x75.png 75w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/boccafogli.png 812w" sizes="(max-width: 148px) 100vw, 148px" />Brand in focus</em></span> è un ciclo di interviste realizzate per <a href="https://www.sfashion-net.it">Sfashion-net</a>*, nostro partner nella diffusione di una moda alternativa al fast fashion. Per loro intervistiamo Giulia Boccafogli, architetto e creatrice di gioielli contemporanei realizzati a mano recuperando pelli pregiate. Abbiamo deciso di raccontare la storia di Giulia e delle sue creazioni per la sua scelta di utilizzare materiali di recupero e per il design moderno, elegante e originale dei suoi gioielli, i &#8216;Giulielli&#8217;.</p>
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<h6><span style="color: #ac5e6e;">Ciao Giulia, ci racconti quali prodotti realizza il tuo brand e chi c&#8217;è dietro?</span></h6>
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<p>&#8220;Sono un architetto che a un certo punto si è innamorata del fare gioielli e da ormai parecchio tempo, questo è diventato il mio mestiere. Al centro del mio lavoro ci sono la grande ricerca formale e tecnica, finalizzate a dar vita a un prodotto originale e personale, l’accuratezza artigianale e la scelta etica di approvvigionamento della materia prima. Uso pellami italiani esclusivamente di recupero. <strong>Ciò che per alcuni è scarto, per me è oro. </strong>Lavoro da sola ma mi avvalgo di alcuni collaboratori esterni per alcune lavorazioni o aspetti del mio mestiere come, ad esempio, l’immagine&#8221;.</p>
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<h6><span style="color: #ac5e6e;">Perché hai deciso di dare avvio alla creazione di gioielli per il tuo brand? Cosa ti ha ispirata?</span></h6>
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<p>&#8220;Non ho deciso. E’ capitato. Piano piano si è insinuata nella mia quotidianità e da passione è diventata amore. Poiché questo non capita spesso, ad un certo punto ho capito che dovevo assecondare tutto ciò, dedicandovi tempo di qualità. Nel 2013 ho chiuso l’attività di architetto e da allora mi dedico esclusivamente ai miei <strong>&#8216;Giulielli&#8217;. Loro nascono così:  dopo aver lungamente abitato la mia fantasia un po’ bizzarra, vengono razionalizzati, progettati e poi lavorati artigianalmente.</strong> Mi ispirano molte cose, non amo mettermi limiti in questo senso, tuttavia sicuramente l’arte, la musica, la letteratura, il cinema e la mitologia, rappresentano sorgenti molto gradite e così anche il tema del viaggio&#8221;.</p>
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<h6><span style="color: #ac5e6e;">Quando e come hai cominciato a realizzare gioielli?</span></h6>
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<p>&#8220;<strong>L’inizio è, come per molti, da ricercare nell’adolescenza</strong>, quando creare piccoli gioielli era realmente solo un passatempo. Poi come dicevo prima, è capitato che, diventando sempre più brava, e grazie alla comparsa di internet, tra il 2004 e il 2005, ho iniziato a raccontare questa mia passione su un blog, che in poco tempo è diventato piuttosto seguito. Questo mi ha aperto diverse porte e anche gli occhi. Poi le cose sono andate avanti veloci e adesso a 40 anni sono qui&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">Giulia, qual è l’aspetto secondo te più importante del tuo brand?</span></h6>
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<p>&#8220;Sicuramente la ricerca. <strong>Da sempre mi sono impegnata a cercare di dar forma a gioielli originali, nuovi, che potessero diventare riconoscibili nel tempo</strong>. Sono ossessionata da questo aspetto. Il mio non è un prodotto fortemente commerciale: il gioiello in pelle è una nicchia nella nicchia del gioiello contemporaneo. Se perdessi questo aspetto, quindi, il mio lavoro non avrebbe più senso&#8221;.</p>
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<h6><span style="color: #ac5e6e;">Ci indichi 2 &#8216;Giulielli&#8217; che hanno un significato speciale per te?</span></h6>
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<p>&#8220;Dovendone citare solo due direi i miei Jabot, perché rappresentano l’inizio di una nuova strada, il momento esatto in cui ho deciso di specializzarmi nella lavorazione della pelle. In particolare <strong>gli jabot sono tra i pezzi in cui l’uso esclusivo di scarti è maggiormente chiaro</strong>. Poi probabilmente <strong>Sciamano, perché in un certo modo rappresenta l’inizio di un nuovo percorso di ricerca tecnica e un’immagine più sofisticata</strong>, un pezzo che mi ha aperto la testa per tante altre linee&#8221;.</p>
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<p>&#8220;Sicuramente l’approvvigionamento della materia prima, <strong>l’esclusivo uso di pellami di recupero</strong>, è l’aspetto a cui tengo di più. Quando decisi di specializzarmi, scegliendo questa materia, mi resi conto da subito che vi sarebbero state implicazioni di tipo etico. La pelle è un materiale preziosissimo, anche e soprattutto per la sua derivazione. Nel lavoro artigiano, come in tanti altri lavori individuali, vi è sostenibilità se le attenzioni che abbiamo e i gesti che facciamo sono in quella direzione giorno dopo giorno già come individui. Naturalmente il mio impegno è massimo e sto cercando di apportare miglioramenti in tutti i settori. <strong>Il packaging è già tutto realizzato in materiali naturali e riciclabili</strong> da tempo (sto solo finendo di smaltire alcune scorte di nastro adesivo da imballaggio). <strong>La quasi totalità dei miei fornitori è italiana</strong>, fatto salvo per alcune minuterie di importazione. <strong>Non uso nessun tipo di macchinario, a parte un piccolo trapano da orafo</strong>, che uso per limare e lucidare alcune parti in metallo. Inoltre, <strong>cerco di essere sempre gentile e disponibile, anche quando ho una giornata storta, perché secondo me anche questo fa la differenza</strong>&#8220;.</p>
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<p>Sito: <a class="" href="http://www.giuliaboccafogli.it/">www.giuliaboccafogli.it</a></p>
<p>Facebook: <a href="https://www.facebook.com/GiuliaBoccafogliJewelry">https://www.facebook.com/GiuliaBoccafogliJewelry</a></p>
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<div>Instagram: <a href="https://www.instagram.com/giuliaboccafogli_jewels/">https://www.instagram.com/giuliaboccafogli_jewels/</a></div>
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<div><em>* <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-10262" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1024x243.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-768x182.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1160x275.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2.jpg 1276w" alt="" width="300" height="71" /><a href="https://www.sfashion-net.it">Sfashion-net</a> è un portale che raccoglie brand, progetti e micro imprese della moda critica, con lo scopo di dare loro visibilità, di diffondere in maniera concreta un’alternativa reale al consumo del fast fashion e di creare una rete, una community coesa e attiva di realtà che, pur restando indipendenti fra loro, possano conoscersi, entrare in contatto, sviluppare strategie e progetti condivisi. Inoltre i brand possono fruire di consulenze, formazione e servizi dedicati alla loro tipologia di impresa.</em></div>
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		<title>Brand in focus &#8211; Dal Molise, Filotrama: l&#8217;abbigliamento lento con tessuti di una volta e punti fatti a mano</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2020 08:08:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Dove acquistare]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Handicraft]]></category>
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		<category><![CDATA[brand in focus]]></category>
		<category><![CDATA[Molise]]></category>
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					<description><![CDATA[Italiano/English below Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Filotrama Brand in focus è un ciclo di interviste realizzate per Sfashion-net*, nostro partner nella diffusione di una moda alternativa al fast fashion. Per loro intervistiamo Michela e Gloria di Filotrama, brand di abbigliamento artigianale nato in Molise. Abbiamo scelto di raccontarti della storia e delle creazioni di Filotrama per l&#8217;impegno in una moda slow, per la scelta preferibilmente di fornitori locali che producono tessuti come una volta e per le tante piccole attenzioni agli aspetti green. &#160; Ciao Michela, ci racconti chi siete e di cosa vi occupate per Filotrama? &#8220;Siamo Michela e Gloria, cugine e amiche da sempre, ci occupiamo di tutto a 4 mani e 2 teste: di progettazione, ricerca, contatti fornitori, tessuti, relazioni con i clienti me ne occupo io, Gloria segue la modellistica e la realizzazione dei capi&#8221;. Quali capi realizzate e quali materiali scegliete per le vostre creazioni? &#8220;Lavoriamo su capi senza tempo fatti di tessuti alti da uomo e solo in fibre naturali. Lavoriamo principalmente lana, cashmere, lino e cotone. Abbiamo scelto di non lavorare su collezioni stagionali, ma di portare avanti capi continuativi ai quali andiamo a integrare periodicamente nuovi modelli, che non vanno a sostituire quelli già esistenti ma piuttosto diventano parte di un progetto più ampio: quello di garantire un abbigliamento comfort, nelle varie classi di prodotto, a donne che vogliono vestire coscienziosamente e apprezzano il valore di un prodotto artigianale che è fuori dai trend del momento&#8221;. Quando e come avete deciso di iniziare questa attività? Cosa vi ha ispirato? &#8220;E&#8217; sempre stato il mio obiettivo, fare esperienza in aziende e poi tornare a casa e dare vita al mio modo di concepire l&#8217;abbigliamento. Quando sono tornata a casa, dopo anni fuori, ho ritrovato una lettera di me ventenne in cui mi auguravo di fare tutto quello che sto facendo ora, avevo dimenticato quelle parole scritte ma, evidentemente, mi sono sempre rimaste dentro; questo, unito al fatto che, dopo tanti anni in azienda, sia io che Gloria avevamo perso la spinta verso questo mondo. Ci siamo dette: &#8216;Ok&#8230; è il momento di provare&#8217;. E, con tanta incoscienza, abbiamo lasciato i nostri lavori sicuri per occuparci del nostro progetto. Siamo partite a fine 2018 con un progetto di crowdfunding che ci ha permesso di aprire la partita iva e di iniziare a pensare seriamente alla nostra attività&#8221;. Qual è l’aspetto secondo voi più importante del vostro brand? &#8220;La lentezza intesa come tempi umani per lavorare. I prodotti artigianali vanno curati, ogni capo si porta dietro un po&#8217; di noi ed è questo il valore aggiunto, e per lavorare in questo modo non si può andare di fretta, non si può avere l&#8217;ansia del tempo&#8221;. 2 prodotti del tuo brand che hanno un significato speciale per voi: quali sono e perché? &#8220;Su tutti il pantalone VENAFRO, che è il primo modello studiato. Ricordo le settimane che abbiamo passato a indossare i prototipi e a quanti ne abbiamo &#8216;sdifettato&#8217; e buttato prima di arrivare a quello che avevamo in mente. Ed è il modello che tutte le nostre clienti hanno in armadio.L&#8217; altro è la giacca BONEFRO, che ha dato inizio al nostro progetto di svecchiare l&#8217;idea classica e ingessata del tailleur e rendere i completi attuali. Ora le clienti li scelgono e si sentono &#8216;in tuta&#8217;. A quali aspetti della sostenibilità il tuo brand presta attenzione? Abbiamo visto la scelta di acquistare i tessuti da realtà del territorio, per contribuire alla loro sopravvivenza, di ritmi slow di creazione dei capi (&#8220;la velocità non è amica dell’artigianalità”), di valorizzazione delle abilità artigianali. Ci sono altri aspetti legati alla sostenibilità in cui vi impegnate? &#8220;Dalle nostre mamme e dalla nonna abbiamo ereditato l&#8217;insegnamento di non buttare via nulla e recuperare il più possibile. È questo il principio che mettiamo in atto nel nostro progetto. Cerchiamo di essere sostenibili appunto riprendendo un vecchio principio. In questo modo realizziamo parte del packaging, recuperando i ritagli dei tessuti per realizzare bustine che accompagnano i capi. Abbiamo smaltito tanto materiale che era rimasto dalla chiusura dell&#8217;attività della mia mamma, adattandolo alle nostre esigenze e, ora che abbiamo finito le scorte, stiamo utilizzando carta ecologica. Chiediamo ai fornitori di regalarci materiali che hanno in magazzino per tenere in ordine i tessuti, evitando così di immettere sul mercato altro materiale; cerchiamo di recuperare e riciclare il più possibile. Stesso concetto per i tessuti: sono tutti di altissima qualità ma sono già esistenti, arrivano da grandi produttori italiani, le aziende storiche di una volta, e noi li ricompriamo da piccoli rivenditori, scegliendo tra quello che c&#8217;è&#8221;. Pensate di introdurre in futuro anche altri aspetti legati alla sostenibilità? &#8220;Cerchiamo sempre di migliorarci. Per dire, anche nella scelta dei bottoni: abbiamo cercato e, alla fine, abbiamo scelto di utilizzare solo bottoni in materie naturali. Oppure con i componenti che vanno a definire il capo: cerchiamo sempre di impegnarci a lavorare con aziende italiane e di piccole dimensioni, per noi anche questa è sostenibilità. In futuro, magari, riusciremo ad avere tracciabilità di tutti i tessuti che lavoriamo, ma questo implica uno sforzo economico e organizzativo che non siamo ancora in grado di sostenere. Ogni cosa ha il tempo giusto.Ci tengo a precisare che attualmente ci riforniamo ancora dai nostri negozi storici al dettaglio ma, avendo bisogno di quantità maggiori che non riescono a garantirci, ci siamo spostate alla ricerca di nuovi fornitori anche in altre regioni italiane&#8221;. Una domanda a cui probabilmente rispondete spesso. Perché avete scelto di proporre i vostri capi in taglia unica? &#8220;Ho passato un periodo in cui ero aumentata di peso e, abituata alla mia taglia, ogni volta che entravo in un negozio ne uscivo demotivata. Inoltre, lavorando tanti anni in aziende di abbigliamento, quando andavo a fare shopping con amiche che si occupavano di altro, mi rendevo conto della confusione che il fast fashion negli anni ha generato sulle taglie.Ed ecco che siamo arrivate all&#8217;idea di pensare a un abbigliamento che non ti facesse sentire in colpa per qualche kg in più e che ci permettesse di far prendere coscienza a chi sceglie i nostri capi della taglia reale. Proprio, per assurdo, andando ad indossare la taglia unica. A ogni cliente chiediamo le misure e, nella maggior parte dei casi, l&#8217;idea di taglia che sono convinte di avere non corrisponde a realtà. E ci ringraziano di aver scelto questo metodo di lavoro e di non sentirsi incastrate in una misura.L&#8217;obiettivo è quello di non dover essere catalogate in una taglia che, nel 90% dei casi, non corrisponde alle misure reali.A questo proposito, studiare modelli in taglia unica non è semplice o sbrigativo come ci è stato detto, per fortuna solamente da un paio di persone che non hanno mai nemmeno provato un nostro capo. Progettare un capo in taglia unica, con lo scopo di vestire e far sentire BENE più persone possibili, è tutto tranne che facile. Perché in un capo bisogna racchiudere lo studio, le proporzioni e la vestibilità che, solitamente, si trovano in 5 taglie. Ecco perché non facciamo collezioni stagionali. Dietro ogni modello ci sono settimane di studio, cartamodelli e prove fallite e non avrebbe senso buttarli e ripartire da zero ogni 6 mesi.  Non rientra nel nostro modo di vivere l&#8217;artigianato e l&#8217;abbigliamento&#8221;. Cosa ne pensate del fare rete con altre microimprese? &#8220;Credo che sia l&#8217;unico modo per sopravvivere, non c&#8217;è un&#8217;altra via. Nascondersi e restare nel proprio non ha senso!&#8220;. Sito: Filotrama Facebook: https://www.facebook.com/filotrama/ Instagram: https://www.instagram.com/filotrama/?hl=it * Sfashion-net è un portale che raccoglie brand, progetti e micro imprese della moda critica, con lo scopo di dare loro visibilità, di diffondere in maniera concreta un’alternativa reale al consumo del fast fashion e di creare una rete, una community coesa e attiva di realtà che, pur restando indipendenti fra loro, possano conoscersi, entrare in contatto, sviluppare strategie e progetti condivisi. Inoltre i brand possono fruire di consulenze, formazione e servizi dedicati alla loro tipologia di impresa. English &#8211; Brand in focus &#8211; From Molise, Filotrama: slow clothing with fabrics of the past and handmade stitches Brand in focus is a series of interviews made for Sfashion-net*, our partner in the diffusion of an alternative to fast fashion. For them we interviewed Michela and Gloria of Filotrama, an artisan clothing brand born in Molise. We have chosen to tell you about the history and creations of Filotrama for its commitment to slow fashion, preferably for the choice of local suppliers who produce fabrics as they once were produced and for the many small attentions to green aspects. Hi Michela, can you tell us who you are and what do you do for Filotrama? &#8220;We are Michela and Gloria, cousins and friends since ever. We take care of everything with 4 hands and 2 heads: I take care of design, research, supplier contacts, fabrics, customer relations, while Gloria follows the modelling and the creation of garments.&#8221;. Which garments do you make and which materials do you choose for your creations? “We work on timeless garments made of men&#8217;s tall fabrics and only natural fibers. We mainly work with wool, cashmere, linen and cotton. We have chosen not to work on seasonal collections but to carry on continuous garments to which we periodically integrate new models, which do not replace the existing ones but rather become part of a larger project: that of guaranteeing comfort clothing, in the various product classes, to women who want to dress conscientiously and appreciate the value of an artisan product that is out of the current trends&#8221;. When and how did you decide to start this business? What inspired you? &#8220;It has always been my goal, to gain experience in companies and then go home and give life to my way of conceiving clothing. When I returned home, after years out, I found a letter from me in my twenties in which I wished to do everything I am doing now, I had forgotten those written words but, evidently, they have always remained inside me; this, combined with the fact that, after so many years in the company, both Gloria and I had lost the drive towards this world. We said to ourselves: &#8216;Ok&#8230; it&#8217;s time to try&#8217;. And, with so much recklessness, we left our jobs safe to take care of our project. We started at the end of 2018 with a crowdfunding project that allowed us to open the VAT number and start thinking seriously about our business&#8221;. What do you think is the most important aspect of your brand? “Slowness intended as human times to work. Handicraft products must be taken care of, each garment carries a little of us and this is the added value, and to work in this way you cannot be in a hurry, you cannot be anxious about time&#8221;. 2 products of your brand that have special meaning for you: what are they and why? “Above all, the VENAFRO trousers, which are the first model studied. I remember the weeks we spent wearing prototypes and how many we corrected and thrown away before getting to what we had in mind. And it is the model that all our customers have in their closet.The other is the BONEFRO jacket, which started our project of rejuvenating the classic and plastered idea of the suit and making the suits current. Now customers choose them and feel &#8216;in tracksuit&#8217;. What aspects of sustainability does your brand pay attention to? We have seen the choice of purchasing fabrics from local realities, to contribute to their survival, of slow rhythms of garment creation (&#8220;speed is not a friend of craftsmanship&#8221;), of enhancement of craftsmanship. Are there other aspects related to sustainability that you are committed to? &#8220;From our mothers and grandmother we have inherited the teaching of not throwing anything away and recovering as much as possible. This is the principle we implement in our project. We try to be sustainable by taking up an old principle. In this way we create part of the packaging, recovering the scraps of the fabrics to make sachets that accompany the garments....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-150x150.png" alt="" width="30" height="28" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 30px) 100vw, 30px" />Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/41359234">Filotrama</a></p>
<p><em><span style="color: #ac5e6e;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11588 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/filotrama-300x300.png" alt="" width="300" height="300" />Brand in focus</span></em> è un ciclo di interviste realizzate per <a href="https://www.sfashion-net.it">Sfashion-net</a>*, nostro partner nella diffusione di una moda alternativa al fast fashion. Per loro intervistiamo Michela e Gloria di <a href="https://linktr.ee/filotrama?fbclid=IwAR2ConUgpY2TbDdfd-gkwG42zs7KfLToIzZp3vTXzMzdM-00xI2kIjH2Vd8">Filotrama</a>, brand di abbigliamento artigianale nato in Molise. Abbiamo scelto di raccontarti della storia e delle creazioni di Filotrama per l&#8217;impegno in una moda slow, per la scelta preferibilmente di fornitori locali che producono tessuti come una volta e per le tante piccole attenzioni agli aspetti green.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">Ciao Michela, ci racconti chi siete e di cosa vi occupate per Filotrama?</span></h6>
<p>&#8220;Siamo Michela e Gloria, cugine e amiche da sempre, ci occupiamo di tutto a 4 mani e 2 teste: di progettazione, ricerca, contatti fornitori, tessuti, relazioni con i clienti me ne occupo io, Gloria segue la modellistica e la realizzazione dei capi&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">Quali capi realizzate e quali materiali scegliete per le vostre creazioni?</span></h6>
<p>&#8220;Lavoriamo su <strong>capi senza tempo fatti di tessuti alti da uomo e solo in fibre naturali</strong>. Lavoriamo principalmente lana, cashmere, lino e cotone. Abbiamo scelto di non lavorare su collezioni stagionali, ma di portare avanti capi continuativi ai quali andiamo a integrare periodicamente nuovi modelli, che non vanno a sostituire quelli già esistenti ma piuttosto diventano parte di un progetto più ampio: quello di <strong>garantire un abbigliamento comfort, nelle varie classi di prodotto, a donne che vogliono vestire coscienziosamente e apprezzano il valore di un prodotto artigianale</strong> che è fuori dai trend del momento&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">Quando e come avete deciso di iniziare questa attività? Cosa vi ha ispirato?</span></h6>
<p>&#8220;E&#8217; sempre stato il mio obiettivo, fare esperienza in aziende e poi tornare a casa e dare vita al mio modo di concepire l&#8217;abbigliamento. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright  wp-image-11606" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/noi-2-300x200.jpg" alt="" width="401" height="267" /><strong>Quando sono tornata a casa, dopo anni fuori, ho ritrovato una lettera di me ventenne in cui mi auguravo di fare tutto quello che sto facendo ora</strong>, avevo dimenticato quelle parole scritte ma, evidentemente, mi sono sempre rimaste dentro; questo, unito al fatto che, dopo tanti anni in azienda, sia io che Gloria avevamo perso la spinta verso questo mondo. Ci siamo dette: &#8216;Ok&#8230; è il momento di provare&#8217;. E, con tanta incoscienza, abbiamo lasciato i nostri lavori sicuri per occuparci del nostro progetto. Siamo partite a fine 2018 con un progetto di crowdfunding che ci ha permesso di aprire la partita iva e di iniziare a pensare seriamente alla nostra attività&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">Qual è l’aspetto secondo voi più importante del vostro brand?</span></h6>
<p>&#8220;<strong>La lentezza intesa come tempi umani per lavorare</strong>. I prodotti artigianali vanno curati, ogni capo si porta dietro un po&#8217; di noi ed è questo il valore aggiunto, e per lavorare in questo modo non si può andare di fretta, non si può avere l&#8217;ansia del tempo&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">2 prodotti del tuo brand che hanno un significato speciale per voi: quali sono e perché?</span></h6>
<p>&#8220;Su tutti il <strong>pantalone VENAFRO</strong>, che è il primo modello studiato. Ricordo le settimane che abbiamo passato a indossare i prototipi e a quanti ne abbiamo &#8216;sdifettato&#8217; e buttato prima di arrivare a quello che avevamo in mente. Ed è il modello che tutte le nostre clienti hanno in armadio.<br />L&#8217; altro è la <strong>giacca BONEFRO</strong>, che ha dato inizio al nostro progetto di svecchiare l&#8217;idea classica e ingessata del tailleur e rendere i completi attuali. Ora le clienti li scelgono e si sentono &#8216;in tuta&#8217;.</p>

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<h6><span style="color: #ac5e6e;">A quali aspetti della sostenibilità il tuo brand presta attenzione? Abbiamo visto la scelta di acquistare i tessuti da realtà del territorio, per contribuire alla loro sopravvivenza, di ritmi slow di creazione dei capi (&#8220;la velocità non è amica dell’artigianalità”), di valorizzazione delle abilità artigianali. Ci sono altri aspetti legati alla sostenibilità in cui vi impegnate?</span></h6>
<p>&#8220;<strong>Dalle nostre mamme e dalla nonna abbiamo ereditato l&#8217;insegnamento di non buttare via nulla e recuperare il più possibile</strong>. È questo il principio che mettiamo in atto nel nostro progetto. Cerchiamo di essere sostenibili appunto riprendendo un vecchio principio. In questo modo realizziamo parte del <strong>packaging, recuperando i ritagli dei tessuti</strong> per realizzare bustine che accompagnano i capi. Abbiamo <strong>smaltito tanto materiale</strong> che era rimasto dalla chiusura dell&#8217;attività della mia mamma, adattandolo alle nostre esigenze e, ora che abbiamo finito le scorte, stiamo utilizzando <strong>carta ecologica</strong>. Chiediamo ai fornitori di regalarci materiali che hanno in magazzino per tenere in ordine i tessuti, evitando così di immettere sul mercato altro materiale; <strong>cerchiamo di recuperare e riciclare il più possibile</strong>. Stesso concetto per i <strong>tessuti: sono tutti di altissima qualità ma sono già esistenti</strong>, arrivano da grandi produttori italiani, le aziende storiche di una volta, e noi li ricompriamo da piccoli rivenditori, scegliendo tra quello che c&#8217;è&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;"> Pensate di introdurre in futuro anche altri aspetti legati alla sostenibilità?</span></h6>
<p>&#8220;Cerchiamo sempre di migliorarci. Per dire, anche nella scelta dei bottoni: <strong>abbiamo cercato e, alla fine, abbiamo scelto di utilizzare solo bottoni in materie naturali</strong>. <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11608 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/noi-300x296.jpg" alt="" width="300" height="296" />Oppure con i componenti che vanno a definire il capo: cerchiamo sempre di impegnarci a<strong> lavorare con aziende italiane e di piccole dimensioni</strong>, per noi anche questa è sostenibilità. In futuro, magari, riusciremo ad avere tracciabilità di tutti i tessuti che lavoriamo, ma questo implica uno sforzo economico e organizzativo che non siamo ancora in grado di sostenere. Ogni cosa ha il tempo giusto.<br />Ci tengo a precisare che attualmente ci riforniamo ancora dai nostri negozi storici al dettaglio ma, avendo bisogno di quantità maggiori che non riescono a garantirci, ci siamo spostate alla ricerca di nuovi fornitori anche in altre regioni italiane&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">Una domanda a cui probabilmente rispondete spesso. Perché avete scelto di proporre i vostri capi in taglia unica?</span></h6>
<p>&#8220;Ho passato un periodo in cui ero aumentata di peso e, abituata alla mia taglia, <strong>ogni volta che entravo in un negozio ne uscivo demotivata</strong>. Inoltre, lavorando tanti anni in aziende di abbigliamento, quando andavo a fare shopping con amiche che si occupavano di altro, <strong>mi rendevo conto della confusione che il fast fashion negli anni ha generato sulle taglie</strong>.<br />Ed ecco che siamo arrivate all&#8217;idea di pensare a <strong>un abbigliamento che non ti facesse sentire in colpa per qualche kg in più e che ci permettesse di far prendere coscienza a chi sceglie i nostri capi della taglia reale</strong>. Proprio, per assurdo, andando ad indossare la taglia unica. A ogni cliente chiediamo le misure e, nella maggior parte dei casi, l&#8217;idea di taglia che sono convinte di avere non corrisponde a realtà. E ci ringraziano di aver scelto questo metodo di lavoro e di non sentirsi incastrate in una misura.<br /><strong>L&#8217;obiettivo è quello di non dover essere catalogate in una taglia che, nel 90% dei casi, non corrisponde alle misure reali.</strong><br />A questo proposito,<strong> studiare modelli in taglia unica non è semplice o sbrigativo</strong> come ci è stato detto, per fortuna solamente da un paio di persone che non hanno mai nemmeno provato un nostro capo. Progettare un capo in taglia unica, con lo scopo di vestire e far sentire BENE più persone possibili, è tutto tranne che facile. Perché in un capo bisogna racchiudere lo studio, le proporzioni e la vestibilità che, solitamente, si trovano in 5 taglie. Ecco perché <strong>non facciamo collezioni stagionali. Dietro ogni modello ci sono settimane di studio, cartamodelli e prove fallite e non avrebbe senso buttarli e ripartire da zero ogni 6 mesi</strong>.  Non rientra nel nostro modo di vivere l&#8217;artigianato e l&#8217;abbigliamento&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;"> Cosa ne pensate del fare rete con altre microimprese?</span></h6>
<p>&#8220;Credo che sia l&#8217;unico modo per sopravvivere, non c&#8217;è un&#8217;altra via. <strong>Nascondersi e restare nel proprio non ha senso!</strong>&#8220;.</p>
<p>Sito: <a href="https://linktr.ee/filotrama">Filotrama</a></p>
<p>Facebook: <a href="https://www.facebook.com/filotrama/">https://www.facebook.com/filotrama/</a></p>
<p>Instagram: <a href="https://www.instagram.com/filotrama/?hl=it">https://www.instagram.com/filotrama/?hl=it</a></p>

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<figure><img decoding="async" class="wp-image-11613 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/prodotto3-683x1024.jpg" alt="" data-id="11613" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/prodotto3-scaled.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=11613" /></figure>
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<p><iframe loading="lazy" title="Spotify Embed: Brand in focus – Dal Molise, Filotrama: l’abbigliamento lento con tessuti di una volta e punti fatti a mano" width="100%" height="232" allowtransparency="true" frameborder="0" allow="encrypted-media" src="https://open.spotify.com/embed-podcast/episode/4GG4exM0oTDyXrMd2mTMyc?si=GBxBi7RuRwijeA1CLCKAIw"></iframe></p>
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<p><em style="font-size: inherit;">*<em> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-10262" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1024x243.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-768x182.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1160x275.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2.jpg 1276w" alt="" width="300" height="71" /><a href="https://www.sfashion-net.it">Sfashion-net</a> è un portale che raccoglie brand, progetti e micro imprese della moda critica, con lo scopo di dare loro visibilità, di diffondere in maniera concreta un’alternativa reale al consumo del fast fashion e di creare una rete, una community coesa e attiva di realtà che, pur restando indipendenti fra loro, possano conoscersi, entrare in contatto, sviluppare strategie e progetti condivisi. Inoltre i brand possono fruire di consulenze, formazione e servizi dedicati alla loro tipologia di impresa.</em></em></p>
<hr />
<h5><span style="color: #acc0a5;"><em>English</em> &#8211; Brand in focus &#8211; From Molise, Filotrama: slow clothing with fabrics of the past and handmade stitches</span></h5>
<p>Brand in focus is a series of interviews made for Sfashion-net*, our partner in the diffusion of an alternative to fast fashion. For them we interviewed Michela and Gloria of <a href="https://linktr.ee/filotrama?fbclid=IwAR2ConUgpY2TbDdfd-gkwG42zs7KfLToIzZp3vTXzMzdM-00xI2kIjH2Vd8">Filotrama</a>, an artisan clothing brand born in Molise. We have chosen to tell you about the history and creations of Filotrama for its commitment to slow fashion, preferably for the choice of local suppliers who produce fabrics as they once were produced and for the many small attentions to green aspects.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">Hi Michela, can you tell us who you are and what do you do for Filotrama?</span></h6>
<p>&#8220;We are Michela and Gloria, cousins and friends since ever. We take care of everything with 4 hands and 2 heads: I take care of design, research, supplier contacts, fabrics, customer relations, while Gloria follows the modelling and the creation of garments.&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">Which garments do you make and which materials do you choose for your creations?</span></h6>
<p>“We work on <strong>timeless garments made of men&#8217;s tall fabrics and only natural fibers</strong>. We mainly work with wool, cashmere, linen and cotton. We have chosen not to work on seasonal collections but to carry on continuous garments to which we periodically integrate new models, which do not replace the existing ones but rather become part of a larger project: that of <strong>guaranteeing comfort clothing, in the various product classes, to women who want to dress conscientiously and appreciate the value of an artisan product</strong> that is out of the current trends&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">When and how did you decide to start this business? What inspired you?</span></h6>
<p>&#8220;It has always been my goal, to gain experience in companies and then go home and give life to my way of conceiving clothing. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright  wp-image-11606" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/noi-2-300x200.jpg" alt="" width="401" height="267" /><strong>When I returned home, after years out, I found a letter from me in my twenties in which I wished to do everything I am doing now</strong>, I had forgotten those written words but, evidently, they have always remained inside me; this, combined with the fact that, after so many years in the company, both Gloria and I had lost the drive towards this world. We said to ourselves: &#8216;Ok&#8230; it&#8217;s time to try&#8217;. And, with so much recklessness, we left our jobs safe to take care of our project. We started at the end of 2018 with a crowdfunding project that allowed us to open the VAT number and start thinking seriously about our business&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">What do you think is the most important aspect of your brand?</span></h6>
<p>“<strong>Slowness intended as human times to work</strong>. Handicraft products must be taken care of, each garment carries a little of us and this is the added value, and to work in this way you cannot be in a hurry, you cannot be anxious about time&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">2 products of your brand that have special meaning for you: what are they and why?</span></h6>
<p>“Above all, the <strong>VENAFRO trousers</strong>, which are the first model studied. I remember the weeks we spent wearing prototypes and how many we corrected and thrown away before getting to what we had in mind. And it is the model that all our customers have in their closet.<br />The other is the <strong>BONEFRO jacket</strong>, which started our project of rejuvenating the classic and plastered idea of the suit and making the suits current. Now customers choose them and feel &#8216;in tracksuit&#8217;.</p>

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<ul class="blocks-gallery-grid">
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img decoding="async" class="wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/venafro-dom5-768x1024.jpg" alt="" data-id="11602" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=11602" />
<figcaption class="blocks-gallery-item__caption">VENAFRO</figcaption>
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</li>
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img decoding="async" class="wp-image-11603" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/bonefro-dom5-1024x1024.jpg" alt="" data-id="11603" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/bonefro-dom5-scaled.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=11603" />
<figcaption class="blocks-gallery-item__caption">BONEFRO</figcaption>
</figure>
</li>
</ul>
</figure>

<h6><span style="color: #acc0a5;">What aspects of sustainability does your brand pay attention to? We have seen the choice of purchasing fabrics from local realities, to contribute to their survival, of slow rhythms of garment creation (&#8220;speed is not a friend of craftsmanship&#8221;), of enhancement of craftsmanship. Are there other aspects related to sustainability that you are committed to?</span></h6>
<p>&#8220;<strong>From our mothers and grandmother we have inherited the teaching of not throwing anything away and recovering as much as possible</strong>. This is the principle we implement in our project. We try to be sustainable by taking up an old principle. In this way we create part of the <strong>packaging, recovering the scraps of the fabrics to make sachets that accompany the garments</strong>. We have <strong>disposed of a lot of material that was left over</strong> from the closure of my mother&#8217;s business, adapting it to our needs and, now that we have run out of stocks, we are using <strong>ecological paper</strong>. We ask suppliers to give us materials they have in stock to keep the fabrics in order, thus avoiding placing other material on the market;<strong> we try to recover and recycle as much as possible</strong>. Same concept for the <strong>fabrics: they are all of the highest quality but they already exist</strong>, they come from large Italian producers, the historic companies of the past, and we buy them back from small retailers, choosing from what is there&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">Do you plan to introduce other aspects related to sustainability in the future?</span></h6>
<p>“We always try to improve ourselves. To say, even in the choice of buttons: <strong>we tried and, in the end, we chose to use only buttons in natural materials</strong>. <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11608 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/noi-300x296.jpg" alt="" width="300" height="296" />Or with the components that define the garment: we always try to commit ourselves to <strong>working with Italian and small companies</strong>, for us this too is sustainability. In the future, perhaps, we will be able to have traceability of all the fabrics we work, but this implies an economic and organizational effort that we are not yet able to sustain. Everything has the right time.<br />I would like to clarify that currently we still supply ourselves from our historic retail stores but, as we need larger quantities that they cannot guarantee, we have moved in search of new suppliers also in other Italian regions&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">A question you probably answer often. Why did you choose to offer your garments in one size?</span></h6>
<p>“I went through a period in which I gained weight and, used to my size, <strong>every time I walked into a store I was unmotivated</strong>. Moreover, working for many years in clothing companies, when I went shopping with friends who took care of other things, <strong>I realized the confusion that fast fashion has generated over the years on sizes</strong>. And here we came to the idea of ​​thinking about <b>clothing that would not make you feel guilty for a few extra kilos and that would allow us to make those who choose our garments become aware of their </b><span style="font-weight: 600;">real size</span>. Just, absurdly, going to wear one size. We ask each customer for measurements and, in most cases, the idea of ​​size that they are convinced they have does not correspond to reality. And they thank us for choosing this working method and for not feeling stuck in one measure.<br /><strong>The goal is not to have to be cataloged in a size that, in 90% of cases, does not correspond to real measurements</strong>.<br />In this regard, <strong>studying one-size-fits-all models is not as simple or hasty</strong> as we have been told, fortunately only by a couple of people who have never even tried one of our garments. Designing a one-size-fits-all garment, with the aim of dressing and making as many people feel GOOD as possible, is anything but easy. Because in a garment it is necessary to enclose the study, the proportions and the wearability which, usually, are found in 5 sizes. That&#8217;s why <strong>we don&#8217;t do seasonal collections. Behind each model there are weeks of study, patterns and failed tests and it would make no sense to throw them away and start from scratch every 6 months</strong>. Crafts and clothing are not part of our way of living&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">What do you think of networking with other micro-enterprises?</span></h6>
<p>&#8220;I think it is the only way to survive, there is no other way. <strong>Hiding and staying in your own makes no sense!</strong>&#8220;.</p>
<p>Website: <a href="https://linktr.ee/filotrama">Filotrama</a></p>
<p>Facebook: <a href="https://www.facebook.com/filotrama/">https://www.facebook.com/filotrama/</a></p>
<p>Instagram: <a href="https://www.instagram.com/filotrama/?hl=it">https://www.instagram.com/filotrama/?hl=it</a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-10262" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1024x243.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-768x182.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1160x275.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2.jpg 1276w" alt="" width="300" height="71" /></p>
<p><em><a href="https://www.sfashion-net.it">*Sfashion-net</a> is a portal that brings together brands, projects and micro-enterprises of critical fashion, with the aim of giving them visibility, of spreading a real alternative to fast fashion consumption and of creating a network, a cohesive and active community in realities that, while remaining independent from each other, can get to know each other, come into contact, develop shared strategies and projects. Furthermore, brands can benefit from consultancy, training and services dedicated to their type of business.</em></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Brand in focus &#8211; Nel laboratorio sostenibile di Lo Spaventapasseri ogni capo è l&#8217;incontro speciale di forme e colori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 06:55:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
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		<category><![CDATA[sartoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[Italiano/English below Puoi ascoltare qui l’articolo: Lo Spaventapasseri (Brand in focus) Brand in focus è un ciclo di interviste realizzate per Sfashion-net*, nostro partner nella diffusione di una moda alternativa al fast fashion. Per loro intervistiamo Anna Cosulich di Lo Spaventapasseri, un progetto nato oltre vent&#8217;anni fa nel cuore del centro storico di Genova. Abbiamo scelto di raccontare la storia di questo marchio sartoriale italiano, che produce il 90% delle sue creazioni in Liguria, perché realizza capi di design comodi, originali e adatti a tutti, recuperando tessuti che le grandi aziende non possono più utilizzare. Ciao Anna,  nel vostro negozio on line ho visto molti bei vestiti in cui forme e colori si incontrano creando un risultato mai banale. Si vede la cura con cui sono pensati e realizzati. Ci racconti chi c&#8217;è dietro Lo Spaventapasseri? &#8220;Siamo un gruppo di donne che collabora per creare abiti sostenibili con tessuti di qualità, con una filiera corta e controllata. Lavoro da sempre alla creazione dei modelli, seguo la produzione di tutti i capi, mi occupo della comunicazione.Sonia, la mia socia dal 1999, gestisce e coordina tutte le attività.Cristina, Silvia, Simona, Paola e Laura si occupano sia dei punti vendita che delle vendite all’ingrosso e online&#8221;. Perché hai deciso di iniziare questa attività? Cosa ti ha ispirato? &#8220;Ho iniziato quest’attività quasi per caso, su proposta di un’amica: eravamo entrambe desiderose di provare a renderci indipendenti dalle nostre famiglie e al tempo stesso di mettere alla prova la nostra creatività: così è nato il primo minuscolo punto vendita Lo Spaventapasseri: un laboratorio di sperimentazione tessile a 360 gradi, dove si creavano marionette di cartapesta, quaderni di stoffa, sciarpe a maglia, abiti…&#8221;. Anna, quando hai cominciato a creare vestiti? Come hai iniziato? &#8220;Ho iniziato a fare vestiti da giovanissima, prima ancora di finire il liceo e poi durante gli anni dell’università, spinta soprattutto dalla voglia di creare qualcosa di mio e di sperimentale.Inizialmente ogni capo era un pezzo unico, utilizzavamo materiali di tutti i tipi e varie tecniche di coloritura e lavorazione dei tessuti, acquistati rigorosamente a stock&#8221;. Qual è l’aspetto, secondo te, più importante di Lo Spaventapasseri? &#8220;Sono due gli aspetti più importanti del nostro lavoro: il piacere della cooperazione e la sostenibilità della nostra filiera&#8220;. 2 prodotti del tuo brand che hanno un significato speciale per te: quali sono e perché? &#8220;I capi a cui siamo più affezionate sono i nostri continuativi, capi che riproponiamo ad ogni stagione, perché ci ricordano non è la moda, ma il gusto che deve guidare le nostre scelte.E un guardaroba sostenibile significa anche questo: avere pochi capi, scelti con cura, che durino di più, molto di più, di una stagione. Un esempio di capo continuativo sono i nostri pantaloni, che si chiamano Ghianda&#8221;. A quali aspetti della sostenibilità prestate attenzione? &#8220;Per noi sostenibilità significa scegliere materiali di recupero (la maggior parte dei tessuti che utilizziamo sono rimanenze di magazzino, che selezioniamo uno a uno), produrre localmente, in piccoli laboratori, tutti genovesi, con cui collaboriamo da anni e con i quali abbiamo un rapporto di fiducia e stima. Inoltre cerchiamo di prestare attenzione alla sostenibilità anche in altri aspetti del nostro lavoro: utilizziamo energia pulita, i nostri corrieri genovesi utilizzano solo biciclette o mezzi elettrici, per i nostri packaging utilizziamo principalmente carta, ricicliamo il più possibile gli scampoli per produrre piccoli accessori…&#8221;. Quante accortezze in tanti aspetti! Prevedete di includerne altre in futuro? &#8220;Cerchiamo di migliorarci in continuazione da questo punto di vista, e c’è sempre da lavorare, su tutti i fronti…&#8221;. Anna, cosa ne pensi del fare rete con altre microimprese? &#8220;Fare rete con altre microimprese ci entusiasma. Dal confronto con colleghe e colleghi usciamo sempre arricchite, motivate, piene di idee. Insieme si può essere più forti e più visibili, e proporre con sempre più forza un modello di consumo diverso, più consapevole e più sostenibile&#8220;. Sito: https://www.lospaventapasseri.it Facebook: https://www.facebook.com/Lo.spaventapasseri.Genova/ Instagram: https://www.instagram.com/lo_spaventapasseri/ Negozi: due punti vendita a Genova, on line Shop/LoSpaventapasseri, rivenditori https://www.lospaventapasseri.it/retailers-2/ * Sfashion-net è un portale che raccoglie brand, progetti e micro imprese della moda critica, con lo scopo di dare loro visibilità, di diffondere in maniera concreta un’alternativa reale al consumo del fast fashion e di creare una rete, una community coesa e attiva di realtà che, pur restando indipendenti fra loro, possano conoscersi, entrare in contatto, sviluppare strategie e progetti condivisi. Inoltre i brand possono fruire di consulenze, formazione e servizi dedicati alla loro tipologia di impresa &#160; English &#8211; Brand in focus: In the sustainable laboratory of Lo Spaventapasseri each garment is the special encounter of shapes and colours Brand in focus is a series of interviews made for Sfashion-net*, our partner in the diffusion of an alternative to fast fashion. For them we interviewed Anna Cosulich of Lo Spaventapasseri, a project born over twenty years ago in the heart of the historic center of Genoa. We have chosen to tell the story of this Italian sartorial brand, which produces 90% of its creations in Liguria, because it creates comfortable, unique and suitable design garments for everyone, recovering fabrics that large companies can no longer use. Hi Anna, in your online shop I have seen many beautiful dresses in which shapes and colors come together creating an outcome that is never ordinary. You can see the care with which they are designed and built. Can you tell us who is behind Lo Spaventapasseri? &#8220;We are a group of women who collaborate to create sustainable clothes with quality fabrics, with a short and controlled supply chain. I have always worked on the creation of models, I follow the production of all the garments, I take care of communication.Sonia, my partner since 1999, manages and coordinates all the activities.Cristina, Silvia, Simona, Paola and Laura take care of both the points of sale and wholesale and online sales&#8221;. Why did you decide to start this business? What inspired you? &#8220;I started this activity almost by chance, on the proposal of a friend: we were both eager to try to make ourselves independent from our families and at the same time to test our creativity: this is how the first tiny Lo Spaventapasseri store was born: a 360-degree textile experimentation laboratory, where papier-mâché puppets, fabric notebooks, knitted scarves, dresses were created… &#8220;. Anna, when did you start making clothes? How did you start? &#8220;I started making clothes when I was very young, even before finishing high school and then during my university years, driven above all by the desire to create something of my own and experimental.Initially each garment was a unique piece, we used all kinds of materials and various techniques for coloring and processing the fabrics, purchased strictly in stock&#8221;. What, in your opinion, is the most important aspect of Lo Spaventapasseri? &#8220;There are two most important aspects of our work: the pleasure of cooperation and the sustainability of our supply chain&#8220;. 2 products of your brand that have a special meaning for you: what are they and why? “The garments we are most fond of are our continuative garments, that we propose every season, because they remind us that it is not fashion, but the taste that must guide our choices.And a sustainable wardrobe also means this: having a few pieces, carefully chosen, that last longer, much longer, than a season. An example of a continuous garment are our trousers, which are called Ghianda”. What aspects of sustainability do you pay attention to? &#8220;For us, sustainability means choosing recycled materials (most of the fabrics we use are inventories, which we select one by one), producing locally, in small workshops, all Genoese, with which we have been collaborating for years and with which we have a relationship of trust and esteem.We also try to pay attention to sustainability in other aspects of our work: we use clean energy, our Genoese couriers use only bicycles or electric vehicles, for our packaging we mainly use paper, we recycle offcuts as much as possible to produce small accessories&#8230; &#8221; . How much attention you put  in so many aspects! Do you plan to include more aspects in the future? &#8220;We try to continually improve from this point of view, and there is always work to be done, on all fronts &#8230;&#8221;. Anna, what do you think about networking with other micro-enterprises? “We are excited about networking with other micro-enterprises. From the comparison with colleagues we always come out enriched, motivated, full of ideas.Together we can be stronger and more visible, and propose with ever more force a different, more conscious and more sustainable consumption model&#8220;. Website: https://www.lospaventapasseri.it Facebook: https://www.facebook.com/Lo.spaventapasseri.Genova/ Instagram: https://www.instagram.com/lo_spaventapasseri/ Shops: two physical shops in Genoa, on line Shop/LoSpaventapasseri, retailers https://www.lospaventapasseri.it/retailers-2/ *Sfashion-net is a portal that brings together brands, projects and micro-enterprises of critical fashion, with the aim of giving them visibility, of spreading a real alternative to fast fashion consumption and of creating a network, a cohesive and active community in realities that, while remaining independent from each other, can get to know each other, come into contact, develop shared strategies and projects. Furthermore, brands can benefit from consultancy, training and services dedicated to their type of business.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below</p>
<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/41078765"><img decoding="async" class="alignleft" src="data:image/tiff;base64,TU0AKgAABEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAFgAAACwAAAAgAAAABQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZAAAAiwAAAOAAAAD/AAAA/wAAAP8AAADzAAAArAAAADYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAWwAAAPIAAAD/AAAAzAAAAIUAAABrAAAAdgAAAKcAAADxAAAA/gAAAIcAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGIAAAD/AAAA6AAAAEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA4AAACHAAAA/AAAAIcAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAjAAAA9wAAAPIAAAAqAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABXAAAA/AAAADMAAAAAAAAAAAAAAJUAAAD/AAAAfQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACYAAAAoAAAAAAAAAAAAAAA3gAAAP8AAAAlAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAC4AAADiAAAAAAAAAAAAAAD6AAAA/wAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABQAAAPsAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAACAAAA/wAAAP8AAAD1AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA9gAAAAAAAAD/AAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA+wAAAPoAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAD7AAAAAAAAAAAAAABFAAAAPgAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/gAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAQAQAAAwAAAAEAEQAAAQEAAwAAAAEAEAAAAQIAAwAAAAQAAAUOAQMAAwAAAAEAAQAAAQYAAwAAAAEAAgAAAQoAAwAAAAEAAQAAAREABAAAAAEAAAAIARIAAwAAAAEAAQAAARUAAwAAAAEABAAAARYAAwAAAAEAEAAAARcABAAAAAEAAARAARwAAwAAAAEAAQAAASgAAwAAAAEAAgAAAVIAAwAAAAEAAgAAAVMAAwAAAAQAAAUWh3MABwAAAiQAAAUeAAAAAAAIAAgACAAIAAEAAQABAAEAAAIkYXBwbAQAAABtbnRyUkdCIFhZWiAH4QAHAAcADQAWACBhY3NwQVBQTAAAAABBUFBMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA9tYAAQAAAADTLWFwcGzKGpWCJX8QTTiZE9XR6hWCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAApkZXNjAAAA/AAAAGVjcHJ0AAABZAAAACN3dHB0AAABiAAAABRyWFlaAAABnAAAABRnWFlaAAABsAAAABRiWFlaAAABxAAAABRyVFJDAAAB2AAAACBjaGFkAAAB+AAAACxiVFJDAAAB2AAAACBnVFJDAAAB2AAAACBkZXNjAAAAAAAAAAtEaXNwbGF5IFAzAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHRleHQAAAAAQ29weXJpZ2h0IEFwcGxlIEluYy4sIDIwMTcAAFhZWiAAAAAAAADzUQABAAAAARbMWFlaIAAAAAAAAIPfAAA9v////7tYWVogAAAAAAAASr8AALE3AAAKuVhZWiAAAAAAAAAoOAAAEQsAAMi5cGFyYQAAAAAAAwAAAAJmZgAA8qcAAA1ZAAAT0AAACltzZjMyAAAAAAABDEIAAAXe///zJgAAB5MAAP2Q///7ov///aMAAAPcAADAbg==" alt="unknown.tiff" /></a></p>
<p>Puoi ascoltare qui l’articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/41078765">Lo Spaventapasseri (Brand in focus)</a></p>
<p><span style="color: #b85a4e;"><em><strong data-rich-text-format-boundary="true"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-10982 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/brandinfocus-logo_spaventapasseri-1-300x300.png" alt="" width="289" height="289" />Brand in focus</strong> </em></span>è un ciclo di interviste realizzate per <a href="https://www.sfashion-net.it">Sfashion-net</a>*, nostro partner nella diffusione di una moda alternativa al <em>fast fashion</em>. Per loro intervistiamo Anna Cosulich di <a href="https://www.lospaventapasseri.it/?lang=en">Lo Spaventapasseri</a>, un progetto nato oltre vent&#8217;anni fa nel cuore del centro storico di Genova. Abbiamo scelto di raccontare la storia di questo marchio sartoriale italiano, che produce il 90% delle sue creazioni in Liguria, perché realizza capi di design comodi, originali e adatti a tutti, recuperando tessuti che le grandi aziende non possono più utilizzare.</p>
<h6><span style="color: #b85a4e;">Ciao Anna,  nel vostro negozio on line ho visto molti bei vestiti in cui forme e colori si incontrano creando un risultato mai banale. Si vede la cura con cui sono pensati e realizzati. Ci racconti chi c&#8217;è dietro Lo Spaventapasseri?</span></h6>
<p>&#8220;<strong>Siamo un gruppo di donne che collabora per creare abiti sostenibili con tessuti di qualità, con una filiera corta e controllata</strong>.</p>
<p>Lavoro da sempre alla creazione dei modelli, seguo la produzione di tutti i capi, mi occupo della comunicazione.<br />Sonia, la mia socia dal 1999, gestisce e coordina tutte le attività.<br />Cristina, Silvia, Simona, Paola e Laura si occupano sia dei punti vendita che delle vendite all’ingrosso e online&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #b85a4e;">Perché hai deciso di iniziare questa attività? Cosa ti ha ispirato?</span></h6>
<p>&#8220;Ho iniziato quest’attività quasi per caso, su proposta di un’amica: eravamo entrambe desiderose di provare a renderci indipendenti dalle nostre famiglie e al tempo stesso di mettere alla prova la nostra creatività: così è nato il primo minuscolo punto vendita Lo Spaventapasseri: <strong>un laboratorio di sperimentazione tessile a 360 gradi</strong>, dove si creavano marionette di cartapesta, quaderni di stoffa, sciarpe a maglia, abiti…&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #b85a4e;">Anna, quando hai cominciato a creare vestiti? Come hai iniziato?</span></h6>
<p>&#8220;Ho iniziato a fare vestiti da giovanissima, prima ancora di finire il liceo e poi durante gli anni dell’università, spinta soprattutto dalla <strong>voglia di creare qualcosa di mio e di sperimentale</strong>.<br />Inizialmente ogni capo era un pezzo unico, utilizzavamo materiali di tutti i tipi e varie tecniche di coloritura e lavorazione dei tessuti, acquistati rigorosamente a stock&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #b85a4e;"> Qual è l’aspetto, secondo te, più importante </span><span style="color: #b85a4e;">di Lo Spaventapasseri?</span></h6>
<p>&#8220;Sono due gli aspetti più importanti del nostro lavoro: <strong>il piacere della cooperazione e la sostenibilità della nostra filiera</strong>&#8220;.</p>
<h6><span style="color: #b85a4e;">2 prodotti del tuo brand che hanno un significato speciale per te: quali sono e perché?</span></h6>
<p>&#8220;I capi a cui siamo più affezionate sono<strong> i nostri continuativi, capi che riproponiamo ad ogni stagione, perché ci ricordano non è la moda, ma il gusto che deve guidare le nostre scelte</strong>.<br />E un guardaroba sostenibile significa anche questo: avere pochi capi, scelti con cura, che durino di più, molto di più, di una stagione.</p>
<p>Un esempio di capo continuativo sono i nostri pantaloni, che si chiamano Ghianda&#8221;.</p>

<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<ul class="blocks-gallery-grid">
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img decoding="async" class="wp-image-10960" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/15-CORTECCIA-F-copy-658x1024.jpg" alt="" data-id="10960" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10960" /></figure>
</li>
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img decoding="async" class="wp-image-10961" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/56-MATITA-F-copy-652x1024.jpg" alt="" data-id="10961" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/56-MATITA-F-copy-scaled.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10961" /></figure>
</li>
</ul>
</figure>

<h6><span style="color: #b85a4e;">A quali aspetti della sostenibilità prestate attenzione?</span></h6>
<p>&#8220;Per noi sostenibilità significa scegliere <strong>materiali di recupero</strong> (la maggior parte dei tessuti che utilizziamo sono rimanenze di magazzino, che selezioniamo uno a uno), produrre <strong>localmente</strong>, in <strong>piccoli laboratori</strong>, tutti genovesi, con cui collaboriamo da anni e con i quali abbiamo un rapporto di fiducia e stima. <br />Inoltre cerchiamo di prestare attenzione alla sostenibilità anche in altri aspetti del nostro lavoro: utilizziamo <strong>energia pulita</strong>, i nostri corrieri genovesi utilizzano solo <strong>biciclette o mezzi elettrici</strong>, per i nostri <strong>packaging</strong> utilizziamo principalmente carta, ricicliamo il più possibile gli<strong> scampoli per produrre piccoli accessori</strong>…&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #b85a4e;">Quante accortezze in tanti aspetti! Prevedete di includerne altre in futuro?</span></h6>
<p>&#8220;<span lang="IT">Cerchiamo di migliorarci in continuazione da questo punto di vista, e c’è sempre da lavorare, su tutti i fronti…&#8221;.</span></p>
<h6><span style="color: #b85a4e;">Anna, cosa ne pensi del fare rete con altre microimprese?</span></h6>
<p>&#8220;Fare rete con altre microimprese ci entusiasma. Dal confronto con colleghe e colleghi usciamo sempre arricchite, motivate, piene di idee. <br /><strong>Insieme si può essere più forti e più visibili, e proporre con sempre più forza un modello di consumo diverso, più consapevole e più sostenibile</strong>&#8220;.</p>
<p>Sito: <a href="https://www.lospaventapasseri.it">https://www.lospaventapasseri.it</a></p>
<p>Facebook: <a href="https://www.facebook.com/Lo.spaventapasseri.Genova/">https://www.facebook.com/Lo.spaventapasseri.Genova/</a></p>
<p>Instagram: <a href="https://www.instagram.com/lo_spaventapasseri/?hl=it">https://www.instagram.com/lo_spaventapasseri/</a></p>
<p>Negozi: due punti vendita a Genova, on line <a href="https://www.etsy.com/it/shop/LoSpaventapasseri">Shop/LoSpaventapasseri</a>, rivenditori <a href="https://www.lospaventapasseri.it/retailers-2/">https://www.lospaventapasseri.it/retailers-2/</a></p>

<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<ul class="blocks-gallery-grid">
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img decoding="async" class="wp-image-10963" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/6-interpretati-2020-copy-777x1024.jpg" alt="" data-id="10963" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10963" /></figure>
</li>
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img decoding="async" class="wp-image-10964" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/20-RADICI-F-copy-643x1024.jpg" alt="" data-id="10964" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10964" /></figure>
</li>
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img decoding="async" class="wp-image-10965" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/54-OSSIGENO-F-copy-645x1024.jpg" alt="" data-id="10965" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/54-OSSIGENO-F-copy-scaled.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10965" /></figure>
</li>
</ul>
</figure>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<ul class="blocks-gallery-grid">
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img decoding="async" class="wp-image-10970" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/200-RAMO-F-copy-649x1024.jpg" alt="" data-id="10970" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/200-RAMO-F-copy-scaled.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10970" /></figure>
</li>
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img decoding="async" class="wp-image-10971" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/completo-numero-1-copy-670x1024.jpg" alt="" data-id="10971" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/completo-numero-1-copy-scaled.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10971" /></figure>
</li>
</ul>
</figure>



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<div class="wp-block-embed__wrapper">
<p><iframe loading="lazy" title="Spotify Embed: Brand in focus – Nel laboratorio sostenibile di Lo Spaventapasseri ogni capo è l’incontro speciale di forme e colori" width="100%" height="232" allowtransparency="true" frameborder="0" allow="encrypted-media" src="https://open.spotify.com/embed-podcast/episode/2OyBN53VDNw4OUaTqRwBwT?si=h72i-Q5oSoeuB_xh3lctYw"></iframe></p>
</div>
</figure>

<p><em>* <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-10262" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1024x243.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-768x182.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1160x275.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2.jpg 1276w" alt="" width="300" height="71" /><a href="https://www.sfashion-net.it">Sfashion-net</a> è un portale che raccoglie brand, progetti e micro imprese della moda critica, con lo scopo di dare loro visibilità, di diffondere in maniera concreta un’alternativa reale al consumo del fast fashion e di creare una rete, una community coesa e attiva di realtà che, pur restando indipendenti fra loro, possano conoscersi, entrare in contatto, sviluppare strategie e progetti condivisi. Inoltre i brand possono fruire di consulenze, formazione e servizi dedicati alla loro tipologia di impresa</em></p>

<figure class="wp-block-gallery columns-0 is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"></figure>

<p>&nbsp;</p>
<hr />
<h5><strong><span style="color: #acc0a5;"><em>English</em> &#8211; Brand in focus: In the sustainable laboratory of Lo Spaventapasseri each garment is the special encounter of shapes and colours</span></strong></h5>
<p><em>Brand in focus</em> is a series of interviews made for <a href="https://www.sfashion-net.it/">Sfashion-net</a>*, our partner in the diffusion of an alternative to fast fashion. For them we interviewed Anna Cosulich of <a href="https://www.lospaventapasseri.it/?lang=en">Lo Spaventapasseri</a>, a project born over twenty years ago in the heart of the historic center of Genoa. We have chosen to tell the story of this Italian sartorial brand, which produces 90% of its creations in Liguria, because it creates comfortable, unique and suitable design garments for everyone, recovering fabrics that large companies can no longer use.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">Hi Anna, in your online shop I have seen many beautiful dresses in which shapes and colors come together creating an outcome that is never ordinary. You can see the care with which they are designed and built. Can you tell us who is behind Lo Spaventapasseri?</span></h6>
<p>&#8220;<strong>We are a group of women who collaborate to create sustainable clothes with quality fabrics, with a short and controlled supply chain</strong>.</p>
<p>I have always worked on the creation of models, I follow the production of all the garments, I take care of communication.<br data-rich-text-line-break="true" />Sonia, my partner since 1999, manages and coordinates all the activities.<br data-rich-text-line-break="true" />Cristina, Silvia, Simona, Paola and Laura take care of both the points of sale and wholesale and online sales&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">Why did you decide to start this business? What inspired you?</span></h6>
<p>&#8220;I started this activity almost by chance, on the proposal of a friend: we were both eager to try to make ourselves independent from our families and at the same time to test our creativity: this is how the first tiny Lo Spaventapasseri store was born: <strong>a 360-degree textile experimentation laboratory</strong>, where papier-mâché puppets, fabric notebooks, knitted scarves, dresses were created… &#8220;.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">Anna, when did you start making clothes? How did you start?</span></h6>
<p>&#8220;I started making clothes when I was very young, even before finishing high school and then during my university years, driven above all by <strong>the desire to create something of my own and experimental</strong>.<br />Initially each garment was a unique piece, we used all kinds of materials and various techniques for coloring and processing the fabrics, purchased strictly in stock&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">What, in your opinion, is the most important aspect of Lo Spaventapasseri?</span></h6>
<p>&#8220;There are two most important aspects of our work: <strong>the pleasure of cooperation and the sustainability of our supply chain</strong>&#8220;.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">2 products of your brand that have a special meaning for you: what are they and why?</span></h6>
<p>“The garments we are most fond of are <strong>our continuative garments, that we propose every season, because they remind us that it is not fashion, but the taste that must guide our choices</strong>.<br />And a sustainable wardrobe also means this: having a few pieces, carefully chosen, that last longer, much longer, than a season.</p>
<p>An example of a continuous garment are our trousers, which are called Ghianda”.</p>

<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<ul class="blocks-gallery-grid">
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img decoding="async" class="wp-image-10960" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/15-CORTECCIA-F-copy-658x1024.jpg" alt="" data-id="10960" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/15-CORTECCIA-F-copy-scaled.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10960" /></figure>
</li>
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img decoding="async" class="wp-image-10961" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/56-MATITA-F-copy-652x1024.jpg" alt="" data-id="10961" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/56-MATITA-F-copy-scaled.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10961" /></figure>
</li>
</ul>
</figure>

<h6><span style="color: #acc0a5;">What aspects of sustainability do you pay attention to?</span></h6>
<p>&#8220;For us, sustainability means choosing <strong>recycled materials</strong> (most of the fabrics we use are inventories, which we select one by one), producing <strong>locally</strong>, in <strong>small workshops</strong>, all Genoese, with which we have been collaborating for years and with which we have a relationship of trust and esteem.<br />We also try to pay attention to sustainability in other aspects of our work: we use <strong>clean energy</strong>, our Genoese couriers use only <strong>bicycles or electric vehicles</strong>, for our <strong>packaging</strong> we mainly use paper, we <strong>recycle offcuts</strong> as much as possible to produce small accessories&#8230; &#8221; .</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">How much attention you put  in so many aspects! Do you plan to include more aspects in the future?</span></h6>
<p>&#8220;We try to continually improve from this point of view, and there is always work to be done, on all fronts &#8230;&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">Anna, what do you think about networking with other micro-enterprises?</span></h6>
<p>“We are excited about networking with other micro-enterprises. From the comparison with colleagues we always come out enriched, motivated, full of ideas.<br /><strong>Together we can be stronger and more visible, and propose with ever more force a different, more conscious and more sustainable consumption model</strong>&#8220;.</p>
<p>Website: <a href="https://www.lospaventapasseri.it">https://www.lospaventapasseri.it</a></p>
<p>Facebook: <a href="https://www.facebook.com/Lo.spaventapasseri.Genova/">https://www.facebook.com/Lo.spaventapasseri.Genova/</a></p>
<p>Instagram: <a href="https://www.instagram.com/lo_spaventapasseri/?hl=it">https://www.instagram.com/lo_spaventapasseri/</a></p>
<p>Shops: two physical shops in Genoa, on line <a href="https://www.etsy.com/it/shop/LoSpaventapasseri">Shop/LoSpaventapasseri</a>, retailers <a href="https://www.lospaventapasseri.it/retailers-2/">https://www.lospaventapasseri.it/retailers-2/</a></p>

<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<ul class="blocks-gallery-grid">
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img decoding="async" class="wp-image-10963" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/6-interpretati-2020-copy-777x1024.jpg" alt="" data-id="10963" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10963" /></figure>
</li>
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img decoding="async" class="wp-image-10964" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/20-RADICI-F-copy-643x1024.jpg" alt="" data-id="10964" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10964" /></figure>
</li>
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img decoding="async" class="wp-image-10965" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/54-OSSIGENO-F-copy-645x1024.jpg" alt="" data-id="10965" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/54-OSSIGENO-F-copy-scaled.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10965" /></figure>
</li>
</ul>
</figure>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<ul class="blocks-gallery-grid">
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img decoding="async" class="wp-image-10970" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/200-RAMO-F-copy-649x1024.jpg" alt="" data-id="10970" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/200-RAMO-F-copy-scaled.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10970" /></figure>
</li>
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img decoding="async" class="wp-image-10971" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/completo-numero-1-copy-670x1024.jpg" alt="" data-id="10971" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/completo-numero-1-copy-scaled.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10971" /></figure>
</li>
</ul>
</figure>

<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-10262" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1024x243.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-768x182.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1160x275.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2.jpg 1276w" alt="" width="300" height="71" /></p>
<p><em><a href="https://www.sfashion-net.it">*Sfashion-net</a> is a portal that brings together brands, projects and micro-enterprises of critical fashion, with the aim of giving them visibility, of spreading a real alternative to fast fashion consumption and of creating a network, a cohesive and active community in realities that, while remaining independent from each other, can get to know each other, come into contact, develop shared strategies and projects. Furthermore, brands can benefit from consultancy, training and services dedicated to their type of business.</em></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Brand in focus &#8211; Gli abiti per bambini colorati, pop e moderni di Bananamama</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2020 10:11:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Italiano/English below Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Bananamama (Brand in focus) Brand in focus è un ciclo di interviste realizzate per Sfashion-net*, nostro partner nella diffusione di una moda alternativa al fast fashion. Per loro intervistiamo Elisa Cardinali di Bananamama: &#8220;Sono le mani e la testa dietro Bananamama&#8220;. Abbiamo scelto di raccontare la storia di questo marchio per bambini perché ci sono piaciuti l&#8217;attenzione ai materiali utilizzati e  i colorati e divertenti motivi dei capi. Ti lasciamo scoprire nell&#8217;intervista la filosofia, la storia e i materiali di questo marchio. Ciao Elisa, ci sono piaciuti molto gli abiti che crei, quale tipo di capi hai deciso di realizzare? &#8220;Con la mia piccola micro-impresa mi sono concentrata sul realizzare abiti dal taglio basic che con piccoli accorgimenti possono essere utilizzati per periodi più lunghi rispetto ai classici vestiti dal fitting usa-e-getta&#8220;. Bananamama sceglie con molta attenzione i tessuti, abbiamo visto che sono biologici certificati GOTS. Com&#8217;è nato il tuo brand e perché questa scelta? &#8220;Bananamama nasce dall&#8217;unione di due esigenze: quella di divertirmi e quella di creare per la mia &#8216;lil monkey&#8217; (ossia mia figlia!) abiti che non fossero troppo rosa-cuore-amore e scintillii, ma neanche che la facessero apparire una &#8216;piccola donna&#8217;. La mia passione verso la macchina da cucire ha probabilmente avuto inizio quando da bambina giocavo a Giralamoda (fantastico gioco anni ’80 per creare disegni di modelli e abbinare vestiti) e schifavo i pattern coi fiori.Ho iniziato con il cotone biologico certificato GOTS per semplice esigenza, non è stata una scelta dettata da etica ecologista o altro. Mia figlia aveva la dermatite, non si trovava una soluzione. Erano i tessuti. E allora in maniera molto normale, come farebbe ognuno di noi, mi sono messa a far ricerca. Sul sito di Greenpeace ho trovato degli studi scientifici legati ai coloranti industriali e alle componenti di alcune fibre sintetiche che rilasciano sostanze nocive sulla pelle. I marchi di abbigliamento per bambini coinvolti in uso di sostanze nocive mi hanno lasciata completamente disarmata. Era un mondo che non conoscevo e per me assolutamente inesplorato.Qualche tempo dopo, in una catena di low cost e fast fashion, mi ritrovo tra le mani un cartellino, che ho pubblicato su Instagram il 2 AGOSTO 2017.Ah, la memoria digitale, quale fantasmagorica invenzione!La nota catena di abbigliamento avvisava in tutte le lingue del mondo di fare attenzione: un bel pittogramma mostrava in modo inequivocabile che il capo in questione avrebbe potuto macchiare il divano. IL DIVANO? SIAMO SERI?Ecco. Questo è il motivo per cui scelgo GOTS. Perché fortunatamente in Europa abbiamo delle normative che ci tutelano, dei criteri riguardo la tutela di alcuni principi che NON DEVONO ESSERE CONSIDERATI UN LUSSO&#8220;. Elisa, cosa ti ha ispirato a scegliere questo tipo di design per creare abbigliamento per bambini? &#8220;La scelta del cotone biologico è stata la scelta naturale del mio stile di vita di tutti i giorni: uno sguardo pop e moderno che sia completamente rispettoso dell&#8217;ambiente, soprattutto dopo aver dovuto affrontare pesanti dermatiti della sopracitata ‘lil monkey&#8217;: questo problema faceva a pugni con la mia totale avversione del beige sui bimbi. Questo mi ha spinta a ricercare… e poi la folgorazione per le fabbriche di tessuti nordeuropee! Questi tessuti hanno unito il mio desiderio di creare un connubio tra eco &#38; cool: sono colorati, biologici, hanno disegni divertenti e sono perfetti per i più piccoli&#8220;. Qual è secondo te l&#8217;aspetto più importante di Bananamama? &#8220;Bananamama è un modo di esprimermi e un augurio che faccio ai piccoli: &#8216;VESTITEVI E DIVERTITEVI&#8217; senza dimenticare mai di rispettare il posto in cui viviamo! LOVE EARTH &#38; HAVE FUN&#8216;. Con i vestiti per bambini voglio dare un segnale, far prendere forma alla visione del mondo che vorrei. Per disegnare il mondo come piace a me, bisogna ripartire dalle basi, dando consapevolezza a ogni gesto che accompagnerà i cittadini del futuro&#8221;. È un messaggio molto bello, Elisa. Non possiamo che trovarci d&#8217;accordo con te, il nostro slogan è &#8220;Vestire felicemente green ed etico&#8221;! Riguardo alla sostenibilità, in quali aspetti Bananamama si impegna? &#8220;Per me la sostenibilità ecologica è la base di tutta la ricerca che faccio. Sono consapevole del grande dispendio di acqua prodotto dalla lavorazione del cotone. Riduco la quantità di materiali che diverranno futura spazzatura creando e pensando dei modelli che durino nel tempo e non siano il classico usa-e-getta dei vestiti per bambini, utilizzando cotoni che, oltre a essere assolutamente sicuri per la pelle dei bambini, resistono ottimamente agli innumerevoli cicli di lavaggio che qualsiasi capo per bambini subisce.Utilizzo da sempre packaging compostabili per i market e da questo inverno, quindi per la collezione in uscita, i cotoni biologici verranno affiancati a tessuti di origine naturale di rimanenze del made in Italy, così da dare una nuova visione a quello che per i grandi brand può essere considerato scarto&#8221;. 2 prodotti del tuo brand che hanno un significato speciale per te: quali sono e perché? &#8220;Il vestito smanicato è un modello su cui ho lavorato tanto e che amo molto. Sono riuscita a creare un modello che l&#8217;anno successivo, tenendo conto della crescita rapidissima che hanno i bambini, possa essere utilizzato come canotta senza problemi né di busto né di giromanica.Poi le felpe girocollo. Sono in assoluto il mio capo preferito, un taglio ultra lineare che mi permette di sbizzarrirmi con stampe e abbinamenti cromatici azzardati, come ad esempio le mie felpe ispirate alla meravigliosa Yayoi Kusama&#8221;. &#160; Elisa, cosa ne pensi del fare rete con altre micro-imprese? &#8220;Riguardo alla possibilità di fare rete tra micro-imprese il mio pensiero è molto chiaro. Ci deve essere necessariamente una visione comune, una sorta di scintilla e non intendere la rete come un mutualistico gruppo di autoaiuto. Fare impresa e &#8216;tenere botta&#8217; in questo periodo richiede uno sforzo di visione che va oltre, soprattutto se si è micro&#8221;. Sito: https://www.bananamama.it/ Facebook: https://www.facebook.com/labananamama/ Instagram: https://www.instagram.com/labananamama/ * Sfashion-net è un portale che raccoglie brand, progetti e micro imprese della moda critica, con lo scopo di dare loro visibilità, di diffondere in maniera concreta un’alternativa reale al consumo del fast fashion e di creare una rete, una community coesa e attiva di realtà che, pur restando indipendenti fra loro, possano conoscersi, entrare in contatto, sviluppare strategie e progetti condivisi. Inoltre i brand possono fruire di consulenze, formazione e servizi dedicati alla loro tipologia di impresa. English &#8211; Brand in focus &#8211; Bananamama&#8217;s colorful, pop and modern children clothes Brand in focus is a series of interviews made for Sfashion-net*, our partner in the diffusion of an alternative to fast fashion. For them we interview Elisa Cardinali of Bananamama: “I&#8217;m the hands and the head behind Bananmama“. We chose to tell the story of this Italian brand of sustainable children&#8217;s clothing because we liked the attention to the materials used and the colorful and fun patterns of the garments. We let you discover the philosophy, history and materials of this brand in the interview. Hi Elisa, we really like the clothes you create, what kind of garments have you decided to make? &#8220;With my small micro-business I concentrated on making basic cut clothes that with small tricks can be used for longer periods than the classic disposable fitting clothes&#8221;. Bananamama chooses the fabrics very carefully, we have seen that they are GOTS certified and organic. How was your brand born and why this choice? &#8220;Bananamama was born from the union of two needs: that of having fun and that of creating for my &#8216;lil monkey&#8217; (that is my daughter!) clothes that were not too pink-heart-love and sparkles, but not even that made her appear a &#8216;little woman&#8217;. My passion for the sewing machine probably began when as a child I played Giralamoda (a fantastic 1980s game for creating pattern designs and matching clothes) and I disliked patterns with flowers.I started with GOTS certified organic cotton for simple need, it was not a choice dictated by ecological ethics or anything else. My daughter had dermatitis, no solution could be found. It was the fabrics. And then in a very normal way, as any of us would do, I started doing research. On the Greenpeace website I found scientific studies related to industrial dyes and the components of some synthetic fibers that release harmful substances on the skin. The children&#8217;s clothing brands involved in the use of harmful substances have left me completely unarmed. It was a world I did not know and for me absolutely unexplored.Some time later, in a low cost and fast fashion retailer, I find myself holding a tag, which I posted on Instagram on 2 August 2017.Ah, digital memory, what a phantasmagoric invention!The well-known clothing retailer warned in all languages ​​of the world to be careful: a nice pictogram showed unequivocally that the garment in question could stain the couch. THE COUCH? ARE WE SERIOUS?Here it is. This is why I choose GOTS. Fortunately, in Europe we have regulations that protect us, criteria regarding the protection of some principles that SHOULD NOT BE CONSIDERED A LUXURY&#8220;. Elisa, what inspired you to choose this type of design to create children&#8217;s clothing? &#8220;The choice of organic cotton was the natural choice of my everyday lifestyle a pop and modern look that is completely respectful of the environment, especially after having had to face heavy dermatitis of the aforementioned &#8216;lil monkey: this problem was a punches with my total aversion to beige on babies. This prompted me to research… and then the shock of the North European fabric factories! These fabrics have united my desire to create a combination of eco &#38; cool: they are colourful, organic, have fun designs and are perfect for the little ones&#8220;. What do you think is the most important aspect of Bananamama? &#8220;Bananamama is a way of expressing myself and a wish I give to the little ones: &#8216;DRESS AND HAVE FUN&#8217; without ever forgetting to respect the place we live in! LOVE EARTH &#38; HAVE FUN&#8217;. With children&#8217;s clothes I want to give a signal, to make the vision of the world I want to take shape. To design the world as I like it, we need to start from the basics, giving awareness to every gesture that will accompany the citizens of the future”. It&#8217;s a very nice message, Elisa. We can only agree with you, our slogan is &#8220;Dress happily green and ethical&#8221;! Regarding sustainability, in which aspects does Bananamama commit itself? “For me ecological sustainability is the basis of all the research I do. I am aware of the large waste of water produced by the processing of cotton. I reduce the amount of materials that will become future garbage by creating and thinking of models that last over time and are not the classic disposable clothing for children, using cottons that, in addition to being absolutely safe for children&#8217;s skin, are extremely resistant to countless cycles of washing that any children&#8217;s garment undergoes.I have always used compostable packaging for the markets and from this winter, therefore for the upcoming collection, organic cottons will be combined with fabrics of natural origin from made in Italy leftover, so as to give a new vision to what for the big brands it can be considered waste&#8221;. 2 products of your brand that have a special meaning for you: what are they and why? “The sleeveless dress is a model that I have worked on a lot and that I love very much. I was able to create a model that the following year, taking into account the very rapid growth that children have, can be used as a tank top without torso or armhole problems.Then the crewneck sweatshirts. They are by far my favorite garment, an ultra linear cut that allows me to indulge myself with daring prints and color combinations such as my sweatshirts inspired by the wonderful Yayoi Kusama”. Elisa, what do you think about networking with other micro-enterprises? “My thoughts are very clear about the possibility of networking between micro-enterprises. There must necessarily be a common vision, a kind of spark and not understand the network as a mutualistic self-help group. Doing business and &#8216;holding on&#8217;...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-150x150.png" alt="" width="30" height="28" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 30px) 100vw, 30px" />Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/40812712">Bananamama (Brand in focus)</a></p>
<p><span style="color: #ac5e6e;"><em><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-10482 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/brandinfocus-logo_bananmama.jpg-300x300.png" alt="" width="328" height="328" />Brand in focus</strong> </em></span>è un ciclo di interviste realizzate per <a href="https://www.sfashion-net.it">Sfashion-net</a>*, nostro partner nella diffusione di una moda alternativa al <em>fast fashion</em>. Per loro intervistiamo Elisa Cardinali di Bananamama: &#8220;Sono le mani e la testa dietro <a href="https://www.bananamama.it/">Bananamama</a>&#8220;. Abbiamo scelto di raccontare la storia di questo marchio per bambini perché ci sono piaciuti l&#8217;attenzione ai materiali utilizzati e  i colorati e divertenti motivi dei capi. Ti lasciamo scoprire nell&#8217;intervista la filosofia, la storia e i materiali di questo marchio.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">Ciao Elisa, ci sono piaciuti molto gli abiti che crei, quale tipo di capi hai deciso di realizzare?</span></h6>
<p>&#8220;Con la mia piccola micro-impresa mi sono concentrata sul realizzare abiti dal taglio <em>basic</em> che con piccoli accorgimenti <strong>possono essere utilizzati per periodi più lunghi rispetto ai classici vestiti dal <em>fitting</em> usa-e-getta</strong>&#8220;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">Bananamama sceglie con molta attenzione i tessuti, abbiamo visto che sono biologici certificati GOTS. Com&#8217;è nato il tuo brand e perché questa scelta?</span></h6>
<p>&#8220;<a href="https://www.bananamama.it/">Bananamama</a> nasce dall&#8217;unione di due esigenze: quella di divertirmi e quella di creare per la mia &#8216;lil monkey&#8217; (ossia mia figlia!) abiti che non fossero troppo rosa-cuore-amore e scintillii, ma neanche che la facessero apparire una &#8216;piccola donna&#8217;. La mia passione verso la macchina da cucire ha probabilmente avuto inizio quando da bambina giocavo a <em>Giralamoda</em> (fantastico gioco anni ’80 per creare disegni di modelli e abbinare vestiti) e schifavo i pattern coi fiori.<br /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright  wp-image-10498" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/limoni-in-equlibrio-245x300.jpg" alt="" width="355" height="434" />Ho iniziato con il cotone biologico certificato GOTS per semplice esigenza, non è stata una scelta dettata da etica ecologista o altro. Mia figlia aveva la dermatite, non si trovava una soluzione. Erano i tessuti. E allora in maniera molto normale, come farebbe ognuno di noi, mi sono messa a far ricerca. Sul sito di <em>Greenpeace</em> <strong>ho trovato degli studi scientifici legati ai coloranti industriali e alle componenti di alcune fibre sintetiche che rilasciano sostanze nocive sulla pelle</strong>. I marchi di abbigliamento per bambini coinvolti in uso di sostanze nocive mi hanno lasciata completamente disarmata. Era un mondo che non conoscevo e per me assolutamente inesplorato.<br />Qualche tempo dopo, in una catena di low cost e fast fashion, mi ritrovo tra le mani un cartellino, che ho pubblicato su Instagram il 2 AGOSTO 2017.<br />Ah, la memoria digitale, quale fantasmagorica invenzione!<br />La nota catena di abbigliamento avvisava in tutte le lingue del mondo di fare attenzione: un bel pittogramma mostrava in modo inequivocabile che <strong>il capo in questione avrebbe potuto macchiare il divano</strong>. IL DIVANO? SIAMO SERI?<br />Ecco. Questo è il motivo per cui scelgo GOTS. Perché fortunatamente in Europa abbiamo delle normative che ci tutelano, dei criteri riguardo l<strong>a tutela di alcuni principi che NON DEVONO ESSERE CONSIDERATI UN LUSSO</strong>&#8220;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">Elisa, cosa ti ha ispirato a scegliere questo tipo di design per creare abbigliamento per bambini?</span></h6>
<p>&#8220;La scelta del cotone biologico è stata la scelta naturale del mio stile di vita di tutti i giorni: uno sguardo pop e moderno che sia completamente rispettoso dell&#8217;ambiente, soprattutto dopo aver dovuto affrontare pesanti dermatiti della sopracitata ‘lil monkey&#8217;: questo problema faceva a pugni con la mia totale avversione del beige sui bimbi. Questo mi ha spinta a ricercare… e poi la folgorazione per le fabbriche di tessuti nordeuropee! <strong>Questi tessuti hanno unito il mio desiderio di creare un connubio tra eco &amp; cool: sono colorati, biologici, hanno disegni divertenti e sono perfetti per i più piccoli</strong>&#8220;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">Qual è secondo te l&#8217;aspetto più importante di Bananamama?</span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-10496 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/completo-jeans-canotta-300x276.jpg" alt="" width="354" height="325" />&#8220;<a href="https://www.bananamama.it/">Bananamama</a> è un modo di esprimermi e un augurio che faccio ai piccoli: &#8216;<strong>VESTITEVI E DIVERTITEVI&#8217; senza dimenticare mai di rispettare il posto in cui viviamo! LOVE EARTH &amp; HAVE FUN</strong>&#8216;. Con i vestiti per bambini voglio dare un segnale, far prendere forma alla visione del mondo che vorrei. Per disegnare il mondo come piace a me, bisogna ripartire dalle basi, dando consapevolezza a ogni gesto che accompagnerà i cittadini del futuro&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">È un messaggio molto bello, Elisa. Non possiamo che </span><span style="color: #ac5e6e;">trovarci d&#8217;accordo con te, il nostro slogan è &#8220;Vestire felicemente green ed etico&#8221;! Riguardo alla sostenibilità, in quali aspetti Bananamama si impegna?</span></h6>
<p>&#8220;<strong>Per me la sostenibilità ecologica è la base di tutta la ricerca che faccio</strong>. Sono consapevole del grande dispendio di acqua prodotto dalla lavorazione del cotone. Riduco la quantità di materiali che diverranno futura spazzatura creando e pensando dei modelli che durino nel tempo e non siano il classico usa-e-getta dei vestiti per bambini, utilizzando cotoni che, oltre a essere assolutamente sicuri per la pelle dei bambini, resistono ottimamente agli innumerevoli cicli di lavaggio che qualsiasi capo per bambini subisce.<br />Utilizzo da sempre <strong>packaging compostabili</strong> per i market e da questo inverno, quindi per la collezione in uscita, <strong>i cotoni biologici verranno affiancati a tessuti di origine naturale di rimanenze del </strong><em><strong>made in Italy</strong>,</em> così da dare una nuova visione a quello che per i grandi brand può essere considerato scarto&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">2 prodotti del tuo brand che hanno un significato speciale per te: quali sono e perché?</span></h6>
<p>&#8220;Il <strong>vestito smanicato</strong> è un modello su cui ho lavorato tanto e che amo molto. Sono riuscita a creare un modello che l&#8217;anno successivo, tenendo conto della crescita rapidissima che hanno i bambini, possa essere utilizzato come canotta senza problemi né di busto né di giromanica.<br />Poi le<strong> felpe girocollo.</strong> Sono in assoluto il mio capo preferito, un taglio ultra lineare che mi permette di sbizzarrirmi con stampe e abbinamenti cromatici azzardati, come ad esempio le mie felpe ispirate alla meravigliosa Yayoi Kusama&#8221;.</p>
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<h6><span style="color: #ac5e6e;">Elisa, cosa ne pensi del fare rete con altre micro-imprese?</span></h6>
<p>&#8220;Riguardo alla possibilità di fare rete tra micro-imprese il mio pensiero è molto chiaro. Ci deve essere necessariamente <strong>una visione comune, una sorta di scintilla</strong> e non intendere la rete come un mutualistico gruppo di autoaiuto. Fare impresa e &#8216;tenere botta&#8217; in questo periodo richiede uno sforzo di visione che va oltre, soprattutto se si è micro&#8221;.</p>
<p>Sito: <a href="https://www.bananamama.it/">https://www.bananamama.it/</a></p>
<p>Facebook: <a href="https://www.facebook.com/labananamama/">https://www.facebook.com/labananamama/</a></p>
<p>Instagram: <a href="https://www.instagram.com/labananamama/">https://www.instagram.com/labananamama/</a></p>

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<p><em>* <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-10262" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1024x243.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-768x182.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1160x275.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2.jpg 1276w" alt="" width="300" height="71" /><a href="https://www.sfashion-net.it">Sfashion-net</a> è un portale che raccoglie brand, progetti e micro imprese della moda critica, con lo scopo di dare loro visibilità, di diffondere in maniera concreta un’alternativa reale al consumo del fast fashion e di creare una rete, una community coesa e attiva di realtà che, pur restando indipendenti fra loro, possano conoscersi, entrare in contatto, sviluppare strategie e progetti condivisi. Inoltre i brand possono fruire di consulenze, formazione e servizi dedicati alla loro tipologia di impresa.</em></p>
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<h5><span style="color: #acc0a5;"><em>English</em> &#8211; Brand in focus &#8211; Bananamama&#8217;s colorful, pop and modern children clothes</span></h5>
<p><strong><span style="color: #ac5e6e;"><em>Brand in focus</em></span></strong> is a series of interviews made for <a href="https://www.sfashion-net.it">Sfashion-net</a>*, our partner in the diffusion of an alternative to fast fashion. For them we interview Elisa Cardinali of Bananamama: “I&#8217;m the hands and the head behind Bananmama“. We chose to tell the story of this Italian brand of sustainable children&#8217;s clothing because we liked the attention to the materials used and the colorful and fun patterns of the garments. We let you discover the philosophy, history and materials of this brand in the interview.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">Hi Elisa, we really like the clothes you create, what kind of garments have you decided to make?</span></h6>
<p>&#8220;With my small micro-business I concentrated on making basic cut clothes that with small tricks can be used for longer periods than the classic disposable fitting clothes&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">Bananamama chooses the fabrics very carefully, we have seen that they are GOTS certified and organic. How was your brand born and why this choice?</span></h6>
<p>&#8220;<a href="https://www.bananamama.it/" data-rich-text-format-boundary="true">Bananamama</a> was born from the union of two needs: that of having fun and that of creating for my &#8216;lil monkey&#8217; (that is my daughter!) clothes that were not too pink-heart-love and sparkles, but not even that made her appear a &#8216;little woman&#8217;. My passion for the sewing machine probably began when as a child I played Giralamoda (a fantastic 1980s game for creating pattern designs and matching clothes) and I disliked patterns with flowers.<br /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright  wp-image-10498" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/limoni-in-equlibrio-245x300.jpg" alt="" width="366" height="447" />I started with GOTS certified organic cotton for simple need, it was not a choice dictated by ecological ethics or anything else. My daughter had dermatitis, no solution could be found. It was the fabrics. And then in a very normal way, as any of us would do, I started doing research. On the <em>Greenpeace</em> website<strong> I found scientific studies related to industrial dyes and the components of some synthetic fibers that release harmful substances on the skin</strong>. The children&#8217;s clothing brands involved in the use of harmful substances have left me completely unarmed. It was a world I did not know and for me absolutely unexplored.<br />Some time later, in a low cost and fast fashion retailer, I find myself holding a tag, which I posted on Instagram on 2 August 2017.<br />Ah, digital memory, what a phantasmagoric invention!<br />The well-known clothing retailer warned in all languages ​​of the world to be careful: a nice pictogram showed unequivocally that <strong>the garment in question could stain the couch</strong>. THE COUCH? ARE WE SERIOUS?<br />Here it is. This is why I choose GOTS. Fortunately, in Europe we have regulations that protect us, <strong>criteria regarding the protection of some principles that SHOULD NOT BE CONSIDERED A LUXURY</strong>&#8220;.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">Elisa, what inspired you to choose this type of design to create children&#8217;s clothing?</span></h6>
<p>&#8220;The choice of organic cotton was the natural choice of my everyday lifestyle a pop and modern look that is completely respectful of the environment, especially after having had to face heavy dermatitis of the aforementioned &#8216;lil monkey: this problem was a punches with my total aversion to beige on babies. This prompted me to research… and then the shock of the North European fabric factories! <strong>These fabrics have united my desire to create a combination of eco &amp; cool: they are colourful, organic, have fun designs and are perfect for the little ones</strong>&#8220;.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">What do you think is the most important aspect of Bananamama?</span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-10496 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/completo-jeans-canotta-300x276.jpg" alt="" width="340" height="313" />&#8220;Bananamama is a way of expressing myself and a wish I give to the little ones: &#8216;<strong>DRESS AND HAVE FUN&#8217; without ever forgetting to respect the place we live in! LOVE EARTH &amp; HAVE FUN&#8217;</strong>. With children&#8217;s clothes I want to give a signal, to make the vision of the world I want to take shape. To design the world as I like it, we need to start from the basics, giving awareness to every gesture that will accompany the citizens of the future”.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">It&#8217;s a very nice message, Elisa. We can only agree with you, our slogan is &#8220;Dress happily green and ethical&#8221;! Regarding sustainability, in which aspects does Bananamama commit itself?</span></h6>
<p>“<strong>For me ecological sustainability is the basis of all the research I do</strong>. I am aware of the large waste of water produced by the processing of cotton. I reduce the amount of materials that will become future garbage by creating and thinking of models that last over time and are not the classic disposable clothing for children, using cottons that, in addition to being absolutely safe for children&#8217;s skin, are extremely resistant to countless cycles of washing that any children&#8217;s garment undergoes.<br />I have always used <strong>compostable packaging</strong> for the markets and from this winter, therefore for the upcoming collection, <strong>organic cottons will be combined with fabrics of natural origin from made in Italy leftover</strong>, so as to give a new vision to what for the big brands it can be considered waste&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">2 products of your brand that have a special meaning for you: what are they and why?</span></h6>
<p>“The <strong>sleeveless dress</strong> is a model that I have worked on a lot and that I love very much. I was able to create a model that the following year, taking into account the very rapid growth that children have, can be used as a tank top without torso or armhole problems.<br />Then the <strong>crewneck sweatshirts</strong>. They are by far my favorite garment, an ultra linear cut that allows me to indulge myself with daring prints and color combinations such as my sweatshirts inspired by the wonderful Yayoi Kusama”.</p>
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<figure><img decoding="async" class="wp-image-10494" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/vestitello-975x1024.jpg" alt="" data-id="10494" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10494" /></figure>
</li>
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img decoding="async" class="wp-image-10495" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/orsi-1024x734.jpg" alt="" data-id="10495" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/09/orsi-scaled.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10495" /></figure>
</li>
</ul>
</figure>
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<h6><span style="color: #acc0a5;">Elisa, what do you think about networking with other micro-enterprises?</span></h6>
<p>“My thoughts are very clear about the possibility of networking between micro-enterprises. There must necessarily be <strong>a common vision, a kind of spark</strong> and not understand the network as a mutualistic self-help group. Doing business and &#8216;holding on&#8217; in this period requires an effort of vision that goes beyond, especially if you are micro&#8221;.</p>
<p>Website: <a href="https://www.bananamama.it/">https://www.bananamama.it/</a></p>
<p>Facebook: <a href="https://www.facebook.com/labananamama/">https://www.facebook.com/labananamama/</a></p>
<p>Instagram: <a href="https://www.instagram.com/labananamama/">https://www.instagram.com/labananamama/</a></p>
<p>* <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-10262" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1024x243.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-768x182.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1160x275.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2.jpg 1276w" alt="" width="300" height="71" /><em><a href="https://www.sfashion-net.it">Sfashion-net</a> is a portal that brings together brands, projects and micro-enterprises of critical fashion, with the aim of giving them visibility, of spreading a real alternative to fast fashion consumption and of creating a network, a cohesive and active community in realities that, while remaining independent from each other, can get to know each other, come into contact, develop shared strategies and projects. Furthermore, brands can benefit from consultancy, training and services dedicated to their type of business.</em></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Brand in focus &#8211; RE-BORN Shoes: le scarpe che nascono dalla lunga tradizione di recupero di materiali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2020 07:25:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
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		<category><![CDATA[Handicraft]]></category>
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					<description><![CDATA[Italiano/English below Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: RE-BORN Shoes (Brand in Focus) Brand in focus è un ciclo di interviste realizzate per Sfashion-net*, nostro partner nella diffusione di una moda alternativa al fast fashion. Per loro intervistiamo Nicola Masolini di RE-BORN Shoes. Abbiamo scelto di raccontare la storia di questo brand italiano perché lo spirito del riuso e del recupero di materiali di diverse tipologie, alla base di RE-BORN Shoes da generazioni, ci è piaciuto molto. Ti lasciamo scoprire nell&#8217;intervista la filosofia, la storia e i materiali di questo marchio sostenibile.   Ciao Nicola, ci racconti di RE-BORN Shoes? &#8220;Le calzature RE-BORN Shoes del calzaturificio Eredi Masolini Raimondo &#8211; MASOLINI1949 nascono dalla nostra storica azienda a conduzione familiare, la quale può vantare ormai un’esperienza di quattro generazioni nel settore calzaturiero. La sapienza artigianale tramandata di padre in figlio, unita allo spirito imprenditoriale che sa adattare continuamente la produzione alle nuove dinamiche sociali ed economiche, fa sì che i nostri prodotti siano attentamente rifiniti, resistenti, comodi e dal design sempre elegante e accattivante&#8221;. Perché avete deciso di iniziare questa attività? &#8220;Fin dal secondo dopoguerra il paese di Gonars, nella bassa friulana, fece del settore calzaturiero il punto di forza del suo sviluppo industriale e artigianale: le scarpe prodotte nei suoi numerosi calzaturifici erano vendute sia in Italia sia all’estero in paesi come Austria, Germania, Olanda e Belgio.Valentino Masolini, il mio bisnonno, e i suoi figli furono tra i pionieri di questa emozionante fase di sviluppo economico. La competenza, l’intraprendenza e la passione che consentirono allora di fondare una solida realtà produttiva costituiscono tuttora per noi i valori fondamentali a cui far riferimento nella conduzione dell’azienda&#8221;. Cosa vi ha ispirato? &#8220;È vero che spesso la necessità stimola l’ingegno e porta a concepire soluzioni innovative. Dopo la guerra, quando le materie prime scarseggiavano, Valentino Masolini e i suoi figli pensarono di riciclare le scarpe e i tessuti delle divise militari rimasti dalla guerra appena terminata; fu così che trasformarono quei materiali &#8216;di scarto&#8217; in nuove calzature. Ed è proprio a questo spirito del riuso che ci siamo ispirati nel progettare le nostre RE-BORN Shoes: nel dare vita a questa nuova serie non abbiamo fatto altro che riprendere quelle stesse tecniche di lavorazione e di recupero dei materiali che erano alle origini dell’azienda! L’ispirazione è nata pure dalla mia esperienza personale, lavorando per parecchi anni in Etiopia, sempre nel settore calzaturiero dove ho potuto collaborare con grosse fabbriche di scarpe, marchi internazionali, progetti governativi di sviluppo del settore e con Sole Rebels, un marchio alternativo che già iniziava a lavorare nel settore del riciclo. Queste varie esperienze mi hanno permesso di viaggiare parecchio, visitando fiere e fabbriche di mezzo mondo&#8230; Capendo così da che parte stava andando l’industria delle scarpe, cogliendo i vari pregi e riflettendo sui tanti difetti del mercato di massa&#8221;. Quando e come avete iniziato il progetto RE-BORN Shoes? &#8220;Abbiamo iniziato il progetto RE-BORN Shoes circa un anno fa, ufficialmente partecipando come espositori alla Barcolana 51, dove esponevamo le nostre scarpe che per l’occasione erano prodotte nella maggior parte con vele usate&#8221;. Qual è l’aspetto per te più importante del vostro brand? &#8220;L’aspetto più importante del nostro brand è quello di riuscire a valorizzare materiali che fino a pochi giorni prima erano destinati a essere distrutti. Il fatto di poterli far &#8216;rinascere&#8217; emana un senso di positività a chi apprezza la nostra storia e i nostri prodotti, ma soprattutto a chi li indossa.I nostri clienti sono i nostri maggiori venditori, quando comprano le nostre scarpe facciamo capire che sono parte del brand. Da allora inizia un feedback  dai nostri clienti, che ci comunicano le loro emozioni nell’indossarle e nel raccontare ai propri amici la storia e i materiali con cui le scarpe sono state fatte. Oltretutto la comunicazione con i clienti ci permette di capire pregi e difetti dei materiali che usiamo, così da poterci sempre migliorare&#8221;. 2 prodotti del brand che hanno un significato speciale per te: quali sono e perché? &#8220;Sono legato per vari motivi a tutti i modelli che facciamo, ma uno dei prodotti che amo è l’articolo RE-BORN T1: scarpe fatte con le vele, jeans, pneumatici e asciugamani usati&#8221;. &#8220;Materiali completamente differenti tra di loro con provenienze e storie che si intrecciano tra km di autostrada, miglia marine, passeggiate nei parchi e camere di albergo&#8221;. Riguardo alla sostenibilità, il riutilizzo di materiali altrimenti destinati a essere buttati è l’aspetto che ci è piaciuto molto. Anche le suole, le tomaie e le confezioni (zainetti realizzati con ombrelloni da spiaggia) sono in materiali riciclati. RE-BORN Shoes utilizza jeans, tele di ombrelloni, asciugamani, stoffe, pneumatici, resti di produzione di tessiture artistiche, vele di imbarcazioni. Producete singolarmente in modo artigianale ogni paio richiesto. Ci sono altri progetti in vista? &#8220;Stanno nascendo tanti nuovi progetti e collaborazioni che ci stanno aprendo nuove strade e facendo conoscere materiali svariati da far diventare scarpe. Da ritagli di stoffe artigianali della Val Badia alle t-shirt, passando per il tartan per fare i kilt. Quindi siamo sempre alla ricerca di emozioni nuove da trasmettere a chi ci segue.Il nostro sogno è anche di poter creare una filiera &#8216;importante&#8217;, creando altri posti di lavoro dove si recuperano i materiali in vario modo rendendoli disponibili per la nostra produzione, ma anche per altre che possano necessitarne&#8221;. Cosa ne pensi del fare rete con altre micro-imprese? &#8220;Fare rete è comunque un passo fondamentale per un&#8217;economia circolare come quella che stiamo mandando avanti.Abbiamo già iniziato una collaborazione in co-branding con un marchio straniero. In Italia si dovrà collaborare soprattutto nel marketing, forse creando situazioni tipo fiere, linee di vendita o altro da studiare assieme, che ci possa permettere di abbattere i costi dandoci una visibilità maggiore&#8221;. Sito: https://rebornshoes.com/it/ Facebook: https://www.facebook.com/rebornshoes2019/ Instagram: https://www.instagram.com/rebornshoes_official/ * Sfashion-net è un portale che raccoglie brand, progetti e micro imprese della moda critica, con lo scopo di dare loro visibilità, di diffondere in maniera concreta un’alternativa reale al consumo del fast fashion e di creare una rete, una community coesa e attiva di realtà che, pur restando indipendenti fra loro, possano conoscersi, entrare in contatto, sviluppare strategie e progetti condivisi. Inoltre i brand possono fruire di consulenze, formazione e servizi dedicati alla loro tipologia di impresa. English – Brand in focus – RE-BORN Shoes: born from the long tradition of recovering materials Brand in focus is a series of interviews made for Sfashion-net*, our partner in the diffusion of an alternative to fast fashion. For them we interviewed Nicola Masolini of RE-BORN Shoes. We have chosen to tell the story of this Italian brand because we like a lot the spirit of reuse and recovery of materials of different types, which has been the basis of RE-BORN for generations. We let you discover the philosophy, history and materials of this sustainable brand in the interview. Hi Nicola, can you tell us about RE-BORN Shoes? “RE-BORN Shoes of the Eredi Masolini Raimondo – MASOLINI1949 shoe factory are born from our historic family-run company, which can now boast four generations of experience in the footwear sector. The craftsmanship handed down from father to son, combined with the entrepreneurial spirit that knows how to continually adapt production to new social and economic dynamics, ensures that our products are carefully finished, resistant, comfortable and with an elegant and captivating design”. Why did you decide to start this business? “Since the Second World War, the town of Gonars, in the lower Friuli area, has made the footwear sector the strong point of its industrial and artisan development: the shoes produced in its numerous shoe factories were sold both in Italy and abroad in countries such as Austria, Germany, Holland and Belgium.Valentino Masolini, my great-grandfather, and his children were among the pioneers of this exciting phase of economic development. The expertise, resourcefulness and passion that allowed us to establish a solid production reality are still for us the fundamental values ​​to refer to in running the company”. What inspired you? “It is true that necessity often stimulates ingenuity and leads to the conception of innovative solutions. After the war, when raw materials were scarce, Valentino Masolini and his sons thought about recycling the shoes and fabrics of military uniforms left over from the war just ended; this is how they transformed those ‘waste’ materials into new shoes. And it is precisely this spirit of reuse that we were inspired by in designing our RE-BORN Shoes: in giving life to this new series we have done nothing but resume those same techniques of processing and recovery of materials that were at the origins of company! The inspiration also came from my personal experience, working for several years in Ethiopia, always in the footwear sector where I was able to collaborate with large shoe factories, international brands, government development projects in the sector and with Sole Rebels, an alternative brand that it was already starting to work in the recycling sector. These various experiences have allowed me to travel a lot, visiting fairs and factories all over the world… thus understanding where the shoe industry was going, grasping the various qualities and reflecting on the many defects of the mass market”. When and how did you start the RE-BORN Shoes project? “We started the RE-BORN Shoes project about a year ago, officially participating as exhibitors at Barcolana 51, where we shown our shoes which for the occasion were mostly produced with used sails”. What is the most important aspect of your brand for you? “The most important aspect of our brand is to be able to enhance materials that until a few days before were destined to be destroyed. The fact that they can be ‘reborn’ exudes a sense of positivity to those who appreciate our history and our products, but above all to those who wear them.Our customers are our biggest sellers, when they buy our shoes we make it clear that they are part of the brand. Since then, feedback has begun from our customers, who communicate their emotions in wearing them and in telling their friends about the story and the materials with which the shoes were made.Furthermore, communication with customers allows us to understand the strengths and weaknesses of the materials we use, so that we can always improve”. 2 brand products that have a special meaning for you: what are they and why? “I am attached for various reasons to all the models we make, but one of the products I love is the RE-BORN T1 item: shoes made with sails, used jeans, tires and towels”. “Materials that are completely different from each other with origins and stories that are intertwined between kilometers of motorway, nautical miles, walks in parks and hotel rooms”. In terms of sustainability, the reuse of materials otherwise destined to be thrown away is the aspect that we really liked. The soles, the shoe uppers and the packaging (backpacks from beach umbrellas) are also made from recycled materials. RE-BORN Shoes uses jeans, umbrellas canvases, towels, fabrics, tires, artistic weaving production remains, boat sails. Each single pair ordered is an handcraft piece. Are there any other projects in sight? “Many new projects and collaborations are emerging, opening up new paths for us and introducing various materials to become shoes. From scraps of handcrafted fabrics from Val Badia to t-shirts, through tartan to make kilts. So we are always looking for new emotions to convey to those who follow us.Our dream is also to be able to create an ‘important’ supply chain, creating other jobs where materials are recovered in various ways, making them available for our production, but also for others who may need them”. What do you think of networking with other micro-enterprises? “Networking is still a fundamental step for a circular economy like the one we are developing.We have already started a co-branding collaboration with a foreign brand. In Italy we will have to collaborate above all in marketing, perhaps creating situations such as fairs, sales lines or other things to study together, which will allow us to reduce costs by giving us greater visibility”. Web site: https://rebornshoes.com/it/ Facebook: https://www.facebook.com/rebornshoes2019/ Instagram: https://www.instagram.com/rebornshoes_official/ * Sfashion-net is a portal that brings together brands,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-150x150.png" alt="" width="30" height="28" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 30px) 100vw, 30px" />Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/40510751">RE-BORN Shoes (Brand in Focus)</a></p>
<p><span style="color: #ac5e6e;"><em><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-10212 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/brandinfocus-logo-300x300.jpg" alt="" width="294" height="294" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/brandinfocus-logo-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/brandinfocus-logo-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/brandinfocus-logo-600x600.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/brandinfocus-logo-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/brandinfocus-logo-768x768.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/brandinfocus-logo-75x75.jpg 75w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/brandinfocus-logo.jpg 853w" sizes="auto, (max-width: 294px) 100vw, 294px" />Brand in focus</strong> </em></span>è un ciclo di interviste realizzate per <a href="https://www.sfashion-net.it">Sfashion-net</a>*, nostro partner nella diffusione di una moda alternativa al <em>fast fashion</em>. Per loro intervistiamo Nicola Masolini di <a href="https://rebornshoes.com/it/">RE-BORN Shoes</a>. Abbiamo scelto di raccontare la storia di questo brand italiano perché lo spirito del riuso e del recupero di materiali di diverse tipologie, alla base di RE-BORN Shoes da generazioni, ci è piaciuto molto. Ti lasciamo scoprire nell&#8217;intervista la filosofia, la storia e i materiali di questo marchio sostenibile.</p>
<h6> </h6>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">Ciao Nicola, ci racconti di RE-BORN Shoes?</span></h6>
<p>&#8220;Le calzature RE-BORN Shoes del calzaturificio Eredi Masolini Raimondo &#8211; MASOLINI1949 nascono dalla nostra storica azienda a conduzione familiare, la quale può vantare ormai un’esperienza di <strong>quattro generazioni nel settore calzaturiero</strong>. La sapienza artigianale tramandata di padre in figlio, unita allo spirito imprenditoriale che sa adattare continuamente la produzione alle nuove dinamiche sociali ed economiche, fa sì che i nostri prodotti siano attentamente rifiniti, resistenti, comodi e dal design sempre elegante e accattivante&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">Perché avete deciso di iniziare questa attività? </span></h6>
<p>&#8220;Fin dal secondo dopoguerra il paese di Gonars, nella bassa friulana, fece del settore calzaturiero il punto di forza del suo sviluppo industriale e artigianale: le scarpe prodotte nei suoi numerosi calzaturifici erano vendute sia in Italia sia all’estero in paesi come Austria, Germania, Olanda e Belgio.<br />Valentino Masolini, il mio bisnonno, e i suoi figli furono tra i pionieri di questa emozionante fase di sviluppo economico. <strong>La competenza, l’intraprendenza e la passione</strong> che consentirono allora di fondare una solida realtà produttiva costituiscono tuttora per noi i valori fondamentali a cui far riferimento nella conduzione dell’azienda&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">Cosa vi ha ispirato?</span></h6>
<p>&#8220;È vero che spesso la necessità stimola l’ingegno e porta a concepire soluzioni innovative. Dopo la guerra, quando le materie prime scarseggiavano, <strong>Valentino Masolini e i suoi figli pensarono di riciclare le scarpe e i tessuti delle divise militari rimasti dalla guerra appena terminata</strong>; fu così che trasformarono quei materiali &#8216;di scarto&#8217; in nuove calzature. Ed è proprio a questo spirito del riuso che ci siamo ispirati nel progettare le nostre RE-BORN Shoes: nel dare vita a questa nuova serie non abbiamo fatto altro che riprendere quelle stesse tecniche di lavorazione e di recupero dei materiali che erano alle origini dell’azienda!</p>
<p><strong>L’ispirazione è nata pure dalla mia esperienza personale, lavorando per parecchi anni in Etiopia</strong>, sempre nel settore calzaturiero dove ho potuto collaborare con grosse fabbriche di scarpe, marchi internazionali, progetti governativi di sviluppo del settore e con <em>Sole Rebels</em>, un marchio alternativo che già iniziava a lavorare nel settore del riciclo. Queste varie esperienze mi hanno permesso di viaggiare parecchio, visitando fiere e fabbriche di mezzo mondo&#8230; Capendo così da che parte stava andando l’industria delle scarpe, cogliendo i vari pregi e riflettendo sui tanti difetti del mercato di massa&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">Quando e come avete iniziato il progetto RE-BORN Shoes?</span></h6>
<p>&#8220;Abbiamo iniziato il progetto RE-BORN Shoes circa un anno fa, ufficialmente partecipando come espositori alla <em>Barcolana 51</em>, dove esponevamo le nostre scarpe che per l’occasione erano prodotte nella maggior parte con vele usate&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">Qual è l’aspetto per te più importante del vostro brand?</span></h6>
<p>&#8220;<strong>L’aspetto più importante del nostro brand è quello di riuscire a valorizzare materiali che fino a pochi giorni prima erano destinati a essere distrutti.</strong> Il fatto di poterli far &#8216;rinascere&#8217; emana un senso di positività a chi apprezza la nostra storia e i nostri prodotti, ma soprattutto a chi li indossa.<br />I nostri clienti sono i nostri maggiori venditori, quando comprano le nostre scarpe facciamo capire che sono parte del brand. Da allora inizia un feedback  dai nostri clienti, che ci comunicano le loro emozioni nell’indossarle e nel raccontare ai propri amici la storia e i materiali con cui le scarpe sono state fatte. <br />Oltretutto la comunicazione con i clienti ci permette di capire pregi e difetti dei materiali che usiamo, così da poterci sempre migliorare&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">2 prodotti del brand che hanno un significato speciale per te: quali sono e perché?</span></h6>
<p>&#8220;Sono legato per vari motivi a tutti i modelli che facciamo, ma uno dei prodotti che amo è l’articolo<strong> RE-BORN T1</strong>: scarpe fatte con le vele, jeans, pneumatici e asciugamani usati&#8221;.</p>

<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-10175" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_2036-1024x683.jpg" alt="" width="444" height="313" />
<figcaption>RE-BORN T1 (a destra)</figcaption>
</figure>
</div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&#8220;Materiali completamente differenti tra di loro con provenienze e storie che si intrecciano tra km di autostrada, miglia marine, passeggiate nei parchi e camere di albergo&#8221;.</p>
</blockquote>

<h6><span style="color: #ac5e6e;">Riguardo alla sostenibilità, il riutilizzo di materiali altrimenti destinati a essere buttati è l’aspetto che ci è piaciuto molto. Anche le suole, le tomaie e le confezioni (zainetti realizzati con ombrelloni da spiaggia) sono in materiali riciclati. RE-BORN Shoes utilizza jeans, tele di ombrelloni, asciugamani, stoffe, pneumatici, resti di produzione di tessiture artistiche, vele di imbarcazioni. Producete singolarmente in modo artigianale ogni paio richiesto. Ci sono altri progetti in vista?</span></h6>
<p>&#8220;Stanno nascendo tanti nuovi progetti e collaborazioni che ci stanno aprendo nuove strade e facendo conoscere materiali svariati da far diventare scarpe. Da ritagli di stoffe artigianali della Val Badia alle t-shirt, passando per il tartan per fare i kilt. Quindi<span class="x_x_Apple-converted-space"> </span><strong>siamo sempre alla ricerca di emozioni nuove da trasmettere a chi ci segue</strong>.<br /><strong>Il nostro sogno è anche di poter creare una filiera &#8216;importante&#8217;, creando altri posti di lavoro</strong><span class="x_x_Apple-converted-space"> </span>dove si recuperano i materiali in vario modo rendendoli disponibili per la nostra produzione, ma anche per altre che possano necessitarne&#8221;.</p>
<h6><span style="color: #ac5e6e;">Cosa ne pensi del fare rete con altre micro-imprese?</span></h6>
<p>&#8220;Fare rete è comunque<span class="x_x_Apple-converted-space"> </span><strong>un passo fondamentale per un&#8217;economia circolare</strong><span class="x_x_Apple-converted-space"> </span>come quella che stiamo mandando avanti.<br />Abbiamo già iniziato una collaborazione in co-branding con un marchio straniero. In Italia si dovrà collaborare soprattutto nel marketing, forse creando situazioni tipo fiere, linee di vendita o altro da studiare assieme, che ci possa permettere di abbattere i costi dandoci una visibilità maggiore&#8221;.</p>
<p>Sito: <a href="https://rebornshoes.com/it/">https://rebornshoes.com/it/</a></p>
<p>Facebook: <a href="https://www.facebook.com/rebornshoes2019/">https://www.facebook.com/rebornshoes2019/</a></p>
<p>Instagram: <a href="https://www.instagram.com/rebornshoes_official/">https://www.instagram.com/rebornshoes_official/</a></p>

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<ul class="blocks-gallery-grid">
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<figure><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" class="wp-image-10194" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_2002-683x1024.jpg" alt="" data-id="10194" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_2002-scaled.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10194" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_2002-683x1024.jpg 683w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_2002-scaled-600x900.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_2002-200x300.jpg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_2002-768x1152.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_2002-1024x1536.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_2002-1365x2048.jpg 1365w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_2002-1160x1740.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_2002-scaled.jpg 1706w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>
</li>
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<figure><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" class="wp-image-10195" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_3281-682x1024.jpg" alt="" data-id="10195" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_3281.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10195" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_3281-682x1024.jpg 682w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_3281-600x900.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_3281-200x300.jpg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_3281-768x1152.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_3281-1024x1536.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_3281-1160x1740.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_3281.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 682px) 100vw, 682px" /></figure>
</li>
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<figure><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="960" class="wp-image-10193" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/I-7.jpg" alt="" data-id="10193" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/I-7.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=10193" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/I-7.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/I-7-600x750.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/I-7-240x300.jpg 240w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
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<p><em>* <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-10262" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg" alt="" width="300" height="71" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-600x142.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1024x243.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-768x182.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1160x275.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2.jpg 1276w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><a href="https://www.sfashion-net.it">Sfashion-net</a> è un portale che raccoglie brand, progetti e micro imprese della moda critica, con lo scopo di dare loro visibilità, di diffondere in maniera concreta un’alternativa reale al consumo del fast fashion e di creare una rete, una community coesa e attiva di realtà che, pur restando indipendenti fra loro, possano conoscersi, entrare in contatto, sviluppare strategie e progetti condivisi. Inoltre i brand possono fruire di consulenze, formazione e servizi dedicati alla loro tipologia di impresa.</em></p>
<hr />
<h5><span style="color: #acc0a5;"><strong><em>English</em></strong><strong> – Brand in focus – RE-BORN Shoes: born from the long tradition of recovering materials</strong></span></h5>
<p><span style="color: #ac5e6e;"><em><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-10252 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/brandinfocus-logo-1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/brandinfocus-logo-1-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/brandinfocus-logo-1-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/brandinfocus-logo-1-600x600.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/brandinfocus-logo-1-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/brandinfocus-logo-1-768x768.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/brandinfocus-logo-1-75x75.jpg 75w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/brandinfocus-logo-1.jpg 853w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Brand in focus</em></span> is a series of interviews made for <a href="https://www.sfashion-net.it/">Sfashion-net</a>*, our partner in the diffusion of an alternative to fast fashion. For them we interviewed Nicola Masolini of RE-BORN Shoes. We have chosen to tell the story of this Italian brand because we like a lot the spirit of reuse and recovery of materials of different types, which has been the basis of RE-BORN for generations. We let you discover the philosophy, history and materials of this sustainable brand in the interview.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;"><strong>Hi Nicola, can you tell us about RE-BORN Shoes?</strong></span></h6>
<p>“RE-BORN Shoes of the Eredi Masolini Raimondo – MASOLINI1949 shoe factory are born from our historic family-run company, which can now boast <strong>four generations of experience in the footwear sector</strong>. The craftsmanship handed down from father to son, combined with the entrepreneurial spirit that knows how to continually adapt production to new social and economic dynamics, ensures that our products are carefully finished, resistant, comfortable and with an elegant and captivating design”.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;"><strong>Why did you decide to start this business?</strong></span></h6>
<p>“Since the Second World War, the town of Gonars, in the lower Friuli area, has made the footwear sector the strong point of its industrial and artisan development: the shoes produced in its numerous shoe factories were sold both in Italy and abroad in countries such as Austria, Germany, Holland and Belgium.<br />Valentino Masolini, my great-grandfather, and his children were among the pioneers of this exciting phase of economic development. The <strong>expertise, resourcefulness and passion</strong> that allowed us to establish a solid production reality are still for us the fundamental values ​​to refer to in running the company”.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;"><strong>What inspired you?</strong></span></h6>
<p>“It is true that necessity often stimulates ingenuity and leads to the conception of innovative solutions. After the war, when raw materials were scarce, <strong>Valentino Masolini and his sons thought about recycling the shoes and fabrics of military uniforms left over from the war just ended;</strong> this is how they transformed those ‘waste’ materials into new shoes. And it is precisely this spirit of reuse that we were inspired by in designing our RE-BORN Shoes: in giving life to this new series we have done nothing but resume those same techniques of processing and recovery of materials that were at the origins of company!</p>
<p><strong>The inspiration also came from my personal experience, working for several years in Ethiopia</strong>, always in the footwear sector where I was able to collaborate with large shoe factories, international brands, government development projects in the sector and with <em>Sole Rebels</em>, an alternative brand that it was already starting to work in the recycling sector. These various experiences have allowed me to travel a lot, visiting fairs and factories all over the world… thus understanding where the shoe industry was going, grasping the various qualities and reflecting on the many defects of the mass market”.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;"><strong>When and how did you start the RE-BORN Shoes project?</strong></span></h6>
<p>“We started the RE-BORN Shoes project about a year ago, officially participating as exhibitors at <em>Barcolana 51</em>, where we shown our shoes which for the occasion were mostly produced with used sails”.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;"><strong>What is the most important aspect of your brand for you?</strong></span></h6>
<p>“<strong>The most important aspect of our brand is to be able to enhance materials that until a few days before were destined to be destroyed</strong>. The fact that they can be ‘reborn’ exudes a sense of positivity to those who appreciate our history and our products, but above all to those who wear them.<br />Our customers are our biggest sellers, when they buy our shoes we make it clear that they are part of the brand. Since then, feedback has begun from our customers, who communicate their emotions in wearing them and in telling their friends about the story and the materials with which the shoes were made.<br />Furthermore, communication with customers allows us to understand the strengths and weaknesses of the materials we use, so that we can always improve”.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;"><strong>2 brand products that have a special meaning for you: what are they and why?</strong></span></h6>
<p>“I am attached for various reasons to all the models we make, but one of the products I love is the <strong>RE-BORN T1</strong> item: shoes made with sails, used jeans, tires and towels”.</p>

<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-10175" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/IMG_2036-1024x683.jpg" alt="" width="444" height="313" />
<figcaption>RE-BORN T1 (on the right)</figcaption>
</figure>
</div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Materials that are completely different from each other with origins and stories that are intertwined between kilometers of motorway, nautical miles, walks in parks and hotel rooms”.</em></p>
</blockquote>

<h6><span style="color: #acc0a5;"><strong>In terms of sustainability, the reuse of materials otherwise destined to be thrown away is the aspect that we really liked. The soles, the shoe uppers and the packaging (backpacks from beach umbrellas) are also made from recycled materials. RE-BORN Shoes uses jeans, umbrellas canvases, towels, fabrics, tires, artistic weaving production remains, boat sails. Each single pair ordered is an handcraft piece. Are there any other projects in sight?</strong></span></h6>
<p>“Many new projects and collaborations are emerging, opening up new paths for us and introducing various materials to become shoes. From scraps of handcrafted fabrics from Val Badia to t-shirts, through tartan to make kilts. So <strong>we are always looking for new emotions to convey to those who follow us</strong>.<br />Our dream is also to be able to create an ‘important’ supply chain, creating other jobs where materials are recovered in various ways, making them available for our production, but also for others who may need them”.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;"><strong>What do you think of networking with other micro-enterprises?</strong></span></h6>
<p>“Networking is still <strong>a fundamental step for a circular economy</strong> like the one we are developing.<br />We have already started a co-branding collaboration with a foreign brand. In Italy we will have to collaborate above all in marketing, perhaps creating situations such as fairs, sales lines or other things to study together, which will allow us to reduce costs by giving us greater visibility”.</p>
<p>Web site: <a href="https://rebornshoes.com/it/">https://rebornshoes.com/it/</a></p>
<p>Facebook: <a href="https://www.facebook.com/rebornshoes2019/">https://www.facebook.com/rebornshoes2019/</a></p>
<p>Instagram: <a href="https://www.instagram.com/rebornshoes_official/">https://www.instagram.com/rebornshoes_official/</a></p>
<p>* <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-10262" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg" alt="" width="300" height="71" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-300x71.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-600x142.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1024x243.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-768x182.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2-1160x275.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/sfashion-net-2.jpg 1276w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><em><a href="https://www.sfashion-net.it">Sfashion-net</a> is a portal that brings together brands, projects and micro-enterprises of critical fashion, with the aim of giving them visibility, of spreading a real alternative to fast fashion consumption and of creating a network, a cohesive and active community in realities that, while remaining independent from each other, can get to know each other, come into contact, develop shared strategies and projects. Furthermore, brands can benefit from consultancy, training and services dedicated to their type of business.</em></p>]]></content:encoded>
					
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