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	<title>brand sostenibili &#8211; Dress Ecode</title>
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	<description>Come vestire sostenibile/ How to dress happily green and fair</description>
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	<title>brand sostenibili &#8211; Dress Ecode</title>
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		<title>I brand della moda collegati alla deforestazione in Amazzonia</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2022 08:40:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Brand e deforestazione &#160; Stand.Earth ha recentemente pubblicato una ricerca sul legame tra il settore della moda e la distruzione della foresta amazzonica. Utilizzando i dati pubblici e governativi, l’indagine mostra come l&#8217;approvvigionamento di pelle dei marchi fashion rappresenti un rischio climatico esistenziale per il mondo, la foresta pluviale amazzonica e le comunità indigene. &#160; L&#8217;allevamento di bestiame è collegato alla disponibilità di foreste. Uno studio del World Resources Institute ha rilevato che dal 2001 al 2015 l’industria del bestiame è responsabile del 36% della perdita di copertura arborea a livello globale. Gli allevamenti di bestiame hanno sostituito quasi il doppio della superficie forestale rispetto a tutti gli altri beni messi insieme (soia, olio di palma, gomma, cocco, caffè, fibra di legno). Analizzando il tracciamento della pelle esportata dalla più grande azienda brasiliana di carne/pelle, JBS, Stand.Earth ha identificato i marchi complici nell’annientamento del polmone della terra. Infatti, tutte le realtà che si approvvigionano direttamente o indirettamente da JBS sono collegate al collasso della foresta amazzonica. Il problema non riguarda solo JBS, ma l’intera industria brasiliana della pelle. Lo studio ha analizzato tutti i 6 principali esportatori, indagando 500.000 righe di dati doganali ottenuti da più fornitori di dati e incrociati con dati raccolti da altre fonti per scoprire la catena di approvvigionamento nascosta. La pelle brasiliana viene utilizzata da concerie e produttori di tutto il mondo per realizzare innumerevoli prodotti di marca rivolti ai consumatori, comprese calzature e prodotti di moda di fascia alta. L’Italia è significativamente coinvolta: circa un terzo delle esportazioni sono destinate infatti al nostro paese. &#160; Al momento della pubblicazione, la ricerca evidenzia oltre 100 marchi che sono ad alto rischio di condurre la distruzione della foresta amazzonica. Questi marchi includono: Adidas, Nike, Coach, Prada, Zara, Ralph Lauren, Tommy Hilfiger, New Balance, UGG e Fendi, che hanno più connessioni con la deforestazione dell&#8217;Amazzonia. Nello studio emergono: I brand con connessioni multiple alla deforestazione (=alto rischio). Tra questi: Adidas Fila Camper Nike Timberland Geox Puma ASICS Clarks Dr. Martens Tommy Hilfiger Calvin Klein Vans New Balance Zara H&#38;M Guess Ralph Lauren Lacoste Prada LVMH Michael Kors DKNY I brand con una singola connessione, tra cui: Decathlon Giorgio Armani Bally Esprit Maison Margiela Per connessioni si intendono i collegamenti individuali nella filiera tra varie aziende (concerie di pelle in Brasile, trasformatori di pelle in vari paesi, produttori e marchi di scarpe/moda in tutto il mondo). Un sito interattivo mostra i legami di tutti i marchi, le capogruppo e la catena di approvvigionamento. I dati analizzati illustrano anche che un terzo delle aziende incluse nella ricerca sta violando le proprie policy, mentre i due terzi delle aziende non ha in atto politiche al riguardo. Alcuni brand di moda si nascondono dietro a LWG (Leather Working Group), che da una parte sta collaborando con l’Università del Wisconsin e due Ong (NWF e WWF) per aumentare la trasparenza della catena di approvvigionamento, dall’altra però non riesce a occuparsi della deforestazione per via della mancanza di sistemi di tracciamento e di disponibilità di dati sulla catena del valore del bestiame in Brasile. La certificazione LWG non garantisce che la pelle sia libera da responsabilità nella deforestazione. I marchi spesso si nascondono dietro l&#8217;affermazione che le loro catene di approvvigionamento sono prive di deforestazione illegale, ma uno studio del 2020 ha rilevato che quasi tutta la deforestazione nell&#8217;Amazzonia brasiliana è illegale. Slow Factory propone una campagna ambientale per chiedere responsabilità ai marchi e ritenerli legalmente responsabili attraverso la legislazione. “L&#8217;industria della moda è nota per le catene di approvvigionamento deliberatamente oscure che nascondono enormi diritti umani e abusi ambientali”, spiega Colin Vernon, co-fondatore di Slow Factory. “Dati gli standard molto permissivi e l&#8217;applicazione da parte del governo brasiliano, chiediamo ai marchi globali di assicurarsi che possano dimostrare che le loro catene di approvvigionamento sono pulite, senza fare affidamento sulla parola dei loro fornitori o su standard che hanno enormi scappatoie . La verità è che l&#8217;Amazzonia viene bruciata per allevare bestiame per carne e pelle, e i marchi hanno il potere di fermarlo&#8221;. La pelle è un sottoprodotto? La domanda ricorrente quando si parla di pelle e sostenibilità è: “Non si tratta di uso positivo di un sottoprodotto del bestiame che altrimenti andrebbe sprecato?”. Slow Factory conferma che non è così. “Data la quantità di entrate delle esportazioni che il Brasile genera dalla produzione di pelle, le pelli bovine sono considerate un co-prodotto, piuttosto che un sottoprodotto, della carne bovina. Mentre la grande maggioranza della carne bovina brasiliana viene consumata a livello nazionale, la maggior parte della sua pelle va a finire in scarpe, borse, cinture e altri oggetti usati quotidianamente dai consumatori di tutto il mondo”. Se vuoi leggere ancora riguardo all’industria della pelle, ne abbiamo parlato anche qui &#62; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png" alt="" width="30" height="28" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png 3840w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="(max-width: 30px) 100vw, 30px" /> Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/48290840">Brand e deforestazione</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Stand.Earth ha recentemente pubblicato una ricerca sul legame tra il settore della moda e la distruzione della foresta amazzonica. Utilizzando i dati pubblici e governativi, l’indagine mostra come <strong>l&#8217;approvvigionamento di pelle dei marchi fashion rappresenti un rischio climatico</strong> esistenziale per il mondo, la foresta pluviale amazzonica e le comunità indigene.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-15465 size-full" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-4.jpg" alt="" width="2094" height="996" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-4.jpg 2094w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-4-600x285.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-4-300x143.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-4-1024x487.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-4-768x365.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-4-1536x731.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-4-2048x974.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-4-1160x552.jpg 1160w" sizes="(max-width: 2094px) 100vw, 2094px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;allevamento di bestiame è collegato alla disponibilità di foreste. Uno <a href="https://research.wri.org/gfr/forest-extent-indicators/deforestation-agriculture">studio del <em>World Resources Institute</em></a> ha rilevato che dal 2001 al 2015 l’industria del bestiame è responsabile del 36% della perdita di copertura arborea a livello globale. Gli allevamenti di bestiame hanno sostituito quasi il doppio della superficie forestale rispetto a tutti gli altri beni messi insieme (soia, olio di palma, gomma, cocco, caffè, fibra di legno).</p>
<p>Analizzando il tracciamento della pelle esportata dalla più grande azienda brasiliana di carne/pelle, JBS, Stand.Earth ha identificato <strong>i marchi complici nell’annientamento del polmone della terra</strong>. Infatti, tutte le realtà che si approvvigionano direttamente o indirettamente da JBS sono collegate al collasso della foresta amazzonica.</p>
<p>Il problema non riguarda solo JBS, ma l’intera industria brasiliana della pelle. Lo studio ha analizzato tutti i 6 principali esportatori, indagando 500.000 righe di dati doganali ottenuti da più fornitori di dati e incrociati con dati raccolti da altre fonti per scoprire la catena di approvvigionamento nascosta.</p>
<p>La pelle brasiliana viene utilizzata da concerie e produttori di tutto il mondo per realizzare <strong>innumerevoli prodotti di marca</strong> rivolti ai consumatori, comprese calzature e prodotti di moda di fascia alta.</p>
<h5><span style="color: #b85a4e;">L’Italia è significativamente coinvolta: circa un terzo delle esportazioni sono destinate infatti al nostro paese.</span></h5>

<a href='https://dress-ecode.com/i-brand-della-moda-collegati-alla-deforestazione-in-amazzonia/moda-pelle-ambiente-3/'><img decoding="async" width="960" height="548" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-3-1024x584.jpg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-3-1024x584.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-3-600x342.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-3-300x171.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-3-768x438.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-3-1536x876.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-3-2048x1168.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-3-1160x661.jpg 1160w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a>
<a href='https://dress-ecode.com/i-brand-della-moda-collegati-alla-deforestazione-in-amazzonia/moda-pelle-ambiente-2/'><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="664" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-2-1024x708.jpg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-2-1024x708.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-2-600x415.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-2-300x207.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-2-768x531.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-2.jpg 1121w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a>

<p>&nbsp;</p>
<p>Al momento della pubblicazione, la ricerca evidenzia oltre 100 marchi che sono ad alto rischio di condurre la distruzione della foresta amazzonica. Questi marchi includono: Adidas, Nike, Coach, Prada, Zara, Ralph Lauren, Tommy Hilfiger, New Balance, UGG e Fendi, che hanno più connessioni con la deforestazione dell&#8217;Amazzonia.</p>
<p>Nello studio emergono:</p>
<ul>
<li>I brand con <strong>connessioni multiple</strong> alla deforestazione (=alto rischio). Tra questi:</li>
</ul>
<ol>
<li>Adidas</li>
<li>Fila</li>
<li>Camper</li>
<li>Nike</li>
<li>Timberland</li>
<li>Geox</li>
<li>Puma</li>
<li>ASICS</li>
<li>Clarks</li>
<li>Dr. Martens</li>
<li>Tommy Hilfiger</li>
<li>Calvin Klein</li>
<li>Vans</li>
<li>New Balance</li>
<li>Zara</li>
<li>H&amp;M</li>
<li>Guess</li>
<li>Ralph Lauren</li>
<li>Lacoste</li>
<li>Prada</li>
<li>LVMH</li>
<li>Michael Kors</li>
<li>DKNY</li>
</ol>
<ul>
<li>I brand con una <strong>singola connessione</strong>, tra cui:</li>
</ul>
<ol>
<li>Decathlon</li>
<li>Giorgio Armani</li>
<li>Bally</li>
<li>Esprit</li>
<li>Maison Margiela</li>
</ol>
<p>Per connessioni si intendono i collegamenti individuali nella filiera tra varie aziende (concerie di pelle in Brasile, trasformatori di pelle in vari paesi, produttori e marchi di scarpe/moda in tutto il mondo). Un <a href="https://www.stand.earth/publication/forest-conservation/amazon-forest-protection/amazon-leather-supply-chain">sito interattivo</a> mostra i legami di tutti i marchi, le capogruppo e la catena di approvvigionamento.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-15459 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-1.jpg" alt="" width="2110" height="1194" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-1.jpg 2110w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-1-600x340.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-1-300x170.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-1-1024x579.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-1-768x435.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-1-1536x869.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-1-2048x1159.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-1-1160x656.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 2110px) 100vw, 2110px" /></p>
<h5><span style="color: #b85a4e;">I dati analizzati illustrano anche che <strong>un terzo delle aziende incluse nella ricerca sta violando le proprie policy</strong>, mentre i due terzi delle aziende non ha in atto politiche al riguardo.</span></h5>
<p>Alcuni brand di moda si nascondono dietro a LWG (Leather Working Group), che da una parte sta collaborando con l’Università del Wisconsin e due Ong (NWF e WWF) per aumentare la trasparenza della catena di approvvigionamento, dall’altra però non riesce a occuparsi della deforestazione per via della mancanza di sistemi di tracciamento e di disponibilità di dati sulla catena del valore del bestiame in Brasile.</p>
<h5><span style="color: #b85a4e;">La certificazione LWG non garantisce che la pelle sia libera da responsabilità nella deforestazione.</span></h5>
<p>I marchi spesso si nascondono dietro l&#8217;affermazione che le loro catene di approvvigionamento sono prive di deforestazione illegale, ma uno studio del 2020 ha rilevato che <strong>quasi tutta la deforestazione nell&#8217;Amazzonia brasiliana è illegale</strong>.</p>
<p>Slow Factory propone una <a href="https://slowfactory.earth/supplychange">campagna ambientale</a> per chiedere responsabilità ai marchi e ritenerli legalmente responsabili attraverso la legislazione. “L&#8217;industria della moda è nota per le catene di approvvigionamento deliberatamente oscure che nascondono enormi diritti umani e abusi ambientali”, spiega Colin Vernon, co-fondatore di Slow Factory. “Dati gli standard molto permissivi e l&#8217;applicazione da parte del governo brasiliano, chiediamo ai marchi globali di assicurarsi che possano dimostrare che le loro catene di approvvigionamento sono pulite, senza fare affidamento sulla parola dei loro fornitori o su standard che hanno enormi scappatoie . <strong>La verità è che l&#8217;Amazzonia viene bruciata per allevare bestiame per carne e pelle, e i marchi hanno il potere di fermarlo&#8221;</strong>.</p>
<h5><span style="color: #b85a4e;">La pelle è un sottoprodotto?</span></h5>
<p>La domanda ricorrente quando si parla di pelle e sostenibilità è: “Non si tratta di uso positivo di un sottoprodotto del bestiame che altrimenti andrebbe sprecato?”. Slow Factory conferma che non è così.</p>
<p>“Data la quantità di entrate delle esportazioni che il Brasile genera dalla produzione di pelle, le pelli bovine sono considerate un co-prodotto, piuttosto che un sottoprodotto, della carne bovina. Mentre la grande maggioranza della carne bovina brasiliana viene consumata a livello nazionale, <strong>la maggior parte della sua pelle va a finire in scarpe, borse, cinture e altri oggetti usati quotidianamente dai consumatori di tutto il mondo</strong>”.</p>
<p>Se vuoi leggere ancora riguardo all’industria della pelle, ne abbiamo <a href="https://dress-ecode.com/2021/03/04/limpatto-della-pelle-e-delle-concerie-quello-che-non-sappiamo-e-chi-e-dentro-ha-paura-a-dirci/">parlato anche qui &gt;</a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15467 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-5.jpg" alt="" width="987" height="627" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-5.jpg 2120w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-5-600x381.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-5-300x191.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-5-1024x651.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-5-768x488.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-5-1536x976.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-5-2048x1301.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/01/moda-pelle-ambiente-5-1160x737.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 987px) 100vw, 987px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>WHATaECO! Il sito dove trovi ciò che ti serve in versione più sostenibile</title>
		<link>https://dress-ecode.com/whataeco-il-sito-dove-trovi-cio-che-ti-serve-in-versione-piu-sostenibile/</link>
					<comments>https://dress-ecode.com/whataeco-il-sito-dove-trovi-cio-che-ti-serve-in-versione-piu-sostenibile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 07:49:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Dove acquistare]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Handicraft]]></category>
		<category><![CDATA[brand sostenibili]]></category>
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		<category><![CDATA[piattaforma brand]]></category>
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					<description><![CDATA[Puoi anche ascoltare qui l&#8217;articolo: WHATaECO! &#160; Siamo su WHATaECO! Quando Anne-Laure ha proposto la collaborazione con Benedetta Spattini e Caterina Lotti, è stato subito un &#8220;Sì!&#8221; entusiasta all&#8217;opportunità di essere presenti sull&#8217;e-commerce che invita a consumare meno e meglio, scegliendo prodotti con più etica e sostenibilità. Ci trovi nella sezione Tempo Libero, tra i corsi interessanti proposti dalla piattaforma. Dato che ci piace spiegare bene e far conoscere i partner con cui collaboriamo, abbiamo posto qualche domanda a Benedetta e Caterina, per scoprire cos&#8217;è, cosa propone e come aderire al progetto WHATaECO. Ciao Benedetta, ciao Caterina, come vi siete conosciute? Com’è nata la vostra collaborazione? &#8220;Modena non è una metropoli e ci conosciamo fin da ragazze, abbiamo anche frequentato l’Università di Giurisprudenza insieme ma è la sostenibilità che ci ha unite quotidianamente nel progetto WHATaECO. Tutto è nato da uno scambio di opinioni sulla difficoltà di reperire alternative sostenibili a prodotti di uso quotidiano. Aggiungici un pizzico di spirito imprenditoriale e il rifiuto della carriera da giuriste ed è nato WHATaECO!&#8221;. Perché avete deciso di avviare questo progetto? Cosa vi ha fatto fare il primo passo? &#8220;Consapevolezza, necessità e coraggio. Cercavamo un sito a impatto ridotto che promuovesse alternative sostenibili di diverse categorie merceologiche e non lo abbiamo trovato. Sempre più persone acquistano online e il greenwashing dilaga quindi abbiamo studiato le soluzioni per creare una piattaforma online che rispondesse alla domanda ma lo facesse in modo sostenibile. WHATaECO è infatti alimentato ad energia pulita, lavoriamo in dropshipping per dimezzare i trasporti e tutti quelli che facciamo vengono compensati. Anche i packaging sono sostenibili: riutilizzati il più possibile, plastic-free e sigillati con il nostro nastro in carta&#8221;. Qual è il vostro obiettivo? &#8220;Crediamo in un mondo che si valorizzi e cresca grazie all&#8217;imprenditoria sostenibile. La nostra mission è promuovere la sostenibilità fornendo facile accesso a beni quotidianamente necessari senza procurare un impatto negativo sul Pianeta. Attualmente lavoriamo con oltre 130 brand italiani e stranieri che condividono la nostra vision, ma ci sono nuovi prodotti online ogni settimana. Ci sono tanti obiettivi a medio e lungo termine che auspichiamo di raggiungere ma non vogliamo spoilerarvi troppo!&#8221;. Come selezionate i brand presenti sul sito? &#8220;Per materiali, valori aziendali e ciò che trasmette il prodotto o servizio. Offriamo un catalogo di brand selezionati sul territorio europeo che condividono la nostra mission, creano impiego etico e fanno parte della rete virtuosa di business che aspiriamo di poter aiutare per vedere un cambiamento nel mondo del commercio. Tutti i nostri prodotti sono fair trade, cruelty-free, durevoli o compostabili se monouso e pensati per avere un minore impatto sull’ambiente&#8221;. Quali prodotti propongono i brand che scegliete? Cosa possiamo trovare su WHATaECO? &#8220;Di tutto e un po&#8217;! Le categorie attualmente sono Abbigliamento, Cosmesi, Casa, Baby e Tempo libero, ma il catalogo è sempre in crescita e siamo molto orgogliose di aver lanciato anche la categoria corsi online ed esperienze che vorremmo presto di ampliare con progetti di turismo sostenibile. In base all’esito della campagna online di crowdfunding, che si chiuderà a settembre, speriamo di poter aprire anche la categoria dedicata a cibo e bevande!&#8221;. Avete avviato una campagna di crowdfunding, ci raccontate brevemente in cosa consiste e come possiamo partecipare? &#8220;E’ un grande progetto in corso e mancano 68 giorni (Ndr: ora mancano meno di 60 giorni!) alla chiusura della campagna. Siamo entusiaste del riscontro che abbiamo ricevuto perchè siamo riuscite a raccogliere oltre 50.000 euro in un paio di settimane, raggiungendo e superando la soglia inscindibile del target minimo. Abbiamo tanti obiettivi ambiziosi per riuscire a supportare i nostri brand partner e ci auguriamo di cuore di riuscire a raggiungere il target massimo! Si potrà investire fino a fine estate con una quota minima di 250 euro diventando soci di WHATaECO a tutti gli effetti! Per chi volesse investire più di 1.000 euro si otterranno anche le spese di spedizione gratuite sul sito per 1 anno&#8221;. Qual è stata la parte più difficile di questo progetto? &#8220;Affrontiamo difficoltà quotidianamente. Gestire un business da donne under 30 in Italia non è cosa semplice. Inoltre, essendo un brand nuovo lo sforzo più grande è quello di farci conoscere, trasmettere alla nostra community che siamo Benedetta e Caterina, giovani, alla mano ma con le idee chiare: nutriamo l’ambizione di riuscire a dare valore ai business etici e sostenibili perché un’economia diversa e virtuosa è possibile!&#8221;. Non deve essere semplice, ma ve la state cavando molto bene! E la parte più bella del progetto? &#8220;Avere l&#8217;occasione di conoscere (digitalmente e fisicamente) persone meravigliose. Ogni giorno ci rapportiamo con brand e partner che hanno messo in gioco tutto per una buona causa, content creator che svolgono una magnifica opera di divulgazione sui temi della sostenibilità e giustizia sociale con ammirevole dedizione e i consumatori consapevoli che ci contattano, interagiscono e ogni tanto ci scrivono &#8216;Finalmente WHATaECO!&#8217; &#8220;. A quali aspetti della sostenibilità prestate attenzione nel progetto? &#8220;Prendiamo in considerazione approvvigionamento, filiera produttiva, materiali impiegati, durevolezza e smaltimento. Facciamo molte domande ai brand (e a volte anche ai loro dipendenti!) per capire il loro approccio sotto ogni aspetto. Per avere la certezza che condividano e applichino i nostri valori, chiediamo sempre di firmare il nostro codice etico&#8221;. Una curiosità: come avete iniziato il vostro percorso zero waste? Caterina: &#8220;Penso che tutto sia iniziato quando mi sono appassionata al giardinaggio. Curare le piante, seminare, annaffiare le sere d’estate è una delle cose che amo più fare nel tempo libero. Questa vicinanza con la natura mi ha aperto gli occhi: quanto siamo fortunati ad essere circondati da tanta bellezza? Quanto siamo piccoli e di passaggio rispetto a un albero o a un bulbo che ogni anno ci regala un fiore meraviglioso? Così ho iniziato a pensare all’impatto delle mie azioni quotidiane, ho iniziato a informarmi, a studiare e ad agire, e…non ho più smesso!&#8221;. Benedetta: &#8220;Ero l’emblema della superficialità quando si trattava di acquisti. Ho condotto uno stile di vita radicalmente diverso da quello che cerco di perseguire oggi e devo essere onesta: ero più spensierata. L’approccio &#8216;Zero waste wanna be&#8217; ti porta a farti domande costantemente, a mettere tutto in discussione e spesso ad avere difficoltà nel reperire un’alternativa. A volte è frustrante sentirsi il pesce fuor d’acqua o non riuscire ad incarnare perfettamente i tuoi ideali, ma non tornerei mai più indietro e faccio del mio meglio quotidianamente per migliorare&#8221;. Cosa consigliate a chi desidera cominciare questo cammino? &#8220;Pensa prima di fare qualsiasi cosa. E pensa con la tua testa. Non vogliamo far cadere i consumatori nella trappola del consumismo ecologico. Invitiamo i consumatori a scegliere WHATaECO quando hanno necessità di sostituire qualcosa. Non abbiamo bisogno di posate di bamboo per essere sostenibili, ma di pensare prima di agire e tenere in considerazione l’esigenza e le circostanze del momento presente. Non è filosofia: prima di aperitiveggiare pensiamo e ordiniamo il drink senza cannuccia. Rifiutare, molto spesso, è il primo passo per intraprendere uno stile di vita zero waste&#8221;. Grazie Benedetta e Caterina! Seguiamo la vostra campagna di crowdfunding e siamo felici di essere presenti su WHATaECO! Qui puoi trovare WHATaECO: Sito Instagram Campagna equity crowdfunding E qui il nostro corso! Foto: WHATaECO]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png" alt="" width="30" height="28" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png 3840w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 30px) 100vw, 30px" />Puoi anche ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/45784245">WHATaECO!</a></p>
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<p><strong>Siamo su WHATaECO!</strong> Quando Anne-Laure ha proposto la collaborazione con Benedetta Spattini e Caterina Lotti, è stato subito un &#8220;Sì!&#8221; entusiasta all&#8217;opportunità di essere presenti sull&#8217;e-commerce che invita a consumare meno e meglio, scegliendo prodotti con più etica e sostenibilità. Ci trovi nella sezione <a href="https://whataeco.com/it/68-corsi-online-ed-esperienze">Tempo Libero</a>, tra i corsi interessanti proposti dalla piattaforma.</p>
<p>Dato che ci piace spiegare bene e far conoscere i partner con cui collaboriamo, abbiamo posto qualche domanda a Benedetta e Caterina, per scoprire cos&#8217;è, cosa propone e come aderire al progetto WHATaECO.</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;"><br />
Ciao Benedetta, ciao Caterina, come vi siete conosciute? Com’è nata la vostra collaborazione?</span></h5>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-15020" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/Founders.png" alt="" width="635" height="403" />&#8220;Modena non è una metropoli e ci conosciamo fin da ragazze, abbiamo anche frequentato l’Università di Giurisprudenza insieme ma è la sostenibilità che ci ha unite quotidianamente nel progetto WHATaECO. Tutto è nato da uno scambio di opinioni sulla difficoltà di reperire alternative sostenibili a prodotti di uso quotidiano. Aggiungici un pizzico di spirito imprenditoriale e il rifiuto della carriera da giuriste ed è nato WHATaECO!&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Perché avete deciso di avviare questo progetto? Cosa vi ha fatto fare il primo passo?</span></h5>
<p>&#8220;<strong>Consapevolezza, necessità e coraggio</strong>. Cercavamo un sito a impatto ridotto che promuovesse alternative sostenibili di diverse categorie merceologiche e non lo abbiamo trovato. Sempre più persone acquistano online e il <a href="https://dress-ecode.com/2020/05/27/6-modi-per-individuare-il-greenwashing-di-un-brand/"><em>greenwashing</em></a> dilaga quindi abbiamo studiato le soluzioni per creare una piattaforma online che rispondesse alla domanda ma lo facesse in modo sostenibile. WHATaECO è infatti alimentato ad energia pulita, lavoriamo in dropshipping per dimezzare i<strong> trasporti</strong> e tutti quelli che facciamo vengono compensati. Anche i <strong>packaging</strong> sono sostenibili: riutilizzati il più possibile, plastic-free e sigillati con il nostro nastro in carta&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Qual è il vostro obiettivo?</span></h5>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15031 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/Pacchetto.png" alt="" width="621" height="305" />&#8220;Crediamo in un mondo che si valorizzi e cresca grazie all&#8217;imprenditoria sostenibile. La nostra mission è <strong>promuovere la sostenibilità fornendo facile accesso a beni quotidianamente necessari senza procurare un impatto negativo sul Pianeta</strong>. Attualmente lavoriamo con <strong>oltre 130 brand</strong> italiani e stranieri che condividono la nostra vision, ma ci sono nuovi prodotti online ogni settimana. Ci sono tanti obiettivi a medio e lungo termine che auspichiamo di raggiungere ma non vogliamo spoilerarvi troppo!&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Come selezionate i brand presenti sul sito?</span></h5>
<p>&#8220;Per materiali, valori aziendali e ciò che trasmette il prodotto o servizio. Offriamo un catalogo di <strong>brand selezionati sul territorio europeo</strong> che condividono la nostra mission, creano <strong>impiego etico</strong> e fanno parte della <strong>rete virtuosa di business</strong> che aspiriamo di poter aiutare per vedere un cambiamento nel mondo del commercio. Tutti i nostri prodotti sono <strong>fair trade, cruelty-free, durevoli o compostabili</strong> se monouso e pensati per avere un minore impatto sull’ambiente&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Quali prodotti propongono i brand che scegliete? Cosa possiamo trovare su WHATaECO?</span></h5>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-15024 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/Categorie.png" alt="" width="669" height="335" />&#8220;<strong>Di tutto e un po&#8217;!</strong> Le categorie attualmente sono Abbigliamento, Cosmesi, Casa, Baby e Tempo libero, ma il catalogo è sempre in crescita e siamo molto orgogliose di aver lanciato anche la categoria corsi online ed esperienze che vorremmo presto di ampliare con progetti di turismo sostenibile. In base all’esito della <strong>campagna online di crowdfunding, che si chiuderà a settembre</strong>, speriamo di poter aprire anche la categoria dedicata a cibo e bevande!&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Avete avviato una campagna di crowdfunding, ci raccontate brevemente in cosa consiste e come possiamo partecipare?</span></h5>
<p>&#8220;E’ un grande progetto in corso e mancano 68 giorni (Ndr: ora mancano meno di 60 giorni!) alla chiusura della campagna. Siamo entusiaste del riscontro che abbiamo ricevuto perchè siamo riuscite a raccogliere oltre 50.000 euro in un paio di settimane, raggiungendo e superando la soglia inscindibile del target minimo. Abbiamo tanti obiettivi ambiziosi per riuscire a supportare i nostri brand partner e ci auguriamo di cuore di riuscire a raggiungere il target massimo! Si potrà investire <strong>fino a fine estate</strong> con una quota minima di 250 euro diventando soci di WHATaECO a tutti gli effetti! Per chi volesse investire più di 1.000 euro si otterranno anche le spese di spedizione gratuite sul sito per 1 anno&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Qual è stata la parte più difficile di questo progetto?</span></h5>
<p>&#8220;Affrontiamo difficoltà <strong>quotidianamente</strong>. Gestire un business da <strong>donne under 30 in Italia</strong> non è cosa semplice. Inoltre, essendo un brand nuovo lo sforzo più grande è quello di farci conoscere, trasmettere alla nostra community che siamo Benedetta e Caterina, <strong>giovani, alla mano ma con le idee chiare</strong>: nutriamo l’ambizione di riuscire a dare valore ai business etici e sostenibili perché un’economia diversa e virtuosa è possibile!&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Non deve essere semplice, ma ve la state cavando molto bene! E la parte più bella del progetto?</span></h5>
<p>&#8220;Avere l&#8217;occasione di <strong>conoscere (digitalmente e fisicamente) persone meravigliose</strong>. Ogni giorno ci rapportiamo con brand e partner che hanno messo in gioco <strong>tutto per una buona causa</strong>, content creator che svolgono una magnifica opera di divulgazione sui temi della sostenibilità e giustizia sociale con ammirevole dedizione e i consumatori consapevoli che ci contattano, interagiscono e ogni tanto ci scrivono &#8216;Finalmente WHATaECO!&#8217; &#8220;.</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">A quali aspetti della sostenibilità prestate attenzione nel progetto?</span></h5>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-15026 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/Nastro.png" alt="" width="632" height="356" />&#8220;Prendiamo in considerazione approvvigionamento, filiera produttiva, materiali impiegati, durevolezza e smaltimento. <strong>Facciamo molte domande</strong> ai brand (e a volte anche ai loro dipendenti!) per capire il loro approccio sotto ogni aspetto. Per avere la <strong>certezza che condividano e applichino i nostri valori</strong>, chiediamo sempre di firmare il nostro codice etico&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Una curiosità: come avete iniziato il vostro percorso zero waste?</span></h5>
<p>Caterina: &#8220;Penso che tutto sia iniziato quando mi sono appassionata al <strong>giardinaggio</strong>. Curare le piante, seminare, annaffiare le sere d’estate è una delle cose che amo più fare nel tempo libero. Questa <strong>vicinanza con la natura</strong> mi ha aperto gli occhi: quanto siamo fortunati ad essere circondati da tanta bellezza? Quanto siamo piccoli e di passaggio rispetto a un albero o a un bulbo che ogni anno ci regala un fiore meraviglioso? Così ho iniziato a pensare all’impatto delle mie azioni quotidiane, ho iniziato a informarmi, a studiare e ad agire, e…non ho più smesso!&#8221;.<br />
Benedetta: &#8220;Ero l’emblema della superficialità quando si trattava di acquisti. Ho condotto uno stile di vita radicalmente diverso da quello che cerco di perseguire oggi e devo essere onesta: ero più spensierata. <strong>L’approccio &#8216;Zero waste wanna be&#8217; ti porta a farti domande costantemente</strong>, a mettere tutto in discussione e spesso ad avere difficoltà nel reperire un’alternativa. A volte è frustrante sentirsi il pesce fuor d’acqua o non riuscire ad incarnare perfettamente i tuoi ideali, ma non tornerei mai più indietro e faccio del mio meglio quotidianamente per migliorare&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Cosa consigliate a chi desidera cominciare questo cammino?</span></h5>
<p>&#8220;Pensa prima di fare qualsiasi cosa. E <strong>pensa con la tua testa.</strong> <strong>Non vogliamo far cadere i consumatori nella trappola del consumismo ecologico</strong>. Invitiamo i consumatori a scegliere WHATaECO quando hanno necessità di sostituire qualcosa. Non abbiamo bisogno di posate di bamboo per essere sostenibili, ma di pensare prima di agire e tenere in considerazione l’esigenza e le circostanze del momento presente. Non è filosofia: prima di aperitiveggiare pensiamo e ordiniamo il drink senza cannuccia. <strong>Rifiutare, molto spesso, è il primo passo per intraprendere uno stile di vita zero waste&#8221;</strong>.</p>
<p>Grazie Benedetta e Caterina! Seguiamo la vostra campagna di crowdfunding e siamo felici di essere presenti su WHATaECO!</p>
<p>Qui puoi trovare WHATaECO:</p>
<p><a href="https://www.whataeco.com/it">Sito</a><br />
<a href="https://www.instagram.com/whataeco/">Instagram</a><br />
<a href="https://www.opstart.it/progetto/whataeco/">Campagna equity crowdfunding</a></p>
<p>E qui il nostro corso!</p>
<p><a href="https://whataeco.com/it/corsi-online-ed-esperienze/10286-corso-online-moda-perche-il-nostro-armadio-salva-il-pianeta.html"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-15034 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/Corso-moda-sostenibile.jpg" alt="" width="1600" height="874" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/Corso-moda-sostenibile.jpg 1600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/Corso-moda-sostenibile-600x328.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/Corso-moda-sostenibile-300x164.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/Corso-moda-sostenibile-1024x559.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/Corso-moda-sostenibile-768x420.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/Corso-moda-sostenibile-1536x839.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/Corso-moda-sostenibile-1160x634.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Spotify Embed: WHATaECO! Il sito dove trovi ciò che ti serve in versione più sostenibile" width="100%" height="232" allowtransparency="true" frameborder="0" allow="encrypted-media" src="https://open.spotify.com/embed/episode/0Z56Ug7ubYKP6f1OHEKkS4?si=jhZ_SH8hRO-k8U4nWi-t8w&#038;dl_branch=1"></iframe></p>
<p>Foto: WHATaECO</p>
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		<title>Fast fashion e sostenibilità sociale durante il COVID-19: quali brand non stanno pagando i lavoratori?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2020 08:07:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
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					<description><![CDATA[Italiano/English below Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Fast fashion, sostenibilità sociale, COVID Seguiamo con attenzione la situazione nelle fabbriche di abbigliamento, perché la sostenibilità sociale è uno degli aspetti che più ci coinvolge. E ci fa arrabbiare. Quando arrivano racconti di misere retribuzioni, di condizioni di lavoro senza garanzia di sicurezza, di mancato rispetto dei diritti dei lavoratori, di sfruttamento e schiavitù moderna. Racconti che coinvolgono fornitori di marchi fast fashion che, mentre leggiamo dei loro mancati pagamenti, propongono saldi, sconti e promozioni. Con la diffusione del COVID-19, seguiamo ancora più assiduamente la situazione lavorativa di chi prepara per noi, a km di distanza, ciò che arriva nel nostro armadio. In questi mesi sono talmente tante le storie che abbiamo letto e che vorremmo raccontarvi da farci fermare e riflettere per capire da dove iniziare. Cominciamo da qui, da una lista di brand, perché magari anche tu avvicinandoti alla moda sostenibile ti sarai chiesto: &#8220;Quali sono i marchi &#160;sostenibili?&#8221;. Così da orientare le tue scelte di acquisto (o non acquisto) con consapevolezza verso azioni responsabili. Secondo Remake, il&#160;COVID-19 ha colpito le fabbriche di abbigliamento in tutto il mondo e la maggior parte dei marchi di moda, che si approvvigionano da questi produttori, ha annullato gli ordini dopo una contrazione delle vendite al dettaglio durante i mesi di marzo e aprile. Ciò ha portato a milioni di produttori di abbigliamento non pagati per il lavoro che avevano già completato. Senza accesso a risparmi, assistenza sanitaria o indennità, affrontano l&#8217;incertezza di soddisfare &#160;esigenze&#160;alimentari e abitative. Come affermato da un fornitore, &#8220;Se il coronavirus non uccide i miei lavoratori, lo farà la fame&#8221;. Dal 30 marzo 2020 Remake ha lanciato la campagna #PayUp collegata alla petizione che ha rivolto a circa 50&#160;marchi, chiedendo di promettere di pagare i fornitori per tutti gli ordini che sono stati annullati o messi in pausa a causa del COVID-19. Inoltre, i marchi devono accettare di pagare per questi ordini per intero (senza chiedere sconti ai fornitori) e in modo tempestivo (senza estendere i termini di pagamento a meno che non possano essere fornite opzioni di finanziamento). Perché è proprio ciò che alcune aziende stanno facendo. La campagna #PayUp ha visto molte vittorie, tra cui la promessa di 18 marchi di pagare gli ordini annullati e fermati a causa dell&#8217;epidemia. Finora, la campagna #PayUp ha sbloccato circa 1 miliardo di dollari in Bangladesh e circa 15 miliardi di dollari in tutto il mondo, rappresentando circa un terzo dei salari del valore di 40 miliardi di dollari dovuti ai lavoratori dell&#8217;abbigliamento all&#8217;inizio del COVID-19.&#160; Marchi come Gap, Primark, Arcadia e Urban Outfitters si stanno ancora rifiutando di pagare. &#8220;Con alcuni marchi, abbiamo visto che gli azionisti continuano a ricevere pagamenti, mentre i lavoratori non sono retribuiti e sappiamo anche che alcuni marchi stanno eliminando i commenti #PayUp sui loro account di social media come un modo per provare a chiudere la conversazione&#8221;. Puoi firmare qui la petizione In quale altro modo puoi aiutare i produttori di abbigliamento?&#160; a) Lasciando commenti con il tag #PayUp sulle pagine dei social media dei marchi da sollecitare. b)&#160;Donando direttamente ai lavoratori, effettuando una donazione a uno o più fondi per fornire un aiuto diretto ai produttori di indumenti (https://remake.world/stories/news/direct-ways-to-help-garment-makers-during-covid-19/) Anche Clean Clothes Campaign sta sostenendo #PayUp e sull&#8217;onda della petizione di Remake chiede ai marchi di rispettare i pagamenti, attraverso messaggi d&#8217;effetto. Li raccogliamo in un album che puoi vedere più sotto. Aggiornamento al 7 luglio 2020 17 marchi da sollecitare #PAYUP Arcadia (Burton Menswear London, Topshop, ecc.) Bestseller C&#38;A Edinburgh Woollen Mill (Bonmarché, Peacocks) Fashion Nova Forever 21 Gap (Old Navy, Athleta, Banana Republic) JCPenney Kohl Li &#38; Fung/Global Brands Group Mothercare Primark Negozi Ross Sears The Children&#8217;s Place URBN (Urban Outfitters, Free People, Anthropologie) Walmart/Asda/George 18 marchi che hanno promesso #PAYUP Adidas ASOS H&#38;M Inditex (Zara) Kiabi Levi Strauss &#38; Co. LPP (Reserved, Cropp, House, ecc.) Lululemon Marks &#38; Spencer Next Nike PVH (Tommy Hilfiger, Calvin Klein, ecc.) Ralph Lauren Target (USA) Tesco Under Armour UNIQLO VF Corporation (Timberland, The North Face, Vans, Dickies, ecc.) English &#8211; Fast fashion and social sustainability during COVID-19: which brands are not paying workers? We carefully follow the situation in the garment factories, because social sustainability is one of the aspects that most involves us. And it makes us angry. When stories of miserable wages arrive, of working conditions without guarantee of safety, of failure to respect workers&#8217; rights, of exploitation and modern slavery. Stories involving suppliers of fast fashion brands that, while we read about their missed payments, offer sales, discounts and sales campaigns. With the spread of COVID-19, we follow even more assiduously the working situation of those who, far away many kilometres from us, prepare for us what arrives in our closet. In recent months, there are so many stories that we have read and that we would like to tell you that we needed to pause and reflect, in order to understand where to start. Let&#8217;s start from here, from a list of brands, because maybe you too, approaching sustainable fashion, have asked yourself: &#8220;What are the sustainable brands?&#8221;. So as to guide your purchase (or non-purchase) choices with awareness towards responsible actions. According to Remake, COVID-19 has hit apparel factories around the world and most of the fashion brands, which are sourced from these manufacturers, have canceled orders after a contraction in retail sales during the months of March and April. This led to millions of unpaid clothing manufacturers for the work they had already completed. Without access to savings, healthcare or allowances, they face the uncertainty of meeting food and housing needs. As stated by a supplier, &#8220;If the coronavirus doesn&#8217;t kill my workers, then starvation will&#8221;. On March 30, 2020, Remake launched the #PayUp campaign linked to the petition addressed to 50 brands, asking to promise to pay suppliers for all orders that have been canceled or paused due to COVID-19. In addition, brands must agree to pay for these orders in full (without asking suppliers for discounts) and in a timely manner (without extending the payment terms unless financing options can be provided). Because that&#8217;s exactly what some companies are doing. The #PayUp campaign has seen many victories, including the promise of 18 brands to pay for orders canceled and stopped due to the epidemic. To date, the #PayUp campaign has unlocked approximately $1 billion in Bangladesh and approximately $15 billion worldwide, accounting for about a third of the $40 billion worth of wages owed to clothing workers at the start of COVID-19. Brands like Gap, Primark, Arcadia and Urban Outfitters are still refusing to pay. &#8220;With some brands, we’ve seen shareholder payouts occur while workers go unpaid, and we also know that certain brands are deleting #PayUp comments on their social media accounts as a way to try and shut down the conversation&#8221;. You can&#160;sign the petition here&#160; What else you can do to help clothing manufacturers? a) Leaving comments with the #PayUp tag on the social media pages of the brands to be solicited. b) Donating directly to workers, by making a donation to one or more funds to provide direct help to garment manufacturers (https://remake.world/stories/news/direct-ways-to-help-garment-makers-during -COVID-19/) Clean Clothes Campaign is also supporting #PayUp and, following the Remake petition, is asking brands to respect payments, through effective messages. We collect them in an album that you can see below. July 7, 2020 update: 17 brands to solicit #PAYUP Arcadia (Burton Menswear London, Topshop, ecc.) Bestseller C&#38;A Edinburgh Woollen Mill (Bonmarché, Peacocks) Fashion Nova Forever 21 Gap (Old Navy, Athleta, Banana Republic) JCPenney Kohl Li &#38; Fung/Global Brands Group Mothercare Primark Negozi Ross Sears The Children’s Place URBN (Urban Outfitters, Free People, Anthropologie) Walmart/Asda/George 18 brands that promised #PAYUP Adidas ASOS H&#38;M Inditex (Zara) Kiabi Levi Strauss &#38; Co. LPP (Reserved, Cropp, House, ecc.) Lululemon Marks &#38; Spencer Next Nike PVH (Tommy Hilfiger, Calvin Klein, ecc.) Ralph Lauren Target (USA) Tesco Under Armour UNIQLO VF Corporation (Timberland, The North Face, Vans, Dickies, ecc.)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft" src="data:image/tiff;base64,TU0AKgAABEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAFgAAACwAAAAgAAAABQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZAAAAiwAAAOAAAAD/AAAA/wAAAP8AAADzAAAArAAAADYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAWwAAAPIAAAD/AAAAzAAAAIUAAABrAAAAdgAAAKcAAADxAAAA/gAAAIcAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGIAAAD/AAAA6AAAAEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA4AAACHAAAA/AAAAIcAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAjAAAA9wAAAPIAAAAqAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABXAAAA/AAAADMAAAAAAAAAAAAAAJUAAAD/AAAAfQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACYAAAAoAAAAAAAAAAAAAAA3gAAAP8AAAAlAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAC4AAADiAAAAAAAAAAAAAAD6AAAA/wAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABQAAAPsAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAACAAAA/wAAAP8AAAD1AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA9gAAAAAAAAD/AAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA+wAAAPoAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAD7AAAAAAAAAAAAAABFAAAAPgAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/gAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAQAQAAAwAAAAEAEQAAAQEAAwAAAAEAEAAAAQIAAwAAAAQAAAUOAQMAAwAAAAEAAQAAAQYAAwAAAAEAAgAAAQoAAwAAAAEAAQAAAREABAAAAAEAAAAIARIAAwAAAAEAAQAAARUAAwAAAAEABAAAARYAAwAAAAEAEAAAARcABAAAAAEAAARAARwAAwAAAAEAAQAAASgAAwAAAAEAAgAAAVIAAwAAAAEAAgAAAVMAAwAAAAQAAAUWh3MABwAAAiQAAAUeAAAAAAAIAAgACAAIAAEAAQABAAEAAAIkYXBwbAQAAABtbnRyUkdCIFhZWiAH4QAHAAcADQAWACBhY3NwQVBQTAAAAABBUFBMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA9tYAAQAAAADTLWFwcGzKGpWCJX8QTTiZE9XR6hWCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAApkZXNjAAAA/AAAAGVjcHJ0AAABZAAAACN3dHB0AAABiAAAABRyWFlaAAABnAAAABRnWFlaAAABsAAAABRiWFlaAAABxAAAABRyVFJDAAAB2AAAACBjaGFkAAAB+AAAACxiVFJDAAAB2AAAACBnVFJDAAAB2AAAACBkZXNjAAAAAAAAAAtEaXNwbGF5IFAzAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHRleHQAAAAAQ29weXJpZ2h0IEFwcGxlIEluYy4sIDIwMTcAAFhZWiAAAAAAAADzUQABAAAAARbMWFlaIAAAAAAAAIPfAAA9v////7tYWVogAAAAAAAASr8AALE3AAAKuVhZWiAAAAAAAAAoOAAAEQsAAMi5cGFyYQAAAAAAAwAAAAJmZgAA8qcAAA1ZAAAT0AAACltzZjMyAAAAAAABDEIAAAXe///zJgAAB5MAAP2Q///7ov///aMAAAPcAADAbg==" alt="unknown.tiff"></p>
<p>Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/37951129">Fast fashion, sostenibilità sociale, COVID</a></p>
<p>Seguiamo con attenzione la situazione nelle fabbriche di abbigliamento, perché la sostenibilità sociale è uno degli aspetti che più ci coinvolge. E ci fa arrabbiare. Quando arrivano racconti di misere retribuzioni, di condizioni di lavoro senza garanzia di sicurezza, di mancato rispetto dei diritti dei lavoratori, di sfruttamento e schiavitù moderna.<strong> Racconti che coinvolgono fornitori di marchi fast fashion che, mentre leggiamo dei loro mancati pagamenti, propongono saldi, sconti e promozioni</strong>.</p>
<p>Con la diffusione del COVID-19, seguiamo ancora più assiduamente la situazione lavorativa di chi prepara per noi, a km di distanza, ciò che arriva nel nostro armadio. In questi mesi sono talmente tante le storie che abbiamo letto e che vorremmo raccontarvi da farci fermare e riflettere per capire da dove iniziare. Cominciamo da qui, da una lista di brand, perché magari anche tu avvicinandoti alla moda sostenibile ti sarai chiesto: &#8220;Quali sono i marchi &nbsp;sostenibili?&#8221;. Così da orientare le tue scelte di acquisto (o non acquisto) con consapevolezza verso azioni responsabili.</p>
<p>Secondo <span style="color: #f08a78;"><a style="color: #f08a78;" href="https://remake.world/">Remake</a></span>, il&nbsp;COVID-19 ha colpito le fabbriche di abbigliamento in tutto il mondo e <span style="color: #f08a78;"><strong>la maggior parte dei marchi di moda, che si approvvigionano da questi produttori, ha annullato gli ordini</strong> </span>dopo una contrazione delle vendite al dettaglio durante i mesi di marzo e aprile. Ciò ha portato a milioni di produttori di abbigliamento <b>non pagati per il lavoro che avevano già completato. Senza accesso a risparmi, assistenza sanitaria o indennità, affrontano l&#8217;incertezza di soddisfare &nbsp;</b><span style="font-weight: 600;">esigenze</span><b>&nbsp;alimentari e abitative</b>. Come affermato da un fornitore, &#8220;Se il coronavirus non uccide i miei lavoratori, lo farà la fame&#8221;.</p>
<p>Dal 30 marzo 2020 <span style="color: #f08a78;"><a style="color: #f08a78;" href="https://remake.world/">Remake</a> </span>ha lanciato la campagna <strong>#PayUp</strong> collegata alla <strong>petizione</strong> che ha rivolto a circa 50&nbsp;marchi, chiedendo di promettere di pagare i fornitori per tutti gli ordini che sono stati annullati o messi in pausa a causa del COVID-19. Inoltre, i marchi devono accettare di pagare per questi ordini <strong>per intero (senza chiedere sconti ai fornitori)</strong> <strong>e in modo tempestivo (senza estendere i termini di pagamento</strong> a meno che non possano essere fornite opzioni di finanziamento). <span style="color: #f08a78;"><strong>Perché è proprio ciò che alcune aziende stanno facendo</strong></span>.</p>
<p>La campagna #PayUp ha visto molte vittorie, tra cui la promessa di 18 marchi di pagare gli ordini annullati e fermati a causa dell&#8217;epidemia. Finora, la campagna #PayUp ha sbloccato circa 1 miliardo di dollari in Bangladesh e circa 15 miliardi di dollari in tutto il mondo, rappresentando circa un terzo dei salari del valore di 40 miliardi di dollari dovuti ai lavoratori dell&#8217;abbigliamento all&#8217;inizio del COVID-19.&nbsp;</p>
<p>Marchi come <strong>Gap, Primark, Arcadia e Urban Outfitters</strong> si stanno ancora rifiutando di pagare. &#8220;Con alcuni marchi, abbiamo visto che gli azionisti continuano a ricevere pagamenti, mentre i lavoratori non sono retribuiti e sappiamo anche che alcuni marchi stanno eliminando i commenti #PayUp sui loro account di social media come un modo per provare a chiudere la conversazione&#8221;.</p>
<p>Puoi firmare <span style="color: #f08a78;"><a style="color: #f08a78;" href="https://www.change.org/p/unless-gap-primark-c-a-payup-millions-of-garment-makers-will-go-hungry">qui la petizione</a></span></p>
<p>In quale altro modo <strong>puoi aiutare </strong>i produttori di abbigliamento?&nbsp;</p>
<p>a) Lasciando commenti con il tag #PayUp sulle pagine dei social media dei marchi da sollecitare.</p>
<p>b)&nbsp;Donando direttamente ai lavoratori, effettuando una donazione a uno o più fondi per fornire un aiuto diretto ai produttori di indumenti (<span style="color: #f08a78;"><a style="color: #f08a78;" href="https://remake.world/stories/news/direct-ways-to-help-garment-makers-during-covid-19">https://remake.world/stories/news/direct-ways-to-help-garment-makers-during-covid-19</a>/</span>)</p>
<p>Anche <span style="color: #f08a78;"><a style="color: #f08a78;" href="https://cleanclothes.org">Clean Clothes Campaign</a></span> sta sostenendo #PayUp e sull&#8217;onda della petizione di Remake chiede ai marchi di rispettare i pagamenti, attraverso messaggi d&#8217;effetto. Li raccogliamo in un album che puoi vedere più sotto.</p>
<p></p>
<h5><span style="color: #f08a78;">Aggiornamento al 7 luglio 2020</span></h5>


<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="403" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/PayUp-Tracker-1-1024x403.jpg" alt="" class="wp-image-8996" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/PayUp-Tracker-1-1024x403.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/PayUp-Tracker-1-600x236.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/PayUp-Tracker-1-300x118.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/PayUp-Tracker-1-768x303.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/PayUp-Tracker-1-1536x605.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/PayUp-Tracker-1-1160x457.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/PayUp-Tracker-1.jpg 1980w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Fonte: Remake.world</figcaption></figure>


<h6><span style="color: #f08a78;">17 marchi da sollecitare #PAYUP</span></h6>
<ul>
<li>Arcadia (Burton Menswear London, Topshop, ecc.)</li>
<li>Bestseller</li>
<li>C&amp;A</li>
<li>Edinburgh Woollen Mill (Bonmarché, Peacocks)</li>
<li>Fashion Nova</li>
<li>Forever 21</li>
<li>Gap (Old Navy, Athleta, Banana Republic)</li>
<li>JCPenney</li>
<li>Kohl</li>
<li>Li &amp; Fung/Global Brands Group</li>
<li>Mothercare</li>
<li>Primark</li>
<li>Negozi Ross</li>
<li>Sears</li>
<li>The Children&#8217;s Place</li>
<li>URBN (Urban Outfitters, Free People, Anthropologie)</li>
<li>Walmart/Asda/George</li>
</ul>
<h6><span style="color: #f08a78;">18 marchi che hanno promesso #PAYUP</span></h6>
<ul>
<li>Adidas</li>
<li>ASOS</li>
<li>H&amp;M</li>
<li>Inditex (Zara)</li>
<li>Kiabi</li>
<li>Levi Strauss &amp; Co.</li>
<li>LPP (Reserved, Cropp, House, ecc.)</li>
<li>Lululemon</li>
<li>Marks &amp; Spencer</li>
<li>Next</li>
<li>Nike</li>
<li>PVH (Tommy Hilfiger, Calvin Klein, ecc.)</li>
<li>Ralph Lauren</li>
<li>Target (USA)</li>
<li>Tesco</li>
<li>Under Armour</li>
<li>UNIQLO</li>
<li>VF Corporation (Timberland, The North Face, Vans, Dickies, ecc.)</li>
</ul>


<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://mailchi.mp/ce9030a375af/dress-ecode"><img decoding="async" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/Bottone-1-2.png" alt="" class="wp-image-9824" width="244" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/Bottone-1-2.png 684w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/Bottone-1-2-600x250.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/Bottone-1-2-300x125.png 300w" sizes="(max-width: 684px) 100vw, 684px" /></a></figure></div>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="800" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-1.jpeg" alt="" data-id="8998" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=8998" class="wp-image-8998" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-1.jpeg 800w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-1-300x300.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-1-100x100.jpeg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-1-600x600.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-1-150x150.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-1-768x768.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-1-75x75.jpeg 75w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Clean Clothes Campaign</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="800" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-3.jpeg" alt="" data-id="8999" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=8999" class="wp-image-8999" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-3.jpeg 800w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-3-300x300.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-3-100x100.jpeg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-3-600x600.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-3-150x150.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-3-768x768.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-3-75x75.jpeg 75w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Clean Clothes Campaign</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="800" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-4.jpeg" alt="" data-id="9000" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=9000" class="wp-image-9000" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-4.jpeg 800w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-4-300x300.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-4-100x100.jpeg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-4-600x600.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-4-150x150.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-4-768x768.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-4-75x75.jpeg 75w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Clean Clothes Campaign</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="800" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-2-1.jpeg" alt="" data-id="9005" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=9005" class="wp-image-9005" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-2-1.jpeg 800w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-2-1-300x300.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-2-1-100x100.jpeg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-2-1-600x600.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-2-1-150x150.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-2-1-768x768.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-2-1-75x75.jpeg 75w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Clean Clothes Campaign</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" 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<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="800" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-17.jpeg" alt="" data-id="9012" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-17.jpeg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=9012" class="wp-image-9012" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-17.jpeg 800w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-17-300x300.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-17-100x100.jpeg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-17-600x600.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-17-150x150.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-17-768x768.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-17-75x75.jpeg 75w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Clean Clothes Campaign</figcaption></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="800" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0.jpeg" alt="" data-id="9013" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0.jpeg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=9013" class="wp-image-9013" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0.jpeg 800w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-300x300.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-100x100.jpeg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-600x600.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-150x150.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-768x768.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-75x75.jpeg 75w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Clean Clothes Campaign</figcaption></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="800" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-9.jpeg" alt="" data-id="9035" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=9035" class="wp-image-9035" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-9.jpeg 800w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-9-300x300.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-9-100x100.jpeg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-9-600x600.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-9-150x150.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-9-768x768.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-9-75x75.jpeg 75w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Clean Clothes Campaign</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="800" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-10.jpeg" alt="" data-id="9036" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-10.jpeg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=9036" class="wp-image-9036" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-10.jpeg 800w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-10-300x300.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-10-100x100.jpeg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-10-600x600.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-10-150x150.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-10-768x768.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/07/0-10-75x75.jpeg 75w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Clean Clothes Campaign</figcaption></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-embed-spotify wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Spotify Embed: Fast fashion e sostenibilità sociale durante il COVID-19: quali brand non stanno pagando i lavoratori?" width="100%" height="232" allowtransparency="true" frameborder="0" allow="encrypted-media" src="https://open.spotify.com/embed-podcast/episode/63d5EIq2Jfe0OgllNvgGiy?si=1NknAMqkRtGM9XJ2Ssdl2A"></iframe>
</div></figure>


<hr>
<h5><span style="color: #f08a78;"><em>English</em> &#8211; Fast fashion and social sustainability during COVID-19: which brands are not paying workers?</span></h5>
<p>We carefully follow the situation in the garment factories, because social sustainability is one of the aspects that most involves us. And it makes us angry. When stories of miserable wages arrive, of working conditions without guarantee of safety, of failure to respect workers&#8217; rights, of exploitation and modern slavery. <strong>Stories involving suppliers of fast fashion brands that, while we read about their missed payments, offer sales, discounts and sales campaigns</strong>.</p>
<p>With the spread of COVID-19, we follow even more assiduously the working situation of those who, far away many kilometres from us, prepare for us what arrives in our closet. In recent months, there are so many stories that we have read and that we would like to tell you that we needed to pause and reflect, in order to understand where to start. Let&#8217;s start from here, from a list of brands, because maybe you too, approaching sustainable fashion, have asked yourself: &#8220;What are the sustainable brands?&#8221;. So as to guide your purchase (or non-purchase) choices with awareness towards responsible actions.</p>
<p>According to <span style="color: #f08a78;"><a style="color: #f08a78;" href="https://remake.world/">Remake</a></span>, COVID-19 has hit apparel factories around the world and <span style="color: #f08a78;"><strong>most of the fashion brands, which are sourced from these manufacturers, have canceled orders</strong> </span>after a contraction in retail sales during the months of March and April. This led to millions of <strong>unpaid clothing manufacturers for the work they had already completed. Without access to savings, healthcare or allowances, they face the uncertainty of meeting food and housing needs</strong>. As stated by a supplier, &#8220;If the coronavirus doesn&#8217;t kill my workers, then starvation will&#8221;.</p>
<p>On March 30, 2020,<span style="color: #f08a78;"> <a style="color: #f08a78;" href="https://remake.world/">Remake</a> </span>launched the <strong>#PayUp</strong> campaign linked to the <strong>petition</strong> addressed to 50 brands, asking to promise to pay suppliers for all orders that have been canceled or paused due to COVID-19. In addition, brands must agree to pay for these orders<strong> in full (without asking suppliers for discounts) and in a timely manner</strong> <strong>(without extending the payment terms</strong> unless financing options can be provided). <strong><span style="color: #f08a78;">Because that&#8217;s exactly what some companies are doing</span></strong>.</p>
<p>The #PayUp campaign has seen many victories, including the promise of 18 brands to pay for orders canceled and stopped due to the epidemic. To date, the #PayUp campaign has unlocked approximately $1 billion in Bangladesh and approximately $15 billion worldwide, accounting for about a third of the $40 billion worth of wages owed to clothing workers at the start of COVID-19.</p>
<p>Brands like <strong>Gap, Primark, Arcadia and Urban Outfitters</strong> are still refusing to pay. &#8220;With some brands, we’ve seen shareholder payouts occur while workers go unpaid, and we also know that certain brands are deleting #PayUp comments on their social media accounts as a way to try and shut down the conversation&#8221;.</p>
<p>You can<span style="color: #f08a78;">&nbsp;<a style="color: #f08a78;" href="https://www.change.org/p/unless-gap-primark-c-a-payup-millions-of-garment-makers-will-go-hungry">sign the petition here&nbsp;</a></span></p>
<p>What else you can do to help clothing manufacturers?</p>
<p>a) Leaving comments with the #PayUp tag on the social media pages of the brands to be solicited.</p>
<p>b) Donating directly to workers, by making a donation to one or more funds to provide direct help to garment manufacturers (<a href="https://remake.world/stories/news/direct-ways-to-help-garment-makers-during-covid-19/"><span style="color: #f08a78;">https://remake.world/stories/news/direct-ways-to-help-garment-makers-during -COVID-19/</span></a>)</p>
<p><span style="color: #f08a78;"><a style="color: #f08a78;" href="https://cleanclothes.org">Clean Clothes Campaign</a></span> is also supporting #PayUp and, following the Remake petition, is asking brands to respect payments, through effective messages. We collect them in an album that you can see below.</p>
<h5><span style="color: #f08a78;">July 7, 2020 update:</span></h5>
<h6><span style="color: #f08a78;">17 brands to solicit #PAYUP</span></h6>
<ul>
<li>Arcadia (Burton Menswear London, Topshop, ecc.)</li>
<li>Bestseller</li>
<li>C&amp;A</li>
<li>Edinburgh Woollen Mill (Bonmarché, Peacocks)</li>
<li>Fashion Nova</li>
<li>Forever 21</li>
<li>Gap (Old Navy, Athleta, Banana Republic)</li>
<li>JCPenney</li>
<li>Kohl</li>
<li>Li &amp; Fung/Global Brands Group</li>
<li>Mothercare</li>
<li>Primark</li>
<li>Negozi Ross</li>
<li>Sears</li>
<li>The Children’s Place</li>
<li>URBN (Urban Outfitters, Free People, Anthropologie)</li>
<li>Walmart/Asda/George</li>
</ul>
<h6><span style="color: #f08a78;">18 brands that promised #PAYUP</span></h6>
<ul>
<li>Adidas</li>
<li>ASOS</li>
<li>H&amp;M</li>
<li>Inditex (Zara)</li>
<li>Kiabi</li>
<li>Levi Strauss &amp; Co.</li>
<li>LPP (Reserved, Cropp, House, ecc.)</li>
<li>Lululemon</li>
<li>Marks &amp; Spencer</li>
<li>Next</li>
<li>Nike</li>
<li>PVH (Tommy Hilfiger, Calvin Klein, ecc.)</li>
<li>Ralph Lauren</li>
<li>Target (USA)</li>
<li>Tesco</li>
<li>Under Armour</li>
<li>UNIQLO</li>
<li>VF Corporation (Timberland, The North Face, Vans, Dickies, ecc.)</li>
</ul>


<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://mailchi.mp/ce9030a375af/dress-ecode"><img decoding="async" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/Bottone-1-Eng.png" alt="" class="wp-image-9830" width="244" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/Bottone-1-Eng.png 684w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/Bottone-1-Eng-600x250.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/08/Bottone-1-Eng-300x125.png 300w" sizes="(max-width: 684px) 100vw, 684px" /></a></figure></div>
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		<title>6 modi per individuare il greenwashing dei marchi per capire se sono sostenibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2020 08:26:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160;Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Greenwashing Come capire se siamo davanti a greenwashing*? Come verificare se un marchio è impegnato veramente nella moda sostenibile?6 passi per individuarlo, in una breve guida che abbiamo creato per te secondo quanto pubblicato in un articolo di British Vogue. Per aiutarti ad avere un po&#8217; di chiarezza lungo il cammino della sostenibilità. * strategia di comunicazione finalizzata a costruire un&#8217;immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell&#8217;impatto ambientale, allo scopo di distogliere l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica dagli effetti negativi per l&#8217;ambiente dovuti alle proprie attività o ai propri prodotti (fonte: wikipedia).]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/29259996"><img decoding="async" class="alignleft" src="data:image/tiff;base64,TU0AKgAABEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAFgAAACwAAAAgAAAABQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZAAAAiwAAAOAAAAD/AAAA/wAAAP8AAADzAAAArAAAADYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAWwAAAPIAAAD/AAAAzAAAAIUAAABrAAAAdgAAAKcAAADxAAAA/gAAAIcAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGIAAAD/AAAA6AAAAEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA4AAACHAAAA/AAAAIcAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAjAAAA9wAAAPIAAAAqAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABXAAAA/AAAADMAAAAAAAAAAAAAAJUAAAD/AAAAfQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACYAAAAoAAAAAAAAAAAAAAA3gAAAP8AAAAlAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAC4AAADiAAAAAAAAAAAAAAD6AAAA/wAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABQAAAPsAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAACAAAA/wAAAP8AAAD1AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA9gAAAAAAAAD/AAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA+wAAAPoAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAD7AAAAAAAAAAAAAABFAAAAPgAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/gAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAQAQAAAwAAAAEAEQAAAQEAAwAAAAEAEAAAAQIAAwAAAAQAAAUOAQMAAwAAAAEAAQAAAQYAAwAAAAEAAgAAAQoAAwAAAAEAAQAAAREABAAAAAEAAAAIARIAAwAAAAEAAQAAARUAAwAAAAEABAAAARYAAwAAAAEAEAAAARcABAAAAAEAAARAARwAAwAAAAEAAQAAASgAAwAAAAEAAgAAAVIAAwAAAAEAAgAAAVMAAwAAAAQAAAUWh3MABwAAAiQAAAUeAAAAAAAIAAgACAAIAAEAAQABAAEAAAIkYXBwbAQAAABtbnRyUkdCIFhZWiAH4QAHAAcADQAWACBhY3NwQVBQTAAAAABBUFBMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA9tYAAQAAAADTLWFwcGzKGpWCJX8QTTiZE9XR6hWCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAApkZXNjAAAA/AAAAGVjcHJ0AAABZAAAACN3dHB0AAABiAAAABRyWFlaAAABnAAAABRnWFlaAAABsAAAABRiWFlaAAABxAAAABRyVFJDAAAB2AAAACBjaGFkAAAB+AAAACxiVFJDAAAB2AAAACBnVFJDAAAB2AAAACBkZXNjAAAAAAAAAAtEaXNwbGF5IFAzAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHRleHQAAAAAQ29weXJpZ2h0IEFwcGxlIEluYy4sIDIwMTcAAFhZWiAAAAAAAADzUQABAAAAARbMWFlaIAAAAAAAAIPfAAA9v////7tYWVogAAAAAAAASr8AALE3AAAKuVhZWiAAAAAAAAAoOAAAEQsAAMi5cGFyYQAAAAAAAwAAAAJmZgAA8qcAAA1ZAAAT0AAACltzZjMyAAAAAAABDEIAAAXe///zJgAAB5MAAP2Q///7ov///aMAAAPcAADAbg==" alt="unknown.tiff"></a>&nbsp;Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/29259996">Greenwashing</a></p>
<p>Come capire se siamo davanti a greenwashing*? Come verificare se un marchio è impegnato veramente nella moda sostenibile?<br>6 passi per individuarlo, in una <span style="color: #f08a78;"><strong>breve guida</strong></span> che abbiamo creato per te secondo quanto pubblicato in un articolo di British Vogue. Per aiutarti ad avere un po&#8217; di chiarezza lungo il cammino della sostenibilità.</p>
<p>* <em>strategia di comunicazione finalizzata a costruire un&#8217;immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell&#8217;impatto ambientale, allo scopo di distogliere l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica dagli effetti negativi per l&#8217;ambiente dovuti alle proprie attività o ai propri prodotti (fonte: wikipedia).</em></p>


<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/05/Greenwashing-1-1024x1024.png" alt="" data-id="8120" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/05/Greenwashing-1.png" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=8120" class="wp-image-8120" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/05/Greenwashing-1-1024x1024.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/05/Greenwashing-1-300x300.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/05/Greenwashing-1-100x100.png 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/05/Greenwashing-1-600x601.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/05/Greenwashing-1-150x150.png 150w, 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