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	<title>canapa &#8211; Dress Ecode</title>
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		<title>Al Museo della Canapa per scoprire storia, tradizioni, tecniche e curiosità di una fibra straordinaria</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 11:35:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Tutto di canapa mi voglio vestire”, disse Totò. Erano i tempi in cui la pubblicità invitava a non far scomparire una fibra preziosa, l&#8217; &#8220;oro verde&#8221; d&#8217;Italia. Così ci porta a esplorare il mondo affascinante della canapa Glenda Giampaoli, Direttore del Museo della Canapa nel comune di Sant’Anatolia di Narco (Perugia), in Valnerina. Con lei, in questo episodio del podcast impariamo tante curiosità su una pianta storicamente fondamentale per l&#8217;industria tessile e scopriamo perché l&#8217;Italia, un tempo leader mondiale nella produzione di questa fibra autarchica, ha visto a un certo punto un declino. Ti sorprenderanno i racconti di Glenda sulle tradizioni della Valnerina e le curiosità sulla canapa: sapevi che i tessuti possono durare fino a cento anni? Inoltre, esploreremo i metodi tradizionali di coltivazione, che prevedevano semina e raccolta in momenti specifici dell&#8217;anno e tecniche come la macerazione in acqua. Oggi, l&#8217;interesse per la canapa sta tornando, grazie alla crescente consapevolezza delle sue potenziali applicazioni negli ambiti alimentare e della bioedilizia. Discutiamo la possibilità di riprendere la coltivazione della canapa in Italia, alla luce di progetti innovativi che mirano a rilanciarla. Il Museo della Canapa non solo preserva le tradizioni, ma si dedica attivamente a coinvolgere le nuove generazioni, offrendo laboratori e attività educative. Non perdere l&#8217;opportunità di ascoltare come si stanno sviluppando progetti per riprendere la coltivazione della canapa in Italia e saperne di più sulle innovazioni che stanno nascendo! Dalle riviste storiche che raccontano l&#8217;importanza della canapa nella moda, fino alle curiosità sugli utilizzi moderni e sostenibili, questo episodio è un invito a riscoprire una fibra straordinaria e il suo potenziale nel presente e nel futuro. Indice dei Contenuti Introduzione al Museo della Canapa (min: 1:00) Storia della Canapa in Italia (min: 3:00) Metodi Tradizionali di Coltivazione e Lavorazione (min: 5:00) Declino e Riscoperta della Canapa (min: 8:00) Riviste Storiche e Declino della Canapa (min: 12:00) Perché Sparisce la Canapa in Italia? (min: 14:13) Ripresa della Coltivazione della Canapa (min: 23:59) Progetti Contemporanei e Innovazioni (min: 37:34) Rivista del 1941 sulla Canapa (min: 45:50) Visita il Museo della Canapa e scopri il sito ricco di informazioni]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.spreaker.com/episode/live-al-museo-della-canapa-per-scoprire-una-fibra-straordinaria--63044974"><img decoding="async" class=" wp-image-15706 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="172" height="67" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="(max-width: 172px) 100vw, 172px" /></a>“Tutto di canapa mi voglio vestire”, disse Totò. Erano i tempi in cui la pubblicità invitava a non far scomparire una fibra preziosa, l&#8217; &#8220;oro verde&#8221; d&#8217;Italia. Così ci porta a esplorare il mondo affascinante della canapa Glenda Giampaoli, Direttore del Museo della Canapa nel comune di Sant’Anatolia di Narco (Perugia), in Valnerina.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con lei, in questo episodio del podcast impariamo tante curiosità su una pianta storicamente fondamentale per l&#8217;industria tessile e scopriamo perché l&#8217;Italia, un tempo leader mondiale nella produzione di questa fibra autarchica, ha visto a un certo punto un declino.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ti sorprenderanno i racconti di Glenda sulle tradizioni della Valnerina e le curiosità sulla canapa: sapevi che i tessuti possono durare fino a cento anni?</p>
<p style="font-weight: 400;">Inoltre, esploreremo i metodi tradizionali di coltivazione, che prevedevano semina e raccolta in momenti specifici dell&#8217;anno e tecniche come la macerazione in acqua.</p>
<p style="font-weight: 400;">Oggi, l&#8217;interesse per la canapa sta tornando, grazie alla crescente consapevolezza delle sue potenziali applicazioni negli ambiti alimentare e della bioedilizia. Discutiamo la possibilità di riprendere la coltivazione della canapa in Italia, alla luce di progetti innovativi che mirano a rilanciarla.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il Museo della Canapa non solo preserva le tradizioni, ma si dedica attivamente a coinvolgere le nuove generazioni, offrendo laboratori e attività educative. Non perdere l&#8217;opportunità di ascoltare come si stanno sviluppando progetti per riprendere la coltivazione della canapa in Italia e saperne di più sulle innovazioni che stanno nascendo!</p>
<p style="font-weight: 400;">Dalle riviste storiche che raccontano l&#8217;importanza della canapa nella moda, fino alle curiosità sugli utilizzi moderni e sostenibili, questo episodio è un invito a riscoprire una fibra straordinaria e il suo potenziale nel presente e nel futuro.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Indice dei Contenuti</strong></p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li><strong>Introduzione al Museo della Canapa</strong> (min: 1:00)</li>
<li><strong>Storia della Canapa in Italia</strong> (min: 3:00)</li>
<li><strong>Metodi Tradizionali di Coltivazione e Lavorazione</strong> (min: 5:00)</li>
<li><strong>Declino e Riscoperta della Canapa</strong> (min: 8:00)</li>
<li><strong>Riviste Storiche e Declino della Canapa</strong> (min: 12:00)</li>
<li><strong>Perché Sparisce la Canapa in Italia?</strong> (min: 14:13)</li>
<li><strong>Ripresa della Coltivazione della Canapa</strong> (min: 23:59)</li>
<li><strong>Progetti Contemporanei e Innovazioni</strong> (min: 37:34)</li>
<li><strong>Rivista del 1941 sulla Canapa</strong> (min: 45:50)</li>
</ol>
<p>Visita il <a href="https://www.museodellacanapa.it">Museo della Canapa e scopri il sito ricco di informazioni</a></p>
<p><iframe title="Spotify Embed: LIVE - Al Museo della Canapa per scoprire una fibra straordinaria!" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/5SoVdRg44ceEEnDvvsqksA?si=ac77d9c0c8524949&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>

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		<title>Rivitalizzare il tessuto verde europeo: il futuro della produzione di canapa e lino</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2024 14:29:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In mezzo a un crescente movimento verso pratiche sostenibili, l&#8217;industria tessile europea sta rivisitando le sue radici nella produzione di canapa e lino. Queste fibre naturali offrono una combinazione di vantaggi ambientali ed economici, dalla riduzione delle emissioni di carbonio alla ripresa delle economie locali. In questo articolo esploriamo la rinascita di queste fibre in Europa. Significato storico e panorama attuale La canapa e il lino sono presenti nella civiltà umana da migliaia di anni, con prove che suggeriscono l&#8217;uso del lino risalente a 30.000 anni fa in Georgia, rendendolo il tessuto più antico conosciuto nella storia umana. Nell&#8217;antico Egitto, il lino era così stimato che fungeva persino da valuta ed era un simbolo di luce e purezza, apprezzato per la sua freschezza e traspirabilità nei climi caldi. Durante il Medioevo, l&#8217;Europa, in particolare Belgio, Paesi Bassi e Francia, divenne centro di produzione di lino, beneficiando dei climi favorevoli. In Europa, la canapa era una coltura comune fino alla fine del XIX secolo, quando iniziò a perdere terreno a favore di fibre importate più economiche, come il cotone e, in seguito, di alternative sintetiche. Il declino della coltivazione della canapa fu accelerato da cambiamenti politici ed economici, in particolare negli Stati Uniti, dove il Marihuana Tax Act del 1937 limitò fortemente la produzione di canapa. Questa legislazione, insieme a politiche simili in altri Paesi, ridusse significativamente la coltivazione globale di canapa. Nonostante questo declino, regioni come le Fiandre continuano a mantenere la loro reputazione di produttori di lino di alta qualità. Oggi, circa 1.500 agricoltori in Belgio coltivano il lino, prevalentemente nelle Fiandre, dimostrando un forte impegno per questa coltura duratura. Attualmente, l&#8217;Europa nord-occidentale è il più grande produttore mondiale di lino. Francia, Belgio e Paesi Bassi insieme rappresentano circa l&#8217;85% della coltivazione mondiale di lino per la produzione di fibre di lino. La maggior parte si trova in Francia, che da sola è responsabile di circa tre quarti della produzione mondiale di fibre lunghe di lino. Sostenibilità e impatto ambientale Il lino e la canapa sono considerati colture altamente sostenibili, offrendo numerosi vantaggi ambientali che li rendono opzioni interessanti per metodi di produzione e agricoltura eco-consapevoli. Sia il lino sia la canapa sono colture resistenti alla siccità che in genere richiedono meno acqua rispetto ad altre colture principali come il cotone. La canapa, ad esempio, richiede meno della metà della quantità di acqua rispetto al cotone. La canapa in genere necessita di circa 2.401 litri di acqua per chilogrammo di fibra, mentre il cotone necessita di circa 9.758 litri per la stessa quantità*. La canapa e il lino in genere richiedono meno pesticidi e fertilizzanti chimici rispetto ad altre colture. Ciò comporta una minore fuoriuscita di sostanze nei corsi d&#8217;acqua locali, che possono essere dannose per la vita acquatica e gli ecosistemi. La canapa ha anche un&#8217;elevata resistenza a parassiti e malattie, il che riduce al minimo la necessità di interventi chimici. Il lino e la canapa in particolare sono entrambi noti per la loro capacità di migliorare la salute del suolo. Hanno un profondo apparato radicale che aiuta a prevenire l&#8217;erosione del suolo e possono restituire nutrienti significativi al terreno. Ciò li rende utili per la rotazione delle colture, aiutando a mantenere la fertilità del suolo e a ridurre la necessità di fertilizzanti artificiali. Entrambe le colture sono efficaci nel catturare l&#8217;anidride carbonica dall&#8217;atmosfera, contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici e dei livelli di CO2. Il rapido tasso di crescita della canapa la rende particolarmente efficiente nella cattura del carbonio, che immagazzina nella sua biomassa. Inoltre, i prodotti realizzati con lino e canapa sono naturalmente biodegradabili, il che significa che si scompongono in sostanze innocue che possono essere riassorbite nell&#8217;ecosistema. Ciò contrasta nettamente con le fibre sintetiche, che possono contribuire invece all&#8217;inquinamento da microplastiche. Oltre alla produzione tessile, sia il lino sia la canapa sono molto versatili nel modo in cui possono essere lavorati per diversi tipi di prodotti che possono contribuire a pratiche sostenibili. La canapa, ad esempio, può essere utilizzata per produrre bioplastiche. Entrambe le fibre possono anche essere applicate nei materiali da costruzione (come il canapacemento), nella carta e persino nei biocarburanti, il che può portare a una ridotta dipendenza dai combustibili fossili. Vantaggi economici e innovativi La rinascita del lino e della canapa è destinata a rilanciare e rafforzare le economie locali attraverso la creazione di posti di lavoro nell&#8217;agricoltura e nella produzione tessile, come filature e tessiture. Le iniziative europee, come l&#8217;Alliance for European Flax-Linen &#38; Hemp (l&#8217;Alleanza per il lino e la canapa europei), svolgono un ruolo importante nel promuovere l&#8217;unità del mercato e garantire standard elevati in tutto il continente. Questi sforzi sono completati dal governo locale e dal sostegno dell&#8217;Unione Europea all&#8217;agricoltura sostenibile e alle tecnologie tessili innovative. Casi studio ed esempi • Francia: l&#8217;Alleanza per il lino e la canapa europei è una forza trainante nello sviluppo regionale della coltivazione del lino, promuovendo pratiche sostenibili e migliorando la competitività del mercato. Il lino francese è celebrato per la sua qualità ed eco-compatibilità, con il paese leader in Europa e nel mondo sia nella coltivazione sia nelle soluzioni tessili innovative. • Belgio: il lino belga rimane un punto di riferimento per la qualità in tutto il mondo. La concentrazione della coltivazione del lino nelle Fiandre non solo supporta l&#8217;agricoltura locale, ma preserva anche un patrimonio culturale vitale. Gli sforzi per reintegrare la lavorazione e la produzione in Belgio mirano a capitalizzare il fascino del &#8220;coltivato e prodotto in Europa&#8221;. • Paesi Bassi: iniziative come il Linen Project, in collaborazione con il progetto 1m2 Vlas e il Crafts Council Nederland, nonché collaborazioni con designer come Joline Jolink, evidenziano l&#8217;approccio innovativo del Paese alla produzione di lino. Il progetto 1m2 Vlas, in particolare, coinvolge la comunità invitando gli individui a coltivare il lino su piccoli appezzamenti di terra, promuovendo la consapevolezza e l&#8217;apprezzamento per il raccolto, e coltivando un rapporto più profondo e rispettoso della provenienza dei nostri vestiti e della quantità di lavoro necessaria per creare un singolo capo. • Italia: le iniziative italiane, supportate dall&#8217;Alleanza per il lino e la canapa europei, promuovono la canapa e il lino come tessuti sostenibili. Aree geografiche come Biella note per l&#8217;artigianato tessile sono centrali, fondendo competenze tradizionali con pratiche moderne. • Stati Uniti: il progetto USA Linen supporta gli agricoltori americani nella coltivazione di lino di alta qualità, con l&#8217;obiettivo di stabilire una filiera completamente integrata che rispecchi il modello europeo per la produzione tessile sostenibile. Sfide e prospettive future Sebbene la canapa e il lino offrano notevoli vantaggi ambientali ed economici, devono affrontare diversi ostacoli. Le restrizioni normative legate all&#8217;associazione della canapa con la cannabis ne complicano la coltivazione e la distribuzione, bloccando la crescita del settore. Inoltre, un declino nelle pratiche agricole tradizionali significa che ora c&#8217;è un&#8217;esigenza cruciale di rieducare gli agricoltori e sviluppare nuovi metodi agricoli. Competere con le fibre sintetiche e con il cotone più economici rimane una sfida. L&#8217;informazione dei consumatori e il marketing sono essenziali per superare queste barriere. Inoltre, la rivitalizzazione delle industrie del lino e della canapa richiede notevoli investimenti nella tecnologia di lavorazione, poiché gli elevati costi delle attrezzature all&#8217;avanguardia possono scoraggiare potenziali investitori. Nonostante queste sfide, il futuro della canapa e del lino sembra promettente. La domanda in aumento dei consumatori di beni sostenibili ed eticamente prodotti, unita ai progressi nelle tecnologie di lavorazione, potrebbe migliorare la competitività di queste fibre. Con una crescente attenzione globale alla sostenibilità, è più probabile che emergano politiche governative di supporto, facilitando la crescita di colture ecocompatibili. Si prevede inoltre che una migliore collaborazione tra industrie, governi e istituzioni accademiche guiderà l&#8217;innovazione e l&#8217;espansione del mercato. Conclusione La rivitalizzazione della canapa e del lino in Europa simboleggia più di un ritorno ai materiali tradizionali; rappresenta una mossa strategica verso un&#8217;industria tessile sostenibile ed economicamente solida. Investendo in queste colture, l&#8217;Europa non solo sta rivendicando il suo patrimonio, ma sta anche stabilendo uno standard globale per la tutela ambientale e le pratiche industriali innovative. Man mano che questa tendenza prende piede, rappresenta un&#8217;opportunità per l&#8217;Europa di guidare l&#8217;industria tessile verso un futuro più verde e sostenibile. Inge Duiker *Fonte: EIHA, European Industrial Hemp Association Foto: in copertina, Tsuyoshi Kozu; Sergey Semin; Micheile Henderson; Isabela Kronemberger &#160; &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/rivitalizzare-il-tessuto-verde-europeo-il-futuro-della-produzione-di-canapa-e-lino--60423630"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15706 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="239" height="93" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 239px) 100vw, 239px" /></a>In mezzo a un crescente movimento verso pratiche sostenibili, l&#8217;industria tessile europea sta rivisitando le sue radici nella produzione di canapa e lino. Queste fibre naturali offrono una combinazione di vantaggi ambientali ed economici, dalla riduzione delle emissioni di carbonio alla ripresa delle economie locali. In questo articolo esploriamo la rinascita di queste fibre in Europa.</p>
<h5><span style="color: #68a69b;">Significato storico e panorama attuale</span></h5>
<p>La canapa e il lino sono presenti nella civiltà umana da migliaia di anni, con prove che suggeriscono l&#8217;uso del lino risalente a 30.000 anni fa in Georgia, rendendolo il tessuto più antico conosciuto nella storia umana. Nell&#8217;antico Egitto, il lino era così stimato che fungeva persino da valuta ed era un simbolo di luce e purezza, apprezzato per la sua freschezza e traspirabilità nei climi caldi. Durante il Medioevo, l&#8217;Europa, in particolare Belgio, Paesi Bassi e Francia, divenne centro di produzione di lino, beneficiando dei climi favorevoli.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-18119 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/06/lino-linen-tessuto-moda-fshion.jpg" alt="" width="433" height="291" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/06/lino-linen-tessuto-moda-fshion.jpg 900w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/06/lino-linen-tessuto-moda-fshion-300x202.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/06/lino-linen-tessuto-moda-fshion-768x517.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/06/lino-linen-tessuto-moda-fshion-600x404.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 433px) 100vw, 433px" />In Europa, la canapa era una coltura comune fino alla fine del XIX secolo</strong>, quando iniziò a perdere terreno a favore di fibre importate più economiche, come il cotone e, in seguito, di alternative sintetiche. Il declino della coltivazione della canapa fu accelerato da cambiamenti politici ed economici, in particolare negli Stati Uniti, dove il <em>Marihuana Tax Act</em> del 1937 limitò fortemente la produzione di canapa. Questa legislazione, insieme a politiche simili in altri Paesi, ridusse significativamente la coltivazione globale di canapa.</p>
<p>Nonostante questo declino, regioni come le Fiandre continuano a mantenere la loro reputazione di produttori di lino di alta qualità. Oggi, circa 1.500 agricoltori in Belgio coltivano il lino, prevalentemente nelle Fiandre, dimostrando un forte impegno per questa coltura duratura.</p>
<p>Attualmente, <strong>l&#8217;Europa nord-occidentale è il più grande produttore mondiale di lino.</strong> <strong>Francia, Belgio e Paesi Bassi insieme rappresentano circa l&#8217;85% della coltivazione mondiale di lino per la produzione di fibre di lino</strong>. La maggior parte si trova in Francia, che da sola è responsabile di circa tre quarti della produzione mondiale di fibre lunghe di lino.</p>
<h5><span style="color: #68a69b;">Sostenibilità e impatto ambientale</span></h5>
<p><strong>Il lino e la canapa sono considerati colture altamente sostenibili, offrendo numerosi vantaggi ambientali che li rendono opzioni interessanti per metodi di produzione e agricoltura eco-consapevoli.</strong> Sia il lino sia la canapa sono colture resistenti alla siccità che in genere richiedono meno acqua rispetto ad altre colture principali come il cotone. La canapa, ad esempio, richiede meno della metà della quantità di acqua rispetto al cotone. La canapa in genere necessita di circa 2.401 litri di acqua per chilogrammo di fibra, mentre il cotone necessita di circa 9.758 litri per la stessa quantità*.</p>
<p>La canapa e il lino in genere richiedono meno pesticidi e fertilizzanti chimici rispetto ad altre colture. Ciò comporta una minore fuoriuscita di sostanze nei corsi d&#8217;acqua locali, che possono essere dannose per la vita acquatica e gli ecosistemi. La canapa ha anche un&#8217;elevata resistenza a parassiti e malattie, il che riduce al minimo la necessità di interventi chimici.<br />
Il lino e la canapa in particolare sono entrambi noti per la loro capacità di migliorare la salute del suolo. Hanno un profondo apparato radicale che aiuta a prevenire l&#8217;erosione del suolo e possono restituire nutrienti significativi al terreno. Ciò li rende utili per la rotazione delle colture, aiutando a mantenere la fertilità del suolo e a ridurre la necessità di fertilizzanti artificiali.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-18121 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/06/lino-canapa-moda.jpg" alt="" width="343" height="514" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/06/lino-canapa-moda.jpg 900w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/06/lino-canapa-moda-200x300.jpg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/06/lino-canapa-moda-683x1024.jpg 683w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/06/lino-canapa-moda-768x1152.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/06/lino-canapa-moda-600x900.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 343px) 100vw, 343px" />Entrambe le colture sono efficaci nel catturare l&#8217;anidride carbonica dall&#8217;atmosfera, contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici e dei livelli di CO2. Il rapido tasso di crescita della canapa la rende particolarmente efficiente nella cattura del carbonio, che immagazzina nella sua biomassa.</p>
<p>Inoltre, i prodotti realizzati con lino e canapa sono naturalmente biodegradabili, il che significa che si scompongono in sostanze innocue che possono essere riassorbite nell&#8217;ecosistema. Ciò contrasta nettamente con le fibre sintetiche, che possono contribuire invece all&#8217;inquinamento da microplastiche.</p>
<p>Oltre alla produzione tessile, sia il lino sia la canapa sono molto versatili nel modo in cui possono essere lavorati per diversi tipi di prodotti che possono contribuire a pratiche sostenibili. La canapa, ad esempio, può essere utilizzata per produrre bioplastiche. Entrambe le fibre possono anche essere applicate nei materiali da costruzione (come il canapacemento), nella carta e persino nei biocarburanti, il che può portare a una ridotta dipendenza dai combustibili fossili.</p>
<h5><span style="color: #68a69b;">Vantaggi economici e innovativi</span></h5>
<p><strong>La rinascita del lino e della canapa è destinata a rilanciare e rafforzare le economie locali attraverso la creazione di posti di lavoro nell&#8217;agricoltura e nella produzione tessile, come filature e tessiture.</strong> Le iniziative europee, come l&#8217;<span lang="EN-GB"><em>Alliance for European Flax-Linen</em> <em>&amp; Hemp</em> (</span>l&#8217;Alleanza per il lino e la canapa europei), svolgono un ruolo importante nel promuovere l&#8217;unità del mercato e garantire standard elevati in tutto il continente. Questi sforzi sono completati dal governo locale e dal sostegno dell&#8217;Unione Europea all&#8217;agricoltura sostenibile e alle tecnologie tessili innovative.</p>
<h5><span style="color: #68a69b;">Casi studio ed esempi</span></h5>
<p>•<strong> Francia:</strong> l&#8217;<em>Alleanza per il lino e la canapa europei</em> è una forza trainante nello sviluppo regionale della coltivazione del lino, promuovendo pratiche sostenibili e migliorando la competitività del mercato. Il lino francese è celebrato per la sua qualità ed eco-compatibilità, con il paese leader in Europa e nel mondo sia nella coltivazione sia nelle soluzioni tessili innovative.<br />
• <strong>Belgio:</strong> il lino belga rimane un punto di riferimento per la qualità in tutto il mondo. La concentrazione della coltivazione del lino nelle Fiandre non solo supporta l&#8217;agricoltura locale, ma preserva anche un patrimonio culturale vitale. Gli sforzi per reintegrare la lavorazione e la produzione in Belgio mirano a capitalizzare il fascino del &#8220;coltivato e prodotto in Europa&#8221;.<br />
• <strong>Paesi Bassi:</strong> iniziative come il <em>Linen Project</em>, in collaborazione con il progetto <em>1m2 Vlas</em> e il <em>Crafts Council Nederland</em>, nonché collaborazioni con designer come Joline Jolink, evidenziano l&#8217;approccio innovativo del Paese alla produzione di lino. Il progetto <em>1m2 Vlas</em>, in particolare, coinvolge la comunità invitando gli individui a coltivare il lino su piccoli appezzamenti di terra, promuovendo la consapevolezza e l&#8217;apprezzamento per il raccolto, e coltivando un rapporto più profondo e rispettoso della provenienza dei nostri vestiti e della quantità di lavoro necessaria per creare un singolo capo.<br />
•<strong> Italia:</strong> le iniziative italiane, supportate dall&#8217;<em>Alleanza per il lino e la canapa europei</em>, promuovono la canapa e il lino come tessuti sostenibili. Aree geografiche come Biella note per l&#8217;artigianato tessile sono centrali, fondendo competenze tradizionali con pratiche moderne.<br />
• <strong>Stati Uniti</strong>: il progetto <em>USA Linen</em> supporta gli agricoltori americani nella coltivazione di lino di alta qualità, con l&#8217;obiettivo di stabilire una filiera completamente integrata che rispecchi il modello europeo per la produzione tessile sostenibile.</p>
<h5><span style="color: #68a69b;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-18123 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/06/lino-canapa-moda-fashion-hemp.jpg" alt="" width="483" height="323" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/06/lino-canapa-moda-fashion-hemp.jpg 900w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/06/lino-canapa-moda-fashion-hemp-300x200.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/06/lino-canapa-moda-fashion-hemp-768x512.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/06/lino-canapa-moda-fashion-hemp-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 483px) 100vw, 483px" />Sfide e prospettive future</span></h5>
<p><strong>Sebbene la canapa e il lino offrano notevoli vantaggi ambientali ed economici, devono affrontare diversi ostacoli.</strong> Le restrizioni normative legate all&#8217;associazione della canapa con la cannabis ne complicano la coltivazione e la distribuzione, bloccando la crescita del settore. Inoltre, un declino nelle pratiche agricole tradizionali significa che ora c&#8217;è un&#8217;esigenza cruciale di rieducare gli agricoltori e sviluppare nuovi metodi agricoli.</p>
<p>Competere con le fibre sintetiche e con il cotone più economici rimane una sfida. L&#8217;informazione dei consumatori e il marketing sono essenziali per superare queste barriere. Inoltre, la rivitalizzazione delle industrie del lino e della canapa richiede notevoli investimenti nella tecnologia di lavorazione, poiché gli elevati costi delle attrezzature all&#8217;avanguardia possono scoraggiare potenziali investitori.</p>
<p><strong>Nonostante queste sfide, il futuro della canapa e del lino sembra promettente.</strong> La domanda in aumento dei consumatori di beni sostenibili ed eticamente prodotti, unita ai progressi nelle tecnologie di lavorazione, potrebbe migliorare la competitività di queste fibre. Con una crescente attenzione globale alla sostenibilità, è più probabile che emergano politiche governative di supporto, facilitando la crescita di colture ecocompatibili. Si prevede inoltre che una migliore collaborazione tra industrie, governi e istituzioni accademiche guiderà l&#8217;innovazione e l&#8217;espansione del mercato.</p>
<h5><span style="color: #68a69b;">Conclusione</span></h5>
<p><strong>La rivitalizzazione della canapa e del lino in Europa simboleggia più di un ritorno ai materiali tradizionali; rappresenta una mossa strategica verso un&#8217;industria tessile sostenibile ed economicamente solida.</strong> Investendo in queste colture, l&#8217;Europa non solo sta rivendicando il suo patrimonio, ma sta anche stabilendo uno standard globale per la tutela ambientale e le pratiche industriali innovative. Man mano che questa tendenza prende piede, rappresenta un&#8217;opportunità per l&#8217;Europa di guidare l&#8217;industria tessile verso un futuro più verde e sostenibile.</p>
<p><strong>Inge Duiker</strong></p>
<p>*Fonte: EIHA, European Industrial Hemp Association</p>
<p><iframe title="Spotify Embed: Rivitalizzare il tessuto verde europeo: il futuro della produzione di canapa e lino" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/6hk2FXrM4XxlYUuXlXCkOj?si=8e7fbb4a637e4e38&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Foto: in copertina, Tsuyoshi Kozu; Sergey Semin; Micheile Henderson; Isabela Kronemberger</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Una storia tutta italiana &#8211; Incontriamo Maeko per scoprire i tessuti sostenibili e il loro ambizioso progetto</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 09:34:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Italiano/English below pictures  Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Audio-à-porter &#8211; Maeko Incontro Cinzia (Vismara) negli uffici di Maeko a Milano, sede della vulcanica attività di questa azienda tessile tutta italiana. Resto subito travolta dall&#8217;energia e dall&#8217;entusiasmo che lei e il marito Mauro (Vismara) pongono in questo progetto in cui credono molto, a costo di andare contro tendenza nell&#8217;attuale contesto industriale. Maeko produce dal 1998 tessuti naturali di alta qualità a filiera controllata, impegnandosi  nello sviluppo di un’economia sostenibile rispettosa dell’ambiente e dell’individuo. Etro, Vivienne Westwood, Ferragamo sono alcuni dei marchi che utilizzano i tessuti di Maeko per le loro creazioni. Canapa, ortica, soia, crabyon, bambù, lino, cotone biologico, seta tousac, filato di latte, lana di yak, lane di pecora, alpaca e capra italiane: gli occhi scintillano tra rotoli e campioni di questi meravigliosi tessuti, impossibile resistere alla tentazione di toccare con mano la morbidezza di gomitoli e stoppini (sottili bande di fibra tessile). La canapa qui è la regina, a lei dedicano una festa speciale ogni anno, da lei tutto è iniziato quando ha colpito con la sua bellezza Mauro e lo ha spinto verso un nuovo percorso professionale (era osteopata), affascinato dai tessuti indossati dalle persone provenienti dall&#8217;Oriente che incontrava. È con la canapa che comincia l&#8217;avventura sostenibile di Maeko, dalla ricerca dei filati orientali, perché nei pochi paesi dell’est europeo in cui sono disponibili sono più grossolani. Abbiamo infatti perso, soprattutto in Italia, macchinari, conoscenze e abilità che una volta ci facevano eccellere nella produzione di filati di canapa, oltre che nella coltivazione della canapa stessa a uso tessile, mi spiega Cinzia. Non si fermano alla produzione di tessuti e qualche anno fa acquistano una piccola e ben avviata tintoria industriale a Bregnano (Como), per fornire anche tutti i servizi tintoriali necessari per completare i processi utili alla produzione di tessuti finiti. Dal 1998 la tessitura rientra nelle attività di Maeko, con l’affitto di telai, e da allora non si sono mai fermati. &#8220;Era un momento tristissimo per il settore, abbiamo rimesso i telai a funzionare per la tessitura della canapa e da quasi vent&#8217;anni lavorano per Maeko&#8221;, dice Cinzia. Nel 2014 parte il progetto ambizioso RIFILOC, volto alla produzione del filato di canapa: insieme a due soci, l&#8217;agronomo Alessandro Mondello e l&#8217;agricoltore Andrea Cocca, Maeko aspira con passione e determinazione a far ripartire la storica produzione di canapa per uso tessile in Italia. A San Mauro Pascoli è infatti avviata la coltivazione biologica di circa 40 ettari di questa pianta e in parte di ortica. In un instancabile vortice di energie e con un enorme entusiasmo nei progetti in cui credono fortemente, quest&#8217;anno compiono un passo ulteriore: hanno acquistato un&#8217;azienda di filatura a Biella. L&#8217;idea è di impegnarsi in una filiera produttiva integrata con cura, trasparente, avendo tutto in casa (al momento acquistano fibre da filare anche dall&#8217;esterno), dalla coltivazione alla fibra al filato al tessuto alla tintura, &#8220;per garantire un&#8217;agricoltura consapevole, una tessitura cosciente e capace in un prodotto completamente Made in Italy&#8221;, racconta Cinzia. &#8220;Ma l&#8217;acquisto aveva anche l&#8217;obiettivo di salvare l&#8217;attività portata avanti con maestria da una famiglia che da due generazioni vi lavora come se fosse un&#8217;oreficeria&#8221;, consentendo così al personale e al figlio del proprietario di continuare a lavorare senza interrompere la tradizione familiare. Dalla cardatura delle lane nascono nastri, nastri fiammati, nastri con bottoni. Dalla ripettinatura, effettuata in un laboratorio esterno, sono creati prodotti come agugliati e stoppini, ma anche alcuni sottoprodotti tra cui imbottiti, isolanti e concime biologico, &#8220;ottenuto dal gruppo Giovani ingegneri torinesi, sciogliendo gli scarti inutilizzabili e sporchi della lana in una gigantesca pentola a pressione&#8221;, descrive Cinzia. &#8220;Non si butta via niente!&#8221;, esclamo. &#8220;Non c&#8217;è niente da buttare!&#8221;, mi corregge. Dalla filatura pettinata delle altre fibre nascono filati vegetali, animali e artificiali (per esempio dal nylon o dal poliestere riciclato usato nella mischia intima). Ogni tessuto riporta la precisa composizione, indicando anche percentuali minime (3-4%) di poliestere riciclato in ottica di totale trasparenza. &#8220;Non c&#8217;era niente, anni fa su questo tavolo su cui stiamo parlando non avevamo nulla, solo dei pezzetti di tessuto e oggi possiamo acquistare un&#8217;azienda di filatura, salvandola. In tutte le cose che facciamo ci crediamo, a costo di rimanere in mutande. Abbiamo lo stesso coraggio e la stessa determinazione del primo giorno. E anche la stessa incoscienza!&#8220;, mi spiega con orgoglio Cinzia, guardando intorno ciò che hanno creato. Quando le chiedo se ci sono altre novità in vista, mi risponde a ragione: &#8220;Più di così?&#8221;, ma la guardo e capisco che non si fermano mai. Sono infatti alla ricerca di soci, disposti a imparare riguardo tutto il processo, dall&#8217;inizio alla fine, entrando a far parte come un tassello che completa il mosaico intero, &#8220;dove tutti gli attori hanno uguale importanza e fanno parte dello stesso progetto&#8221;, precisa Cinzia. In questo momento cercano anche allevatori di animali da lana, in particolare in Sardegna, da aggiungere a quelli con cui già lavorano in diverse zone d&#8217;Italia (Val d&#8217;Aosta, Lombardia, Toscana, Marche e Puglia), che dovranno garantire precisi criteri di tosatura, di cernita della lana e anche di alimentazione degli animali. La sua straordinaria energia mi ha contagiata, non solo attraverso il racconto dell&#8217;impegno di Maeko e l&#8217;affascinante descrizione dei filati, ma anche coinvolgendomi in un interessante confronto su altri temi: con lei parli di tutto, di episodi di vita, di cibo, di viaggi. Accanto a noi Giovanna, amica e compagna di lavoro di Cinzia da tanto tempo, lavora senza sosta preparando con cura i campioni da spedire. Grazie per l&#8217;accoglienza e seguiremo i vostri progetti! Link: https://www.maekotessuti.com English &#8211; A whole Italian story: We met Maeko to find out more on sustainable fabrics and their ambitious project I met Cinzia (Vismara) in the offices of Maeko in Milan, headquarter of the volcanic activity of this whole Italian textile company. I am immediately overwhelmed by the energy and enthusiasm that she and her husband Mauro (Vismara) place in this project in which they believe a lot, at the cost of going against the trend in the current industrial context. Maeko has been producing high quality natural fabrics with a controlled supply chain since 1998, engaging in the development of a sustainable economy that respects the environment and the individual. Etro, Vivienne Westwood, Ferragamo are some of the brands that use Maeko fabrics for their creations. Hemp, nettle, soy, crabyon, bamboo, linen, organic cotton, tousac silk, milk yarn, yak, Italian sheep, alpaca and goat wool: the eyes sparkle between rolls and samples of these wonderful fabrics, it&#8217;s impossible to resist the temptation to touch the softness of wool balls and roving (thin bands of textile fiber). The hemp here is the queen, they dedicate a special party to her every year, from her it all started when she struck Mauro with her beauty and pushed him towards a new professional path (he was an osteopath), fascinated by the fabrics worn by people coming from the East he met. It is with hemp that the sustainable adventure of Maeko begins, from the search for oriental yarns, because in the few Eastern European countries in which they are available they are rougher. In fact we have lost, especially in Italy, machinery, knowledge and skills that once made us excel in the production of hemp yarns, as well as in the cultivation of hemp itself for textile use, Cinzia explains. They did not stop at the production of fabrics and a few years ago they bought a small and well-established industrial dye-works in Bregnano (Como), in order to provide also all the dyeing services necessary to complete the processes useful for the production of finished fabrics. Since 1998, weaving is part of Maeko&#8217;s activities, with the rental of looms, and since then they have never stopped. &#8220;It was a very sad moment for the sector, we put the looms back to work for weaving hemp and for almost twenty years they have been working for Maeko,&#8221; says Cinzia. In 2014, the ambitious project RIFILOC, aimed at the production of hemp yarn, starts: together with two partners, the agronomist Alessandro Mondello and the farmer Andrea Cocca, Maeko aspires with passion and determination to restart the historical production of hemp for textile use in Italy. In San Mauro Pascoli the biological cultivation of about 40 hectares of this plant and partly of nettle has started. In a tireless whirlwind of energies and with enormous enthusiasm in the projects in which they strongly believe, this year they took a further step: they bought a spinning company in Biella. The idea is to engage in a carefully integrated, transparent production chain, having everything internally (at the moment they buy fibers to be spun also from the outside), from cultivation to fiber to yarn to fabric to dyeing, &#8220;To ensure an aware agriculture, and a conscious and capable weaving in a completely Made in Italy product&#8221;, says Cinzia. &#8220;But the purchase also had the objective of saving the activity carried out with mastery by a family, that for two generations has been working there as if it were a goldsmith&#8221;, thus allowing the owner&#8217;s personnel and his son to continue working without interrupting the family tradition. Ribbons, slub ribbons and ribbons with buttons are born from wool carding. From recombing, carried out in an external laboratory, products such as needle-punched felt and wool roving are created, but also some by-products including padded and insulating materials and also biological fertilizer, &#8220;Obtained by the group Giovani ingegneri torinesi (Young Turin engineers), by dissolving unusable and dirty wool waste in a giant pressure cooker&#8221;, describes Cinzia. &#8220;Nothing is thrown away!&#8221;, I exclaim. &#8220;There&#8217;s nothing to throw away!&#8221;, she corrects me. From the combed spinning of the other fibres, vegetable, animal and artificial (for example from nylon or recycled polyester used in intimate mixes) yarns are born. Each fabric has the precise composition, also indicating minimum percentages (3-4%) of recycled polyester with a view to total transparency. &#8220;There was nothing, years ago on this table we are talking beside, we had nothing, only bits of fabric and today we can buy a spinning company, rescuing it. In all the things we do we believe in it, at the cost of losing our shirt. We have the same courage and the same determination as the first day. And also the same thoughtlessness!&#8220;, Cinzia proudly explains, looking around at what they have created. When I ask her if there are other news arriving, she rightly replies: &#8220;More than this?&#8221;, but I look at her and I understand that they never stop. They are in fact looking for partners, willing to learn about the whole process, from the beginning to the end, joining as a piece that completes the entire mosaic, &#8220;Where all the actors have equal importance and are part of the same project&#8221;, specifies Cinzia. At this moment they are also looking for breeders of wool animals, particularly in Sardinia, to be added to those with whom they already work in different areas of Italy (Val d&#8217;Aosta, Lombardy, Tuscany, Marche and Puglia), which will have to guarantee precise criteria of shearing, sorting of wool and also feeding of animals. Her extraordinary energy has infected me, not only through the story of Maeko&#8217;s commitment and the fascinating description of the yarns, but also by involving me in an interesting comparison on other topics: with her you talk about everything, about life episodes, about food , of travel. Alongside us, Giovanna, Cinzia&#8217;s friend and colleague for a long time, is tirelessly working preparing carefully the samples to be sent.&#160;Thanks for the welcome and we will follow your projects! Link: https://www.maekotessuti.com (Pictures: from Maeko&#8217;s Instagram profile)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below pictures</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft" src="data:image/tiff;base64,TU0AKgAABEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAFgAAACwAAAAgAAAABQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZAAAAiwAAAOAAAAD/AAAA/wAAAP8AAADzAAAArAAAADYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAWwAAAPIAAAD/AAAAzAAAAIUAAABrAAAAdgAAAKcAAADxAAAA/gAAAIcAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGIAAAD/AAAA6AAAAEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA4AAACHAAAA/AAAAIcAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAjAAAA9wAAAPIAAAAqAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABXAAAA/AAAADMAAAAAAAAAAAAAAJUAAAD/AAAAfQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACYAAAAoAAAAAAAAAAAAAAA3gAAAP8AAAAlAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAC4AAADiAAAAAAAAAAAAAAD6AAAA/wAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABQAAAPsAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAACAAAA/wAAAP8AAAD1AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA9gAAAAAAAAD/AAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA+wAAAPoAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAD7AAAAAAAAAAAAAABFAAAAPgAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/gAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAQAQAAAwAAAAEAEQAAAQEAAwAAAAEAEAAAAQIAAwAAAAQAAAUOAQMAAwAAAAEAAQAAAQYAAwAAAAEAAgAAAQoAAwAAAAEAAQAAAREABAAAAAEAAAAIARIAAwAAAAEAAQAAARUAAwAAAAEABAAAARYAAwAAAAEAEAAAARcABAAAAAEAAARAARwAAwAAAAEAAQAAASgAAwAAAAEAAgAAAVIAAwAAAAEAAgAAAVMAAwAAAAQAAAUWh3MABwAAAiQAAAUeAAAAAAAIAAgACAAIAAEAAQABAAEAAAIkYXBwbAQAAABtbnRyUkdCIFhZWiAH4QAHAAcADQAWACBhY3NwQVBQTAAAAABBUFBMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA9tYAAQAAAADTLWFwcGzKGpWCJX8QTTiZE9XR6hWCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAApkZXNjAAAA/AAAAGVjcHJ0AAABZAAAACN3dHB0AAABiAAAABRyWFlaAAABnAAAABRnWFlaAAABsAAAABRiWFlaAAABxAAAABRyVFJDAAAB2AAAACBjaGFkAAAB+AAAACxiVFJDAAAB2AAAACBnVFJDAAAB2AAAACBkZXNjAAAAAAAAAAtEaXNwbGF5IFAzAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHRleHQAAAAAQ29weXJpZ2h0IEFwcGxlIEluYy4sIDIwMTcAAFhZWiAAAAAAAADzUQABAAAAARbMWFlaIAAAAAAAAIPfAAA9v////7tYWVogAAAAAAAASr8AALE3AAAKuVhZWiAAAAAAAAAoOAAAEQsAAMi5cGFyYQAAAAAAAwAAAAJmZgAA8qcAAA1ZAAAT0AAACltzZjMyAAAAAAABDEIAAAXe///zJgAAB5MAAP2Q///7ov///aMAAAPcAADAbg==" /> Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/21106415">Audio-à-porter &#8211; Maeko</a></p>
<p>Incontro Cinzia (Vismara) negli uffici di Maeko a Milano, sede della <strong><span style="color: #acc0a5;">vulcanica attività di questa azienda tessile tutta italiana</span></strong>. Resto subito travolta dall&#8217;energia e dall&#8217;entusiasmo che lei e il marito Mauro (Vismara) pongono in questo progetto in cui credono molto, a costo di andare contro tendenza nell&#8217;attuale contesto industriale.</p>
<p>Maeko produce dal 1998 <strong>tessuti naturali di alta qualità a filiera controllata, impegnandosi  nello sviluppo di un’economia sostenibile rispettosa dell’ambiente e dell’individuo</strong>. Etro, Vivienne Westwood, Ferragamo sono alcuni dei marchi che utilizzano i tessuti di Maeko per le loro creazioni. <strong>Canapa, ortica, soia, crabyon, bambù, lino, cotone biologico, seta tousac, filato di latte, lana di yak, lane di pecora, alpaca e capra italiane</strong>: gli occhi scintillano tra rotoli e campioni di questi meravigliosi tessuti, impossibile resistere alla tentazione di toccare con mano la morbidezza di gomitoli e stoppini (sottili bande di fibra tessile). <span style="color: #acc0a5;"><strong>La canapa qui è la regina</strong></span>, a lei dedicano una festa speciale ogni anno, <strong><span style="color: #acc0a5;">da lei tutto è iniziato</span></strong> quando ha colpito con la sua bellezza Mauro e lo ha spinto verso un nuovo percorso professionale (era osteopata), affascinato dai tessuti indossati dalle persone provenienti dall&#8217;Oriente che incontrava. È con la canapa che comincia l&#8217;avventura sostenibile di Maeko, dalla ricerca dei filati orientali, perché nei pochi paesi dell’est europeo in cui sono disponibili sono più grossolani. Abbiamo infatti perso, soprattutto in Italia, macchinari, conoscenze e abilità che una volta ci facevano eccellere nella produzione di filati di canapa, oltre che nella coltivazione della canapa stessa a uso tessile, mi spiega Cinzia.</p>
<p>Non si fermano alla produzione di tessuti e qualche anno fa acquistano una piccola e ben avviata <strong>tintoria industriale</strong> a Bregnano (Como), per fornire anche tutti i <span style="font-size: inherit;">servizi tintoriali necessari per completare i processi utili alla produzione di tessuti finiti.</span></p>
<p>Dal 1998 la <strong>tessitura</strong> rientra nelle attività di Maeko, con l’affitto di telai, e da allora non si sono mai fermati. &#8220;Era un momento tristissimo per il settore, abbiamo rimesso i telai a funzionare per la tessitura della canapa e da quasi vent&#8217;anni lavorano per Maeko&#8221;, dice Cinzia.</p>
<p>Nel 2014 parte il progetto ambizioso <strong>RIFILOC</strong>, volto alla produzione del filato di canapa: insieme a due soci, l&#8217;agronomo Alessandro Mondello e l&#8217;agricoltore Andrea Cocca, <strong><span style="color: #acc0a5;">Maeko aspira con passione e determinazione a far ripartire la storica produzione di canapa per uso tessile in Italia</span></strong>. A San Mauro Pascoli è infatti avviata la coltivazione biologica di circa 40 ettari di questa pianta e in parte di ortica.</p>
<p>In un instancabile vortice di energie e con un enorme entusiasmo nei progetti in cui credono fortemente, <strong><span style="color: #acc0a5;">quest&#8217;anno compiono un passo ulteriore: hanno acquistato un&#8217;azienda di filatura a Biella</span></strong>. L&#8217;idea è di impegnarsi in una filiera produttiva integrata con cura, trasparente, avendo tutto in casa (al momento acquistano fibre da filare anche dall&#8217;esterno), dalla coltivazione alla fibra al filato al tessuto alla tintura, &#8220;per garantire un&#8217;agricoltura consapevole, una tessitura cosciente e capace in un prodotto completamente Made in Italy&#8221;, racconta Cinzia. &#8220;Ma l&#8217;acquisto aveva anche l&#8217;obiettivo di salvare l&#8217;attività portata avanti con maestria da una famiglia che da due generazioni vi lavora come se fosse un&#8217;oreficeria&#8221;, consentendo così al personale e al figlio del proprietario di continuare a lavorare senza interrompere la tradizione familiare.</p>
<p>Dalla cardatura delle lane nascono nastri, nastri fiammati, nastri con bottoni. Dalla ripettinatura, effettuata in un laboratorio esterno, sono creati prodotti come agugliati e stoppini, ma anche alcuni sottoprodotti tra cui imbottiti, isolanti e concime biologico, &#8220;ottenuto dal gruppo <em>Giovani ingegneri torinesi</em>, sciogliendo gli scarti inutilizzabili e sporchi della lana in una gigantesca pentola a pressione&#8221;, descrive Cinzia. &#8220;Non si butta via niente!&#8221;, esclamo. &#8220;Non c&#8217;è niente da buttare!&#8221;, mi corregge. Dalla filatura pettinata delle altre fibre nascono filati vegetali, animali e artificiali (per esempio dal nylon o dal poliestere riciclato usato nella mischia intima). Ogni tessuto riporta la precisa composizione, indicando anche percentuali minime (3-4%) di poliestere riciclato in ottica di totale trasparenza.</p>
<p>&#8220;Non c&#8217;era niente, anni fa su questo tavolo su cui stiamo parlando non avevamo nulla, solo dei pezzetti di tessuto e oggi possiamo acquistare un&#8217;azienda di filatura, salvandola. In tutte le cose che facciamo ci crediamo, a costo di rimanere in mutande. <strong><span style="color: #acc0a5;">A</span><span style="color: #acc0a5;">bbiamo lo stesso coraggio e la stessa determinazione del primo giorno. E anche la stessa incoscienza!</span></strong>&#8220;, mi spiega con orgoglio Cinzia, guardando intorno ciò che hanno creato. Quando le chiedo se ci sono <strong>altre novità in vista</strong>, mi risponde a ragione: &#8220;Più di così?&#8221;, ma la guardo e capisco che non si fermano mai. Sono infatti alla ricerca di soci, disposti a imparare riguardo tutto il processo, dall&#8217;inizio alla fine, entrando a far parte come un tassello che completa il mosaico intero, &#8220;dove tutti gli attori hanno uguale importanza e fanno parte dello stesso progetto&#8221;, precisa Cinzia. In questo momento cercano anche allevatori di animali da lana, in particolare in Sardegna, da aggiungere a quelli con cui già lavorano in diverse zone d&#8217;Italia (Val d&#8217;Aosta, Lombardia, Toscana, Marche e Puglia), che dovranno garantire precisi criteri di tosatura, di cernita della lana e anche di alimentazione degli animali.</p>
<p>La sua straordinaria energia mi ha contagiata, non solo attraverso il racconto dell&#8217;impegno di Maeko e l&#8217;affascinante descrizione dei filati, ma anche coinvolgendomi in un interessante confronto su altri temi: con lei parli di tutto, di episodi di vita, di cibo, di viaggi. Accanto a noi Giovanna, amica e compagna di lavoro di Cinzia da tanto tempo, lavora senza sosta preparando con cura i campioni da spedire. <span style="color: #acc0a5;"><strong>Grazie per l&#8217;accoglienza e seguiremo i vostri progetti!</strong></span></p>
<p>Link: <a href="https://www.maekotessuti.com">https://www.maekotessuti.com</a></p>


<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="749" height="632" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8117.jpg" alt="" data-id="6042" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6042" class="wp-image-6042" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8117.jpg 749w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8117-600x506.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8117-300x253.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 749px) 100vw, 749px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">I semi di canapa</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="757" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119.jpg" alt="" data-id="6043" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6043" class="wp-image-6043" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119-600x606.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119-297x300.jpg 297w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Lo stoppino</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="931" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8118.jpg" alt="" data-id="6044" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8118.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6044" class="wp-image-6044" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8118.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8118-600x745.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8118-242x300.jpg 242w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="749" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128.jpg" alt="" data-id="6046" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6046" class="wp-image-6046" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128-600x599.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="749" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123.jpg" alt="" data-id="6047" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6047" class="wp-image-6047" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123-600x599.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="665" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8124.jpg" alt="" data-id="6045" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6045" class="wp-image-6045" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8124.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8124-600x532.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8124-300x266.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="765" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8122.jpg" alt="" data-id="6048" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6048" class="wp-image-6048" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8122.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8122-600x612.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8122-294x300.jpg 294w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="683" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8120.jpg" alt="" data-id="6049" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6049" class="wp-image-6049" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8120.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8120-600x546.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8120-300x273.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="933" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8125.jpg" alt="" data-id="6050" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6050" class="wp-image-6050" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8125.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8125-600x746.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8125-241x300.jpg 241w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-1024x768.jpg" alt="" data-id="6052" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6052" class="wp-image-6052" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-1024x768.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-scaled-600x450.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-768x576.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-1536x1152.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-2048x1536.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-1160x870.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Giovanna prepara i campioni di tessuto</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="936" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8126.jpg" alt="" data-id="6053" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8126.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6053" class="wp-image-6053" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8126.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8126-600x749.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8126-240x300.jpg 240w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li></ul></figure>


<hr>
<h5><span style="color: #acc0a5;">English &#8211; A whole Italian story: We met Maeko to find out more on sustainable fabrics and their ambitious project</span></h5>
<p>I met Cinzia (Vismara) in the offices of Maeko in Milan, headquarter of the <span style="color: #acc0a5;"><strong>volcanic activity of this whole Italian textile company</strong></span>. I am immediately overwhelmed by the energy and enthusiasm that she and her husband Mauro (Vismara) place in this project in which they believe a lot, at the cost of going against the trend in the current industrial context.</p>
<p>Maeko has been producing <strong>high quality natural fabrics with a controlled supply chain since 1998, engaging in the development of a sustainable economy that respects the environment and the individual.</strong> Etro, Vivienne Westwood, Ferragamo are some of the brands that use Maeko fabrics for their creations. <strong>Hemp, nettle, soy, crabyon, bamboo, linen, organic cotton, tousac silk, milk yarn, yak, Italian sheep, alpaca and goat wool</strong>: the eyes sparkle between rolls and samples of these wonderful fabrics, it&#8217;s impossible to resist the temptation to touch the softness of wool balls and roving (thin bands of textile fiber). <strong><span style="color: #acc0a5;">The hemp here is the queen</span></strong>, they dedicate a special party to her every year, <strong><span style="color: #acc0a5;">from her it all started</span></strong> when she struck Mauro with her beauty and pushed him towards a new professional path (he was an osteopath), fascinated by the fabrics worn by people coming from the East he met. It is with hemp that the sustainable adventure of Maeko begins, from the search for oriental yarns, because in the few Eastern European countries in which they are available they are rougher. In fact we have lost, especially in Italy, machinery, knowledge and skills that once made us excel in the production of hemp yarns, as well as in the cultivation of hemp itself for textile use, Cinzia explains.</p>
<p>They did not stop at the production of fabrics and a few years ago they bought a small and well-established <strong>industrial dye-works</strong> in Bregnano (Como), in order to provide also all the dyeing services necessary to complete the processes useful for the production of finished fabrics.</p>
<p>Since 1998, <strong>weaving</strong> is part of Maeko&#8217;s activities, with the rental of looms, and since then they have never stopped. &#8220;It was a very sad moment for the sector, we put the looms back to work for weaving hemp and for almost twenty years they have been working for Maeko,&#8221; says Cinzia.</p>
<p>In 2014, the ambitious project <strong>RIFILOC</strong>, aimed at the production of hemp yarn, starts: together with two partners, the agronomist Alessandro Mondello and the farmer Andrea Cocca, <span style="color: #acc0a5;"><strong>Maeko aspires with passion and determination to restart the historical production of hemp for textile use in Italy</strong></span>. In San Mauro Pascoli the biological cultivation of about 40 hectares of this plant and partly of nettle has started.</p>
<p>In a tireless whirlwind of energies and with enormous enthusiasm in the projects in which they strongly believe, <strong><span style="color: #acc0a5;">this year they took a further step: they bought a spinning company in Biella</span></strong>. The idea is to engage in a carefully integrated, transparent production chain, having everything internally (at the moment they buy fibers to be spun also from the outside), from cultivation to fiber to yarn to fabric to dyeing, &#8220;To ensure an aware agriculture, and a conscious and capable weaving in a completely Made in Italy product&#8221;, says Cinzia. &#8220;But the purchase also had the objective of saving the activity carried out with mastery by a family, that for two generations has been working there as if it were a goldsmith&#8221;, thus allowing the owner&#8217;s personnel and his son to continue working without interrupting the family tradition.</p>
<p>Ribbons, slub ribbons and ribbons with buttons are born from wool carding. From recombing, carried out in an external laboratory, products such as needle-punched felt and wool roving are created, but also some by-products including padded and insulating materials and also biological fertilizer, &#8220;Obtained by the group <em>Giovani ingegneri torinesi</em> (Young Turin engineers), by dissolving unusable and dirty wool waste in a giant pressure cooker&#8221;, describes Cinzia. &#8220;Nothing is thrown away!&#8221;, I exclaim. &#8220;There&#8217;s nothing to throw away!&#8221;, she corrects me. From the combed spinning of the other fibres, vegetable, animal and artificial (for example from nylon or recycled polyester used in intimate mixes) yarns are born. Each fabric has the precise composition, also indicating minimum percentages (3-4%) of recycled polyester with a view to total transparency.</p>
<p>&#8220;There was nothing, years ago on this table we are talking beside, we had nothing, only bits of fabric and today we can buy a spinning company, rescuing it. In all the things we do we believe in it, at the cost of losing our shirt. <span style="color: #acc0a5;"><strong>We have the same courage and the same determination as the first day.</strong> <strong>And also the same thoughtlessness!</strong></span>&#8220;, Cinzia proudly explains, looking around at what they have created. When I ask her if there are <strong>other news arriving</strong>, she rightly replies: &#8220;More than this?&#8221;, but I look at her and I understand that they never stop. They are in fact looking for partners, willing to learn about the whole process, from the beginning to the end, joining as a piece that completes the entire mosaic, &#8220;Where all the actors have equal importance and are part of the same project&#8221;, specifies Cinzia. At this moment they are also looking for breeders of wool animals, particularly in Sardinia, to be added to those with whom they already work in different areas of Italy (Val d&#8217;Aosta, Lombardy, Tuscany, Marche and Puglia), which will have to guarantee precise criteria of shearing, sorting of wool and also feeding of animals. Her extraordinary energy has infected me, not only through the story of Maeko&#8217;s commitment and the fascinating description of the yarns, but also by involving me in an interesting comparison on other topics: with her you talk about everything, about life episodes, about food , of travel. Alongside us, Giovanna, Cinzia&#8217;s friend and colleague for a long time, is tirelessly working preparing carefully the samples to be sent.&nbsp;<span style="color: #acc0a5;"><strong>Thanks for the welcome and we will follow your projects!</strong></span></p>
<p>Link: <a href="https://www.maekotessuti.com">https://www.maekotessuti.com</a></p>
<p>(Pictures: from Maeko&#8217;s Instagram profile)</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Levi&#8217;s introduce una percentuale di canapa nella nuova collezione</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2019 09:42:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Italiano/English Levi&#8217;s presenta nella nuova collezione alcuni modelli di giacca (Trucker) e di jeans (511™ Slims) che contengono il 30% di canapa insieme al cotone. L&#8217;azienda definisce il tessuto &#8220;canapa cotonata&#8221;. L&#8217;introduzione accanto all&#8217; &#8220;assetato&#8221; cotone di una fibra ottenuta da una pianta che richiede meno acqua è un piccolo passo avanti nel percorso verso la sostenibilità. Riguardo il cotone utilizzato da Levi&#8217;s, al momento il 34% è prodotto in base all&#8217;iniziativa Better Cotton, ossia tramite un programma di formazione degli agricoltori coinvolti sulle modalità di coltivazione di questa pianta utilizzando meno acqua e meno sostanze dannose (nota: il cotone non è biologico). L&#8217;azienda prevede di impiegare il 100% di cotone ottenuto con questa modalità entro l&#8217;anno prossimo. Altri modelli Levi&#8217;s affiancano al cotone il TENCEL™ Lyocell, &#160;un tessuto ottenuto da polpa di legno ricavata da fonti vegetali certificate e controllate, con un processo di trasformazione chimica a circuito chiuso, ossia che&#160;ricicla l&#8217;acqua e riutilizza il solvente con una percentuale di recupero superiore al 99%. In alcuni modelli è utilizzata la tecnologia REFIBRA™ che affianca alla polpa di legno gli scarti di cotone per produrre il TENCEL™ Lyocell. Levi&#8217;s da alcuni anni sta gradualmente introducendo iniziative per ridurre il consumo di acqua (Water Less technology), per limitare l&#8217;impiego di sostanze chimiche dannose (Screened Chemistry Program), per offrire ai clienti la possibilità di acquistare capi vintage (rimodellati da RE/DONE), oltre a iniziative che riguardano aspetti sociali (Levi&#8217;s sustainability&#160;). Nota per Levi&#8217;s: perché sul sito non aggiungete il tipo di tessuto tra i criteri di selezione dei capi, visto che sta diventando importante per tanti consumatori? English: Levi&#8217;s introduces a percentage of hemp in the new collection Levi&#8217;s presents some models of jacket (Trucker) and jeans (511™ Slims) which contain 30% canapa together with cotton. The company defines the fabric as &#8220;cottonized hemp&#8221;. The introduction of a fiber obtained from a plant that requires less water alongside the &#8220;thirsty&#8221; cotton is a small step forward on the path to sustainability. Regarding the cotton used by Levi&#8217;s, at the moment 34% is produced according to the Better Cotton initiative, ie through a training program for the farmers involved in cultivating this plant using less water and less harmful substances (note: the used cotton is not organic). The company plans to use 100% cotton obtained in this way by next year. Other Levi&#8217;s models alongside cotton are made of TENCEL™ Lyocell, a fabric obtained from wood pulp from certified and controlled vegetable sources, with a closed-circuit chemical transformation process, which recycles water and reuses the solvent with a percentage of recovery over 99%. In some models the REFIBRA™ technology is used, which combines the wood pulp with cotton scraps to produce the TENCEL ™ Lyocell. For some years, Levi&#8217;s has been gradually introducing initiatives to reduce water consumption (Water Less technology), to limit the use of harmful chemicals (Screened Chemistry Program), to offer customers the opportunity to buy vintage clothes (reshaped by RE/DONE), as well as initiatives concerning social aspects ((Levi&#8217;s sustainability&#160;). Note for Levi&#8217;s: why don&#8217;t you add on your website the type of fabric among the selection criteria of the garments, since it is becoming important for many consumers?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English</p>
<p>Levi&#8217;s presenta nella nuova collezione alcuni modelli di giacca (Trucker) e di jeans (511<sup><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></sup> Slims) che contengono il 30% di <a href="https://dress-ecode.com/2019/04/03/canapa-e-davvero-una-fibra-sostenibile-da-introdurre-nel-nostro-armadio-piu-responsabile/">canapa</a> insieme al cotone. L&#8217;azienda definisce il tessuto &#8220;canapa cotonata&#8221;. L&#8217;introduzione accanto all&#8217; &#8220;assetato&#8221; cotone di una fibra ottenuta da una pianta che richiede meno acqua è un piccolo passo avanti nel percorso verso la sostenibilità.</p>
<p>Riguardo il cotone utilizzato da Levi&#8217;s, al momento il 34% è prodotto in base all&#8217;iniziativa Better Cotton, ossia tramite un programma di formazione degli agricoltori coinvolti sulle modalità di coltivazione di questa pianta utilizzando meno acqua e meno sostanze dannose (nota: il cotone non è biologico). L&#8217;azienda prevede di impiegare il 100% di cotone ottenuto con questa modalità entro l&#8217;anno prossimo.</p>
<p>Altri modelli Levi&#8217;s affiancano al cotone il TENCEL<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Lyocell, &nbsp;un tessuto ottenuto da polpa di legno ricavata da fonti vegetali certificate e controllate, con un processo di trasformazione chimica a circuito chiuso, ossia che&nbsp;ricicla l&#8217;acqua e riutilizza il solvente con una percentuale di recupero superiore al 99%. In alcuni modelli è utilizzata la tecnologia REFIBRA<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> che affianca alla polpa di legno gli scarti di cotone per produrre il TENCEL<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Lyocell.</p>
<p>Levi&#8217;s da alcuni anni sta gradualmente introducendo iniziative per ridurre il consumo di acqua (Water Less technology), per limitare l&#8217;impiego di sostanze chimiche dannose (Screened Chemistry Program), per offrire ai clienti la possibilità di acquistare capi vintage (rimodellati da RE/DONE), oltre a iniziative che riguardano aspetti sociali (<a href="https://www.levi.com/US/en_US/features/sustainability">Levi&#8217;s sustainability&nbsp;</a>).</p>
<p>Nota per Levi&#8217;s: perché sul sito non aggiungete il tipo di tessuto tra i criteri di selezione dei capi, visto che sta diventando importante per tanti consumatori?</p>
<hr>
<p><strong>English: Levi&#8217;s introduces a percentage of hemp in the new collection</strong></p>
<p>Levi&#8217;s presents some models of jacket (Trucker) and jeans (511<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Slims) which contain 30% <a href="https://dress-ecode.com/2019/04/03/canapa-e-davvero-una-fibra-sostenibile-da-introdurre-nel-nostro-armadio-piu-responsabile/">canapa</a> together with cotton. The company defines the fabric as &#8220;cottonized hemp&#8221;. The introduction of a fiber obtained from a plant that requires less water alongside the &#8220;thirsty&#8221; cotton is a small step forward on the path to sustainability.</p>
<p>Regarding the cotton used by Levi&#8217;s, at the moment 34% is produced according to the Better Cotton initiative, ie through a training program for the farmers involved in cultivating this plant using less water and less harmful substances (note: the used cotton is not organic). The company plans to use 100% cotton obtained in this way by next year.</p>
<p>Other Levi&#8217;s models alongside cotton are made of TENCEL<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Lyocell, a fabric obtained from wood pulp from certified and controlled vegetable sources, with a closed-circuit chemical transformation process, which recycles water and reuses the solvent with a percentage of recovery over 99%. In some models the REFIBRA<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> technology is used, which combines the wood pulp with cotton scraps to produce the TENCEL <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Lyocell.</p>
<p>For some years, Levi&#8217;s has been gradually introducing initiatives to reduce water consumption (Water Less technology), to limit the use of harmful chemicals (Screened Chemistry Program), to offer customers the opportunity to buy vintage clothes (reshaped by RE/DONE), as well as initiatives concerning social aspects ((<a href="https://www.levi.com/US/en_US/features/sustainability">Levi&#8217;s sustainability&nbsp;</a>).</p>
<p>Note for Levi&#8217;s: why don&#8217;t you add on your website the type of fabric among the selection criteria of the garments, since it is becoming important for many consumers?</p>


<ul class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="963" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-2-1024x963.jpg" alt="" data-id="2094" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=2094" class="wp-image-2094" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-2-1024x963.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-2-600x564.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-2-300x282.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-2-768x722.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-2-1160x1090.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-2.jpg 1283w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="994" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-3-1024x994.jpg" alt="" data-id="2095" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=2095" class="wp-image-2095" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-3-1024x994.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-3-600x582.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-3-300x291.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-3-768x745.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-3-1160x1126.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-3.jpg 1253w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul>
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		<title>Canapa: è davvero una fibra sostenibile da introdurre nel nostro armadio più responsabile?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2019 10:14:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fabrics/Tessuti]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
		<category><![CDATA[canapa]]></category>
		<category><![CDATA[fibre naturali]]></category>
		<category><![CDATA[hemp]]></category>
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					<description><![CDATA[Italiano/English below pictures  Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Canapa Ci chiediamo se davvero questa fibra sia sostenibile e da inserire nel nostro guardaroba più responsabile. La canapa è un tipo di “fibra di rafia” che significa che è una delle numerose fibre naturali derivate dal fusto della pianta, come il lino, la iuta e l’ortica. La sua fibra è simile alla tela di lino. La canapa&#160;è coltivata da migliaia di anni in quasi tutti i continenti. Si pensa sia la più antica pianta coltivata al mondo. Sono stati trovati tessuti di canapa datati circa 8.000 a.C., rappresentando così uno degli esempi più antichi di industria. Fino agli anni ’20, l’80% dell’abbigliamento era realizzato con la canapa. Anche i jeans Levi Strauss erano inizialmente realizzati con una tela di canapa leggera. Attualmente, più di 30 paesi coltivano questa pianta. La maggior parte dei produttori sono in Cina, Canada, Cile, Corea ed Europa (soprattutto nei paesi dell’Europa orientale come Romania, Ungheria e Russia, oltre che in Francia e Italia). Nel 1940 l’Italia dedicava alla coltura della canapa 90.000 ettari&#160;del proprio territorio, poi la coltivazione è stata abbandonata. Dal 1940 al 1970, le superfici sono scese a circa 900 ettari.&#160;&#160;Dal 2016, anno in cui la coltivazione è diventata legale, la quantità di terreno dedicata a questa pianta è cresciuta fino ai&#160;4.000 ettari di oggi. Il principale produttore mondiale è la Cina, da cui proviene oltre la metà della produzione. Qui si utilizzano metodi chimici, mentre in Europa sono state introdotte tecnologie più pulite di tipo biologico. Non si ottiene morbidezza e il colore totalmente bianco del cotone con nessuno dei due metodi, ecco perché spesso la canapa è mischiata al cotone, un tessuto non molto sostenibile.&#160;Meglio perciò verificare l’etichetta quando acquistate un capo di abbigliamento in questo materiale. La canapa ha davvero&#160;tanti aspetti positivi: È&#160;biodegradabile, diversamente dalle fibre sintetiche, per cui non inquina una volta terminato il suo ciclo di vita come succede con i tessuti derivati dal petrolio. La sua coltivazione&#160;non richiede pesticidi, fertilizzanti sintetici, semi OGM né prodotti chimici. È densamente coltivata, soffoca le piante in competizione bloccando la luce del sole con le sue ampie foglie, per cui non sono necessari forti erbicidi chimici. Inoltre, riduce naturalmente i parassiti, rendendo superflui i pesticidi. Attualmente una grande quantità di canapa è coltivata biologicamente, senza bisogno di alcun additivo agricolo sintetico. Ha bisogno di&#160;pochissima acqua&#160;e cresce rapidamente utilizzando il 50% in meno di acqua rispetto al cotone. Richiede una&#160;quantità relativamente limitata di terra&#160;da coltivare. Ha una resa in fibra che arriva fino al doppio rispetto al cotone: un ettaro di canapa produce la stessa fibra ricavabile da quattro ettari di alberi o due ettari di cotone. Può essere coltivata in ogni stagione e ad ogni ciclo di crescita&#160;si rinnova restituendo il 60-70% dei nutrienti necessari&#160;che prende dal terreno: pian piano matura e il fogliame che cade si decompone nutrendo il suolo. Le sue lunghe radici aerano il terreno a beneficio delle colture future, eliminano le tossine e prevenendo anche l’erosione del suolo. Si utilizza al meglio in un raccolto a rotazione, con soia, sorgo, ecc. L’apparato radicale e il fogliame restituiscono l’azoto tanto importante per i terreni sempre più sfruttati. Le piante di canapa&#160;assorbono più anidride carbonica degli alberi&#160;e possono rimuovere le tossine dal suolo attraverso le radici. La canapa fornisce un habitat eccellente per la fauna selvatica e i fiori sono una buona fonte di polline per le api. Nulla della canapa viene sprecato&#160;nel processo produttivo: i semi sono utilizzati in prodotti alimentari o integratori, i fiori e le foglie nella cosmesi, i gambi nella produzione di fibra naturale. Tiene chi lo indossa&#160;caldo d’inverno e fresco d’estate. Le fibre di canapa hanno il miglior rapporto di capacità termica rispetto a tutte le altre fibre, creando un sistema di aria condizionata personale. È antimicrobica, antibatterica, antiodore, ipoallergenica, assorbe l’umidità del corpo e non irrita la pelle. Protegge&#160;dai raggi UV. È resiliente,&#160;duratura, flessibile, non perde forma anche dopo più lavaggi. La canapa è anche naturalmente&#160;resistente alla muffa, all’usura, allo sporco, al restringimento e ai danni del sole. Le fibre di canapa sono più resistenti del cotone, poiché percorrono la lunghezza del gambo che può arrivare fino a circa mezzo metro mentre quelle del cotone tendono ad essere lunghe solo pochi centimetri. Per questo i sacchi di canapa durano di più e la tela era utilizzata in marina e dai pescatori per le prime vele, per corde e reti. Queste sono qualità importanti quando si sceglie un involucro per trasportare gli oggetti a cui più teniamo, come borse porta computer o i nostri effetti personali in viaggio. La canapa è quindi un tessuto che possiamo considerare sostenibile. Vogliamo trovarne difetti? Come il lino, la canapa si stropiccia facilmente, può essere un po’ ruvida, assorbe poco colore. Per questi motivi la canapa é a volte mescolata con altri tessuti, per cui come dicevamo all’inizio meglio verificare in etichetta prima di acquistare! English &#8211;&#160;Hemp: is it really a sustainable fibre to be included in our more responsible wardrobe? We wonder if this fibre is really sustainable and if should be included in our more responsible wardrobe. Hemp is a type of &#8220;raffia fibre&#8221; which means that it is one of several natural fibres derived from the stem of the plant, such as flax, jute and nettle. Its fiber is similar to linen. Hemp has been cultivated for thousands of years on almost every continent. It is thought to be the oldest cultivated plant in the world. Hemp fabrics dating from around 8,000 BC have been found, representing one of the oldest examples of industry. Until the 1920s, 80% of clothing was made with hemp. Even the Levi Strauss jeans were initially made with a light canvas. Currently, more than 30 countries grow this plant. Most producers are in China, Canada, Chile, Korea and Europe (especially in Eastern European countries such as Romania, Hungary and Russia, as well as in France and Italy). In 1940 Italy dedicated 90,000 hectares of its territory to the cultivation of hemp, then the cultivation was abandoned. From 1940 to 1970, the surfaces fell to around 900 hectares. Since 2016, the year in which cultivation became legal, the amount of land dedicated to this plant has grown to 4,000 hectares today. The main world producer is China, from which more than half of the production comes. Here chemical methods are used, while in Europe cleaner biological technologies have been introduced. You don&#8217;t get softness and the totally white color of cotton with neither of the two methods, that&#8217;s why hemp is often mixed with cotton, a not very sustainable fabric. It is therefore better to check the label when buying a piece of clothing in this material. Hemp has really many positive aspects: It is biodegradable, unlike synthetic fibers, so it does not pollute once its life cycle is over, as happens with petroleum-derived fabrics. Its cultivation does not require pesticides, synthetic fertilizers, GMO seeds or chemicals. It is densely cultivated, suffocating competing plants by blocking sunlight with its broad leaves, so no strong chemical herbicides are needed. In addition, it naturally reduces pests, making pesticides superfluous. Currently a large quantity of hemp is cultivated organically, without the need for any synthetic agricultural additives. It needs very little water and grows rapidly using 50% less water than cotton. It requires a relatively limited amount of land to cultivate. It has a fiber yield that reaches up to twice as much as cotton: one hectare of hemp produces the same fiber that can be obtained from four hectares of trees or two hectares of cotton. It can be grown in every season and at each growth cycle it is renewed by returning 60-70% of the necessary nutrients that it takes from the soil: it gradually matures and the falling foliage decomposes nourishing the soil. Its long roots aerate the soil for the benefit of future crops, eliminate toxins and also prevent soil erosion. It is best used in a crop in rotation, with soy, sorghum, etc. The root system and the foliage return the nitrogen that is so important for increasingly exploited land. Hemp plants absorb more carbon dioxide than trees and can remove toxins from the soil through the roots. Hemp provides an excellent habitat for wildlife and flowers are a good source of pollen for bees. Nothing about hemp is wasted in the production process: the seeds are used in food or supplements, flowers and leaves in cosmetics, stems in the production of natural fibre. It keeps the wearer warm in winter and cool in summer. Hemp fibres have the best heat capacity ratio compared to all other fibres, creating a personal air conditioning system. It is antimicrobial, antibacterial, anti-odor, hypoallergenic, absorbs body moisture and does not irritate the skin. Protects against UV rays. It is resilient, durable, flexible, it does not lose shape even after multiple washes. Hemp is also naturally resistant to mold, wear, dirt, shrinkage and sun damage. Hemp fibres are more resistant than cotton, as they travel the length of the stem which can reach up to about half a meter while those of cotton tend to be only a few centimetres long. This is why hemp sacks last longer and the canvas was used in the navy and by fishermen for the first sails, ropes and nets. These are important qualities when choosing a wrapper to carry the items we hold most, such as computer bags or our personal belongings when traveling. Hemp is therefore a fabric that we can consider sustainable. Do we want to find flaws? Like flax, hemp is easily rubbed, it can be a bit rough, it absorbs little color. For these reasons hemp is sometimes mixed with other fabrics, so as we said at the beginning it is better to check on the label before buying!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Italiano/English below pictures</p>


<p><img decoding="async" class="alignleft" src="data:image/tiff;base64,TU0AKgAABEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAFgAAACwAAAAgAAAABQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZAAAAiwAAAOAAAAD/AAAA/wAAAP8AAADzAAAArAAAADYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAWwAAAPIAAAD/AAAAzAAAAIUAAABrAAAAdgAAAKcAAADxAAAA/gAAAIcAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGIAAAD/AAAA6AAAAEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA4AAACHAAAA/AAAAIcAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAjAAAA9wAAAPIAAAAqAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABXAAAA/AAAADMAAAAAAAAAAAAAAJUAAAD/AAAAfQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACYAAAAoAAAAAAAAAAAAAAA3gAAAP8AAAAlAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAC4AAADiAAAAAAAAAAAAAAD6AAAA/wAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABQAAAPsAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAACAAAA/wAAAP8AAAD1AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA9gAAAAAAAAD/AAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA+wAAAPoAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAD7AAAAAAAAAAAAAABFAAAAPgAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/gAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAQAQAAAwAAAAEAEQAAAQEAAwAAAAEAEAAAAQIAAwAAAAQAAAUOAQMAAwAAAAEAAQAAAQYAAwAAAAEAAgAAAQoAAwAAAAEAAQAAAREABAAAAAEAAAAIARIAAwAAAAEAAQAAARUAAwAAAAEABAAAARYAAwAAAAEAEAAAARcABAAAAAEAAARAARwAAwAAAAEAAQAAASgAAwAAAAEAAgAAAVIAAwAAAAEAAgAAAVMAAwAAAAQAAAUWh3MABwAAAiQAAAUeAAAAAAAIAAgACAAIAAEAAQABAAEAAAIkYXBwbAQAAABtbnRyUkdCIFhZWiAH4QAHAAcADQAWACBhY3NwQVBQTAAAAABBUFBMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA9tYAAQAAAADTLWFwcGzKGpWCJX8QTTiZE9XR6hWCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAApkZXNjAAAA/AAAAGVjcHJ0AAABZAAAACN3dHB0AAABiAAAABRyWFlaAAABnAAAABRnWFlaAAABsAAAABRiWFlaAAABxAAAABRyVFJDAAAB2AAAACBjaGFkAAAB+AAAACxiVFJDAAAB2AAAACBnVFJDAAAB2AAAACBkZXNjAAAAAAAAAAtEaXNwbGF5IFAzAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHRleHQAAAAAQ29weXJpZ2h0IEFwcGxlIEluYy4sIDIwMTcAAFhZWiAAAAAAAADzUQABAAAAARbMWFlaIAAAAAAAAIPfAAA9v////7tYWVogAAAAAAAASr8AALE3AAAKuVhZWiAAAAAAAAAoOAAAEQsAAMi5cGFyYQAAAAAAAwAAAAJmZgAA8qcAAA1ZAAAT0AAACltzZjMyAAAAAAABDEIAAAXe///zJgAAB5MAAP2Q///7ov///aMAAAPcAADAbg==" alt="unknown.tiff" /> Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/show/audio-a-porter">Canapa</a></p>


<p>Ci chiediamo se davvero questa fibra sia sostenibile e da inserire nel nostro guardaroba più responsabile.</p>



<p>La canapa è un tipo di “fibra di rafia” che significa che è una delle numerose fibre naturali derivate dal fusto della pianta, come il lino, la iuta e l’ortica. La sua fibra è simile alla tela di lino.</p>



<p>La canapa&nbsp;<strong>è coltivata da migliaia di anni in quasi tutti i continenti</strong>. Si pensa sia la più antica pianta coltivata al mondo. Sono stati trovati tessuti di canapa datati circa 8.000 a.C., rappresentando così uno degli esempi più antichi di industria. Fino agli anni ’20, <strong><span style="color:#acc0a5" class="has-inline-color">l’80% dell’abbigliamento era realizzato con la canapa</span></strong>. Anche i jeans Levi Strauss erano inizialmente realizzati con una tela di canapa leggera.</p>



<p>Attualmente, più di 30 paesi coltivano questa pianta. La maggior parte dei produttori sono in Cina, Canada, Cile, Corea ed Europa (soprattutto nei paesi dell’Europa orientale come Romania, Ungheria e Russia, oltre che in Francia e Italia).</p>



<p><strong>Nel 1940 l’Italia dedicava alla coltura della canapa 90.000 ettari</strong>&nbsp;del proprio territorio, poi la coltivazione è stata abbandonata. Dal 1940 al 1970, le superfici sono scese a circa 900 ettari.&nbsp;&nbsp;Dal 2016, anno in cui la coltivazione è diventata legale, la quantità di terreno dedicata a questa pianta è cresciuta fino ai&nbsp;<strong>4.000 ettari di oggi</strong>.</p>



<p><strong>Il principale produttore mondiale è la Cina</strong>, da cui proviene oltre la metà della produzione. Qui si utilizzano metodi chimici, mentre in Europa sono state introdotte tecnologie più pulite di tipo biologico. Non si ottiene morbidezza e il colore totalmente bianco del cotone con nessuno dei due metodi, ecco perché spesso la canapa è mischiata al cotone, un tessuto non molto sostenibile.&nbsp;<strong>Meglio perciò verificare l’etichetta quando acquistate un capo di abbigliamento in questo materiale</strong>.</p>



<p><span style="color:#acc0a5" class="has-inline-color"><strong>La canapa ha davvero&nbsp;tanti aspetti positivi</strong>:</span></p>



<ul class="wp-block-list"><li>È&nbsp;<strong>biodegradabile</strong>, diversamente dalle fibre sintetiche, per cui non inquina una volta terminato il suo ciclo di vita come succede con i tessuti derivati dal petrolio.</li><li>La sua coltivazione&nbsp;<strong>non richiede pesticidi, fertilizzanti sintetici, semi OGM né prodotti chimici</strong>. È densamente coltivata, soffoca le piante in competizione bloccando la luce del sole con le sue ampie foglie, per cui non sono necessari forti erbicidi chimici. Inoltre, riduce naturalmente i parassiti, rendendo superflui i pesticidi. Attualmente una grande quantità di canapa è coltivata biologicamente, senza bisogno di alcun additivo agricolo sintetico.</li><li>Ha bisogno di&nbsp;<strong>pochissima acqua</strong>&nbsp;e cresce rapidamente utilizzando il 50% in meno di acqua rispetto al cotone.</li><li>Richiede una&nbsp;<strong>quantità relativamente limitata di terra</strong>&nbsp;da coltivare. Ha una resa in fibra che arriva fino al doppio rispetto al cotone: un ettaro di canapa produce la stessa fibra ricavabile da quattro ettari di alberi o due ettari di cotone.</li><li>Può essere coltivata in ogni stagione e ad ogni ciclo di crescita&nbsp;<strong>si rinnova restituendo il 60-70% dei nutrienti necessari</strong>&nbsp;che prende dal terreno: pian piano matura e il fogliame che cade si decompone nutrendo il suolo. Le sue lunghe radici aerano il terreno a beneficio delle colture future, eliminano le tossine e prevenendo anche l’erosione del suolo. Si utilizza al meglio in un raccolto a rotazione, con soia, sorgo, ecc. L’apparato radicale e il fogliame restituiscono l’azoto tanto importante per i terreni sempre più sfruttati.</li><li>Le piante di canapa&nbsp;<strong>assorbono più anidride carbonica degli alberi</strong>&nbsp;e possono rimuovere le tossine dal suolo attraverso le radici. La canapa fornisce un habitat eccellente per la fauna selvatica e i fiori sono una buona fonte di polline per le api.</li><li><strong>Nulla della canapa viene sprecato</strong>&nbsp;nel processo produttivo: i semi sono utilizzati in prodotti alimentari o integratori, i fiori e le foglie nella cosmesi, i gambi nella produzione di fibra naturale.</li><li>Tiene chi lo indossa&nbsp;<strong>caldo d’inverno e fresco d’estate</strong>. Le fibre di canapa hanno il miglior rapporto di capacità termica rispetto a tutte le altre fibre, creando un sistema di aria condizionata personale.</li><li>È antimicrobica, antibatterica, antiodore, ipoallergenica, assorbe l’umidità del corpo e non irrita la pelle.</li><li><strong>Protegge&nbsp;dai raggi UV</strong>.</li><li>È resiliente,&nbsp;<strong>duratura</strong>, flessibile, non perde forma anche dopo più lavaggi. La canapa è anche naturalmente&nbsp;<strong>resistente alla muffa, all’usura, allo sporco, al restringimento e ai danni del sole</strong>. Le fibre di canapa sono più resistenti del cotone, poiché percorrono la lunghezza del gambo che può arrivare fino a circa mezzo metro mentre quelle del cotone tendono ad essere lunghe solo pochi centimetri. Per questo i sacchi di canapa durano di più e la tela era utilizzata in marina e dai pescatori per le prime vele, per corde e reti. Queste sono qualità importanti quando si sceglie un involucro per trasportare gli oggetti a cui più teniamo, come borse porta computer o i nostri effetti personali in viaggio.</li></ul>



<p><span style="color:#acc0a5" class="has-inline-color"><strong>La canapa è quindi un tessuto che possiamo considerare sostenibile</strong>. </span>Vogliamo trovarne difetti? Come il lino, la canapa si stropiccia facilmente, può essere un po’ ruvida, assorbe poco colore. Per questi motivi la canapa é a volte mescolata con altri tessuti, per cui come dicevamo all’inizio meglio verificare in etichetta prima di acquistare!</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="225" height="225" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown.jpeg" alt="" data-id="1840" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=1840" class="wp-image-1840" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown.jpeg 225w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown-100x100.jpeg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown-150x150.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown-75x75.jpeg 75w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Foto: canapapuglia.it</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="259" height="194" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown-1.jpeg" alt="" data-id="1841" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=1841" class="wp-image-1841"/><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Foto: agricanapa.com</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="613" height="408" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Img-1.jpg" alt="" data-id="1843" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=1843" class="wp-image-1843" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Img-1.jpg 613w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Img-1-600x399.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Img-1-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 613px) 100vw, 613px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Foto: canapaindustriale.it</figcaption></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-embed-wordpress wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-spreaker"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Canapa: è davvero una fibra sostenibile da introdurre nel nostro armadio più responsabile? - Audio-à-porter" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=26897236&#038;theme=light&#038;playlist=false&#038;cover_image_url=https%3A%2F%2Fd3wo5wojvuv7l.cloudfront.net%2Fimages.spreaker.com%2Foriginal%2F22cb435f37ee6d000e3785eac0e80b35.jpg#?secret=yHUgWpQban" data-secret="yHUgWpQban" width="960" height="1000" frameborder="0"></iframe>
</div></figure>


<p></p>
<hr>
<h5><span style="color: #acc0a5;"><strong>English &#8211;&nbsp;Hemp: is it really a sustainable fibre to be included in our more responsible wardrobe?</strong></span></h5>


<p>We wonder if this fibre is really sustainable and if should be included in our more responsible wardrobe.</p>



<p>Hemp is a type of &#8220;raffia fibre&#8221; which means that it is one of several natural fibres derived from the stem of the plant, such as flax, jute and nettle. Its fiber is similar to linen.</p>



<p><strong>Hemp has been cultivated for thousands of years on almost every continent.</strong> It is thought to be the oldest cultivated plant in the world. Hemp fabrics dating from around 8,000 BC have been found, representing one of the oldest examples of industry. Until the 1920s, 80% of clothing was made with hemp. Even the Levi Strauss jeans were initially made with a light canvas.</p>



<p>Currently, more than 30 countries grow this plant. Most producers are in China, Canada, Chile, Korea and Europe (especially in Eastern European countries such as Romania, Hungary and Russia, as well as in France and Italy).</p>


<p><strong>In 1940 Italy dedicated 90,000 hectares of its territory to the cultivation of hemp</strong>, then the cultivation was abandoned. From 1940 to 1970, the surfaces fell to around 900 hectares. Since 2016, the year in which cultivation became legal, the amount of land dedicated to this plant has grown to <strong>4,000 hectares today</strong>.</p>
<p>The main world producer is China, from which more than half of the production comes. Here chemical methods are used, while in Europe cleaner biological technologies have been introduced. You don&#8217;t get softness and the totally white color of cotton with neither of the two methods, that&#8217;s why hemp is often mixed with cotton, a not very sustainable fabric. <strong>It is therefore better to check the label when buying a piece of clothing in this material.</strong></p>
<p>Hemp has really <strong>many positive aspects</strong>:</p>
<ul>
<li>It is <strong>biodegradable</strong>, unlike synthetic fibers, so it does not pollute once its life cycle is over, as happens with petroleum-derived fabrics.</li>
<li>Its cultivation <strong>does not require pesticides, synthetic fertilizers, GMO seeds or chemicals</strong>. It is densely cultivated, suffocating competing plants by blocking sunlight with its broad leaves, so no strong chemical herbicides are needed. In addition, it naturally reduces pests, making pesticides superfluous. Currently a large quantity of hemp is cultivated organically, without the need for any synthetic agricultural additives.</li>
<li>It <strong>needs very little water</strong> and grows rapidly using 50% less water than cotton.</li>
<li>It <strong>requires a relatively limited amount of land </strong>to cultivate. It has a fiber yield that reaches up to twice as much as cotton: one hectare of hemp produces the same fiber that can be obtained from four hectares of trees or two hectares of cotton.</li>
<li>It can be grown in every season and at each growth cycle <strong>it is renewed by returning 60-70% of the necessary nutrients</strong> that it takes from the soil: it gradually matures and the falling foliage decomposes nourishing the soil. Its long roots aerate the soil for the benefit of future crops, eliminate toxins and also prevent soil erosion. It is best used in a crop in rotation, with soy, sorghum, etc. The root system and the foliage return the nitrogen that is so important for increasingly exploited land.</li>
<li>Hemp plants <strong>absorb more carbon dioxide than trees</strong> and can remove toxins from the soil through the roots. Hemp provides an excellent habitat for wildlife and flowers are a good source of pollen for bees.</li>
<li><strong>Nothing about hemp is wasted</strong> in the production process: the seeds are used in food or supplements, flowers and leaves in cosmetics, stems in the production of natural fibre.</li>
<li>It keeps the wearer <strong>warm in winter and cool in summer</strong>. Hemp fibres have the best heat capacity ratio compared to all other fibres, creating a personal air conditioning system.</li>
<li>It is antimicrobial, antibacterial, anti-odor, hypoallergenic, absorbs body moisture and does not irritate the skin.</li>
<li><strong>Protects against UV rays</strong>.</li>
<li>It is resilient, <strong>durable</strong>, flexible, it does not lose shape even after multiple washes. Hemp is also naturally <strong>resistant to mold, wear, dirt, shrinkage and sun damage</strong>. Hemp fibres are more resistant than cotton, as they travel the length of the stem which can reach up to about half a meter while those of cotton tend to be only a few centimetres long. This is why hemp sacks last longer and the canvas was used in the navy and by fishermen for the first sails, ropes and nets. These are important qualities when choosing a wrapper to carry the items we hold most, such as computer bags or our personal belongings when traveling.</li>
</ul>
<p>Hemp is therefore a fabric that we can consider sustainable. Do we want to find flaws? Like flax, hemp is easily rubbed, it can be a bit rough, it absorbs little color. For these reasons hemp is sometimes mixed with other fabrics, so as we said at the beginning it is better to check on the label before buying!</p>


<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="225" height="225" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown.jpeg" alt="" data-id="1840" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=1840" class="wp-image-1840" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown.jpeg 225w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown-100x100.jpeg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown-150x150.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown-75x75.jpeg 75w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Foto: canapapuglia.it</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="259" height="194" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown-1.jpeg" alt="" data-id="1841" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=1841" class="wp-image-1841"/><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Foto: agricanapa.com</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="613" height="408" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Img-1.jpg" alt="" data-id="1843" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=1843" class="wp-image-1843" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Img-1.jpg 613w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Img-1-600x399.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Img-1-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 613px) 100vw, 613px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Foto: canapaindustriale.it</figcaption></figure></li></ul></figure>
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