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	<title>ecodesign &#8211; Dress Ecode</title>
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	<description>Come vestire sostenibile/ How to dress happily green and fair</description>
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		<title>Sfilano gli abiti all&#8217;insegna dell&#8217;upcycling sotto le stelle di Frasso Sabino</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2022 05:17:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;upcycling di materiali più diversi sfilano gli abiti ecologici a Frasso Sabino, in provincia di Rieti. Un appuntamento immancabile. Ogni anno la creatività dei designer del riciclo mostra come sia possibile guardare con occhi diversi ciò che altrimenti getteremmo via come rifiuto. I vestiti sfilano per le vie del piccolo borgo sotto un cielo limpido, tra i tavoli disposti per l’occasione. In giuria, li osserviamo uno a uno per valutare la complessità della realizzazione, il riciclo dei materiali, l’originalità, l&#8217;impegno creativo. Nel frattempo è servita una cena speciale in vasocottura e senza carne. Grazie a Serena, a Simona, agli artisti, alla pro loco di Frasso Sabino per l&#8217;impegno nel creare un&#8217;iniziativa importante per sensibilizzare su temi che ci stanno a cuore, come quelli dello spreco e di una moda più sostenibile. 13 gli abiti in gara quest’anno. Te li descriviamo uno a uno: ti stupiranno per i materiali spesso inusuali per la realizzazione di un abito da sfilata! Quale avresti scelto? Qual è secondo te il più ecologico? Primo classificato: Patria (Donata Claps) È una riproduzione del costume nazionale ucraino creato dall&#8217;artista come un grido contro la guerra. Indovineresti mai con cosa è stato realizzato? Patria è un abito che si fa notare come tale, non ha più traccia dei rifiuti, fa dimenticare il riciclo e riporta alla moda. Realizzato con: mascherine chirurgiche monouso, garze ospedaliere, piatti e bottiglie di plastica, buste della spazzatura, spaghi di plastica per balle di fieno, copertura di un ombrello, spighe di grano. &#160; Secondo classificato: Battito di ali (Joy Fumi Akinseye, Sundus Saeed, Valentina Ferrari della Sartoria Sociale KORE) Creato da tre designer e modelliste di tre paesi diversi (Nigeria, Pakistan e Italia), l&#8217;abito vuole trasmettere contemporaneamente la leggerezza del volo di una farfalla e la minaccia della sua estinzione, con la speranza che la natura si rigeneri. Realizzato con: sacchi della spazzatura, filtri da cucina, pluriball, rete di plastica da cantiere, plastica trasparente, piumino per spolverare, bottiglie di Coca-Cola, cavetti elettrici. &#160; Terzo classificato: Gli opposti si attraggano (Vive e cattive Show) Quattro colleghe hanno voluto riutilizzare i rifiuti prodotti durante il lavoro per creare un abito che richiamasse proprio la loro attività. &#8220;Il positivo e il negativo, il pieno e il vuoto che si completano alla perfezione&#8221;, così descrivono il vestito. Realizzato con: film in resina di colore nero, scarto di stampa termica, impianto in pellicola litografica, polietilene espanso residuato da operazioni di imballaggio e confezionamento, carte di protezione lastre per stampa litografica, cartoncino di scarto derivato dalla fustellatura di scatole, bianco e nero che rappresentano lo yin e lo yang, le forze opposte da cui tutto si origina. Corto circuito (Simona Toma) Ispirato al vissuto dell&#8217;artista, che dice di sé: “Essere in corto richiede la forza di smantellare, rimpastare e rilanciare il proprio io”. Realizzato con: tappi di sughero, retina zanzariera, cannucce di plastica, gruccia di ferro. &#160; &#160; Fiamme e intrecci (Scuola di arti e mestieri Nicola Zabaglia &#8211; Monica Cosimi, docente; Cristiana Pompei, insegnante; Maftuna Halimova e Angelina Saura, allieve) Allieve e insegnanti hanno creato un abito scultura che richiamasse le fiamme degli inceneritori. I rifiuti diventano nella fusione un tutt’uno di intrecci. Realizzato con: strisce di scarti di carta fotografica, nastri, scarti di tela di nylon, stecche di plastica, tappi di bottiglie, capsule del caffè. Albero (Valeria Zingaretti) Al passaggio dell&#8217;abito musicale si sentono i suoni della natura. Provengono dall&#8217;ondeggiare di legnetti armoniosamente inseriti per vestirci con ciò che la natura stessa ci offre. Realizzato con: legni di scarto raccolti sulla spiaggia, organza beige. &#160; &#160; Controverso (Erika Petrozzi) Creato con rifiuti sanitari, l&#8217;artista desidera farci riflettere sulla speranza di vita e rinascita, dopo un lungo periodo di sofferenza. Realizzato con: mascherine, capsule di farmaci, filo da pesca. Verde Speranza (Andreina ed Eleonora Amodeo) Morbido e ampio, l&#8217;abito è un invito a costruire con speranza e buon senso un futuro senza sprechi. Realizzato con: telo da cantiere, mascherine e reggi mascherine, capsule di caffè. &#160; &#160; CambiaMenti (Associazione Carta Bianca) L&#8217;unico abito maschile in gara è stato creato con l&#8217;intento di far riflettere sui cambiamenti che l’uomo sta portando nell’ecosistema, per cambiare mentalità. Realizzato con: carta, zanzariere, struttura in metallo di ombrelli dismessi. Pioggia di colore (Nadia Assogna) 1.710 dischetti tagliati uno ad uno da ombrelli buttati per creare 95 pon pon, cuciti a mano per formare petali di fiore sul corpetto e la gonna. Cura e pazienza per un risultato sbalorditivo. &#8220;Vorrei che nessuno più abbandonasse in strada ombrelli rotti e nessun tipo di rifiuto&#8221;, spiega Nadia. &#8220;Non abbandonate rifiuti per strada! A voi non costa nulla ma il mondo ne guadagna in salute&#8221;. Realizzato con: ombrelli di vari colori e dimensioni ormai inutilizzabili raccolti negli anni con la collaborazione di amici e parenti, un vecchio reggiseno, filo metallico per intelaiatura, cappuccetti in plastica e metallo. &#160; &#160; La rinascita (Centro Antiviolenza Angelita di Rieti) Con questo vestito, gli artisti lanciano un messaggio chiaro e forte: &#8220;Dobbiamo liberare il pianeta dal soffocamento della plastica così come ogni donna da ogni forma di violenza&#8221;. Realizzato con: sacchi della spazzatura, bottiglie di plastica, lattine, cannucce. &#160; &#160; Relax (Laura Toma) Laura si è ispirata al film &#8220;Freakout&#8221; con la sua storia piena di magia, personaggi straordinari e odiosi, ma con tanta voglia di migliorare il mondo e far star bene il prossimo. Un minuzioso intreccio di involucri di uso comune e altri scarti: non diresti che è realizzato con le carte dell&#8217;uovo di pasqua! Realizzato con: incarto di uova di pasqua e di merendine, fodera dell&#8217;imbottitura di un cuscino, rete di mazzi di fiori, tappi della birra e di bottiglie di plastica, bottiglie di plastica, elastici. La mia impronta (Simona Malerba) L&#8217;intento dell&#8217;abito è di portarci a riflettere sull’impronta ecologica che ognuno di noi lascia sul pianeta attraverso le nostre scelte. Ciò che mangiamo, il modo in cui ci vestiamo, i nostri comportamenti. Tutto lascia un segno indelebile. Realizzato con: scarti di spugna da bagno, pluriball e scarti da imballaggio, ganci in plastica ricavati da tenda da doccia, carta rotoli di carta igienica, graffette, un mazzo di grano e una foglia d’ulivo. &#160; &#160; &#160; Qui abbiamo raccontato delle edizioni passate: scopri gli abiti delle sfilate precedenti! Foto di: Gregorio Maria Mattei, Dress ECOde, Francesco Franceschi, Sara Gentili. Video di Dress ECOde.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/50903840"><img decoding="async" class="wp-image-15706 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="201" height="79" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="(max-width: 201px) 100vw, 201px" /></a>Con l&#8217;upcycling di materiali più diversi sfilano gli abiti ecologici a Frasso Sabino, in provincia di Rieti. Un appuntamento immancabile. Ogni anno la creatività dei designer del riciclo mostra come sia possibile guardare con occhi diversi ciò che altrimenti getteremmo via come rifiuto.</p>
<p>I vestiti sfilano per le vie del piccolo borgo sotto un cielo limpido, tra i tavoli disposti per l’occasione. In giuria, li osserviamo uno a uno per valutare la complessità della realizzazione, il riciclo dei materiali, l’originalità, l&#8217;impegno creativo. Nel frattempo è servita una cena speciale in vasocottura e senza carne.</p>
<p>Grazie a Serena, a Simona, agli artisti, alla pro loco di Frasso Sabino per l&#8217;impegno nel creare un&#8217;iniziativa importante per sensibilizzare su temi che ci stanno a cuore, come quelli dello spreco e di una moda più sostenibile.</p>
<p>13 gli abiti in gara quest’anno. Te li descriviamo uno a uno: ti stupiranno per i materiali spesso inusuali per la realizzazione di un abito da sfilata!</p>
<p>Quale avresti scelto? Qual è secondo te il più ecologico?</p>
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<h5><span style="color: #b2a4d4;">Primo classificato: Patria (Donata Claps)</span></h5>
<p>È una riproduzione del costume nazionale ucraino creato dall&#8217;artista come un grido contro la guerra. Indovineresti mai con cosa è stato realizzato? Patria è un abito che si fa notare come tale, non ha più traccia dei rifiuti, fa dimenticare il riciclo e riporta alla moda.</p>
<p>Realizzato con: mascherine chirurgiche monouso, garze ospedaliere, piatti e bottiglie di plastica, buste della spazzatura, spaghi di plastica per balle di fieno, copertura di un ombrello, spighe di grano.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-16073 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_1240.jpg" alt="" width="428" height="632" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_1240.jpg 1200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_1240-600x886.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_1240-203x300.jpg 203w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_1240-693x1024.jpg 693w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_1240-768x1134.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_1240-1040x1536.jpg 1040w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_1240-1160x1713.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 428px) 100vw, 428px" /></span></h5>
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<h5><span style="color: #b2a4d4;">Secondo classificato: Battito di ali (Joy Fumi Akinseye, Sundus Saeed, Valentina Ferrari della Sartoria Sociale KORE)</span></h5>
<p>Creato da tre designer e modelliste di tre paesi diversi (Nigeria, Pakistan e Italia), l&#8217;abito vuole trasmettere contemporaneamente la leggerezza del volo di una farfalla e la minaccia della sua estinzione, con la speranza che la natura si rigeneri.</p>
<p>Realizzato con: sacchi della spazzatura, filtri da cucina, pluriball, rete di plastica da cantiere, plastica trasparente, piumino per spolverare, bottiglie di Coca-Cola, cavetti elettrici.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16075" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion.jpg" alt="" width="424" height="671" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion.jpg 866w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion-600x950.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion-189x300.jpg 189w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion-647x1024.jpg 647w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion-768x1216.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 424px) 100vw, 424px" /></p>
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<h5><span style="color: #b2a4d4;">Terzo classificato: Gli opposti si attraggano (Vive e cattive Show)</span></h5>
<p>Quattro colleghe hanno voluto riutilizzare i rifiuti prodotti durante il lavoro per creare un abito che richiamasse proprio la loro attività. &#8220;Il positivo e il negativo, il pieno e il vuoto che si completano alla perfezione&#8221;, così descrivono il vestito.</p>
<p>Realizzato con: film in resina di colore nero, scarto di stampa termica, impianto in pellicola litografica, polietilene espanso residuato da operazioni di imballaggio e confezionamento, carte di protezione lastre per stampa litografica, cartoncino di scarto derivato dalla fustellatura di scatole, bianco e nero che rappresentano lo yin e lo yang, le forze opposte da cui tutto si origina.</p>
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<p>Ispirato al vissuto dell&#8217;artista, che dice di sé: “Essere in corto richiede la forza di smantellare, rimpastare e rilanciare il proprio io”.</p>
<p>Realizzato con: tappi di sughero, retina zanzariera, cannucce di plastica, gruccia di ferro.</p>
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<h5><span style="color: #b2a4d4;">Fiamme e intrecci (Scuola di arti e mestieri Nicola Zabaglia &#8211; Monica Cosimi, docente; Cristiana Pompei, insegnante; Maftuna Halimova e Angelina Saura, allieve)</span></h5>
<p>Allieve e insegnanti hanno creato un abito scultura che richiamasse le fiamme degli inceneritori. I rifiuti diventano nella fusione un tutt’uno di intrecci.</p>
<p>Realizzato con: strisce di scarti di carta fotografica, nastri, scarti di tela di nylon, stecche di plastica, tappi di bottiglie, capsule del caffè.</p>
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<h5><span style="color: #b2a4d4;">Albero (Valeria Zingaretti)</span></h5>
<p>Al passaggio dell&#8217;abito musicale si sentono i suoni della natura. Provengono dall&#8217;ondeggiare di legnetti armoniosamente inseriti per vestirci con ciò che la natura stessa ci offre.</p>
<p>Realizzato con: legni di scarto raccolti sulla spiaggia, organza beige.</p>
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<h5><span style="color: #b2a4d4;">Controverso (Erika Petrozzi)</span></h5>
<p>Creato con rifiuti sanitari, l&#8217;artista desidera farci riflettere sulla speranza di vita e rinascita, dopo un lungo periodo di sofferenza.</p>
<p>Realizzato con: mascherine, capsule di farmaci, filo da pesca.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16092" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-sfilata.jpg" alt="" width="428" height="704" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-sfilata.jpg 827w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-sfilata-600x987.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-sfilata-182x300.jpg 182w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-sfilata-623x1024.jpg 623w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-sfilata-768x1263.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 428px) 100vw, 428px" /></p>
<h5></h5>
<h5></h5>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Verde Speranza (Andreina ed Eleonora Amodeo)</span></h5>
<p>Morbido e ampio, l&#8217;abito è un invito a costruire con speranza e buon senso un futuro senza sprechi.</p>
<p>Realizzato con: telo da cantiere, mascherine e reggi mascherine, capsule di caffè.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16094" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-abiti-dresses.jpg" alt="" width="421" height="546" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-abiti-dresses.jpg 1047w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-abiti-dresses-600x778.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-abiti-dresses-231x300.jpg 231w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-abiti-dresses-790x1024.jpg 790w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-abiti-dresses-768x995.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 421px) 100vw, 421px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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<h5><span style="color: #b2a4d4;">CambiaMenti (Associazione Carta Bianca)</span></h5>
<p>L&#8217;unico abito maschile in gara è stato creato con l&#8217;intento di far riflettere sui cambiamenti che l’uomo sta portando nell’ecosistema, per cambiare mentalità.</p>
<p>Realizzato con: carta, zanzariere, struttura in metallo di ombrelli dismessi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16096" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-man-uomo.jpg" alt="" width="426" height="695" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-man-uomo.jpg 864w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-man-uomo-600x978.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-man-uomo-184x300.jpg 184w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-man-uomo-628x1024.jpg 628w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-man-uomo-768x1252.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 426px) 100vw, 426px" /></p>
<h5></h5>
<h5></h5>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Pioggia di colore (Nadia Assogna)</span></h5>
<p>1.710 dischetti tagliati uno ad uno da ombrelli buttati per creare 95 pon pon, cuciti a mano per formare petali di fiore sul corpetto e la gonna. Cura e pazienza per un risultato sbalorditivo. &#8220;Vorrei che nessuno più abbandonasse in strada ombrelli rotti e nessun tipo di rifiuto&#8221;, spiega Nadia. &#8220;Non abbandonate rifiuti per strada! A voi non costa nulla ma il mondo ne guadagna in salute&#8221;.</p>
<p>Realizzato con: ombrelli di vari colori e dimensioni ormai inutilizzabili raccolti negli anni con la collaborazione di amici e parenti, un vecchio reggiseno, filo metallico per intelaiatura, cappuccetti in plastica e metallo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16101" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion.jpg" alt="" width="428" height="620" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion.jpg 937w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-600x868.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-207x300.jpg 207w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-708x1024.jpg 708w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-768x1111.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 428px) 100vw, 428px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">La rinascita (Centro Antiviolenza Angelita di Rieti)</span></h5>
<p>Con questo vestito, gli artisti lanciano un messaggio chiaro e forte: &#8220;Dobbiamo liberare il pianeta dal soffocamento della plastica così come ogni donna da ogni forma di violenza&#8221;.</p>
<p>Realizzato con: sacchi della spazzatura, bottiglie di plastica, lattine, cannucce.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16105" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-moda.jpg" alt="" width="425" height="695" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-moda.jpg 763w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-moda-600x981.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-moda-183x300.jpg 183w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-moda-626x1024.jpg 626w" sizes="auto, (max-width: 425px) 100vw, 425px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Relax (Laura Toma)</span></h5>
<p>Laura si è ispirata al film &#8220;Freakout&#8221; con la sua storia piena di magia, personaggi straordinari e odiosi, ma con tanta voglia di migliorare il mondo e far star bene il prossimo. Un minuzioso intreccio di involucri di uso comune e altri scarti: non diresti che è realizzato con le carte dell&#8217;uovo di pasqua!</p>
<p>Realizzato con: incarto di uova di pasqua e di merendine, fodera dell&#8217;imbottitura di un cuscino, rete di mazzi di fiori, tappi della birra e di bottiglie di plastica, bottiglie di plastica, elastici.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16107" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Fashion-upcycling-riciclo.jpg" alt="" width="427" height="701" /></p>
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<h5><span style="color: #b2a4d4;">La mia impronta (Simona Malerba)</span></h5>
<p>L&#8217;intento dell&#8217;abito è di portarci a riflettere sull’impronta ecologica che ognuno di noi lascia sul pianeta attraverso le nostre scelte. Ciò che mangiamo, il modo in cui ci vestiamo, i nostri comportamenti. Tutto lascia un segno indelebile.</p>
<p>Realizzato con: scarti di spugna da bagno, pluriball e scarti da imballaggio, ganci in plastica ricavati da tenda da doccia,<span class="Apple-converted-space"> c</span>arta rotoli di carta igienica, graffette, un mazzo di grano e una foglia d’ulivo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16109" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Riciclo-moda-upcycling.jpg" alt="" width="424" height="652" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Riciclo-moda-upcycling.jpg 1111w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Riciclo-moda-upcycling-600x921.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Riciclo-moda-upcycling-195x300.jpg 195w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Riciclo-moda-upcycling-667x1024.jpg 667w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Riciclo-moda-upcycling-768x1179.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Riciclo-moda-upcycling-1000x1536.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 424px) 100vw, 424px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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<div style="padding: 56.6% 0 0 0; position: relative;"><iframe style="position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%;" title="Sfilata Frasso - Moda Riciclo Upcycling" src="https://player.vimeo.com/video/738897953?h=294cce647c&amp;badge=0&amp;autopause=0&amp;player_id=0&amp;app_id=58479" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></div>
<p><script src="https://player.vimeo.com/api/player.js"></script></p>
<p><a href="https://dress-ecode.com/?s=frasso">Qui</a> abbiamo raccontato delle edizioni passate: scopri gli abiti delle sfilate precedenti!</p>
<p><em>Foto di: Gregorio Maria Mattei, Dress ECOde, Francesco Franceschi, Sara Gentili. Video di Dress ECOde.</em></p>
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		<title>YUUY books: gli oggetti di tutti i giorni una volta inutilizzati diventano con leggerezza e ironia “diversamente pagine”</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2019 15:07:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Italiano/English La bellezza del riciclo e delle creazioni di Federica Carta, punteruolo, ago, filo per salvare, con leggerezza, ciò che sembra ormai inutile: leggendo queste parole immaginiamo Federica Nassetti, creatrice del brand YUUY, nel suo laboratorio intenta a dare forma a quaderni, agende e album grazie all’arte della legatoria. Le chiediamo del suo progetto per raccontare a voi di YUUY, di cui ci siamo innamorati da subito, e per condividere con voi la sua meravigliosa visione del riciclo. Federica raccoglie scarti sia industriali, sia prodotti quotidianamente nelle nostre case: “Cartoline, pacchi di biscotti, il cartone del latte, della panna o dei fagioli, vecchie cartine geografiche, locandine di concerti, la scatola del sale grosso, prove di stampa, il disegno di un bambino, campionari, il packaging di pasta, patatine e passata di pomodoro&#8230;. qualsiasi cosa! Tutto ciò che possa essere bucato e cucito. Ciascuno mi tiene da parte quello con cui ha a che fare tutti i giorni. Le tipografie mi tengono i ritagli di carta e gli avanzi di risme che non utilizzano più e i ragazzi conservano scatole di pasta, tonno, cereali e biscotti”. Questa rete che Federica ha saputo creare per la raccolta di oggetti non più utili&#160;è molto bella. “Si è innescato un meccanismo meraviglioso, sempre più persone mi contattano dicendomi che tengono da parte materiali e ogni volta che partecipo ad un market ricevo sempre ‘regali’ da persone che arrivano con sacchettoni di scarti. Per contraccambiare regalo loro uno YUUY. Questa cosa mi emoziona sempre tantissimo…”. Una volta nelle sue mani, ci racconta che diventano principalmente quaderni di qualsiasi dimensione, soprattutto a pagine bianche. “Sono nati poi col tempo agende, album e segnapacco (tag per i regali) e chissà cosa arriverà in futuro e con gli esperimenti”. La produzione infatti non è rigida, ma aperta all’ispirazione dell’autrice e in alcuni casi del cliente, in base alle forme, ai colori, alle caratteristiche degli scarti e alle aspettative di chi acquista. “Ogni oggetto recuperato viene preso in mano e a seconda di materiale, forma e dimensioni viene tagliato, riempito di pagine e rilegato: a ciascun notebook la sua rilegatura.&#160;Mi piace lasciare porte aperte alle richieste specifiche, quindi chiunque abbia un&#8217;esigenza o un&#8217;idea può scrivermi e possiamo trovare il modo di realizzarla! Ho realizzato notebook per un&#8217;associazione culturale che in occasione di un meeting internazionale voleva regalare ai partecipanti quaderni realizzati con le loro locandine. Ho collaborato con una ragazza che mi ha fatto realizzare quaderni con i tovaglioli e i cataloghi che realizza la sua azienda e capita spesso che mi inviino foto o ricordi per creare articoli con copertine speciali”. Più sotto trovate la galleria di foto delle bellissime creazioni. Cos’è quindi YUUY? “Un progetto di legatoria che lavora in maniera trasversale. Propone oggetti semplicissimi, rilegati a mano e che nascono da qualcosa di forse inaspettato: quello che gli altri buttano via. Colleziona quello che ci circonda con l’intento di non farlo sparire: raccoglie e dà una seconda forma agli oggetti nascosti nel quotidiano, quelli con cui viviamo, quelli che passano inosservati e che non vengono più considerati utili.&#160;Siamo circondati da miliardi di oggetti di ogni forma, colore e materiale, oggetti che nessuno vuole più, dimenticati in una cantina, con un ciclo di vita breve e che vengono sostituiti sempre più velocemente.&#160;YUUY è &#8220;diversamente pagine&#8221;, è un invito alla scrittura manuale, è un insieme di carta nella quale possiamo riconoscerci con un significato o con ironia”. Un’idea che nasce per caso, come ci racconta Federica: “Ci fu un anno, non ricordo esattamente quale, in cui frequentai un workshop di legatoria tenuto da un&#8217;amica: pura curiosità e fascino. In quello stesso periodo lavoravo a Bologna per un&#8217;azienda che si occupava di stampa digitale e che produceva quindi tantissimo materiale strano e colorato. Mettere insieme i due mondi fu un attimo e cominciai a rilegare per me quaderni utilizzando gli scarti delle lavorazioni: calibrazioni colore, stampe crashate e campionature. Poi gli amici cominciarono a chiedermeli e mi spinsero a partecipare ad un mercatino. Non sapevo bene cosa portare, quali quaderni realizzare e cosa mi avrebbero chiesto le persone e quindi arrivai con tutto quello che serviva per rilegare quaderni sul momento a seconda delle richieste. Carta, punteruolo, ago, filo e materiali a caso per le copertine, portai di tutto, stampe, cartine, cartoline e i packaging di casa. Le persone li guardavano, non capivano, spiegavo loro, ridevano e fu incredibile! Da lì mi si aprì un mondo e cominciai a rilegare un po&#8217; di tutto continuando a coinvolgere le persone non solo però nella realizzazione del loro notebook personalizzato ma anche nella raccolta del materiale per realizzarli!”. Perché riciclare? Qual è la bellezza del riciclo? Riciclare è come una dichiarazione di non passività&#160; al nostro vivere quotidiano. Ci aiuta a prendere coscienza di quello che &#8216;muoviamo&#8217; ogni giorno e ad ottimizzare le nostre abitudini. Riciclare significa avere attenzione anche per il materiale di scarto e farlo seriamente, come dovrebbe essere fatto, ci rende parte attiva e questo può fare la differenza. Per quanto riguarda il progetto YUUY c&#8217;è bisogno però di specificare una cosa, perché &#8216;riciclare per YUUY&#8217; significa decidere di rimettere in circolazione oggetti con cui in fondo ci identifichiamo, significa cambiarne destinazione d&#8217;uso, darne di nuovo valore e farlo con leggerezza: da qui nasce &#8216;BE IRONIC&#38;RECYCLE&#8217;. Come possiamo contribuire ad alimentare la produzione di YUUY? “È molto semplice: abbiate il pensiero di fare una scatola in cui mettere gli scarti. Quando credete di essere pronti mi scrivete e io se posso vengo personalmente (il che mi fa sempre un piacere gigante ma non è sempre possibile), altrimenti mando un corriere a ritirare il pacco. In cambio ovviamente vi spedirò uno YUUY!”. Come trovare YUUY? “Quando riesco partecipo a fiere e grandi market (Abilmente, Il mondo creativo, Matrioska, Factory Market, ecc.) e piano piano sto cominciando a presentarmi a realtà come i negozi (Friendly shop, Qui virgola, Lino&#8217;s&#38;Co). Ovviamente sono presente sui social (Facebook e Instagram, nome Yuuy_books) e da lì al momento prendo i contatti per le spedizioni. Sto costruendo anche il sito internet con la sezione e-commerce, che sarà disponibile a breve”.&#160; ENGLISH &#8211; YUUY books: daily objects once unused become lightly, with irony, “differently pages” The beauty of recycling and of Federica&#8217;s creations Paper, awl, needle, thread to save lightly what now seems useless: reading these words we imagine Federica Nassetti, creator of the YUUY brand, in her studio intent on shaping notebooks, diaries and albums thanks to the art of bookbinding. We ask her about her project, to tell you about YUUY which we immediately fell in love with, and to share with you her wonderful vision of recycling. Federica collects waste both industrial and produced daily in our homes: “Postcards, packs of biscuits, the carton of milk, cream or beans, old maps, concert posters, the big salt box, print tests, a child&#8217;s drawing, samples, the packaging of pasta, chips and tomato sauce &#8230; anything! Every object that can be pierced and sewn. Each one keeps me apart what he uses every day. The printers keep me paper scraps and scrap remnants that no longer use and the guys keep boxes of pasta, tuna, cereals and biscuits for me”. This network that Federica has been able to create for the collection of objects no longer useful is very beautiful. “It has triggered a wonderful mechanism, more and more people contact me telling that they keep aside materials and every time I participate in a market I always receive &#8216;gifts&#8217; from people who come with bags of waste. To reciprocate, I give them a YUUY. I&#8217;m always touched a lot by this thing&#8230;”. Once in her hands, she tells us that they become mainly notebooks of any size, especially with blank pages. “Agendas, albums and gift tags were born over time, and who knows what will happen in the future with the experiments”. In fact, production is not rigid, but open to the inspiration of the author and in some cases of the customer, based on the shapes, colors, characteristics of the waste and the expectations of the buyer. “Each recovered object is taken in hand and depending on material, shape and size is cut, filled with pages and bound: each notebook has its own binding. I like to leave an open door to specific requests, so anyone with a need or an idea can write me and we can find a way to make it happen! Once I made notebooks for a cultural association that, during an international meeting, wanted to give to the participants notebooks made with their posters. I collaborated with a girl who made me make notebooks with napkins and catalogs produced by her company, and it often happens that I received photos or memories to create articles with special covers”. Below you will find the gallery of the wonderful creations. What is YUUY? “A bookbinding project that works transversely. It offers simple, hand-bound objects, that are born from something perhaps unexpected: what others throw away. It gathers what surrounds us with the purpose of not making it disappear: collects and gives a second form to the objects hidden in the everyday life, those with whom we live, those who go unnoticed and are no longer considered useful. We are surrounded by billions of objects of every shape, color and material, by objects that nobody wants anymore, forgotten in a basement, with a short life cycle and replaced faster and faster. YUUY is &#8216;differently pages&#8217;, it is an invitation to manual writing, it is a set of paper in which we can recognize ourselves with a meaning or with irony”. An idea that was born by chance, as Federica tells us: &#8220;There was a year, I do not remember exactly which, when I attended a bookbinding workshop held by a friend: pure curiosity and charm. In that same period I was working in Bologna for a company that was involved in digital printing and that therefore produced a lot of strange and colourful material. Combining the two worlds together was in an instant and I began to bind notebooks for me using the scraps of the processing: color calibrations, crashed prints and samples. Then friends began to ask me for them and pushed me to participate in a market.&#160;I did not know exactly what to bring, what notebooks to do and what people would have asked me to do. And so I came up with everything I needed to bind notebooks then and there according to the requests. Paper, awl, needle, thread and random materials for covers, I brought anything: prints, maps, postcards and packaging from home. People looked at them, they did not understand, I explained, they laughed and it was incredible! From there, a new world opened and I began to bind a bit of everything, continuing to involve people not only in the creation of their personalised notebooks but also in the collection of the materials to create them!”. Why recycling? What is the beauty of recycling? Recycling is like a declaration of non-passivity to our daily living. It helps us to become aware of what we &#8216;move&#8217; every day and to optimize our habits. Recycling means paying attention to the waste material and doing it seriously, as it should be done; it makes us an active part and this can make the difference. Regarding the YUUY project, however, we need to specify one thing, because &#8216;recycling for YUUY&#8217; means deciding to put into circulation objects with which we identify ourselves deep down. It means changing their intended use, giving them new value and doing it lightly: hence &#8216;BE IRONIC &#38; RECYCLE&#8217; was born. How we can help to feed the production of YUUY? “It&#8217;s very simple: have the thought of making a box in which to put the waste! When you think you are ready, write me and if I can I will come personally (which is always a giant pleasure to me but it is not always possible), otherwise I send a courier to pick up the package....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English</p>
<p><strong>La bellezza del riciclo e delle creazioni di Federica</strong></p>
<p>Carta, punteruolo, ago, filo per salvare, con leggerezza, ciò che sembra ormai inutile: leggendo queste parole immaginiamo Federica Nassetti, creatrice del brand YUUY, nel suo laboratorio intenta a dare forma a quaderni, agende e album grazie all’arte della legatoria. Le chiediamo del suo progetto per raccontare a voi di YUUY, di cui ci siamo innamorati da subito, e per condividere con voi la sua meravigliosa visione del riciclo.<span id="more-1083"></span></p>
<p>Federica raccoglie scarti sia industriali, sia prodotti quotidianamente nelle nostre case: “Cartoline, pacchi di biscotti, il cartone del latte, della panna o dei fagioli, vecchie cartine geografiche, locandine di concerti, la scatola del sale grosso, prove di stampa, il disegno di un bambino, campionari, il packaging di pasta, patatine e passata di pomodoro&#8230;. qualsiasi cosa! Tutto ciò che possa essere bucato e cucito. Ciascuno mi tiene da parte quello con cui ha a che fare tutti i giorni. Le tipografie mi tengono i ritagli di carta e gli avanzi di risme che non utilizzano più e i ragazzi conservano scatole di pasta, tonno, cereali e biscotti”.</p>
<p><strong>Questa rete che Federica ha saputo creare per la raccolta di oggetti non più utili<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>è molto bella.</strong> “Si è innescato un meccanismo meraviglioso, sempre più persone mi contattano dicendomi che tengono da parte materiali e ogni volta che partecipo ad un market ricevo sempre ‘regali’ da persone che arrivano con sacchettoni di scarti. Per contraccambiare regalo loro uno YUUY. Questa cosa mi emoziona sempre tantissimo…”.</p>
<p>Una volta nelle sue mani, ci racconta che diventano principalmente quaderni di qualsiasi dimensione, soprattutto a pagine bianche. “Sono nati poi col tempo agende, album e segnapacco (tag per i regali) e chissà cosa arriverà in futuro e con gli esperimenti”. La produzione infatti non è rigida, ma aperta all’ispirazione dell’autrice e in alcuni casi del cliente, in base alle forme, ai colori, alle caratteristiche degli scarti e alle aspettative di chi acquista. “<strong>Ogni oggetto recuperato viene preso in mano e a seconda di materiale, forma e dimensioni viene tagliato, riempito di pagine e rilegato</strong>: a ciascun notebook la sua rilegatura.&nbsp;Mi piace lasciare porte aperte alle richieste specifiche, quindi chiunque abbia un&#8217;esigenza o un&#8217;idea può scrivermi e possiamo trovare il modo di realizzarla! Ho realizzato notebook per un&#8217;associazione culturale che in occasione di un meeting internazionale voleva regalare ai partecipanti quaderni realizzati con le loro locandine. Ho collaborato con una ragazza che mi ha fatto realizzare quaderni con i tovaglioli e i cataloghi che realizza la sua azienda e capita spesso che mi inviino foto o ricordi per creare articoli con copertine speciali”. <strong>Più sotto trovate la galleria di foto delle bellissime creazioni.</strong></p>
<p><strong>Cos’è quindi YUUY?</strong></p>
<p>“Un progetto di legatoria che lavora in maniera trasversale. Propone oggetti semplicissimi, rilegati a mano e che nascono da qualcosa di forse inaspettato: quello che gli altri buttano via. <strong>Colleziona quello che ci circonda con l’intento di non farlo sparire: raccoglie e dà una seconda forma agli oggetti nascosti nel quotidiano, quelli con cui viviamo, quelli che passano inosservati e che non vengono più considerati utili.&nbsp;Siamo circondati da miliardi di oggetti di ogni forma, colore e materiale, oggetti che nessuno vuole più, dimenticati in una cantina, con un ciclo di vita breve e che vengono sostituiti sempre più velocemente.&nbsp;YUUY è &#8220;diversamente pagine&#8221;, è un invito alla scrittura manuale, è un insieme di carta nella quale possiamo riconoscerci con un significato o con ironia”.</strong></p>
<p>Un’idea che nasce per caso, come ci racconta Federica: “Ci fu un anno, non ricordo esattamente quale, in cui frequentai un workshop di legatoria tenuto da un&#8217;amica: pura curiosità e fascino. In quello stesso periodo lavoravo a Bologna per un&#8217;azienda che si occupava di stampa digitale e che produceva quindi tantissimo materiale strano e colorato. Mettere insieme i due mondi fu un attimo e cominciai a rilegare per me quaderni utilizzando gli scarti delle lavorazioni: calibrazioni colore, stampe crashate e campionature. Poi gli amici cominciarono a chiedermeli e mi spinsero a partecipare ad un mercatino. Non sapevo bene cosa portare, quali quaderni realizzare e cosa mi avrebbero chiesto le persone e quindi arrivai con tutto quello che serviva per rilegare quaderni sul momento a seconda delle richieste. Carta, punteruolo, ago, filo e materiali a caso per le copertine, portai di tutto, stampe, cartine, cartoline e i packaging di casa. Le persone li guardavano, non capivano, spiegavo loro, ridevano e fu incredibile! Da lì mi si aprì un mondo e cominciai a rilegare un po&#8217; di tutto continuando a coinvolgere le persone non solo però nella realizzazione del loro notebook personalizzato ma anche nella raccolta del materiale per realizzarli!”.</p>
<p><strong>Perché riciclare? Qual è la bellezza del riciclo?</strong></p>


<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Riciclare è come una dichiarazione di non passività&nbsp; al nostro vivere quotidiano. Ci aiuta a prendere coscienza di quello che &#8216;muoviamo&#8217; ogni giorno e ad ottimizzare le nostre abitudini. Riciclare significa avere attenzione anche per il materiale di scarto e farlo seriamente, come dovrebbe essere fatto, ci rende parte attiva e questo può fare la differenza. Per quanto riguarda il progetto YUUY c&#8217;è bisogno però di specificare una cosa, perché &#8216;riciclare per YUUY&#8217; significa decidere di rimettere in circolazione oggetti con cui in fondo ci identifichiamo, significa cambiarne destinazione d&#8217;uso, darne di nuovo valore e farlo con leggerezza: da qui nasce &#8216;BE IRONIC&amp;RECYCLE&#8217;.</p></blockquote>


<p><strong>Come possiamo contribuire ad alimentare la produzione di YUUY?</strong></p>
<p>“È molto semplice: abbiate il pensiero di fare una scatola in cui mettere gli scarti. Quando credete di essere pronti mi scrivete e io se posso vengo personalmente (il che mi fa sempre un piacere gigante ma non è sempre possibile), altrimenti mando un corriere a ritirare il pacco. In cambio ovviamente vi spedirò uno YUUY!”.</p>
<p><strong>Come trovare YUUY?</strong></p>
<p>“Quando riesco partecipo a fiere e grandi market (Abilmente, Il mondo creativo, Matrioska, Factory Market, ecc.) e piano piano sto cominciando a presentarmi a realtà come i negozi (Friendly shop, Qui virgola, Lino&#8217;s&amp;Co). Ovviamente sono presente sui social (Facebook e Instagram, nome Yuuy_books) e da lì al momento prendo i contatti per le spedizioni. Sto costruendo anche il sito internet con la sezione e-commerce, che sarà disponibile a breve”.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>
<hr>
<p><strong>ENGLISH &#8211; YUUY books: daily objects once unused become lightly, with irony, “differently pages”</strong></p>
<p><strong>The beauty of recycling and of Federica&#8217;s creations</strong></p>
<p>Paper, awl, needle, thread to save lightly what now seems useless: reading these words we imagine Federica Nassetti, creator of the YUUY brand, in her studio intent on shaping notebooks, diaries and albums thanks to the art of bookbinding. We ask her about her project, to tell you about YUUY which we immediately fell in love with, and to share with you her wonderful vision of recycling.</p>
<p>Federica collects waste both industrial and produced daily in our homes: “Postcards, packs of biscuits, the carton of milk, cream or beans, old maps, concert posters, the big salt box, print tests, a child&#8217;s drawing, samples, the packaging of pasta, chips and tomato sauce &#8230; anything! Every object that can be pierced and sewn. Each one keeps me apart what he uses every day. The printers keep me paper scraps and scrap remnants that no longer use and the guys keep boxes of pasta, tuna, cereals and biscuits for me”.</p>
<p><strong>This network that Federica has been able to create for the collection of objects no longer useful is very beautiful.</strong> “It has triggered a wonderful mechanism, more and more people contact me telling that they keep aside materials and every time I participate in a market I always receive &#8216;gifts&#8217; from people who come with bags of waste. To reciprocate, I give them a YUUY. I&#8217;m always touched a lot by this thing&#8230;”.</p>
<p>Once in her hands, she tells us that they become mainly notebooks of any size, especially with blank pages. “Agendas, albums and gift tags were born over time, and who knows what will happen in the future with the experiments”. In fact, production is not rigid, but open to the inspiration of the author and in some cases of the customer, based on the shapes, colors, characteristics of the waste and the expectations of the buyer. “Each recovered object is taken in hand and depending on material, shape and size is cut, filled with pages and bound: each notebook has its own binding. I like to leave an open door to specific requests, so anyone with a need or an idea can write me and we can find a way to make it happen! Once I made notebooks for a cultural association that, during an international meeting, wanted to give to the participants notebooks made with their posters. I collaborated with a girl who made me make notebooks with napkins and catalogs produced by her company, and it often happens that I received photos or memories to create articles with special covers”. <strong>Below you will find the gallery of the wonderful creations.</strong></p>
<p><strong>What is YUUY?</strong></p>
<p>“A bookbinding project that works transversely. It offers simple, hand-bound objects, that are born from something perhaps unexpected: what others throw away. <strong>It gathers what surrounds us with the purpose of not making it disappear: collects and gives a second form to the objects hidden in the everyday life, those with whom we live, those who go unnoticed and are no longer considered useful. We are surrounded by billions of objects of every shape, color and material, by objects that nobody wants anymore, forgotten in a basement, with a short life cycle and replaced faster and faster. YUUY is &#8216;differently pages&#8217;, it is an invitation to manual writing, it is a set of paper in which we can recognize ourselves with a meaning or with irony</strong>”.</p>
<p>An idea that was born by chance, as Federica tells us: &#8220;There was a year, I do not remember exactly which, when I attended a bookbinding workshop held by a friend: pure curiosity and charm. In that same period I was working in Bologna for a company that was involved in digital printing and that therefore produced a lot of strange and colourful material. Combining the two worlds together was in an instant and I began to bind notebooks for me using the scraps of the processing: color calibrations, crashed prints and samples. Then friends began to ask me for them and pushed me to participate in a market.&nbsp;I did not know exactly what to bring, what notebooks to do and what people would have asked me to do. And so I came up with everything I needed to bind notebooks then and there according to the requests. Paper, awl, needle, thread and random materials for covers, I brought anything: prints, maps, postcards and packaging from home. People looked at them, they did not understand, I explained, they laughed and it was incredible! From there, a new world opened and I began to bind a bit of everything, continuing to involve people not only in the creation of their personalised notebooks but also in the collection of the materials to create them!”.</p>
<p><strong>Why recycling? What is the beauty of recycling?</strong></p>


<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Recycling is like a declaration of non-passivity to our daily living. It helps us to become aware of what we &#8216;move&#8217; every day and to optimize our habits. Recycling means paying attention to the waste material and doing it seriously, as it should be done; it makes us an active part and this can make the difference. Regarding the YUUY project, however, we need to specify one thing, because &#8216;recycling for YUUY&#8217; means deciding to put into circulation objects with which we identify ourselves deep down. It means changing their intended use, giving them new value and doing it lightly: hence &#8216;BE IRONIC &amp; RECYCLE&#8217; was born.</p></blockquote>


<p><strong>How we can help to feed the production of YUUY?</strong></p>
<p>“It&#8217;s very simple: have the thought of making a box in which to put the waste! When you think you are ready, write me and if I can I will come personally (which is always a giant pleasure to me but it is not always possible), otherwise I send a courier to pick up the package. In exchange of course I will send you a YUUY!”.</p>
<p><strong>How to find YUUY?</strong></p>
<p>“When possible, I take part in trade shows and large markets (Abilmente, The creative world, Matryoshka, Factory Market, etc.) and slowly I&#8217;m starting to introduce myself to entities like shops (Friendly shop, Qui virgola, Lino&#8217;s &amp; Co). Of course I&#8217;m on social media (Facebook and Instagram, Yuuy_books name) and from there I can be contacted for shipping. I am also building the website with the e-commerce section, which will be available soon”.</p>

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