• Companies / Aziende,  Dove acquistare,  Fashion/Moda,  Modern slavery / Schiavitù moderna

    Primark: più cotone sostenibile vuol dire sostenibilità?

    Più cotone sostenibile indica automaticamente la sostenibilità di un brand? Primark comunica i passi avanti del programma Sustainable Cotton e non si fa altro che parlare di sostenibilità dopo il lancio della linea Primark Cares. Il rivenditore irlandese di moda, proprietà di Associated British Foods (ABF), dichiara di avere come obiettivo che i capi durino di più, per ridurre l’impatto dell’attività dell’azienda sul pianeta e per migliorare la vita delle persone che realizzano i prodotti. Nella sezione dedicata alla sostenibilità, tra attenzione all’ambiente e impegno verso le persone la moltitudine di messaggi virtuosi colpisce il lettore. È davvero così se analizziamo più attentamente i dati? Perché la vendita della felpa in…

  • Circular economy,  Companies / Aziende,  Fashion/Moda,  Recycling/Riciclo

    UE: “Vogliamo far uscire di moda il fast fashion”

    Il 30 marzo 2022 la Commissione Europea ha reso pubblica la Strategia per il Tessile Sostenibile e Circolare, tanto attesa per condurre l’industria della moda verso la sostenibilità ripulendola dai lati oscuri. Puoi ascoltare qui l’articolo: Strategia Tessile EU Il consumo di tessili in Europa ha il quarto maggiore impatto sull’ambiente e sui cambiamenti climatici, dopo cibo, alloggio e mobilità. La strategia attua così gli impegni presi nell’ambito del Green Deal europeo (#EUGreenDeal) e del nuovo piano d’azione per l’economia circolare. L’UE inizia infatti a definire i criteri di fine vita dei rifiuti tessili utilizzati non solo come abbigliamento, ma anche per la casa, le automobili, le apparecchiature mediche, gli…

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    Shein: le false dichiarazioni sulle fabbriche del marchio ultra-fast-fashion

    Puoi ascoltare qui l’articolo: Shein   Shein (Zoetop Business Co Ltd) è un rivenditore online molto in voga, soprattutto tra i giovani, perché offre capi di moda a prezzi contenuti. Possiamo acquistare un outfit completo con meno di 30 dollari. Chi paga però al nostro posto? Uno dei problemi del fast fashion, di cui abbiamo scritto molte volte, è che nella maggior parte dei casi il prezzo così basso è frutto di mancato riconoscimento di un salario equo e di condizioni di lavoro appropriate ai lavoratori coinvolti nella produzione dei capi. Per questo motivo i consumatori chiedono sempre di più trasparenza sulla filiera produttiva. Shein propone decine di migliaia di stili,…

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    Incenerimento delle scorte e spreco di vestiti nell’industria della moda: intervista ad Ariele Elia

    Puoi ascoltare qui l’articolo: Incenerimento vestiti L’attuale produzione di massa di abbigliamento e il modello di business imperfetto con cui operano i marchi di moda, dai piccoli ai grandi, stanno creando un’enorme quantità di stock in eccesso. Non è venduta sul mercato ma segretamente bruciata negli inceneritori di tutto il mondo. Con il risultato di sprecare migliaia di tonnellate di vestiti perfettamente buoni. Non ci credi? In un articolo precedente abbiamo parlato di quanto sia pervasiva e non etica questa pratica segreta e di come i marchi stiano cercando di nasconderla. Abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulle conseguenze che ha l’incenerimento di tonnellate e tonnellate di capi di abbigliamento invenduti…

  • Companies / Aziende,  Fabrics/Tessuti,  Fashion/Moda,  Recycling/Riciclo

    Il macchinario di H&M che ricicla in 5 ore i vestiti usati: fast fashion sostenibile?

    Puoi ascoltare qui l’articolo: Looop – Macchinario di H&M Il marchio svedese di fast fashion H&M ha trovato un modo per far sì che i capi usati di abbigliamento siano riciclati al posto di essere buttati, dando loro nuova vita. Tutto questo in sole 5 ore! Il brand infatti darà la possibilità ai propri clienti di recarsi nel negozio di marca a Stoccolma per restituire i capi non più desiderati.  Gli indumenti saranno igienizzati e inseriti in un nuovo macchinario chiamato Looop che scompone le fibre, successivamente utilizzate per creare nuovi capi di abbigliamento. H&M ha dichiarato alla CNN che questo processo di riciclo, sviluppato insieme a Hong Kong Research…

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    Il fenomeno dei vestiti buttati e bruciati nell’industria della moda

    Italiano/English below Puoi ascoltare qui l’articolo: Vestiti buttati e bruciati Hai mai pensato, per esempio durante le classiche pulizie di primavera, di sbarazzarti di qualche abito vecchio che oramai resta inutilizzato nel guardaroba? Magari sono capi ancora perfettamente integri, li hai indossati pochissimo e non sai cosa farci, così continuano ad ammassarsi fino a che non hai più spazio. Forse non ti stupirà ma le aziende di moda hanno lo stesso problema, soprattutto con i capi d’abbigliamento appena prodotti. Invece però di donarli ad amici o in beneficenza, come potremmo fare noi, li bruciano e, peggio ancora, fanno di tutto per evitare che tu lo sappia.Le aziende inceneriscono segretamente tonnellate…

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    Cambia MODA: una campagna e una comunità per un’industria della moda più etica e sostenibile

    Italiano/English below Puoi ascoltare qui l’articolo: Cambia MODA! #CambiaMODA! è una campagna di sensibilizzazione e una comunità di attivisti promosse da Mani Tese in collaborazione con Istituto Oikos e Fair, per promuovere un cambiamento nell’industria della moda mobilitando i cittadini e facendo pressione su aziende e decisori politici. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto Cambia MODA!, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.Mani Tese è un’organizzazione non governativa che da oltre cinquant’anni si batte per la giustizia sociale, economica e ambientale nel mondo.Incontriamo Riccardo Rossella, Project Manager di Cambia MODA! per Mani Tese, e gli chiediamo di parlarci dell’iniziativa, confrontandoci su alcuni temi che la campagna tocca.“L’impegno di Mani Tese rispetto agli impatti dell’industria dell’abbigliamento ha radici profonde”, ci racconta Riccardo. “In uno dei paesi…

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    Fast fashion e sostenibilità sociale durante il COVID-19: quali brand non stanno pagando i lavoratori?

    Italiano/English below Puoi ascoltare qui l’articolo: Fast fashion, sostenibilità sociale, COVID Seguiamo con attenzione la situazione nelle fabbriche di abbigliamento, perché la sostenibilità sociale è uno degli aspetti che più ci coinvolge. E ci fa arrabbiare. Quando arrivano racconti di misere retribuzioni, di condizioni di lavoro senza garanzia di sicurezza, di mancato rispetto dei diritti dei lavoratori, di sfruttamento e schiavitù moderna. Racconti che coinvolgono fornitori di marchi fast fashion che, mentre leggiamo dei loro mancati pagamenti, propongono saldi, sconti e promozioni. Con la diffusione del COVID-19, seguiamo ancora più assiduamente la situazione lavorativa di chi prepara per noi, a km di distanza, ciò che arriva nel nostro armadio. In…

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    Dove acquistare,  Events,  Fashion/Moda,  Minimalism,  Responsible life / Stile di vita resp.,  Vita da Dress ECOde

    Slow Fashion Season: come puoi ridurre in 3 mesi l’impatto della moda per risparmiare 750 milioni di litri di acqua e 2,5 milioni di kg di CO2

    Italiano/English below  Puoi ascoltare qui l’articolo: Slow Fashion Season Anche quest’anno abbiamo la possibilità di unire il nostro impegno come consumatori per cambiare in meglio il settore della moda, rendendolo più sostenibile.  Possiamo creare un impatto reale con un’azione concreta, aderendo all’iniziativa di Slow Fashion Season. Dress ECOde ha deciso dal 2019 di essere ambassador di questo progetto in cui crediamo! L’anno scorso abbiamo partecipato in 14.487 persone in tutto il mondo, decidendo di non acquistare capi nuovi per 3 mesi. Quest’anno, per via della crisi che sta colpendo molti dei marchi sostenibili che amiamo, è stato deciso di aggiungere una nuova ‘regola’ dell’iniziativa proprio per sostenerli. Partecipando all’azione collettiva infatti…

  • Companies / Aziende,  Fashion/Moda,  Modern slavery / Schiavitù moderna

    Succede ancora: un’altra azienda che produce per marchi internazionali va a fuoco causando vittime

    Italiano/English below Puoi ascoltare qui l’articolo: Succede ancora È successo di nuovo. Un’altra fabbrica che produce per aziende multinazionali, dopo quella crollata in Bangladesh circa 7 anni fa, è andata a fuoco. La mancanza di sicurezza antincendio nell’edificio è in gran parte responsabile dell’incidente che è avvenuto sabato 8 febbraio 2020 nella fabbrica di Nandan Denim ad Ahmedabad, gestita dal Gruppo Chiripal* che conta tra i suo clienti molti marchi internazionali. Le vittime sono 7 dipendenti, con un’età compresa tra 22 e 47 anni. Sebbene la causa dell’incendio non sia stata ancora comunicata, The Indian Express ha affermato che è iniziato nel reparto camiceria dove erano presenti più di 60 lavoratori, senza…