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		<title>La produzione di denim in Pakistan: impatti ambientali, strategie e direzioni future</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 08:28:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il denim è uno dei tessuti più popolari e onnipresenti a livello globale e l&#8217;industria della moda fa molto affidamento su di esso. Tuttavia, la produzione di denim ha un impatto ambientale significativo, dal consumo di acqua all&#8217;inquinamento chimico. Pertanto, la necessità di una produzione sostenibile di denim è diventata più pressante man mano che il mondo si muove verso pratiche più sostenibili. Nell&#8217;ultima fiera Premièr Vision Denim di Milano abbiamo incontrato molte realtà pakistane che vendono denim. Questo articolo si propone di esplorare le sfide affrontate dal Pakistan nel raggiungere una produzione sostenibile di denim e le strategie impiegate per superarle. Denim in Pakistan: Una corsa all&#8217;oro blu Il Pakistan è il terzo dei maggiori paesi produttori di &#8220;cotone preferito&#8221;* nel 2019/2020, dopo Brasile e India. Il paese è considerato un grande produttore ed esportatore di denim, con una lunga storia di produzione tessile, e ospita diversi stabilimenti e fabbriche di denim che realizzano tessuti, indumenti e accessori in denim per i mercati nazionali e internazionali. L&#8217;industria del denim in Pakistan è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, grazie alla grande forza lavoro del paese, ai prezzi competitivi e agli accordi commerciali favorevoli con i principali mercati come gli Stati Uniti e l&#8217;Unione Europea. *definito dall&#8217;elenco degli standard riconosciuti. Include: ABRAPA, BASF e3, Better Cotton Initiative (BCI), Cleaner Cotton, Cotton made in Africa (CmiA), Fairtrade, Fairtrade Organic, Field to Market, In-Conversion Cotton (Transitional in USA), ISCC, myBMP, Organic (Biologico), REEL Cotton, Regenerative Cotton e USCTP. Impatto ambientale della produzione di denim La produzione di denim contribuisce in modo significativo all&#8217;economia del Pakistan, ma ha impatti ambientali negativi. Quali sono cinque impatti ambientali della produzione di denim in Pakistan? Inquinamento dell&#8217;acqua Uno dei principali impatti ambientali della produzione di denim è l&#8217;inquinamento delle acque. Durante la produzione del denim, vengono utilizzate grandi quantità di sostanze chimiche per tingere e trattare il tessuto. Queste sostanze chimiche possono contaminare l&#8217;acqua utilizzata nella produzione, portando all&#8217;inquinamento delle fonti d&#8217;acqua vicine come fiumi e torrenti. L&#8217;acqua inquinata può danneggiare la vita acquatica e la salute delle persone che fanno affidamento su queste fonti per bere e irrigare. Consumo di energia La produzione del denim richiede una notevole quantità di energia. L&#8217;energia viene utilizzata per alimentare le varie macchine nel processo di produzione, comprese le macchine per la filatura, la tessitura e la tintura. Questo consumo di energia aumenta le emissioni di gas serra, contribuendo al cambiamento climatico. Uso del suolo La produzione di denim richiede ampi terreni per la coltivazione del cotone. L&#8217;utilizzo di terreni agricoli per la coltivazione del cotone può portare alla deforestazione, all&#8217;erosione del suolo e alla perdita di biodiversità. Generazione di rifiuti Il processo di produzione del denim genera una quantità significativa di rifiuti, tra cui fibre di cotone, filati e sostanze chimiche rimanenti. Questi rifiuti possono finire in discarica o essere smaltiti in modo improprio, portando a un ulteriore degrado ambientale. Salute umana L&#8217;uso di sostanze chimiche nella produzione del denim può avere effetti negativi sulla salute dei lavoratori e delle comunità vicine. L&#8217;esposizione a queste sostanze chimiche può causare problemi respiratori, irritazione della pelle e altri problemi di salute. Pratiche sostenibili nella produzione di denim in Pakistan Come in molti altri paesi, la produzione di denim in Pakistan è stata storicamente associata a varie sfide ambientali e sociali. Negli ultimi anni c&#8217;è stato un crescente riconoscimento della necessità di pratiche sostenibili nella produzione del denim, che possono aiutare a ridurre al minimo l&#8217;impatto negativo sull&#8217;ambiente e migliorare le condizioni sociali dei lavoratori coinvolti nel processo produttivo. Ecco alcune pratiche sostenibili nella produzione di denim in Pakistan: Conservazione dell&#8217;acqua La produzione di denim è un processo ad alta intensità idrica e in molti casi l&#8217;acqua viene scaricata non trattata nei corpi idrici vicini, causando inquinamento. Per affrontare questo problema, molti produttori di denim in Pakistan stanno adottando misure di conservazione dell&#8217;acqua, come il riciclaggio e il riutilizzo nelle diverse fasi della produzione, l&#8217;implementazione di sistemi a ciclo chiuso e l&#8217;utilizzo di tecnologie di tintura a basso contenuto idrico. Queste pratiche possono ridurre significativamente la quantità di acqua dolce utilizzata nella produzione di denim e ridurre al minimo il rischio di inquinamento idrico. Efficienza energetica La produzione di denim richiede una notevole quantità di energia, principalmente per il riscaldamento, il raffreddamento e l&#8217;alimentazione dei macchinari. Per ridurre il consumo energetico, molti produttori di denim in Pakistan stanno investendo in tecnologie ad alta efficienza energetica, come illuminazione a LED, sistemi di recupero del calore e fonti di energia rinnovabile come quella solare ed eolica. Utilizzando fonti di energia rinnovabile, i produttori di denim possono ridurre la loro dipendenza dai combustibili fossili e ridurre al minimo la loro impronta di carbonio. Gestione chimica La produzione di jeans comporta l&#8217;uso di una varietà di sostanze chimiche, inclusi coloranti, agenti di finissaggio e detergenti, che possono avere effetti dannosi sulla salute umana e sull&#8217;ambiente. Per garantire un uso sicuro delle sostanze chimiche, molti produttori di denim in Pakistan stanno adottando pratiche di gestione delle sostanze chimiche, come l&#8217;utilizzo di sostanze più sicure ed ecologiche, l&#8217;implementazione di sistemi a circuito chiuso per il riciclaggio delle sostanze chimiche e il corretto smaltimento dei rifiuti pericolosi. Pratiche di lavoro eque La produzione di jeans in Pakistan, come in molti altri paesi, è stata associata a violazioni dei diritti dei lavoratori, tra cui bassi salari, lunghi orari di lavoro e cattive condizioni di lavoro. Per affrontare questi problemi, molti produttori di denim in Pakistan stanno adottando pratiche di lavoro eque, come fornire ai lavoratori condizioni più sicure e salutari, garantire salari e benefici equi e promuovere l&#8217;uguaglianza di genere e la diversità sul posto di lavoro. Tracciabilità del prodotto La produzione di denim coinvolge complesse catene di approvvigionamento globali, rendendo difficile rintracciare l&#8217;origine dei materiali e garantire pratiche di approvvigionamento responsabili. Per promuovere la trasparenza e la responsabilità nella catena di approvvigionamento, molti produttori di denim in Pakistan stanno implementando sistemi di tracciabilità del prodotto, come la tecnologia della catena a blocchi e le etichette RFID, che consentono loro di tracciare l&#8217;origine dei materiali e garantire che soddisfino gli standard ambientali e sociali. Sfide nell&#8217;implementazione di pratiche sostenibili L&#8217;attuazione di pratiche sostenibili in Pakistan presenta diverse sfide che richiedono un&#8217;attenta considerazione e pianificazione. Una sfida importante è la mancanza di consapevolezza delle pratiche sostenibili tra la popolazione in generale. Di conseguenza, molte persone in Pakistan non sono consapevoli dell&#8217;importanza delle pratiche sostenibili e di come possono contribuire a preservare l&#8217;ambiente. Un&#8217;altra sfida è la mancanza di un quadro normativo e di meccanismi di applicazione per garantire il rispetto delle pratiche sostenibili. Ciò crea una situazione in cui molte aziende e industrie continuano a operare in modo dannoso per l&#8217;ambiente. Inoltre, la mancanza di risorse e finanziamenti per l&#8217;attuazione di pratiche sostenibili può rendere difficile per le imprese e le organizzazioni investire in soluzioni sostenibili. Infine, anche le norme culturali e sociali in Pakistan possono rappresentare una sfida per l&#8217;adozione di modalità sostenibili, poiché alcune pratiche possono entrare in conflitto con i valori e le credenze tradizionali. Affrontare queste sfide richiede un approccio sfaccettato che includa campagne di sensibilizzazione, quadri normativi più solidi, maggiori finanziamenti e risorse e impegno con le comunità locali per promuovere la comprensione e l&#8217;accettazione di pratiche sostenibili. Storie di successo nella produzione sostenibile di denim in Pakistan L&#8217;industria pakistana del denim ha compiuto progressi significativi nell&#8217;adozione di pratiche sostenibili negli ultimi anni. Ecco tre storie di successo nella produzione sostenibile di denim in Pakistan: * Artistic Milliners Artistic Milliners è un produttore leader di denim in Pakistan che ha fatto passi da gigante nella produzione di denim sostenibile. L&#8217;azienda ha investito in tecnologie sostenibili, come la stampa laser e i lavaggi con ozono, per ridurre il consumo di acqua e l&#8217;uso di sostanze chimiche nella produzione. Hanno anche implementato un sistema di produzione a ciclo chiuso che ricicla l&#8217;acqua e riduce gli sprechi. * Soorty Enterprises Soorty Enterprises è un altro produttore di denim pakistano che implementa pratiche sostenibili nei suoi processi di produzione. Il dipartimento dedicato alla sostenibilità dell&#8217;azienda riduce il consumo di acqua, sostanze chimiche ed energia. Soorty ha anche implementato un programma di riciclo dell&#8217;acqua, che ha aiutato l&#8217;azienda a ridurre il consumo del 40%. * Naveena Denim Naveena Denim è un produttore di denim pakistano che ha investito in modo significativo in pratiche sostenibili. L&#8217;azienda ha installato un impianto di trattamento delle acque reflue che ricicla il 100% delle acque generate durante la produzione. Naveena ha inoltre implementato un programma di gestione sostenibile delle sostanze chimiche, che garantisce che tutte quelle utilizzate nel processo di produzione siano sicure per i lavoratori e per l&#8217;ambiente. Inoltre, l&#8217;azienda ha implementato pratiche di efficienza energetica, come l&#8217;utilizzo di pannelli solari per alimentare le sue fabbriche. Il futuro della produzione sostenibile di denim in Pakistan Il futuro della produzione sostenibile di denim in Pakistan è strettamente legato alla crescente attenzione dell&#8217;industria della moda alla sostenibilità. La sostenibilità del denim è diventata una priorità fondamentale per molti marchi di moda che cercano di ridurre l&#8217;impatto ambientale dei loro prodotti. Anche la sostenibilità del cotone è fondamentale, poiché il cotone è la materia prima principale utilizzata nella produzione del denim. Oltre alle preoccupazioni ambientali, la schiavitù moderna è un problema significativo nell&#8217;industria tessile e i marchi devono garantire che il loro denim sia prodotto in modo etico. La tintura dei tessuti è un&#8217;altra area in cui le pratiche sostenibili possono avere un impatto significativo, poiché i metodi di tintura tradizionali possono essere altamente inquinanti. Mentre l&#8217;industria della moda continua a dare priorità alla sostenibilità, i produttori di denim del Pakistan devono adottare pratiche sostenibili per rimanere competitivi e soddisfare le esigenze dei consumatori attenti all&#8217;ambiente. Le aziende tessili pakistane stanno appena iniziando a incorporare pratiche aziendali sostenibili. Non solo per la pressione delle forze di mercato come la concorrenza e la domanda (per competere nel mercato globale, i produttori tessili devono soddisfare le richieste ambientali dei clienti), ma anche perché le aziende tessili sono sotto la pressione normativa, ad esempio da parte del GSP+ (Generalized Scheme of Preferences Plus) dell&#8217;Unione Europea per avvalersi dell&#8217;esportazione esente da dazio verso l&#8217;UE. Le aziende tessili si impegnano costantemente per adottare pratiche commerciali sostenibili. Net Zero Pakistan, ad esempio, è una partnership nazionale che coinvolge aziende all&#8217;avanguardia, organizzazioni governative e specialisti del settore per raggiungere l&#8217;obiettivo del Pakistan di zero emissioni di carbonio entro il 2050. 23 firmatari di questa partnership si sono impegnati e hanno fissato obiettivi net zero, affermando di misurare e divulgare in modo trasparente i livelli e le fonti delle emissioni di gas serra, promettendo di decarbonizzare le catene del valore e, infine, mostrando interesse nel sostenere l&#8217;azione per il clima. Il settore tessile è anche attivamente impegnato in convenzioni e piattaforme internazionali come &#8220;Better Work Programme&#8221;, &#8220;Decent Work Country Programme-IV (2023-27)&#8221;. Raggiungere una produzione sostenibile di denim in Pakistan richiede uno sforzo collettivo da parte di tutte le parti interessate del settore. Sebbene siano stati compiuti progressi nell&#8217;adozione di pratiche rispettose dell&#8217;ambiente, ci sono ancora sfide da superare, come l&#8217;alto costo dei materiali sostenibili e l&#8217;accesso limitato alla tecnologia. Per affrontare queste sfide, i produttori devono investire in ricerca e sviluppo, collaborare con marchi ed esperti internazionali e dare priorità alla salute e alla sicurezza dei lavoratori. Come consumatori, possiamo promuovere la produzione sostenibile di denim acquistando da marchi che danno priorità alla sostenibilità e alle pratiche etiche. Possiamo costruire un&#8217;industria del denim più sostenibile e responsabile in Pakistan e oltre lavorando insieme. &#8211; Dalla nostra corrispondente Pakistana &#8211; Nota: l&#8217;industria tessile in Pakistan ha attraversato una crisi negli ultimi mesi del 2022 che ha causato un calo delle esportazioni tessili. Foto: Divazus Fabric Store;  Claire Abdo; Jason Leung; Maude Frédérique Lavoie. Altri articoli su jeans e denim &#62;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/53522219"><img decoding="async" class=" wp-image-15706 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="195" height="76" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" /></a>Il denim è uno dei tessuti più popolari e onnipresenti a livello globale e l&#8217;industria della moda fa molto affidamento su di esso. Tuttavia, la produzione di denim ha un impatto ambientale significativo, dal consumo di acqua all&#8217;inquinamento chimico. Pertanto, la necessità di una produzione sostenibile di denim è diventata più pressante man mano che il mondo si muove verso pratiche più sostenibili.</p>
<p>Nell&#8217;ultima fiera Premièr Vision Denim di Milano abbiamo incontrato molte realtà pakistane che vendono denim. Questo articolo si propone di esplorare le sfide affrontate dal Pakistan nel raggiungere una produzione sostenibile di denim e le strategie impiegate per superarle.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Denim in Pakistan: Una corsa all&#8217;oro blu</span></h5>
<p>Il Pakistan è il <strong>terzo dei maggiori paesi produttori di &#8220;cotone preferito&#8221;*</strong> nel 2019/2020, dopo Brasile e India. Il paese è considerato <strong>un grande produttore ed esportatore di denim</strong>, con una lunga storia di produzione tessile, e ospita diversi stabilimenti e fabbriche di denim che realizzano tessuti, indumenti e accessori in denim per i mercati nazionali e internazionali.<br />
L&#8217;industria del denim in Pakistan è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, grazie alla grande forza lavoro del paese, ai prezzi competitivi e agli accordi commerciali favorevoli con i principali mercati come gli Stati Uniti e l&#8217;Unione Europea.</p>
<p>*definito dall&#8217;elenco degli standard riconosciuti. Include: ABRAPA, BASF e3, Better Cotton Initiative (BCI), Cleaner Cotton, Cotton made in Africa (CmiA), Fairtrade, Fairtrade Organic, Field to Market, In-Conversion Cotton (Transitional in USA), ISCC, myBMP, Organic (Biologico), REEL Cotton, Regenerative Cotton e USCTP.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-16574 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/claire-abdo-aWLTXw6kbDw-unsplash.jpeg" alt="" width="494" height="371" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/claire-abdo-aWLTXw6kbDw-unsplash.jpeg 1600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/claire-abdo-aWLTXw6kbDw-unsplash-600x450.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/claire-abdo-aWLTXw6kbDw-unsplash-300x225.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/claire-abdo-aWLTXw6kbDw-unsplash-1024x769.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/claire-abdo-aWLTXw6kbDw-unsplash-768x576.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/claire-abdo-aWLTXw6kbDw-unsplash-1536x1153.jpeg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/claire-abdo-aWLTXw6kbDw-unsplash-1160x871.jpeg 1160w" sizes="(max-width: 494px) 100vw, 494px" /></span></h5>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Impatto ambientale della produzione di denim</span></h5>
<p>La produzione di denim contribuisce in modo significativo all&#8217;economia del Pakistan, ma ha impatti ambientali negativi. Quali sono cinque impatti ambientali della produzione di denim in Pakistan?</p>
<ul>
<li><span style="color: #b2a4d4;"><strong>Inquinamento dell&#8217;acqua</strong></span><br />
Uno dei principali impatti ambientali della produzione di denim è l&#8217;inquinamento delle acque. Durante la produzione del denim, vengono utilizzate grandi quantità di sostanze chimiche per tingere e trattare il tessuto. Queste sostanze chimiche possono contaminare l&#8217;acqua utilizzata nella produzione, portando all&#8217;inquinamento delle fonti d&#8217;acqua vicine come fiumi e torrenti. L&#8217;acqua inquinata può danneggiare la vita acquatica e la salute delle persone che fanno affidamento su queste fonti per bere e irrigare.</li>
<li><strong><span style="color: #b2a4d4;">Consumo di energia</span></strong><br />
La produzione del denim richiede una notevole quantità di energia. L&#8217;energia viene utilizzata per alimentare le varie macchine nel processo di produzione, comprese le macchine per la filatura, la tessitura e la tintura. Questo consumo di energia aumenta le emissioni di gas serra, contribuendo al cambiamento climatico.</li>
<li><strong><span style="color: #b2a4d4;">Uso del suolo</span></strong><br />
La produzione di denim richiede ampi terreni per la coltivazione del cotone. L&#8217;utilizzo di terreni agricoli per la coltivazione del cotone può portare alla deforestazione, all&#8217;erosione del suolo e alla perdita di biodiversità.</li>
<li><strong><span style="color: #b2a4d4;">Generazione di rifiuti</span></strong><br />
Il processo di produzione del denim genera una quantità significativa di rifiuti, tra cui fibre di cotone, filati e sostanze chimiche rimanenti. Questi rifiuti possono finire in discarica o essere smaltiti in modo improprio, portando a un ulteriore degrado ambientale.</li>
<li><strong><span style="color: #b2a4d4;">Salute umana</span></strong><br />
L&#8217;uso di sostanze chimiche nella produzione del denim può avere effetti negativi sulla salute dei lavoratori e delle comunità vicine. L&#8217;esposizione a queste sostanze chimiche può causare problemi respiratori, irritazione della pelle e altri problemi di salute.</li>
</ul>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Pratiche sostenibili nella produzione di denim in Pakistan</span></h5>
<p>Come in molti altri paesi, la produzione di denim in Pakistan è stata storicamente associata a varie sfide ambientali e sociali. Negli ultimi anni c&#8217;è stato un crescente riconoscimento della necessità di pratiche sostenibili nella produzione del denim, che possono aiutare a ridurre al minimo l&#8217;impatto negativo sull&#8217;ambiente e migliorare le condizioni sociali dei lavoratori coinvolti nel processo produttivo.<br />
Ecco alcune pratiche sostenibili nella produzione di denim in Pakistan:</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #acc0a5;">Conservazione dell&#8217;acqua</span></strong><br />
La produzione di denim è un processo ad alta intensità idrica e in molti casi l&#8217;acqua viene scaricata non trattata nei corpi idrici vicini, causando inquinamento. Per affrontare questo problema, molti produttori di denim in Pakistan stanno adottando misure di conservazione dell&#8217;acqua, come il riciclaggio e il riutilizzo nelle diverse fasi della produzione, l&#8217;implementazione di sistemi a ciclo chiuso e l&#8217;utilizzo di tecnologie di tintura a basso contenuto idrico. Queste pratiche possono ridurre significativamente la quantità di acqua dolce utilizzata nella produzione di denim e ridurre al minimo il rischio di inquinamento idrico.</li>
<li><strong><span style="color: #acc0a5;">Efficienza energetica</span></strong><br />
La produzione di denim richiede una notevole quantità di energia, principalmente per il riscaldamento, il raffreddamento e l&#8217;alimentazione dei macchinari. Per ridurre il consumo energetico, molti produttori di denim in Pakistan stanno investendo in tecnologie ad alta efficienza energetica, come illuminazione a LED, sistemi di recupero del calore e fonti di energia rinnovabile come quella solare ed eolica. Utilizzando fonti di energia rinnovabile, i produttori di denim possono ridurre la loro dipendenza dai combustibili fossili e ridurre al minimo la loro impronta di carbonio.</li>
<li><strong><span style="color: #acc0a5;">Gestione chimica</span></strong><br />
La produzione di jeans comporta l&#8217;uso di una varietà di sostanze chimiche, inclusi coloranti, agenti di finissaggio e detergenti, che possono avere effetti dannosi sulla salute umana e sull&#8217;ambiente. Per garantire un uso sicuro delle sostanze chimiche, molti produttori di denim in Pakistan stanno adottando pratiche di gestione delle sostanze chimiche, come l&#8217;utilizzo di sostanze più sicure ed ecologiche, l&#8217;implementazione di sistemi a circuito chiuso per il riciclaggio delle sostanze chimiche e il corretto smaltimento dei rifiuti pericolosi.</li>
<li><strong><span style="color: #acc0a5;">Pratiche di lavoro eque</span></strong><br />
La produzione di jeans in Pakistan, come in molti altri paesi, è stata associata a violazioni dei diritti dei lavoratori, tra cui bassi salari, lunghi orari di lavoro e cattive condizioni di lavoro. Per affrontare questi problemi, molti produttori di denim in Pakistan stanno adottando pratiche di lavoro eque, come fornire ai lavoratori condizioni più sicure e salutari, garantire salari e benefici equi e promuovere l&#8217;uguaglianza di genere e la diversità sul posto di lavoro.</li>
<li><strong><span style="color: #acc0a5;">Tracciabilità del prodotto</span></strong><br />
La produzione di denim coinvolge complesse catene di approvvigionamento globali, rendendo difficile rintracciare l&#8217;origine dei materiali e garantire pratiche di approvvigionamento responsabili. Per promuovere la trasparenza e la responsabilità nella catena di approvvigionamento, molti produttori di denim in Pakistan stanno implementando sistemi di tracciabilità del prodotto, come la tecnologia della catena a blocchi e le etichette RFID, che consentono loro di tracciare l&#8217;origine dei materiali e garantire che soddisfino gli standard ambientali e sociali.</li>
</ul>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img decoding="async" class=" wp-image-16576 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jason-leung-DmD8HVOjy4c-unsplash.jpeg" alt="" width="534" height="355" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jason-leung-DmD8HVOjy4c-unsplash.jpeg 1500w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jason-leung-DmD8HVOjy4c-unsplash-600x400.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jason-leung-DmD8HVOjy4c-unsplash-300x200.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jason-leung-DmD8HVOjy4c-unsplash-1024x683.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jason-leung-DmD8HVOjy4c-unsplash-768x512.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jason-leung-DmD8HVOjy4c-unsplash-1160x773.jpeg 1160w" sizes="(max-width: 534px) 100vw, 534px" />Sfide nell&#8217;implementazione di pratiche sostenibili</span></h5>
<p>L&#8217;attuazione di pratiche sostenibili in Pakistan presenta diverse sfide che richiedono un&#8217;attenta considerazione e pianificazione. Una sfida importante è la <strong>mancanza di consapevolezza delle pratiche sostenibili</strong> tra la popolazione in generale. Di conseguenza, molte persone in Pakistan non sono consapevoli dell&#8217;importanza delle pratiche sostenibili e di come possono contribuire a preservare l&#8217;ambiente. Un&#8217;altra sfida è la<strong> mancanza di un quadro normativo e di meccanismi di applicazione per garantire il rispetto</strong> delle pratiche sostenibili. Ciò crea una situazione in cui molte aziende e industrie continuano a operare in modo dannoso per l&#8217;ambiente.<br />
Inoltre, la <strong>mancanza di risorse e finanziamenti</strong> per l&#8217;attuazione di pratiche sostenibili può rendere difficile per le imprese e le organizzazioni investire in soluzioni sostenibili. Infine, anche le norme culturali e sociali in Pakistan possono rappresentare una sfida per l&#8217;adozione di modalità sostenibili, poiché alcune pratiche possono entrare in conflitto con i valori e le credenze tradizionali. Affrontare queste sfide richiede un approccio sfaccettato che includa <strong>campagne di sensibilizzazione, quadri normativi più solidi, maggiori finanziamenti e risorse e impegno con le comunità locali</strong> per promuovere la comprensione e l&#8217;accettazione di pratiche sostenibili.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Storie di successo nella produzione sostenibile di denim in Pakistan</span></h5>
<p>L&#8217;industria pakistana del denim ha compiuto progressi significativi nell&#8217;adozione di pratiche sostenibili negli ultimi anni. Ecco tre storie di successo nella produzione sostenibile di denim in Pakistan:<br />
* <strong>Artistic Milliners</strong><br />
Artistic Milliners è un produttore leader di denim in Pakistan che ha fatto passi da gigante nella produzione di denim sostenibile. L&#8217;azienda ha investito in tecnologie sostenibili, come la stampa laser e i lavaggi con ozono, per ridurre il consumo di acqua e l&#8217;uso di sostanze chimiche nella produzione. Hanno anche implementato un sistema di produzione a ciclo chiuso che ricicla l&#8217;acqua e riduce gli sprechi.<br />
* <strong>Soorty Enterprises</strong><br />
Soorty Enterprises è un altro produttore di denim pakistano che implementa pratiche sostenibili nei suoi processi di produzione. Il dipartimento dedicato alla sostenibilità dell&#8217;azienda riduce il consumo di acqua, sostanze chimiche ed energia. Soorty ha anche implementato un programma di riciclo dell&#8217;acqua, che ha aiutato l&#8217;azienda a ridurre il consumo del 40%.<br />
* <strong>Naveena Denim</strong><br />
Naveena Denim è un produttore di denim pakistano che ha investito in modo significativo in pratiche sostenibili. L&#8217;azienda ha installato un impianto di trattamento delle acque reflue che ricicla il 100% delle acque generate durante la produzione. Naveena ha inoltre implementato un programma di gestione sostenibile delle sostanze chimiche, che garantisce che tutte quelle utilizzate nel processo di produzione siano sicure per i lavoratori e per l&#8217;ambiente. Inoltre, l&#8217;azienda ha implementato pratiche di efficienza energetica, come l&#8217;utilizzo di pannelli solari per alimentare le sue fabbriche.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-16579 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita.jpeg" alt="" width="476" height="476" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita.jpeg 1600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-300x300.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-100x100.jpeg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-600x600.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-1024x1024.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-150x150.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-768x768.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-1536x1536.jpeg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-1160x1160.jpeg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-75x75.jpeg 75w" sizes="auto, (max-width: 476px) 100vw, 476px" />Il futuro della produzione sostenibile di denim in Pakistan</span></h5>
<p>Il futuro della produzione sostenibile di denim in Pakistan è strettamente legato alla crescente attenzione dell&#8217;industria della moda alla sostenibilità. <strong>La sostenibilità del denim è diventata una priorità fondamentale per molti marchi di moda</strong> che cercano di ridurre l&#8217;impatto ambientale dei loro prodotti. Anche la sostenibilità del cotone è fondamentale, poiché il cotone è la materia prima principale utilizzata nella produzione del denim. Oltre alle preoccupazioni ambientali, la schiavitù moderna è un problema significativo nell&#8217;industria tessile e i marchi devono garantire che il loro denim sia prodotto in modo etico. La tintura dei tessuti è un&#8217;altra area in cui le pratiche sostenibili possono avere un impatto significativo, poiché i metodi di tintura tradizionali possono essere altamente inquinanti.</p>
<p>Mentre l&#8217;industria della moda continua a dare priorità alla sostenibilità, i produttori di denim del Pakistan devono adottare pratiche sostenibili per rimanere competitivi e soddisfare le esigenze dei consumatori attenti all&#8217;ambiente. <strong>Le aziende tessili pakistane stanno appena iniziando a incorporare pratiche aziendali sostenibili.</strong> Non solo per la pressione delle forze di mercato come la concorrenza e la domanda (per competere nel mercato globale, i produttori tessili devono soddisfare le richieste ambientali dei clienti), ma anche perché le aziende tessili sono sotto la pressione normativa, ad esempio da parte del GSP+ (Generalized Scheme of Preferences Plus) dell&#8217;Unione Europea per avvalersi dell&#8217;esportazione esente da dazio verso l&#8217;UE. Le aziende tessili si impegnano costantemente per adottare pratiche commerciali sostenibili. <strong>Net Zero Pakistan</strong>, ad esempio, è una partnership nazionale che coinvolge aziende all&#8217;avanguardia, organizzazioni governative e specialisti del settore per raggiungere l&#8217;obiettivo del Pakistan di zero emissioni di carbonio entro il 2050. 23 firmatari di questa partnership si sono impegnati e hanno fissato obiettivi net zero, affermando di misurare e divulgare in modo trasparente i livelli e le fonti delle emissioni di gas serra, promettendo di decarbonizzare le catene del valore e, infine, mostrando interesse nel sostenere l&#8217;azione per il clima. Il settore tessile è anche attivamente impegnato in convenzioni e piattaforme internazionali come &#8220;Better Work Programme&#8221;, &#8220;Decent Work Country Programme-IV (2023-27)&#8221;.</p>
<p>Raggiungere una produzione sostenibile di denim in Pakistan richiede uno <strong>sforzo collettivo da parte di tutte le parti interessate del settore.</strong> Sebbene siano stati compiuti progressi nell&#8217;adozione di pratiche rispettose dell&#8217;ambiente, ci sono ancora sfide da superare, come l&#8217;alto costo dei materiali sostenibili e l&#8217;accesso limitato alla tecnologia. Per affrontare queste sfide, i produttori devono <strong>investire in ricerca e sviluppo, collaborare con marchi ed esperti internazionali e dare priorità alla salute e alla sicurezza dei lavoratori</strong>. Come consumatori, possiamo promuovere la produzione sostenibile di denim<strong> acquistando da marchi che danno priorità alla sostenibilità e alle pratiche etiche</strong>. Possiamo costruire un&#8217;industria del denim più sostenibile e responsabile in Pakistan e oltre lavorando insieme.</p>
<p>&#8211; Dalla nostra corrispondente Pakistana &#8211;</p>
<p><em>Nota: l&#8217;industria tessile in Pakistan ha attraversato una crisi negli ultimi mesi del 2022 che ha causato un calo delle esportazioni tessili.</em></p>
<p>Foto: Divazus Fabric Store;  Claire Abdo; Jason Leung; Maude Frédérique Lavoie.</p>
<p><a href="https://dress-ecode.com/?s=jeans">Altri articoli su jeans e denim &gt;</a></p>
<p><iframe title="Spotify Embed: La produzione di denim in Pakistan: impatti ambientali, strategie e direzioni future" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/4MAu7DZKtSXLQE7q8ZQ879?si=53c445d7efd54252&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>Succede ancora: un&#8217;altra azienda che produce per marchi internazionali va a fuoco causando vittime</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Feb 2020 05:21:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Italiano/English below Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Succede ancora È successo di nuovo. Un&#8217;altra fabbrica che produce per aziende multinazionali, dopo quella crollata in Bangladesh circa 7 anni fa,&#160;è andata a fuoco. La mancanza di sicurezza antincendio nell&#8217;edificio è in gran parte responsabile dell&#8217;incidente che è avvenuto sabato 8 febbraio 2020 nella fabbrica di Nandan Denim ad Ahmedabad, gestita dal Gruppo Chiripal* che conta tra i suo clienti molti marchi internazionali.&#160;Le vittime sono 7 dipendenti, con un&#8217;età compresa tra 22 e 47 anni. Sebbene la causa dell&#8217;incendio non sia stata ancora comunicata, The Indian Express ha affermato che è iniziato nel reparto camiceria dove erano presenti più di 60 lavoratori, senza ventilazione e incapaci di fuggire abbastanza rapidamente attraverso l&#8217;unica porta per entrare e uscire. I dipendenti di Nandan Demin dichiarano di essere pagati circa 35 centesimi l&#8217;ora, lavorando in condizioni pericolose che spesso lasciano loro poco tempo per mangiare o andare in bagno. “Lavoriamo quasi 14 ore al giorno. Ma abbiamo un&#8217;alternativa?”, si chiede Vimalbhai, un operaio tessile. “Ogni tanto c&#8217;è un incendio in una fabbrica o nell&#8217;altra. A nessuno importa e noi continuiamo a lavorare&#8221;. &#8220;Ci sono volute circa 22 ore per spegnere l&#8217;incendio. I locali della fabbrica erano pieni di denim, altri tessuti e macchinari che hanno preso fuoco. Le vittime si trovavano al primo piano della fabbrica&#8221;, ha spiegato a The Indian Express il capo dei vigili del fuoco di Ahmedabad, Rajesh Bhatt. &#8220;Il fumo continuava a fluttuare dall&#8217;edificio mentre i lavoratori intrappolati urlavano in cerca di aiuto&#8221;, ha raccontato un testimone in condizioni di anonimato perché preoccupato di perdere il lavoro. Zara, OVS, Primark, Target, C&#38;A, Ralph Lauren, Pull&#38;Bear e Ann Taylor sono tra i marchi citati come clienti sul sito dell&#8217;azienda di Nandan Denim,&#160;che afferma nel suo documento di bilancio annuale (Annual Report) di essere il più grande produttore indiano di tessuti denim e il quarto al mondo. Nandan Denim fa parte dell&#8217;azienda Nandan Terry (qui la lista dei loro clienti, tra cui United Colors of Benetton&#160;http://nandanterry.com/our-esteemed-customers.html). Da quando è arrivata la notizia, tuttavia molti marchi hanno affermato di non avere rapporti con la fabbrica, tra questi Zara, Ralph Lauren, Target, Ann Taylor, Pull&#38;Bear e VF Corp. La casa madre di Zara, Inditex, ha dichiarato che Nandan Denim ha prodotto 10.000 paia di jeans per un altro dei suoi marchi, Lefties. Nandan Denim ha promesso di pagare 1 milione di rupie indiane ($14.000) alle famiglie sopravvissute dei lavoratori e di fornire un lavoro a un membro della famiglia di ciascuno dei defunti. Gli investigatori della polizia hanno affermato che la fabbrica ha violato molteplici regolamenti e che il proprietario, un manager e un ufficiale di sicurezza antincendio sono stati arrestati. Questo è il secondo incendio mortale in India negli ultimi due mesi, a dicembre in una fabbrica di borse a Delhi hanno perso la vita 43 lavoratori. Sul sito di Nandan Denim ci sono anche le sezioni dedicate alla sostenibilità e all&#8217;attenzione alla sicurezza dei lavoratori. È ora di non guardare a ciò che le aziende scrivono o dicono, ma a ciò che fanno, è ora di chiedere controlli rigidi a organi esterni affidabili e di scegliere produttori trasparenti e onesti. *Il Gruppo Chiripal opera nel settore della filatura, tessitura, maglieria, lavorazione dei tessuti, prodotti chimici e petrolchimici. Foto: Associated Press English &#8211; It still happens: another company that produces for international brands went on fire causing victims It happened again. Another factory that produces for multinational companies, after the one that collapsed in Bangladesh about 7 years ago, has burned down. The lack of fire safety in the building is largely responsible for the accident that occurred on Saturday 8 February 2020 in the Nandan Denim factory in Ahmedabad, managed by the Chiripal Group* which has many international brands among its customers. The victims are 7 employees, aged between 22 and 47. Although the cause of the fire has not yet been reported, The Indian Express said it started in the shirt department where more than 60 workers were present, without ventilation and unable to escape quickly enough through the only door to enter and exit. Nandan Demin employees claim to be paid around 35 cents an hour, working in dangerous conditions that often leave them little time to eat or go to the toilette. “We work almost 14 hours a day. But do we have an option?&#8221;, asks Vimalbhai, a textile worker. &#8220;Every once a while there is a fire in some factory or the other. Nobody cares and we keep on working&#8221;. &#8220;It took us around 22 hours to douse the fire. The factory premises were filled with denim, other fabrics and machinery, all of which caught fire. The victims were present on the first floor of the factory&#8221;, Ahmedabad chief of fire Rajesh Bhatt explained to The Indian Express,&#160;&#8220;Smoke kept billowing from the building as workers trapped inside screamed for help&#8221;, said an anonymous witness because he worried about losing his job. Zara, OVS, Primark, Target, C&#38;A, Ralph Lauren, Pull &#38; Bear and Ann Taylor are among the brands mentioned as customers on the Nandan Denim company website, which claims in its Annual Report that it is the largest Indian manufacturer of denim fabrics and the fourth in the world. Nandan Denim is part of the Nandan Terry company (here is the list of their customers, including United Colors of Benetton http://nandanterry.com/our-esteemed-customers.html). Since the news came, however, many brands have claimed that they have no relationship with the factory, including Zara, Ralph Lauren, Target, Ann Taylor, Pull &#38; Bear and VF Corp. Zara&#8217;s parent company, Inditex, has stated that Nandan Denim has produced 10,000 pairs of jeans for another of its brands, Lefties. Nandan Denim promised to pay 1 million Indian rupees ($14,000) to the surviving families of the workers and to provide work for a member of the family of each of the deceased. Police investigators said the factory had violated multiple regulations and that the owner, a manager and a fire safety officer were arrested. This is the second deadliest fire in India in the past two months, 43 workers were killed in a bag factory in Delhi in December. On the Nandan Denim website there are also sections dedicated to sustainability and attention to worker safety. It is time not to look at what companies write or say, but what they do, it is time to ask for rigid controls from reliable external bodies and to choose transparent and honest producers. *The Chiripal Group operates in the spinning, weaving, knitting, fabric processing, chemical and petrochemical sector. Photo: Associated Press]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft" src="data:image/tiff;base64,TU0AKgAABEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAFgAAACwAAAAgAAAABQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZAAAAiwAAAOAAAAD/AAAA/wAAAP8AAADzAAAArAAAADYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAWwAAAPIAAAD/AAAAzAAAAIUAAABrAAAAdgAAAKcAAADxAAAA/gAAAIcAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGIAAAD/AAAA6AAAAEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA4AAACHAAAA/AAAAIcAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAjAAAA9wAAAPIAAAAqAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABXAAAA/AAAADMAAAAAAAAAAAAAAJUAAAD/AAAAfQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACYAAAAoAAAAAAAAAAAAAAA3gAAAP8AAAAlAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAC4AAADiAAAAAAAAAAAAAAD6AAAA/wAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABQAAAPsAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAACAAAA/wAAAP8AAAD1AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA9gAAAAAAAAD/AAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA+wAAAPoAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAD7AAAAAAAAAAAAAABFAAAAPgAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/gAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAQAQAAAwAAAAEAEQAAAQEAAwAAAAEAEAAAAQIAAwAAAAQAAAUOAQMAAwAAAAEAAQAAAQYAAwAAAAEAAgAAAQoAAwAAAAEAAQAAAREABAAAAAEAAAAIARIAAwAAAAEAAQAAARUAAwAAAAEABAAAARYAAwAAAAEAEAAAARcABAAAAAEAAARAARwAAwAAAAEAAQAAASgAAwAAAAEAAgAAAVIAAwAAAAEAAgAAAVMAAwAAAAQAAAUWh3MABwAAAiQAAAUeAAAAAAAIAAgACAAIAAEAAQABAAEAAAIkYXBwbAQAAABtbnRyUkdCIFhZWiAH4QAHAAcADQAWACBhY3NwQVBQTAAAAABBUFBMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA9tYAAQAAAADTLWFwcGzKGpWCJX8QTTiZE9XR6hWCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAApkZXNjAAAA/AAAAGVjcHJ0AAABZAAAACN3dHB0AAABiAAAABRyWFlaAAABnAAAABRnWFlaAAABsAAAABRiWFlaAAABxAAAABRyVFJDAAAB2AAAACBjaGFkAAAB+AAAACxiVFJDAAAB2AAAACBnVFJDAAAB2AAAACBkZXNjAAAAAAAAAAtEaXNwbGF5IFAzAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHRleHQAAAAAQ29weXJpZ2h0IEFwcGxlIEluYy4sIDIwMTcAAFhZWiAAAAAAAADzUQABAAAAARbMWFlaIAAAAAAAAIPfAAA9v////7tYWVogAAAAAAAASr8AALE3AAAKuVhZWiAAAAAAAAAoOAAAEQsAAMi5cGFyYQAAAAAAAwAAAAJmZgAA8qcAAA1ZAAAT0AAACltzZjMyAAAAAAABDEIAAAXe///zJgAAB5MAAP2Q///7ov///aMAAAPcAADAbg==" alt="unknown.tiff"></p>
<p>Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/22848224">Succede ancora</a></p>
<p>È successo di nuovo. Un&#8217;altra fabbrica che produce per aziende multinazionali, dopo quella crollata in Bangladesh circa 7 anni fa,&nbsp;è andata a fuoco. La mancanza di sicurezza antincendio nell&#8217;edificio è in gran parte responsabile dell&#8217;incidente che è avvenuto sabato 8 febbraio 2020 nella fabbrica di Nandan Denim ad Ahmedabad, gestita dal Gruppo Chiripal* che conta tra i suo clienti molti marchi internazionali.&nbsp;Le vittime sono 7 dipendenti, con un&#8217;età compresa tra 22 e 47 anni.</p>
<p>Sebbene la causa dell&#8217;incendio non sia stata ancora comunicata, <em>The Indian Express</em> ha affermato che è iniziato nel reparto camiceria dove erano presenti più di 60 lavoratori, senza ventilazione e incapaci di fuggire abbastanza rapidamente attraverso l&#8217;unica porta per entrare e uscire.</p>
<p><strong>I dipendenti di Nandan Demin dichiarano di essere pagati circa 35 centesimi l&#8217;ora, lavorando in condizioni pericolose</strong> che spesso lasciano loro poco tempo per mangiare o andare in bagno. “Lavoriamo quasi 14 ore al giorno. Ma abbiamo un&#8217;alternativa?”, si chiede Vimalbhai, un operaio tessile. <strong>“Ogni tanto c&#8217;è un incendio in una fabbrica o nell&#8217;altra. A nessuno importa e noi continuiamo a lavorare&#8221;.</strong></p>
<p>&#8220;Ci sono volute circa 22 ore per spegnere l&#8217;incendio. I locali della fabbrica erano pieni di denim, altri tessuti e macchinari che hanno preso fuoco. Le vittime si trovavano al primo piano della fabbrica&#8221;, ha spiegato a <em>The Indian Express</em> il capo dei vigili del fuoco di Ahmedabad, Rajesh Bhatt. &#8220;Il fumo continuava a fluttuare dall&#8217;edificio mentre i lavoratori intrappolati urlavano in cerca di aiuto&#8221;, ha raccontato un testimone in condizioni di anonimato perché preoccupato di perdere il lavoro.</p>
<p>Zara, OVS, Primark, Target, C&amp;A, Ralph Lauren, Pull&amp;Bear e Ann Taylor sono tra i marchi citati come clienti sul sito dell&#8217;azienda di Nandan Denim,&nbsp;che afferma nel suo documento di bilancio annuale (<a href="https://nandandenim.com/wp-content/uploads/2019/09/Nandan-AR-2018-19.pdf">Annual Report</a>) di essere il più grande produttore indiano di tessuti denim e il quarto al mondo. Nandan Denim fa parte dell&#8217;azienda Nandan Terry (qui la lista dei loro clienti, tra cui United Colors of Benetton&nbsp;<a href="http://nandanterry.com/our-esteemed-customers.html">http://nandanterry.com/our-esteemed-customers.html</a>).</p>
<p>Da quando è arrivata la notizia, tuttavia molti marchi hanno affermato di non avere rapporti con la fabbrica, tra questi Zara, Ralph Lauren, Target, Ann Taylor, Pull&amp;Bear e VF Corp. La casa madre di Zara, Inditex, ha dichiarato che Nandan Denim ha prodotto 10.000 paia di jeans per un altro dei suoi marchi, Lefties.</p>
<p>Nandan Denim ha promesso di pagare 1 milione di rupie indiane ($14.000) alle famiglie sopravvissute dei lavoratori e di fornire un lavoro a un membro della famiglia di ciascuno dei defunti. Gli investigatori della polizia hanno affermato che la fabbrica ha violato molteplici regolamenti e che il proprietario, un manager e un ufficiale di sicurezza antincendio sono stati arrestati.</p>
<p><strong>Questo è il secondo incendio mortale in India negli ultimi due mesi, a dicembre in una fabbrica di borse a Delhi hanno perso la vita 43 lavoratori.</strong> Sul sito di Nandan Denim ci sono anche le sezioni dedicate alla sostenibilità e all&#8217;attenzione alla sicurezza dei lavoratori. <strong>È ora di non guardare a ciò che le aziende scrivono o dicono, ma a ciò che fanno, è ora di chiedere controlli rigidi a organi esterni affidabili e di scegliere produttori trasparenti e onesti.</strong></p>
<p>*Il Gruppo Chiripal opera nel settore della filatura, tessitura, maglieria, lavorazione dei tessuti, prodotti chimici e petrolchimici.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="6 people killed in fire at Nandan Denim factory in Narol ॥ Sandesh News TV" width="960" height="720" src="https://www.youtube.com/embed/aq1TOstHEm4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Foto: Associated Press</p>
<hr>
<h5><strong><span style="color: #acc0a5;">English &#8211; It still happens: another company that produces for international brands went on fire causing victims</span></strong></h5>
<p>It happened again. Another factory that produces for multinational companies, after the one that collapsed in Bangladesh about 7 years ago, has burned down. The lack of fire safety in the building is largely responsible for the accident that occurred on Saturday 8 February 2020 in the Nandan Denim factory in Ahmedabad, managed by the Chiripal Group* which has many international brands among its customers. The victims are 7 employees, aged between 22 and 47.</p>
<p>Although the cause of the fire has not yet been reported, <em>The Indian Express</em> said it started in the shirt department where more than 60 workers were present, without ventilation and unable to escape quickly enough through the only door to enter and exit.</p>
<p><strong>Nandan Demin employees claim to be paid around 35 cents an hour, working in dangerous conditions</strong> that often leave them little time to eat or go to the toilette. “We work almost 14 hours a day. But do we have an option?&#8221;, asks Vimalbhai, a textile worker. <strong>&#8220;Every once a while there is a fire in some factory or the other. Nobody cares and we keep on working&#8221;.</strong></p>
<p>&#8220;It took us around 22 hours to douse the fire. The factory premises were filled with denim, other fabrics and machinery, all of which caught fire. The victims were present on the first floor of the factory&#8221;, Ahmedabad chief of fire Rajesh Bhatt explained to <em>The Indian Express,&nbsp;</em>&#8220;Smoke kept billowing from the building as workers trapped inside screamed for help&#8221;, said an anonymous witness because he worried about losing his job.</p>
<p>Zara, OVS, Primark, Target, C&amp;A, Ralph Lauren, Pull &amp; Bear and Ann Taylor are among the brands mentioned as customers on the Nandan Denim company website, which claims in its <a href="https://nandandenim.com/wp-content/uploads/2019/09/Nandan-AR-2018-19.pdf">Annual Repor</a>t that it is the largest Indian manufacturer of denim fabrics and the fourth in the world. Nandan Denim is part of the Nandan Terry company (here is the list of their customers, including United Colors of Benetton <a href="p://nandanterry.com/our-esteemed-customers.html">http://nandanterry.com/our-esteemed-customers.html</a>).</p>
<p>Since the news came, however, many brands have claimed that they have no relationship with the factory, including Zara, Ralph Lauren, Target, Ann Taylor, Pull &amp; Bear and VF Corp. Zara&#8217;s parent company, Inditex, has stated that Nandan Denim has produced 10,000 pairs of jeans for another of its brands, Lefties.</p>
<p>Nandan Denim promised to pay 1 million Indian rupees ($14,000) to the surviving families of the workers and to provide work for a member of the family of each of the deceased. Police investigators said the factory had violated multiple regulations and that the owner, a manager and a fire safety officer were arrested.</p>
<p><strong>This is the second deadliest fire in India in the past two months, 43 workers were killed in a bag factory in Delhi in December.</strong> On the Nandan Denim website there are also sections dedicated to sustainability and attention to worker safety. <strong>It is time not to look at what companies write or say, but what they do, it is time to ask for rigid controls from reliable external bodies and to choose transparent and honest producers.</strong></p>
<p>*The Chiripal Group operates in the spinning, weaving, knitting, fabric processing, chemical and petrochemical sector.</p>
<p>Photo: Associated Press</p>
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		<title>Noleggio, riciclo e riuso: MUD, i jeans che vogliono cambiare l&#8217;industria della moda</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jul 2019 19:40:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Italiano/English “Se ami i jeans tanto quanto il pianeta sei nel posto giusto. Miriamo a cambiare l’industria della moda, iniziando dal più popolare capo di abbigliamento: un paio di jeans”. Così si propone sul suo sito MUD Jeans, marchio olandese fondato nel 2013 da Bert van Son dopo un&#8217;esperienza di 30 anni nell’industria della moda tradizionale. Avendo osservato la pesante vita degli operai delle fabbriche e le grandi richieste fatte dall&#8217;industria alla natura ha deciso di voler cambiare le cose. &#8220;L&#8217;idea era di creare jeans: cotone organico, persone adeguatamente pagate. Ma abbiamo realizzato subito che il cotone poteva essere facilmente riciclato. Abbiamo pensato: perché non recuperare i jeans?”. MUD Jeans offre la possibilità di acquistare oppure di noleggiare i jeans. Chi decide di noleggiare semplicemente scambia il paio vecchio con uno nuovo. &#8220;Sta accadendo un cambiamento di mentalità&#8221;, dice van Son. &#8220;Avevamo uno split 50/50 tra le persone che affittano e acquistano. Ma negli ultimi 12 mesi il leasing è cresciuto. Alle persone piace cambiare colore, tipo di lavaggio del tessuto o stile dopo un anno. Sono felici di rimandare i loro vecchi jeans e ottenere un nuovo paio&#8221;. Dopo un anno, si può infatti scambiare il proprio paio con uno nuovo, pagando il canone mensile di noleggio. Oppure si può rimandarlo indietro perché sia riutilizzato o riciclato. Una volta recuperati, gli indumenti usati sono venduti come articoli second-hand oppure, a seconda dello stato dei jeans, i tessuti sono riciclati in nuovi prodotti. In Olanda, Belgio e Germania è disponibile anche un servizio gratuito di riparazioni. Riguardo il nuovo, inizialmente i jeans MUD erano composti da un mix 20% di denim riciclato e 80% di cotone vergine. Ora, le proporzioni riciclate arrivano fino al 40%. L&#8217;anno prossimo, van Son &#8220;spera di annunciare il primo paio di jeans post-consumo riciclati al 100%&#8221;.&#160; I bottoncini sono fatti di acciaio inossidabile, che può essere riciclato. &#8220;Le etichette di carta sono certificate. Non usiamo la pelle. Stiamo facendo le fodere tascabili in cotone al 100%&#8221;. E poi? &#8220;Cercheremo di ottenere una fodera per cucire in poliestere biodegradabile&#8221;, afferma van Son. &#8220;Siamo puristi.&#8221; Per produrre un paio di jeans utilizzano 1.000 litri di acqua versus i 7.000 necessari generalmente per un paio tradizionale. “Noleggiando, riciclando o riusando i materiali ci muoviamo verso un’economia circolare nell’industria della moda”.&#160; Perché il nome MUD? “Il fango è una miscela di acqua e qualsiasi combinazione di terreno, limo e argilla, e solitamente si forma dopo la pioggia o vicino a fonti d&#8217;acqua. Il fango gioca un ruolo importante nell&#8217;ecosistema. Ma soprattutto, il fango può essere riciclato per sempre. Quindi è uno dei migliori esempi in natura di economica circolare: qualcosa a cui aspiriamo a MUD Jeans!”. È il noleggio il futuro della moda? Qui puoi leggere di più: Infiniti abiti zero ingombro Link al sito: Mud Jeans English &#8211; Leasing, recycling and upcycling: MUD, the jeans that want to change the fashion industry “If you love jeans as much as this planet you’re at the good place here. We aim change the fashion industry, starting with the most popular piece of clothing: a pair of jeans”. This is how MUD Jeans presents itself on its website, a brand founded in 2013 by Bert van Son in the Netherlands after a 30-year experience in the traditional fashion industry. Having observed the heavy lives of factory workers and the great demands made by industry on nature, he decided to change things. “The idea was to make jeans – organic cotton, people getting properly paid. But we soon found out that cotton could be easily recycled. We thought: why not get the jeans back?”. MUD Jeans offers the possibility of buying or leasing jeans. Those who decide to rent simply swap the old pair for a new one. “There is a mindshift happening. We used to have a 50/50 split between people renting and buying. But over the past 12 months the leasing has grown. People like to take another colour, wash or style after a year. They’re happy to send back their old jeans and get a fresh pair”. After a year, you can in fact swap your pair with a new one, paying the monthly rental fee. Or you can send it back to be reused or recycled. Once recovered, used clothing is sold as a second-hand item or, depending on the state of the jeans, the fabrics are recycled into new products. A free repair service is also available in the Netherlands, Belgium and Germany. Regarding the new, initially the MUD jeans were composed of a mix of 20% recycled denim and 80% virgin cotton. Now, the recycled proportions reach up to 40%. next year, van Son is &#8220;hoping to announce the first 100% recycled post-consumer pair of jeans&#8221;. The buttons are made of stainless steel, which can be recycled. “The paper tags are cradle-to-cradle certified. We don’t use leather. We are making the pocket linings out of 100% cotton”. And then? “We will try to get biodegradable polyester stitching lining”, says van Son. “We are purists”. To produce a pair of jeans use 1,000 liters of water versus the 7,000 needed generally for a traditional pair. &#8220;By leasing jeans and recycling or upcycling the materials we move to a circular economy in the fashion industry&#8221;. Why the name MUD? &#8220;Mud is a mixture of water and any combination of soil, silt and clay, and usually forms after rainfall or near water sources. Mud plays an important role in the ecosystem. But most important of all, mud can be recycled eternally. So it’s one of the best examples in nature of the circle economy – something we aspire to at MUD Jeans!&#8221;. Is renting the future of fashion? Read more here: Infiniti abiti zero ingombro Link to website: Mud Jeans ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English</p>
<p>“Se ami i jeans tanto quanto il pianeta sei nel posto giusto. <strong>Miriamo a cambiare l’industria della moda</strong>, iniziando dal più popolare capo di abbigliamento: un paio di jeans”. Così si propone sul suo sito MUD Jeans, marchio olandese fondato nel 2013 da Bert van Son dopo un&#8217;esperienza di 30 anni nell’industria della moda tradizionale. Avendo osservato la pesante vita degli operai delle fabbriche e le grandi richieste fatte dall&#8217;industria alla natura ha deciso di voler cambiare le cose.</p>
<p>&#8220;L&#8217;idea era di creare jeans: cotone organico, persone adeguatamente pagate. Ma abbiamo realizzato subito che il cotone poteva essere facilmente riciclato. Abbiamo pensato: perché non recuperare i jeans?”. MUD Jeans offre la possibilità di <strong>acquistare oppure</strong> di <strong>noleggiare i jeans</strong>. Chi decide di noleggiare semplicemente scambia il paio vecchio con uno nuovo.</p>
<p>&#8220;Sta accadendo un cambiamento di mentalità&#8221;, dice van Son. &#8220;Avevamo uno split 50/50 tra le persone che affittano e acquistano. Ma negli ultimi 12 mesi il leasing è cresciuto. <strong>Alle persone piace cambiare colore, tipo di lavaggio del tessuto o stile dopo un anno.</strong> Sono felici di rimandare i loro vecchi jeans e ottenere un nuovo paio&#8221;. Dopo un anno, si può infatti scambiare il proprio paio con uno nuovo, pagando il canone mensile di noleggio. Oppure si può rimandarlo indietro perché sia riutilizzato o riciclato. Una volta recuperati, gli indumenti usati sono venduti come articoli second-hand oppure, a seconda dello stato dei jeans, i tessuti sono riciclati in nuovi prodotti.</p>
<p>In Olanda, Belgio e Germania è disponibile anche un servizio gratuito di riparazioni.</p>
<p>Riguardo il nuovo, inizialmente i jeans MUD erano composti da un mix 20% di denim riciclato e 80% di cotone vergine. Ora, le proporzioni riciclate arrivano fino al 40%. L&#8217;anno prossimo, van Son &#8220;spera di annunciare il primo paio di jeans post-consumo riciclati al 100%&#8221;.<span class="Apple-converted-space">&nbsp; </span>I bottoncini sono fatti di acciaio inossidabile, che può essere riciclato. &#8220;Le etichette di carta sono certificate. Non usiamo la pelle. Stiamo facendo le fodere tascabili in cotone al 100%&#8221;. E poi? &#8220;Cercheremo di ottenere una fodera per cucire in poliestere biodegradabile&#8221;, afferma van Son. &#8220;Siamo puristi.&#8221; Per produrre un paio di jeans utilizzano 1.000 litri di acqua versus i 7.000 necessari generalmente per un paio tradizionale.</p>
<p><strong>“Noleggiando, riciclando o riusando i materiali ci muoviamo verso un’economia circolare nell’industria della moda”.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p><strong>Perché il nome MUD?</strong> “Il fango è una miscela di acqua e qualsiasi combinazione di terreno, limo e argilla, e solitamente si forma dopo la pioggia o vicino a fonti d&#8217;acqua. Il fango gioca un ruolo importante nell&#8217;ecosistema. Ma soprattutto, il fango può essere riciclato per sempre. Quindi è uno dei migliori esempi in natura di economica circolare: qualcosa a cui aspiriamo a MUD Jeans!”.</p>
<p>È il noleggio il futuro della moda? Qui puoi leggere di più: <a href="https://dress-ecode.com/2018/07/06/post-4/">Infiniti abiti zero ingombro</a></p>
<p>Link al sito: <a href="https://mudjeans.eu">Mud Jeans</a></p>


<ul class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="711" height="1024" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/07/Woman-Sustainable-Jeans-Shophie-Rocks-Dip-Black-Front-711x1024.jpg" alt="" data-id="4623" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=4623" class="wp-image-4623" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/07/Woman-Sustainable-Jeans-Shophie-Rocks-Dip-Black-Front-711x1024.jpg 711w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/07/Woman-Sustainable-Jeans-Shophie-Rocks-Dip-Black-Front-600x864.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/07/Woman-Sustainable-Jeans-Shophie-Rocks-Dip-Black-Front-208x300.jpg 208w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/07/Woman-Sustainable-Jeans-Shophie-Rocks-Dip-Black-Front-768x1106.jpg 768w, 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<hr />
<h5><span style="color: #acc0a5;">English &#8211; Leasing, recycling and upcycling: MUD, the jeans that want to change the fashion industry</span></h5>
<p>“If you love jeans as much as this planet you’re at the good place here. <strong>We aim change the fashion industry</strong>, starting with the most popular piece of clothing: a pair of jeans”. This is how MUD Jeans presents itself on its website, a brand founded in 2013 by Bert van Son in the Netherlands after a 30-year experience in the traditional fashion industry. Having observed the heavy lives of factory workers and the great demands made by industry on nature, he decided to change things.</p>
<p>“The idea was to make jeans – organic cotton, people getting properly paid. But we soon found out that cotton could be easily recycled. We thought: why not get the jeans back?”. MUD Jeans offers the possibility of <strong>buying or leasing jeans</strong>. Those who decide to rent simply swap the old pair for a new one. “There is a mindshift happening. We used to have a 50/50 split between people renting and buying. But over the past 12 months the leasing has grown. <strong>People like to take another colour, wash or style after a year</strong>. They’re happy to send back their old jeans and get a fresh pair”. After a year, you can in fact swap your pair with a new one, paying the monthly rental fee. Or you can send it back to be reused or recycled. Once recovered, used clothing is sold as a second-hand item or, depending on the state of the jeans, the fabrics are recycled into new products.</p>
<p>A free repair service is also available in the Netherlands, Belgium and Germany.</p>
<p>Regarding the new, initially the MUD jeans were composed of a mix of 20% recycled denim and 80% virgin cotton. Now, the recycled proportions reach up to 40%. next year, van Son is &#8220;hoping to announce the first 100% recycled post-consumer pair of jeans&#8221;. The buttons are made of stainless steel, which can be recycled. “The paper tags are cradle-to-cradle certified. We don’t use leather. We are making the pocket linings out of 100% cotton”. And then? “We will try to get biodegradable polyester stitching lining”, says van Son. “We are purists”. To produce a pair of jeans use 1,000 liters of water versus the 7,000 needed generally for a traditional pair.</p>
<p><strong>&#8220;By leasing jeans and recycling or upcycling the materials we move to a circular economy in the fashion industry&#8221;.</strong></p>
<p><span class="Apple-converted-space"><strong>Why the name MUD?</strong> &#8220;</span>Mud is a mixture of water and any combination of soil, silt and clay, and usually forms after rainfall or near water sources. Mud plays an important role in the ecosystem. But most important of all, mud can be recycled eternally. So it’s one of the best examples in nature of the circle economy – something we aspire to at MUD Jeans!&#8221;.</p>
<p>Is renting the future of fashion? Read more here: <a href="https://dress-ecode.com/2018/07/06/post-4/">Infiniti abiti zero ingombro</a></p>
<p><span class="Apple-converted-space">Link to website: <a href="https://mudjeans.eu">Mud Jeans</a> </span></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Levi&#8217;s introduce una percentuale di canapa nella nuova collezione</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2019 09:42:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
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					<description><![CDATA[Italiano/English Levi&#8217;s presenta nella nuova collezione alcuni modelli di giacca (Trucker) e di jeans (511™ Slims) che contengono il 30% di canapa insieme al cotone. L&#8217;azienda definisce il tessuto &#8220;canapa cotonata&#8221;. L&#8217;introduzione accanto all&#8217; &#8220;assetato&#8221; cotone di una fibra ottenuta da una pianta che richiede meno acqua è un piccolo passo avanti nel percorso verso la sostenibilità. Riguardo il cotone utilizzato da Levi&#8217;s, al momento il 34% è prodotto in base all&#8217;iniziativa Better Cotton, ossia tramite un programma di formazione degli agricoltori coinvolti sulle modalità di coltivazione di questa pianta utilizzando meno acqua e meno sostanze dannose (nota: il cotone non è biologico). L&#8217;azienda prevede di impiegare il 100% di cotone ottenuto con questa modalità entro l&#8217;anno prossimo. Altri modelli Levi&#8217;s affiancano al cotone il TENCEL™ Lyocell, &#160;un tessuto ottenuto da polpa di legno ricavata da fonti vegetali certificate e controllate, con un processo di trasformazione chimica a circuito chiuso, ossia che&#160;ricicla l&#8217;acqua e riutilizza il solvente con una percentuale di recupero superiore al 99%. In alcuni modelli è utilizzata la tecnologia REFIBRA™ che affianca alla polpa di legno gli scarti di cotone per produrre il TENCEL™ Lyocell. Levi&#8217;s da alcuni anni sta gradualmente introducendo iniziative per ridurre il consumo di acqua (Water Less technology), per limitare l&#8217;impiego di sostanze chimiche dannose (Screened Chemistry Program), per offrire ai clienti la possibilità di acquistare capi vintage (rimodellati da RE/DONE), oltre a iniziative che riguardano aspetti sociali (Levi&#8217;s sustainability&#160;). Nota per Levi&#8217;s: perché sul sito non aggiungete il tipo di tessuto tra i criteri di selezione dei capi, visto che sta diventando importante per tanti consumatori? English: Levi&#8217;s introduces a percentage of hemp in the new collection Levi&#8217;s presents some models of jacket (Trucker) and jeans (511™ Slims) which contain 30% canapa together with cotton. The company defines the fabric as &#8220;cottonized hemp&#8221;. The introduction of a fiber obtained from a plant that requires less water alongside the &#8220;thirsty&#8221; cotton is a small step forward on the path to sustainability. Regarding the cotton used by Levi&#8217;s, at the moment 34% is produced according to the Better Cotton initiative, ie through a training program for the farmers involved in cultivating this plant using less water and less harmful substances (note: the used cotton is not organic). The company plans to use 100% cotton obtained in this way by next year. Other Levi&#8217;s models alongside cotton are made of TENCEL™ Lyocell, a fabric obtained from wood pulp from certified and controlled vegetable sources, with a closed-circuit chemical transformation process, which recycles water and reuses the solvent with a percentage of recovery over 99%. In some models the REFIBRA™ technology is used, which combines the wood pulp with cotton scraps to produce the TENCEL ™ Lyocell. For some years, Levi&#8217;s has been gradually introducing initiatives to reduce water consumption (Water Less technology), to limit the use of harmful chemicals (Screened Chemistry Program), to offer customers the opportunity to buy vintage clothes (reshaped by RE/DONE), as well as initiatives concerning social aspects ((Levi&#8217;s sustainability&#160;). Note for Levi&#8217;s: why don&#8217;t you add on your website the type of fabric among the selection criteria of the garments, since it is becoming important for many consumers?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English</p>
<p>Levi&#8217;s presenta nella nuova collezione alcuni modelli di giacca (Trucker) e di jeans (511<sup><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></sup> Slims) che contengono il 30% di <a href="https://dress-ecode.com/2019/04/03/canapa-e-davvero-una-fibra-sostenibile-da-introdurre-nel-nostro-armadio-piu-responsabile/">canapa</a> insieme al cotone. L&#8217;azienda definisce il tessuto &#8220;canapa cotonata&#8221;. L&#8217;introduzione accanto all&#8217; &#8220;assetato&#8221; cotone di una fibra ottenuta da una pianta che richiede meno acqua è un piccolo passo avanti nel percorso verso la sostenibilità.</p>
<p>Riguardo il cotone utilizzato da Levi&#8217;s, al momento il 34% è prodotto in base all&#8217;iniziativa Better Cotton, ossia tramite un programma di formazione degli agricoltori coinvolti sulle modalità di coltivazione di questa pianta utilizzando meno acqua e meno sostanze dannose (nota: il cotone non è biologico). L&#8217;azienda prevede di impiegare il 100% di cotone ottenuto con questa modalità entro l&#8217;anno prossimo.</p>
<p>Altri modelli Levi&#8217;s affiancano al cotone il TENCEL<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Lyocell, &nbsp;un tessuto ottenuto da polpa di legno ricavata da fonti vegetali certificate e controllate, con un processo di trasformazione chimica a circuito chiuso, ossia che&nbsp;ricicla l&#8217;acqua e riutilizza il solvente con una percentuale di recupero superiore al 99%. In alcuni modelli è utilizzata la tecnologia REFIBRA<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> che affianca alla polpa di legno gli scarti di cotone per produrre il TENCEL<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Lyocell.</p>
<p>Levi&#8217;s da alcuni anni sta gradualmente introducendo iniziative per ridurre il consumo di acqua (Water Less technology), per limitare l&#8217;impiego di sostanze chimiche dannose (Screened Chemistry Program), per offrire ai clienti la possibilità di acquistare capi vintage (rimodellati da RE/DONE), oltre a iniziative che riguardano aspetti sociali (<a href="https://www.levi.com/US/en_US/features/sustainability">Levi&#8217;s sustainability&nbsp;</a>).</p>
<p>Nota per Levi&#8217;s: perché sul sito non aggiungete il tipo di tessuto tra i criteri di selezione dei capi, visto che sta diventando importante per tanti consumatori?</p>
<hr>
<p><strong>English: Levi&#8217;s introduces a percentage of hemp in the new collection</strong></p>
<p>Levi&#8217;s presents some models of jacket (Trucker) and jeans (511<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Slims) which contain 30% <a href="https://dress-ecode.com/2019/04/03/canapa-e-davvero-una-fibra-sostenibile-da-introdurre-nel-nostro-armadio-piu-responsabile/">canapa</a> together with cotton. The company defines the fabric as &#8220;cottonized hemp&#8221;. The introduction of a fiber obtained from a plant that requires less water alongside the &#8220;thirsty&#8221; cotton is a small step forward on the path to sustainability.</p>
<p>Regarding the cotton used by Levi&#8217;s, at the moment 34% is produced according to the Better Cotton initiative, ie through a training program for the farmers involved in cultivating this plant using less water and less harmful substances (note: the used cotton is not organic). The company plans to use 100% cotton obtained in this way by next year.</p>
<p>Other Levi&#8217;s models alongside cotton are made of TENCEL<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Lyocell, a fabric obtained from wood pulp from certified and controlled vegetable sources, with a closed-circuit chemical transformation process, which recycles water and reuses the solvent with a percentage of recovery over 99%. In some models the REFIBRA<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> technology is used, which combines the wood pulp with cotton scraps to produce the TENCEL <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Lyocell.</p>
<p>For some years, Levi&#8217;s has been gradually introducing initiatives to reduce water consumption (Water Less technology), to limit the use of harmful chemicals (Screened Chemistry Program), to offer customers the opportunity to buy vintage clothes (reshaped by RE/DONE), as well as initiatives concerning social aspects ((<a href="https://www.levi.com/US/en_US/features/sustainability">Levi&#8217;s sustainability&nbsp;</a>).</p>
<p>Note for Levi&#8217;s: why don&#8217;t you add on your website the type of fabric among the selection criteria of the garments, since it is becoming important for many consumers?</p>


<ul class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="963" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-2-1024x963.jpg" alt="" data-id="2094" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=2094" class="wp-image-2094" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-2-1024x963.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-2-600x564.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-2-300x282.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-2-768x722.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-2-1160x1090.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-2.jpg 1283w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="994" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-3-1024x994.jpg" alt="" data-id="2095" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=2095" class="wp-image-2095" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-3-1024x994.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-3-600x582.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-3-300x291.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-3-768x745.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-3-1160x1126.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Levis-3.jpg 1253w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul>
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		<title>Jeans: facciamoli durare con alcuni piccoli trucchi!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2018 15:05:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DYT/Fai da te]]></category>
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					<description><![CDATA[Italiano/English below Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Jeans: facciamoli durare Quanti di noi hanno un paio di jeans nell’armadio? Soprattutto quelli preferiti, vorremmo che si mantenessero belli per sempre. In generale, ci piace allungare la vita dei nostri vestiti! Ecco alcuni accorgimenti per farli durare nel modo più sostenibile possibile (sulla sostenibilità dei jeans stiamo studiando per prepararvi un bell’articolo): Innanzitutto é meglio lavarli il meno possibile, quando hanno macchie o sono proprio sporchi, non solo per evitare che si restringano o sbiadiscano, ma anche per ridurre il consumo di acqua e quindi l’impatto sull’ambiente. Meno si lavano e più sono belli. Dal sito di Hiutdenim Co: “Crediamo che più resisti senza lavarli, più bello diventerà  il tuo paio di jeans”. Qui puoi leggere di più sui benefici di ‘No Wash Club’! Anche il brand inglese Albam suggerisce. “Ci sono molte correnti di pensiero su come prendersi cura dei jeans. Alcuni dicono ‘Wear them ever, wash them never’ (Indossali sempre, lavali mai)”. Il marchio svedese Nudie Jeans sostiene: “Rispetto ad un nuovo paio di jeans asciutti, l’odore di un paio ben indossata poco prima del lavaggio è completamente diverso. È un odore che potrebbe molto probabilmente resuscitare i morti. Ma è sicuramente l’odore di un vincitore”.  🙂 Lavali con acqua fredda, invece di acqua tiepida o calda, perché è più delicata per le fibre. Meglio lavarli a mano, soprattutto se sono decorati o hanno inserti in ecopelle; se li metti comunque in lavatrice, ricordati di farlo a pieno carico e imposta un programma delicato. Per farli durare di più, prima del lavaggio chiudi la cerniera lampo o i bottoni. Rigirali per il lavaggio, così si protegge il davanti. E inoltre avrai modo di verificare di non aver dimenticato nulla nelle tasche 🙂 In caso di macchie, pre-tratta con uno smacchiatore ecologico o anche con semplice sapone delicato. Utilizza un detersivo delicato (ecologico), senza esagerare con le quantità, perché non è vera l’equazione “più detersivo=più pulito”! Un vecchio trucco per ravvivare i jeans è quello di metterli a bagno in acqua e aceto prima del lavaggio (consigliamo di sostituire l’aceto con l’acido citrico, perché più sostenibile). Non abbiamo evidenza del fissaggio dei colori ma sicuramente diventeranno più morbidi! Qualcuno aggiunge anche la birra. In caso di jeans induriti puoi metterli in ammollo in acqua e acido citrico, aggiungendo 1 cucchiaio di sale grosso. Per avere jeans morbidi, come ammorbidente per il lavaggio utilizza l’acido citrico. Non strizzarli, perché si rischia di torcere e spezzare le fibre. Per togliere l’acqua puoi arrotolarli e premere con decisione. Stendili all’aria, evitando la luce diretta del sole. È meglio evitare l’asciugatrice, li maltratta! Puoi metterli in orizzontale, oppure posarli su un asciugamano che assorba l’acqua o appenderli nella doccia lasciandoli sgocciolare. Se proprio è necessario stirarli, stirali a rovescio con ferro caldo con vapore, dalle tasche alle gambe. Appendili su una gruccia di legno, piegandoli all’altezza della ginocchia in modo che la vita penda verso il basso e lasciando che “respirino” nell’armadio. Per ravvivarli tra un lavaggio e l’altro puoi preparare una soluzione da mettere in uno spruzzino con 50% vodka (liscia) e 50% acqua. Puoi sostituire la vodka con l’acido citrico oppure utilizzare 1 cucchiaio di bicarbonato sciolto in mezzo litro di acqua e una decina di gocce del tuo olio essenziale preferito. Ps Il metodo di riporli nel freezer non è scientificamente provato! Il freddo sembra catturare i batteri in modo da eliminare l’odore per un po&#8217;, ma una volta indossati il calore corporeo attiverà nuovamente i batteri. E voi, quali trucchi conoscete? ENGLISH &#8211;  Jeans: let&#8217;s make them last with some little tricks! Who has a pair of jeans in the wardrobe? Especially the favorite ones, we would like to maintain them perfectly forever. In general, we like to make life of our clothes longer! Here there are few tips to make them last in the most sustainable way: Firstly, it&#8217;s better to wash them the less frequently as possible, when they have stains  or they are really dirty, not only to avoid that they shrink or fade but also to reduce water consumption and so the impact on the environment. The less you wash them, the more beautiful they are. From the website Hiutdenim Co:  &#8220;We believe, the longer you can go without washing them, the more beautiful your pair of jeans will become&#8221;. Here you can read more on the benefits of ‘No Wash Club’! Also the UK brand Albam suggests: &#8220;There are many thoughts on how to care for your jeans, some say, ‘Wear them ever, wash them never&#8217;. The Swedish brand Nudie Jeans claims: &#8220;Compared to a new pair of dry jeans, the smell of a well-worn pair just before wash is a completely different matter. It’s a smell that could most probably raise the dead. But it’s most definitely the smell of a winner&#8221;. 🙂 Wash them with cold water, instead of warm or hot one, because it&#8217;s more delicate on fibres. Better hand washing, especially if they have decoration or ecoleather inserts; if you still put them in the washing machine,  remember to load it fully and to set up a delicate program. To make them lasting longer, close the zipper or buttons before washing. Turn them over for washing, so the front is protected. And you will also have the opportunity to verify that you have not forgotten anything in your pockets 🙂 In case of stains, pre-treat with an ecological stain remover or even with simple mild soap. Use a mild (ecological) detergent, without exaggerating with quantities, because &#8220;the most detergent = the most cleaner&#8221; equation is not true! An old trick to revive the jeans is to soak them in water and vinegar before washing (we recommend replacing the vinegar with citric acid, because it&#8217;s more sustainable). We do not have evidence of the fixation of the colors but surely the jeans will become softer! Someone even adds beer. In case of hardened jeans you can soak them in water and citric acid, adding 1 tablespoon of coarse salt. To get soft jeans, as a fabric softener use citric acid in washing cycle. Do not squeeze them because you risk twisting and breaking the fibers. To remove the water you can roll them up and press firmly. Hang them out avoiding direct sunlight. It is better to avoid the dryer, mistreat them! You can place them horizontally, or place them on a towel that absorbs water or hang them in the shower letting them drip. If you really need to iron them, stir them upside down with hot iron with steam, from the pockets to the legs. Hang them on a wooden hanger, bending them at the knees so that the waist hangs down and letting them &#8220;breathe&#8221; in the closet. To revive them between washings, you can prepare a solution to put in a spray with 50% vodka (smooth) and 50% water. You can replace the vodka with citric acid or use 1 tablespoon of bicarbonate dissolved in half a liter of water and a dozen drops of your favorite essential oil. Ps The method of storing them in the freezer is not scientifically proven! The cold seems to capture the bacteria so as to eliminate the smell for a while, but once worn the body heat will activate the bacteria again. And you, what tricks do you know?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft" src="data:image/tiff;base64,TU0AKgAABEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAFgAAACwAAAAgAAAABQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZAAAAiwAAAOAAAAD/AAAA/wAAAP8AAADzAAAArAAAADYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAWwAAAPIAAAD/AAAAzAAAAIUAAABrAAAAdgAAAKcAAADxAAAA/gAAAIcAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGIAAAD/AAAA6AAAAEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA4AAACHAAAA/AAAAIcAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAjAAAA9wAAAPIAAAAqAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABXAAAA/AAAADMAAAAAAAAAAAAAAJUAAAD/AAAAfQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACYAAAAoAAAAAAAAAAAAAAA3gAAAP8AAAAlAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAC4AAADiAAAAAAAAAAAAAAD6AAAA/wAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABQAAAPsAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAACAAAA/wAAAP8AAAD1AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA9gAAAAAAAAD/AAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA+wAAAPoAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAD7AAAAAAAAAAAAAABFAAAAPgAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/gAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAQAQAAAwAAAAEAEQAAAQEAAwAAAAEAEAAAAQIAAwAAAAQAAAUOAQMAAwAAAAEAAQAAAQYAAwAAAAEAAgAAAQoAAwAAAAEAAQAAAREABAAAAAEAAAAIARIAAwAAAAEAAQAAARUAAwAAAAEABAAAARYAAwAAAAEAEAAAARcABAAAAAEAAARAARwAAwAAAAEAAQAAASgAAwAAAAEAAgAAAVIAAwAAAAEAAgAAAVMAAwAAAAQAAAUWh3MABwAAAiQAAAUeAAAAAAAIAAgACAAIAAEAAQABAAEAAAIkYXBwbAQAAABtbnRyUkdCIFhZWiAH4QAHAAcADQAWACBhY3NwQVBQTAAAAABBUFBMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA9tYAAQAAAADTLWFwcGzKGpWCJX8QTTiZE9XR6hWCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAApkZXNjAAAA/AAAAGVjcHJ0AAABZAAAACN3dHB0AAABiAAAABRyWFlaAAABnAAAABRnWFlaAAABsAAAABRiWFlaAAABxAAAABRyVFJDAAAB2AAAACBjaGFkAAAB+AAAACxiVFJDAAAB2AAAACBnVFJDAAAB2AAAACBkZXNjAAAAAAAAAAtEaXNwbGF5IFAzAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHRleHQAAAAAQ29weXJpZ2h0IEFwcGxlIEluYy4sIDIwMTcAAFhZWiAAAAAAAADzUQABAAAAARbMWFlaIAAAAAAAAIPfAAA9v////7tYWVogAAAAAAAASr8AALE3AAAKuVhZWiAAAAAAAAAoOAAAEQsAAMi5cGFyYQAAAAAAAwAAAAJmZgAA8qcAAA1ZAAAT0AAACltzZjMyAAAAAAABDEIAAAXe///zJgAAB5MAAP2Q///7ov///aMAAAPcAADAbg==" alt="unknown.tiff" /></p>
<p>Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/26210805">Jeans: facciamoli durare</a></p>
<p>Quanti di noi hanno un paio di jeans nell’armadio? Soprattutto quelli preferiti, vorremmo che si mantenessero belli per sempre. In generale, ci piace allungare la vita dei nostri vestiti! Ecco alcuni accorgimenti per farli durare nel modo più sostenibile possibile (sulla sostenibilità dei jeans stiamo studiando per prepararvi un bell’articolo):</p>
<p><span id="more-472"></span></p>
<ul>
<li>Innanzitutto é meglio lavarli il meno possibile, quando hanno macchie o sono proprio sporchi, non solo per evitare che si restringano o sbiadiscano, ma anche per ridurre il consumo di acqua e quindi l’impatto sull’ambiente. Meno si lavano e più sono belli. Dal sito di Hiutdenim Co: “Crediamo che più resisti senza lavarli, più bello diventerà  il tuo paio di jeans”. Qui puoi leggere di più sui benefici di <a href="https://hiutdenim.co.uk/blogs/story/101833089-the-no-wash-club"><i>‘No Wash Club’</i></a><i>! </i>Anche il brand inglese Albam suggerisce. “Ci sono molte correnti di pensiero su come prendersi cura dei jeans. Alcuni dicono ‘<i>Wear them ever, wash them never’ </i>(Indossali sempre, lavali mai)”. Il marchio svedese Nudie Jeans sostiene: “Rispetto ad un nuovo paio di jeans asciutti, l’odore di un paio ben indossata poco prima del lavaggio è completamente diverso. È un odore che potrebbe molto probabilmente resuscitare i morti. Ma è sicuramente l’odore di un vincitore”.  <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></li>
</ul>
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<li>Lavali con acqua fredda, invece di acqua tiepida o calda, perché è più delicata per le fibre.</li>
<li>Meglio lavarli a mano, soprattutto se sono decorati o hanno inserti in ecopelle; se li metti comunque in lavatrice, ricordati di farlo a pieno carico e imposta un programma delicato.</li>
<li>Per farli durare di più, prima del lavaggio chiudi la cerniera lampo o i bottoni.</li>
<li>Rigirali per il lavaggio, così si protegge il davanti. E inoltre avrai modo di verificare di non aver dimenticato nulla nelle tasche <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></li>
<li>In caso di macchie, pre-tratta con uno smacchiatore ecologico o anche con semplice sapone delicato.</li>
<li>Utilizza un detersivo delicato (ecologico), senza esagerare con le quantità, perché non è vera l’equazione “più detersivo=più pulito”!</li>
<li>Un vecchio trucco per ravvivare i jeans è quello di metterli a bagno in acqua e aceto prima del lavaggio (consigliamo di sostituire l’aceto con l’acido citrico, perché più sostenibile). Non abbiamo evidenza del fissaggio dei colori ma sicuramente diventeranno più morbidi! Qualcuno aggiunge anche la birra.</li>
<li>In caso di jeans induriti puoi metterli in ammollo in acqua e acido citrico, aggiungendo 1 cucchiaio di sale grosso.</li>
<li>Per avere jeans morbidi, come ammorbidente per il lavaggio utilizza l’acido citrico.</li>
<li>Non strizzarli, perché si rischia di torcere e spezzare le fibre. Per togliere l’acqua puoi arrotolarli e premere con decisione.</li>
<li>Stendili all’aria, evitando la luce diretta del sole. È meglio evitare l’asciugatrice, li maltratta! Puoi metterli in orizzontale, oppure posarli su un asciugamano che assorba l’acqua o appenderli nella doccia lasciandoli sgocciolare.</li>
<li>Se proprio è necessario stirarli, stirali a rovescio con ferro caldo con vapore, dalle tasche alle gambe.</li>
<li>Appendili su una gruccia di legno, piegandoli all’altezza della ginocchia in modo che la vita penda verso il basso e lasciando che “respirino” nell’armadio.</li>
<li>Per ravvivarli tra un lavaggio e l’altro puoi preparare una soluzione da mettere in uno spruzzino con 50% vodka (liscia) e 50% acqua. Puoi sostituire la vodka con l’acido citrico oppure utilizzare 1 cucchiaio di bicarbonato sciolto in mezzo litro di acqua e una decina di gocce del tuo olio essenziale preferito.</li>
</ul>
<p>Ps Il metodo di riporli nel freezer non è scientificamente provato! Il freddo sembra catturare i batteri in modo da eliminare l’odore per un po&#8217;, ma una volta indossati il calore corporeo attiverà nuovamente i batteri.</p>
<p>E voi, quali trucchi conoscete?</p>
<h5><strong><span style="color: #acc0a5;">ENGLISH &#8211;  Jeans: let&#8217;s make them last with some little tricks!</span></strong></h5>
<p>Who has a pair of jeans in the wardrobe? Especially the favorite ones, we would like to maintain them perfectly forever. In general, we like to make life of our clothes longer! Here there are few tips to make them last in the most sustainable way:</p>
<ul>
<li>Firstly, it&#8217;s better to wash them the less frequently as possible, when they have stains  or they are really dirty, not only to avoid that they shrink or fade but also to reduce water consumption and so the impact on the environment. The less you wash them, the more beautiful they are. From the website Hiutdenim Co:  &#8220;<em class="markup--em markup--p-em">We believe, the longer you can go without washing them, the more beautiful your pair of jeans will become&#8221;. </em>Here you can read more on the benefits of <a href="https://hiutdenim.co.uk/blogs/story/101833089-the-no-wash-club"><i>‘No Wash Club’</i></a><i>! </i>Also the UK brand Albam suggests: &#8220;<em>There are many thoughts on how to care for your jeans, some say, ‘Wear them ever, wash them never&#8217;. </em>The Swedish brand Nudie Jeans claims: &#8220;<em>Compared to a new pair of dry jeans, the smell of a well-worn pair just before wash is a completely different matter. It’s a smell that could most probably raise the dead. But it’s most definitely the smell of a winner&#8221;. </em><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></li>
</ul>
<ul>
<li>Wash them with cold water, instead of warm or hot one, because it&#8217;s more delicate on fibres.</li>
<li>Better hand washing, especially if they have decoration or ecoleather inserts; if you still put them in the washing machine,  remember to load it fully and to set up a delicate program.</li>
<li>To make them lasting longer, close the zipper or buttons before washing.</li>
<li>Turn them over for washing, so the front is protected. And you will also have the opportunity to verify that you have not forgotten anything in your pockets <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></li>
<li>In case of stains, pre-treat with an ecological stain remover or even with simple mild soap.</li>
<li>Use a mild (ecological) detergent, without exaggerating with quantities, because &#8220;the most detergent = the most cleaner&#8221; equation is not true!</li>
<li>An old trick to revive the jeans is to soak them in water and vinegar before washing (we recommend replacing the vinegar with citric acid, because it&#8217;s more sustainable). We do not have evidence of the fixation of the colors but surely the jeans will become softer! Someone even adds beer.</li>
<li>In case of hardened jeans you can soak them in water and citric acid, adding 1 tablespoon of coarse salt.</li>
<li>To get soft jeans, as a fabric softener use citric acid in washing cycle.</li>
<li>Do not squeeze them because you risk twisting and breaking the fibers. To remove the water you can roll them up and press firmly.</li>
<li>Hang them out avoiding direct sunlight. It is better to avoid the dryer, mistreat them! You can place them horizontally, or place them on a towel that absorbs water or hang them in the shower letting them drip.</li>
<li>If you really need to iron them, stir them upside down with hot iron with steam, from the pockets to the legs.</li>
<li>Hang them on a wooden hanger, bending them at the knees so that the waist hangs down and letting them &#8220;breathe&#8221; in the closet.</li>
<li>To revive them between washings, you can prepare a solution to put in a spray with 50% vodka (smooth) and 50% water. You can replace the vodka with citric acid or use 1 tablespoon of bicarbonate dissolved in half a liter of water and a dozen drops of your favorite essential oil.</li>
</ul>
<p>Ps The method of storing them in the freezer is not scientifically proven! The cold seems to capture the bacteria so as to eliminate the smell for a while, but once worn the body heat will activate the bacteria again.</p>
<p>And you, what tricks do you know?</p>
<div class="entry-content"></div>
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