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	<title>natural fibres &#8211; Dress Ecode</title>
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		<title>Storie di brand che decidono di fare la differenza &#8211; Be The Change Awards (2)</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2019 08:05:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Italiano (For English click here) Continuiamo a raccontarvi le storie dei marchi finalisti di Be The Change Awards 2019, le loro motivazioni, le sfide, i prossimi passi. Se avete perso la prima puntata, potete trovarla qui: Prima puntata&#160; Wess Abbigliamento donna, per comporre un guardaroba &#8220;capsula&#8221;. Spediscono ovunque nell&#8217;Unione Europea. Marine Vicenzotti e Rebecca Parienti avviano Wess nel 2017, in origine come un negozio on line di abbigliamento etico, sostenibile e vegano, creando guardaroba capsula. Alla fine del 2018, decidono di smettere di rivendere altri marchi e di creare il proprio. &#8220;Aveva senso perché volevamo davvero proporre un consumo minimalista attraverso il concetto di guardaroba capsula, sviluppando la nostra di idea di 5 pezzi che possono essere mischiati e abbinati per creare 30 differenti outfit, così come la nostra linea di pezzi base di moda con elementi basilari co-progettati. L&#8217;idea dietro il concetto di vendita di guardaroba capsula è nata quando abbiamo iniziato a cambiare il nostro modo personale di consumare moda e renderci conto che uno dei problemi principali nel settore della moda è il consumo eccessivo. Volevamo mostrare alle donne che non è necessario avere un guardaroba sovraccarico per sentirsi bene ed essere eleganti&#8220;, racconta Rebecca. &#8220;All&#8217;epoca lavoravo nel settore della moda e quando Marine e io decidemmo di lanciare Wess, volevamo utilizzare questa esperienza della moda per aiutare altre donne. A quei tempi, vivevamo entrambi a Londra come coinquiline e discutevamo spesso di moda etica. Il progetto di Wess è apparso abbastanza rapidamente. Marine è un imprenditore nato e quello che personalmente immaginavo come hobby secondario per noi era una società praticabile per lei. Un giorno al pub tra due gin tonic abbiamo deciso di creare Wess. Volevamo utilizzare tutta questa energia, abilità che avevamo imparato da qualche altra parte per lavorare verso qualcosa in cui credevamo e aiutare altre donne a fare il salto verso la moda etica&#8220;. &#8220;Durante l&#8217;anno, in nessun momento particolare, lanciamo elementi basilari di moda di cui tutti abbiamo bisogno nel nostro guardaroba (la camicia bianca, l&#8217;abito da giorno a notte, il top bretone così chic &#8230;). Per questi elementi chiediamo alla nostra community di votare su tutti gli aspetti per pochi mesi e poi avvalersi del prodotto in una campagna di pre-ordine. Quando i pre-ordini vengono eseguiti produciamo l&#8217;indumento in modo etico, sostenibile e vegano. Questo è quello che abbiamo fatto con il nostro primo prodotto: il maglione reversibile bretone. Siamo stati molto contenti dei risultati&#8221;.&#160;Inoltre aggiungono consigli personali sugli abiti spediti (per esempio, su cosa indossare insieme o come personalizzarlo), &#8220;così quando qualcuno lo compra, c&#8217;è più possibilità che lo si ami e indossi il più possibile. Sempre per combattere il consumo eccessivo&#8221;. Per ora utilizzano solo cotone biologico, etichettato GOTS, prodotto da diversi partner in India con cui collaborano da anni. La produzione dei vestiti è realizzata in India da una cooperativa di donne&#160;delle baraccopoli di Mumbai, che possono lavorare con un vero stipendio e con condizioni di lavoro sicure e piacevoli. &#8220;Nella cooperativa ci sono anche una scuola, un asilo nido e un programma di sponsorizzazione per le donne che invitano i bambini a mandarli all&#8217;università. C&#8217;è anche un centro medico, un fondo comune e così via. È un vero progetto sociale che va ben oltre la produzione di abiti&#8220;. Come packaging utilizzano grandi buste riciclabili.&#160; Le sfide che affrontano: La principale è legata al costo molto elevato nello sviluppo di un business sostenibile (materie prime, fabbriche, imballaggi&#8230;). Inoltre, il costo finale dei prodotti è, naturalmente, più alto di quello della fast fashion. &#8220;A volte le persone non comprendono il perché, dopo che per così tanto tempo i prezzi sono stati alterati. Quindi c&#8217;è anche il ruolo dell&#8217;informazione&#8221;. L&#8217;altra sfida è trovare i partner giusti per essere sicuri che siano coinvolti nella sostenibilità quanto loro. Prossimi passi: Stanno lavorando per un packaging più sostenibile.&#160;Vogliono sviluppare di più il sistema di pre-ordini, al fine di produrre quantità il più vicino possibile alla domanda. Per le nuove collezioni stanno esplorando altri materiali come Tencel e fibre riciclate.&#160;Desiderano espandere le vendite in altri paesi. Obiettivi di sviluppo sostenibile: 5, 12. Link al sito Zola Amour Abbigliamento da donna, con capi essenziali e di qualità (spedizione in tutto il mondo). Emilie Evans ha deciso nel 2016 di dedicarsi a questo progetto dopo aver lavorato per l&#8217;industria della moda, anche per un noto brand di scarpe, colpita da un sistema che arreca danno alle persone, all&#8217;ambiente, ai consumatori, dalla spinta a comprare sempre di più. Lavorando si rende conto del numero di collezioni da far uscire, quattro volte all&#8217;anno, con prodotti sempre diversi in modo da invogliare a nuovi acquisti. In un viaggio di lavoro a Hong Kong, resta impressionata dallo smog che offusca il cielo, pensando all&#8217;inizio si trattasse di semplice foschia. È durante i viaggi che Emilie realizza in modo scioccante l&#8217;impronta dell&#8217;industria. &#8220;Ho immediatamente compreso l&#8217;impatto che la fast fashion ha sull&#8217;ambiente. Non ho mai visto così tanto inquinamento nella mia vita.&#160;Mentre salivamo per una stradina secondaria vicino all&#8217;ingresso di una fabbrica, ci trovammo di fronte a un mucchio di pezzi di scarti della recente corsa alla produzione. Gomma, PU, schiuma, polistirene espanso, pelle, poliestere, pannelli sottopiede, solette&#8230; ogni cosa che ti viene in mente, era lì. Questa era solo una delle tante montagne di rifiuti abbandonate che avremmo visto durante i nostri viaggi. Tutto ciò contribuisce agli incredibili 12 milioni di tonnellate di rifiuti tessili gettati nelle discariche ogni anno&#8221;. Emilie decide di non contribuire a tutto questo. Si licenzia, per un anno lavora in due coffee shop e intanto studia per il suo progetto. Così nasce Zola Amour, che propone abbigliamento da indossare a lungo, semplice, in fibre naturali biodegradabili, certificate: cotone biologico, lino, canapa, bambù. Nella sezione &#8220;Trasparenza&#8221; del loro sito, sono indicati i fornitori e le certificazioni. Anche il filo è naturale: 100% cotone organico certificato GOTS. Le cerniere sono in poliestere riciclato. I vestiti sono prodotti a mano in UK. Il packaging è in carta velina riciclata e la scatola in cartone riciclato. Gli articoli della collezione sono inseriti pian piano che si presenta l&#8217;esigenza di inserire un pezzo base, non ogni stagione più volte all&#8217;anno.&#160; Prossimi passi:&#160;In arrivo un top che può essere indossato in cinque modi diversi. Organizzare più pop up store (negozi temporanei), anche in altri paesi (Germania, Olanda per esempio). Trovare uno spazio di vendita fisso. Migliorare il sito, in particolare ancora di più la sezione relativa alla trasparenza. Introdurre appena possibile un programma di beneficenza. Obiettivi di sviluppo sostenibile: 12. Link al sito&#160; Menesthò Costumi da bagno sostenibili e di lusso (spedizione in tutto il mondo, gratis in Europa). Questo brand non era tra i finalisti, ma desideriamo raccontarvene la storia. Vicki Griva ha studiato e lavorato per un po&#8217; in Italia e possiamo intervistarla nella nostra lingua. Anche lei ha avuto esperienze professionali in aziende di moda, prima di avviare il proprio brand, che l&#8217;hanno colpita e spinta a intraprendere qualcosa di diverso. Mi racconta di due episodi in particolare che sono stati la goccia che fa traboccare il vaso. La prima in un&#8217;azienda italiana del settore Moda Lusso: per la nuova collezione autunno/inverno si trova davanti un cincillà intero&#8230; Si sente male e da quel momento decide &#8220;niente animali, è un&#8217;assoluta crudeltà e non è necessario&#8221;. La seconda in un marchio fast fashion. È la fine di aprile 2013, è crollato lo stabilimento Rana Plaza in Bangladesh. Il capo dell&#8217;azienda convoca i dipendenti e l&#8217;unica cosa che tiene a comunicare in quella tragica occasione è &#8220;Noi non produciamo in quello stabilimento&#8221;. Vicky allora si dice: &#8220;Basta, voglio fare qualcosa io&#8221;. Con il fratello, Giorgos Grivas, inizia nel 2014 con vestiti (ora non più in catalogo) e costumi, producendo su ordinazione per minimizzare gli sprechi e per accontentare se possibile le richieste dei clienti. Anche nel design applica la filosofia zero waste, limitando al minimo gli scarti di tessuto. Scelgono Vita, un tessuto di Econyl prodotto in Italia dal riciclo di bottiglie di plastica e di reti da pesca recuperate nei mari, creato in modo da minimizzare il rilascio di microfibre. La stampa dei tessuti e la produzione sono in UK. I costumi sono reversibili: se ne acquistano due in uno, potendo sceglierne le combinazioni. Il packaging è in cotone biologico.&#160; Le sfide affrontate: Ciò che trovano più difficile è far arrivare ai clienti il messaggio che una scelta sostenibile è meglio non solo per il pianeta, ma a lungo andare anche per il loro portafogli. In un mondo dove le aziende producono in massa vendendo a prezzi bassissimi è difficile. Ma comprando articoli di bassa qualità i consumatori dovranno sostituirli in breve tempo, rivelandosi nel lungo periodo una scelta non più economica dell’acquisto da subito di un capo di qualità, fatto a mano, di lunga durata. Un’altra sfida: trovare materiali sostenibili per altri aspetti del business, come cartoleria, spedizioni etc. “La scelta é veramente limitata cosi purtroppo alcune volte dobbiamo procedere con ciò che é a disposizione, anche se non è il meglio dal punto di vista eco-friendly”. Prossimi passi: Un software che consenta al cliente di valutare meglio in fase di acquisto come starà con il costume che desidera comprare. Stanno pensando anche a un tessuto che possa essere utilizzato di nuovo alla fine del ciclo di vita del prodotto. Prevedono di&#160;espandere le collezioni a breve diventando &#8220;go to&#8221; brand per ogni aspetto relativo all’ “acqua outfit”. Nel lungo termine puntano invece ad aggiungere un programma di ritiro dei costumi usati per riciclarli. &#160;“Ogni giorno puntiamo su fare qualcosa in più verso l&#8217;assoluta sostenibilità. L’obiettivo é creare un’azienda che faccia il meno possibile male al nostro ambiente ed al nostro pianeta in generale, mentre cerchiamo di restare economicamente sostenibili”. Obiettivi di sviluppo sostenibile: 12, 14. Link al sito]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano (<a href="https://dress-ecode.com/stories-of-brands-that-decided-to-make-the-difference-be-the-change-awards-2/">For English click here</a>)</p>
<p>Continuiamo a raccontarvi le storie dei marchi finalisti di Be The Change Awards 2019, le loro motivazioni, le sfide, i prossimi passi. Se avete perso la prima puntata, potete trovarla qui: <a href="https://dress-ecode.com/2019/05/01/storie-di-brand-che-decidono-di-fare-la-differenza-be-the-change-awards-1/">Prima puntata</a>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Wess</strong></span></p>
<p>Abbigliamento donna, per comporre un guardaroba &#8220;capsula&#8221;. Spediscono ovunque nell&#8217;Unione Europea. Marine Vicenzotti e Rebecca Parienti avviano Wess nel 2017, in origine come un negozio on line di abbigliamento etico, sostenibile e vegano, creando guardaroba capsula. Alla fine del 2018, decidono di smettere di rivendere altri marchi e di creare il proprio. &#8220;Aveva senso perché volevamo davvero proporre un consumo minimalista attraverso il concetto di guardaroba capsula, sviluppando la nostra di idea di 5 pezzi che possono essere mischiati e abbinati per creare 30 differenti outfit, così come la nostra linea di pezzi base di moda con elementi basilari co-progettati. L&#8217;idea dietro il concetto di vendita di guardaroba capsula è nata quando <strong>abbiamo iniziato a cambiare il nostro modo personale di consumare moda e renderci conto che uno dei problemi principali nel settore della moda è il consumo eccessivo</strong>. <strong>Volevamo mostrare alle donne che non è necessario avere un guardaroba sovraccarico per sentirsi bene ed essere eleganti</strong>&#8220;, racconta Rebecca. &#8220;All&#8217;epoca lavoravo nel settore della moda e quando Marine e io decidemmo di lanciare Wess, <strong>volevamo utilizzare questa esperienza della moda per aiutare altre donne</strong>. A quei tempi, vivevamo entrambi a Londra come coinquiline e discutevamo spesso di moda etica. Il progetto di Wess è apparso abbastanza rapidamente. Marine è un imprenditore nato e quello che personalmente immaginavo come hobby secondario per noi era una società praticabile per lei. Un giorno al pub tra due gin tonic abbiamo deciso di creare Wess. Volevamo utilizzare tutta questa energia, abilità che avevamo imparato da qualche altra parte per lavorare verso qualcosa in cui credevamo e <strong>aiutare altre donne a fare il salto verso la moda etica</strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;Durante l&#8217;anno, in nessun momento particolare, lanciamo elementi basilari di moda di cui tutti abbiamo bisogno nel nostro guardaroba (la camicia bianca, l&#8217;abito da giorno a notte, il top bretone così chic &#8230;). Per questi elementi chiediamo alla nostra community di votare su tutti gli aspetti per pochi mesi e poi avvalersi del prodotto in una campagna di pre-ordine. Quando i pre-ordini vengono eseguiti produciamo l&#8217;indumento in modo etico, sostenibile e vegano. Questo è quello che abbiamo fatto con il nostro primo prodotto: il maglione reversibile bretone. Siamo stati molto contenti dei risultati&#8221;.&nbsp;Inoltre aggiungono consigli personali sugli abiti spediti (per esempio, su cosa indossare insieme o come personalizzarlo), &#8220;così quando qualcuno lo compra, c&#8217;è più possibilità che lo si ami e indossi il più possibile. Sempre per combattere il consumo eccessivo&#8221;.</p>
<p>Per ora utilizzano solo cotone biologico, etichettato GOTS, prodotto da diversi partner in India con cui collaborano da anni. La produzione dei vestiti è realizzata in India da una cooperativa di donne&nbsp;delle baraccopoli di Mumbai, che possono lavorare con un vero stipendio e con condizioni di lavoro sicure e piacevoli. &#8220;Nella cooperativa ci sono anche una scuola, un asilo nido e un programma di sponsorizzazione per le donne che invitano i bambini a mandarli all&#8217;università. C&#8217;è anche un centro medico, un fondo comune e così via. <strong>È un vero progetto sociale che va ben oltre la produzione di abiti</strong>&#8220;. Come packaging utilizzano grandi buste riciclabili.&nbsp;</p>
<p><strong>Le sfide che affrontano:</strong> La principale è legata al <strong>costo molto elevato nello sviluppo di un business sostenibile</strong> (materie prime, fabbriche, imballaggi&#8230;). Inoltre, il costo finale dei prodotti è, naturalmente, più alto di quello della fast fashion. &#8220;<strong>A volte le persone non comprendono il perché, dopo che per così tanto tempo i prezzi sono stati alterati.</strong> Quindi c&#8217;è anche il ruolo dell&#8217;informazione&#8221;. L&#8217;altra sfida è trovare i partner giusti per essere sicuri che siano coinvolti nella sostenibilità quanto loro.</p>
<p><strong>Prossimi passi:</strong> Stanno lavorando per un packaging più sostenibile.&nbsp;Vogliono sviluppare di più il sistema di pre-ordini, al fine di produrre quantità il più vicino possibile alla domanda. Per le nuove collezioni stanno esplorando altri materiali come Tencel e fibre riciclate.&nbsp;Desiderano espandere le vendite in altri paesi.</p>
<p><a href="https://www.un.org/sustainabledevelopment/blog/2015/12/sustainable-development-goals-kick-off-with-start-of-new-year/">Obiettivi di sviluppo sostenibile</a>: 5, 12.</p>
<p><a href="https://www.capsule-wess.com/en/welcome/">Link al sito</a></p>


<div class="wp-block-file"><a href="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Wess.mp4">Wess &#8211; Guarda il video</a><a href="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Wess.mp4" class="wp-block-file__button" download></a></div>



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<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Zola Amour</strong></span></p>
<p>Abbigliamento da donna, con capi essenziali e di qualità (spedizione in tutto il mondo). Emilie Evans ha deciso nel 2016 di dedicarsi a questo progetto dopo aver lavorato per l&#8217;industria della moda, anche per un noto brand di scarpe, colpita da un sistema che arreca danno alle persone, all&#8217;ambiente, ai consumatori, dalla spinta a comprare sempre di più. Lavorando si rende conto del numero di collezioni da far uscire, quattro volte all&#8217;anno, con prodotti sempre diversi in modo da invogliare a nuovi acquisti. In un viaggio di lavoro a Hong Kong, resta impressionata dallo smog che offusca il cielo, pensando all&#8217;inizio si trattasse di semplice foschia. È durante i viaggi che Emilie realizza in modo scioccante l&#8217;impronta dell&#8217;industria. &#8220;Ho immediatamente compreso l&#8217;impatto che la fast fashion ha sull&#8217;ambiente. Non ho mai visto così tanto inquinamento nella mia vita.&nbsp;<strong>Mentre salivamo per una stradina secondaria vicino all&#8217;ingresso di una fabbrica, ci trovammo di fronte a un mucchio di pezzi di scarti della recente corsa alla produzione. Gomma, PU, schiuma, polistirene espanso, pelle, poliestere, pannelli sottopiede, solette&#8230; ogni cosa che ti viene in mente, era lì. Questa era solo una delle tante montagne di rifiuti abbandonate che avremmo visto durante i nostri viaggi.</strong> Tutto ciò contribuisce agli incredibili 12 milioni di tonnellate di rifiuti tessili gettati nelle discariche ogni anno&#8221;. Emilie decide di non contribuire a tutto questo. Si licenzia, per un anno lavora in due coffee shop e intanto studia per il suo progetto. Così nasce Zola Amour, che propone abbigliamento da indossare a lungo, semplice, in fibre naturali biodegradabili, certificate: cotone biologico, lino, canapa, bambù. Nella sezione &#8220;Trasparenza&#8221; del loro sito, sono indicati i fornitori e le certificazioni. Anche il filo è naturale: 100% cotone organico certificato GOTS. Le cerniere sono in poliestere riciclato. I vestiti sono prodotti a mano in UK. Il packaging è in carta velina riciclata e la scatola in cartone riciclato. Gli articoli della collezione sono inseriti pian piano che si presenta l&#8217;esigenza di inserire un pezzo base, non ogni stagione più volte all&#8217;anno.&nbsp;</p>
<p><strong>Prossimi passi:</strong>&nbsp;In arrivo un top che può essere indossato in cinque modi diversi. Organizzare più pop up store (negozi temporanei), anche in altri paesi (Germania, Olanda per esempio). Trovare uno spazio di vendita fisso. Migliorare il sito, in particolare ancora di più la sezione relativa alla trasparenza. Introdurre appena possibile un programma di beneficenza.</p>
<p><a href="https://www.un.org/sustainabledevelopment/blog/2015/12/sustainable-development-goals-kick-off-with-start-of-new-year/">Obiettivi di sviluppo sostenibile</a>: 12.</p>
<p><a href="https://zolaamour.com">Link al sito&nbsp;</a></p>


<div class="wp-block-file"><a href="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Zola-Amour.mp4">Zola Amour &#8211; Guarda il video</a><a href="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/Zola-Amour.mp4" class="wp-block-file__button" download>Scarica</a></div>



<ul class="wp-block-gallery columns-0 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/jumpsuits-group-shot-sitting-6258-1024x683.jpg" alt="" data-id="3262" data-link="https://dress-ecode.com/2019/05/03/storie-di-brand-che-decidono-di-fare-la-differenza-be-the-change-awards-2/jumpsuits-group-shot-sitting-6258/" class="wp-image-3262" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/jumpsuits-group-shot-sitting-6258-1024x683.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/jumpsuits-group-shot-sitting-6258-600x400.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/jumpsuits-group-shot-sitting-6258-300x200.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/jumpsuits-group-shot-sitting-6258-768x512.jpg 768w, 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<p><span style="color: #acc0a5;"><strong>Menesthò</strong></span></p>
<p>Costumi da bagno sostenibili e di lusso (spedizione in tutto il mondo, gratis in Europa). Questo brand non era tra i finalisti, ma desideriamo raccontarvene la storia. Vicki Griva ha studiato e lavorato per un po&#8217; in Italia e possiamo intervistarla nella nostra lingua. Anche lei ha avuto esperienze professionali in aziende di moda, prima di avviare il proprio brand, che l&#8217;hanno colpita e spinta a intraprendere qualcosa di diverso.</p>
<p>Mi racconta di due episodi in particolare che sono stati la goccia che fa traboccare il vaso. La prima in un&#8217;azienda italiana del settore Moda Lusso: per la nuova collezione autunno/inverno si trova davanti un cincillà intero&#8230; Si sente male e da quel momento decide &#8220;niente animali, è un&#8217;assoluta crudeltà e non è necessario&#8221;. La seconda in un marchio fast fashion. È la fine di aprile 2013, è crollato lo stabilimento Rana Plaza in Bangladesh. Il capo dell&#8217;azienda convoca i dipendenti e l&#8217;unica cosa che tiene a comunicare in quella tragica occasione è &#8220;Noi non produciamo in quello stabilimento&#8221;. <strong>Vicky allora si dice: &#8220;Basta, voglio fare qualcosa io&#8221;.</strong> Con il fratello, Giorgos Grivas, inizia nel 2014 con vestiti (ora non più in catalogo) e costumi, producendo su ordinazione per minimizzare gli sprechi e per accontentare se possibile le richieste dei clienti. Anche nel design applica la filosofia zero waste, limitando al minimo gli scarti di tessuto. Scelgono Vita, un tessuto di Econyl prodotto in Italia dal riciclo di bottiglie di plastica e di reti da pesca recuperate nei mari, creato in modo da minimizzare il rilascio di microfibre. La stampa dei tessuti e la produzione sono in UK. I costumi sono reversibili: se ne acquistano due in uno, potendo sceglierne le combinazioni. Il packaging è in cotone biologico.&nbsp;</p>
<p><strong>Le sfide affrontate: </strong>Ciò che trovano più difficile è far arrivare ai clienti il messaggio che<strong> una scelta sostenibile è meglio non solo per il pianeta, ma a lungo andare anche per il loro portafogli</strong>. In un mondo dove le aziende producono in massa vendendo a prezzi bassissimi è difficile. Ma comprando articoli di bassa qualità i consumatori dovranno sostituirli in breve tempo, rivelandosi nel lungo periodo una scelta non più economica dell’acquisto da subito di un capo di qualità, fatto a mano, di lunga durata. Un’altra sfida: trovare materiali sostenibili per altri aspetti del business, come cartoleria, spedizioni etc. “La scelta é veramente limitata cosi purtroppo alcune volte dobbiamo procedere con ciò che é a disposizione, anche se non è il meglio dal punto di vista eco-friendly”.</p>
<p><strong>Prossimi passi:</strong> Un software che consenta al cliente di valutare meglio in fase di acquisto come starà con il costume che desidera comprare. Stanno pensando anche a un tessuto che possa essere utilizzato di nuovo alla fine del ciclo di vita del prodotto. Prevedono di&nbsp;espandere le collezioni a breve diventando &#8220;go to&#8221; brand per ogni aspetto relativo all’ “acqua outfit”. Nel lungo termine puntano invece ad aggiungere un programma di ritiro dei costumi usati per riciclarli. &nbsp;<strong>“Ogni giorno puntiamo su fare qualcosa in più verso l&#8217;assoluta sostenibilità. L’obiettivo é creare un’azienda che faccia il meno possibile male al nostro ambiente ed al nostro pianeta in generale, mentre cerchiamo di restare economicamente sostenibili”</strong>.</p>
<p><a href="https://www.un.org/sustainabledevelopment/blog/2015/12/sustainable-development-goals-kick-off-with-start-of-new-year/">Obiettivi di sviluppo sostenibile</a>: 12, 14.</p>
<p><a href="https://menestho.com">Link al sito</a></p>


<div class="wp-block-file"><a href="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/Menesthò.mp4">Menesthò &#8211; Guarda il video</a><a href="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/Menesthò.mp4" class="wp-block-file__button" download>Scarica</a></div>



<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="931" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6159-1024x931.jpg" alt="" data-id="3087" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=3087" class="wp-image-3087" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6159-1024x931.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6159-600x546.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6159-300x273.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6159-768x698.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6159-1160x1055.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="756" height="1024" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6156-756x1024.jpg" alt="" data-id="3088" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=3088" class="wp-image-3088" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6156-756x1024.jpg 756w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6156-600x813.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6156-221x300.jpg 221w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6156-768x1041.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6156-1160x1572.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6156.jpg 1825w" sizes="auto, (max-width: 756px) 100vw, 756px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="926" height="1024" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6153-926x1024.jpg" alt="" data-id="3089" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=3089" class="wp-image-3089" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6153-926x1024.jpg 926w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6153-600x664.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6153-271x300.jpg 271w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6153-768x850.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6153-1160x1283.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 926px) 100vw, 926px" /></figure></li></ul>
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		<title>Canapa: è davvero una fibra sostenibile da introdurre nel nostro armadio più responsabile?</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2019 10:14:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Italiano/English below pictures  Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Canapa Ci chiediamo se davvero questa fibra sia sostenibile e da inserire nel nostro guardaroba più responsabile. La canapa è un tipo di “fibra di rafia” che significa che è una delle numerose fibre naturali derivate dal fusto della pianta, come il lino, la iuta e l’ortica. La sua fibra è simile alla tela di lino. La canapa&#160;è coltivata da migliaia di anni in quasi tutti i continenti. Si pensa sia la più antica pianta coltivata al mondo. Sono stati trovati tessuti di canapa datati circa 8.000 a.C., rappresentando così uno degli esempi più antichi di industria. Fino agli anni ’20, l’80% dell’abbigliamento era realizzato con la canapa. Anche i jeans Levi Strauss erano inizialmente realizzati con una tela di canapa leggera. Attualmente, più di 30 paesi coltivano questa pianta. La maggior parte dei produttori sono in Cina, Canada, Cile, Corea ed Europa (soprattutto nei paesi dell’Europa orientale come Romania, Ungheria e Russia, oltre che in Francia e Italia). Nel 1940 l’Italia dedicava alla coltura della canapa 90.000 ettari&#160;del proprio territorio, poi la coltivazione è stata abbandonata. Dal 1940 al 1970, le superfici sono scese a circa 900 ettari.&#160;&#160;Dal 2016, anno in cui la coltivazione è diventata legale, la quantità di terreno dedicata a questa pianta è cresciuta fino ai&#160;4.000 ettari di oggi. Il principale produttore mondiale è la Cina, da cui proviene oltre la metà della produzione. Qui si utilizzano metodi chimici, mentre in Europa sono state introdotte tecnologie più pulite di tipo biologico. Non si ottiene morbidezza e il colore totalmente bianco del cotone con nessuno dei due metodi, ecco perché spesso la canapa è mischiata al cotone, un tessuto non molto sostenibile.&#160;Meglio perciò verificare l’etichetta quando acquistate un capo di abbigliamento in questo materiale. La canapa ha davvero&#160;tanti aspetti positivi: È&#160;biodegradabile, diversamente dalle fibre sintetiche, per cui non inquina una volta terminato il suo ciclo di vita come succede con i tessuti derivati dal petrolio. La sua coltivazione&#160;non richiede pesticidi, fertilizzanti sintetici, semi OGM né prodotti chimici. È densamente coltivata, soffoca le piante in competizione bloccando la luce del sole con le sue ampie foglie, per cui non sono necessari forti erbicidi chimici. Inoltre, riduce naturalmente i parassiti, rendendo superflui i pesticidi. Attualmente una grande quantità di canapa è coltivata biologicamente, senza bisogno di alcun additivo agricolo sintetico. Ha bisogno di&#160;pochissima acqua&#160;e cresce rapidamente utilizzando il 50% in meno di acqua rispetto al cotone. Richiede una&#160;quantità relativamente limitata di terra&#160;da coltivare. Ha una resa in fibra che arriva fino al doppio rispetto al cotone: un ettaro di canapa produce la stessa fibra ricavabile da quattro ettari di alberi o due ettari di cotone. Può essere coltivata in ogni stagione e ad ogni ciclo di crescita&#160;si rinnova restituendo il 60-70% dei nutrienti necessari&#160;che prende dal terreno: pian piano matura e il fogliame che cade si decompone nutrendo il suolo. Le sue lunghe radici aerano il terreno a beneficio delle colture future, eliminano le tossine e prevenendo anche l’erosione del suolo. Si utilizza al meglio in un raccolto a rotazione, con soia, sorgo, ecc. L’apparato radicale e il fogliame restituiscono l’azoto tanto importante per i terreni sempre più sfruttati. Le piante di canapa&#160;assorbono più anidride carbonica degli alberi&#160;e possono rimuovere le tossine dal suolo attraverso le radici. La canapa fornisce un habitat eccellente per la fauna selvatica e i fiori sono una buona fonte di polline per le api. Nulla della canapa viene sprecato&#160;nel processo produttivo: i semi sono utilizzati in prodotti alimentari o integratori, i fiori e le foglie nella cosmesi, i gambi nella produzione di fibra naturale. Tiene chi lo indossa&#160;caldo d’inverno e fresco d’estate. Le fibre di canapa hanno il miglior rapporto di capacità termica rispetto a tutte le altre fibre, creando un sistema di aria condizionata personale. È antimicrobica, antibatterica, antiodore, ipoallergenica, assorbe l’umidità del corpo e non irrita la pelle. Protegge&#160;dai raggi UV. È resiliente,&#160;duratura, flessibile, non perde forma anche dopo più lavaggi. La canapa è anche naturalmente&#160;resistente alla muffa, all’usura, allo sporco, al restringimento e ai danni del sole. Le fibre di canapa sono più resistenti del cotone, poiché percorrono la lunghezza del gambo che può arrivare fino a circa mezzo metro mentre quelle del cotone tendono ad essere lunghe solo pochi centimetri. Per questo i sacchi di canapa durano di più e la tela era utilizzata in marina e dai pescatori per le prime vele, per corde e reti. Queste sono qualità importanti quando si sceglie un involucro per trasportare gli oggetti a cui più teniamo, come borse porta computer o i nostri effetti personali in viaggio. La canapa è quindi un tessuto che possiamo considerare sostenibile. Vogliamo trovarne difetti? Come il lino, la canapa si stropiccia facilmente, può essere un po’ ruvida, assorbe poco colore. Per questi motivi la canapa é a volte mescolata con altri tessuti, per cui come dicevamo all’inizio meglio verificare in etichetta prima di acquistare! English &#8211;&#160;Hemp: is it really a sustainable fibre to be included in our more responsible wardrobe? We wonder if this fibre is really sustainable and if should be included in our more responsible wardrobe. Hemp is a type of &#8220;raffia fibre&#8221; which means that it is one of several natural fibres derived from the stem of the plant, such as flax, jute and nettle. Its fiber is similar to linen. Hemp has been cultivated for thousands of years on almost every continent. It is thought to be the oldest cultivated plant in the world. Hemp fabrics dating from around 8,000 BC have been found, representing one of the oldest examples of industry. Until the 1920s, 80% of clothing was made with hemp. Even the Levi Strauss jeans were initially made with a light canvas. Currently, more than 30 countries grow this plant. Most producers are in China, Canada, Chile, Korea and Europe (especially in Eastern European countries such as Romania, Hungary and Russia, as well as in France and Italy). In 1940 Italy dedicated 90,000 hectares of its territory to the cultivation of hemp, then the cultivation was abandoned. From 1940 to 1970, the surfaces fell to around 900 hectares. Since 2016, the year in which cultivation became legal, the amount of land dedicated to this plant has grown to 4,000 hectares today. The main world producer is China, from which more than half of the production comes. Here chemical methods are used, while in Europe cleaner biological technologies have been introduced. You don&#8217;t get softness and the totally white color of cotton with neither of the two methods, that&#8217;s why hemp is often mixed with cotton, a not very sustainable fabric. It is therefore better to check the label when buying a piece of clothing in this material. Hemp has really many positive aspects: It is biodegradable, unlike synthetic fibers, so it does not pollute once its life cycle is over, as happens with petroleum-derived fabrics. Its cultivation does not require pesticides, synthetic fertilizers, GMO seeds or chemicals. It is densely cultivated, suffocating competing plants by blocking sunlight with its broad leaves, so no strong chemical herbicides are needed. In addition, it naturally reduces pests, making pesticides superfluous. Currently a large quantity of hemp is cultivated organically, without the need for any synthetic agricultural additives. It needs very little water and grows rapidly using 50% less water than cotton. It requires a relatively limited amount of land to cultivate. It has a fiber yield that reaches up to twice as much as cotton: one hectare of hemp produces the same fiber that can be obtained from four hectares of trees or two hectares of cotton. It can be grown in every season and at each growth cycle it is renewed by returning 60-70% of the necessary nutrients that it takes from the soil: it gradually matures and the falling foliage decomposes nourishing the soil. Its long roots aerate the soil for the benefit of future crops, eliminate toxins and also prevent soil erosion. It is best used in a crop in rotation, with soy, sorghum, etc. The root system and the foliage return the nitrogen that is so important for increasingly exploited land. Hemp plants absorb more carbon dioxide than trees and can remove toxins from the soil through the roots. Hemp provides an excellent habitat for wildlife and flowers are a good source of pollen for bees. Nothing about hemp is wasted in the production process: the seeds are used in food or supplements, flowers and leaves in cosmetics, stems in the production of natural fibre. It keeps the wearer warm in winter and cool in summer. Hemp fibres have the best heat capacity ratio compared to all other fibres, creating a personal air conditioning system. It is antimicrobial, antibacterial, anti-odor, hypoallergenic, absorbs body moisture and does not irritate the skin. Protects against UV rays. It is resilient, durable, flexible, it does not lose shape even after multiple washes. Hemp is also naturally resistant to mold, wear, dirt, shrinkage and sun damage. Hemp fibres are more resistant than cotton, as they travel the length of the stem which can reach up to about half a meter while those of cotton tend to be only a few centimetres long. This is why hemp sacks last longer and the canvas was used in the navy and by fishermen for the first sails, ropes and nets. These are important qualities when choosing a wrapper to carry the items we hold most, such as computer bags or our personal belongings when traveling. Hemp is therefore a fabric that we can consider sustainable. Do we want to find flaws? Like flax, hemp is easily rubbed, it can be a bit rough, it absorbs little color. For these reasons hemp is sometimes mixed with other fabrics, so as we said at the beginning it is better to check on the label before buying!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Italiano/English below pictures</p>


<p><img decoding="async" class="alignleft" src="data:image/tiff;base64,TU0AKgAABEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAFgAAACwAAAAgAAAABQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZAAAAiwAAAOAAAAD/AAAA/wAAAP8AAADzAAAArAAAADYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAWwAAAPIAAAD/AAAAzAAAAIUAAABrAAAAdgAAAKcAAADxAAAA/gAAAIcAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGIAAAD/AAAA6AAAAEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA4AAACHAAAA/AAAAIcAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAjAAAA9wAAAPIAAAAqAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABXAAAA/AAAADMAAAAAAAAAAAAAAJUAAAD/AAAAfQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACYAAAAoAAAAAAAAAAAAAAA3gAAAP8AAAAlAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAC4AAADiAAAAAAAAAAAAAAD6AAAA/wAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABQAAAPsAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAACAAAA/wAAAP8AAAD1AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA9gAAAAAAAAD/AAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA+wAAAPoAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAD7AAAAAAAAAAAAAABFAAAAPgAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/gAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAQAQAAAwAAAAEAEQAAAQEAAwAAAAEAEAAAAQIAAwAAAAQAAAUOAQMAAwAAAAEAAQAAAQYAAwAAAAEAAgAAAQoAAwAAAAEAAQAAAREABAAAAAEAAAAIARIAAwAAAAEAAQAAARUAAwAAAAEABAAAARYAAwAAAAEAEAAAARcABAAAAAEAAARAARwAAwAAAAEAAQAAASgAAwAAAAEAAgAAAVIAAwAAAAEAAgAAAVMAAwAAAAQAAAUWh3MABwAAAiQAAAUeAAAAAAAIAAgACAAIAAEAAQABAAEAAAIkYXBwbAQAAABtbnRyUkdCIFhZWiAH4QAHAAcADQAWACBhY3NwQVBQTAAAAABBUFBMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA9tYAAQAAAADTLWFwcGzKGpWCJX8QTTiZE9XR6hWCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAApkZXNjAAAA/AAAAGVjcHJ0AAABZAAAACN3dHB0AAABiAAAABRyWFlaAAABnAAAABRnWFlaAAABsAAAABRiWFlaAAABxAAAABRyVFJDAAAB2AAAACBjaGFkAAAB+AAAACxiVFJDAAAB2AAAACBnVFJDAAAB2AAAACBkZXNjAAAAAAAAAAtEaXNwbGF5IFAzAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHRleHQAAAAAQ29weXJpZ2h0IEFwcGxlIEluYy4sIDIwMTcAAFhZWiAAAAAAAADzUQABAAAAARbMWFlaIAAAAAAAAIPfAAA9v////7tYWVogAAAAAAAASr8AALE3AAAKuVhZWiAAAAAAAAAoOAAAEQsAAMi5cGFyYQAAAAAAAwAAAAJmZgAA8qcAAA1ZAAAT0AAACltzZjMyAAAAAAABDEIAAAXe///zJgAAB5MAAP2Q///7ov///aMAAAPcAADAbg==" alt="unknown.tiff" /> Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/show/audio-a-porter">Canapa</a></p>


<p>Ci chiediamo se davvero questa fibra sia sostenibile e da inserire nel nostro guardaroba più responsabile.</p>



<p>La canapa è un tipo di “fibra di rafia” che significa che è una delle numerose fibre naturali derivate dal fusto della pianta, come il lino, la iuta e l’ortica. La sua fibra è simile alla tela di lino.</p>



<p>La canapa&nbsp;<strong>è coltivata da migliaia di anni in quasi tutti i continenti</strong>. Si pensa sia la più antica pianta coltivata al mondo. Sono stati trovati tessuti di canapa datati circa 8.000 a.C., rappresentando così uno degli esempi più antichi di industria. Fino agli anni ’20, <strong><span style="color:#acc0a5" class="has-inline-color">l’80% dell’abbigliamento era realizzato con la canapa</span></strong>. Anche i jeans Levi Strauss erano inizialmente realizzati con una tela di canapa leggera.</p>



<p>Attualmente, più di 30 paesi coltivano questa pianta. La maggior parte dei produttori sono in Cina, Canada, Cile, Corea ed Europa (soprattutto nei paesi dell’Europa orientale come Romania, Ungheria e Russia, oltre che in Francia e Italia).</p>



<p><strong>Nel 1940 l’Italia dedicava alla coltura della canapa 90.000 ettari</strong>&nbsp;del proprio territorio, poi la coltivazione è stata abbandonata. Dal 1940 al 1970, le superfici sono scese a circa 900 ettari.&nbsp;&nbsp;Dal 2016, anno in cui la coltivazione è diventata legale, la quantità di terreno dedicata a questa pianta è cresciuta fino ai&nbsp;<strong>4.000 ettari di oggi</strong>.</p>



<p><strong>Il principale produttore mondiale è la Cina</strong>, da cui proviene oltre la metà della produzione. Qui si utilizzano metodi chimici, mentre in Europa sono state introdotte tecnologie più pulite di tipo biologico. Non si ottiene morbidezza e il colore totalmente bianco del cotone con nessuno dei due metodi, ecco perché spesso la canapa è mischiata al cotone, un tessuto non molto sostenibile.&nbsp;<strong>Meglio perciò verificare l’etichetta quando acquistate un capo di abbigliamento in questo materiale</strong>.</p>



<p><span style="color:#acc0a5" class="has-inline-color"><strong>La canapa ha davvero&nbsp;tanti aspetti positivi</strong>:</span></p>



<ul class="wp-block-list"><li>È&nbsp;<strong>biodegradabile</strong>, diversamente dalle fibre sintetiche, per cui non inquina una volta terminato il suo ciclo di vita come succede con i tessuti derivati dal petrolio.</li><li>La sua coltivazione&nbsp;<strong>non richiede pesticidi, fertilizzanti sintetici, semi OGM né prodotti chimici</strong>. È densamente coltivata, soffoca le piante in competizione bloccando la luce del sole con le sue ampie foglie, per cui non sono necessari forti erbicidi chimici. Inoltre, riduce naturalmente i parassiti, rendendo superflui i pesticidi. Attualmente una grande quantità di canapa è coltivata biologicamente, senza bisogno di alcun additivo agricolo sintetico.</li><li>Ha bisogno di&nbsp;<strong>pochissima acqua</strong>&nbsp;e cresce rapidamente utilizzando il 50% in meno di acqua rispetto al cotone.</li><li>Richiede una&nbsp;<strong>quantità relativamente limitata di terra</strong>&nbsp;da coltivare. Ha una resa in fibra che arriva fino al doppio rispetto al cotone: un ettaro di canapa produce la stessa fibra ricavabile da quattro ettari di alberi o due ettari di cotone.</li><li>Può essere coltivata in ogni stagione e ad ogni ciclo di crescita&nbsp;<strong>si rinnova restituendo il 60-70% dei nutrienti necessari</strong>&nbsp;che prende dal terreno: pian piano matura e il fogliame che cade si decompone nutrendo il suolo. Le sue lunghe radici aerano il terreno a beneficio delle colture future, eliminano le tossine e prevenendo anche l’erosione del suolo. Si utilizza al meglio in un raccolto a rotazione, con soia, sorgo, ecc. L’apparato radicale e il fogliame restituiscono l’azoto tanto importante per i terreni sempre più sfruttati.</li><li>Le piante di canapa&nbsp;<strong>assorbono più anidride carbonica degli alberi</strong>&nbsp;e possono rimuovere le tossine dal suolo attraverso le radici. La canapa fornisce un habitat eccellente per la fauna selvatica e i fiori sono una buona fonte di polline per le api.</li><li><strong>Nulla della canapa viene sprecato</strong>&nbsp;nel processo produttivo: i semi sono utilizzati in prodotti alimentari o integratori, i fiori e le foglie nella cosmesi, i gambi nella produzione di fibra naturale.</li><li>Tiene chi lo indossa&nbsp;<strong>caldo d’inverno e fresco d’estate</strong>. Le fibre di canapa hanno il miglior rapporto di capacità termica rispetto a tutte le altre fibre, creando un sistema di aria condizionata personale.</li><li>È antimicrobica, antibatterica, antiodore, ipoallergenica, assorbe l’umidità del corpo e non irrita la pelle.</li><li><strong>Protegge&nbsp;dai raggi UV</strong>.</li><li>È resiliente,&nbsp;<strong>duratura</strong>, flessibile, non perde forma anche dopo più lavaggi. La canapa è anche naturalmente&nbsp;<strong>resistente alla muffa, all’usura, allo sporco, al restringimento e ai danni del sole</strong>. Le fibre di canapa sono più resistenti del cotone, poiché percorrono la lunghezza del gambo che può arrivare fino a circa mezzo metro mentre quelle del cotone tendono ad essere lunghe solo pochi centimetri. Per questo i sacchi di canapa durano di più e la tela era utilizzata in marina e dai pescatori per le prime vele, per corde e reti. Queste sono qualità importanti quando si sceglie un involucro per trasportare gli oggetti a cui più teniamo, come borse porta computer o i nostri effetti personali in viaggio.</li></ul>



<p><span style="color:#acc0a5" class="has-inline-color"><strong>La canapa è quindi un tessuto che possiamo considerare sostenibile</strong>. </span>Vogliamo trovarne difetti? Come il lino, la canapa si stropiccia facilmente, può essere un po’ ruvida, assorbe poco colore. Per questi motivi la canapa é a volte mescolata con altri tessuti, per cui come dicevamo all’inizio meglio verificare in etichetta prima di acquistare!</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="225" height="225" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown.jpeg" alt="" data-id="1840" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=1840" class="wp-image-1840" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown.jpeg 225w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown-100x100.jpeg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown-150x150.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown-75x75.jpeg 75w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Foto: canapapuglia.it</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="259" height="194" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown-1.jpeg" alt="" data-id="1841" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=1841" class="wp-image-1841"/><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Foto: agricanapa.com</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="613" height="408" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Img-1.jpg" alt="" data-id="1843" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=1843" class="wp-image-1843" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Img-1.jpg 613w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Img-1-600x399.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Img-1-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 613px) 100vw, 613px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Foto: canapaindustriale.it</figcaption></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-embed-wordpress wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-spreaker"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Canapa: è davvero una fibra sostenibile da introdurre nel nostro armadio più responsabile? - Audio-à-porter" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=26897236&#038;theme=light&#038;playlist=false&#038;cover_image_url=https%3A%2F%2Fd3wo5wojvuv7l.cloudfront.net%2Fimages.spreaker.com%2Foriginal%2F22cb435f37ee6d000e3785eac0e80b35.jpg#?secret=yHUgWpQban" data-secret="yHUgWpQban" width="960" height="1000" frameborder="0"></iframe>
</div></figure>


<p></p>
<hr>
<h5><span style="color: #acc0a5;"><strong>English &#8211;&nbsp;Hemp: is it really a sustainable fibre to be included in our more responsible wardrobe?</strong></span></h5>


<p>We wonder if this fibre is really sustainable and if should be included in our more responsible wardrobe.</p>



<p>Hemp is a type of &#8220;raffia fibre&#8221; which means that it is one of several natural fibres derived from the stem of the plant, such as flax, jute and nettle. Its fiber is similar to linen.</p>



<p><strong>Hemp has been cultivated for thousands of years on almost every continent.</strong> It is thought to be the oldest cultivated plant in the world. Hemp fabrics dating from around 8,000 BC have been found, representing one of the oldest examples of industry. Until the 1920s, 80% of clothing was made with hemp. Even the Levi Strauss jeans were initially made with a light canvas.</p>



<p>Currently, more than 30 countries grow this plant. Most producers are in China, Canada, Chile, Korea and Europe (especially in Eastern European countries such as Romania, Hungary and Russia, as well as in France and Italy).</p>


<p><strong>In 1940 Italy dedicated 90,000 hectares of its territory to the cultivation of hemp</strong>, then the cultivation was abandoned. From 1940 to 1970, the surfaces fell to around 900 hectares. Since 2016, the year in which cultivation became legal, the amount of land dedicated to this plant has grown to <strong>4,000 hectares today</strong>.</p>
<p>The main world producer is China, from which more than half of the production comes. Here chemical methods are used, while in Europe cleaner biological technologies have been introduced. You don&#8217;t get softness and the totally white color of cotton with neither of the two methods, that&#8217;s why hemp is often mixed with cotton, a not very sustainable fabric. <strong>It is therefore better to check the label when buying a piece of clothing in this material.</strong></p>
<p>Hemp has really <strong>many positive aspects</strong>:</p>
<ul>
<li>It is <strong>biodegradable</strong>, unlike synthetic fibers, so it does not pollute once its life cycle is over, as happens with petroleum-derived fabrics.</li>
<li>Its cultivation <strong>does not require pesticides, synthetic fertilizers, GMO seeds or chemicals</strong>. It is densely cultivated, suffocating competing plants by blocking sunlight with its broad leaves, so no strong chemical herbicides are needed. In addition, it naturally reduces pests, making pesticides superfluous. Currently a large quantity of hemp is cultivated organically, without the need for any synthetic agricultural additives.</li>
<li>It <strong>needs very little water</strong> and grows rapidly using 50% less water than cotton.</li>
<li>It <strong>requires a relatively limited amount of land </strong>to cultivate. It has a fiber yield that reaches up to twice as much as cotton: one hectare of hemp produces the same fiber that can be obtained from four hectares of trees or two hectares of cotton.</li>
<li>It can be grown in every season and at each growth cycle <strong>it is renewed by returning 60-70% of the necessary nutrients</strong> that it takes from the soil: it gradually matures and the falling foliage decomposes nourishing the soil. Its long roots aerate the soil for the benefit of future crops, eliminate toxins and also prevent soil erosion. It is best used in a crop in rotation, with soy, sorghum, etc. The root system and the foliage return the nitrogen that is so important for increasingly exploited land.</li>
<li>Hemp plants <strong>absorb more carbon dioxide than trees</strong> and can remove toxins from the soil through the roots. Hemp provides an excellent habitat for wildlife and flowers are a good source of pollen for bees.</li>
<li><strong>Nothing about hemp is wasted</strong> in the production process: the seeds are used in food or supplements, flowers and leaves in cosmetics, stems in the production of natural fibre.</li>
<li>It keeps the wearer <strong>warm in winter and cool in summer</strong>. Hemp fibres have the best heat capacity ratio compared to all other fibres, creating a personal air conditioning system.</li>
<li>It is antimicrobial, antibacterial, anti-odor, hypoallergenic, absorbs body moisture and does not irritate the skin.</li>
<li><strong>Protects against UV rays</strong>.</li>
<li>It is resilient, <strong>durable</strong>, flexible, it does not lose shape even after multiple washes. Hemp is also naturally <strong>resistant to mold, wear, dirt, shrinkage and sun damage</strong>. Hemp fibres are more resistant than cotton, as they travel the length of the stem which can reach up to about half a meter while those of cotton tend to be only a few centimetres long. This is why hemp sacks last longer and the canvas was used in the navy and by fishermen for the first sails, ropes and nets. These are important qualities when choosing a wrapper to carry the items we hold most, such as computer bags or our personal belongings when traveling.</li>
</ul>
<p>Hemp is therefore a fabric that we can consider sustainable. Do we want to find flaws? Like flax, hemp is easily rubbed, it can be a bit rough, it absorbs little color. For these reasons hemp is sometimes mixed with other fabrics, so as we said at the beginning it is better to check on the label before buying!</p>


<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="225" height="225" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown.jpeg" alt="" data-id="1840" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=1840" class="wp-image-1840" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown.jpeg 225w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown-100x100.jpeg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown-150x150.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown-75x75.jpeg 75w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Foto: canapapuglia.it</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="259" height="194" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Unknown-1.jpeg" alt="" data-id="1841" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=1841" class="wp-image-1841"/><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Foto: agricanapa.com</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="613" height="408" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Img-1.jpg" alt="" data-id="1843" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=1843" class="wp-image-1843" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Img-1.jpg 613w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Img-1-600x399.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/03/Img-1-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 613px) 100vw, 613px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Foto: canapaindustriale.it</figcaption></figure></li></ul></figure>
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