<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>second-hand &#8211; Dress Ecode</title>
	<atom:link href="https://dress-ecode.com/tag/second-hand-2/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://dress-ecode.com</link>
	<description>Come vestire sostenibile/ How to dress happily green and fair</description>
	<lastBuildDate>Mon, 09 Jan 2023 14:55:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>

<image>
	<url>https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/cropped-Dress-ECOde-1-2-32x32.png</url>
	<title>second-hand &#8211; Dress Ecode</title>
	<link>https://dress-ecode.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">222301655</site>	<item>
		<title>Dress code per un&#8217;occasione speciale: e ora? Soluzioni più sostenibili</title>
		<link>https://dress-ecode.com/dress-code-per-unoccasione-speciale-e-ora-soluzioni-piu-sostenibili/</link>
					<comments>https://dress-ecode.com/dress-code-per-unoccasione-speciale-e-ora-soluzioni-piu-sostenibili/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2023 09:12:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dress ECOde's lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Responsible life / Stile di vita resp.]]></category>
		<category><![CDATA[Vita da Dress ECOde]]></category>
		<category><![CDATA[occasione elegante]]></category>
		<category><![CDATA[second-hand]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://dress-ecode.com/?p=16408</guid>

					<description><![CDATA[Una cena di Natale, annunciata come un&#8217;occasione da festeggiare con un dress code da lì a poco comunicato. Tutto nasce da qui. Ti chiederai &#8220;cosa c&#8217;è di speciale? Perché ne parliamo qui?&#8221;. Di speciale c&#8217;è che, invece di correre ad acquistare qualcosa di nuovo appena ricevuti i dettagli dell&#8217;abbigliamento richiesto per la serata, si è trasformata in una sfida ad arrivare vestite a tema e soddisfatte scegliendo l&#8217;ottica di una maggiore sostenibilità e consapevolezza. Sì, va bene, ma dove trovo ora un abito rosso elegante (sostenibile)? Nell&#8217;armadio ne ho due o tre, non da sera. Nel gruppo di amiche alcune sono già alla ricerca nelle vetrine della città, altre si sono riversate su Amazon&#8230; Decido di procedere ovviamente in modo diverso. Non solo. Mi dico: &#8220;E se provassi ad arrivare con un abito dall&#8217;effetto &#8216;Wow&#8217; raccontando che ho scelto la strada della moda sostenibile? Potrebbe invogliare altre persone mostrando quanto non sia poi così difficile vestire green ed etico (che è lo slogan di Dress ECOde)&#8221;. Sfruttando la passione per le ricerche in rete, mi metto in azione passando in rassegna i negozi second-hand. Se un giorno mi stanco o mi accorgo di lasciarlo parcheggiato nell&#8217;armadio, posso sempre vendere il vestito rimettendolo in circolo. Vinted mi sembra offrire ampia scelta per un budget limitato. Dopo aver scandagliato decine e decine di annunci, mi accorgo di avere una lista di una quindicina di opzioni tra i 7 e i 40 euro. Alla fine scelgo un abito con un&#8217;etichetta di marchio italiano, Elisa Landri. Guardo e riguardo la foto: mi sembra possa cadere bene per più forme del corpo, in modo da andare più o meno a colpo sicuro. La transazione è veloce, la venditrice precisa e l&#8217;abito arriva così com&#8217;è in foto, praticamente nuovo. Una pochette vintage di Furla, eredità della nonna. Un paio di scarpe che conservo con cura da una decina di anni. Un coprispalle second-hand. Ci siamo! Ti mostro nelle foto il risultato. La sera della cena ho ripetuto a ogni &#8220;Che bel vestito!&#8221; la scelta del second-hand (&#8220;È usato, lo diresti mai?&#8221;) e del vintage. Già nella chat del gruppo di amiche avevo raccontato di questa strada per risolvere l&#8217;esigenza del dress code. E proprio nella chat la mia decisione si intreccia con quella di Antonella. Una strada diversa, sempre in ottica di sostenibilità, che ci racconta qui: (Puoi ascoltare l&#8217;intervista ad Antonella anche su Spreaker) Ciao Antonella, grazie perché hai accettato di raccontare anche la tua esperienza in merito a questa occasione a cui abbiamo partecipato insieme. La prima domanda che voglio farti è: che cosa hai pensato quando hai letto del dress code? “Quando ho ricevuto la mail con le indicazioni per la serata e ho scoperto che il dress code prevedeva il red, nello specifico il rosso natalizio, sono andata un attimo in ansia in quanto sapevo per certo che nel mio armadio non ci fossero vestiti totalmente rossi”. Quindi non avevi un abito rosso già pronto nell&#8217;armadio? Perché non ne hai mai avuti oppure ne avevi e ti sei stancata? È un colore che non indossi? “In realtà in passato avevo fatto l&#8217;errore di acquistare un vestito totalmente rosso di cui mi ero innamorata vedendolo in vetrina. Mi valorizzava anche come modello di vestito. L&#8217;ho provato, mi sono innamorata, l&#8217;ho acquistato (tra l&#8217;altro è costato anche tanti soldi). L&#8217;ho indossato per quella serata, era un Capodanno, e dopo di allora non l’avevo più indossato. Per lungo tempo mi chiedevo come mai non lo indossassi, essendo un modello che mi valorizzava nelle forme. Non capivo però perché alla fine la scelta ricadeva sempre su altro. L&#8217;avevo pagato tanto e quindi non riuscivo a buttarlo o comunque a toglierlo dal mio armadio. Quando poi ho scoperto l’armocromia, ho realizzato che nella mia palette di colori, quelli che risaltano i miei colori dell&#8217;incarnato, il sottotono degli occhi e dei capelli, non c&#8217;era il rosso, nello specifico rosso natalizio. In quel momento quindi ho preso coscienza di questa cosa. Sapevo che non l&#8217;avrei mai più indossato o comunque salvo modificandolo, portandolo da una sarta, cercando di creare delle applicazioni o altro. Però questo mi avrebbe comportato un dispiego di energie, tempo, acquisto di altre stoffe, applicazioni, eccetera. Allora scelsi di donarlo, eliminandolo dal mio armadio”. Antonella, è accaduto solo col vestito rosso oppure stai rivedendo il tuo modo di gestire il tuo guardaroba e i vestiti che sono all&#8217;interno, quindi stai proprio cambiando anche un approccio all&#8217;abbigliamento? “Diciamo che sto mantenendo questa condotta, chiamiamola così, nell&#8217;ultimo anno, nell&#8217;ultimo paio d&#8217;anni. Perché ho capito quanto il marketing, la pubblicità punti sul nostro fattore emozionale e ci induca ad acquistare cose che ci sembrano fondamentali, essenziali. Sembra che non possiamo farne a meno, ma poi una volta inserite nelle nostre case diventano dei pesi. Quindi ho iniziato a fare proprio un decluttering, molto ponderato e approfondito, cercando di capire che cosa nello specifico nell&#8217;armadio, in realtà in tutta la casa, rimanesse bloccato lì. Solo perché c&#8217;era un gancio emotivo e non perché fosse funzionale al farmi stare bene, farmi sentire a mio agio. Quindi è un po’ di tempo che sto già operando scelte di decluttering, di donazione di questi abiti a persone che so che possono dare nuova vita, perché le valorizza di più, oppure proprio alla Caritas, a persone che ne hanno bisogno. Essendo poi molto sensibile alle tematiche eco-friendly, alla natura, agli animali sto proprio riflettendo molto su ogni acquisto, cioè nel momento in cui lo faccio sul se realmente io ne abbia bisogno”. Quando hai letto del dress code che cosa hai deciso di fare? Perché abbiamo visto io ho deciso di andare per una strada, invece tu che cosa hai pensato? E alla fine qual è stata la tua scelta? “Ho scelto di non acquistare un abito nuovo perché sapevo che avrebbe fatto la fine di quell&#8217;abito rosso meraviglioso di Capodanno, che sarebbe rimasto lì appeso nell&#8217;armadio. Quindi dovevo trovare una soluzione utilizzando quello che c&#8217;era. Ho aperto il mio armadio e cercando tra i vestiti delle feste, diciamo un po’ più lunghi, un po’ più da cerimonia, ho trovato incellophanato ben nascosto questo abito. Nel top, nel corpetto è nero a giromanica, sopra nero di velo trasparente. Nella parte del top, dal seno alla vita è lucido con delle paillettes. Nella parte di sotto, invece, ha una gonna lunga, molto ampia di tulle, un po’ trasparente, con delle applicazioni di fiori rossi molto grandi e con in vita una cintura rossa e nera. Quindi questa poteva essere la soluzione, anche se guardandolo avevo la sensazione che ci fosse poco rosso, visto che non era stato specificato che la serata dovesse essere total red, ma comunque l&#8217;impatto visivo sarebbe stato sul nero del corpetto e poi dopo sulla parte rossa. Ho pensato di trovare una soluzione, di aumentare il rosso del mio abito. A quel punto ho scritto un messaggio sul gruppo Whatsapp di un corso di crescita personale che sto facendo per cercare un brainstorming chiedendo aiuto alle mie amiche. Arianna é prontamente intervenuta dandomi dei consigli su come valorizzare e come aumentare il rosso nella parte alta del vestito. Lei mi ha gentilmente prestato la sua borsa rossa tipo pochette”. Sì, Antonella, è una borsa vintage rossa, tra l&#8217;altro con l&#8217;iniziale A, che sta sia per Arianna sia per Antonella. “Stava in mano, e quindi comunque aumentava il rosso sul corpo, sulla parte alta. Mi aveva proposto anche un coprispalle, non essendo sicure del punto di rosso l&#8217;ho provato ma in realtà non stava molto bene. Così pensando, guardando, cercando immagini su internet mi è venuta l&#8217;idea dei guanti. Tra l&#8217;altro io avevo un paio di guanti rossi perché li avevo utilizzati in una serata da ballo mi pare. Erano guanti però solo sulla mano, quindi diciamo che comunque erano un po’ più di rosso, ma non abbastanza, essendo che poi il braccio rimaneva comunque totalmente scoperto. Quindi l’idea è caduta sui guanti lunghi rossi. Purtroppo ci siamo ridotti all&#8217;ultimo, quindi è stata veramente quasi una magia. Quella sera Arianna è arrivata con i guanti lunghi di raso rossi!” Sì, Anto, qui ha funzionato proprio la chat dove tra noi ci siamo aiutate, nel senso che abbiamo portato magari degli accessori in più, qualcosa in più di rosso e io ho visto sbucare questi guanti rossi da Eleonora. Subito ho pensato: “Questi sono perfetti per l&#8217;abito di Antonella!” “Che ho indossato, aumentando totalmente il rosso nella parte alta. Ho alzato i capelli, così da non far prevalere lo scuro dei capelli insieme al corpetto che rimaneva nero. Nel complesso il vestito ha aumentato il rosso rispetto al nero. Hanno inoltre sortito un effetto davvero bellissimo, oltre ad aver dato anche una nota di eleganza in più al vestito che, pur essendo lungo, avevo cercato di rendere un pochino più sportivo mettendo un anfibio sotto”. Come ti sembra sia andata questa esperienza, Antonella? Qual è stato il risultato alla fine? “Il risultato è stato assolutamente fantastico”. Lo rifaresti? Lo consiglieresti quindi invece di comprare un abito nuovo per un&#8217;occasione speciale, come in questo caso? “Proprio perché mi sono resa conto che da un&#8217;idea lanciata in un gruppo alla fine è venuto fuori questo risultato così bello, dopo qualche giorno ho replicato. Quando una mia amica mi ha chiamato nel panico perché avevano dato un&#8217;indicazione per un matrimonio in cui è stata invitata. Le donne avrebbero dovuto mantenersi su tinte che oscillavano tra il glicine e il rosa. Non avendo nulla e mettendosi all&#8217;ultimo a cercare il vestito, tra l&#8217;altro invernale, per questo matrimonio e non avendo trovato nulla, le ho consigliato di mandare messaggi nei suoi gruppi Whatsapp più disparati. Amiche, colleghe, compagne delle medie, insomma tutti quei gruppi che pullulano nei nostri cellulari, chiedendo consiglio e supporto per questa situazione che si era creata&#8221;. Com&#8217;è andata? “È riuscita a trovare un paio di guanti anche lei, una pochette, un&#8217;acconciatura per capelli, un foularino leggerissimo di velo e un coprispalle. Tutto questo che appunto andava sulle tonalità che lei aveva richiesto, aggiunti all’abito leggerissimo color cipria che era quello a cui lei aveva pensato, alla fine il risultato è stato fantastico. È stata felicissima. Anche io altrettanto felice di aver potuto replicare un&#8217;esperienza fantastica che a me aveva portato un risultato bellissimo, e che anche a lei aveva dato questo risultato altrettanto bello”. Che bello, Antonella mi fa davvero tanto piacere! Perché quindi ci sono delle possibilità oltre a quella di prendere e andare ad acquistare un vestito, un accessorio, qualcosa di nuovo solo per una determinata occasione! Quindi, tirando le somme, cosa ti senti di dire di questa esperienza? “Sono felice di aver potuto trovare questa soluzione nella mia situazione di difficoltà, chiamiamola così. Di aver compreso che ci sono tante possibilità oltre a quella più semplice del momento dell&#8217;acquistare, andare a cercare, andare nel nuovo. Sono felice di averlo già replicato. Perché proprio perché ha dato un&#8217;esperienza, un&#8217;emozione positiva sarà a sua volta replicato anche dalla mia amica”. &#160; Grazie Antonella per aver colto l&#8217;occasione di provare un modo diverso di vestirsi anche quando si presentano queste richieste, queste esigenze. Grazie per aver replicato l&#8217;esempio anche con le amiche. È molto bello immaginare una catena positiva di questo tipo, e chissà che magari qualcuno ascoltando questo podcast non abbia la stessa idea e non continui questa catena positiva, in modo da fermare degli acquisti a volte compulsivi, a volte anche un pochino inutili. E poi, diciamolo, è stato anche molto divertente scambiarci gli accessori e scambiare i consigli! Grazie ancora Antonella per la tua esperienza. Antonella Minardi, che ho incontrato in un percorso di crescita personale, è amante della natura, adora i gatti, vive e lavora nel Cilento a Salerno. &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/52389161"><img decoding="async" class=" wp-image-15706 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="200" height="78" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Una cena di Natale, annunciata come un&#8217;occasione da festeggiare con un dress code da lì a poco comunicato. Tutto nasce da qui. Ti chiederai &#8220;cosa c&#8217;è di speciale? Perché ne parliamo qui?&#8221;. Di speciale c&#8217;è che, invece di correre ad acquistare qualcosa di nuovo appena ricevuti i dettagli dell&#8217;abbigliamento richiesto per la serata, si è trasformata in una sfida ad arrivare vestite a tema e soddisfatte scegliendo l&#8217;ottica di una maggiore sostenibilità e consapevolezza.</p>
<h5><span style="color: #a44043;">Sì, va bene, ma dove trovo ora un abito rosso elegante (sostenibile)?</span></h5>
<p>Nell&#8217;armadio ne ho due o tre, non da sera. Nel gruppo di amiche alcune sono già alla ricerca nelle vetrine della città, altre si sono riversate su Amazon&#8230; Decido di procedere ovviamente in modo diverso. Non solo. Mi dico: &#8220;E se provassi ad arrivare con un abito dall&#8217;effetto &#8216;Wow&#8217; raccontando che ho scelto la strada della moda sostenibile? Potrebbe invogliare altre persone mostrando quanto non sia poi così difficile vestire green ed etico (che è lo slogan di Dress ECOde)&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #a44043;">Sfruttando la passione per le ricerche in rete, mi metto in azione passando in rassegna i negozi second-hand.</span></h5>
<p>Se un giorno mi stanco o mi accorgo di lasciarlo parcheggiato nell&#8217;armadio, posso sempre vendere il vestito rimettendolo in circolo. Vinted mi sembra offrire ampia scelta per un budget limitato. Dopo aver scandagliato decine e decine di annunci, mi accorgo di avere una lista di una quindicina di opzioni tra i 7 e i 40 euro. Alla fine scelgo un abito con un&#8217;etichetta di marchio italiano, Elisa Landri. Guardo e riguardo la foto: mi sembra possa cadere bene per più forme del corpo, in modo da andare più o meno a colpo sicuro. La transazione è veloce, la venditrice precisa e l&#8217;abito arriva così com&#8217;è in foto, praticamente nuovo.</p>
<p>Una pochette vintage di Furla, eredità della nonna. Un paio di scarpe che conservo con cura da una decina di anni. Un coprispalle second-hand. Ci siamo! Ti mostro nelle foto il risultato.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-16417" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/abito-elegante-sostenibile-.jpg" alt="" width="1797" height="989" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/abito-elegante-sostenibile-.jpg 1797w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/abito-elegante-sostenibile--600x330.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/abito-elegante-sostenibile--300x165.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/abito-elegante-sostenibile--1024x564.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/abito-elegante-sostenibile--768x423.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/abito-elegante-sostenibile--1536x845.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/abito-elegante-sostenibile--1160x638.jpg 1160w" sizes="(max-width: 1797px) 100vw, 1797px" /></p>
<p>La sera della cena ho ripetuto a ogni &#8220;Che bel vestito!&#8221; la scelta del <a href="https://dress-ecode.com/2021/01/29/moda-second-hand-boom/">second-hand</a> (&#8220;È usato, lo diresti mai?&#8221;) e del vintage. Già nella chat del gruppo di amiche avevo raccontato di questa strada per risolvere l&#8217;esigenza del dress code. E proprio nella chat la mia decisione si intreccia con quella di Antonella. Una strada diversa, sempre in ottica di sostenibilità, che ci racconta qui:</p>
<p><iframe title="Spotify Embed: LIVE - Dress code per un’occasione speciale: e ora?" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/02W2Is9kfWhL1jOWCnFpnt?si=921693c647ea481c&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>(Puoi ascoltare l&#8217;intervista ad Antonella anche su <a href="https://www.spreaker.com/user/dressecode/vestito-di-natale-07-01-2023-11-46">Spreaker</a>)</p>
<h5><span style="color: #a44043;">Ciao Antonella, grazie perché hai accettato di raccontare anche la tua esperienza in merito a questa occasione a cui abbiamo partecipato insieme. La prima domanda che voglio farti è: che cosa hai pensato quando hai letto del dress code?</span></h5>
<p>“Quando ho ricevuto la mail con le indicazioni per la serata e ho scoperto che il dress code prevedeva il red, nello specifico il rosso natalizio, sono andata un attimo in ansia in quanto sapevo per certo che nel mio armadio non ci fossero vestiti totalmente rossi”.</p>
<h5><span style="color: #a44043;">Quindi non avevi un abito rosso già pronto nell&#8217;armadio? Perché non ne hai mai avuti oppure ne avevi e ti sei stancata? È un colore che non indossi?</span></h5>
<figure id="attachment_16447" aria-describedby="caption-attachment-16447" style="width: 367px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-16447" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/IMG_2917.jpg" alt="" width="367" height="466" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/IMG_2917.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/IMG_2917-600x762.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/IMG_2917-236x300.jpg 236w" sizes="(max-width: 367px) 100vw, 367px" /><figcaption id="caption-attachment-16447" class="wp-caption-text">Tutto è partito da un messaggio nella chat di gruppo</figcaption></figure>
<p>“In realtà in passato avevo fatto l&#8217;errore di acquistare un vestito totalmente rosso di cui mi ero innamorata vedendolo in vetrina. Mi valorizzava anche come modello di vestito. L&#8217;ho provato, mi sono innamorata, l&#8217;ho acquistato (tra l&#8217;altro è costato anche tanti soldi). L&#8217;ho indossato per quella serata, era un Capodanno, e dopo di allora non l’avevo più indossato. Per lungo tempo mi chiedevo come mai non lo indossassi, essendo un modello che mi valorizzava nelle forme. Non capivo però perché alla fine la scelta ricadeva sempre su altro. L&#8217;avevo pagato tanto e quindi non riuscivo a buttarlo o comunque a toglierlo dal mio armadio. Quando poi ho scoperto l’<a href="https://dress-ecode.com/2020/07/14/riscopriamo-la-nostra-bellezza-per-un-armadio-piu-sostenibile-armocromia-terza-puntata/">armocromia</a>, ho realizzato che nella mia palette di colori, quelli che risaltano i miei colori dell&#8217;incarnato, il sottotono degli occhi e dei capelli, non c&#8217;era il rosso, nello specifico rosso natalizio. In quel momento quindi ho preso coscienza di questa cosa. Sapevo che non l&#8217;avrei mai più indossato o comunque salvo modificandolo, portandolo da una sarta, cercando di creare delle applicazioni o altro. Però questo mi avrebbe comportato un dispiego di energie, tempo, acquisto di altre stoffe, applicazioni, eccetera. Allora scelsi di donarlo, eliminandolo dal mio armadio”.</p>
<h5><span style="color: #a44043;">Antonella, è accaduto solo col vestito rosso oppure stai rivedendo il tuo modo di gestire il tuo guardaroba e i vestiti che sono all&#8217;interno, quindi stai proprio cambiando anche un approccio all&#8217;abbigliamento?</span></h5>
<p>“Diciamo che sto mantenendo questa condotta, chiamiamola così, nell&#8217;ultimo anno, nell&#8217;ultimo paio d&#8217;anni. Perché ho capito quanto il marketing, la pubblicità punti sul nostro fattore emozionale e ci induca ad acquistare cose che ci sembrano fondamentali, essenziali. Sembra che non possiamo farne a meno, ma poi una volta inserite nelle nostre case diventano dei pesi. Quindi ho iniziato a fare proprio un <em>decluttering</em>, molto ponderato e approfondito, cercando di capire che cosa nello specifico nell&#8217;armadio, in realtà in tutta la casa, rimanesse bloccato lì. Solo perché c&#8217;era un gancio emotivo e non perché fosse funzionale al farmi stare bene, farmi sentire a mio agio. Quindi è un po’ di tempo che sto già operando scelte di <em>decluttering</em>, di donazione di questi abiti a persone che so che possono dare nuova vita, perché le valorizza di più, oppure proprio alla Caritas, a persone che ne hanno bisogno. Essendo poi molto sensibile alle tematiche eco-friendly, alla natura, agli animali sto proprio riflettendo molto su ogni acquisto, cioè nel momento in cui lo faccio sul se realmente io ne abbia bisogno”.</p>
<h5><span style="color: #a44043;">Quando hai letto del dress code che cosa hai deciso di fare? Perché abbiamo visto io ho deciso di andare per una strada, invece tu che cosa hai pensato? E alla fine qual è stata la tua scelta?</span></h5>
<p>“Ho scelto di non acquistare un abito nuovo perché sapevo che avrebbe fatto la fine di quell&#8217;abito rosso meraviglioso di Capodanno, che sarebbe rimasto lì appeso nell&#8217;armadio. Quindi dovevo trovare una soluzione utilizzando quello che c&#8217;era. Ho aperto il mio armadio e cercando tra i vestiti delle feste, diciamo un po’ più lunghi, un po’ più da cerimonia, ho trovato incellophanato ben nascosto questo abito. Nel top, nel corpetto è nero a giromanica, sopra nero di velo trasparente. Nella parte del top, dal seno alla vita è lucido con delle paillettes. Nella parte di sotto, invece, ha una gonna lunga, molto ampia di tulle, un po’ trasparente, con delle applicazioni di fiori rossi molto grandi e con in vita una cintura rossa e nera. Quindi questa poteva essere la soluzione, anche se guardandolo avevo la sensazione che ci fosse poco rosso, visto che non era stato specificato che la serata dovesse essere <em>total red</em>, ma comunque l&#8217;impatto visivo sarebbe stato sul nero del corpetto e poi dopo sulla parte rossa. Ho pensato di trovare una soluzione, di aumentare il rosso del mio abito. A quel punto ho scritto un messaggio sul gruppo Whatsapp di un corso di crescita personale che sto facendo per cercare un brainstorming chiedendo aiuto alle mie amiche. Arianna é prontamente intervenuta dandomi dei consigli su come valorizzare e come aumentare il rosso nella parte alta del vestito. Lei mi ha gentilmente prestato la sua borsa rossa tipo pochette”.</p>
<h5><span style="color: #a44043;">Sì, Antonella, è una borsa vintage rossa, tra l&#8217;altro con l&#8217;iniziale A, che sta sia per Arianna sia per Antonella.</span></h5>
<p>“Stava in mano, e quindi comunque aumentava il rosso sul corpo, sulla parte alta. Mi aveva proposto anche un coprispalle, non essendo sicure del punto di rosso l&#8217;ho provato ma in realtà non stava molto bene. Così pensando, guardando, cercando immagini su internet mi è venuta l&#8217;idea dei guanti. Tra l&#8217;altro io avevo un paio di guanti rossi perché li avevo utilizzati in una serata da ballo mi pare. Erano guanti però solo sulla mano, quindi diciamo che comunque erano un po’ più di rosso, ma non abbastanza, essendo che poi il braccio rimaneva comunque totalmente scoperto. Quindi l’idea è caduta sui guanti lunghi rossi. Purtroppo ci siamo ridotti all&#8217;ultimo, quindi è stata veramente quasi una magia. Quella sera Arianna è arrivata con i guanti lunghi di raso rossi!”</p>
<h5><span style="color: #a44043;">Sì, Anto, qui ha funzionato proprio la chat dove tra noi ci siamo aiutate, nel senso che abbiamo portato magari degli accessori in più, qualcosa in più di rosso e io ho visto sbucare questi guanti rossi da Eleonora. Subito ho pensato: “Questi sono perfetti per l&#8217;abito di Antonella!”</span></h5>
<p>“Che ho indossato, aumentando totalmente il rosso nella parte alta. Ho alzato i capelli, così da non far prevalere lo scuro dei capelli insieme al corpetto che rimaneva nero. Nel complesso il vestito ha aumentato il rosso rispetto al nero. Hanno inoltre sortito un effetto davvero bellissimo, oltre ad aver dato anche una nota di eleganza in più al vestito che, pur essendo lungo, avevo cercato di rendere un pochino più sportivo mettendo un anfibio sotto”.</p>
<h5><span style="color: #a44043;">Come ti sembra sia andata questa esperienza, Antonella? Qual è stato il risultato alla fine?</span></h5>
<p>“Il risultato è stato assolutamente fantastico”.</p>
<h5><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-16428" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/Abito-elegante-da-sera-sostenibile.jpg" alt="" width="1788" height="1018" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/Abito-elegante-da-sera-sostenibile.jpg 1788w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/Abito-elegante-da-sera-sostenibile-600x342.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/Abito-elegante-da-sera-sostenibile-300x171.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/Abito-elegante-da-sera-sostenibile-1024x583.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/Abito-elegante-da-sera-sostenibile-768x437.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/Abito-elegante-da-sera-sostenibile-1536x875.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/01/Abito-elegante-da-sera-sostenibile-1160x660.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1788px) 100vw, 1788px" /></h5>
<h5><span style="color: #a44043;">Lo rifaresti? Lo consiglieresti quindi invece di comprare un abito nuovo per un&#8217;occasione speciale, come in questo caso?</span></h5>
<p>“Proprio perché mi sono resa conto che da un&#8217;idea lanciata in un gruppo alla fine è venuto fuori questo risultato così bello, dopo qualche giorno ho replicato. Quando una mia amica mi ha chiamato nel panico perché avevano dato un&#8217;indicazione per un matrimonio in cui è stata invitata. Le donne avrebbero dovuto mantenersi su tinte che oscillavano tra il glicine e il rosa. Non avendo nulla e mettendosi all&#8217;ultimo a cercare il vestito, tra l&#8217;altro invernale, per questo matrimonio e non avendo trovato nulla, le ho consigliato di mandare messaggi nei suoi gruppi Whatsapp più disparati. Amiche, colleghe, compagne delle medie, insomma tutti quei gruppi che pullulano nei nostri cellulari, chiedendo consiglio e supporto per questa situazione che si era creata&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #a44043;">Com&#8217;è andata?</span></h5>
<p>“È riuscita a trovare un paio di guanti anche lei, una pochette, un&#8217;acconciatura per capelli, un foularino leggerissimo di velo e un coprispalle. Tutto questo che appunto andava sulle tonalità che lei aveva richiesto, aggiunti all’abito leggerissimo color cipria che era quello a cui lei aveva pensato, alla fine il risultato è stato fantastico. È stata felicissima. Anche io altrettanto felice di aver potuto replicare un&#8217;esperienza fantastica che a me aveva portato un risultato bellissimo, e che anche a lei aveva dato questo risultato altrettanto bello”.</p>
<h5><span style="color: #a44043;">Che bello, Antonella mi fa davvero tanto piacere! Perché quindi ci sono delle possibilità oltre a quella di prendere e andare ad acquistare un vestito, un accessorio, qualcosa di nuovo solo per una determinata occasione! Quindi, tirando le somme, cosa ti senti di dire di questa esperienza?</span></h5>
<p>“Sono felice di aver potuto trovare questa soluzione nella mia situazione di difficoltà, chiamiamola così. Di aver compreso che ci sono tante possibilità oltre a quella più semplice del momento dell&#8217;acquistare, andare a cercare, andare nel nuovo. Sono felice di averlo già replicato. Perché proprio perché ha dato un&#8217;esperienza, un&#8217;emozione positiva sarà a sua volta replicato anche dalla mia amica”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie Antonella per aver colto l&#8217;occasione di provare un modo diverso di vestirsi anche quando si presentano queste richieste, queste esigenze. Grazie per aver replicato l&#8217;esempio anche con le amiche. È molto bello immaginare una catena positiva di questo tipo, e chissà che magari qualcuno ascoltando questo podcast non abbia la stessa idea e non continui questa catena positiva, in modo da fermare degli acquisti a volte compulsivi, a volte anche un pochino inutili. E poi, diciamolo, è stato anche molto divertente scambiarci gli accessori e scambiare i consigli! Grazie ancora Antonella per la tua esperienza.</p>
<p><em>Antonella Minardi, che ho incontrato in un percorso di crescita personale, è amante della natura, adora i gatti, vive e lavora nel Cilento a Salerno.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://dress-ecode.com/dress-code-per-unoccasione-speciale-e-ora-soluzioni-piu-sostenibili/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">16408</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Conosci la differenza tra vintage e retrò? &#8211; Lo scopriamo con Cadute di stile!</title>
		<link>https://dress-ecode.com/conosci-la-differenza-tra-vintage-e-retro-lo-scopriamo-con-cadute-di-stile/</link>
					<comments>https://dress-ecode.com/conosci-la-differenza-tra-vintage-e-retro-lo-scopriamo-con-cadute-di-stile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 20:07:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dove acquistare]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Vintage/Second-hand]]></category>
		<category><![CDATA[cadute di stile]]></category>
		<category><![CDATA[Retrò]]></category>
		<category><![CDATA[second-hand]]></category>
		<category><![CDATA[seconda umano]]></category>
		<category><![CDATA[vintage]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://dress-ecode.com/?p=14666</guid>

					<description><![CDATA[ Puoi ascoltare qui l&#8217;intervista registrata dal vivo: Conosci la differenza tra vintage e retrò? Con Michela Zedda, creatrice del sito e del profilo Cadute di stile, abbiamo registrato qualche tempo fa un episodio per raccontare della passione nella ricerca di pezzi giusti per scivoloni di classe. Ci ritroviamo questa volta per scoprire le differenze tra vintage e retrò in questo nuovo episodio live di Audio-à-porter. Se vuoi ascoltare la nostra conversazione, troverai l&#8217;episodio su Spreaker, ApplePodcasts, YouTube e Spotify (link più sotto). Ciao Michela, ben ritrovata. Siamo di nuovo qua, dopo la puntata divertente dell’altra, dove ci siamo ritrovate a Villa Borghese, questa volta siamo nella cornice di piazza Vittorio a Roma. C&#8217;è un pochino più di traffico rispetto all&#8217;altra volta. “Sono molto contenta di ritrovarti qui Arianna e parliamo di nuovo di vintage insieme”. Sì, di vintage, sempre in modo molto divertente, perché anche l&#8217;altra volta è stata un successo la puntata del podcast girato insieme. Abbiamo allietato le serate di qualcuno e speriamo sia così anche questa volta. Tra l&#8217;altro c&#8217;è un piccolo retroscena che poi sveleremo alla fine già abbiamo cominciato bene, nel senso che abbiamo cominciato a coinvolgere anche le persone che passano qua al parco! “Non volontariamente ma va bene!&#8221;. L&#8217;altra volta abbiamo parlato di Cadute di stile, dei vestiti che hanno una lunga storia, degli abiti vintage. È un po&#8217; che non ci vediamo quindi la prima cosa che ti chiedo è &#8216;Come va? E come va con Cadute di stile? “Va abbastanza bene. Putroppo con il Covid si sono di molto limitate le occasioni per fare mercatini. La parte principale dell’attività di Cadute di stile è venuta un po&#8217; meno. Però mi è capitato di riuscire a vendere qualcosa tramite le app, soprattutto De Pop e Vinted. Quindi sì, va un po&#8217; a rilento però va bene così”. E la ricerca come sta andando? Perché, a parte la vendita, riesci a trovare dei pezzi anche in tempo di pandemia e quindi senza i mercatini? “Purtroppo anche la ricerca dei pezzi è un po&#8217; rallentata. L&#8217;unica cosa positiva è che comunque avevo un discreto numero di oggetti da vendere che avevo accumulato nel corso di quel periodo, in cui potevo andare tranquillamente a fare rifornimento. Quindi vivo un po’ di quello che avevo accumulato in altri periodi”. Meno male avevi questo stock, in modo da riuscire appunto a vendere anche in questo periodo! Oggi siamo qua perché mi ha incuriosito il tuo ultimo post che hai pubblicato sul blog di Cadute di stile. L&#8217;ho letto e ti devo dire che sono tra quelli che brancolano nel buio davanti al termine retrò e che, a furia di cantonate come tu dici, sono arrivata sul tuo blog cercando appunto relativamente a questo termine. Facciamo un po&#8217; di luce sul significato di vintage e quello di retro. “Sì, spesso si confondono, vengono utilizzati distintamente l&#8217;uno col senso dell&#8217;altro e viceversa. Però vintage è, come forse abbiamo già detto anche la volta scorsa, tutto quello che è stato prodotto almeno 20 anni fa e che in qualche misura è diventato iconico, quindi molto riconoscibile anche a distanza di tempo. Ad esempio le cartelle Nay Oleari degli anni ‘80”. Bellissima! Te lo dico sempre, quando te ne capita una fammi sapere! “Certo! Ooppure gli zaini Invicta anni 90, quelli con i colori sgargianti diciamo. Oppure ancora gli Swatch. Ecco questi sono esempi che sono anche relativamente vicini a noi. Quindi vintage è quello che è stato prodotto almeno 20 anni fa e che ha una qualità iconica in qualche misura. Invece retro è qualcosa che è stato prodotto di recente con una linea che richiami linee di periodi passati, stili, colori di periodi passati. Possono essere simili dal punto di vista di come appaiono all’occhio, però sono molto diversi nel senso che sono stati prodotti in due epoche diverse, e anche in modalità diverse in buona misura. Entreremo più in dettaglio”. Quindi il retrò è una copia del vintage? Ossia un &#8216;vorrei ma non trovo ciò che cerco, perciò acquisto qualcosa che gli somigli?&#8217;. “Sì, sì dipende dal tipo di retrò. Nel senso che c&#8217;è un retrò specializzato in riproduzioni che sono storicamente anche molto accurate, mentre invece c&#8217;è il retro di H&#38;M, quando fa uscire una collezione che ha delle linee e dei colori che rimandano agli anni 80 o gli anni 90, con pattern particolari. Per cui retrò è un&#8217;atmosfera, un mood e, sì, effettivamente il retrò è come se fosse un vintage più a portata di mano. Nel senso che hai quell&#8217;atmosfera che rimanda a un&#8217;epoca passata, ma non hai l&#8217;effettiva provenienza, non hai l&#8217;originale. E puoi gioco forza non avere l&#8217;originale perché magari sono dei pezzi che si ispirano a periodi storici di cui non c&#8217;è rimasto molto. Perché ad esempio dei vestiti anni 20 o degli anni 30, soprattutto in seta ad esempio o che hanno delle paillettes, dei lustrini attaccati. Sono stati capi molto più deperibili rispetto ad altri periodi storici, che preferivano altri tessuti o altre lavorazioni. Quindi in alcuni casi il retrò è l&#8217;unica è l&#8217;unica soluzione che uno ha per riuscire a vestirsi con dei pezzi che facciano riferimento a quel periodo”. Adesso perché nominato anche il fast fashion mi viene una domanda di getto in relazione a questo, ma abbigliamento e accessori vintage sono più cari di quelli retrò? Il fatto che vengano utilizzati da alcune catene ma non solo è perché il vintage è più costoso del retrò? “Diciamo in generale sì, però anche questa è una semplificazione, perché il vintage lo puoi riuscire a trovare anche sulla bancarella del mercato, a quel punto non è per niente costoso”. Per pochi euro capiterà anche a te magari di trovare dei pezzi di una volta abbordabilissimi! “Sì, viceversa ad esempio tu parlavi prima di swing, chi balla swing molto spesso si veste con tutta una serie di capi che rimandano a dei periodi come ad esempio gli anni 40, con scarpe che abbiano la foggia simile a quella delle scarpe degli anni 40 e che abbiano anche una funzionalità che permetta che ci si balli. Sono un prodotto talmente tanto specializzato che pensare di trovarli a pochi euro è molto difficile”. Sì, ecco raccontiamo che l’accenno per il ballo swing è perché ho raccontato a Michela che ho fatto un corso di ballo swing, adesso ovviamente interrotto anche per la pandemia, ma ho provato a cimentarmi per questa passione che ho per il vintage, ciò che è del passato. Quindi mi sembra di capire che non ci sia solo il fast fashion che riprende le linee di una volta, ma c&#8217;è anche tutto un altro tipo di produzione, come quella che tu citavi, di abbigliamento accessori per esempio che vengono utilizzati per lo swing. Un altro tipo di produttori rispetto alle grandi aziende. “Sì, tra l&#8217;altro per chi ad esempio fa parte di alcune sottoculture per cui è molto importante vestirsi con lo stile che sia fedele a quello di un&#8217;epoca particolare, può capitare anche che si comprino dei pezzi vintage perché assomigliano a quelli che fanno riferimento alla propria epoca storica. Come ad esempio chi si veste con lo stile degli anni 40. Spesso non trovando in abbondanza capi effettivamente risalenti agli anni 40 si rivolgono a quelli anni 80, in cui si trovano i cosiddetti fantastici powersuite anche per donne, le giacche con le spalline molto imbottite, strutturate”. Mi viene in mente quella che ho indossato l&#8217;altra volta! “Quello con tutti i lustrini!” Esatto, questo mi fa pensare appunto a un&#8217;altra domanda che volevo farti. Qual è il profilo di persona che sceglie il vintage? Quale il retrò? Adesso mi stai descrivendo in realtà anche chi ha tutt&#8217;e due le cose: quando qualcuno magari sceglie di avere uno stile di una particolare epoca di riferimento cerca di attingere un po’ un tipo di pezzo, un po&#8217; un altro. O hai individuato dei profili particolari di persone che acquistano l&#8217;una e l&#8217;altra cosa? “Sai, penso di no, nel senso che è appunto perché sono molto vicini come disponibilità e anche come significato che poi è anche difficile riuscire a dire ‘c&#8217;è qualcuno che si veste solo vintage o si veste solo retrò’. Sono due mondi che spesso si incontrano e il problema nasce quando magari un pezzo retro viene spacciato come vintage”. Infatti! Le persone che stanno ascoltando si staranno chiedendo ‘ma perché queste due si trovano un giorno a Roma in una piazza, in un parco, a parlare della differenziazione tra vintage e retrò? Elucubrazioni mentali? Non sappiamo come passare il tempo? No, perché in realtà c&#8217;è una ragione per cui ci poniamo questa domanda! Perché chiedersi la differenza tra i due termini? Michela spieghiamolo perché è importante. “Perché, ad esempio, a me è capitato spesso ultimamente sulle app che uso per vendere e comprare vintage e capi usati, mi è capitato spesso di leggere delle descrizioni dove dei capi retrò venivano considerati vintage. Dove vintage significa semplicemente qualcosa che ha un aspetto del passato. Quindi questo è innanzitutto un equivoco che va sfatato. Perché può capitare che tu stia comprando un pezzo di H&#38;M e lo paghi magari anche più che se l’avessi preso in negozio, perché qualcuno l&#8217;ha definito vintage. Perché a te sembrava plausibile che fosse vintage. Dico ‘te’, ma anche ‘me’, in generale”. Questo mi fa molto pensare che bisogna tenere gli occhi aperti, perché sinceramente acquistare qualcosa che poi scopri che è di H&#38;M e invece avevi l&#8217;idea l&#8217; intenzione di comprare vintage, soprattutto se sei attento alla sostenibilità ti viene ancora più il nervoso. Perché se questa scelta invece è dettata dal fatto di un approccio un po’ più responsabile verso l&#8217;acquisto di vestiti, e magari vuoi evitare di avere un determinato brand, pensi di prendere qualcosa appunto del passato, è una gran bella fregatura. Ecco perché siamo qui a parlarne. “Poi soprattutto perché è molto difficile riuscire a capire dalle foto. Un conto è se sei in negozio. Non riesci a vedere tutti i dettagli che ti servono per capire la provenienza del capo. Se ti devi basare sulle foto che vedi allora è più difficile capire”. Quindi quando parliamo del capo vintage, quello rimane la scelta sostenibile. Quando invece prendiamo H&#38;M o qualsiasi altro brand di fast fashion (perché non vogliamo per forza mettere in cattiva luce questo brand), quando scegliamo appunto invece un pezzo di una collezione retrò di fast fashion, la scelta non è tanto sostenibile. Perché parliamo sempre di fashion. “Certo, perché ci troviamo con un capo che è costato molto all&#8217;ambiente, è costato molto a chi l&#8217;ha prodotto fisicamente, costerà molto noi perché ce lo troveremo a brandelli dopo averlo indossato 3-4 volte quindi non è una scelta molto responsabile&#8221;. Ti capita che qualcuno ti chieda questa differenza, che si rivolga a te proprio per domandarti aiuto nel capire se qualcosa è retrò o vintage? L&#8217;articolo è nato perché sono arrivate delle richieste oppure perché tu stessa ti sei scottata sull&#8217;argomento? “Sicuramente la seconda che hai detto, nel senso che sono io che ho voluto parlare di questo. Perché secondo me appunto è un grande passo falso che siamo sempre lì sul fare”. Sì, è un passo falso che è facile fare, può capitare a chiunque di noi di essere tratti in inganno. Sul sito di Cadute di stile, nel blog, ho visto che spieghi per filo e per segno come capire se un capo è vintage oppure retrò, visto che si possono confondere le due tipologie di abbigliamento. Ma, Michela, a parte andare approfondire all&#8217;interno della dell&#8217;articolo che hai scritto, ci puoi dare un paio di suggerimenti? Per esempio ci sono differenze nelle etichette? “Sì, le differenze nelle etichette forse sono la cosa più facile da controllare. Un&#8217;etichetta vintage riporta delle informazioni molto più frammentarie rispetto a un&#8217;etichetta contemporanea, che conosciamo bene per essere un papiro. Le etichette vintage hanno innanzitutto meno colori, dei caratteri un po’ più antiquati, ci sono delle misure di solito molto diverse dalle taglie che riportano i capi attuali....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-11602 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png" alt="" width="33" height="30" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png 3840w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 33px) 100vw, 33px" /> Puoi ascoltare qui l&#8217;intervista registrata dal vivo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/45170179">Conosci la differenza tra vintage e retrò?</a></p>
<p>Con Michela Zedda, creatrice del sito e del profilo Cadute di stile, abbiamo registrato qualche tempo fa <a href="https://dress-ecode.com/2020/12/03/cadute-di-stile-dagli-antri-bui-degli-armadi-con-ironia-e-passione-i-pezzi-giusti-per-scivoloni-di-classe/">un episodio</a> per raccontare della passione nella ricerca di pezzi giusti per scivoloni di classe. Ci ritroviamo questa volta per scoprire le differenze tra vintage e retrò in questo nuovo episodio live di Audio-à-porter. Se vuoi ascoltare la nostra conversazione, troverai l&#8217;episodio su Spreaker, ApplePodcasts, YouTube e Spotify (link più sotto).</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">Ciao Michela, ben ritrovata. Siamo di nuovo qua, dopo la puntata divertente dell’altra, dove ci siamo ritrovate a Villa Borghese, questa volta siamo nella cornice di piazza Vittorio a Roma. C&#8217;è un pochino più di traffico rispetto all&#8217;altra volta.</span></p>
<p>“Sono molto contenta di ritrovarti qui Arianna e parliamo di nuovo di vintage insieme”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">Sì, di vintage, sempre in modo molto divertente, perché anche l&#8217;altra volta è stata un successo la puntata del podcast girato insieme. Abbiamo allietato le serate di qualcuno e speriamo sia così anche questa volta. Tra l&#8217;altro c&#8217;è un piccolo retroscena che poi sveleremo alla fine già abbiamo cominciato bene, nel senso che abbiamo cominciato a coinvolgere anche le persone che passano qua al parco!</span></p>
<p>“Non volontariamente ma va bene!&#8221;.</p>
<p><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-14686" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-3.jpg" alt="" width="452" height="452" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-3.jpg 1500w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-3-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-3-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-3-600x600.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-3-1024x1024.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-3-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-3-768x768.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-3-1160x1160.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-3-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 452px) 100vw, 452px" /><span style="color: #b85a4e;">L&#8217;altra volta abbiamo parlato di Cadute di stile, dei vestiti che hanno una lunga storia, degli abiti vintage. È un po&#8217; che non ci vediamo quindi la prima cosa che ti chiedo è &#8216;Come va? E come va con Cadute di stile?</span></span></p>
<p>“Va abbastanza bene. Putroppo con il Covid si sono di molto limitate le occasioni per fare mercatini. La parte principale dell’attività di Cadute di stile è venuta un po&#8217; meno. Però mi è capitato di riuscire a vendere qualcosa tramite le app, soprattutto De Pop e Vinted. Quindi sì, va un po&#8217; a rilento però va bene così”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">E la ricerca come sta andando? Perché, a parte la vendita, riesci a trovare dei pezzi anche in tempo di pandemia e quindi senza i mercatini?</span></p>
<p>“Purtroppo anche la ricerca dei pezzi è un po&#8217; rallentata. L&#8217;unica cosa positiva è che comunque avevo un discreto numero di oggetti da vendere che avevo accumulato nel corso di quel periodo, in cui potevo andare tranquillamente a fare rifornimento. Quindi vivo un po’ di quello che avevo accumulato in altri periodi”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">Meno male avevi questo stock, in modo da riuscire appunto a vendere anche in questo periodo! Oggi siamo qua perché mi ha incuriosito il tuo ultimo post che hai pubblicato sul blog di Cadute di stile. L&#8217;ho letto e ti devo dire che sono tra quelli che brancolano nel buio davanti al termine retrò e che, a furia di cantonate come tu dici, sono arrivata sul tuo blog cercando appunto relativamente a questo termine. Facciamo un po&#8217; di luce sul significato di vintage e quello di retro. <a href="https://dressecode.thinkific.com/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-14632" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/05/cover.jpg" alt="Corso moda sostenibile" width="260" height="195" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/05/cover.jpg 943w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/05/cover-600x449.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/05/cover-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/05/cover-768x575.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px" /></a></span></p>
<p>“Sì, spesso si confondono, vengono utilizzati distintamente l&#8217;uno col senso dell&#8217;altro e viceversa. Però vintage è, come forse abbiamo già detto anche la volta scorsa, tutto quello che è stato prodotto almeno 20 anni fa e che in qualche misura è diventato iconico, quindi molto riconoscibile anche a distanza di tempo. Ad esempio le cartelle Nay Oleari degli anni ‘80”.</p>
<h6><span style="color: #b85a4e;">Bellissima! Te lo dico sempre, quando te ne capita una fammi sapere!</span></h6>
<p>“Certo! Ooppure gli zaini Invicta anni 90, quelli con i colori sgargianti diciamo. Oppure ancora gli Swatch. Ecco questi sono esempi che sono anche relativamente vicini a noi. Quindi vintage è quello che è stato prodotto almeno 20 anni fa e che ha una qualità iconica in qualche misura. Invece retro è qualcosa che è stato prodotto di recente con una linea che richiami linee di periodi passati, stili, colori di periodi passati. Possono essere simili dal punto di vista di come appaiono all’occhio, però sono molto diversi nel senso che sono stati prodotti in due epoche diverse, e anche in modalità diverse in buona misura. Entreremo più in dettaglio”.</p>
<h6><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-14688 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/dettaglio-cuciture-artigianali.jpg" alt="" width="445" height="445" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/dettaglio-cuciture-artigianali.jpg 1200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/dettaglio-cuciture-artigianali-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/dettaglio-cuciture-artigianali-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/dettaglio-cuciture-artigianali-600x600.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/dettaglio-cuciture-artigianali-1024x1024.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/dettaglio-cuciture-artigianali-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/dettaglio-cuciture-artigianali-768x768.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/dettaglio-cuciture-artigianali-1160x1160.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/dettaglio-cuciture-artigianali-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 445px) 100vw, 445px" /><span style="color: #b85a4e;">Quindi il retrò è una copia del vintage? Ossia un &#8216;vorrei ma non trovo ciò che cerco, perciò acquisto qualcosa che gli somigli?&#8217;.</span></span></h6>
<p>“Sì, sì dipende dal tipo di retrò. Nel senso che c&#8217;è un retrò specializzato in riproduzioni che sono storicamente anche molto accurate, mentre invece c&#8217;è il retro di H&amp;M, quando fa uscire una collezione che ha delle linee e dei colori che rimandano agli anni 80 o gli anni 90, con pattern particolari. Per cui retrò è un&#8217;atmosfera, un mood e, sì, effettivamente il retrò è come se fosse un vintage più a portata di mano. Nel senso che hai quell&#8217;atmosfera che rimanda a un&#8217;epoca passata, ma non hai l&#8217;effettiva provenienza, non hai l&#8217;originale. E puoi gioco forza non avere l&#8217;originale perché magari sono dei pezzi che si ispirano a periodi storici di cui non c&#8217;è rimasto molto. Perché ad esempio dei vestiti anni 20 o degli anni 30, soprattutto in seta ad esempio o che hanno delle paillettes, dei lustrini attaccati. Sono stati capi molto più deperibili rispetto ad altri periodi storici, che preferivano altri tessuti o altre lavorazioni. Quindi in alcuni casi il retrò è l&#8217;unica è l&#8217;unica soluzione che uno ha per riuscire a vestirsi con dei pezzi che facciano riferimento a quel periodo”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">Adesso perché nominato anche il fast fashion mi viene una domanda di getto in relazione a questo, ma abbigliamento e accessori vintage sono più cari di quelli retrò? Il fatto che vengano utilizzati da alcune catene ma non solo è perché il vintage è più costoso del retrò?</span></p>
<p>“Diciamo in generale sì, però anche questa è una semplificazione, perché il vintage lo puoi riuscire a trovare anche sulla bancarella del mercato, a quel punto non è per niente costoso”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;"><a href="https://mailchi.mp/13e230d112c6/inizia-da-qui"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-13606" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui.jpg" alt="" width="407" height="172" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui.jpg 1403w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-600x253.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-300x127.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-1024x432.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-768x324.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-1160x489.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 407px) 100vw, 407px" /></a>Per pochi euro capiterà anche a te magari di trovare dei pezzi di una volta abbordabilissimi!</span></p>
<p>“Sì, viceversa ad esempio tu parlavi prima di swing, chi balla swing molto spesso si veste con tutta una serie di capi che rimandano a dei periodi come ad esempio gli anni 40, con scarpe che abbiano la foggia simile a quella delle scarpe degli anni 40 e che abbiano anche una funzionalità che permetta che ci si balli. Sono un prodotto talmente tanto specializzato che pensare di trovarli a pochi euro è molto difficile”.</p>
<p><span style="color: #b2a4d4;"><span style="color: #b85a4e;">Sì, ecco raccontiamo che l’accenno per il ballo swing è perché ho raccontato a Michela che ho fatto un corso di ballo swing, adesso ovviamente interrotto anche per la pandemia, ma ho provato a cimentarmi per questa passione che ho per il vintage, ciò che è del passato. Quindi mi sembra di capire che non ci sia solo il fast fashion che riprende le linee di una volta, ma c&#8217;è anche tutto un altro tipo di produzione, come quella che tu citavi, di abbigliamento accessori per esempio che vengono utilizzati per lo swing. Un altro tipo di produttori rispetto alle grandi aziende.</span></span></p>
<p>“Sì, tra l&#8217;altro per chi ad esempio fa parte di alcune sottoculture per cui è molto importante vestirsi con lo stile che sia fedele a quello di un&#8217;epoca particolare, può capitare anche che si comprino dei pezzi vintage perché assomigliano a quelli che fanno riferimento alla propria epoca storica. Come ad esempio chi si veste con lo stile degli anni 40. Spesso non trovando in abbondanza capi effettivamente risalenti agli anni 40 si rivolgono a quelli anni 80, in cui si trovano i cosiddetti fantastici powersuite anche per donne, le giacche con le spalline molto imbottite, strutturate”.</p>
<p><span style="color: #b2a4d4;"><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-14692" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/bottoni-in-pelle-e-replica-plastica.jpg" alt="" width="444" height="444" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/bottoni-in-pelle-e-replica-plastica.jpg 1200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/bottoni-in-pelle-e-replica-plastica-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/bottoni-in-pelle-e-replica-plastica-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/bottoni-in-pelle-e-replica-plastica-600x600.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/bottoni-in-pelle-e-replica-plastica-1024x1024.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/bottoni-in-pelle-e-replica-plastica-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/bottoni-in-pelle-e-replica-plastica-768x768.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/bottoni-in-pelle-e-replica-plastica-1160x1160.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/bottoni-in-pelle-e-replica-plastica-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 444px) 100vw, 444px" /><span style="color: #b85a4e;">Mi viene in mente quella che ho indossato l&#8217;altra volta!</span></span></p>
<p>“Quello con tutti i lustrini!”</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">Esatto, questo mi fa pensare appunto a un&#8217;altra domanda che volevo farti. Qual è il profilo di persona che sceglie il vintage? Quale il retrò? Adesso mi stai descrivendo in realtà anche chi ha tutt&#8217;e due le cose: quando qualcuno magari sceglie di avere uno stile di una particolare epoca di riferimento cerca di attingere un po’ un tipo di pezzo, un po&#8217; un altro.</span><br />
<span style="color: #b85a4e;">O hai individuato dei profili particolari di persone che acquistano l&#8217;una e l&#8217;altra cosa?</span></p>
<p>“Sai, penso di no, nel senso che è appunto perché sono molto vicini come disponibilità e anche come significato che poi è anche difficile riuscire a dire ‘c&#8217;è qualcuno che si veste solo vintage o si veste solo retrò’. Sono due mondi che spesso si incontrano e il problema nasce quando magari un pezzo retro viene spacciato come vintage”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">Infatti! Le persone che stanno ascoltando si staranno chiedendo ‘ma perché queste due si trovano un giorno a Roma in una piazza, in un parco, a parlare della differenziazione tra vintage e retrò? Elucubrazioni mentali? Non sappiamo come passare il tempo? No, perché in realtà c&#8217;è una ragione per cui ci poniamo questa domanda! Perché chiedersi la differenza tra i due termini? Michela spieghiamolo perché è importante.</span></p>
<p>“Perché, ad esempio, a me è capitato spesso ultimamente sulle app che uso per vendere e comprare vintage e capi usati, mi è capitato spesso di leggere delle descrizioni dove dei capi retrò venivano considerati vintage. Dove vintage significa semplicemente qualcosa che ha un aspetto del passato. Quindi questo è innanzitutto un equivoco che va sfatato. Perché può capitare che tu stia comprando un pezzo di H&amp;M e lo paghi magari anche più che se l’avessi preso in negozio, perché qualcuno l&#8217;ha definito vintage. Perché a te sembrava plausibile che fosse vintage. Dico ‘te’, ma anche ‘me’, in generale”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">Questo mi fa molto pensare che bisogna tenere gli occhi aperti, perché sinceramente acquistare qualcosa che poi scopri che è di H&amp;M e invece avevi l&#8217;idea l&#8217; intenzione di comprare vintage, soprattutto se sei attento alla sostenibilità ti viene ancora più il nervoso. Perché se questa scelta invece è dettata dal fatto di un approccio un po’ più responsabile verso l&#8217;acquisto di vestiti, e magari vuoi evitare di avere un determinato brand, pensi di prendere qualcosa appunto del passato, è una gran bella fregatura. Ecco perché siamo qui a parlarne.</span></p>
<p>“Poi soprattutto perché è molto difficile riuscire a capire dalle foto. Un conto è se sei in negozio. Non riesci a vedere tutti i dettagli che ti servono per capire la provenienza del capo. Se ti devi basare sulle foto che vedi allora è più difficile capire”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">Quindi quando parliamo del capo vintage, quello rimane la scelta sostenibile. Quando invece prendiamo H&amp;M o qualsiasi altro brand di fast fashion (perché non vogliamo per forza mettere in cattiva luce questo brand), quando scegliamo appunto invece un pezzo di una collezione retrò di fast fashion, la scelta non è tanto sostenibile. Perché parliamo sempre di fashion.</span></p>
<p>“Certo, perché ci troviamo con un capo che è costato molto all&#8217;ambiente, è costato molto a chi l&#8217;ha prodotto fisicamente, costerà molto noi perché ce lo troveremo a brandelli dopo averlo indossato 3-4 volte quindi non è una scelta molto responsabile&#8221;.</p>
<p><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14690 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-1.jpg" alt="" width="451" height="451" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-1.jpg 1500w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-1-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-1-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-1-600x600.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-1-1024x1024.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-1-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-1-768x768.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-1-1160x1160.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-1-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 451px) 100vw, 451px" /><span style="color: #b85a4e;">Ti capita che qualcuno ti chieda questa differenza, che si rivolga a te proprio per domandarti aiuto nel capire se qualcosa è retrò o vintage? L&#8217;articolo è nato perché sono arrivate delle richieste oppure perché tu stessa ti sei scottata sull&#8217;argomento?</span></span></p>
<p>“Sicuramente la seconda che hai detto, nel senso che sono io che ho voluto parlare di questo. Perché secondo me appunto è un grande passo falso che siamo sempre lì sul fare”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">Sì, è un passo falso che è facile fare, può capitare a chiunque di noi di essere tratti in inganno. Sul sito di Cadute di stile, nel blog, ho visto che spieghi per filo e per segno come capire se un capo è vintage oppure retrò, visto che si possono confondere le due tipologie di abbigliamento. Ma, Michela, a parte andare approfondire all&#8217;interno della dell&#8217;articolo che hai scritto, ci puoi dare un paio di suggerimenti? Per esempio ci sono differenze nelle etichette?</span></p>
<p>“Sì, le differenze nelle etichette forse sono la cosa più facile da controllare. Un&#8217;etichetta vintage riporta delle informazioni molto più frammentarie rispetto a un&#8217;etichetta contemporanea, che conosciamo bene per essere un papiro. Le etichette vintage hanno innanzitutto meno colori, dei caratteri un po’ più antiquati, ci sono delle misure di solito molto diverse dalle taglie che riportano i capi attuali. Questo potrebbe essere già qualcosa da guardare”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">Certo è più difficile online come dicevi, perché magari non vede in una foto bene l&#8217;etichetta, però possiamo chiedere magari di fotografarcela giusto?</span></p>
<p>“Certo, l’etichetta è uno di quei di quegli elementi che a colpo sicuro è fattibilissimo chiedere di farsi fotografare. Oppure ad esempio le zip, le cerniere lampo: quelle che hanno denti metallici sono molto più verosimilmente vintage rispetto a quelle di nylon, che sono di produzione molto più recente, diciamo dagli anni 80. Precedentemente a questo periodo hanno i denti di metallo”.</p>
<p><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-14694" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/zip-vintage-1.jpg" alt="" width="443" height="443" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/zip-vintage-1.jpg 1500w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/zip-vintage-1-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/zip-vintage-1-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/zip-vintage-1-600x600.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/zip-vintage-1-1024x1024.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/zip-vintage-1-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/zip-vintage-1-768x768.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/zip-vintage-1-1160x1160.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/zip-vintage-1-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 443px) 100vw, 443px" /><span style="color: #b85a4e;">Ecco, dalla foto è sempre un po’ difficile riuscire a capire bene la zip, quindi bisognerebbe chiedere approfondimenti, trovo in generale che non sia sbagliato soprattutto acquistando online. Poi magari nei panni di chi vende come te è un po&#8217; una seccatura quando le persone fanno le domande. È però sempre meglio prima di acquistare questi pezzi e di ritrovarsi magari con qualcosa del fast fashion, che si voleva invece vintage. Forse è meglio rompere un pochino più le scatole.</span></span></p>
<p>“Ma io vorrei che la gente mi chiedesse delle cose del genere! Perché vorrebbe dire che è già consapevole di qualcosa che potrebbe succedere!”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">Sorrido perché nell’altro episodio abbiamo parlato proprio dei clienti, che avevi fatto un articolo su come difendersi dai clienti un po&#8217; strani! Sorrido per quello (per chi non ha ascoltato l&#8217;altro episodio). Perché in realtà ti fanno tutt&#8217;altro tipo di domande!</span></p>
<p>“La più gettonata delle quali è ‘puoi scendere del 60%?’ &#8220;.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">Quello è un classico! Che poi 60%&#8230; veramente con un gran coraggio. Non è che ti chiede di fare uno sconto, ma 60%! Tra l&#8217;altro su Cadute di stile non è che parliamo di prezzi di migliaia di euro, sono sempre dei prezzi molto abbordabili quelli che tu proponi. Fa un po&#8217; sorridere anche questo.</span></p>
<p>“Un&#8217;altra cosa che ci fa capire molto chiaramente che si tratta di un pezzo retrò invece di un pezzo vintage è quando sono disponibili tante taglie e tanti colori diversi. Questo perché i limiti produttivi che c&#8217;erano in un periodo storico precedente non ci sono più adesso, in cui è molto facile produrre pezzi in serie con diverse varianti. Questo ci fa capire bene che magari si tratta di un pezzo retrò”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">In certe epoche non c&#8217;era ancora la produzione di massa della moda.</span></p>
<p>“E anche se cominciava ad esserci comunque è passato tanto tempo e quindi non tutti i pezzi sono arrivati fino a noi”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-14707 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-2.jpg" alt="" width="409" height="409" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-2.jpg 1500w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-2-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-2-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-2-600x600.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-2-1024x1024.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-2-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-2-768x768.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-2-1160x1160.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/etichetta-vintage-2-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 409px) 100vw, 409px" />Quindi, se vediamo che per esempio c&#8217;è la possibilità di scegliere tra più taglie, capiamo già che siamo di fronte al retrò nuovo, per la disponibilità che c&#8217;è. Però poi dicevamo prima che si può anche trattare di piccole realtà e mi vengono in mente anche tante sarte, sarti, artigiani e tanti brand molto piccoli che fanno queste collezioni con tagli del passato, siamo di fronte a un approccio un po’ più sostenibile della moda. Non vogliamo condannare il retrò a favore del vintage, bisogna sempre andare a guardare le diverse realtà come sono. Una domanda però Michela… Anche l&#8217;altra volta abbiamo parlato dei pezzi di Cadute di stile, abbiamo visto tanti pezzi vintage che ho anche provato a indossare, abbiamo fatto le foto con i pezzi e con Cadute di stile parliamo sempre di scivoloni. Perché il nome nasce da questo. Ma ti è mai capitato di fare uno scivolone nel retrò? Ci sono dei pezzi retrò che troviamo anche in Cadute di stile?</span></p>
<p>“Volontariamente no, però penso che inconsciamente ce ne siano parecchi!”.</p>
<p><span style="color: #b2a4d4;"><span style="color: #b85a4e;">Senza volere sei caduta anche tu, come dicevamo prima, nel tranello, quindi può darsi che ne siano?</span></span></p>
<p>“Sì, sì, sicuramente, perché comunque Cadute di stile è sia vintage sia seconda mano. Nel mondo seconda mano ormai troviamo tutto e il contrario di tutto a livello di stile, per cui sì, sicuramente c&#8217;è qualche pezzo retrò”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">Però è di seconda mano, quindi siamo sempre nell&#8217;ambito della moda responsabile.</span></p>
<p>“Cadiamo sempre in piedi!”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-14696 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/06/IMG_20210426_172601-scaled.jpg" alt="" width="561" height="416" />Esatto, non possiamo sbagliare con Cadute di stile!</span><br />
<span style="color: #b85a4e;">Questa volta è andata direi tranquillamente anche con i rumori in sottofondo, siamo riusciti insomma a registrare a portare avanti anche questa puntata. Michela c&#8217;è ancora qualcosa che vogliamo dire in chiusura dell&#8217;episodio? Faremo una terza parte, sveliamo che troveremo un altro argomento e faremo un terzo episodio sempre in diretta esterna se ti va.</span></p>
<p>“Va bene, sì, molto volentieri”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">Così facciamo compagnia con due chiacchiere sempre sulla sostenibilità, raccontando appunto dei pezzi. Se c&#8217;è qualcosa di particolare che ti capita per le mani ci ritroviamo così me lo racconti, molto volentieri, e speriamo di trovarci anche un mercatino.</span></p>
<p>“Magari! Sarebbe bello”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">All&#8217;aperto magari sarebbe molto bello. Così se partecipi al mercatino veniamo a trovarti e ti facciamo qualche domanda sui pezzi che hai in vendita.</span></p>
<p>“Volentieri, speriamo!”.</p>
<p><span style="color: #b85a4e;">Intanto grazie mille per la disponibilità Michela!</span></p>
<p>“È sempre un piacere, grazie!”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Puoi trovare qui Cadute di stile:</p>
<p>Sito: <a href="https://cadutedistile.it">https://cadutedistile.it</a></p>
<p>Instagram: <a href="https://www.instagram.com/cadute_di_stile/">https://www.instagram.com/cadute_di_stile/</a></p>
<p>Vintag: <a href="https://www.vintag.store/meezedd?lang=it">https://www.vintag.store/meezedd?lang=it</a></p>
<p>Depop: <a href="https://www.depop.com/cadute_di_stile/">https://www.depop.com/cadute_di_stile/</a></p>
<p>Foto: Michela Zedda</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Spotify Embed: Conosci la differenza tra vintage e retrò? - Lo scopriamo con Cadute di stile!" width="100%" height="232" allowtransparency="true" frameborder="0" allow="encrypted-media" src="https://open.spotify.com/embed/episode/0KOhLpmGufNLn1wsBKJtej?si=161MVPU-T1uGEn-bJblFmA"></iframe></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://dress-ecode.com/conosci-la-differenza-tra-vintage-e-retro-lo-scopriamo-con-cadute-di-stile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">14666</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Moda second-hand: è boom nel mondo e il trend è in aumento. Giorni contati per il fast fashion?</title>
		<link>https://dress-ecode.com/moda-second-hand-boom/</link>
					<comments>https://dress-ecode.com/moda-second-hand-boom/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 10:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[Vintage/Second-hand]]></category>
		<category><![CDATA[second-hand]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda mano]]></category>
		<category><![CDATA[Trend di mercato]]></category>
		<category><![CDATA[usato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://dress-ecode.com/?p=14114</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;anno appena concluso ha evidenziato un incredibile fervore per l’abbigliamento di seconda mano, alimentato da una serie di fattori di cui ti raccontiamo in questo articolo: Covid-19 Digitalizzazione dell’offerta Incertezza economica Interesse per la sostenibilità Influenza dei social media Ricerca del pezzo unico 30-40 miliardi di dollari il valore del mercato second-hand Un report di Boston Consulting Group realizzato per conto di Vestiaire Collective, piattaforma francese di vendita on line di vestiti di seconda mano di lusso, valuta tra i 30 e i 40 miliardi di dollari il valore attuale del mercato mondiale del second-hand, pari al 2% dell’intero mercato moda e lusso.  La previsione di crescita è tra il 10% e il 15% annui entro il 2024. La generazione più giovane sta dimostrando di voler contribuire a risolvere lo spreco di moda nel lungo periodo Secondo un altro studio, entro 10 anni il second-hand fashion supererà il fast fashion, raggiungendo un valore di mercato pari a 80 miliardi di dollari: dai 10 miliardi del 2009 la crescita prevista è notevole. Un fenomeno che va al di là quindi di una temporanea tendenza di moda. Circa il 40% degli intervistati della Generazione Z ha previsto di acquistare usato, il 30% dei Millennial e il 20% della Generazione X. Un dato che infonde ottimismo: la generazione più giovane sta dimostrando di voler contribuire a risolvere lo spreco di moda nel lungo periodo (1). Il trend degli acquisti di usato arriva dagli Stati Uniti, dove già negli anni hippie (&#8217;70) si sviluppò il mercato del second-hand, dando la possibilità a tutti di vendere e di comprare abbigliamento non più utilizzato, facendo spazio nell’armadio da una parte e arricchendolo a un prezzo accessibile dall’altra. E in Europa? Noi di Dress Ecode ci siamo interrogati riguardo a questo trend in 3 paesi (Regno Unito, Francia e Italia) per capire quanto stia pervadendo culturalmente le abitudini di consumo. È uno dei cambiamenti dei paradigmi consumeristici nell’era post-Covid? &#160; Regno Unito I second-hand, pre-owned o pre-loved shop sono parte del mercato dell’abbigliamento con un numero di negozi stabile negli ultimi 10 anni (circa 4.000 tra il 2008 e il 2018) (2). Le vendite di usato su eBay hanno consentito di evitare all’equivalente di 900 bus a due piani di vestiti di essere dispersi, buttati o inceneriti.  Uno studio di eBay rivela: Il periodo di lockdown ha spinto 12 milioni di inglesi a comprare vestiti usati nel 2020 66 milioni di pezzi di seconda mano hanno trovato una nuova casa Un ritmo di vendita di 2 articoli di moda di seconda mano ogni 3 secondi, tra gennaio e luglio 2020 Una crescita delle vendite del 30% tra marzo e giugno 2020 e del 1.211% rispetto allo stesso periodo del 2018 Le vendite hanno consentito di evitare all’equivalente di 900 bus a due piani di vestiti di essere dispersi, buttati o inceneriti. Le vendite britanniche di moda di seconda mano hanno addirittura superato quelle statunitensi su eBay. Emma Grant, responsabile del reparto moda di seconda mano del noto sito di vendite on line, ha dichiarato che nel Regno Unito la quarantena ha accelerato la transizione verso una società più consapevole e sostenibile (3). &#160; &#160; Francia Il fenomeno del second-hand (d’occasion) nasce con i mercatini dell’antiquariato, chiamati marchés aux puces. Qui dagli anni 2000 in poi si trovano sempre più articoli di moda vintage. Come nei negozi friperies (da fripe, vecchio straccio). Se nel 2009 il 25% dei francesi comprava di seconda mano, nel 2018 il 48% ha acquistato usato (4). Nel 2019 il 39% ha comprato almeno un vestito o accessorio usato su applicazioni mobili. I colossi della distribuzione che si accingono a creare reparti second-hand Hélène Janicaud, responsabile del settore moda presso la società di analisi Kantar, afferma che durante il confinamento il 40% dei francesi ha alleggerito il proprio armadio. Nel secondo trimestre 2020, il numero di articoli pubblicati sull’applicazione Vinted è cresciuto del 17% (Le Monde). Un mercato, quello della moda di seconda mano, stimato a 1 miliardo di euro, in crescita del 10% annuo secondo l&#8217;Institut français de la mode. Una cifra allettante anche per i colossi della distribuzione che si accingono a sviluppare progetti di collaborazione con i marchi di abbigliamento, per creare reparti second-hand. È il caso di Auchan per esempio, che ha già aperto reparti di usato in 5 dei suoi supermercati, o di Zalando che estenderà la presenza del reparto second-hand anche alla Francia, dopo Germania e Spagna. Il successo della piattaforma Vinted in Francia porta il mercato francese al primo posto europeo delle vendite di abbigliamento usato: 21 milioni di utenti della piattaforma nel mondo 8 milioni gli utenti francesi, con una frequenza media di consultazione quotidiana di 1,5 milioni di visitatori, piazzando così l’app lituana nella top 10 dell’e-commerce, appena dietro eBay (5). I competitor del gigante lituano in Francia sono molti. Due secondo noi i principali: Once Again, che si propone di interfacciarsi tra venditori e acquirenti, con una garanzia di qualità e la possibilità di acquistare vestiti in bandle a prescindere dal venditore; Vestiaire Collective, la piattaforma francese creata nel 2009, che si definisce come il primo market place mondiale di vendita di articoli di moda di lusso e che ha beneficiato di un investimento di 40 milioni di euro nel giugno 2019 da Condé Nast da dedicare al suo sviluppo internazionale. &#160; Italia Dati precisi sul consumo di moda second-hand in Italia non sono disponibili, abbiamo però il quadro degli acquisti di usato in generale effettuati nel nostro Paese. Negli ultimi 5 anni il settore dell’usato è cresciuto del 33%, raggiungendo 24 miliardi di euro nel 2019, pari all’1,3% del Pil italiano. Il settore “prodotti per la casa e per la persona”, in cui rientra l’abbigliamento, vale nel complesso 2,8 miliardi di euro. Il trend, già in atto prima della pandemia, è stato trainato soprattutto dall’on line (nel 2018 ha generato valore per 10,5 miliardi di euro) (6). Tra marzo e giugno 2020 l’Italia ha registrato il 128% in più degli ordini di vestiti di seconda mano (su Vestiaire Collective) La moda di seconda mano è letteralmente esplosa durante il 2020, grazie principalmente a 3 leve: Economica: oltre a limitare l’accesso ai negozi fisici, la crisi economica che accompagna la crisi sanitaria in atto ha favorito il ricorso agli acquisti di seconda mano con articoli il cui prezzo è più accessibile, in coerenza con la diminuzione del potere di acquisto durante il periodo di lockdown. Ambientale: la vendita e l&#8217;acquisto di seconda mano sono al 4° posto tra i comportamenti sostenibili più diffusi tra gli italiani (49%), subito dopo la raccolta differenziata (95%), l’acquisto di lampadine a LED (77%) e di prodotti a km zero (56%) (6). Sociale: il fenomeno crescente dei fashion blogger, che propongono outfit di ultimo grido, incrementa il desiderio degli utenti/follower di rinnovare frequentemente il proprio guardaroba. Aumenta la preferenza per il second-hand. Una tendenza incoraggiata dagli stessi fashion blogger che, secondo Nss G-Club, dopo aver mostrato nuovi capi li rivendono sul mercato dell&#8217;usato. Con il 41% della produzione europea di moda, l’Italia è il primo paese in Europa per la produzione del tessile, abbigliamento e accessori (7). È anche per questo che fino a qualche anno fa il second-hand fashion non era un&#8217;abitudine di consumo così diffusa? Da un’elaborazione dati di Vestiaire Collective per il Sole 24 Ore, tra marzo e giugno 2020 l’Italia ha registrato un aumento dei depositi di vestiti di seconda mano del 137% e del 128% degli ordini, con un boom particolare in 3 categorie: menswear (+190%), ready to wear donna (+149%) e accessori donna (+108%). Nello studio i dati indicano che: Chi acquista ha in media tra i 30 e i 50 anni Chi vende ha tra i 35 e i 45 anni I maggiori acquirenti di moda second-hand sono le donne tra i 25 e 34 anni (75%) Il consolidamento di questo trend come reale nuova abitudine di consumo è confermato dallo sviluppo delle proposte di vendita on line, ma non solo. Oltre agli ormai noti Depop, Armadio Verde e il nuovo arrivato in Italia Vinted, l’Italia conta molti punti vendita fisici di vestiti e accessori di seconda mano (puoi trovarli nella nostra mappa di negozi di abbigliamento sostenibile). A discapito delle percezioni che si riscontravano ancora pochi anni fa, anche l’Italia quindi sta seguendo il trend globale della preferenza per gli articoli di moda di seconda mano. Se ancora il principale motivo di questo fervore rimane quello economico, le nuove generazioni, prevalentemente la Gen. Z, fanno da motore per questo cambiamento culturale esibendo con orgoglio i propri acquisti second-hand in nome della sostenibilità. La moda veloce sta vivendo i suoi ultimi anni in cima alla classifica delle vendite del settore Un dato importante a nostro avviso è quello della previsione dell’andamento da qui al 2028 del valore del mercato del second-hand che supererà il fast fashion. Leggendo diversi report (BCG, thredUP e alcuni osservatori nazionali), la moda veloce sta vivendo i suoi ultimi anni in cima alla classifica delle vendite del settore. Un bellissimo spiraglio per un futuro diverso del mondo della moda, che ci auguriamo possa giovare in primis ai lavoratori dei paesi sfruttati dai grandi buyer della moda nelle fasi produttive, ma anche alla protezione dell’ambiente: la sfida mondiale più grande nei prossimi 30 anni. Anne-Laure Petton Acquista il nostro studio second-hand e vintage in Italia! &#62; &#160; Foto: Dress Ecode; Priscilla du Preez; Onur Bahçıvancılar; Thomas Vogel; Jaclyn Moy; Dress Ecode. (1) Report thredUP 2020 (2) Statista.com (3) Fashionunited.uk (4) Report 2019 di Centre de recherche pour l&#8217;étude et l&#8217;observation des conditions de vie (5) Studio di Médiamétrie (6) 6° edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy condotto da BVA Doxa. (7) Carlo Capasa, presidente della Camera della moda italiana in una lettera aperta al governo e pubblicata su Repubblica l’11 aprile 2020. &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/user/dressecode/second-hand-29-01-2021-11-03"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-15706" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg" alt="" width="153" height="60" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 153px) 100vw, 153px" /></a><br />
L&#8217;anno appena concluso ha evidenziato un incredibile fervore per l’abbigliamento di seconda mano, alimentato da una serie di fattori di cui ti raccontiamo in questo articolo:</p>
<ul>
<li>Covid-19</li>
<li>Digitalizzazione dell’offerta</li>
<li>Incertezza economica</li>
<li>Interesse per la sostenibilità</li>
<li>Influenza dei social media</li>
<li>Ricerca del pezzo unico</li>
</ul>
<blockquote><p><strong><span style="color: #b2a4d4;">30-40 miliardi di dollari il valore del mercato second-hand</span></strong></p></blockquote>
<p>Un report di Boston Consulting Group realizzato per conto di Vestiaire Collective, piattaforma francese di vendita on line di vestiti di seconda mano di lusso, valuta <strong>tra i 30 e i 40 miliardi di dollari il valore attuale del mercato mondiale del second-hand, </strong>pari al 2% dell’intero mercato moda e lusso.  La previsione di crescita è tra il 10% e il 15% annui entro il 2024.</p>
<blockquote><p><strong><span style="color: #b2a4d4;">La generazione più giovane sta dimostrando di voler contribuire a risolvere lo spreco di moda nel lungo periodo </span></strong></p></blockquote>
<p><span style="color: #ff0000;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14126 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/priscilla-du-preez-gYdjZzXNWlg-unsplash-scaled-e1611667594623.jpg" alt="" width="477" height="319" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/priscilla-du-preez-gYdjZzXNWlg-unsplash-scaled-e1611667594623.jpg 900w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/priscilla-du-preez-gYdjZzXNWlg-unsplash-scaled-e1611667594623-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 477px) 100vw, 477px" /><span style="color: #333333;">Secondo un altro studio, entro 10 anni </span><strong style="color: #333333;">il second-hand fashion supererà il fast fashion, raggiungendo un valore di mercato pari a 80 miliardi di dollari: </strong><span style="color: #333333;">dai 10 miliardi del 2009 la crescita prevista è notevole. Un fenomeno che va al di là quindi di una temporanea tendenza di moda. Circa il </span><strong style="color: #333333;">40% degli intervistati della Generazione Z</strong><span style="color: #333333;"><strong> ha previsto di acquistare usato</strong>, il 30% dei Millennial e il 20% della Generazione X.</span> <span style="color: #4e2700;">Un dato che infonde ottimismo: l</span><span style="color: #4e2700;">a g</span><span style="color: #333333;">enerazione più giovane sta dimostrando di voler contribuire a risolvere lo spreco di moda nel lungo periodo (1).</span></span></p>
<p>Il trend degli acquisti di usato arriva dagli <strong>Stati Uniti</strong>, dove già negli anni<em> hippie</em> (&#8217;70) si sviluppò il mercato del second-hand, dando la possibilità a tutti di vendere e di comprare abbigliamento non più utilizzato, facendo spazio nell’armadio da una parte e arricchendolo a un prezzo accessibile dall’altra.</p>
<p>E in Europa? Noi di Dress <span style="color: #acc0a5;"><strong>Eco</strong></span>de ci siamo interrogati riguardo a questo<strong> trend in 3 paesi (Regno Unito, Francia e Italia)</strong> per capire quanto stia pervadendo culturalmente le abitudini di consumo. <strong>È uno dei cambiamenti dei paradigmi consumeristici nell’era post-Covid?</strong></p>
<h6></h6>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong style="color: #b2a4d4;">Regno Unito</strong></h5>
<p>I second-hand, pre-owned o pre-loved shop sono parte del mercato dell’abbigliamento con un numero di negozi stabile negli ultimi 10 anni (circa 4.000 tra il 2008 e il 2018) (2).</p>
<blockquote><p><span style="color: #b2a4d4;"><strong>Le vendite di usato su eBay hanno consentito di evitare all’equivalente di 900 bus a due piani di vestiti di essere dispersi, buttati o inceneriti.</strong></span></p></blockquote>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-14134 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/thomas-vogel-g3P5msGTpGU-unsplash-scaled-e1611668248405.jpg" alt="" width="457" height="343" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/thomas-vogel-g3P5msGTpGU-unsplash-scaled-e1611668248405.jpg 700w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/thomas-vogel-g3P5msGTpGU-unsplash-scaled-e1611668248405-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 457px) 100vw, 457px" /> Uno <strong>studio di eBay</strong> rivela:</p>
<ul>
<li>Il periodo di lockdown ha spinto <strong>12 milioni di inglesi a comprare vestiti usati nel 2020</strong></li>
<li><strong>66 milioni di pezzi</strong> di seconda mano hanno trovato una nuova casa</li>
<li>Un ritmo di<strong> vendita di 2 articoli di moda di seconda mano ogni 3 secondi</strong>, tra gennaio e luglio 2020</li>
<li>Una <strong>crescita delle vendite</strong> del 30% tra marzo e giugno 2020 e del <strong>1.211% rispetto allo stesso periodo del 2018</strong></li>
<li><strong>Le vendite hanno consentito di evitare all’equivalente di 900 bus a due piani di vestiti di essere dispersi, buttati o inceneriti.</strong></li>
</ul>
<p>Le vendite britanniche di moda di seconda mano hanno addirittura superato quelle statunitensi su eBay. Emma Grant, responsabile del reparto moda di seconda mano del noto sito di vendite on line, ha dichiarato che nel Regno Unito la quarantena ha accelerato la transizione verso una società più consapevole e sostenibile (3).</p>
<h6></h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong><span style="color: #b2a4d4;">Francia</span></strong></h5>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14128 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/onur-bahcivancilar-wh9I0jokix8-unsplash-scaled-e1611667882178.jpg" alt="" width="520" height="346" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/onur-bahcivancilar-wh9I0jokix8-unsplash-scaled-e1611667882178.jpg 700w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/onur-bahcivancilar-wh9I0jokix8-unsplash-scaled-e1611667882178-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px" />Il fenomeno del second-hand (<em>d’occasion</em>) nasce con i mercatini dell’antiquariato</strong>, chiamati <em>marchés aux puces. </em>Qui dagli anni 2000 in poi si trovano sempre più articoli di moda vintage. Come nei negozi <em>friperies</em> (da <em>fripe, </em>vecchio straccio).<br />
<strong>Se nel 2009 il 25% dei francesi comprava di seconda mano, nel 2018 il 48% ha acquistato usato </strong>(4). Nel 2019 il 39% ha comprato almeno un vestito o accessorio usato su applicazioni mobili.</p>
<blockquote><p><span style="color: #b2a4d4;"><strong>I colossi della distribuzione che si accingono a creare reparti second-hand</strong></span></p></blockquote>
<p>Hélène Janicaud, responsabile del settore moda presso la società di analisi Kantar, afferma che durante il confinamento il 40% dei francesi ha alleggerito il proprio armadio. Nel secondo trimestre 2020, il numero di articoli pubblicati sull’applicazione Vinted è cresciuto del 17% (<em>Le Monde</em>).</p>
<p><strong>Un mercato, quello della moda di seconda mano, stimato a 1 miliardo di euro, in crescita del 10% annuo</strong> secondo l&#8217;<em>Institut français de la mode.</em></p>
<p>Una cifra allettante anche per <strong>i colossi della distribuzione che si accingono a sviluppare progetti di collaborazione con i marchi di abbigliamento, per creare reparti second-hand. </strong>È il caso di Auchan per esempio, che ha già aperto reparti di usato in 5 dei suoi supermercati, o di Zalando che estenderà la presenza del reparto second-hand anche alla Francia, dopo Germania e Spagna.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-14147 " src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/jaclyn-moy-ugZxwLQuZec-unsplash-scaled-e1611670281119.jpg" alt="" width="341" height="308" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/jaclyn-moy-ugZxwLQuZec-unsplash-scaled-e1611670281119.jpg 516w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/jaclyn-moy-ugZxwLQuZec-unsplash-scaled-e1611670281119-300x272.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 341px) 100vw, 341px" />Il <strong>successo della piattaforma Vinted</strong> in Francia porta<strong> il mercato francese al primo posto europeo delle vendite di abbigliamento usato</strong>:</p>
<ul>
<li>21 milioni di utenti della piattaforma nel mondo</li>
<li>8 milioni gli utenti francesi<span style="color: #242424;">, con una frequenza media di consultazione quotidiana di 1,5 milioni di visitatori, piazzando così l’app lituana nella top 10 dell’e-commerce, appena dietro eBay (5).</span></li>
</ul>
<p>I competitor del gigante lituano in Francia sono molti. Due secondo noi i principali:</p>
<ul>
<li><strong>Once Again</strong>, che si propone di interfacciarsi tra venditori e acquirenti, con una garanzia di qualità e la possibilità di acquistare vestiti in bandle a prescindere dal venditore;</li>
<li><strong>Vestiaire Collective</strong>, la piattaforma francese creata nel 2009, che si definisce come il primo <em>market place</em> mondiale di vendita di articoli di moda di lusso e che ha beneficiato di un investimento di 40 milioni di euro nel giugno 2019 da Condé Nast da dedicare al suo sviluppo internazionale.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://mailchi.mp/13f349896465/untitled-page"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-15893" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/Copertina-Secondhand-e-vintage-212x300.jpg" alt="Studio second-hand e vintage" width="266" height="376" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/Copertina-Secondhand-e-vintage-212x300.jpg 212w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/Copertina-Secondhand-e-vintage-600x848.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/Copertina-Secondhand-e-vintage-724x1024.jpg 724w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/Copertina-Secondhand-e-vintage-768x1086.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/Copertina-Secondhand-e-vintage.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 266px) 100vw, 266px" /></a></p>
<h5><strong><span style="color: #b2a4d4;">Italia</span></strong></h5>
<p>Dati precisi sul consumo di moda second-hand in Italia non sono disponibili, abbiamo però il quadro degli acquisti di usato in generale effettuati nel nostro Paese. <strong>Negli ultimi 5 anni il settore dell’usato è cresciuto del 33%, raggiungendo 24 miliardi di euro nel 2019, pari all’1,3% del Pil italiano</strong>. Il settore “prodotti per la casa e per la persona”, in cui rientra l’abbigliamento, vale nel complesso 2,8 miliardi di euro. Il trend, già in atto prima della pandemia, è stato <strong>trainato soprattutto dall’on line</strong> (nel 2018 ha generato valore per 10,5 miliardi di euro) (6).</p>
<blockquote><p><strong><span style="color: #b2a4d4;">Tra marzo e giugno 2020 l’Italia ha registrato il 128% in più degli ordini di vestiti di seconda mano (su Vestiaire Collective)</span></strong></p></blockquote>
<p><strong>La moda di seconda mano è letteralmente esplosa durante il 2020</strong>, grazie principalmente a 3 leve:</p>
<ul>
<li><strong>Economica</strong>: oltre a limitare l’accesso ai negozi fisici, la crisi economica che accompagna la crisi sanitaria in atto ha favorito il ricorso agli acquisti di seconda mano con articoli il cui prezzo è più accessibile, in coerenza con la diminuzione del potere di acquisto durante il periodo di lockdown.</li>
<li><strong>Ambientale</strong>: la vendita e l&#8217;acquisto di seconda mano sono al 4° posto tra i comportamenti sostenibili più diffusi tra gli italiani (49%), subito dopo la raccolta differenziata (95%), l’acquisto di lampadine a LED (77%) e di prodotti a km zero (56%) (6).<span style="color: #b2a4d4;"><br />
</span></li>
<li><strong>Sociale</strong>: il fenomeno crescente dei fashion blogger, che propongono outfit di ultimo grido, incrementa il desiderio degli utenti/follower di rinnovare frequentemente il proprio guardaroba. Aumenta la preferenza per il second-hand. Una tendenza incoraggiata dagli stessi fashion blogger che, secondo Nss G-Club, dopo aver mostrato nuovi capi li rivendono sul mercato dell&#8217;usato.</li>
</ul>
<p>Con il 41% della produzione europea di moda, l’Italia è il primo paese in Europa per la produzione del tessile, abbigliamento e accessori (7). È anche per questo che fino a qualche anno fa il second-hand fashion non era un&#8217;abitudine di consumo così diffusa?</p>
<p>Da un’elaborazione dati di Vestiaire Collective per il Sole 24 Ore, <strong>tra marzo e giugno 2020 l’Italia ha registrato un aumento dei depositi di vestiti di seconda mano del 137% e del 128% degli ordini, con un boom particolare in 3 categorie</strong>: menswear (+190%), ready to wear donna (+149%) e accessori donna (+108%).</p>
<p>Nello studio i dati indicano che:</p>
<ul>
<li>Chi acquista ha in media tra i 30 e i 50 anni</li>
<li>Chi vende ha tra i 35 e i 45 anni</li>
<li>I maggiori acquirenti di moda second-hand sono le donne tra i 25 e 34 anni (75%)</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-14141 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/01/IMG_8529-scaled.jpg" alt="" width="556" height="446" />Il consolidamento di questo trend come reale nuova abitudine di consumo è confermato dallo <strong>sviluppo delle proposte di vendita on line</strong>, ma non solo. Oltre agli ormai noti Depop, Armadio Verde e il nuovo arrivato in Italia Vinted, l’Italia conta molti punti vendita fisici di vestiti e accessori di seconda mano (puoi trovarli nella nostra<a href="https://dress-ecode.com/richiedi-mappa-dei-negozi-shopping-map/"> mappa di negozi di abbigliamento sostenibile</a>).</p>
<p>A discapito delle percezioni che si riscontravano ancora pochi anni fa, anche l’Italia quindi sta seguendo il trend globale della preferenza per gli articoli di moda di seconda mano.<br />
Se ancora il principale motivo di questo fervore rimane quello economico, le nuove generazioni, prevalentemente la Gen. Z, fanno da motore per questo cambiamento culturale esibendo con orgoglio i propri acquisti second-hand in nome della sostenibilità.</p>
<blockquote><p><span style="color: #b2a4d4;"><strong>La moda veloce sta vivendo i suoi ultimi anni in cima alla classifica delle vendite del settore</strong></span></p></blockquote>
<p>Un dato importante a nostro avviso è quello della previsione dell’andamento da qui al 2028 del valore del mercato del second-hand che supererà il fast fashion. Leggendo diversi report (BCG, thredUP e alcuni osservatori nazionali), <strong>la moda veloce sta vivendo i suoi ultimi anni in cima alla classifica delle vendite del settore.</strong></p>
<p><strong>Un bellissimo spiraglio per un futuro diverso</strong> del mondo della moda, che ci auguriamo possa giovare in primis ai lavoratori dei paesi sfruttati dai grandi buyer della moda nelle fasi produttive, ma anche alla protezione dell’ambiente: la sfida mondiale più grande nei prossimi 30 anni.</p>
<p><strong>Anne-Laure Petton</strong></p>
<h5 style="text-align: center;"><a href="https://mailchi.mp/13f349896465/untitled-page"><span style="color: #b85a4e;">Acquista il nostro studio second-hand e vintage in Italia! &gt;</span></a></h5>
<p><a href="https://mailchi.mp/13f349896465/untitled-page"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-15885 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/06/download-gif-65832131655061246.gif" alt="Studio settore second-hand e vintage" width="600" height="400" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Spotify Embed: Moda second-hand: è boom nel mondo e il trend è in aumento. Giorni contati per il fast fashion?" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/episode/2x8GhiNQ3NasPI0OsOoB2w?si=fgoDal3QQ2StwrXeto5O1w&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Foto: Dress <strong><span style="color: #acc0a5;"><em>Eco</em></span></strong>de; Priscilla du Preez; Onur Bahçıvancılar; Thomas Vogel; Jaclyn Moy; Dress <strong><span style="color: #acc0a5;"><em>Eco</em></span></strong>de.</p>
<p>(1) Report thredUP 2020</p>
<p>(2) Statista.com</p>
<p>(3) Fashionunited.uk</p>
<p>(4) Report 2019 di <em>Centre de recherche pour l&#8217;étude et l&#8217;observation des conditions de vie</em></p>
<p>(5) S<span style="color: #242424;">tudio di Médiamétrie</span></p>
<p>(6) 6° edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy condotto da BVA Doxa.</p>
<p>(7) Carlo Capasa, presidente della Camera della moda italiana in una lettera aperta al governo e pubblicata su Repubblica l’11 aprile 2020.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://dress-ecode.com/moda-second-hand-boom/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">14114</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
