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	<title>tessuti sostenibili &#8211; Dress Ecode</title>
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		<title>La rivoluzione gentile di Slow Fiber</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Oct 2024 09:44:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questo episodio incontriamo Dario Casalini, fondatore di Slow Fiber, il progetto realizzato in collaborazione tra Slow Food Italia e alcune aziende italiane virtuose del tessile. Dario ci racconta della necessità di una &#8220;rivoluzione gentile&#8221; per contrastare il modello del fast fashion, in un contesto in cui l&#8217;economia sposta ricchezze da tanti a pochi senza realmente creare benessere per l&#8217;umanità. Slow Fiber vuole cambiare in positivo il paradigma della produzione, del consumo e, quindi, della percezione del tessile. Oggi, infatti, ci troviamo immersi in uno stile di vita consumistico e all’insegna del fast-fashion, come afferma Dario. Slow Fiber utilizza una serie di KPI (Key Performance Indicator) per valutare le aziende che aderiscono alla sua rete. Ogni aspetto del progetto è accompagnato da criteri misurabili, suddivisi in obbligatori e facoltativi. Questi KPI si concentrano su cinque pilastri: &#8220;buono&#8221;, &#8220;sano&#8221;, &#8220;pulito&#8221;, &#8220;giusto&#8221; e &#8220;durevole&#8221;. Ad esempio, il criterio &#8220;buono&#8221; richiede che le aziende mantenendo la propria sede originale e non delocalizzino, mentre &#8220;sano&#8221; si riferisce al controllo rigoroso della chimica utilizzata nella produzione. L&#8217;idea è che nessuna azienda possa essere considerata nella rete se non rispetta tutti i criteri di questi cinque pilastri. Ascolta l&#8217;episodio per scoprire come la normativa vigente si tramuti in un &#8220;muro di gomma&#8221; per le imprese virtuose. Inoltre, il concetto di Made in Italy è messo sotto la lente nell&#8217;episodio, dove si afferma che &#8220;vale poco e nulla&#8221; se non accompagnato da controlli effettivi. La preoccupazione è che i prodotti possano essere etichettati come italiani anche senza rispettare standard di qualità dato che non ci sono adeguati controlli sulle importazioni. Le lobby del fast fashion influenzano pesantemente le normative, rendendo difficile la protezione delle pratiche sostenibili italiane. Approfondisci i punti in comune tra cibo e moda, discorrendo di localismi e consumo/produzione fast, e i nuovi approcci economici come la &#8220;post crescita&#8220;, più che mai necessaria per un futuro sostenibile. &#160; Sveliamo anche come le certificazioni, che sicuramente aiutano, possano rivelarsi fuorvianti e come le potenti lobby del fast fashion resistano ai cambiamenti necessari. Il Green Deal europeo potrebbe rischiare di trasformarsi in un&#8217;etichetta certificativa che non affronta realmente le problematiche ambientali &#8211; e non solo (scopri quale altro importante aspetto non affronta). L&#8217;episodio sottolinea come molte iniziative legislative tendano a preservare il modello di business attuale, invece di abbattere un sistema industriale ritenuto pericoloso. Insomma, il Green Deal può sembrare un passo positivo, ma potrebbe mascherare una realtà immutata piuttosto che apportare cambiamenti sostanziali. In questo dialogo che invita a riflettere e ad agire, Dario fa un quadro schietto del settore, ci aiuta a capire meglio alcune dinamiche e ci fa conoscere una realtà che intende seminare un nuovo modo di produrre e di consumare coinvolgendo produttori e consumatori. Indice dei Contenuti Definizione di Slow Fiber (0:36) Il confronto tra tessile e filiera agricola (1:02) Problemi della filiera tessile (1:50) Sostenibilità nella moda (2:28) Cambiamento di carriera verso il tessile (3:34) Selezione delle aziende membri (9:00) Criteri di sostenibilità e KPI (11:39) Il paradosso e il peso delle certificazioni (17:23) Il sistema di audit di Slow Fiber (19:06) Il quid in più rispetto al modello legislativo attuale che vuole salvare capra e cavoli (21:54) La necessità del rallentamento dei consumi e di un nuovo modello economico (24.56) Attività di sensibilizzazione e manifestazione (34:11) Greenwashing e normative (40:25) Prospettive future e innovazione (48:11) AI, blockchain e tracciabilità (50:37) Made in Italy (53.14) Valori e modello economico (53:17) Se vuoi approfondire, ti consigliamo il sito di Slow Fiber e il libro di Dario: &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/live-la-rivoluzione-gentile-di-slow-fiber--62472194"><img decoding="async" class="alignright wp-image-15706" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="244" height="95" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="(max-width: 244px) 100vw, 244px" /></a>In questo episodio incontriamo Dario Casalini, fondatore di Slow Fiber, il progetto realizzato in collaborazione tra Slow Food Italia e alcune aziende italiane virtuose del tessile.</p>
<figure id="attachment_18266" aria-describedby="caption-attachment-18266" style="width: 269px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-18266" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/Dario-Casalini.jpg" alt="" width="269" height="403" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/Dario-Casalini.jpg 683w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/Dario-Casalini-200x300.jpg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/Dario-Casalini-600x900.jpg 600w" sizes="(max-width: 269px) 100vw, 269px" /><figcaption id="caption-attachment-18266" class="wp-caption-text">photo: courtesy of Slow Fiber</figcaption></figure>
<p>Dario ci racconta della necessità di una &#8220;<strong>rivoluzione gentile</strong>&#8221; per contrastare il modello del fast fashion, in un contesto in cui l&#8217;economia sposta ricchezze da tanti a pochi senza realmente creare benessere per l&#8217;umanità. Slow Fiber vuole cambiare in positivo il paradigma della produzione, del consumo e, quindi, della percezione del tessile. Oggi, infatti, ci troviamo immersi in uno stile di vita consumistico e all’insegna del fast-fashion, come afferma Dario.</p>
<p><strong>Slow Fiber utilizza una serie di KPI (Key Performance Indicator) per valutare le aziende che aderiscono alla sua rete</strong>. Ogni aspetto del progetto è accompagnato da criteri misurabili, suddivisi in obbligatori e facoltativi. Questi KPI si concentrano su cinque pilastri: <strong>&#8220;buono&#8221;, &#8220;sano&#8221;, &#8220;pulito&#8221;, &#8220;giusto&#8221; e &#8220;durevole&#8221;</strong>. Ad esempio, il criterio &#8220;buono&#8221; richiede che le aziende mantenendo la propria sede originale e non delocalizzino, mentre &#8220;sano&#8221; si riferisce al controllo rigoroso della chimica utilizzata nella produzione. L&#8217;idea è che nessuna azienda possa essere considerata nella rete se non rispetta tutti i criteri di questi cinque pilastri.</p>
<p>Ascolta l&#8217;episodio per scoprire <strong>come la normativa vigente si tramuti in un &#8220;muro di gomma&#8221; per le imprese virtuose</strong>. Inoltre, il concetto di Made in Italy è messo sotto la lente nell&#8217;episodio, dove si afferma che &#8220;vale poco e nulla&#8221; se non accompagnato da controlli effettivi. La preoccupazione è che i prodotti possano essere etichettati come italiani anche senza rispettare standard di qualità dato che non ci sono adeguati controlli sulle importazioni. Le lobby del fast fashion influenzano pesantemente le normative, rendendo difficile la protezione delle pratiche sostenibili italiane.</p>
<p>Approfondisci i <strong>punti in comune tra cibo e moda, </strong>discorrendo di localismi e consumo/produzione fast, e i nuovi approcci economici come la &#8220;<strong>post crescita</strong>&#8220;, più che mai necessaria per un futuro sostenibile.</p>
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<p><iframe title="Spotify Embed: LIVE! - La rivoluzione gentile di Slow Fiber" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/6Gwgl35mrac0AFXmuNiVIr?si=e1e622ddf38a40d9&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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<p>Sveliamo anche come le certificazioni, che sicuramente aiutano, possano rivelarsi fuorvianti e come l<strong>e potenti lobby del fast fashion resistano ai cambiamenti necessari.</strong> Il Green Deal europeo potrebbe rischiare di trasformarsi in un&#8217;etichetta certificativa che non affronta realmente le problematiche ambientali &#8211; e non solo (scopri quale altro importante aspetto non affronta). L&#8217;episodio sottolinea come <strong>molte iniziative legislative tendano a preservare il modello di business attuale, invece di abbattere un sistema industriale ritenuto pericoloso</strong>. Insomma, il Green Deal può sembrare un passo positivo, ma potrebbe mascherare una realtà immutata piuttosto che apportare cambiamenti sostanziali.</p>
<p>In questo dialogo che invita a riflettere e ad agire, Dario fa un quadro schietto del settore, ci aiuta a capire meglio alcune dinamiche e ci fa conoscere una realtà che intende seminare un nuovo modo di produrre e di consumare coinvolgendo produttori e consumatori.</p>
<p><strong>Indice dei Contenuti</strong></p>
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<li>Definizione di Slow Fiber (0:36)</li>
<li>Il confronto tra tessile e filiera agricola (1:02)</li>
<li>Problemi della filiera tessile (1:50)</li>
<li>Sostenibilità nella moda (2:28)</li>
<li>Cambiamento di carriera verso il tessile (3:34)</li>
<li>Selezione delle aziende membri (9:00)</li>
<li>Criteri di sostenibilità e KPI (11:39)</li>
<li>Il paradosso e il peso delle certificazioni (17:23)</li>
<li>Il sistema di audit di Slow Fiber (19:06)</li>
<li>Il quid in più rispetto al modello legislativo attuale che vuole salvare capra e cavoli (21:54)</li>
<li>La necessità del rallentamento dei consumi e di un nuovo modello economico (24.56)</li>
<li>Attività di sensibilizzazione e manifestazione (34:11)</li>
<li>Greenwashing e normative (40:25)</li>
<li>Prospettive future e innovazione (48:11)</li>
<li>AI, blockchain e tracciabilità (50:37)</li>
<li>Made in Italy (53.14)</li>
<li>Valori e modello economico (53:17)</li>
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<p>Se vuoi approfondire, ti consigliamo il sito di <a href="http://slowfiber.it">Slow Fiber</a> e il libro di Dario:</p>
<p><a href="https://www.slowfoodeditore.it/it/107_casalini-dario"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-18286 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD.jpg" alt="" width="287" height="431" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD.jpg 1689w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD-200x300.jpg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD-681x1024.jpg 681w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD-768x1155.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD-1022x1536.jpg 1022w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD-1362x2048.jpg 1362w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD-1160x1744.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD-1320x1984.jpg 1320w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD-600x902.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 287px) 100vw, 287px" /></a></p>
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		<title>Il tessuto dalle foglie di ananas è sostenibile?</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Feb 2024 08:13:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Fabrics/Tessuti]]></category>
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					<description><![CDATA[Pinatex è un tessuto innovativo creato come alternativa sostenibile sia alla pelle prodotta in serie sia ai materiali sintetici inquinanti. È prodotto con foglie di ananas da Ananas Anam, una B-corporation con sede nel Regno Unito. Per il master di gestione della moda sostenibile di SUMAS, ho preparato un&#8217;analisi dettagliata per valutare il ciclo di vita biologico e tecnico, per comprendere i vantaggi e gli svantaggi rispetto al modello triple bottom line* e agli SDG a cui il materiale contribuisce. Questo articolo riporta il contributo teorico relativo all&#8217;analisi. Piñatex è composto da 72% foglie di ananas, 18% PLA (acido polilattico), 5% Bio PU (poliuretano) e 5% PU (Ananas Aman 2022). Il PLA (acido polilattico) è un materiale plastico di origine vegetale ottenuto da amido di mais proveniente da fonte rinnovabile. Il substrato di base, senza il coating, è 80% fibra di foglia di ananas e 20% PLA. Analisi Aspetto ambientale – Ciclo di vita biologico Il ciclo di vita biologico del Piñatex inizia nelle Filippine con la raccolta delle foglie, un sottoprodotto della coltivazione dell’ananas, che rappresenta un punto di recupero materiale (Zeb. &#38; Kortelainen 2021). Non solo significa molti vantaggi triple bottom, come l’assenza di necessità di suolo o l’uso di acqua, fertilizzanti e pesticidi, ma Piñatex riduce anche i rifiuti agricoli, risparmiando emissioni, sostenendo le comunità rurali locali e le loro economie offrendo un’ulteriore fonte di reddito ai coltivatori di ananas e sbloccando il potenziale commerciale delle fibre naturali nei paesi in via di sviluppo. Nella trasformazione della materia prima in fibra (PALF) c’è un altro punto di recupero della materia: la biomassa rimasta dalla decorticazione delle foglie per estrarre le fibre viene utilizzata come fertilizzante organico, ritornando ai campi di coltivazione dell’ananas, o come bio-carburante. Aspetto ambientale – Ciclo di vita tecnico Nel ciclo di vita tecnico, la lavorazione e la produzione richiedono poca acqua, producono pochi rifiuti e non coinvolgono sostanze chimiche sintetiche dannose (sostanze vietate nell’elenco Cradle to Cradle). L’energia utilizzata non è rinnovabile (Agoston 2019), ma Ananas Anam ha recentemente introdotto la prima fase di decorticazione ad energia solare. Dopo il lavaggio e la purificazione delle fibre, il PALF viene miscelato con il PLA e sottoposto a un processo meccanico per creare Piñafelt, una rete non tessuta biodegradabile. La fase successiva del ciclo tecnico, la finitura, presenta lo svantaggio dei gas serra prodotti per il trasporto: i rotoli vengono spediti in Spagna o Italia, dove Piñafelt viene colorato utilizzando pigmenti certificati GOTS e rivestito con una resina PU (poliuretano) a base acqua (conforme al regolamento REACH). “Abbiamo ottimizzato la quantità massima di PU a base biologica che possiamo utilizzare garantendo comunque la longevità dei nostri materiali”, è specificato sul sito. Aspetto sociale Socialmente, Piñatex crea nuovi posti di lavoro nelle aree rurali, come la raccolta delle foglie, l’estrazione delle fibre, la logistica e i sistemi di controllo della qualità. La catena del valore corta è trasparente e tracciabile, basata sui principi dell’economia del commercio equo e solidale (B-Corporation 2020), supervisionando la catena di fornitura dalla pianta al prodotto. Tuttavia, sul sito web dell’azienda vengono divulgati pochi dettagli su reddito, inclusività, emancipazione delle donne e altre questioni sociali. Inoltre, la condivisione della proprietà dell’azienda con i dipendenti locali rappresenterebbe un ulteriore vantaggio sociale. Aspetto economico Dal punto di vista economico, Piñatex fornisce un’ulteriore fonte di reddito ai coltivatori di ananas, sostenendo le economie locali e rafforzando le loro esportazioni. È interessante per gli investitori: la società ha recentemente ricevuto un investimento di 250.000 euro (Jung 2021). La produzione è scalabile con 27 milioni di tonnellate di scarti di foglie di ananas generati ogni anno. L’altro lato della medaglia è che il business può potenzialmente attrarre grandi aziende multinazionali, minacciando lo sviluppo della popolazione locale e la crescita economica, e minando il consumo limitato del materiale. Si prevede che il mercato della pelle di origine biologica crescerà a un ritmo significativo, raggiungendo gli 868 milioni di dollari entro il 2026; la crescente domanda di alternative sostenibili alla pelle e di calzature vegane stanno aumentando le dimensioni del mercato Piñatex (fonte Report Linker 2021). Tuttavia, lo svantaggio è che Piñatex è più economico rispetto alla pelle animale originale, ma più costoso delle alternative alla pelle basate su materiali sintetici. Fase di utilizzo e fine ciclo di vita Presso i clienti di Ananas Anam dove vengono realizzati i prodotti finali (borse, scarpe, tappezzeria, ecc.), la valutazione della sostenibilità dipende dalle politiche del produttore. Comunque, oltre a poche grandi aziende, i clienti sono attualmente soprattutto designer professionisti, che utilizzano l’energia per alimentare strumenti come le macchine da cucire, e in generale vengono utilizzate e sprecate poche risorse. Per le produzioni su larga scala, il consumo di risorse avrebbe un impatto molto maggiore (Agoston et al. 2019). La fine della vita non è rispettosa dell’ambiente come l’inizio: il prodotto finale non dura per decenni come la vera pelle (Craft 2023) non è completamente biodegradabile né riciclabile. Va in discarica/inceneritore con il conseguente impatto in termini di energia ed emissioni, rappresentando valore incorporato sprecato. Tuttavia, ha una buona resistenza alla trazione e resilienza ed è fatto per durare. Non richiede energia aggiuntiva per l’uso e la manutenzione del materiale (Agoston et al. 2019), produzione di emissioni, né elevati consumi di acqua. Ananas Anam sta lavorando all’aggiunta di due punti di ripristino materiale: Chiusura del ciclo attraverso la degradazione controllata dei prodotti finali, per tornare ai campi agricoli all’inizio del ciclo biologico Riciclo delle fibre triturate, ritornando alle fasi di lavorazione e produzione nel ciclo tecnico. Conclusioni Avendo molti vantaggi ambientali, sociali ed economici e contribuendo a 10 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, Piñatex sembra una buona alternativa sostenibile alla pelle animale e ai materiali sintetici. Tuttavia:– attualmente non si affida completamente alle energie rinnovabili– I trasporti hanno un impatto sull’effetto serra– l’ultima fase di realizzazione dei prodotti finali non garantisce condizioni di sostenibilità– i prodotti finali non sono completamente biodegradabili né riciclabili. Il ciclo economico non è chiuso al momento. Ananas Anam è seriamente impegnata nell’innovazione verso un modello Cradle to Cradle, facendo ogni anno grandi passi verso un’economia circolare e rendendo il prodotto più accessibile ai piccoli produttori. Il modello poi replicato e applicato ad altre fibre naturali provenienti da scarti alimentari localmente in qualsiasi luogo diverso potrebbe rappresentare un’opzione sostenibile molto interessante. Dopo la pubblicazione del contributo teorico, Ananas Anam ha lanciato Piñayarn®, un filato innovativo e a basso impatto, realizzato con foglie di ananas di scarto.Piñayarn offre una soluzione tessile al 100% vegetale, riciclabile e biodegradabile. È creato in una produzione a ciclo chiuso che garantisce zero rifiuti. La tecnologia di filatura a secco utilizzata per produrre Piñayarn non necessita di acqua e di sostanze chimiche nocive, creando un filato naturalmente traspirante e biodegradabile, con un basso impatto ambientale. Svolgiamo analisi dettagliate dei materiali per i nostri clienti. Se sei interessato/a scrivici. *Mentre &#8220;bottom line&#8221; si riferisce tradizionalmente al risultato finanziario di un&#8217;organizzazione, l&#8217;approccio &#8220;triple bottom line&#8221; amplia questa prospettiva includendo anche gli impatti sociali e ambientali. &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.spreaker.com/episode/pinatex-e-sostenibile-un-analisi-del-tessuto-prodotto-dalle-foglie-di-ananas--58195742"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15706 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="212" height="83" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px" /></a>Pinatex è un tessuto innovativo creato come alternativa sostenibile sia alla pelle prodotta in serie sia ai materiali sintetici inquinanti. È prodotto con foglie di ananas da Ananas Anam, una B-corporation con sede nel Regno Unito. Per il master di gestione della moda sostenibile di SUMAS, ho preparato un&#8217;analisi dettagliata per valutare il ciclo di vita biologico e tecnico, per comprendere i vantaggi e gli svantaggi rispetto al modello triple bottom line* e agli SDG a cui il materiale contribuisce. Questo articolo riporta il contributo teorico relativo all&#8217;analisi.</p>
</div>
<div class="x_elementToProof">Piñatex è composto da 72% foglie di ananas, 18% PLA (acido polilattico), 5% Bio PU (poliuretano) e 5% PU (Ananas Aman 2022). Il PLA (acido polilattico) è un materiale plastico di origine vegetale ottenuto da amido di mais proveniente da fonte rinnovabile. Il substrato di base, senza il coating, è 80% fibra di foglia di ananas e 20% PLA.</div>
<div class="x_elementToProof"></div>
<h5><strong class="x_ContentPasted4">A</strong><strong class="x_ContentPasted4">nalisi</strong></h5>
<h6><strong class="x_ContentPasted5">Aspetto ambientale – Ciclo di vita biologico</strong></h6>
<p class="x_ContentPasted5">Il ciclo di vita biologico del Piñatex inizia nelle Filippine con la raccolta delle foglie, un <strong class="x_ContentPasted5">sottoprodotto della coltivazione dell’ananas</strong>, che rappresenta un punto di recupero materiale (<span lang="EN-GB">Zeb. &amp; Kortelainen 2021)</span>. Non solo significa molti vantaggi <em class="x_ContentPasted5">triple bottom, </em>come l’assenza di necessità di suolo o l’uso di acqua, fertilizzanti e pesticidi, ma Piñatex riduce anche i rifiuti agricoli, risparmiando emissioni, sostenendo le comunità rurali locali e le loro economie offrendo un’ulteriore fonte di reddito ai coltivatori di ananas e sbloccando il potenziale commerciale delle fibre naturali nei paesi in via di sviluppo.</p>
<h5><strong class="x_ContentPasted4"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17856 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/02/moda-e-sostenibilita.jpeg" alt="" width="437" height="349" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/02/moda-e-sostenibilita.jpeg 1000w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/02/moda-e-sostenibilita-300x240.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/02/moda-e-sostenibilita-768x614.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/02/moda-e-sostenibilita-600x480.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 437px) 100vw, 437px" /></strong></h5>
<p class="x_ContentPasted5">Nella trasformazione della materia prima in fibra (PALF) c’è un altro punto di recupero della materia: la biomassa rimasta dalla decorticazione delle foglie per estrarre le fibre viene utilizzata come fertilizzante organico, ritornando ai campi di coltivazione dell’ananas, o come bio-carburante.</p>
<h6>Aspetto ambientale – Ciclo di vita tecnico</h6>
<p class="x_ContentPasted5">Nel ciclo di vita tecnico, la lavorazione e la produzione richiedono poca acqua, producono pochi rifiuti e non coinvolgono sostanze chimiche sintetiche dannose (sostanze vietate nell’elenco Cradle to Cradle). L’energia utilizzata non è rinnovabile (<span lang="EN-GB">Agoston 2019)</span>, ma Ananas Anam ha recentemente introdotto la prima fase di decorticazione ad energia solare. Dopo il lavaggio e la purificazione delle fibre, il PALF viene miscelato con il PLA e sottoposto a un processo meccanico per creare Piñafelt, una rete non tessuta biodegradabile. La fase successiva del ciclo tecnico, la finitura, presenta lo svantaggio dei gas serra prodotti per il trasporto: i rotoli vengono spediti in Spagna o Italia, dove Piñafelt viene colorato utilizzando pigmenti certificati GOTS e <strong class="x_ContentPasted5">rivestito con una resina PU </strong>(poliuretano) a base acqua (conforme al regolamento REACH). “Abbiamo ottimizzato la quantità massima di PU a base biologica che possiamo utilizzare garantendo comunque la longevità dei nostri materiali”, è specificato sul sito.</p>
<h6 class="x_ContentPasted5"><strong>Aspetto sociale</strong></h6>
<p class="x_ContentPasted5">Socialmente, Piñatex crea nuovi posti di lavoro nelle aree rurali, come la raccolta delle foglie, l’estrazione delle fibre, la logistica e i sistemi di controllo della qualità. La catena del valore corta è trasparente e tracciabile, basata sui principi dell’economia del commercio equo e solidale (<span lang="EN-GB">B-Corporation 2020)</span>, supervisionando la catena di fornitura dalla pianta al prodotto. Tuttavia, sul sito web dell’azienda vengono divulgati pochi dettagli su reddito, inclusività, emancipazione delle donne e altre questioni sociali. Inoltre, la condivisione della proprietà dell’azienda con i dipendenti locali rappresenterebbe un ulteriore vantaggio sociale.</p>
<h6 class="x_ContentPasted5"><strong class="x_ContentPasted5">Aspetto economico</strong></h6>
<p class="x_ContentPasted5">Dal punto di vista economico, Piñatex fornisce un’ulteriore fonte di reddito ai coltivatori di ananas, sostenendo le economie locali e rafforzando le loro esportazioni. È interessante per gli investitori: la società ha recentemente ricevuto un investimento di 250.000 euro (Jung 2021). La produzione è scalabile con 27 milioni di tonnellate di scarti di foglie di ananas generati ogni anno. L’altro lato della medaglia è che il business può potenzialmente attrarre grandi aziende multinazionali, minacciando lo sviluppo della popolazione locale e la crescita economica, e minando il consumo limitato del materiale.</p>
<p class="x_ContentPasted5">Si prevede che <strong class="x_ContentPasted5">il mercato della pelle di origine biologica crescerà a un ritmo significativo, raggiungendo gli 868 milioni di dollari entro il 2026; </strong>la crescente domanda di alternative sostenibili alla pelle e di calzature vegane stanno aumentando le dimensioni del mercato Piñatex (fonte Report Linker 2021). Tuttavia, lo svantaggio è che Piñatex è più economico rispetto alla pelle animale originale, ma più costoso delle alternative alla pelle basate su materiali sintetici.</p>
<h6><strong class="x_ContentPasted5"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17858 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/02/sustainable-textile.jpeg" alt="" width="405" height="324" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/02/sustainable-textile.jpeg 1000w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/02/sustainable-textile-300x240.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/02/sustainable-textile-768x614.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/02/sustainable-textile-600x480.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 405px) 100vw, 405px" />Fase di utilizzo e fine ciclo di vita</strong></h6>
<p class="x_ContentPasted5">Presso i clienti di Ananas Anam dove vengono realizzati i prodotti finali (borse, scarpe, tappezzeria, ecc.), la valutazione della sostenibilità dipende dalle politiche del produttore. Comunque, oltre a poche grandi aziende, i clienti sono attualmente soprattutto designer professionisti, che utilizzano l’energia per alimentare strumenti come le macchine da cucire, e in generale vengono utilizzate e sprecate poche risorse. Per le produzioni su larga scala, il consumo di risorse avrebbe un impatto molto maggiore (Agoston et al. 2019).</p>
<p class="x_ContentPasted5">La fine della vita non è rispettosa dell’ambiente come l’inizio:</p>
<ul>
<li class="x_ContentPasted5">il prodotto finale non dura per decenni come la vera pelle (Craft 2023)</li>
<li class="x_ContentPasted5">non è completamente biodegradabile né riciclabile. Va in discarica/inceneritore con il conseguente impatto in termini di energia ed emissioni, rappresentando valore incorporato sprecato.</li>
</ul>
<p class="x_ContentPasted5">Tuttavia, ha una buona resistenza alla trazione e resilienza ed è fatto per durare. Non richiede energia aggiuntiva per l’uso e la manutenzione del materiale (Agoston et al. 2019), produzione di emissioni, né elevati consumi di acqua.</p>
<p>Ananas Anam sta lavorando all’aggiunta di due punti di ripristino materiale:</p>
<ul>
<li><strong class="x_ContentPasted5">Chiusura del ciclo </strong>attraverso la degradazione controllata dei prodotti finali, per tornare ai campi agricoli all’inizio del ciclo biologico</li>
<li class="x_ContentPasted5"><strong class="x_ContentPasted5">Riciclo delle fibre triturate</strong>, ritornando alle fasi di lavorazione e produzione nel ciclo tecnico.</li>
</ul>
<h6><strong class="x_ContentPasted5">Conclusioni</strong></h6>
<p class="x_ContentPasted5">Avendo molti vantaggi ambientali, sociali ed economici e contribuendo a 10 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, Piñatex sembra una buona alternativa sostenibile alla pelle animale e ai materiali sintetici.</p>
<p class="x_ContentPasted5">Tuttavia:<br class="x_ContentPasted5" aria-hidden="true" />– attualmente non si affida completamente alle energie rinnovabili<br class="x_ContentPasted5" aria-hidden="true" />– I trasporti hanno un impatto sull’effetto serra<br class="x_ContentPasted5" aria-hidden="true" />– l’ultima fase di realizzazione dei prodotti finali non garantisce condizioni di sostenibilità<br class="x_ContentPasted5" aria-hidden="true" />– i prodotti finali non sono completamente biodegradabili né riciclabili. Il ciclo economico non è chiuso al momento.</p>
<p class="x_ContentPasted5">Ananas Anam è seriamente impegnata nell’innovazione verso un modello Cradle to Cradle, facendo ogni anno grandi passi verso un’economia circolare e rendendo il prodotto più accessibile ai piccoli produttori. Il modello poi replicato e applicato ad altre fibre naturali provenienti da scarti alimentari localmente in qualsiasi luogo diverso potrebbe rappresentare un’opzione sostenibile molto interessante.</p>
<p class="x_ContentPasted5">Dopo la pubblicazione del contributo teorico, <strong class="x_ContentPasted5">Ananas Anam ha lanciato Piñayarn®, </strong>un filato innovativo e a basso impatto, realizzato con foglie di ananas di scarto.<br class="x_ContentPasted5" aria-hidden="true" />Piñayarn offre una soluzione tessile al 100% vegetale, riciclabile e biodegradabile. È creato in una produzione a ciclo chiuso che garantisce zero rifiuti. La tecnologia di filatura a secco utilizzata per produrre Piñayarn non necessita di acqua e di sostanze chimiche nocive, creando un filato naturalmente traspirante e biodegradabile, con un basso impatto ambientale.</p>
<h5 class="x_ContentPasted5">Svolgiamo analisi dettagliate dei materiali per i nostri clienti. Se sei interessato/a <a id="LPlnkOWA59933a6b-8cb6-42ae-98a6-9d5a2af6eb14" class="x_OWAAutoLink x_ContentPasted5" href="mailto:dress_ecode@icloud.com" data-linkindex="0">scrivici</a>.</h5>
<p><iframe title="Spotify Embed: Piñatex, è sostenibile? Un&amp;apos;analisi del tessuto prodotto dalle foglie di ananas" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/3LNYWvVrAeO9KkEtw3ylUP?si=79d1eb80f0314dad&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><em>*Mentre &#8220;bottom line&#8221; si riferisce tradizionalmente al risultato finanziario di un&#8217;organizzazione, l&#8217;approccio &#8220;triple bottom line&#8221; amplia questa prospettiva includendo anche gli impatti sociali e ambientali.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-16731" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/06/Aiutaci-a-diffondere-una-moda-piu-sostenibile-condividi-i-nostri-articoli-3.gif" alt="" width="700" height="100" /></p>
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		<title>Una storia tutta italiana &#8211; Incontriamo Maeko per scoprire i tessuti sostenibili e il loro ambizioso progetto</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 09:34:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Italiano/English below pictures  Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Audio-à-porter &#8211; Maeko Incontro Cinzia (Vismara) negli uffici di Maeko a Milano, sede della vulcanica attività di questa azienda tessile tutta italiana. Resto subito travolta dall&#8217;energia e dall&#8217;entusiasmo che lei e il marito Mauro (Vismara) pongono in questo progetto in cui credono molto, a costo di andare contro tendenza nell&#8217;attuale contesto industriale. Maeko produce dal 1998 tessuti naturali di alta qualità a filiera controllata, impegnandosi  nello sviluppo di un’economia sostenibile rispettosa dell’ambiente e dell’individuo. Etro, Vivienne Westwood, Ferragamo sono alcuni dei marchi che utilizzano i tessuti di Maeko per le loro creazioni. Canapa, ortica, soia, crabyon, bambù, lino, cotone biologico, seta tousac, filato di latte, lana di yak, lane di pecora, alpaca e capra italiane: gli occhi scintillano tra rotoli e campioni di questi meravigliosi tessuti, impossibile resistere alla tentazione di toccare con mano la morbidezza di gomitoli e stoppini (sottili bande di fibra tessile). La canapa qui è la regina, a lei dedicano una festa speciale ogni anno, da lei tutto è iniziato quando ha colpito con la sua bellezza Mauro e lo ha spinto verso un nuovo percorso professionale (era osteopata), affascinato dai tessuti indossati dalle persone provenienti dall&#8217;Oriente che incontrava. È con la canapa che comincia l&#8217;avventura sostenibile di Maeko, dalla ricerca dei filati orientali, perché nei pochi paesi dell’est europeo in cui sono disponibili sono più grossolani. Abbiamo infatti perso, soprattutto in Italia, macchinari, conoscenze e abilità che una volta ci facevano eccellere nella produzione di filati di canapa, oltre che nella coltivazione della canapa stessa a uso tessile, mi spiega Cinzia. Non si fermano alla produzione di tessuti e qualche anno fa acquistano una piccola e ben avviata tintoria industriale a Bregnano (Como), per fornire anche tutti i servizi tintoriali necessari per completare i processi utili alla produzione di tessuti finiti. Dal 1998 la tessitura rientra nelle attività di Maeko, con l’affitto di telai, e da allora non si sono mai fermati. &#8220;Era un momento tristissimo per il settore, abbiamo rimesso i telai a funzionare per la tessitura della canapa e da quasi vent&#8217;anni lavorano per Maeko&#8221;, dice Cinzia. Nel 2014 parte il progetto ambizioso RIFILOC, volto alla produzione del filato di canapa: insieme a due soci, l&#8217;agronomo Alessandro Mondello e l&#8217;agricoltore Andrea Cocca, Maeko aspira con passione e determinazione a far ripartire la storica produzione di canapa per uso tessile in Italia. A San Mauro Pascoli è infatti avviata la coltivazione biologica di circa 40 ettari di questa pianta e in parte di ortica. In un instancabile vortice di energie e con un enorme entusiasmo nei progetti in cui credono fortemente, quest&#8217;anno compiono un passo ulteriore: hanno acquistato un&#8217;azienda di filatura a Biella. L&#8217;idea è di impegnarsi in una filiera produttiva integrata con cura, trasparente, avendo tutto in casa (al momento acquistano fibre da filare anche dall&#8217;esterno), dalla coltivazione alla fibra al filato al tessuto alla tintura, &#8220;per garantire un&#8217;agricoltura consapevole, una tessitura cosciente e capace in un prodotto completamente Made in Italy&#8221;, racconta Cinzia. &#8220;Ma l&#8217;acquisto aveva anche l&#8217;obiettivo di salvare l&#8217;attività portata avanti con maestria da una famiglia che da due generazioni vi lavora come se fosse un&#8217;oreficeria&#8221;, consentendo così al personale e al figlio del proprietario di continuare a lavorare senza interrompere la tradizione familiare. Dalla cardatura delle lane nascono nastri, nastri fiammati, nastri con bottoni. Dalla ripettinatura, effettuata in un laboratorio esterno, sono creati prodotti come agugliati e stoppini, ma anche alcuni sottoprodotti tra cui imbottiti, isolanti e concime biologico, &#8220;ottenuto dal gruppo Giovani ingegneri torinesi, sciogliendo gli scarti inutilizzabili e sporchi della lana in una gigantesca pentola a pressione&#8221;, descrive Cinzia. &#8220;Non si butta via niente!&#8221;, esclamo. &#8220;Non c&#8217;è niente da buttare!&#8221;, mi corregge. Dalla filatura pettinata delle altre fibre nascono filati vegetali, animali e artificiali (per esempio dal nylon o dal poliestere riciclato usato nella mischia intima). Ogni tessuto riporta la precisa composizione, indicando anche percentuali minime (3-4%) di poliestere riciclato in ottica di totale trasparenza. &#8220;Non c&#8217;era niente, anni fa su questo tavolo su cui stiamo parlando non avevamo nulla, solo dei pezzetti di tessuto e oggi possiamo acquistare un&#8217;azienda di filatura, salvandola. In tutte le cose che facciamo ci crediamo, a costo di rimanere in mutande. Abbiamo lo stesso coraggio e la stessa determinazione del primo giorno. E anche la stessa incoscienza!&#8220;, mi spiega con orgoglio Cinzia, guardando intorno ciò che hanno creato. Quando le chiedo se ci sono altre novità in vista, mi risponde a ragione: &#8220;Più di così?&#8221;, ma la guardo e capisco che non si fermano mai. Sono infatti alla ricerca di soci, disposti a imparare riguardo tutto il processo, dall&#8217;inizio alla fine, entrando a far parte come un tassello che completa il mosaico intero, &#8220;dove tutti gli attori hanno uguale importanza e fanno parte dello stesso progetto&#8221;, precisa Cinzia. In questo momento cercano anche allevatori di animali da lana, in particolare in Sardegna, da aggiungere a quelli con cui già lavorano in diverse zone d&#8217;Italia (Val d&#8217;Aosta, Lombardia, Toscana, Marche e Puglia), che dovranno garantire precisi criteri di tosatura, di cernita della lana e anche di alimentazione degli animali. La sua straordinaria energia mi ha contagiata, non solo attraverso il racconto dell&#8217;impegno di Maeko e l&#8217;affascinante descrizione dei filati, ma anche coinvolgendomi in un interessante confronto su altri temi: con lei parli di tutto, di episodi di vita, di cibo, di viaggi. Accanto a noi Giovanna, amica e compagna di lavoro di Cinzia da tanto tempo, lavora senza sosta preparando con cura i campioni da spedire. Grazie per l&#8217;accoglienza e seguiremo i vostri progetti! Link: https://www.maekotessuti.com English &#8211; A whole Italian story: We met Maeko to find out more on sustainable fabrics and their ambitious project I met Cinzia (Vismara) in the offices of Maeko in Milan, headquarter of the volcanic activity of this whole Italian textile company. I am immediately overwhelmed by the energy and enthusiasm that she and her husband Mauro (Vismara) place in this project in which they believe a lot, at the cost of going against the trend in the current industrial context. Maeko has been producing high quality natural fabrics with a controlled supply chain since 1998, engaging in the development of a sustainable economy that respects the environment and the individual. Etro, Vivienne Westwood, Ferragamo are some of the brands that use Maeko fabrics for their creations. Hemp, nettle, soy, crabyon, bamboo, linen, organic cotton, tousac silk, milk yarn, yak, Italian sheep, alpaca and goat wool: the eyes sparkle between rolls and samples of these wonderful fabrics, it&#8217;s impossible to resist the temptation to touch the softness of wool balls and roving (thin bands of textile fiber). The hemp here is the queen, they dedicate a special party to her every year, from her it all started when she struck Mauro with her beauty and pushed him towards a new professional path (he was an osteopath), fascinated by the fabrics worn by people coming from the East he met. It is with hemp that the sustainable adventure of Maeko begins, from the search for oriental yarns, because in the few Eastern European countries in which they are available they are rougher. In fact we have lost, especially in Italy, machinery, knowledge and skills that once made us excel in the production of hemp yarns, as well as in the cultivation of hemp itself for textile use, Cinzia explains. They did not stop at the production of fabrics and a few years ago they bought a small and well-established industrial dye-works in Bregnano (Como), in order to provide also all the dyeing services necessary to complete the processes useful for the production of finished fabrics. Since 1998, weaving is part of Maeko&#8217;s activities, with the rental of looms, and since then they have never stopped. &#8220;It was a very sad moment for the sector, we put the looms back to work for weaving hemp and for almost twenty years they have been working for Maeko,&#8221; says Cinzia. In 2014, the ambitious project RIFILOC, aimed at the production of hemp yarn, starts: together with two partners, the agronomist Alessandro Mondello and the farmer Andrea Cocca, Maeko aspires with passion and determination to restart the historical production of hemp for textile use in Italy. In San Mauro Pascoli the biological cultivation of about 40 hectares of this plant and partly of nettle has started. In a tireless whirlwind of energies and with enormous enthusiasm in the projects in which they strongly believe, this year they took a further step: they bought a spinning company in Biella. The idea is to engage in a carefully integrated, transparent production chain, having everything internally (at the moment they buy fibers to be spun also from the outside), from cultivation to fiber to yarn to fabric to dyeing, &#8220;To ensure an aware agriculture, and a conscious and capable weaving in a completely Made in Italy product&#8221;, says Cinzia. &#8220;But the purchase also had the objective of saving the activity carried out with mastery by a family, that for two generations has been working there as if it were a goldsmith&#8221;, thus allowing the owner&#8217;s personnel and his son to continue working without interrupting the family tradition. Ribbons, slub ribbons and ribbons with buttons are born from wool carding. From recombing, carried out in an external laboratory, products such as needle-punched felt and wool roving are created, but also some by-products including padded and insulating materials and also biological fertilizer, &#8220;Obtained by the group Giovani ingegneri torinesi (Young Turin engineers), by dissolving unusable and dirty wool waste in a giant pressure cooker&#8221;, describes Cinzia. &#8220;Nothing is thrown away!&#8221;, I exclaim. &#8220;There&#8217;s nothing to throw away!&#8221;, she corrects me. From the combed spinning of the other fibres, vegetable, animal and artificial (for example from nylon or recycled polyester used in intimate mixes) yarns are born. Each fabric has the precise composition, also indicating minimum percentages (3-4%) of recycled polyester with a view to total transparency. &#8220;There was nothing, years ago on this table we are talking beside, we had nothing, only bits of fabric and today we can buy a spinning company, rescuing it. In all the things we do we believe in it, at the cost of losing our shirt. We have the same courage and the same determination as the first day. And also the same thoughtlessness!&#8220;, Cinzia proudly explains, looking around at what they have created. When I ask her if there are other news arriving, she rightly replies: &#8220;More than this?&#8221;, but I look at her and I understand that they never stop. They are in fact looking for partners, willing to learn about the whole process, from the beginning to the end, joining as a piece that completes the entire mosaic, &#8220;Where all the actors have equal importance and are part of the same project&#8221;, specifies Cinzia. At this moment they are also looking for breeders of wool animals, particularly in Sardinia, to be added to those with whom they already work in different areas of Italy (Val d&#8217;Aosta, Lombardy, Tuscany, Marche and Puglia), which will have to guarantee precise criteria of shearing, sorting of wool and also feeding of animals. Her extraordinary energy has infected me, not only through the story of Maeko&#8217;s commitment and the fascinating description of the yarns, but also by involving me in an interesting comparison on other topics: with her you talk about everything, about life episodes, about food , of travel. Alongside us, Giovanna, Cinzia&#8217;s friend and colleague for a long time, is tirelessly working preparing carefully the samples to be sent.&#160;Thanks for the welcome and we will follow your projects! Link: https://www.maekotessuti.com (Pictures: from Maeko&#8217;s Instagram profile)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below pictures</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft" src="data:image/tiff;base64,TU0AKgAABEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAFgAAACwAAAAgAAAABQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZAAAAiwAAAOAAAAD/AAAA/wAAAP8AAADzAAAArAAAADYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAWwAAAPIAAAD/AAAAzAAAAIUAAABrAAAAdgAAAKcAAADxAAAA/gAAAIcAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGIAAAD/AAAA6AAAAEgAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA4AAACHAAAA/AAAAIcAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAjAAAA9wAAAPIAAAAqAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABXAAAA/AAAADMAAAAAAAAAAAAAAJUAAAD/AAAAfQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACYAAAAoAAAAAAAAAAAAAAA3gAAAP8AAAAlAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAC4AAADiAAAAAAAAAAAAAAD6AAAA/wAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABQAAAPsAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAACAAAA/wAAAP8AAAD1AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA9gAAAAAAAAD/AAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAA/wAAAAAAAAAAAAAA+wAAAPoAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/wAAAAAAAAD7AAAAAAAAAAAAAABFAAAAPgAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/wAAAP8AAAD/AAAAAAAAAFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP8AAAD/AAAA/gAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAD/AAAA/wAAAP8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAQAAAAAAAAAAAAAAAAAQAQAAAwAAAAEAEQAAAQEAAwAAAAEAEAAAAQIAAwAAAAQAAAUOAQMAAwAAAAEAAQAAAQYAAwAAAAEAAgAAAQoAAwAAAAEAAQAAAREABAAAAAEAAAAIARIAAwAAAAEAAQAAARUAAwAAAAEABAAAARYAAwAAAAEAEAAAARcABAAAAAEAAARAARwAAwAAAAEAAQAAASgAAwAAAAEAAgAAAVIAAwAAAAEAAgAAAVMAAwAAAAQAAAUWh3MABwAAAiQAAAUeAAAAAAAIAAgACAAIAAEAAQABAAEAAAIkYXBwbAQAAABtbnRyUkdCIFhZWiAH4QAHAAcADQAWACBhY3NwQVBQTAAAAABBUFBMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA9tYAAQAAAADTLWFwcGzKGpWCJX8QTTiZE9XR6hWCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAApkZXNjAAAA/AAAAGVjcHJ0AAABZAAAACN3dHB0AAABiAAAABRyWFlaAAABnAAAABRnWFlaAAABsAAAABRiWFlaAAABxAAAABRyVFJDAAAB2AAAACBjaGFkAAAB+AAAACxiVFJDAAAB2AAAACBnVFJDAAAB2AAAACBkZXNjAAAAAAAAAAtEaXNwbGF5IFAzAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHRleHQAAAAAQ29weXJpZ2h0IEFwcGxlIEluYy4sIDIwMTcAAFhZWiAAAAAAAADzUQABAAAAARbMWFlaIAAAAAAAAIPfAAA9v////7tYWVogAAAAAAAASr8AALE3AAAKuVhZWiAAAAAAAAAoOAAAEQsAAMi5cGFyYQAAAAAAAwAAAAJmZgAA8qcAAA1ZAAAT0AAACltzZjMyAAAAAAABDEIAAAXe///zJgAAB5MAAP2Q///7ov///aMAAAPcAADAbg==" /> Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/21106415">Audio-à-porter &#8211; Maeko</a></p>
<p>Incontro Cinzia (Vismara) negli uffici di Maeko a Milano, sede della <strong><span style="color: #acc0a5;">vulcanica attività di questa azienda tessile tutta italiana</span></strong>. Resto subito travolta dall&#8217;energia e dall&#8217;entusiasmo che lei e il marito Mauro (Vismara) pongono in questo progetto in cui credono molto, a costo di andare contro tendenza nell&#8217;attuale contesto industriale.</p>
<p>Maeko produce dal 1998 <strong>tessuti naturali di alta qualità a filiera controllata, impegnandosi  nello sviluppo di un’economia sostenibile rispettosa dell’ambiente e dell’individuo</strong>. Etro, Vivienne Westwood, Ferragamo sono alcuni dei marchi che utilizzano i tessuti di Maeko per le loro creazioni. <strong>Canapa, ortica, soia, crabyon, bambù, lino, cotone biologico, seta tousac, filato di latte, lana di yak, lane di pecora, alpaca e capra italiane</strong>: gli occhi scintillano tra rotoli e campioni di questi meravigliosi tessuti, impossibile resistere alla tentazione di toccare con mano la morbidezza di gomitoli e stoppini (sottili bande di fibra tessile). <span style="color: #acc0a5;"><strong>La canapa qui è la regina</strong></span>, a lei dedicano una festa speciale ogni anno, <strong><span style="color: #acc0a5;">da lei tutto è iniziato</span></strong> quando ha colpito con la sua bellezza Mauro e lo ha spinto verso un nuovo percorso professionale (era osteopata), affascinato dai tessuti indossati dalle persone provenienti dall&#8217;Oriente che incontrava. È con la canapa che comincia l&#8217;avventura sostenibile di Maeko, dalla ricerca dei filati orientali, perché nei pochi paesi dell’est europeo in cui sono disponibili sono più grossolani. Abbiamo infatti perso, soprattutto in Italia, macchinari, conoscenze e abilità che una volta ci facevano eccellere nella produzione di filati di canapa, oltre che nella coltivazione della canapa stessa a uso tessile, mi spiega Cinzia.</p>
<p>Non si fermano alla produzione di tessuti e qualche anno fa acquistano una piccola e ben avviata <strong>tintoria industriale</strong> a Bregnano (Como), per fornire anche tutti i <span style="font-size: inherit;">servizi tintoriali necessari per completare i processi utili alla produzione di tessuti finiti.</span></p>
<p>Dal 1998 la <strong>tessitura</strong> rientra nelle attività di Maeko, con l’affitto di telai, e da allora non si sono mai fermati. &#8220;Era un momento tristissimo per il settore, abbiamo rimesso i telai a funzionare per la tessitura della canapa e da quasi vent&#8217;anni lavorano per Maeko&#8221;, dice Cinzia.</p>
<p>Nel 2014 parte il progetto ambizioso <strong>RIFILOC</strong>, volto alla produzione del filato di canapa: insieme a due soci, l&#8217;agronomo Alessandro Mondello e l&#8217;agricoltore Andrea Cocca, <strong><span style="color: #acc0a5;">Maeko aspira con passione e determinazione a far ripartire la storica produzione di canapa per uso tessile in Italia</span></strong>. A San Mauro Pascoli è infatti avviata la coltivazione biologica di circa 40 ettari di questa pianta e in parte di ortica.</p>
<p>In un instancabile vortice di energie e con un enorme entusiasmo nei progetti in cui credono fortemente, <strong><span style="color: #acc0a5;">quest&#8217;anno compiono un passo ulteriore: hanno acquistato un&#8217;azienda di filatura a Biella</span></strong>. L&#8217;idea è di impegnarsi in una filiera produttiva integrata con cura, trasparente, avendo tutto in casa (al momento acquistano fibre da filare anche dall&#8217;esterno), dalla coltivazione alla fibra al filato al tessuto alla tintura, &#8220;per garantire un&#8217;agricoltura consapevole, una tessitura cosciente e capace in un prodotto completamente Made in Italy&#8221;, racconta Cinzia. &#8220;Ma l&#8217;acquisto aveva anche l&#8217;obiettivo di salvare l&#8217;attività portata avanti con maestria da una famiglia che da due generazioni vi lavora come se fosse un&#8217;oreficeria&#8221;, consentendo così al personale e al figlio del proprietario di continuare a lavorare senza interrompere la tradizione familiare.</p>
<p>Dalla cardatura delle lane nascono nastri, nastri fiammati, nastri con bottoni. Dalla ripettinatura, effettuata in un laboratorio esterno, sono creati prodotti come agugliati e stoppini, ma anche alcuni sottoprodotti tra cui imbottiti, isolanti e concime biologico, &#8220;ottenuto dal gruppo <em>Giovani ingegneri torinesi</em>, sciogliendo gli scarti inutilizzabili e sporchi della lana in una gigantesca pentola a pressione&#8221;, descrive Cinzia. &#8220;Non si butta via niente!&#8221;, esclamo. &#8220;Non c&#8217;è niente da buttare!&#8221;, mi corregge. Dalla filatura pettinata delle altre fibre nascono filati vegetali, animali e artificiali (per esempio dal nylon o dal poliestere riciclato usato nella mischia intima). Ogni tessuto riporta la precisa composizione, indicando anche percentuali minime (3-4%) di poliestere riciclato in ottica di totale trasparenza.</p>
<p>&#8220;Non c&#8217;era niente, anni fa su questo tavolo su cui stiamo parlando non avevamo nulla, solo dei pezzetti di tessuto e oggi possiamo acquistare un&#8217;azienda di filatura, salvandola. In tutte le cose che facciamo ci crediamo, a costo di rimanere in mutande. <strong><span style="color: #acc0a5;">A</span><span style="color: #acc0a5;">bbiamo lo stesso coraggio e la stessa determinazione del primo giorno. E anche la stessa incoscienza!</span></strong>&#8220;, mi spiega con orgoglio Cinzia, guardando intorno ciò che hanno creato. Quando le chiedo se ci sono <strong>altre novità in vista</strong>, mi risponde a ragione: &#8220;Più di così?&#8221;, ma la guardo e capisco che non si fermano mai. Sono infatti alla ricerca di soci, disposti a imparare riguardo tutto il processo, dall&#8217;inizio alla fine, entrando a far parte come un tassello che completa il mosaico intero, &#8220;dove tutti gli attori hanno uguale importanza e fanno parte dello stesso progetto&#8221;, precisa Cinzia. In questo momento cercano anche allevatori di animali da lana, in particolare in Sardegna, da aggiungere a quelli con cui già lavorano in diverse zone d&#8217;Italia (Val d&#8217;Aosta, Lombardia, Toscana, Marche e Puglia), che dovranno garantire precisi criteri di tosatura, di cernita della lana e anche di alimentazione degli animali.</p>
<p>La sua straordinaria energia mi ha contagiata, non solo attraverso il racconto dell&#8217;impegno di Maeko e l&#8217;affascinante descrizione dei filati, ma anche coinvolgendomi in un interessante confronto su altri temi: con lei parli di tutto, di episodi di vita, di cibo, di viaggi. Accanto a noi Giovanna, amica e compagna di lavoro di Cinzia da tanto tempo, lavora senza sosta preparando con cura i campioni da spedire. <span style="color: #acc0a5;"><strong>Grazie per l&#8217;accoglienza e seguiremo i vostri progetti!</strong></span></p>
<p>Link: <a href="https://www.maekotessuti.com">https://www.maekotessuti.com</a></p>


<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="749" height="632" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8117.jpg" alt="" data-id="6042" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6042" class="wp-image-6042" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8117.jpg 749w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8117-600x506.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8117-300x253.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 749px) 100vw, 749px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">I semi di canapa</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="757" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119.jpg" alt="" data-id="6043" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6043" class="wp-image-6043" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119-600x606.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119-297x300.jpg 297w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8119-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Lo stoppino</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="931" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8118.jpg" alt="" data-id="6044" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8118.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6044" class="wp-image-6044" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8118.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8118-600x745.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8118-242x300.jpg 242w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="749" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128.jpg" alt="" data-id="6046" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6046" class="wp-image-6046" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128-600x599.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8128-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="749" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123.jpg" alt="" data-id="6047" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6047" class="wp-image-6047" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123-600x599.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8123-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="665" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8124.jpg" alt="" data-id="6045" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6045" class="wp-image-6045" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8124.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8124-600x532.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8124-300x266.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="765" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8122.jpg" alt="" data-id="6048" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6048" class="wp-image-6048" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8122.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8122-600x612.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8122-294x300.jpg 294w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="683" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8120.jpg" alt="" data-id="6049" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6049" class="wp-image-6049" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8120.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8120-600x546.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8120-300x273.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="933" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8125.jpg" alt="" data-id="6050" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6050" class="wp-image-6050" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8125.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8125-600x746.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8125-241x300.jpg 241w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-1024x768.jpg" alt="" data-id="6052" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6052" class="wp-image-6052" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-1024x768.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-scaled-600x450.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-768x576.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-1536x1152.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-2048x1536.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8046-1-1160x870.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Giovanna prepara i campioni di tessuto</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="936" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8126.jpg" alt="" data-id="6053" data-full-url="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8126.jpg" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=6053" class="wp-image-6053" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8126.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8126-600x749.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8126-240x300.jpg 240w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li></ul></figure>


<hr>
<h5><span style="color: #acc0a5;">English &#8211; A whole Italian story: We met Maeko to find out more on sustainable fabrics and their ambitious project</span></h5>
<p>I met Cinzia (Vismara) in the offices of Maeko in Milan, headquarter of the <span style="color: #acc0a5;"><strong>volcanic activity of this whole Italian textile company</strong></span>. I am immediately overwhelmed by the energy and enthusiasm that she and her husband Mauro (Vismara) place in this project in which they believe a lot, at the cost of going against the trend in the current industrial context.</p>
<p>Maeko has been producing <strong>high quality natural fabrics with a controlled supply chain since 1998, engaging in the development of a sustainable economy that respects the environment and the individual.</strong> Etro, Vivienne Westwood, Ferragamo are some of the brands that use Maeko fabrics for their creations. <strong>Hemp, nettle, soy, crabyon, bamboo, linen, organic cotton, tousac silk, milk yarn, yak, Italian sheep, alpaca and goat wool</strong>: the eyes sparkle between rolls and samples of these wonderful fabrics, it&#8217;s impossible to resist the temptation to touch the softness of wool balls and roving (thin bands of textile fiber). <strong><span style="color: #acc0a5;">The hemp here is the queen</span></strong>, they dedicate a special party to her every year, <strong><span style="color: #acc0a5;">from her it all started</span></strong> when she struck Mauro with her beauty and pushed him towards a new professional path (he was an osteopath), fascinated by the fabrics worn by people coming from the East he met. It is with hemp that the sustainable adventure of Maeko begins, from the search for oriental yarns, because in the few Eastern European countries in which they are available they are rougher. In fact we have lost, especially in Italy, machinery, knowledge and skills that once made us excel in the production of hemp yarns, as well as in the cultivation of hemp itself for textile use, Cinzia explains.</p>
<p>They did not stop at the production of fabrics and a few years ago they bought a small and well-established <strong>industrial dye-works</strong> in Bregnano (Como), in order to provide also all the dyeing services necessary to complete the processes useful for the production of finished fabrics.</p>
<p>Since 1998, <strong>weaving</strong> is part of Maeko&#8217;s activities, with the rental of looms, and since then they have never stopped. &#8220;It was a very sad moment for the sector, we put the looms back to work for weaving hemp and for almost twenty years they have been working for Maeko,&#8221; says Cinzia.</p>
<p>In 2014, the ambitious project <strong>RIFILOC</strong>, aimed at the production of hemp yarn, starts: together with two partners, the agronomist Alessandro Mondello and the farmer Andrea Cocca, <span style="color: #acc0a5;"><strong>Maeko aspires with passion and determination to restart the historical production of hemp for textile use in Italy</strong></span>. In San Mauro Pascoli the biological cultivation of about 40 hectares of this plant and partly of nettle has started.</p>
<p>In a tireless whirlwind of energies and with enormous enthusiasm in the projects in which they strongly believe, <strong><span style="color: #acc0a5;">this year they took a further step: they bought a spinning company in Biella</span></strong>. The idea is to engage in a carefully integrated, transparent production chain, having everything internally (at the moment they buy fibers to be spun also from the outside), from cultivation to fiber to yarn to fabric to dyeing, &#8220;To ensure an aware agriculture, and a conscious and capable weaving in a completely Made in Italy product&#8221;, says Cinzia. &#8220;But the purchase also had the objective of saving the activity carried out with mastery by a family, that for two generations has been working there as if it were a goldsmith&#8221;, thus allowing the owner&#8217;s personnel and his son to continue working without interrupting the family tradition.</p>
<p>Ribbons, slub ribbons and ribbons with buttons are born from wool carding. From recombing, carried out in an external laboratory, products such as needle-punched felt and wool roving are created, but also some by-products including padded and insulating materials and also biological fertilizer, &#8220;Obtained by the group <em>Giovani ingegneri torinesi</em> (Young Turin engineers), by dissolving unusable and dirty wool waste in a giant pressure cooker&#8221;, describes Cinzia. &#8220;Nothing is thrown away!&#8221;, I exclaim. &#8220;There&#8217;s nothing to throw away!&#8221;, she corrects me. From the combed spinning of the other fibres, vegetable, animal and artificial (for example from nylon or recycled polyester used in intimate mixes) yarns are born. Each fabric has the precise composition, also indicating minimum percentages (3-4%) of recycled polyester with a view to total transparency.</p>
<p>&#8220;There was nothing, years ago on this table we are talking beside, we had nothing, only bits of fabric and today we can buy a spinning company, rescuing it. In all the things we do we believe in it, at the cost of losing our shirt. <span style="color: #acc0a5;"><strong>We have the same courage and the same determination as the first day.</strong> <strong>And also the same thoughtlessness!</strong></span>&#8220;, Cinzia proudly explains, looking around at what they have created. When I ask her if there are <strong>other news arriving</strong>, she rightly replies: &#8220;More than this?&#8221;, but I look at her and I understand that they never stop. They are in fact looking for partners, willing to learn about the whole process, from the beginning to the end, joining as a piece that completes the entire mosaic, &#8220;Where all the actors have equal importance and are part of the same project&#8221;, specifies Cinzia. At this moment they are also looking for breeders of wool animals, particularly in Sardinia, to be added to those with whom they already work in different areas of Italy (Val d&#8217;Aosta, Lombardy, Tuscany, Marche and Puglia), which will have to guarantee precise criteria of shearing, sorting of wool and also feeding of animals. Her extraordinary energy has infected me, not only through the story of Maeko&#8217;s commitment and the fascinating description of the yarns, but also by involving me in an interesting comparison on other topics: with her you talk about everything, about life episodes, about food , of travel. Alongside us, Giovanna, Cinzia&#8217;s friend and colleague for a long time, is tirelessly working preparing carefully the samples to be sent.&nbsp;<span style="color: #acc0a5;"><strong>Thanks for the welcome and we will follow your projects!</strong></span></p>
<p>Link: <a href="https://www.maekotessuti.com">https://www.maekotessuti.com</a></p>
<p>(Pictures: from Maeko&#8217;s Instagram profile)</p>]]></content:encoded>
					
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