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	<title>Tessuti &#8211; Dress Ecode</title>
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		<title>Cascami di seta tra innovazione e sostenibilità: intervista a Cosetex</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 10:26:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La seta è sinonimo di lusso e glamour, ma sapevi che può essere anche un materiale innovativo e attento all&#8217;ambiente? Nel nuovo episodio del nostro podcast, abbiamo intervistato Silvio Mandelli, CEO di Cosetex, un&#8217;azienda con oltre 120 anni di esperienza nel recupero dei cascami di seta. Cosetex ha rivoluzionato il settore trasformando quelli che un tempo erano considerati scarti in nuove opportunità: imbottiture naturali, filati di alta qualità e collaborazioni con il mondo del denim. Silvio ci racconta i vantaggi ambientali della seta, come la sua capacità di catturare CO2 e il fatto che non produce microfibre plastiche. Ma cosa significa realmente &#8220;cascame di seta&#8221;? Come è arrivata la seta alla fiera del denim di Premier Vision? E come si può dare nuova vita a un materiale pregiato senza sprechi? Scopriamo insieme il percorso di Cosetex, i materiali che puoi utilizzare anche nelle tue collezioni tra tradizione e innovazione, e il suo contributo a una moda più consapevole. Introduzione (0:00) Introduzione Presentazione di Silvio Mandelli e di Cosetex La seta tra lusso e innovazione Il mondo della seta e il ruolo di Cosetex (1:22) Cos’è un cascame di seta? Differenza tra filo continuo e filo discontinuo Come i cascami di seta diventano materiali riutilizzabili (4:10) Origine della seta e il ruolo di Cosetex La storia dell’azienda e le radici italiane nella produzione serica L’evoluzione del mercato della seta: dall’Italia alla Cina e all’India (6:09) La scelta dei fornitori L’importanza della qualità e della tradizione nella selezione delle materie prime Relazioni con i produttori cinesi e indiani Sostenibilità e innovazione nella seta (7:35) La sostenibilità nella lavorazione dei cascami di seta Il recupero degli scarti e il loro riutilizzo L’impatto ambientale rispetto ad altre fibre Il mercato della seta e le sfide del settore (16:44) L’evoluzione del mercato della seta La sperimentazione della seta in diversi campi Il rapporto tra tradizione e innovazione (18:57) Applicazioni innovative della seta Nuove destinazioni d’uso: dalle imbottiture ai tessuti tecnici Collaborazioni con brand del settore fashion e home La seta a Denim Premiere Vision T.Silk (35:45) Le difficoltà con le aziende Posizionare un prodotto di nicchia Educare il mercato sui materiali (38:35) Le normative nel settore tessile Come le leggi influenzano le aziende più piccole del settore Il futuro (45:11) Il futuro della moda sostenibile e di Cosetex Evoluzione della seta La spinta dal basso G.Silk Ascolta l’episodio per entrare nel mondo affascinante della seta! Ecco dove puoi trovare Cosetex: Cosetex – attività di fibra in seta a 360 gradi https://www.cosetex.it/ &#8211; Approfondimenti T.Silk https://t.silk.bio/ &#8211; presentazione ed e-commerce https://t.silk.bio/pages/brevetto-imbottitura-in-seta &#8211; Brevetto imbottitura 100% Seta https://t.silk.bio/blogs/magazine &#8211; Blog ed informazioni Facebook https://www.facebook.com/T.SilkOfficial/ https://www.facebook.com/Cosetex &#160; Instagram @Cosetex &#124; @tsilkcollection https://www.instagram.com/tsilkcollection/ https://www.instagram.com/cosetex.official/ &#160; Linkedin @Cosetex https://www.linkedin.com/company/cosetex-seta Foto: per gentile concessione di Cosetex]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/live-cascami-di-seta-tra-innovazione-e-sostenibilita-intervista-a-cosetex--65182527"><img decoding="async" class=" wp-image-15706 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="167" height="65" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="(max-width: 167px) 100vw, 167px" /></a>La seta è sinonimo di lusso e glamour, ma sapevi che può essere anche un materiale innovativo e attento all&#8217;ambiente? Nel nuovo episodio del nostro podcast, abbiamo intervistato <b>Silvio Mandelli</b>, CEO di <b>Cosetex</b>, un&#8217;azienda con oltre 120 anni di esperienza nel recupero dei cascami di seta.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-19208 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/160922_TSILK_GRUPPO_MATERIALI_RICICLO_175.jpg" alt="" width="692" height="462" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/160922_TSILK_GRUPPO_MATERIALI_RICICLO_175.jpg 1920w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/160922_TSILK_GRUPPO_MATERIALI_RICICLO_175-300x200.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/160922_TSILK_GRUPPO_MATERIALI_RICICLO_175-1024x683.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/160922_TSILK_GRUPPO_MATERIALI_RICICLO_175-768x512.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/160922_TSILK_GRUPPO_MATERIALI_RICICLO_175-1536x1024.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/160922_TSILK_GRUPPO_MATERIALI_RICICLO_175-1160x773.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/160922_TSILK_GRUPPO_MATERIALI_RICICLO_175-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 692px) 100vw, 692px" /></p>
<p>Cosetex ha rivoluzionato il settore trasformando quelli che un tempo erano considerati scarti in nuove opportunità: imbottiture naturali, filati di alta qualità e collaborazioni con il mondo del denim. Silvio ci racconta i vantaggi ambientali della seta, come la sua capacità di catturare CO2 e il fatto che non produce microfibre plastiche.</p>
<p>Ma cosa significa realmente &#8220;cascame di seta&#8221;? Come è arrivata la seta alla fiera del denim di Premier Vision? E come si può dare nuova vita a un materiale pregiato senza sprechi?</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-19210" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-scaled.jpeg" alt="" width="705" height="471" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-scaled.jpeg 2560w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-300x200.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-1024x683.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-768x513.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-1536x1025.jpeg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-2048x1367.jpeg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-1160x774.jpeg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-600x400.jpeg 600w" sizes="(max-width: 705px) 100vw, 705px" /></p>
<p>Scopriamo insieme il percorso di Cosetex, i materiali che puoi utilizzare anche nelle tue collezioni tra tradizione e innovazione, e il suo contributo a una moda più consapevole.</p>
<p><b>Introduzione</b></p>
<p><b>(0:00) Introduzione</b></p>
<ul>
<li>Presentazione di Silvio Mandelli e di Cosetex</li>
<li>La seta tra lusso e innovazione</li>
</ul>
<p><b>Il mondo della seta e il ruolo di Cosetex</b></p>
<p><b>(1:22) Cos’è un cascame di seta?</b></p>
<ul>
<li>Differenza tra filo continuo e filo discontinuo</li>
<li>Come i cascami di seta diventano materiali riutilizzabili</li>
</ul>
<p><b>(4:10) Origine della seta e il ruolo di Cosetex</b></p>
<ul>
<li>La storia dell’azienda e le radici italiane nella produzione serica</li>
<li>L’evoluzione del mercato della seta: dall’Italia alla Cina e all’India</li>
</ul>
<p><b>(6:09) La scelta dei fornitori</b></p>
<ul>
<li>L’importanza della qualità e della tradizione nella selezione delle materie prime</li>
<li>Relazioni con i produttori cinesi e indiani</li>
</ul>
<p><b>Sostenibilità e innovazione nella seta</b></p>
<p><b>(7:35) La sostenibilità nella lavorazione dei cascami di seta</b></p>
<ul>
<li>Il recupero degli scarti e il loro riutilizzo</li>
<li>L’impatto ambientale rispetto ad altre fibre</li>
</ul>
<p><b>Il mercato della seta e le sfide del settore</b></p>
<p><b>(16:44) L’evoluzione del mercato della seta</b></p>
<ul>
<li>La sperimentazione della seta in diversi campi</li>
<li>Il rapporto tra tradizione e innovazione</li>
</ul>
<p><b>(18:57) Applicazioni innovative della seta</b></p>
<ul>
<li>Nuove destinazioni d’uso: dalle imbottiture ai tessuti tecnici</li>
<li>Collaborazioni con brand del settore fashion e home</li>
<li>La seta a Denim Premiere Vision</li>
<li>T.Silk</li>
</ul>
<p><b>(35:45) Le difficoltà con le aziende</b></p>
<ul>
<li>Posizionare un prodotto di nicchia</li>
<li>Educare il mercato sui materiali</li>
</ul>
<p><b>(38:35) Le normative nel settore tessile</b></p>
<ul>
<li>Come le leggi influenzano le aziende più piccole del settore</li>
</ul>
<p><b>Il futuro</b></p>
<p><b>(45:11) Il futuro della moda sostenibile e di Cosetex</b></p>
<ul>
<li>Evoluzione della seta</li>
<li>La spinta dal basso</li>
<li>G.Silk</li>
</ul>
<p><b>Ascolta l’episodio per entrare nel mondo affascinante della seta!</b></p>
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<h5>Ecco dove puoi trovare Cosetex:</h5>
<p style="font-weight: 400;">Cosetex – attività di fibra in seta a 360 gradi</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.cosetex.it/">https://www.cosetex.it/</a> &#8211; Approfondimenti</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-19214" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/g_silk.jpeg" alt="" width="713" height="315" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/g_silk.jpeg 1920w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/g_silk-300x133.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/g_silk-1024x452.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/g_silk-768x339.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/g_silk-1536x678.jpeg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/g_silk-1160x512.jpeg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/g_silk-600x265.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 713px) 100vw, 713px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">T.Silk</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://t.silk.bio/">https://t.silk.bio/</a> &#8211; presentazione ed e-commerce</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://t.silk.bio/pages/brevetto-imbottitura-in-seta">https://t.silk.bio/pages/brevetto-imbottitura-in-seta</a> &#8211; Brevetto imbottitura 100% Seta</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://t.silk.bio/blogs/magazine">https://t.silk.bio/blogs/magazine</a> &#8211; Blog ed informazioni</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-19212" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2.jpg" alt="" width="729" height="729" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2-1024x1024.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2-768x768.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2-75x75.jpg 75w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2-600x600.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 729px) 100vw, 729px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Facebook</p>
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<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">Linkedin</p>
<p style="font-weight: 400;">@<strong>Cosetex</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.linkedin.com/company/cosetex-seta">https://www.linkedin.com/company/cosetex-seta</a></p>
<p>Foto: per gentile concessione di Cosetex</p>
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		<title>La rivoluzione gentile di Slow Fiber</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2024 09:44:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrics/Tessuti]]></category>
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		<category><![CDATA[tessuti sostenibili]]></category>
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					<description><![CDATA[In questo episodio incontriamo Dario Casalini, fondatore di Slow Fiber, il progetto realizzato in collaborazione tra Slow Food Italia e alcune aziende italiane virtuose del tessile. Dario ci racconta della necessità di una &#8220;rivoluzione gentile&#8221; per contrastare il modello del fast fashion, in un contesto in cui l&#8217;economia sposta ricchezze da tanti a pochi senza realmente creare benessere per l&#8217;umanità. Slow Fiber vuole cambiare in positivo il paradigma della produzione, del consumo e, quindi, della percezione del tessile. Oggi, infatti, ci troviamo immersi in uno stile di vita consumistico e all’insegna del fast-fashion, come afferma Dario. Slow Fiber utilizza una serie di KPI (Key Performance Indicator) per valutare le aziende che aderiscono alla sua rete. Ogni aspetto del progetto è accompagnato da criteri misurabili, suddivisi in obbligatori e facoltativi. Questi KPI si concentrano su cinque pilastri: &#8220;buono&#8221;, &#8220;sano&#8221;, &#8220;pulito&#8221;, &#8220;giusto&#8221; e &#8220;durevole&#8221;. Ad esempio, il criterio &#8220;buono&#8221; richiede che le aziende mantenendo la propria sede originale e non delocalizzino, mentre &#8220;sano&#8221; si riferisce al controllo rigoroso della chimica utilizzata nella produzione. L&#8217;idea è che nessuna azienda possa essere considerata nella rete se non rispetta tutti i criteri di questi cinque pilastri. Ascolta l&#8217;episodio per scoprire come la normativa vigente si tramuti in un &#8220;muro di gomma&#8221; per le imprese virtuose. Inoltre, il concetto di Made in Italy è messo sotto la lente nell&#8217;episodio, dove si afferma che &#8220;vale poco e nulla&#8221; se non accompagnato da controlli effettivi. La preoccupazione è che i prodotti possano essere etichettati come italiani anche senza rispettare standard di qualità dato che non ci sono adeguati controlli sulle importazioni. Le lobby del fast fashion influenzano pesantemente le normative, rendendo difficile la protezione delle pratiche sostenibili italiane. Approfondisci i punti in comune tra cibo e moda, discorrendo di localismi e consumo/produzione fast, e i nuovi approcci economici come la &#8220;post crescita&#8220;, più che mai necessaria per un futuro sostenibile. &#160; Sveliamo anche come le certificazioni, che sicuramente aiutano, possano rivelarsi fuorvianti e come le potenti lobby del fast fashion resistano ai cambiamenti necessari. Il Green Deal europeo potrebbe rischiare di trasformarsi in un&#8217;etichetta certificativa che non affronta realmente le problematiche ambientali &#8211; e non solo (scopri quale altro importante aspetto non affronta). L&#8217;episodio sottolinea come molte iniziative legislative tendano a preservare il modello di business attuale, invece di abbattere un sistema industriale ritenuto pericoloso. Insomma, il Green Deal può sembrare un passo positivo, ma potrebbe mascherare una realtà immutata piuttosto che apportare cambiamenti sostanziali. In questo dialogo che invita a riflettere e ad agire, Dario fa un quadro schietto del settore, ci aiuta a capire meglio alcune dinamiche e ci fa conoscere una realtà che intende seminare un nuovo modo di produrre e di consumare coinvolgendo produttori e consumatori. Indice dei Contenuti Definizione di Slow Fiber (0:36) Il confronto tra tessile e filiera agricola (1:02) Problemi della filiera tessile (1:50) Sostenibilità nella moda (2:28) Cambiamento di carriera verso il tessile (3:34) Selezione delle aziende membri (9:00) Criteri di sostenibilità e KPI (11:39) Il paradosso e il peso delle certificazioni (17:23) Il sistema di audit di Slow Fiber (19:06) Il quid in più rispetto al modello legislativo attuale che vuole salvare capra e cavoli (21:54) La necessità del rallentamento dei consumi e di un nuovo modello economico (24.56) Attività di sensibilizzazione e manifestazione (34:11) Greenwashing e normative (40:25) Prospettive future e innovazione (48:11) AI, blockchain e tracciabilità (50:37) Made in Italy (53.14) Valori e modello economico (53:17) Se vuoi approfondire, ti consigliamo il sito di Slow Fiber e il libro di Dario: &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/live-la-rivoluzione-gentile-di-slow-fiber--62472194"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-15706" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="244" height="95" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 244px) 100vw, 244px" /></a>In questo episodio incontriamo Dario Casalini, fondatore di Slow Fiber, il progetto realizzato in collaborazione tra Slow Food Italia e alcune aziende italiane virtuose del tessile.</p>
<figure id="attachment_18266" aria-describedby="caption-attachment-18266" style="width: 269px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-18266" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/Dario-Casalini.jpg" alt="" width="269" height="403" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/Dario-Casalini.jpg 683w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/Dario-Casalini-200x300.jpg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/Dario-Casalini-600x900.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 269px) 100vw, 269px" /><figcaption id="caption-attachment-18266" class="wp-caption-text">photo: courtesy of Slow Fiber</figcaption></figure>
<p>Dario ci racconta della necessità di una &#8220;<strong>rivoluzione gentile</strong>&#8221; per contrastare il modello del fast fashion, in un contesto in cui l&#8217;economia sposta ricchezze da tanti a pochi senza realmente creare benessere per l&#8217;umanità. Slow Fiber vuole cambiare in positivo il paradigma della produzione, del consumo e, quindi, della percezione del tessile. Oggi, infatti, ci troviamo immersi in uno stile di vita consumistico e all’insegna del fast-fashion, come afferma Dario.</p>
<p><strong>Slow Fiber utilizza una serie di KPI (Key Performance Indicator) per valutare le aziende che aderiscono alla sua rete</strong>. Ogni aspetto del progetto è accompagnato da criteri misurabili, suddivisi in obbligatori e facoltativi. Questi KPI si concentrano su cinque pilastri: <strong>&#8220;buono&#8221;, &#8220;sano&#8221;, &#8220;pulito&#8221;, &#8220;giusto&#8221; e &#8220;durevole&#8221;</strong>. Ad esempio, il criterio &#8220;buono&#8221; richiede che le aziende mantenendo la propria sede originale e non delocalizzino, mentre &#8220;sano&#8221; si riferisce al controllo rigoroso della chimica utilizzata nella produzione. L&#8217;idea è che nessuna azienda possa essere considerata nella rete se non rispetta tutti i criteri di questi cinque pilastri.</p>
<p>Ascolta l&#8217;episodio per scoprire <strong>come la normativa vigente si tramuti in un &#8220;muro di gomma&#8221; per le imprese virtuose</strong>. Inoltre, il concetto di Made in Italy è messo sotto la lente nell&#8217;episodio, dove si afferma che &#8220;vale poco e nulla&#8221; se non accompagnato da controlli effettivi. La preoccupazione è che i prodotti possano essere etichettati come italiani anche senza rispettare standard di qualità dato che non ci sono adeguati controlli sulle importazioni. Le lobby del fast fashion influenzano pesantemente le normative, rendendo difficile la protezione delle pratiche sostenibili italiane.</p>
<p>Approfondisci i <strong>punti in comune tra cibo e moda, </strong>discorrendo di localismi e consumo/produzione fast, e i nuovi approcci economici come la &#8220;<strong>post crescita</strong>&#8220;, più che mai necessaria per un futuro sostenibile.</p>
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<p><iframe title="Spotify Embed: LIVE! - La rivoluzione gentile di Slow Fiber" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/6Gwgl35mrac0AFXmuNiVIr?si=e1e622ddf38a40d9&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<figure id="attachment_18268" aria-describedby="caption-attachment-18268" style="width: 418px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-18268" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/slow-fashion-fiber-textile.jpg" alt="" width="418" height="278" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/slow-fashion-fiber-textile.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/slow-fashion-fiber-textile-300x200.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/slow-fashion-fiber-textile-768x513.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/slow-fashion-fiber-textile-600x401.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 418px) 100vw, 418px" /><figcaption id="caption-attachment-18268" class="wp-caption-text">photo: courtesy of Slow Fiber</figcaption></figure>
<p>Sveliamo anche come le certificazioni, che sicuramente aiutano, possano rivelarsi fuorvianti e come l<strong>e potenti lobby del fast fashion resistano ai cambiamenti necessari.</strong> Il Green Deal europeo potrebbe rischiare di trasformarsi in un&#8217;etichetta certificativa che non affronta realmente le problematiche ambientali &#8211; e non solo (scopri quale altro importante aspetto non affronta). L&#8217;episodio sottolinea come <strong>molte iniziative legislative tendano a preservare il modello di business attuale, invece di abbattere un sistema industriale ritenuto pericoloso</strong>. Insomma, il Green Deal può sembrare un passo positivo, ma potrebbe mascherare una realtà immutata piuttosto che apportare cambiamenti sostanziali.</p>
<p>In questo dialogo che invita a riflettere e ad agire, Dario fa un quadro schietto del settore, ci aiuta a capire meglio alcune dinamiche e ci fa conoscere una realtà che intende seminare un nuovo modo di produrre e di consumare coinvolgendo produttori e consumatori.</p>
<p><strong>Indice dei Contenuti</strong></p>
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<li style="list-style-type: none;">
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<li>Definizione di Slow Fiber (0:36)</li>
<li>Il confronto tra tessile e filiera agricola (1:02)</li>
<li>Problemi della filiera tessile (1:50)</li>
<li>Sostenibilità nella moda (2:28)</li>
<li>Cambiamento di carriera verso il tessile (3:34)</li>
<li>Selezione delle aziende membri (9:00)</li>
<li>Criteri di sostenibilità e KPI (11:39)</li>
<li>Il paradosso e il peso delle certificazioni (17:23)</li>
<li>Il sistema di audit di Slow Fiber (19:06)</li>
<li>Il quid in più rispetto al modello legislativo attuale che vuole salvare capra e cavoli (21:54)</li>
<li>La necessità del rallentamento dei consumi e di un nuovo modello economico (24.56)</li>
<li>Attività di sensibilizzazione e manifestazione (34:11)</li>
<li>Greenwashing e normative (40:25)</li>
<li>Prospettive future e innovazione (48:11)</li>
<li>AI, blockchain e tracciabilità (50:37)</li>
<li>Made in Italy (53.14)</li>
<li>Valori e modello economico (53:17)</li>
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<p>Se vuoi approfondire, ti consigliamo il sito di <a href="http://slowfiber.it">Slow Fiber</a> e il libro di Dario:</p>
<p><a href="https://www.slowfoodeditore.it/it/107_casalini-dario"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-18286 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD.jpg" alt="" width="287" height="431" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD.jpg 1689w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD-200x300.jpg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD-681x1024.jpg 681w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD-768x1155.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD-1022x1536.jpg 1022w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD-1362x2048.jpg 1362w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD-1160x1744.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD-1320x1984.jpg 1320w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/10/vestire-buono-pulito-e-giusto-copertina-HD-600x902.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 287px) 100vw, 287px" /></a></p>
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		<title>L&#8217;antico Egitto e la sostenibilità: con l&#8217;archeologa Marta alla scoperta dei tessuti del passato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 07:31:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Tessuti]]></category>
		<category><![CDATA[tessuti sostenibili antico Egitto]]></category>
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					<description><![CDATA[Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Antico Egitto e sostenibilità I tessuti hanno avuto un ruolo molto importante nell&#8217;antico Egitto: venivano impiegati per realizzare capi d’abbigliamento come tuniche e mantelli, ma anche biancheria da letto, tende e rivestimenti per arredi domestici. Le stoffe avevano anche un uso funerario: erano usate come sudari per i defunti e venivano lasciate all&#8217;interno delle tombe come parte del corredo funerario. Inoltre, i tessuti venivano offerti agli dei nei templi e usati come valuta di scambio (in Egitto non si usava la moneta): spesso facevano parte del pagamento del salario di un operaio. Pertanto, sebbene le attestazioni giunte fino a noi siano poche, è possibile affermare che nell’antico Egitto le stoffe erano presenti in tutti i contesti (palaziale, domestico, templare e funerario) e, per questo, prodotte in grandi quantità. Ma quali erano i tessuti preferiti? Sicuramente il lino e la lana, a cui vanno aggiunti la canapa e il cotone e, in ultimo, anche la seta. Il lino era il più usato per la sua versatilità: i suoi semi erano commestibili e, se spremuti, producevano un olio che veniva usato sia in cucina sia come combustibile per l’illuminazione. Allo stesso tempo, le fibre erano impiegate per realizzare stuoie e oggetti in vimini. Tuttavia, non era possibile estrarre dalla medesima pianta sia le fibre che i semi, quindi, già in fase di coltivazione, bisognava destinare la pianta ad un uso specifico e trattarla di conseguenza. I tessuti in lino avevano il vantaggio di essere facili da pulire e sbiancare senza richiedere trattamenti chimici, ma erano estremamente difficili da tingere, perché i coloranti penetravano con difficoltà nelle fibre e, di conseguenza, sbiadivano rapidamente con i lavaggi. Per questo, nell&#8217;antico Egitto, i tessuti in lino venivano generalmente sbiancati anziché tinti, sebbene durante un determinato periodo, noto come Nuovo Regno (1500 – 1000 a.C. ca.), siano attestati anche tessuti colorati. Per il tipo di colorazione e i coloranti impiegati, le informazioni più numerose derivano dai contesti funerari: molto usato era il colore rosso (colore apotropaico e simbolo di rinascita), che veniva tinto impiegando minerali e fiori (soprattutto l’ocra e il fiore di cartamo). Il lino è stata la prima fibra ad essere utilizzata in Egitto per la produzione di tessuti, seguita dalla lana. Tuttavia, il fatto che non sia attestato nella sua forma selvatica, ha spinto a supporre una sua importazione dall&#8217;Asia in una fase molto precoce: resti di fibre di lino sono, infatti, attestati in Egitto almeno dal V millennio a.C. Inoltre, nelle fasi precedenti, gli egiziani sembrano aver sperimentato tutte le fibre vegetali e animali disponibili, tra cui il papiro, la palma e lo sparto, ma l&#8217;ampia coltivazione e l&#8217;uso del lino hanno ridotto queste altre coltivazioni ad un ruolo secondario: non essendo adeguate alla realizzazione di tessuti, sono state destinate in prevalenza alla produzione di oggetti in vimini, stuoie e cordoni. La canapa, che può crescere tre volte più alta delle piante di lino e produce fibre più grossolane, era un&#8217;altra fibra vegetale molto importante per la produzione tessile dell’antico Egitto: solitamente veniva impiegata per realizzare corde, sacchi e vele piuttosto che indumenti ma, in alcuni casi, poteva essere combinata con il lino per rafforzare il filato. Fino ad ora non sono stati eseguiti studi specifici sulla coltivazione della canapa né sul suo utilizzo in Egitto, ma la sua storia probabilmente è parallela a quella del lino, dal momento che è stata individuata in alcuni tessuti già a partire dall’Epoca Predinastica (4500 – 3500 a.C. ca.). Altro tessuto molto diffuso era la lana, fibra naturale ottenuta da ovini, conigli, camelidi e lama. A differenza del lino, veniva tinta con più facilità, oltre ad essere anche naturalmente disponibile in vari colori. Non è ancora chiaro a quando risalga il primo utilizzo della lana come materiale tessile, ma sicuramente fu un risultato dell&#8217;addomesticamento delle pecore, avvenuto durante il Neolitico (V millennio a.C.). Questo conferma che la lana ha avuto certamente una lunga storia, come dimostrano anche i ritrovamenti in contesti archeologici risalenti alle prime dinastie (IV millennio a.C.). Lo storico Erodoto scrive che la lana era considerata impura dagli antichi egizi, ma questa prescrizione riguardava probabilmente solo la classe sacerdotale e i contesti funerari, non la sfera della vita quotidiana. La prima notizia del cotone, altro tessuto attestato in antico Egitto, è generalmente considerata un&#8217;iscrizione rinvenuta nel Vicino Oriente Antico e attribuita al re Sennacherib (705 – 681 a.C.) in cui il sovrano afferma di aver piantato a Ninive «alberi portatori di lana». Tuttavia, il cotone era sicuramente conosciuto e utilizzato anche prima di tale data, dal momento che è stato individuato all’interno di alcuni indumenti rinvenuti nelle tombe delle regine assire a Nimrud risalenti all&#8217;VIII secolo, e probabilmente era giunto fino a qui da Babilonia. Nell&#8217;antico Egitto, il cotone non è attestato fino al I secolo d.C., sebbene alcune specie di piante di cotone siano originarie della Nubia: questa contraddizione rimane ancora inspiegata. &#160; &#160; Ultimo tessuto da citare è la seta, che risulta attestata in Egitto solo in epoca molto tarda e per cui risulta difficile stabilire una precisa data di comparsa. Infatti, poiché la realizzazione della stoffa in seta non richiede l’uso di strumenti diversi da quelli impiegati per lana e lino, la documentazione archeologica non riesce a fornire informazioni chiare sull’inizio della produzione di seta. Attestazioni che la seta fosse conosciuta in Grecia e nell&#8217;Europa occidentale si hanno solo dalla seconda metà del V secolo a.C., mentre questo tessuto sembra comparire in Egitto solo dopo il V secolo d.C.: potrebbe sembrare strano, ma bisogna considerare che l&#8217;antico Egitto fu sempre piuttosto chiuso alle tendenze esterne ed è quindi possibile che per molto tempo la seta sia circolata nel Mediterraneo senza penetrare nel mercato egiziano. Come si è visto, l’antico Egitto non vantava una grande varietà di tessuti impiegati: per la maggior parte, si faceva uso di lana e lino, inserendo una piccola percentuale di canapa se la fibra doveva essere irrobustita, mentre solo in tempi più tardi si sono diffusi il cotone e, per ultima, la seta. Marta Fornasari Per approfondire: Spinazzi-Lucchesi, The Unwound Yarn. Birth and Development of Textile Tools Between Levant and Egypt, Venezia 2018. Foto: Leonardo Ramos, Kazuend, Jamie Edwards, Vince Ceras, Amber Martin, Butterflyarc. &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png" alt="" width="30" height="28" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png 3840w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 30px) 100vw, 30px" />Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/44341916">Antico Egitto e sostenibilità</a></p>
<p><strong>I tessuti hanno avuto un ruolo molto importante nell&#8217;antico Egitto</strong>: venivano impiegati per realizzare capi d’abbigliamento come tuniche e mantelli, ma anche biancheria da letto, tende e rivestimenti per arredi domestici. Le stoffe avevano anche un uso funerario: erano usate come sudari per i defunti e venivano lasciate all&#8217;interno delle tombe come parte del corredo funerario. Inoltre, i tessuti venivano offerti agli dei nei templi e usati come valuta di scambio (in Egitto non si usava la moneta): spesso facevano parte del pagamento del salario di un operaio. Pertanto, sebbene le attestazioni giunte fino a noi siano poche, è possibile affermare che nell’antico Egitto le stoffe erano presenti in tutti i contesti (palaziale, domestico, templare e funerario) e, per questo, prodotte in grandi quantità.</p>
<p>Ma <strong>quali erano i tessuti preferiti?</strong> Sicuramente il lino e la lana, a cui vanno aggiunti la canapa e il cotone e, in ultimo, anche la seta.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14515 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1440342324699-75e542689857.jpeg" alt="" width="485" height="324" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1440342324699-75e542689857.jpeg 1950w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1440342324699-75e542689857-600x400.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1440342324699-75e542689857-300x200.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1440342324699-75e542689857-1024x683.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1440342324699-75e542689857-768x512.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1440342324699-75e542689857-1536x1024.jpeg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1440342324699-75e542689857-1160x773.jpeg 1160w" sizes="auto, (max-width: 485px) 100vw, 485px" />Il lino era il più usato per la sua versatilità</strong>: i suoi semi erano commestibili e, se spremuti, producevano un olio che veniva usato sia in cucina sia come combustibile per l’illuminazione. Allo stesso tempo, le fibre erano impiegate per realizzare stuoie e oggetti in vimini. Tuttavia, non era possibile estrarre dalla medesima pianta sia le fibre che i semi, quindi, già in fase di coltivazione, bisognava destinare la pianta ad un uso specifico e trattarla di conseguenza.<br />
<strong>I tessuti in lino avevano il vantaggio di essere facili da pulire e sbiancare senza richiedere trattamenti chimici, ma erano estremamente difficili da tingere,</strong> perché i coloranti penetravano con difficoltà nelle fibre e, di conseguenza, sbiadivano rapidamente con i lavaggi. Per questo, nell&#8217;antico Egitto, i tessuti in lino venivano generalmente sbiancati anziché tinti, sebbene durante un determinato periodo, noto come Nuovo Regno (1500 – 1000 a.C. ca.), siano attestati anche tessuti colorati.<br />
Per il tipo di colorazione e i coloranti impiegati, le informazioni più numerose derivano dai contesti funerari: <strong>molto usato era il colore rosso (colore apotropaico e simbolo di rinascita), che veniva tinto impiegando minerali e fiori (soprattutto l’ocra e il fiore di cartamo)</strong>.<br />
Il lino è stata la prima fibra ad essere utilizzata in Egitto per la produzione di tessuti, seguita dalla lana. Tuttavia, il fatto che non sia attestato nella sua forma selvatica, ha spinto a supporre una sua importazione dall&#8217;Asia in una fase molto precoce: resti di fibre di lino sono, infatti, attestati in Egitto almeno dal V millennio a.C. Inoltre, nelle fasi precedenti, gli egiziani sembrano aver sperimentato tutte le fibre vegetali e animali disponibili, tra cui il papiro, la palma e lo sparto, ma l&#8217;ampia coltivazione e l&#8217;uso del lino hanno ridotto queste altre coltivazioni ad un ruolo secondario: non essendo adeguate alla realizzazione di tessuti, sono state destinate in prevalenza alla produzione di oggetti in vimini, stuoie e cordoni.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14513 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1617819354243-1097ca550223.jpeg" alt="" width="466" height="311" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1617819354243-1097ca550223.jpeg 1950w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1617819354243-1097ca550223-600x400.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1617819354243-1097ca550223-300x200.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1617819354243-1097ca550223-1024x683.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1617819354243-1097ca550223-768x512.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1617819354243-1097ca550223-1536x1024.jpeg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1617819354243-1097ca550223-1160x773.jpeg 1160w" sizes="auto, (max-width: 466px) 100vw, 466px" />La canapa</strong>, che può crescere tre volte più alta delle piante di lino e produce fibre più grossolane, <strong>era un&#8217;altra fibra vegetale molto importante </strong>per la produzione tessile dell’antico Egitto: solitamente veniva impiegata per realizzare corde, sacchi e vele piuttosto che indumenti ma, in alcuni casi, poteva essere combinata con il lino per rafforzare il filato.<br />
Fino ad ora non sono stati eseguiti studi specifici sulla coltivazione della canapa né sul suo utilizzo in Egitto, ma la sua storia probabilmente è parallela a quella del lino, dal momento che è stata individuata in alcuni tessuti già a partire dall’Epoca Predinastica (4500 – 3500 a.C. ca.).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14511 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1558567344-858438964240.jpeg" alt="" width="449" height="300" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1558567344-858438964240.jpeg 1950w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1558567344-858438964240-600x400.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1558567344-858438964240-300x200.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1558567344-858438964240-1024x683.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1558567344-858438964240-768x512.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1558567344-858438964240-1536x1024.jpeg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1558567344-858438964240-1160x773.jpeg 1160w" sizes="auto, (max-width: 449px) 100vw, 449px" />Altro tessuto molto diffuso era <strong>la lana,</strong> fibra naturale ottenuta da ovini, conigli, camelidi e lama. A differenza del lino, veniva tinta con più facilità, oltre ad essere anche naturalmente disponibile in vari colori.<br />
Non è ancora chiaro a quando risalga il primo utilizzo della lana come materiale tessile, ma sicuramente fu un risultato dell&#8217;addomesticamento delle pecore, avvenuto durante il Neolitico (V millennio a.C.). Questo conferma che la lana ha avuto certamente una lunga storia, come dimostrano anche i ritrovamenti in contesti archeologici risalenti alle prime dinastie (IV millennio a.C.).<br />
Lo storico Erodoto scrive che <strong>la lana era considerata impura dagli antichi egizi</strong>, ma questa prescrizione riguardava probabilmente solo la classe sacerdotale e i contesti funerari, non la sfera della vita quotidiana.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14509 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1519356162333-4d49ceade668-scaled.jpeg" alt="cotone" width="452" height="301" /></p>
<p>La prima notizia del cotone, altro tessuto attestato in antico Egitto, è generalmente considerata un&#8217;iscrizione rinvenuta nel Vicino Oriente Antico e attribuita al re Sennacherib (705 – 681 a.C.) in cui il sovrano afferma di aver piantato a Ninive <strong>«alberi portatori di lana»</strong>. Tuttavia, il cotone era sicuramente conosciuto e utilizzato anche prima di tale data, dal momento che è stato individuato all’interno di alcuni indumenti rinvenuti nelle tombe delle regine assire a Nimrud risalenti all&#8217;VIII secolo, e probabilmente era giunto fino a qui da Babilonia. Nell&#8217;antico Egitto, il cotone non è attestato fino al I secolo d.C., sebbene alcune specie di piante di cotone siano originarie della Nubia: questa contraddizione rimane ancora inspiegata.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14518 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/silkworm-2766232_1280.jpg" alt="" width="455" height="341" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/silkworm-2766232_1280.jpg 1280w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/silkworm-2766232_1280-600x450.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/silkworm-2766232_1280-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/silkworm-2766232_1280-1024x768.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/silkworm-2766232_1280-768x576.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/04/silkworm-2766232_1280-1160x870.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 455px) 100vw, 455px" />Ultimo tessuto da citare è<strong> la seta</strong>, che risulta attestata in Egitto solo in epoca molto tarda e per cui risulta difficile stabilire una precisa data di comparsa. Infatti, poiché la realizzazione della stoffa in seta non richiede l’uso di strumenti diversi da quelli impiegati per lana e lino, la documentazione archeologica non riesce a fornire informazioni chiare sull’inizio della produzione di seta. Attestazioni che la seta fosse conosciuta in Grecia e nell&#8217;Europa occidentale si hanno solo dalla seconda metà del V secolo a.C., mentre questo tessuto sembra comparire in Egitto solo dopo il V secolo d.C.: potrebbe sembrare strano, ma bisogna considerare che l&#8217;antico Egitto fu sempre piuttosto chiuso alle tendenze esterne ed è quindi possibile che per molto tempo la seta sia circolata nel Mediterraneo senza penetrare nel mercato egiziano.</p>
<p>Come si è visto, l’antico Egitto non vantava una grande varietà di tessuti impiegati: per la maggior parte, si faceva uso di lana e lino, inserendo una piccola percentuale di canapa se la fibra doveva essere irrobustita, mentre solo in tempi più tardi si sono diffusi il cotone e, per ultima, la seta.</p>
<p><strong>Marta Fornasari</strong></p>
<p><em>Per approfondire:</em><br />
<em>Spinazzi-Lucchesi, The Unwound Yarn. Birth and Development of Textile Tools Between Levant and Egypt, Venezia 2018.</em></p>
<p>Foto: Leonardo Ramos, Kazuend, Jamie Edwards, Vince Ceras, Amber Martin, Butterflyarc.</p>
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