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	<title>Dove acquistare &#8211; Dress Ecode</title>
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	<description>Come vestire sostenibile/ How to dress happily green and fair</description>
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		<title>Vulnerabilità e scelte: cosa significa davvero costruire un brand più responsabile &#8211; Eyelet Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2026 13:23:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ C&#8217;è una parola che spesso, nella moda, resta fuori dallo storytelling: vulnerabilità. Eppure è proprio da lì che passano le scelte più rilevanti. Per i brand, ma anche per le persone. Essere vulnerabili non significa essere fragili. Significa esporsi con lucidità, riconoscere ciò che non funziona, accettare che non tutto può essere  fatto come si vorrebbe. È una forma di onestà. È una zona meno visibile, ma profondamente umana. Quella in cui si sta quando non si cerca più la perfezione e si inizia, invece, a guardare le cose per come sono. Nel sistema moda, questo è ancora più difficile.Perché la narrazione dominante chiede coerenza assoluta, identità forti, posizionamenti chiari.Chiede successo e racconti di perfezione. Costruire però un brand davvero responsabile è, per sua natura, l’opposto: è un processo fatto di aggiustamenti continui, decisioni imperfette, compromessi inevitabili. Nel nuovo episodio del podcast Pop-Up Green, entriamo nello showroom di Eyelet Milano per una conversazione che mette al centro proprio questo: cosa succede quando un brand decide di non nascondere i propri limiti, ma di renderli parte del proprio percorso. Simona Luparello e Alessia Boselini, responsabili del brand, raccontano come affrontare limiti e compromessi, da dove partire per costruire un marchio più sostenibile, quali errori evitare. Cosa scoprirai nell’intervista All’interno dell’episodio abbiamo toccato alcuni dei temi più rilevanti per chi lavora o è interessato alla moda sostenibile: • Da dove nasce la scelta di creare un brand etico (3:06) Cosa fa Eyelet e qual è il suo tratto distintivo Il momento in cui nasce la scelta di non fare “moda normale” Ideologia, necessità o strategia? La prima domanda da farsi prima di iniziare • Limiti e compromessi (16:15) Il primo compromesso accettato Quello più difficile a livello personale Sostenibilità vs sopravvivenza: il dubbio più forte Cosa oggi non è ancora sostenibile Dichiarare i limiti o nasconderli I punti di maggiore vulnerabilità del brand • Le scelte che definiscono un’identità (32:56) La decisione di cui vale la pena essere fieri Gli aspetti del brand di cui sono più soddisfatte Cosa viene riconosciuto e apprezzato dai clienti • Per chi vuole avviare un brand più responsabile  (42:25) Cosa NON fare all’inizio Da dove partire davvero Come affrontare limiti e compromessi senza perdere identità Tre errori da evitare La vera innovazione, in questo settore, non è dichiararsi sostenibili. È saper riconoscere — e raccontare — anche ciò che ancora non lo è. 👉Se lavori nella moda, se stai costruendo un tuo progetto o se vuoi capire davvero cosa c’è dietro un brand più responsabile, ascolta l’intervista completa. Foto: Courtesy of Eyelet Milano]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/vulnerabilita-e-scelte-cosa-significa-davvero-costruire-un-brand-piu-responsabile-eyelet-milano--71672981"><img decoding="async" class=" wp-image-15706 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="239" height="93" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="(max-width: 239px) 100vw, 239px" /></a> C&#8217;è una parola che spesso, nella moda, resta fuori dallo storytelling: vulnerabilità.</p>
<p>Eppure è proprio da lì che passano le scelte più rilevanti. Per i brand, ma anche per le persone.</p>
<p><strong>Essere vulnerabili non significa essere fragili.</strong> Significa esporsi con lucidità, riconoscere ciò che non funziona, accettare che non tutto può essere  fatto come si vorrebbe. <strong>È una forma di onestà.</strong> È una zona meno visibile, ma profondamente umana. Quella in cui si sta quando non si cerca più la perfezione e si inizia, invece, a guardare le cose per come sono.</p>
<div>
<p>Nel sistema moda, questo è ancora più difficile.<br data-start="714" data-end="717" />Perché <strong>la narrazione dominante chiede coerenza assoluta, identità forti, posizionamenti chiari.</strong><br data-start="812" data-end="815" />Chiede successo e racconti di perfezione.</p>
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<p data-start="834" data-end="1002"><strong>Costruire però un brand davvero responsabile è, per sua natura, l’opposto:</strong> è un processo fatto di aggiustamenti continui, decisioni imperfette, compromessi inevitabili.</p>
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<p data-start="1004" data-end="1059">Nel nuovo episodio del podcast Pop-Up Green, entriamo nello showroom di Eyelet Milano per una conversazione che mette al centro proprio questo: cosa succede quando un brand decide di non nascondere i propri limiti, ma di renderli parte del proprio percorso. Simona Luparello e Alessia Boselini, responsabili del brand, raccontano come affrontare limiti e compromessi, da dove partire per costruire un marchio più sostenibile, quali errori evitare.</p>
<h5 data-start="1004" data-end="1059">Cosa scoprirai nell’intervista</h5>
<p>All’interno dell’episodio abbiamo toccato alcuni dei temi più rilevanti per chi lavora o è interessato alla moda sostenibile:</p>
<p>• <strong>Da dove nasce la scelta di creare un brand etico (3:06)</strong><br />
Cosa fa Eyelet e qual è il suo tratto distintivo<br />
Il momento in cui nasce la scelta di non fare “moda normale”<br />
Ideologia, necessità o strategia?<br />
La prima domanda da farsi prima di iniziare</p>
<p>•<strong> Limiti e compromessi (16:15)</strong><br />
Il primo compromesso accettato<br />
Quello più difficile a livello personale<br />
Sostenibilità vs sopravvivenza: il dubbio più forte<br />
Cosa oggi non è ancora sostenibile<br />
Dichiarare i limiti o nasconderli<br />
I punti di maggiore vulnerabilità del brand</p>
<p>•<strong> Le scelte che definiscono un’identità (32:56)</strong><br />
La decisione di cui vale la pena essere fieri<br />
Gli aspetti del brand di cui sono più soddisfatte<br />
Cosa viene riconosciuto e apprezzato dai clienti</p>
<p><strong>• Per chi vuole avviare un brand più responsabile  (42:25)</strong><br />
Cosa NON fare all’inizio<br />
Da dove partire davvero<br />
Come affrontare limiti e compromessi senza perdere identità<br />
Tre errori da evitare</p>
<p>La vera innovazione, in questo settore, non è dichiararsi sostenibili. È saper riconoscere — e raccontare — anche ciò che ancora non lo è.<br />
<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />Se lavori nella moda, se stai costruendo un tuo progetto o se vuoi capire davvero cosa c’è dietro un brand più responsabile, ascolta l’intervista completa.</p>
<p><iframe title="Spotify Embed: Vulnerabilità e scelte: cosa significa davvero costruire un brand più responsabile - Eyelet Milano" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/0UU07s36XWZJpq8cNQtoBR?si=0efa125dd6d0418b&amp;utm_source=oembed"></iframe></p>

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		<title>Cascami di seta tra innovazione e sostenibilità: intervista a Cosetex</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 10:26:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La seta è sinonimo di lusso e glamour, ma sapevi che può essere anche un materiale innovativo e attento all&#8217;ambiente? Nel nuovo episodio del nostro podcast, abbiamo intervistato Silvio Mandelli, CEO di Cosetex, un&#8217;azienda con oltre 120 anni di esperienza nel recupero dei cascami di seta. Cosetex ha rivoluzionato il settore trasformando quelli che un tempo erano considerati scarti in nuove opportunità: imbottiture naturali, filati di alta qualità e collaborazioni con il mondo del denim. Silvio ci racconta i vantaggi ambientali della seta, come la sua capacità di catturare CO2 e il fatto che non produce microfibre plastiche. Ma cosa significa realmente &#8220;cascame di seta&#8221;? Come è arrivata la seta alla fiera del denim di Premier Vision? E come si può dare nuova vita a un materiale pregiato senza sprechi? Scopriamo insieme il percorso di Cosetex, i materiali che puoi utilizzare anche nelle tue collezioni tra tradizione e innovazione, e il suo contributo a una moda più consapevole. Introduzione (0:00) Introduzione Presentazione di Silvio Mandelli e di Cosetex La seta tra lusso e innovazione Il mondo della seta e il ruolo di Cosetex (1:22) Cos’è un cascame di seta? Differenza tra filo continuo e filo discontinuo Come i cascami di seta diventano materiali riutilizzabili (4:10) Origine della seta e il ruolo di Cosetex La storia dell’azienda e le radici italiane nella produzione serica L’evoluzione del mercato della seta: dall’Italia alla Cina e all’India (6:09) La scelta dei fornitori L’importanza della qualità e della tradizione nella selezione delle materie prime Relazioni con i produttori cinesi e indiani Sostenibilità e innovazione nella seta (7:35) La sostenibilità nella lavorazione dei cascami di seta Il recupero degli scarti e il loro riutilizzo L’impatto ambientale rispetto ad altre fibre Il mercato della seta e le sfide del settore (16:44) L’evoluzione del mercato della seta La sperimentazione della seta in diversi campi Il rapporto tra tradizione e innovazione (18:57) Applicazioni innovative della seta Nuove destinazioni d’uso: dalle imbottiture ai tessuti tecnici Collaborazioni con brand del settore fashion e home La seta a Denim Premiere Vision T.Silk (35:45) Le difficoltà con le aziende Posizionare un prodotto di nicchia Educare il mercato sui materiali (38:35) Le normative nel settore tessile Come le leggi influenzano le aziende più piccole del settore Il futuro (45:11) Il futuro della moda sostenibile e di Cosetex Evoluzione della seta La spinta dal basso G.Silk Ascolta l’episodio per entrare nel mondo affascinante della seta! Ecco dove puoi trovare Cosetex: Cosetex – attività di fibra in seta a 360 gradi https://www.cosetex.it/ &#8211; Approfondimenti T.Silk https://t.silk.bio/ &#8211; presentazione ed e-commerce https://t.silk.bio/pages/brevetto-imbottitura-in-seta &#8211; Brevetto imbottitura 100% Seta https://t.silk.bio/blogs/magazine &#8211; Blog ed informazioni Facebook https://www.facebook.com/T.SilkOfficial/ https://www.facebook.com/Cosetex &#160; Instagram @Cosetex &#124; @tsilkcollection https://www.instagram.com/tsilkcollection/ https://www.instagram.com/cosetex.official/ &#160; Linkedin @Cosetex https://www.linkedin.com/company/cosetex-seta Foto: per gentile concessione di Cosetex]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/live-cascami-di-seta-tra-innovazione-e-sostenibilita-intervista-a-cosetex--65182527"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15706 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="167" height="65" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 167px) 100vw, 167px" /></a>La seta è sinonimo di lusso e glamour, ma sapevi che può essere anche un materiale innovativo e attento all&#8217;ambiente? Nel nuovo episodio del nostro podcast, abbiamo intervistato <b>Silvio Mandelli</b>, CEO di <b>Cosetex</b>, un&#8217;azienda con oltre 120 anni di esperienza nel recupero dei cascami di seta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-19208 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/160922_TSILK_GRUPPO_MATERIALI_RICICLO_175.jpg" alt="" width="692" height="462" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/160922_TSILK_GRUPPO_MATERIALI_RICICLO_175.jpg 1920w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/160922_TSILK_GRUPPO_MATERIALI_RICICLO_175-300x200.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/160922_TSILK_GRUPPO_MATERIALI_RICICLO_175-1024x683.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/160922_TSILK_GRUPPO_MATERIALI_RICICLO_175-768x512.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/160922_TSILK_GRUPPO_MATERIALI_RICICLO_175-1536x1024.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/160922_TSILK_GRUPPO_MATERIALI_RICICLO_175-1160x773.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/160922_TSILK_GRUPPO_MATERIALI_RICICLO_175-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 692px) 100vw, 692px" /></p>
<p>Cosetex ha rivoluzionato il settore trasformando quelli che un tempo erano considerati scarti in nuove opportunità: imbottiture naturali, filati di alta qualità e collaborazioni con il mondo del denim. Silvio ci racconta i vantaggi ambientali della seta, come la sua capacità di catturare CO2 e il fatto che non produce microfibre plastiche.</p>
<p>Ma cosa significa realmente &#8220;cascame di seta&#8221;? Come è arrivata la seta alla fiera del denim di Premier Vision? E come si può dare nuova vita a un materiale pregiato senza sprechi?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-19210" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-scaled.jpeg" alt="" width="705" height="471" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-scaled.jpeg 2560w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-300x200.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-1024x683.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-768x513.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-1536x1025.jpeg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-2048x1367.jpeg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-1160x774.jpeg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Imbottitura-naturale-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 705px) 100vw, 705px" /></p>
<p>Scopriamo insieme il percorso di Cosetex, i materiali che puoi utilizzare anche nelle tue collezioni tra tradizione e innovazione, e il suo contributo a una moda più consapevole.</p>
<p><b>Introduzione</b></p>
<p><b>(0:00) Introduzione</b></p>
<ul>
<li>Presentazione di Silvio Mandelli e di Cosetex</li>
<li>La seta tra lusso e innovazione</li>
</ul>
<p><b>Il mondo della seta e il ruolo di Cosetex</b></p>
<p><b>(1:22) Cos’è un cascame di seta?</b></p>
<ul>
<li>Differenza tra filo continuo e filo discontinuo</li>
<li>Come i cascami di seta diventano materiali riutilizzabili</li>
</ul>
<p><b>(4:10) Origine della seta e il ruolo di Cosetex</b></p>
<ul>
<li>La storia dell’azienda e le radici italiane nella produzione serica</li>
<li>L’evoluzione del mercato della seta: dall’Italia alla Cina e all’India</li>
</ul>
<p><b>(6:09) La scelta dei fornitori</b></p>
<ul>
<li>L’importanza della qualità e della tradizione nella selezione delle materie prime</li>
<li>Relazioni con i produttori cinesi e indiani</li>
</ul>
<p><b>Sostenibilità e innovazione nella seta</b></p>
<p><b>(7:35) La sostenibilità nella lavorazione dei cascami di seta</b></p>
<ul>
<li>Il recupero degli scarti e il loro riutilizzo</li>
<li>L’impatto ambientale rispetto ad altre fibre</li>
</ul>
<p><b>Il mercato della seta e le sfide del settore</b></p>
<p><b>(16:44) L’evoluzione del mercato della seta</b></p>
<ul>
<li>La sperimentazione della seta in diversi campi</li>
<li>Il rapporto tra tradizione e innovazione</li>
</ul>
<p><b>(18:57) Applicazioni innovative della seta</b></p>
<ul>
<li>Nuove destinazioni d’uso: dalle imbottiture ai tessuti tecnici</li>
<li>Collaborazioni con brand del settore fashion e home</li>
<li>La seta a Denim Premiere Vision</li>
<li>T.Silk</li>
</ul>
<p><b>(35:45) Le difficoltà con le aziende</b></p>
<ul>
<li>Posizionare un prodotto di nicchia</li>
<li>Educare il mercato sui materiali</li>
</ul>
<p><b>(38:35) Le normative nel settore tessile</b></p>
<ul>
<li>Come le leggi influenzano le aziende più piccole del settore</li>
</ul>
<p><b>Il futuro</b></p>
<p><b>(45:11) Il futuro della moda sostenibile e di Cosetex</b></p>
<ul>
<li>Evoluzione della seta</li>
<li>La spinta dal basso</li>
<li>G.Silk</li>
</ul>
<p><b>Ascolta l’episodio per entrare nel mondo affascinante della seta!</b></p>
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<h5>Ecco dove puoi trovare Cosetex:</h5>
<p style="font-weight: 400;">Cosetex – attività di fibra in seta a 360 gradi</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.cosetex.it/">https://www.cosetex.it/</a> &#8211; Approfondimenti</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-19214" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/g_silk.jpeg" alt="" width="713" height="315" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/g_silk.jpeg 1920w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/g_silk-300x133.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/g_silk-1024x452.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/g_silk-768x339.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/g_silk-1536x678.jpeg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/g_silk-1160x512.jpeg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/g_silk-600x265.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 713px) 100vw, 713px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">T.Silk</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://t.silk.bio/">https://t.silk.bio/</a> &#8211; presentazione ed e-commerce</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://t.silk.bio/pages/brevetto-imbottitura-in-seta">https://t.silk.bio/pages/brevetto-imbottitura-in-seta</a> &#8211; Brevetto imbottitura 100% Seta</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://t.silk.bio/blogs/magazine">https://t.silk.bio/blogs/magazine</a> &#8211; Blog ed informazioni</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-19212" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2.jpg" alt="" width="729" height="729" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2-1024x1024.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2-768x768.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2-75x75.jpg 75w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2-600x600.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-T.Silk-Collection-2-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 729px) 100vw, 729px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Facebook</p>
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<p>Foto: per gentile concessione di Cosetex</p>
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		<title>Dai retroscena del lavoro nel fast fashion al desiderio di una moda più lenta ed etica: Manuela racconta The Casual Twinkle</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 08:21:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
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		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalle aziende di moda tradizionale e di fast fashion alla propria piattaforma che propone capi più sostenibili, incontriamo Manuela Valta che ci racconta dei retroscena delle aziende di moda veloce, di come scegliere meglio i capi per i nostri bambini e bambine e ci parla della natura, di montagna, di viaggi lontani e dalla sua esperienza di mamma single. Entriamo nel mondo di The Casual Twinkle. Ascolta qui la puntata live del podcast su Speaker , Apple Podcasts o su Spotify: Ciao Manuela, sono anni che ci rincorriamo! &#8220;Non so da quant&#8217;è che lo diciamo, sì, è un piacere collaborare insieme. Ci siamo davvero tanto cercate, ma soprattutto ci piace parlare di moda e di sostenibilità&#8221;. Partiamo da una chiacchierata nel podcast! Mi incuriosisce come da ricercatrice di marketing tu sia poi arrivata a lanciare una piattaforma digitale per promuovere uno stile di vita sostenibile e dove si possono trovare capi, calzature, accessori che sono in linea con questo stile. Che cosa ti ha fatto avvicinare a una moda più responsabile venendo appunto dalla ricerca nel marketing? &#8220;Veramente il percorso è durato molto negli anni, mi sono avvicinata alla moda sostenibile. Sia in quanto ricercatrice quindi con grande esperienza di entrare nel merito, ho fatto un dottorato (sai bene cos&#8217;è entrare nel merito e nella profondità del perché e del come, porsi determinate domande su produzione, materiali, design). Sia in quanto consumatore, perché alla fine tutti noi siamo consumatori. Nello specifico dal 2008 faccio ricerche di marketing e mi concentro sulla valorizzazione dei brand e sulla catena di valore, quindi tutto il tragitto di un prodotto, dalla creazione al suo smaltimento e al suo consumo nell&#8217;industria della moda. Nello stesso tempo mi sono specializzata nella percezione che abbiamo noi consumatori sui brand, più di tutto nell&#8217;ambito del lusso, ma anche nel fashion, anzi, la mia prima esperienza è stata nel fast fashion. Guardo molto la componente emotiva, ciò che porta alle persone&#8221;. Fast Fashion&#8230; raccontaci qualcosa di più, Manuela. &#8220;All&#8217;inizio i modelli vincenti erano quelli che portavano al gruppo Inditex, quindi a Zara. Il gruppo Inditex è nato proprio per la velocità con cui proponevano collezione dopo collezione. Avevano e hanno un&#8217;ottima logistica integrata, quindi vuol dire nel momento in cui le cose vengono realizzate, prodotte e spedite al cliente è un processo veramente rapido.  Tendenzialmente avviene tutto nella loro sede alla Coruña, in Spagna, però la produzione avviene in tanti posti, in Cina, in India e in Marocco e poi portano tutte le cose nella loro sede. Cosa succede? Quando per la mia tesi di specialistica, quindi tantissimi anni fa, 2008-2009, ho studiato queste cose, sono andata proprio nella loro sede della Coruña a intervistare una manager. Lei stessa mi ha raccontato come questi capi, provenienti da paesi diversi, erano anche di qualità e di lavorazioni diverse. I migliori di tutti sono in Spagna, Portogallo e Marocco, perché la chiave di tutto era che in questi paesi la produzione era molto più controllata e sono molto più vicine a loro, sono paesi europei. La qualità dei tessuti era molto più alta. Da una parte ho detto &#8216;Wow, che bello, una super logistica, un ottimo sistema?, dall&#8217;altra mi lasciava qualche perplessità. Ho iniziato a pensare: &#8216;Ma scusami, quindi loro stessi dicono che ci sono dei prodotti A e dei prodotti B, una produzione A una produzione B. Quindi, qualità, provenienza, affidabilità della produzione dove sono se produciamo in Cina, in Turchia, in India?&#8217; Tanto meno in quegli anni si parlava di ambiente, di persone, di etica. Era proprio tutto concentrato sulla produzione, produrre il più possibile. Questa è stata la mia origine, più andavo a indagare e più mi facevo ulteriori domande. Questo ha toccato la mia mente di consumatrice. Ogni volta che facevo un acquisto ho iniziato a vedere l&#8217;etichetta, se andavo da Zara perché comunque visitavo molto spesso i loro negozi in tutto il mondo e in quel periodo in Spagna, giravo, controllavo provenienza, composizione. Tante volte non mi guardavano bene, come non mi guardano tutt&#8217;ora!&#8221; Ne so qualcosa di questa stranezza, guarda! Diventa poi un gesto automatico, ma necessario. Come quando si leggono gli ingredienti nei prodotti alimentari. Ma cosa è cambiato allora, Manuela nel tuo modo di acquistare abbigliamento una volta che sei venuta a conoscenza di tutte queste cose che ci stai raccontando? E chissà quante altre ne hai viste e sei venuto a sapere. &#8220;Sicuramente se acquisto dalle grandi catene del fashion, cerco di escludere il Made in China e in India, proprio perché non non ho quella sensazione di conoscenza che magari puoi avere su altri tipi di produzioni che sono più simili alla nostra. In Italia sai magari in certi posti dove viene prodotto meglio, c&#8217;è più comunicazione, più integrata. Prediligo sempre più spesso la qualità. Quando vedo prezzi troppo bassi, scarto perché purtroppo so cosa c&#8217;è dietro. Nello stesso tempo, preferisco tessuti morbidi, naturali. Ho eliminato poliesteri, sia per me sia per la produzione per The Casual Twinkle.  Cerco di acquistare il Made in Italy anche online. Ci sono siti online dove ti spiegano che è Made in Italy, cerco di prendere quello. Ovvio che poi sappiamo che Made in Italy è l&#8217;ultima fase del processo o il processo intero. Quindi cerco di seguire i brand attendibili, che dialogano con noi consumatori in merito alla qualità, alla produzione a 360°&#8221;. L&#8217;attenzione alla qualità, i tessuti, la provenienza: Manuela, e lo stile? &#8220;Si intreccia sempre con l&#8217;attenzione che pongo al vestire col mio stile, che è molto semplice ed elegante, molto curato. Non mi piace avere dei tagli che non danno nessun perché al corpo, come non mi piace mettere un tessuto rigido. Adoro sentirmi bene con me stessa, in armonia con il mio corpo, ma allo stesso tempo penso che il corpo di una donna meriti anche sensualità, morbidezza. Ognuno di noi ha un corpo diverso che va esaltato. Purtroppo tante volte capi a costo basso o tessuti duri non sono fatti per risaltare le forme del corpo. Secondo me la moda responsabile è anche una moda che ricerca dei capi che non coinvolgano solo per la bellezza estetica, ma anche per un certo tipo di stile e di taglio. Un&#8217;altra cosa, diciamo che ci sono delle dinamiche che mi rendono sempre più sensibile all&#8217;utilizzo di pratiche ambientali, sociali ed etiche positive. Una volta non veniva considerato. Adesso mi rendo conto che sto meglio se indosso qualcosa che sinceramente è fatto bene, non solo bene per me, ma è fatto bene anche per chi lavora. Non mi sento bene se so che un capo è stato fatto facendo del male a un lavoratore, come purtroppo sappiamo bene noi esperti di moda e anche un po&#8217; tutti ormai&#8221;. Hai raccontato di diversi aspetti che ti hanno fatto pensare, riflettere. Manuela, nella tua esperienza nella moda tradizionale, qual è l&#8217;aspetto che più ti ha colpito e che ti ha fatto poi dire basta con questo tipo di moda? &#8220;Guarda, allora Arianna, sicuramente da quando ho iniziato a vestire mia figlia è stata un po&#8217; una chiave che mi ha sollevato, perché sai fino a che pensi a te stessa, hai meccanismi che ormai hai messo in atto, quando devi vestire qualcun altro, come una mamma i propri figli&#8230; Ho iniziato a cercare di utilizzare la stessa concezione che uso per me ma, ahimè, quello che ho trovato sono stati capi di bassissima qualità, pratiche dietro che tu puoi sapere perché realmente il costo è proprio basso. Sai, mentre per noi abbiamo tutti gli armadi pieni, quindi possiamo creare, comporre, fare, per i bambini necessariamente ho dovuto comprare nuovo. Devo dire che affacciandomi al mondo dei bambini, sinceramente ho visto che loro sono un po&#8217; il primo frutto di una moda poco consapevole, nel senso che a parte il prezzo c&#8217;è proprio un concetto culturale: i bambini crescono, quindi non bisogna vestirli con capi che costano. No! Dico sicuramente no, perché non è che perché crescono, si meritano di essere vestiti che non hanno dei tagli, con dei poliesteri&#8230;Tante volte magari ti capita di ricevere un vestitino che è apparentemente bellissimo, ma poi lo metti e dici &#8216;Ma no, ma mia figlia non può stare con questo&#8217;. Recentemente ho visto un vestitino in un mercatino in poliestere con dei limoni, ha caldo no? C&#8217;è tutta una cultura dietro a cui sicuramente tengo tantissimo. C&#8217;è il concetto &#8216;non spendo per mio figlio e poi compro tantissime cose, 3X2 oppure i saldi&#8217;. Queste cose che già costano 5 €, le prendo a 3 €. Alla fine è una spesa notevole perché ci si riempie l&#8217;armadio di cose a basso costo e senza grande perché. Perché a mia figlia? Quando uno deve gestire i figli, cerca di fare il meglio. Se per te cerchi di fare bene, per i figli che sono il il tuo prolungamento cerchi di fare ancora meglio. Non mi andava assolutamente di vestirli con una moda tradizionale che faccia male sia loro sia anche a chi produce, all&#8217;ambiente, perché questi vestiti per bambini distruggono l&#8217;ecosistema&#8221;. Quindi è per questo che hai deciso di creare The Casual Twinkle? E cosa hai scelto di proporre sulla piattaforma? &#8220;Sì, sì, assolutamente. Tengo tantissimo, come dicevo poco fa, all&#8217;educazione dei miei figli, nel senso proprio di una cultura rispettosa e positiva verso ciò che fa parte di loro, quindi di ciò che come noi mamme, noi donne mettiamo sulla nostra pelle, così anche su di loro, anche di quello che è intorno a loro. Purtroppo e per fortuna i vestiti sono la prima essenza, non è solo apparenza. Noi italiani viviamo in un paese stupendo, fatto sia di meraviglie naturali sia di una cultura della moda incredibile. È in qualche modo un peccato vestirli di grandi marchi che non ci appartengono, poco attenti all&#8217;ambiente e privi di stile. Sicuramente la mia più grande volontà che ha fatto scattare questo è proprio che i bambini, i miei figli ma anche le future generazioni, possano crescere con dei valori, che siano sensibili al mondo e alle persone. I capi di abbigliamento, sembra banale o magari uno non ci pensa, però fanno anche questo. Lo vedo a distanza di anni, già da mia figlia più grande, è comunque abituata a questa cultura, inizia a capire, io le spiego. Soprattutto vestendo cose belle, mi chiede di indossarle di nuovo. Fino a 4 o 5 anni magari non capiscono, poi a 6-7 anni, iniziano a farsi anche loro una cultura, un&#8217;abitudine di come li abbiamo cresciuti. Quindi, nella mia boutique online ho scelto di dare proprio spazio principale alla moda bambino, di creare dei Total look composti non solo da capi ma anche da calzature e accessori che sono casual ed eleganti. Perché casual eleganti? A parte che è un po&#8217; il mio stile, però poi ho cercato di pensare ai bambini, comunque devono essere vestiti comodi, devono potersi muovere, perché sono continuamente in movimento. Lo stile per me è qualcosa che fa parte di un&#8217;essenza del vestire. Ecco, ho desiderato tantissimo che ci fosse un&#8217;armonia con la natura. L&#8217;armonia di The Casual Twinkle abbraccia solidi principi che sono a livello ambientale, sociale ed etico. Proprio da esperta di marketing, volevo che l&#8217;intero processo, dal design all&#8217;utilizzo del capo, fosse tracciabile e controllato. Cosa vuol dire? Che la catena di produzione, questa che ho raccontato prima di Zara, che andava in India, poi tornava alla Coruña in Spagna, poi veniva da noi in Italia o ritornava in India o in Turchia, ho desiderato che questo che fosse il più breve possibile. Ci sono io che offro i prodotti, c&#8217;è il consumatore che li utilizza e dietro di me c&#8217;è soltanto il brand che pone il marchio e che li produce. C&#8217;è un unico caso, quello di un brand danese che produce in Bolivia, ma una delle due fondatrici è boliviana, è come il prolungamento di questo brand. Inoltre è fondamentale per me che ci sia una ricerca dietro a ogni cosa: dietro a ogni brand che propongo c&#8217;è una grandissima selezione di...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle aziende di moda tradizionale e di fast fashion alla propria piattaforma che propone capi più sostenibili, incontriamo Manuela Valta che ci racconta dei retroscena delle aziende di moda veloce, di come scegliere meglio i capi per i nostri bambini e bambine e ci parla della natura, di montagna, di viaggi lontani e dalla sua esperienza di mamma single. Entriamo nel mondo di The Casual Twinkle.</p>
<p>Ascolta qui la puntata live del <a href="https://www.spreaker.com/episode/57454351">podcast su Speaker</a> , <a href="https://podcasts.apple.com/it/podcast/pop-up-green/id1492683642">Apple Podcasts</a> o su Spotify:</p>
<p><iframe title="Spotify Embed: LIVE! Dai retroscena del lavoro nel fast fashion al desiderio di una moda più lenta ed etica: Manuela racconta The Casual Twinkle" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/1bFJrqp6dWX8npaYV3w4IF?si=d39c0d5010954a7b&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Ciao Manuela, sono anni che ci rincorriamo!</span></h5>
<p>&#8220;Non so da quant&#8217;è che lo diciamo, sì, è un piacere collaborare insieme. Ci siamo davvero tanto cercate, ma soprattutto ci piace parlare di moda e di sostenibilità&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Partiamo da una chiacchierata nel podcast! Mi incuriosisce come da ricercatrice di marketing tu sia poi arrivata a lanciare una piattaforma digitale per promuovere uno stile di vita sostenibile e dove si possono trovare capi, calzature, accessori che sono in linea con questo stile. Che cosa ti ha fatto avvicinare a una moda più responsabile venendo appunto dalla ricerca nel marketing?</span></h5>
<p>&#8220;Veramente il percorso è durato molto negli anni, mi sono avvicinata alla moda sostenibile. Sia in quanto ricercatrice quindi con grande esperienza di entrare nel merito, ho fatto un dottorato (sai bene cos&#8217;è entrare nel merito e nella profondità del perché e del come, porsi determinate domande su produzione, materiali, design). Sia in quanto consumatore, perché alla fine tutti noi siamo consumatori. Nello specifico dal 2008 faccio ricerche di marketing e mi concentro sulla valorizzazione dei brand e sulla catena di valore, quindi tutto il tragitto di un prodotto, dalla creazione al suo smaltimento e al suo consumo nell&#8217;industria della moda. Nello stesso tempo mi sono specializzata nella percezione che abbiamo noi consumatori sui brand, più di tutto nell&#8217;ambito del lusso, ma anche nel fashion, anzi, la mia prima esperienza è stata nel fast fashion. Guardo molto la componente emotiva, ciò che porta alle persone&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Fast Fashion&#8230; raccontaci qualcosa di più, Manuela.</span></h5>
<p>&#8220;<strong>All&#8217;inizio i modelli vincenti erano quelli che portavano al gruppo Inditex, quindi a Zara</strong>. Il gruppo Inditex è nato proprio per la velocità con cui proponevano collezione dopo collezione. Avevano e hanno un&#8217;ottima logistica integrata, quindi vuol dire nel momento in cui le cose vengono realizzate, prodotte e spedite al cliente è un processo veramente rapido.  Tendenzialmente avviene tutto nella loro sede alla Coruña, in Spagna, però la produzione avviene in tanti posti, in Cina, in India e in Marocco e poi portano tutte le cose nella loro sede. Cosa succede? Quando per la mia tesi di specialistica, quindi tantissimi anni fa, 2008-2009, ho studiato queste cose, sono andata proprio nella loro sede della Coruña a intervistare una manager. Lei stessa mi ha raccontato come questi capi, provenienti da paesi diversi, erano anche di qualità e di lavorazioni diverse. I migliori di tutti sono in Spagna, Portogallo e Marocco, perché la chiave di tutto era che in questi paesi la produzione era molto più controllata e sono molto più vicine a loro, sono paesi europei. La qualità dei tessuti era molto più alta. Da una parte ho detto &#8216;Wow, che bello, una super logistica, un ottimo sistema?, dall&#8217;altra mi lasciava qualche perplessità. Ho iniziato a pensare:</p>
<blockquote><p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-17219 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-01.jpg" alt="" width="318" height="477" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-01.jpg 683w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-01-200x300.jpg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-01-600x900.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 318px) 100vw, 318px" />&#8216;Ma scusami, quindi loro stessi dicono che ci sono dei prodotti A e dei prodotti B, una produzione A una produzione B. Quindi, qualità, provenienza, affidabilità della produzione dove sono se produciamo in Cina, in Turchia, in India?&#8217;</p></blockquote>
<p>Tanto meno in quegli anni si parlava di ambiente, di persone, di etica. <strong>Era proprio tutto concentrato sulla produzione, produrre il più possibile.</strong></p>
<p>Questa è stata la mia origine, più andavo a indagare e più mi facevo ulteriori domande. Questo ha toccato la mia mente di consumatrice. Ogni volta che facevo un acquisto ho iniziato a vedere l&#8217;etichetta, se andavo da Zara perché comunque visitavo molto spesso i loro negozi in tutto il mondo e in quel periodo in Spagna, giravo, controllavo provenienza, composizione. Tante volte non mi guardavano bene, come non mi guardano tutt&#8217;ora!&#8221;</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Ne so qualcosa di questa stranezza, guarda! Diventa poi un gesto automatico, ma necessario. Come quando si leggono gli ingredienti nei prodotti alimentari. Ma cosa è cambiato allora, Manuela nel tuo modo di acquistare abbigliamento una volta che sei venuta a conoscenza di tutte queste cose che ci stai raccontando? E chissà quante altre ne hai viste e sei venuto a sapere.</span></h5>
<p>&#8220;Sicuramente se acquisto dalle grandi catene del fashion, <strong>cerco di escludere il Made in China e in India,</strong> proprio perché non non ho quella sensazione di conoscenza che magari puoi avere su altri tipi di produzioni che sono più simili alla nostra. In Italia sai magari in certi posti dove viene prodotto meglio, c&#8217;è più comunicazione, più integrata. Prediligo sempre più spesso la qualità. <strong>Quando vedo prezzi troppo bassi, scarto perché purtroppo so cosa c&#8217;è dietro.</strong> Nello stesso tempo, preferisco tessuti morbidi, naturali. Ho eliminato poliesteri, sia per me sia per la produzione per The Casual Twinkle.  Cerco di acquistare il Made in Italy anche online. Ci sono siti online dove ti spiegano che è Made in Italy, cerco di prendere quello. Ovvio che poi sappiamo che Made in Italy è l&#8217;ultima fase del processo o il processo intero. Quindi cerco di seguire i brand attendibili, che dialogano con noi consumatori in merito alla qualità, alla produzione a 360°&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">L&#8217;attenzione alla qualità, i tessuti, la provenienza: Manuela, e lo stile?</span></h5>
<p>&#8220;Si intreccia sempre con l&#8217;attenzione che pongo al vestire col mio stile, che è molto semplice ed elegante, molto curato. Non mi piace avere dei tagli che non danno nessun perché al corpo, come non mi piace mettere un tessuto rigido. Adoro sentirmi bene con me stessa, in armonia con il mio corpo, ma allo stesso tempo penso che il corpo di una donna meriti anche sensualità, morbidezza. Ognuno di noi ha un corpo diverso che va esaltato. Purtroppo tante volte capi a costo basso o tessuti duri non sono fatti per risaltare le forme del corpo. <strong>Secondo me la moda responsabile è anche una moda che ricerca dei capi che non coinvolgano solo per la bellezza estetica, ma anche per un certo tipo di stile e di taglio.</strong> Un&#8217;altra cosa, diciamo che ci sono delle dinamiche che mi rendono sempre più sensibile all&#8217;utilizzo di pratiche ambientali, sociali ed etiche positive. Una volta non veniva considerato. Adesso mi rendo conto che sto meglio se indosso qualcosa che sinceramente è fatto bene, non solo bene per me, ma è fatto bene anche per chi lavora. Non mi sento bene se so che un capo è stato fatto facendo del male a un lavoratore, come purtroppo sappiamo bene noi esperti di moda e anche un po&#8217; tutti ormai&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Hai raccontato di diversi aspetti che ti hanno fatto pensare, riflettere. Manuela, nella tua esperienza nella moda tradizionale, qual è l&#8217;aspetto che più ti ha colpito e che ti ha fatto poi dire basta con questo tipo di moda?</span></h5>
<p>&#8220;Guarda, allora Arianna, sicuramente da quando ho iniziato a vestire mia figlia è stata un po&#8217; una chiave che mi ha sollevato, perché sai fino a che pensi a te stessa, hai meccanismi che ormai hai messo in atto, quando devi vestire qualcun altro, come una mamma i propri figli&#8230; Ho iniziato a cercare di utilizzare la stessa concezione che uso per me ma, ahimè, quello che ho trovato sono stati capi di bassissima qualità, pratiche dietro che tu puoi sapere perché realmente il costo è proprio basso. Sai, mentre per noi abbiamo tutti gli armadi pieni, quindi possiamo creare, comporre, fare, per i bambini necessariamente ho dovuto comprare nuovo. <strong>Devo dire che affacciandomi al mondo dei bambini, sinceramente ho visto che loro sono un po&#8217; il primo frutto di una moda poco consapevole</strong>, nel senso che a parte il prezzo c&#8217;è proprio un concetto culturale: <strong>i bambini crescono, quindi non bisogna vestirli con capi che costano</strong>.<img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-17235 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-scaled.jpg" alt="" width="318" height="475" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-scaled.jpg 1709w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-200x300.jpg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-1367x2048.jpg 1367w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-1160x1738.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-07-600x899.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 318px) 100vw, 318px" /></p>
<p>No! Dico sicuramente no, perché non è che perché crescono, si meritano di essere vestiti che non hanno dei tagli, con dei poliesteri&#8230;Tante volte magari ti capita di ricevere un vestitino che è apparentemente bellissimo, ma poi lo metti e dici &#8216;Ma no, ma mia figlia non può stare con questo&#8217;. Recentemente ho visto un vestitino in un mercatino in poliestere con dei limoni, ha caldo no? C&#8217;è tutta una cultura dietro a cui sicuramente tengo tantissimo. C&#8217;è il concetto &#8216;non spendo per mio figlio e poi compro tantissime cose, 3X2 oppure i saldi&#8217;. Queste cose che già costano 5 €, le prendo a 3 €. <strong>Alla fine è una spesa notevole perché ci si riempie l&#8217;armadio di cose a basso costo e senza grande perché.</strong> Perché a mia figlia? Quando uno deve gestire i figli, cerca di fare il meglio. Se per te cerchi di fare bene, per i figli che sono il il tuo prolungamento cerchi di fare ancora meglio. Non mi andava assolutamente di vestirli con una moda tradizionale che faccia male sia loro sia anche a chi produce, all&#8217;ambiente, perché questi vestiti per bambini distruggono l&#8217;ecosistema&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17221 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12.jpg" alt="" width="360" height="360" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12.jpg 1400w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-300x300.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-1024x1024.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-768x768.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-1160x1160.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-75x75.jpg 75w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-1320x1320.jpg 1320w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-600x600.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-12-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /><span style="color: #e7b928;">Quindi è per questo che hai deciso di creare The Casual Twinkle? E cosa hai scelto di proporre sulla piattaforma?</span></span></h5>
<p>&#8220;Sì, sì, assolutamente. Tengo tantissimo, come dicevo poco fa, all&#8217;educazione dei miei figli, nel senso proprio di una cultura rispettosa e positiva verso ciò che fa parte di loro, quindi di ciò che come noi mamme, noi donne mettiamo sulla nostra pelle, così anche su di loro, anche di quello che è intorno a loro. Purtroppo e per fortuna i vestiti sono la prima essenza, non è solo apparenza. Noi italiani viviamo in un paese stupendo, fatto sia di meraviglie naturali sia di una cultura della moda incredibile. <strong>È in qualche modo un peccato vestirli di grandi marchi che non ci appartengono, poco attenti all&#8217;ambiente e privi di stile.</strong></p>
<p>Sicuramente la mia più grande volontà che ha fatto scattare questo è proprio che i bambini, i miei figli ma anche le future generazioni, possano crescere con dei valori, che siano sensibili al mondo e alle persone. I capi di abbigliamento, sembra banale o magari uno non ci pensa, però fanno anche questo. Lo vedo a distanza di anni, già da <strong>mia figlia più grande, è comunque abituata a questa cultura, inizia a capire, io le spiego</strong>. Soprattutto vestendo cose belle, mi chiede di indossarle di nuovo. Fino a 4 o 5 anni magari non capiscono, poi a 6-7 anni, iniziano a farsi anche loro una cultura, un&#8217;abitudine di come li abbiamo cresciuti. Quindi, nella mia boutique online ho scelto di dare proprio spazio principale alla moda bambino, di creare dei Total look composti non solo da capi ma anche da calzature e accessori che sono casual ed eleganti.</p>
<p>Perché casual eleganti? A parte che è un po&#8217; il mio stile, però poi ho cercato di pensare ai bambini, comunque devono essere vestiti comodi, devono potersi muovere, perché sono continuamente in movimento. Lo stile per me è qualcosa che fa parte di un&#8217;essenza del vestire. Ecco, ho desiderato tantissimo che ci fosse un&#8217;armonia con la natura. L&#8217;armonia di The Casual Twinkle abbraccia solidi principi che sono a livello ambientale, sociale ed etico. <strong>Proprio da esperta di marketing, volevo che l&#8217;intero processo, dal design all&#8217;utilizzo del capo, fosse tracciabile e controllato.</strong></p>
<p>Cosa vuol dire? Che la catena di produzione, questa che ho raccontato prima di Zara, che andava in India, poi tornava alla Coruña in Spagna, poi veniva da noi in Italia o ritornava in India o in Turchia, ho desiderato che questo che fosse il più breve possibile. Ci sono io che offro i prodotti, c&#8217;è il consumatore che li utilizza e dietro di me c&#8217;è soltanto il brand che pone il marchio e che li produce. C&#8217;è un unico caso, quello di un brand danese che produce in Bolivia, ma una delle due fondatrici è boliviana, è come il prolungamento di questo brand. Inoltre è fondamentale per me che ci sia una ricerca dietro a ogni cosa: dietro a ogni brand che propongo c&#8217;è una grandissima selezione di capi esclusivi unici, realizzati con prodotti naturali e per esempio per donna sono tutti realizzati in Italia e in upcycling, quindi evitando ulteriori sprechi. Questo è il filone che viene sempre ritrovato in The Casual Twinkle: utilizzo di materiali naturali, sostegno alle persone, sostegno all&#8217;ambiente, non sprechi, proprio partendo dal design&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17223 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02.jpg" alt="" width="662" height="442" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02.jpg 1300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02-300x200.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02-1024x684.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02-768x513.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02-1160x775.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-02-600x401.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 662px) 100vw, 662px" /></span></h5>
<h5><span style="color: #e7b928;">Per i bambini cosa troviamo sulla piattaforma?</span></h5>
<p>&#8220;Per i bambini, abbiamo delle polo, camicie, felpe che sono ricamate a mano a Treviso, quindi qui vicino. Ho visto come fanno questi ricami a mano e ti innamori subito perché ci mettono una passione, una cura, una precisione e non hanno nessun tipo di strumento se non la mano che ricama ed è un qualcosa di incredibile. Poi ci sono anche gli abiti, i pantaloni, i pagliaccetti. Tutti questi hanno cashmere, lino o cotone e tutto di altissima qualità, rientriamo in schemi di tutela dei prodotti, sono tutti certificati. Non ho le certificazioni ma i miei fornitori le hanno proprio per dare una continuità e tutelare sia il consumatore sia chi lavora, che sta facendo realmente un lavoro utile anche l&#8217;ambiente&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">E per i più piccoli?</span></h5>
<p>&#8220;Ci sono dei body, delle salopette, dei pagliaccetti, ricamati a mano in velluto, sono veramente stupendi. A completare il look ci sono le scarpe: stivaletti, sneakers, sandali, tutto quello che ti viene in mente di scarpe per bambino. Questi sono prodotti artigianalmente in Portogallo da un brand danese che è pioniere della sostenibilità. Dal 2005 pensa che cercano le migliori soluzioni per i piedi bambini, perché uno pensa che il piede del bambino, anzi magari uno non ci pensa, è veramente tanto delicato e ha bisogno del giusto supporto in ogni fase di crescita. Queste scarpe sono realizzate tutte in pelle. Qualcuno ha anche conciata al vegetale, senza agenti chimici e tutte con sostanze e componenti chimiche non tossiche. Poi per la stagione invernale abbiamo questa collezione di cui parlavo prima di provenienza dalla Bolivia, che sono delle maglie dei capi in alpaca. La particolarità è che sono innanzitutto realizzati a mano in Bolivia, ma soprattutto sono 100% in alpaca. Infatti non so se qualcuno guarda mai, io, tu sì perché me l&#8217;hai detto, le etichette: raramente troviamo 100% lana, figurarsi alpaca. Perché l&#8217;alpaca? È estremamente morbida e ha delle proprietà che sono termoregolanti ed è una specie di fibra. Questi piccoli peletti di alpaca vengono tutti composti insieme e creano veramente una qualità, una morbidezza che è simile al cashmere. Questo brand, per esempio supporta lo sviluppo sostenibile degli allevatori e delle loro famiglie, anche l&#8217;istruzione dei loro figli&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Oltre all&#8217;abbigliamento per bambini, dicevi che ci sono anche capi da donna, anche per le mamme.</span></h5>
<p>&#8220;Lingerie, active wear, costumi da bagno, tshirt. Hai presente quella t-shirt che tutti noi, o almeno io, ho sempre voluto morbida, che caschi bene, che risalti le forme del corpo, che non caschi tipo lunga come una t-shirt, nel senso la usiamo con la gonna, la usiamo sotto la giacca, la possiamo usare coi jeans, con gli stivali e risalta il corpo. Tutti gli altri pezzi risaltano la sensualità, le forme del corpo. The Casual Twinkle propone artigianalità, stile, dettagli, comodità. Proprio per il mio desiderio di avere delle collezioni che siano versatili, si possono utilizzare in più occasioni, componendo anche con pochi pezzi che durano nel tempo, per esempio le maglie di alpaca sono indistruttibili, sono incredibili, ma così come sono le polo, puoi fare quanti lavarci vuoi che il cotone rimane integro. Facciamo del bene ai nostri bambini e a noi e a chi li produce&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-17238 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-03-e1698676556304.jpg" alt="" width="599" height="398" /><span style="color: #e7b928;">Perché questo nome? Manuela, toglimi la curiosità.</span></span></h5>
<p>&#8220;È un nome pieno di metafore ed è un&#8217;essenza molto dolce. Casual è lo stile di vita, casual ma elegante. È anche un modo di porsi alla vita: quando capitano avvenimenti casuali un po&#8217; nella nostra vita, dove magari siamo felici, magari siamo appesantiti, però in questo modo casual troviamo una specie di spensieratezza, una gioia di vivere. Twinkle invece vuol dire sberluccichio ed è la scintilla di questi momenti, è un bagliore che ci illumina, lo sberluccichio delle Stelle e il luccichio dei raggi del sole. Avete presente quando il sole riflette i raggi, oppure quando la luna riflette il suo essere sul mare? Sono di Trieste, quindi sberluccichio sul mare dei raggi del Sole e della luna. Mi ha appassionato. Inoltre Twinkle ricorda anche la ninna nanna per bambini <em>Twinkle, twinkle little star</em>,  che ogni mamma conosce, è una dolcezza per i bambini. È uno stile sensibile alla nostra vita, dove siamo noi a dare senso alle nostre scelte con la nostra volontà, siamo noi a cogliere quella scintilla che è dentro di noi e questo proprio nel mondo della moda è importantissimo. <strong>Come la moda in qualche modo è caduta, ci ha spinto a comprare e comprare sempre di più, noi possiamo dire basta in un modo di vestirsi casual elegante, decidiamo di brillare e di riemergere anche nel mondo della moda.</strong> Vuole essere un richiamo alla natura pieno di fascino, ma anche un&#8217;eleganza e comodità, appunto uno stile raffinato, curato. Non è solo un brand, è anche qualcosa di più, è un avvicinarsi a una cultura umana. Lo sai, ho anche un blog dove racconto di esperienze di vita vissuta da mamma, dei pensieri, dei viaggi, in un&#8217;ottica consapevole. Propongo sia le mie collezioni, sia altri brand che conosciuto. È proprio un essere casuale e felici&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Quali aspetti della sostenibilità caratterizzano i capi che proponi, Manuela?</span></h5>
<p>&#8220;In merito ai capi e alle calzature, come ti raccontavo prima, sono tutti sostenibili, è un po&#8217; la grande particolarità della piattaforma, a livello sociale, ambientale, etico. I<strong>n un unico posto ci sono pochi, selezionatissimi brand. Per donna è tutto in upcycling, tessuti rigenerati di altissima qualità.</strong> I prodotti sono a chilometro zero, non vengono impiegate nuove risorse per produrre i tessuti, perché ci si avvale di quello che esiste già, proprio seguendo il concetto di upcycling e riduciamo gli scarti dell&#8217;industria della moda. La nostra boutique abbraccia il design circolare, cioè sia nella fase creativa sia nella progettazione, vengono tenuti in considerazione le risorse e tutti i materiali utilizzati e chi realizza questi prodotti. In un&#8217;ottica in armonia con la natura. Per esempio nella produzione dei capi in alpaca, vengono utilizzate le coccinelle come pesticida naturale, mi sono innamorata di questo concetto. Diamo ampissimo spazio a tecniche artigianali come il ricamo, oppure tutti i brand realizzano i propri prodotti a mano. Questo per me è sorprendente, anche perché il design è innovativo, mentre le tecniche vengono da varie tradizioni tessili a poco a poco migliorate negli anni&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">C&#8217;è un articolo per bambini che consigli di più? E se sì, perché?</span></h5>
<p>&#8220;Questa è una bella domanda! Come si sarà capito, adoro i capi in alpaca. Le maglie sono calde, sono termoregolanti, sono morbide. Con una maglia di alpaca ti fai tranquillamente la stagione intera, ma non solo invernale, anche i primi tempi freddi d&#8217;autunno o primavera, la primavera matta di quest&#8217;anno. Anche per i bambini piccoli. Non pensavo, ma ho i tester che sono i miei figli, l&#8217;ho provata anche sul piccolo e usata tantissimo, stringono e i bambini hanno bisogno di sentirsi coccolati. Hanno bisogno di colore, di essere avvolti. Consiglio anche le polo, gli abiti ricamati, i pagliaccetti. Scusami, è difficile veramente come domanda! Tengo tantissimo al Made in Italy, perché sono artigianali, perché ho visto questa azienda, vado spesso a trovarli. Sono veramente incredibili, hanno una cura, una passione nello scegliere i tessuti. Insieme, creiamo delle collezioni veramente stupende. E poi le scarpe: stivaletti per bambino/bambina hanno pelle morbida, sono termoregolanti, veramente tutti fatti per sostenere il piede&#8221;.</p>

<a href='https://dress-ecode.com/dai-retroscena-del-lavoro-nel-fast-fashion-al-desiderio-di-una-moda-piu-lenta-ed-etica-manuela-racconta-the-casual-twinkle/salopette-blu-body-bambino-dettaglio-grande/'><img loading="lazy" decoding="async" width="550" height="825" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-04.jpg" class="attachment-full size-full" alt="" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-04.jpg 550w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-04-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a>
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<h5></h5>
<h5><span style="color: #e7b928;">Hai menzionato prima il tuo blog, che seguo da un po&#8217; di tempo con delle belle immagini che parlano di luoghi, di esperienze nella natura. Pensi che anche questo legame con il mondo naturale abbia influito sulla tua scelta di uscire dalla moda tradizionale, e di preferire di creare qualcosa che avesse a che fare con brand più legati alla sostenibilità?</span></h5>
<p>&#8220;Con questa domanda fai bingo! Sono nata a Trieste, una città affacciata sul mare, che è però un altipiano verdeggiante, cioè c&#8217;è una collina immensa composta da verde, boschi. Quindi da una parte ho sempre visto il tramonto sul mare, dall&#8217;altra invece in 5 minuti sono in mezzo a boschi profumati. Sono molto sportiva, da sempre pratico attività all&#8217;aperto, in riva al mare, nuoto, oppure tra i boschi a correre, porto il cane, i bambini. I miei genitori hanno educato me e mio fratello alla montagna, nel senso siamo andati tantissimo in tutte le stagioni in montagna. Pensa che varie volte ho vissuto in città anche molto carine a Long Beach, in California, vicino a Los Angeles, a Madrid, a Vienna, Oxford, tra studio e lavoro, ho girato un po&#8217;. Ogni volta il richiamo del mio mondo naturale mi ha sempre riportata a casa. Questo per me è stato determinante nel creare il mio cammino, ed è una sensibilità che ho maturato e continuo a maturare, a vivere. C&#8217;è stato un po&#8217; la scintilla, a proposito di Twinkle, che ha fatto costruire i pezzi di The Casual Twinkle&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Ci racconti di qualche posto speciale che hai visto che ti ha fatto riflettere o ispirato sull&#8217;impatto che abbiamo sulla natura?</span></h5>
<p>&#8220;Sì certo, Arianna. <strong>Trieste è sicuramente una fonte di ispirazione costante, il cielo assume dei colori incredibili. Penso proprio per l&#8217;aria leggera, in qualche modo che c&#8217;è appunto tra il mare, i monti, i boschi.</strong> Sicuramente la montagna, un luogo che mi dona pace, serenità, sulle Dolomiti, di solito  vado lì. Mi sembra che ogni cosa sia in armonia con se stessa e con le cose intorno. Proprio l&#8217;altro weekend eravamo in montagna, ho visto un tramonto sui monti dal balconcino di questo appartamento dove stavamo, pieno di gerani e di fiori. E aveva da poco piovuto, stava spuntando l&#8217;ultimo sole che colorava di verde acceso i prati di fronte. C&#8217;era anche un ruscello vicino, si sente il rumore dell&#8217;acqua che scorre. Scenari come questi che ti prendono al 100% mente corpo e mi fanno pensare che ci sia un senso di completezza, molto spesso che si può raggiungere anche con poche cose, quasi come se non si necessitasse nient&#8217;altro. Soprattutto d&#8217;estate, c&#8217;è quando cammino in vetta una maestosità della natura che mi affascina e che mi sembra un regalo che la natura fa a noi. Al tempo stesso, però, sappiamo che la natura è molto fragile. Basta vedere come stanno cambiando il meteo, la morfologia del territorio. Ero in montagna, eravamo vicino alla Marmolada, a occhio nudo vedi, io mi ricordo com&#8217;era una volta. Vedi i progressi all&#8217;indietro che sta facendo, quanto si sta sciogliendo, è anche crollato quel pezzo. Ho provato un po&#8217; anche a spiegare a mia figlia, a ricordare questa cosa. <strong>Penso che la natura sia una grande ispirazione, ma anche mi fa riflettere sul fatto che dobbiamo sicuramente proteggerla</strong>&#8220;.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-17225 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-20.jpg" alt="" width="385" height="576" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-20.jpg 683w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/10/tct-20-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 385px) 100vw, 385px" /><span style="color: #e7b928;">Da mamma single con spirito di avventura, come hai vissuto queste esperienze con tua figlia? Dove siete andate? Difficoltà e bellezza del viaggiare con lei?</span></span></h5>
<p>&#8220;Sì, Arianna, sai una volta una mia amica mi ha chiesto qual è la cosa più difficile nell&#8217;essere una mamma single e quasi senza pensarci le ho detto &#8216;condividere le esperienze che ho vissuto insieme a mia figlia con qualcun altro&#8217;, ma in questo caso, ovviamente, col papà. Ecco, per me questa è stata sempre una difficoltà, perché sono comunque molto espansiva in certe cose, nelle avventure, negli avvenimenti belli. Mi piace raccontare, confrontarmi. Siamo stati in montagna e ho camminato tra le vette con tutti i meteo, sempre facendo attenzione alle condizioni. Sono diventata bravissima e conosco tutte le condizioni meteo sempre. <strong>Conosco quanto tempo ci sto, calcolo i tempi, i ritmi, l&#8217;abbigliamento sempre in più per cambiare nel caso ci si bagni</strong>. Sono le piccole avventure di quando sei da solo, perché devi essere preparato ad ogni evenienza. Poi anche con lei in spalla nello zaino, quando ha iniziato a camminare. Non mi sono mai arresa. Anche ciò che piaceva a me, magari un po&#8217; insegnavo a lei, un po&#8217; comunque effettivamente facevo contenta anche me stessa&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Dove siete andate?</span></h5>
<p>&#8220;Siamo andate nei Paesi Baschi, sono andate a trovare un&#8217;amica, poi siamo state qualche giorno da sole. <strong>L&#8217;ho portata in Lapponia, nell&#8217;Artico. Ecco è stato il viaggio forse che mi ha fatto capire quanto alla fine posso contare anche su me stessa, sulle mie forze. Sono viaggi magari impegnativi dove dormi poco, devi organizzare. Però tutto questo mi ha aperto un cuore, la mente.</strong> Viaggi con una piccola creatura che devi crescere e difendere, proteggere, insegnare. Sei solo con un bambino, non ti stai confrontando con un adulto, devi trovare anche il modo per te che sia uno svago, che non sia una fatica. Devo dirti la verità, alla fine tutti questi sforzi, soprattutto lo sforzo fisico in certi momenti, è sempre stato ripagato da complicità, estrema serenità. Ci siamo raccontate tutti i tipi di storie possibili immaginabili. Abbiamo riso come matte, certi momenti arrabbiate non ci parlavamo più. Adesso c&#8217;è anche il fratellino di 2 anni, siamo una specie di armonia totale e senza confini, è molto piacevole. Da mamma, speri sempre di crescere dei bambini sereni, sensibili, nel mio caso anche con una cultura positiva perché mi rendo conto che un po&#8217; uno switch mentale. Ce l&#8217;ho e mi piacerebbe insegnarlo. Spero che con queste avventure, un po&#8217; matte, mi rendo conto, un po&#8217; fuori dagli schemi, i figli possano sia avere un modo rispettoso verso se stessi, nel raggiungere i propri obiettivi, le proprie mete, sia vivere in armonia anche con il mondo che li circonda&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Che belli questi viaggi, Manuela, soprattutto quello in Lapponia. Avevo visto le foto chissà come deve essere stato emozionante anche con la tua bimba fare questo viaggio! C&#8217;è qualcosa che vuoi dire, qualche consiglio che vuoi dare alle mamme per scegliere i capi dei loro bimbi e delle loro bimbe?</span></h5>
<p>&#8220;Sì, ti ringrazio per questa domanda. <strong>Consiglio di prendere pochi capi, magari leggermente in crescita e che siano versatili. Questo cosa vuol dire? Di pensare alla stagione, non all&#8217;evento, di pensare alla maglia per l&#8217;inverno, alla scarpa calda o quella per la pioggia. Di non pensare a quella festa, quel matrimonio, perché quelli sono dei casi unici.</strong> Dobbiamo comunque prendere dei capi per bambini che siano duraturi. Quindi, spendere secondo me un pochino di più per le cose che abbiano bei tagli, un bello stile, che non solo sembrano belli ma che lo siano realmente. Se c&#8217;è in mezzo il discorso sostenibile, non possono costare poco, perché purtroppo se costano poco in automatico vuol dire che non sono sostenibili. Spendete di più per un capo singolo piuttosto che comprare tanti capi che sembrano belli ma cascano senza forma e valgono poco. Magari di diffidare un po&#8217; dalle grandi catene, nel senso che tante città sono bombardate dalle grandi catene. Di cercare il brand particolare e purtroppo questi si trovano online, non perché io sono online, ma c&#8221;è molta più scelta molto spesso. E di fidarsi del brand, nel senso di vedere la pagina prodotto, cosa racconta. Perché molto spesso tanti si dicono sostenibili, ma non lo sono&#8221;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Secondo te cosa bisogna guardare nella pagina per capire se sono più sostenibili?</span></h5>
<p>&#8220;Guardi un po&#8217; la descrizione del brand e un po&#8217; anche la storia, se c&#8217;è la pagina sostenibilità, che non siano cose dette per dire, ma che siano veramente sentite, che ci siano foto di produzione. Oppure anche che <strong>nella pagina prodotto sia ben descritta, una bella guida taglie, una bella presentazione del prodotto, ma proprio bella, che ti narri la storia di quel prodotto.</strong> Molto spesso c&#8217;è scritto fatto &#8216;in EU&#8217;, Unione Europea. Dove? Come? Un po&#8217; noi consumatore dobbiamo sempre porci delle domande, anche se non siamo tecnici, ma una storia ogni capo c&#8217;è l&#8217;ha, ogni brand ce l&#8217;ha. Inoltre, penso che <strong>vestire i bambini con qualche taglia in più non fa male.</strong> Effettivamente loro crescono e i prodotti costano soprattutto se come dicevamo sono fatti bene. Senza problemi, a un bambino, una bambina che veste 116 si può prendere 128. Diciamo che dall&#8217;anno mezzo in su comunque i bambini hanno una crescita costante. Qualche centimetro in più, a meno che non deve essere una maglia stretta sul collo, un girocollo se lo prendi un po&#8217; più largo non è che ti è largo, se i capi sono fatti bene. Non pensate che prendendo capi che costano di più alla fine andate a spendere veramente di più, perché avete delle cose essenziali. Non riempirsi gli armadi: come non dobbiamo riempirci i nostri, così non dobbiamo riempire gli armadi nei nostri bambini. E fare molta attenzione alle scarpe. Sono fondamentali. Misurate sempre il piedino e calcolate 1 cm in più. Soprattutto, una volta mi ricordo una fisiatra mi ha detto &#8216;Sai, i primi anni i bambini hanno un piede veramente delicato e hanno bisogno di un supporto&#8217;. Qua è stata appunto una di quelle &#8216;casual twinkle&#8217;, come li chiamo io. Effettivamente mi hanno fatto comporre il pezzo, sono veramente dei consigli che do sulle scarpe. Sono essenziali per i bambini.</p>
<p><strong>Fate gli acquisti con amore. Non solo verso se stessi, che il bambino sia bello, ma anche per i capi che si comprano, che facciano del bene perché il pianeta è così bello, ma è anche così fragile</strong>&#8220;.</p>
<h5><span style="color: #e7b928;">Grazie Manuela per aver raccontato dei capi, soprattutto per bambini, per aver dato i consigli e anche per averci fatto immaginare le tue avventure con la tua bimba e adesso anche con il tuo bimbo! La prossima volta speriamo di incontrarci in mezzo alla natura per un altro episodio. Chissà, magari qualcos&#8217;altro insieme. Grazie per averci raccontato della tua esperienza e del tuo progetto.</span></h5>
<p>&#8220;Grazie Arianna, grazie a te è stato un piacere fare questa chiacchierata, è sicuramente un&#8217;ottima idea di creare un episodio in mezzo alla natura. E speriamo di incontrarci presto perché ci parliamo tanto in vari modi, ma non siamo mai riuscite a vederci di persona. Complimenti ancora per l&#8217;ottimo lavoro che svolgi e la passione che ci metti. A presto!&#8221;</p>
<p>The Casual Twinkle &gt; <a href="https://www.thecasualtwinkle.com/">Sito web</a>; <a href="https://www.instagram.com/thecasualtwinkle">Instagram</a>; <a href="https://www.facebook.com/thecasualtwinkle">Facebook</a>.</p>
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		<title>Bikini, lingerie, corsetière e brassiere: nel mondo di Carolina Gi &#8211; LIVE</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Aug 2023 14:17:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lingerie, corsetière, brassiere: ho un po&#8217; di confusione sui termini, e il blog di Carolina Gi mi fa entrare in questo mondo dell&#8217;intimo su misura con curiosità. La possibilità di indossare lingerie che sta a pennello, che non fa soffrire quando la indossi e costruita in modo da far risaltare le tue forme è molto allettante; è così facile acquistare reggiseni che infastidiscono e creano insofferenza! Carolina realizza e insegna a realizzare l&#8217;intimo che non ti fa passare le giornate a desiderare di correre a casa a liberartene, o a trovare il reggiseno giusto districandosi tra le misure e i modelli in commercio. Seguo Carolina su Instagram da anni, finalmente riesco a incontrarla a Roma, per registrare una puntata live del podcast (Pop-up Green). Ci troviamo in un pomeriggio di giugno, durante il corso che sta tenendo &#8220;Crea il tuo bikini&#8221; presso il negozio &#8220;PuntoPieno&#8221;. Con lei ci sono 3 alunne ed ex alunne: Cinzia, titolare di PuntoPieno; Tamara, che ha seguito corsi di cucito con Cinzia; Emma, giovanissima corsista alle prese con il suo primo bikini. Puoi ascoltare qui il nostro incontro, in cui parliamo di costumi fai-da-te, intimo su misura, artigianalità e fast fashion. Sai per esempio cos&#8217;è una bustaia? O dove si può scoprire la lingerie vintage? O ancora quanto è fattibile far da sé un bikini? Più sotto riportiamo il testo dell&#8217;episodio, dai un&#8217;occhiata anche alle foto dei costumi creati! Per seguire Carolina: Sito; Instagram. &#160; Carolina, mi ha colpito subito questa vostra iniziativa “Crea il tuo bikini”. Di che cosa si tratta esattamente, che cosa state facendo in questo corso? Carolina: “In questo corso aiutiamo le persone che vengono da noi a disegnare un cartamodello base, tagliare la lycra e costruire con la lycra tagliata, applicando l’elastico, un bikini indossabile. In più, nella parte della modellistica cerco sempre di aiutare a capire come modificare le basi per avere delle forme diverse. Per esempio, Tamara usa dei sotto molto piccolini. Nel suo caso abbiamo creato una cosa un pochino più alta, però molto sgambata. Partendo da una base si modifica per ottenere il risultato desiderato”. Volevo proprio chiedere, ci sono dei modelli predefiniti oppure venendo al corso si può scegliere un modello in base alle proprie forme? Carolina: “Allora avendo la base si possono fare delle modifiche. Questo è un corso che prevede come sopra il triangolo. Si possono fare modifiche partendo dal triangolo: una fascia un po’ più lunga, si possono fare in maniera diversa con la cucitura, senza cucitura eccetera. Però sostanzialmente è quello, perché purtroppo la modellistica della coppa con il ferretto è tutto un altro mondo”. Invece il sotto si può modificare, più piccolo come per Tamara. Carolina: “In realtà anche per il sopra si possono fare le modifiche. Per esempio, la coppa a triangolo invece che con la cucitura arricciata, con la pence, con l’imbottitura dentro, è comunque un&#8217;alternativa”. Com’è nato questo corso sui bikini? Carolina: “Ci conosciamo da tempo, lei (Cinzia) faceva già dei corsi. Ci siamo dette di volere organizzare insieme qualcosa di diverso”. Perché il bikini? Carolina: “È uscito fuori per colpa sua! (di Tamara). Tamara: “Non ho la stessa taglia sopra e sotto. La taglia più grande di quelle in commercio non mi va bene, ho iniziato a far fare costumi da ragazze che creano su misura. Quando ho cominciato a cucire mi sono detta: ‘Perché io non me lo posso fare da sola?’. Carolina: “Quel giorno c’era lei, e abbiamo detto: ‘Che facciamo?’.  Per me è fondamentale avere la possibilità di insegnare a fare le cose sulle proprie misure. Infatti, questo non è un corso sul taglio. Usi le tue misure personali. Da lì abbiamo sviluppato l’idea, siamo in estate, quindi il bikini”. Quante lezioni avete fatto finora? Carolina: “Quattro lezioni di due ore e mezza. Siamo alla terza lezione. Lei (Emma), il sopra lo ha già finito. Siccome va veloce faremo una variante con la coppetta all&#8217;interno”. Perché far da sé un bikini invece di comprarlo? Carolina: “Intanto la soddisfazione di creare qualcosa con le proprie mani, che non fa più nessuno. Siamo in un mondo che è abituato ormai a comprare, usare, buttare.  Non c&#8217;è più la concezione di quello che c&#8217;è dietro, non si sa come funzionano le cose. E non c&#8217;è proprio più neanche l&#8217;abitudine alla manualità. Ecco, manca anche la pazienza, non siamo più abituati alla pazienza, siamo tutti in questo circuito del ‘tutto subito’. Invece la manualità ti spinge a capire che ogni cosa ha il suo tempo, il suo ritmo. Può capitare di scucire, di ricominciare, però poi hai qualcosa di finito che puoi dire ‘l’ho fatto io!”. Che non ha prezzo! Ti chiedo se hai un consiglio per chi vuole provare a fare da sé. Carolina: “La pazienza. Fare da sé. Dico sempre di provare. Oggi su YouTube, su Internet in genere trovi veramente un sacco di cose. Sicuramente arriva un momento in cui devi avere una guida, se tu quel che tipo di lavoro non lo hai mai fatto. Se fai qualcosa di diverso che non hai fatto, dico di provare, se vedi che ti piace devi incontrare qualcuno che ti dà almeno delle linee guida, almeno le basi, e poi da lì vai avanti”. Per fare le cose precise e corrette. Come Emma, che ha iniziato da sé a fare, provando, e dopo ha sentito la necessità del corso. Carolina: “Certo, per esempio, anche restando nel corso dei costumi, sapere come mettere i pezzi sulla lycra… Perché è vero che è un tessuto elastico ma ha una sorta di senso da prediligere”. Chi è che può fare questo corso? Carolina: “Il corso è per una persona che sa già un po’ cucire. Perché devi imparare a cucire un tessuto che è un po’ ostico, diciamo. Perché è elastico, la maggior parte delle volte è fatto in poliestere e nylon, quindi è anche proprio difficile cucire a livello meccanico: le macchine la odiano! Ci vuole almeno conoscere come funziona il tessuto e quindi già saper cucire il tessuto. Poi non è importante sapere il modello perché la modellistica la insegno qua”. La difficoltà è più il tessuto, giusto? Carolina: “Sì, e l’elastico”. Quindi bisognerebbe avere un po’ di manualità con il tipo di tessuto. Una persona che ha anche solo delle conoscenze base ma ha molta manualità, può andare bene, che è il caso poi di Emma. Carolina: “È il suo caso. Ha fatto un corso di base con Cinzia che evidentemente le ha consentito di prendere confidenza con il tessuto. Ci ha portato a far vedere delle cose che fa già in autonomia”. Sì, oggi abbiamo qua con noi una studentessa di eccellenza, dicevamo prima, che si è distinta nel corso base fatta con Cinzia. Cinzia: “È stata bravissima”. Come ti chiami? Emma: “Mi chiamo Emma. In realtà già da prima usavo la macchina da cucire, però sempre cose che facevo io, niente di insegnato da nessuno. Giusto un pochino. Mia nonna mi ha regalato una macchina da cucire per i miei 18 anni e da lì ho cominciato a smanettare un po’. Però poi passati un po’ di anni ho detto: ‘Ma io continuo a fare queste cose un po’ di base, brutte’. Quindi mamma mi ha regalato questo corso base per imparare proprio l’ABC”. È un bel regalo! Poi ti sei distinta per le tue capacità e hai potuto frequentare il corso più avanzato. Adesso l’abbiamo caricata di aspettative! Una pressione ora veramente! Fai tranquillamente come se noi non ci fossimo. Chiedo anche a voi. Come mai avete iniziato questa avventura del cucito? Cinzia: “Sono Cinzia, sono la titolare di PuntoPieno. Ho aperto questo posto circa due anni e mezzo fa, a dicembre del 2020, in piena pandemia. C&#8217;è qualcuno che dice: ‘Eh, coraggiosa!’, io forse direi incosciente, però comunque sono ancora qui, ringraziando il cielo. Mi piace tantissimo insegnare a cucire, amo cucire, l&#8217;ho sempre fatto. Mentre facevo i classici lavori di segretaria, assistente di direzione, appena avevo un attimo libero cucivo a casa oppure seguivo corsi di cucito anche di livello piuttosto elevato, in una sartoria professionale. Questo mi ha permesso di essere una sarta a tutti gli effetti, ma soprattutto di specializzarmi nell’insegnamento”. Quindi era un piano B, un passatempo che alla fine è diventato un lavoro. Cinzia: “Nel 2017 purtroppo l&#8217;azienda per la quale lavoravo ha avuto una grande crisi e sono stata licenziata. Mi sono chiesta: Che faccio? Cerco un altro lavoro da assistente di direzione o mi butto? Mi sono buttata e dal 2017 alla fine del 2020 sono riuscita a realizzare questo progetto così impegnativo. Ho conosciuto Carolina in un&#8217;associazione di imprenditoria femminile che si chiama Rete al femminile. Anche a I mercoledì della mansardina. Quando si ha stima reciproca è facile che nasca la voglia di lavorare insieme. L&#8217;ho invitata qui a tenere un corso pilota, in cui io e Tamara eravamo due allieve. Tamara è una mia allieva di lungo corso, che praticamente è piantata qui in sede stabile con mio grande piacere”. Tamara: “Tra un po’ ho la residenza qui, arrivano i documenti!” Cinzia: “Abbiamo fatto il primo corso pilota, ci è piaciuto tantissimo, abbiamo rivisto un la tempistica, i materiali necessari in modo da poterlo offrire nel migliore dei modi a tutti e l&#8217;abbiamo riproposto adesso a giugno. Speriamo di riuscire a riproporlo anche a luglio&#8221;. Sì, perché queste cose vanno incentivate! Cinzia: “L’autoproduzione arricchisce l&#8217;autostima, ci fa fare nuove connessioni, arricchisce la creatività. Autoprodurre, qualsiasi cosa. Ovviamente io amo cucire, sono in questo ambito, però l&#8217;autoproduzione è veramente una marcia in più”. Cosa fai con gli scarti dei tessuti? Cinzia: “Con gli scarti dei tessuti durante i corsi, anche semplicemente nella mia produzione, c’è una certa quantità di tessuto che viene scartato. Cerco sempre di recuperare e di riutilizzare tutti i pezzi per cui realizzo dei piccoli oggetti che possono tranquillamente essere utilizzati”. Del corso pilota, cos&#8217;è che più ti è piaciuto e che ti ha fatto dire: “Questo è un corso da replicare”? Qual è la cosa più bella del corso che avete fatto? Cinzia: “La sensazione di avere il prodotto finito. Allora io cucio già da diversi anni, l’esperienza ce l’ho. Devo dire che la lycra un po’ di nervosismo me l’ha creato. Non è così facile da cucire. Ovviamente con tutti gli accorgimenti e gli insegnamenti di Carolina, sono già arrivata al terzo bikini! E ho decisamente intenzione di cucirne altri. La cosa che mi è piaciuta di più è proprio avere tra le mani il primo bikini. E desiderare subito di farne un altro, e poi un altro ancora. Questa è una cosa che mi è piaciuta senza dubbio di più”. Carolina: “Diciamo che durante il corso non era proprio così felice! ‘State tranquille, arriviamo alla fine’, dicevo”. Tamara: “La lycra è un brutto impatto. Durante il corso ci sono stati momenti in cui guardavo Cinzia e dicevo: ‘Ma io posso continuare tranquillamente a comprarli! No, perché me li devo fare da sola??? Faccio altro da sola, già cucio faccio altro! In realtà è vero quello che dice Cinzia. Il primo bikini, con tutti i limiti del caso, non può essere perfetto, ma al di là di tutto, ho scelto male anche la lycra. È giusto che la scelga Cinzia, non era una lycra ‘carina da cucire’. L&#8217;ha ammesso persino Carolina. È una difficoltà in più. Quindi, tolto questo ostacolo del primo bikini, abbiamo comprato la lycra insieme, abbiamo fatto insieme il secondo bikini in autonomia e… Effettivamente sono scesa in spiaggia che indossavo questo bikini (ne ho tantissimi, ne ho un cassetto pieno) secondo me era il bikini più bello. Dopo ti viene voglia di duplicarli. Mi aveva detto: ‘Se vuoi in un futuro puoi aggiungere la coppa’. Nel terzo bikini ho messo le coppe ed è andata benissimo”. Ho visto prima una foto in cui lo indossavi, poi non so adesso se possiamo pubblicarla per far vedere il risultato finale, bello! Si vede proprio che cade a pennello. Tamara: “A me piace quello. Al di là...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lingerie, corsetière, brassiere: ho un po&#8217; di confusione sui termini, e il blog di Carolina Gi mi fa entrare in questo mondo dell&#8217;intimo su misura con curiosità. La possibilità di indossare lingerie che sta a pennello, che non fa soffrire quando la indossi e costruita in modo da far risaltare le tue forme è molto allettante; è così facile acquistare reggiseni che infastidiscono e creano insofferenza! Carolina realizza e insegna a realizzare l&#8217;intimo che non ti fa passare le giornate a desiderare di correre a casa a liberartene, o a trovare il reggiseno giusto districandosi tra le misure e i modelli in commercio.</p>
<p>Seguo Carolina su Instagram da anni, finalmente riesco a incontrarla a Roma, per registrare una puntata live del podcast (Pop-up Green).</p>
<p>Ci troviamo in un pomeriggio di giugno, durante il corso che sta tenendo &#8220;Crea il tuo bikini&#8221; presso il negozio &#8220;PuntoPieno&#8221;. Con lei ci sono 3 alunne ed ex alunne: Cinzia, titolare di PuntoPieno; Tamara, che ha seguito corsi di cucito con Cinzia; Emma, giovanissima corsista alle prese con il suo primo bikini.</p>
<figure id="attachment_16968" aria-describedby="caption-attachment-16968" style="width: 588px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-16968" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-intimo-fai-da-te-moda-300x227.jpg" alt="" width="588" height="444" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-intimo-fai-da-te-moda-300x227.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-intimo-fai-da-te-moda-1320x1000.jpg 1320w" sizes="auto, (max-width: 588px) 100vw, 588px" /><figcaption id="caption-attachment-16968" class="wp-caption-text">Tamara, io, Carolina, Emma e Cinzia</figcaption></figure>
<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/56567510"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15706 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg" alt="" width="285" height="111" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 285px) 100vw, 285px" /></a>Puoi <a href="https://www.spreaker.com/episode/56567510">ascoltare qui</a> il nostro incontro, in cui parliamo di costumi fai-da-te, intimo su misura, artigianalità e fast fashion. Sai per esempio cos&#8217;è una bustaia? O dove si può scoprire la lingerie vintage? O ancora quanto è fattibile far da sé un bikini?</p>
<p>Più sotto riportiamo il testo dell&#8217;episodio, dai un&#8217;occhiata anche alle foto dei costumi creati!</p>
<p>Per seguire Carolina: <a href="https://carolinagi.it">Sito</a>; <a href="https://www.instagram.com/carolina_gi_/">Instagram.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><span style="color: #ef827f;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-16919 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Carolina-Gi-Foto-Carolina-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Carolina-Gi-Foto-Carolina-225x300.jpg 225w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Carolina-Gi-Foto-Carolina-scaled-600x802.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Carolina-Gi-Foto-Carolina-767x1024.jpg 767w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Carolina-Gi-Foto-Carolina-768x1026.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Carolina-Gi-Foto-Carolina-1150x1536.jpg 1150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Carolina-Gi-Foto-Carolina-1533x2048.jpg 1533w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Carolina-Gi-Foto-Carolina-1160x1550.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Carolina-Gi-Foto-Carolina-1320x1763.jpg 1320w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Carolina-Gi-Foto-Carolina-scaled.jpg 1916w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" />Carolina, mi ha colpito subito questa vostra iniziativa “Crea il tuo bikini”. Di che cosa si tratta esattamente, che cosa state facendo in questo corso?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “In questo corso aiutiamo le persone che vengono da noi a disegnare un cartamodello base, tagliare la lycra e costruire con la lycra tagliata, applicando l’elastico, un bikini indossabile. In più, nella parte della modellistica cerco sempre di aiutare a capire come modificare le basi per avere delle forme diverse. Per esempio, Tamara usa dei sotto molto piccolini. Nel suo caso abbiamo creato una cosa un pochino più alta, però molto sgambata. Partendo da una base si modifica per ottenere il risultato desiderato”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Volevo proprio chiedere, ci sono dei modelli predefiniti oppure venendo al corso si può scegliere un modello in base alle proprie forme?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Allora avendo la base si possono fare delle modifiche. Questo è un corso che prevede come sopra il triangolo. Si possono fare modifiche partendo dal triangolo: una fascia un po’ più lunga, si possono fare in maniera diversa con la cucitura, senza cucitura eccetera. Però sostanzialmente è quello, perché purtroppo la modellistica della coppa con il ferretto è tutto un altro mondo”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Invece il sotto si può modificare, più piccolo come per Tamara.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “In realtà anche per il sopra si possono fare le modifiche. Per esempio, la coppa a triangolo invece che con la cucitura arricciata, con la pence, con l’imbottitura dentro, è comunque un&#8217;alternativa”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Com’è nato questo corso sui bikini?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Ci conosciamo da tempo, lei (Cinzia) faceva già dei corsi. Ci siamo dette di volere organizzare insieme qualcosa di diverso”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Perché il bikini?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “È uscito fuori per colpa sua! (di Tamara).</p>
<p style="font-weight: 400;">Tamara: “Non ho la stessa taglia sopra e sotto. La taglia più grande di quelle in commercio non mi va bene, ho iniziato a far fare costumi da ragazze che creano su misura. Quando ho cominciato a cucire mi sono detta: ‘Perché io non me lo posso fare da sola?’.</p>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Quel giorno c’era lei, e abbiamo detto: ‘Che facciamo?’.  Per me è fondamentale avere la possibilità di insegnare a fare le cose sulle proprie misure. Infatti, questo non è un corso sul taglio. Usi le tue misure personali. Da lì abbiamo sviluppato l’idea, siamo in estate, quindi il bikini”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Quante lezioni avete fatto finora?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Quattro lezioni di due ore e mezza. Siamo alla terza lezione. Lei (Emma), il sopra lo ha già finito. Siccome va veloce faremo una variante con la coppetta all&#8217;interno”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Perché far da sé un bikini invece di comprarlo?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Intanto la soddisfazione di creare qualcosa con le proprie mani, che non fa più nessuno. Siamo in un mondo che è abituato ormai a comprare, usare, buttare.  Non c&#8217;è più la concezione di quello che c&#8217;è dietro, non si sa come funzionano le cose. E non c&#8217;è proprio più neanche l&#8217;abitudine alla manualità. Ecco, manca anche la pazienza, non siamo più abituati alla pazienza, siamo tutti in questo circuito del ‘tutto subito’. Invece la manualità ti spinge a capire che ogni cosa ha il suo tempo, il suo ritmo. Può capitare di scucire, di ricominciare, però poi hai qualcosa di finito che puoi dire ‘l’ho fatto io!”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Che non ha prezzo! Ti chiedo se hai un consiglio per chi vuole provare a fare da sé.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “La pazienza. Fare da sé. Dico sempre di provare. Oggi su YouTube, su Internet in genere trovi veramente un sacco di cose. Sicuramente arriva un momento in cui devi avere una guida, se tu quel che tipo di lavoro non lo hai mai fatto. Se fai qualcosa di diverso che non hai fatto, dico di provare, se vedi che ti piace devi incontrare qualcuno che ti dà almeno delle linee guida, almeno le basi, e poi da lì vai avanti”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Per fare le cose precise e corrette. Come Emma, che ha iniziato da sé a fare, provando, e dopo ha sentito la necessità del corso.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Certo, per esempio, anche restando nel corso dei costumi, sapere come mettere i pezzi sulla lycra… Perché è vero che è un tessuto elastico ma ha una sorta di senso da prediligere”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-16923 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Costume-fai-da-te-5-163x300.jpg" alt="" width="238" height="437" /></p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Chi è che può fare questo corso?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Il corso è per una persona che sa già un po’ cucire. Perché devi imparare a cucire un tessuto che è un po’ ostico, diciamo. Perché è elastico, la maggior parte delle volte è fatto in poliestere e nylon, quindi è anche proprio difficile cucire a livello meccanico: le macchine la odiano! Ci vuole almeno conoscere come funziona il tessuto e quindi già saper cucire il tessuto. Poi non è importante sapere il modello perché la modellistica la insegno qua”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">La difficoltà è più il tessuto, giusto?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Sì, e l’elastico”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Quindi bisognerebbe avere un po’ di manualità con il tipo di tessuto. Una persona che ha anche solo delle conoscenze base ma ha molta manualità, può andare bene, che è il caso poi di Emma.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “È il suo caso. Ha fatto un corso di base con Cinzia che evidentemente le ha consentito di prendere confidenza con il tessuto. Ci ha portato a far vedere delle cose che fa già in autonomia”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Sì, oggi abbiamo qua con noi una studentessa di eccellenza, dicevamo prima, che si è distinta nel corso base fatta con Cinzia.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “È stata bravissima”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Come ti chiami?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Emma: “Mi chiamo Emma. In realtà già da prima usavo la macchina da cucire, però sempre cose che facevo io, niente di insegnato da nessuno. Giusto un pochino. Mia nonna mi ha regalato una macchina da cucire per i miei 18 anni e da lì ho cominciato a smanettare un po’. Però poi passati un po’ di anni ho detto: ‘Ma io continuo a fare queste cose un po’ di base, brutte’. Quindi mamma mi ha regalato questo corso base per imparare proprio l’ABC”.</p>
<figure id="attachment_16964" aria-describedby="caption-attachment-16964" style="width: 411px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-16964" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Intimo-bikini-fai-da-te-285x300.jpg" alt="" width="411" height="431" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Intimo-bikini-fai-da-te-285x300.jpg 285w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Intimo-bikini-fai-da-te-600x631.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Intimo-bikini-fai-da-te-768x808.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Intimo-bikini-fai-da-te-1160x1220.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Intimo-bikini-fai-da-te-1320x1389.jpg 1320w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Intimo-bikini-fai-da-te.jpg 1400w" sizes="auto, (max-width: 411px) 100vw, 411px" /><figcaption id="caption-attachment-16964" class="wp-caption-text">Emma durante il corso</figcaption></figure>
<h6><span style="color: #ef827f;">È un bel regalo! Poi ti sei distinta per le tue capacità e hai potuto frequentare il corso più avanzato. Adesso l’abbiamo caricata di aspettative! Una pressione ora veramente! Fai tranquillamente come se noi non ci fossimo.</span></h6>
<h6><span style="color: #ef827f;">Chiedo anche a voi. Come mai avete iniziato questa avventura del cucito?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “Sono Cinzia, sono la titolare di <a href="https://www.instagram.com/puntopienolab/">PuntoPieno</a>. Ho aperto questo posto circa due anni e mezzo fa, a dicembre del 2020, in piena pandemia. C&#8217;è qualcuno che dice: ‘Eh, coraggiosa!’, io forse direi incosciente, però comunque sono ancora qui, ringraziando il cielo. Mi piace tantissimo insegnare a cucire, amo cucire, l&#8217;ho sempre fatto. Mentre facevo i classici lavori di segretaria, assistente di direzione, appena avevo un attimo libero cucivo a casa oppure seguivo corsi di cucito anche di livello piuttosto elevato, in una sartoria professionale. Questo mi ha permesso di essere una sarta a tutti gli effetti, ma soprattutto di specializzarmi nell’insegnamento”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Quindi era un piano B, un passatempo che alla fine è diventato un lavoro.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “Nel 2017 purtroppo l&#8217;azienda per la quale lavoravo ha avuto una grande crisi e sono stata licenziata. Mi sono chiesta: Che faccio? Cerco un altro lavoro da assistente di direzione o mi butto? Mi sono buttata e dal 2017 alla fine del 2020 sono riuscita a realizzare questo progetto così impegnativo. Ho conosciuto Carolina in un&#8217;associazione di imprenditoria femminile che si chiama <em>Rete al femminile</em>. Anche a <em>I mercoledì della mansardina</em>. Quando si ha stima reciproca è facile che nasca la voglia di lavorare insieme. L&#8217;ho invitata qui a tenere un corso pilota, in cui io e Tamara eravamo due allieve. Tamara è una mia allieva di lungo corso, che praticamente è piantata qui in sede stabile con mio grande piacere”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tamara: “Tra un po’ ho la residenza qui, arrivano i documenti!”</p>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “Abbiamo fatto il primo corso pilota, ci è piaciuto tantissimo, abbiamo rivisto un la tempistica, i materiali necessari in modo da poterlo offrire nel migliore dei modi a tutti e l&#8217;abbiamo riproposto adesso a giugno. Speriamo di riuscire a riproporlo anche a luglio&#8221;.</p>
<figure id="attachment_16925" aria-describedby="caption-attachment-16925" style="width: 399px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-16925" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini_Cinzia_fai-da-te-3-225x300.jpg" alt="" width="399" height="532" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini_Cinzia_fai-da-te-3-225x300.jpg 225w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini_Cinzia_fai-da-te-3-600x800.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini_Cinzia_fai-da-te-3-768x1024.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini_Cinzia_fai-da-te-3-1152x1536.jpg 1152w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini_Cinzia_fai-da-te-3-1160x1547.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini_Cinzia_fai-da-te-3-1320x1760.jpg 1320w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini_Cinzia_fai-da-te-3.jpg 1512w" sizes="auto, (max-width: 399px) 100vw, 399px" /><figcaption id="caption-attachment-16925" class="wp-caption-text">Bikini cucito da Cinzia</figcaption></figure>
<h6><span style="color: #ef827f;">Sì, perché queste cose vanno incentivate!</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “L’autoproduzione arricchisce l&#8217;autostima, ci fa fare nuove connessioni, arricchisce la creatività. Autoprodurre, qualsiasi cosa. Ovviamente io amo cucire, sono in questo ambito, però l&#8217;autoproduzione è veramente una marcia in più”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Cosa fai con gli scarti dei tessuti?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “Con gli scarti dei tessuti durante i corsi, anche semplicemente nella mia produzione, c’è una certa quantità di tessuto che viene scartato. Cerco sempre di recuperare e di riutilizzare tutti i pezzi per cui realizzo dei piccoli oggetti che possono tranquillamente essere utilizzati”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Del corso pilota, cos&#8217;è che più ti è piaciuto e che ti ha fatto dire: “Questo è un corso da replicare”? Qual è la cosa più bella del corso che avete fatto?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “La sensazione di avere il prodotto finito. Allora io cucio già da diversi anni, l’esperienza ce l’ho. Devo dire che la lycra un po’ di nervosismo me l’ha creato. Non è così facile da cucire. Ovviamente con tutti gli accorgimenti e gli insegnamenti di Carolina, sono già arrivata al terzo bikini! E ho decisamente intenzione di cucirne altri. La cosa che mi è piaciuta di più è proprio avere tra le mani il primo bikini. E desiderare subito di farne un altro, e poi un altro ancora. Questa è una cosa che mi è piaciuta senza dubbio di più”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Diciamo che durante il corso non era proprio così felice! ‘State tranquille, arriviamo alla fine’, dicevo”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tamara: “La lycra è un brutto impatto. Durante il corso ci sono stati momenti in cui guardavo Cinzia e dicevo: ‘Ma io posso continuare tranquillamente a comprarli! No, perché me li devo fare da sola??? Faccio altro da sola, già cucio faccio altro! In realtà è vero quello che dice Cinzia. Il primo bikini, con tutti i limiti del caso, non può essere perfetto, ma al di là di tutto, ho scelto male anche la lycra. È giusto che la scelga Cinzia, non era una lycra ‘carina da cucire’. L&#8217;ha ammesso persino Carolina. È una difficoltà in più. Quindi, tolto questo ostacolo del primo bikini, abbiamo comprato la lycra insieme, abbiamo fatto insieme il secondo bikini in autonomia e… Effettivamente sono scesa in spiaggia che indossavo questo bikini (ne ho tantissimi, ne ho un cassetto pieno) secondo me era il bikini più bello. Dopo ti viene voglia di duplicarli. Mi aveva detto: ‘Se vuoi in un futuro puoi aggiungere la coppa’. Nel terzo bikini ho messo le coppe ed è andata benissimo”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Ho visto prima una foto in cui lo indossavi, poi non so adesso se possiamo pubblicarla per far vedere il risultato finale, bello! Si vede proprio che cade a pennello.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Tamara: “A me piace quello. Al di là dell’estetica del bikini, il mio dubbio più grande era: ‘Fatto il bikini, se lo indosso l&#8217;effetto è simile a quello che compro?’. In realtà devo dire di sì. Non lo so, a me piace in modo particolare, perché ovviamente nel momento in cui interviene il fatto che l&#8217;hai fatto da solo cha un valore. Questo qua l&#8217;ho finito ieri e non vedo l’ora che venga domani solo per mettermi il costume nuovo”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Mi fai fare una riflessione, sai?, su questo. Perché secondo me il fatto anche di autoprodurre, che dà soddisfazione. Serve anche come antistress, ci sono una miriade di ragioni, si possono scegliere i materiali, magari anche di recupero. Avendolo fatto noi, dandogli un valore diverso rispetto a quello comprato, tocca un aspetto della sostenibilità a cui tengo tanto. Proprio quello di far durare il più possibile le cose che abbiamo, giusto Carolina?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Certo, intanto quando uno si cuce qualcosa lo fa con i tessuti che preferisci. Magari di qualità, perché è chiaro che se vai a comprare delle cose già fatte trovi il tessuto che usano, che non è sempre il massimo, lo sappiamo. Invece facendolo da solo puoi trovare il tessuto anche di qualità. Se una cosa l&#8217;hai fatta bene, tagliata bene, che ti sta addosso bene la conservi. La usi e ti basta poco per renderla sempre nuova. La puoi anche modificare se nel tempo aumenti, diminuisci o se vuoi cambiare qualcosa dello stile. Sul capo che hai fatto da sola puoi sempre intervenire. Con un capo che compri, che non ha margini di cucitura, che è fatto con dei tessuti scadenti, non è che puoi intervenire più di tanto&#8221;.</p>
<figure id="attachment_16927" aria-describedby="caption-attachment-16927" style="width: 398px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-16927" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini_Tamara1_fai-da-te-5-240x300.jpg" alt="" width="398" height="497" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini_Tamara1_fai-da-te-5-240x300.jpg 240w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini_Tamara1_fai-da-te-5-600x751.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini_Tamara1_fai-da-te-5-818x1024.jpg 818w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini_Tamara1_fai-da-te-5-768x961.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini_Tamara1_fai-da-te-5-1227x1536.jpg 1227w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini_Tamara1_fai-da-te-5-1160x1452.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini_Tamara1_fai-da-te-5-1320x1652.jpg 1320w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini_Tamara1_fai-da-te-5.jpg 1506w" sizes="auto, (max-width: 398px) 100vw, 398px" /><figcaption id="caption-attachment-16927" class="wp-caption-text">Bikini creato da Tamara</figcaption></figure>
<h6><span style="color: #ef827f;">Questa cosa dei materiali, avevo piacere anche di toccarla perché probabilmente qualcuno che poi ascolterà il podcast o leggerà l&#8217;articolo conoscendomi penserà: “Ma stai parlando di materiali come il poliestere, la lycra, i materiale sintetici?”. Ne parlo e mi piace raccontare di questo progetto. A parte trovare delle alternative, come può essere quella di recuperare stoffe vecchie.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “I costumi, per esempio, o altre cose che si possono recuperare. Perché gli elastici purtroppo nel tempo decadono. Se arriva il momento si sbriciolano, durano un po’ di anni, ma effettivamente si può riutilizzare il tessuto. Adesso si trova anche la lycra riciclata”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Ecco, perfetto no? Stanno studiando anche nuovi materiali. A parte che adoro il recupero.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Mi faccio il costume che dura tutti gli anni che voglio”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Un conto, invece, è acquistare da un brand fast fashion il vestito 100% poliestere che magari metto due mesi e poi lo faccio diventare un rifiuto tessile.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Emma: “A proposito di Shein e le varie catene di fast fashion, è una cosa che mi sta molto a cuore, perché io sono tipo 4-5 anni che non entro più in questi negozi”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Fossero tutte come te, una soddisfazione sentire così!</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Emma: “Ormai ci sono tantissime alternative. Mercatini, mercati, quei siti tipo Vinted e di compravendita dell&#8217;usato. Mi sono resa conto adesso, dopo tanti anni che compro soltanto cose usate, vintage, dagli armadi di mamma, di nonna, quando entro là proprio toccando i tessuti, che è una qualità pessima. E non solo. Proprio facendo questo corso mi sono resa conto di quanto è sia impossibile che un pantalone costi 10 € su Shein! Perché soltanto il tessuto, l’ho pagato 30 €, poi devi mettere la manodopera”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tamara: “In teoria anche l&#8217;energia che usi per la macchina. Ma infatti chiunque non cucia non si rende conto. Per esempio, l’altra volta ho fatto il pantalone, adesso sto facendo una tuta, 2,20 metri di stoffa. Se la stoffa sta intorno ai 20 € al metro solo di stoffa sono più di 50 €”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Emma: “Sicuramente sono processi molto più veloci di quelli fatti a mano, perché è tutto industrializzato eccetera. Però è chiaro che è inevitabile che il lavoratore è sottopagato, o anche non è pagato proprio, perché altrimenti non è proprio sostenibile!”</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Secondo me questo tipo di attività serve proprio a capire il lavoro che c&#8217;è dietro, che poi andrebbe fatto in realtà con ogni prodotto, oggetto che noi compriamo. Perché abbiamo perso il contatto forse con la parte di produzione. Non sapendo cosa sta dietro tendiamo molto a sottovalutare, non riusciamo a dare un valore economico.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “Infatti l’artigianato, oltre alla sartoria, quando uno va dalla sarta a farsi fare un abito su misura, si pensa che abbia prezzi assurdi. Non è vero, sono quelli giusti. Perché a parte il materiale, le ore di lavoro che servono e non solo, anche le competenze che noi abbiamo, che ci siamo costruiti negli anni, sono comunque valori aggiunti che noi mettiamo nel prodotto finito e quindi sarebbe giusto ripagarlo adeguatamente. Solo che la differenza qual è? Noi vediamo che siamo messi sullo stesso piano di catene come H&amp;M, come Shein, come Zara. Non c&#8217;è paragone eppure veniamo paragonate. Non noi in generale come artigiani, ma proprio il prodotto finale viene paragonato, quando invece è proprio su un altro pianeta. Purtroppo, un prodotto artigianale viene considerato un prodotto di lusso. E non dovrebbe essere così”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Sì, è quello che spesso racconto, che sia stravolto: il prezzo giusto è diventato caro perché si è abbassato, c&#8217;è qualcuno che l&#8217;ha tirato molto in giù. Quindi abbiamo perso un termine di paragone corretto, invece questo sarebbe il prezzo corretto.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Tamara: “L’altro giorno parlavo con una mia amica che mi ha detto: ‘Tami, ho comprato un pantalone da Shein. Puzza tantissimo di petrolio, che posso fare?’ Dice che non sa più che fare, l’ha lavato, ha messo il deodorante e continua ad avere l&#8217;odore di petrolio. Le ho detto che io non lo indosserei a prescindere. Sai che mi ha risposto? ‘Sai che cos&#8217;è? Non ero convinta, ma costava talmente poco che ho pensato che anche se lo metto due volte e lo butto…’. Mi è capitato di andare anche in mercatini, la prima cosa che faccio adesso giro e guardo come è cucito. ‘Mamma questo è tutto storto!’ Praticamente smontavo l&#8217;articolo, mi allontanavo.  Adoro i mercatini, ci passo tantissimo tempo. Dopo il secondo mercatino vado da lei (Cinzia) e dico che non comprerò mai più niente!”</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Mi viene in mente mia nonna, che ogni volta che le portavo magari qualche cosa e dicevo “me la accorci”, la guardava, girava subito, guardava la cucitura e diceva “Tutto di sghimbescio è cucita!”. Volevo chiedere anche a te, cosa ti è piaciuto di più di fare il corso con Carolina?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Tamara: “Che nonostante tutto la lycra si può cucire! Prima di tutto la possibilità di mettere indosso un bikini fatto completamente da me”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Quanti ne hai fatti?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Tamara: “Tre”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">E sei pronta a fare il quarto?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Tamara: “Ho già preso la lycra e la prossima settimana comincio il quarto”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Mi piace molto, sono curiosa di vedere anche il quarto allora.</span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-16929 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-fai-da-te-1-165x300.jpg" alt="" width="269" height="489" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-fai-da-te-1-165x300.jpg 165w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-fai-da-te-1-scaled-600x1092.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-fai-da-te-1-562x1024.jpg 562w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-fai-da-te-1-768x1398.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-fai-da-te-1-844x1536.jpg 844w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-fai-da-te-1-1125x2048.jpg 1125w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-fai-da-te-1-1160x2112.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-fai-da-te-1-1320x2403.jpg 1320w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-fai-da-te-1-scaled.jpg 1406w" sizes="auto, (max-width: 269px) 100vw, 269px" /></p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Carolina Gi non è solo costumi, è anche un altro mondo e io ho accumulato un po’ di curiosità. Mi aiuti in breve a fare un po’ di ordine con i vari termini legati alla tua attività?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “In realtà, fanno tutti parte della stessa disciplina. <strong><em>Brassiere</em> </strong>non è altro che la parola francese per dire reggiseno. Qui in Italia però indica un certo tipo di reggiseno, che sono quelli poco strutturati. Quasi come la bralette, però mentre la bralette, più in pizzo, è più esteticamente elaborata, la brassiere è un reggiseno senza ferretto, magari di tipo a canottiera o comunque in cotone, più pratico. <strong><em>Corsetière </em></strong>potrebbe essere il corrispondente di bustaia però legato al mondo dei corsetti. <strong><em>Lingerie</em> </strong>indica il settore del reggiseno, la sottoveste, il reggicalze, tutto il mondo dell&#8217;abbigliamento intimo, però anche qualcosa di più legato al lato più estetico che funzionale”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Così facciamo un po’ di ordine, non ci chiediamo neanche più cosa sta dietro e se hanno nomi diversi perché c’è dietro anche un’artigianalità diversa. Prima accennavi alla bustaia. Ho letto nel tuo blog che ragionavi proprio sui mestieri che scompaiono.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “I reggiseni sono entrati nella nostra storia, la nostra vita non da tantissimo. Non c&#8217;erano i negozi dove tu andavi a comprare il reggiseno. C’era la sarta che era specializzata nel settore, la bustaia, che faceva il reggiseno, faceva il body contenitivo, la pancera. Ancora, si facevano le cose su misura. Il negozio pret-à-porter non c&#8217;era. Hanno cominciato a esserci i grandi magazzini, ma non è che ci andavano tutti. Anche lì non c’era tutto. Tante persone facevano le cose in casa. Tante andavano dalla sarta, e se volevi qualcosa di particolare dal punto di vista dell’intimo dovevi andare dalla bustaia. C’è una preparazione diversa, hai a che fare con tessuti diversi, con forme e modelli diversi. Se volevi il reggiseno o la pancerina o il busto perché magari volevi stringere un po’ la vita andavi dalla bustaia”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Possiamo definirti una bustaia moderna?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Sì, uso la parola corsettiere, intanto mi sembra un termine un po’ francese. Non si trova però più. Se vai a cercare, trovi qualcuno che ha mantenuto il nome, magari sono negozi che comunque hanno una certa longevità. Quando però si riferiscono alla bustaia intendono una persona che se tu vai lì, compri il reggiseno e c&#8217;è da fare la modifica la fa. Il “su misura” non lo fa. Non sono riuscita a trovare altre persone. Non solo a Roma, neanche in giro per l’Italia”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">E all&#8217;estero? Perché scrivevi ‘All’estero è un altro discorso, magari ve lo racconto, questa è un&#8217;altra storia’.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Sì, poi non l’ho più raccontata! All’estero, intanto ci sono delle persone che fanno il mio stesso lavoro, però funziona molto di più il fai-da-te. Sono tante persone che vendono il modello in più taglie. Ci sono tanti gruppi dove tu entri e chiedi aiuto perché magari non riesci, perché tu prendi una taglia, quella che si avvicina di più ma c&#8217;è da fare il fitting della cosa che sai che devi crearti. In quel caso, se tu non lo sai fare devi farti aiutare. Quindi sono tanti che si aiutano. E poi vendono i set. Ci sono aziende che vendono il pezzo di pizzo, il pezzo di tessuto, gli elastici, le chiusure, i berretti. C&#8217;è un mondo enorme, ci sono anche tanti corsi online”.</p>
<figure id="attachment_16966" aria-describedby="caption-attachment-16966" style="width: 390px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-16966" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-intimo-fai-da-te-272x300.jpg" alt="" width="390" height="430" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-intimo-fai-da-te-272x300.jpg 272w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-intimo-fai-da-te-600x663.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-intimo-fai-da-te-927x1024.jpg 927w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-intimo-fai-da-te-768x848.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-intimo-fai-da-te-1160x1281.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Bikini-intimo-fai-da-te.jpg 1300w" sizes="auto, (max-width: 390px) 100vw, 390px" /><figcaption id="caption-attachment-16966" class="wp-caption-text">Carolina durante il corso</figcaption></figure>
<h6><span style="color: #ef827f;">Carolina, perché hai scelto questo mestiere?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Vengo da un’accademia di moda, sono stilista, modellista. Per tanti anni mi sono occupata di abbigliamento, sia presso sartorie sia per conto mia privatamente. Poi è arrivato un momento… Sai quelle cose che hai davanti, ma non le vedi? Un giorno ero sul disperato andante, ho detto: ‘Basta non ce la faccio più, vado a cercare dei reggiseni per me e non li trovo mai (ho una misura importante). Ma perché non te lo fai da sola?”. Mi si è la accesa la lampadina. In realtà ho sempre avuto un grande amore per la lingerie e per la corsetteria. Già i corsetti sono leggermente diversi dalla lingerie, un mondo parallelo, bellissimo che amo alla follia, però è un po‘ diverso. Quindi, ho cominciato a sperimentare, a cercare informazioni, a vedere persone, a parlare. Insomma, piano piano ho comprato i libri di modellistica. In Italia corsi non ce ne sono. Essendo già modellista per me era più facile. Se non hai le basi è un pochino più complicato, soprattutto perché, appunto, in Italia non ci sono scuole. Mi piacerebbe fare una scuola dove imparare a fare lingerie, corsetteria. Adesso qualche ragazza si è messa a fare qualcosa, però sono sempre limitati, non arrivano mai veramente al su misura. Sono sempre del su misura, su taglia, sempre delle cose standardizzate. È difficile quindi riuscire esattamente a risolvere quel tipo di problema”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “Intanto però si potrebbe fare qualche corso qui”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Pensiamo in grande, partiamo dal piccolo, e intanto nel lungo termine…</span></h6>
<h6><span style="color: #ef827f;">Secondo te, in questa società che è dettata da ritmi frenetici anche nel consumo, dalla corsa al possesso di capi in base al marchio, dalla perdita di vista della rilevanza della qualità a favore invece della quantità, secondo te, sottovalutiamo, per ignoranza, l&#8217;importanza di indossare l’intimo su misura?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Sì, soprattutto nel settore dei reggiseni. Siamo portati a pensare che compriamo un reggiseno, ce lo facciamo entrare e abbiamo risolto. Peccato che non è così. Un reggiseno deve sostenere un certo modo, non ti deve far male quando le indossi, non ti deve far venire mal di schiena. Ha una struttura. Tornando al discorso di prima, per esempio, magari andavo a cercare nei negozi, trovavo la quinta Coppa D per me, l&#8217;allaccio e ho risolto! Però dopo due giorni non mi andava più bene, perché la coppa non era quella giusta, il sottoseno, la fascia non era quello giusta”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Lingerie vintage, una tua passione. Che cosa ti piace in particolare della lingerie vintage? C&#8217;è qualche pezzo che ti fa sentire questa passione?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Sono cresciuta con quei film meravigliosi, stile Hollywood, anche italiani, con Sofia Loren, con tutte le attrici più famose, più conosciute in tutto il mondo. Spesso venivano rappresentate nei film in scene romantiche con la vestaglia, la guêpière, il reggicalze. Ho quei riferimenti che erano obiettivamente molto belli, sono innamorata di quella estetica. Mi piace cercare dalle foto alle informazioni. Ogni tanto mi diverto a riprodurre per esempio un reggiseno seguendo un modello. Avevo un libro solo di modelli, sono delle foto con il disegno su carta millimetrata, per cui si poteva rifare esattamente della stessa misura e così ho fatto, sono riuscita a rifare quelle cose. Riportare il reggicalze, riportare la guêpière, queste cose qua, perché no?”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Ti chiedo invece se hai un libro da consigliare per scoprire la lingerie vintage.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Più che un libro ti do due siti, ok? Uno è un sito che in realtà si entra con un abbonamento, ma ha tantissimi articoli anche accessibili gratuitamente: <em>Foundation Revealed.</em> Si trova tutto quello che riguarda soprattutto dai corsetti ai costumi. È una grande comunità anglosassone che ama i costumi, ama il riproporli e ricrearli, tutto quello che si indossava sotto, cioè sono veramente ricostruzioni storiche molto molto particolari. Un altro sito meraviglioso è <em>Underpinning museum</em>. Una con questa passione ha fatto un crowdfunding e ha messo su questo museo dove ci sono tutti i capi vintage, di tutte le epoche, e continua ad aggiungerli. Alcuni sono riproduzioni, altri sono originali. È un museo virtuale. Non mi ricordo se sono inglesi o americani. È veramente un archivio di fotografie meraviglioso, pieno, pieno di modelli spettacolari”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Bello! Grazie per il consiglio, andremo a curiosare. Vengo a delle idee per i corsi. Non si trovano più i bei body di una volta. Mi sono trovata, da 2-3 anni almeno, con un desiderio di quei body molto molto femminili. Un corso per farli?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “Faremo tutto!”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Qui andiamo sul difficile!”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Piano, piano, di arrivare a farne uno di quelli mi piacerebbe tantissimo, magari iniziando da un modello più semplice. Quando si viene qua a cucire ci sono le macchine a disposizione?</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Lei (Emma) si è portata la sua, l’ha Impostata perché così a casa parte già da ‘per fare questa cucitura, facciamo con questo punto questa tensione eccetera, per fare quest&#8217;altra cucitura facciamo quest&#8217;altro punto con questa tensione eccetera’. Però ci sono anche, delle macchine a disposizione. Nel corso pilota abbiamo usato tutte le macchine che abbiamo qui in laboratorio per capire quali fossero i settaggi migliori in base a ciascuna macchina, l’ago giusto, la dimensione del punto, il tipo di filo da usare. Noi invitiamo nel caso in cui si volesse poi cucire anche a casa, magari se si ha la possibilità di portare la propria macchina, perché è un settaggio particolare, allora vale la pena”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Uno lascia il mondo fuori. Si mette lì, pensa a cucire. C’è la tisana, un biscotto. A me piace moltissimo questa dimensione, cioè, non è solo il corso di per sé. Si viene qua, si chiacchiera, che non è solo ‘ti fai il costume’, ma si crea un mondo, una rete di persone con cui stare.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Tamara: “Effettivamente ti si apre un mondo. Le prime volte avevo bisogno di Cinzia, ho sempre bisogno di Cinzia però adesso riesco a capire. Non ho chiamato Cinzia e le ho detto: ‘Devo fare il porta spazzolino elettrico’. Ho chiamato Cinzia e le ho detto: ‘Tra le stoffe impermeabili, quale mi dai?’.”</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">E poi lei dà i consigli sulla stoffa.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Tamara: “Sui consigli per le stoffe devo essere sincera: io che giro abbastanza per stoffe, stoffe, belle come qui da Cinzia non le ho mai viste. La qualità, la scelta è veramente qualcosa di particolare”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “Quando posso cerco anche di scegliere tessuti totalmente o in parte riciclati. Una cosa che dico sempre è che viene demonizzato molto il poliestere, ed è vero, assolutamente vero, però non è che purtroppo il cotone abbia un impatto particolarmente basso”.</p>
<figure id="attachment_16921" aria-describedby="caption-attachment-16921" style="width: 434px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-16921" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini_fai-da-te-2-Cinzia-225x300.jpg" alt="" width="434" height="579" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini_fai-da-te-2-Cinzia-225x300.jpg 225w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini_fai-da-te-2-Cinzia-600x800.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini_fai-da-te-2-Cinzia-768x1024.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini_fai-da-te-2-Cinzia-1152x1536.jpg 1152w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini_fai-da-te-2-Cinzia-1160x1547.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini_fai-da-te-2-Cinzia-1320x1760.jpg 1320w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini_fai-da-te-2-Cinzia.jpg 1512w" sizes="auto, (max-width: 434px) 100vw, 434px" /><figcaption id="caption-attachment-16921" class="wp-caption-text">Un altro bikinii creato da Cinzia</figcaption></figure>
<h6><span style="color: #ef827f;">Con me sfondi una porta aperta, non c&#8217;è il tessuto perfetto, però molte persone pensano: “È naturale!”, in realtà naturale non vuol dire che sia sostenibile. in realtà non esiste. Il poliestere ha pro e contro, il contro ovviamente è perché viene dal petrolio. Il pro è che non utilizza tutta l&#8217;acqua che viene usata per il cotone. Non si può demonizzare un tessuto piuttosto che un altro.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Il mio, tra l’altro, è un settore dove è difficile dire: ‘Cuciamo sostenibile’, perché per esempio i tessuti naturali sono pochi quelli che si possono usare. Chiaramente, secondo il sentire comune, la maggior parte dei tessuti utilizzati nella lingerie è poliestere. Chiaramente ormai è demonizzato, però anche lì sì, aspetta. Ti dà delle caratteristiche che ti aiutano a indossarlo in un certo modo, è duraturo, perché comunque prima che rovini una cosa ce ne vuole”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Per questo è importante che piaccia molto, per tenerlo a lungo.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Tamara: “Sto a contatto molto con i giorni, il mio lavoro e questa cultura non ce l’hanno”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “Tranne Emma!”</p>
<p style="font-weight: 400;">Tamara: “Lei veramente è un caso raro!”</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Emma è la nostra perla.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Tamara: “Anche i miei allievi e non solo, anche la generazione subito prima come quella di mio nipote, sono cresciuti con la possibilità di comprare a basso costo e avere mille alternative. Quando ero più piccola è vero che magari compravo lo stesso, però era molto più costoso a prescindere e non avevi tutta questa varietà che ti permetteva di avere un prezzo così accessibile. Anche se a me il maglione, il pantalone mi costava abbastanza era una scelta più consapevole. Ormai se vai nei negozi la maglietta costa 10 €, se non sei convinta la compri lo stesso”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Diciamo che all’industria viene 2 € al metro questo tessuto. Poi c&#8217;è il filo, la corrente, la fodera, i bottoni, la chiusura lampo. Ci aggiungiamo 5 €”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Non ci sta proprio il conto, non ci si sta.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Tamara: “Però la stoffa è quella che mi porta via più soldi nel progetto”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Più le ore di lavoro.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Tamara: “Il lavoro va quantificato”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “Il lavoro nel senso quanto tempo ci metti a fare la cosa”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tamara: “Ieri una ragazza mi ha fatto: ‘Che bello questo! Beh, quanto ci metti a fare i pantaloni?’ Non è quanto ci metto. Compri la stoffa, compri il filo”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Emma: “Qui non è solo ‘compri la stoffa’. È ‘scendi, mettiti in macchina, vai a prendere la stoffa, sceglila”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Che è la stessa cosa che fanno i brand più piccoli.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Emma: “Sono fortunata perché ho studiato scultura e installazione quindi so proprio il valore delle cose fatte a mano, poi avevo anche mia nonna che cuciva. Quindi anche l&#8217;importanza del prendere le cose usate. Tutti lavori che faccio, anche scultura, cerco sempre di avere meno sprechi possibili, usare meno plastica possibili, elementi naturali. Anche in quel campo, che è difficilissimo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nonna vuole una mano a modificare un costume!”</p>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “Adesso le dai tu una mano, al contrario!”.</p>
<p style="font-weight: 400;">(Emma mostra il bikini che sta cucendo). Tutte: “Wow. Che Bello, molto bello!”</p>
<figure id="attachment_16931" aria-describedby="caption-attachment-16931" style="width: 400px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-16931" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini-Emma_fai-da-te-4-225x300.jpg" alt="" width="400" height="532" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini-Emma_fai-da-te-4-225x300.jpg 225w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini-Emma_fai-da-te-4-600x800.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini-Emma_fai-da-te-4-768x1024.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini-Emma_fai-da-te-4-1152x1536.jpg 1152w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini-Emma_fai-da-te-4-1160x1547.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini-Emma_fai-da-te-4-1320x1760.jpg 1320w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/bikini-Emma_fai-da-te-4.jpg 1512w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /><figcaption id="caption-attachment-16931" class="wp-caption-text">Bikini cucito da Emma</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “Posso dirti una cosa? A me il primo bikini non è venuto così bene! Il mio era molto più ondulato”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Carolina: “Infatti stavo per dire: ‘Chiedi un po’ a loro com’era!’ Ti garantisco che per essere il primo bikini sta venendo benissimo!”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Adesso una curiosità: non riesco ancora a cucire dritto!</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “Ok, vieni a fare una lezione con me!”</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Proprio niente, non riesco. È la cosa che mi manca!</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “Guarda, in realtà ti manca il punto di riferimento. Quando sei in automobile, quello che ti fa andare dritto è seguire con la coda dell&#8217;occhio le strisce. Su una strada deserta sono le linee che ti permettono…, infatti quando non ci sono in una strada di campagna, è solo asfaltato per esempio, c&#8217;è difficoltà a mantenere la propria carreggiata. Quando si cuce è un po’ la stessa cosa. Quando si cuce bisogna scegliere un punto di riferimento, che sia il bordo piedino, le tacche sulla placca ago, un guidalinee, un punto di riferimento”.</p>
<h6><span style="color: #ef827f;">Mi piacerebbe venire a fare il corso!</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cinzia: “Bene!”</p>
<p>Grazie per questo pomeriggio insieme! Mi piace pensare che un mestiere come quello della bustaia non stia scomparendo, che sia qualcuno/a che continuerà ad appassionarsene e a raccontarne la bellezza, magari imparando proprio da Carolina, incuriosito/a dalla sua intervista e dal blog. Ci meritiamo di indossare un intimo comodo e bello!</p>
<p>Sito di <a href="https://carolinagi.it/">Carolina Gi</a>; <a href="https://www.instagram.com/carolina_gi_/">Instagram</a></p>
<p>Foto: in copertina, Riccardo Scrocca; Carolina Gi, Cinzia, Tamara, Emma.</p>
<p><iframe title="Spotify Embed: LIVE - Bikini, lingerie, corsetière e brassiere: nel mondo di Carolina Gi" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/3Fx8CFcm5rm00u3GFimr85?si=d7212e2f59c94292&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La produzione di denim in Pakistan: impatti ambientali, strategie e direzioni future</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 08:28:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il denim è uno dei tessuti più popolari e onnipresenti a livello globale e l&#8217;industria della moda fa molto affidamento su di esso. Tuttavia, la produzione di denim ha un impatto ambientale significativo, dal consumo di acqua all&#8217;inquinamento chimico. Pertanto, la necessità di una produzione sostenibile di denim è diventata più pressante man mano che il mondo si muove verso pratiche più sostenibili. Nell&#8217;ultima fiera Premièr Vision Denim di Milano abbiamo incontrato molte realtà pakistane che vendono denim. Questo articolo si propone di esplorare le sfide affrontate dal Pakistan nel raggiungere una produzione sostenibile di denim e le strategie impiegate per superarle. Denim in Pakistan: Una corsa all&#8217;oro blu Il Pakistan è il terzo dei maggiori paesi produttori di &#8220;cotone preferito&#8221;* nel 2019/2020, dopo Brasile e India. Il paese è considerato un grande produttore ed esportatore di denim, con una lunga storia di produzione tessile, e ospita diversi stabilimenti e fabbriche di denim che realizzano tessuti, indumenti e accessori in denim per i mercati nazionali e internazionali. L&#8217;industria del denim in Pakistan è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, grazie alla grande forza lavoro del paese, ai prezzi competitivi e agli accordi commerciali favorevoli con i principali mercati come gli Stati Uniti e l&#8217;Unione Europea. *definito dall&#8217;elenco degli standard riconosciuti. Include: ABRAPA, BASF e3, Better Cotton Initiative (BCI), Cleaner Cotton, Cotton made in Africa (CmiA), Fairtrade, Fairtrade Organic, Field to Market, In-Conversion Cotton (Transitional in USA), ISCC, myBMP, Organic (Biologico), REEL Cotton, Regenerative Cotton e USCTP. Impatto ambientale della produzione di denim La produzione di denim contribuisce in modo significativo all&#8217;economia del Pakistan, ma ha impatti ambientali negativi. Quali sono cinque impatti ambientali della produzione di denim in Pakistan? Inquinamento dell&#8217;acqua Uno dei principali impatti ambientali della produzione di denim è l&#8217;inquinamento delle acque. Durante la produzione del denim, vengono utilizzate grandi quantità di sostanze chimiche per tingere e trattare il tessuto. Queste sostanze chimiche possono contaminare l&#8217;acqua utilizzata nella produzione, portando all&#8217;inquinamento delle fonti d&#8217;acqua vicine come fiumi e torrenti. L&#8217;acqua inquinata può danneggiare la vita acquatica e la salute delle persone che fanno affidamento su queste fonti per bere e irrigare. Consumo di energia La produzione del denim richiede una notevole quantità di energia. L&#8217;energia viene utilizzata per alimentare le varie macchine nel processo di produzione, comprese le macchine per la filatura, la tessitura e la tintura. Questo consumo di energia aumenta le emissioni di gas serra, contribuendo al cambiamento climatico. Uso del suolo La produzione di denim richiede ampi terreni per la coltivazione del cotone. L&#8217;utilizzo di terreni agricoli per la coltivazione del cotone può portare alla deforestazione, all&#8217;erosione del suolo e alla perdita di biodiversità. Generazione di rifiuti Il processo di produzione del denim genera una quantità significativa di rifiuti, tra cui fibre di cotone, filati e sostanze chimiche rimanenti. Questi rifiuti possono finire in discarica o essere smaltiti in modo improprio, portando a un ulteriore degrado ambientale. Salute umana L&#8217;uso di sostanze chimiche nella produzione del denim può avere effetti negativi sulla salute dei lavoratori e delle comunità vicine. L&#8217;esposizione a queste sostanze chimiche può causare problemi respiratori, irritazione della pelle e altri problemi di salute. Pratiche sostenibili nella produzione di denim in Pakistan Come in molti altri paesi, la produzione di denim in Pakistan è stata storicamente associata a varie sfide ambientali e sociali. Negli ultimi anni c&#8217;è stato un crescente riconoscimento della necessità di pratiche sostenibili nella produzione del denim, che possono aiutare a ridurre al minimo l&#8217;impatto negativo sull&#8217;ambiente e migliorare le condizioni sociali dei lavoratori coinvolti nel processo produttivo. Ecco alcune pratiche sostenibili nella produzione di denim in Pakistan: Conservazione dell&#8217;acqua La produzione di denim è un processo ad alta intensità idrica e in molti casi l&#8217;acqua viene scaricata non trattata nei corpi idrici vicini, causando inquinamento. Per affrontare questo problema, molti produttori di denim in Pakistan stanno adottando misure di conservazione dell&#8217;acqua, come il riciclaggio e il riutilizzo nelle diverse fasi della produzione, l&#8217;implementazione di sistemi a ciclo chiuso e l&#8217;utilizzo di tecnologie di tintura a basso contenuto idrico. Queste pratiche possono ridurre significativamente la quantità di acqua dolce utilizzata nella produzione di denim e ridurre al minimo il rischio di inquinamento idrico. Efficienza energetica La produzione di denim richiede una notevole quantità di energia, principalmente per il riscaldamento, il raffreddamento e l&#8217;alimentazione dei macchinari. Per ridurre il consumo energetico, molti produttori di denim in Pakistan stanno investendo in tecnologie ad alta efficienza energetica, come illuminazione a LED, sistemi di recupero del calore e fonti di energia rinnovabile come quella solare ed eolica. Utilizzando fonti di energia rinnovabile, i produttori di denim possono ridurre la loro dipendenza dai combustibili fossili e ridurre al minimo la loro impronta di carbonio. Gestione chimica La produzione di jeans comporta l&#8217;uso di una varietà di sostanze chimiche, inclusi coloranti, agenti di finissaggio e detergenti, che possono avere effetti dannosi sulla salute umana e sull&#8217;ambiente. Per garantire un uso sicuro delle sostanze chimiche, molti produttori di denim in Pakistan stanno adottando pratiche di gestione delle sostanze chimiche, come l&#8217;utilizzo di sostanze più sicure ed ecologiche, l&#8217;implementazione di sistemi a circuito chiuso per il riciclaggio delle sostanze chimiche e il corretto smaltimento dei rifiuti pericolosi. Pratiche di lavoro eque La produzione di jeans in Pakistan, come in molti altri paesi, è stata associata a violazioni dei diritti dei lavoratori, tra cui bassi salari, lunghi orari di lavoro e cattive condizioni di lavoro. Per affrontare questi problemi, molti produttori di denim in Pakistan stanno adottando pratiche di lavoro eque, come fornire ai lavoratori condizioni più sicure e salutari, garantire salari e benefici equi e promuovere l&#8217;uguaglianza di genere e la diversità sul posto di lavoro. Tracciabilità del prodotto La produzione di denim coinvolge complesse catene di approvvigionamento globali, rendendo difficile rintracciare l&#8217;origine dei materiali e garantire pratiche di approvvigionamento responsabili. Per promuovere la trasparenza e la responsabilità nella catena di approvvigionamento, molti produttori di denim in Pakistan stanno implementando sistemi di tracciabilità del prodotto, come la tecnologia della catena a blocchi e le etichette RFID, che consentono loro di tracciare l&#8217;origine dei materiali e garantire che soddisfino gli standard ambientali e sociali. Sfide nell&#8217;implementazione di pratiche sostenibili L&#8217;attuazione di pratiche sostenibili in Pakistan presenta diverse sfide che richiedono un&#8217;attenta considerazione e pianificazione. Una sfida importante è la mancanza di consapevolezza delle pratiche sostenibili tra la popolazione in generale. Di conseguenza, molte persone in Pakistan non sono consapevoli dell&#8217;importanza delle pratiche sostenibili e di come possono contribuire a preservare l&#8217;ambiente. Un&#8217;altra sfida è la mancanza di un quadro normativo e di meccanismi di applicazione per garantire il rispetto delle pratiche sostenibili. Ciò crea una situazione in cui molte aziende e industrie continuano a operare in modo dannoso per l&#8217;ambiente. Inoltre, la mancanza di risorse e finanziamenti per l&#8217;attuazione di pratiche sostenibili può rendere difficile per le imprese e le organizzazioni investire in soluzioni sostenibili. Infine, anche le norme culturali e sociali in Pakistan possono rappresentare una sfida per l&#8217;adozione di modalità sostenibili, poiché alcune pratiche possono entrare in conflitto con i valori e le credenze tradizionali. Affrontare queste sfide richiede un approccio sfaccettato che includa campagne di sensibilizzazione, quadri normativi più solidi, maggiori finanziamenti e risorse e impegno con le comunità locali per promuovere la comprensione e l&#8217;accettazione di pratiche sostenibili. Storie di successo nella produzione sostenibile di denim in Pakistan L&#8217;industria pakistana del denim ha compiuto progressi significativi nell&#8217;adozione di pratiche sostenibili negli ultimi anni. Ecco tre storie di successo nella produzione sostenibile di denim in Pakistan: * Artistic Milliners Artistic Milliners è un produttore leader di denim in Pakistan che ha fatto passi da gigante nella produzione di denim sostenibile. L&#8217;azienda ha investito in tecnologie sostenibili, come la stampa laser e i lavaggi con ozono, per ridurre il consumo di acqua e l&#8217;uso di sostanze chimiche nella produzione. Hanno anche implementato un sistema di produzione a ciclo chiuso che ricicla l&#8217;acqua e riduce gli sprechi. * Soorty Enterprises Soorty Enterprises è un altro produttore di denim pakistano che implementa pratiche sostenibili nei suoi processi di produzione. Il dipartimento dedicato alla sostenibilità dell&#8217;azienda riduce il consumo di acqua, sostanze chimiche ed energia. Soorty ha anche implementato un programma di riciclo dell&#8217;acqua, che ha aiutato l&#8217;azienda a ridurre il consumo del 40%. * Naveena Denim Naveena Denim è un produttore di denim pakistano che ha investito in modo significativo in pratiche sostenibili. L&#8217;azienda ha installato un impianto di trattamento delle acque reflue che ricicla il 100% delle acque generate durante la produzione. Naveena ha inoltre implementato un programma di gestione sostenibile delle sostanze chimiche, che garantisce che tutte quelle utilizzate nel processo di produzione siano sicure per i lavoratori e per l&#8217;ambiente. Inoltre, l&#8217;azienda ha implementato pratiche di efficienza energetica, come l&#8217;utilizzo di pannelli solari per alimentare le sue fabbriche. Il futuro della produzione sostenibile di denim in Pakistan Il futuro della produzione sostenibile di denim in Pakistan è strettamente legato alla crescente attenzione dell&#8217;industria della moda alla sostenibilità. La sostenibilità del denim è diventata una priorità fondamentale per molti marchi di moda che cercano di ridurre l&#8217;impatto ambientale dei loro prodotti. Anche la sostenibilità del cotone è fondamentale, poiché il cotone è la materia prima principale utilizzata nella produzione del denim. Oltre alle preoccupazioni ambientali, la schiavitù moderna è un problema significativo nell&#8217;industria tessile e i marchi devono garantire che il loro denim sia prodotto in modo etico. La tintura dei tessuti è un&#8217;altra area in cui le pratiche sostenibili possono avere un impatto significativo, poiché i metodi di tintura tradizionali possono essere altamente inquinanti. Mentre l&#8217;industria della moda continua a dare priorità alla sostenibilità, i produttori di denim del Pakistan devono adottare pratiche sostenibili per rimanere competitivi e soddisfare le esigenze dei consumatori attenti all&#8217;ambiente. Le aziende tessili pakistane stanno appena iniziando a incorporare pratiche aziendali sostenibili. Non solo per la pressione delle forze di mercato come la concorrenza e la domanda (per competere nel mercato globale, i produttori tessili devono soddisfare le richieste ambientali dei clienti), ma anche perché le aziende tessili sono sotto la pressione normativa, ad esempio da parte del GSP+ (Generalized Scheme of Preferences Plus) dell&#8217;Unione Europea per avvalersi dell&#8217;esportazione esente da dazio verso l&#8217;UE. Le aziende tessili si impegnano costantemente per adottare pratiche commerciali sostenibili. Net Zero Pakistan, ad esempio, è una partnership nazionale che coinvolge aziende all&#8217;avanguardia, organizzazioni governative e specialisti del settore per raggiungere l&#8217;obiettivo del Pakistan di zero emissioni di carbonio entro il 2050. 23 firmatari di questa partnership si sono impegnati e hanno fissato obiettivi net zero, affermando di misurare e divulgare in modo trasparente i livelli e le fonti delle emissioni di gas serra, promettendo di decarbonizzare le catene del valore e, infine, mostrando interesse nel sostenere l&#8217;azione per il clima. Il settore tessile è anche attivamente impegnato in convenzioni e piattaforme internazionali come &#8220;Better Work Programme&#8221;, &#8220;Decent Work Country Programme-IV (2023-27)&#8221;. Raggiungere una produzione sostenibile di denim in Pakistan richiede uno sforzo collettivo da parte di tutte le parti interessate del settore. Sebbene siano stati compiuti progressi nell&#8217;adozione di pratiche rispettose dell&#8217;ambiente, ci sono ancora sfide da superare, come l&#8217;alto costo dei materiali sostenibili e l&#8217;accesso limitato alla tecnologia. Per affrontare queste sfide, i produttori devono investire in ricerca e sviluppo, collaborare con marchi ed esperti internazionali e dare priorità alla salute e alla sicurezza dei lavoratori. Come consumatori, possiamo promuovere la produzione sostenibile di denim acquistando da marchi che danno priorità alla sostenibilità e alle pratiche etiche. Possiamo costruire un&#8217;industria del denim più sostenibile e responsabile in Pakistan e oltre lavorando insieme. &#8211; Dalla nostra corrispondente Pakistana &#8211; Nota: l&#8217;industria tessile in Pakistan ha attraversato una crisi negli ultimi mesi del 2022 che ha causato un calo delle esportazioni tessili. Foto: Divazus Fabric Store;  Claire Abdo; Jason Leung; Maude Frédérique Lavoie. Altri articoli su jeans e denim &#62;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/53522219"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15706 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="195" height="76" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 195px) 100vw, 195px" /></a>Il denim è uno dei tessuti più popolari e onnipresenti a livello globale e l&#8217;industria della moda fa molto affidamento su di esso. Tuttavia, la produzione di denim ha un impatto ambientale significativo, dal consumo di acqua all&#8217;inquinamento chimico. Pertanto, la necessità di una produzione sostenibile di denim è diventata più pressante man mano che il mondo si muove verso pratiche più sostenibili.</p>
<p>Nell&#8217;ultima fiera Premièr Vision Denim di Milano abbiamo incontrato molte realtà pakistane che vendono denim. Questo articolo si propone di esplorare le sfide affrontate dal Pakistan nel raggiungere una produzione sostenibile di denim e le strategie impiegate per superarle.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Denim in Pakistan: Una corsa all&#8217;oro blu</span></h5>
<p>Il Pakistan è il <strong>terzo dei maggiori paesi produttori di &#8220;cotone preferito&#8221;*</strong> nel 2019/2020, dopo Brasile e India. Il paese è considerato <strong>un grande produttore ed esportatore di denim</strong>, con una lunga storia di produzione tessile, e ospita diversi stabilimenti e fabbriche di denim che realizzano tessuti, indumenti e accessori in denim per i mercati nazionali e internazionali.<br />
L&#8217;industria del denim in Pakistan è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, grazie alla grande forza lavoro del paese, ai prezzi competitivi e agli accordi commerciali favorevoli con i principali mercati come gli Stati Uniti e l&#8217;Unione Europea.</p>
<p>*definito dall&#8217;elenco degli standard riconosciuti. Include: ABRAPA, BASF e3, Better Cotton Initiative (BCI), Cleaner Cotton, Cotton made in Africa (CmiA), Fairtrade, Fairtrade Organic, Field to Market, In-Conversion Cotton (Transitional in USA), ISCC, myBMP, Organic (Biologico), REEL Cotton, Regenerative Cotton e USCTP.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-16574 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/claire-abdo-aWLTXw6kbDw-unsplash.jpeg" alt="" width="494" height="371" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/claire-abdo-aWLTXw6kbDw-unsplash.jpeg 1600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/claire-abdo-aWLTXw6kbDw-unsplash-600x450.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/claire-abdo-aWLTXw6kbDw-unsplash-300x225.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/claire-abdo-aWLTXw6kbDw-unsplash-1024x769.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/claire-abdo-aWLTXw6kbDw-unsplash-768x576.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/claire-abdo-aWLTXw6kbDw-unsplash-1536x1153.jpeg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/claire-abdo-aWLTXw6kbDw-unsplash-1160x871.jpeg 1160w" sizes="auto, (max-width: 494px) 100vw, 494px" /></span></h5>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Impatto ambientale della produzione di denim</span></h5>
<p>La produzione di denim contribuisce in modo significativo all&#8217;economia del Pakistan, ma ha impatti ambientali negativi. Quali sono cinque impatti ambientali della produzione di denim in Pakistan?</p>
<ul>
<li><span style="color: #b2a4d4;"><strong>Inquinamento dell&#8217;acqua</strong></span><br />
Uno dei principali impatti ambientali della produzione di denim è l&#8217;inquinamento delle acque. Durante la produzione del denim, vengono utilizzate grandi quantità di sostanze chimiche per tingere e trattare il tessuto. Queste sostanze chimiche possono contaminare l&#8217;acqua utilizzata nella produzione, portando all&#8217;inquinamento delle fonti d&#8217;acqua vicine come fiumi e torrenti. L&#8217;acqua inquinata può danneggiare la vita acquatica e la salute delle persone che fanno affidamento su queste fonti per bere e irrigare.</li>
<li><strong><span style="color: #b2a4d4;">Consumo di energia</span></strong><br />
La produzione del denim richiede una notevole quantità di energia. L&#8217;energia viene utilizzata per alimentare le varie macchine nel processo di produzione, comprese le macchine per la filatura, la tessitura e la tintura. Questo consumo di energia aumenta le emissioni di gas serra, contribuendo al cambiamento climatico.</li>
<li><strong><span style="color: #b2a4d4;">Uso del suolo</span></strong><br />
La produzione di denim richiede ampi terreni per la coltivazione del cotone. L&#8217;utilizzo di terreni agricoli per la coltivazione del cotone può portare alla deforestazione, all&#8217;erosione del suolo e alla perdita di biodiversità.</li>
<li><strong><span style="color: #b2a4d4;">Generazione di rifiuti</span></strong><br />
Il processo di produzione del denim genera una quantità significativa di rifiuti, tra cui fibre di cotone, filati e sostanze chimiche rimanenti. Questi rifiuti possono finire in discarica o essere smaltiti in modo improprio, portando a un ulteriore degrado ambientale.</li>
<li><strong><span style="color: #b2a4d4;">Salute umana</span></strong><br />
L&#8217;uso di sostanze chimiche nella produzione del denim può avere effetti negativi sulla salute dei lavoratori e delle comunità vicine. L&#8217;esposizione a queste sostanze chimiche può causare problemi respiratori, irritazione della pelle e altri problemi di salute.</li>
</ul>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Pratiche sostenibili nella produzione di denim in Pakistan</span></h5>
<p>Come in molti altri paesi, la produzione di denim in Pakistan è stata storicamente associata a varie sfide ambientali e sociali. Negli ultimi anni c&#8217;è stato un crescente riconoscimento della necessità di pratiche sostenibili nella produzione del denim, che possono aiutare a ridurre al minimo l&#8217;impatto negativo sull&#8217;ambiente e migliorare le condizioni sociali dei lavoratori coinvolti nel processo produttivo.<br />
Ecco alcune pratiche sostenibili nella produzione di denim in Pakistan:</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #acc0a5;">Conservazione dell&#8217;acqua</span></strong><br />
La produzione di denim è un processo ad alta intensità idrica e in molti casi l&#8217;acqua viene scaricata non trattata nei corpi idrici vicini, causando inquinamento. Per affrontare questo problema, molti produttori di denim in Pakistan stanno adottando misure di conservazione dell&#8217;acqua, come il riciclaggio e il riutilizzo nelle diverse fasi della produzione, l&#8217;implementazione di sistemi a ciclo chiuso e l&#8217;utilizzo di tecnologie di tintura a basso contenuto idrico. Queste pratiche possono ridurre significativamente la quantità di acqua dolce utilizzata nella produzione di denim e ridurre al minimo il rischio di inquinamento idrico.</li>
<li><strong><span style="color: #acc0a5;">Efficienza energetica</span></strong><br />
La produzione di denim richiede una notevole quantità di energia, principalmente per il riscaldamento, il raffreddamento e l&#8217;alimentazione dei macchinari. Per ridurre il consumo energetico, molti produttori di denim in Pakistan stanno investendo in tecnologie ad alta efficienza energetica, come illuminazione a LED, sistemi di recupero del calore e fonti di energia rinnovabile come quella solare ed eolica. Utilizzando fonti di energia rinnovabile, i produttori di denim possono ridurre la loro dipendenza dai combustibili fossili e ridurre al minimo la loro impronta di carbonio.</li>
<li><strong><span style="color: #acc0a5;">Gestione chimica</span></strong><br />
La produzione di jeans comporta l&#8217;uso di una varietà di sostanze chimiche, inclusi coloranti, agenti di finissaggio e detergenti, che possono avere effetti dannosi sulla salute umana e sull&#8217;ambiente. Per garantire un uso sicuro delle sostanze chimiche, molti produttori di denim in Pakistan stanno adottando pratiche di gestione delle sostanze chimiche, come l&#8217;utilizzo di sostanze più sicure ed ecologiche, l&#8217;implementazione di sistemi a circuito chiuso per il riciclaggio delle sostanze chimiche e il corretto smaltimento dei rifiuti pericolosi.</li>
<li><strong><span style="color: #acc0a5;">Pratiche di lavoro eque</span></strong><br />
La produzione di jeans in Pakistan, come in molti altri paesi, è stata associata a violazioni dei diritti dei lavoratori, tra cui bassi salari, lunghi orari di lavoro e cattive condizioni di lavoro. Per affrontare questi problemi, molti produttori di denim in Pakistan stanno adottando pratiche di lavoro eque, come fornire ai lavoratori condizioni più sicure e salutari, garantire salari e benefici equi e promuovere l&#8217;uguaglianza di genere e la diversità sul posto di lavoro.</li>
<li><strong><span style="color: #acc0a5;">Tracciabilità del prodotto</span></strong><br />
La produzione di denim coinvolge complesse catene di approvvigionamento globali, rendendo difficile rintracciare l&#8217;origine dei materiali e garantire pratiche di approvvigionamento responsabili. Per promuovere la trasparenza e la responsabilità nella catena di approvvigionamento, molti produttori di denim in Pakistan stanno implementando sistemi di tracciabilità del prodotto, come la tecnologia della catena a blocchi e le etichette RFID, che consentono loro di tracciare l&#8217;origine dei materiali e garantire che soddisfino gli standard ambientali e sociali.</li>
</ul>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-16576 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jason-leung-DmD8HVOjy4c-unsplash.jpeg" alt="" width="534" height="355" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jason-leung-DmD8HVOjy4c-unsplash.jpeg 1500w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jason-leung-DmD8HVOjy4c-unsplash-600x400.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jason-leung-DmD8HVOjy4c-unsplash-300x200.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jason-leung-DmD8HVOjy4c-unsplash-1024x683.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jason-leung-DmD8HVOjy4c-unsplash-768x512.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jason-leung-DmD8HVOjy4c-unsplash-1160x773.jpeg 1160w" sizes="auto, (max-width: 534px) 100vw, 534px" />Sfide nell&#8217;implementazione di pratiche sostenibili</span></h5>
<p>L&#8217;attuazione di pratiche sostenibili in Pakistan presenta diverse sfide che richiedono un&#8217;attenta considerazione e pianificazione. Una sfida importante è la <strong>mancanza di consapevolezza delle pratiche sostenibili</strong> tra la popolazione in generale. Di conseguenza, molte persone in Pakistan non sono consapevoli dell&#8217;importanza delle pratiche sostenibili e di come possono contribuire a preservare l&#8217;ambiente. Un&#8217;altra sfida è la<strong> mancanza di un quadro normativo e di meccanismi di applicazione per garantire il rispetto</strong> delle pratiche sostenibili. Ciò crea una situazione in cui molte aziende e industrie continuano a operare in modo dannoso per l&#8217;ambiente.<br />
Inoltre, la <strong>mancanza di risorse e finanziamenti</strong> per l&#8217;attuazione di pratiche sostenibili può rendere difficile per le imprese e le organizzazioni investire in soluzioni sostenibili. Infine, anche le norme culturali e sociali in Pakistan possono rappresentare una sfida per l&#8217;adozione di modalità sostenibili, poiché alcune pratiche possono entrare in conflitto con i valori e le credenze tradizionali. Affrontare queste sfide richiede un approccio sfaccettato che includa <strong>campagne di sensibilizzazione, quadri normativi più solidi, maggiori finanziamenti e risorse e impegno con le comunità locali</strong> per promuovere la comprensione e l&#8217;accettazione di pratiche sostenibili.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Storie di successo nella produzione sostenibile di denim in Pakistan</span></h5>
<p>L&#8217;industria pakistana del denim ha compiuto progressi significativi nell&#8217;adozione di pratiche sostenibili negli ultimi anni. Ecco tre storie di successo nella produzione sostenibile di denim in Pakistan:<br />
* <strong>Artistic Milliners</strong><br />
Artistic Milliners è un produttore leader di denim in Pakistan che ha fatto passi da gigante nella produzione di denim sostenibile. L&#8217;azienda ha investito in tecnologie sostenibili, come la stampa laser e i lavaggi con ozono, per ridurre il consumo di acqua e l&#8217;uso di sostanze chimiche nella produzione. Hanno anche implementato un sistema di produzione a ciclo chiuso che ricicla l&#8217;acqua e riduce gli sprechi.<br />
* <strong>Soorty Enterprises</strong><br />
Soorty Enterprises è un altro produttore di denim pakistano che implementa pratiche sostenibili nei suoi processi di produzione. Il dipartimento dedicato alla sostenibilità dell&#8217;azienda riduce il consumo di acqua, sostanze chimiche ed energia. Soorty ha anche implementato un programma di riciclo dell&#8217;acqua, che ha aiutato l&#8217;azienda a ridurre il consumo del 40%.<br />
* <strong>Naveena Denim</strong><br />
Naveena Denim è un produttore di denim pakistano che ha investito in modo significativo in pratiche sostenibili. L&#8217;azienda ha installato un impianto di trattamento delle acque reflue che ricicla il 100% delle acque generate durante la produzione. Naveena ha inoltre implementato un programma di gestione sostenibile delle sostanze chimiche, che garantisce che tutte quelle utilizzate nel processo di produzione siano sicure per i lavoratori e per l&#8217;ambiente. Inoltre, l&#8217;azienda ha implementato pratiche di efficienza energetica, come l&#8217;utilizzo di pannelli solari per alimentare le sue fabbriche.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-16579 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita.jpeg" alt="" width="476" height="476" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita.jpeg 1600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-300x300.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-100x100.jpeg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-600x600.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-1024x1024.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-150x150.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-768x768.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-1536x1536.jpeg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-1160x1160.jpeg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/04/jeans-sostenibilita-75x75.jpeg 75w" sizes="auto, (max-width: 476px) 100vw, 476px" />Il futuro della produzione sostenibile di denim in Pakistan</span></h5>
<p>Il futuro della produzione sostenibile di denim in Pakistan è strettamente legato alla crescente attenzione dell&#8217;industria della moda alla sostenibilità. <strong>La sostenibilità del denim è diventata una priorità fondamentale per molti marchi di moda</strong> che cercano di ridurre l&#8217;impatto ambientale dei loro prodotti. Anche la sostenibilità del cotone è fondamentale, poiché il cotone è la materia prima principale utilizzata nella produzione del denim. Oltre alle preoccupazioni ambientali, la schiavitù moderna è un problema significativo nell&#8217;industria tessile e i marchi devono garantire che il loro denim sia prodotto in modo etico. La tintura dei tessuti è un&#8217;altra area in cui le pratiche sostenibili possono avere un impatto significativo, poiché i metodi di tintura tradizionali possono essere altamente inquinanti.</p>
<p>Mentre l&#8217;industria della moda continua a dare priorità alla sostenibilità, i produttori di denim del Pakistan devono adottare pratiche sostenibili per rimanere competitivi e soddisfare le esigenze dei consumatori attenti all&#8217;ambiente. <strong>Le aziende tessili pakistane stanno appena iniziando a incorporare pratiche aziendali sostenibili.</strong> Non solo per la pressione delle forze di mercato come la concorrenza e la domanda (per competere nel mercato globale, i produttori tessili devono soddisfare le richieste ambientali dei clienti), ma anche perché le aziende tessili sono sotto la pressione normativa, ad esempio da parte del GSP+ (Generalized Scheme of Preferences Plus) dell&#8217;Unione Europea per avvalersi dell&#8217;esportazione esente da dazio verso l&#8217;UE. Le aziende tessili si impegnano costantemente per adottare pratiche commerciali sostenibili. <strong>Net Zero Pakistan</strong>, ad esempio, è una partnership nazionale che coinvolge aziende all&#8217;avanguardia, organizzazioni governative e specialisti del settore per raggiungere l&#8217;obiettivo del Pakistan di zero emissioni di carbonio entro il 2050. 23 firmatari di questa partnership si sono impegnati e hanno fissato obiettivi net zero, affermando di misurare e divulgare in modo trasparente i livelli e le fonti delle emissioni di gas serra, promettendo di decarbonizzare le catene del valore e, infine, mostrando interesse nel sostenere l&#8217;azione per il clima. Il settore tessile è anche attivamente impegnato in convenzioni e piattaforme internazionali come &#8220;Better Work Programme&#8221;, &#8220;Decent Work Country Programme-IV (2023-27)&#8221;.</p>
<p>Raggiungere una produzione sostenibile di denim in Pakistan richiede uno <strong>sforzo collettivo da parte di tutte le parti interessate del settore.</strong> Sebbene siano stati compiuti progressi nell&#8217;adozione di pratiche rispettose dell&#8217;ambiente, ci sono ancora sfide da superare, come l&#8217;alto costo dei materiali sostenibili e l&#8217;accesso limitato alla tecnologia. Per affrontare queste sfide, i produttori devono <strong>investire in ricerca e sviluppo, collaborare con marchi ed esperti internazionali e dare priorità alla salute e alla sicurezza dei lavoratori</strong>. Come consumatori, possiamo promuovere la produzione sostenibile di denim<strong> acquistando da marchi che danno priorità alla sostenibilità e alle pratiche etiche</strong>. Possiamo costruire un&#8217;industria del denim più sostenibile e responsabile in Pakistan e oltre lavorando insieme.</p>
<p>&#8211; Dalla nostra corrispondente Pakistana &#8211;</p>
<p><em>Nota: l&#8217;industria tessile in Pakistan ha attraversato una crisi negli ultimi mesi del 2022 che ha causato un calo delle esportazioni tessili.</em></p>
<p>Foto: Divazus Fabric Store;  Claire Abdo; Jason Leung; Maude Frédérique Lavoie.</p>
<p><a href="https://dress-ecode.com/?s=jeans">Altri articoli su jeans e denim &gt;</a></p>
<p><iframe title="Spotify Embed: La produzione di denim in Pakistan: impatti ambientali, strategie e direzioni future" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/4MAu7DZKtSXLQE7q8ZQ879?si=53c445d7efd54252&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>Upcycling con Ricreare Lab Shop: guardare le cose con un occhio diverso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Aug 2022 06:09:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Upcycling/Riuso]]></category>
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					<description><![CDATA[Una vetrina tra le vie di Pienza cattura il mio sguardo. È il laboratorio di Raffaella Zurlo, Ricreare Lab Shop, che recupera e trasforma materiali destinati a essere buttati. Upcycling per Raffaella è guardare con un altro punto di vista potenziali rifiuti. Con lei chiacchieriamo delle sue creazioni e del mondo del riciclo creativo. Non solo: ci racconta anche di come ha fatto a realizzare un profilo Instagram che incuriosisce e intrattiene piacevolmente su tre diverse tematiche, in comune hanno l&#8217;offerta di oggetti prodotti artisticamente con minore impatto sull&#8217;ambiente. Inoltre, ci svela inoltre com&#8217;è occuparsi di upcycling in questo paese toscano, inserendosi nel territorio. Nell&#8217;episodio registrato dal vivo scoprirai: 01:11 &#8211; L&#8217;incontro incredibile con Raffaella! 03:40 &#8211; Cosa fa Raffaella (e cosa vuol dire upcycling, che non è il riciclo) 05:38 &#8211; I metalli: cosa c&#8217;entrano? 06:44 &#8211; Il rispetto della patina 07:00 &#8211; L&#8217;emozione parlando di Piero Angela 10:35 &#8211; Le bambole Waldorf: come nascono dalle mani di Raffaella e dai materiali recuperati 12:10 &#8211; Sai cosa sono gli &#8216;scardacci&#8217;? 14:45 &#8211; Le cose più belle recuperate da Raffaella 18:22 &#8211; Quando Jude Law si è seduto qui! Suggerimenti per brand: 20:30 &#8211; Com&#8217;è portare avanti progetti di upcycling a Pienza 23:33 &#8211; La pandemia: come ha reagito Raffaella 23:43 &#8211; Come si arriva a costruire un bel profilo Instagram 26:07 &#8211; Affidarsi a un professionista 27:55 &#8211; Quanto tempo Raffaella dedica ai social 29:28 &#8211; Consiglio per chi vuole occuparsi di upcycling 31.37 &#8211; Parliamo di soldi 33:04 &#8211; Su Clubhouse con Bottega di Cartone Raffaella recupera anche capi per bambini e adulti. Vuoi saperne di più sull&#8217;upcycling e conoscere altri brand? Puoi scaricare qui la nostra guida gratuita &#62; Upcycling: da rifiuto a tesoro &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/51024467"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-15706" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="230" height="90" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 230px) 100vw, 230px" /></a>Una vetrina tra le vie di Pienza cattura il mio sguardo. È il laboratorio di Raffaella Zurlo, Ricreare Lab Shop, che recupera e trasforma materiali destinati a essere buttati. <a href="https://dress-ecode.com/?s=upcycling">Upcycling</a> per Raffaella è guardare con un altro punto di vista potenziali rifiuti. Con lei chiacchieriamo delle sue creazioni e del mondo del riciclo creativo.</p>
<p>Non solo: ci racconta anche di come ha fatto a realizzare un profilo Instagram che incuriosisce e intrattiene piacevolmente su tre diverse tematiche, in comune hanno l&#8217;offerta di oggetti prodotti artisticamente con minore impatto sull&#8217;ambiente. Inoltre, ci svela inoltre com&#8217;è occuparsi di upcycling in questo paese toscano, inserendosi nel territorio.</p>
<figure id="attachment_16168" aria-describedby="caption-attachment-16168" style="width: 415px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://youtu.be/DoOAAKziJyg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-16168" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/@dress_ecode.jpeg" alt="" width="415" height="293" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/@dress_ecode.jpeg 2000w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/@dress_ecode-600x424.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/@dress_ecode-300x212.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/@dress_ecode-1024x724.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/@dress_ecode-768x543.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/@dress_ecode-1536x1086.jpeg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/@dress_ecode-1160x820.jpeg 1160w" sizes="auto, (max-width: 415px) 100vw, 415px" /></a><figcaption id="caption-attachment-16168" class="wp-caption-text">Guarda il trailer!</figcaption></figure>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Nell&#8217;episodio registrato dal vivo scoprirai:</span></h5>
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<li>01:11 &#8211; L&#8217;incontro incredibile con Raffaella!</li>
<li>03:40 &#8211; Cosa fa Raffaella (e cosa vuol dire upcycling, che non è il riciclo)</li>
<li>05:38 &#8211; I metalli: cosa c&#8217;entrano?</li>
<li>06:44 &#8211; Il rispetto della patina</li>
<li>07:00 &#8211; L&#8217;emozione parlando di Piero Angela</li>
<li>10:35 &#8211; Le bambole Waldorf: come nascono dalle mani di Raffaella e dai materiali recuperati</li>
<li>12:10 &#8211; Sai cosa sono gli &#8216;scardacci&#8217;?</li>
<li>14:45 &#8211; Le cose più belle recuperate da Raffaella</li>
<li>18:22 &#8211; Quando Jude Law si è seduto qui!</li>
</ul>
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<h5><span style="color: #b2a4d4;">Suggerimenti per brand:</span></h5>
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<li>20:30 &#8211; Com&#8217;è portare avanti progetti di upcycling a Pienza</li>
<li>23:33 &#8211; La pandemia: come ha reagito Raffaella</li>
<li>23:43 &#8211; Come si arriva a costruire un bel profilo Instagram</li>
<li>26:07 &#8211; Affidarsi a un professionista</li>
<li>27:55 &#8211; Quanto tempo Raffaella dedica ai social</li>
<li>29:28 &#8211; Consiglio per chi vuole occuparsi di upcycling</li>
<li>31.37 &#8211; Parliamo di soldi</li>
<li>33:04 &#8211; Su Clubhouse con <em>Bottega di Cartone</em></li>
</ul>
<p>Raffaella recupera anche capi per bambini e adulti.</p>
<p>Vuoi saperne di più sull&#8217;upcycling e conoscere altri brand? Puoi scaricare qui la nostra guida gratuita &gt;<a href="https://mailchi.mp/782b58885c5b/tlnmcp7u7t"> Upcycling: da rifiuto a tesoro</a></p>
<p><iframe title="Spotify Embed: Upcycling con Ricreare Lab Shop: guardare le cose con un occhio diverso" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/4BeOTgBiqtcXMaPvyv8VHf?si=18d1ef5e3d464f08&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<figure id="attachment_16139" aria-describedby="caption-attachment-16139" style="width: 476px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-16139" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-poltrona-RicreareLabShop-scaled.jpg" alt="" width="476" height="731" /><figcaption id="caption-attachment-16139" class="wp-caption-text">La poltronissima!</figcaption></figure>
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		<title>5 brand più sostenibili di intimo per uomo</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2022 08:26:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
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					<description><![CDATA[Scegliere in modo più sostenibile l&#8217;intimo per uomo può non essere semplice. La maggior parte dei nostri articoli si concentra su come vestire in modo più green ed etico, sui materiali, sulla produzione e altri processi aziendali, su un consumo più consapevole. Ci piace raccontare anche di brand e negozi dove trovare capi nuovi, per semplificare la vita quando è necessario acquistarli. L&#8217;intimo non è una tipologia di indumenti per cui possiamo facilmente attingere dal mondo second-hand. Per questo ti indichiamo 5 brand più sostenibili per uomo che puoi considerare se cerchi questi capi. MANIERE ITALIANE Intimo, mare e sport &#8220;Abbiamo deciso di creare un prodotto che non riuscivamo a trovare: un intimo eco-sostenibile di qualità 100% made in Italy, che rispetti l’ambiente, chi lo produce e chi lo indossa. Abbiamo scelto di mantenere tutto il processo produttivo in Italia, dalle materie alla trasformazione e imballaggi. Il cotone utilizzato é certificato OEKO-TEX, la garanzia che il nostro intimo è assente da prodotti tossici sia per il corpo che per l’ambiente&#8221;. LIZÈ NATURAL CLOTHING Intimo e abbigliamento &#8220;Dimenticati l’abbigliamento che fa sudare, che ti si appiccica addosso… da Lizè tutto è morbido e traspirante, puro e anallergico. Capi realmente sani, confortevoli e belli, da poter indossare tutti i giorni, accessibili a tutti, dalle etichette finalmente chiare e comprensibili e soprattutto sostenibili e prodotti nel rispetto di persone, lavoro e ambiente&#8221;. Consiglio: preferisci canapa e cotone biologico. &#160; NUDE. Intimo &#8220;Lavoriamo solo con fabbriche che condividono la nostra visione e la portano a termine ricercando e trovando continuamente modi per migliorare le loro pratiche ambientali e sostenibili. Le nostre fabbriche garantiscono un posto di lavoro libero dal lavoro forzato, offrendo ai propri lavoratori uno spazio sicuro e pagando un salario dignitoso e, naturalmente, trattando tutti con rispetto in ogni momento&#8221;. &#160; SIMPLYCRIS Intimo &#8220;Prodotto da mani italiane (per il confezionamento esclusivamente le nostre) realizzato con componenti di provenienza certa, poi trattati con finissaggi, quelli sì, certificati e garantiti. A tutela della salute di tutti, noi per primi che indossiamo sempre quello che produciamo&#8221;. Artigianale, locale, tessuti però non biologici. Y.O.U. Underwear Intimo &#8220;Tutta la nostra biancheria intima è realizzata al 100% in cotone biologico certificato GOTS ed è anche vegana approvata dal commercio equo e solidale e PETA. E con il nostro modello compri-uno-regali-due, fai la differenza ad ogni acquisto! Per ogni paio di biancheria intima che acquisti doniamo due paia all&#8217;associazione di beneficenza Smalls for All. Disponibile nelle taglie dalla S alla XXL in 6 colori classici e 5 stampe vivaci&#8221;. Abbiamo intervistato Y.O.U. Underwear in occasione del premio Be The Change &#62; &#160; &#160; &#160; Foto di copertina: riadattata dall&#8217;originale di Esteban Bernal &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/50555978"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-15706 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="200" height="78" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Scegliere in modo più sostenibile l&#8217;intimo per uomo può non essere semplice. La maggior parte dei nostri articoli si concentra su come vestire in modo più green ed etico, sui materiali, sulla produzione e altri processi aziendali, su un consumo più consapevole. Ci piace raccontare anche di brand e negozi dove trovare capi nuovi, per semplificare la vita quando è necessario acquistarli. L&#8217;intimo non è una tipologia di indumenti per cui possiamo facilmente attingere dal mondo second-hand. Per questo ti indichiamo 5 brand più sostenibili per uomo che puoi considerare se cerchi questi capi.</p>
<h5><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-15992" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-4.jpg" alt="" width="159" height="90" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-4.jpg 913w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-4-600x338.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-4-300x169.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-4-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 159px) 100vw, 159px" /><a class="JsGRdQ" draggable="false" href="https://www.maniereitaliane.com/" target="_blank" rel="noopener">MANIERE ITALIANE</a></h5>
<p class="_04xlpA direction-ltr align-start para-style-subtitle"><em><span class="JsGRdQ">Intimo, mare e sport</span></em></p>
<p class="_04xlpA direction-ltr align-start para-style-subtitle"><span class="JsGRdQ">&#8220;Abbiamo deciso di creare un prodotto che non riuscivamo a trovare: un intimo eco-sostenibile di qualità 100% made in Italy, che rispetti l’ambiente, chi lo produce e chi lo indossa. </span><span class="JsGRdQ">Abbiamo scelto di</span> <span class="JsGRdQ">mantenere tutto il processo produttivo in Italia, dalle materie alla trasformazione e imballaggi. I</span><span class="JsGRdQ">l cotone utilizzato é certificato OEKO-TEX, la garanzia che il nostro intimo è assente da prodotti tossici sia per il corpo che per l’ambiente&#8221;.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-15996 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-2.jpg" alt="" width="136" height="97" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-2.jpg 917w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-2-600x426.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-2-300x213.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-2-768x545.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 136px) 100vw, 136px" /></p>
<h5 class="_04xlpA direction-ltr align-start para-style-subtitle"><a class="JsGRdQ" draggable="false" href="https://www.lize-shop.it/369-INTIMO" target="_blank" rel="noopener">LIZÈ NATURAL CLOTHING</a></h5>
<p class="_04xlpA direction-ltr align-start para-style-subtitle"><span class="JsGRdQ">Intimo e abbigliamento</span></p>
<p class="_04xlpA direction-ltr align-start para-style-subtitle"><span class="JsGRdQ">&#8220;Dimenticati l’abbigliamento che fa sudare, che ti si appiccica addosso… da Lizè tutto è morbido e traspirante, puro e anallergico. </span><span class="JsGRdQ">Capi realmente sani, confortevoli e belli, da poter indossare tutti i giorni, accessibili a tutti, dalle etichette finalmente chiare e comprensibili e soprattutto sostenibili e prodotti nel rispetto di persone, lavoro e ambiente&#8221;.</span></p>
<p class="_04xlpA direction-ltr align-start para-style-subtitle">Consiglio: preferisci canapa e cotone biologico. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-15998" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-3.jpg" alt="" width="158" height="109" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-3.jpg 915w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-3-600x412.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-3-300x206.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-3-768x528.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 158px) 100vw, 158px" /></p>
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<h5 class="_04xlpA direction-ltr align-start para-style-subtitle"><a class="JsGRdQ" draggable="false" href="https://thenudelabel.com/" target="_blank" rel="noopener">NUDE.</a></h5>
<p class="_04xlpA direction-ltr align-start para-style-subtitle"><em><span class="JsGRdQ">Intimo</span></em></p>
<p class="_04xlpA direction-ltr align-start para-style-subtitle"><span class="JsGRdQ">&#8220;Lavoriamo solo con fabbriche che condividono la nostra visione e la portano a termine ricercando e trovando continuamente modi per migliorare le loro pratiche ambientali e sostenibili. </span><span class="JsGRdQ">Le nostre fabbriche garantiscono un posto di lavoro libero dal lavoro forzato, offrendo ai propri lavoratori uno spazio</span> <span class="JsGRdQ">sicuro e pagando un salario dignitoso e, naturalmente, trattando tutti con rispetto in ogni momento&#8221;.</span></p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-16004" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-5.jpg" alt="" width="179" height="100" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-5.jpg 912w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-5-600x336.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-5-300x168.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-5-768x429.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 179px) 100vw, 179px" /></p>
<h5 class="_04xlpA direction-ltr align-start para-style-subtitle"><a class="JsGRdQ" draggable="false" href="https://www.simplycris.com/intimo-bio-e-sostenibile/" target="_blank" rel="noopener">SIMPLYCRIS</a></h5>
<p class="_04xlpA direction-ltr align-start para-style-subtitle"><em><span class="JsGRdQ">Intimo</span></em></p>
<p><span class="JsGRdQ">&#8220;Prodotto da mani italiane (per il confezionamento esclusivamente le nostre) </span><span class="JsGRdQ">realizzato con componenti di provenienza certa, </span><span class="JsGRdQ">poi trattati con finissaggi, quelli sì, certificati e garantiti. A tutela della salute di tutti, noi per primi che indossiamo sempre quello che produciamo&#8221;.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-15994" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/intimo-uomo-1.jpg" alt="" width="154" height="107" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/intimo-uomo-1.jpg 915w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/intimo-uomo-1-600x419.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/intimo-uomo-1-300x210.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/intimo-uomo-1-768x536.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 154px) 100vw, 154px" /></span><span class="JsGRdQ"> Artigianale, locale, tessuti però non biologici. </span></p>
<h5 class="_04xlpA direction-ltr align-start para-style-subtitle"><a class="JsGRdQ" draggable="false" href="https://www.youunderwear.com/collections/mens-organic-cotton-underwear-1" target="_blank" rel="noopener">Y.O.U. Underwear</a></h5>
<p class="_04xlpA direction-ltr align-start para-style-subtitle"><em><span class="JsGRdQ">Intimo</span></em></p>
<p class="_04xlpA direction-ltr align-start para-style-subtitle"><span class="JsGRdQ">&#8220;Tutta la nostra biancheria intima è realizzata al 100% in cotone biologico certificato GOTS ed è anche vegana approvata dal commercio equo e solidale e PETA. E con il nostro modello compri-uno-regali-due, fai la differenza ad ogni acquisto! Per ogni paio di biancheria intima che acquisti doniamo due paia all&#8217;associazione di beneficenza <em>Smalls for All.</em> </span><span class="JsGRdQ">Disponibile nelle taglie dalla S alla XXL in 6 colori classici e 5 stampe vivaci&#8221;.</span></p>
<p>Abbiamo intervistato Y.O.U. Underwear in occasione del premio <a href="https://dress-ecode.com/2019/05/01/storie-di-brand-che-decidono-di-fare-la-differenza-be-the-change-awards-1/">Be The Change &gt;</a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-16000" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-6.jpg" alt="" width="178" height="95" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-6.jpg 908w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-6-600x322.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-6-300x161.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/07/Intimo-uomo-6-768x412.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 178px) 100vw, 178px" /></p>
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<p><iframe loading="lazy" title="Spotify Embed: 5 brand più sostenibili di intimo per uomo" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/episode/6QVMht6mbGqOT9gOX5KaEk?si=c7fd044784914832&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Foto di copertina: riadattata dall&#8217;originale di <a href="https://unsplash.com/@goodchicken26?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Esteban Bernal</a></p>
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		<title>Primark: più cotone sostenibile vuol dire sostenibilità?</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2022 10:04:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
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					<description><![CDATA[Più cotone sostenibile indica automaticamente la sostenibilità di un brand? Primark comunica i passi avanti del programma Sustainable Cotton e non si fa altro che parlare di sostenibilità dopo il lancio della linea Primark Cares. Il rivenditore irlandese di moda, proprietà di Associated British Foods (ABF), dichiara di avere come obiettivo che i capi durino di più, per ridurre l&#8217;impatto dell&#8217;attività dell&#8217;azienda sul pianeta e per migliorare la vita delle persone che realizzano i prodotti. Nella sezione dedicata alla sostenibilità, tra attenzione all&#8217;ambiente e impegno verso le persone la moltitudine di messaggi virtuosi colpisce il lettore. È davvero così se analizziamo più attentamente i dati? Perché la vendita della felpa in plastica riciclata con la scritta Earth Day, a ridosso della Giornata dedicata alla Terra, ha suscitato non poche accuse di greenwashing? Innanzitutto, le informazioni sul sito non sono facilmente accessibili, chiare e trasparenti. Facendo riferimento anche alle pagine della capogruppo ABF, cerchiamo di saperne di più. L&#8217;ambiente Materiali Al momento un terzo dei prodotti è realizzato con materiali riciclati, biologici o provenienti dal programma Sustainable Cotton, che coinvolge agricoltori che applicano pratiche più sostenibili. Sebbene all&#8217;interno del programma dedicato al cotone molte tecniche siano utilizzate da coltivatori biologici, il cotone sostenibile di Primark non è per definizione bio. Primark prevede di raggiungere il 100% dei prodotti con materiali più sostenibili entro il 2030. Una collezione è stata realizzata in collaborazione con Recover, innovatore nel cotone riciclato. Sono presenti capi in plastica recuperata. Non c&#8217;è evidenza della sostenibilità di tutti gli altri materiali utilizzati. Primark si impegna a ridurre le sostanze dannose soggette a restrizioni di produzione (RSL)  lungo la catena di approvvigionamento, raggiungendo l&#8217;obiettivo di &#8220;zero rilascio&#8221; nel 2020. Non c&#8217;è però evidenza del raggiungimento di questo target. Design Primark dichiara un impegno nella riduzione dell&#8217;impatto ambientale nella fase di progettazione dei prodotti nei prossimi anni, ma non ci sono dettagli sulla diminuzione della produzione o delle materie prime utilizzate, né sull&#8217;aumento della qualità e sull&#8217;estensione del ciclo di vita del prodotto. Affermano di voler incrementare il livello di durabilità. Al momento riguarda nella pratica solo il denim. Un ciclo di test molto più intenso di 30 lavaggi è stato introdotto per un ampio campione di denim da uomo, donna e bambino. Questo livello di rigore è raccomandato da WRAP e da Ellen MacArthur Foundation. Rifiuti e spreco &#8220;Il 96% di tutti i rifiuti generati dalle operazioni dirette di Primark è stato deviato dalla discarica&#8221;, è riportato nel report sugli ESG, senza specificare a quali processi facciano riferimento (sembra si intenda quelli relativi alla distribuzione e vendita di articoli di moda). Tra i dati pubblicati si legge che su 57.ooo tonnellate di rifiuti tessili prodotti nel 2021, 54.000 sono stati riciclati, senza dettagli sulle modalità. Si menziona lo schema di riciclaggio in negozio, con scatole di raccolta disponibili in tutti i 191 negozi in tutto il Regno Unito, recentemente esteso a Germania, Austria e Paesi Bassi. Primark collabora con Yellow Octopus, il cui obiettivo è che tutte le donazioni vengano riutilizzate o riciclate in modo tale che nulla finisca in discarica. Imballaggi Nel 2021 Primark ha creato 41.000 tonnellate di imballaggi. Ha rimosso 175 milioni di unità di plastica. Utilizza sacchetti di carta riciclata. Le grucce sono in cartone recuperato. Ha eliminato 86 milioni di etichette e adesivi dai prodotti e si prefigge di azzerare la plastica monouso entro il 2027. Utilizzo di acqua Nel report sugli ESG, si legge riguardo l&#8217;impegno nella riduzione dell&#8217;impiego di acqua ma il cotone, che ne richiede grandi quantità, è una materia prima essenziale per Primark: nel 2020 rappresentava circa la metà del mix totale di fibre utilizzate. Non ci sono dati sull&#8217;impiego totale di acqua per la produzione tessile. Emissioni Anche in questo caso si legge l&#8217;obiettivo: 50% di riduzione di emissioni lungo la catena del valore di Primark entro il 2030. L&#8217;anno scorso l&#8217;azienda ha prodotto in modo diretto 119.000 tonnellate di CO2e, a cui si aggiungono 4.783.000 tonnellate indirettamente generate dal trasporto di terze parti e dall&#8217;inventario esteso. Energia Nei rapporti della capogruppo, è indicato l&#8217;utilizzo totale per la parte retail di 461 GWh, di cui al momento lo 0% è rinnovabile. Primark ha ottenuto la certificazione ISO 50001 per i punti vendita, gli uffici e i centri di distribuzione in alcuni dei mercati consolidati. Le persone I fornitori sono scelti secondo un Codice di Condotta, definito dall&#8217;azienda. Questo insieme di principi guida si basa sugli standard del lavoro riconosciuti a livello internazionale dall&#8217;Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) e dal Codice di base dell&#8217;Ethical Trading Initiative (ETI)*. Primark verifica i suoi fornitori attraverso un&#8217;ispezione annuale sul posto. &#8220;Il nostro team per il commercio equo e la sostenibilità ambientale conta più di 130 esperti locali&#8221;, si legge sul sito. &#8220;Il loro compito è quello di eseguire, almeno una volta all&#8217;anno, controlli di persona presso tutti gli stabilimenti con cui collaboriamo e tenere inoltre corsi di formazione per il personale e i lavoratori&#8221;. Sul sito è menzionata una serie di progetti in India, Myanmar, Bangladesh, Cina, Indonesia, Vietnam e Cambogia. Tra questi, la collaborazione con l&#8217;ILO nel programma Better Work è quella che dà maggior garanzia di impegno nel miglioramento degli standard lavorativi in paesi dove i lavoratori sono meno tutelati. Primark è stata tra i primi rivenditori a firmare l&#8217;Accordo sulla sicurezza antincendio e negli edifici in Bangladesh, avviato da IndustriALL e UNI Global Union. È stata anche una dei primi a garantire alle vittime della fabbrica e alle famiglie colpite dal crollo un sostegno finanziario e aiuti alimentari dopo il disastro del Rana Plaza. Da allora Primark si è impegnata a offrire consulenza e guida finanziaria. Inoltre, il rivenditore irlandese ha lanciato il &#8220;Progetto Pashe Achi&#8221; per garantire che i beneficiari del risarcimento mantengano l&#8217;accesso al proprio compenso finanziario. *È un&#8217;alleanza leader di aziende, sindacati e ONG che promuove il rispetto dei diritti dei lavoratori in tutto il mondo. È davvero tutto a posto dal punto di vista sociale? Sulla tracciabilità, Primark condivide online la mappa e l&#8217;elenco dei fornitori di primo livello (i partner con cui si interfaccia direttamente, che tagliano e cuciono i capi). Non c&#8217;è però evidenza di aumento del numero di lavoratori retribuiti con un salario di sussistenza, né trasparenza sulle condizioni di lavoro esistenti per i lavoratori e la catena di approvvigionamento. Non c&#8217;è evidenza che tutte le materie prime utilizzate siano state prodotte nel rispetto dei diritti umani dei coltivatori e delle loro comunità. Alcuni temono che i colloqui privati dell&#8217;azienda con i lavoratori, decritti come uno strumento di tutela, non siano sufficienti a proteggerli, perché non realizzati da organizzazioni esterne affidabili. Spesso i membri dei sindacati sono minacciati o licenziati: come assicura Primark che siano ammessi all&#8217;interno delle fabbriche e protetti in modo da svolgere liberamente il loro compito? Sembra che le ispezioni annuali siano supportate da società di revisione indipendenti, affinché l&#8217;integrità degli audit non sia influenzata. I rapporti di audit non sono però pubblicamente condivisi, generando così molte domande su quanto Primark stia garantendo la protezione dei diritti dei suoi lavoratori. Analogamente, l&#8217;azienda ha in atto un sistema di reclamo ma non rivela i dati relativi ai reclami presentati. Clean clothes campaign ha denunciato i salari più bassi e il mancato pagamento durante i mesi di fermo a causa della pandemia da parte di multinazionali tra cui anche Primark.  Quasi il 70% dei lavoratori intervistati ha sopportato periodi in cui non veniva pagata la normale retribuzione pre-pandemia. Tutti questi lavoratori sopravvivevano con salari di povertà già prima della pandemia ed è diventato ancora più difficile vivere dignitosamente. Inoltre, i lavoratori segnalano obiettivi di produzione aumentati, condizioni di lavoro non sicure e molestie da parte della direzione. Primark quest&#8217;anno ha fatto qualche progresso, impegnandosi in #PayUp per aumentare i salari e firmando il rinnovo dell&#8217;Accordo sulla sicurezza antincendio e negli edifici in Bangladesh. È recente la notizia di una manager di Primark che denuncia l&#8217;azienda per discriminazione sessuale, dopo che le è stato detto di lavorare fino a tardi nonostante un figlio appena nato (fonte Independent). Certificazioni Non si trovano informazioni sulle certificazioni maggiormente utilizzate nella moda più responsabile, se non in alcuni capi come un tipo di jeans certificato CradleToCradle. Solo nei cosmetici, Cruelty free, certificati da Leaping Bunny. Non sono però vegan, perché alcuni prodotti possono contenere ingredienti da derivati animali. Consumo responsabile e altri aspetti Prezzi bassi È la politica del colosso retail quella dei prezzi bassi, ribadita dalla recente dichiarazione di George Weston, Amministratore Delegato di ABF: &#8220;Ci stiamo impegnando a mantenere la nostra posizione di leadership in termini di prezzo e accessibilità nel quotidiano, soprattutto in questo contesto di crescente incertezza economica&#8221;. Da poco Primark ha comunicato però un aumento sui cartellini delle collezioni autunno-inverno, a causa dell&#8217;incremento dei prezzi delle materie prime e dell&#8217;energia in seguito all&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina da parte della Russia. Solo per questa ragione il gruppo prevede una riduzione dei margini delle proprie attività. &#8220;Da più di dieci anni&#8221;, spiega Luca Ciuffreda, head of Primark per l’Italia, &#8220;possiamo garantire prezzi bassi perché non facciamo pubblicità, abbiamo ridotto il packaging al minimo, le grucce sono in cartone riciclato, e abbiamo un controllo, anche etico, sulla catena di produzione, che spesso è la stessa dei brand del lusso&#8221; (Fonte Laborability). Sandali a £ 4, borse estive £ 10, profumo e vestiti £ 7, occhiali da sole £ 2. Com&#8217;è possibile mettere in atto la sostenibilità soprattutto sociale con prezzi così bassi? In dubbio anche la qualità. È il caso delle mute da surf, oggetto in questi giorni di dibattito. Recentemente una rivista della Cornovaglia per surfisti ha attaccato la nuova gamma di mute di Primark, definendo i prodotti &#8220;economici&#8221;, &#8220;tristi&#8221; e &#8220;ad alto tradimento in mare&#8221;. Cornwall Live afferma che i capi saranno &#8220;buttati via in pochissimo tempo&#8221;. Il costo per le mute Primark è di £ 38 per la lunghezza intera e £ 32 per la versione corta. In confronto, una muta Xcel, considerata una delle principali aziende mondiali nel campo, costa tra £ 100 e £ 300. Anche un&#8217;altra rivista di settore, Real Surfing Magazine, ha colpito la catena di moda esortando i lettori a pensarci due volte prima di acquistare la nuova linea di prodotti. Volumi e velocità degli acquisti Non c&#8217;è traccia dell&#8217;impegno dell&#8217;azienda a produrre meno con l&#8217;obiettivo di diffondere un modello di consumo e produzione più responsabile. Un aspetto fondamentale per dimostrare di avere consapevolezza della crisi climatica e dei limiti delle risorse del nostro pianeta. Ci sono invece indizi di strategie per invitare i clienti ad acquistare di più e cose di cui spesso non hanno bisogno. Nel documentario di Channel 5 Primark: How Do They Do It?, la psicologa Dr Amna Khan ha messo sul tavolo gli strumenti per indurre ad acquistare oggetti extra e a estendere la permanenza in negozio. Nel documentario afferma: &#8220;Un &#8216;destination store&#8217; crea un&#8217;esperienza per il consumatore, quasi come andare in un parco a tema in cui tutti i tuoi sensi sono attivati e vuoi rimanerci più a lungo&#8221;. Primark acquista grandi spazi di vendita al dettaglio e aggiunge esperienze extra come bar e servizi di bellezza per invogliare i clienti a trattenersi negli shop e a spendere di più. Poiché non vende online come molti dei suoi concorrenti, gli acquirenti sono costretti a visitare il negozio di persona, dove sono esposti e tentati ad acquistare più beni e servizi, come la manicure. Il giocattolo segreto da 1 sterlina è un altro strumento da cui gli acquirenti di Primark sono ossessionati, catturati emotivamente dai ricordi d&#8217;infanzia. L&#8217;azienda ha inserito sul sito alcune raccomandazioni sulla manutenzione dei capi da parte dei clienti in modo da estendere la durata. Altri aspetti Una cliente di Primark afferma che un reggiseno acquistato in negozio le ha lasciato la pelle irritata e dolorante. Rika Smith di Blackwood è rimasta con la pelle pruriginosa e dolorante dopo aver indossato il capo per la prima volta. Una donna con taglia UK 10 è rimasta furiosa dopo aver acquistato un paio di pantaloni della taglia 12 da Primark senza riuscire a indossarli. Ally Marie ha raccontato su TikTok la vicenda per lanciare un messaggio: &#8220;Primark questo è ridicolo, non c&#8217;è...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/user/dressecode/primark-14-05-2022-11-39"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-15706" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="200" height="78" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Più cotone sostenibile indica automaticamente la sostenibilità di un brand? Primark comunica i passi avanti del programma <em>Sustainable Cotton</em> e non si fa altro che parlare di sostenibilità dopo il lancio della linea Primark Cares. Il rivenditore irlandese di moda, proprietà di Associated British Foods (ABF), dichiara di avere come obiettivo che i capi durino di più, per ridurre l&#8217;impatto dell&#8217;attività dell&#8217;azienda sul pianeta e per migliorare la vita delle persone che realizzano i prodotti.</p>
<p>Nella sezione dedicata alla sostenibilità, tra attenzione all&#8217;ambiente e impegno verso le persone la moltitudine di messaggi virtuosi colpisce il lettore. È davvero così se analizziamo più attentamente i dati? Perché la vendita della felpa in plastica riciclata con la scritta Earth Day, a ridosso della Giornata dedicata alla Terra, ha suscitato non poche accuse di <em>greenwashing</em>?</p>
<p>Innanzitutto, le informazioni sul sito non sono facilmente accessibili, chiare e trasparenti. Facendo riferimento anche alle pagine della capogruppo ABF, cerchiamo di saperne di più.</p>
<h2><span style="color: #a44043;">L&#8217;ambiente</span></h2>
<h5><span style="color: #a44043;">Materiali</span></h5>
<p>Al momento <strong>un terzo dei prodotti</strong> è realizzato con materiali riciclati, biologici o provenienti dal programma <em>Sustainable Cotton</em>, che coinvolge agricoltori che applicano pratiche più sostenibili. Sebbene all&#8217;interno del programma dedicato al cotone molte tecniche siano utilizzate da coltivatori biologici, il cotone sostenibile di Primark non è per definizione bio. Primark prevede di raggiungere il 100% dei prodotti con materiali più sostenibili entro il 2030.</p>
<p>Una collezione è stata realizzata in collaborazione con Recover, innovatore nel cotone riciclato. Sono presenti capi in plastica recuperata. <strong>Non c&#8217;è evidenza della sostenibilità di tutti gli altri materiali utilizzati.</strong></p>
<p>Primark si impegna a <strong>ridurre le sostanze dannose soggette a restrizioni di produzione (RSL) </strong> lungo la catena di approvvigionamento, raggiungendo l&#8217;obiettivo di &#8220;zero rilascio&#8221; nel 2020. Non c&#8217;è però evidenza del raggiungimento di questo target.</p>
<h5><span style="color: #a44043;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-15759" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/Primark-sustainability.jpeg" alt="" width="611" height="434" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/Primark-sustainability.jpeg 1500w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/Primark-sustainability-600x426.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/Primark-sustainability-300x213.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/Primark-sustainability-1024x726.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/Primark-sustainability-768x545.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/Primark-sustainability-1160x823.jpeg 1160w" sizes="auto, (max-width: 611px) 100vw, 611px" />Design</span></h5>
<p>Primark dichiara un impegno nella riduzione dell&#8217;impatto ambientale nella fase di progettazione dei prodotti nei prossimi anni, ma non ci sono dettagli sulla diminuzione della produzione o delle materie prime utilizzate, né sull&#8217;aumento della qualità e sull&#8217;estensione del ciclo di vita del prodotto.</p>
<p>Affermano di voler incrementare il livello di durabilità. Al momento riguarda nella pratica solo il denim. Un ciclo di test molto più intenso di 30 lavaggi è stato introdotto per un ampio campione di denim da uomo, donna e bambino. Questo livello di rigore è raccomandato da WRAP e da Ellen MacArthur Foundation.</p>
<h5><span style="color: #a44043;">Rifiuti e spreco</span></h5>
<p>&#8220;Il 96% di tutti i rifiuti generati dalle operazioni dirette di Primark è stato deviato dalla discarica&#8221;, è riportato nel <a href="https://www.abf.co.uk/content/dam/abf/corporate/Documents/investors/esg-insights/ABF007-ESG%20Insights-Circularity%20and%20Waste.pdf.downloadasset.pdf">report sugli ESG</a>, senza specificare a quali processi facciano riferimento (sembra si intenda quelli relativi alla distribuzione e vendita di articoli di moda). Tra i dati pubblicati si legge che su <strong>57.ooo tonnellate di rifiuti tessili</strong> prodotti nel 2021, 54.000 sono stati riciclati, senza dettagli sulle modalità. Si menziona lo schema di riciclaggio in negozio, con scatole di raccolta disponibili in tutti i 191 negozi in tutto il Regno Unito, recentemente esteso a Germania, Austria e Paesi Bassi. Primark collabora con Yellow Octopus, il cui obiettivo è che tutte le donazioni vengano riutilizzate o riciclate in modo tale che nulla finisca in discarica.</p>
<h5><span style="color: #a44043;">Imballaggi</span></h5>
<p>Nel 2021 Primark ha creato <strong>41.000 tonnellate di imballaggi</strong>. Ha rimosso 175 milioni di unità di plastica. Utilizza sacchetti di carta riciclata. Le grucce sono in cartone recuperato. Ha eliminato 86 milioni di etichette e adesivi dai prodotti e si prefigge di azzerare la plastica monouso entro il 2027.</p>
<h5><span style="color: #a44043;"><span style="caret-color: #a44043;">Utilizzo di acqua</span></span></h5>
<p>Nel report sugli ESG, si legge riguardo l&#8217;impegno nella riduzione dell&#8217;impiego di acqua ma il cotone, che ne richiede grandi quantità, è una materia prima essenziale per Primark: nel 2020 rappresentava circa la metà del mix totale di fibre utilizzate. Non ci sono dati sull&#8217;impiego totale di acqua per la produzione tessile.</p>
<h5><span style="color: #a44043;"><span style="caret-color: #a44043;">Emissioni</span></span></h5>
<p>Anche in questo caso si legge l&#8217;obiettivo: 50% di riduzione di emissioni lungo la catena del valore di Primark entro il 2030. L&#8217;anno scorso l&#8217;azienda ha prodotto in modo diretto <strong>119.000 tonnellate di CO2e, a cui si aggiungono 4.783.000 tonnellate</strong> indirettamente generate dal trasporto di terze parti e dall&#8217;inventario esteso.</p>
<h5><span style="color: #a44043;"><span style="caret-color: #a44043;">Energia</span></span></h5>
<p>Nei rapporti della capogruppo, è indicato l&#8217;utilizzo totale per la parte retail di 461 GWh, di cui al momento lo 0% è rinnovabile. Primark ha ottenuto la certificazione ISO 50001 per i punti vendita, gli uffici e i centri di distribuzione in alcuni dei mercati consolidati.</p>
<h2><span style="color: #a44043;">Le persone</span></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-14582" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/05/Untitled-design-1.gif" alt="Moda sostenibile" width="234" height="60" />I fornitori sono scelti secondo un Codice di Condotta, definito dall&#8217;azienda. Questo insieme di principi guida si basa sugli standard del lavoro riconosciuti a livello internazionale dall&#8217;Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) e dal Codice di base dell&#8217;Ethical Trading Initiative (ETI)*. Primark verifica i suoi fornitori attraverso un&#8217;ispezione annuale sul posto. &#8220;Il nostro team per il commercio equo e la sostenibilità ambientale conta più di 130 esperti locali&#8221;, si legge sul sito. &#8220;Il loro compito è quello di eseguire, almeno una volta all&#8217;anno, controlli di persona presso tutti gli stabilimenti con cui collaboriamo e tenere inoltre corsi di formazione per il personale e i lavoratori&#8221;.</p>
<p>Sul sito è menzionata una serie di progetti in India, Myanmar, Bangladesh, Cina, Indonesia, Vietnam e Cambogia. Tra questi, la collaborazione con l&#8217;ILO nel programma Better Work è quella che dà maggior garanzia di impegno nel miglioramento degli standard lavorativi in paesi dove i lavoratori sono meno tutelati.</p>
<p>Primark è stata tra i primi rivenditori a firmare l&#8217;Accordo sulla sicurezza antincendio e negli edifici in Bangladesh, avviato da IndustriALL e UNI Global Union. È stata anche una dei primi a garantire alle vittime della fabbrica e alle famiglie colpite dal crollo un sostegno finanziario e aiuti alimentari dopo il disastro del Rana Plaza. Da allora Primark si è impegnata a offrire consulenza e guida finanziaria. Inoltre, il rivenditore irlandese ha lanciato il &#8220;Progetto Pashe Achi&#8221; per garantire che i beneficiari del risarcimento mantengano l&#8217;accesso al proprio compenso finanziario.</p>
<p><em>*È un&#8217;alleanza leader di aziende, sindacati e ONG che promuove il rispetto dei diritti dei lavoratori in tutto il mondo.</em></p>
<h6><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15761 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/Primark-sostenibilita.jpeg" alt="" width="599" height="424" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/Primark-sostenibilita.jpeg 1500w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/Primark-sostenibilita-600x426.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/Primark-sostenibilita-300x213.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/Primark-sostenibilita-1024x726.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/Primark-sostenibilita-768x545.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/Primark-sostenibilita-1160x823.jpeg 1160w" sizes="auto, (max-width: 599px) 100vw, 599px" />È davvero tutto a posto dal punto di vista sociale?</strong></h6>
<p>Sulla <strong>tracciabilità</strong>, Primark condivide online la <a href="https://globalsourcingmap.primark.com">mappa e l&#8217;elenco dei fornitori</a> di primo livello (i partner con cui si interfaccia direttamente, che tagliano e cuciono i capi).</p>
<p>Non c&#8217;è però <strong>evidenza</strong> di aumento del numero di lavoratori retribuiti con un salario di sussistenza, né trasparenza sulle condizioni di lavoro esistenti per i lavoratori e la catena di approvvigionamento. Non c&#8217;è evidenza che tutte le materie prime utilizzate siano state prodotte nel rispetto dei diritti umani dei coltivatori e delle loro comunità.</p>
<p>Alcuni temono che i colloqui privati dell&#8217;azienda con i lavoratori, decritti come uno strumento di tutela, non siano sufficienti a proteggerli, perché non realizzati da organizzazioni esterne affidabili. Spesso i membri dei sindacati sono minacciati o licenziati: come assicura Primark che siano ammessi all&#8217;interno delle fabbriche e protetti in modo da svolgere liberamente il loro compito?</p>
<p>Sembra che le ispezioni annuali siano supportate da società di revisione indipendenti, affinché l&#8217;integrità degli audit non sia influenzata. <strong>I rapporti di audit non sono però pubblicamente condivisi</strong>, generando così molte domande su quanto Primark stia garantendo la protezione dei diritti dei suoi lavoratori. Analogamente, l&#8217;azienda ha in atto un sistema di reclamo ma non rivela i dati relativi ai reclami presentati.</p>
<p><a href="https://cleanclothes.org/news/2021/hm-nike-and-primark-use-pandemic-to-squeeze-factory-workers-in-production-countries-even-more">Clean clothes campaign</a> ha denunciato i <strong>salari più bassi</strong> e il <strong>mancato pagamento</strong> durante i mesi di fermo a causa della pandemia da parte di multinazionali tra cui anche Primark.  Quasi il 70% dei lavoratori intervistati ha sopportato periodi in cui non veniva pagata la normale retribuzione pre-pandemia. Tutti questi lavoratori sopravvivevano con salari di povertà già prima della pandemia ed è diventato ancora più difficile vivere dignitosamente. Inoltre, i lavoratori segnalano obiettivi di produzione aumentati, condizioni di lavoro non sicure e molestie da parte della direzione. Primark quest&#8217;anno ha fatto qualche progresso, impegnandosi in <a href="https://www.workersrights.org/issues/covid-19/tracker/">#PayUp</a> per aumentare i salari e firmando il rinnovo dell&#8217;Accordo sulla sicurezza antincendio e negli edifici in Bangladesh.</p>
<p>È recente la notizia di una manager di Primark che denuncia l&#8217;azienda per discriminazione sessuale, dopo che le è stato detto di lavorare fino a tardi nonostante un figlio appena nato (fonte Independent).</p>
<h3><span style="color: #a44043;">Certificazioni</span></h3>
<p>Non si trovano informazioni sulle certificazioni maggiormente utilizzate nella moda più responsabile, se non in alcuni capi come un tipo di jeans certificato CradleToCradle. Solo nei cosmetici, Cruelty free, certificati da Leaping Bunny. Non sono però vegan, perché alcuni prodotti possono contenere ingredienti da derivati animali.</p>
<h3><span style="color: #a44043;">Consumo responsabile e altri aspetti</span></h3>
<h5><span style="color: #a44043;"><span style="caret-color: #a44043;">Prezzi bassi</span></span></h5>
<p>È la politica del colosso retail quella dei prezzi bassi, ribadita dalla recente dichiarazione di George Weston, Amministratore Delegato di ABF: &#8220;Ci stiamo impegnando a mantenere la nostra posizione di <strong>leadership in termini di prezzo</strong> e accessibilità nel quotidiano, soprattutto in questo contesto di crescente incertezza economica&#8221;. Da poco Primark ha comunicato però un aumento sui cartellini delle collezioni autunno-inverno, a causa dell&#8217;incremento dei prezzi delle materie prime e dell&#8217;energia in seguito all&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina da parte della Russia. Solo per questa ragione il gruppo prevede una riduzione dei margini delle proprie attività.</p>
<p>&#8220;Da più di dieci anni&#8221;, spiega Luca Ciuffreda, head of Primark per l’Italia, &#8220;possiamo garantire prezzi bassi perché non facciamo pubblicità, abbiamo ridotto il <b>packaging al minimo,</b> le <b>grucce </b>sono in <b>cartone riciclato</b>, e abbiamo un <b>controllo, anche etico, sulla catena di produzione</b>, che spesso è la stessa dei brand del lusso&#8221; (Fonte Laborability).</p>
<p><strong>Sandali a £ 4, borse estive £ 10, profumo e vestiti £ 7, occhiali da sole £ 2</strong>. Com&#8217;è possibile mettere in atto la sostenibilità soprattutto sociale con prezzi così bassi?</p>
<p>In dubbio anche la <strong>qualità</strong>. È il caso delle mute da surf, oggetto in questi giorni di dibattito. Recentemente una rivista della Cornovaglia per surfisti ha attaccato la nuova gamma di mute di Primark, definendo i prodotti &#8220;economici&#8221;, &#8220;tristi&#8221; e &#8220;ad alto tradimento in mare&#8221;. Cornwall Live afferma che i capi saranno &#8220;buttati via in pochissimo tempo&#8221;. Il costo per le mute Primark è di £ 38 per la lunghezza intera e £ 32 per la versione corta. In confronto, una muta Xcel, considerata una delle principali aziende mondiali nel campo, costa tra £ 100 e £ 300. Anche un&#8217;altra rivista di settore, <a href="https://www.instagram.com/p/CdA5QJdrWHB/?utm_source=ig_embed&amp;ig_rid=34fc1ccd-574b-4c67-9378-2514ec1c4753">Real Surfing Magazine</a>, ha colpito la catena di moda esortando i lettori a pensarci due volte prima di acquistare la nuova linea di prodotti.</p>
<h5><span style="color: #a44043;"><span style="caret-color: #a44043;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-15763" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/primark-sustainable.jpeg" alt="" width="605" height="429" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/primark-sustainable.jpeg 1500w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/primark-sustainable-600x426.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/primark-sustainable-300x213.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/primark-sustainable-1024x726.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/primark-sustainable-768x545.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/05/primark-sustainable-1160x823.jpeg 1160w" sizes="auto, (max-width: 605px) 100vw, 605px" />Volumi e velocità degli acquisti</span></span></h5>
<p>Non c&#8217;è traccia dell&#8217;impegno dell&#8217;azienda a produrre meno con l&#8217;obiettivo di diffondere un modello di consumo e produzione più responsabile. Un aspetto fondamentale per <strong>dimostrare di avere consapevolezza della crisi climatica e dei limiti delle risorse del nostro pianeta</strong>.</p>
<p>Ci sono invece indizi di <strong>strategie per invitare i clienti ad acquistare di più e cose di cui spesso non hanno bisogno</strong>. Nel documentario di Channel 5 <a href="https://www.channel5.com/show/primark-how-do-they-do-it"><em>Primark: How Do They Do It?</em></a>, la psicologa Dr Amna Khan ha messo sul tavolo gli strumenti per indurre ad acquistare oggetti extra e a estendere la permanenza in negozio. Nel documentario afferma:</p>
<blockquote><p>&#8220;Un &#8216;destination store&#8217; crea un&#8217;esperienza per il consumatore, quasi come andare in un parco a tema in cui tutti i tuoi sensi sono attivati e vuoi rimanerci più a lungo&#8221;.</p></blockquote>
<p>Primark acquista grandi spazi di vendita al dettaglio e aggiunge esperienze extra come bar e servizi di bellezza per <strong>invogliare i clienti a trattenersi</strong> negli shop e a spendere di più. Poiché non vende online come molti dei suoi concorrenti, gli acquirenti sono costretti a visitare il negozio di persona, dove sono esposti e tentati ad acquistare più beni e servizi, come la manicure. Il giocattolo segreto da 1 sterlina è un altro strumento da cui gli acquirenti di Primark sono ossessionati, catturati emotivamente dai ricordi d&#8217;infanzia.</p>
<p>L&#8217;azienda ha inserito sul sito <a href="https://corporate.primark.com/product/love-your-clothes-love-your-world">alcune raccomandazioni</a> sulla manutenzione dei capi da parte dei clienti in modo da estendere la durata.</p>
<h5><span style="color: #a44043;"><span style="caret-color: #a44043;">Altri aspetti</span></span></h5>
<p>Una <a href="https://www.itv.com/news/wales/2022-05-02/shopper-left-with-chemical-burns-after-wearing-primark-bra">cliente di Primark</a> afferma che un reggiseno acquistato in negozio le ha lasciato la pelle irritata e dolorante. Rika Smith di Blackwood è rimasta con la pelle pruriginosa e dolorante dopo aver indossato il capo per la prima volta.</p>
<p>Una donna con <a href="https://dress-ecode.com/2021/09/16/taglie-e-inclusione-quando-non-e-solo-questione-di-trovare-la-misura-giusta/">taglia</a> UK 10 è rimasta furiosa dopo aver acquistato un paio di pantaloni della taglia 12 da Primark senza riuscire a indossarli. <a href="https://www.thesun.co.uk/fabulous/18386735/woman-highlights-size-discrepancy-primark-new-look/">Ally Marie ha raccontato su TikTok</a> la vicenda per lanciare un messaggio: &#8220;Primark questo è ridicolo, non c&#8217;è da stupirsi che le persone stiano lottando con l&#8217;immagine corporea. Normalmente ho una taglia 8/10 in jeans e devo prendere una taglia 14 da Primark&#8221;.</p>
<p>Nella rapidità di far uscire nuove collezioni e la pressione di disegnare nuovi capi, le aziende ultra-fast fashion non sono nuove a episodi di plagio. La presentazione di un cappotto su Instagram è stata accolta da una valanga di &#8220;like&#8221; e complimenti, ma anche dall&#8217;osservazione del <a href="https://www.dailyrecord.co.uk/lifestyle/primark-fans-desperate-buy-faux-22906681">Daily Record</a> sulla forte somiglianza con il cappottino oversize della collezione invernale di Blancha, <b>brand toscano d’abbigliamento</b>. Il capo originale è in shearling, prodotto in Italia, e la qualità in fase di design e di produzione si riflette sul prezzo.</p>
<p>Quanto reputi sostenibile Primark? Facci sapere cosa ne pensi <a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeZevEanHymIj-GklePHkJR9NN-51gmcdXWQDh1osLEKxOp9Q/viewform?usp=sf_link">cliccando qui</a></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Spotify Embed: Primark: più cotone sostenibile vuol dire sostenibilità?" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/episode/30pBRTINZiuwQWlrDje4Sc?si=b267365c6cd74491&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>2022 in Very Peri &#8211; Una selezione di abiti per te nel colore dell&#8217;anno</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2021 07:55:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lasciamoci ispirare anche per il nostro guardaroba dal colore scelto da Pantone per il 2022, Very Peri, che stimola inventiva e creatività personale. Una selezione di capi (più sostenibili) preparata per te, per iniziare il nuovo anno con tante sfumature di una tinta che abbraccia le qualità dei blu con un sottotono viola-rosso. Con le nostre proposte puoi provare PANTONE 17-3938 Very Peri per esprimere attraverso i tuoi vestiti un&#8217;attitudine vivace e gioiosa. Mostrando una spensierata sicurezza e un&#8217;audace curiosità che anima il nostro spirito creativo, il curioso e intrigante PANTONE 17-3938 Very Peri ci aiuta ad abbracciare questo alterato panorama di possibilità, aprendoci a una nuova visione mentre riscriviamo le nostre vite. Riaccendendo la gratitudine per alcune delle qualità che il blu rappresenta, integrato da una nuova prospettiva che risuona oggi, PANTONE 17-3938 Very Peri pone il futuro davanti a una nuova luce. Viviamo in un&#8217;epoca di continue trasformazioni. PANTONE 17-3938 Very Peri è un una rappresentazione dello zeitgeist globale del momento e della transizione che stiamo attraversando. Mentre emergiamo da un intenso periodo di isolamento, le nostre nozioni e i nostri stili di vita stanno cambiando e le nostre vite reali e digitali si sono fuse in modi nuovi. Il design digitale ci aiuta ad estendere i limiti della realtà, aprendo la porta a un mondo virtuale dinamico in cui possiamo esplorare e creare nuove possibilità di colore. Con le tendenze nei giochi, la popolarità in espansione del metaverso e la crescente comunità artistica nello spazio digitale, PANTONE 17-3938 Very Peri illustra la fusione della vita moderna e come le tendenze cromatiche nel mondo digitale si manifestano nel mondo fisico e viceversa. Pantone &#62; Hai un capo nella tonalità Very Peri nel tuo negozio vintage, second-hand o di moda più green ed etica? Scrivici per inserirlo nell&#8217;articolo. &#160; Scarpe décolleté Sandro Ferrone, Depop. Collana di perline vintage (1920-1930s Art Deco), Hidden Hairlooms Sales. Completo vintage Oleg Cassini anni 90. Giacca classica colore blu con reverse e bottoni neri. Gonna colore blu a pieghe, Dedè couture. &#160; &#160; Giacchina Gianni Versace Couture anni 90, in seta, con bottoni in resina trasparente con logo, Alessandra (Vestiaire Collective). Borsa Gianni Versace Couture anni 80, modello pochette con tracolla, chiusura con cerniera con pendente, Dedè couture. Gonna lurex vintage, ArmuaR Torino. &#160; &#160; Abito in taffetà anni &#8217;40, Scrabble frocks. Cappotto vintage in cotone Laura Biagiotti, anni 80, bottoni color oro, tasche sui fianchi, Dedè couture. Top in morbido cotone con collo in seta, Depop. &#160; &#160; Scarpe Christian Louboutin, Louis Spikes Hi-Tops, Balewink. Piumino Kejo, Depop. Pull in misto cashemire e giacca in tessuto a maglia coordinata, Share Varese  &#160; &#160; &#160; Camicia da notte lunga vintage, con dettagli in pizzo, Depop. Tezuk Bikini triangolo preformato, Depop. Pull anni 80 con fantasia geometrica, scollatura a barca, maniche leggermente a pipistrello, Doppelvintage. &#160; &#160; Abito midi in lino, Pavietra. Abito estivo, con gonna leggermente a palloncino e bottoncini rivestiti in stoffa sul retro, Depop. &#160; &#160; Vestito in cotone lavorato, senza maniche, con tasche laterali e collo gioiello, Depop. Giacca Atos Lombardini con taglio maschile, Depop. Completo realizzato su misura, anni 70, composto da top e gonna lunga,  Retròmilla. &#160; &#160; Blazer vintage Vicedomini, con perline e applicazioni,  Doppelvintage. Gonna  di lana, taglio sartoriale con piega davanti e ruota, Depop.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lasciamoci ispirare anche per il nostro guardaroba dal colore scelto da Pantone per il 2022, Very Peri, che stimola inventiva e creatività personale.</p>
<p>Una selezione di capi (più sostenibili) preparata per te, per iniziare il nuovo anno con tante sfumature di una tinta che abbraccia le qualità dei blu con un sottotono viola-rosso. Con le nostre proposte puoi provare PANTONE 17-3938 Very Peri per esprimere attraverso i tuoi vestiti un&#8217;attitudine vivace e gioiosa.</p>
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<p class="mt2rem">Mostrando una spensierata sicurezza e un&#8217;audace curiosità che anima il nostro spirito creativo, il curioso e intrigante PANTONE 17-3938 Very Peri ci aiuta ad abbracciare questo alterato panorama di possibilità, aprendoci a una nuova visione mentre riscriviamo le nostre vite. Riaccendendo la gratitudine per alcune delle qualità che il blu rappresenta, integrato da una nuova prospettiva che risuona oggi, PANTONE 17-3938 Very Peri pone il futuro davanti a una nuova luce.</p>
<p class="mb2rem">Viviamo in un&#8217;epoca di continue trasformazioni. PANTONE 17-3938 Very Peri è un una rappresentazione dello zeitgeist globale del momento e della transizione che stiamo attraversando. Mentre emergiamo da un intenso periodo di isolamento, le nostre nozioni e i nostri stili di vita stanno cambiando e le nostre vite reali e digitali si sono fuse in modi nuovi. Il design digitale ci aiuta ad estendere i limiti della realtà, aprendo la porta a un mondo virtuale dinamico in cui possiamo esplorare e creare nuove possibilità di colore. Con le tendenze nei giochi, la popolarità in espansione del metaverso e la crescente comunità artistica nello spazio digitale, PANTONE 17-3938 Very Peri illustra la fusione della vita moderna e come le tendenze cromatiche nel mondo digitale si manifestano nel mondo fisico e viceversa.</p>
<p><a href="https://www.pantone.com/eu/it/color-of-the-year-2022">Pantone</a></p>
<p>&gt; Hai un capo nella tonalità Very Peri nel tuo negozio vintage, second-hand o di moda più green ed etica? <a href="mailto:dress_ecode@icloud.com">Scrivici</a> per inserirlo nell&#8217;articolo.</p></blockquote>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15415 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-1.jpg" alt="" width="1060" height="796" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-1.jpg 2396w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-1-600x450.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-1-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-1-1024x768.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-1-768x576.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-1-1536x1153.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-1-2048x1537.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-1-1160x870.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1060px) 100vw, 1060px" /></p>
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<li>Scarpe décolleté Sandro Ferrone, <a href="https://www.depop.com/products/elena1981-scarpe-decollete-sandro-ferrone-nuove/">Depop.</a></li>
<li>Collana di perline vintage (1920-1930s Art Deco), <a href="https://www.etsy.com/it/listing/1140495305/vintage-1920-1930s-art-deco-annodato-a?click_key=09d4bb2bcdd30564e9e1072698274755b04e2d10%3A1140495305&amp;click_sum=0198c090&amp;ga_order=most_relevant&amp;ga_search_type=vintage&amp;ga_view_type=gallery&amp;ga_search_query=pervinca&amp;ref=sr_gallery-1-24&amp;organic_search_click=1&amp;cns=1&amp;sts=1">Hidden Hairlooms Sales.</a></li>
<li>Completo vintage Oleg Cassini anni 90. Giacca classica colore blu con reverse e bottoni neri. Gonna colore blu a pieghe, <a href="https://www.dedecouture.com/it/completi-vintage-donna/2136-oleg-cassini-completo-vintage-giacca-gonna-lana-blu.html">Dedè couture.</a></li>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15417 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-2.jpg" alt="" width="1100" height="826" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-2.jpg 2391w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-2-600x450.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-2-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-2-1024x769.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-2-768x577.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-2-1536x1153.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-2-2048x1537.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-2-1160x871.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
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<li>Giacchina Gianni Versace Couture anni 90, in seta, con bottoni in resina trasparente con logo, <a href="https://www.vestiairecollective.com/women-clothing/jackets/gianni-versace/other-silk-gianni-versace-jacket-14491804.shtml">Alessandra (Vestiaire Collective).</a></li>
<li>Borsa Gianni Versace Couture anni 80, modello pochette con tracolla, chiusura con cerniera con pendente, <a href="https://www.dedecouture.com/it/completi-vintage-donna/2136-oleg-cassini-completo-vintage-giacca-gonna-lana-blu.html">Dedè couture.</a></li>
<li>Gonna lurex vintage, <a href="https://www.instagram.com/armuar_torino/">ArmuaR Torino.</a></li>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15419 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-3.jpg" alt="" width="1102" height="824" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-3.jpg 2393w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-3-600x449.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-3-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-3-1024x767.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-3-768x575.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-3-1536x1150.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-3-2048x1534.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1102px) 100vw, 1102px" /></p>
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<li>Abito in taffetà anni &#8217;40, <a href="https://www.etsy.com/it/listing/641916405/abito-in-taffeta-blu-pervinca-degli-anni?click_key=482b29da9c2d8075a42fedb3e2b7d9737705e749%3A641916405&amp;click_sum=922724e4&amp;ga_order=most_relevant&amp;ga_search_type=vintage&amp;ga_view_type=gallery&amp;ga_search_query=pervinca&amp;ref=sr_gallery-1-42&amp;organic_search_click=1">Scrabble frocks.</a></li>
<li>Cappotto vintage in cotone Laura Biagiotti, anni 80, bottoni color oro, tasche sui fianchi, <a href="https://www.dedecouture.com/it/completi-vintage-donna/2136-oleg-cassini-completo-vintage-giacca-gonna-lana-blu.html">Dedè couture.</a></li>
<li>Top in morbido cotone con collo in seta, <a href="https://www.depop.com/products/chiarilly-top-in-morbido-cotone-con/">Depop.</a></li>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-15422 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-4.jpg" alt="" width="2390" height="1794" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-4.jpg 2390w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-4-600x450.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-4-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-4-1024x769.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-4-768x576.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-4-1536x1153.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-4-2048x1537.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-4-1160x871.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 2390px) 100vw, 2390px" /></p>
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<li>Scarpe Christian Louboutin, Louis Spikes Hi-Tops, <a href="https://www.vestiairecollective.com/men-shoes/trainers/christian-louboutin/purple-suede-louis-christian-louboutin-trainers-10759592.shtml">Balewink.</a></li>
<li>Piumino Kejo, <a href="https://www.depop.com/products/tizzi64-piumino-kejo-di-un-bellissimo/">Depop.</a></li>
<li>Pull in misto cashemire e giacca in tessuto a maglia coordinata, <a href="https://www.facebook.com/ShareVarese">Share Varese </a></li>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15424 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-5.jpg" alt="" width="1104" height="830" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-5.jpg 2387w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-5-600x451.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-5-300x226.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-5-1024x770.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-5-768x578.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-5-1536x1155.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-5-2048x1540.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-5-1160x872.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1104px) 100vw, 1104px" /></p>
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<li>Camicia da notte lunga vintage, con dettagli in pizzo, <a href="https://www.depop.com/products/lamadeleinevintage-camicia-da-notte-lunga-vintage-81d1/">Depop.</a></li>
<li>Tezuk Bikini triangolo preformato, <a href="https://www.depop.com/products/tezukbikini-triangolo-preformato-usato/">Depop.</a></li>
<li>Pull anni 80 con fantasia geometrica, scollatura a barca, maniche leggermente a pipistrello, <a href="https://www.vinted.it/donna/vestiti/maglioni-e-pullover/altri-pullover/1507941552-maglione-vintage-anni-80-geometrico">Doppelvintage.</a></li>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15426 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-6.jpg" alt="" width="1104" height="829" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-6.jpg 2392w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-6-600x451.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-6-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-6-1024x769.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-6-768x577.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-6-1536x1153.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-6-2048x1538.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-6-1160x871.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1104px) 100vw, 1104px" /></p>
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<li>Abito midi in lino, <a href="https://www.etsy.com/it/listing/824074270/abito-in-lino-emily-abito-midi-in-lino?ga_order=most_relevant&amp;ga_search_type=all&amp;ga_view_type=gallery&amp;ga_search_query=&amp;ref=sc_gallery-2-1&amp;pro=1&amp;frs=1&amp;col=1&amp;sts=1&amp;listing_id=824074270&amp;listing_slug=abito-in-lino-emily-abito-midi-in-lino&amp;plkey=102ff322cf04772b884a477fcfb400ec91daa121%3A824074270">Pavietra.</a></li>
<li>Abito estivo, con gonna leggermente a palloncino e bottoncini rivestiti in stoffa sul retro, <a href="https://www.depop.com/products/irene_cox-delizioso-abito-estivo-color-pervinca/">Depop.</a></li>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15428 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-7.jpg" alt="" width="1103" height="828" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-7.jpg 2391w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-7-600x450.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-7-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-7-1024x769.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-7-768x577.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-7-1536x1153.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-7-2048x1537.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-7-1160x871.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1103px) 100vw, 1103px" /></p>
<div class="product-single__description rte">
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<li>Vestito in cotone lavorato, senza maniche, con tasche laterali e collo gioiello, <a href="https://www.depop.com/products/vestito-in-cotone-lavorato-blu/">Depop.</a></li>
<li>Giacca Atos Lombardini con taglio maschile, <a href="https://www.depop.com/products/fiordalisofia-quanta-versatili-sono-le-giacche/">Depop.</a></li>
<li>Completo realizzato su misura, anni 70, composto da top e gonna lunga, <a href="https://www.retromilla.com/product-page/completo-1970"> Retròmilla</a>.</li>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15430 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-8.jpg" alt="" width="1104" height="826" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-8.jpg 2391w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-8-600x449.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-8-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-8-1024x767.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-8-768x575.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-8-1536x1150.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-8-2048x1533.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/12/Very-Peri-moda-sostenibile-8-1160x868.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1104px) 100vw, 1104px" /></p>
<div class="product-single__description rte">
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<li>Blazer vintage Vicedomini, con perline e applicazioni,  <a href="https://www.vinted.it/donna/vestiti/completi-e-blazer/blazer/1518156173-blazer-vintage-vicedomini-milano">Doppelvintage.</a></li>
<li>Gonna  di lana, taglio sartoriale con piega davanti e ruota, <a href="https://www.depop.com/products/monicacipolleschi-vionnet-gonna-stupenda-di-un/">Depop.</a></li>
</ol>
<p><a href="https://mailchi.mp/13e230d112c6/inizia-da-qui"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-13606 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui.jpg" alt="" width="1012" height="427" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui.jpg 1403w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-600x253.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-300x127.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-1024x432.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-768x324.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-1160x489.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1012px) 100vw, 1012px" /></a></p>
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		<title>5 outfit per l&#8217;estate e i trend per i più giovani &#8211; Green Fashion Teen</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2021 08:53:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Puoi anche ascoltare qui l&#8217;articolo: Estate &#8211; Green Fashion Teen &#160; L’estate è finalmente arrivata e non possiamo assolutamente farci trovare impreparati in fatto di moda. Che cosa ci aspetta per questa estate, che costumi indossiamo? Sicuramente anche in questa estate 2021 vediamo gli intramontabili bikini e i costumi interi, soprattutto sgambati. Vanno molto i costumi modello vintage, le colorazioni o le fantasie, i bikini con taglio cut out e i costumi interi. Vediamo moltissimo: lo sgambato, sia lo slip sia per gli interi, e anche modelli più particolari tra lacci, forme, linee, tessuti e ricami originali. Ma quali sono i capi trend dell’estate? Chrochet: capi come top, abitini e magliettine, ma anche cappelli e cardigan leggeri, e la caratteristica principale è che sono realizzati all&#8217;uncinetto. Va bene il classico bianco ma va benissimo soprattutto il colore, si prediligono infatti fantasie geometriche. Costumi da bagno con taglio cut out: dal classico trikini con grande cut out sull&#8217;ombelico ai costumi con effetto &#8220;ritaglio&#8221;. Ma la moda estiva da non lasciarsi sfuggire è il taglio sotto al seno. Print block &#38; color block: costumi da bagno che giocano anche con nuance vivide, energiche e vibranti. Possiamo sentirci liberi di mixare insieme anche più pattern fantasiosi, che spaziano dai motivi floreali a quelli astratti o esotici. Costumi da bagno basic: costumi da bagno il cui stile basic e minimale conquista tutti. Il bikini a tinta unita è una tendenza costumi da bagno estate 2021 che non può mai mancare nella valigia per le vacanze. Pantaloni a vita bassa: è un vero e proprio ritorno quello dei pantaloni a vita bassa, soprattutto jeans. Capi di colore rosa: t-shirt, pantaloni, vestiti e accessori rosa avranno la meglio in questa estate 2021. Il rosa sarà il colore della stagione! Bralette: un po’ reggiseno e un po’ top, comodissimo e super di tendenza. Sono perfetti per l’estate soprattutto se indossati con dei pantaloni morbidi, ma anche con un cardigan leggero sopra. Costumi interi: costumi con scollatura profonda e dalle tonalità accese. Realizzati anche a costine, i modelli più utilizzati sono quelli a tinta unita, ma con dettagli particolari come spalline incrociate o decorate con strass. Bikini con lacci: il bikini più gettonato della stagione, specialmente dalle ragazze, è pieno di lacci regolabili, perfetti per creare un meraviglioso nodo che abbraccia addome e fianchi. Noi di Dress Ecode ti suggeriamo materiali e brand più sostenibili e alternativi al fast fashion. Puoi vedere qui sotto gli outfit scelti per te. Sofia C. – Green Fashion Teen Se hai perso l&#8217;articolo precedente di Sofia C., puoi leggerlo qui. &#160; Sofia è nata e cresciuta nel nord Italia e frequenta il primo anno del liceo classico. Si interessa di scrittura e di moda; proprio per questo ha deciso di iniziare a scrivere per Dress Ecode News: per apprendere nuove nozioni sulla moda sostenibile e per ispirare un cambiamento nel modo di vestire dei suoi coetanei, dando loro gli strumenti per scegliere in modo consapevole ed indossare capi che rispettino l’ambiente. &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; GREEN FASHION TEEN  ^ 1. Top 2. Pantaloncini 3. Bikini &#160;   ^ 1. Costume 2. Infradito &#160; ^ 1. Bikini 2. Top 3. Shorts ^ 1. Costume 2. Sandalo ^ 1. Bikini 2. Borsa di paglia &#160; Nota di redazione Sofia è la nostra teenager che scrive di moda sostenibile per divertimento e passione, con l’approvazione dei genitori che conosciamo da tantissimi anni. Coinvolgere e parlare ai ragazzi di moda sostenibile è un gioco da ragazzi. Per questo abbiamo coinvolto Sofia. La sua rubrica, dedicata a ragazzi e ragazze che desiderano non rinunciare alla moda ma hanno a cuore l’ambiente, è slow come il nostro approccio all’informazione. Sofia scrive quando ne ha piacere, compatibilmente con gli impegni scolastici, gli amici e le attività che la divertono. Per questo un articolo su capi invernali può uscire anche in estate, ma facciamo tesoro dei suoi consigli, preparandoci per la stagione che prima o poi arriverà Inoltre, porta pazienza se non è più disponibile un capo al link segnalato. Scegliamo principalmente articoli second-hand e può succedere che nel frattempo siano acquistati. Ci sono però tante alternative e in caso ti serva aiuto per trovarle siamo qui. Se hai domande per Sofia scrivici! (contact_us@dressecode.it)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png" alt="" width="30" height="28" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png 3840w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 30px) 100vw, 30px" />Puoi anche ascoltare qui l&#8217;articolo: Estate &#8211; <a href="https://www.spreaker.com/episode/46064541">Green Fashion Teen</a></p>
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<p>L’estate è finalmente arrivata e non possiamo assolutamente farci trovare impreparati in fatto di moda.</p>
<p>Che cosa ci aspetta per questa estate, che <span style="color: #68a69b;"><strong>costumi</strong></span> indossiamo?</p>
<p>Sicuramente anche in questa estate 2021 vediamo gli <strong><span style="color: #68a69b;">intramontabili bikini e i costumi interi, soprattutto sgambati.</span></strong></p>
<p>Vanno molto i costumi modello vintage, le colorazioni o le fantasie, i bikini con taglio cut out e i costumi interi.</p>
<p>Vediamo moltissimo: lo sgambato, sia lo slip sia per gli interi, e anche modelli più particolari tra lacci, forme, linee, tessuti e ricami originali.</p>
<p>Ma quali sono <strong><span style="color: #68a69b;">i capi trend dell’estate</span></strong>?</p>
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<li>Chrochet: capi come top, abitini e magliettine, ma anche cappelli e cardigan leggeri, e la caratteristica principale è che sono realizzati all&#8217;uncinetto. Va bene il classico bianco ma va benissimo soprattutto il colore, si prediligono infatti fantasie geometriche.</li>
<li>Costumi da bagno con taglio cut out: dal classico trikini con grande cut out sull&#8217;ombelico ai costumi con effetto &#8220;ritaglio&#8221;. Ma la moda estiva da non lasciarsi sfuggire è il taglio sotto al seno.</li>
<li>Print block &amp; color block: costumi da bagno che giocano anche con nuance vivide, energiche e vibranti. Possiamo sentirci liberi di mixare insieme anche più pattern fantasiosi, che spaziano dai motivi floreali a quelli astratti o esotici.</li>
<li>Costumi da bagno basic: costumi da bagno il cui stile basic e minimale conquista tutti. Il bikini a tinta unita è una tendenza costumi da bagno estate 2021 che non può mai mancare nella valigia per le vacanze.</li>
<li>Pantaloni a vita bassa: è un vero e proprio ritorno quello dei pantaloni a vita bassa, soprattutto jeans.</li>
<li>Capi di colore rosa: t-shirt, pantaloni, vestiti e accessori rosa avranno la meglio in questa estate 2021. Il rosa sarà il colore della stagione!</li>
<li>Bralette: un po’ reggiseno e un po’ top, comodissimo e super di tendenza. Sono perfetti per l’estate soprattutto se indossati con dei pantaloni morbidi, ma anche con un cardigan leggero sopra.</li>
<li>Costumi interi: costumi con scollatura profonda e dalle tonalità accese. Realizzati anche a costine, i modelli più utilizzati sono quelli a tinta unita, ma con dettagli particolari come spalline incrociate o decorate con strass.</li>
<li>Bikini con lacci: il bikini più gettonato della stagione, specialmente dalle ragazze, è pieno di lacci regolabili, perfetti per creare un meraviglioso nodo che abbraccia addome e fianchi.</li>
</ul>
<p>Noi di Dress <span style="color: #acc0a5;"><em><strong>Eco</strong></em></span>de ti <strong>suggeriamo materiali e brand più sostenibili e alternativi al fast fashion</strong>. Puoi vedere qui sotto gli outfit scelti per te.</p>
<p><strong>Sofia C. – Green Fashion Teen</strong></p>
<p>Se hai perso l&#8217;articolo precedente di Sofia C., puoi leggerlo <a href="https://dress-ecode.com/2021/02/17/green-fashion-teen-sofia-c-lo-stile-del-momento-e-gli-outfit-in-versione-green/">qui</a>.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-14250" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/Sofia-C.jpg" alt="" width="231" height="307" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/Sofia-C.jpg 1200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/Sofia-C-600x800.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/Sofia-C-225x300.jpg 225w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/Sofia-C-768x1024.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/Sofia-C-1152x1536.jpg 1152w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/02/Sofia-C-1160x1547.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 231px) 100vw, 231px" />Sofia è nata e cresciuta nel nord Italia e frequenta il primo anno del liceo classico.</p>
<p>Si interessa di scrittura e di moda; proprio per questo ha deciso di iniziare a scrivere per Dress <span style="color: #acc0a5;"><strong><em>Eco</em></strong></span>de News: per apprendere nuove nozioni sulla moda sostenibile e per ispirare un cambiamento nel modo di vestire dei suoi coetanei, dando loro gli strumenti per scegliere in modo consapevole ed indossare capi che rispettino l’ambiente.</p>
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<h2 style="text-align: center;"><strong><span style="color: #acc0a5;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-10714" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/farfalla-rossa.png" alt="" width="45" height="28" />GREEN FASHION <span style="color: #a1b1b1;">TEEN </span></span></strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15082 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-2-scaled.jpg" alt="" width="1008" height="569" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-2-scaled.jpg 2560w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-2-scaled-600x339.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-2-300x169.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-2-1024x578.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-2-768x434.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-2-1536x867.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-2-2048x1156.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-2-1160x655.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1008px) 100vw, 1008px" /></p>
<p style="text-align: left;">^<br />
1. <a href="https://www.depop.com/products/elena_tozzi-crop-top-zara-a-costine/">Top</a></p>
<p style="text-align: left;">2. <a href="https://greenchic.it/collezione/bermuda-and-shorts-she-in-s-light-blue-1188784">Pantaloncini</a></p>
<p>3. <a href="https://greenchic.it/collezione/swimsuit-reef-code-m-brown-1147565">Bikini</a></p>
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<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #acc0a5;"><span style="color: #a1b1b1;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-15080 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-1-scaled.jpg" alt="" width="1018" height="573" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-1-scaled.jpg 2560w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-1-scaled-600x338.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-1-300x169.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-1-1024x576.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-1-768x432.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-1-1536x864.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-1-2048x1152.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-1-1160x653.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1018px) 100vw, 1018px" /></span></span></strong><strong><span style="color: #acc0a5;"><span style="color: #a1b1b1;"> </span></span></strong></p>
<p style="text-align: left;">^<br />
1. <a href="https://www.depop.com/products/soffuc-costume-nero-intero-monospalla-di/">Costume</a></p>
<p style="text-align: left;">2. <a href="https://www.depop.com/products/solemarco15-havaianas-top-cosmic-donna-3536/">Infradito</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong><span style="color: #acc0a5;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-15084 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-4-scaled.jpg" alt="" width="1019" height="572" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-4-scaled.jpg 2560w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-4-scaled-600x337.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-4-300x168.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-4-1024x575.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-4-768x431.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-4-1536x863.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-4-2048x1150.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-4-1160x651.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1019px) 100vw, 1019px" /></span></strong></h2>
<p style="text-align: left;">^<br />
1. <a href="https://www.vinted.it/donna/vestiti/costumi-da-bagno/bikini-e-tankini/1158575827-costume-bianco">Bikini</a></p>
<p style="text-align: left;">2. <a href="https://www.depop.com/products/denisemaffeialberti-top-smanicato-in-cotone-levis/">Top</a></p>
<p>3. <a href="https://greenchic.it/collezione/bermuda-and-shorts-cycle-44-blue-1189088">Shorts</a></p>
<h2></h2>
<h2 style="text-align: center;"><strong><span style="color: #acc0a5;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15078 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-scaled.jpg" alt="" width="1019" height="572" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-scaled.jpg 2560w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-scaled-600x337.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-300x169.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-1024x575.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-768x431.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-1536x863.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-2048x1151.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-1160x652.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1019px) 100vw, 1019px" /></span></strong></h2>
<p style="text-align: left;">^<br />
1. <a href="https://www.depop.com/products/alessiapeli-costume-rosa-fluo-solo-top/">Costume</a></p>
<p style="text-align: left;">2. <a href="https://www.depop.com/products/antoniomandato-sandalo-birkenstock/">Sandalo</a></p>
<h2></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15086 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-5-scaled.jpg" alt="" width="1019" height="573" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-5-scaled.jpg 2560w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-5-scaled-600x338.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-5-300x169.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-5-1024x576.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-5-768x432.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-5-1536x864.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-5-2048x1152.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/08/Estate-Green-Fashion-Teen-5-1160x652.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1019px) 100vw, 1019px" /></p>
<p style="text-align: left;">^<br />
1. <a href="https://www.depop.com/products/bikini-uncinetto-pronto-per-essere-2/">Bikini</a></p>
<p style="text-align: left;">2. <a href="https://www.vinted.it/donna/borse/borse-a-spalla/1224559531-borsa-a-spalla-cesto-di-pagli">Borsa di paglia</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: left;"><span style="color: #68a69b;"><strong style="font-size: 16px;">Nota di redazione</strong></span><strong><span style="color: #acc0a5;"><br />
</span></strong></h5>
<p><em>Sofia è la nostra teenager che scrive di moda sostenibile per divertimento e passione, con l’approvazione dei genitori che conosciamo da tantissimi anni.</em><br />
<em>Coinvolgere e parlare ai ragazzi di moda sostenibile è un gioco da ragazzi. Per questo abbiamo coinvolto Sofia.</em></p>
<p><em>La sua rubrica, dedicata a ragazzi e ragazze che desiderano non rinunciare alla moda ma hanno a cuore l’ambiente, è slow come il nostro approccio all’informazione. Sofia scrive quando ne ha piacere, compatibilmente con gli impegni scolastici, gli amici e le attività che la divertono.</em></p>
<p><em>Per questo un articolo su capi invernali può uscire anche in estate, ma facciamo tesoro dei suoi consigli, preparandoci per la stagione che prima o poi arriverà <img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/svg/1f642.svg" alt="&#x1f642;" /></em><br />
<em>Inoltre, porta pazienza se non è più disponibile un capo al link segnalato. Scegliamo principalmente articoli second-hand e può succedere che nel frattempo siano acquistati. Ci sono però tante alternative e in caso ti serva aiuto per trovarle siamo qui.</em></p>
<p>Se hai domande per Sofia scrivici! (contact_us@dressecode.it)</p>
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