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	<title>Events &#8211; Dress Ecode</title>
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	<description>Come vestire sostenibile/ How to dress happily green and fair</description>
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		<title>Moda e normative sulla sostenibilità: rischi, sanzioni e opportunità</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 16:17:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non basta creare prodotti in modo più green ed etico. Ci sono altri passi necessari nella moda e nel tessile per conquistare la fiducia delle persone, mostrare l&#8217;impegno nella sostenibilità ed evitare sanzioni e multe. In vista delle nuove normative, ne parliamo con le avvocate Camilla Gentile e Isabella Carantani dello studio legale Close to Ius, con cui stiamo organizzando un workshop dedicato: Sostenibilità e Normative Tessili. Isabella supporta le aziende nell&#8217;adottare soluzioni legali mirate per la gestione etica e trasparente delle pratiche aziendali, specializzandosi in proprietà industriale, sostenibilità ambientale e sociale e comunicazione trasparente. Camilla si concentra su consulenze legali nell&#8217;ambito della sostenibilità e della responsabilità ESG, aiutando le aziende a conformarsi alle normative di settore e a promuovere strategie sostenibili. Indice dei contenuti: 1. Introduzione alla Sostenibilità nella Moda 0:00 • Necessità di prove di sostenibilità 2. Ruolo degli Avvocati nella Sostenibilità 0:24 • Supporto legale per aziende 3. Normative e Responsabilità 1:38 • Responsabilità condivisa (consumatori, aziende, governo) • Adattamento alle normative 4. Case Studies Emblematici 2:43 • Caso di un brand tessile • Caso di prodotti cosmetici 5. Rischi Connessi alla Comunicazione e al Marketing 11:19 • Uso di slogan vaghi e generici 6. Impatti della Comunicazione della Sostenibilità 12:28 • Rischi di greenwashing • Tipologie di washing 7. Approccio Normativo e Competitivo 15:17 • Necessità di conformità alle normative 8. Basta la certificazione? 17:11 9. Le normative: ostacolo o opportunità per i brand sostenibili? 23:46 10. Conclusioni e Raccomandazioni 29:25 • L&#8217;importanza della consulenza e della formazione Ascolta qui l&#8217;intervista! 👇 Trascrizione dell&#8217;intervista: Spesso ci capita di parlare della necessità di lavorare su più fronti per ridurre l&#8217;impatto negativo, ambientale e sociale del settore e della moda del testile. Quando noi ci rivolgiamo al pubblico, che chiamiamo poi consumatori, sentiamo dire che le aziende devono fare la loro parte. Quando parliamo alle aziende ci dicono che serve l&#8217;intervento dei governi con delle normative più severe. Così oggi eccoci qui ad affrontare l&#8217;argomento delle normative che sono arrivate e che stanno arrivando, Fermo restando che ognuno &#8211; consumatore, azienda e governo &#8211; ha la sua fetta di responsabilità, siamo qua proprio a parlare oggi di quello che anche le aziende hanno chiesto: le normative. Mi sembra però che quando poi le normative sono arrivate, stanno arrivando, i brand sentano molto lontana la necessità di metterle in atto già da ora e di conformarsi, non aspettando ulteriormente altro tempo, percependo magari come lontana la possibilità di ricevere sanzioni o multe, o qualcosa che è ancora appunto così distante dalla loro realtà quotidiana. Noi vorremmo evitare soprattutto ai piccoli e medi brand di trovarsi impreparati nel momento in cui tutte queste normative diventano, magari dall’oggi al domani in atto, cogliendoli impreparati e trovandosi ad affrontare ostacoli dal punto di vista di compliance legale. So che avete seguito anche alcuni casi interessanti, ne avete uno da raccontare? Camilla: &#8220;Sì, abbiamo seguito diversi casi, sicuramente un caso che possiamo ritenere emblematico è stato quello di un brand tessile. Si occupava appunto di moda, e utilizzava degli slogan riferiti ai propri prodotti, proponendoli come sostenibili a impatto zero, quindi tutta una serie di requisiti sicuramente al giorno d&#8217;oggi molto interessanti per chi si interessa di sostenibilità. Il problema di questo brand non era tanto effettivamente la presenza di queste qualità quanto la mancanza di prove a sostegno della loro esistenza. Dovendo dimostrare al consumatore quale fosse l&#8217;impatto zero, quale fossero i vantaggi di questo prodotto, effettivamente non c&#8217;era una prova concreta e chiara, non c&#8217;erano certificazioni di terze parti, non c&#8217;era un vero e proprio sistema di tracciabilità. Quindi è diventato un po&#8217; complicato riuscire a spiegare il perché ci fosse questo vantaggio. Abbiamo quindi deciso di fare un lavoro anche di rebranding da un punto di vista comunicativo, quindi lavorando sia con il reparto comunicazione sia chiaramente il reparto produzione e tutto il sistema di tracciabilità per supportare l&#8217;azienda e capire effettivamente come modificare questo problema. Perché purtroppo anche avendo prodotti effettivamente sostenibili è necessario avere anche tutta una struttura interna che lo riesca a di mostrare. È questo che diventa un pochino difficile capire per certe aziende e certe realtà e quindi cerchiamo un po&#8217; di sensibilizzare e supportare in questo senso. Anche le nuove normative sicuramente stanno aiutando per far comprendere queste dinamiche&#8221;. Isabella: &#8220;Tra l&#8217;altro in questo caso un elemento molto importante, un aggravante di tutta questa situazione è stato dato dal fatto che un&#8217;associazione di ambientalisti avesse segnalato sia tramite mail direttamente all&#8217;azienda, sia tramite recensioni su vari piattaforme, proprio questa condotta ingannevole, queste affermazioni false, comunque fuorvianti o ritenute poco trasparenti. Quindi anche in questo senso poi va da sé che abbiamo dovuto fare un lavoro sulla credibilità del marchio che rischiava di andare un po&#8217; persa e quindi il lavoro di raccolta dei dati e raccolta di prove concrete ha aiutato a difendersi in questo senso&#8221;. Quindi man mano che un piccolo brand acquisisce la visibilità comunque insomma deve sempre prestare più attenzione perché si arriva a entrare nell&#8217;occhio del mirino anche di associazioni che difendono questo tipo di cause che vanno a toccare e sono toccate dai claim che i brand fanno. È molto interessante questo caso anche perché a volte sembra così lontano che possa accadere, ossia sembra che possa accadere solo alle grandi aziende, grandi nomi che noi spesso citiamo all&#8217;interno dei vari canali e invece effettivamente così ci fa rendere idea che è qualcosa di vicino a noi. Avete anche un altro caso da raccontare sempre legato alle normative? Isabella: &#8220;Sì, in realtà è un altro caso interessante che c&#8217;è capitato in questo senso riguarda un brand di prodotti cosmetici che sostanzialmente andava a definire i propri prodotti in generale la propria produzione con l&#8217;utilizzo di elementi naturali. Questo aspetto ha creato un pochino di problematiche. Non tanto per l&#8217;utilizzo dei materiali che in realtà erano effettivamente prodotti naturali , quanto per il fatto che per un sistema di lavorazione di procedure di produzione questi prodotti non potevano in realtà essere definiti 100% naturali. Tra l&#8217;altro in questo caso un altro aspetto che vorremmo portare all&#8217;attenzione è che il termine naturale di per sé non vuol dire sostenibile . Un po’ è evoluto nel linguaggio comune il fatto che dire naturale voglia dire sostenibilità, ma in realtà non è proprio così sia da un punto di vista pdi terminologia di sostenibilità e anche da un punto di vista legale, perché in realtà il termine naturale non prevede questa classificazione. Quindi anche questo aspetto è da segnalare perché richiede chiaramente una certa base sotto per poterlo utilizzare&#8221;. Camilla: &#8220;Sì diciamo che purtroppo non essendo il termine collegabile direttamente alla parola sostenibilità dall&#8217;altra parte anche è vero che la maggior parte dei consumatori purtroppo per fortuna lo pensa e quindi anche in questo senso, da un punto di vista legale, si potrebbe giocare effettivamente su questa cosa. Perché magari il prodotto può essere effettivamente 100% naturale, ipotizziamo, però dall&#8217;altra parte si dà comunque un messaggio che può essere ritenuto forviante e quindi già anche con le normative vigenti in questo momento, fin dall&#8217;anno scorso, comunque già poteva essere ritenuto problematico l&#8217;utilizzo di questo termine . Vediamo adesso che poi ha maggior ragione non si può più utilizzare fondamentalmente però c&#8217;è anche questo elemento da considerare nella pubblicità&#8221;. È molto usato, capita spesso di leggere naturale quasi ovunque nei prodotti cosmetici ma capita anche nella moda. Mi succede di trovare scritto in cotone quindi 100% naturale molto spesso ed effettivamente anche per noi che non siamo del vostreo mestiere “naturale” ci evoca subito sostenibile. C&#8217;è molto ma molto spesso questa associazione di cui dovremmo parlare di più. Non è in realtà così appropriata , non tutto quello che è naturale e sostenibile e non tutto quello che è sostenibile è naturale Grazie perché è molto interessante anche questo caso Noi abbiamo raccontato anche di casi di grandi marchi che sono stati oggetto di denunce o di controlli pubblici da parlere autorità per la tutela dei consumatori o da gruppi di consumatori per via di dichiarazioni magari ingannevoli. Abbiamo per esempio assistito alla revoca dell&#8217;etichetta Conscious da parte di H&#38;M dell&#8217;etichetta Joy Life da parte di Zara e in ugual modo ASOS ha rimosso la linea Responsible Edit . Vi vengono in mente altri casi da menzionare relativi a grandi brand? Camilla: &#8220;Sì, è un caso che ci ricordiamo perché anche questo è stato abbastanza discusso è il caso di Decathlon, per esempio, che aveva utilizzato per diversi prodotti la parola ecodesign . Qualificava i propri prodotti con questo termine, ma in realtà senza specificare effettivamente cosa volesse dire ecodesign o perché rientrasse in questa terminologia. Eco design è anche un regolamento europeo che poi determina quelli che devono essere gli aspetti del prodotto , però un termine così vago senza riferimento alla normativa e senza riferimento alle caratteristiche di sostenibilità risultava fuorviante . Anche per quello nel caso di Decathlon poi è stato rimosso questo termine e hanno attuato tutta un&#8217;altra politica . Anche l&#8217;utilizzo di parole che rievocano la sostenibilità ma che appunto non vengono poi specificate, cioè non viene indicato perché si utilizzano, può essere considerato fuorviante per il consumatore. Il brand potrebbe non essere poi sostenibile effettivamente o potrebbe esserlo ma non dimostrandolo comunque ricade lo stesso in un problema di comunicazione di percezione&#8221;. È come se non lo fosse, se non è dimostrabile, questo è il punto giusto? Camilla: &#8220;Esattamente, sì. Questo vale ovviamente per la grande azienda come per il piccolo brand perché le regole sono sempre le stesse. Chiaramente più l&#8217;azienda è grande e più magari risulta difficile tracciare effettivamente tutto l’iter del prodotto. Magari nasce come una materia prima naturale super sostenibile, poi con il processo si perde. Risulta fondamentale il supporto, il controllo&#8221;. Che cosa si rischia? Quali sono i rischi più comuni per chi ha un brand di moda sostenibile oggi nel 2025 , ma da qui anche all&#8217;anno prossimo, a breve? Isabella: &#8220;In linea generale diciamo che il rischio più immediato , proprio nella scelta e nella realizzazione delle campagne pubblicitari e di marketing, è quello da parte dei brand di utilizzare delle asserzioni, degli slogan come può essere 100% sostenibile, 100% green, amico dell&#8217;ambiente e via dicendo che siano generiche. Sicuramente molto accattivanti per il marketing ma basate su una mancanza di concretezza . Perché ormai è risaputo che un prodotto 100% sostenibile è impossibile da realizzare, quindi chiaramente già nell&#8217;utilizzo di queste asserzioni il rischio principale è quello di ricevere segnalazioni da parte dei consumatori. Perché l&#8217;attenzione che adesso hanno i consumatori nei confronti dei temi che riguardano la sostenibilità è altissima . Ci sono proprio associazioni o siti appositi dove i consumatori possono andare a segnalare le condotte e gli utilizzi , la pubblicità di determinati brand. Inoltre, si rischiano chiaramente I controlli dell&#8217;autorità, emissioni di sanzioni, il doversi sottoporre a procedure sia di controllo e chiaramente poi emissioni di provvedimenti che non sono soltanto economici, ma sono anche inibitori , ossia possono prevedere la sospensione nei casi più gravi della produzione. Ovviamente anche sanzioni anche economiche. Soprattutto però un danno reputazionale enorme. Questo riguarda sia il piccolo brand che magari si trova in un momento di avviamento della della propria attività, ma riguarda anche la grande azienda. Basta un passo falso purtroppo per finire nel nel ciclone e quindi avere un danno reputazionale molto grande&#8221;. Camilla: &#8220;Per un piccolo brand forse risulta quasi ancora più impattante perché soprattutto se all&#8217;inizio è vero che molte sanzioni si basano su quello che è il fatturato , quindi sono proporzionate al fatturato e alla gravità del comportamento, per un piccolo brand per quanto il fatturato possa essere basso c&#8217;è stato magari un grosso investimento e quindi dall&#8217;altra parte queste sanzioni impattano molto e rischiano davvero di bloccare a nascita e la crescita di questa realtà&#8221;. Che è quello che noi vorremmo evitare. Per questo che siamo qui a parlarne oggi in questo episodio e anche in altri contesti . Racconteremo che cosa...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/live-moda-e-normative-sulla-sostenibilita-rischi-sanzioni-e-opportunita--64360456"><img decoding="async" class=" wp-image-15706 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="267" height="104" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="(max-width: 267px) 100vw, 267px" /></a>Non basta creare prodotti in modo più green ed etico. Ci sono altri passi necessari nella moda e nel tessile per conquistare la fiducia delle persone, mostrare l&#8217;impegno nella sostenibilità ed evitare sanzioni e multe. In vista delle nuove normative, ne parliamo con le avvocate Camilla Gentile e Isabella Carantani dello studio legale Close to Ius, con cui stiamo organizzando un workshop dedicato: <a href="https://dress-ecode.com/workshop-sostenibilita/">Sostenibilità e Normative Tessili</a>.</p>
<p>Isabella supporta le aziende nell&#8217;adottare soluzioni legali mirate per la gestione etica e trasparente delle pratiche aziendali, specializzandosi in proprietà industriale, sostenibilità ambientale e sociale e comunicazione trasparente. Camilla si concentra su consulenze legali nell&#8217;ambito della sostenibilità e della responsabilità ESG, aiutando le aziende a conformarsi alle normative di settore e a promuovere strategie sostenibili.</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Indice dei contenuti:</span></h5>
<p>1. Introduzione alla Sostenibilità nella Moda 0:00<br />
• Necessità di prove di sostenibilità</p>
<p>2. Ruolo degli Avvocati nella Sostenibilità 0:24<br />
• Supporto legale per aziende</p>
<p>3. Normative e Responsabilità 1:38<br />
• Responsabilità condivisa (consumatori, aziende, governo)<br />
• Adattamento alle normative</p>
<p>4. Case Studies Emblematici 2:43<br />
• Caso di un brand tessile<br />
• Caso di prodotti cosmetici</p>
<p>5. Rischi Connessi alla Comunicazione e al Marketing 11:19<br />
• Uso di slogan vaghi e generici</p>
<p>6. Impatti della Comunicazione della Sostenibilità 12:28<br />
• Rischi di greenwashing<br />
• Tipologie di washing</p>
<p>7. Approccio Normativo e Competitivo 15:17<br />
• Necessità di conformità alle normative</p>
<p>8. Basta la certificazione? 17:11</p>
<p>9. Le normative: ostacolo o opportunità per i brand sostenibili? 23:46</p>
<p>10. Conclusioni e Raccomandazioni 29:25<br />
• L&#8217;importanza della consulenza e della formazione</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Ascolta qui l&#8217;intervista! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f447.png" alt="👇" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></h5>
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<h5></h5>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Trascrizione dell&#8217;intervista:</span></h5>
<h6>Spesso ci capita di parlare della necessità di lavorare su più fronti per ridurre l&#8217;impatto negativo, ambientale e sociale del settore e della moda del testile. Quando noi ci rivolgiamo al pubblico, che chiamiamo poi consumatori, sentiamo dire che le aziende devono fare la loro parte.<br />
Quando parliamo alle aziende ci dicono che serve l&#8217;intervento dei governi con delle normative più severe. Così oggi eccoci qui ad affrontare l&#8217;argomento delle normative che sono arrivate e che stanno arrivando, Fermo restando che ognuno &#8211; consumatore, azienda e governo &#8211; ha la sua fetta di responsabilità, siamo qua proprio a parlare oggi di quello che anche le aziende hanno chiesto: le normative.<br />
Mi sembra però che quando poi le normative sono arrivate, stanno arrivando, i brand sentano molto lontana la necessità di metterle in atto già da ora e di conformarsi, non aspettando ulteriormente altro tempo, percependo magari come lontana la possibilità di ricevere sanzioni o multe, o qualcosa che è ancora appunto così distante dalla loro realtà quotidiana. Noi vorremmo evitare soprattutto ai piccoli e medi brand di trovarsi impreparati nel momento in cui tutte queste normative diventano, magari dall’oggi al domani in atto, cogliendoli impreparati e trovandosi ad affrontare ostacoli dal punto di vista di compliance legale. So che avete seguito anche alcuni casi interessanti, ne avete uno da raccontare?</h6>
<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-19103 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/02/freepik__the-style-is-candid-image-photography-with-natural__56375.jpeg" alt="" width="272" height="545" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/02/freepik__the-style-is-candid-image-photography-with-natural__56375.jpeg 704w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/02/freepik__the-style-is-candid-image-photography-with-natural__56375-150x300.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/02/freepik__the-style-is-candid-image-photography-with-natural__56375-512x1024.jpeg 512w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/02/freepik__the-style-is-candid-image-photography-with-natural__56375-600x1200.jpeg 600w" sizes="(max-width: 272px) 100vw, 272px" />Camilla:</strong> &#8220;Sì, abbiamo seguito diversi casi, sicuramente un caso che possiamo ritenere emblematico è stato quello di un brand tessile. Si occupava appunto di moda, e utilizzava degli slogan riferiti ai propri prodotti, proponendoli come sostenibili a impatto zero, quindi tutta una serie di requisiti sicuramente al giorno d&#8217;oggi molto interessanti per chi si interessa di sostenibilità. Il problema di questo brand non era tanto effettivamente la presenza di queste qualità quanto la mancanza di prove a sostegno della loro esistenza. Dovendo dimostrare al consumatore quale fosse l&#8217;impatto zero, quale fossero i vantaggi di questo prodotto, effettivamente non c&#8217;era una prova concreta e chiara, non c&#8217;erano certificazioni di terze parti, non c&#8217;era un vero e proprio sistema di tracciabilità. Quindi è diventato un po&#8217; complicato riuscire a spiegare il perché ci fosse questo vantaggio. Abbiamo quindi deciso di fare un lavoro anche di rebranding da un punto di vista comunicativo, quindi lavorando sia con il reparto comunicazione sia chiaramente il reparto produzione e tutto il sistema di tracciabilità per supportare l&#8217;azienda e capire effettivamente come modificare questo problema. Perché purtroppo anche avendo prodotti effettivamente sostenibili è necessario avere anche tutta una struttura interna che lo riesca a di mostrare. È questo che diventa un pochino difficile capire per certe aziende e certe realtà e quindi cerchiamo un po&#8217; di sensibilizzare e supportare in questo senso. Anche le nuove normative sicuramente stanno aiutando per far comprendere queste dinamiche&#8221;.</p>
<p><strong>Isabella:</strong> &#8220;Tra l&#8217;altro in questo caso un elemento molto importante, un aggravante di tutta questa situazione è stato dato dal fatto che un&#8217;associazione di ambientalisti avesse segnalato sia tramite mail direttamente all&#8217;azienda, sia tramite recensioni su vari piattaforme, proprio questa condotta ingannevole, queste affermazioni false, comunque fuorvianti o ritenute poco trasparenti. Quindi anche in questo senso poi va da sé che abbiamo dovuto fare un lavoro sulla credibilità del marchio che rischiava di andare un po&#8217; persa e quindi il lavoro di raccolta dei dati e raccolta di prove concrete ha aiutato a difendersi in questo senso&#8221;.</p>
<h6>Quindi man mano che un piccolo brand acquisisce la visibilità comunque insomma deve sempre prestare più attenzione perché si arriva a entrare nell&#8217;occhio del mirino anche di associazioni che difendono questo tipo di cause che vanno a toccare e sono toccate dai claim che i brand fanno. È molto interessante questo caso anche perché a volte sembra così lontano che possa accadere, ossia sembra che possa accadere solo alle grandi aziende, grandi nomi che noi spesso citiamo all&#8217;interno dei vari canali e invece effettivamente così ci fa rendere idea che è qualcosa di vicino a noi. Avete anche un altro caso da raccontare sempre legato alle normative?</h6>
<p><strong>Isabella:</strong> &#8220;Sì, in realtà è un altro caso interessante che c&#8217;è capitato in questo senso riguarda un brand di prodotti cosmetici che sostanzialmente andava a definire i propri prodotti in generale la propria produzione con l&#8217;utilizzo di elementi naturali.<br />
Questo aspetto ha creato un pochino di problematiche. Non tanto per l&#8217;utilizzo dei materiali che in realtà erano effettivamente prodotti naturali , quanto per il fatto che per un sistema di lavorazione di procedure di produzione questi prodotti non potevano in realtà essere definiti 100% naturali. Tra l&#8217;altro in questo caso un altro aspetto che vorremmo portare all&#8217;attenzione è che il termine naturale di per sé non vuol dire sostenibile . Un po’ è evoluto nel linguaggio comune il fatto che dire naturale voglia dire sostenibilità, ma in realtà non è proprio così sia da un punto di vista pdi terminologia di sostenibilità e anche da un punto di vista legale, perché in realtà il termine naturale non prevede questa classificazione. Quindi anche questo aspetto è da segnalare perché richiede chiaramente una certa base sotto per poterlo utilizzare&#8221;.</p>
<p><strong>Camilla:</strong> &#8220;Sì diciamo che purtroppo non essendo il termine collegabile direttamente alla parola sostenibilità dall&#8217;altra parte anche è vero che la maggior parte dei consumatori purtroppo per fortuna lo pensa e quindi anche in questo senso, da un punto di vista legale, si potrebbe giocare effettivamente su questa cosa. Perché magari il prodotto può essere effettivamente 100% naturale, ipotizziamo, però dall&#8217;altra parte si dà comunque un messaggio che può essere ritenuto forviante e quindi già anche con le normative vigenti in questo momento, fin dall&#8217;anno scorso, comunque già poteva essere ritenuto problematico l&#8217;utilizzo di questo termine . Vediamo adesso che poi ha maggior ragione non si può più utilizzare fondamentalmente però c&#8217;è anche questo elemento da considerare nella pubblicità&#8221;.</p>
<h6>È molto usato, capita spesso di leggere naturale quasi ovunque nei prodotti cosmetici ma capita anche nella moda. Mi succede di trovare scritto in cotone quindi 100% naturale molto spesso ed effettivamente anche per noi che non siamo del vostreo mestiere “naturale” ci evoca subito sostenibile. C&#8217;è molto ma molto spesso questa associazione di cui dovremmo parlare di più. Non è in realtà così appropriata , non tutto quello che è naturale e sostenibile e non tutto quello che è sostenibile è naturale Grazie perché è molto interessante anche questo caso<br />
Noi abbiamo raccontato anche di casi di grandi marchi che sono stati oggetto di denunce o di controlli pubblici da parlere autorità per la tutela dei consumatori o da gruppi di consumatori per via di dichiarazioni magari ingannevoli. Abbiamo per esempio assistito alla revoca dell&#8217;etichetta Conscious da parte di H&amp;M dell&#8217;etichetta Joy Life da parte di Zara e in ugual modo ASOS ha rimosso la linea Responsible Edit . Vi vengono in mente altri casi da menzionare relativi a grandi brand?</h6>
<p><strong>Camilla:</strong> &#8220;Sì, è un caso che ci ricordiamo perché anche questo è stato abbastanza discusso è il caso di Decathlon, per esempio, che aveva utilizzato per diversi prodotti la parola ecodesign . Qualificava i propri prodotti con questo termine, ma in realtà senza specificare effettivamente cosa volesse dire ecodesign o perché rientrasse in questa terminologia. Eco design è anche un regolamento europeo che poi determina quelli che devono essere gli aspetti del prodotto , però un termine così vago senza riferimento alla normativa e senza riferimento alle caratteristiche di sostenibilità risultava fuorviante . Anche per quello nel caso di Decathlon poi è stato rimosso questo termine e hanno attuato tutta un&#8217;altra politica . Anche l&#8217;utilizzo di parole che rievocano la sostenibilità ma che appunto non vengono poi specificate, cioè non viene indicato perché si utilizzano, può essere considerato fuorviante per il consumatore. Il brand potrebbe non essere poi sostenibile effettivamente o potrebbe esserlo ma non dimostrandolo comunque ricade lo stesso in un problema di comunicazione di percezione&#8221;.</p>
<h6><img decoding="async" class=" wp-image-19105 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/02/freepik__the-style-is-candid-image-photography-with-natural__56373.jpeg" alt="" width="257" height="512" /><br />
È come se non lo fosse, se non è dimostrabile, questo è il punto giusto?</h6>
<p><strong>Camilla:</strong> &#8220;Esattamente, sì. Questo vale ovviamente per la grande azienda come per il piccolo brand perché le regole sono sempre le stesse. Chiaramente più l&#8217;azienda è grande e più magari risulta difficile tracciare effettivamente tutto l’iter del prodotto. Magari nasce come una materia prima naturale super sostenibile, poi con il processo si perde. Risulta fondamentale il supporto, il controllo&#8221;.</p>
<h6>Che cosa si rischia? Quali sono i rischi più comuni per chi ha un brand di moda sostenibile oggi nel 2025 , ma da qui anche all&#8217;anno prossimo, a breve?</h6>
<p><strong>Isabella:</strong> &#8220;In linea generale diciamo che il rischio più immediato , proprio nella scelta e nella realizzazione delle campagne pubblicitari e di marketing, è quello da parte dei brand di utilizzare delle asserzioni, degli slogan come può essere 100% sostenibile, 100% green, amico dell&#8217;ambiente e via dicendo che siano generiche. Sicuramente molto accattivanti per il marketing ma basate su una mancanza di concretezza . Perché ormai è risaputo che un prodotto 100% sostenibile è impossibile da realizzare, quindi chiaramente già nell&#8217;utilizzo di queste asserzioni il rischio principale è quello di ricevere segnalazioni da parte dei consumatori. Perché l&#8217;attenzione che adesso hanno i consumatori nei confronti dei temi che riguardano la sostenibilità è altissima . Ci sono proprio associazioni o siti appositi dove i consumatori possono andare a segnalare le condotte e gli utilizzi , la pubblicità di determinati brand. Inoltre, si rischiano chiaramente I controlli dell&#8217;autorità, emissioni di sanzioni, il doversi sottoporre a procedure sia di controllo e chiaramente poi emissioni di provvedimenti che non sono soltanto economici, ma sono anche inibitori , ossia possono prevedere la sospensione nei casi più gravi della produzione. Ovviamente anche sanzioni anche economiche. Soprattutto però un danno reputazionale enorme. Questo riguarda sia il piccolo brand che magari si trova in un momento di avviamento della della propria attività, ma riguarda anche la grande azienda. Basta un passo falso purtroppo per finire nel nel ciclone e quindi avere un danno reputazionale molto grande&#8221;.</p>
<p><strong>Camilla:</strong> &#8220;Per un piccolo brand forse risulta quasi ancora più impattante perché soprattutto se all&#8217;inizio è vero che molte sanzioni si basano su quello che è il fatturato , quindi sono proporzionate al fatturato e alla gravità del comportamento, per un piccolo brand per quanto il fatturato possa essere basso c&#8217;è stato magari un grosso investimento e quindi dall&#8217;altra parte queste sanzioni impattano molto e rischiano davvero di bloccare a nascita e la crescita di questa realtà&#8221;.</p>
<h6>Che è quello che noi vorremmo evitare. Per questo che siamo qui a parlarne oggi in questo episodio e anche in altri contesti . Racconteremo che cosa stiamo facendo insieme. Sentendo voi che raccontate i rischi mi fate venire in mente una massima che un avvocato a cui ci siamo rivolti in passato per una questione legata proprio al podcast. Questa massima che non dimenticherò mai era: “Meglio andare dall&#8217;avvocato avvocata prima che dopo”. Quanto è vero! Penso anche all&#8217;iniziativa che stiamo proponendo adesso, dove il valore investito in un workshop che ti permette di sapere e conoscere i rischi e come evitarli , le normative che sono in atto, questo valore è sicuramente almeno dieci volte meno il costo di magari molte interventi legali dopo. Per non parlare dei danni reputazionali. Meglio informarsi prima che dopo più che mai vale anche in questo caso.</h6>
<p><strong>Isabella:</strong> &#8220;Sì, è sempre meglio muoversi preventivamente. La formazione e la consulenza da parte di consulenti esperti in sostenibilità o legali, in generale chi si occupa di queste cose, è fondamentale per prevenire. Anche perché la direzione dei legislatori sia nazionale sia europeo , e in generale internazionale, è chiara. Un brand che sia piccolo o grande che si muove in quella direzione non solo evita, come giustamente dicevi tu, danni importanti anche a livello economico, ma diventerà anche più competitivo. Perché tanto è un cambiamento comunque che sarà inevitabile . Le normative ormai se non sono già entrate in vigore lo diventeranno a breve. Entro diciamo dalla fine del 2025 al 2030, la maggior parte delle normative entreranno in vigore e quindi bisogna farsi trovare pronti proprio per essere più competitivi sul mercato&#8221;.</p>
<p><strong>Camilla:</strong> &#8220;Tutto rientra sappiamo bene nel pacchetto di normative del Green Deal europeo , però con tantissimi Stati singoli che si sono già mossi in anticipo. Vediamo la Francia che è sempre stata un po&#8217; pioniera in questo senso, l’Italia magari un pochino più in coda. Da un punto di vista anche non strettamente normativo però, ma di linee guida e di migliori pratiche, anche l&#8217;Italia si sta assolutamente muovendo. Dal punto di vista pubblicitario per esempio abbiamo visto che anche l’IPA (ndr: Istituto Autodisciplina Pubblicitaria) si è mosso dando già dei riferimenti rispetto al greenwashing, normato recentemente. Oppure per esempio anche la Camera Nazionale della Moda ha elaborato una serie di linee guida abbastanza corpose che danno delle indicazioni pratiche per i brand , anche non strettamente riferite alle normative ma per iniziare un cambiamento che prima poteva essere lento che adesso è necessariamente diventa molto veloce. 5 anni non sono niente e massimo massimo nel 2030 tutte le normative, anche quelle di cui si sta ancora discutendo, entreranno in vigore. Quindi muoversi è assolutamente necessario&#8221;.</p>
<h6>Per chi già un brand, ma anche per chi lo sta avviando, come dicevate prima. Anche perché per chi lo sta avviando è proprio logico da subito metter in atto qualcosa che sarà da qui a 5 anni. Avere la certificazione è sufficiente? Ci garantisce di essere in regola, di evitare rischi e sanzioni?</h6>
<p><strong>Isabella:</strong> &#8220;Diciamo che la certificazione è sicuramente un elemento utile e un elemento di grande valore , perché va da sé lo dice già il nome certifica un determinato procedimento e una determinata produzione. Tuttavia non è un elemento sufficiente per poter dire il brand o l&#8217;impresa è tutelata al 100%. Questo perché innanzitutto ci sono certificazioni e certificazioni , più rigide e meno rigide, che quindi richiedono controlli, procedimenti da parte delle autorità differenti, e ci sono quelle che hanno più o meno valore a livello di tutela. Ci sono le certificazioni che vengono autoprodotte, che quindi hanno un valore differente da una certificazione che viene da un ente imparziale, un ente terzo ovviamente . Su questo vediamo che ci sono in realtà diverse autocertificazioni che vengono pubblicizzate in un certo modo, ma in realtà bisogna anche qua fare molta attenzione. Perché le normative che sono in vigore adesso e che entreranno in vigore prevedono proprio il valore certo e verificabile da certificazione soltanto se provviene da un ente al di fuori dell&#8217;attività produttiva, un ente imparziale e quindi anche su questo.dobbiamo fare attenzione&#8221;.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-19107 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/02/freepik__the-style-is-candid-image-photography-with-natural__56377.jpeg" alt="" width="268" height="537" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/02/freepik__the-style-is-candid-image-photography-with-natural__56377.jpeg 704w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/02/freepik__the-style-is-candid-image-photography-with-natural__56377-150x300.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/02/freepik__the-style-is-candid-image-photography-with-natural__56377-512x1024.jpeg 512w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/02/freepik__the-style-is-candid-image-photography-with-natural__56377-600x1200.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 268px) 100vw, 268px" />Camilla:</strong> &#8220;Abbiamo visto diverse aziende anche abbastanza strutturate che hanno prodotto delle autocertificazioni, sicuramente con degli esperti, tutto utile, però non sufficiente. Perché l&#8217;autocertificazione vale quello che vale. Dall&#8217;altra parte bisogna anche dire che la certificazione può non essere sufficiente, anche perché ci sono tante certificazioni che qualificano il prodotto. Dicevamo prima per esempio come naturale, penso anche al cotone biologico, però poi bisogna anche vedere quali sono gli altri prodotti proposti dall&#8217;azienda, quali sono gli altri impatti che l&#8217;azienda ha sull&#8217;ambiente. Avere un prodotto certificato per determinati requisiti non comporta automaticamente la sostenibilità, perché per esempio poi su tutto il resto non si è effettivamente sostenibili. Poi parliamo tantissimo di sostenibilità ambientale che è un po&#8217; il focus, è anche la parte più forse difficile in questo momento da gestire, però ricordiamoci che la sostenibilità è anche sociale, è anche economica. Quindi magari una certificazione è rispetto all&#8217;essere green, poi dall&#8217;altra parte poco si concilia con la sostenibilità sociale, con la parità sul luogo di lavoro, tutta una serie insomma di problematiche che invece devono essere evalutate, perché la sostenibilità è a 360 gradi&#8221;.</p>
<h6>Grazie per averlo ricordato, perché questo è un concetto fondamentale che più ne parliamo più ne raccontiamo e meglio è. Mi fa venire in mente un&#8217;altra domanda, perché abbiamo toccato il tema del green washing, nella parte di comunicazione. Oltre tutto quello che riguarda l&#8217;impatto ambientale, in realtà i rischi ci sono anche quando si tocca altri tipi di washing. È una cosa che approfondiremo nel workshop che stiamo proponendo, ma vi chiedo di fare un accenno a questi altri tipi di washing che si possono rischiare.</h6>
<p><strong>Isabella:</strong> &#8220;In realtà negli ultimi anni si sono andati a classificare diverse tipologie di washing. Abbiamo il green washing di cui abbiamo parlato adesso. Abbiamo il pink washing, quel tipo di fenomeno per cui si sfruttano determinati periodi dell&#8217;anno , solitamente attorno a novembre, quando c&#8217;è la giornata contro la violenza sulle donne. Quel tipo di pubblicità che sfrutta il sostegno ai diritti delle donne o in generale ai diritti delle donne alle opportunità lavorative, pari accesso alle opportunità lavorative, per dare lustro ai propri prodotti o alle proprie campagne marketing. Stessa cosa vale per il rainbow washing, quindi per il sostegno alla comunità LGBTQIA+ che sfrutta spesso colori, quindi bandiera arcobaleno, per modificare il packaging dei prodotti per far associare al consumatore quel prodotto al sostegno per la determinata comunità. Potremmo veramente elencare tantissimi di fenomeni di washing&#8221;.</p>
<p><strong>Camilla:</strong> &#8220;Riguarda anche minoranze etniche, ma abbiamo visto anche in altri casi dove viene promosso un supporto allo sport per esempio e poi effettivamente non c&#8217;è. Tantissimi tipi di washing, pubblicità effettivamente ingannevole, perché si parla di casi in cui si professa un supporto che poi però nel concreto non esiste. Torniamo sempre un po&#8217; allo stesso discorso, di riuscire a dimostrare, avere delle prove concrete del supporto, dell&#8217;impegno che effettivamente l&#8217;azienda o il piccolo brand vuole dare a determinate categorie di persone o a determinate tipologie di benessere ambientale, sociale. Abbiamo visto nel caso del rainbow washing per esempio Primark. È stato molto attaccato proprio perché aveva preparato tutta questa campagna molto accattivante, che effettivamente dava impressione di un sostegno importante alla comunità, però dall&#8217;altra parte poi ha iniziato una collaborazione con la Turchia e altri Stati dove in realtà i diritti della comunità LGBTQIA+ non sono effettivamente così tutelati. Quindi si è creato questo contrasto che non ha fatto piacere al pubblico, che anzi ha segnalato la condotta. Da un punto di vista reputazionale è stato abbastanza pesante. Il caso Primark è stato emblematico rispetto al rainbow washing&#8221;.</p>
<h6>Grazie per aver fatto un esempio più chiaro di che cosa si intende e che cosa quando si rischia quando si entra in una zona un po&#8217; delicata, e che cosa voglia dire evitare anche questo tipo di rischi.<br />
Le normative secondo voi aiutano oppure complicano il lavoro dei brand che sono sostenibili? Sono un freno oppure rappresentano una spinta per la moda sostenibile? Cosa ne pensate?</h6>
<p><strong>Isabella:</strong> &#8220;Noi da avvocate pensiamo che sicuramente a primo impatto le normative, soprattutto in un momento come adesso dove possono risultare molte e possono risultare frammentarie, possono generare molta confusione. A un primo impatto possono sembrare proprio un ostacolo alla produzione, alla messa sul mercato, alla la libertà di comunicazione. In realtà il sistema mondiale ormai parla chiaro: ci troviamo in un momento dove necessariamente un cambio di direzione deve essere fatto, riguardo alla sovraproduzione, la produzione eccessiva, la mancanza di un sistema di riciclaggio che consenta un impatto ambientale più basso. La direzione è chiara come dicevamo prima. Se il brand o l&#8217;azienda decide di muoversi in questa direzione ed è una decisione in realtà inevitabile, perché prima o poi va fatta per tutti, questo permetterà di essere più competitivi. Noi consigliamo non perché siamo avvocati ma in generale, di fare questi passi, di decidere di mettere a norma, di regolamentare la propria produzione. Se fatto a fianco dei consulenti, di consulenti di sostenibilità o dei legali aiuta proprio step by step a creare un procedimento che sia, oltre che sostenibile proprio per il brand stesso a livello economico, a livello di investimento, che consenta anche di attuare tutti quei passi che poi permettono di essere tutelati, di lavorare in tranquillità, di sfruttare il marketing della pubblicità, ma di farlo nel modo corretto. Oltre che per essere protetti dal punto di vista legale anche per essere competitivi e reali, ossia dare dati concreti, dati veri&#8221;.</p>
<p><strong>Camilla:</strong> &#8220;Paradossalmente forse la normativa è vero che è molto varia e abbondante, soprattutto nell&#8217;ultimo periodo, ma dall&#8217;altra parte consente effettivamente di avere delle linee in guida molto concrete, molto specifiche che prima non esistevano. P rima vigeva un po&#8217; questa libertà per cui ognuno faceva quello che voleva ed eravamo tutti sostenibili, mettiamola così. Invece questo consente effettivamente di qualificare le aziende che lo sono veramente e dare un valore aggiunto e anche consentire all&#8217;azienda di capire cosa vuol dire essere sostenibili. Sono un pochino complesse, vanno analizzate e sicuramente il supporto di consulenti esterni aiuta, ma questo investimento ritorna assolutamente in tutto quello che è una reputazione, la comunicazione, il benessere sia dell&#8217;azienda sia della società&#8221;.</p>
<h6><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-19109 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/02/freepik__the-style-is-candid-image-photography-with-natural__56374.jpeg" alt="" width="260" height="521" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/02/freepik__the-style-is-candid-image-photography-with-natural__56374.jpeg 704w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/02/freepik__the-style-is-candid-image-photography-with-natural__56374-150x300.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/02/freepik__the-style-is-candid-image-photography-with-natural__56374-512x1024.jpeg 512w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2025/02/freepik__the-style-is-candid-image-photography-with-natural__56374-600x1200.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px" />Ci sentiamo anche noi, in quanto consumatori un po&#8217; più tutelati, che ci potremmo fidare un pochino di più in futuro di quello che le aziende ci dicono, sapendo che c&#8217;è un sistema che guida e che ci tuttela da questo punto di vista. A prescindere dalle normative e dal rischio delle sanzioni, secondo voi le azioni che sono proposte dalla regolamentazione italiana ed europea sono in ogni caso dei passi che ci mostrano da parte dell&#8217;azienda un impegno serio e credibile? Cosa ne pensate?</h6>
<p><strong>Camilla:</strong> &#8220;Sicuramente sì, perché danno queste indicazioni sulla certezza delle informazioni che vengono date e questo a prescindere da quello che la normativa è fondamentale, perché il consumatore possa fare una scelta consapevole, libera e quindi scegliere di supportare aziende che si impegnano concretamente nella loro attività. Questo è sicuramente un passo avanti, aiuta a prescindere da quello che è il rischio di sanzioni. Chiaramente un&#8217;azienda dovrebbe scegliere di fare questi passi a prescindere dalla paura, dal pericolo ma per un impegno concreto verso l&#8217;ambiente, però anche chi ha maggiori difficoltà a comprendere alcune dinamiche la normativa può aiutare&#8221;.</p>
<h6>Sono passi utili quelli di prevedere come trattare alla fine del ciclo di vita i tessuti o introdurre un passaporto digitale o progettare un capo con in mente la fine del ciclo di vita secondo voi? Non è che solo perché le normative ce lo dicono, ma effettivamente tutte queste iniziative all&#8217;interno del quadro regale vanno in una direzione sensata?</h6>
<p><strong>Isabella:</strong> &#8220;Sì, assolutamente ha un senso e la direzione intrapresa è chiara in generale. A nostro parere c&#8217;è l&#8217;attenzione che aumenta sempre più nel consumatore, nelle associazioni ma anche da parte comunque delle aziende stesse, dei brand. È tutta canalizzata nella stessa direzione&#8221;.</p>
<p>Abbiamo anticipato del <a href="https://dress-ecode.com/workshop-sostenibilita/">workshop</a> che stiamo organizzando insieme. A noi fa piacere lanciare questa iniziativa proprio perché desideriamo che le piccole e medie realtà siano anche loro informate e pronte a trovarsi in linea con il quadro normativo. E non solo: all&#8217;interno del <a href="https://dress-ecode.com/workshop-sostenibilita/">workshop</a> toccheremo anche la parte di strategia di sostenibilità, quindi abbiamo le due parti, legale e strategica. Vedremo tutte le varie fasi della produzione e anche della vendita e quello che segue dopo di un capo, un accessorio di moda, come in tutte queste varie fasi si possa migliorare il proprio il proprio impatto ambientale e sociale.</p>
<p>Per saperne di più, <a href="https://dress-ecode.com/workshop-sostenibilita/">clicca qui.</a></p>
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		<title>La moda del riuso incanta Frasso Sabino: la sfilata di upcycling più attesa</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jul 2024 08:08:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Events]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Upcycling/Riuso]]></category>
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					<description><![CDATA[Frasso Sabino, incantevole borgo in provincia di Rieti, ha ospitato anche quest&#8217;anno un evento che mescola creatività e sostenibilità: la sfilata di moda con abiti realizzati da materiali recuperati. Questo consueto appuntamento non è solo una celebrazione della creatività, ma anche un potente messaggio ecologico: niente si butta, niente si spreca. Ogni anno Frasso Sabino ci accoglie come in una scenografia, decorata con cura con materiali di scarto riutilizzati dalla Pro Loco Frasso aiutati da amici e volontari. Quest&#8217;anno i lembi di stoffe mossi dal vento, un monumento tessile che richiama la Venere degli stracci, i manichini-lampadari e gli armadi che fungono da porte richiamano fortemente il tema della moda sostenibile. Nella pittoresca cornice del borgo medievale, il pubblico ha potuto ammirare creazioni uniche che dimostrano come ciò che consideriamo rifiuto possa trasformarsi in moda da passerella. L&#8217;iniziativa ha preso il via con un laboratorio di upcycling e riuso creativo che abbiamo realizzato insieme all&#8217;artigiana e sarta Irina Mariana Andronic. I partecipanti hanno assistito alla trasformazione di capi dimenticati negli armadi in outfit da passerella, all&#8217;insegna della sostenibilità. A seguire, il talk “Upcycling, riuso e qualità” ha animato una delle piazze di Frasso Sabino, arredata con materiali recuperati per l&#8217;occasione. Tra gli ospiti, Erasmo Fiorentino, stilista ufficiale di Miss Universo, Sara Piccinini Leopardi di Resrcle e Silvia Filippi di Accademia di Ecologia ed Arte Riarteco APS, hanno discusso con noi dell&#8217;importanza di un approccio sostenibile nel mondo della moda. &#160; &#160; Dopo una cena all&#8217;aperto che ha celebrato la cucina locale, la sfilata ha preso vita, con la storica conduttrice Viviana Rapisarda, mostrando al pubblico le straordinarie creazioni. Anche quest&#8217;anno eravamo in giuria, con il difficile compito di valutare abiti sempre più elaborati e innovativi. Tra questi, il primo premio è andato a &#8220;Allegria&#8221; di Valeria Zingaretti, un abito realizzato con campionature di tessuti raccolti dal 2016. Al secondo posto si è classificato &#8220;CD&#8230;spiace&#8221; di Alessandra De Angelis, Simonetta Ruggeri e Nadia Pellacci Puglielli, realizzato con vecchi CD, sacchi per la stagionatura dei salumi e collant. Il terzo premio è stato assegnato a &#8220;Lorelei&#8221; di Alejandra Deaza Silva, creato utilizzando una piscina gonfiabile per bambini. Tra le altre creazioni, hanno brillato l&#8217;abito di Graziella Cestari ed Eugenia Benedetti, realizzato con materiali dai giochi dei nipoti, e quello di Francesca Niata, . Rossella Calbi e Antonella Ragno hanno stupito con un abito fatto di posate, tovagliette, incarti di tè e sacchetti di plastica, mentre Donata Claps ha presentato &#8220;R..esistere&#8221;, simbolo di acqua, vita e resilienza. Silena D&#8217;Angeli del Centro Antiviolenza Angelita di Rieti ha proposto un abito di fogli di libri e carta di giornale, portando un messaggio di rinascita della donna. Maria Grazia La Terza ha sorpreso con un abito realizzato con incarti dell&#8217;uovo di Pasqua, tovaglie usa e getta e tovagliette da dentista, dimostrando come materiali insoliti possano diventare moda. Infine, Tiziano Cioccolini ha presentato &#8220;Cigno Nero&#8221;, un abito sensuale creato con lastre radiografiche degli anni &#8217;80 provenienti da uno studio medico. Abbiamo deciso di regalare due sessioni di consulenza strategica agli artisti scelti dal voto del pubblico per indirizzarli nella realizzazione del loro progetto. Il premio è stato vinto dall&#8217;abito &#8220;CD&#8230;spiace,&#8221; che ha conquistato il cuore degli spettatori con la sua scintillante combinazione di vecchi CD. Frasso Sabino, con le sue stradine acciottolate e l&#8217;atmosfera senza tempo, si è confermato il palcoscenico perfetto per questo evento. Il borgo, noto per la sua bellezza e per l&#8217;accoglienza dei suoi abitanti, ha saputo valorizzare l&#8217;iniziativa, attirando visitatori e appassionati di moda. Ogni anno, partecipiamo con entusiasmo a questa iniziativa che non solo sensibilizza sul riuso, il recupero e l&#8217;upcycling di materiali diversi, ma anche valorizza il fascino di Frasso Sabino. Un evento che dimostra come la moda possa essere creativa e rispettosa dell&#8217;ambiente. &#160; Foto: in copertina, Giorgia Arosio @arsgiox ; Dress ECOde]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/la-moda-del-riuso-incanta-frasso-sabino-la-sfilata-di-upcycling-piu-attesa--60798495"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-15706" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="220" height="85" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px" /></a>Frasso Sabino, incantevole borgo in provincia di Rieti, ha ospitato anche quest&#8217;anno un evento che mescola creatività e sostenibilità: la sfilata di moda con abiti realizzati da materiali recuperati.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-18165 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/sfilata-Frasso-moda.jpg" alt="" width="304" height="474" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/sfilata-Frasso-moda.jpg 1305w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/sfilata-Frasso-moda-193x300.jpg 193w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/sfilata-Frasso-moda-657x1024.jpg 657w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/sfilata-Frasso-moda-768x1196.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/sfilata-Frasso-moda-986x1536.jpg 986w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/sfilata-Frasso-moda-1160x1807.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/sfilata-Frasso-moda-600x935.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 304px) 100vw, 304px" />Questo consueto appuntamento non è solo una celebrazione della creatività, ma anche un potente messaggio ecologico: niente si butta, niente si spreca.</p>
<p>Ogni anno Frasso Sabino ci accoglie come in una scenografia, decorata con cura con materiali di scarto riutilizzati dalla Pro Loco Frasso aiutati da amici e volontari. Quest&#8217;anno i lembi di stoffe mossi dal vento, un monumento tessile che richiama la Venere degli stracci, i manichini-lampadari e gli armadi che fungono da porte richiamano fortemente il tema della moda sostenibile.</p>
<p>Nella pittoresca cornice del borgo medievale, il pubblico ha potuto ammirare creazioni uniche che dimostrano come ciò che consideriamo rifiuto possa trasformarsi in moda da passerella.</p>
<p>L&#8217;iniziativa ha preso il via con un laboratorio di upcycling e riuso creativo che abbiamo realizzato insieme all&#8217;artigiana e sarta Irina Mariana Andronic. I partecipanti hanno assistito alla trasformazione di capi dimenticati negli armadi in outfit da passerella, all&#8217;insegna della sostenibilità.</p>
<p>A seguire, il talk “Upcycling, riuso e qualità” ha animato una delle piazze di Frasso Sabino, arredata con materiali recuperati per l&#8217;occasione. Tra gli ospiti, Erasmo Fiorentino, stilista ufficiale di Miss Universo, Sara Piccinini Leopardi di Resrcle e Silvia Filippi di Accademia di Ecologia ed Arte Riarteco APS, hanno discusso con noi dell&#8217;importanza di un approccio sostenibile nel mondo della moda.</p>
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<p>Dopo una cena all&#8217;aperto che ha celebrato la cucina locale, la sfilata ha preso vita, con la storica conduttrice Viviana Rapisarda, mostrando al pubblico le straordinarie creazioni. Anche quest&#8217;anno eravamo in giuria, con il difficile compito di valutare abiti sempre più elaborati e innovativi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-18185 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/Sfilata-frasso-riuso-upcycling-scaled.jpg" alt="" width="310" height="483" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/Sfilata-frasso-riuso-upcycling-scaled.jpg 1643w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/Sfilata-frasso-riuso-upcycling-193x300.jpg 193w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/Sfilata-frasso-riuso-upcycling-657x1024.jpg 657w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/Sfilata-frasso-riuso-upcycling-768x1197.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/Sfilata-frasso-riuso-upcycling-986x1536.jpg 986w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/Sfilata-frasso-riuso-upcycling-1314x2048.jpg 1314w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/Sfilata-frasso-riuso-upcycling-1160x1807.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/Sfilata-frasso-riuso-upcycling-1320x2057.jpg 1320w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/Sfilata-frasso-riuso-upcycling-600x935.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 310px) 100vw, 310px" />Tra questi, il primo premio è andato a &#8220;Allegria&#8221; di Valeria Zingaretti, un abito realizzato con campionature di tessuti raccolti dal 2016. Al secondo posto si è classificato &#8220;CD&#8230;spiace&#8221; di Alessandra De Angelis, Simonetta Ruggeri e Nadia Pellacci Puglielli, realizzato con vecchi CD, sacchi per la stagionatura dei salumi e collant. Il terzo premio è stato assegnato a &#8220;Lorelei&#8221; di Alejandra Deaza Silva, creato utilizzando una piscina gonfiabile per bambini.</p>
<p>Tra le altre creazioni, hanno brillato l&#8217;abito di Graziella Cestari ed Eugenia Benedetti, realizzato con materiali dai giochi dei nipoti, e quello di Francesca Niata, . Rossella Calbi e Antonella Ragno hanno stupito con un abito fatto di posate, tovagliette, incarti di tè e sacchetti di plastica, mentre Donata Claps ha presentato &#8220;R..esistere&#8221;, simbolo di acqua, vita e resilienza. Silena D&#8217;Angeli del Centro Antiviolenza Angelita di Rieti ha proposto un abito di fogli di libri e carta di giornale, portando un messaggio di rinascita della donna. Maria Grazia La Terza ha sorpreso con un abito realizzato con incarti dell&#8217;uovo di Pasqua, tovaglie usa e getta e tovagliette da dentista, dimostrando come materiali insoliti possano diventare moda. Infine, Tiziano Cioccolini ha presentato &#8220;Cigno Nero&#8221;, un abito sensuale creato con lastre radiografiche degli anni &#8217;80 provenienti da uno studio medico.</p>
<p>Abbiamo deciso di regalare due sessioni di consulenza strategica agli artisti scelti dal voto del pubblico per indirizzarli nella realizzazione del loro progetto. Il premio è stato vinto dall&#8217;abito &#8220;CD&#8230;spiace,&#8221; che ha conquistato il cuore degli spettatori con la sua scintillante combinazione di vecchi CD.</p>
<p>Frasso Sabino, con le sue stradine acciottolate e l&#8217;atmosfera senza tempo, si è confermato il palcoscenico perfetto per questo evento. Il borgo, noto per la sua bellezza e per l&#8217;accoglienza dei suoi abitanti, ha saputo valorizzare l&#8217;iniziativa, attirando visitatori e appassionati di moda. Ogni anno, partecipiamo con entusiasmo a questa iniziativa che non solo sensibilizza sul riuso, il recupero e l&#8217;upcycling di materiali diversi, ma anche valorizza il fascino di Frasso Sabino. Un evento che dimostra come la moda possa essere creativa e rispettosa dell&#8217;ambiente.</p>
<figure id="attachment_18199" aria-describedby="caption-attachment-18199" style="width: 692px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://youtu.be/zjM3Lac1gk4"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-18199" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/Sfilata-upcycling-video.jpg" alt="" width="692" height="389" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/Sfilata-upcycling-video.jpg 1280w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/Sfilata-upcycling-video-300x169.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/Sfilata-upcycling-video-1024x576.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/Sfilata-upcycling-video-768x432.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/Sfilata-upcycling-video-1160x653.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2024/07/Sfilata-upcycling-video-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 692px) 100vw, 692px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18199" class="wp-caption-text">Clicca per vedere il video!</figcaption></figure>
<p><iframe title="Spotify Embed: La moda del riuso incanta Frasso Sabino: la sfilata di upcycling più attesa" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/24m091jMujaVgAx1o5nYP6?si=12c2c9ffdfc54ed8&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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<p>Foto: in copertina, Giorgia Arosio <a class="x1i10hfl xjbqb8w x1ejq31n xd10rxx x1sy0etr x17r0tee x972fbf xcfux6l x1qhh985 xm0m39n x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz notranslate _a6hd" tabindex="0" role="link" href="https://www.instagram.com/arsgiox/">@arsgiox</a> ; Dress ECOde</p>
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		<title>10 anni di Sfilata Frasso: la moda sostenibile all&#8217;insegna dell&#8217;upcycling</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Aug 2023 10:26:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Events]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Upcycling/Riuso]]></category>
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					<description><![CDATA[Sfilata Frasso, l’evento di moda che sensibilizza sul recupero di materiali lasciando a bocca aperta per la creatività dei suoi partecipanti, festeggia dieci anni. Anche quest’anno eravamo presenti alla sfilata organizzata nella suggestiva Frasso Sabino, per l’occasione allestita con materiali di recupero dalla Pro Loco Frasso con la collaborazione della comunità, di amici, volontari e abitanti dei comuni limitrofi. A presentare la serata Viviana Rapisarda di Radio Company, con la partecipazione della danzatrice Simona Borghese. Undici abiti in gara quest’anno, esempi di come creare moda grazie all’upcycling, alla manualità e alla fantasia. Non è stato facile stare in giuria e scegliere gli abiti vincitori, perché l’impegno da parte degli artisti diventa ogni anno più intenso. Con me in giuria c’erano Leonardo Tosti, vicepresidente Federmoda, Ilaria Tabarani e Monica Facchin di Legambiente Bassa Sabina, e Tiziana Di Giacomo, direttrice Accademia di Moda Sabina. Quest’anno per festeggiare i dieci anni dell’evento una novità. Quattro salotti tematici dedicati ad aspetti della sostenibilità, a cui hanno partecipato esperti e professionisti dell’argomento: il salotto giallo sull’energia, il salotto verde sull’economia circolare, quello blu sul turismo e il salotto rosso, a cui ho preso parte, sulla moda sostenibile. Grazie a Simona Maresca e Serena Benedetti per l’invito e il lavoro che svolgono ogni anno per rendere l’evento sempre più interessante e coinvolgente. &#160; Ecco gli abiti in gara nell’edizione 2023: 1 Ajutami di Alessandra De Angelis e Simonetta Ruggieri Sacchi di juta dismessi, scarti di cartone e pirottini di paste consumate durante la realizzazione del vestito, fiori freschi creati  con cartoni di uova passati da generazione in generazione. 2 Vestito di carta &#8211; Rinascita del riciclo di Nina Syc Vecchi giornali, volantini promozionali, carta crespa, pizzo di carta bianca, fogli piegati, tubi dei giornali arrotolati, giornali, la carta e pezzi di stoffa ‘second hand’, scatola del tè. &#160; 3 Vestito Filosofico di Valeria Zingaretti L’idea nasce dalla volontà di riciclare il “Calendario Filosofico”, un abito di aforismi e pensieri filosofici creato dalle centinaia (circa 800) di pagine dei calendari degli anni passati, incollate insieme, tramite acqua e colla vinilica, e poste sopra un supporto di TNT bianco. &#160; 4 Note di gioventù di Nadia Assogna Nastro magnetico contenuto nelle audiocassette di vari color, nastro magnetico contenuto nelle videocassette piccole, bobine di varie misure e colore, contenitori per diapositive, un paio di coppette recuperate da un vecchio reggiseno, anellini di metallo-elastico-bioadesivo-colla, cappello, carta di un uovo di pasqua, nastro. Non tutti sono inclini a dedicare il proprio tempo alla creazione di abiti con materiali riciclati, ma ci sono sistemi per rendere gli oggetti ancora utilizzabili. Il consumismo ci ha privato della capacità di riflettere, optando spesso per il riacquisto invece della riparazione, ritenendola poco conveniente o troppo costosa. Tuttavia, è attraverso piccoli gesti quotidiani che possiamo fare la differenza. &#160; 5 Restitutio correntis di Elena Grippo e Nikola Koruga Zanzariera in poliestere, cavi elettrici, filo per cucire in cotone. L&#8217;abito denuncia la crescente produzione di rifiuti elettronici e la dipendenza dell&#8217;uomo da tecnologia ed elettricità. Solo una limitata percentuale di rifiuti elettronici occidentali viene riciclato correttamente, mentre il resto finisce illegalmente nei paesi in via di sviluppo, causando sfruttamento dei lavoratori e smaltimento tossico. Il vestito utilizza cavi elettrici per rappresentare l&#8217;estesa infrastruttura elettrica e simboleggia la frammentazione degli habitat causata dall&#8217;inquinamento. L&#8217;obiettivo è di promuovere la consapevolezza ambientale e sociale e incoraggiare il rispetto e la coesistenza. &#160; 6 Buona la prima di Vive e cattive show Pellicola nera litografica: matrice per la realizzazione di stampati editoriali; Polietilene espanso: film spugnoso trasparente residuato dalla separazione e protezione delle lastre per la stampa; Poliestere satinato opaco: film di protezione delle lastre per la stampa, che aderisce alle stesse per ulteriore protezione, prima dell’impressione chimica; Pvc adesivo di scarto stampato con inchiostri ecologici a base acqua. L&#8217;abito è realizzato principalmente con scarti di PVC adesivo stampato, riutilizzando quanto generato da un guasto nella produzione. I fiori sono ottenuti piegando e incollando i quadrati di adesivo, mentre le foglie sono intagliate e lavorate in diverse pellicole per creare contrasti. Il messaggio dell&#8217;abito, chiamato &#8220;Buona la prima&#8221;, è quello di sensibilizzare sull&#8217;importanza di progettare macchinari che evitino scarti e rifiuti, e racconta l&#8217;ironico percorso seguito per giungere alla creazione dell&#8217;abito definitivo. &#160; 7 Stella maris di Sara Russo Rete da pesca, sacchi industriali in polipropilene intrecciato, rami naturali, retina da fioraio, forme in cartone per scarpe, alluminio da cucina, cialde da caffè espresso in alluminio, polistirolo, retina per patate, collana vintage, carta di giornale, vaschette in alluminio dorato, lacci per scarpe, spille, filo da cucito, cerchietto, elastico, spago, carta velina, colla, zip, filo metallico Il vestito si focalizza sul problema dell&#8217;inquinamento da plastica e delle reti fantasma che danneggiano l&#8217;ambiente marino. Il nome, &#8220;Stella Maris&#8221;, è scelto per il suo significato simbolico legato alla protezione, rappresentando sia una guida spirituale sia una pratica di navigazione. La rete da pesca utilizzata nell&#8217;abito simboleggia l&#8217;attenzione necessaria per affrontare questa problematica e il bisogno di rivisitare il consumismo dannoso. L&#8217;obiettivo del progetto è sensibilizzare sul valore delle ricchezze naturali e sull&#8217;importanza di combattere l&#8217;egoismo che le distrugge. 8 Tienimi per mano di Compagnia bella  Compagnia bella sono 12 donne, stiliste, modelliste e sarte che lavorano o studiano nella sartoria sociale Kore provenienti da Iran, Italia, Kenia, Nigeria, Pakistan, Russia, Ucraina) PVC, vetro acrilico o plexiglass, buste di plastica, fascette in plastica, cordini in plastica. L&#8217;abito simboleggia la diversità e la lotta di donne provenienti da diverse nazioni, ora unite nella sartoria che rappresenta il loro sogno di autonomia e sostentamento per sé e i loro figli. Le mani rappresentano la libertà di viaggiare e i diritti umani, mentre l&#8217;acqua di plexiglass simboleggia il viaggio per mare, con le sue difficoltà e rischi. L&#8217;obiettivo è sensibilizzare verso una moda sostenibile, che rispetti le persone e diffonda messaggi universali. &#160; 9 WABI SABI di Silena D’Angeli (Centro Antiviolenza Angelita) Carta da imballaggio pacchi, plastica, giornali, nastro usato, ventagli di carta piegata attaccati a reggiseno, tappetino antiscivolo in plastica, tenda da doccia come vestito a coda, un nastro preso da un pacco regalo., rivetti, rose realizzate con carta di libro attaccate con colla a caldo, zanzariera, spugna da bagno in plastica. L&#8217;upcycling è la sfida di creare nuovi oggetti con materiali di scarto, conferendo loro un valore superiore. Questa pratica crea sostenibilità ambientale, riduce l&#8217;inquinamento e trova applicazione nella moda, design, edilizia e giocattoli. In particolare, il vestito realizzato dal Centro Antiviolenza Angelita vuole lanciare un messaggio di rinascita e trasformazione per le donne vittime di violenza, incoraggiando il riutilizzo creativo e la ricerca di una seconda possibilità. L&#8217;appello è per tutti di aiutare il pianeta e se stessi attraverso l&#8217;upcycling. &#160; 10 Spicchi di LUNA di Eugenia Benedetti e Graziella Cestari Teli per imballaggio in materiale plastico, residuo della lavorazione dell&#8217;alluminio, gomma da addobbi natalizi, perle di collana rotta, gonnellino in tessuto riciclato, paglietta in alluminio &#160; 11 Tempo di Claps Donata e Vita Masi Mantelline per parrucchieri in plastica bio (direttamente recuperate nel centro Coiffeur), sacchi di plastica per l&#8217;immondizia, buste della spesa, perline, spago, centrini, rete per decorazioni fiori, TNT, un telone da bar smontato dalla struttura dopo esser stato rovinato con un&#8217;improvvisa bomba d&#8217;acqua. L&#8217;abito rappresenta la &#8220;Bellezza senza Tempo&#8221; della natura e l&#8217;importanza di proteggerla. È realizzato con plastica riciclata, simboleggiando il legame fragile tra l&#8217;uomo e la natura. Le mantelline da parrucchiere e il telone da bar rotto da una bomba d&#8217;acqua sono utilizzati per evidenziare l&#8217;impatto dell&#8217;uomo sull&#8217;ambiente e la necessità di prendere coscienza del nostro ruolo nella protezione della natura. Gli abiti premiati dalla giuria &#160; &#160; Le idee e la creatività di tutti gli artisti hanno colpito, i messaggi trasmessi attraverso gli abiti sono più che mai attuali e sentiti, e speriamo continuino a diffonderli avvicinando sempre più persone grazie alla bellezza e alla leggerezza dei vestiti. Ben fatto! L’appuntamento con designer e creativi è per l’anno prossimo. Puoi guardare il video della sfilata qui: Foto: in copertina, Utopia Aps; dove non indicato, le foto sono state scattate da Dress ECOde©]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><span lang="IT"><a href="https://www.spreaker.com/episode/56367060"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15706 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="200" height="77" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Sfilata Frasso, l’evento di moda che sensibilizza sul recupero di materiali lasciando a bocca aperta per la creatività dei suoi partecipanti, festeggia dieci anni.</span></p>
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<p><span lang="IT">Anche quest’anno eravamo presenti alla sfilata organizzata nella suggestiva Frasso Sabino, per l’occasione allestita con materiali di recupero dalla Pro Loco Frasso con la collaborazione della comunità, di amici, volontari e abitanti dei comuni limitrofi. A presentare la serata Viviana Rapisarda di Radio Company, con la partecipazione della danzatrice Simona Borghese.</span></p>
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<p><span lang="IT">Undici abiti in gara quest’anno, esempi di come creare moda grazie all’upcycling, alla manualità e alla fantasia. Non è stato facile stare in giuria e scegliere gli abiti vincitori, perché l’impegno da parte degli artisti diventa ogni anno più intenso. Con me in giuria c’erano </span>Leonardo Tosti, vicepresidente Federmoda, Ilaria Tabarani e Monica Facchin <span lang="IT">di </span>Legambiente Bassa Sabina,<span lang="IT"> e</span> Tiziana Di Giacomo, direttrice Accademia di Moda Sabina<span lang="IT">.</span></p>
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<p><span lang="IT">Quest’anno per festeggiare i dieci anni dell’evento una novità. Quattro salotti tematici dedicati ad aspetti della sostenibilità, a cui hanno partecipato esperti e professionisti dell’argomento: il salotto giallo sull’energia, il salotto verde sull’economia circolare, quello blu sul turismo e il salotto rosso, a cui ho preso parte, sulla moda sostenibile.</span></p>
<p><span lang="IT">Grazie a </span>Simona Maresca <span lang="IT">e </span>Serena Benedetti<span lang="IT"> per l’invito e il lavoro che svolgono ogni anno per rendere l’evento sempre più interessante e coinvolgente.</span></p>

<a href='https://dress-ecode.com/10-anni-di-sfilata-frasso-la-moda-sostenibile-allinsegna-dellupcycling/salotto-economia-circolare/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="225" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Salotto-Economia-circolare-300x225.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Salotto-Economia-circolare-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Salotto-Economia-circolare-600x450.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Salotto-Economia-circolare-1024x768.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Salotto-Economia-circolare-768x576.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Salotto-Economia-circolare-1160x870.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Salotto-Economia-circolare.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>
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<a href='https://dress-ecode.com/10-anni-di-sfilata-frasso-la-moda-sostenibile-allinsegna-dellupcycling/sostenibilita-turismo/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="211" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Sostenibilita-turismo-300x211.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Sostenibilita-turismo-300x211.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Sostenibilita-turismo-600x423.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Sostenibilita-turismo-1024x721.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Sostenibilita-turismo-768x541.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Sostenibilita-turismo-1536x1082.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Sostenibilita-turismo-2048x1443.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Sostenibilita-turismo-1160x817.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>
<a href='https://dress-ecode.com/10-anni-di-sfilata-frasso-la-moda-sostenibile-allinsegna-dellupcycling/salotto-moda-sostenibile/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="237" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Salotto-moda-sostenibile-300x237.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Salotto-moda-sostenibile-300x237.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Salotto-moda-sostenibile-600x475.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Salotto-moda-sostenibile-768x607.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Salotto-moda-sostenibile.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>
<a href='https://dress-ecode.com/10-anni-di-sfilata-frasso-la-moda-sostenibile-allinsegna-dellupcycling/moda-sostenibile-sfilata/'><img loading="lazy" decoding="async" width="290" height="300" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/moda-sostenibile-sfilata-290x300.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/moda-sostenibile-sfilata-290x300.jpg 290w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/moda-sostenibile-sfilata-scaled-600x621.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/moda-sostenibile-sfilata-989x1024.jpg 989w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/moda-sostenibile-sfilata-768x795.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/moda-sostenibile-sfilata-1484x1536.jpg 1484w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/moda-sostenibile-sfilata-1979x2048.jpg 1979w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/moda-sostenibile-sfilata-1160x1201.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px" /></a>
<a href='https://dress-ecode.com/10-anni-di-sfilata-frasso-la-moda-sostenibile-allinsegna-dellupcycling/sustainable-fashion/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="274" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sustainable-fashion-300x274.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sustainable-fashion-300x274.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sustainable-fashion-600x548.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sustainable-fashion-768x702.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sustainable-fashion.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>

</div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<h5><span lang="IT" style="color: #b2a4d4;">Ecco gli abiti in gara nell’edizione 2023:</span></h5>
</div>
<div><strong style="caret-color: #b2a4d4; color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-16821 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-1.jpg" alt="" width="399" height="669" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-1.jpg 483w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-1-179x300.jpg 179w" sizes="auto, (max-width: 399px) 100vw, 399px" /></strong></div>
<p><span style="color: #b2a4d4;"><strong>1 Ajutami di Alessandra De Angelis e Simonetta Ruggieri</strong></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Sacchi di juta dismessi, scarti di cartone e pirottini di paste consumate durante la realizzazione del vestito, fiori freschi creati  con cartoni di uova passati da generazione in generazione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16823" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-2.jpg" alt="" width="409" height="931" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-2.jpg 441w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-2-132x300.jpg 132w" sizes="auto, (max-width: 409px) 100vw, 409px" /></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #b2a4d4;">2 Vestito di carta &#8211; Rinascita del riciclo di Nina Syc</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Vecchi giornali, volantini promozionali, carta crespa, pizzo di carta bianca, fogli piegati, tubi dei giornali arrotolati, giornali, la carta e pezzi di stoffa ‘second hand’, scatola del tè.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16825" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-3.jpg" alt="" width="423" height="651" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-3.jpg 515w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-3-195x300.jpg 195w" sizes="auto, (max-width: 423px) 100vw, 423px" />3 Vestito Filosofico di Valeria Zingaretti</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">L’idea nasce dalla volontà di riciclare il “Calendario Filosofico”, un abito di aforismi e pensieri filosofici creato dalle centinaia (circa 800) di pagine dei calendari degli anni passati, incollate insieme, tramite acqua e colla vinilica, e poste sopra un supporto di TNT bianco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16827" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-4.jpg" alt="" width="415" height="713" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-4.jpg 371w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-4-174x300.jpg 174w" sizes="auto, (max-width: 415px) 100vw, 415px" />4 Note di gioventù di Nadia Assogna</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Nastro magnetico contenuto nelle audiocassette di vari color, nastro magnetico contenuto nelle videocassette piccole, bobine di varie misure e colore, contenitori per diapositive, un paio di coppette recuperate da un vecchio reggiseno, anellini di metallo-elastico-bioadesivo-colla, cappello, carta di un uovo di pasqua, nastro.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non tutti sono inclini a dedicare il proprio tempo alla creazione di abiti con materiali riciclati, ma ci sono sistemi per rendere gli oggetti ancora utilizzabili. Il consumismo ci ha privato della capacità di riflettere, optando spesso per il riacquisto invece della riparazione, ritenendola poco conveniente o troppo costosa. Tuttavia, è attraverso piccoli gesti quotidiani che possiamo fare la differenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16829" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-5.jpg" alt="" width="413" height="776" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-5.jpg 481w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-5-160x300.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 413px) 100vw, 413px" /></span></strong><strong><span style="color: #b2a4d4;">5 Restitutio correntis di Elena Grippo e Nikola Koruga</span></strong></p>
<p class="ContentPasted0">Zanzariera in poliestere, cavi elettrici, filo per cucire in cotone.</p>
<p class="ContentPasted0">L&#8217;abito denuncia la crescente produzione di rifiuti elettronici e la dipendenza dell&#8217;uomo da tecnologia ed elettricità. Solo una limitata percentuale di rifiuti elettronici occidentali viene riciclato correttamente, mentre il resto finisce illegalmente nei paesi in via di sviluppo, causando sfruttamento dei lavoratori e smaltimento tossico. Il vestito utilizza cavi elettrici per rappresentare l&#8217;estesa infrastruttura elettrica e simboleggia la frammentazione degli habitat causata dall&#8217;inquinamento. L&#8217;obiettivo è di promuovere la consapevolezza ambientale e sociale e incoraggiare il rispetto e la coesistenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16831" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-6.jpg" alt="" width="405" height="855" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-6.jpg 389w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-6-142x300.jpg 142w" sizes="auto, (max-width: 405px) 100vw, 405px" />6 Buona la prima di Vive e cattive show</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Pellicola nera litografica: matrice per la realizzazione di stampati editoriali; Polietilene espanso: film spugnoso trasparente residuato dalla separazione e protezione delle lastre per la stampa; Poliestere satinato opaco: film di protezione delle lastre per la stampa, che aderisce alle stesse per ulteriore protezione, prima dell’impressione chimica; Pvc adesivo di scarto stampato con inchiostri ecologici a base acqua.</p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;abito è realizzato principalmente con scarti di PVC adesivo stampato, riutilizzando quanto generato da un guasto nella produzione. I fiori sono ottenuti piegando e incollando i quadrati di adesivo, mentre le foglie sono intagliate e lavorate in diverse pellicole per creare contrasti. Il messaggio dell&#8217;abito, chiamato &#8220;Buona la prima&#8221;, è quello di sensibilizzare sull&#8217;importanza di progettare macchinari che evitino scarti e rifiuti, e racconta l&#8217;ironico percorso seguito per giungere alla creazione dell&#8217;abito definitivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16833" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-7.jpg" alt="" width="417" height="789" />7 Stella maris di Sara Russo</span></strong></p>
<p class="ContentPasted0">Rete da pesca, sacchi industriali in polipropilene intrecciato, rami naturali, retina da fioraio, forme in cartone per scarpe, alluminio da cucina, cialde da caffè espresso in alluminio, polistirolo, retina per patate, collana vintage, carta di giornale, vaschette in alluminio dorato, lacci per scarpe, spille, filo da cucito, cerchietto, elastico, spago, carta velina, colla, zip, filo metallico</p>
<p class="ContentPasted0">Il vestito si focalizza sul problema dell&#8217;inquinamento da plastica e delle reti fantasma che danneggiano l&#8217;ambiente marino. Il nome, &#8220;Stella Maris&#8221;, è scelto per il suo significato simbolico legato alla protezione, rappresentando sia una guida spirituale sia una pratica di navigazione. La rete da pesca utilizzata nell&#8217;abito simboleggia l&#8217;attenzione necessaria per affrontare questa problematica e il bisogno di rivisitare il consumismo dannoso. L&#8217;obiettivo del progetto è sensibilizzare sul valore delle ricchezze naturali e sull&#8217;importanza di combattere l&#8217;egoismo che le distrugge.</p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="color: #b2a4d4;"><strong><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16839" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-8.jpg" alt="" width="419" height="839" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-8.jpg 443w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-8-150x300.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 419px) 100vw, 419px" />8 Tienimi per mano di Compagnia bella </strong></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Compagnia bella sono 12 donne, stiliste, modelliste e sarte che lavorano o studiano nella sartoria sociale Kore provenienti da Iran, Italia, Kenia, Nigeria, Pakistan, Russia, Ucraina)</p>
<p style="font-weight: 400;">PVC, vetro acrilico o plexiglass, buste di plastica, fascette in plastica, cordini in plastica.</p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;abito simboleggia la diversità e la lotta di donne provenienti da diverse nazioni, ora unite nella sartoria che rappresenta il loro sogno di autonomia e sostentamento per sé e i loro figli. Le mani rappresentano la libertà di viaggiare e i diritti umani, mentre l&#8217;acqua di plexiglass simboleggia il viaggio per mare, con le sue difficoltà e rischi. L&#8217;obiettivo è sensibilizzare verso una moda sostenibile, che rispetti le persone e diffonda messaggi universali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16835" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-9.jpg" alt="" width="430" height="838" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-9.jpg 445w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-9-154x300.jpg 154w" sizes="auto, (max-width: 430px) 100vw, 430px" />9 WABI SABI di Silena D’Angeli (Centro Antiviolenza Angelita)</span></strong></p>
<p class="ContentPasted0">Carta da imballaggio pacchi, plastica, giornali, nastro usato, ventagli di carta piegata attaccati a reggiseno, tappetino antiscivolo in plastica, tenda da doccia come vestito a coda, un nastro preso da un pacco regalo., rivetti, rose realizzate con carta di libro attaccate con colla a caldo, zanzariera, spugna da bagno in plastica.</p>
<p class="ContentPasted0">L&#8217;upcycling è la sfida di creare nuovi oggetti con materiali di scarto, conferendo loro un valore superiore. Questa pratica crea sostenibilità ambientale, riduce l&#8217;inquinamento e trova applicazione nella moda, design, edilizia e giocattoli. In particolare, il vestito realizzato dal Centro Antiviolenza Angelita vuole lanciare un messaggio di rinascita e trasformazione per le donne vittime di violenza, incoraggiando il riutilizzo creativo e la ricerca di una seconda possibilità. L&#8217;appello è per tutti di aiutare il pianeta e se stessi attraverso l&#8217;upcycling.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16837" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-10.jpg" alt="" width="432" height="865" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-10.jpg 403w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-10-150x300.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 432px) 100vw, 432px" />10 Spicchi di LUNA di Eugenia Benedetti e Graziella Cestari</span></strong></p>
<p>Teli per imballaggio in materiale plastico, residuo della lavorazione dell&#8217;alluminio, gomma da addobbi natalizi, perle di collana rotta, gonnellino in tessuto riciclato, paglietta in alluminio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16841" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-11.jpg" alt="" width="436" height="758" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-11.jpg 536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/sfilata-moda-sostenibile-11-173x300.jpg 173w" sizes="auto, (max-width: 436px) 100vw, 436px" />11 Tempo di Claps Donata e Vita Masi</span></strong></p>
<p class="ContentPasted0">Mantelline per parrucchieri in plastica bio (direttamente recuperate nel centro Coiffeur), sacchi di plastica per l&#8217;immondizia, buste della spesa, perline, spago, centrini, rete per decorazioni fiori, TNT, un telone da bar smontato dalla struttura dopo esser stato rovinato con un&#8217;improvvisa bomba d&#8217;acqua.</p>
<p class="ContentPasted0">L&#8217;abito rappresenta la &#8220;Bellezza senza Tempo&#8221; della natura e l&#8217;importanza di proteggerla. È realizzato con plastica riciclata, simboleggiando il legame fragile tra l&#8217;uomo e la natura. Le mantelline da parrucchiere e il telone da bar rotto da una bomba d&#8217;acqua sono utilizzati per evidenziare l&#8217;impatto dell&#8217;uomo sull&#8217;ambiente e la necessità di prendere coscienza del nostro ruolo nella protezione della natura.</p>
<div dir="auto">
<h5><span lang="IT" style="color: #b2a4d4;">Gli abiti premiati dalla giuria</span></h5>
<figure id="attachment_16843" aria-describedby="caption-attachment-16843" style="width: 431px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-16843" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Sfilata-Frasso-upcycling-2-Utopia-Aps.jpg" alt="" width="431" height="530" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Sfilata-Frasso-upcycling-2-Utopia-Aps-243x300.jpg 243w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Sfilata-Frasso-upcycling-2-Utopia-Aps-768x947.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 431px) 100vw, 431px" /><figcaption id="caption-attachment-16843" class="wp-caption-text">Tempo di Donata Claps (Foto Utopia Aps)</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_16845" aria-describedby="caption-attachment-16845" style="width: 443px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-16845" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Sfilata-Frasso-upcycling-1-Utopia-Aps.jpg" alt="" width="443" height="732" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Sfilata-Frasso-upcycling-1-Utopia-Aps.jpg 816w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Sfilata-Frasso-upcycling-1-Utopia-Aps-600x992.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Sfilata-Frasso-upcycling-1-Utopia-Aps-181x300.jpg 181w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Sfilata-Frasso-upcycling-1-Utopia-Aps-619x1024.jpg 619w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/Sfilata-Frasso-upcycling-1-Utopia-Aps-768x1270.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 443px) 100vw, 443px" /><figcaption id="caption-attachment-16845" class="wp-caption-text">Buona la prima di Vive e cattive show (Foto Utopia App)</figcaption></figure>
<figure id="attachment_16854" aria-describedby="caption-attachment-16854" style="width: 444px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-16854" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/361547252_611815891059235_7686858882659460069_n-e1691143287348.jpg" alt="" width="444" height="723" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/361547252_611815891059235_7686858882659460069_n-e1691143287348.jpg 838w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2023/08/361547252_611815891059235_7686858882659460069_n-e1691143287348-600x976.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 444px) 100vw, 444px" /><figcaption id="caption-attachment-16854" class="wp-caption-text">Spicchi di luna di Eugenia Benedetti e Graziella Cestari (Foto Utopia Aps)</figcaption></figure>
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<p><span lang="IT">Le idee e la creatività di tutti gli artisti hanno colpito, i messaggi trasmessi attraverso gli abiti sono più che mai attuali e sentiti, e speriamo continuino a diffonderli avvicinando sempre più persone grazie alla bellezza e alla leggerezza dei vestiti. Ben fatto! L’appuntamento con designer e creativi è per l’anno prossimo.</span></p>
<p>Puoi guardare il video della sfilata qui:</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Sfilata Frasso 2023" src="https://player.vimeo.com/video/851578510?dnt=1&amp;app_id=122963" width="563" height="1000" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture"></iframe></p>
</div>
<p style="font-weight: 400;">Foto: in copertina, Utopia Aps; dove non indicato, le foto sono state scattate da Dress ECOde©</p>
<p><iframe title="Spotify Embed: 10 anni di Sfilata Frasso: la moda sostenibile all&amp;apos;insegna dell&amp;apos;upcycling" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/3ZBI9NLCNov03giEideT3e?si=28851b7856f54eeb&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>Sfilano gli abiti all&#8217;insegna dell&#8217;upcycling sotto le stelle di Frasso Sabino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2022 05:17:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Circular economy]]></category>
		<category><![CDATA[Events]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Upcycling/Riuso]]></category>
		<category><![CDATA[ecodesign]]></category>
		<category><![CDATA[sfilata]]></category>
		<category><![CDATA[sfilata sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;upcycling di materiali più diversi sfilano gli abiti ecologici a Frasso Sabino, in provincia di Rieti. Un appuntamento immancabile. Ogni anno la creatività dei designer del riciclo mostra come sia possibile guardare con occhi diversi ciò che altrimenti getteremmo via come rifiuto. I vestiti sfilano per le vie del piccolo borgo sotto un cielo limpido, tra i tavoli disposti per l’occasione. In giuria, li osserviamo uno a uno per valutare la complessità della realizzazione, il riciclo dei materiali, l’originalità, l&#8217;impegno creativo. Nel frattempo è servita una cena speciale in vasocottura e senza carne. Grazie a Serena, a Simona, agli artisti, alla pro loco di Frasso Sabino per l&#8217;impegno nel creare un&#8217;iniziativa importante per sensibilizzare su temi che ci stanno a cuore, come quelli dello spreco e di una moda più sostenibile. 13 gli abiti in gara quest’anno. Te li descriviamo uno a uno: ti stupiranno per i materiali spesso inusuali per la realizzazione di un abito da sfilata! Quale avresti scelto? Qual è secondo te il più ecologico? Primo classificato: Patria (Donata Claps) È una riproduzione del costume nazionale ucraino creato dall&#8217;artista come un grido contro la guerra. Indovineresti mai con cosa è stato realizzato? Patria è un abito che si fa notare come tale, non ha più traccia dei rifiuti, fa dimenticare il riciclo e riporta alla moda. Realizzato con: mascherine chirurgiche monouso, garze ospedaliere, piatti e bottiglie di plastica, buste della spazzatura, spaghi di plastica per balle di fieno, copertura di un ombrello, spighe di grano. &#160; Secondo classificato: Battito di ali (Joy Fumi Akinseye, Sundus Saeed, Valentina Ferrari della Sartoria Sociale KORE) Creato da tre designer e modelliste di tre paesi diversi (Nigeria, Pakistan e Italia), l&#8217;abito vuole trasmettere contemporaneamente la leggerezza del volo di una farfalla e la minaccia della sua estinzione, con la speranza che la natura si rigeneri. Realizzato con: sacchi della spazzatura, filtri da cucina, pluriball, rete di plastica da cantiere, plastica trasparente, piumino per spolverare, bottiglie di Coca-Cola, cavetti elettrici. &#160; Terzo classificato: Gli opposti si attraggano (Vive e cattive Show) Quattro colleghe hanno voluto riutilizzare i rifiuti prodotti durante il lavoro per creare un abito che richiamasse proprio la loro attività. &#8220;Il positivo e il negativo, il pieno e il vuoto che si completano alla perfezione&#8221;, così descrivono il vestito. Realizzato con: film in resina di colore nero, scarto di stampa termica, impianto in pellicola litografica, polietilene espanso residuato da operazioni di imballaggio e confezionamento, carte di protezione lastre per stampa litografica, cartoncino di scarto derivato dalla fustellatura di scatole, bianco e nero che rappresentano lo yin e lo yang, le forze opposte da cui tutto si origina. Corto circuito (Simona Toma) Ispirato al vissuto dell&#8217;artista, che dice di sé: “Essere in corto richiede la forza di smantellare, rimpastare e rilanciare il proprio io”. Realizzato con: tappi di sughero, retina zanzariera, cannucce di plastica, gruccia di ferro. &#160; &#160; Fiamme e intrecci (Scuola di arti e mestieri Nicola Zabaglia &#8211; Monica Cosimi, docente; Cristiana Pompei, insegnante; Maftuna Halimova e Angelina Saura, allieve) Allieve e insegnanti hanno creato un abito scultura che richiamasse le fiamme degli inceneritori. I rifiuti diventano nella fusione un tutt’uno di intrecci. Realizzato con: strisce di scarti di carta fotografica, nastri, scarti di tela di nylon, stecche di plastica, tappi di bottiglie, capsule del caffè. Albero (Valeria Zingaretti) Al passaggio dell&#8217;abito musicale si sentono i suoni della natura. Provengono dall&#8217;ondeggiare di legnetti armoniosamente inseriti per vestirci con ciò che la natura stessa ci offre. Realizzato con: legni di scarto raccolti sulla spiaggia, organza beige. &#160; &#160; Controverso (Erika Petrozzi) Creato con rifiuti sanitari, l&#8217;artista desidera farci riflettere sulla speranza di vita e rinascita, dopo un lungo periodo di sofferenza. Realizzato con: mascherine, capsule di farmaci, filo da pesca. Verde Speranza (Andreina ed Eleonora Amodeo) Morbido e ampio, l&#8217;abito è un invito a costruire con speranza e buon senso un futuro senza sprechi. Realizzato con: telo da cantiere, mascherine e reggi mascherine, capsule di caffè. &#160; &#160; CambiaMenti (Associazione Carta Bianca) L&#8217;unico abito maschile in gara è stato creato con l&#8217;intento di far riflettere sui cambiamenti che l’uomo sta portando nell’ecosistema, per cambiare mentalità. Realizzato con: carta, zanzariere, struttura in metallo di ombrelli dismessi. Pioggia di colore (Nadia Assogna) 1.710 dischetti tagliati uno ad uno da ombrelli buttati per creare 95 pon pon, cuciti a mano per formare petali di fiore sul corpetto e la gonna. Cura e pazienza per un risultato sbalorditivo. &#8220;Vorrei che nessuno più abbandonasse in strada ombrelli rotti e nessun tipo di rifiuto&#8221;, spiega Nadia. &#8220;Non abbandonate rifiuti per strada! A voi non costa nulla ma il mondo ne guadagna in salute&#8221;. Realizzato con: ombrelli di vari colori e dimensioni ormai inutilizzabili raccolti negli anni con la collaborazione di amici e parenti, un vecchio reggiseno, filo metallico per intelaiatura, cappuccetti in plastica e metallo. &#160; &#160; La rinascita (Centro Antiviolenza Angelita di Rieti) Con questo vestito, gli artisti lanciano un messaggio chiaro e forte: &#8220;Dobbiamo liberare il pianeta dal soffocamento della plastica così come ogni donna da ogni forma di violenza&#8221;. Realizzato con: sacchi della spazzatura, bottiglie di plastica, lattine, cannucce. &#160; &#160; Relax (Laura Toma) Laura si è ispirata al film &#8220;Freakout&#8221; con la sua storia piena di magia, personaggi straordinari e odiosi, ma con tanta voglia di migliorare il mondo e far star bene il prossimo. Un minuzioso intreccio di involucri di uso comune e altri scarti: non diresti che è realizzato con le carte dell&#8217;uovo di pasqua! Realizzato con: incarto di uova di pasqua e di merendine, fodera dell&#8217;imbottitura di un cuscino, rete di mazzi di fiori, tappi della birra e di bottiglie di plastica, bottiglie di plastica, elastici. La mia impronta (Simona Malerba) L&#8217;intento dell&#8217;abito è di portarci a riflettere sull’impronta ecologica che ognuno di noi lascia sul pianeta attraverso le nostre scelte. Ciò che mangiamo, il modo in cui ci vestiamo, i nostri comportamenti. Tutto lascia un segno indelebile. Realizzato con: scarti di spugna da bagno, pluriball e scarti da imballaggio, ganci in plastica ricavati da tenda da doccia, carta rotoli di carta igienica, graffette, un mazzo di grano e una foglia d’ulivo. &#160; &#160; &#160; Qui abbiamo raccontato delle edizioni passate: scopri gli abiti delle sfilate precedenti! Foto di: Gregorio Maria Mattei, Dress ECOde, Francesco Franceschi, Sara Gentili. Video di Dress ECOde.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/50903840"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-15706 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="201" height="79" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 201px) 100vw, 201px" /></a>Con l&#8217;upcycling di materiali più diversi sfilano gli abiti ecologici a Frasso Sabino, in provincia di Rieti. Un appuntamento immancabile. Ogni anno la creatività dei designer del riciclo mostra come sia possibile guardare con occhi diversi ciò che altrimenti getteremmo via come rifiuto.</p>
<p>I vestiti sfilano per le vie del piccolo borgo sotto un cielo limpido, tra i tavoli disposti per l’occasione. In giuria, li osserviamo uno a uno per valutare la complessità della realizzazione, il riciclo dei materiali, l’originalità, l&#8217;impegno creativo. Nel frattempo è servita una cena speciale in vasocottura e senza carne.</p>
<p>Grazie a Serena, a Simona, agli artisti, alla pro loco di Frasso Sabino per l&#8217;impegno nel creare un&#8217;iniziativa importante per sensibilizzare su temi che ci stanno a cuore, come quelli dello spreco e di una moda più sostenibile.</p>
<p>13 gli abiti in gara quest’anno. Te li descriviamo uno a uno: ti stupiranno per i materiali spesso inusuali per la realizzazione di un abito da sfilata!</p>
<p>Quale avresti scelto? Qual è secondo te il più ecologico?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16112" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/295033011_5505758636111839_511320411919645450_n.jpg" alt="" width="959" height="639" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/295033011_5505758636111839_511320411919645450_n.jpg 1000w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/295033011_5505758636111839_511320411919645450_n-600x400.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/295033011_5505758636111839_511320411919645450_n-300x200.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/295033011_5505758636111839_511320411919645450_n-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 959px) 100vw, 959px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16117" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-Frasso-ecofashion.jpg" alt="" width="957" height="669" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-Frasso-ecofashion.jpg 1563w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-Frasso-ecofashion-600x419.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-Frasso-ecofashion-300x209.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-Frasso-ecofashion-1024x715.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-Frasso-ecofashion-768x536.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-Frasso-ecofashion-1536x1072.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-Frasso-ecofashion-1160x810.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 957px) 100vw, 957px" /></p>
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<h5><span style="color: #b2a4d4;">Primo classificato: Patria (Donata Claps)</span></h5>
<p>È una riproduzione del costume nazionale ucraino creato dall&#8217;artista come un grido contro la guerra. Indovineresti mai con cosa è stato realizzato? Patria è un abito che si fa notare come tale, non ha più traccia dei rifiuti, fa dimenticare il riciclo e riporta alla moda.</p>
<p>Realizzato con: mascherine chirurgiche monouso, garze ospedaliere, piatti e bottiglie di plastica, buste della spazzatura, spaghi di plastica per balle di fieno, copertura di un ombrello, spighe di grano.</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-16073 aligncenter" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_1240.jpg" alt="" width="428" height="632" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_1240.jpg 1200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_1240-600x886.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_1240-203x300.jpg 203w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_1240-693x1024.jpg 693w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_1240-768x1134.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_1240-1040x1536.jpg 1040w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_1240-1160x1713.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 428px) 100vw, 428px" /></span></h5>
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<h5><span style="color: #b2a4d4;">Secondo classificato: Battito di ali (Joy Fumi Akinseye, Sundus Saeed, Valentina Ferrari della Sartoria Sociale KORE)</span></h5>
<p>Creato da tre designer e modelliste di tre paesi diversi (Nigeria, Pakistan e Italia), l&#8217;abito vuole trasmettere contemporaneamente la leggerezza del volo di una farfalla e la minaccia della sua estinzione, con la speranza che la natura si rigeneri.</p>
<p>Realizzato con: sacchi della spazzatura, filtri da cucina, pluriball, rete di plastica da cantiere, plastica trasparente, piumino per spolverare, bottiglie di Coca-Cola, cavetti elettrici.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16075" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion.jpg" alt="" width="424" height="671" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion.jpg 866w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion-600x950.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion-189x300.jpg 189w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion-647x1024.jpg 647w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion-768x1216.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 424px) 100vw, 424px" /></p>
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<h5><span style="color: #b2a4d4;">Terzo classificato: Gli opposti si attraggano (Vive e cattive Show)</span></h5>
<p>Quattro colleghe hanno voluto riutilizzare i rifiuti prodotti durante il lavoro per creare un abito che richiamasse proprio la loro attività. &#8220;Il positivo e il negativo, il pieno e il vuoto che si completano alla perfezione&#8221;, così descrivono il vestito.</p>
<p>Realizzato con: film in resina di colore nero, scarto di stampa termica, impianto in pellicola litografica, polietilene espanso residuato da operazioni di imballaggio e confezionamento, carte di protezione lastre per stampa litografica, cartoncino di scarto derivato dalla fustellatura di scatole, bianco e nero che rappresentano lo yin e lo yang, le forze opposte da cui tutto si origina.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16083" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-upcycling.jpg" alt="" width="426" height="811" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-upcycling.jpg 891w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-upcycling-600x1142.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-upcycling-158x300.jpg 158w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-upcycling-538x1024.jpg 538w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-upcycling-768x1462.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-upcycling-807x1536.jpg 807w" sizes="auto, (max-width: 426px) 100vw, 426px" /></p>
<h5><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16081" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Siflata-eco-riciclo.jpg" alt="" width="425" height="576" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Siflata-eco-riciclo.jpg 1007w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Siflata-eco-riciclo-600x812.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Siflata-eco-riciclo-222x300.jpg 222w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Siflata-eco-riciclo-757x1024.jpg 757w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Siflata-eco-riciclo-768x1039.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 425px) 100vw, 425px" /></h5>
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<h5><span style="color: #b2a4d4;">Corto circuito (Simona Toma)</span></h5>
<p>Ispirato al vissuto dell&#8217;artista, che dice di sé: “Essere in corto richiede la forza di smantellare, rimpastare e rilanciare il proprio io”.</p>
<p>Realizzato con: tappi di sughero, retina zanzariera, cannucce di plastica, gruccia di ferro.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16085" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-upcycling-riciclo.jpg" alt="" width="431" height="768" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-upcycling-riciclo.jpg 719w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-upcycling-riciclo-600x1070.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-upcycling-riciclo-168x300.jpg 168w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Sfilata-upcycling-riciclo-574x1024.jpg 574w" sizes="auto, (max-width: 431px) 100vw, 431px" /></p>
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<h5><span style="color: #b2a4d4;">Fiamme e intrecci (Scuola di arti e mestieri Nicola Zabaglia &#8211; Monica Cosimi, docente; Cristiana Pompei, insegnante; Maftuna Halimova e Angelina Saura, allieve)</span></h5>
<p>Allieve e insegnanti hanno creato un abito scultura che richiamasse le fiamme degli inceneritori. I rifiuti diventano nella fusione un tutt’uno di intrecci.</p>
<p>Realizzato con: strisce di scarti di carta fotografica, nastri, scarti di tela di nylon, stecche di plastica, tappi di bottiglie, capsule del caffè.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16087" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion-upcycling-2.jpg" alt="" width="438" height="691" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion-upcycling-2.jpg 958w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion-upcycling-2-600x946.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion-upcycling-2-190x300.jpg 190w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion-upcycling-2-649x1024.jpg 649w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/ecofashion-upcycling-2-768x1211.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 438px) 100vw, 438px" /></p>
<h5></h5>
<h5></h5>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Albero (Valeria Zingaretti)</span></h5>
<p>Al passaggio dell&#8217;abito musicale si sentono i suoni della natura. Provengono dall&#8217;ondeggiare di legnetti armoniosamente inseriti per vestirci con ciò che la natura stessa ci offre.</p>
<p>Realizzato con: legni di scarto raccolti sulla spiaggia, organza beige.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16089" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling.jpg" alt="" width="432" height="669" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling.jpg 880w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-600x929.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-194x300.jpg 194w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-662x1024.jpg 662w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-768x1189.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 432px) 100vw, 432px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Controverso (Erika Petrozzi)</span></h5>
<p>Creato con rifiuti sanitari, l&#8217;artista desidera farci riflettere sulla speranza di vita e rinascita, dopo un lungo periodo di sofferenza.</p>
<p>Realizzato con: mascherine, capsule di farmaci, filo da pesca.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16092" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-sfilata.jpg" alt="" width="428" height="704" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-sfilata.jpg 827w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-sfilata-600x987.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-sfilata-182x300.jpg 182w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-sfilata-623x1024.jpg 623w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-sfilata-768x1263.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 428px) 100vw, 428px" /></p>
<h5></h5>
<h5></h5>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Verde Speranza (Andreina ed Eleonora Amodeo)</span></h5>
<p>Morbido e ampio, l&#8217;abito è un invito a costruire con speranza e buon senso un futuro senza sprechi.</p>
<p>Realizzato con: telo da cantiere, mascherine e reggi mascherine, capsule di caffè.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16094" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-abiti-dresses.jpg" alt="" width="421" height="546" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-abiti-dresses.jpg 1047w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-abiti-dresses-600x778.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-abiti-dresses-231x300.jpg 231w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-abiti-dresses-790x1024.jpg 790w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-abiti-dresses-768x995.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 421px) 100vw, 421px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">CambiaMenti (Associazione Carta Bianca)</span></h5>
<p>L&#8217;unico abito maschile in gara è stato creato con l&#8217;intento di far riflettere sui cambiamenti che l’uomo sta portando nell’ecosistema, per cambiare mentalità.</p>
<p>Realizzato con: carta, zanzariere, struttura in metallo di ombrelli dismessi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16096" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-man-uomo.jpg" alt="" width="426" height="695" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-man-uomo.jpg 864w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-man-uomo-600x978.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-man-uomo-184x300.jpg 184w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-man-uomo-628x1024.jpg 628w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-man-uomo-768x1252.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 426px) 100vw, 426px" /></p>
<h5></h5>
<h5></h5>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">Pioggia di colore (Nadia Assogna)</span></h5>
<p>1.710 dischetti tagliati uno ad uno da ombrelli buttati per creare 95 pon pon, cuciti a mano per formare petali di fiore sul corpetto e la gonna. Cura e pazienza per un risultato sbalorditivo. &#8220;Vorrei che nessuno più abbandonasse in strada ombrelli rotti e nessun tipo di rifiuto&#8221;, spiega Nadia. &#8220;Non abbandonate rifiuti per strada! A voi non costa nulla ma il mondo ne guadagna in salute&#8221;.</p>
<p>Realizzato con: ombrelli di vari colori e dimensioni ormai inutilizzabili raccolti negli anni con la collaborazione di amici e parenti, un vecchio reggiseno, filo metallico per intelaiatura, cappuccetti in plastica e metallo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16101" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion.jpg" alt="" width="428" height="620" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion.jpg 937w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-600x868.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-207x300.jpg 207w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-708x1024.jpg 708w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-768x1111.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 428px) 100vw, 428px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">La rinascita (Centro Antiviolenza Angelita di Rieti)</span></h5>
<p>Con questo vestito, gli artisti lanciano un messaggio chiaro e forte: &#8220;Dobbiamo liberare il pianeta dal soffocamento della plastica così come ogni donna da ogni forma di violenza&#8221;.</p>
<p>Realizzato con: sacchi della spazzatura, bottiglie di plastica, lattine, cannucce.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16105" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-moda.jpg" alt="" width="425" height="695" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-moda.jpg 763w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-moda-600x981.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-moda-183x300.jpg 183w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Upcycling-fashion-moda-626x1024.jpg 626w" sizes="auto, (max-width: 425px) 100vw, 425px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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<h5><span style="color: #b2a4d4;">Relax (Laura Toma)</span></h5>
<p>Laura si è ispirata al film &#8220;Freakout&#8221; con la sua storia piena di magia, personaggi straordinari e odiosi, ma con tanta voglia di migliorare il mondo e far star bene il prossimo. Un minuzioso intreccio di involucri di uso comune e altri scarti: non diresti che è realizzato con le carte dell&#8217;uovo di pasqua!</p>
<p>Realizzato con: incarto di uova di pasqua e di merendine, fodera dell&#8217;imbottitura di un cuscino, rete di mazzi di fiori, tappi della birra e di bottiglie di plastica, bottiglie di plastica, elastici.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16107" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Fashion-upcycling-riciclo.jpg" alt="" width="427" height="701" /></p>
<h5></h5>
<h5></h5>
<h5><span style="color: #b2a4d4;">La mia impronta (Simona Malerba)</span></h5>
<p>L&#8217;intento dell&#8217;abito è di portarci a riflettere sull’impronta ecologica che ognuno di noi lascia sul pianeta attraverso le nostre scelte. Ciò che mangiamo, il modo in cui ci vestiamo, i nostri comportamenti. Tutto lascia un segno indelebile.</p>
<p>Realizzato con: scarti di spugna da bagno, pluriball e scarti da imballaggio, ganci in plastica ricavati da tenda da doccia,<span class="Apple-converted-space"> c</span>arta rotoli di carta igienica, graffette, un mazzo di grano e una foglia d’ulivo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16109" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Riciclo-moda-upcycling.jpg" alt="" width="424" height="652" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Riciclo-moda-upcycling.jpg 1111w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Riciclo-moda-upcycling-600x921.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Riciclo-moda-upcycling-195x300.jpg 195w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Riciclo-moda-upcycling-667x1024.jpg 667w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Riciclo-moda-upcycling-768x1179.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/08/Riciclo-moda-upcycling-1000x1536.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 424px) 100vw, 424px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="padding: 56.6% 0 0 0; position: relative;"><iframe style="position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%;" title="Sfilata Frasso - Moda Riciclo Upcycling" src="https://player.vimeo.com/video/738897953?h=294cce647c&amp;badge=0&amp;autopause=0&amp;player_id=0&amp;app_id=58479" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></div>
<p><script src="https://player.vimeo.com/api/player.js"></script></p>
<p><a href="https://dress-ecode.com/?s=frasso">Qui</a> abbiamo raccontato delle edizioni passate: scopri gli abiti delle sfilate precedenti!</p>
<p><em>Foto di: Gregorio Maria Mattei, Dress ECOde, Francesco Franceschi, Sara Gentili. Video di Dress ECOde.</em></p>
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		<title>L&#8217;armadio più alto del mondo: i vestiti di una vita intera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2022 07:34:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Environment/Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Responsible life / Stile di vita resp.]]></category>
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					<description><![CDATA[Sai quanti sono i vestiti di una vita intera? Poiché buttiamo di solito gli abiti che non usiamo più nel corso del tempo, riusciamo ad avere un&#8217;idea di quanti siano in totale? Per rispondere a questa domanda, nel 2018 Benjamin Von Wong e Laura François hanno avuto l&#8217;idea di raccoglierli tutti in un unico guardaroba creando l&#8217;armadio più alto del mondo: in un solo istante, chi alza lo sguardo può vedere con i propri occhi una vita di vestiti. Il guardaroba è diverso per ognuno di noi, secondo la disponibilità economica, l&#8217;epoca, la cultura. Benjamin e Laura hanno stimato il numero di capi che mediamente una persona in un Paese economicamente sviluppato indossa durante la vita: 3.000. Nella struttura di acciaio, assemblata in cinque lunghe giornate, 3.000 capi donati dagli studenti volontari della Fayoum University sono stati appesi a 180 metri di filo all&#8217;interno del centro commerciale Mall of Arabia al Cairo. Mentre posizionavamo ognuno dei capi, ci sono tornate in mente le diverse fasi della vita e quanti vestiti accumuliamo nel corso del tempo Possiamo immaginare l&#8217;impatto ambientale e sociale del nostro guardaroba di una vita? L&#8217;armadio più alto del mondo vuole ricordarci di: Amare gli abiti che abbiamo Comprare solo ciò di cui abbiamo bisogno Condividere ciò che non ci serve &#8220;Volevamo che l&#8217;installazione fosse qualcosa di più di una semplice opera d&#8217;arte. Volevamo che diventasse uno spazio che potesse essere utilizzato anche per generare azioni tangibili e per incoraggiare le persone a pensare localmente&#8221;. Per questo tutti i vestiti usati sono stati destinati a supporto di Refuge Egypt. &#8220;Le donazioni di vestiti non sono sempre l&#8217;approccio migliore quando si vuole ripulire il proprio armadio&#8221;, spiega Laura. “I pacchi di abbigliamento provenienti dall&#8217;Occidente e venduti nelle regioni in via di sviluppo a prezzi più elevati possono alla fine causare una spaccatura nell&#8217;economia locale. Fortunatamente, questo non è il caso in Egitto. L&#8217;armadio più alto del mondo è stata una grande opportunità per chiamare il pubblico ad agire nel ripensare i propri consumi e anche per donare direttamente alle comunità locali che ne hanno bisogno&#8221;. &#160; &#160; Photos from: Von Wong blog]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="JsGRdQ"><a href="https://www.spreaker.com/episode/49579491"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-15706 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg" alt="" width="200" height="78" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830.jpg 1080w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-600x234.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-300x117.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-1024x399.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/Ascolta-articolo-e1651047242830-768x299.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Sai quanti sono i vestiti di una vita intera? Poiché buttiamo di solito gli abiti che non usiamo più nel corso del tempo, riusciamo ad avere un&#8217;idea di quanti siano in totale?<br />
</span></p>
<p><span class="JsGRdQ">Per rispondere a questa domanda, nel 2018 Benjamin Von Wong e Laura François hanno avuto l&#8217;idea di raccoglierli tutti in un unico guardaroba creando l&#8217;armadio più alto del mondo: in un solo istante, chi alza lo sguardo può vedere con i propri occhi una vita di vestiti.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-15721 size-full" title="tallest closet Von Wong and Laura" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/tallest-closet-Von-Wong-e-Laura.jpg" alt="Von Wong and Laura In the middle of the clothes donated" width="2048" height="1365" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/tallest-closet-Von-Wong-e-Laura.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/tallest-closet-Von-Wong-e-Laura-600x400.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/tallest-closet-Von-Wong-e-Laura-300x200.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/tallest-closet-Von-Wong-e-Laura-1024x683.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/tallest-closet-Von-Wong-e-Laura-768x512.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/tallest-closet-Von-Wong-e-Laura-1536x1024.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/tallest-closet-Von-Wong-e-Laura-1160x773.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Il guardaroba è diverso per ognuno di noi, secondo la disponibilità economica, l&#8217;epoca, la cultura. <span class="JsGRdQ">Benjamin </span> e Laura hanno stimato il numero di capi che mediamente una persona in un Paese economicamente sviluppato indossa durante la vita: 3.000.</p>
<p>Nella struttura di acciaio, assemblata in cinque lunghe giornate, 3.000 capi donati dagli studenti volontari della Fayoum University sono stati appesi a 180 metri di filo all&#8217;interno del centro commerciale Mall of Arabia al Cairo.</p>
<blockquote><p>Mentre posizionavamo ognuno dei capi, ci sono tornate in mente le diverse fasi della vita e quanti vestiti accumuliamo nel corso del tempo</p></blockquote>
<p>Possiamo immaginare l&#8217;impatto ambientale e sociale del nostro guardaroba di una vita?<a href="https://dressecode.thinkific.com/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14582 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/05/Untitled-design-1.gif" alt="Moda sostenibile" width="234" height="60" /></a></p>
<p>L&#8217;armadio più alto del mondo vuole ricordarci di:</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Amare gli abiti che abbiamo</span></h5>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Comprare solo ciò di cui abbiamo bisogno</span></h5>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Condividere ciò che non ci serve</span></h5>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-15723" title="l'armadio più alto" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/vestiti-in-una-vita-intera.jpg" alt="armadio più alto visto dal basso" width="2048" height="1366" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/vestiti-in-una-vita-intera.jpg 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/vestiti-in-una-vita-intera-600x400.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/vestiti-in-una-vita-intera-300x200.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/vestiti-in-una-vita-intera-1024x683.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/vestiti-in-una-vita-intera-768x512.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/vestiti-in-una-vita-intera-1536x1025.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2022/04/vestiti-in-una-vita-intera-1160x774.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<blockquote><p>&#8220;Volevamo che l&#8217;installazione fosse qualcosa di più di una semplice opera d&#8217;arte. Volevamo che diventasse uno spazio che potesse essere utilizzato anche per generare azioni tangibili e per incoraggiare le persone a pensare localmente&#8221;.</p></blockquote>
<p>Per questo tutti i vestiti usati sono stati destinati a supporto di <a href="http://www.refuge-egypt.org">Refuge Egypt</a>. &#8220;Le donazioni di vestiti non sono sempre l&#8217;approccio migliore quando si vuole ripulire il proprio armadio&#8221;, spiega Laura. “I pacchi di abbigliamento provenienti dall&#8217;Occidente e venduti nelle regioni in via di sviluppo a prezzi più elevati possono alla fine causare una spaccatura nell&#8217;economia locale. Fortunatamente, questo non è il caso in Egitto. L&#8217;armadio più alto del mondo è stata una grande opportunità per chiamare il pubblico ad <strong>agire nel ripensare i propri consumi</strong> e anche per donare direttamente alle comunità locali che ne hanno bisogno&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" title="This is the World&#039;s Tallest Closet" width="960" height="540" src="https://www.youtube.com/embed/n4r4cgoT3pw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Photos from: <a href="https://blog.vonwong.com/tallestcloset/">Von Wong blog</a></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Spotify Embed: L&amp;apos;armadio più alto del mondo: i vestiti di una vita intera" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/episode/01zGUkhtot6tGP6T9sN55y?si=8450141779e74fa6&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>Soldi. Moda. Potere. È la Fashion Revolution Week</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2022 08:31:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Modern slavery / Schiavitù moderna]]></category>
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					<description><![CDATA[18-24 aprile: è la settimana dedicata alla rivoluzione della moda. La Fashion Revolution Week nasce per ricordare il crollo del Rana Plaza, l’edificio nella regione di Dacca in Bangladesh dove il 24 aprile del 2013 morirono più di mille persone. Le fabbriche producevano abbigliamento per marchi globali internazionali molto noti. Da quel momento si inizia a puntare i riflettori su ciò che c’è dietro l’industria della moda. Ne parliamo ogni anno perché non desideriamo che questo drammatico evento sia accaduto invano, e per fermare la ripetizione di tragedie come questa. 👉🏼 Mettiti alla prova con il nostro QUIZ!  Puoi vincere un REGALO! 🎁 Di questo e del tema dell&#8217;edizione 2022 (Soldi, Moda, Potere) ti raccontiamo nell&#8217;episodio del podcast live con Carlotta Redaelli. Puoi ascoltarlo qui: Soldi. Moda. Potere. &#160; Oppure su Spotify: &#160; &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>18-24 aprile: è la settimana dedicata alla rivoluzione della moda. La Fashion Revolution Week nasce per ricordare il crollo del Rana Plaza, l’edificio nella regione di Dacca in Bangladesh dove il 24 aprile del 2013 morirono più di mille persone. Le fabbriche producevano abbigliamento per marchi globali internazionali molto noti.</p>
<p>Da quel momento si inizia a puntare i riflettori su ciò che c’è dietro l’industria della moda. Ne parliamo ogni anno perché non desideriamo che questo drammatico evento sia accaduto invano, e per fermare la ripetizione di tragedie come questa.</p>
<h5><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f449-1f3fc.png" alt="👉🏼" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <span style="color: #ef827f;">Mettiti alla prova con il nostro <a style="color: #ef827f;" href="https://take.quiz-maker.com/QQVF9H9M0">QUIZ!  Puoi vincere un REGALO! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f381.png" alt="🎁" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></span></h5>
<p>Di questo e del tema dell&#8217;edizione 2022 (Soldi, Moda, Potere) ti raccontiamo nell&#8217;episodio del podcast live con Carlotta Redaelli.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png" alt="" width="33" height="30" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png 3840w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 33px) 100vw, 33px" />Puoi ascoltarlo qui: <a href="https://www.spreaker.com/episode/49488775">Soldi. Moda. Potere.</a></p>
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<p>Oppure su Spotify:</p>
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		<title>Upcycling: 2 laboratori per creare accessori ed eco-animaletti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Oct 2021 14:50:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DYT/Fai da te]]></category>
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					<description><![CDATA[Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Upcycling workshop &#160; Tornare dal vivo a realizzare i laboratori è una vera emozione, ne sentivamo la mancanza. E non importa se il viaggio è lungo (e un po&#8217; noioso) o se il tempo è grigio. L&#8217;obiettivo della giornata è più importante: recuperare capi e tessuti di scarto creando qualcosa di nuovo, per avvicinare a un modello di consumo più responsabile. Domenica 3 ottobre, con Carlotta Redaelli, abbiamo tenuto due workshop grazie a Mani Tese, presso i Giardini in Transito a Milano: Belli capelli con l’upcycling Laboratorio per adulti per realizzare accessori per i capelli, turbanti, fasce e scrunches recuperando tessuti di scarto. Immagina e crea il tuo eco-animaletto Laboratorio per bambini/e (6-10 anni) per creare animaletti con stoffe di recupero. Sagome, spilli, aghi, matite, gessetti, spolette, forbici, tessuti&#8230; il lungo tavolo allestito per l&#8217;occasione era pieno di materiali, e di mani operosamente al lavoro per realizzare il proprio accessorio. Tante persone si sono cimentate nell&#8217;impresa di recuperare un tessuto, disegnando, tagliando e cucendo. Anche chi non sapeva usare ago e filo. C&#8217;è chi ha scelto di creare un turbante, chi una fascia, chi gli scrunches. E anche chi si è unito ai bambini nella scelta di un eco-animaletto! L&#8217;idea era di separare i due laboratori, ma alla fine grandi e piccoli si sono uniti al tavolo, e nel mezzo di quel caos creativo per un attimo ho pensato: &#8220;Riusciremo a seguire bene tutti? Ma, soprattutto, si staranno divertendo?&#8221;. Mentre Carlotta coordinava provetti e inesperti eco-fashion designer di turbanti, fasce e scrunches, mi sono lasciata trasportare dall&#8217;entusiasmo di chi creava eco-animaletti. Samu, 3 anni e mezzo, ha scelto un dinosauro, assolutamente verde: perché è così che lo ha visto al museo! Quando si sceglie l&#8217;upcycling, si sa, i materiali sono quelli a disposizione: è il design che segue la materia prima, non il contrario. Cerca e ricerca abbiamo trovato una stoffa verde militare perfetta per il dinosauro! La parte più bella di questi workshop è la soddisfazione finale dei partecipanti, la gioia di aver creato con le proprie mani, di non aver acquistato, di aver salvato un possibile rifiuto. La felicità in più per noi è stata trovarci insieme dal vivo: Anne-Laure e io finalmente sul campo! E incontrare di persona Carlotta, Mayra Sallie e Grazia, direttamente dal club Sostenibilità. Anche Chiara di Gipsy cip è venuta a darci una mano! Al termine del workshop, hanno sfilato i capi di Cooperativa Sociale Mani Tese, Sartoria Sociale Manigolde e Oso, perché “Un’altra moda è possibile”! L&#8217;evento è nato da una collaborazione tra: Cooperativa ManiTese Onlus Manigolde Giardini in Transito &#8211; Giardino Comunitario Lea Garofalo Carlotta Redaelli Lato B &#8211; l&#8217;altro lato di Milano Corte delle Madri NaturaSì Il prossimo sarà a Verona, ci sarai anche tu? Clicca sull&#8217;immagine qui sotto per vedere le foto:]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png" alt="" width="30" height="28" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png 3840w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 30px) 100vw, 30px" /></p>
<p>Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/46831632">Upcycling workshop</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tornare dal vivo a realizzare i laboratori è una vera emozione, ne sentivamo la mancanza. E non importa se il viaggio è lungo (e un po&#8217; noioso) o se il tempo è grigio. L&#8217;obiettivo della giornata è più importante: recuperare capi e tessuti di scarto creando qualcosa di nuovo, per avvicinare a un modello di consumo più responsabile.</p>
<p>Domenica 3 ottobre, con Carlotta Redaelli, abbiamo tenuto due workshop grazie a <a href="https://www.manitese.it/un-altra-moda-e-possibile?fbclid=IwAR046WB2BIaW33KmapyBKCnyfGEjTsC487gaoT6F24QwyggHsWQvtkQOnwE">Mani Tese</a>, presso i Giardini in Transito a Milano:</p>
<ul>
<li><strong>Belli capelli con l’upcycling</strong></li>
</ul>
<p>Laboratorio per adulti per realizzare accessori per i capelli, turbanti, fasce e scrunches recuperando tessuti di scarto.</p>
<ul>
<li><strong>Immagina e crea il tuo eco-animaletto</strong></li>
</ul>
<p>Laboratorio per bambini/e (6-10 anni) per creare animaletti con stoffe di recupero.</p>
<p>Sagome, spilli, aghi, matite, gessetti, spolette, forbici, tessuti&#8230; il lungo tavolo allestito per l&#8217;occasione era pieno di materiali, e di mani operosamente al lavoro per realizzare il proprio accessorio. Tante persone si sono cimentate nell&#8217;impresa di recuperare un tessuto, disegnando, tagliando e cucendo. Anche chi non sapeva usare ago e filo. C&#8217;è chi ha scelto di creare un turbante, chi una fascia, chi gli scrunches. E anche chi si è unito ai bambini nella scelta di un eco-animaletto! L&#8217;idea era di separare i due laboratori, ma alla fine grandi e piccoli si sono uniti al tavolo, e nel mezzo di quel caos creativo per un attimo ho pensato: &#8220;Riusciremo a seguire bene tutti? Ma, soprattutto, si staranno divertendo?&#8221;.</p>
<p>Mentre Carlotta coordinava provetti e inesperti eco-fashion designer di turbanti, fasce e scrunches, mi sono lasciata trasportare dall&#8217;entusiasmo di chi creava eco-animaletti. Samu, 3 anni e mezzo, ha scelto un dinosauro, assolutamente verde: perché è così che lo ha visto al museo! Quando si sceglie l&#8217;upcycling, si sa, i materiali sono quelli a disposizione: è il design che segue la materia prima, non il contrario. Cerca e ricerca abbiamo trovato una stoffa verde militare perfetta per il dinosauro!</p>
<p>La parte più bella di questi workshop è la soddisfazione finale dei partecipanti, la gioia di aver creato con le proprie mani, di non aver acquistato, di aver salvato un possibile rifiuto.</p>
<p>La felicità in più per noi è stata trovarci insieme dal vivo: Anne-Laure e io finalmente sul campo! E incontrare di persona Carlotta, <a href="https://www.instagram.com/mayrasallie/">Mayra Sallie</a> e <a href="https://www.instagram.com/grace.wardro_bee/">Grazia</a>, direttamente dal club Sostenibilità. Anche Chiara di <a href="https://www.facebook.com/gipsycip/">Gipsy cip</a> è venuta a darci una mano!</p>

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<p>Al termine del workshop, hanno sfilato i capi di <a href="https://www.manitese.it/chi-siamo/federazione-mani-tese/cooperativa-sociale-mani-tese">Cooperativa Sociale Mani Tese</a>, <a href="https://manigolde.it">Sartoria Sociale Manigolde</a> e <a href="https://www.naturasi.it/impegno/naturabile/progetto-rete-sartorie-sociali">Oso</a>, perché “Un’altra moda è possibile”!<br />
L&#8217;evento è nato da una collaborazione tra: <a class="oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 p7hjln8o kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x jb3vyjys rz4wbd8a qt6c0cv9 a8nywdso i1ao9s8h esuyzwwr f1sip0of lzcic4wl oo9gr5id gpro0wi8 lrazzd5p" tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/cooperativa.maniteseonlus/?__cft__[0]=AZUNiG86AlnE9X98VfUyLontGq0MZOIZa8u3VxnlnUz_ja97pwUEPXrYzi7NZ0x8yIs-iyw8Evrh7-Fn4pUPr4lyh-766smuyNJ0B3KWiiuffX4wM2puQv1Vr6uHHypAPEpnH0LRdRG17QInwn8JUiS1&amp;__tn__=kK*F"><span class="nc684nl6">Cooperativa ManiTese Onlus</span></a> <a class="oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 p7hjln8o kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x jb3vyjys rz4wbd8a qt6c0cv9 a8nywdso i1ao9s8h esuyzwwr f1sip0of lzcic4wl oo9gr5id gpro0wi8 lrazzd5p" tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/manigoldesartoriasociale/?__cft__[0]=AZUNiG86AlnE9X98VfUyLontGq0MZOIZa8u3VxnlnUz_ja97pwUEPXrYzi7NZ0x8yIs-iyw8Evrh7-Fn4pUPr4lyh-766smuyNJ0B3KWiiuffX4wM2puQv1Vr6uHHypAPEpnH0LRdRG17QInwn8JUiS1&amp;__tn__=kK*F"><span class="nc684nl6">Manigolde</span></a> <a class="oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 p7hjln8o kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x jb3vyjys rz4wbd8a qt6c0cv9 a8nywdso i1ao9s8h esuyzwwr f1sip0of lzcic4wl oo9gr5id gpro0wi8 lrazzd5p" tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/giardiniintransito/?__cft__[0]=AZUNiG86AlnE9X98VfUyLontGq0MZOIZa8u3VxnlnUz_ja97pwUEPXrYzi7NZ0x8yIs-iyw8Evrh7-Fn4pUPr4lyh-766smuyNJ0B3KWiiuffX4wM2puQv1Vr6uHHypAPEpnH0LRdRG17QInwn8JUiS1&amp;__tn__=kK*F"><span class="nc684nl6">Giardini in Transito &#8211; Giardino Comunitario Lea Garofalo</span></a> <a class="oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 p7hjln8o kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x jb3vyjys rz4wbd8a qt6c0cv9 a8nywdso i1ao9s8h esuyzwwr f1sip0of lzcic4wl oo9gr5id gpro0wi8 lrazzd5p" tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/carlottaredaelli.bioattitude/?__cft__[0]=AZUNiG86AlnE9X98VfUyLontGq0MZOIZa8u3VxnlnUz_ja97pwUEPXrYzi7NZ0x8yIs-iyw8Evrh7-Fn4pUPr4lyh-766smuyNJ0B3KWiiuffX4wM2puQv1Vr6uHHypAPEpnH0LRdRG17QInwn8JUiS1&amp;__tn__=kK*F"><span class="nc684nl6">Carlotta Redaelli</span></a> <a class="oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 p7hjln8o kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x jb3vyjys rz4wbd8a qt6c0cv9 a8nywdso i1ao9s8h esuyzwwr f1sip0of lzcic4wl oo9gr5id gpro0wi8 lrazzd5p" tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/LatoBmilano/?__cft__[0]=AZUNiG86AlnE9X98VfUyLontGq0MZOIZa8u3VxnlnUz_ja97pwUEPXrYzi7NZ0x8yIs-iyw8Evrh7-Fn4pUPr4lyh-766smuyNJ0B3KWiiuffX4wM2puQv1Vr6uHHypAPEpnH0LRdRG17QInwn8JUiS1&amp;__tn__=kK*F"><span class="nc684nl6">Lato B &#8211; l&#8217;altro lato di Milano</span></a> <a class="oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 p7hjln8o kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x jb3vyjys rz4wbd8a qt6c0cv9 a8nywdso i1ao9s8h esuyzwwr f1sip0of lzcic4wl oo9gr5id gpro0wi8 lrazzd5p" tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/cortedellemadri/?__cft__[0]=AZUNiG86AlnE9X98VfUyLontGq0MZOIZa8u3VxnlnUz_ja97pwUEPXrYzi7NZ0x8yIs-iyw8Evrh7-Fn4pUPr4lyh-766smuyNJ0B3KWiiuffX4wM2puQv1Vr6uHHypAPEpnH0LRdRG17QInwn8JUiS1&amp;__tn__=kK*F"><span class="nc684nl6">Corte delle Madri</span></a> <a class="oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 p7hjln8o kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x jb3vyjys rz4wbd8a qt6c0cv9 a8nywdso i1ao9s8h esuyzwwr f1sip0of lzcic4wl oo9gr5id gpro0wi8 lrazzd5p" tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/NaturaS%C3%AC-103642621862757/?__cft__[0]=AZUNiG86AlnE9X98VfUyLontGq0MZOIZa8u3VxnlnUz_ja97pwUEPXrYzi7NZ0x8yIs-iyw8Evrh7-Fn4pUPr4lyh-766smuyNJ0B3KWiiuffX4wM2puQv1Vr6uHHypAPEpnH0LRdRG17QInwn8JUiS1&amp;__tn__=kK*F"><span class="nc684nl6">NaturaSì</span></a></p>
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<div tabindex="0" role="button">Il prossimo sarà a Verona, ci sarai anche tu?</div>
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		<title>SfilataFrasso: 9 abiti di moda ecologica in passerella</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2021 09:14:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Circular economy]]></category>
		<category><![CDATA[Events]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Upcycling/Riuso]]></category>
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					<description><![CDATA[Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Abiti SfilataFrasso Una serata magica nel suggestivo borgo di Frasso Sabino (RI). Dopo l&#8217;assenza nel 2020, SfilataFrasso Moda e Riciclo è tornata in versione speciale: con un numero limitato di spettatori, nel rispetto della normativa Covid-19, durante una cena tra le mura del Castello le modelle hanno sfilato lungo le vie del paese. Sfilata Frasso è un evento di moda ecofashion, nato per sensibilizzare la comunità locale sul tema della raccolta differenziata. Designer creativi partecipano proponendo abiti realizzati recuperando materiali da buttare. Non solo una sfilata di moda più sostenibile, ma nelle piazze e nelle strade del paese la comunità locale crea ogni volta un’opera d’arte green con materiali riutilizzati. Quest&#8217;anno colorati frammenti di plastica, recuperati nei mesi precedenti anche dai comuni limitrofi felici di contribuire, hanno impreziosito il borgo. Quando Serena Benedetti e Simona Maresca, responsabili comunicazione dell&#8217;evento, mi hanno invitata ho accettato immediatamente.  &#8220;Gli abiti saranno, come da regolamento, realizzati esclusivamente con rifiuti e materiali di scarto pronti più che mai a lanciare il messaggio #NonSonoDaButtare! &#8211; raccontano Serena e Simona &#8211; La pandemia ha acceso più che mai il tema della difficoltà dello smaltimento dei rifiuti. É cambiata (anche) la nostra gestione dei materiali monouso&#8221;. Il 31 luglio ho preso parte come giurata all&#8217;edizione best of della sfilata che tanto amiamo, con in gara i nove artisti del recupero di materiali primi classificati delle ultime sette edizioni. Con me, altri quattro giurati hanno condiviso il compito a dire poco arduo di scegliere i vincitori di quest&#8217;anno, nella cornice di un borgo pieno di fascino. Durante la sfilata, abbiamo gustato una deliziosa cena con un menù creato ad hoc per l’occasione, realizzato in vaso cottura, con la massima attenzione alla sostenibilità. Condotta da Viviana Rapisarda, la serata è stata piacevolmente all&#8217;insegna di abiti, intervallati dalle esibizioni della Terni jazz Orchestra. Il paese era apparecchiato in tavolate allegre e curiose. Tra una portata e l&#8217;altra abbiamo votato i vestiti. Non è stato semplice: la creatività e l&#8217;impegno dei partecipanti nel recupero dei materiali è notevole. Puoi vedere qui un breve video che ho creato come ricordo. Qui ti mostro tutti gli abiti: creare vestiti e al tempo stesso ridurre l&#8217;impronta ecologica è possibile! Impigliati nella rete, di Eugenia Benedetti e Graziella Cestari. Primo classificato Realizzato con bottiglie di plastica, zanzariere, parasole per auto, nastri e vecchi strass. &#8220;L’abito vuole essere un inno di protesta contro l’inquinamento dei mari a causa delle microplastiche. &#8211; spiegano Eugenia e Graziella &#8211; E’ un invito ad avere cura dei tesori che la natura ci offre&#8221;. Le artiste condividono da anni con SfilataFrasso il messaggio di rispetto e cura per l’ambiente e attenzione verso un corretto smaltimento dei rifiuti. Indossato da Giada Franceschi. &#160; Pss!, di Gregorio Maria Mattei. Secondo classificato Realizzato con gonfiabili in PVC bucati, assemblati tramite vere cuciture a mano e a macchina e punti di fusione con il calore. Un abito ironico e divertente che richiama l’estate, la gioia di vivere, i sorrisi, ma nasconde un messaggio molto importante: il desiderio del ritorno a una società &#8220;gonfia&#8221; di valori positivi. Non mette allegria solo a guardarlo? Indossato da Francesca Fortuna. &#160; Crystal Bride, di Erica Petrozzi. Terzo  classificato Realizzato con tappi di siringhe, carta e plastica che contengono i deflussori per le flebo, tappi di flaconi per terapia endovenosa, e decorato con perle e cristalli riciclati, cucito con filo da pesca. Un abito brioso per una sposa sostenibile composto da gonna e corpetto. &#8220;L’abito richiama il dolore che abbiamo tutti imparato a conoscere durante l’epidemia Covid-19&#8221;, spiega Erica. Allo stesso tempo, il vestito riporta l’immagine di una sposa luminosa, che arriva orgogliosa all’altare coronando un sogno. Erica è un&#8217;infermiera e raccontando l&#8217;abito insieme a Silvia, la modella, ci ha trasmesso le emozioni di un&#8217;esperienza che le ha segnate. Indossato da Silvia De Tommaso. &#160; Raggio di Sole, di Silvia Rossi Realizzato con mascherine chirurgiche, involucro in plastica di pacchetti di sigarette, scarti di plastica dorata. Silvia ha coinvolto amici, colleghi, parenti chiedendo di non buttare le mascherine, raccogliendone circa un centinaio. Igienizzate con acqua, cucite, intrecciate e rifinite compongono un abito, ispirato a Guerre Stellari, che scalda e protegge una donna guerriera pronta ad affrontare le sfide del quotidiano. Indossato da Beatrice Fiorillo. &#160; Una farfalla sui fiori, di Vita Masi Realizzato con sacco a rete in nylon per la stagionatura dei salumi, stecche di plastica, linguette di lattine in alluminio, lacci di scarpe, carta da parati, scarti di tovaglioli, tubolare per fili elettrici. Un vestito romantico, con cui Vita racconta che può nascere un fiore in mezzo ai rifiuti, mai perdere la speranza. Indossato da Arianna Cicolani. &#160; REbirth, dell’associazione ASD DMB Danza Movimento Benessere Realizzato con sacchi a rete per le patate, scarti di plastica trasparente, confezioni floreali, cartoncino dei coperchi di contenitori monouso in alluminio, bastoncini in plastica per sostenere palloncini, fili di ferro ricavato da stampelle. L’abito nasce da una riflessione sul difficile periodo che stiamo vivendo. E’ ispirato al film degli anni &#8217;80 MAD MAX, in cui un guerriero solitario viene esiliato dalla sua città e tratto in salvo da una tribù di bambini selvaggi. Il guerriero è la donna che nel quotidiano &#8220;lotta con le armi della creatività e della passione contro la pandemia&#8221;. &#8220;Abbiamo scelto di usare un materiale povero &#8211; dicono le artiste &#8211; per dimostrare che una donna può essere chic anche vestita con un sacco di patate, essere semplice senza rinunciare a essere bella&#8221;. L&#8217;abito ha ricevuto il premio Passione Sostenibile dal Circolo Legambiente Bassa Sabina. Indossato da Lavinia Luglio. &#160; Carpe Diem, di Simona Toma Realizzato con carta da recupero, tovagliette in TNT, tappi in metallo di bottiglia raccolti da parenti ed amici, stracci di cotone ormai logori, mascherine chirurgiche usate, lacci spaiati di scarpe. &#8220;Un abito street style, un po&#8217; rock, un po&#8217; Madonna in &#8216;Cercasi Susan disperatamente&#8217; rivista con gli occhi di oggi &#8211; racconta Simona &#8211; Il top corto è realizzato con vecchi stracci usati sanificati dalla ditta di pulizie condominiali da cui sono stati presi. Per il retro del top è stata scelta e applicata la tecnica del macramè. Carpe diem è il suono delle risate tra amici che si ritrovano a tavola insieme dopo tanto tempo, il tintinnio mentre stappi la bottiglia di birra ghiacciata nelle calde giornate d&#8217;estate, il sudore del lavoro che non si è mai fermato, si è perso, si cerca e ricerca… si sogna&#8221;. Indossato da Serena Perpignani. &#160; Linee d’ombra,  di Nadia Assogna Realizzato con una vecchia rete da giardino, ombreggiante bicolore, PVC di cartelloni pubblicitari, telo di un ombrello parapioggia, buste di crocchette per cani. Un abito colorato che rappresenta in pieno il recupero. &#8220;Tutti i materiali di scarto, se non completamente sfruttati, hanno sempre una seconda possibilità&#8221;, spiega Nadia. &#8220;Bisogna sempre essere pronti a guardare oltre soprattutto quando si tratta di preservare l’ambiente e costruire insieme un futuro splendente. Verso l’infinito e oltre!&#8221;. Indossato da Marzia Assogna. &#160; Intrecci in bianco e nero, di Donata Claps Realizzato con spago in plastica, sacchi neri da immondizia, tovaglie in TNT, carta argentata, 2 CD, bottiglie di plastica. Ogni treccia è stata assemblata e cucita a mano dall’artista con l’aiuto di suo padre. Ispirato durante un pranzo in campagna, in occasione della raccolta del fieno, è impreziosito da una cintura con decori floreali.  &#8220;La natura sa donarsi all’uomo senza riserve&#8221;, racconta Donata. &#8220;Godiamo tutti dei suoi benefici. Ma non tutti la rispettiamo. Da lì l’idea di recuperare lo spago per le balle di fieno e tutto ciò che poteva essere riusato dopo la raccolta per dare vita a una creazione con materiali che sarebbero stati scartati&#8221;. Dalla Basilicata fino a Frasso per ricordare il rispetto per la natura. Indossato da Veronica Sinibaldi. &#160; Più informazioni sulle pagine Facebook e Instagram dell’evento: SfilataFrasso Facebook SfilataFrasso Instagram Foto: Leonardo Priolo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png" alt="" width="30" height="28" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png 3840w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 30px) 100vw, 30px" />Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/46457498">Abiti SfilataFrasso</a></p>
<p>Una serata magica nel suggestivo borgo di Frasso Sabino (RI). Dopo l&#8217;assenza nel 2020, <a href="https://dress-ecode.com/2021/07/09/torna-la-sfilata-di-moda-ecologica-a-frasso-sabino-designer-creano-dai-rifiuti-meravigliosi-abiti/">SfilataFrasso Moda e Riciclo è tornata</a> in versione speciale: con un numero limitato di spettatori, nel rispetto della normativa Covid-19, durante una cena tra le mura del Castello le modelle hanno sfilato lungo le vie del paese.</p>
<p><a href="https://dress-ecode.com/2019/12/16/i-designer-che-trasformano-i-rifiuti-in-bellezza-a-frasso-sabino-levento-di-moda-ecologica/"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15209 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A9822.jpg" alt="" width="332" height="499" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A9822.jpg 1016w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A9822-600x900.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A9822-200x300.jpg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A9822-683x1024.jpg 683w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A9822-768x1152.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 332px) 100vw, 332px" />Sfilata Frasso</a> è un evento di moda ecofashion, nato per sensibilizzare la comunità locale sul tema della raccolta differenziata. Designer creativi partecipano proponendo abiti realizzati recuperando materiali da buttare. Non solo una sfilata di moda più sostenibile, ma nelle piazze e nelle strade del paese la comunità locale crea ogni volta un’opera d’arte green con materiali riutilizzati. Quest&#8217;anno colorati frammenti di plastica, recuperati nei mesi precedenti anche dai comuni limitrofi felici di contribuire, hanno impreziosito il borgo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-14582" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/05/Untitled-design-1.gif" alt="Moda sostenibile" width="234" height="60" />Quando Serena Benedetti e Simona Maresca, responsabili comunicazione dell&#8217;evento, mi hanno invitata ho accettato immediatamente.  &#8220;Gli abiti saranno, come da regolamento, realizzati esclusivamente con rifiuti e materiali di scarto pronti più che mai a lanciare il messaggio <em>#NonSonoDaButtare! &#8211; r</em>accontano Serena e Simona &#8211; La pandemia ha acceso più che mai il tema della difficoltà dello smaltimento dei rifiuti. É cambiata (anche) la nostra gestione dei materiali monouso&#8221;.</p>
<p>Il 31 luglio ho preso parte come giurata all&#8217;edizione <em>best of</em> della sfilata che tanto amiamo, con in gara i nove artisti del recupero di materiali primi classificati delle ultime sette edizioni. Con me, altri quattro giurati hanno condiviso il compito a dire poco arduo di scegliere i vincitori di quest&#8217;anno, nella cornice di un borgo pieno di fascino. Durante la sfilata, abbiamo gustato una deliziosa cena con un menù creato ad hoc per l’occasione, realizzato in vaso cottura, con la massima attenzione alla sostenibilità.</p>
<p>Condotta da Viviana Rapisarda, la serata è stata piacevolmente all&#8217;insegna di abiti, intervallati dalle esibizioni della Terni jazz Orchestra. Il paese era apparecchiato in tavolate allegre e curiose. Tra una portata e l&#8217;altra abbiamo votato i vestiti. Non è stato semplice: la creatività e l&#8217;impegno dei partecipanti nel recupero dei materiali è notevole. Puoi vedere <a href="https://www.canva.com/design/DAEl8IEYlzo/YmoIMYJzgI_d_RN12pMxpQ/watch?utm_content=DAEl8IEYlzo&amp;utm_campaign=designshare&amp;utm_medium=link&amp;utm_source=sharebutton">qui</a> un breve video che ho creato come ricordo.</p>
<p>Qui ti mostro tutti gli abiti: creare vestiti e al tempo stesso ridurre l&#8217;impronta ecologica è possibile!</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Impigliati nella rete, di Eugenia Benedetti e Graziella Cestari. Primo classificato</span></h5>
<p>Realizzato con bottiglie di plastica, zanzariere, parasole per auto, nastri e vecchi strass. &#8220;L’abito vuole essere un inno di protesta contro l’inquinamento dei mari a causa delle microplastiche. &#8211; spiegano Eugenia e Graziella &#8211; E’ un invito ad avere cura dei tesori che la natura ci offre&#8221;. Le artiste condividono da anni con SfilataFrasso il messaggio di rispetto e cura per l’ambiente e attenzione verso un corretto smaltimento dei rifiuti.</p>
<p>Indossato da Giada Franceschi.</p>

<a href='https://dress-ecode.com/sfilatafrasso-9-abiti-di-moda-ecologica-in-passerella/c80a9506/'><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A9506-683x1024.jpg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A9506-683x1024.jpg 683w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A9506-600x900.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A9506-200x300.jpg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A9506-768x1152.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A9506.jpg 1016w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></a>
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<h5><span style="color: #acc0a5;">Pss!, di Gregorio Maria Mattei. Secondo classificato</span></h5>
<p>Realizzato con gonfiabili in PVC bucati, assemblati tramite vere cuciture a mano e a macchina e punti di fusione con il calore. Un abito ironico e divertente che richiama l’estate, la gioia di vivere, i sorrisi, ma nasconde un messaggio molto importante: il desiderio del ritorno a una società &#8220;gonfia&#8221; di valori positivi. Non mette allegria solo a guardarlo?</p>
<p>Indossato da Francesca Fortuna.</p>

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<h5><span style="color: #acc0a5;">Crystal Bride, di Erica Petrozzi. Terzo  classificato</span></h5>
<p>Realizzato con tappi di siringhe, carta e plastica che contengono i deflussori per le flebo, tappi di flaconi per terapia endovenosa, e decorato con perle e cristalli riciclati, cucito con filo da pesca. Un abito brioso per una sposa sostenibile composto da gonna e corpetto. &#8220;L’abito richiama il dolore che abbiamo tutti imparato a conoscere durante l’epidemia Covid-19&#8221;, spiega Erica. Allo stesso tempo, il vestito riporta l’immagine di una sposa luminosa, che arriva orgogliosa all’altare coronando un sogno. Erica è un&#8217;infermiera e raccontando l&#8217;abito insieme a Silvia, la modella, ci ha trasmesso le emozioni di un&#8217;esperienza che le ha segnate.</p>
<p>Indossato da Silvia De Tommaso.</p>

<a href='https://dress-ecode.com/sfilatafrasso-9-abiti-di-moda-ecologica-in-passerella/c80a8585/'><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A8585-683x1024.jpg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A8585-683x1024.jpg 683w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A8585-600x900.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A8585-200x300.jpg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A8585-768x1152.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/09/C80A8585.jpg 1016w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></a>
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<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Raggio di Sole, di Silvia Rossi</span></h5>
<p>Realizzato con mascherine chirurgiche, involucro in plastica di pacchetti di sigarette, scarti di plastica dorata. Silvia ha coinvolto amici, colleghi, parenti chiedendo di non buttare le mascherine, raccogliendone circa un centinaio. Igienizzate con acqua, cucite, intrecciate e rifinite compongono un abito, ispirato a Guerre Stellari, che scalda e protegge una donna guerriera pronta ad affrontare le sfide del quotidiano.</p>
<p>Indossato da Beatrice Fiorillo.</p>

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<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Una farfalla sui fiori, di Vita Masi</span></h5>
<p>Realizzato con sacco a rete in nylon per la stagionatura dei salumi, stecche di plastica, linguette di lattine in alluminio, lacci di scarpe, carta da parati, scarti di tovaglioli, tubolare per fili elettrici. Un vestito romantico, con cui Vita racconta che può nascere un fiore in mezzo ai rifiuti, mai perdere la speranza.</p>
<p>Indossato da Arianna Cicolani.</p>

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<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">REbirth, dell’associazione ASD DMB Danza Movimento Benessere</span></h5>
<p>Realizzato con sacchi a rete per le patate, scarti di plastica trasparente, confezioni floreali, cartoncino dei coperchi di contenitori monouso in alluminio, bastoncini in plastica per sostenere palloncini, fili di ferro ricavato da stampelle. L’abito nasce da una riflessione sul difficile periodo che stiamo vivendo. E’ ispirato al film degli anni &#8217;80 MAD MAX, in cui un guerriero solitario viene esiliato dalla sua città e tratto in salvo da una tribù di bambini selvaggi. Il guerriero è la donna che nel quotidiano &#8220;lotta con le armi della creatività e della passione contro la pandemia&#8221;. &#8220;Abbiamo scelto di usare un materiale povero &#8211; dicono le artiste &#8211; per dimostrare che una donna può essere chic anche vestita con un sacco di patate, essere semplice senza rinunciare a essere bella&#8221;.</p>
<p>L&#8217;abito ha ricevuto il premio Passione Sostenibile dal Circolo Legambiente Bassa Sabina.</p>
<p>Indossato da Lavinia Luglio.</p>

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<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Carpe Diem, di Simona Toma</span></h5>
<p>Realizzato con carta da recupero, tovagliette in TNT, tappi in metallo di bottiglia raccolti da parenti ed amici, stracci di cotone ormai logori, mascherine chirurgiche usate, lacci spaiati di scarpe. &#8220;Un abito street style, un po&#8217; rock, un po&#8217; Madonna in &#8216;Cercasi Susan disperatamente&#8217; rivista con gli occhi di oggi &#8211; racconta Simona &#8211; Il top corto è realizzato con vecchi stracci usati sanificati dalla ditta di pulizie condominiali da cui sono stati presi. Per il retro del top è stata scelta e applicata la tecnica del macramè. Carpe diem è il suono delle risate tra amici che si ritrovano a tavola insieme dopo tanto tempo, il tintinnio mentre stappi la bottiglia di birra ghiacciata nelle calde giornate d&#8217;estate, il sudore del lavoro che non si è mai fermato, si è perso, si cerca e ricerca… si sogna&#8221;.</p>
<p>Indossato da Serena Perpignani.</p>

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<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Linee d’ombra,  di Nadia Assogna</span></h5>
<p>Realizzato con una vecchia rete da giardino, ombreggiante bicolore, PVC di cartelloni pubblicitari, telo di un ombrello parapioggia, buste di crocchette per cani. Un abito colorato che rappresenta in pieno il recupero. &#8220;Tutti i materiali di scarto, se non completamente sfruttati, hanno sempre una seconda possibilità&#8221;, spiega Nadia. &#8220;Bisogna sempre essere pronti a guardare oltre soprattutto quando si tratta di preservare l’ambiente e costruire insieme un futuro splendente. Verso l’infinito e oltre!&#8221;.</p>
<p>Indossato da Marzia Assogna.</p>

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<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="color: #acc0a5;">Intrecci in bianco e nero, di Donata Claps</span></h5>
<p>Realizzato con spago in plastica, sacchi neri da immondizia, tovaglie in TNT, carta argentata, 2 CD, bottiglie di plastica. Ogni treccia è stata assemblata e cucita a mano dall’artista con l’aiuto di suo padre. Ispirato durante un pranzo in campagna, in occasione della raccolta del fieno, è impreziosito da una cintura con decori floreali.  &#8220;La natura sa donarsi all’uomo senza riserve&#8221;, racconta Donata. &#8220;Godiamo tutti dei suoi benefici. Ma non tutti la rispettiamo. Da lì l’idea di recuperare lo spago per le balle di fieno e tutto ciò che poteva essere riusato dopo la raccolta per dare vita a una creazione con materiali che sarebbero stati scartati&#8221;. Dalla Basilicata fino a Frasso per ricordare il rispetto per la natura.</p>
<p>Indossato da Veronica Sinibaldi.</p>

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<p>&nbsp;</p>
<p>Più informazioni sulle pagine Facebook e Instagram dell’evento:<br />
<a href="https://www.facebook.com/SfilataRicicloFrasso">SfilataFrasso Facebook</a><br />
<a href="https://www.instagram.com/sfilatafrassoriciclo">SfilataFrasso Instagram</a></p>
<p>Foto: Leonardo Priolo</p>

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		<title>Torna la sfilata di moda ecologica a Frasso Sabino: designer creano dai rifiuti meravigliosi abiti</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2021 11:52:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ Puoi anche ascoltare qui l&#8217;articolo: SfilataFrasso Nel suggestivo borgo medievale di Frasso Sabino, torna in scena la moda ecosostenibile! Avevamo raccontato di questa iniziativa nel 2019, sospesa purtroppo l&#8217;anno scorso per le restrizioni legate alla pandemia. Con lo slogan #Cambiare è possibile! SfilataFrasso cambia veste: quella del 31 luglio 2021 sarà una special edition della SfilataFrasso Moda e Riciclo, proposta con il comitato organizzatore della ProLoco e il patrocinio del Comune di Frasso Sabino. &#8220;Non ripartiamo da dove ci eravamo lasciati due estati fa. Per quest&#8217; anno non si può. Ma la passione sostenibile dello staff, dei cittadini, dei sostenitori, partner e amici dell’evento è più accesa che mai. La ritroverete. É una promessa, anche se non potremo avere fisicamente vicino tutto il pubblico presente alle precedenti edizioni e tutti i nostri artisti. Sarà un’edizione più intima ma non meno potente&#8221;, raccontano gli organizzatori di SfilataFrasso. Il pubblico parteciperà a una cena tra le mura del Castello con un menù creato ad hoc per l’occasione. Le modelle sfileranno lungo le vie del paese, scendendo dal palcoscenico e superando le distanze. I dieci artisti del riciclo in gara sono stati selezionati tra i primi classificati delle ultime sette edizioni. A decretare il vincitore una giuria composta da giornalisti e professionisti di moda, fashion e green: ci saremo anche noi! Con molto piacere abbiamo accettato subito l&#8217;invito. Iniziative come queste coniugano molti aspetti positivi: la sensibilizzazione verso la produzione di rifiuti, il tema dell&#8217;upcycling tanto caro a chi come noi si occupa di moda sostenibile, la valorizzazione dei meravigliosi borghi del nostro paese, il coinvolgimento dei cittadini in iniziative ambientali, la contaminazione tra arte e moda, lo stimolo alla creatività dei designer. &#8220;Gli abiti saranno, come da regolamento, realizzati esclusivamente con rifiuti e materiali di scarto pronti più che mai a lanciare il messaggio: #NonSonoDaButtare! La pandemia ha acceso più che mai il tema della difficoltà dello smaltimento dei rifiuti. É cambiata (anche) la nostra gestione dei materiali monouso. Abbiamo utilizzato e utilizziamo milioni, anzi miliardi, di mascherine e guanti, indispensabili per la salute, ma non privi di difficoltà in termini di smaltimento&#8221;. Partner ufficiale della manifestazione il Circolo Legambiente Bassa Sabina, che assegnerà il premio speciale Passione Sostenibile. Sarà possibile seguire la sfilata sui canali social ufficiali dell&#8217;evento. Per saperne di più: &#8211; Pagina Facebook &#8211; Profilo Instagram Le informazioni per prenotarsi e partecipare alla cena saranno disponibili sul sito della Pro Loco di Frasso Sabino nelle prossime settimane. I posti sono limitati in base alla normativa vigente. &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/45636727"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-11602 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png" alt="" width="30" height="28" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png 3840w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 30px) 100vw, 30px" /></a> Puoi anche ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/45636727">SfilataFrasso</a></p>
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<p><span lang="IT"><span lang="IT">Nel suggestivo borgo medievale di Frasso Sabino, torna in scena la moda ecosostenibile! Avevamo raccontato di questa <a href="https://dress-ecode.com/2019/12/16/i-designer-che-trasformano-i-rifiuti-in-bellezza-a-frasso-sabino-levento-di-moda-ecologica/">iniziativa nel 2019</a>, sospesa purtroppo l&#8217;anno scorso per le restrizioni legate alla pandemia.</span></span></p>
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Con lo slogan <em>#Cambiare è possibile!</em> SfilataFrasso cambia veste: quella del 31 luglio 2021 sarà una special edition della SfilataFrasso Moda e Riciclo, proposta con il comitato organizzatore della ProLoco e il patrocinio del Comune di Frasso Sabino.<br />
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<p><span lang="IT"><span lang="IT"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-14948" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/FB_IMG_1625491575821.jpeg" alt="" width="354" height="529" />&#8220;Non ripartiamo da dove ci eravamo lasciati due estati fa. Per quest&#8217; anno non si può. Ma la passione sostenibile dello staff, dei cittadini, dei sostenitori, partner e amici dell’evento è più accesa che mai. La ritroverete. É una promessa, anche se non potremo avere fisicamente vicino tutto il pubblico presente alle precedenti edizioni e tutti i nostri artisti. Sarà un’edizione più intima ma non meno potente&#8221;, raccontano gli organizzatori di SfilataFrasso.</span></span></p>
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</span>Il pubblico parteciperà a una cena tra le mura del Castello con un menù creato ad hoc per l’occasione. Le modelle sfileranno lungo le vie del paese, scendendo dal palcoscenico e superando le distanze.</p>
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</span>I dieci artisti del riciclo in gara sono stati selezionati tra i primi classificati delle ultime sette edizioni. A decretare il vincitore una giuria composta da giornalisti e professionisti di moda, fashion e green: <strong>ci saremo anche noi!</strong></div>
<div>Con molto piacere abbiamo accettato subito l&#8217;invito. Iniziative come queste coniugano molti aspetti positivi: la sensibilizzazione verso la produzione di rifiuti, il tema dell&#8217;upcycling tanto caro a chi come noi si occupa di moda sostenibile, la valorizzazione dei meravigliosi borghi del nostro paese, il coinvolgimento dei cittadini in iniziative ambientali, la contaminazione tra arte e moda, lo stimolo alla creatività dei designer.</div>
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<img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14954 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/FB_IMG_1625491525333.jpeg" alt="" width="337" height="504" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/FB_IMG_1625491525333-200x300.jpeg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/FB_IMG_1625491525333-683x1024.jpeg 683w" sizes="auto, (max-width: 337px) 100vw, 337px" />&#8220;Gli abiti saranno, come da regolamento, realizzati esclusivamente con rifiuti e materiali di scarto pronti più che mai a lanciare il messaggio: <em>#NonSonoDaButtare!</em><br />
La pandemia ha acceso più che mai il tema della difficoltà dello smaltimento dei rifiuti. É cambiata (anche) la nostra gestione dei materiali monouso. Abbiamo utilizzato e utilizziamo milioni, anzi miliardi, di mascherine e guanti, indispensabili per la salute, ma non privi di difficoltà in termini di smaltimento&#8221;. Partner ufficiale della manifestazione il Circolo Legambiente Bassa Sabina, che assegnerà il premio speciale <em>Passione Sostenibile</em>.</span></span></p>
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</span>Sarà possibile seguire la sfilata sui canali social ufficiali dell&#8217;evento. Per saperne di più:</div>
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&#8211; Profilo <a href="https://www.instagram.com/sfilatafrassoriciclo">Instagram</a><br />
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<p><span lang="IT">Le informazioni per prenotarsi e partecipare alla cena saranno disponibili sul sito della Pro Loco di Frasso Sabino nelle prossime settimane. I posti sono limitati in base alla normativa vigente.</span></p>
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<a href='https://dress-ecode.com/torna-la-sfilata-di-moda-ecologica-a-frasso-sabino-designer-creano-dai-rifiuti-meravigliosi-abiti/01_sfilatafrasso/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="200" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/01_SfilataFrasso-1-300x200.jpeg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/01_SfilataFrasso-1-300x200.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/01_SfilataFrasso-1-600x400.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/01_SfilataFrasso-1-1024x684.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/01_SfilataFrasso-1-768x513.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/01_SfilataFrasso-1-1536x1025.jpeg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/01_SfilataFrasso-1-1160x774.jpeg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/01_SfilataFrasso-1.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>
<a href='https://dress-ecode.com/torna-la-sfilata-di-moda-ecologica-a-frasso-sabino-designer-creano-dai-rifiuti-meravigliosi-abiti/09_sfilatafrasso/'><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="300" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/09_SfilataFrasso-200x300.jpeg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/09_SfilataFrasso-200x300.jpeg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/09_SfilataFrasso-600x899.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/09_SfilataFrasso-684x1024.jpeg 684w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/09_SfilataFrasso-768x1150.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/07/09_SfilataFrasso.jpeg 1000w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>

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		<title>Sviluppo e innovazione sostenibile nel settore tessile e della moda all&#8217;ultima edizione di Neonyt On Air</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 13:43:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
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					<description><![CDATA[Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Neonyt On Air Dal 18 al 22 Gennaio 2021, esperti di moda e di digitalizzazione si sono confrontati sui recenti sviluppi e sulle innovazioni nel campo della sostenibilità tessile e nell&#8217;industria della moda in occasione della conferenza di Neonyt, quest’anno in edizione on line. Il percorso di un indumento e il contesto ambientale, economico e sociale in cui viene prodotto sono state il focus della conferenza. Noi di Dress Ecode desideriamo condividere alcuni dei principali temi affrontati, perché la rilevanza e la varietà degli argomenti discussi e gli esperti intervistati possano illuminare e rinforzare alcuni dei pilastri su cui costruire un futuro sostenibile nel settore. Il futuro della trasparenza nella catena di produzione &#8211; panel presentato da Oeko-Tex Con Annika Sauerhoefer, Made in Green by Oeko-Tex, Product Manager; Mirjam Smend, Greenstyle Munich, founder; Andreas Bothe, Bay City &#38; Chiemsee, Head of CSR &#38; Sustainability I consumatori stanno diventando sempre più consapevoli della natura insostenibile delle attuali prassi nella moda: “Vediamo che le persone pensano molto al loro comportamento come consumatori, specialmente dall&#8217;inizio del movimento Fridays for Future, che è stato accelerato anche dalla crisi dovuta alla pandemia”, ha detto Annika Sauerhoefer. Tuttavia, per comprare sostenibile incontrano alcune difficoltà. Come sapere quale prodotto comprare? Possiamo fidarci di quanto scritto nell’etichetta dei prodotti? “Le aziende dovrebbero responsabilizzarsi di per sé per le persone e per il pianeta, senza il bisogno di regolamentazioni governative. Dovrebbe essere normale che i diritti dei lavoratori siano rispettati, ma come possiamo vedere questo non accade”, ha continuato Annika. Secondo i partecipanti al panel, i brand dovrebbero mostrare di non avere nulla da nascondere e cercare di mantenere il controllo sulla filiera produttiva. Al momento non è facile avere una visione completa della catena di produzione perché l’industria della moda è un&#8217;industria globale, frammentata e molti fattori possono minare l’autenticità di un marchio. Per esempio, molte strutture di approvvigionamento non sono di proprietà del brand. Quindi, il primo passo verso la sostenibilità è la trasparenza. Perché solo così i problemi sociali e ambientali lungo la catena possono essere affrontati. Collaborazione stretta e comunicazione tra ogni attore sono stati i principali aspetti sottolineati nella discussione. Inoltre, è stato anche comunemente concordato tra i partecipanti che, dato che l’idea di volontarietà alla sostenibilità non ha funzionato e non funzionerà in futuro, le aziende devono essere ritenute responsabili lungo tutta la catena di produzione da leggi a supporto della loro responsabilizzazione e atte a fare pressione per garantire trasparenza. &#160; Il lungo filo finanziario della sostenibilità Panel con Dr Sabine Schlorke, IFC World Bank, Global Head Manufacturing; Christian Heller, Value Balancing Alliance e.V. CEO;  Hans-Jürgen Walter, Deloitte, Global Leader of Sustainable Finance;  Darius Nader Maleki, Maleki Corporate Group, Project Manager L’argomento di questa discussione è stato il ruolo di banche e investitori nella creazione di un futuro sostenibile, con investimenti strategici bilanciati. Trasparenza e circolarità, non solo nei prodotti e nei materiali ma anche riguardo agli aspetti finanziari, é quanto principalmente emerso. Christian Heller ha voluto focalizzare l’attenzione sulla necessità di promuovere la creazione di una piattaforma finanziaria dedicata alla sostenibilità, perché il settore finance ha un grande impatto nel guidare l’economia reale. Una piattaforma di finanza sostenibile permetterebbe ai principali attori dei mercati finanziari di chiedere ad aziende dell&#8217;economia reale come stanno investendo e se stiano contribuendo a un futuro sostenibile. Sarebbe una forte spinta concreta al cambiamento del sistema economico verso un&#8217;economia più &#8220;pulita&#8221;. Hans Jurgen Walter ha evidenziato che “l’Europa ha bisogno di 250 miliardi di euro in più all’anno nei prossimi decenni per raggiungere il target accordato a Parigi, ma i soldi pubblici non sono abbastanza. È per questo che l’Unione Europea ha proposto una legge forte per incentivare il flusso di capitale privato per la creazione di progetti. Una finanza sostenibile è necessaria per implementare strategie volte al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, inglobandoli nei processi decisionali finanziari”. Ha aggiunto che nel settore finanziario “gli investitori stanno realizzando sempre più che il rischio climatico rappresenta un rischio finanziario e gli investitori si stanno chiedendo come modificare i loro portfolio. Stanno cercando di capire il rischio fisico associato al cambiamento climatico e come le leggi sul clima impatteranno sui prezzi e sulla domanda nell’intera economia […] Inoltre, gli attori nei mercati finanziari dovranno divulgare ai propri clienti l’impatto sulla sostenibilità sul ritorno finanziario e l’impatto delle decisioni d&#8217;investimento sulla sostenibilità”. Raggiungere l&#8217;adozione diffusa e standardizzata di una finanza trasparente e con dati misurabili sarà la più grande sfida, oltre a individuare un modo per incentivare le aziende a trovare soluzioni riguardo a obiettivi sostenibili di base. Procedere lungo l’intera catena del valore con un sistema globale di generazione dati potrebbe essere un buon punto di partenza per trovare queste soluzioni. Sabine Schlorke si è focalizzata invece sul bisogno di trovare “un modello business che funzioni. Qualcosa che possiamo replicare e con cui poi lavorare. Ogni volta che operiamo nella manifattura su bassa scala i prezzi saranno alti; la replicabilità nella produzione è molto difficile, ma solo così i prezzi possono essere ridotti”. Trasparenza, un sistema globale per disporre di dati misurabili e responsabilità sono stati punti di discussione centrali ed elementi che, in accordo con tutti gli ospiti, saranno cruciali nello spingere le istituzioni finanziare a sostenere, promuovere e abbracciare progetti ecologici e sostenibili che minimizzeranno l’impatto sul cambiamento climatico. &#160; Il prodotto è il fattore chiave &#8211; La visione 2030 di Timberland per una net positivity Con Elisabetta Baronio, Sustainability &#38; Responsibility Manager di Timberland, e Max Gilgenmann, Content Director of Neonyt “Un impatto netto positivo&#8221; entro il 2030: questo è l&#8217;obiettivo di Timberland. Per raggiungerlo, il brand americano ha stabilito il target del 100% della progettazione dei propri prodotti in ottica di economia circolare e dell&#8217;impiego esclusivo di materiali sostenibili provenienti dall&#8217;agricoltura rigenerativa. Sembra un po&#8217; complicato? Ecco come Elisabetta Baronio lo ha spiegato in sintesi: “La nostra visione per il 2030 è quella di creare prodotti che abbiano un impatto netto positivo sul pianeta. Stiamo cercando di realizzare prodotti, come i nostri stivali per esempio, che siano capaci di trattenere più anidride carbonica dall&#8217;entrare nell&#8217;atmosfera rispetto alla quantità che viene emessa durante il processo produttivo”. Alla domanda su come abbiano iniziato a pensare a questa visione Elisabetta ha risposto: “Abbiamo molte informazioni riguardo alle emissioni di anidride carbonica, ma questa nostra visione sta andando anche verso altre direzioni: biodiversità, ritenzione idrica e speriamo un giorno di riuscire anche a quantificare l’impatto sociale, calcolando l’impatto netto sociale, che abbiamo con i nostri prodotti […] Abbiamo intenzione di concentrarci sulla circolarità e sull&#8217;agricoltura rigenerativa per assicurare che raggiungeremo questa visione di net positivy, attraverso l&#8217;emulazione del vero corso della natura di rigenerazione e zero spreco”. Sembra incredibile vero? Secondo Timberland però tutto ciò è possibile. Probabilmente il vantaggio di essere un brand globale è anche quello di sperimentare e spingere i confini di ciò che è possibile. L’impegno di Dress Ecode è sempre quello di promuovere soprattutto realtà sostenibili piccole e indipendenti. Tuttavia, pensiamo sia anche importante osservare cosa stiano facendo marchi come Timberland nel settore, per capire quali risultati sia possibile raggiungere nella ricerca di una moda più sostenibile ed etica. &#160; Certificazioni &#8211; Trasparenza, credibilità e fiducia Panel con: Franziska Dormann, a representative from the Global Organic Textile Standard; Rapha Breyer, spokesperson for textile policy and partnerships at Fairtrade; Ingo Strube, spokesperson for sustainable consumption at Germany’s Federal Ministry of the Environment Garantire processi e catene di fornitura trasparenti, preservare la credibilità del marchio e rafforzare la fiducia dei consumatori sono gli aspetti più importanti e anche difficili per i certificatori e le etichette ambientali. E, in questi tempi di pandemia in particolare, si sta rivelando una vera sfida mantenere alta la qualità delle certificazioni e garantire risultati buoni e trasparenti. Anche se le certificazioni stanno diventando sempre più accurate, ricercate dai clienti e più diffuse in generale, tutti i relatori hanno concordato sulla necessità di 4 punti principali: • Un buon insieme di regole per lo sviluppo di standard per le certificazioni e il coinvolgimento continuo di esperti e altri stakeholder; • Focus sulla costruzione della fiducia all&#8217;interno del settore per diventare più equo dimostrando che non è solo un bene per il business ma anche per la longevità dei risultati; • La creazione di regolamentazioni governative per impedire alle imprese di sfruttare i paesi in via di sviluppo, ad esempio creando una &#8220;base&#8221; minima di pagamenti come ha detto Beyr, sotto cui le aziende non possono scendere • Ultimo ma non meno importante, essere pazienti in questo percorso verso la trasparenza, la credibilità e la fiducia: richiederà tempo fino a quando non saranno ampiamente istituzionalizzate. &#160; Fiducia tessile &#8211; migliorare la trasparenza utilizzando la tecnologia blockchain  Panel con: Christian Schultze-Wolters, Blockchain Solutions &#8211; IBM, Director; Dr Stefan Rennicke, Kaya&#38;Kato, founder and CEO; Michael Krake, Federal Ministry of Economic Cooperation and Development, Deputy Director General Il percorso che un indumento fa prima di essere appeso nel guardaroba e le condizioni in cui viene prodotto dovrebbero diventare più trasparenti e rintracciabili grazie alla tecnologia blockchain. Tutto è iniziato dall’industria alimentare in cui è stata sperimentata e ora si sta muovendo verso l’industria della moda per promuovere sostenibilità e trasparenza. Dopo aver menzionato il Green Deal della commissione europea, tutti i presenti alla discussione hanno concordato che i governi dovrebbero assumersi i rischi e regolamentare in merito alla blockchain. Soprattutto perché consentirebbe di progredire più velocemente con un impatto relativamente basso in termini economici rispetto a quanto lo sarebbe per le industrie private. In generale, la tecnologia blockchain dovrebbe essere implementata perché: Consente un&#8217;interazione più forte tra i partner nella catena di fornitura; Permette che le informazioni possano essere immagazzinate intatte promuovendo  quindi trasparenza e responsabilizzazione; Accelera lo scambio di queste informazioni, creando un mercato aperto per poter espandere la tecnologia e valutare il coinvolgimento di altri partner. &#160; &#160; 10 volte più positivo dall&#8217;inizio &#8211; SOMWR Thimo Schwenzfeier, Show Director of Neonyt, incontra Svein Rasmussen, world-class windsurfer, future fighter e CEO di SOMWR &#38; Starboard Un consumo che contribuisce a proteggere il pianeta, a ridurre la quantità di plastica negli oceani e ad assicurare che gli alberi di mangrovie vengano piantati: un&#8217;utopia o già una realtà? Questo è ciò che Svein Rasmussen ha esposto in merito alla sua idea di impatto positivo sull’ambiente attraverso la moda: “Vogliamo iniziare il processo ‘Dieci volte pianeta positivo’, che significa che assorbiamo 10 chili di CO2 in più di quelle che emettiamo durante la produzione dei nostri prodotti o altri servizi, come guidare la macchina per servizi fotografici, per esempio, e in generale di ogni fase produttiva. Stiamo cercando di assorbire dieci volte quello che produciamo. Così abbiamo iniziato a piantare 5-6 anni fa 650.000 alberi di mangrovia, ciò significa che 650.000 tonnellate di CO2 verranno assorbite nei prossimi 20 anni. […] Inoltre, quando creiamo un vestito raccogliamo la stessa quantità di plastica del peso del vestito. Se il vestito è di poliestere riciclato o cotone organico, raccogliamo la plastica in spiaggia (in Tailandia) e allo stesso tempo ogni indumento è anche ‘Dieci volte pianeta positivo’. Facciamo queste cose anche per imprimere un segno nella mente della gente mostrando che ci sono anche soluzioni semplici”. Rasmussen ha inoltre spiegato la strategia di questo progetto per il futuro: “Il nostro piano è quello di piantare forse un milione di alberi e raccogliere un milione di chili di plastica entro il 2025. E siccome anche i nostri clienti e tutti i nostri stakeholder hanno intrapreso questo viaggio verso un impatto positivo, attraverso pannelli solari etc., stanno diventando parte del nostro progetto. Quello che non vedo l’ora avvenga è dimostrare e fare vedere che si può fare tutto ciò con i propri clienti e con la comunità intera”. &#160; Molti temi sono stati discussi durante la conferenza. Alcuni di questi fanno parte delle sempre presenti difficoltà nel migliorare l’industria della moda, altri invece sono alcune delle prassi, idee e progetti che le aziende stanno cercando di implementare, non solo per ridurre il loro impatto ecologico ma per renderlo addirittura positivo. Trasparenza su tutta la catena di produzione, comunicazione più...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-11602 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png" alt="" width="30" height="28" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png 3840w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 30px) 100vw, 30px" />Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/43961902">Neonyt On Air</a></p>
<p>Dal 18 al 22 Gennaio 2021, esperti di moda e di digitalizzazione si sono confrontati sui recenti sviluppi e sulle innovazioni nel campo della sostenibilità tessile e nell&#8217;industria della moda in occasione della conferenza di <a href="https://neonyt.messefrankfurt.com/frankfurt/en/planning-preparation.html">Neonyt</a>, quest’anno in edizione on line. Il percorso di un indumento e il contesto ambientale, economico e sociale in cui viene prodotto sono state il focus della conferenza. Noi di Dress <strong><span style="color: #acc0a5;"><em>Eco</em></span></strong>de <strong>desideriamo condividere alcuni dei principali temi affrontati</strong>, perché la rilevanza e la varietà degli argomenti discussi e gli esperti intervistati <strong>possano illuminare e rinforzare alcuni dei pilastri su cui costruire un futuro sostenibile nel settore</strong>.</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">Il futuro della trasparenza nella catena di produzione &#8211; panel presentato da Oeko-Tex</span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14395 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1517146783983-418c681b56c5.jpeg" alt="" width="433" height="649" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1517146783983-418c681b56c5.jpeg 900w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1517146783983-418c681b56c5-600x900.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1517146783983-418c681b56c5-200x300.jpeg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1517146783983-418c681b56c5-683x1024.jpeg 683w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1517146783983-418c681b56c5-768x1152.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 433px) 100vw, 433px" />Con Annika Sauerhoefer, Made in Green by Oeko-Tex, Product Manager; Mirjam Smend, Greenstyle Munich, founder; Andreas Bothe, Bay City &amp; Chiemsee, Head of CSR &amp; Sustainability</p>
<p><strong>I consumatori stanno diventando sempre più consapevoli</strong> <strong>della natura insostenibile delle attuali prassi nella moda</strong>: “<em>Vediamo che le persone pensano molto al loro comportamento come consumatori, specialmente dall&#8217;inizio del movimento Fridays for Future, che è stato accelerato anche dalla crisi dovuta alla pandemia</em>”, ha detto Annika Sauerhoefer.</p>
<p>Tuttavia, per comprare sostenibile <strong>incontrano alcune difficoltà</strong>. Come sapere quale prodotto comprare? Possiamo fidarci di quanto scritto nell’etichetta dei prodotti?</p>
<p>“<em>Le aziende dovrebbero responsabilizzarsi di per sé per le persone e per il pianeta, senza il bisogno di regolamentazioni governative. Dovrebbe essere normale che i diritti dei lavoratori siano rispettati, ma come possiamo vedere questo non accade</em>”, ha continuato Annika.</p>
<p>Secondo i partecipanti al panel, <strong>i brand dovrebbero mostrare di non avere nulla da nascondere e cercare di mantenere il controllo sulla filiera produttiva.</strong></p>
<p>Al momento non è facile avere una visione completa della catena di produzione perché <strong>l’industria della moda è un&#8217;industria globale, frammentata e molti fattori possono minare l’autenticità di un marchio</strong>. Per esempio, molte strutture di approvvigionamento non sono di proprietà del brand. Quindi, <strong>il primo passo verso la sostenibilità è la trasparenza.</strong> Perché solo così i problemi sociali e ambientali lungo la catena possono essere affrontati. Collaborazione stretta e comunicazione tra ogni attore sono stati i principali aspetti sottolineati nella discussione.</p>
<p>Inoltre, è stato anche comunemente concordato tra i partecipanti che, dato che l’idea di volontarietà alla sostenibilità non ha funzionato e non funzionerà in futuro,<strong> le aziende devono essere ritenute responsabili lungo tutta la catena di produzione da leggi a supporto della loro responsabilizzazione e atte a fare pressione per garantire trasparenza</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">Il lungo filo finanziario della sostenibilità</span></h6>
<p>Panel con Dr Sabine Schlorke, IFC World Bank, Global Head Manufacturing; Christian Heller, Value Balancing Alliance e.V. CEO;  Hans-Jürgen Walter, Deloitte, Global Leader of Sustainable Finance;  Darius Nader Maleki, Maleki Corporate Group, Project Manager</p>
<p>L’argomento di questa discussione è stato <strong>il ruolo di banche e investitori nella creazione di un futuro sostenibile</strong>, con investimenti strategici bilanciati. Trasparenza e circolarità, non solo nei prodotti e nei materiali ma anche riguardo agli aspetti finanziari, é quanto principalmente emerso.</p>
<p>Christian Heller ha voluto focalizzare l’attenzione sulla necessità di <strong>promuovere la creazione di una piattaforma finanziaria dedicata alla sostenibilità</strong>, perché il settore finance ha un grande impatto nel guidare l’economia reale. Una piattaforma di finanza sostenibile permetterebbe ai principali attori dei mercati finanziari di chiedere ad aziende dell&#8217;economia reale come stanno investendo e se stiano contribuendo a un futuro sostenibile. Sarebbe una forte <strong>spinta concreta al cambiamento del sistema economico</strong> verso un&#8217;economia più &#8220;pulita&#8221;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14397 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1601056639638-c53c50e13ead.jpeg" alt="" width="431" height="575" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1601056639638-c53c50e13ead.jpeg 975w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1601056639638-c53c50e13ead-600x800.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1601056639638-c53c50e13ead-225x300.jpeg 225w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1601056639638-c53c50e13ead-768x1024.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 431px) 100vw, 431px" />Hans Jurgen Walter ha evidenziato che “l<em>’Europa ha bisogno di 250 miliardi di euro in più all’anno nei prossimi decenni per raggiungere il target accordato a Parigi, ma i soldi pubblici non sono abbastanza. È per questo che l’Unione Europea ha proposto <strong>una legge forte per incentivare il flusso di capitale privato per la creazione di progetti</strong>. Una finanza sostenibile è necessaria per implementare strategie volte al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, inglobandoli nei processi decisionali finanziari</em>”.</p>
<p>Ha aggiunto che nel settore finanziario “g<i>li investitori stanno realizzando sempre più che <strong>il rischio climatico rappresenta un rischio finanziario e</strong> gli investitori si stanno chiedendo come modificare i loro portfolio. Stanno cercando di capire il rischio fisico associato al cambiamento climatico e come le leggi sul clima impatteranno sui prezzi e sulla domanda nell’intera economia […] Inoltre, gli attori nei mercati finanziari dovranno divulgare ai propri clienti l’impatto sulla sostenibilità sul ritorno finanziario e l’impatto delle decisioni d&#8217;investimento sulla sostenibilità</i>”.</p>
<p>Raggiungere l&#8217;adozione diffusa e standardizzata di una<strong> finanza trasparente e con dati misurabili</strong> sarà la più grande sfida, oltre a individuare un modo per incentivare le aziende a trovare soluzioni riguardo a obiettivi sostenibili di base. Procedere lungo l’intera catena del valore con un sistema globale di generazione dati potrebbe essere un buon punto di partenza per trovare queste soluzioni.</p>
<p>Sabine Schlorke si è focalizzata invece sul bisogno di trovare “<i><strong>un modello business che funzioni.</strong> Qualcosa che possiamo replicare e con cui poi lavorare. Ogni volta che operiamo nella manifattura su bassa scala i prezzi saranno alti; la replicabilità nella produzione è molto difficile, ma solo così i prezzi possono essere ridotti</i>”.</p>
<p>Trasparenza, un sistema globale per disporre di dati misurabili e responsabilità sono stati punti di discussione centrali ed elementi che, in accordo con tutti gli ospiti, saranno cruciali nello spingere le istituzioni finanziare a sostenere, promuovere e abbracciare progetti ecologici e sostenibili che minimizzeranno l’impatto sul cambiamento climatico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">Il prodotto è il fattore chiave &#8211; La visione 2030 di Timberland per una net positivity</span></h6>
<p>Con Elisabetta Baronio, Sustainability &amp; Responsibility Manager di Timberland, e Max Gilgenmann, Content Director of Neonyt</p>
<p><strong>“Un impatto netto positivo&#8221; entro il 2030: questo è l&#8217;obiettivo di Timberland</strong>. Per raggiungerlo, il brand americano ha stabilito il target del 100% della progettazione dei propri prodotti in ottica di economia circolare e dell&#8217;impiego esclusivo di materiali sostenibili provenienti dall&#8217;agricoltura rigenerativa.</p>
<p>Sembra un po&#8217; complicato? Ecco come Elisabetta Baronio lo ha spiegato in sintesi: “<em>La nostra visione per il 2030 è quella di creare prodotti che abbiano un impatto netto positivo sul pianeta. Stiamo cercando di realizzare prodotti, come i nostri stivali per esempio, che siano capaci di trattenere più anidride carbonica dall&#8217;entrare nell&#8217;atmosfera rispetto alla quantità che viene emessa durante il processo produttivo</em>”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14403 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1574871790477-55b0318b599b-1.jpeg" alt="" width="470" height="470" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1574871790477-55b0318b599b-1.jpeg 1400w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1574871790477-55b0318b599b-1-300x300.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1574871790477-55b0318b599b-1-100x100.jpeg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1574871790477-55b0318b599b-1-600x600.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1574871790477-55b0318b599b-1-1024x1024.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1574871790477-55b0318b599b-1-150x150.jpeg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1574871790477-55b0318b599b-1-768x768.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1574871790477-55b0318b599b-1-1160x1160.jpeg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1574871790477-55b0318b599b-1-75x75.jpeg 75w" sizes="auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px" />Alla domanda su come abbiano iniziato a pensare a questa visione Elisabetta ha risposto: <em>“Abbiamo molte informazioni riguardo alle emissioni di anidride carbonica, ma questa nostra visione sta andando anche verso altre direzioni: biodiversità, ritenzione idrica e speriamo un giorno di riuscire anche a quantificare l’impatto sociale, calcolando l’impatto netto sociale, che abbiamo con i nostri prodotti […] Abbiamo intenzione di concentrarci sulla circolarità e sull&#8217;agricoltura rigenerativa per assicurare che raggiungeremo questa visione di net positivy, attraverso l&#8217;emulazione del vero corso della natura di rigenerazione e zero spreco</em>”.</p>
<p>Sembra incredibile vero? Secondo Timberland però tutto ciò è possibile. Probabilmente <strong>il vantaggio di essere un brand globale è anche quello di sperimentare e spingere i confini di ciò che è possibile</strong>. L’impegno di Dress <strong><span style="color: #acc0a5;"><em>Eco</em></span></strong>de è sempre quello di promuovere soprattutto realtà sostenibili piccole e indipendenti. Tuttavia, pensiamo sia anche importante osservare cosa stiano facendo marchi come Timberland nel settore, per capire quali risultati sia possibile raggiungere nella ricerca di una moda più sostenibile ed etica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">Certificazioni &#8211; Trasparenza, credibilità e fiducia</span></h6>
<p>Panel con: F<span lang="EN-GB">ranziska Dormann, a representative from the Global Organic Textile Standard; Rapha Breyer, spokesperson for textile policy and partnerships at Fairtrade; Ingo Strube, spokesperson for sustainable consumption at Germany’s Federal Ministry of the Environment</span></p>
<p><strong>Garantire processi e catene di fornitura trasparenti, preservare la credibilità del marchio e rafforzare la fiducia dei consumatori</strong> sono gli aspetti più importanti e anche difficili per i certificatori e le etichette ambientali. E, in questi tempi di pandemia in particolare, si sta rivelando una vera sfida mantenere alta la qualità delle certificazioni e garantire risultati buoni e trasparenti.</p>
<p>Anche se le certificazioni stanno diventando sempre più accurate, ricercate dai clienti e più diffuse in generale, tutti i relatori hanno concordato sulla necessità di 4 punti principali:</p>
<p>• Un buon insieme di <strong>regole per lo sviluppo di standard</strong> per le certificazioni e il <strong>coinvolgimento continuo di esperti e altri stakeholder</strong>;<br />
• Focus sulla <strong>costruzione della fiducia all&#8217;interno del settore</strong> per diventare più equo dimostrando che non è solo un bene per il business ma anche per la longevità dei risultati;<br />
• La creazione di <strong>regolamentazioni governative per impedire alle imprese di sfruttare i paesi in via di sviluppo</strong>, ad esempio creando una &#8220;base&#8221; minima di pagamenti come ha detto Beyr, sotto cui le aziende non possono scendere<br />
• Ultimo ma non meno importante, <strong>essere pazienti in questo percorso</strong> verso la trasparenza, la credibilità e la fiducia: richiederà tempo fino a quando non saranno ampiamente istituzionalizzate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<h6><span style="color: #acc0a5;">Fiducia tessile &#8211; migliorare la trasparenza utilizzando la tecnologia blockchain </span></h6>
<p>Panel con: Christian Schultze-Wolters, Blockchain Solutions &#8211; IBM, Director; Dr Stefan Rennicke, Kaya&amp;Kato, founder and CEO; Michael Krake, Federal Ministry of Economic Cooperation and Development, Deputy Director General</p>
<p><a href="https://dress-ecode.com/brand-e-attivita/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-13617" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/BOTTONE-BRAND.jpg" alt="" width="555" height="133" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/BOTTONE-BRAND.jpg 2018w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/BOTTONE-BRAND-600x144.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/BOTTONE-BRAND-300x72.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/BOTTONE-BRAND-1024x247.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/BOTTONE-BRAND-768x185.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/BOTTONE-BRAND-1536x370.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/BOTTONE-BRAND-1160x279.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 555px) 100vw, 555px" /></a>Il percorso che un indumento fa prima di essere appeso nel guardaroba e le condizioni in cui viene prodotto dovrebbero diventare più trasparenti e rintracciabili grazie alla tecnologia blockchain. Tutto è iniziato dall’industria alimentare in cui è stata sperimentata e ora si sta muovendo verso l’industria della moda per promuovere sostenibilità e trasparenza. Dopo aver menzionato il <em>Green Deal</em> della commissione europea, tutti i presenti alla discussione hanno concordato che <strong>i governi dovrebbero assumersi i rischi e regolamentare in merito alla blockchain</strong>. Soprattutto perché consentirebbe di progredire più velocemente con un impatto relativamente basso in termini economici rispetto a quanto lo sarebbe per le industrie private.</p>
</div>
<p>In generale, la tecnologia blockchain dovrebbe essere implementata perché:</p>
<ul>
<li>Consente un&#8217;interazione più forte tra i partner nella catena di fornitura;</li>
<li>Permette che le informazioni possano essere immagazzinate intatte promuovendo  quindi trasparenza e responsabilizzazione;</li>
<li>Accelera lo scambio di queste informazioni, creando un mercato aperto per poter espandere la tecnologia e valutare il coinvolgimento di altri partner.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><span style="color: #acc0a5;">10 volte più positivo dall&#8217;inizio &#8211; SOMWR</span></h6>
<p>Thimo Schwenzfeier, Show Director of Neonyt, incontra Svein Rasmussen, world-class windsurfer, future fighter e CEO di SOMWR &amp; Starboard</p>
<p><strong>Un consumo che contribuisce a proteggere il pianeta, a ridurre la quantità di plastica negli oceani e ad assicurare che gli alberi di mangrovie vengano piantati</strong>: un&#8217;utopia o già una realtà?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14407 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1459792323369-14e51bb68de0.jpeg" alt="" width="541" height="360" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1459792323369-14e51bb68de0.jpeg 1950w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1459792323369-14e51bb68de0-600x400.jpeg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1459792323369-14e51bb68de0-300x200.jpeg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1459792323369-14e51bb68de0-1024x683.jpeg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1459792323369-14e51bb68de0-768x512.jpeg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1459792323369-14e51bb68de0-1536x1024.jpeg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1459792323369-14e51bb68de0-1160x773.jpeg 1160w" sizes="auto, (max-width: 541px) 100vw, 541px" />Questo è ciò che Svein Rasmussen ha esposto in merito alla sua idea di impatto positivo sull’ambiente attraverso la moda: “V<i>ogliamo iniziare il processo ‘Dieci volte pianeta positivo’, che significa che assorbiamo 10 chili di CO2 in più di quelle che emettiamo durante la produzione dei nostri prodotti o altri servizi, come guidare la macchina per servizi fotografici, per esempio, e in generale di ogni fase produttiva. Stiamo cercando di assorbire dieci volte quello che produciamo. Così abbiamo iniziato a piantare 5-6 anni fa 650.000 alberi di mangrovia, ciò significa che 650.000 tonnellate di CO2 verranno assorbite nei prossimi 20 anni. […] Inoltre, quando creiamo un vestito raccogliamo la stessa quantità di plastica del peso del vestito. Se il vestito è di poliestere riciclato o cotone organico, raccogliamo la plastica in spiaggia (in Tailandia) e allo stesso tempo ogni indumento è anche ‘Dieci volte pianeta positivo’. Facciamo queste cose anche per imprimere un segno nella mente della gente mostrando che <strong>ci sono anche soluzioni semplici</strong></i>”.</p>
<p>Rasmussen ha inoltre spiegato la strategia di questo progetto per il futuro: “<em>Il nostro piano è quello di piantare forse un milione di alberi e raccogliere un milione di chili di plastica entro il 2025. E siccome anche i nostri clienti e tutti i nostri stakeholder hanno intrapreso questo viaggio verso un impatto positivo, attraverso pannelli solari etc., stanno diventando parte del nostro progetto. Quello che non vedo l’ora avvenga è dimostrare e fare vedere che si può fare tutto ciò con i propri clienti e con la comunità intera</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molti temi sono stati discussi durante la conferenza. Alcuni di questi fanno parte delle sempre presenti difficoltà nel migliorare l’industria della moda, altri invece sono alcune delle prassi, idee e progetti che le aziende stanno cercando di implementare, non solo per ridurre il loro impatto ecologico ma per renderlo addirittura positivo.</p>
<p><strong>Trasparenza su tutta la catena di produzione, comunicazione più veloce, maggiori regolamentazioni governative, investimenti finanziari più consapevoli, implementazione di tecnologie blockchain ed esempi di brand di successo</strong> come quello di Timberland e SOMWR &amp; Starboard sono state le soluzioni più suggerite e su cui concentrarsi. <strong>Ci vorrà sicuramente un impegno collettivo</strong> da parte di istituzioni, aziende e consumatori finali per vedere un miglioramento reale.</p>
<p>Noi di Dress <strong><span style="color: #acc0a5;"><em>Eco</em></span></strong>de siamo convinti che questi sforzi alla fine pagheranno e non vediamo l’ora di vedere come tutti i temi discussi alla Neonyt On Air Conference progrediranno nel breve e lungo termine.</p>
<p><strong>Riccardo Zazzini</strong></p>
<p>Foto: in copertina, dal sito <a href="https://neonyt.messefrankfurt.com/frankfurt/en/planning-preparation.html">Neonyt;</a> Vishal Banik, Waldemar Brandt, Vitalijs Barilo, Fran Hogan.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Spotify Embed: Sviluppo e innovazione sostenibile nel settore tessile e della moda all’ultima edizione di Neonyt On Air" width="100%" height="232" allowtransparency="true" frameborder="0" allow="encrypted-media" src="https://open.spotify.com/embed-podcast/episode/6hoVcyrsAOCTAo1q8gJYPS?si=AJ2QtIy7RA2Zi79mnGvlTg"></iframe></p>
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