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	<title>Food/Cibo &#8211; Dress Ecode</title>
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		<title>Vita da Dress Ecode &#8211; App collegate alla sostenibilità: cibo e dating</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 08:33:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Cibo e Dating Le app ci accompagnano ormai nelle attività quotidiane più disparate. Oltre a quelle dedicate al vintage e second-hand che spesso menzioniamo, ti racconto com&#8217;è andata con gli strumenti digitali legati alla sostenibilità che sto provando personalmente. Inizio da due applicazioni: una utile alla riduzione degli sprechi di cibo, l&#8217;altra per conoscere e uscire con vegetariani o vegani. Too Good To Go &#8211; Salviamo il cibo invenduto e il portafoglio! Da tempo utilizzo quest&#8217;app, insieme a un&#8217;altra concorrente diffusa all&#8217;estero, per contribuire alla riduzione dello spreco alimentare. L&#8217;idea è di mettere in contatto gli utenti con gli esercizi commerciali che offrono prodotti rimasti invenduti, in modo da evitare che il cibo sia sprecato. Da una parte i clienti ricevono alimenti da locali e negozi preferiti a un prezzo più contenuto, dall&#8217;altro i negozianti coinvolgono nuovi clienti ed evitano costi di smaltimento, contribuendo alla riduzione di rifiuti alimentari. Si scarica l&#8217;app, si effettua l&#8217;iscrizione gratuita e si inizia a scorrere le disponibilità di cibo selezionando quartiere, tipologia di prodotto (pasti pronti, alimentari, prodotti da forno), fascia oraria di disponibilità (pranzo/cena) e altri criteri come la disponibilità immediata o l&#8217;imminente chiusura della finestra temporale per il ritiro. Ho avuto ottime esperienze (a Milano in un forno e in una gelateria a Roma) e un po&#8217; meno fortuna con qualche esercizio in territorio romano dove i negozi aderenti sono arrivati da poco a 1.000, con delusione per la qualità e la quantità di cibo da ritirare. L&#8217;app funziona benissimo, è semplice, immediata. Ho avuto però in alcuni casi la sensazione di un possibile fraintendimento da parte di qualche ristoratore: la finalità di Too Good To Go è di salvare dai rifiuti l&#8217;eccedenza, tutto ciò che è prossimo alla scadenza in chiusura del locale e non può essere venduto a breve. Non è esclusivamente uno strumento per promuovere la propria attività oppure per applicare sconti a nuovi clienti&#8230; In un caso purtroppo ho trovato anche cibo che, per ragioni su cui sorvolo, era proprio da buttare. In altri, la delusione di trovare poche cose e a prezzo quasi pari al listino e il dubbio di non aver davvero contribuito a salvare qualcosa in procinto di essere buttato. Su questo speriamo che il team di Too Good To Go possa trovare il modo di orientare al meglio gli esercizi commerciali che aderiscono. Per il resto, credo che sia un valido strumento di grande utilità per la lotta allo spreco! Nel caso per esempio del forno di Milano, la quantità di cibo delizioso era davvero incredibile e si capiva chiaramente si trattava di panini, focaccine, pizzette, rustici farciti che il giorno dopo non avrebbero potuto ricollocare in vetrina. Anche il gelato assaggiato ultimamente era buonissimo, con un prezzo competitivo rispetto al prodotto normalmente venduto. Provare non costa nulla, ti invito a scaricarla! Fammi sapere come ti trovi così da condividerlo con altri lettori. (Foto: Too Good To Go) &#160; &#160; Veggly &#8211; Il dating digitale per vegetariani e vegani (ma non solo) Qualche mese fa ho letto un articolo che annunciava l&#8217;arrivo in Italia di una nuova app per dating, dedicata a vegani e vegetariani. &#8220;Funzionerà per conoscere persone con un intento affine, più attenzione all&#8217;ambiente e agli animali e una maggiore sensibilità verso le tematiche sostenibili?&#8221;, mi sono chiesta. Sarebbe stato bello scrivere di uno strumento in più per creare nuove relazioni sociali in tempi di distanziamento e distanze fisiche. Premetto che non ho mai utilizzato un&#8217;app di dating. Non ho quindi possibilità di fare un confronto diretto con simili strumenti, ma ho potuto raccogliere feedback da parte di chi ne fa uso abitualmente. Veggly funziona così: ti iscrivi, carichi le tue foto, inserisci una tua descrizione indicando se sei vegan, vegetariano o se &#8220;ci stai provando&#8221; (nel senso di provare a diventare veg!) e il lavoro che svolgi. Puoi scegliere la versione gratuita o a pagamento. Scorrendo le foto, se ti piace qualcuno invii un like. Se ricambia, scatta il match, la combinazione, e potete iniziare a chattare. Niente foto, niente vocali. Solo messaggi. Non ho mai inviato un like per prima, ma forse per l&#8217;articolo avrei dovuto provare. Ci sono quelli che ti mandano un like, ricambi e poi non ti scrivono nulla. Non li ho capiti. Anche se può capitare di pigiare &#8220;like&#8221; per sbaglio (mi è successo con uno per niente affine!). In questi mesi mi sono imbattuta nei casi umani più strani. Nel profilo ho indicato la professione lavorativa, l&#8217;età e gli interessi convergenti sulla natura, l&#8217;ambiente, i viaggi e, dopo un primo periodo di totale inesperienza, ho specificato in modo chiaro che non ero &#8220;una persona da Tinder&#8221; e avrei risposto per conoscere persone con interessi simili, con un nome vero e una foto personale (nota per i gestori di Veggly: ma perché l&#8217;età? Perché non un range di anni per esempio? È proprio necessario che compaia accanto al nome? Pietà!). Confidando in una sorta di selezione naturale visto il nome e il target dell&#8217;app grazie a quanto scritto nella bio, mi sono ritrovata a essere contattata da: Due ingegneri dell&#8217;industria petrolifera Decine di persone senza foto se non di un gattino, tramonto, piatto vegano, ecc. Un ragazzo che per la prima volta ha sentito parlare di professioni legate alla sostenibilità Parecchi uomini delusi dalla risposta alla domanda &#8220;Cosa cerchi qui su Veggly?&#8221; (&#8220;Vorrei conoscere persone con interessi simili&#8221;) Per lo più ragazzi giovani (tra i 25 e 30 anni) Un misogino E poi una serie di casi che potrebbero essere quasi patologici. Mi sono chiesta e mi chiedo: cliccano a caso su &#8220;mi piace&#8221; fermandosi alla foto, senza leggere la bio? Neppure quanto scritto nel campo in alto in evidenza &#8220;Lavoro&#8221;? Seguendo questo criterio per scremare, non ho risposto a chi cambiava nome ogni giorno o a chi ha scelto di chiamarsi &#8220;Roma&#8221; per non rivelare l&#8217;identità (oltre a evitare quelli con la foto profilo insieme alla fidanzata). Potrei scrivere fiumi di parole solo sugli incipit delle conversazioni, sui primi approcci. &#8220;Che bella signora, tuttavia nel mio particolare modo di vedere sono le donne&#38;capitalismo che stanno distruggendo il pianeta&#8221;. Già con &#8220;signora&#8221; ti poni a muso duro, come se non fosse abbastanza distruggi la missione professionale e privata che ti ho rivelato nella bio, mostrando un lieve risentimento maschilista! Almeno hai letto la bio. Ma perché allora contattarmi?? Pochi hanno pazienza. In un mondo di fast fashion e fast food, anche il dating è fast. Al primo messaggio già si fiondano per incontrarsi, avere il numero di telefono (l&#8217;insistenza da parte di uno al primo contatto è stata estenuante), videochiamarsi, fidanzarsi, trasferirsi da te e qualcuno pure già separarsi, facendo tutto da solo perché tu magari, non avendo attivato le notifiche, quel giorno non hai proprio avuto tempo di entrare nell&#8217;app. Mi sono ritrovata a raccontare a un ventenne di quell&#8217;emozione che da adolescente vivevo in attesa di trovare nella cassetta della posta una lettera. Una risposta tanto attesa, per cui a volte le parole impresse sulla carta trovavano riscontro anche dopo mesi, se il corrispondente era un po&#8217; pigro e le Poste non ti regalavano inghippi. Ricordo ancora gli istanti in cui giravo la piccola chiave della cassetta e trovavo lì distesa, dopo km di viaggio, un rettangolo di carta a volte impiastricciato, a volte profumato, a volte accartocciato. Ci sono stati momenti in cui ho strappato la busta all&#8217;istante, altri in cui ho atteso di essere in silenzio in mezzo al campo sotto casa portando a spasso il cane o di essere raggomitolata sul letto in solitudine. Quelle emozioni, le ricordo ancora. Perciò aprire un&#8217;app e trovare una serie di messaggi consecutivi incalzanti, o in qualche caso addirittura deliranti, perché non hai risposto tempestivamente è un piccolo shock. Sono stata bloccata da un paio di persone: da uno perché non ho voluto condividere il numero di telefono e chattare su Whatsapp al primo contatto. Il consiglio è di tutelarsi e scambiare un recapito telefonico solo dopo essersi conosciuti. Meglio interagire prima su Instagram. da un ragazzo di Bucharest, perché insistendo già al primo contatto di vederci per un video dating (ma cos&#8217;è?) ho mostrato qualche perplessità proponendo di scriverci almeno qualche messaggio prima. Dopo due parole parlava già di massaggi. Quando ho chiesto cosa fosse un video dating: &#8220;Why to spoil the fun before it?&#8221;. Le perplessità a questo punto sono solo aumentate!  E a nulla sono valse le sue non richieste rassicurazioni: &#8220;I don&#8217;t even go for the back touch. So no need to get worried&#8221;. Proseguendo con un fastidioso e inopportuno flirtare così a freddo in un bombardamento di messaggi. da un altro ragazzo ancora, perché non rispondevo immediatamente. Per poi dopo un po&#8217; ricomparire scusandosi per il teatrino. E fermare da lì a poco ogni conversazione perché hai spiegato che preferisci partire da un&#8217;amicizia. &#8220;Onestamente mi dispiace troncare così ma parlare su quest&#8217;app una volta alla settimana lo trovo un po&#8217; triste (ndr: stiamo parlando di neanche un mese di conoscenza). Se invece pensi che da questa amicizia possa nascere qualcosa di più intimo dimmelo. Io per come sono fatto cerco di vivere la sessualità in modo più aperto e libero, infatti ho voluto mettere in chiaro le cose per correttezza&#8221;. Se non fosse stato per tutti i cambi di nome, che alla fine non capivo più con chi stavo parlando, e per il teatrino abbastanza aggressivo per una risposta tardiva, quasi avrei apprezzato la franchezza. Meglio di un altro, che carinamente scriveva messaggi con costanza per poi inaspettatamente interrompere la scrittura dopo aver risposto alla domanda &#8220;Ma tu che cerchi di preciso su questa chat?&#8221; (eppure nella bio l&#8217;ho scritto!). In realtà anche un altro ragazzo mi ha bloccata. Uno dei pochi con cui le conversazioni scritte erano piacevoli. La maggior parte dei messaggi sono mancati dialoghi che languono. Più di &#8220;Di dove sei?&#8221;, &#8220;Cosa stai facendo?&#8221;, &#8220;Hey!&#8221;, &#8220;Ti puoi spostare da Roma?&#8221; &#8220;Hai mai visitato un canile?&#8221;. Difficile leggere qualcosa di coinvolgente e originale. Lui invece mi aveva colpito. Fino a quando mi ha chiesto di seguirci su Instagram. Sono andata a vedere il suo profilo e di getto ho domandato: &#8220;Come mai hai centinaia di follower e tu non segui neanche una persona?&#8221;. Non gli piaceva nessuno, non reputava nessuno degno di essere seguito, questo il sunto di una risposta data con una certa spocchia e prepotenza. Giusto il tempo di mostrare stupore e scrivere che probabilmente allora neppure il mio profilo è un gran prodotto artistico e mi ha bloccata. L&#8217;app di per sé funziona. Mi sfugge la differenza con simili alternative, anche perché non è necessario essere vegani o vegetariani. Per definizione in Italia le app di dating sono per incontri veloci e un po&#8217; leggeri. Ho voluto sperimentare, per raccontarlo qui, se un focus comune come l&#8217;amore per gli animali e l&#8217;ambiente aprisse uno spiraglio a un target diverso. Trovo bello l&#8217;obiettivo di Veggly e la possibilità di raggiungere persone in tutto il mondo. Sono riuscita a conoscere un ragazzo fuori dall&#8217;Italia con tanti punti in comune scoperti in piacevoli conversazioni e con un&#8217;interessante esperienza nel settore della moda, magari nascerà una collaborazione professionale (mantengo il riserbo sulle conversazioni con lui). Resta la tristezza di scorrere con un dito foto di sconosciuti, &#8220;questo sì, questo no&#8221;, escludendo &#8211; forse &#8211; statisticamente un po&#8217; troppo e la delusione di non aver ampliato la cerchia di amici con simili interessi. Arriverà da Veggly qualcosa di innovativo? Nel frattempo, non so ancora per quanto, forse continuo a indagare. Se ti interessano le app, abbiamo scritto con Giulia di un tool digitale per organizzare il nostro armadio. Ps Ringrazio Serena Tringali, perché in una stanza di Club House in cui sono sono entrata creando scompiglio per raccogliere informazioni sulle app di dating  ha virato l&#8217;argomento del gruppo per  darmi spunti interessanti. (Foto: Veggly; Pratik Gutpa) &#160; &#160; &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png" alt="" width="30" height="28" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png 3840w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="(max-width: 30px) 100vw, 30px" />Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/44044459">Cibo e Dating</a></p>
<p>Le app ci accompagnano ormai nelle attività quotidiane più disparate. Oltre a quelle dedicate al vintage e second-hand che spesso menzioniamo, ti racconto com&#8217;è andata con gli strumenti digitali legati alla sostenibilità che sto provando personalmente. Inizio da due applicazioni: una utile alla riduzione degli sprechi di cibo, l&#8217;altra per conoscere e uscire con vegetariani o vegani.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-14453" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/TooGoodToGo_5383-scaled.jpg" alt="" width="971" height="626" /></p>
<h6><span style="color: #68a69b;"><a style="color: #68a69b;" href="https://toogoodtogo.it/it/">Too Good To Go</a> &#8211; Salviamo il cibo invenduto e il portafoglio!</span></h6>
<p>Da tempo utilizzo quest&#8217;app, insieme a un&#8217;altra concorrente diffusa all&#8217;estero, per contribuire alla <strong>riduzione dello spreco alimentare</strong>. L&#8217;idea è di mettere in contatto gli utenti con gli esercizi commerciali che offrono prodotti rimasti invenduti, in modo da evitare che il cibo sia sprecato. Da una parte i clienti ricevono alimenti da locali e negozi preferiti a<strong> un prezzo più contenuto</strong>, dall&#8217;altro i negozianti coinvolgono nuovi clienti ed evitano costi di smaltimento, contribuendo alla riduzione di rifiuti alimentari.</p>
<p>Si scarica l&#8217;app, si effettua l&#8217;<strong>iscrizione gratuita</strong> e si inizia a scorrere le disponibilità di cibo selezionando quartiere, tipologia di prodotto (pasti pronti, alimentari, prodotti da forno), fascia oraria di disponibilità (pranzo/cena) e altri criteri come la disponibilità immediata o l&#8217;imminente chiusura della finestra temporale per il ritiro.</p>
<p>Ho avuto ottime esperienze (a Milano in un forno e in una gelateria a Roma) e un po&#8217; meno fortuna con qualche esercizio in territorio romano dove i negozi aderenti sono arrivati da poco a 1.000, con delusione per la qualità e la quantità di cibo da ritirare. L&#8217;app <strong>funziona benissimo, è semplice, immediata</strong>.</p>
<p>Ho avuto però in alcuni casi la sensazione di un possibile fraintendimento da parte di qualche ristoratore: la finalità di Too Good To Go è di salvare dai rifiuti l&#8217;eccedenza, tutto ciò che è prossimo alla scadenza in chiusura del locale e non può essere venduto a breve. Non è esclusivamente uno strumento per promuovere la propria attività oppure per applicare sconti a nuovi clienti&#8230; In un caso purtroppo ho trovato anche cibo che, per ragioni su cui sorvolo, era proprio da buttare. In altri, la delusione di trovare poche cose e a prezzo quasi pari al listino e il dubbio di non aver davvero contribuito a salvare qualcosa in procinto di essere buttato. Su questo speriamo che il team di Too Good To Go possa trovare il modo di orientare al meglio gli esercizi commerciali che aderiscono.</p>
<p>Per il resto, credo che sia <strong>un valido strumento di grande utilità per la lotta allo spreco</strong>! Nel caso per esempio del forno di Milano, la quantità di cibo delizioso era davvero incredibile e si capiva chiaramente si trattava di panini, focaccine, pizzette, rustici farciti che il giorno dopo non avrebbero potuto ricollocare in vetrina. Anche il gelato assaggiato ultimamente era buonissimo, con un prezzo competitivo rispetto al prodotto normalmente venduto.</p>
<p>Provare non costa nulla, ti invito a scaricarla! Fammi sapere come ti trovi così da condividerlo con altri lettori.</p>
<p><em>(Foto: Too Good To Go)</em></p>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14456" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_4058.jpg" alt="" width="750" height="730" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_4058.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_4058-600x584.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_4058-300x292.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<h6><span style="color: #68a69b;"><a style="color: #68a69b;" href="https://www.veggly.net">Veggly</a> &#8211; Il dating digitale per vegetariani e vegani (ma non solo)</span></h6>
<p>Qualche mese fa ho letto un articolo che annunciava l&#8217;arrivo in Italia di una nuova app per dating, dedicata a vegani e vegetariani. &#8220;Funzionerà per conoscere persone con un intento affine, più attenzione all&#8217;ambiente e agli animali e una maggiore sensibilità verso le tematiche sostenibili?&#8221;, mi sono chiesta. Sarebbe stato bello scrivere di <strong>uno strumento in più per creare nuove relazioni sociali</strong> in tempi di distanziamento e distanze fisiche.</p>
<p>Premetto che non ho mai utilizzato un&#8217;app di dating. Non ho quindi possibilità di fare un confronto diretto con simili strumenti, ma ho potuto raccogliere feedback da parte di chi ne fa uso abitualmente.</p>
<p><a href="https://mailchi.mp/13e230d112c6/inizia-da-qui"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-13606" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui.jpg" alt="" width="348" height="146" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui.jpg 1403w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-600x253.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-300x127.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-1024x432.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-768x324.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-1160x489.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 348px) 100vw, 348px" /></a>Veggly funziona così: ti iscrivi, carichi le tue foto, inserisci una tua descrizione indicando se sei vegan, vegetariano o se &#8220;ci stai provando&#8221; (nel senso di provare a diventare veg!) e il lavoro che svolgi. Puoi scegliere la versione gratuita o a pagamento. Scorrendo le foto, se ti piace qualcuno invii un <em>like</em>. Se ricambia, scatta il match, la combinazione, e potete iniziare a chattare. Niente foto, niente vocali. Solo messaggi.</p>
<p>Non ho mai inviato un <em>like</em> per prima, ma forse per l&#8217;articolo avrei dovuto provare. Ci sono quelli che ti mandano un <em>like</em>, ricambi e poi non ti scrivono nulla. Non li ho capiti. Anche se può capitare di pigiare &#8220;like&#8221; per sbaglio (mi è successo con uno per niente affine!).</p>
<p>In questi mesi <strong>mi sono imbattuta nei casi umani più strani</strong>. Nel profilo ho indicato la professione lavorativa, l&#8217;età e gli interessi convergenti sulla natura, l&#8217;ambiente, i viaggi e, dopo un primo periodo di totale inesperienza, ho specificato in modo chiaro che non ero &#8220;una persona da Tinder&#8221; e avrei risposto per conoscere persone con interessi simili, con un nome vero e una foto personale (nota per i gestori di Veggly: ma perché l&#8217;età? Perché non un range di anni per esempio? È proprio necessario che compaia accanto al nome? Pietà!).</p>
<p>Confidando in una sorta di selezione naturale visto il nome e il target dell&#8217;app grazie a quanto scritto nella bio, <strong>mi sono ritrovata a essere contattata da</strong>:</p>
<ul>
<li>Due ingegneri dell&#8217;industria petrolifera</li>
<li>Decine di persone senza foto se non di un gattino, tramonto, piatto vegano, ecc.</li>
<li>Un ragazzo che per la prima volta ha sentito parlare di professioni legate alla sostenibilità</li>
<li>Parecchi uomini delusi dalla risposta alla domanda &#8220;Cosa cerchi qui su Veggly?&#8221; (&#8220;Vorrei conoscere persone con interessi simili&#8221;)</li>
<li>Per lo più ragazzi giovani (tra i 25 e 30 anni)</li>
<li>Un misogino</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14459 alignleft" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_4059.jpg" alt="" width="592" height="596" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_4059.jpg 750w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_4059-100x100.jpg 100w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_4059-600x604.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_4059-298x300.jpg 298w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_4059-150x150.jpg 150w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_4059-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 592px) 100vw, 592px" />E poi una serie di casi che potrebbero essere quasi patologici.</p>
<p>Mi sono chiesta e mi chiedo: cliccano a caso su &#8220;mi piace&#8221; fermandosi alla foto, senza leggere la bio? Neppure quanto scritto nel campo in alto in evidenza &#8220;Lavoro&#8221;? Seguendo questo criterio per scremare, non ho risposto a chi cambiava nome ogni giorno o a chi ha scelto di chiamarsi &#8220;Roma&#8221; per non rivelare l&#8217;identità (oltre a evitare quelli con la foto profilo insieme alla fidanzata).</p>
<p>Potrei scrivere fiumi di parole solo sugli <strong>incipit delle conversazioni</strong>, sui primi approcci. &#8220;Che bella signora, tuttavia nel mio particolare modo di vedere sono le donne&amp;capitalismo che stanno distruggendo il pianeta&#8221;. Già con &#8220;signora&#8221; ti poni a muso duro, come se non fosse abbastanza distruggi la missione professionale e privata che ti ho rivelato nella bio, mostrando un lieve risentimento maschilista! Almeno hai letto la bio. Ma perché allora contattarmi??</p>
<p><strong>Pochi hanno pazienza.</strong> <strong>In un mondo di fast fashion e fast food, anche il dating è fast.</strong> Al primo messaggio già si fiondano per incontrarsi, avere il numero di telefono (l&#8217;insistenza da parte di uno al primo contatto è stata estenuante), videochiamarsi, fidanzarsi, trasferirsi da te e qualcuno pure già separarsi, facendo tutto da solo perché tu magari, non avendo attivato le notifiche, quel giorno non hai proprio avuto tempo di entrare nell&#8217;app.</p>
<p>Mi sono ritrovata a raccontare a un ventenne di quell&#8217;<strong>emozione che da adolescente vivevo</strong> in attesa di trovare nella cassetta della posta una lettera. Una risposta tanto attesa, per cui a volte le parole impresse sulla carta trovavano riscontro anche dopo mesi, se il corrispondente era un po&#8217; pigro e le Poste non ti regalavano inghippi. Ricordo ancora gli istanti in cui giravo la piccola chiave della cassetta e trovavo lì distesa, dopo km di viaggio, un rettangolo di carta a volte impiastricciato, a volte profumato, a volte accartocciato. Ci sono stati momenti in cui ho strappato la busta all&#8217;istante, altri in cui ho atteso di essere in silenzio in mezzo al campo sotto casa portando a spasso il cane o di essere raggomitolata sul letto in solitudine.</p>
<p><strong>Quelle emozioni, le ricordo ancora.</strong></p>
<p>Perciò aprire un&#8217;app e trovare una serie di messaggi consecutivi incalzanti, o in qualche caso addirittura deliranti, perché non hai risposto tempestivamente è un piccolo shock. Sono stata <strong>bloccata da un paio di persone:</strong></p>
<ul>
<li>da uno perché non ho voluto condividere il numero di telefono e chattare su Whatsapp al primo contatto. Il consiglio è di tutelarsi e scambiare un recapito telefonico solo dopo essersi conosciuti. Meglio interagire prima su Instagram.</li>
<li>da un ragazzo di Bucharest, perché insistendo già al primo contatto di vederci per un video dating (ma cos&#8217;è?) ho mostrato qualche perplessità proponendo di scriverci almeno qualche messaggio prima. Dopo due parole parlava già di massaggi. Quando ho chiesto cosa fosse un video dating: &#8220;Why to spoil the fun before it?&#8221;. Le perplessità a questo punto sono solo aumentate!  E a nulla sono valse le sue non richieste rassicurazioni: &#8220;I don&#8217;t even go for the back touch. So no need to get worried&#8221;. Proseguendo con un fastidioso e inopportuno flirtare così a freddo in un bombardamento di messaggi.</li>
<li>da un altro ragazzo ancora, perché non rispondevo immediatamente. Per poi dopo un po&#8217; ricomparire scusandosi per il teatrino. E fermare da lì a poco ogni conversazione perché hai spiegato che preferisci partire da un&#8217;amicizia. &#8220;Onestamente mi dispiace troncare così ma parlare su quest&#8217;app una volta alla settimana lo trovo un po&#8217; triste (ndr: stiamo parlando di neanche un mese di conoscenza). Se invece pensi che da questa amicizia possa nascere qualcosa di più intimo dimmelo. Io per come sono fatto cerco di vivere la sessualità in modo più aperto e libero, infatti ho voluto mettere in chiaro le cose per correttezza&#8221;. Se non fosse stato per tutti i cambi di nome, che alla fine non capivo più con chi stavo parlando, e per il teatrino abbastanza aggressivo per una risposta tardiva, quasi avrei apprezzato la franchezza. Meglio di un altro, che carinamente scriveva messaggi con costanza per poi inaspettatamente interrompere la scrittura dopo aver risposto alla domanda &#8220;Ma tu che cerchi di preciso su questa chat?&#8221; (eppure nella bio l&#8217;ho scritto!).</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14462 alignright" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1556800468-84fcf08acdfc.jpeg" alt="" width="465" height="696" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1556800468-84fcf08acdfc-200x300.jpeg 200w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2021/03/photo-1556800468-84fcf08acdfc-683x1024.jpeg 683w" sizes="auto, (max-width: 465px) 100vw, 465px" />In realtà anche un altro ragazzo mi ha bloccata. Uno dei pochi con cui le conversazioni scritte erano piacevoli. La maggior parte dei messaggi sono mancati dialoghi che languono. Più di &#8220;Di dove sei?&#8221;, &#8220;Cosa stai facendo?&#8221;, &#8220;Hey!&#8221;, &#8220;Ti puoi spostare da Roma?&#8221; &#8220;Hai mai visitato un canile?&#8221;. Difficile leggere qualcosa di coinvolgente e originale. Lui invece mi aveva colpito. Fino a quando mi ha chiesto di seguirci su Instagram. Sono andata a vedere il suo profilo e di getto ho domandato: &#8220;Come mai hai centinaia di follower e tu non segui neanche una persona?&#8221;. Non gli piaceva nessuno, non reputava nessuno degno di essere seguito, questo il sunto di una risposta data con una certa spocchia e prepotenza. Giusto il tempo di mostrare stupore e scrivere che probabilmente allora neppure il mio profilo è un gran prodotto artistico e mi ha bloccata.</p>
<p>L&#8217;app di per sé funziona. Mi sfugge la <strong>differenza con simili alternative</strong>, anche perché non è necessario essere vegani o vegetariani. Per definizione in Italia le app di dating sono per incontri veloci e un po&#8217; leggeri. Ho voluto sperimentare, per raccontarlo qui, se un focus comune come l&#8217;amore per gli animali e l&#8217;ambiente aprisse uno spiraglio a un target diverso.</p>
<p>Trovo bello l&#8217;obiettivo di Veggly e <strong>la possibilità di raggiungere persone in tutto il mondo</strong>. Sono riuscita a conoscere un ragazzo fuori dall&#8217;Italia <span style="font-family: josefin slab, georgia, times new roman, serif;">con tanti punti in comune scoperti in piacevoli conversazioni</span> e con un&#8217;interessante esperienza nel settore della moda, magari nascerà una collaborazione professionale (mantengo il riserbo sulle conversazioni con lui). Resta la tristezza di scorrere con un dito foto di sconosciuti, &#8220;questo sì, questo no&#8221;, escludendo &#8211; forse &#8211; statisticamente un po&#8217; troppo e la delusione di non aver ampliato la cerchia di amici con simili interessi. <span style="font-family: josefin slab, georgia, times new roman, serif;">Arriverà da </span><em>Veggly </em><span style="font-family: josefin slab, georgia, times new roman, serif;">qualcosa di innovativo? Nel frattempo, non so ancora per quanto, forse continuo a indagare.</span></p>
<p>Se ti interessano le app, abbiamo scritto con Giulia di un <a href="https://dress-ecode.com/2020/01/21/unapp-che-ti-aiuta-a-ottimizzare-il-tuo-guardaroba-giulia-ci-racconta-la-sua-esperienza/">tool digitale</a> per organizzare il nostro armadio.</p>
<p>Ps Ringrazio Serena Tringali, perché in una stanza di Club House in cui sono sono entrata creando scompiglio per raccogliere informazioni sulle app di dating  ha virato l&#8217;argomento del gruppo per  darmi spunti interessanti.</p>
<p><em>(Foto: Veggly; Pratik Gutpa)</em></p>
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<p><iframe loading="lazy" title="Spotify Embed: Vita da Dress Ecode - App collegate alla sostenibilità: cibo e dating" width="100%" height="232" allowtransparency="true" frameborder="0" allow="encrypted-media" src="https://open.spotify.com/embed-podcast/episode/6jSdZWz65xUYfshji8gu8u?si=DlrsR5RNTC6T3hZ9hrWBxQ"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Speciale Idee per regali più sostenibili &#8211; Come fare doni in modo più responsabile e piacevole!</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2020 09:51:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[ Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: Speciale idee regali più sostenibili L’avevamo preannunciato nei post sulle iniziative di Natale: come promesso, ecco qui uno speciale per suggerire idee per fare regali in modo più consapevole! Forse stai facendo lo slalom tra articoli, post e stories che propongono acquisti per le feste ora ecco qui anche Dress Ecode sull’argomento!  Ci siamo impegnati in queste settimane perché non fosse la solita guida di Natale. Non siamo per la spinta agli acquisti legati a particolari festività o momenti dell’anno, perché il modello di consumo che proponiamo vuole diffondere una maggiore responsabilità nelle scelte nel nostro quotidiano. Speriamo troverai qui consigli utili non solo per comprare ma anche per vivere questo periodo, e per scegliere regali, con un’attenzione in più alla sostenibilità. Non troverai una carrellata di marchi e prodotti. Anche perché non riusciremmo a includere tutti quelli che ci piacciono. Abbiamo preferito focalizzarci sulle idee, in linea con la nostra filosofia di diffondere come acquistare in modo più responsabile. Per conoscere brand e artigiani che realizzano i doni che consigliamo, qui sul sito trovi davvero tanti spunti selezionando la categoria «Dove acquistare». Non troverai sconti, perché vorremmo che tutto il lavoro e l’impegno che sono dietro ai prodotti artigianali, fatti a mano, slow e più sostenibili fossero sempre riconosciuti al giusto prezzo. Troverai invece una sorpresa sul finale: quanto ci piacciono i brand che parlano di altri brand! Disponibile in anteprima ai lettori più affezionati che hanno scelto di adottare un Dress Ecode, questa guida è un omaggio per tutti i lettori. Un lungo articolo che diventa una guida, perché le cose da dire sul tema regali e feste sono tante. Non è esaustiva, ma ricca di contenuti da leggere anche a puntate, per trovare consigli per scegliere doni in modo più responsabile e piacevole validi tutto l&#8217;anno, non solo a Natale. Ed eccolo qui, un numero speciale di Dress Ecode vestito a festa! Se ti piace e desideri riceverne ancora, entra nel gruppo di persone che desiderano una moda (e uno stile di vita) più green ed etica. Potrai leggere le guide che abbiamo già realizzato e riceverai in esclusiva le prossime che pubblicheremo. Fai sapere a noi e ai brand da cui decidi di acquistare un regalo che ti è stata utile* e se hai seguito un suggerimento che hai letto! Vuoi leggere la guida? Clicca sull&#8217;immagine qui sotto: &#160; * Scriviamo in modo il più possibile oggettivo e indipendente, per questo scegliamo di non ricevere sponsorizzazioni. Qualora decidessimo di inserire informazioni pubblicitarie, lo comunicheremmo chiaramente. &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png" alt="" width="30" height="28" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie.png 3840w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 30px) 100vw, 30px" /> Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/42430716">Speciale idee regali più sostenibili</a></p>
<p>L’avevamo preannunciato nei post sulle iniziative di Natale: come promesso, ecco qui uno speciale per suggerire idee per fare regali in modo più consapevole!</p>
<p>Forse stai facendo lo slalom tra articoli, post e stories che propongono acquisti per le feste ora ecco qui anche Dress <span style="color: #acc0a5;"><em><strong>Eco</strong></em></span>de sull’argomento!<a href="https://mailchi.mp/13e230d112c6/inizia-da-qui"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-13606" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui.jpg" alt="moda sostenibile" width="300" height="127" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui.jpg 1403w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-600x253.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-300x127.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-1024x432.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-768x324.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/Bottone-inizia-da-qui-1160x489.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> </a> Ci siamo impegnati in queste settimane perché <strong><span style="color: #a44043;">non fosse la solita guida di Natale</span></strong>. Non siamo per la spinta agli acquisti legati a particolari festività o momenti dell’anno, perché il <span style="color: #a44043;"><a style="color: #a44043;" href="https://dress-ecode.com/missione/">modello di consumo</a></span> che proponiamo vuole diffondere una maggiore responsabilità nelle scelte nel nostro quotidiano.</p>
<p>Speriamo troverai qui consigli utili non solo per comprare ma anche per vivere questo periodo, e per <span style="color: #a44043;">scegliere regali, con un’attenzione in più alla sostenibilità</span>.</p>
<p><span style="color: #a44043;">Non troverai una carrellata di marchi e prodotti</span>. Anche perché non riusciremmo a includere tutti quelli che ci piacciono. Abbiamo preferito focalizzarci sulle idee, in linea con la nostra filosofia di diffondere come acquistare in modo più responsabile. Per conoscere brand e artigiani che realizzano i doni che consigliamo, qui sul sito trovi davvero tanti spunti selezionando la categoria «<span style="color: #a44043;"><a style="color: #a44043;" href="https://dress-ecode.com/category/dove-acquistare/">Dove acquistare</a></span>».</p>
<p><span style="color: #a44043;">Non troverai sconti</span>, perché vorremmo che tutto il lavoro e l’impegno che sono dietro ai prodotti artigianali, fatti a mano, slow e più sostenibili fossero sempre riconosciuti al giusto prezzo. Troverai invece una sorpresa sul finale: quanto ci piacciono i brand che parlano di altri brand!</p>
<p><strong><span style="color: #a44043;">Disponibile in anteprima ai lettori più affezionati che hanno scelto di adottare un Dress <span style="caret-color: #a44043;"><em>Eco</em>de</span>, questa guida è un omaggio per tutti i lettori.</span></strong></p>
<p><span style="font-family: josefin slab, georgia, times new roman, serif;">Un lungo articolo che diventa una guida, perché le cose da dire sul tema regali e feste sono tante. </span>Non è esaustiva, ma ricca di contenuti da leggere anche a puntate, per trovare <strong><span style="color: #a44043;">consigli per scegliere doni in modo più responsabile e piacevole </span><span style="color: #a44043;"><strong>validi tu</strong>tto l&#8217;anno</span></strong>, non solo a Natale.<br />
Ed eccolo qui, un numero speciale di Dress <span style="color: #acc0a5;"><strong><em>Eco</em></strong></span>de vestito a festa!</p>
<p><span style="color: #a44043;"><strong>Se ti piace e desideri riceverne ancora, entra nel gruppo di <a style="color: #a44043;" href="https://mailchi.mp/7566031f7aaa/ovlx96ee61">persone che desiderano</a> una moda (e uno stile di vita) più green ed etica. </strong></span>Potrai leggere le guide che abbiamo già realizzato e riceverai in esclusiva le prossime che pubblicheremo.</p>
<p>Fai sapere a noi e ai brand da cui decidi di acquistare un regalo che ti è stata utile* e se hai seguito un suggerimento che hai letto!</p>
<p>Vuoi leggere la guida? Clicca sull&#8217;immagine qui sotto:</p>
<p><a href="https://mailchi.mp/ba19b9b618fe/jv6zy33nao"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-13870" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/12/Speciali-regali-piu-sostenibili-Cover.jpg" alt="" width="500" height="668" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/12/Speciali-regali-piu-sostenibili-Cover.jpg 1344w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/12/Speciali-regali-piu-sostenibili-Cover-600x802.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/12/Speciali-regali-piu-sostenibili-Cover-224x300.jpg 224w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/12/Speciali-regali-piu-sostenibili-Cover-766x1024.jpg 766w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/12/Speciali-regali-piu-sostenibili-Cover-768x1026.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/12/Speciali-regali-piu-sostenibili-Cover-1149x1536.jpg 1149w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/12/Speciali-regali-piu-sostenibili-Cover-1160x1550.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* Scriviamo in modo il più possibile oggettivo e indipendente, per questo scegliamo di non ricevere sponsorizzazioni. Qualora decidessimo di inserire informazioni pubblicitarie, lo comunicheremmo chiaramente.</em></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Spotify Embed: Speciale Idee per regali più sostenibili – Come fare doni in modo più responsabile e piacevole!" width="100%" height="232" allowtransparency="true" frameborder="0" allow="encrypted-media" src="https://open.spotify.com/embed-podcast/episode/20mQTJSzbrAKCJnSe3PRWs?si=2OlOHBMLRzCF6LMbnogIQw"></iframe></p>
<p><a href="https://dress-ecode.com/brand-e-attivita/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-13617 size-full" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/BOTTONE-BRAND.jpg" alt="" width="2018" height="486" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/BOTTONE-BRAND.jpg 2018w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/BOTTONE-BRAND-600x144.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/BOTTONE-BRAND-300x72.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/BOTTONE-BRAND-1024x247.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/BOTTONE-BRAND-768x185.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/BOTTONE-BRAND-1536x370.jpg 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/11/BOTTONE-BRAND-1160x279.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 2018px) 100vw, 2018px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>TOM, il cestino che trasforma imballaggi e scarti nei locali pubblici in 8 settimane!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 10:55:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Circular economy]]></category>
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					<description><![CDATA[Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: TOM, il cestino interattivo &#160; TOM è un cestino speciale: installato in bar, musei, stazioni, aeroporti, uffici, ristoranti o altri locali pubblici, accoglie gli imballaggi compostabili e gli scarti di cibo prodotti sul posto e nel giro di 8 settimane li trasforma in concime organico. TOM è prodotto in Svezia da Orwak, azienda che progetta e produce compattatori e presse per rifiuti dal 1971. Con una vasta rete mondiale di rappresentanti, ha una buona presenza locale in molti dei paesi in cui i sistemi sono installati. Da gennaio 2020, Sulo, una società globale con sede in Francia, ha acquisito Sac Group, di cui Orwak fa parte. Sulo offre soluzioni per la raccolta e la separazione dei materiali riciclabili. Con la sua visione speciale, TOM vede gli ospiti arrivare da lontano e apre lo sportello quando si avvicinano. Grazie allo smaltimento senza contatto dei rifiuti, mantiene le nostre mani pulite! TOM ha all&#8217;incirca le stesse dimensioni di un contenitore convenzionale per l&#8217;immondizia, ma via via che i rifiuti vengono compattati TOM crea spazio all&#8217;interno, arrivando a contenere fino a sette volte più rifiuti di altri contenitori. In questo modo riduce la frequenza del cambio di sacchetto. Inoltre, se il cestino è pieno è in grado di avvisare! Invia infatti un messaggio quando richiede il cambio del sacchetto o la manutenzione. &#8220;A TOM piace vestirsi per l&#8217;occasione e spesso indossa costumi colorati (involucri) per adattarsi o per distinguersi in un particolare ambiente. Guarda la sezione foto di TOM per vedere i suoi ultimi outfit!&#8221;, racconta la pagina di Orwak. Non è un&#8217;idea meravigliosa? Sito: http://www.orwak.com/ Facebook: https://www.facebook.com/TOMbyOrwak Foto: dalla pagina Facebook di Orwak.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-11602" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png" alt="" width="35" height="32" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-300x276.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-600x551.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1024x941.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-768x706.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1536x1412.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-2048x1882.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/10/Iconacuffie-1160x1066.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 35px) 100vw, 35px" /></p>
<p>Puoi ascoltare qui l&#8217;articolo: <a href="https://www.spreaker.com/episode/41714337">TOM, il cestino interattivo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="_5RYuEA direction-ltr align-center para-style-body"><span class="SS_gjA">TOM è un cestino speciale: </span><span class="SS_gjA">installato in bar, musei, stazioni, aeroporti, uffici, ristoranti o altri locali pubblici, <strong>accoglie gli imballaggi compostabili e gli scarti di cibo prodotti sul posto e nel giro di 8 settimane li trasforma in </strong></span><span class="SS_gjA"><strong>concime organico</strong>.</span></p>
<p>TOM è prodotto in Svezia da Orwak, azienda che progetta e produce compattatori e presse per rifiuti dal 1971. Con una vasta rete mondiale di rappresentanti, ha una buona presenza locale in molti dei paesi in cui i sistemi sono installati. Da gennaio 2020, Sulo, una società globale con sede in Francia, ha acquisito Sac Group, di cui Orwak fa parte. Sulo offre soluzioni per la raccolta e la separazione dei materiali riciclabili.</p>
<p>Con la sua visione speciale, TOM vede gli ospiti arrivare da lontano e <strong>apre lo sportello quando si avvicinano</strong>. Grazie allo smaltimento senza contatto dei rifiuti, mantiene le nostre mani pulite!</p>
<p>TOM ha all&#8217;incirca le stesse dimensioni di un contenitore convenzionale per l&#8217;immondizia, ma via via che i rifiuti vengono compattati TOM crea spazio all&#8217;interno, arrivando a <strong>contenere fino a sette volte più rifiuti di altri contenitori</strong>. In questo modo riduce la frequenza del cambio di sacchetto. Inoltre, <strong>se il cestino è pieno è in grado di avvisare</strong>! Invia infatti un messaggio quando richiede il cambio del sacchetto o la manutenzione.</p>
<p>&#8220;A TOM piace vestirsi per l&#8217;occasione e spesso indossa costumi colorati (involucri) per adattarsi o per distinguersi in un particolare ambiente. Guarda la sezione foto di TOM per vedere i suoi ultimi outfit!&#8221;, racconta la pagina di Orwak.</p>
<p>Non è un&#8217;idea meravigliosa?</p>
<p>Sito: <a href="http://www.orwak.com/">http://www.orwak.com/</a></p>
<p>Facebook:<a href="https://www.facebook.com/TOMbyOrwak"> https://www.facebook.com/TOMbyOrwak</a></p>
<p>Foto: dalla pagina Facebook di Orwak.</p>

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		<title>Viaggio nel mulino ad acqua di &#8220;Cavallo d&#8217;Ispica&#8221;, un gioiello della tradizione siciliana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 09:35:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Dove acquistare]]></category>
		<category><![CDATA[Food/Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Responsible life / Stile di vita resp.]]></category>
		<category><![CDATA[Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Cibo slow]]></category>
		<category><![CDATA[Farina]]></category>
		<category><![CDATA[Grano antico]]></category>
		<category><![CDATA[Mulino ad acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Slow food]]></category>
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					<description><![CDATA[Italiano/English below pictures Abbiamo pensato di farti un regalo a distanza, svelandoti un posto speciale: un mulino ad acqua ancora in funzione nelle terre siciliane (vicino Modica). Nel nostro stile di vita slow, non solo nell&#8221;abbigliamento, acquistiamo grano da macinare ma anche farina già pronta da piccole attività tradizionali come questa. Viaggia con noi in Sicilia all&#8217;interno del mulino! English &#8211; A journey in &#8220;Cavallo d&#8217;Ispica&#8221; water mill, a jewel of the Sicilian tradition We thought of giving you a gift from a distance, revealing a special place: a water mill still operating in the Sicilian lands (near Modica). In our slow lifestyle, not only in dressing, we buy grain to be ground but also ready-made flour from small traditional activities like this. Travel with us to Sicily inside the mill!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below pictures</p>
<p>Abbiamo pensato di farti un regalo a distanza, svelandoti un posto speciale: un mulino ad acqua ancora in funzione nelle terre siciliane (vicino Modica). Nel nostro stile di vita slow, non solo nell&#8221;abbigliamento, acquistiamo grano da macinare ma anche farina già pronta da piccole attività tradizionali come questa.</p>
<p>Viaggia con noi in Sicilia all&#8217;interno del mulino!</p>


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<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/04/4-1024x575.png" alt="" data-id="7391" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=7391" class="wp-image-7391" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/04/4-1024x575.png 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/04/4-600x337.png 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/04/4-300x169.png 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/04/4-768x432.png 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/04/4-1536x863.png 1536w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/04/4-2048x1151.png 2048w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2020/04/4-1160x652.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" 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<hr />
<h5><em>English</em><span style="color: #acc0a5;"> &#8211; A journey in </span><span style="color: #acc0a5;">&#8220;Cavallo d&#8217;Ispica&#8221; water mill, a jewel of the Sicilian tradition</span></h5>
<p>We thought of giving you a gift from a distance, revealing a special place: a water mill still operating in the Sicilian lands (near Modica). In our slow lifestyle, not only in dressing, we buy grain to be ground but also ready-made flour from small traditional activities like this.</p>
<p>Travel with us to Sicily inside the mill!</p>


<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Viaggio nel mulino ad acqua di &quot;Cavallo d&#039;Ispica&quot;, un gioiello della tradizione siciliana" width="960" height="540" src="https://www.youtube.com/embed/odNsCthV3W4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
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		<title>Eco-fashion: laboratorio con pranzo (e stile!)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2019 11:04:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Circular economy]]></category>
		<category><![CDATA[DYT/Fai da te]]></category>
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		<category><![CDATA[Fashion/Moda]]></category>
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					<description><![CDATA[Italiano/English below Vi raccontiamo, con alcune fotografie più sotto, del workshop organizzato da Dress Ecode a Verona, ospiti de Lo Speziale Locanda. Una giornata creata per far vivere l&#8217;esperienza di un eco-fashion designer contemporaneo, che tra attenzione a tessuti, tinture, processi produttivi cerca di realizzare abiti in modo più responsabile! Il laboratorio era organizzato in sessioni: teoriche, sull&#8217;impatto sociale e ambientale dell&#8217;industria dell&#8217;abbigliamento, in particolare fast fashion, e dei tessuti pratiche, realizzando un nuovo capo da tessuti recuperati e rimodernando con stile indumenti che non indossiamo più. La parte teorica aveva l&#8217;obiettivo di capire come la coltivazione di fibre e la produzione di abbigliamento abbia effetto sulle persone, gli animali e l&#8217;ambiente, quali tessuti siano in questo momento più sostenibili, cosa &#8211; anzi chi &#8211; ci sia dietro la lavorazione dei nostri vestiti. Daniela Cento, esperta di sartoria, ha guidato i partecipanti nelle sessioni pratiche, con insegnamenti e trucchetti utili per creare e rimodernare magliette e camicie in modo semplice ma con stile. Daniela, con una lunga esperienza in confezioni sartoriali su misura, ha collaborato con la Casa Editrice GIUNTI per cui ha scritto vari libri di manualistica relativi al riuso di jeans, magliette e decorazioni da applicare su capi di abbigliamento e accessori. Le camicie da uomo sono diventate graziose camicette, le t-shirt hanno assunto un&#8217;aria originale, un vestito lungo rimasto nuovo nell&#8217;armadio ha trovato un&#8217;altra vita con alcuni tocchi di stile, una deliziosa maglietta con uno strappo evidente ricomincerà a essere indossata grazie a un delicato pizzo. Non vi viene voglia di provare questa divertente esperienza? 🙂 Lavinia Busetto, che supporta Dress Ecode con i suoi preziosi consigli su vintage e second-hand e il suo occhio per i capi di stile, ha mostrato cosa sia possibile trovare di lusso e qualità a pochi euro e dove. Molto bello lo scambio di indirizzi e consigli nel gruppo su dove acquistare localmente! Tra chiacchiere, buon cibo, vino e tè (tutto senza plastica), nella locanda arredata con gusto, è stato un rilassante , utile (e soprattutto sostenibile!) sabato insieme. Grazie a Daniela, a Lavinia, &#160;a Ilaria (de Lo Speziale), a Marina e ad Alessandra! Se desiderate partecipare o ospitare un nostro laboratorio, potete scriverci a contact_us@dressecode.it English &#8211; Eco-fashion: workshop with lunch (and style!) We would like to tell you, with some photographs below, of the workshop organised by Dress Ecode in Verona, guests of Lo Speziale Locanda. A day created to make experience of a contemporary eco-fashion designer challenge, who tries to make clothes more responsibly with attention to fabrics, dyes and production processes! The laboratory was organized in sessions: theoretical, on the social and environmental impact of the clothing industry, in particular fast fashion, and fabrics practical, creating a new garment from recovered fabrics and modernising with style garments that we no longer wear. The theoretical part was intended to understand how the cultivation of fibers and the production of clothing has an effect on people, animals and the environment, which fabrics are more sustainable at this time, what &#8211; or rather who &#8211; is behind the processing of our clothes. Daniela Cento, a tailoring expert, led the participants in the practical sessions, with lessons and tricks useful for creating and modernising t-shirts and shirts in a simple but stylish way. Daniela, with a long experience in tailor-made tailoring, has collaborated with the GIUNTI publishing house for which she has written various manuals on the reuse of jeans, t-shirts and decorations to be applied on clothing and accessories. The men shirts have become pretty blouses, the t-shirts have taken on an original look, a long dress left new in the wardrobe has found another life with a few touches of style, a delicious t-shirt with an evident tear will start to be again worn thanks to a delicate lace. Do you feel like trying this fun experience with us? 🙂 Lavinia Busetto, who supports Dress Ecode with her valuable advice on vintage and second-hand and her eye for style garments, showed what can be found luxury and quality for just a few euros and where. Very nice exchange of addresses and advice in the group on where to buy locally! Between chat, good food, wine and tea (all without plastic), in the tastefully furnished eatery, it was a relaxing, useful (and above all sustainable!) Saturday together. Thanks to Daniela, Lavinia, Ilaria (de Lo Speziale), Marina and Alessandra! If you wish to participate or host one of our workshops, you can write to us at contact_us@dressecode.it]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English below</p>
<p>Vi raccontiamo, con alcune fotografie più sotto, del workshop organizzato da Dress <span style="color: #acc0a5;"><em>Eco</em></span>de a Verona, ospiti de <a href="https://www.facebook.com/LoSpezialeLocanda/">Lo Speziale Locanda</a>. <strong>Una giornata creata per far vivere l&#8217;esperienza di un eco-fashion designer</strong> contemporaneo, che tra attenzione a tessuti, tinture, processi produttivi cerca di realizzare abiti in modo più responsabile!</p>
<p>Il laboratorio era organizzato in sessioni:</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #acc0a5;">teoriche</span></strong>, sull&#8217;impatto sociale e ambientale dell&#8217;industria dell&#8217;abbigliamento, in particolare fast fashion, e dei tessuti</li>
<li><strong><span style="color: #acc0a5;">pratiche</span></strong>, realizzando un nuovo capo da tessuti recuperati e rimodernando con stile indumenti che non indossiamo più.</li>
</ul>
<p>La parte teorica aveva l&#8217;obiettivo di capire come la coltivazione di fibre e la produzione di abbigliamento abbia effetto sulle persone, gli animali e l&#8217;ambiente, quali tessuti siano in questo momento più sostenibili, cosa &#8211; anzi chi &#8211; ci sia dietro la lavorazione dei nostri vestiti.</p>
<p>Daniela Cento, esperta di sartoria, ha guidato i partecipanti nelle sessioni pratiche, con insegnamenti e trucchetti utili per creare e rimodernare magliette e camicie in modo semplice ma con stile. Daniela, con una lunga esperienza in confezioni sartoriali su misura, ha collaborato con la Casa Editrice GIUNTI per cui ha scritto vari libri di manualistica relativi al riuso di jeans, magliette e decorazioni da applicare su capi di abbigliamento e accessori.</p>
<p>Le camicie da uomo sono diventate graziose camicette, le t-shirt hanno assunto un&#8217;aria originale, un vestito lungo rimasto nuovo nell&#8217;armadio ha trovato un&#8217;altra vita con alcuni tocchi di stile, una deliziosa maglietta con uno strappo evidente ricomincerà a essere indossata grazie a un delicato pizzo. Non vi viene voglia di provare questa divertente esperienza? <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Lavinia Busetto, che supporta Dress <span style="color: #acc0a5;"><em>Eco</em></span>de con i suoi preziosi consigli su vintage e second-hand e il suo occhio per i capi di stile, ha mostrato cosa sia possibile trovare di lusso e qualità a pochi euro e dove. Molto bello lo scambio di indirizzi e consigli nel gruppo su dove acquistare localmente!</p>
<p>Tra chiacchiere, buon cibo, vino e tè (tutto senza plastica), nella locanda arredata con gusto, è stato un rilassante , utile (e soprattutto sostenibile!) sabato insieme. Grazie a Daniela, a Lavinia, &nbsp;a Ilaria (de Lo Speziale), a Marina e ad Alessandra!</p>
<p><strong>Se desiderate partecipare o ospitare un nostro laboratorio, potete scriverci a <a href="mailto:contact_us@dressecode.it">contact_us@dressecode.it</a></strong></p>


<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="540" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/Lo-Speziale.jpg" alt="" data-id="3983" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=3983" class="wp-image-3983" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/Lo-Speziale.jpg 720w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/Lo-Speziale-600x450.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/Lo-Speziale-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="498" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/1-1024x498.jpg" alt="" data-id="3984" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=3984" class="wp-image-3984" 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class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="498" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/11-1024x498.jpg" alt="" data-id="3996" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=3996" class="wp-image-3996" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/11-1024x498.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/11-600x292.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/11-300x146.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/11-768x373.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/11-1160x564.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/11.jpg 1316w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="720" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/12.jpg" alt="" data-id="3997" 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<hr>
<h5><span style="color: #acc0a5;">English &#8211; Eco-fashion: workshop with lunch (and style!)</span></h5>
<p>We would like to tell you, with some photographs below, of the workshop organised by Dress <strong><span style="color: #acc0a5;"><em>Eco</em></span></strong>de in Verona, guests of <a href="https://www.facebook.com/LoSpezialeLocanda/">Lo Speziale Locanda</a>. <strong>A day created to make experience of a contemporary eco-fashion designer challenge</strong>, who tries to make clothes more responsibly with attention to fabrics, dyes and production processes!</p>
<p>The laboratory was organized in sessions:</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #acc0a5;">theoretical</span></strong>, on the social and environmental impact of the clothing industry, in particular fast fashion, and fabrics</li>
<li><span style="color: #acc0a5;"><strong>practical</strong></span>, creating a new garment from recovered fabrics and modernising with style garments that we no longer wear.</li>
</ul>
<p><span style="font-size: inherit;">The theoretical part was intended to understand how the cultivation of fibers and the production of clothing has an effect on people, animals and the environment, which fabrics are more sustainable at this time, what &#8211; or rather who &#8211; is behind the processing of our clothes.</span></p>
<p>Daniela Cento, a tailoring expert, led the participants in the practical sessions, with lessons and tricks useful for creating and modernising t-shirts and shirts in a simple but stylish way. Daniela, with a long experience in tailor-made tailoring, has collaborated with the GIUNTI publishing house for which she has written various manuals on the reuse of jeans, t-shirts and decorations to be applied on clothing and accessories.</p>
<p>The men shirts have become pretty blouses, the t-shirts have taken on an original look, a long dress left new in the wardrobe has found another life with a few touches of style, a delicious t-shirt with an evident tear will start to be again worn thanks to a delicate lace. Do you feel like trying this fun experience with us? <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Lavinia Busetto, who supports Dress Ecode with her valuable advice on vintage and second-hand and her eye for style garments, showed what can be found luxury and quality for just a few euros and where. Very nice exchange of addresses and advice in the group on where to buy locally!</p>
<p>Between chat, good food, wine and tea (all without plastic), in the tastefully furnished eatery, it was a relaxing, useful (and above all sustainable!) Saturday together. Thanks to Daniela, Lavinia, Ilaria (de Lo Speziale), Marina and Alessandra!</p>
<p><strong>If you wish to participate or host one of our workshops, you can write to us at <a href="mailto:contact_us@dressecode.it">contact_us@dressecode.it</a></strong></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Vita da Dress Ecode &#8211; Upcycling colorato in cucina per combattere la pellicola di plastica (e la tristezza!)</title>
		<link>https://dress-ecode.com/vita-da-dress-ecode-upcycling-colorato-in-cucina-per-combattere-la-pellicola-di-plastica-e-la-tristezza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 May 2019 13:27:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dress ECOde's lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[DYT/Fai da te]]></category>
		<category><![CDATA[Food/Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Handicraft]]></category>
		<category><![CDATA[Responsible life / Stile di vita resp.]]></category>
		<category><![CDATA[Upcycling/Riuso]]></category>
		<category><![CDATA[Vita da Dress ECOde]]></category>
		<category><![CDATA[beeswax]]></category>
		<category><![CDATA[cera d'api]]></category>
		<category><![CDATA[Food wrap]]></category>
		<category><![CDATA[Pellicola per alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Pellicola per alimenti vegana]]></category>
		<category><![CDATA[Vegan food wrap]]></category>
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					<description><![CDATA[Italiano/(For English please see below the pictures) Cosa c&#8217;è di meglio di una piccola azione che coniuga riuso di tessuti, eliminazione di plastica e ventata di allegria in cucina? Da scarti di stoffa regalati da un tappezziere, ci viene in mente di creare nel modo più semplice la pellicola per alimenti con la cera d&#8217;api (per i vegani esiste l&#8217;alternativa, descritta più sotto).&#160; Tra i piccoli scarti di tessuto regalati troviamo belle fantasie di frutta, perfette per la cucina. Ritagliamo il bordo con le forbici con taglio a zig zag. Il procedimento più semplice è utilizzare solo la cera d&#8217;api. Prendiamo un foglio di carta da forno, appoggiamo il tessuto, mettiamo le perline di cera d&#8217;api, posiamo sopra un altro foglio e passiamo il ferro da stiro: ecco fatto! Il risultato: &#8220;Quando apro il frigo, che allegria vedere tutti questi contenitori colorati!&#8221; Più sotto trovate le ricette. Qui un breve video del procedimento semplice: Solo c&#8217;era d&#8217;api Si può aggiungere olio di jojoba, come qui: Con olio di jojoba La ricetta migliore, seguendo il consiglio di mia cugina Alice che dall&#8217;Australia invia sempre ottimi suggerimenti, è quella con la resina! Tralascio le vicende, di cui ridiamo, per procurarla direttamente dagli alberi 🙂 Ingredienti: 1 tazza di cera d&#8217;api 1/4 tazza di resina dell&#8217;albero 2 cucchiai di olio di jojoba  Un barattolo grande di vetro Pentola per far bollire l&#8217;acqua Teglia Carta da forno o foglio di alluminio Pennello a setole morbide Procedimento: Fai bollire una pentola d&#8217;acqua sul fornello (meglio una vecchia pentola per cui se resta cera non importa), una volta bollente abbassa il fuoco per lasciare a sobbollire, così da mantenere l&#8217;acqua calda.Riempi un vasetto di vetro con la cera d&#8217;api, la resina dell&#8217;albero e l&#8217;olio di jojoba e metti il ​​barattolo nella pentola d&#8217;acqua. Sciogli la miscela e mescola di tanto in tanto fino a quando non si è completamente sciolta nel barattolo. Stendi un foglio di carta da forno su una teglia.Disponi uno dei tuoi tessuti sul vassoio con il lato decorato rivolto verso l&#8217;alto. Spargi la cera d&#8217;api sciolta sul tessuto (circa 2-3 cucchiai).Colloca la teglia nel forno per un paio di minuti per consentire alla miscela di sciogliersi ulteriormente e diffondersi nelle fibre del tessuto.Una volta sciolta, estrai la teglia dal forno e con un pennello distribuisci uniformemente la miscela, assicurandoti che l&#8217;intero pezzo di tessuto sia coperto. Hai solo bisogno di applicare la miscela su un lato in quanto si scioglierà attraverso il tessuto, ricoprendolo completamente.Se la cera è irregolare in alcune aree, è sufficiente riposizionare il vassoio nel forno per alcuni minuti per riscaldarlo e quindi ripetere il passaggio.Appendi la stoffa ad asciugare. La cera si asciuga molto rapidamente, in 5-10 minuti. Una volta asciutto, puoi tagliare i bordi per dare un aspetto più rifinito e uniformare il tessuto in quanto potrebbe essersi allungato o perso la sua forma durante l&#8217;applicazione della cera. (fonte: https://www.spelldesigns.com/blog/inspiration/diy-beeswax-wraps/) Per la versione vegana, invece della cera d&#8217;api si può usare la cera di candelilla. Funziona meglio con l&#8217;aggiunta della resina. Oppure la cera di soia, ma pare che funzioni meglio la candelilla. Qui un video sull&#8217;argomento: Candelilla vs Soia Manutenzione: le pellicole possono essere lavate con acqua fredda e un sapone delicato. Se l&#8217;acqua è troppo calda infatti, può staccare la cera e la resina dal tessuto e ridurne la durata. È possibile ripetere il procedimento con la cera in caso di necessità. Il fai da te non è per voi? Su Etsy, ci sono tante proposte, anche vegane! Proposte vegane su Etsy Ecco le foto di quelle realizzate da zia e cugine con l&#8217;aggiunta di resina, disegni e colori che trasformano la cucina, altro che pellicola di plastica! English: Dress Ecode&#8217;s lifestyle &#8211; Colorful upcycling in the kitchen to fight the plastic film (and sadness too!) What could be better than a small action that combines upcycling of fabrics, elimination of plastic and a breath of joy in the kitchen? From scraps of fabrics given by an upholsterer, it comes to mind to create the beeswax food wrap in the simplest way (for vegans there is the alternative, described below). Among those small scraps of fabric we find beautiful fruit patterns, perfect for the kitchen. We cut the edge with the zig zag cut scissors. The simplest procedure is to use only beeswax. We take a sheet of baking paper, we spread the fabric piece flat on the sheet, we distribute the beeswax beads, we lay another sheet on top and we pass the iron: that&#8217;s it! The result: &#8220;When I open the fridge, what a joy to see all these colourful containers!&#8221;. Here a short video on the easy procedure: Beeswax only Jojoba oil can be added as here: With jojoba oil  The best recipe, following the advice of my cousin Alice who always sends great suggestions from Australia, is the one with the resin! I omit the incidents, of which we laugh about, to procure it directly from the trees 🙂 Ingredients: 1 cup of beeswax 1/4 cup of tree resin 2 Tbls jojoba oil Large glass jar Pot to boil water in Baking Tray Baking paper Soft bristle brush Procedure: Boil a pot of water on the stove (better an old pot in case there will be any wax left). Once it boils, reduce to a simmer, so as to keep the water hot. Fill a glass jar with the beeswax, the resin of the tree and the jojoba oil and put the jar in the pot of water. Melt the mixture and stir from time to time until it is completely dissolved in the jar. Spread a sheet of baking paper on a baking tray. Place one of your fabrics on the backing tray with the decorated side facing up. Spread the melted beeswax on the fabric (about 2-3 tablespoons). Place the tray in the oven for a couple of minutes to allow the mixture to melt further and spread into the fabric fibres. Once melted, remove the tray from the oven and distribute the mixture evenly with a brush, making sure that the entire piece of fabric is covered. You only need to apply the mixture on one side as it will melt through the fabric, covering it completely. If the wax is uneven in some areas, simply place the tray back in the oven for a few minutes to warm it up and then repeat the step. Hang the piece of fabric to dry. The wax dries very quickly, in 5-10 minutes. Once dry, you can cut the edges to give a more refined appearance and even out the fabric as it may have stretched or lost its shape during the application of the wax. (source: https://www.spelldesigns.com/blog/inspiration/diy-beeswax-wraps/) For the vegan version, candelilla wax can be used instead of beeswax. It works best with the addition of tree resin. Or another wax to be used is the soy one, but candelilla seems to work better. Here a video on the subject: Candelilla vs Soia Maintenance: the wraps can be washed with cold water and a mild soap. If the water is too hot, in fact, it can detach the wax and resin from the fabric and reduce its duration. It is possible to repeat the process with wax if necessary. Is DIY not for you? On Etsy, there are so many options, even vegan ones! Vegan suggestions on Etsy]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/(For English please see below the pictures)</p>
<p>Cosa c&#8217;è di meglio di una piccola azione che coniuga riuso di tessuti, eliminazione di plastica e ventata di allegria in cucina? Da scarti di stoffa regalati da un tappezziere, ci viene in mente di creare nel modo più semplice la pellicola per alimenti con la cera d&#8217;api (<strong>per i vegani</strong> esiste l&#8217;alternativa, descritta più sotto).&nbsp;</p>
<p>Tra i piccoli scarti di tessuto regalati troviamo belle fantasie di frutta, perfette per la cucina. Ritagliamo il bordo con le forbici con taglio a zig zag. Il <strong>procedimento più semplice</strong> è utilizzare solo la cera d&#8217;api. Prendiamo un foglio di carta da forno, appoggiamo il tessuto, mettiamo le perline di cera d&#8217;api, posiamo sopra un altro foglio e passiamo il ferro da stiro: ecco fatto! Il risultato: &#8220;Quando apro il frigo, che allegria vedere tutti questi contenitori colorati!&#8221;</p>
<p>Più sotto trovate le ricette.</p>


<ul class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="787" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6229-1024x787.jpg" alt="" data-id="3289" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=3289" class="wp-image-3289" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6229-1024x787.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6229-600x461.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6229-300x231.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6229-768x591.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6229-1160x892.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6230-1024x768.jpg" alt="" data-id="3290" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=3290" class="wp-image-3290" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6230-1024x768.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6230-600x450.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6230-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6230-768x576.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6230-1160x871.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul>



<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="935" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6245-1-1024x935.jpg" alt="" data-id="3293" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=3293" class="wp-image-3293" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6245-1-1024x935.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6245-1-600x548.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6245-1-300x274.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6245-1-768x701.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6245-1-1160x1059.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="798" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6256-1024x798.jpg" alt="" data-id="3294" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=3294" class="wp-image-3294" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6256-1024x798.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6256-600x468.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6256-300x234.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6256-768x598.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6256-1160x904.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6250-1024x768.jpg" alt="" data-id="3295" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=3295" class="wp-image-3295" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6250-1024x768.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6250-600x450.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6250-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6250-768x576.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6250-1160x870.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="829" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6248-1024x829.jpg" alt="" data-id="3297" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=3297" class="wp-image-3297" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6248-1024x829.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6248-600x486.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6248-300x243.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6248-768x622.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6248-1160x939.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="831" height="1024" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6253-831x1024.jpg" alt="" data-id="3298" data-link="https://dress-ecode.com/?attachment_id=3298" class="wp-image-3298" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6253-831x1024.jpg 831w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6253-600x739.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6253-243x300.jpg 243w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6253-768x947.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_6253-1160x1430.jpg 1160w" sizes="auto, (max-width: 831px) 100vw, 831px" /></figure></li></ul>


<p>Qui un breve video del procedimento semplice: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=mS3sFN1aAW8&amp;feature=youtu.be">Solo c&#8217;era d&#8217;api</a></p>
<p>Si può aggiungere olio di jojoba, come qui: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=nQ85FZ0Ah60">Con olio di jojoba</a></p>
<p>La <strong>ricetta migliore</strong>, seguendo il consiglio di mia cugina Alice che dall&#8217;Australia invia sempre ottimi suggerimenti, è quella con la resina! Tralascio le vicende, di cui ridiamo, per procurarla direttamente dagli alberi <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Ingredienti:</p>
<ul>
<li>1 tazza di cera d&#8217;api</li>
<li>1/4 tazza di resina dell&#8217;albero</li>
<li>2 cucchiai di olio di jojoba </li>
<li>Un barattolo grande di vetro</li>
<li>Pentola per far bollire l&#8217;acqua</li>
<li>Teglia</li>
<li>Carta da forno o foglio di alluminio</li>
<li>Pennello a setole morbide</li>
</ul>
<p>Procedimento:</p>
<p>Fai bollire una pentola d&#8217;acqua sul fornello (meglio una vecchia pentola per cui se resta cera non importa), una volta bollente abbassa il fuoco per lasciare a sobbollire, così da mantenere l&#8217;acqua calda.<br />Riempi un vasetto di vetro con la cera d&#8217;api, la resina dell&#8217;albero e l&#8217;olio di jojoba e metti il ​​barattolo nella pentola d&#8217;acqua. Sciogli la miscela e mescola di tanto in tanto fino a quando non si è completamente sciolta nel barattolo. Stendi un foglio di carta da forno su una teglia.<br />Disponi uno dei tuoi tessuti sul vassoio con il lato decorato rivolto verso l&#8217;alto. Spargi la cera d&#8217;api sciolta sul tessuto (circa 2-3 cucchiai).<br />Colloca la teglia nel forno per un paio di minuti per consentire alla miscela di sciogliersi ulteriormente e diffondersi nelle fibre del tessuto.<br />Una volta sciolta, estrai la teglia dal forno e con un pennello distribuisci uniformemente la miscela, assicurandoti che l&#8217;intero pezzo di tessuto sia coperto. Hai solo bisogno di applicare la miscela su un lato in quanto si scioglierà attraverso il tessuto, ricoprendolo completamente.<br />Se la cera è irregolare in alcune aree, è sufficiente riposizionare il vassoio nel forno per alcuni minuti per riscaldarlo e quindi ripetere il passaggio.<br />Appendi la stoffa ad asciugare. La cera si asciuga molto rapidamente, in 5-10 minuti. Una volta asciutto, puoi tagliare i bordi per dare un aspetto più rifinito e uniformare il tessuto in quanto potrebbe essersi allungato o perso la sua forma durante l&#8217;applicazione della cera.</p>
<p>(fonte: <a href="https://www.spelldesigns.com/blog/inspiration/diy-beeswax-wraps/">https://www.spelldesigns.com/blog/inspiration/diy-beeswax-wraps/</a>)</p>
<p>Per la <strong>versione vegana</strong>, invece della cera d&#8217;api si può usare la cera di candelilla. Funziona meglio con l&#8217;aggiunta della resina. Oppure la cera di soia, ma pare che funzioni meglio la candelilla. Qui un video sull&#8217;argomento: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=vSu0WX3301c">Candelilla vs Soia</a></p>
<p><strong>Manutenzione</strong>: le pellicole possono essere lavate con acqua fredda e un sapone delicato. Se l&#8217;acqua è troppo calda infatti, può staccare la cera e la resina dal tessuto e ridurne la durata. È possibile ripetere il procedimento con la cera in caso di necessità.</p>
<p><strong>Il fai da te non è per voi?</strong> Su Etsy, ci sono tante proposte, anche vegane! <a href="https://www.etsy.com/market/vegan_food_wrap">Proposte vegane su Etsy</a></p>
<p>Ecco le foto di quelle realizzate da zia e cugine con l&#8217;aggiunta di resina, disegni e colori che trasformano la cucina, altro che pellicola di plastica!</p>


<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/f5962112-e39c-4874-aa4f-523a62fa0d61-768x1024.jpg" alt="" data-id="3387" data-link="https://dress-ecode.com/2019/05/08/vita-da-dress-ecode-upcycling-colorato-in-cucina-per-combattere-la-pellicola-di-plastica-e-la-tristezza/f5962112-e39c-4874-aa4f-523a62fa0d61/" class="wp-image-3387" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/f5962112-e39c-4874-aa4f-523a62fa0d61-768x1024.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/f5962112-e39c-4874-aa4f-523a62fa0d61-600x800.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/f5962112-e39c-4874-aa4f-523a62fa0d61-225x300.jpg 225w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/f5962112-e39c-4874-aa4f-523a62fa0d61-1160x1547.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/f5962112-e39c-4874-aa4f-523a62fa0d61.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/15256d2e-a069-42ff-a121-1bef4acd3399-1024x768.jpg" alt="" data-id="3389" data-link="https://dress-ecode.com/2019/05/08/vita-da-dress-ecode-upcycling-colorato-in-cucina-per-combattere-la-pellicola-di-plastica-e-la-tristezza/15256d2e-a069-42ff-a121-1bef4acd3399/" class="wp-image-3389" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/15256d2e-a069-42ff-a121-1bef4acd3399-1024x768.jpg 1024w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/15256d2e-a069-42ff-a121-1bef4acd3399-600x450.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/15256d2e-a069-42ff-a121-1bef4acd3399-300x225.jpg 300w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/15256d2e-a069-42ff-a121-1bef4acd3399-768x576.jpg 768w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/15256d2e-a069-42ff-a121-1bef4acd3399-1160x870.jpg 1160w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/05/15256d2e-a069-42ff-a121-1bef4acd3399.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul>


<hr />
<p><strong>English: Dress <em><span style="color: #acc0a5;">Ec</span><span style="color: #acc0a5;">o</span></em>de&#8217;s lifestyle &#8211; Colorful upcycling in the kitchen to fight the plastic film (and sadness too!) </strong></p>
<p>What could be better than a small action that combines upcycling of fabrics, elimination of plastic and a breath of joy in the kitchen? From scraps of fabrics given by an upholsterer, it comes to mind to create the beeswax food wrap in the simplest way (for <strong>vegans</strong> there is the alternative, described below).</p>
<p>Among those small scraps of fabric we find beautiful fruit patterns, perfect for the kitchen. We cut the edge with the zig zag cut scissors. The simplest procedure is to use only beeswax. We take a sheet of baking paper, we spread the fabric piece flat on the sheet, we distribute the beeswax beads, we lay another sheet on top and we pass the iron: that&#8217;s it! The result: &#8220;When I open the fridge, what a joy to see all these colourful containers!&#8221;.</p>
<p>Here a short video on the easy procedure: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=mS3sFN1aAW8&amp;feature=youtu.be">Beeswax only</a></p>
<p>Jojoba oil can be added as here: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=nQ85FZ0Ah60">With jojoba oil </a></p>
<p>The <strong>best recipe</strong>, following the advice of my cousin Alice who always sends great suggestions from Australia, is the one with the resin! I omit the incidents, of which we laugh about, to procure it directly from the trees <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Ingredients:</p>
<ul>
<li>1 cup of beeswax</li>
<li>1/4 cup of tree resin</li>
<li>2 Tbls jojoba oil</li>
<li>Large glass jar</li>
<li>Pot to boil water in</li>
<li>Baking Tray</li>
<li>Baking paper</li>
<li>Soft bristle brush</li>
</ul>
<p>Procedure:</p>
<p>Boil a pot of water on the stove (better an old pot in case there will be any wax left). Once it boils, reduce to a simmer, so as to keep the water hot. Fill a glass jar with the beeswax, the resin of the tree and the jojoba oil and put the jar in the pot of water. Melt the mixture and stir from time to time until it is completely dissolved in the jar. Spread a sheet of baking paper on a baking tray.</p>
<p>Place one of your fabrics on the backing tray with the decorated side facing up. Spread the melted beeswax on the fabric (about 2-3 tablespoons). Place the tray in the oven for a couple of minutes to allow the mixture to melt further and spread into the fabric fibres. Once melted, remove the tray from the oven and distribute the mixture evenly with a brush, making sure that the entire piece of fabric is covered. You only need to apply the mixture on one side as it will melt through the fabric, covering it completely. If the wax is uneven in some areas, simply place the tray back in the oven for a few minutes to warm it up and then repeat the step. Hang the piece of fabric to dry. The wax dries very quickly, in 5-10 minutes. Once dry, you can cut the edges to give a more refined appearance and even out the fabric as it may have stretched or lost its shape during the application of the wax.</p>
<p>(source: <a href="https://www.spelldesigns.com/blog/inspiration/diy-beeswax-wraps/">https://www.spelldesigns.com/blog/inspiration/diy-beeswax-wraps/</a>)</p>
<p>For the<strong> vegan version</strong>, candelilla wax can be used instead of beeswax. It works best with the addition of tree resin. Or another wax to be used is the soy one, but candelilla seems to work better. Here a video on the subject: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=vSu0WX3301c">Candelilla vs Soia</a></p>
<p><strong>Maintenance</strong>: the wraps can be washed with cold water and a mild soap. If the water is too hot, in fact, it can detach the wax and resin from the fabric and reduce its duration. It is possible to repeat the process with wax if necessary.</p>
<p><strong>Is DIY not for you?</strong> On Etsy, there are so many options, even vegan ones! <a href="https://www.etsy.com/market/vegan_food_wrap">Vegan suggestions on Etsy</a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>15 miliardi di euro di cibo sprecato in Italia, 12 nelle nostre case: i dati Waste Watcher nella 6a Giornata Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare</title>
		<link>https://dress-ecode.com/15-miliardi-di-euro-di-cibo-sprecato-in-italia-12-nelle-nostre-case-i-dati-waste-watcher-nella-6a-giornata-nazionale-di-prevenzione-dello-spreco-alimentare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2019 08:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Circular economy]]></category>
		<category><![CDATA[Events]]></category>
		<category><![CDATA[Food/Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione allo spreco]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[spreco zero]]></category>
		<category><![CDATA[waste watcher]]></category>
		<category><![CDATA[zero waste]]></category>
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					<description><![CDATA[Ieri alla FAO gli ultimi dati del rapporto sullo spreco alimentare in Italia sono stati presentati dal progetto 60 Sei ZERO dell’Università di Bologna – Dipartimento Scienze e Tecnologie Agroalimentari con il Ministero dell’Ambiente e la campagna Spreco Zero dello spin off Last Minute Market. I saluti della&#160;FAO&#160;sono stati portati dal&#160;Vice Direttore Generale Daniel Gustafson,&#160;che ha evidenziato la centralità della questione spreco in rapporto alla sostenibilità agroalimentare e ambientale. Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero e presidente di Last Minute Market,&#160; e Luca Falasconi, Coordinatore della Giornata Nazionale dello spreco alimentare, hanno commentato i dati presentati da Maurizio Pessato, presidente Swg. Massimo Cirri, di Radio2 Rai Caterpillar, ci ha guidati nelle storie di buone pratiche (qui il link dove leggerle Storie di buone pratiche). La percezione dello spreco di cibo è in testa, superando da 5 anni quella di altri sprechi. Il settore alimentare è quello in cui sembra di buttare di più per il 74% degli italiani. Mentre lo spreco idrico segue per il 48%, quindi gli sprechi legati a mobilità (25%) ed energie elettrica (22%). Meno evidenti gli sprechi di denaro (18%) e tempo (13%). 4/5 dello spreco (12 miliardi di euro) viene dalla nostre case ma non ne abbiamo percezione: dallo studio emerge che secondo gli italiani sono il commercio (negozi e grande distribuzione) e il settore pubblico la principale fonte di spreco. Quasi la metà (48%) dichiara di buttare raramente il cibo, il 16% una volta al mese. Il dato è in miglioramento rispetto al passato, ma resta per più di un terzo (36%) un’abitudine frequente. Secondo la nostra percezione, gettiamo 600 grammi di cibo ogni settimana, pari a un valore di 28 euro al mese. In cima alla lista dei rimedi antispreco più utilizzati, la verifica in dispensa di ciò che serve davvero (65%), congelare i cibi che non possiamo mangiare a breve (61%), attenzione alle quantità quando si cucina (54%), controllo dell’edibilità degli alimenti scaduti prima di buttarli (52%), riutilizzo degli avanzi per nuove ricette (48%). Un terzo porta a casa già che resta dai pasti al ristorante.&#160; Cosa si dovrebbe fare secondo gli italiani? La maggior parte (72%) chiede di puntare sull’educazione alimentare. Falasconi spiega che non solo si tratta di formare e sensibilizzare nelle scuole, ma anche all’interno delle famiglie. Secondo Segrè stiamo perdendo l’abitudine di ricorrere alla preparazione di una lista della spesa ragionata prima di fare acquisti, importante e semplice strumento per evitare lo spreco. “La strada per raggiungere lo spreco zero è lunga ma l’importante è iniziare a camminare”. Il testimonial della campagna 2018, Giobbe Covatta, ricorda come fu colpito in gioventù dalle ruspe che distruggono l’eccedenza di arance. “Vengo da una generazione dove quando cascava il pane per terra, mamma lo raccoglieva, ci soffiava sopra e lo rimetteva nel cestino del pane”. Con la sua comicità racconta delle ricette di riciclo proposte dai super chef con gli avanzi 🙂 Neri Marcorè, presentandosi come nuovo testimonial della compagna per il 2019, ha chiuso la giornata.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri alla FAO gli ultimi dati del rapporto sullo spreco alimentare in Italia sono stati presentati dal progetto 60 Sei ZERO dell’Università di Bologna – Dipartimento Scienze e Tecnologie Agroalimentari con il Ministero dell’Ambiente e la campagna Spreco Zero dello spin off Last Minute Market. I saluti della&nbsp;FAO&nbsp;sono stati portati dal&nbsp;Vice Direttore Generale Daniel Gustafson,&nbsp;che ha evidenziato la centralità della questione spreco in rapporto alla sostenibilità agroalimentare e ambientale. Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero e presidente di Last Minute Market,<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span> e Luca Falasconi, Coordinatore della Giornata Nazionale dello spreco alimentare, hanno commentato i dati presentati da Maurizio Pessato, presidente Swg.<span id="more-1153"></span></p>
<p>Massimo Cirri, di Radio2 Rai Caterpillar, ci ha guidati nelle storie di buone pratiche (qui il link dove leggerle <a href="https://dress-ecode.com/2019/02/04/alla-fao-si-apre-la-6a-giornata-nazionale-di-prevenzione-dello-spreco-alimentare-tante-storie-di-zero-waste-economia-circolare-e-sostenibilita-che-rincuorano/?fbclid=IwAR3FVLZfDzvNCBdM7sDylaDo801UoGzQTc6eqZ1oQeBWCTBuwDvpsvvgvXU">Storie di buone pratiche</a>).</p>
<p><b>La percezione dello spreco di cibo è in testa</b>, superando da 5 anni quella di altri sprechi. Il settore alimentare è quello in cui sembra di buttare di più per il 74% degli italiani. Mentre lo spreco idrico segue per il 48%, quindi gli sprechi legati a mobilità (25%) ed energie elettrica (22%). Meno evidenti gli sprechi di denaro (18%) e tempo (13%).</p>
<p><strong>4/5 dello spreco (12 miliardi di euro) viene dalla nostre case ma non ne abbiamo percezione</strong>: dallo studio emerge che secondo gli italiani sono il commercio (negozi e grande distribuzione) e il settore pubblico la principale fonte di spreco.</p>
<p>Quasi la metà (48%) dichiara di buttare raramente il cibo, il 16% una volta al mese. Il dato è in miglioramento rispetto al passato, ma resta per più di un terzo (36%) un’abitudine frequente.</p>
<p>Secondo la nostra percezione, gettiamo 600 grammi di cibo ogni settimana, pari a un valore di 28 euro al mese.</p>
<p>In cima alla <strong>lista dei rimedi antispreco</strong> più utilizzati, la verifica in dispensa di ciò che serve davvero (65%), congelare i cibi che non possiamo mangiare a breve (61%), attenzione alle quantità quando si cucina (54%), controllo dell’edibilità degli alimenti scaduti prima di buttarli (52%), riutilizzo degli avanzi per nuove ricette (48%). Un terzo porta a casa già che resta dai pasti al ristorante.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>
<p>Cosa si dovrebbe fare secondo gli italiani? La maggior parte (72%) chiede di puntare sull’educazione alimentare. Falasconi spiega che non solo si tratta di formare e sensibilizzare nelle scuole, ma anche all’interno delle famiglie. Secondo Segrè stiamo perdendo l’abitudine di ricorrere alla preparazione di una lista della spesa ragionata prima di fare acquisti, importante e semplice strumento per evitare lo spreco. “La strada per raggiungere lo spreco zero è lunga ma l’importante è iniziare a camminare”.</p>
<p>Il testimonial della campagna 2018, <strong>Giobbe Covatta</strong>, ricorda come fu colpito in gioventù dalle ruspe che distruggono l’eccedenza di arance. “Vengo da una generazione dove quando cascava il pane per terra, mamma lo raccoglieva, ci soffiava sopra e lo rimetteva nel cestino del pane”. Con la sua comicità racconta delle ricette di riciclo proposte dai super chef con gli avanzi <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>Neri Marcorè</strong>, presentandosi come nuovo testimonial della compagna per il 2019, ha chiuso la giornata.</p>


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		<title>Alla FAO si apre la 6a giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare: tante storie di zero waste, economia circolare e sostenibilità che rincuorano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dressecode]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2019 22:32:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Circular economy]]></category>
		<category><![CDATA[Companies / Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Environment/Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Events]]></category>
		<category><![CDATA[Food/Cibo]]></category>
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		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi abbiamo seguito l’apertura degli eventi per la Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare prevista domani, 5 febbraio. Sono stati presentati i dati Waste Watcher relativi all’ultimo anno, in continuità con gli studi effettuati dal 2013 sugli sprechi alimentari nel nostro paese, ma anche le storie di buone pratiche italiane. Racconteremo a breve dei dati in un altro articolo, perché desideriamo soffermarci sulla positività delle storie ascoltate oggi. Storie che fanno bene quando capita di pensare che non si possa fare nulla per cambiare le cose o che nessuno se ne occupi. Storie dove lo scarto viene evitato il più possibile con impegno, creatività e iniziativa, e se alla fine è prodotto diventa un tesoro, una materia prima di valore o il propulsore di una rete di collaborazione e condivisione. Abbiamo bisogno di storie di chi coltiva buone pratiche. Il comune che innesca azioni virtuose L’Assessore all’Ambiente Mariaelena Mililli, raccontandoci una parte delle iniziative del Comune di Maranello, ci descrive alcune cose che si possono fare per innescare azioni virtuose: Nella scuola primaria si usa l’acqua dell’acquedotto pubblico e ogni bambino riceve una family bag personalizzabile, con cui portare a casa frutta e pane che avanza. Sembra un piccolo gesto, ma moltiplicato ogni giorno per 600 bambini l’impatto non è trascurabile. Nella scuola di infanzia è invece lo zainetto spreco zero che permette di portare a casa la merenda avanzata. La ditta che si occupa del servizio mensa spiega agli studenti la tipologia e la filosofia del cibo servito (a km 0, equo solidale o da terreni confiscati). Le eccedenze alimentari della mensa sono donate al banco alimentare. Tra un mese sarà inaugurato il Centro del Riuso, che coinvolgerà 8 comuni. Il progetto Farmacoamico, per la raccolta di medicinali non scaduti a favore di enti non profit. Il trasporto scolastico verde e per il servizio mensa veicoli elettrici. L’adesione a M’illumino di Meno per sensibilizzare i cittadini. Il campo fotovoltaico che produce energia per gli uffici pubblici. I bambini possono monitorare il consumo di energia grazie a dispositivi che indicano quando stiamo utilizzando energia pulita e quando passiamo il limite. Della maglietta, creata dall&#8217;artista Ennio Sitta, indossata dall&#8217;Assessore vorremmo raccontarvi in un articolo (più sotto la foto). I mangimi dagli ex prodotti alimentari Valentina Massa ci fa toccare con mano i mangimi che dal 1981 la sua azienda di famiglia, Dalma Mangimi, produce inserendosi da decenni in un’economia circolare prima ancora della diffusione di questo concetto. Da ex prodotti dell&#8217;industria alimentare a cibo per animali da allevamento. 120.000 tonnellate di ex prodotti trasformati ogni anno vuol dire più di 136.000 tonnellate di mais, meno pesticidi, meno acqua utilizzata  e una riduzione di CO2 di circa l’80% rispetto alla produzione di mangimi tradizionali. La frutta brutta ma buona riprende vita Natura Nuova estrae a freddo la polpa di frutta “con limiti estetici”, come spiega il presidente Gabriele Longanesi, rendendola comoda da consumare in contenitori riciclabili. “Poiché non esiste un impianto di verniciatura della frutta brutta, ciò che non è bello ai nostri occhi è destinato erroneamente a essere scartato come cibo”. Grazie a Natura Nuova diventa invece un prodotto di valore. Gli strumenti che salvano frutta e verdura senza bellezza Paolo Pasini, direttore Relazioni Istituzionali di Unitec, ci racconta di macchine selezionatrici e calibratrici di frutta e verdura, che consentono di valutare per ogni frutto il grado di maturazione, il livello zuccherino, la consistenza, ecc. per capire rigorosamente se al di là dell’aspetto estetico sia commestibile. In questo modo è possibile individuare di tutto ciò che può diventare materia prima di qualità, altrimenti destinata a essere scartata in base a un approccio basato su standardizzazione ed estetica.  I contenitori che allungano la vita di frutta e verdura Una rete di aziende di imballaggi di cartone ondulato, racconta Claudio Dall’Agata, direttore Generale Consorzio Bestack, produce una scatola che con olii essenziali naturali allunga la vita a frutta e verdura, sia nei negozi sia nelle nostre case. Vita più lunga, meno possibilità di diventare scarto. L’utilizzo dell’imballaggio attivo in cartone consente 750-800.000 tonnellate di frutta e verdura in meno nella spazzatura, riducendo del 30% quanto in totale viene buttato! L’app che combatte lo spreco alimentare con l’economica domestica di una volta Il progetto “Una buona occasione”, presentato da Barbara Minati (Regione Piemonte), prevede sia un sito web e la presenza sui social per sensibilizzare i consumatori, sia una app che sta riscuotendo successo anche all’estero (10.000 installazioni in Cina, Giappone, Canada e Francia). UBO APP ci insegna, come lo faceva una volta l’economia domestica a scuola, a conservare correttamente  il cibo, ci aiuta a fare la lista della spesa, ci ricorda i prodotti che scadono, ci mostra l’impatto ambientale degli alimenti e ci fa conoscere come cucinare gli scarti grazie alle ricette di Slow Food.  I passi sostenibili di un&#8217;azienda “Abbiamo eliminato la plastica monouso nelle fabbriche e negli uffici italiani, pratica seguita successivamente anche da altri paesi”, riporta Alessandro Magnoni, Senior Director Comunicazione e Relazioni Istituzionali  EMEA di Whirlpool. “Abbiamo introdotto l’educazione alimentare in mensa, per esempio distribuendo sulle tovagliette della mensa ricette con il cibo riciclato”. Oltre ai frigoriferi che con le app ci avvisano della scadenza dei cibi e di cosa non abbiamo bisogno di comprare (per evitare sprechi), l’azienda produce Zera, un riciclatore casalingo di alimenti che consente di produrre fertilizzante organico in 24 ore.  Una mensa più responsabile CAMST consegna 130 milioni di pasti ogni anno a 250.000 bambini e si prefigge di ridurre lo spreco di cibo e di acqua, “perché lo spreco è la generazione di un costo”, racconta il Presidente Francesco Malaguti. 13.000 bambini hanno ricevuto un astuccio per portare a casa la frutta o il panino avanzati. Nelle 42 cucine si è introdotto una sistema per pulirle in modo più efficace con la microfibra, riducendo notevolmente la quantità di acqua richiesta (pari altrimenti una piscina olimpionica per ogni cucina). Inoltre si misura l’impatto di un pasto scolastico. Infine hanno lanciato una piattaforma on line per favorire la collaborazione con altre aziende, “perché insieme si può fare qualcosa di magico”. La scuola che trasforma i rifiuti in tesori L’Istituto Pacinotti-Fermi di Taranto non solo sensibilizza ed educa gli studenti alla riduzione degli sprechi alimentari, ma crea sul territorio una rete sostenibile e impegnata nel raggiungimento di obiettivi comuni coinvolgendo supermercati della città, onlus locali, la chiesa e il comune. Con i mezzi della polizia municipale trasportano il cibo in scadenza per distribuirlo alle famiglie tramite onlus. Con il presidente e con la professoressa Mariateresa Mascellaro, c’è Giuseppe, un alunno della scuola:  “Ci ha fatto maturare molto passare dai banchi di scuola ai banchi alimentari. Abbiamo anche creato tre volantini. Uno per i consigli per le famiglie a casa, uno per le buone abitudini al supermercato e un altro per quelle nei punti di ristoro”.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi abbiamo seguito l’apertura degli eventi per la <strong>Giornata</strong> <b>Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare</b> prevista domani, 5 febbraio. Sono stati presentati i dati Waste Watcher relativi all’ultimo anno, in continuità con gli studi effettuati dal 2013 sugli sprechi alimentari nel nostro paese, ma anche le storie di buone pratiche italiane. Racconteremo a breve dei dati in un altro articolo, perché desideriamo soffermarci sulla positività delle storie ascoltate oggi. Storie che fanno bene quando capita di pensare che non si possa fare nulla per cambiare le cose o che nessuno se ne occupi. Storie dove lo scarto viene evitato il più possibile con impegno, creatività e iniziativa, e se alla fine è prodotto diventa un tesoro, una materia prima di valore o il propulsore di una rete di collaborazione e condivisione.<span class="Apple-converted-space"> Abbiamo bisogno di storie di chi coltiva buone pratiche.</span></p>
<p><strong>Il comune che innesca azioni virtuose</strong></p>
<p>L’Assessore all’Ambiente Mariaelena Mililli, raccontandoci una parte delle iniziative del Comune di Maranello, ci descrive alcune cose che si possono fare per innescare azioni virtuose:</p>
<ul>
<li>Nella scuola primaria si usa l’acqua dell’acquedotto pubblico e ogni bambino riceve una <em>family bag</em> personalizzabile, con cui portare a casa frutta e pane che avanza. Sembra un piccolo gesto, ma moltiplicato ogni giorno per 600 bambini l’impatto non è trascurabile. Nella scuola di infanzia è invece lo zainetto spreco zero che permette di portare a casa la merenda avanzata.</li>
<li>La ditta che si occupa del servizio mensa spiega agli studenti la tipologia e la filosofia del cibo servito (a km 0, equo solidale o da terreni confiscati).</li>
<li>Le eccedenze alimentari della mensa sono donate al banco alimentare.</li>
<li>Tra un mese sarà inaugurato il Centro del Riuso, che coinvolgerà 8 comuni.</li>
<li>Il progetto Farmacoamico, per la raccolta di medicinali non scaduti a favore di enti non profit.</li>
<li>Il trasporto scolastico verde e per il servizio mensa veicoli elettrici.</li>
<li>L’adesione a M’illumino di Meno per sensibilizzare i cittadini.</li>
<li>Il campo fotovoltaico che produce energia per gli uffici pubblici. I bambini possono monitorare il consumo di energia grazie a dispositivi che indicano quando stiamo utilizzando energia pulita e quando passiamo il limite.</li>
</ul>
<p>Della maglietta, creata dall&#8217;artista Ennio Sitta, indossata dall&#8217;Assessore vorremmo raccontarvi in un articolo (più sotto la foto).</p>
<p><strong>I mangimi dagli ex prodotti alimentari</strong></p>
<p>Valentina Massa ci fa toccare con mano i mangimi che dal 1981 la sua azienda di famiglia, Dalma Mangimi, produce inserendosi da decenni in un’economia circolare prima ancora della diffusione di questo concetto. Da ex prodotti dell&#8217;industria alimentare a cibo per animali da allevamento. 120.000 tonnellate di ex prodotti trasformati ogni anno vuol dire più di 136.000 tonnellate di mais, meno pesticidi, meno acqua utilizzata  e una riduzione d<span class="Apple-converted-space">i CO<sub>2</sub> di circa l’80% rispetto alla produzione di mangimi tradizionali.</span></p>
<p><strong>La frutta brutta ma buona riprende vita</strong></p>
<p>Natura Nuova estrae a freddo la polpa di frutta “con limiti estetici”, come spiega il presidente Gabriele Longanesi, rendendola comoda da consumare in contenitori riciclabili. “Poiché non esiste un impianto di verniciatura della frutta brutta, ciò che non è bello ai nostri occhi è destinato erroneamente a essere scartato come cibo”. Grazie a Natura Nuova diventa invece un prodotto di valore.</p>
<p><strong>Gli strumenti che salvano frutta e verdura senza bellezza</strong></p>
<p>Paolo Pasini, direttore Relazioni Istituzionali di Unitec, ci racconta di macchine selezionatrici e calibratrici di frutta e verdura, che consentono di valutare per ogni frutto il grado di maturazione, il livello zuccherino, la consistenza, ecc. per capire rigorosamente se al di là dell’aspetto estetico sia commestibile. In questo modo è possibile individuare di tutto ciò che può diventare materia prima di qualità, altrimenti destinata a essere scartata in base a un approccio basato su standardizzazione ed estetica. </p>
<p><strong>I contenitori che allungano la vita di frutta e verdura</strong></p>
<p>Una rete di aziende di imballaggi di cartone ondulato, racconta Claudio Dall’Agata, direttore Generale Consorzio Bestack, produce una scatola che con olii essenziali naturali allunga la vita a frutta e verdura, sia nei negozi sia nelle nostre case. Vita più lunga, meno possibilità di diventare scarto. L’utilizzo dell’imballaggio attivo in cartone consente 750-800.000 tonnellate di frutta e verdura in meno nella spazzatura, riducendo del 30% quanto in totale viene buttato!</p>
<p><strong>L’app che combatte lo spreco alimentare con l’economica domestica di una volta</strong></p>
<p>Il progetto “Una buona occasione”, presentato da Barbara Minati (Regione Piemonte), prevede sia un sito web e la presenza sui social per sensibilizzare i consumatori, sia una app che sta riscuotendo successo anche all’estero (10.000 installazioni in Cina, Giappone, Canada e Francia). UBO APP ci insegna, come lo faceva una volta l’economia domestica a scuola, a conservare correttamente<span class="Apple-converted-space">  </span>il cibo, ci aiuta a fare la lista della spesa, ci ricorda i prodotti che scadono, ci mostra l’impatto ambientale degli alimenti e ci fa conoscere come cucinare gli scarti grazie alle ricette di Slow Food.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><strong>I passi sostenibili di un&#8217;azienda</strong></p>
<p>“Abbiamo eliminato la plastica monouso nelle fabbriche e negli uffici italiani, pratica seguita successivamente anche da altri paesi”, riporta Alessandro Magnoni, Senior Director Comunicazione e Relazioni Istituzionali<span class="Apple-converted-space">  </span>EMEA di Whirlpool. “Abbiamo introdotto l’educazione alimentare in mensa, per esempio distribuendo sulle tovagliette della mensa ricette con il cibo riciclato”. Oltre ai frigoriferi che con le app ci avvisano della scadenza dei cibi e di cosa non abbiamo bisogno di comprare (per evitare sprechi), l’azienda produce Zera, un riciclatore casalingo di alimenti che consente di produrre fertilizzante organico in 24 ore.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><strong>Una mensa più responsabile</strong></p>
<p>CAMST consegna 130 milioni di pasti ogni anno a 250.000 bambini e si prefigge di ridurre lo spreco di cibo e di acqua, “perché lo spreco è la generazione di un costo”, racconta il Presidente Francesco Malaguti. 13.000 bambini hanno ricevuto un astuccio per portare a casa la frutta o il panino avanzati. Nelle 42 cucine si è introdotto una sistema per pulirle in modo più efficace con la microfibra, riducendo notevolmente la quantità di acqua richiesta (pari altrimenti una piscina olimpionica per ogni cucina). Inoltre si misura l’impatto di un pasto scolastico. Infine hanno lanciato una piattaforma on line per favorire la collaborazione con altre aziende, “perché insieme si può fare qualcosa di magico”.</p>
<p><strong>La scuola che trasforma i rifiuti in tesori</strong></p>
<p>L’Istituto Pacinotti-Fermi di Taranto non solo sensibilizza ed educa gli studenti alla riduzione degli sprechi alimentari, ma crea sul territorio una rete sostenibile e impegnata nel raggiungimento di obiettivi comuni coinvolgendo supermercati della città, onlus locali, la chiesa e il comune. Con i mezzi della polizia municipale trasportano il cibo in scadenza per distribuirlo alle famiglie tramite onlus. Con il presidente e con la professoressa Mariateresa Mascellaro, c’è Giuseppe, un alunno della scuola:<span class="Apple-converted-space">  </span>“Ci ha fatto maturare molto passare dai banchi di scuola ai banchi alimentari. Abbiamo anche creato tre volantini. Uno per i consigli per le famiglie a casa, uno per le buone abitudini al supermercato e un altro per quelle nei punti di ristoro”.</p>


<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="555" src="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/02/thumbnail_image1.jpg" alt="" class="wp-image-1143" srcset="https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/02/thumbnail_image1.jpg 640w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/02/thumbnail_image1-600x520.jpg 600w, https://dress-ecode.com/wp-content/uploads/2019/02/thumbnail_image1-300x260.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



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		<title>La plastica che mangiamo: più di 100 piccoli pezzi in ogni pasto. E i nostri tessuti c’entrano!</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Aug 2018 10:24:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Environment/Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Food/Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Responsible life / Stile di vita resp.]]></category>
		<category><![CDATA[eatingplastic]]></category>
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		<category><![CDATA[sustainable fashion]]></category>
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					<description><![CDATA[Italiano/English Uno studio dell’Università Heriot-Watt ha misurato la quantità di plastica contenuta nei pasti serali in alcune abitazioni del Regno Unito. Il risultato? 114 fibre di plastica mediamente in un piatto. L’esperimento era nato con l’intenzione di verificare la quantità di plastica nelle cozze consumate nei pasti casalinghi. Una delle evidenze emerse: mediamente una persona può consumare 100 particelle di plastica all’anno mangiando i molluschi.&#160;Ingerirà invece tra le 13mila e le 68mila fibre in un anno attraverso i pasti per via delle polveri domestiche! I ricercatori ipotizzano che sui piatti si depositino polveri da arredamento in tessuto e da stoffe sintetiche, non tanto dal cibo. Le stesse polveri non sono solo ingerite ma anche respirate. Possono provenire da pneumatici, tappeti, arredamento in tessuto e anche dagli abiti come le giacche di pile e altri indumenti sintetici. Sono di certo interessanti e necessari a questo punto studi di approfondimento per capire meglio il fenomeno dell’inquinamento dalla plastica e gli effetti sulla salute dell’uomo. Dress Ecode si impegna fortemente nel promuovere una scelta di tessuti e indumenti più sostenibili, per ridurre le conseguenze dannose sull&#8217;ambiente e sulla salute. (Fonte: studio università Heriot-Watt, disponibile qui:&#160;https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0269749117344445?_rdoc=1&#38;_fmt=high&#38;_origin=gateway&#38;_docanchor=&#38;md5=b8429449ccfc9c30159a5f9aeaa92ffb) ENGLISH A Heriot-Watt University study has measured the amount of plastics in dinner meals at some UK houses. The result? 114 plastic fibres on average in a meal. The test was defined with the purpose of verifying the amount of plastics in mussels consumed in household meals. One of the evidences: a person can consume on average 100 plastic particles a year eating shellfishes. He will instead eat between 13,000 and 68,000 fibres a year during his meals due to household dusts! It is estimated by the researchers that dusts from soft furnishings and synthetic fabrics settle&#160;on the dishes, not coming mainly from food. The same dusts are also breathed. They can come from car tires, carpets, soft furnishings and also from clothes such as&#160;fleece jackets and other synthetic garment. More detailed studies are of course interesting and necessary at this point in order to better understand the plastic pollution phenomena and its effects on human health. Dress&#160;Ecode is strongly engaged in promoting a choice of more sustainable clothes and fabrics, with the purpose of reducing the damaging consequences on the environment and the health. (Source: a Heriot-Watt University study, available here: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0269749117344445?_rdoc=1&#38;_fmt=high&#38;_origin=gateway&#38;_docanchor=&#38;md5=b8429449ccfc9c30159a5f9aeaa92ffb)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italiano/English</p>
<p>Uno studio dell’Università Heriot-Watt ha misurato la quantità di plastica contenuta nei pasti serali in alcune abitazioni del Regno Unito. Il risultato? 114 fibre di plastica mediamente in un piatto.<br />
L’esperimento era nato con l’intenzione di verificare la quantità di plastica nelle cozze consumate nei pasti casalinghi. Una delle evidenze emerse: mediamente una persona può consumare 100 particelle di plastica <strong>all’anno</strong> mangiando i molluschi.&nbsp;<strong>Ingerirà invece tra le 13mila e le 68mila fibre in un anno attraverso i pasti per via delle polveri domestiche!</strong></p>
<p><span id="more-274"></span></p>
<p>I ricercatori ipotizzano che sui piatti si depositino <strong>polveri da arredamento in tessuto e da stoffe sintetiche, non tanto dal cibo</strong>. Le stesse polveri non sono solo ingerite ma anche respirate.<br />
Possono provenire da pneumatici, tappeti, arredamento in tessuto e anche dagli abiti come le giacche di pile e altri <strong>indumenti sintetici</strong>.</p>
<p>Sono di certo interessanti e necessari a questo punto studi di approfondimento per capire meglio il fenomeno dell’inquinamento dalla plastica e gli effetti sulla salute dell’uomo.</p>
<p>Dress <em>Eco</em>de si impegna fortemente nel promuovere una scelta di tessuti e indumenti più sostenibili, per ridurre le conseguenze dannose sull&#8217;ambiente e sulla salute.</p>
<p>(Fonte: studio università Heriot-Watt, disponibile qui:&nbsp;<a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0269749117344445?_rdoc=1&amp;_fmt=high&amp;_origin=gateway&amp;_docanchor=&amp;md5=b8429449ccfc9c30159a5f9aeaa92ffb">https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0269749117344445?_rdoc=1&amp;_fmt=high&amp;_origin=gateway&amp;_docanchor=&amp;md5=b8429449ccfc9c30159a5f9aeaa92ffb</a>)</p>
<p>ENGLISH<br />
A Heriot-Watt University study has measured the amount of plastics in dinner meals at some UK houses. The result? 114 plastic fibres on average in a meal.<br />
The test was defined with the purpose of verifying the amount of plastics in mussels consumed in household meals. One of the evidences: a person can consume on average 100 plastic particles a year eating shellfishes. He will instead eat <strong>between 13,000 and 68,000 fibres a year during his meals due to household dusts!</strong></p>
<p>It is estimated by the researchers that <strong>dusts from soft furnishings and synthetic fabrics settle&nbsp;on the dishes, not coming mainly from food</strong>. The same dusts are also breathed.<br />
They can come from car tires, carpets, soft furnishings and also <strong>from clothes</strong> such as&nbsp;fleece jackets and other synthetic garment.</p>
<p>More detailed studies are of course interesting and necessary at this point in order to better understand the plastic pollution phenomena and its effects on human health.</p>
<p>Dress&nbsp;<em>Eco</em>de is strongly engaged in promoting a choice of more sustainable clothes and fabrics, with the purpose of reducing the damaging consequences on the environment and the health.</p>
<p>(Source: a Heriot-Watt University study, available here: <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0269749117344445?_rdoc=1&amp;_fmt=high&amp;_origin=gateway&amp;_docanchor=&amp;md5=b8429449ccfc9c30159a5f9aeaa92ffb">https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0269749117344445?_rdoc=1&amp;_fmt=high&amp;_origin=gateway&amp;_docanchor=&amp;md5=b8429449ccfc9c30159a5f9aeaa92ffb</a>)</p>
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