Where Does It Come From? – Gli abiti che narrano la loro storia

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In occasione della cerimonia di premiazione di Be The Change Awards 2019, incontriamo Jo Salter, fondatrice del brand di abbigliamento Where Does It Come From? , per uomo, donna e bambino e con spedizione in tutto il mondo.

Ciao Jo, hai avviato il tuo progetto nel 2013. Come hai iniziato? Qual è stata la motivazione? E la scintilla che ti ha fatto agire e fare qualcosa? 

“Sono sempre stata appassionata di giustizia sociale da quando ricordo. Vedo le attività economiche e il commercio come un modo fondamentale per creare e sostenere i mezzi di sussistenza nelle comunità in via di sviluppo: consente alle persone la dignità del lavoro, l’accumulo di competenze e un reddito per prendersi cura della propria famiglia. Mi sono proposta come consulente aziendale etico, aiutando le aziende a sostenere un obiettivo etico.
Qualche anno dopo ho avuto l’idea di Where Does It Come From?, dopo la nascita dei miei figli. Ero alla ricerca di abiti per loro che incontrassero i miei valori e non riuscivo a trovare le risposte alle mie domande su chi stesse fabbricando i vestiti – forse erano persino altri bambini a produrli? Ho deciso di creare un marchio in cui ogni capo è dotato di un codice sull’etichetta, in modo che il cliente possa scoprire l’intera storia della creazione, direttamente dalla coltivazione delle materie prime. Sapevo che non potevo essere l’unica a voler conoscere le origini dei nostri vestiti e ho iniziato a fare ricerche per il marchio. Ci è voluto molto tempo per trovare fornitori che potessero lavorare in modo trasparente direttamente alla fattoria, ma alla fine collaborare con la meravigliosa impresa sociale Moral Fiber Fabrics in India. Abbiamo iniziato con abbigliamento denim per bambini, realizzato con il denim tessuto a mano e confezionato su misura dalle cooperative per l’empowerment delle donne. Ci sono voluti 2 anni dal concepimento del marchio al suo lancio”.

È un’organizzazione non profit?

“Sì. Creiamo i nostri abiti attraverso la partnership con le imprese sociali e usiamo i fondi ottenuti per gestire il business e creare nuove catene di approvvigionamento e produzioni. Investiamo nei processi più ecologici che possiamo trovare e assicuriamo che le nostre partnership siano all’interno di un commercio equo, vale a dire salari equi, adeguati mezzi di sussistenza e ambienti di lavoro sicuri”.

Che tipo di abbigliamento proponete?

“Ora offriamo abbigliamento per tutta la famiglia: per bambini in denim e cotone biologico, sciarpe e camicie stampate a mano per uomo e donna. Abbiamo appena lanciato la nostra prima gamma di prodotti creati utilizzando il cotone biologico impermeabile proveniente dall’Uganda, che è stato ritagliato su misura in un laboratorio Fair trade in Malawi: tuniche e accessori da donna”.

Quali tessuti utilizzate?

“Dall’India – cotone khadi intrecciato a mano – un tessuto con una storia sociale e benefici etici e ambientali. È un processo privo di carbonio e un processo di tintura a basso consumo di acqua, significa che è eco-compatibile e la produzione avviene in officine e cooperative con un evidente beneficio sociale. Le cooperative di tessuti furono create da Gandhi come parte del suo movimento per liberare l’India e creare mezzi di sostentamento per i lavoratori rurali emarginati, specialmente le donne.
Per la nostra produzione africana abbiamo utilizzato il cotone biologico proveniente dall’Uganda e abbiamo realizzato i nostri progetti su misura in un laboratorio Fair trade in Malawi. Produciamo in India e in Africa”.

Avete certificazioni?

“Siamo membri di Social Enterprise UK, di British Association of Fair Trade Shops and Suppliers e di Organisation for Responsible Businesses. Il nostro cotone biologico proveniente dall’India è certificato da GOTS e la nostra produzione in Africa proviene da un laboratorio certificato Fair Trade”.

Come funziona “Traccia il tuo capo”?

“Provalo! Se vai su www.wheredoesitcomefrom.co.uk/trace puoi inserire un codice. Eccone uno … LG56MKW. (Funziona meglio da un browser desktop)”.

Qual è il prossimo passo per migliorare la sostenibilità del marchio per il prossimo futuro?

“Cerchiamo sempre di migliorare. Ora usiamo solo bottoni di legno e siamo appena passati al poliestere riciclato per le nostre etichette di lavaggio. Sono sicura che ci saranno altre innovazioni!”.

(Più sotto il video e le foto)


English: Where Does It Come From? – Clothes that Tell Tales

On the occasion of the Be The Change Awards 2019 ceremony, we meet Jo Salter, founder of the clothing brand Where Does It Come From? , for men, women and children, shipping all over the world.

Hi Jo. You started your project in 2013. How did you start? What was the motivation? And what was the “sparkle” that made you act and do something?

“I’ve been passionate about social justice for as long as I can remember. I see business and trade as a key way to create and support livelihoods in developing communities – it allows people the dignity of work, the building up of skills and an income to look after their family. I set myself up as an ethical business consultant, helping support businesses with an ethical goal. A few years later I had the idea for Where Does It Come From?, after my own children were born.  I was searching for clothing to put them in that met my own values and I couldn’t find the answers to my questions about who was making the clothes – perhaps it was even other children making them?   I decided to create a brand where each garment came with a code on the label so that the customer can find out the whole creation story – right back to the farming of the raw components. I knew that I couldn’t be the only one wanting to know about the origins of our clothing and I started researching for the brand.  It took a long time to find suppliers that could work transparently right back to the farm but eventually partnered with the wonderful social enterprise Moral Fibre Fabrics in India.  We started with children’s denim clothing made using denim handwoven and tailored by co-operatives for women’s empowerment.  It took 2 years from concept of the brand to launch”.

Is it a not for profit organisation?

“Yes. We create our clothing through partnership with social enterprises and use funds gained to run the business and set up new supply chains and productions.  We invest in the most eco-friendly processes we can find and ensure that our partnerships are fair trade – meaning fair wages, good livelihoods and safe working environments”.

What kind of clothes do you offer? 

“We now offer clothing for all the family – denim and organic cotton children’s clothing, hand printed scarves and shirts for men and women.  We’ve just launched our first range of products that we’ve created using rainfed organic cotton from Uganda which have been tailored in a Fair trade workshop in Malawi – these are tunics and accessories for women”.

What fabrics do you use?

“From India – handwoven khadi cotton – a fabric with a social history and ethical and environmental benefits.  It’s carbon free processes and low water dyeing  process mean that it is eco-friendly and production takes place in workshops and co-operatives with a clear social benefit.  The fabric co-operatives were set up by Gandhi as part of his movement to free India and create livelihoods for marginalised rural workers, especially women. For our African production we have used organic, rainfed cotton from Uganda and had our designs tailored in a Fairtrade workshop in Malawi. We produce in India and Africa”.

Do you have any certification?

“We are members of Social Enterprise UK, the British Association of Fair Trade Shops and Suppliers and the Organisation for Responsible Businesses.  Our organic cotton from India is certified by GOTS and our production in Africa is from a Fair trade certified workshop”.

How does “Trace your garment” work? 

“Try it!  If you go to www.wheredoesitcomefrom.co.uk/trace you can input a code.  Here’s one…. LG56MKW.  (It works best from a desktop browser)”.

What about the packaging?

“We only use recycled and recyclable, plastic free”.

Any next step to improve the sustainability fo the brand for the next future?

“We are always looking to improve.  We now use only wooden buttons and have just moved over to recycled polyester for our washtags.  I’m sure there will be more innovation!”.