L’uomo che vestiva Dior adesso veste Zara. Dovremmo essere felici?
John Galliano torna in atelier. Ma la collaborazione con il colosso spagnolo di Inditex pone domande a cui il comunicato stampa non ha ancora risposto Nel gennaio 2026, a Parigi, un abito da donna disegnato da John Galliano per Dior viene battuto all’asta per 637.500 euro. Poche settimane dopo, lo stesso designer annuncia che lavorerà per Zara. Non per una capsule di sei pezzi da fotografare su Instagram — per due anni, con collezioni stagionali, partendo dall’archivio del brand spagnolo. Se ti è venuta una sensazione strana leggendo queste due frasi una dopo l’altra, è comprensibile. Non significa necessariamente che sia una cosa sbagliata. Significa che è una cosa complicata.…
Gucci, Chloé e Loewe sanzionate dalla Commissione Europea: cosa significa per la moda sostenibile ed etica
Lo scorso 14 ottobre 2025 la Commissione ha multato tre importanti marchi del lusso — Gucci, Chloé e Loewe — per un totale di 157 milioni di euro (circa 182 milioni di US$) per pratiche restrittive in materia di rivalutazione dei prezzi al dettaglio. Secondo la Commissione, i tre brand hanno imposto ai propri rivenditori indipendenti condizioni che limitavano la loro autonomia nei prezzi di vendita (sia online sia in negozio), definendo sconti massimi, periodi di vendita predeterminati o addirittura vietando certi sconti. Gucci ha ricevuto la sanzione più alta (circa €119,7 milioni), Chloé circa €19,7 milioni e Loewe €18 milioni. Le sanzioni sono state ridotte grazie alla cooperazione dei…
Luxurywashing: lusso fa rima con etica?
Se chiedessimo a chi acquista capi firmati da migliaia di euro se ritiene quei prodotti più sostenibili, molti risponderebbero di sì. Il prezzo elevato viene spesso interpretato come garanzia di qualità, tracciabilità, attenzione al lavoro umano. Eppure, lo scandalo che ha travolto recentemente Loro Piana, lo storico marchio del cashmere italiano coinvolto in un’indagine per caporalato, incrina questa convinzione. Non è un caso isolato. Max Mara, Dior, Armani, Valentino sono altri brand recentemente coinvolti in casi di condizioni di lavoro inadeguate. È un sintomo di un problema più profondo. In questo articolo-podcast ci addentriamo nel fenomeno del luxurywashing, ovvero la costruzione di un’immagine “green e etica” che nasconde pratiche non…
Moda sostenibile ingiusta: che cosa vuole “sostenere”?
“Prima di trovare soluzioni, forse bisognerebbe chiedersi: cosa vogliamo sostenere nella moda? Una domanda del genere può sembrare a prima vista astratta e idealista. Ma senza mettere in discussione il quadro in base al quale si svolge il lavoro verso la sostenibilità, il rischio è di sostenere dinamiche non intenzionali nella moda. La sostenibilità rischia di diventare un mantello sotto cui nascondere il modo in cui le ingiustizie siano rese permanenti, la sofferenza resa invisibile, mantenendo il conflitto sociale e le disuguaglianze sistemiche, piuttosto che rafforzare i principi democratici che l’industria suggerisce di voler sostenere. Gran parte del discorso quotidiano avviato dai marchi sulla moda sostenibile è una scusa per…
Cocò vintage e second-hand: l’amore per la ricerca di oggetti e capi di qualità che così continuano a essere utilizzati
Italiano/English below pictures Puoi ascoltare qui l’articolo: Audio-à-porter – Cocò vintage e secondhand A Bollate, comodissimo se arrivate con il treno da Milano, c’è un negozio consigliato a chi ama il vintage. Con Sara Freddo, un’amica che mi fa conoscere questo posto, ci divertiamo moltissimo a provare abiti di ogni epoca e ad ascoltare Concetto Serranò, il proprietario, che ci parla della sua attività.“È nato come negozio second-hand, ma la mia passione è sempre stato il vintage. Così quando qualche anno fa si è liberato lo spazio affianco e ho avuto il posto necessario, ho potuto realizzare l’abbinamento con il vintage. Piano piano sono arrivate anche le fiere, i mercatini…