Partecipi a una maratona e vuoi ridurre l’impatto sull’ambiente? Ecco cosa puoi proporre seguendo l’esempio di Londra
(Italiano/English) Il mese scorso a Londra la maratona Harrow half è stata il primo evento podistico della città senza plastica. Nessuna bottiglietta di questo materiale era consentita: per i partecipanti erano a disposizione stazioni per il rifornimento di acqua in bustine biodegradabili, composte di un materiale ricavato dalle alghe, prodotte da Ooho! Erano inoltre disponibili solo bicchieri biodegradabili in caso di richiesta elevata di acqua.
Da rifiuto sui fondali del nostro mare alle passerelle – Un’enorme rete da pesca da 2 tonnellate rimossa alle Eolie sarà materia prima per le collezione di moda
(Italiano/English) Dalla collaborazione tra Aeolian Islands Preservation Fund, Blue Marine Foundation e Ghost Fishing Foundation nasce l’iniziativa ambientale Healthy Seas con l’obiettivo di rimuovere le reti da pesca che abbandonate sui fondali marini costituiscono una seria minaccia per la fauna acquatica. 640.000 tonnellate di reti da pesca è la stima a livello globale della quantità che giace nei nostri mari (rapporti UNEP e FAO).
A 19 anni realizza il sogno di creare un brand sostenibile! Marco Belluzzo ci racconta di Kibou, il suo marchio di abbigliamento ecologico
(Italiano/English below) “L’industria tessile deve agire in modo responsabile rispettando l’ambiente e il benessere della persona”. Kibou produce magliette a tinta unita e non solo, polo, camicie e vestiti estivi per ragazze. Complimenti a Marco per l’idea e il coraggio di iniziare così giovane quest’impresa!
Designer, questo è per voi!
(Italiano/English) Avete la possibilità di contribuire alla sostenibilità della moda vincendo un premio di 3.000 dollari più una donazione di pari ammontare a una Ong partner dell’iniziativa!
La plastica che mangiamo: più di 100 piccoli pezzi in ogni pasto. E i nostri tessuti c’entrano!
Italiano/English Uno studio dell’Università Heriot-Watt ha misurato la quantità di plastica contenuta nei pasti serali in alcune abitazioni del Regno Unito. Il risultato? 114 fibre di plastica mediamente in un piatto. L’esperimento era nato con l’intenzione di verificare la quantità di plastica nelle cozze consumate nei pasti casalinghi. Una delle evidenze emerse: mediamente una persona può consumare 100 particelle di plastica all’anno mangiando i molluschi. Ingerirà invece tra le 13mila e le 68mila fibre in un anno attraverso i pasti per via delle polveri domestiche!
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Dalla plastica riciclata, dai funghi, dagli pneumatici, dalle mele: le sneaker più sostenibili per tutte le stagioni!
Adatte a tutte le stagioni, comode, per uomo, donna e bambino! Vi raccontiamo di alcuni brand che si impegnano nella riduzione dell’impatto ambientale e/o sociale per produrre sneaker.
Infradito senza plastica? È possibile!
(Italiano/English – below) Se vi siete chiesti come poter sostituire in modo più sostenibile le infradito di plastica, ecco una possibile soluzione. Il brand Allbirds presenta le infradito realizzate con nuovo materiale a base di canna da zucchero, al prezzo di 35 dollari. SweetFoam, grazie a una tecnologia amica dell’ambiente, sostituisce i dannosi derivati del petrolio solitamente impiegati per le calzature. L’azienda è aperta a rendere disponibile la tecnologia ad altri produttori.
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La T-shirt ricordo delle vacanze? Quest’anno si cambia! 8 dritte per viaggiatori responsabili
Italiano/English below Finalmente il viaggio che stavamo aspettando! Siamo in vacanza in una bella località, magari tanto sognata, e un po’ per ricordarci dell’esperienza, un po’ per dire ai nostri cari e amici che ci siamo ricordati di loro anche in ferie non riusciamo a resistere ai souvenir.Pensandoci bene, abbiamo proprio necessità di portare a casa l’ennesima maglietta con la scritta del posto che abbiamo visitato? O il miliardesimo ninnolo attira polvere che forse guarderemo una volta all’anno? Siamo certi che faremo davvero felici i nostri cari o i nostri amici presentandoci con oggetti destinati magari a stare in un cassetto o a un’altra fine diversa dall’utilizzo?
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6 materiali insoliti per i nostri vestiti dagli scarti di altre produzioni: viva i designer coraggiosi e creativi e i consumatori responsabili!
Da quando ho iniziato il cammino verso una maggiore attenzione all’impatto del mio stile di vita su persone e ambiente, ho scoperto un mondo di materie prime alternative utilizzabili per i nostri vestiti. Cotone, lana e materiali sintetici fino ad allora mi erano sempre sembrate, in modo scontato, gli unici materiali, non ponendomi in realtà molte domande su come gli indumenti fossero fabbricati e fermandomi superficialmente all’estetica. Se da una parte mi accorgo della responsabilità come consumatore quando acquisto, dall’altra ho realizzato quanto anche i designer in questo momento storico siano determinanti nel trasformare la moda in un settore più responsabile e sostenibile. Sembra che circa l’80% dell’impatto ambientale sia…
Cotone: la nostra scelta fa la differenza!
Perché parliamo di cotone? Perché è uno dei tessuti più utilizzati per il nostro abbigliamento (e non solo) ed è anche tra quelli con maggior impatto ambientale. Considerando le magliette, ogni anno nel mondo ne acquistiamo 2 miliardi! E’ fresco, morbido, piacevole da sentire sulla pelle, pratico, d’estate quasi un must, ma ne acquistiamo così tanto che non mancano le conseguenze sull’ambiente e sulle persone…. Ne parliamo per capire perché prima di comprare capi in cotone tradizionale sia importante chiederci se davvero ne abbiamo bisogno o almeno valutare l’opzione del cotone biologico o altre fibre naturali.