Following the journey of our clothes
Italiano/English below Leggendo del sistema di trasparenza e tracciabilità del marchio Rapanui, mi informo sul loro impegno ambientale. Non solo propongono indumenti (felpe, maglioni, cardigan, magliette, calze, camice di flanella) in materiali naturali biologici (con certificazione GOTS) e la possibilità di personalizzarli, ma si impegnano nel mostrare la catena di fornitura dei loro prodotti: approvvigionamento di tessuti, produzione, consumo di energie, trasporto e alcuni aspetti del post vendita.
YUUY books: daily objects once unused become lightly, with irony, “differently pages”
Italiano/English below La bellezza del riciclo e delle creazioni di Federica Carta, punteruolo, ago, filo per salvare, con leggerezza, ciò che sembra ormai inutile: leggendo queste parole immaginiamo Federica Nassetti, creatrice del brand YUUY, nel suo laboratorio intenta a dare forma a quaderni, agende e album grazie all’arte della legatoria. Le chiediamo del suo progetto per raccontare a voi di YUUY, di cui ci siamo innamorati da subito, e per condividere con voi la sua meravigliosa visione del riciclo.
From the 28th of January, a week dedicated to supporting poorly-paid workers in Bangladesh
Italiano/English below La prossima settimana sarà dedicata alla solidarietà con i lavoratori dell’industria dell’abbigliamento bengalese dall’International Labor Rights Forum. L’iniziativa nasce per: esortare il governo locale a consentire che l’Accordo sulla sicurezza degli incendi e degli edifici in Bangladesh continui a essere in vigore pienamente e in modo indipendente in Bangladesh fino al 2021 o fino a quando l’ RCC (Remediation and Coordination Cell) del governo sia dimostrabilmente pronta. L’Accordo ha contribuito a migliorare radicalmente la sicurezza delle fabbriche di abbigliamento in Bangladesh da quando è stato istituito in seguito al crollo della fabbrica del Rana Plaza, che nel 2013 ha causato oltre un migliaio di vite; è fondamentale che continui il…
- Climate change, Companies / Aziende, Environment/Ambiente, Fashion/Moda, Minimalism, Modern slavery / Schiavitù moderna, Responsible life / Stile di vita resp.
Environmental and social injustice: who pays the cost of our opportunity to buy more clothes at low prices
Italiano/English below Un team di ricercatori dell’Università di Washington a St. Louis ha presentato uno studio sull’ingiustizia ambientale e sociale della fast fashion. Il modello di business della “moda veloce” è ormai ampiamente adottato a livello globale. “Veloce” perché rapidamente arrivano dal design alla vendita indumenti che rispondono alla costante richiesta di stili sempre più diversi in breve tempo. La catena di fornitura è internazionale, spostando altrove la produzione di fibre, la creazione di tessuti e l’assemblaggio di capi di abbigliamento in aree con manodopera a costo inferiore. La moda fast è prontamente disponibile e conveniente.
- Climate change, Companies / Aziende, Environment/Ambiente, Fashion/Moda, Minimalism, Responsible life / Stile di vita resp.
How the practice of clothes free return is destroying the planet
Italiano/English below Fashion Revolution Belgio ha lanciato una campagna, intitolata Highway Fitting, sul costo ambientale della politica del “reso gratuito” applicata dai marchi di abbigliamento (in calce all’articolo, il link al video). La necessità di sensibilizzare i consumatori sull’argomento nasce dal dato emerso da recenti studi sulla percentuale di restituzione degli indumenti comprati on line: il 40% degli acquisti viene rinviato al rivenditore.
- Climate change, DYT/Fai da te, Environment/Ambiente, Fashion/Moda, Responsible life / Stile di vita resp.
Sustainable good intentions for the new year: 20 ideas!
Italiano/English below Per molti, il nuovo inizio di un anno solare rappresenta un momento di riflessione e di formulazione di buoni propositi, dedicandosi al bilancio dell’anno appena concluso e all’identificazione di azioni da realizzare o di comportamenti da adottare o di abitudini da modificare nel nuovo anno. Se siete tra queste persone, se per voi la data del primo gennaio è un incentivo a cambiare in meglio qualcosa della vostra vita, se un nuovo anno vi dà la spinta a mettere in atto ciò che avete in mente e ora state preparando la vostra lista, perché non aggiungere un piccolo obiettivo sostenibile?
Lacoste joins the brands that have decided not to use mohair wool
Italiano/English below Una recente indagine di PETA Asia sull’industria della lana mohair* ha messo in luce abusi e sfruttamento delle capre d’angora: molti animali muoiono per essere esposti al freddo dopo essere stati tosati; le capre che sopravvivono a tosature ripetute sono sfruttate per la loro lana per cinque o sei anni e successivamente vendute per essere macellate. Il mohair viene rubato da capre affettuose e intelligenti che si trovano così a vivere in costante paura.
Dal mare la tessitura antica di una seta naturale: l’ultimo maestro è in Italia
(Italiano/English) (Photo: Chiara Vigo website) È in Italia, a Sant’Antioco (Sardegna) l’ultimo maestro rimasto di bisso, una tessitura antica: Chiara Vigo ha appreso quest’arte, sviluppata esclusivamente nell’area mediterranea, per trasmissione diretta e familiare.
5 giacche da uomo per chi ha a cuore l’ambiente
(Italiano/English) 5 proposte che abbiamo selezionato per i nostri lettori alla ricerca di una giacca resistente e protettiva per la stagione, comoda e bella, con un occhio all’impatto ambientale.
Lanciata la Carta dell’industria della moda durante la conferenza delle Nazioni Unite alla COP24 – 43 aziende sanciscono il loro impegno contro i cambiamenti climatici
(Italiano/English) Durante la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP24) a Katowice, in Polonia, è stata lanciata la Carta dell’industria della moda per l’azione per il clima (Fashion Industry Charter for Climate Action).