An app that helps you optimize your wardrobe: Giulia tells us about her experience
Italiano/English below pictures Puoi ascoltare qui l’articolo con le nostre voci: Un’app – Giulia racconta Sono a cena con Giulia (Gaudenzi) e Lodovica (Cattani), anche per parlare del prossimo Eco Swap Party che organizziamo insieme, e Giulia ci mostra un’app che ha scaricato sul suo cellulare: “Si chiama Your Closet, ti aiuta a creare il tuo armadio capsula”, mi spiega (avevamo raccontato qui del capsule wardrobe in versione sostenibile: 33 x 3 Project 333). Fantastico! Desidero saperne di più e chiedo a Giulia di aiutarmi a farvi conoscere questo strumento. Giulia, ci racconti come sei arrivata a utilizzare un’applicazione per costruire un guardaroba capsula? “Da quando mi sono iniziata ad avvicinare…
- Circular economy, Climate change, Dress ECOde’s lifestyle, Environment/Ambiente, Fabrics/Tessuti, Fashion/Moda, Handicraft, Minimalism, Nature, Recycling/Riciclo, Responsible life / Stile di vita resp., Vintage/Second-hand
Audio-à-porter is born, the podcast of audio articles on sustainable fashion. And a contest is starting: you can participate to be a protagonist!
Italiano/English below Puoi ascoltare qui l’articolo: Audio-à-porter – Lancio e contest! L’idea nasce una sera, dopo una piacevole cena, facendo partire la ricerca di un nome appropriato relativo alla moda e alla possibilità di articoli pronti da ascoltare. Audio-à-porter è un progetto iniziato più di due mesi fa, pensando a chi dice che non ha tempo di leggere notizie e a chi desidera ascoltare e intanto informarsi mentre è in palestra, cammina, corre, si allena, viaggia, è sui mezzi di trasporto, cucina, si occupa delle faccende domestiche o nei momenti di relax. Abbiamo cominciato a inserire in ogni articolo la possibilità di ascoltarlo invece di leggerlo, semplicemente cliccando sul nome…
The designers who transform waste into beauty: in Frasso Sabino the ecological fashion event!
Italiano/English below pictures Puoi ascoltare qui l’articolo: Audio-à-porter – I designer che trasformano i rifiuti La piazza del Belvedere di Frasso Sabino, un borgo medioevale in provincia di Rieti, ospita dal 2013 un’ecologica sfilata di moda in cui designer e stilisti trasformano i rifiuti in bellezza. In questi anni oltre 150 abiti, realizzati esclusivamente con materiali di scarto e rifiuti, si sono sfidati in una gara di moda ecologica. Incarti di uova di pasqua, rifiuti ospedalieri, ombrelli rotti, tovagliette usa-e-getta, vecchie pellicole cinematografiche, bottiglie di plastica, buste di carta, tovaglie da pizzeria, pluriball, asciugamani in tessuto non tessuto, antiscivolo per tappeti: sono solo alcuni dei materiali impiegati dai designer per gli abiti presentati.…
- Dress ECOde’s lifestyle, Events, Fashion/Moda, Responsible life / Stile di vita resp., Vintage/Second-hand, Vita da Dress ECOde
Eco Swap Party: the pictures and the story of the green party to save the environment and to renew our wardrobe
Italiano/English below pictures Puoi ascoltare qui l’articolo: Audio-à-porter – Eco Swap Party Lodovica Cattani e M. Giulia Gaudenzi, insieme a Dress Ecode, hanno organizzato l’Eco Swap Party al Caffè Letterario di Roma per sensibilizzare sull’impatto dei nostri vestiti sui cambiamenti climatici. L’evento è stato realizzato in partnership con The Climate Reality Project -Team Europe, di cui con Lodovica facciamo parte. Ci siamo lasciati subito coinvolgere dall’entusiasmo di queste due ragazze piene di desiderio di fare qualcosa di concreto (e divertente) per fermare gli effetti della fast fashion sull’ambiente! Lo swap party funziona incontrandosi per scambiare vestiti che teniamo inutilizzati nell’armadio. Lo spirito é quello di donare ciò che è lì…
Fortunale, the knitwear naturally dyed and the engagement in the recovery of local wools
Italiano/English below Puoi ascoltare qui l’articolo: Audio-à-porter – Fortunale Ci ha incuriosito il progetto di maglieria Fortunale che propone capi di lana biologica prevalentemente locale, impegnandosi nel rilancio della lana pugliese, e tinti solo in modo naturale. Il nome deriva da una perturbazione atmosferica di eccezionale intensità, caratterizzata da venti fortissimi, e con la stessa intensità questo brand desidera cambiare il sistema della moda proponendo un prodotto tutto naturale. Nessuna sostanza chimica, per poter essere un giorno eventualmente riutilizzato, così come la sua etichetta, mentre il packaging e il cartellino senza plastica si trasformano per non essere gettati. Chiediamo quindi a Francesca Gresia, che cura la comunicazione del progetto, di…
Cocò vintage and second-hand: the love for the search for quality items and garments that continue to be used
Italiano/English below pictures Puoi ascoltare qui l’articolo: Audio-à-porter – Cocò vintage e secondhand A Bollate, comodissimo se arrivate con il treno da Milano, c’è un negozio consigliato a chi ama il vintage. Con Sara Freddo, un’amica che mi fa conoscere questo posto, ci divertiamo moltissimo a provare abiti di ogni epoca e ad ascoltare Concetto Serranò, il proprietario, che ci parla della sua attività.“È nato come negozio second-hand, ma la mia passione è sempre stato il vintage. Così quando qualche anno fa si è liberato lo spazio affianco e ho avuto il posto necessario, ho potuto realizzare l’abbinamento con il vintage. Piano piano sono arrivate anche le fiere, i mercatini…
A whole Italian story: We met Maeko to find out more on sustainable fabrics and their ambitious project
Italiano/English below pictures Puoi ascoltare qui l’articolo: Audio-à-porter – Maeko Incontro Cinzia (Vismara) negli uffici di Maeko a Milano, sede della vulcanica attività di questa azienda tessile tutta italiana. Resto subito travolta dall’energia e dall’entusiasmo che lei e il marito Mauro (Vismara) pongono in questo progetto in cui credono molto, a costo di andare contro tendenza nell’attuale contesto industriale. Maeko produce dal 1998 tessuti naturali di alta qualità a filiera controllata, impegnandosi nello sviluppo di un’economia sostenibile rispettosa dell’ambiente e dell’individuo. Etro, Vivienne Westwood, Ferragamo sono alcuni dei marchi che utilizzano i tessuti di Maeko per le loro creazioni. Canapa, ortica, soia, crabyon, bambù, lino, cotone biologico, seta tousac, filato di…
All Star made of recycled materials thanks to “Renew”, the sustainable project of Converse
Italiano/English below Puoi ascoltare qui l’articolo: Audio-à-porter – All Star Converse propone i modelli Chuck Taylor e Chuck 70 delle famose sneakers All Star in materiali recuperati da scarti di post-consumo e di post-produzione: PET, jeans e cotone riciclati per dare vita alla linea “Renew”. “La stessa sensazione e aspetto della tradizionale tela Converse, tranne per il fatto che ora è realizzata al 100% in poliestere riciclato proveniente da bottiglie di plastica usate”, così le presenta Converse, o da jeans recuperati dalle discariche o ancora da rifiuti tessili di cotone scartati nei processi di produzione. English – All Star made of recycled materials thanks to “Renew”, the sustainable project of…
Thanks to Virgo, with the smartphone we could know the whole story of the clothes and accessories we buy
Italiano/English below Puoi ascoltare qui l’articolo: Audio-à-porter – Virgo Con il nostro smartphone, attraverso un QR code, potremo presto verificare l’autenticità e le proprietà di un capo di abbigliamento o di un accessorio di lusso, conoscerne la materia prima utilizzata, per esempio da dove arriva il filato, se è stato chimicamente trattato, se di origine animale da quale allevamento proviene e come sono trattati gli animali, potremo sapere chi lo ha prodotto e in generale avere informazioni sull’impatto ambientale e sociale. Luxochain, PricewaterhouseCoopers, Temera e Var Group hanno unito le proprie conoscenze per creare uno strumento integrato, Virgo, che vuole tracciare e raccontare la storia dei prodotti fashion e certificare…
The garment brands involved in the greatest repression of workers in the sector in Bangladesh
Italiano/English below Puoi ascoltare qui l’articolo: Audio-à-porter – I marchi Il tuo marchio di abbigliamento preferito è complice della repressione? In Bangladesh il nuovo salario minimo entrato in vigore lo scorso dicembre, è di 8.000 Taka (meno di 85 euro) al mese per i lavoratori dell’abbigliamento. Sebbene il salario minimo sia stato effettivamente raddoppiato, è ancora solo la metà di quanto chiesto dai sindacati – e tutt’altro che uno stipendio per vivere. Uno studio condotto da CPD (Center for Policy Dialogue) ha rilevato che il costo della vita complessivo per i lavoratori dell’abbigliamento è aumentato dell’86% tra il 2013 e il 2018. I costi alimentari sono in aumento del 57% e ogni volta…