Amazon lancia il brand sostenibile Amazon Aware
Puoi ascoltare qui l’articolo: Amazon Aware Il gigante del commercio online ha presentato Amazon Aware, un nuovo brand sostenibile di moda, casa e bellezza conveniente e a emissioni zero. “I clienti vogliono fare acquisti in modo più consapevole; vogliamo renderlo più facile”, spiegano sul sito. “Amazon Aware è una linea essenziale per l’abbigliamento quotidiano, la casa, la bellezza e altro ancora, il tutto con certificazioni di terze parti presenti nel nostro programma Climate Pledge Friendly”. Sostenibile perché? I prodotti sono certificati come “a emissioni zero”. Climate Partner, un’azienda conforme al protocollo GHG (Greenhouse Gas), calcola l’impronta di carbonio considerando le emissioni lungo il ciclo di vita del prodotto. A supporto dell’impegno…
I brand della moda collegati alla deforestazione in Amazzonia
Puoi ascoltare qui l’articolo: Brand e deforestazione Stand.Earth ha recentemente pubblicato una ricerca sul legame tra il settore della moda e la distruzione della foresta amazzonica. Utilizzando i dati pubblici e governativi, l’indagine mostra come l’approvvigionamento di pelle dei marchi fashion rappresenti un rischio climatico esistenziale per il mondo, la foresta pluviale amazzonica e le comunità indigene. L’allevamento di bestiame è collegato alla disponibilità di foreste. Uno studio del World Resources Institute ha rilevato che dal 2001 al 2015 l’industria del bestiame è responsabile del 36% della perdita di copertura arborea a livello globale. Gli allevamenti di bestiame hanno sostituito quasi il doppio della superficie forestale rispetto a tutti…
La nausea della sostenibilità: sintomi, cause e rimedi
Puoi ascoltare qui l’articolo: Nausea della sostenibilità Dalla nascita di Dress Ecode questa è la prima pausa così lunga dagli articoli. Non è solo per gli impegni che si susseguono, né per una perdita di motivazione. Se c’è una cosa in cui continuo fortemente a credere è nella necessità di condurre una vita più responsabile, con attenzione alle persone, alle risorse utilizzate, alla natura. È qualcos’altro, che pian piano ha contributo a un arresto. Ho la nausea della sostenibilità. Le cause? Abusi, leggerezza, debole competenza. Nausea non del concetto che evoca, né dell’applicazione pratica nella vita, bensì della parola. Negli ultimi mesi è arrivata a circondarmi ovunque. Un po’…
Shein: le false dichiarazioni sulle fabbriche del marchio ultra-fast-fashion
Puoi ascoltare qui l’articolo: Shein Shein (Zoetop Business Co Ltd) è un rivenditore online molto in voga, soprattutto tra i giovani, perché offre capi di moda a prezzi contenuti. Possiamo acquistare un outfit completo con meno di 30 dollari. Chi paga però al nostro posto? Uno dei problemi del fast fashion, di cui abbiamo scritto molte volte, è che nella maggior parte dei casi il prezzo così basso è frutto di mancato riconoscimento di un salario equo e di condizioni di lavoro appropriate ai lavoratori coinvolti nella produzione dei capi. Per questo motivo i consumatori chiedono sempre di più trasparenza sulla filiera produttiva. Shein propone decine di migliaia di stili,…
WHATaECO! Il sito dove trovi ciò che ti serve in versione più sostenibile
Puoi anche ascoltare qui l’articolo: WHATaECO! Siamo su WHATaECO! Quando Anne-Laure ha proposto la collaborazione con Benedetta Spattini e Caterina Lotti, è stato subito un “Sì!” entusiasta all’opportunità di essere presenti sull’e-commerce che invita a consumare meno e meglio, scegliendo prodotti con più etica e sostenibilità. Ci trovi nella sezione Tempo Libero, tra i corsi interessanti proposti dalla piattaforma. Dato che ci piace spiegare bene e far conoscere i partner con cui collaboriamo, abbiamo posto qualche domanda a Benedetta e Caterina, per scoprire cos’è, cosa propone e come aderire al progetto WHATaECO. Ciao Benedetta, ciao Caterina, come vi siete conosciute? Com’è nata la vostra collaborazione? “Modena non è una…
Nascondere ritocchi con Photoshop sarà illegale per brand e influencer, in Norvegia ma non solo
Puoi ascoltare qui l’articolo: Photoshop In Francia è entrata in vigore, in gennaio del 2017, una normativa con l’obiettivo di incoraggiare annunci pubblicitari più socialmente responsabili ed evitare l’uso di immagini di corpi artificialmente sottili di modelle, la cui visione può indurre disturbi alimentari tra gli adolescenti. L’articolo L. 2133-2 del Codice francese della sanità pubblica (FPHC) prevede che “le fotografie a fini commerciali di modelli il cui aspetto fisico è stato alterato da un software di elaborazione delle immagini, al fine di snellire o ispessire la figura, deve essere accompagnata dalla dicitura photographie retouchée”. In modo simile, il Regno Unito sta per introdurre una nuova legge che richiederebbe di etichettare esplicitamente…
10 ciabatte e infradito per la stagione più calda: le alternative con minor impatto
Puoi anche ascoltare l’articolo qui: Infradito e ciabatte Non è semplice trovare infradito e ciabatte “sostenibili”. Possiamo però preferire modelli realizzati con l’impegno di ridurne l’impatto ambientale. 10 modelli da utilizzare a casa, in viaggio o al mare per scegliere una moda più responsabile e sostenibile! LECLARE Brand italiano, delle campagne del trevigiano. Le calzature sono in canapa effetto juta o effetto intrecciato. Realizzate in Italia, la fodera interna è in cotone e la suola in panno antiscivolo. Sono disponibili più modelli: a scarpetta, ciabatta e pantofola. I materiali utilizzati sono accuratamente scelti e provenienti esclusivamente da aziende italiane; il taglio e la confezione avvengono in parte all’interno…
Green trolling: smascherando il green washing dal petrolifero alla moda
Puoi ascoltare qui l’articolo: Green trolling Qualche tempo fa mi sono imbattuta in un profilo Instagram con una serie di post curiosi: gli screenshot di messaggi di grandi aziende, principalmente petrolifere ma non solo, che toccavano il tema della sostenibilità, seguiti da commenti di “green troll“. Una carrellata di divertenti e pungenti reazioni ai tentativi di comunicare azioni green. Indagando ho scoperto che questo modo di portare a galla il green washing e di rispedirlo direttamente al mittente è definito green trolling (abbiamo raccontato qui di come individuare il green washing). Mentre “trollare” è infastidire, fare la peste, disturbare e a volte in modo nocivo bullizzare su internet, la…
Incenerimento delle scorte e spreco di vestiti nell’industria della moda: intervista ad Ariele Elia
Puoi ascoltare qui l’articolo: Incenerimento vestiti L’attuale produzione di massa di abbigliamento e il modello di business imperfetto con cui operano i marchi di moda, dai piccoli ai grandi, stanno creando un’enorme quantità di stock in eccesso. Non è venduta sul mercato ma segretamente bruciata negli inceneritori di tutto il mondo. Con il risultato di sprecare migliaia di tonnellate di vestiti perfettamente buoni. Non ci credi? In un articolo precedente abbiamo parlato di quanto sia pervasiva e non etica questa pratica segreta e di come i marchi stiano cercando di nasconderla. Abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulle conseguenze che ha l’incenerimento di tonnellate e tonnellate di capi di abbigliamento invenduti…
Eco Fashion Labels: la piattaforma on line che vuole portare in prima linea la moda sostenibile ed etica
Eco Fashion Labels è un marketplace dedicato ai brand che propongono una moda più responsabile. Per capire meglio cosa propongono e come sia possibile aderire abbiamo incontrato Mathilde Vaddé, co-founder del progetto. Quali tipologie di brand sono presenti sulla vostra piattaforma? Quanti sono al momento? “La nostra piattaforma include più di 60 brand con molti valori: vegan (anche PETA), fair trade, riciclato, upcycled, biologico, organico, con forte presenza di tessuti certificati GOTS e Oeko-Tex. Stiamo lavorando per inserire anche una sezione per il second-hand”. Per essere inclusi i brand devono rispettare precisi criteri? Se sì, quali sono? “Accettiamo solo marchi di moda sostenibili ed etici che offrano salari e condizioni di…