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Noleggio, riciclo e riuso: MUD, i jeans che vogliono cambiare l’industria della moda

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“Se ami i jeans tanto quanto il pianeta sei nel posto giusto. Miriamo a cambiare l’industria della moda, iniziando dal più popolare capo di abbigliamento: un paio di jeans”. Così si propone sul suo sito MUD Jeans, marchio olandese fondato nel 2013 da Bert van Son dopo un’esperienza di 30 anni nell’industria della moda tradizionale. Avendo osservato la pesante vita degli operai delle fabbriche e le grandi richieste fatte dall’industria alla natura ha deciso di voler cambiare le cose.

“L’idea era di creare jeans: cotone organico, persone adeguatamente pagate. Ma abbiamo realizzato subito che il cotone poteva essere facilmente riciclato. Abbiamo pensato: perché non recuperare i jeans?”. MUD Jeans offre la possibilità di acquistare oppure di noleggiare i jeans. Chi decide di noleggiare semplicemente scambia il paio vecchio con uno nuovo.

“Sta accadendo un cambiamento di mentalità”, dice van Son. “Avevamo uno split 50/50 tra le persone che affittano e acquistano. Ma negli ultimi 12 mesi il leasing è cresciuto. Alle persone piace cambiare colore, tipo di lavaggio del tessuto o stile dopo un anno. Sono felici di rimandare i loro vecchi jeans e ottenere un nuovo paio”. Dopo un anno, si può infatti scambiare il proprio paio con uno nuovo, pagando il canone mensile di noleggio. Oppure si può rimandarlo indietro perché sia riutilizzato o riciclato. Una volta recuperati, gli indumenti usati sono venduti come articoli second-hand oppure, a seconda dello stato dei jeans, i tessuti sono riciclati in nuovi prodotti.

In Olanda, Belgio e Germania è disponibile anche un servizio gratuito di riparazioni.

Riguardo il nuovo, inizialmente i jeans MUD erano composti da un mix 20% di denim riciclato e 80% di cotone vergine. Ora, le proporzioni riciclate arrivano fino al 40%. L’anno prossimo, van Son “spera di annunciare il primo paio di jeans post-consumo riciclati al 100%”.  I bottoncini sono fatti di acciaio inossidabile, che può essere riciclato. “Le etichette di carta sono certificate. Non usiamo la pelle. Stiamo facendo le fodere tascabili in cotone al 100%”. E poi? “Cercheremo di ottenere una fodera per cucire in poliestere biodegradabile”, afferma van Son. “Siamo puristi.” Per produrre un paio di jeans utilizzano 1.000 litri di acqua versus i 7.000 necessari generalmente per un paio tradizionale.

“Noleggiando, riciclando o riusando i materiali ci muoviamo verso un’economia circolare nell’industria della moda”. 

Perché il nome MUD? “Il fango è una miscela di acqua e qualsiasi combinazione di terreno, limo e argilla, e solitamente si forma dopo la pioggia o vicino a fonti d’acqua. Il fango gioca un ruolo importante nell’ecosistema. Ma soprattutto, il fango può essere riciclato per sempre. Quindi è uno dei migliori esempi in natura di economica circolare: qualcosa a cui aspiriamo a MUD Jeans!”.

È il noleggio il futuro della moda? Qui puoi leggere di più: Infiniti abiti zero ingombro

Link al sito: Mud Jeans


English – Leasing, recycling and upcycling: MUD, the jeans that want to change the fashion industry

“If you love jeans as much as this planet you’re at the good place here. We aim change the fashion industry, starting with the most popular piece of clothing: a pair of jeans”. This is how MUD Jeans presents itself on its website, a brand founded in 2013 by Bert van Son in the Netherlands after a 30-year experience in the traditional fashion industry. Having observed the heavy lives of factory workers and the great demands made by industry on nature, he decided to change things.

“The idea was to make jeans – organic cotton, people getting properly paid. But we soon found out that cotton could be easily recycled. We thought: why not get the jeans back?”. MUD Jeans offers the possibility of buying or leasing jeans. Those who decide to rent simply swap the old pair for a new one. “There is a mindshift happening. We used to have a 50/50 split between people renting and buying. But over the past 12 months the leasing has grown. People like to take another colour, wash or style after a year. They’re happy to send back their old jeans and get a fresh pair”. After a year, you can in fact swap your pair with a new one, paying the monthly rental fee. Or you can send it back to be reused or recycled. Once recovered, used clothing is sold as a second-hand item or, depending on the state of the jeans, the fabrics are recycled into new products.

A free repair service is also available in the Netherlands, Belgium and Germany.

Regarding the new, initially the MUD jeans were composed of a mix of 20% recycled denim and 80% virgin cotton. Now, the recycled proportions reach up to 40%. next year, van Son is “hoping to announce the first 100% recycled post-consumer pair of jeans”. The buttons are made of stainless steel, which can be recycled. “The paper tags are cradle-to-cradle certified. We don’t use leather. We are making the pocket linings out of 100% cotton”. And then? “We will try to get biodegradable polyester stitching lining”, says van Son. “We are purists”. To produce a pair of jeans use 1,000 liters of water versus the 7,000 needed generally for a traditional pair.

“By leasing jeans and recycling or upcycling the materials we move to a circular economy in the fashion industry”.

Why the name MUD?Mud is a mixture of water and any combination of soil, silt and clay, and usually forms after rainfall or near water sources. Mud plays an important role in the ecosystem. But most important of all, mud can be recycled eternally. So it’s one of the best examples in nature of the circle economy – something we aspire to at MUD Jeans!”.

Is renting the future of fashion? Read more here: Infiniti abiti zero ingombro

Link to website: Mud Jeans 

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