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Brand in focus – RE-BORN Shoes: le scarpe che nascono dalla lunga tradizione di recupero di materiali

Italiano/English below

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Puoi ascoltare qui l’articolo: RE-BORN Shoes (Brand in Focus)

Brand in focus è un ciclo di interviste realizzate per Sfashion-net*, nostro partner nella diffusione di una moda alternativa al fast fashion. Per loro intervistiamo Nicola Masolini di RE-BORN Shoes. Abbiamo scelto di raccontare la storia di questo brand italiano perché lo spirito del riuso e del recupero di materiali di diverse tipologie, alla base di RE-BORN Shoes da generazioni, ci è piaciuto molto. Ti lasciamo scoprire nell’intervista la filosofia, la storia e i materiali di questo marchio sostenibile.

 
Ciao Nicola, ci racconti di RE-BORN Shoes?

“Le calzature RE-BORN Shoes del calzaturificio Eredi Masolini Raimondo – MASOLINI1949 nascono dalla nostra storica azienda a conduzione familiare, la quale può vantare ormai un’esperienza di quattro generazioni nel settore calzaturiero. La sapienza artigianale tramandata di padre in figlio, unita allo spirito imprenditoriale che sa adattare continuamente la produzione alle nuove dinamiche sociali ed economiche, fa sì che i nostri prodotti siano attentamente rifiniti, resistenti, comodi e dal design sempre elegante e accattivante”.

Perché avete deciso di iniziare questa attività?

“Fin dal secondo dopoguerra il paese di Gonars, nella bassa friulana, fece del settore calzaturiero il punto di forza del suo sviluppo industriale e artigianale: le scarpe prodotte nei suoi numerosi calzaturifici erano vendute sia in Italia sia all’estero in paesi come Austria, Germania, Olanda e Belgio.
Valentino Masolini, il mio bisnonno, e i suoi figli furono tra i pionieri di questa emozionante fase di sviluppo economico. La competenza, l’intraprendenza e la passione che consentirono allora di fondare una solida realtà produttiva costituiscono tuttora per noi i valori fondamentali a cui far riferimento nella conduzione dell’azienda”.

Cosa vi ha ispirato?

“È vero che spesso la necessità stimola l’ingegno e porta a concepire soluzioni innovative. Dopo la guerra, quando le materie prime scarseggiavano, Valentino Masolini e i suoi figli pensarono di riciclare le scarpe e i tessuti delle divise militari rimasti dalla guerra appena terminata; fu così che trasformarono quei materiali ‘di scarto’ in nuove calzature. Ed è proprio a questo spirito del riuso che ci siamo ispirati nel progettare le nostre RE-BORN Shoes: nel dare vita a questa nuova serie non abbiamo fatto altro che riprendere quelle stesse tecniche di lavorazione e di recupero dei materiali che erano alle origini dell’azienda!

L’ispirazione è nata pure dalla mia esperienza personale, lavorando per parecchi anni in Etiopia, sempre nel settore calzaturiero dove ho potuto collaborare con grosse fabbriche di scarpe, marchi internazionali, progetti governativi di sviluppo del settore e con Sole Rebels, un marchio alternativo che già iniziava a lavorare nel settore del riciclo. Queste varie esperienze mi hanno permesso di viaggiare parecchio, visitando fiere e fabbriche di mezzo mondo… Capendo così da che parte stava andando l’industria delle scarpe, cogliendo i vari pregi e riflettendo sui tanti difetti del mercato di massa”.

Quando e come avete iniziato il progetto RE-BORN Shoes?

“Abbiamo iniziato il progetto RE-BORN Shoes circa un anno fa, ufficialmente partecipando come espositori alla Barcolana 51, dove esponevamo le nostre scarpe che per l’occasione erano prodotte nella maggior parte con vele usate”.

Qual è l’aspetto per te più importante del vostro brand?

L’aspetto più importante del nostro brand è quello di riuscire a valorizzare materiali che fino a pochi giorni prima erano destinati a essere distrutti. Il fatto di poterli far ‘rinascere’ emana un senso di positività a chi apprezza la nostra storia e i nostri prodotti, ma soprattutto a chi li indossa.
I nostri clienti sono i nostri maggiori venditori, quando comprano le nostre scarpe facciamo capire che sono parte del brand. Da allora inizia un feedback  dai nostri clienti, che ci comunicano le loro emozioni nell’indossarle e nel raccontare ai propri amici la storia e i materiali con cui le scarpe sono state fatte.
Oltretutto la comunicazione con i clienti ci permette di capire pregi e difetti dei materiali che usiamo, così da poterci sempre migliorare”.

2 prodotti del brand che hanno un significato speciale per te: quali sono e perché?

“Sono legato per vari motivi a tutti i modelli che facciamo, ma uno dei prodotti che amo è l’articolo RE-BORN T1: scarpe fatte con le vele, jeans, pneumatici e asciugamani usati”.

RE-BORN T1 (a destra)

“Materiali completamente differenti tra di loro con provenienze e storie che si intrecciano tra km di autostrada, miglia marine, passeggiate nei parchi e camere di albergo”.

Riguardo alla sostenibilità, il riutilizzo di materiali altrimenti destinati a essere buttati è l’aspetto che ci è piaciuto molto. Anche le suole, le tomaie e le confezioni (zainetti realizzati con ombrelloni da spiaggia) sono in materiali riciclati. RE-BORN Shoes utilizza jeans, tele di ombrelloni, asciugamani, stoffe, pneumatici, resti di produzione di tessiture artistiche, vele di imbarcazioni. Producete singolarmente in modo artigianale ogni paio richiesto. Ci sono altri progetti in vista?

“Stanno nascendo tanti nuovi progetti e collaborazioni che ci stanno aprendo nuove strade e facendo conoscere materiali svariati da far diventare scarpe. Da ritagli di stoffe artigianali della Val Badia alle t-shirt, passando per il tartan per fare i kilt. Quindi siamo sempre alla ricerca di emozioni nuove da trasmettere a chi ci segue.
Il nostro sogno è anche di poter creare una filiera ‘importante’, creando altri posti di lavoro dove si recuperano i materiali in vario modo rendendoli disponibili per la nostra produzione, ma anche per altre che possano necessitarne”.

Cosa ne pensi del fare rete con altre micro-imprese?

“Fare rete è comunque un passo fondamentale per un’economia circolare come quella che stiamo mandando avanti.
Abbiamo già iniziato una collaborazione in co-branding con un marchio straniero. In Italia si dovrà collaborare soprattutto nel marketing, forse creando situazioni tipo fiere, linee di vendita o altro da studiare assieme, che ci possa permettere di abbattere i costi dandoci una visibilità maggiore”.

Sito: https://rebornshoes.com/it/

Facebook: https://www.facebook.com/rebornshoes2019/

Instagram: https://www.instagram.com/rebornshoes_official/

* Sfashion-net è un portale che raccoglie brand, progetti e micro imprese della moda critica, con lo scopo di dare loro visibilità, di diffondere in maniera concreta un’alternativa reale al consumo del fast fashion e di creare una rete, una community coesa e attiva di realtà che, pur restando indipendenti fra loro, possano conoscersi, entrare in contatto, sviluppare strategie e progetti condivisi. Inoltre i brand possono fruire di consulenze, formazione e servizi dedicati alla loro tipologia di impresa.


English – Brand in focus – RE-BORN Shoes: born from the long tradition of recovering materials

Brand in focus is a series of interviews made for Sfashion-net*, our partner in the diffusion of an alternative to fast fashion. For them we interviewed Nicola Masolini of RE-BORN Shoes. We have chosen to tell the story of this Italian brand because we like a lot the spirit of reuse and recovery of materials of different types, which has been the basis of RE-BORN for generations. We let you discover the philosophy, history and materials of this sustainable brand in the interview.

Hi Nicola, can you tell us about RE-BORN Shoes?

“RE-BORN Shoes of the Eredi Masolini Raimondo – MASOLINI1949 shoe factory are born from our historic family-run company, which can now boast four generations of experience in the footwear sector. The craftsmanship handed down from father to son, combined with the entrepreneurial spirit that knows how to continually adapt production to new social and economic dynamics, ensures that our products are carefully finished, resistant, comfortable and with an elegant and captivating design”.

Why did you decide to start this business?

“Since the Second World War, the town of Gonars, in the lower Friuli area, has made the footwear sector the strong point of its industrial and artisan development: the shoes produced in its numerous shoe factories were sold both in Italy and abroad in countries such as Austria, Germany, Holland and Belgium.
Valentino Masolini, my great-grandfather, and his children were among the pioneers of this exciting phase of economic development. The expertise, resourcefulness and passion that allowed us to establish a solid production reality are still for us the fundamental values ​​to refer to in running the company”.

What inspired you?

“It is true that necessity often stimulates ingenuity and leads to the conception of innovative solutions. After the war, when raw materials were scarce, Valentino Masolini and his sons thought about recycling the shoes and fabrics of military uniforms left over from the war just ended; this is how they transformed those ‘waste’ materials into new shoes. And it is precisely this spirit of reuse that we were inspired by in designing our RE-BORN Shoes: in giving life to this new series we have done nothing but resume those same techniques of processing and recovery of materials that were at the origins of company!

The inspiration also came from my personal experience, working for several years in Ethiopia, always in the footwear sector where I was able to collaborate with large shoe factories, international brands, government development projects in the sector and with Sole Rebels, an alternative brand that it was already starting to work in the recycling sector. These various experiences have allowed me to travel a lot, visiting fairs and factories all over the world… thus understanding where the shoe industry was going, grasping the various qualities and reflecting on the many defects of the mass market”.

When and how did you start the RE-BORN Shoes project?

“We started the RE-BORN Shoes project about a year ago, officially participating as exhibitors at Barcolana 51, where we shown our shoes which for the occasion were mostly produced with used sails”.

What is the most important aspect of your brand for you?

The most important aspect of our brand is to be able to enhance materials that until a few days before were destined to be destroyed. The fact that they can be ‘reborn’ exudes a sense of positivity to those who appreciate our history and our products, but above all to those who wear them.
Our customers are our biggest sellers, when they buy our shoes we make it clear that they are part of the brand. Since then, feedback has begun from our customers, who communicate their emotions in wearing them and in telling their friends about the story and the materials with which the shoes were made.
Furthermore, communication with customers allows us to understand the strengths and weaknesses of the materials we use, so that we can always improve”.

2 brand products that have a special meaning for you: what are they and why?

“I am attached for various reasons to all the models we make, but one of the products I love is the RE-BORN T1 item: shoes made with sails, used jeans, tires and towels”.

RE-BORN T1 (on the right)

“Materials that are completely different from each other with origins and stories that are intertwined between kilometers of motorway, nautical miles, walks in parks and hotel rooms”.

In terms of sustainability, the reuse of materials otherwise destined to be thrown away is the aspect that we really liked. The soles, the shoe uppers and the packaging (backpacks from beach umbrellas) are also made from recycled materials. RE-BORN Shoes uses jeans, umbrellas canvases, towels, fabrics, tires, artistic weaving production remains, boat sails. Each single pair ordered is an handcraft piece. Are there any other projects in sight?

“Many new projects and collaborations are emerging, opening up new paths for us and introducing various materials to become shoes. From scraps of handcrafted fabrics from Val Badia to t-shirts, through tartan to make kilts. So we are always looking for new emotions to convey to those who follow us.
Our dream is also to be able to create an ‘important’ supply chain, creating other jobs where materials are recovered in various ways, making them available for our production, but also for others who may need them”.

What do you think of networking with other micro-enterprises?

“Networking is still a fundamental step for a circular economy like the one we are developing.
We have already started a co-branding collaboration with a foreign brand. In Italy we will have to collaborate above all in marketing, perhaps creating situations such as fairs, sales lines or other things to study together, which will allow us to reduce costs by giving us greater visibility”.

Web site: https://rebornshoes.com/it/

Facebook: https://www.facebook.com/rebornshoes2019/

Instagram: https://www.instagram.com/rebornshoes_official/

* Sfashion-net is a portal that brings together brands, projects and micro-enterprises of critical fashion, with the aim of giving them visibility, of spreading a real alternative to fast fashion consumption and of creating a network, a cohesive and active community in realities that, while remaining independent from each other, can get to know each other, come into contact, develop shared strategies and projects. Furthermore, brands can benefit from consultancy, training and services dedicated to their type of business.

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