Cosmetic,  Fashion/Moda,  Minimalism,  Responsible life / Stile di vita resp.

Riscopriamo la nostra bellezza per un approccio più responsabile alla moda – 2a puntata

Italiano/English below

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Puoi ascoltare qui l’articolo: Riscopriamo la bellezza 2

Dopo la prima puntata incentrata sui meccanismi che portano a comprare (troppi) abiti che non ci fanno sentire a nostro agio, che buttiamo o lasciamo inutilizzati nell’armadio con insoddisfazione o frustrazione, la seconda puntata del percorso con l’image coach Jessica Pellegrino vuole aiutarci a individuare, e nel caso a modificare, i pensieri che ci portano a scegliere gli abiti da indossare. Questo passaggio è utile per proseguire nel percorso e riuscire a valorizzare la nostra immagine, orientando i nostri acquisti verso una maggiore consapevolezza, per un consumo di indumenti più sostenibile. Se hai perso la puntata introduttiva, puoi leggerla qui: Riscopriamo la bellezza – 0 Qui puoi leggere la prima puntata Riscopriamo la bellezza – 1

In ogni puntata troverai: le spiegazioni e i consigli di Jessica; suggerimenti riguardo libri, film o serie tv sull’argomento; esercizi da provare. Se hai domande o curiosità, clicca il bottone qui sotto per inviarcele. Buona lettura!

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Ciao Jessica, ben ritrovata! Nel primo step del percorso, ci hai spiegato come capire se stiamo comprando troppo e abbiamo ragionato su cosa stia dietro gli acquisti compulsivi e come ci ritroviamo a dirci che non abbiamo nulla da indossare, pur con un armadio pieno di vestiti. Dato che molto nasce da ciò che pensiamo, come funzionano i pensieri giudicanti?

“È una domanda molto interessante perché in realtà noi quando ci guardiamo allo specchio tendiamo a giudicarci, quindi a guardare ciò che non ci piace del nostro corpo. Molti tendono a parlare di punti forti e punti deboli o di come camuffare i difetti. Non sono d’accordo e mi discosto da questo tipo di pensiero. Credo che noi donne siamo fatte di caratteristiche, abbiamo elementi che compongono la nostra figura, alcuni ci possono piacere, altri magari non ci piacciono. Sono comunque giudizi soggettivi, vorrei precisare questo punto. Perché ciò che può piacere a noi può non piacere a qualcun altro e viceversa.
Un esempio molto lampante è quello delle icone di stile, delle figure che vediamo sui social media, in TV, nelle riviste, dei personaggi che vediamo un po’ tutti i giorni. Tendiamo spesso ad ammirare persone, che hanno comunque anche loro caratteristiche. Molte sono magari le stesse che abbiamo noi ma su di noi non le vediamo oppure non le sopportiamo, mentre sugli altri le esaltiamo. Prendiamo Jennifer Lopez, una donna meravigliosa, bellissima, invidiabile nei suoi 50 anni, che però ha un fisico che si definisce ‘a triangolo’. Tende a metter su peso nella parte inferiore del corpo (sui fianchi e soprattutto sul fondoschiena).

Ho avuto moltissime clienti che camuffavano quella parte del loro corpo andando a penalizzarla: cercando di distogliere l’attenzione, magari mettevano maglie più lunghe, portando l’attenzione sul fianco. Questo le faceva sentire insicure e non si piacevano, si giudicavano, perché tutto diventava mirato su quella cosa che fa parte del nostro corpo e che non ci piace. Premesso che possiamo sempre migliorare il nostro corpo, possiamo prendercene cura in tanti modi diversi, dalla parte beauty all’alimentazione, all’attività fisica, al bere più acqua. Cose che sappiamo e che incentivo sempre a fare, per sentirci bene con il nostro corpo, per entrare in contatto, imparare a sentirlo e ad ascoltare cosa ci comunica. Premesso quindi questo, che è alla base un po’ di tutto, ci sono degli aspetti di body shape che non possiamo cambiare, ossia non possiamo modificare la nostra figura. Una persona che ha una figura ‘a triangolo invertito’ o ‘a cerchio’ non potrà diventare clessidra o viceversa. Ci sono i rimedi chirurgici estremi, come possono aver fatto anche molte star, ma non è quello di cui desidero parlare in questo contesto proponendolo come un modo per risolvere i nostri giudizi. Perché comunque se abbiamo giudizi dentro di noi tenderemo sempre ad averli, pur andando a modificare completamente la nostra figura. 
Nel caso di Jennifer Lopez, ha sempre avuto un lato B pronunciato, però anziché camuffarlo e sentirsi penalizzata da questa caratteristica ha creato un punto di forza. Lo ha addirittura assicurato. Ha dato molta attenzione a quella parte di sé e ha creato attraverso il suo stile i modi per enfatizzarlo, per mostrarlo, senza utilizzare le classiche tecniche di camouflage. Per questo, come dicevo nella puntata scorsa, non è sufficiente conoscere le proprie caratteristiche ma anche quello che noi vogliamo per noi stesse. Perché altrimenti in un caso come quello di Jennifer Lopez avrei potuto aiutarla a camuffare il suo lato B importante e a proporzionarlo con la parte superiore del corpo, però non si sarebbe sentita abbastanza bella o femminile perché per lei magari quello è un modo per mostrare la sua femminilità”.

Quindi, Jessica, torniamo a quello che ci dicevi nella prima puntata, sul duplice lavoro interiore ed esteriore per valorizzare noi stesse e sentirci bene. Quali sono i presupposti dei pensieri giudicanti su cui possiamo lavorare?

“È qui che nasce l’importanza del guardare anche l’immagine interiore, lavorando con il coaching, per approfondire quello che ci spinge a scegliere una cosa piuttosto che un’altra. I pensieri giudicanti partono dal presupposto che andiamo a guardare quello che non ci piace di noi e dimentichiamo che abbiamo tanti altri aspetti di noi che ci piacciono.  Solo che quelli li diamo per scontato e ci scordiamo di valorizzarli, perché tendiamo a ragionare per scarsità e a lavorare su quello che non ci piace, a cercare di nasconderlo. Un altro esempio è la Venere di Botticelli. Nel famoso quadro nasconde le sue parti intime, è senza vestiti e si copre il seno e la parte pubica. Quando guardiamo quel quadro secondo me la parte dove portiamo più l’attenzione è proprio quella che lei tenta di nascondere. Il fatto che ponga sopra le mani è un modo per condurre lì l’attenzione, anziché distoglierla, è come se avesse messo una freccia proprio su quei punti che non voleva mostrare. Tendiamo a ragionare e a giudicare la nostra figura perché c’è un’insoddisfazione latente, che ci porta a creare escamotage che però in realtà conducono a indirizzare l’attenzione su quella parte che non desideriamo mostrare”.

Come posso allora scardinare i pensieri giudicanti, in modo da trovare una serenità interiore che mi consenta di sentirmi bella?

“Qui entra in gioco la coach che è in me! Aiuto la cliente a screditare quel pensiero. Come lo faccio? Bisogna imparare a porre attenzione a cosa ci raccontiamo: nel momento in cui mi guardo allo specchio e sento l’insoddisfazione devo cercare di individuare dove la sento, soprattutto qual è la frase che mi viene in mente, che cosa mi sto dicendo in quel momento in cui mi sento insoddisfatta.
Per esempio, guardo i fianchi e mi dico: ‘Mamma mia, sembro una balena!’. Nel guardarmi i fianchi giudicandomi in quel modo, quella frase la posso scardinare. Come si fa? Con una tecnica di coaching, che in breve potrei spiegare così: posso scardinare quel giudizio individuando il pensiero e anche l’emozione che mi arriva da quel pensiero. Devo arrivare a capire che da quel pensiero faccio scaturire un’emozione: mi sento in un determinato modo, questo comporterà delle azioni precise e da quelle azioni arriverò a un risultato. Se allo specchio mi guardo i fianchi dicendomi che sembro una balena, qual è la mia emozione? È la frustrazione, è rimanerci male nel vedermi in quel modo, è sentirmi in difetto per vedermi così? Quindi l’azione quale può essere? Quella di nascondere in maniera magari anche ossessiva il mio corpo, mettendo maglie più lunghe o solo colori scuri. Cosa succede però? Magari mettendo quella maglia più lunga creo una linea orizzontale proprio sul mio fianco, che porta l’attenzione sul fianco! Mi renderà più formosa di quello che in realtà sono. Oppure non valorizzerà il punto vita che è un po’ più sottile o mi farà apparire di qualche taglia in più. Quindi il risultato qual è? Dò conferma al pensiero che mi diceva ‘Sembro una balena!’ e mi sentirò una balena, perché guardandomi allo specchio mi vedrò davvero con una taglia in più rispetto a quella che ho. È un circolo vizioso”.

Jessica, mi sembra di capire che quindi il primo passo sia individuare il pensiero giudicante e l’emozione a cui è collegato. Successivamente come possiamo agire?

“Una volta individuato il pensiero che scaturisce guardandomi nello specchio, vado a individuare che cosa sto facendo in due modi. Posso lavorare sul pensiero e capire quanto è in mio potere per sentirmi e vedermi più bella, però molte volte lo diciamo ma non lo sentiamo. Con il coaching andiamo invece a lavorare sull’emozione: come mi voglio sentire, in che modo mi sentirei bene e appagata, in che modo mi vedrei allo specchio con il sorriso. Andiamo ad attuare non la semplice risposta a ‘Devo dimagrire sui fianchi’, no. C’è molto altro, posso assicurarlo. E lavoriamo sull’emozione: in base a come voglio sentirmi andrò a creare quella pace interiore che mi porterà ad agire in modo più ispirato. Quest’azione sarà più positiva rispetto a quella che avrei messo in atto in base a un’emozione di tristezza, rabbia o frustrazione. Agirò in modo più consapevole e più positivo. Il risultato che avrò sarà sicuramente migliore. Non significa che andrò a porre dei rimedi sui fianchi più larghi: semplicemente andrò a creare una nuova percezione, screditerò quel pensiero giudicante. È un lavoro ovviamente molto complesso. Può sembrare troppo macchinoso o impensabile per riuscirci, ma posso assicurare che ha veramente un grandissimo effetto e può avere un impatto incredibile sulle azioni e sul risultato finale di chi lavora sulla propria immagine”.

Quali passi vedremo nelle prossime puntate, Jessica, che ci aiuteranno a mettere in atto comportamenti d’acquisto più responsabile di abiti?

“Partiremo considerando la nostra figura e consapevolizzandoci su quelle che sono le nostre caratteristiche. Ci sono diverse body shape, si chiamano così le tipologie delle nostre forme fisiche. Ne parleremo in una puntata dedicata. Non c’è una regola aurea che valga per tutte le donne con un determinato tipo di figura, però in base a questa abbiamo gli elementi su cui lavorare.
Per esempio c’è la figura ‘a clessidra’, una donna caratterizzata appunto da una proporzione molto evidente di spalle e fianchi con un punto vita piuttosto segnato. La caratteristica di questa figura è la sinuosità, risulta più femminile e morbida rispetto ad altre figure come ad esempio la body shape ‘a rettangolo’, caratterizzata dalle proporzioni di spalla e fianchi ma senza il punto vita segnato, tipicamente è una figura molto magra e ossuta. L’ideale è quello di aiutare le body shape ad avvicinarsi in qualche modo alla figura della clessidra, perché è quella che viene considerata armonica e più proporzionata. Per esempio nel caso di quella ‘a rettangolo’ lavoreremo sulla sua valorizzazione dandole volume.
Poi in base alle caratteristiche che abbiamo, si va nello specifico a capire quali sono le cose che ci piacciono o che non ci piacciono. Per esempio può essere il collo corto, il fianco più pronunciato, il seno più prosperoso o minuto e così via. Sono tutte quelle caratteristiche su cui possiamo lavorare con le tecniche di camouflage. Conoscere le caratteristiche fisiche è di grande aiuto per acquistare in modo più consapevole.
Nelle puntate successive vedremo anche come i colori, che fanno parte della nostra palette cromatica, e il nostro stile personale ci aiutino ad acquistare più consapevolmente”.

Cos’altro può esserci d’aiuto per acquistare vestiti e accessori in modo più responsabile?

“C’è l’importanza di conoscere le proprie abitudini e le proprie necessità quotidiane, perché ci permettono di capire quali capi ci possono essere utili nella nostra quotidianità. Lo abbiamo anticipato nella prima puntata. Un esempio che faccio di solito è quello dei tacchi. Posso amare e saper portare il tacco 12, ma se la mia quotidianità è molto frenetica e mi porta da una parte all’altra della città per appuntamenti e impegni, non è salutare o fattibile per me indossare tutto il giorno per 10 ore filate il tacco 12. So che se lo acquisto potrò utilizzarlo in determinati contesti, quindi saprò che se voglio andare a un appuntamento di lavoro o un aperitivo con il tacco 12 nella mia quotidianità lo inserirò facendo un cambio di scarpa, ad esempio. Questo mi porta una consapevolezza di acquisto legata al fatto che quando andrò a comprare le scarpe non acquisterò solo tacco 12, ma anche scarpe che potranno servire per il lavoro, per i miei appuntamenti, per andare a prendere i figli a scuola e così via. Quando scelgo quella scarpa terrò conto anche dei miei colori, del mio stile e soprattutto della mia figura, in modo tale che non mi penalizzi ma che rispecchi la mia persona e quello che si suol dire essere lo stile personale”.

Alla base di acquisti più responsabili mi sembra di capire che ci siano la consapevolezza di sé, delle nostre caratteristiche, del nostro stile di vita e di ciò che ci piace o non ci piace, ma anche un maggior apprezzamento di noi stessi. Come posso piacermi di più?

“Non c’è una regola per tutte le persone. Di certo però prendersi cura di noi e scegliere dei momenti della giornata in cui facciamo qualcosa per noi stesse aiutano a consapevolizzarci, soprattutto a sentirci sempre più forti. Sono tante le cose che posso fare, per esempio la scelta di abiti da indossare il giorno dopo. Mi dedico quella mezz’ora per creare i miei abbinamenti in modo tale che il giorno dopo so già cosa mettere, sono anche più veloce nell’indossarli, senza rischiare di mettere le solite cose. Oppure posso dedicarmi a un’attività che mi piace: un’attività fisica come lo yoga oppure la meditazione, una passeggiata, dipingere, qualunque cosa. Il fatto di prendere del tempo per noi all’interno della giornata, senza lasciarci sempre coinvolgere dagli impegni che abbiamo verso la famiglia, il lavoro, gli amici o chiunque altro è sicuramente un grande aiuto. Perché ricordate che è una scusa che ci raccontiamo quella di dire ‘dopo lo faccio’, di metterci sempre all’ultimo posto, perché se avessimo una giornata di 48 ore non troveremmo comunque il tempo per fare qualcosa anche per noi, se non lo vogliamo. Possiamo inserire all’interno del nostro quotidiano una fascia oraria dove, cascasse il mondo, in quel momento scegliamo di prenderci cura di noi. Può essere anche un momento beauty: una maschera per il viso, la pedicure, il parrucchiere, qualcosa che possiamo fare da noi o con un professionista. Ci aiuta a metterci al primo posto e a lungo andare ci porta a guardarci allo specchio piacendoci di più. Soprattutto una cosa che ho visto dare risultati molto forti è l’image coaching, lavorando sulla nostra immagine interiore per scardinare alcuni nostri pensieri giudicanti e guardarci con un’altra prospettiva”.

Jessica, ci hai descritto e ci descriverai tanti passi che possiamo fare, dandoci molti suggerimenti. Cosa hai provato tu personalmente a mettere in pratica?

“In realtà ho messo in pratica tutto quello che sto raccontando in queste puntate, perché prima di iniziare questa professione ho lavorato su me stessa a livello interiore ed esteriore. Ho lavorato sull’immagine scegliendo cose semplici che mi rispecchiano, che mi fanno sentire bene e che soprattutto rispettano la mia felicità. Allo stesso modo ho lavorato su me stessa, sulla mia crescita personale e sulla mia immagine interiore. Ovviamente questo è un aspetto su cui non sono ancora arrivata, non si finisce mai di imparare. In realtà, però, già il fatto che ci si dedichi a questa parte fondamentale è importantissimo. La mia esperienza personale è quella di mettermi in gioco ogni giorno. Ad esempio, scelgo ogni anno di frequentare un corso di formazione professionale diverso. Mi affido anche a una coach con cui lavoro su me stessa, per scardinare cose che da sola non posso scardinare. Ogni anno decido dove investire per arrivare alla fine dell’anno a sentirmi migliore rispetto all’anno precedente”.

Aspettando la prossima puntata, ti proponiamo due attività per provare a mettere in pratica i suggerimenti di Jessica. Se ti va, condividi con noi i risultati (scrivendoci oppure postando sui nostri account Facebook o Instagram).

Un esercizio per scoprire quali sono i tuoi pensieri giudicanti e come ti influenzano:
  1. Guardandoti allo specchio, prova a osservare se ci sono punti in cui vedi e senti insoddisfazione. Cerca di individuare dove la percepisci. Qual è la frase che ti viene in mente? Che cosa ti stai dicendo nel momento in cui ti senti insoddisfatta?
  2. Una volta che hai individuato i pensieri giudicanti, scrivili su un foglio e prova a indicare accanto le azioni che solitamente compi per via di quelle caratteristiche che consideri negative.
  3. Segna accanto a queste azioni qual è il risultato a cui portano.

Segui l’esempio che ci ha raccontato Jessica: il pensiero guardando i fianchi è “Sembro una balena!”; l’azione che metto in atto è “indosso maglie lunghe e larghe per coprire i fianchi”; il risultato è “sembro indossare una taglia in più e questo rinforza la mia idea di essere una balena”.

Un esercizio per aiutarti a costruire un guardaroba più responsabile:
  1. Osserva le tue abitudini quotidiane (attività che svolgi, contesti in cui ti ritrovi, spostamenti che compi e mezzo che utilizzi, ecc.).
  2. Associa a ognuna la tipologia di abbigliamento che secondo te è più adatta e che prediligi, facendoti sentire bene.
  3. Guarda ciò che hai nel tuo armadio e prova a collegarlo alle abitudini che hai individuato, scrivendo le tipologie accanto a ognuna. Per esempio – Abitudine: ogni giorno mi sposto in città in auto da 3-5 clienti per lavoro. Tipologia vestiti: è richiesto un abito formale (tailleur, maglie/camicie eleganti, tacchi).
  4. Quali sono i capi/gli accessori che non hai associato a nessuna abitudine e che non utilizzi mai? Questi capi saranno quelli da considerare per il decluttering e da valutare con più attenzione in caso desideri acquistarne nuovamente. Potrai decidere di liberartene completamente oppure di tenerne uno per tipologia qualora tu ritenga possibile di averne bisogno qualche volta. Considera che per utilizzi molto radi c’è la possibilità di prendere in prestito (da familiari o amici) o di noleggiare (qui trovi alcuni consigli secondo il modello di consumo più responsabile proposto da Dress Ecode).
  5. Quali sono invece quelli che più frequentemente hai collocato accanto alle abitudini individuate? Questa tipologia di capi sarà al momento da mantenere nel tuo guardaroba, e nei passi successivi scopriremo se avranno tutte le caratteristiche per diventare i pezzi di cui non fare a meno!
Dove puoi trovare Jessica Pellegrino:

– Corsi https://jpacademy.teachable.com/?affcode=173147_5izhjbfb
– Sito https://www.jessicapellegrino.com/
– FB https://www.facebook.com/jessicapellegrinoimagestylist/
– IG https://www.instagram.com/jessicapellegrinoimagestylist/
– YouTube www.youtube.com/channel/UCQpRucUm1V0BE5b7Yk5vhEw?
– Spreaker https://www.spreaker.com/user/jessicapellegrino


English – Rediscover your beauty for a more responsible approach to fashion: Second episode

After the first episode focused on the mechanisms that lead to buying (too many) clothes that do not make us feel comfortable, that we throw or leave unused in the closet with dissatisfaction or frustration, the second episode of the path with the image coach Jessica Pellegrino wants help us identify, and if necessary modify, the thoughts that lead us to choose the clothes to wear. This step is useful for continuing along the path and being able to enhance our image, directing our purchases towards greater awareness, for a more sustainable clothing consumption. If you missed the introductory episode, you can read it here: Rediscover your beauty – 0 Here you can read the first one: Rediscover your beauty – 1

In each episode you will find: Jessica’s explanations and advice; suggestions regarding books, films or TV series on the subject; exercises to try. If you have questions or curiosities, click the button below to send them to us. Enjoy the reading!

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Hi Jessica, welcome again! In the first step of the journey, you explained how to understand if we are buying too much and we reasoned about what is behind compulsive purchases and how we find ourselves saying that we have nothing to wear, even with a wardrobe full of clothes. Given that much arises from what we think, how do judgmental thoughts work?

“It is a very interesting question because in reality when we look in the mirror we tend to judge ourselves, therefore to look at what we don’t like about our body. Many tend to talk about strengths and weaknesses or how to camouflage flaws. I disagree and I distance myself from this type of thinking. I believe that we women are made of features, we have elements that make up our figure, some that we like, others maybe we don’t like. They are however subjective judgments, I would like to clarify this point. Because what may please us may not please someone else and vice versa.
A very striking example is that of style icons, of the celebrities we see on social media, on TV, in magazines, of the personalities that we see every day. We often tend to admire people who also have their characteristics. Many are perhaps the same that we have, but we do not see them or we cannot stand them, while on others we exalt them.

Let’s take Jennifer Lopez, a wonderful, beautiful, enviable woman in her 50s, who however has a body that is defined as a ‘triangle‘. She tends to put weight on the lower part of the body (on the hips and especially on the lower back). I have had many customers who disguised that part of their body by penalizing it: trying to divert attention, perhaps they put on longer shirts, bringing attention to their hip. This made them feel insecure and they didn’t like themselves, they judged themselves, because everything became targeted on that thing that is part of our body that we don’t like. Given that we can always improve our body, we can take care of it in many different ways, from the beauty part to nutrition, physical activity, drinking more water. Things we know and that I always suggest to do, to feel good about our body, to get in touch, learn to feel it and listen to what it communicates to us. Therefore, given this, which is at the basis of a little bit of everything, there are aspects of body shape that we cannot change, that is, we cannot change our figure. A person who has an ‘inverted triangle’ or ‘circle’ figure cannot become an hourglass or vice versa. There are extreme surgical remedies, as many stars may have done, but it is not what I want to talk about in this context, proposing it as a way to resolve our judgments. Because in any case, if we have judgments within us, we will always tend to have them, even if we completely modify our figure.
In the case of Jennifer Lopez, she always had a pronounced B-side, but instead of disguising it and feeling penalized by this feature, she created a strong point. She even insured it. She paid close attention to that part of herself and created through her style the ways to emphasize it, to show it, without using the classic camouflage techniques. For this, as I said in the last episode, it is not enough to know your own characteristics but also what we want for ourselves. Because otherwise in a case like that of Jennifer Lopez I could have helped her to camouflage her important B side and to proportion it with the upper body, but she wouldn’t have felt pretty or feminine because for her maybe that is a way to show her femininity”.

So, Jessica, we go back to what you told us in the first episode, about the double inner and outer work to enhance ourselves and feel good. What are the presuppositions of the judging thoughts we can work on?

“This is where the importance of looking at the inner image, working with coaching, comes from, to deepen what drives us to choose one thing over another. Judging thoughts start from the assumption that we look at what we don’t like about ourselves and forget that we have so many other aspects of us that we like. Except that we take them for granted and we forget to value them, because we tend to reason for scarcity and to work on what we don’t like, to try to hide it. Another example is Botticelli’s Venus. In the famous painting she hides her private parts, she is without clothes and covers her breast and the pubic part. When we look at that picture, in my opinion, the part where we bring the most attention is exactly what she tries to hide. The fact that she lays her hands on it is a way to draw attention there, instead of diverting it, it is as if she has put an arrow on those points that she did not want to show. We tend to reason and judge our figure because there is a latent dissatisfaction, which leads us to create tricks that actually lead to directing attention to that part that we don’t want to show”.

How then can I deconstruct the judgmental thoughts, so as to find an inner serenity that allows me to feel beautiful?

“Here the coach that is in me comes into play! I help the client discredit that thought. How do i do it? We must learn to pay attention to what we tell ourselves: when I look at me in the mirror and feel dissatisfaction, I have to try to identify where I feel it, especially what is the sentence that comes to mind, what I am saying to myself at that moment in which I feel dissatisfied.
For example, I look at my hips and say to myself: ‘Mamma mia, I look like a whale!’. In looking at my hips and judging me that way, I can dismantle that sentence. How you do it? With a coaching technique, which I could briefly explain as follows: I can deconstruct that judgment by identifying the thought and also the emotion that comes to me from that thought. I should understand that from that thought I give rise to an emotion: I feel in a certain way, this will involve precise actions and from those actions I will arrive at a result. If I look at my hips in the mirror telling myself that I look like a whale, what is my emotion? Is it frustration, is it hurting to see me that way, is I feeling at fault for seeing me like this? So what action can follow? That of hiding my body in an obsessive way, putting longer shirts or only dark colors. What happens though? Maybe putting that longer shirt I create a horizontal line right on my hip, which brings attention to the side! It will make me more curvy than I actually am. Or it will not enhance the waistline which is a little thinner or make me appear a few more sizes. So what is the result? I confirm the thought that I said to me ‘I look like a whale!’ And I will feel like a whale, because looking at myself in the mirror I will really see myself with one size more than what I have. It’s a vicious circle”.

Jessica, as far as I understand, therefore the first step is to identify the judgmental thought and the emotion to which it is connected. Then how can we act?

“Once I have identified the thought that springs from looking at myself in the mirror, I am going to identify what I am doing in two ways. I can work on thinking and understand how much it is in my power to feel and see myself more beautiful, but many times we say it but we don’t feel it. With coaching instead we go to work on emotion: how I want to feel, how I would feel good and satisfied, how I would see myself in the mirror with a smile. Let’s implement not the simple answer to ‘I have to lose weight on my hips’, no. There is much more, I can assure you. And we work on emotion: based on how I want to feel, I will create that inner peace that will lead me to act in a more inspired way. This action will be more positive than what I would have done based on an emotion of sadness, anger or frustration. I will act more consciously and more positively. The result I have will certainly be better. It does not mean that I will go to put remedies on the wider hips: I will simply create a new perception, I will discredit that judgmental thought. It is obviously a very complex job. It may seem too cumbersome or unthinkable to do it, but I can assure you that it has a really great effect and can have an incredible impact on the actions and on the final result of those who work on their own image”.

What steps will we see in the next episodes, Jessica, that will help us implement more responsible clothing purchasing behaviour?

“We will start by considering our figure and becoming aware of what our characteristics are. There are different body shapes, as the types of our physical forms are called. We will talk about it in a dedicated episode. There is no golden rule that applies to all women with a certain type of figure, but based on this we have the elements to work on.
For example, there is the ‘hourglass’ figure, a woman characterized precisely by a very evident proportion of shoulders and hips with a rather marked waistline. The characteristic of this figure is the sinuosity, it is more feminine and soft than other figures such as the ‘rectangle’ body shape, characterized by the proportions of the shoulder and hips but without the marked waistline, it is typically a very thin figure and bony. The ideal is to help body shapes to somehow get closer to the hourglass figure, because it is what is considered harmonious and more proportionate. For example, in the case of the ‘rectangle’ one, we will work on its enhancement by giving it volume.
Then based on the characteristics we have, we go specifically to understand what are the things that we like or that we don’t like. For example, it may be a short neck, a more pronounced hip, a more prosperous or minute breast and so on. These are all those characteristics on which we can work with camouflage techniques. Knowing the physical characteristics is of great help to buy more consciously.
In the following episodes we will also see how the colors, which are part of our color palette, and how our personal style help us to buy more consciously”.

What else can help us buy clothes and accessories more responsibly?

“There is the importance of knowing your daily habits and needs, because they allow us to understand which garments can be useful in our daily lives. We anticipated it in the first episode. An example I usually give is that of heels. I can love and know how to wear heel 12, but if my daily life is very agitated and it takes me from one part of the city to another for appointments and commitments, it is not healthy or feasible for me to wear all day for 10 hours straight the heel 12. I know that if I buy it I can use it in certain contexts, so I will know that if I want to go to a business appointment or an aperitif with the heel 12 in my daily life I will include it by making a change of shoe, for example. This brings me a buying awareness linked to the fact that when I go to buy shoes I will not only buy heel 12, but also shoes that will be useful for work, for my appointments, to pick up children from school and so on. When I choose that shoe I will also take into account my colors, my style and above all my figure, in such a way that it does not penalize me but that reflects my person and what is said to be personal style”.

At the basis of more responsible purchases, if  I understand correctly, there is the awareness of ourselves, of our characteristics, of our lifestyle and of what we like or dislike, but also a greater appreciation of ourselves. How can I like myself more?

“There is not a single rule for all people. Certainly, however, taking care of us and choosing the times of the day when we do something for ourselves help us to become aware of it, especially to feel stronger and stronger. There are many things I can do, for example the choice of clothes to wear the next day. I dedicate that half hour to create my combinations in such a way that the next day I already know what to put on, I am also faster in wearing them, without risking dressing in the same way. Or I can devote myself to an activity I like: a physical activity such as yoga or meditation, a walk, painting, whatever. Taking time for us within the day, without always getting involved with the commitments we have towards family, work, friends or anyone else is certainly a great help. Because remember that it is an excuse that we tell ourselves to say ‘after I do it’, to always put ourselves in the last place, because if we had a 48-hour day we would not find the time to do something for us anyway, if we don’t want it . We can insert a time slot within our daily life where the world falls, at that moment we choose to take care of us. It can also be a beauty moment: a face mask, pedicure, hairdresser, something we can do with us or with a professional. It helps us put us first and in the long run leads us to look at ourselves in the mirror, enjoying ourselves more. Above all, one thing that I have seen very strong results is image coaching, working on our inner image to unhinge some of our judgmental thoughts and look at us from another perspective”.

Jessica, you described and you will describe many steps we can take, giving us many suggestions. What did you personally try to put into practice?

“Actually I put into practice everything that I am telling in these episodes, because before I started this profession I worked on myself internally and externally. I worked on the image by choosing simple things that reflect me, that make me feel good and above all respect my happiness. In the same way I worked on myself, on my personal growth and on my inner image. Obviously this is an aspect that I have not yet reached, you never stop learning. In reality, however, the fact that we dedicate ourselves to this fundamental part is already very important. My personal experience is to get involved every day. For example, I choose each year to attend a different professional training course. I also rely on a coach with whom I work on myself, to deconstruct things that I cannot deconstruct alone. Every year I decide where to invest to get to the end of the year to feel better than the previous year”.

Waiting for the next episode, we present you two activities to try to put Jessica’s suggestions into practice. If you like, share the results with us (by writing to us or posting on our Facebook or Instagram accounts).

An exercise to find out what your judgmental thoughts are and how they influence you:
  1. Look yourself in the mirror, try to see if there are points where you see and feel dissatisfaction. Try to identify where you perceive it. What is the sentence that comes to your mind? What are you saying to yourself the moment you feel unsatisfied?
  2. Once you have identified the judging thoughts, write them on a paper sheet and try to indicate next to the actions you usually do because of those characteristics that you consider negative.
  3. Write down next to these actions what the result is.

Follow the example that Jessica told us: the thought looking at the hips is “I look like a whale!”; the action that I implement is “I wear long and wide shirts to cover the hips”; the result is “I seem to be wearing an extra size and this reinforces my idea of being a whale”.

An exercise to help you build a more responsible wardrobe:
  1. Observe your daily habits (activities you carry out, contexts in which you find yourself, transfers you make and the means of transport you use, etc.).
  2. Associate to each habit the type of clothing that you think is most suitable and that you prefer, making you feel good.
  3. Look at what you have in your closet and try to connect it to the habits you have identified, writing the types next to each. For example – Habit: every day I travel to the city by car from 3-5 clients for work. Type of clothes: a formal dress is required (suit, elegant shirts, heels).
  4. What are the garments accessories that you have not associated with any habit and that you never use? These garments will be those to be considered for decluttering and to be evaluated more carefully in case you want to buy them again. You can decide to get rid of them completely or to keep one by type if you think you may need it sometimes. Consider that for very rare uses there is the possibility to borrow (from family or friends) or to rent (here are some tips according to the more responsible consumption model proposed by Dress Ecode).
  5. What are the ones you most frequently placed next to the habits identified? This type of garments will currently be kept in your wardrobe, and in the next steps we will find out if they have all the characteristics to become the pieces you can’t live without!
Where you can find Jessica Pellegrino:

– Courses https://jpacademy.teachable.com/?affcode=173147_5izhjbfb
– Website https://www.jessicapellegrino.com/
– FB https://www.facebook.com/jessicapellegrinoimagestylist/
– IG https://www.instagram.com/jessicapellegrinoimagestylist/
– YouTube www.youtube.com/channel/UCQpRucUm1V0BE5b7Yk5vhEw?
– Spreaker https://www.spreaker.com/user/jessicapellegrino

Photos: Jernej Graj (cover), Kevin Winter (Getty Images) Laura Chouette, Peter Bucks, Filip Mishevski, Toa Heftiba, Jessica Pellegrino.

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